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Stati d’animo dim. 70x100 tecnica pennarello pantone

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Intervista a

Stefano India, musicista palermitano emergente.

Il suo punto di vista sulla musica con un particolare approccio sulla stessa , sia pratico che teorico e filosofico D. Ciao Stefano. Ho notato che qui nella tua camera ci sono molti strumenti: un contrabbasso, basso elettrico, chitarre, tastiera e anche un mandolino…ma qual è il tuo strumento? R. Ciao. (ride) Hai ragione ad essere un po’ confusa. I miei strumenti principali sono il basso elettrico e il contrabbasso. Gli altri strumenti li suono perché spesso mi piace pensare di più alla musica che allo strumento in sé. Li uso per capire i vari punti di vista dei componenti all’interno di un gruppo e l’osmosi che si crea tra loro durante l’evoluzione di un brano. D. Come hai iniziato? Quando hai deciso che la musica sarebbe stata la tua strada? R. Ho iniziato suonando la chitarra. Ero molto affascinato dal suono dell’acustica. Lo capii dal primo momento che sarebbe stata la mia strada. Inconsciamente lo sentivo dentro di me. Ascolto, suono e creo musica principalmente per un motivo: perché mi fa stare bene. D. Quali sono le tue influenze musicali? R. Sono molte e continuano ad aumentare. Cerco di assorbire qualunque idea da chiunque mi capita vicino ma soprattutto da quelli che sono considerati “I Grandi”. Led Zeppelin, Pink Floyd, David Gilmour come solista, Jaco Pastorius ,grazie a lui mi sono innamorato del basso elettrico .Principalmente per la sua interpretazione viscerale della musica. Dario Deidda, con cui ho avuto l’onore di stare sul palco del Castellammare Jazz Festival, è uno dei miei musicisti preferiti. Ringrazio Giuseppe Urso che mi ha dato quest’opportunità. Poi Francesco Buzzurro, Victor Wooten, Parker, Alain Caron, Gillespie, Metheny , Miles Davis e tanti altri.

stefanoindia.website@hotmail.it

D. Cos’ è per te la musica? R. E’ uno dei mezzi espressivi più potenti che l’uomo possiede perché è primordiale ed è un linguaggio universale. Vi è un forte equilibrio tra Arte e Scienza. Far buona musica significa trovare questo equilibrio. La cosa interessante è che ogni artista ha il proprio.

D. Ho notato che utilizzi un basso molto particolare. R. È un basso sei corde fretless artigianale. Mi piace molto per il suo suono particolare e anche per il rapporto fisico. Mentre lo suono, diventa un estensione del mio corpo, quasi come se fosse parte di me come un braccio o una gamba. Utilizzo anche normali bassi a 4/5 corde ma il fretless rimane il mio preferito. D. Che musicista vorresti diventare? Cosa ti aspetti dal futuro? R. Non mi identifico in un genere preciso anche se le mie ultime composizioni presentano una forte matrice Jazzistica con influenze Prog e Classiche. Mi immagino come artista singolo, parte di un gruppo o turnista. Anche le colonne sonore mi hanno sempre attratto e ho scritto qualche soundtrack per film da me immaginati. Attualmente delle formazioni molto interessanti dove suono sono “IndiaPattiAnastasiCostantino Quartet” Insieme ci divertiamo a oltrepassare i confini del jazz ritrovandoci nel Funky e nel Prog e i Welcome to the Machine Tribute Band Pink Floyd. L’anno scorso ho ricevuto al Premio Pippo Ardini il riconoscimento “Migliore Talento Under 21”. E’ stato un forte incoraggiamento per dire: continua a studiare. D. Con chi studi? Cosa pensi sull’istruzione della musica? R. Ho iniziato con Tony Correri e Romina Denaro. Ora studio al conservatorio Contrabbasso Classico con Luca Ghidini e Basso Elettrico Jazz con Luca Lo Bianco. Musica d’Insieme con Mimmo Cafiero. Mi sento fortunato ad averli incontrati perché sento che sarei stato una persona diversa sia musicalmente sia per il carattere. Insegnare è anche l’arte di bilanciare i due elementi di cui vi parlavo prima: Arte e Scienza. D. Cosa vuoi trasmettere con la tua musica? R. Le emozioni che provo mentre suono. Non esisto più, il tempo non esiste più. Ultimamente pensiamo troppo al tempo correndo e facendo tutto di fretta, spesso dimenticandoci del ritmo, l’elemento primordiale. È ovunque nella natura, nel movimento dei pianeti, nel nostro ritmo biologico. Mille note diverse ma senza ritmo non hanno senso ma una sola nota col ritmo giusto è capace di far danzare all’unisono il cuore di migliaia di persone. Vi saluto con un punto fondamentale del mio pensiero: il suono viene prima di tutto dal cuore, poi dalla mente dalle mani e infine dallo strumento.

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Ideale

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… Le opere Renzo TONELLO , sospese tra sogno e realta’ , rappresentano una grande galleria tematica che illustra il mondo dell’ uomo in tutte le sue declinazioni, riuscendo a creare con le sue immagini spesso oniriche e simboliche una costruzione che parte dal subconscio dell’essere umano e riesce a coglierne l’essenza . Ogni immagine rientra in un’articolata narrazione esistenziale che nei toni, nei colori e nelle sfumature ci racconta una storia, ci parla della vita, restituendoci attraverso un segno vivo e malinconico un’atmosfera o uno stato d’animo. Quella di TONELLO è una pittura figurativa che non rinuncia pero’ alla sperimentazione , sia attraverso le raffinate sovrapposizioni tonali e cromatiche , sia nella preferenza accordata al bianco e nero , colori che divengono un mezzo con cui dilatare la portata sematica del soggetto rendendo immediatamente comprensibile il suo messaggio più profondo …..

Prof. Paolo LEVI ExpoArt 9


Il Maestro Renzo TONELLO

Nonostante la varietà dei soggetti, colpisce, nelle opere del maestro Tonello, la coerenza formale e stilistica. profondità prospettiche, uso della luce, giochi d’ombre e trasparenze. Il senso d’irrealtà, che scaturisce da queste componenti, trasforma i momenti narrati in scene di vita tramutate in ricordo, dove tutto è reale ma sospeso, sbiadito. Un velo di onirismo pervade l’intera produzione, ma i temi sono sempre incentrati sul sociale e sul fattore umano: la fede, la pace, la libertà individuale e i valori del passato. Alcune tele appaiono riflessioni in cui il senso di quiete e la luminosità della tavolozza sono elementi essenziali. Personaggi lontani dalla nostra realtà frenetica, rappresentati nel silenzio della composizione, in contemplazione e solitudine. L’altra metà del cielo dell’arte di Tonello è rappresentato da tele noir che sembrano quasi fotogrammi di un film. La realtà filmica di una pellicola tipica degli anni ‘ 40 in cui a prevalere sono toni scuri ed il nero. Nel suo insieme, l’opera del maestro Tonello, è uno sguardo al passato che richiamando sogni, film o ricordi, non rappresenta altro che la storia e la vita dell’uomo….

Dott. Caterina RANDAZZO

Natura in luce

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Alcuni momenti della mostra

Il linguaggio artistico di Renzo Tonello nasce dalla introspezione del mondo che lo circonda, di cui capta colori e movimenti senza mai trascurare le forme che, pervase di luminosità tonale, propongono una realtà avulsa da contaminazioni. Interessante e la luminosità policroma che rafforza la funzione di una pittura che rivela la necessità di recuperare la storia dell’uomo. Tale necessità è ben evidente nell’opera Valori nel tempo, dove la figura umana che predomina tutta l’opera diviene simbolo della didascalia “C’era una volta” un rafforzativo che affianca la figura che va verso l’archetipo del passato storico. Il colore, dalla tonalità scura che prevale su tutta la tela, viene addolcito dalla scia di luce che dal cielo si diparte per illuminare la strada alla donna che con passo sicuro sale la scala portando un fardello sul capo. Questi con il peso della quotidianità si avvicina verso la conoscenza. Con l’opera pittorica Montagne e riflessi, si ha esplicita visione del linguaggio tonale di Tonello ed il suo rapporto con il colore. La sua tavolozza ripercorre il rapporto privilegiato che l’artista ha con la natura, che possiamo dire nell’opera sia l’unica protagonista, tant’è che la presenza dell’uomo emerge solo dalla presenza silenziosa delle case e dei campi coltivati. Anche in quest’opera vi è la scia luminosa che è non solo la firma cromatica dell’autore, ma attraverso la quale il fruitore viene accompagnato verso la lettura dell’opera. Le alture che si perdono in lontananza sembrano affacciarsi dalla finestra che, ritagliata dalla sfumatura dell’azzurro, si apre sul paesaggio. Le linee, che dividono in più piani il dipinto, forgiano la profondità dell’opera che fa riflettere sulla ciclicità della vita e trova nella natura la sua massima espressione : un racconto esistenziale che si materializza sulla tavolozza, è un chiaro esempio di come la forza del linguaggio pittorico esprime ciò che l’animo custodisce. Lo strumento musicale diviene metafora di un linguaggio che si pone non in alternativa, ma come punto di partenza di una lettura che va oltre l’immagine. Anche in quest’opera la presenza dell’uomo viene accennata dalle mani che , quasi furtivamente, accompagnano le corde dello strumento. L’opera ci rimanda al messaggio di Hoffmann che sosteneva: “Dove cessa la parola comincia la musica”. Difatti nell’opera va a confluire non solo la tecnica, ma anche la ricerca di un linguaggio che esprime creatività e sentimento attraverso un attento equilibrio formale e ricercatezza espressiva, divenendo affermazione di come l’arte e la musica hanno in comune il magico accostamento degli accordi, siano essi i colori per la pittura o le note per la musica.

E... tempo

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L’attesa-Acrilico su tela-cm.50x50-2008

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“Acquamarina”, matite colorate su carta, cm 24 x 33 – anno 2011

IN VOLO SULL’ ADDA ACQUARELLO 70 x 50


Mes Pensées s’expriment sur le blanc pur d’une toile, par de douces notes colorées.

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Elisabete e os Pombos- 2011 Pastello olio su carta, 59X42 cm

Rose rosa, 2011


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Alberta Ruffolo

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Jack NicholsonTecnica: olio su tela Dimensioni: 60x90

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Marlon Brando Tecnica: olio su tela Dimensione: 90x90

Salvador DalĂŹ da utilizzare come copertina Tecnica: olio su tela Dimensione: 70x90

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A vanedda, tempera su tela, 50x70, 2004.

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Luca Minelli Francesca - acrilico su tela rovesciata - 2009 - 45x45cm

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Per le strade del mondo cm 80x80 ridimensionata

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Werter Dallaglio

Nato a Castelnuovo Sotto (Reggio Emilia) Diplomato all’Iistituto Statale d’Arte P. Tosch di Parma ha avuto come maestri artisti quali Negri e Vernizzi, dal 1971 vive ed opera a Piacenza. Per più di trent’anni, socio in una grande agenzia,si è mosso nel mondo della pubblicità con mansioni di Art Director. Ha collaborato inoltre come illustratore con varie testate quali “La Discussione, “Il Popolo”, “Il giorno”,“Libertà”, “il Tempo” ecc.

Saggi critici su di lui sono stati pubblicati da Pubblinchiesta Bolaffi Arte, Italia Artistica, Europa Artistica, e varie testate nazionali. Della sua arte, fra gli altri, Hanno scritto Nello Bagarotti, Natasha Barbieri, Eugenio Gazzola, Carlo Francou, F. Lazzari, Pierluigi Magnaschi, Mauro Molinaroli, A. Marciano, Palladino, Paola Riccardi, P. Ronchetti, Chiara Serri, E. Sperzagni, Rober ta Suzzani. Werter Dallaglio via Fornace 5, 29010 Gossolengo (PC) 0523 779151 dallaglio.werter@fastwebnet.it

Fra le tante mostre collettive e gli eventi culturali cui ha partecipato spicca il �Concorso Biennale d�Arti Figurative della Cassa di Risparmio� nel quale ha ricevuto il primo premio. Nel 2010 si � aggiudicato il concorso artemese, trenta giorni per l�arte tenutosi a Roma. Le ultime mostre personali di rilievo sono state allestite a Piacenza (4 mostre), Castellarquato, Milano, Reggio Emilia, Brescia, Roma, Bobbio.

...Un tempo lo si sarebbe detto colorista, per avvicinarlo a quello stile che il Longhi diceva essere di un mondo vicino a una primordialità quasi brutale”, dove ogni preoccupazione di forma svanisce, si perde per lasciar posto all’istinto della pittura di “prima”, al getto di colore, che Dallaglio concepisce come un tappeto sul quale la vita si è raggrumata in zone aspre, parossistiche di escrescenze. Perchè la superficie del mondo è un precipitato di oggetti e corpi frammentati in luogo di quella leggera successione di sipari, di veli, di fasce vibranti tra cui occhieggiano fantasmi passanti. Ma in pittura lui riprende un colorismo puro e veneziano, d’acqua e di vento diremmo, perchè è così avvolgente, e lo por ta sino ai nuovi espressionismi: accosta e allarga i campi, regioni irregolari, e le riavvia, le comprende...

Eugenio Gazzola tratto dal catalogo “NINFE DI TERRA D’ACQUA DI VENTO” edito in occasione della personale di Piacenza (gennaio 2010)

LANDing page (suggestione di mezzautunno 2) particolare - tecnica mista su cannette - 150x100

LANDing page (New humanity/ninfe) - - tecnica mista su tela - 70x50

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L’incontro Tecnica mista in rilievo su tela 100x40

Delizia cm 90x70 Acrilico ed applicazioni di lamine in ottone finemente martellate

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“Soldato al tramono” acrilico su tela 100x70

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Calogero Corrao

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Raffaele Cantone

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ExpoArt Da Scindler’s list anche gli universi abbassarono le luci


Ruberanno ai nostri figli anche i sogni

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Auguri di buone feste natalizie

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Chiuso il Martedi

Aperto a Pranzo

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ExpoArt Dicembre  
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Novembre | Dicembre 2011

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