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Magazine | Arte e Cultura | anno 2 | n 11 | Giugno | 2012

in Copertina

Pietro Dell’Aversana

VINCENZO GEMITO SCULTORE

DARIO FO A MILANO LAZZI SBERLEFFI DIPINTI


Direttore Editoriale Carlo Capone

Antonio Marino, Carmine T.A.Verazzo , Gabriele Romeo , Elena Pianese, Carlo Capone , Carlo Roberto Sciascia ,Marcello Fanali, Pasquale Monaco, Oscar Marino.

Arriva una nuova stagione, portatrice di mutamenti, e con essa anche il nostro portale web cambia pelle. Finalmente è online la nuova versione aggiornata, piena di novità. Già nelle precedenti vesti il portale di ExpoArt aveva conquistato un nutrito e sempre crescente numero di visitatori ed iscritti. Con questa nuova veste abbiamo registrato in appena poche ore un ulteriore e notevole incremento di pubblico. Inoltre, il nostro fiore all’occhiello, il nostro EXPOART magazine, sta allargando sempre di più il suo bacino di lettori, grazie soprattutto ad un estendersi a macchia d’olio di nuovi collaboratori provenienti dalle varie parti del Paese, che entrano, accolti calorosamente, a far parte della nostra grande famiglia. È possibile sfogliare la nostra rivista anche on line all’indirizzo web www.expoartcc.info. In questo numero abbiamo l’immenso onore e piacere di riportare una preziosa intervista a Dario Fo, un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Rifacendoci ad una sua significativa frase “In realtà sono un attore dilettante e un pittore professionista “ lo incontriamo in occasione della sua più grande mostra personale presso il Palazzo Reale a Milano. Fo pittore frequenta l’Accademia di Brera e il Politecnico di Milano , a Brera sarà allievo dei maestri Carlo Carra, Marino Marini Achille Funi e Aldo Carpi. Dopo l’Accademia inizia a calcare i teatri di tutta Italia e incontra Franca Rame (figlia d’arte il padre Domenico Rame era un attore da generazioni e la madre Emilia Baldini fu prima maestra poi attrice) si sposano il 24 giugno del 1954 e nel 1955 nasce a ROMA il figlio Jacopo, insieme fondano una compagnia teatrale dove i successi non mancheranno e nonostante la grande produzione teatrale , Dario Fo riesce sempre a trovare tempo da dedicare alla pittura . Nel 1977,l’Accademia di Svezia gli conferisce il premio Nobel. Motivazione dell’Accademia di Svezia: “Il Premio Nobel per la Letteratura viene assegnato quest’anno allo scrittore italiano Dario Fo, perché , seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi.” Ritornando invece alla mostra Fo pittore ha esposto oltre 400 opere realizzate in decenni di lavoro con una grande varietà di stili e tecniche inoltre in esposizione anche oggetti di scena come Maschere ,Marionette e Burattini. Correda l’esposizione il catalogo delle Edizioni Mazzotta, ennesima attestazione del lungo sodalizio tra la casa editrice milanese e Dario Fo. All’interno troverete anche, oltre a tanti artisti, foto, opere, curiosità, eventi: una nuova rubrica musicale dedicata ai più grandi jazzisti di tutti i tempi; un articolo sullo scultore Vincenzo Gemito, a cui è dedicata la strada in cui sorge la sede di ExpoArt; due nuovi capitoli del romanzo d’appendice “L’urlo del mare”; un altro capitolo dello Speciale Musei d’Italia; AVERSA, un Museo all’aperto; PALESTRINA, la perla dei monti prenestini; ITALO ZANNIER La Sfida della Fotografia; “L’esercito marciava” Collettiva Internazionale d’Arte a Colle Val d’Elsa (SI); ARTE IN STRADA: RITORNO AL PASSATO. Gli artisti della rievocazione storica rinascimentale. Buona lettura.

Carlo Capone

distribuzione gratuita

Presidente Ass.Culturale ExpoArt

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ExpoArt


AVERSA, un Museo all’aperto

S

e il sottosuolo di Aversa e dintorni è interessante- come già detto in precedenti pezzi- ancora di più, per come si presenta, lo è il suo centro storico. Principalmente quello che si perde nel dedalo di viuzze che intersecano,quasi a raggiera, la parte più antica della città. Una città che,come poche altre, rappresenta un vero e proprio Museo all’aperto per le numerose testimonianze del passato che conserva incastonate, dentro e fuori i suoi monumenti e i fabbricati. Vestigia per le quali il poeta Alfano prima e l’archeologo Maiuri poi,tralasciando altri studiosi e ricercatori,l’hanno definita “l’Atene della Campania”. Avanzi di marmo e di pietra,d’epoca osco-romana,che si mostrano al visitatore in tutto il loro fascinoso e arcano splendore restante. Che, pur diluito dall’ ingratitudine del tempo e oltraggiato dai moderni restauri dei fabbricanti,ancora resiste testimoniando quasi in “forzato” silenzio antichi fasti e amare vicende. Legate queste ultime soprattutto alla triste fine dell’antichissima, rinomata città osca di Atella, i cui resti ( non lo spirito) affiorano ora anche dalle mura di Aversa. Questo grazie ai primi Normanni che, per fondare la Contea, ne soffocarono la “sopravvivenza” portandosi via quanto poterono perfino le più sacre reliquie E l’opera fu talmente totale – a dirla con Francesco Legnante,autore di una dotta pubblicazione in merito- da far dire a illustri geografi e archeologhi:” Aversa,ex Atella ruinis condita est”. Lo stesso compianto avv.Legnante ebbe a comporre anche una significante Canzone che, per la parte che si collega con quanto detto, recita testualmente : “ Atella infine riunita e spenta / dal suolo ben n’avulse le reliquie/ la normanna schiera e i suoi seguaci/ a nobil preda fervorosi intenti/per dare lustro al recente ostello;/si che la terra che fu di Rainulfo,/nella profana opra e nella sacra,/ancor oggi risplende per li segni/ che prese a noi per sua nobilitate/. Quanto detto dal Legnante è confermato dallo storiografo De Muro che, nei suoi scritti,afferma che molti avanzi delle rovine di Atella progenitrice della vicina S.Arpino, furono trasportati nella nascente città normanna (voluta da Rainulfo Drengot ) venendo ad abbellire diversi Edifici e non solo di culto. Sotto il conte Riccardo I , infatti,alcune colonne e capitelli dello Anfiteatro atellano,trasportate nella costruenda città di Aversa su grossi carri (trainati da robusti buoi) furono impiegati nella edificazione del Duomo che, più tardi, conserverà dietro l’Altare Maggiore anche le dissotterrate reliquie dello stesso; e molto tempo dopo il card. Innico Caracciolo, vescovo di Aversa, utiliz-

zerà le rimanenti colonne ed i marmi per abbellire la Cattedrale. I ruderi rimasti furono divisi da cavalieri serventi ai maggiorenti della città, che li usarono per ingentilire i portoni e le arcate dei loro palazzi … dove tuttora possono essere scorti. Oltre ai cimeli trasportati dalla scomparsa Atella,la città di Aversa è detentrice – come già detto- di altri avanzi “cippi,lapidi ecc” provenienti dall’ex consolare Campana, dalla via Antiqua e dalla Domitiana. Alcune di queste memorie possono essere ravvisate lungo il locale corso Umberto I (già via del Seggio), a supporto degli stabili ( quelle che ancora rimangono) nella tortuosa via Drengot e nelle vecchie stradine che portano al Borgo,dove fanno bella mostra di sè agli angoli. Va ancora detto che Aversa riserva altre innumerevoli sorprese: girando per la città, senza contare le diverse chiese, il visitatore “attento” può scorgere un po’ dovunque ( soprattutto sulle mura seicentesche del Lemitone e zone adiacenti ) una serie di targhe spagnolesche e lastre marmoree epigrafate che ricordano vicende d’epoca. Visibilissime sono quelle site nella piazzola , sugli scalini dove inizia la locale via Orabona e quella lungo via Roma , ad angolo con via Vitt.Emanuele, che, talvolta ,è imbrattata da manifesti abusivi; a queste vanno aggiunte, per chi non ha il tempo di entrare nelle Istituzioni più celebrate di Aversa( tra cui la “Maddalena” che conserva altri tesori marmorei) Le Epigrafi funerarie e storiche come quelle di Aulo Plauzio Evodo,che trovasi nel seminario vescovile , e del re Carlo III di Borbone, posta sotto il palazzo Ventignano -Della Valle. Sempre passeggiando tra i vicoli e le piazze cittadine, oltre ad imbattersi nel Sedile di San Luigi , nella piazzetta di San Domenico,ci si può trovare di fronte ad una miriade di cippi e di piccole colonne “falliche” poste a guardia di vetusti stabili, la maggior parte delle quali sono state erette con materiale proveniente dalle strade e dalle località menzionate, come quella rinvenuta nell’ex palazzo Gallo ,denominata”La colonnina di TORREBIANCA” , alta una settantina di centimetri( proveniente probabilmente da Atella ) ,riproducendo un fallo … simbolo di fecondità . Camminare per Aversa, non curando abbandoni di sorta e immondizie ( venuti ormai a far parte del folclore cittadino ), significa respirare la storia intensamente . Una storia ricca di vicende , per certi versi cruda,ma sempre utile a sapersi in quanto ben predisposta a renderti partecipe di ciò che sa offrire silenziosamente. Antonio Marino ExpoArt 3


FRANCESCO

RUSSO Difficoltá in un percorso emozionale, 2006; olio su tela, cm. 70x50

In due... l’immenso, 2008; olio su cartone cm. 30x21

Eppur... soli, 2006; olio su tela, cm. 80x100

Via Roma, 57 - Trentola Ducenta (CE) Tel/Fax 081/8145896 - Cell 338/9660298 Email:fra.russ@libero.it Web: www.russofrancesco.it

Emozioni, 2006; olio su tela, cm. 80x60

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Pietro Dell’Aversana

Paesaggio con ponte, olio su tela cm. 50x70- 2004,

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’Artista Pietro Dell’Aversana e’ nato a Sant’Arpino,una piccola cittadina della provincia di Caserta Campania, il 21 giugno 1963.Attualmente vive e lavora a Rosate,Milano dove tiene il suo studio.Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive: 1997-personale Galleria il Broletto Pavia, 1998-pers. Palazzo Roncalli Istituto di belle Arti Vigevano (PV), 1998-2002pers.Castello di Bereguardo (PV), 2002-pers.UPIM Pavia, 2003-2007-pers. Scuole elementari Besate Milano, 2005-pers. Galleria il Laboratorio dell’Arte Casorate Primo (PV),2007-pers. Pinacoteca Comune di Casarile Milano,- 2008-pers. Oratorio S.Giustino Cesano Boscone (MI), 2008-pers.Chiesa del Carmine Cilavegna Pavia,- 2008- pers.Club Amici Rosatesi Rosate Milano, 2009- pers. Scuole elementari Besate Milano, dal 1990-2009-pers.Fiera Casorate Primo (PV), Collettive: 2000-coll. Galleria Ducale Vigevano (PV), 2000-2002- coll. Cupola Arnaboldi Gazaniga Pavia,- 2000-2006-coll. Fiera Castello di Bereguardo (PV),- 2001-coll. Fiera Palazzo delle esposizioni Vigevano e Abbiategrasso,- 2002-coll.Sala G.Leoni Vigevano Pavia,- 2002-2003-2009-coll. Castello di Gambolo’(PV),- 2002-a 2008-coll. Centro Commerciale Parona (PV), 2003-coll. Sala Consiliare Comune di Casorate P. (PV),- 2003- coll. Nuova Galleria D’Arte Minerva Pavia,- 2004-2006- coll. Galleria L’Arte 17 Pavia, 2004-2005-2006-2007-coll. Galleria il Laboratorio Dell’Arte Casorate P. (PV),- 2007-coll. Pinacoteca Comune di Casarile Milano, 2007-coll. Galleria Amici del Quadrato Milano,2006-coll. Galleria Logos ROMA. Concorsi di Pittura: 2000- I° Coppa Citta’ di Vigevano Sala G. Leoni (PV),- 2007-premio di pittura” Ambrogino “Milano,- 2008.Premio Segnalazione “Speciale per la Pittura”,Trofeo G. Falossi Milano,- 2008- Premio di Pittura Arte” Mondadori” Milano,- 2008-3° Premio Intern. Di Pittura “Arte Laguna Mogliano Veneto”, 2008-2009- Premio di Pittura: guardando il “Naviglio” Comune di Gaggiano Milano,- 2009- Premio Terna 02- ROMA,- 2009- IV premio internazionale di pittura “Arte Laguna” Mogliano Veneto Referenze: Artetivulab.com-Dell’Aversana Pietro Marcon (VE) Tel: 800 821 222 Referenze: Arte Collezionismo, Pittori e Scultori del 900, Casa Editrice Effeci Edizioni D’Arte

Studio D’Arte: Via Milano, 31 20088- Rosate (MI) Cell: 333-4332515 E-mail: dellaversanap.arte@alice.it Sito web: www.pietrodellaversana.com www.facebook.com/dellaversanap.arte

Egitto, viaggiando sul Nilo, olio su tela cm. 50x70- 2000,

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Silvia Catino

Il mare calmo..dei miei pensieri - (per Stefano ed il suo mare sardo) olio a spatola + pennello su tela. dm. cm. 120x80x4 - anno 2011

Desiderio ,olio su tela ,70 x 100 cm ,2012.

INFO | CONTATTI Via Gramsci, 32, Trani (BT), 76125. Tel. 3898329801. E-mail: coco-@hotmail.it.

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Carla Colombo www.artecarla.it


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DONATO MUSTO

onato Musto vive e lavora a Torino, sin dalla prima età manifesta una certa propensione per le arti figurative, partecipa ad un primo corso di disegno base dove apprende le prime nozioni, successivamente la conoscenza con il prof. Raffaele Nocerino, pittore e docente di discipline pittoriche presso il liceo artistico “Teatro Nuovo Torino” sarà determinante per il suo sviluppo artistico, in quanto sviluppa attraverso un corso avanzato di disegno dove apprende le principali tecniche di rappresentazione, sanguigna , crete colorate, pastelli, carboncino, punta d’argento, in un secondo tempo sviluppa le principali tecniche pittoriche, le preparazioni dei supporti,ed approfondisce la tecnica dell’acquerello e dell’acrilico. Nel dicembre 2005 realizza la sua prima mostra personale dal titolo “La luce dell’anima” presso l’hotel Lancaster dove espone una serie di acquerelli dedicati alle impressioni e alle luci di Venezia , nel giugno 2007 partecipa ad una mostra presso il comune di Albisola Superiore (SV) dove realizza una serie di disegni per il suo centro storico, nel dicembre 2009 esegue la sua seconda personale presso l’hotel lancaster. Nel novembre 2010 partecipa ad un concorso indetto da Aci gallery dal titolo “ adotta un poeta”, sempre nel 2010 partecipa alla IV edizione del concorso “Turin

Live Festival 2010 “ indetto da “Il salotto letterario” ricevendo una “menzione speciale” per la sezione pittura, infine nel dicembre 2010 ha partecipato ad un concorso indetto dall’associazione AD-ART ricevendo un Attestato di merito artistico, a Gennaio 2011 ha partecipato ad una mostra dal Titolo “cinque artisti a confronto” organizzata da Piemonte Artistico culturale. Nell’aprile 2011 partecipa alla mostra internazione Italia Arte 2011 a Villa Gualino, nel Giugno 2011 partecipa alla mostra “La Piazzetta 2011 “ presso il centro Artisti salernitani dove riceve al premio della Presidenza 2011, attualmente parteciperà ad una mostra di beneficenza “ I bimbi di betania “ in occasione del natale 2011 presso il Centro Artisti salernitani, in fine a dicembre mostra indetta dal Piemonte Artistico e culturale Mini Mostra collettiva natale 2011. Nel gennaio 2012 partecipa all’iniziativa “Diario Critico “ curata dal prof. Paolo Levi nell’ambito di una iniziativa atta a promuovere i giovani artisti in Italia, con una recensione sulla rivista “Effetto Arte” Nel Aprile 2012 partecipa ad una iniziativa, “Dialoghi d’Arte”, curata dalla prof. Liliana Nobile nella quale viene intervistato e con una recensione sulla rivista d’arte EKNY.

La pittura che esprime si può definire “romantica” con riferimenti al barocco e alla pittura dell’800, le sensazioni che trasmette ci parlano dei valori dell’uomo e delle sfumature dello spirito, cercando e mantenendo sempre la tradizione che resta un valore assoluto nella sua pittura.

contatti 3494161567 dmusto61@libero.it www.piemonteartistico.it

Musto pietà new

“Lei si diletta con grande maestria nella tecnica dell’acquerello, anche se purtroppo oggi il figurativo soffre molto,complimenti “ prof. Carlo Adelio Galimberti “ho visto attentamente i suoi pregevoli lavori e alcuni mi hanno trasmesso emozioni forti...” prof. Liliana Nobile

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Enjoy the nature 38x48, 2012 polistirene,acrilico,resine e led su tavola

DAVID D’ANNUNZIO

www.equilibriarte.net/daviddannunzio

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Antonio Anastasia Via Leone IV, 38 - 00192 Roma Tel. Studio: 06 397 42091 Mobile 329 4047 918 E-mail: anastasia.antonio@alice.it Sito: www.RomArt.com e www.dfgroma.com (alla voce “Artisti )

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ExpoArt

Geometrie – cm. 43 x 43 - olio su legno – anno 2012

Antonio Anastasia


Concorso

Premio San Fedele

Giovani Artisti Scadenza per invio materiali 5 settembre 2012 Si ringrazia Il Premio San Fedele si propone come laboratorio espressivo e cantiere creativo, finalizzato alla formazione di giovani artisti, filmmaker e musicisti e alla produzione di lavori originali nati da un’elaborazione e riflessione su temi specifici proposti dalla Fondazione Culturale San Fedele Il tema del prossimo anno sarà: “E quindi uscimmo a riveder le stelle” l’approdo Galleria San Fedele Via U. Hoepli 3a 20121 Milano T +39 02 86352233 EMAIL: sanfedelearte@sanfedele.net www.centrosanfedele.net - www.sanfedeleblog.net FB: san fedele arte

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Francesco

ACQUA DI MAGGIO OLIO SU TELA 40X60

Senise www.gigarte.com/francescoseniseart

Info|Contatti : Cell:348.3530301 Email: senisef1970@live.it

L’artista esprime con i contrasti dei colori un nostalgico sentimento che si manifesta sotto la forma degli elementi della natura. Ogni pennellata è una lacrima riversata con impeto sulla tela: il tepore della primavera che riaffiora con i suoi primi germogli e viene investita dalla forza degli elementi, ma non si lascia sopraffare, può rispecchiare l’anima dell’artista, il quale, stoico, non si lascia soggiogare dalle difficoltà della vita. Carmine T.A. Verazzo ExpoArt 9


ArteNatura

ART FARM GAIA – Struttura per gli artisti

ATELIER APERTO PER ARTISTI O QUANTI VOGLIANO TRASCORRERE UNA VACANZA IN UN CONTESTO NATURALE E CREATIVO DI RARA BELLEZZA. Art Farm Gaia è aperta tutto l’anno e mette a disposizione degli ospiti artisti un ottimo servizio di bed & breakfast, un grande atelier in cui creare le proprie opere, una galleria per ospitare mostre personali e collettive. Art Farm Gaia è nata per soddisfare principalmente i desideri di artisti o creativi di tutto il mondo.Offre una struttura e degli insegnanti artisti di primissimo livello internazionale. Organizza mostre, workshops di pittura, eventi artistici in Italia e in Europa. Fra gli eventi curati e organizzati: 2008 2008 2010 2010 2010 2010 2011

- Deruta (Pg) - 1° Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea - Bevagna (Pg) – In Chartis Mevaniae – Mimetismo della percezione – 2012 - Bettona (Pg) – 1° e 2° Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea – Perugia – Derutiana (Abitare l’arte) – Torgiano (Pg) – Pro Arte – Alterità nella tradizione – 2011 – Perugia – Arte per Altro – Arte per la solidarietà – Marsciano (Pg) - E20 GAIA “Minimalia”

Invitiamo gli artisti a contattarci per progettare insieme eventi e mostre

ART FARM GAIA : info@artfarmgaia.it – www.artfarmgaia.it - www.katars.it 10

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‘banana tree’ -tecnica olio su tela.

Luca Cappai

INFO| CONTATTI Via giardini n11, Muravera (CA) 09043 Cellulare: 3664581975 email: lcarte2003@yahoo.it Sito internet:

www.lucacappai.it

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Arte

www.artemodernapordenone.it Italo Zannier (al centro) con Marco Minuz (collaboratore per l’organizzazione, l’allestimento e il catalogo) e l’Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone Claudio Cattaruzza

ITALO ZANNIER La Sfida della Fotografia un inedito racconto per immagini a cura di Italo Zannier e Denis Curti

promossa dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Provincia di Pordenone con il sostegno di Banca BCC del Pordenonese dal 26 maggio al 26 agosto 2012

PArCo – Pordenone Arte Contemporanea: Spazi Espositivi di via Bertossi

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na grande mostra - promossa dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone,con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Provincia di Pordenone e con il sostegno di BCC Pordenonese - dedicata a una delle figure più importanti del mondo della fotografia, sia a livello nazionale che internazionale: Italo Zannier. L’esposizione “Italo Zannier. La sfida della Fotografia. Un inedito racconto per immagini” inaugurata sabato 26 maggio negli spazi espositivi di via Bertossi, coincide con l’ottantesimo compleanno del fotografo, storico e critico della fotografia nato il 9 giugno del 1932 a Spilimbergo (PN). In mostra oltre trecento preziose fotografie e una cinquantina d’importanti volumi provenienti dalla nuova collezione di Italo Zannier, che attraversano la conoscenza dell’evoluzione tecnologica, espressiva e culturale della fotografia. Non una mostra tematica, bensì un percorso cronologico per comprendere gli sviluppi della fotografia, ennesima dichiarazione d’amore di Zannier per la fotografia, arte emblematica del nostro tempo, così legato all’immagine, eppure in Italia sempre bistrattata. La mostra sarà occasione per aprire le porte di un ampio Archivio di Fotografia, che spazia dall’Ottocento ad oggi, dando così una lettura della storia di questa disciplina: dalle prime testimonianze della fotografia ad importanti stampe contemporanee, tra cui un ciclo realizzato da grandi nomi italiani ed esposto nella sezione fotografica della mostra tenutasi nel 1994 presso il Guggenheim Museum di New York, “Italian Metamorphosis 1943-1968”, curata dallo stesso Zannier. Le sezioni della mostra aiuteranno il percorso dei visitatori: le stanze degli Spazi Espositivi di via Bertossi sottolineeranno la suddivisione temporale e tematica: le foto storiche degli anni ’30 del contesto internazionale apriranno l’esposizione per passare

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poi a quello nazionale; oltre alle fotografie verranno esposti anche dagherrotipi e volumi. Significativa sarà la sezione delle fotografie provenienti dalla mostra del Guggenheim Museum di New York sopra citata. Altre due scorci del mondo fotografico saranno esplorati grazie agli “eletti” come Mimmo Jodice e Guido Guidi, e ai giovani che inizieranno il visitatore verso le opere contemporanee. Infine un’ultima sala dedicata a Italo Zannier mostrerà una selezione delle sue pubblicazioni e un video-documentario dedicato allo studioso. All’interno dei seicento metri quadrati degli Spazi Espositivi di via Bertossi, sezione della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Pordenone “Armando Pizzinato”, sarà dunque possibile ammirare volumi rari e immagini significative della storia della fotografia, grazie alla passione nella ricerca e nell’acquisizione a cui si dedica da sempre Zannier. Durante lo svolgimento della mostra si svolgerà un articolato programma d’iniziative incentrate sulla fotografia, che comprenderà incontri con importanti esperti del mondo dell’arte (storici, critici, fotografi, etc.), workshop e attività didattiche inerenti la disciplina. La mostra sarà accompagnata da un importante volume, realizzato per l’occasione, che si organizzerà in diverse sezioni con testi di Italo Zannier, Denis Curti e una prefazione di Renato Barilli dell’Università degli Studi di Bologna, oltre alle immagini e apparati informativi. Tale pubblicazione sarà progettata e realizzata per essere qualcosa di più del semplice catalogo a corredo alla mostra, bensì un volume che sia strumento per lo studio scientifico e per la didattica del settore.

Pubblico ascolta i discorsi inaugurali foto Luca D’Agostino


fotografo, critico e storico della fotografia è nato a Spilimbergo nel 1932. Dopo aver intrapreso studi di architettura e pittura, nel 1952, approda alla fotografia. Nel 1955 è tra i fondatori del Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia. Interessato alle ricerche sociologiche ed ambientali, lavora dapprima in Friuli e successivamente su tutto il territorio nazionale dedicandosi in particolare alle coste e ai monti. Nel 1971 inizia l’attività accademica, è il primo italiano ad insegnare “Storia della Fotografia” all’università. Tra gli atenei in cui svolge attività didattica vanno ricordati: l’Università Cà Foscari di Venezia, il Dams di Bologna, e l’Università Cattolica di Milano. Nel corso della sua carriera ha collaborato con diverse riviste come “Abitare”, “Camera”, “Photo Magazine”, “L’architettura. Cronache e storia”, e curato “Fotologia. Studi di storia della fotografia” e “Fotostorica. Gli archivi della fotografia”. Insignito di varie onorificenze, è membro della “Sociètè Europeènne d’Histoire de la Photographie”. Ha curato diverse mostre internazionali fra le quali quella sul paesaggio mediterraneo organizzata a Siviglia in occasione dell’Expo 1992, la sezione fotografica di The Italian Methamorphosis, 1943-1968, la grande mostra dedicata all’arte italiana dal Guggenheim di New York nel 1994 e a Wolfsburg, Kunstmuseum nel 1995, inoltre la sezione fotografia a varie edizioni della Biennale d’Arte di Venezia, l’ultima nel 2011, e alla Biennale di Architettura di Venezia. Ha al suo attivo più di 500 libri, tra cataloghi e pubblicazioni di carattere storico e scientifico tra i quali ricordiamo: Breve storia della fotografia (1961); Settanta anni di fotografia in Italia (1978); Storia e tecnica della fotografia (1982 e 2009); Storia della fotografia italiana (1986 e 2012); L’occhio della fotografia (1988), Architettura e fotografia (1991);Leggere la fotografia (1993); Le grand tour (1997); Il sogno della fotografia (2006); Alle origini della fotografia scientifica (2008); Sembianze (2011). Attualmente vive e lavora tra Venezia e Lignano Pineta.

Zannier_firma l’autografo a Reanto Begnoni foto Luca D’Agostino

ne.it

BIOGRAFIE ITALO ZANNIER

DENIS CURTI

Denis Curti, vicepresidente della Fondazione Forma e direttore della sede milanese dell’agenzia Contrasto, è attualmente anche direttore artistico della Casa dei Tre Oci di Venezia e del Festival di Fotografia di Capri. Curatore di diverse mostre in tutta Italia, è autore di molti testi e saggi, ultimo il libro di grande successo “ Collezionare Fotografia”. Critico fotografico, ha diretto la Fondazione Italiana per la Fotografia e la Biennale Internazionale di Fotografia. Negli anni ‘90 è stato direttore della scuola di Fotografia dell’Istituto Europeo di design di Torino

Mostra Zannier foto Luca D’Agostino

RENATO BARILLI

Renato Barilli, critico e storico letterario e d’arte italiano, è professore emerito dell’Università di Bologna. Dove ha insegnato Fenomenologia degli stili, estetica, storia del’arte contemporanea e diretto il dipartimento di arti visive. Autore di numerosi volumi, tra cui “Scienza della cultura e fenomenologia degli stili”, “L’arte contemporanea”, “Prima e dopo il 2000”. Intensa anche la sua attività nel campo dell’estetica e della critica letteraria. Ha curato numerose e importanti mostre d’arte, specie a Milano e a Bologna.

Mostra Zannier foto Luca D’Agostino EVENTI COLLATERALI: PROGRAMMA Giovedì 7 giugno, ore 18.00 LO SGUARDO DEL FOTOGRAFO Incontro con il fotografo Guido Guidi venerdì 8 giugno, ore 17.00 CONSEGNA DEL SIGILLO DELLA CITTA’ DI PORDENONE A ITALO ZANNIER venerdì 8 giugno, ore 18.00 CONVERSAZIONE SULLA FOTOGRAFIA Denis Curti incontra Italo Zannier mercoledì 13 giugno, ore 18.00 LA FOTOGRAFIA E IL SUO COLLEZIONISMO Incontro tra Italo Zannier e il collezionista Marco Antonetto. modera: Marco Minuz Tutti gli eventi si terranno nell’auditorium della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Armando Pizzinato”, viale Dante, 33, Pordenone.

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Fabrizia

Tocchini

INFO| CONTATTI Via Baveno, 39 – 10146 Torino Telefono3472583441 Email gestioneartetocchini@libero.it Web www.facebook.com/Arte.Tocchini

Tempo di Sogni Olio su TelaMaggio 2012 90 x 90

TEMPO DI FLUSSO-pitura su seta 80x60cm-anno 2012.

Marija Višić-Guina

Obala kn.Trpimira 29 23000 Zadar CROATIA Tel:385 23 331 326 E-mail:marija.visic-guina@zd.t-com.hr Sito web: marijavisicguina.whoswhoart.com

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GIUSEPPE DI VITA p r i m i t i v o Nasce nel ‘57. Figlio d’arte, segue le orme della madre pittrice e si forma sotto la guida dei più valenti maestri. L’arte permea la sua intera vita. La rottura degli schemi gli consentirà di esprimere con intensità la sua “arte”. L’introspezione, si fa luce dando vita a opere uniche nel loro genere. Dominante è la forza espressiva, di un’impermanenza e ricerca in continua evoluzione che incalza ed emerge, generando vitalità comunicativa. Un continuo flusso che l’artista concepisce per ogni singola opera varcando il proprio sentire “inesplorato”, così come accade per gli ultimi lavori nel Ciclo “Primitivo” dove riaffiorano soggetti e ambientazioni di rituali devozionali, a cui infonde unicità cromatica e grande originalità, ad ogni singola opera. Colore e forma diventano veicolo con cui imprimere pulsante energia dalla forte incisività espressionistica. Un’arte, che nasce da rinnovata emancipazione che trasmette ed emoziona per profondità di fede e vita. Dott. Giada Di Vita

BESIDE THE FIRE-INTORNO AL FUOCO- (100x100) acrylic au tela 2011

Dopo varie esposizioni che vedono i suoi quadri protagonisti ad Agropoli presso il Castello Medievale e in altre località della sua terra, lo scorso anno Partecipa al progetto Special Art Museum “Il Louvre” e alla Prima Biennale Internazionale di Pittura di Lecce con “Infinito èl’amore”,giuria critica di Paolo Levi.

PREPARATION LOVE (70x100) 2011 acrylic su tela

www.giuseppedivita.com info: giadadivita@virgilio.it tel +39 348.3814620

IL RICHIAMO (30x40) acrili su tela 2011

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Fierad’Arte

ArtePadova 2012

XXIII edizione della Mostra d’Arte Moderna e Contemporanea: preparatevi: sarà la fine del mondo! Vernice 8 novembre 2012 ore 18 Expo: 9, 10, 11, 12 novembre 2012

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maya hanno previsto che la fine del mondo sarà nel 2012. Si sa che le profezie lasciano, ovviamente, il tempo che trovano ma su una cosa i Maya forse avevano ragionato il loro SAVE THE DATE a distanza di secoli: ArtePadova 2012, la Mostra Mercato dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea giunta quest’anno alla XXIII edizione, sarà senz’altro da “fine del mondo”! Una signora che ha scritto la storia delle fiere d’arte in Italia, sempre elegante e spumeggiante, ArtePadova, con ben 22 edizioni spettacolari alle spalle... eppure, così giovane, così dinamica, così ricca di proposte, così bella! Una signora che quest’anno festeggia la sua ventitreesima mise en scène con l’appuntamento artistico e culturale più glamour e più chic che può vantare la città di Padova. Perché ArtePadova è indubitabilmente un MUST, sia per i collezionisti che vi fiutano sempre ottimi affari seguendo le proposte di altissimo livello che le più importanti e rinomate gallerie nazionali e internazionali fanno convergere a Padova, sia per tutti gli appassionati che quest’anno passeggeranno in un’ArtePadova pensata con la grandeur dei boulevards. Restyling annunciato e trionfante per la XXIII edizione di ArtePadova con i Padiglioni 7, 8 e 78 del quartiere fieristico di Padova ripensati e organizzati in sei lunghi corridoi che permettono al visitatore di procedere lungo i 23.000 mq espositivi come fosse il protagonista di un autentico defilé: le migliori opere d’arte presenti sulla scena artistica dell’arte moderna e contemporanea si affacceranno al suo passaggio per incantare e sedurre. Autentici capolavori dell’arte: i grandi maestri del Novecento e gli artisti più quotati nell’odierno mercato dell’arte, tra i quali ricordiamo: Accardi, Afro, Arman, Baj, Balla, Boetti, Burri, Carrà, Christo, Clemente, De Chirico, De Pisis, Dorazio, Fontana, Guttuso, Haring, Hartung, Klee, Magritte, Mathieu, Matta, Morandi, Picasso, Pistoletto, Rosai, Rotella, Santomaso, Sassu, Schifano, Sironi, Soffici, Soldati, Tamburi, Vasarely, Vedova, Warhol, fino ad arrivare alle originali proposte degli artisti emergenti. Nella sua promenade sur l’art il visitatore di Arte Padova dialogherà con le più rappresentative e celebri correnti artistiche del Novecento, spaziando dall’Espressionismo al Surrealismo, dal Futurismo al Dadaismo, dal Cubismo all’Astrattismo, senza dimenticare l’Informale, lo Spazialismo, l’Arte Concettuale, il Nouveau Réalisme, la Pop Art, l’Arte Povera, il Graffitismo e la Transavanguardia. Dato che di evento si tratta, a corollario della mostra avremo degli importanti incontri site specific. In un’ottica di continuo rinnovamento e per soddisfare le richieste di un pubblico sempre più esigente e preparato la proposta spazierà dall’atteso appuntamento con gli art-talks agli incontri con artisti, galleristi, esperti d’arte, giornalisti, critici, collezionisti e appassionati del settore. Una ricca ed elaborata programmazione culturale, un fitto calendario di dibattiti e incontri che si propongono di stimolare una riflessione sulle tematiche dell’arte e del collezionismo contemporanei.

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ArtePadova 2012 offrirà dunque ai suoi visitatori molteplici occasioni di approfondimento e confronto grazie a dibattiti, convegni, mostre collaterali, in un intreccio continuo tra arte, cultura, economia, mercato e territorio. Riflettori puntati anche su CAT di ArtePadova: Contemporary Art Talent Show che con la sua proposta under 5.000 mette a disposizione di associazioni, gruppi e artisti emergenti una vetrina di enorme visibilità a prezzi assolutamente concorrenziali, rieditati per consentire proprio ai nuovi talenti di poter esporre coccolati e accuditi come fossero già dei grandi maestri. Spazio alla creatività, dunque nel padiglione 1, mentre il padiglione 3 diverrà centro nevralgico del fare arte e ospiterà laboratori, workshops e performance dedicate ai nuovi linguaggi espressivi. CAT diverrà allora melting pot dove i giovani artisti convergeranno per scambiare idee e ricevere suggestioni. Un laboratorio artistico culturale senza pari con alcune proposte conviviali estremamente à la page che non mancheranno di stuzzicare e coinvolgere il pubblico. ArtePadova 2012, XXIII edizione della Mostra d’Arte Moderna e Contemporanea: preparatevi: sarà la fine del mondo! E non dimenticate di visitare i nostri partner commerciali: i negozi amici. Sono negozi che entrano in sistema esponendo come segno la vetrofania di ARTEPADOVA e che regalano ingressi omaggio alla Fiera ai loro clienti.

Informazioni principali: Le informazioni le trovate tutte sul sito: www.artepadova.com Seguite “Arte Padova 2012” sulla nostra pagina facebook link: https://www.facebook.com/ArtePadova2012?ref=ts

Periodo: Dal 9 al 12 novembre, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 dalle ore 10.00 – 20.00; lunedì 12 dalle ore 10.00 alle 13.00 Inaugurazione su invito: giovedì 8 novembre ore 18.00 Sede: Padova Fiere, via Niccolò Tommaseo, Padova Ingressi: Ingresso pedonale via Niccolò Tommaseo Ingresso auto via Goldoni Park Nord, cancello “E” Segreteria organizzativa: Nef Srl via A. Costa, 19 – 35124 Padova Tel + 39 049 8800305; fax + 39 049 8800944 Ufficio stampa ArtePadova 2012: dott.ssa Barbara Codogno cell: 349 5319262


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CATS CONTEMPORARY ART TALENT SHOW < 5000 € La nuova mostra mercato di arte contemporanea di ArtePadova 2012 PadovaFiere Padiglioni 1 - 3 - 2 Vernice 8 novembre 2012 ore 18 Expo: 9, 10, 11, 12 novembre 2012 ven, sab, dom 10.00 – 20.00 lun, 10.00 – 13.00

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nvestire nell’arte con meno di 5000 € da oggi è possibile grazie ad ArtePadova che nei Padiglioni fieristici 1, 3 e 2 allestisce CATS: Contemporary Art Talent Show, la nuova mostra mercato di arte contemporanea. Molti parlano di cultura accessibile. Pochi creano le condizioni perché la cultura lo diventi veramente. Molti parlano di valorizzare i talenti giovanili. Pochissimi concorrono affinché i talenti emergenti possano godere di spazi e visibilità deputati ai grandi maestri. Molti parlano di avvantaggiare economicamente i giovani che vogliono entrare nel mercato dell’arte. Nessuno lo fa. Per questo ArtePadova ha creato CATS: tre padiglioni a disposizione di quegli artisti emergenti che ambiscono a entrare e affermarsi nel mercato dell’arte. Da oggi lo possono fare, godendo di quella magnifica vetrina espositiva e del feed back mediatico che ArtePadova, da anni regina indiscussa delle fiere dedicate all’arte moderna e contemporanea, si è saputa conquistare di diritto con i suoi grandissimi nomi dell’arte. Oltre al pregio di un brand significativo come ArtePadova, CATS potrà contare inoltre sugli stessi allestimenti e groundfloor che hanno contribuito a rendere godibile a ogni tipo di pubblico anche semplicemente una passeggiata ad ArtePadova. Ecco allora i riflettori puntati su CATS che con la sua proposta under 5.000 mette a disposizione di associazioni, gruppi e artisti emergenti una vetrina di enorme visibilità a prezzi assolutamente concorrenziali, rieditati per consentire proprio ai nuovi talenti di poter esporre, coccolati e accuditi, come fossero già dei grandi maestri. Spazio alla creatività dunque nei padiglioni 1 e 2 mentre il padiglione 3 diverrà centro nevralgico del “fare arte contemporanea ” e ospiterà laboratori, workshops e performance dedicate ai nuovi linguaggi espressivi. CATS diverrà allora melting pot dove i giovani artisti convergeranno per scambiare idee e ricevere suggestioni. Un laboratorio artistico culturale senza pari con alcune proposte conviviali estremamente à la page che non mancheranno di stuzzicare e coinvolgere il pubblico.

Informazioni principali: Le informazioni le trovate tutte sul sito: www.artepadova.com Seguite “CATS” sulla nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/CATS-contemporary-art-talent-show/238754829562452

Periodo: Dal 9 al 12 novembre, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 dalle ore 10.00 – 20.00; lunedì 12 dalle ore 10.00 alle 13.00 Inaugurazione su invito: giovedì 8 novembre ore 18.00 Sede: Padova Fiere, via Niccolò Tommaseo, Padova Ingressi: Ingresso pedonale via Niccolò Tommaseo Ingresso auto via Goldoni Park Nord, cancello “E” Segreteria organizzativa: Nef Srl via A. Costa, 19 – 35124 Padova Tel + 39 049 8800305; fax + 39 049 8800944 Ufficio stampa ArtePadova 2012: dott.ssa Barbara Codogno cell: 349 5319262

E non dimenticate di visitare i nostri partner commerciali: i negozi amici. Sono negozi che entrano in sistema esponendo come segno la vetrofania di ARTEPADOVA e che regalano ingressi omaggio alla Fiera ai loro clienti. ExpoArt 17


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IRONIA DELLA PITTURA? di Gabriele Romeo

Gabriele Romeo e Dario Fo, Palazzo Reale, Milano, maggio 2012 Per la foto si ringrazia l’Ufficio Stampa della Fondazione Antonio Mazzotta

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o avuto il piacere di incontrare Dario Fo in concomitanza della mostra dal titolo “Dario Fo a Milano. Lazzi sberleffi dipinti”, (Palazzo Reale di Milano, 24 marzo - 3 giugno) in occasione della conferenza tra il Nobel per la letteratura e il professore Salvatore Settis, svoltasi il 18 maggio scorso, nell’ambito del progetto collaterale “Dario Fo racconta la satira”. L’entusiasmante mostra, infatti, nelle prestigiose ed immense sale del Palazzo Reale di Milano, svela oltre 400 opere, a mio avisso, dei veri e propri capolavori, eseguiti con diversi media e stili, risaltano le pitture dei primi anni, i collages, i grandi arazzi, e ancora: disegni, schizzi, acquarelli, bozzetti di costume, fondali, ampie scenografie, locandine e stampe che creano un “ponte vitale” della drammaturgia della Compagnia Fo-Rame. Dario Fo, infatti è conosciuto principalemente dalla collettività italiana per il suo ruolo drammaturgico e letterario, e dopo le innumerevoli esposizioni all’estero, finalmente una mostra di pittura e non solo, per riconoscere l’ecletticità e la versatilità del maestro “in ambito artistico evolutivo”. Le sue opere in mostra, non rispolverano solamente i revival del passato, si pensi agli studi e alle interrogazioni poste in ambito laboratoriale-seminariale, con l’evento didattico La bottega d’artista (13-18 marzo) su Giotto, Pietro Cavallini, Mantegna, Giulio Romano, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Correggio e Caravaggio. Dario Fo, come un grande regista teatrale, fa propria la comunicazione, per darle il ruolo imprescendibile di raffronto con la satira; rappresenta la parodia, per la comprensione in vulgaris del messaggio. Non più, solamente un singolo interprete racconta (Fo medium), ma subentrano mezzo e strumento nel dialogo narrativo, dove le figure, quasi sempre “non finite” diventano “fantasmi di noi stessi”, dove l’immagine dalla soggettiva cinematrografica, esce fuori dalla cronaca contemporanea per divenire meta-simbolica. Francesco Poli, ha individuato anche uno stretto legame tra la pittura foiana con quella di Marc Chagall (1887-1985), ma è anche vero, che emergono elementi, intesi, come connotati di técne esecutiva coloristica, legati al cubismo-orfico di Robert Delaunay (1885-1941) e Sonia Terk (1885-1979), sopratutto negli arazzi. I colori, brillanti, sono illuminati da una luce diffusa, che Dario Fo, propone, probabilmente, a significare, la luce dell’infinitomultiplo o speculare. Infatti, si ha la possibilità di scrutare nella linea d’orizzonte, di matrice classica-euritmica, l’infinito-multiplo, o l’infinito alternativo, diverso da quello che noi conosciamo nella natura pittorica (prolungamento della massa bidimensionale); un universo immaginato, quello di Fo, ma anche storicizzato, che trova le fondamenta, nella materializzazione pittorica dell’Ironia; mentre le pennellate “à plat” decostruite, ricorrono frequenti, secondo

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(Storico e Critico d’Arte) lo stile espressionista-fauvista, coprendo porzioni di quadri e creando stati emotivi collerici e sanguigni. Il curatore della mostra, Felice Cappa, nel suo saggio, (nel catalogo edito da Gabriele Mazzotta), lo intitola La pittura che danza, e in effetti, penso, che si scorga nella produzione artistica, il profilo di un artista che racconta storie del passato, del presente, cercando di individuare e sconfiggere il limite barbaro del congelamento sensoriale, inteso come stabilizzazione e non “interattività”, della parola “immaginata, recitata, dipinta” e dove l’atto gioviale del divertimento, sta alla base, dell’immissione dei sensi, il tutto, in simbiosi con l’atto articolare (movimento o/e motion body) che può proporre un coreuta. Felice Cappa: La prima volta che ho incontrato Dario, aveva in mano un pennello. Anzi, una pennalessa. Era alla Palazzina Liberty e stava istruendo un compagno, arrivato lì a dare una mano, su come porgere la pennellata. Spiegava che l’esito non non dipende dalla mano, non dalla testa, ma da tutto il corpo. Dario Fo, quindi è lo sciamano, che recita per mezzo dei quadri, dove la recitazione visiva entra in dicotomia tra parodia, dramma, tragedia, fabula, cercando di individure il suo oggetto totemico, nel quale si riconosce, ma si nasconde, la “collettività”, nella maschera. Le sue metaforiche maschere (volti), oltre a mutare l’aspetto ensoriano, (indagine ermetica fisionomica), rivelano il “comportamento” totale del corpo, in uno spazio virtuale, nel quale, i personaggi danzanti, ricordando, secondo il mio punto di

Dario Fo e il Professore Salvatore Settis negli ambienti della mostra al Palazzo Reale di Milano, maggio 2012 – Foto G.Romeo


vista, i burattini-animanti pasoliani del film Che cosa sono le nuvole ? (1967) e l’atto mistico-spirituale del tedesco Joseph Beuys (1921-1986), con la performance dal titolo I like America and America likes me (1974). E’ importante evidenziare che il premio Nobel si esprima nei seguenti termini:“Dico sempre che mi sento attore dilettante e pittore professionista.”“Se non possedessi questa facilità naturale del raccontare attraverso le immagini, sarei un mediocre scrittore di testi teatrali, ma anche di favole o di grotteschi satirici!” Si svela nelle sale della mostra, un’immensa Nave dei Folli contemporanea, scritta sulla scia di Sebastian Brant (1458-1521), dove, in questo caso, i folli foiani, sono marionette sacre alle quali portare rispetto, alle quali restituire dignità, per mezzo della satira, per trasformarle, collodianamente, da tanti Pinocchio burattini, in bambini buoni, ma ingenui, delle favole grimmiane. Tra le centinaia di opere, meritano di essere menzionate: La dattilografa (1948); Donna col violino (1949); Autoritratto metafisico in blu (1950); Il quarto stato con Dario e Franca (2011); Lisistrata (2012); Maschere che riproducono storie reali (2011); La piacevole brigata del Decameron di Boccaccio (2011); Omaggio a Bosch e Brueghel (2011), Omaggio alla tempesta di Giorgione (2012); Danza del mariazzo (2011); Santa Tecla (2011); Torre di Babele e ponte di Messina (2011); Saviano con leone e statua (2011). Dario Fo: Ho scritto un libro che si chiama l’Osceno è Sacro e in tutta la storia dell’uomo c’è sempre il sacro che porta a migliorare a sviluppare e a distruggere l’infamità, la rozzezza, la mancanza d’amore degli atti peggiori che l’uomo può esprimere, sopratutto quando lo distrugge, lo calpesta, lo insulta.

Dario Fo e il Professore Salvatore Settis negli ambienti della mostra al Palazzo Reale di Milano, maggio 2012 – Foto G.Romeo

“suono”, la musica, si esprimono per mezzo delle vocali, che magistralmente Dario Fo dirige, con un’attenta analisi-studio sui linguaggi tribali e glocali, interpretando, senza averne paura la quotidianeità reporteriata. Né completa il profilo interdisciplinare della mostra, la possibiltà per il pubblico, di interagire seguendo la cantieristica, la mise en scène degli eventi, con video-lezioni, sul blog: www.dariofo.it. L’evento, Dario Fo a Milano. Lazzi sberleffi dipinti, è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione del Comune di Milano, della Compagnia Teatrale Fo-Rame, della Fondazione Antonio Mazzotta e di Martina Mazzotta.

L’Osceno è Sacro (a cura di Franca Rame, Ed. Guanda, 2010), questo interessante libro, può essere d’ausilio per comprendere parte della pittura foiana, in particolar modo, in riferimento sulla ritrattistica della donna, un tema, questo, da sempre trattato nella storia dell’arte, ma dove in questo caso, l’universo femmino, riceve dignità per mezzo di una pittura che può essere boccacesca o serenamente dantesca. Inflessioni linguistiche, dialettali, sempre diverse, dove la “costante” della “satira” si unisce alla variabile del tempo, dove l’icona di impronta wharoliana, viene annullata, per dimostrare l’inconsistenza di un mito (caro alla generazione degli anni ’60), dall’apparenza voluttuale, dove il sorriso o l’espressione del volto, da CinemaScope (come in passato), si tramuta in catalogazioni di tratti fisiognomici di tipo lombrosiano. Salvatore Settis: Questi dipinti di Dario Fo, che riflettono il mondo teatrale, riprendono Plauto, Aristofane. In parte, però, sono delle fotografie della realtà, alterata, attraverso la sua lente deformante che è quella della satira e quella del grottesco, che però ci restituisce qualcosa di molto importante: penso, per esempio, ai dipinti in cui si vedono terremoti, operai che saltano in impalcature, in cui si vede un Dario Fo che attraverso la satira, vuole dipingere i nostri diritti. Una delle più interessanti mostre interdisciplinari che ho visitato in questi ultimi anni, dove l’anima del pittore trasmette allo spettatore: paura, irrequietezza, specchio negativo del nostro positivo, nel quale, l’immagine falsata è quella virtuale, dove la catarsi, l’idra e la collera, esplodono, davanti ad una risata sarcastica, mimo-visiva, e libìdo-vocale. Ancora una volta il

Dario Fo riceve il Premio Nobel per la letteratura (1997) dal re Carlo Gustavo di Svezia.

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ArteinStrada

ARTE IN STRADA: RITORNO AL PASSATO di Carmine T.A. Verazzo Gli artisti della rievocazione storica rinascimentale.

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avalieri, giullari, falconieri, disfide tra contrade, danzatrici, sbandieratori, re e regine, arcieri e bracieri, giocolieri e storie di cappa e spada. Così si anima l’estate dei più suggestivi borghi d’Italia. Basti pensare al Palio di Siena ed alla Quintana di Ascoli Piceno, eventi in grado di attirare centinaia di migliaia di turisti da ogni parte del globo. Ma in realtà esiste un intero universo legato alla rievocazione storica, al quale è collegata una rete incredibile di artisti che spesso meriterebbero ben più grande notorietà. ExpoArt sta seguendo con sempre crescente interesse questo fenomeno in continua espansione, portando le proprie telecamere e microfoni all’interno delle principali manifestazioni in terra toscana. A settembre, al termine della stagione delle rievocazioni storiche, sarà possibile prendere visione di questa grande raccolta di immagini inedite firmate dalla direzione artistica di ExpoArt sul nostro portale www.expoartcc.ning.com. Nel nostro girovagare in questi luoghi, ad ogni passo c’imbattiamo in incredibili personaggi. Dal provenzale alla gogna portato in giro per il paese dai suoi aguzzini, al boia con tanto di ascia e cappuccio, al giullare in grado di favellare soltanto in rima, al matto dei tarocchi, al cavaliere, la cortigiana ed il funambolo. Ciò che più colpisce è la grande organizzazione che vi è dietro a queste rappresentazioni. Così scopriamo che il tutto è coordinato dall’esistenza di una miriade di compagnie ben strutturate. Citandone solo alcune: la Compagnia del Drago Nero, l’Armata dell’Ariete, i Difensori della Rocca, i Falconieri del Re, i Poeti della Spada, la Compagnia dei Ludoerranti, i Bandierai degli Uffizi, la Com-

pagnia dei Ligrittieri, le Guardie Nere, la Gilda del Loto Nero, i Cavalieri del Giglio. Tra i tanti gruppi che ospitiamo ai nostri microfoni, alla Festa Medievale di Barberino Val d’Elsa incontriamo la Compagnia del Lupo Rosso, compagnia di rievocazione storica medievale del 1350 con sede a Firenze. Tutti giovani, pieni di entusiasmo, si raccontano così: “Siamo 39 in tutto, ci occupiamo di rievocare il periodo storico intorno al 1350. In che modo lo facciamo? Tramite la rievocazione della scherma medievale, la quale è un’arte marziale del tutto italianissima e che ha fatto il giro del mondo per la sua efficacia e per la sua letalità. Ma ci occupiamo anche degli aspetti eno-gastronomici, portando delle ricette medievali, soprattutto per quanto concerne il vino, in quanto il vino a quei tempi non esisteva così come lo intendiamo noi oggi, siccome, non avendo solfiti per la conservazione diveniva aceto, e dunque si trattava di un vino speziato, e noi lo speziamo seguendo le ricette dell’epoca, al fine di creare uno squarcio temporale nel passato. Ovviamente, non ci limitiamo ad effettuare delle rievocazioni, noi ci immergiamo totalmente in questo stile di vita, viviamo per giorni in accampamento (il campo storico), noi non siamo cavalieri, ma mercenari, insomma siamo una compagnia di ventura, al soldo di un momentaneo padrone per una singola operazione che potrebbe essere, ad esempio, una scorta privata, presidiare oppure assaltare un borgo, o altro. Prossimamente andremo a rievocare una battaglia a L’Aquila che coinvolgerà tantissimi gruppi di rievocazione storica, in questa battaglia campale combatteranno più di duecento armigeri”. ExpoArt 21


Cinema

DALLA TV AL LAGO: ALBERTO NERAZZINI DI REPORT E ANGELA RAFANELLI DE LE IENE NELLA GIURIA DEL LAGO FILM FEST 8

Angela Rafanelli (Giornalista de Le Iene, Immagine by Andrea Zecchini)

Alberto Nerazzini (Giornalista di Report)

Capitanata dalla star dei visuals Max Hattler, la giuria valuterà i migliori corti da tutto il mondo. Tra gli eventi speciali, la prima internazionale di Zombi, il più dissacrante film sull’eutanasia mai girato prima, e i film brevi di Cine-Boat in esclusiva dal Festival di Cannes. Revine Lago (TV), 12 giugno 2012 - Saranno Alberto Nerazzini di Report, autore delle inchieste più clamorose della trasmissione TV di “culto” Report, e Angela Rafanelli, volto de Le Iene di Italia Uno, gli ospiti d’onore dell’ottava edizione del Lago Film Fest che si svolgerà dal 20 al 28 luglio sulle rive del Lago trevigiano e tra i vicoli del borgo in pietra, con un programma imponente per proposte e numeri (oltre cento i film in concorso da tutto il mondo, selezionati su 2000). Con tantissime novità, eventi speciali, ospiti nazionali e internazionali, anteprime, mostre d’arte, il Lago Film Fest, fresco di premio Città Impresa consegnato dal ministro Passera solo un mese fa al direttore artistico Viviana Carlet, regalerà al pubblico un’edizione strepitosa. Tema forte di quest’anno sarà l’inchiesta giornalistica che vedrà nel modenese Nerazzini di Report il portavoce e l’interprete ideale di un genere di punta della televisione italiana. Proprio al Lago Film Fest il fuoriclasse della squadra diretta da Milena Gabanelli presenterà in collaborazione con Rai Teche “La divina provvidenza”, record di ascolti e clamorosa indagine sullo scandalo finanziario legato all’Ospedale S. Raffaele di Milano e alla figura di Don Verzè. Al fianco di Nerazzini, nel sostenere la causa del giornalismo d’assalto, ci saranno la Iena Angela Rafanelli, già conduttrice di Loveline e “Le Vite degli altri” di La7, e l’ironia graffiante e spregiudicata con cui la trasmissione di Italia Uno, stagione dopo stagione, ha raggiunto il successo. Nerazzini e Rafanelli faranno parte della giuria di esperti chiamata a scegliere i migliori tra cento cortometraggi indipendenti da tutto il mondo e capitanata dalla star dei visuals Max Hattler, campione di Festival internazionali e ragazzo prodigio che ha collaborato con Basement Jaxxx e Jovanotti (per cui ha curato le immagini del tour L’ombelico del mondo). A lui il Lago Film Fest dedicherà una retrospettiva mai vista pri22 ExpoArt

ma in Italia. Tra le fila della giuria ci sarà anche il Sound Designer Andrea Martignoni, interprete di spicco della scena dell’animazione italiana. La sua partecipazione al Lago Film Fest sarà occasione per presentare al pubblico ANIMAZIONI 2 - Cortometraggi italiani contemporanei in DVD, opera seconda prodotta da Ottomani e Vivacomix che raccoglie le migliori animazioni di produzione italiana degli anni zero. Ricchissimo il calendario degli eventi speciali. La parte del leone la farà l’anteprima internazionale di Zombi, commedia nerissima firmata dal regista spagnolo David Moreno (già giurato a Lago nel 2010) che racconta una storia di eutanasia con un cinismo e una lucidità che non hanno eguali nella storia del cinema di fiction. In agenda anche la proiezione speciale di (S)OGGETTI SMARRITI con una selezione dei migliori corti provenienti dal Festival piacentino Concorto, e direttamente dall’ultimo Festival di Cannes, in collaborazione con il prestigioso progetto parigino NISI MASA, i film brevi del progetto CINE-BOAT. Ma non è finita qui: oltre al cinema il Lago Film Fest propone concerti, performance, la residenza di giovani artisti e tanto altro ancora, da scoprire su www.lagofest.org. Ester Del Longo // Lago Film Fest LAGO FILM FEST _ 8^ EDIZIONE // 20-28 Luglio 2012 / Revine Lago, Treviso CONTATTI www.lagofest.org info@lagofest.org / press@lagofest.org SOCIAL www.facebook.com/lagofilmfest www.lagofest.org/blog www.twitter.com/lagofilmfest


Museo

SPECIALI MUSEI D’ITALIA Palazzo dei Diamanti. Il tesoro di Ferrara che resiste al sisma A cura di Carmine T.A. Verazzo

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l Palazzo dei Diamanti è uno dei monumenti più celebri di Ferrara e del Rinascimento italiano, situato in Corso Ercole I d’Este 21, nel Quadrivio degli angeli, proprio al centro dell’Addizione Erculea. Il palazzo fu progettato da Biagio Rossetti per conto di Sigismondo d’Este, fratello del duca Ercole I d’Este, nel 1492. La costruzione vera e propria avvenne tra il 1493 e il 1503. Dimora degli Este e, dal 1641, dei marchesi Villa, nel 1832 il palazzo fu acquistato dal Comune al fine di ospitarvi la Pinacoteca e l’Ateneo Civico. La sua caratteristica principale è il bugnato esterno a forma di punte di diamante, che danno il nome al palazzo. I circa 8.500 blocchi di marmo bianco venato di rosa creano pregevoli effetti prospettici grazie al diverso orientamento delle punte, orientate diversamente a seconda della collocazione in modo da catturare al meglio la luce (ora verso terra, ora centralmente e verso l’alto nel risalire dalla parte inferiore del monumento). All’interno presenta un tipico cortile rinascimentale con chiostro e un pozzo di marmo; quest’ultima è caratteristica peculiare dei giardini ferraresi. Palazzo dei Diamanti è uno spazio espositivo di proprietà del Comune di Ferrara adibito a importanti mostre di rilievo internazionale tese a proseguire la grande tradizione storico-artistica della città. Nel corso degli anni ha ospitato al suo interno, tra gli altri, opere di Monet, Matisse, Mondrian, Picasso, Braque, Modigliani, Chagall, Duchamp, De Chirico, Miró, Manritte, Dalì, Derain, Kandisky, Chagall, Corot, Degas, Braque, Munch, Turner, Chardin. Nei giorni terribili in cui il sisma ha fatto tremare la terra portando devastazione in ampie zone dell’Emilia Romagna, il Palazzo ospitava una mostra, la prima in Italia, di Joaquín Sorolla (1863– 1923), straordinario interprete della pittura spagnola moderna. Esponente di spicco della Belle Epoque, celebrato ritrattista accanto a Sargent e Boldini, Sorolla è oggi considerato una delle personalità più affascinanti del panorama artistico spagnolo in quel periodo cruciale, tra Ottocento e Novecento, segnato dalla diffusione delle poetiche impressioniste e simboliste. All’interno

della mostra, inaugurata lo scorso 17 marzo e che avrebbe dovuto chiudere i battenti il 17 giugno prossimo, erano presenti circa 60 dipinti ed un piccolo nucleo di disegni e di preziosi documenti, provenienti da collezioni pubbliche e private, tra le quali spicca il Museo Sorolla. Il 31 maggio è apparso il comunicato stampa degli organizzatori della mostra, i quali rendevano così ufficiale la chiusura anticipata: “Le nuove scosse di terremoto che hanno colpito l’Emilia il 29 maggio hanno indotto l’Amministrazione Comunale di Ferrara e Ferrara Arte a chiudere anticipatamente la mostra a Palazzo dei Diamanti, Sorolla. Giardini di luce. È stata una scelta difficile, motivata innanzitutto dall’entità del fenomeno sismico. Per poter riaprire al pubblico la sede espositiva, sarebbe infatti indispensabile avviare una nuova istruttoria di verifica di agibilità dell’edificio storico, onde poter garantire la sicurezza dei visitatori, del personale in servizio, oltre che delle opere ivi allestite. La durata di tale processo, dall’esito incerto, non è prevedibile nella situazione attuale. A questo si aggiungono le legittime preoccupazioni dei responsabili dei musei e dei collezionisti privati che hanno generosamente prestato a Ferrara opere di grande valore e che, allarmati dalle notizie drammatiche diffuse dalla stampa internazionale, chiedono il rientro anticipato delle opere. Il rammarico degli organizzatori è tanto più vivo, considerato il buon esito della mostra, che è stata accolta molto favorevolmente dal pubblico e dalla stampa e ha raggiunto il risultato estremamente significativo di circa 35.000 visitatori.” Assolutamente da non perdere, in occasione del centenario di uno dei più grandi registi della storia del cinema, la prossima retrospettiva di Palazzo dei Diamanti di Ferrara “LO SGUARDO DI MICHELANGELO ANTONIONI E LE ARTI”30 settembre 2012 - 6 gennaio 2013

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Musica

UN NUMERO:UNA STELLA Nasce la nuova rubrica di ExpoArt dedicata ai più grandi musicisti JAZZ della Storia

La tromba “fredda” di Chet di Marcello Fanali

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arlare di Chet Baker è come prendersi cura di un calice di cristallo o di un gattino smarrito. Nasce nel 1929 a Yale nello stato americano dell’Oklahoma e riesce ad arrivare tra alti e bassi a quasi 60 anni, quando muore cadendo (si dice accidentalmente, anche se la vicenda non è mai stata del tutto chiarita) da un hotel di Amsterdam nel 1988. La sua tragica vita è stata caratterizzata dall’amore per la musica e per il suo strumento: la tromba. Chet alternava alla sua tromba il canto con un timbro molto personale, etereo, a tratti quasi femmineo. Probabilmente, se non avesse avuto la musica come scopo di vita, sarebbe morto molti anni prima a causa della dipendenza cronica da eroina. Basti pensare che uno dei più famosi quotidiani italiani, in occasione della dipartita di Amy Winehouse, ha stilato una lista denominata “Il Club dei 27” in cui è stato inserito, erroneamente, anche Baker (tra gli altri vi figurano Jimi Hendrix, Janis Joplin, Brian Jones e Kurt Cobain, tutti morti alla giovane età di 27 anni). Parlando dell’artista, si può dividere la carriera di Chet in due periodi distinti: il primo in cui era bello e dannato, famoso per la sua collaborazione con il sassofonista baritono Gerry Mulligan nel pianoless quartet e con altri musicisti più o meno famosi nella West Coast degli anni ’50 e ’60 (è il periodo del cool jazz a cui Chet è ricollegato); ed il secondo (quello preferito da chi sta scrivendo) che va dalla metà degli anni ’70 alla morte. Tra i due periodi vi è un vuoto di alcuni anni dovuti al fatto che Chet non aveva più denti poiché gli erano stati rotti da alcuni spacciatori suoi aguzzini, coi quali si era indebitato per droga. In questo periodo si manteneva lavorando in un distributore di benzina e, quel ragazzo bello e bravo nel suonare la tromba era ormai finito nel dimenticatoio. “Con una dentiera potrai tornare a suonare” gli disse con affetto Dizzy Gillespie e Chet con molta fatica ricominciò di nuovo a suonare con denti nuovi modificando il suono del suo strumento rendendolo ancora più triste e tragico, permeato da un lirismo estremo. Nella tromba la bocca ed i denti sono come le mani

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per il pianista e per Chet gli inizi sono faticosi, deve modificare la tecnica già acquisita e trovare il modo di rifarsi il labbro. Ha sempre una bella sonorità, ma fatica a tenere le note, anche se il suo feeling è straordinario. Ciò gli permetterà di scrivere ancora pagine stupende di jazz e di regalare agli appassionati memorabili concerti. Infine, non si può dimenticare di accennare al legame di Chet con l’Italia. Nel corso delle sue tourneé venne spesso a suonare nel nostro paese, dove nel 1959 e nel 1960 suonò ed incise alcuni dischi con musicisti italiani quali Franco Cerri (famoso inoltre per la sua pubblicità di Biopresto immerso nella celebre vasca), Gianni Basso, Renato Sellani, Glauco Masetti; collaborò inoltre alla colonna sonora del film “L’audace colpo dei soliti ignoti”. In particolare, sempre a causa della sua dipendenza dall’eroina passò oltre un anno in Italia nel carcere di Lucca. La discografia è immensa come del resto è quella di tutti i jazzisti, ma un disco su tutti che rispecchia in pieno lo stile e il lirismo di questo trombettista è “Once upon a summertime”, un live del 1977 a New York dove ad affiancarlo sono tra gli altri Ron Carter e Mel Lewis alla sessione ritmica. È un Chet provato quello che suona, ma è appena tornato sulle scene e vuole esprimere tutto quello che ha dentro. Altra testimonianza fondamentale è il film documentario “Let’s get lost” –“Perdiamoci”- girato postumo nel 1989 dove quasi riusciamo a toccare con mano la fragilità e la sensibilità del personaggio. Se capitate ad Amsterdam passate al Prins Hendrik Hotel e osservate la targa commemorativa dove c’è, a margine, una didascalia che dice: “Il trombettista e cantante Chet Baker morì in questo luogo il 13 maggio 1988. Egli vivrà nella sua musica per tutti quelli che vorranno ascoltarla e capirla”. Ciao Chet.


Museo

Replica del Museo Campano di Capua. Di Carmine T.A. Verazzo Direttore Artistico di ExpoArt Replica del Museo Campano di Capua. Di Carmine T.A. Verazzo Direttore Artistico di ExpoArt Nei giorni scorsi la nostra redazione è stata contattata dal Direttore del Museo Campano di Capua in merito allo Speciale Musei d’Italia pubblicato sul n. 9 di Aprile 2012 a firma del sottoscritto. Da alcune indicazioni della direttrice sono emerse delle inesattezze sui contenuti dell’articolo. Fatta la premessa che chi ha redatto l’articolo ha ricevuto informazioni direttamente dal portale ufficiale del TCI, e non essendo in alcun modo legati al TCI, sia il sottoscritto che la rivista che rappresento non ci assumiamo la responsabilità di eventuali inesattezze o mancate informazioni. Con piacere raccogliamo e pubblichiamo la replica del Museo Campano a firma del Direttore Maria Luisa NAVA. Carmine T.A. Verazzo A nome della Provincia di Caserta si prende atto di quanto pubblicato dalla Rivista ExpoArt nel n. 9 di Aprile 2012, a pagina 34, con il titolo “ Speciali Musei di Italia. Riapertura in grande stile per il Museo Campano di Capua” a cura di Carmine T.A. Verrazzo. In primo luogo, si ringrazia per l’attenzione riservata alla riapertura del Museo Campano e si è lieti di apprendere come tale avvenimento sia principalmente dovuto all’interessamento e al relativo “ultimatum” posto alla Regione da parte del TCI di Capua. In effetti, come Provincia di Caserta, Amministrazione dalla quale il Museo Campano dipende fin dalla sua istituzione nel 1874, si deve riconoscere che non si era avuto sentore di come la riapertura del Museo sia dipesa dalle istanze del TCI di Capua ed in particolare del Console locale, sig,ra Annamaria Troili. Si coglie dunque questa occasione per chiedere venia di tale disattenzione, dovuta al fatto che, con evidenza, sia il Presidente, On. Domenico Zinzi, che la scivente, Direttore del Museo, sono stati troppo impegnati con i propri collaboratori nella preparazione della riapertura del Museo e dell’accoglienza del Presidente Napolitano per attribuire la giusta rilevanza all’operato della locale sezione del TCI. A tale proposito, considerato quanto è stato fatto dallo stesso, la Provincia prende spunto proprio dalle pagine di ExpoArt per invitare sia il Console Anna Maria Troili che tutti gli aderenti al TCI ad una visita del Museo Campano, che, a quanto ci risulta, nessuno di loro ha ancora avuto modo di effettuare. Potranno in tal modo verificare di persona quanto fatto nel Museo e – di conseguenza – redigere o far redigere una recensione sullo stato dell’arte nello stesso, aderente alla nuova realtà espositiva ed ai concreti servizi offerti, in modo che ExpoArt possa fornire notizie aggiornate e veritiere sull’attualità del Campano. Potrebbe a tal proposito essere loro utile anche informarsi presso gli oltre 4.000 visitatori che sono giunti al Museo nel mese di aprile, di cui ci consta che più della metà siano proprio cittadini capuani o casertani. Il Direttore Maria Luisa NAVA

Ingresso principale del Museo Provinciale Campano

Figura femminile seduta su trono con bambino in fasce in braccio

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Mostra

Collettiva internazionale d’Arte a Colle Val D’Elsa (SI) “L’esercito marciava” a cura della Direzione Artistica di ExpoArt

In data 24 maggio, un piccolo esercito di artisti di caratura anche internazionale, ha inaugurato a Colle di Val d’Elsa (Siena) un nuovo spazio espositivo dedicato all’Arte contemporanea e dintorni. Il nuovo spazio espositivo della provincia senese Senzalimite Arte, ubicato al civico 53 di via Garibaldi, ha aperto le proprie porte all’Arte internazionale mettendo a disposizione il raffinato senso estetico della sua ideatrice, la disegnatrice di gioielli ed appassionata d’Arte Angela Corsi, e le sue tre ampie ed eleganti sale. La prima creatura di un progetto a lungo raggio è la collettiva “L’esercito marciava” la quale, fino alla fine di luglio (orario 11/19) esporrà le pitture e le sculture di un nutrito gruppo di artisti formato da: Alain Bonnefoit, Nico Paladini, Marco Magrini, Rebecca Forster, Paolo Borrelli, Paolo Bonaldi, Bona Baraldi, Luca Cataldi, Zed, Piero Sani, Walter Fusi, Giuseppe Calonaci, Mino Maccari, Giovanni Maranghi, Gianni Baretta, Gianni Ermini, Antonio Biancalani, Simone Landi e Luca Mandaglio. Decine le opere in mostra che guardano a trecentosessanta gradi verso l’arte contemporanea italiana e non. Un percorso articolato e decisamente vario tra pittura, scultura e anche raku, che riunisce in un unico contenitore stili, tecniche, filosofie e pensieri diversi in fatto di arte. L’idea di Angela Corsi e dei suo compagni di viaggio è di pensare a Senzalimite Arte come ad uno spazio dove davvero non ci sono confini alle idee e alla espressione artistica. In carnet, oltre a personali e collettive, iniziative legate al design, ma anche letteratura, musica, teatro ed altre piccole sorprese.

TerremotoEmiliaTerremotosismaEmiliaterremotoTerremotoEmiLiasismaTerremoto COMUNICATO DEL DIRETTIVO DI EXPOART. La terra continua a tremare. E con essa i popoli che la abitano. Gli eventi drammatici degli ultimi giorni non possono lasciarci indifferenti. La tragedia che ha colpito i cittadini emiliani ci colpisce molto da vicino, e ci colpisce soprattutto al cuore. Nella piena consapevolezza che ogni aiuto, per quanto piccolo possa apparire, è in realtà un grande tassello nel mosaico della ricostruzione. Ricostruzione di case, di vite, di dignità. Per fare la nostra piccola parte, in quanto organismo dirigente di ExpoArt, abbiamo deciso di investire i fondi stanziati per organizzare una serie di manifestazioni artistiche in cartellone per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. Una goccia nel mare. Ma è pur vero che il mare non è fatto d’altro che di miliardi di minuscole gocce. Conoscendo la sensibilità dei nostri lettori, siamo certi che vorranno aderire, qualora non l’abbiano già fatto, all’iniziativa di S.O.S. Finale Emilia: il conto dedicato all’emergenza è IBAN IT 82 E 06115 66750 000000 133314. Ogni contributo anche piccolo è essenziale. A seguito di questa premessa, annunciamo pertanto che la serie di Mostre d’Arte Contemporanea e di presentazioni di autori emergenti denominata “Estate in Toscana” subirà uno slittamento ed un ridimensionamento di tipo economico. Il progetto originale prevedeva una serie di Mostre collettive e personali, oltre che presentazioni di romanzi appartenente al filone del fantasy collegate tra loro in differenti location presenti sul territorio di Siena e provincia. Il nuovo progetto, ancora in embrione, nella sostanza non si differenzia molto dal precedente, per i motivi di natura economica sopra citati si differenzierà nella forma, e

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vedrà sempre protagonista la Toscana, l’arte contemporanea ed il fantasy. Invitiamo quanti fossero interessati ad aderire a contattare la direzione artistica ai seguenti contatti: cell. 3397655841 e-mail catuan@libero.it Chiudiamo col nostro in bocca al lupo a quanti stanno lottando per tornare a condurre una vita all’insegna della normalità, e con grande umiltà, porgiamo a tutti Loro il nostro sostegno. Carlo Capone Direttore Editoriale di ExpoArt Carmine T.A. Verazzo Direttore Artistico di ExpoArt

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Rivista Giugno  

Anteprima Rivista mese di Giugno 2012

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