ATTRAVERSARE L'AFRICA

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GI UGNO

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E X P E R I E NC E

MAGAZ I NE

ATTRAVERSARE L'AFRICA



Africa, infinite evocazioni. Sensi che, coinvolti totalmente, sciolgono nodi. Africa di notti buie e profonde. Notti a perdere se stessi e mai più ritrovarsi. Notti d'amore, alla luce di una candela. Notti di danze. Cerimonie e fuoco. Fuoco primordiale che colonizza tessuti. Abiti gettati a terra, all'odore di fumo. Africa di silenzi profondissimi e profondissima quiete. Notti africane di versi nella notte. Difficile comprenderne la provenienza. Notti di onde e mare agitato. Notti di spettri, notti allucinate e sudate. Notti odorose. Odori forti o più leggeri. Notti di savana, di freddo nei deserti. Notti di sogni e incubi. Africa di olii sui corpi e massaggi, cibo che con le mani porti alla bocca. Notti di solitudine. Le mie notti di riflessioni notti mute notti di tende strade vuote felini che scivolano nella boscaglia.



Experience Magazine dedica se stesso al continente che più di altri incarna immagini evocative. Natura sconfinata capace d'ammaliare e avvolgere. Un continente che riassume diversità, un continente che resta attaccato all'anima. Capace di far male con la sua assenza. Un'assenza che è sempre presenza. Perché più di altri entra dentro. Scende in fondo all'anima. Dal Botswana al Marocco. Dalla Namibia al Mozambico. Africa on the road, perdendosi, forando, a secco di benzina, con un bambino a bordo. Cambiando pannolini nella savana sorridendo al sole ogni giorno, viaggiando e macinando chilometri, con la consapevolezza che nulla sarebbe mai più stato lo stesso. Consapevoli che l'Africa l'avremmo portata dentro, per sempre. Un odore, una melodia. Il battito d'ali dell'uccello tessitore. La luce dell'alba.



Africa, infinite evocations. Senses that involved totally untie knots. Africa of dark and deep nights. Nights where you can lose yourself and never find yourself again. Nights of love, in the light of a candle. Nights of dancing. Ceremonies and fire. Primordial fire that colonizes the tissues. Clothes thrown on the ground, to the smell of smoke. Africa of very deep silences and very deep stillness. African nights of screams in the night. It is difficult to understand where it comes from. Nights of waves and rough sea. Nights of ghosts, fanatical and sweaty nights. Odorous nights. Strong or lighter odors. Nights of savannah, of cold in the deserts. Nights of dreams and nightmares. Africa of body oils and massages, food that I brought to my mouth with my hands. Nights of solitude. My nights of reflections silent nights nights of tents empty streets felines gliding in the bush.



Experience Magazine dedicates itself to continenete more than others embodies evocative images. Boundless nature capable of enchanting and enveloping. A continent that summarizes diversity, a continent that remains attached to the soul. Able to hurt with his absence. An absence that is always presence. Because more than others it gets inside. It goes down to the bottom of the soul. From Botswana to Mozambique. From Namibia to South Africa. Go up to Egypt, bask in the Mauritian sun. Africa of Zimbabwe and Zambia, Africa on the road, getting lost drilling out of petrol with a baby on board. Changing diapers in the savannah smiling at the sun every day traveling and grinding miles with the knowledge that nothing would ever be the same. Aware that Africa would carry it inside forever. A smell, a melody. The beating of the wings of the weaver bird. The light of dawn.


AFRICA

Raccontano i Boscimani che l'uomo bianco ha la strana malattia di essere innamorato dell'Africa e che gli uccelli tessitori, nei loro nidi a scrigno, chiudano il cuore dei bianchi e lo appendano alle acacie, in attesa del loro ritorno. The Bushmen tell that the white man has the strange disease of being in love with Africa and that the weaving birds, in their nesting boxes, close the hearts of the whites and hang it on the acacias, waiting for their return.


NAMIBIA LA TUA OMBRA CAMBIA FORMA IN VIAGGIO, SI SPEZZETTA NE SOLE, SI FRANTUMA SUI SASSI, VIBRA FRA LE VOCI DI UN MERCATO, SI IRRIGIDISCE NEL TEDIO DI UNA PIANURA. DANZA SU UN TELO MOSSO DAL VENTO, SI IMPENNA NEL RIFLESSO DEL SOLE DANDO AL TUO PROFILO ANGOLI BIZZARRI. VEDENDO L’OMBRA CAMBIARE, TI ACCORGI CHE MUOVENDOTI NON RIMANI MAI UGUALE. MARCO AIME, SENSI DI VIAGGIO


NAMIBIA


UN VIAGGIO "ON THE ROAD", QUESTO VI CONSIGLIO. SAFARI, ANTICHE CULTURE, PAESAGGI CHE VI FARANNO SENTIRE SU UN ALTRO PIANETA. LA NAMIBIA È UN INCREDIBILE MISCUGLIO DI TUTTO QUESTO. E MOLTO ALTRO. IL VENTO CHE FISCHIA FORTE FRA I TIRANTI DELLA TENDA, UN VENTO CHE PARE ULULARE COME UN LUPO. IL RUGGITO DEL LEONE A POCA DISTANZA. I SILENZI E GLI SPAZI DOVE PERDERSI. RITROVARSI, E PERDERSI ANCORA.


Le pozze d' acqua, di ssemi nate nel l ' Etosha, ri chi amano un numero i mpressi onante di ani mal i . Le pi ste si l enzi ose, che attraversano l e sol i tudi ni e i si l enzi del deserto, l i berano l ' ani ma. Fanno fl uttuare i n al to, sopra i l ci el o. Poi sabbi a, che sol l evata genera mul i nel l i . Gui dando l ungo l e sue strade, l i nee ondul ate o rette, vi perderete nei meandri del l a vostra mente. Avrete l a sensazi one di essere pi oni eri , moderni I ndi ana Jones, costantemente al l a ri cerca del l ' al ba pi ù l umi nosa. Del l a notte pi ù bui a. Del tramonto pi ù i nfuocato. Poi l a cul tura San, che tri onfa sotto forma di pi tture rupestri , frui bi l i i n tutto i l Paese.

Ci sono gl i Hi mba, nel Nord del l a Nami bi a, l e cui donne sono famose per l ' usanza di cospargersi con una mi scel a fragrante di ocra, burro ed erbe che ti nge l a pel l e di col or mattone. Dal l ' Etosha a Sossusvl ei . Dal Fi sh Ri ver Canyon, col suo squarci o, a Swakopmund, l ' el egante ci ttadi na dal l ' archi tettura tedesca. Dal l a Skel eton Coast, si ni stro presagi o di naufragi , ai safari con bi vacco notturno, anti tesi del cl amore del mondo moderno. I l vento che fi schi a forte fra i ti ranti del l a tenda, un vento che pare ul ul are come un l upo. Il ruggi to di un l eone a poca di stanza, i l verso del l ' i ppopotamo aggressi vo.



Quanta bel l ezza troverete. I n quanta bel l ezza potrete i mmergervi . Le emozi oni vi stri ngeranno i n una morsa di ffi ci l e da spi egare. Un nodo al pl esso sol are. Un i rradi arsi di l uce. Un vorti ce di domande sul l ' esi stenza stessa e l a vogl i a di mol l are tutto per dedi carvi escl usi vamente al l a scoperta del l ' Afri ca. L' Afri ca vi ci nge i l capo. Vi i ncorona Re o Regi ne. L' Afri ca vi assedi a. Si no a farvi capi tol are. Ma l a resa sarà l a vostra pi ù grande vi ttori a.


FUOCO WATERBERG PLATEAU NAMIBIA


A

F U O C O

Ho il mio bicchiere di vino in mano. Osservo il fuoco che si muove di fronte a me. Il falò mi riscalda, mi culla con il suo scoppiettìo. Ancestrale forma di luce, fiamme brillanti. È caldo questo fuoco, si muove, è vivo, sacro e allo stesso tempo profano. Ripenso all’aggettivo ancestrale, al mondo lontano in cui ti trasporta. Ancestrale, primordiale, atavico, come questo nostro essere qui seduti intorno alla luce. Una luce che attrae, sa essere ipnotica. Mi lascio ipnotizzare da questa luce, mi sento in balìa del suo potere. La scoperta del fuoco fu un passaggio fondamentale nella storia degli ominidi, aldilà della sua utilità pratica.

Il falò rappresenta il momento della socializzazione, dello scambio di informazioni, di storie. Trasforma l’ominide in una sorta di uomo capace di raccontarsi. Rifletto su questo passaggio essenziale e osservo Tommaso mentre racconta la storia della nostra vita, in inglese, a due austriaci appena conosciuti. Ne rimango affascinata, a tratti anche imbarazzata. Molto. La sua voglia di raccontarsi e la sua loquacità sono sempre sorprendenti. Lo osservo e sorrido, lo trovo disinvolto, cerco in lui tracce di me. La sua adattabilità è incredibile. Lui è uno dei Barbapapà, con una capacità innata di cambiare forma, trasformarsi, parlare lingue che non conosce,



A

riempire al meglio lo spazio a sua disposizione. Mentre mi domando se è mera questione genetica i nostri sguardi si incontrano. Mi sorride con gli occhi. Credo che questo luogo gli piaccia. Il buio, le stelle scintillanti, questo gran freddo di una notte invernale namibiana, i ghepardi di oggi, l’escursione al Waterberg Plateau, le case dei workers, il safari drive con Edgard. Mi ha chiesto se possiamo avere il suo indirizzo, vorrebbe scrivergli per ringraziarlo della bella giornata trascorsa insieme.

La sua sensibilità mi colpisce sempre. Spero ne resti sempre un po’ in fondo alla sua anima. Sarà sempre il suo valore aggiunto. . ❤

Torniamo a piedi nella nostra stanza accogliente e troviamo la boule dell’acqua calda nel letto, qualcuno è passato e ne ha messa una ciascuno…..ci sentiamo dei principi stanotte. Falò di una notte namibiana di stelle e buio. Di luce e tenebre. Questa è la mia Africa.


FIRE WATERBERG PLATEAU


A

I have my glass of wine in my hand. I watch the fire move in front of me. The bonfire warms me, lulls me with its crackling. Ancestral form of light, brilliant flames. This fire is hot, it moves, it is alive, sacred and profane at the same time. I think back to the adjective ancestral, to the distant world it takes you to. Ancestral, primordial, atavistic like this being of ours sitting here around the light. A light that attracts, can be hypnotic. I let myself be hypnotized by this light, I feel at the mercy of its power. The discovery of fire was a fundamental step in the history of hominids, beyond its practical usefulness.

The bonfire represents the moment of socialization, of the exchange of information, of stories. Transform the hominid into a kind of man capable of telling himself. I reflect on this essential passage and watch Thomas as he tells the story of our life, in English, to two Austrians who have just met. I am fascinated, at times even embarrassed. His desire to talk about himself and his talkativeness are always surprising. I look at him and smile, I find him casual, I look for traces of me in him. Its adaptability is incredible. He is one of the Barbapapa, with an innate ability to change shape, transform, speak languages he does not know,



A

fill the space at its disposal as best as possible. While I wonder if it is a mere genetic question, our gazes meet. He smiles at me with his eyes. I think he likes this place. The

His sensitivity always strikes me. I hope there will always be some at the bottom of his soul. It will always be its added value. . ❤

dark, the twinkling stars, this great cold of a Namibian winter night, today's cheetahs, the excursion to the Waterberg Plateau, the workers' houses, the safari drive with Edgard. He asked me if we can have his address, he would like to write to him to thank him for the beautiful day spent together.

We walk back to our cozy room and find the hot water bottle in the bed, someone has passed and each has put one on ... ..we feel like princes tonight. Bonfire of a Namibian night of stars and darkness. Of light and darkness. My Africa.




EXPERIENCE WORKSPACE UNCONVENTIONAL SPACE

Da noi puoi allestire il tuo temporary shop. Contattaci e ti daremo tutte le informazioni.


Questo è il nostro spazio. Può trasformarsi nel tuo spazio. In uno spazio senza confini, un luogo di scambio. Qui, dove le esperienze si condividono. Dove ci incontriamo, interagiamo, mescoliamo e trasformiamo. Dove tu puoi essere un po' me e viceversa. Arte, cultura, viaggi, lettura, bellezza, cibo, musica, movimento. Pensieri in movimento. Mai statici. Mai immobili. Pronti al cambiamento. Questo è il luogo della nostra metamorfosi. Questo è EXPERIENCE WORKSPACE. Devi solo entrare. This is our space. It can transform into your space. In a space without borders, a place of exchange. Here, where experiences are shared. Where we meet, interact, mix and transform. Where you can be a bit of me and vice versa. Art, culture, travel, reading, beauty, food, music, movement. Thoughts in motion. Never static. Never motionless. Ready for change. This is the place of our metamorphosis. This is EXPERIENCE OPENSPACE. You just have to enter.

CONTACT US: EXPERIENCE Via Pignolo 38/C - 24122 Bergamo MAIL: experience.bg1@gmail.com


DESERTO DEL NAMIB

IL DESERTO DEL NAMIB È IL PRIMO DESERTO GENERATOSI SULLA TERRA. SI ESTENDE LUNGO 1500 KM, CHE CONTENGONO MOLTO PIÙ DI SEMPLICE SABBIA. CONTRARIAMENTE A QUANTO SI POSSA PENSARE, IL PAESAGGIO QUI È DAVVERO VARIEGATO, DALLE MONTAGNE ROCCIOSE ALLE DUNE DI SABBIA DI SOSSUSVLEI. LE SFUMATURE DI COLORI VANNO DAL BIANCO AL GIALLO, SINO ALL’ARANCIO INTENSO, CREANDO INTRECCI ASSOLUTAMENTE AFFASCINANTI. THE NAMIB DESERT IS THE FIRST DESERT GENERATED ON EARTH. IT STRETCHES 1500KM LONG, CONTAINING MUCH MORE THAN JUST SAND. CONTRARY TO WHAT ONE MIGHT THINK, THE LANDSCAPE HERE IS TRULY VARIED, FROM THE ROCKY MOUNTAINS TO THE SOSSUSVLEI SAND DUNES. THE SHADES OF COLORS RANGE FROM WHITE TO YELLOW TO INTENSE ORANGE, CREATING ABSOLUTELY FASCINATING WEAVES.



A

Le dune del Namib si estendono dal fiume Orange sino al fiume Kuiseb, nel sud della Namibia, e da Torra Bay nello Skeleton Coast Park al fiume Curoca in Angola, a nord. La gamma cromatica che le compone e contraddistingue passa dal crema all'arancio, con punte di rosso e viola. Pennellate di colori che sono cambiamenti continui, Che sono movimenti di sensazioni. Tra le pieghe dell'anima ognuno ritrova pezzi perduti di se'. Regalano, le dune, angoli di pianeti ignoti e lontani. Dimensioni sparse di infinito. Letture di noi. Moltitudini. Silenzi e attimi di per sempre e di mai.

Sono dune dinamiche quelle del Namib. Si spostano grazie al vento che le scolpisce. Le modella, Le trasporta, pare le faccia pure volare, volteggiare, salire in cielo e ridiscender giù. In basso. Forme che cambiano. Come persone dalle mille sfumature. Dune paraboliche, trasversali, seif, a stella, a barcana, a collinetta. C'è una duna per ognuno di noi. C'è una duna che ci attende, una duna da scalare con fatica, sotto il peso del nostro corpo. Del sole. Fatica e sudore. Arrivi sin lassù. Incredulo d'avercela fatta. La vetta, salendo, sembra allontanarsi. L'ascensione spoglia dubbi, sembra quasi potarci come fossimo piante. Raggiungere il punto più alto, per godere dello scorcio più bello.



A

Scorci che si aprono e si perdono. Onde rosse. Onde danzanti, come ballerine al Bolshoj. Onde che si tuffano nell'oceano. che abbracciano un territorio incredibile. D'una bellezza pari a pochi altri luoghi al mondo. Evocazioni. Una bellezza evocativa. Di musica, di secoli lontani. Sesriem è la porta d'accesso al deserto. Sesriem ovvero 'sei cinghie', la lingua locale ci viene in aiuto. Il numero di corregge di cuoio che venivano usate in passato per attingere acqua dal fondo della gola.

Un avamposto solitario da cui partire alla scoperta di questo territorio. Una stazione di servizio. Qualche piccola sistemazione, Lodges. Nel nulla, o nel tutto, a seconda dei punti di vista. La percezione di luoghi è sempre molto personale. La sabbia di questo deserto arrivò dal Kalahari. Come fosse un dono di milioni di anni fa. Un regalo di siccità e suggestioni. Il vento traghettò la sabbia sino a qui. A bordo di questo tappeto volante carico di storie di umanità.


NAMIB DESERT

IL DESERTO DEL NAMIB È IL PRIMO DESERTO GENERATOSI SULLA TERRA. SI ESTENDE LUNGO 1500 KM, CHE CONTENGONO MOLTO PIÙ DI SEMPLICE SABBIA. CONTRARIAMENTE A QUANTO SI POSSA PENSARE, IL PAESAGGIO QUI È DAVVERO VARIEGATO, DALLE MONTAGNE ROCCIOSE ALLE DUNE DI SABBIA DI SOSSUSVLEI. LE SFUMATURE DI COLORI VANNO DAL BIANCO AL GIALLO, SINO ALL’ARANCIO INTENSO, CREANDO INTRECCI ASSOLUTAMENTE AFFASCINANTI. THE NAMIB DESERT IS THE FIRST DESERT GENERATED ON EARTH. IT STRETCHES 1500KM LONG, CONTAINING MUCH MORE THAN JUST SAND. CONTRARY TO WHAT ONE MIGHT THINK, THE LANDSCAPE HERE IS TRULY VARIED, FROM THE ROCKY MOUNTAINS TO THE SOSSUSVLEI SAND DUNES. THE SHADES OF COLORS RANGE FROM WHITE TO YELLOW TO INTENSE ORANGE, CREATING ABSOLUTELY FASCINATING WEAVES.


A

The Namib dunes stretch from the Orange River to the Kuiseb River in southern Namibia and from Torra Bay in the Skeleton Coast Park to the Curoca River in Angola in the north. The chromatic range that composes and distinguishes them passes from cream to orange, with hints of red and purple. Brushstrokes of colors which are continuous changes, which are movements of sensations. Among the folds of the soul everyone finds lost pieces of themselves. They offer, the dunes, corners of unknown and distant planets. Sparse dimensions of infinity. Readings of us. Multitudes. Silences and moments of forever and ever.

Those of the Namib are dynamic dunes. They move thanks to the wind that sculpts them. It models them, transports them, it seems to make them fly, spin, climb into the sky and descend again. Down. Forms that change. Like people of a thousand shades. Parabolic dunes, transversal, seif, a stella, a barcana, a mound. There is a dune for each of us. There is a dune that awaits us, a dune to climb with difficulty, under the weight of our body. Of the sun, fatigue and sweat. You get up there. Incredulous to have made it, the summit seems to move away as it climbs. Ascension strips away doubts, it almost seems to prune us as if we were plants. Reach the highest point to enjoy the most beautiful view.



A

Glimpses that open up and get lost. Red waves. Waves dancing like dancers at the Bolshoi. Waves plunging into the ocean. that embrace an incredible territory. It has a beauty equal to few other places in the world. Evocative. An evocative beauty. Of dances, of music, of distant centuries. Sesriem is the gateway to the desert. Sesriem or 'six straps', the local language comes to our aid. The number of leather straps that were used in the past to draw water from the bottom of the gorge.

A solitary outpost from which to start discovering this territory. A gas station. A few small accommodations, Lodge. In nothing, or in the whole, depending on the point of view. The perception of places is always very personal. The sand from this desert came from the Kalahari. As if it were a gift from millions of years ago. A gift of drought and suggestions. The wind carried the sand here. On board this flying carpet loaded with stories of humanity.


CAPE CROSS SEAL RESERVE


La colonia di Cape Cross è la più conosciuta

Nonostante la naturale propensione alla vita

per la riproduzione di otarie del Capo.

comunitaria questi animali sono poco

Si trova lungo la costa della Namibia, in una

socievoli. La scelta di vivere in una comunità

riserva, dove gli animali hanno potuto vivere

così numerosa è probabilmente dovuta alle

e prosperare grazie all'enorme

maggiori garanzie di sicurezza che offre. La

concentrazione di pesce che popola questo

vita in colonia è più facile quindi, ma le

tratto di mare.

otarie restano animali solitari. Proprio per

La fredda corrente del Benguela appunto.

questo spesso si ritagliano angoli un pochino

Le otarie hanno di che nutrirsi e la quantità

appartati.

di animali, che qui vivono, è davvero

I cuccioli sono tenerissimi e si divertono a

sorprendente.

giocare, gli adulti spesso sono coinvolti in

Pare siano più di 100.000 esemplari.

scontri o comportamenti aggressivi e scontrosi.



Una visita a questa colonia è imperdibile anche

The Cape Cross colony is best known for

se sarete costretti a sorbire il lezzo proveniente

breeding Cape fur seals.

dagli accumuli di sterco prodotti da questi

It is located along the coast of Namibia, in a

animali.

reserve, where animals have been able to live and

Portatevi un fazzoletto o qualcosa che vi

thrive thanks to the enormous concentration of

permetta di sopravvivere alla puzza infestante.

fish that populate this stretch of sea. The cold Benguela current. The sea lions have something to eat and the amount of animals that live here is truly amazing. Apparently there are more than 100,000 copies.


Despite their natural propensity for community

A visit to this colony is not to be missed even if

life, these animals are not very sociable. The

you will be forced to sip the stench coming from

choice to live in such a large community is

the accumulations of dung produced by these

probably due to the greater security guarantees

animals.

it offers. Life in the colony is therefore easier but

Bring a handkerchief or something that will allow

the sea lions remain solitary animals. Precisely

you to survive the infesting stench.

for this reason, a little secluded corners are often cut out. The puppies are very tender and enjoy playing, adults are often involved in fights, aggression or aggressive or grumpy behavior.


NAMIBIA I LUOGHI CHE INCANTANO IL CUORE

I miei scatti "on the road"...











Mozambico PARADISO D'AFRICA


Mozambico AFRICA


MOZAMBICO

VENTO Scombina capelli. Il vento che incessantemente batte la costa del Mozambico scombina capelli e pensieri. Batte le lunghe spiagge, sabbiose e deserte. Batte le dune, spintona le palme, terrorizza piccole case di paglia. Il panorama è in perenne movimento. Un moto costante che talvolta si fa più violento. Le onde indomabili si increspano, sbottano, schiamazzano, s’azzuffano fino a schiantarsi indomabili sulla linea sottile e quasi delicata della battigia. Scombina capelli, pensieri e vesti che s’alzano, si rincorrono, stringono, cingono, strozzano. Quel vento trasforma. Trasforma e avvolge senza sosta. Sa di eternità, di un peregrinare perpetuo. Incontentabile. Incontenibile. Il panorama muta, rumoroso. Eroico, stoico ma arreso al vento. Arreso alla furia. Arreso e tenace. Quel panorama che è lì da sempre. E si nutre di quel vento. Quel vento è la sua linfa. Senza vento, quel luogo, sarebbe altro. In lontananza scorgo la danza delle megattere che dall’Artico migrano sin qui per riprodursi. Tra luglio e settembre è facile avvistarle al largo della costa del Mozambico. Amo la natura selvaggia. La natura aspra, forte, indomabile. La trovo sublime e imperfetta. Disordinata ma altera. Osservo questo tumulto in silenzio e respiro la sua intensità. Un’energia che si intrufola in ogni mio poro. La costa meridionale del Mozambico è la parte più sviluppata del paese e la più popolare. Ci sono diverse località interessanti, noi abbiamo scelto di trascorrere qualche giorno a sud di Inhambane, sulla spiaggia di Jangamo per godere delle sua incredibile tranquillità. L’atmosfera da queste parti è rilassata e i Lodge sono semplici ma ricchi di fascino. Noi abbiamo soggiornato da Jeff e non potevamo fare scelta migliore. Un piccolo resort nascosto in un palmeto, alle spalle delle dune, con un panorama sull’oceano da togliere il fiato. Super dive center, ottimo bar/ristorante, barracas spartane ma con tutto l’essenziale. Esperienza indimenticabile http://palmresortmozam.com/


RAFFAELLA VACIS

Mess up your hair. The wind that incessantly beats the coast of Mozambique messes up hair and thoughts. Beats the long, sandy and deserted beaches. It beats the dunes, pushes the palm trees, terrifies small thatched houses. The panorama is in constant motion. A constant motion that sometimes becomes more violent. The indomitable waves ripple, burst, cackle, scuffle until they crash indomitable on the thin and almost delicate line of the shoreline. It messes up hair, thoughts and clothes that rise, chase each other, hug, girdle, strangle. That wind transforms. Transforms and wraps relentlessly. It tastes of eternity, of perpetual wandering. Unsatisfactory. Uncontainable. The landscape changes, noisy. Heroic, stoic but surrendered to the wind. Surrendered to the fury. Surrender and tenacious. That panorama that has always been there. And it feeds on that wind. That wind is its sap.

Without wind, that place would be something else. In the distance I see the dance of humpback whales that migrate here to reproduce from the Arctic. Between July and September it is easy to spot them off the coast of Mozambique. I love wild nature. The harsh, strong, indomitable nature. I find it sublime and imperfect. Messy but haughty. I observe this tumult in silence and breathe its intensity. An energy that sneaks into my every pore. The southern coast of Mozambique is the most developed part of the country and the most popular. There are several interesting locations, we have chosen to spend a few days south of Inhambane, on Jangamo beach to enjoy its incredible tranquility. The atmosphere in these parts is relaxed and the lodges are simple but full of charm. We stayed with Jeff and couldn't have made a better choice. A small resort hidden in a palm grove, behind the dunes, with a breathtaking view of the ocean. Super dive center, excellent bar / restaurant, spartan barracas but with all the essentials. Unforgettable experience http://palmresortmozam.com/


ARCHIPÉLAGO DE BAZARUTO. MOZAMBICO DA NON PERDERE



Avevo quasi perso le speranze. La prima escursione era stata annullata per il maltempo. Avevamo percorso tantissimi chilometri attraverso il Sudafrica, risalito il Mozambico sino a Vilankulo ed ora, che eravamo ad un passo dall’arcipelago, tutto sembrava poter sfumare. Appuntamento telefonico serale. Dopo aver visionato le previsioni meteo i nostri accompagnatori avrebbero preso una decisione. Inutile dire che passammo la giornata guardando e riguardando il “tomorrow weather”. Finalmente sento il telefono di Luca squillare, mi guarda e mi mostra il pollice alzato. E’fatta, domani il vento sarà calmo e ci sarà anche il sole. Santi numi grazie. Prepariamo gli zaini e siamo pronti per la scoperta dell’arcipelago di Bazaruto. Faremo un’escursione con un piccolissimo gruppo di sub. Andiamo con i ragazzi di ”Odyssea Dive”, li avevo contattati da tempo. Mi hanno conquistato immediatamente. C’è il ragazzo francese con noi, il sub più esperto, poi alcuni giovani locali. Sarà una delle escursioni più belle mai fatte. Le isole Bazaruto sono particolari, quasi completamente disabitate (solo 3500 abitanti mozambicani). Sono un parco marino, la superficie protetta complessiva è di circa 1400 kmq. Qui la guerra che ha dilaniato il Mozambico non è arrivata, qui la natura prorompe in tutta la sua forza. Delfini, dudonghi, balene, pesci, tartarughe caretta, fenicotteri rosa, coccodrilli del Nilo, aquile pescatrici. È un paradiso. Ci riempiamo gli occhi di bellezza. Tantissima bellezza. Trascorriamo una giornata indimenticabile.


I had almost lost hope. The first excursion had been canceled due to bad weather. We had traveled many kilometers through South Africa, climbed Mozambique up to Vilankulo and now that we were one step away from the archipelago it seemed that everything could fade. Evening telephone appointment. After viewing the weather forecast, our companions would make a decision. Needless to say, we spent the day watching and re-watching "tomorrow weather". Finally I hear Luca's phone ring, he looks at me and shows me his thumb up. It is done, tomorrow the wind will be calm and there will also be the sun. Holy gods thank you. We prepare the backpacks and we are ready for the discovery of the archipelago.

We will go on an excursion with a very small group of divers. Let's go with the guys from "Odyssea Dive", I had contacted them for some time. They are a unique team. They won me over immediately. There is the French boy with us, the most experienced diver, then some young local people. It will be one of the most beautiful excursions ever made. The Bazaruto islands are particular, almost completely uninhabited (only 3500 Mozambican inhabitants). They are a marine park, the total protected area is about 1400 sq km. Here the war that torn Mozambique has not arrived, here nature bursts out in all its strength. Dolphins, dugongs, whales, fish, loggerhead turtles, pink flamingos, Nile crocodiles, fish eagles. It is a paradise, we fill our eyes with beauty. A lot of beauty. We spend an unforgettable day.



Vilankulo is a must for those who want to reach the Bazaruto islands. The Bazaruto archipelago is separated from the mainland by a narrow channel. We arrived by land, with a South African rental car. There is also the airport which is about 3 km from the city. The airline LAM (www.lam.co.mz) operates several flights to / from Maputo (capital of Mozambique).

Bazaruto Islands

We had a great excursion with the guys from Odyssea Dive (www.odysseadive.com) which is based at the Baobab Beach Backpacker. The group is well trained, they offer both diving and snorkeling excursions with fair prices (they are not improvised). Excursions include a small packed lunch, sandwiches and drinks. Absolutely to try !!! We slept at Aguia Negra, a very nice resort with really well-kept and spacious bungalows. At the time Santos was the manager of the resort, a friendly and helpful guy.


GIOIA DI ESSERE

I

ANGELA GIOIA


GioiaDiEssere Angela and GioiaDiEssere are the same soul that seems to divide into two, but which possesses a single substance. The substance of which we are made, the rediscovery of ourselves. The awareness of our strength, of our identity. They are reborn every time.

Nothing is thrown away. Maybe he stays there for

Dresses, which like souls in the perennial search for

months, but he's just waiting for an idea, his own.

their Nirvana, are transformed and live new lives.

Create clothes for theater plays Angela.

They adapt to ever new needs.

Wedding dresses that were forgotten curtains in a

Unique pieces created by the union of clothes. A

cellar. Steal fabrics from oblivion. He holds them in

dress that was a jacket, a constantly changing skirt,

his hands and caresses them. Imagine them

just like the women who wear Angela Gioia's

different. New.

creations.

From there the dream was born. And nirvana

Joy of being.

seems closer.

Joy of dressing, interpreting, playing with one's

Someone who can interpret that dream, exactly

essence, Angela and Gioiadiessere are the same

that.

thing. A fusion that has no borders to cross.

Attention to reuse is central.

Angela ranges from wedding dresses, born from

Nothing is thrown away. Maybe he stays there for

forgotten fabrics for a while, to everyday dresses.

months, but he's just waiting for an idea, his own.

Adapted and adaptable to everyday needs.

Create clothes for theater plays Angela.

In an almost inexplicable way it happens that a

Wedding dresses that were forgotten curtains in a

fabric meets a woman, or vice versa, styles are born

cellar. Steal fabrics from oblivion. He holds them in

and invented in her atelier, which is her home.

his hands and caresses them. Imagine them

Styles that are never the children of a fashion. They

different. New.

are always evocations.

From there the dream was born. And nirvana

Shards of emotions that embrace feeling and meet

seems closer.

the desire for rebirth, but also for interpretation.

Its key concepts are recovery, zero impact on the

Interpretation of life, one that never follows the

environment. The clothes are sustainable.

paths of logic.

The "Gioiadiessere" creations are born from the

The red dress joins the Tyrolean perfume cape.

concept of RECOVER existing fabrics born for

The flowers embrace black profiles, hand

something, but which are no longer used for their

embroidered.

task, and being still beautiful, reusable in other

Angela plays. And his vision of the woman is almost

forms.

the result of chance.

Hence the concept of RE-generating clothing and

She happens to think of a person, while she creates,

the novelty from 2021 the use of certified fabrics

imagine a cape on the shoulders of a woman who

for medical health care. In short, an Eco & Logic

then knocks on her door.

fashion, as Angela likes to define it, which helps

There is always a dress waiting for someone to

the physical body to feel good.

arrive.

Angela is harmony.

Someone who recognizes himself. Someone who can

And the smile that accompanies her witness of a

interpret that dream, exactly that.

woman of infinite shades.

Attention to reuse is central.


MAROCCO


Tanti mondi in uno solo. Contraddizioni, opposti, estremi. Il Marocco è tutto e il suo contrario. È il silenzio del deserto e il chiasso dei suk delle grandi città. È la distesa arancione delle dune del Sud, o l’azzurro delle case di Chefchaouen, e il caleidoscopio di colori di Marrakech. È il profumo soave delle rose di Dades e l’odore acre delle tintorie a cielo aperto di Fez. È il fascino delle città imperiali e la semplicità di un minuscolo villaggio sperduto nel nulla. È la dura vita nel cuore più aspro dell’Alto Atlante e l’aria bohémien di Casablanca. È il caos per turisti di piazza Jamaa el Fna e la pulizia maniacale di Ifrane. È l’aridità del lago di Iriki e la generosità del rigoglioso palmeto di Skoura. C’è tanto da ammirare e da godere, in Marocco. Eppure c’è una città che forse più di tutte vi stupirà. Partite dalla misteriosa Essaouira, dalle rive dell’Oceano, dal vento e dalle onde, da quelle case bianche intrise di sale e sabbia, per andare alla scoperta del sorprendente Marocco. Sarà un viaggio indimenticabile.

Many worlds in one. Contradictions, opposites, extremes. Morocco is everything and its opposite. It is the silence of the desert and the din of the souks of big cities. It is the orange expanse of the southern dunes, or the blue of the houses of Chefchaouen, and the kaleidoscope of colors of Marrakech. It is the sweet scent of the roses of Dades and the acrid smell of the open-air dry cleaners of Fez. It is the charm of the imperial cities and the simplicity of a tiny village lost in nowhere. It is the hard life in the harshest heart of the High Atlas and the bohemian air of Casablanca. It is the chaos for tourists of Jamaa el Fna square and the maniacal cleanliness of Ifrane. It is the dryness of Lake Iriki and the generosity of the luxuriant palm grove of Skoura. There is so much to admire and enjoy in Morocco. Yet there is a city that perhaps most of all will amaze you. Start from the mysterious Essaouira, from the shores of the ocean, from the wind and from the waves, from those white houses soaked in salt and sand, to discover surprising Morocco. It will be an unforgettable journey.




Essaouira MAROCCO


Essaouira ti seduce dal primo istante, con

e potente fino alla fine degli Anni Sessanta

tutto il suo fascino misterioso. Città di

Essaouira – l’antica Mogador - ti entra nella

mare, strategico porto lungo la via delle

pelle con la stessa forza del Taros, il vento

isole, tra Capo Verde e l’Equatore, strega il

freddo che la sferza quasi tutto l’anno.

viaggiatore a ogni passo e a ogni scorcio.

Alisei umidi, che arrivano dall’Atlantico, e

Crocevia di popoli, melange di etnie e

portano con sé il sale oceanico e lo

idiomi, crogiuolo di tradizioni e di riti,

diffondono dappertutto.

epicentro d’arte e cultura: qui le tribù

Mulinelli di sabbia si alzano tra le strade

chiadma, di matrice araba, e quelle berbere

della città, penetrando nelle case bianche

degli haha, si mischiano con il popolo

accecanti.

gnaoua, discendente dagli antichi schiavi

E le mura fortificate, così come le strette

dell’Africa subsahariana. E con quel poco

viuzze della medina, il quartiere antico,

che è rimasto della comunità ebraica,

fanno da scudo solo in parte.

numerosa



E’ Marocco, certo: lo vedi, ne annusi gli odori

farsi irretire dalle voci e dagli odori forti del souk

inconfondibili che sanno di spezie e d’olio

un’esperienza elettrizzante; sorseggiare tè alla

d’argan. Ma è anche resto del mondo. Con il suo

menta in uno dei caffè di Place Moulay el-Hassan

bel po’ di influsso europeo, francese soprattutto.

un momento magico. E guai a perdersi, la

Vita pulsante, eppur lenta, così lontana dalla

mattina, il fermento del mercato del pesce.

frenesia di Marrakech, la grande città più prossima, che in fin dei conti è appena lì, a meno

Sì, Essaouira val bene il rilassato inizio di un

di tre ore. Dormire nei raffinati ed eleganti riad

viaggio in questo Paese tanto ammaliante, che

della medina è un piacere impagabile; gironzolare

sorprende a ogni tappa. Il passaggio dalla costa

a passo blando all’interno della medina un ameno

atlantica all’interno, direzione deserto, è esso

passatempo;

stesso un piacere oftalmico.



Distese di alberi d’argan, di fichi d’india, di olivi e

E quelle sposate si distinguono per le mani e i

poi di mandorli, accompagnano il tragitto fin

piedi dipinti con l’henné. Si incrociano lungo le

quasi a Tafraoute, villaggio nel cuore dell’anti-

vie di Tafraoute. Oppure sulla strada che passa

Atlante, circondato da montagne di arenaria e

dal sito di Aguerd Oudad, già terra promessa di

granito rosa, che all’alba e al tramonto

una comunità hippy ora in disarmo, e porta alle

risplendono in tutta la loro bellezza. Questa è la

Gole di Ait Mansour. Il paesaggio è da restare

capitale degli ammein, tribù con spiccato senso

incantati, tra canyon color ocra in mezzo a

per gli affari. E delle babbucce: raffinate,

montagne aride e sassose che fanno da prologo a

colorate, particolari. Qui si parla il chleuh, uno

un’oasi spettacolare e lussureggiante, proprio

dei tre dialetti berberi. Qui le donne si avvolgono

all’ingresso delle gole. Un’anziana donna

tre volte in una stola nera.

cammina portando sulla testa una grossa cesta.



fuoristrada le passa accanto a passo lento, quindi

Lassù oggi c’è Dar Infiane, una affascinante e

si ferma. Anche lei lo fa. Si volta, gli occhi grandi

imperdibile maison d’hote: guai farsi scappare

e scuri sbucano intensi dal velo nero, la mano si

una notte. Tra quelle solide e austere mura, par

infila nella cesta e poi porge una manciata di

di tornare ai tempi della Legione Straniera. E

datteri senza chiedere nulla in cambio.

salire sul terrazzo più alto a rimirar le stelle nelle

Presto l’oasi torna a lasciare posto al nulla.

sere limpide di fine autunno, quando la morsa del

Rocce, sassi, paesaggio quasi lunare. Il confine

caldo si sta allentando, è un’esperienza

algerino quasi a vista d’occhio. Ed ecco Tata, 120

impagabile. Per non dire della colazione, al

chilometri dopo, sosta obbligata verso il Sahara,

sorgere del sole, appena dopo la preghiera del

col suo immenso palmeto e, nei pressi, il suo

muezzin, e la vista che spazia a perdita d’occhio

magnifico ksar, il tipico villaggio fortificato

sulla valle sottostante.

berbero, eretto proprio al culmine della collina che domina tutta la valle.

Il deserto chiama.



Da Tata a Tissint, sempre verso Est. E poi Foum Zguid, l’ultimo avamposto urbano - diecimila anime o poco meno - prima di avventurarsi per sei ore nel vuoto assoluto. Vuoto periglioso, fatto di lunghi tratti di hammada, infido fondo a base di pietre che ti costringe a procedere a passo d’uomo. Poi arriva il più agevole reg, sabbia mista a ghiaia, e infine l’erg vero e proprio, solo sabbia, dune, sinuosità, attenzione massima, perché affondare è un attimo e allora sono guai, al netto del vento, il temibile Chergui, caldo e secco, che può sorprenderti da un momento all’altro.



Essaouira seduces you from the first

and powerful until the end of the

moment, with all its mysterious charm.

Sixties.ssaouira - the ancient Mogador -

Seaside city, a strategic port along the route

enters your skin with the same strength as

to the islands, between Cape Verde and the

the Taros, the cold wind that whips it

Equator, bewitches the traveler at every

almost all year round. Wet trade winds,

step and every glimpse. Crossroads of

which come from the Atlantic, and bring

peoples, melange of ethnic groups and

ocean salt with them and spread it

languages, melting pot of traditions and

everywhere. Eddies of sand rise through the

rituals, epicenter of art and culture: here

streets of the city, penetrating the blinding

the Chiadma tribes, of Arab origin, and the

white houses. And the fortified walls, as well

Berber ones of the haha, mix with the

as the narrow alleys of the medina, the old

Gnaoua people, descended from the ancient

quarter, are only partially shielded.

slaves of sub-Saharan Africa. And with what little is left of the large Jewish community



It is Morocco, of course: you see it, you smell its

be ensnared by the voices and strong smells of

unmistakable smells that taste of spices and

the souk, an electrifying experience; sipping mint

argan oil. But it is also the rest of the world. With

tea in one of the cafes on Place Moulay el-Hassan

its fair bit of European influence, especially

is a magical moment. And woe to lose, in the

French.

morning, the excitement of the fish market.

Pulsating, yet slow, life, so far from the hustle and bustle of Marrakech, the nearest big city,

Yes, Essaouira is well worth the relaxed start of a

which in the end is just there, less than three

journey in this fascinating country, which

hours. Sleeping in the refined and elegant riads

surprises at every stage. The passage from the

of the medina is a priceless pleasure; wandering

Atlantic coast to the interior, towards the desert,

at a leisurely pace inside the medina is a pleasant

is itself an ophthalmic pleasure.

pastime;



Expanses of argan trees, prickly pears, olive trees

And the married ones stand out for their hands

and then almond trees accompany the journey

and feet painted with henna. They cross along

almost to Tafraoute, a village in the heart of the

the streets of Tafraoute. Or on the road that

Anti-Atlas, surrounded by mountains of

passes by the site of Aguerd Oudad, formerly the

sandstone and pink granite, which at dawn and at

promised land of a hippy community now in

sunset they shine in all their beauty. This is the

disarmament, and leads to the Gorges of Ait

capital of the ammein, a tribe with a keen sense

Mansour. The landscape is to be enchanted,

of business. And some slippers: refined, colorful,

among ocher-colored canyons in the midst of

particular. Chleuh, one of the three Berber

arid and stony mountains that form the prologue

dialects, is spoken here. Here the women wrap

to a spectacular and lush oasis, right at the

themselves three times in a black stole

entrance to the gorges. An elderly woman walks carrying a large basket on her head.



the off-road vehicle passes by at a slow pace,

Up there today is Dar Infiane, a fascinating and

then stops. She does too. He turns around, his

unmissable maison d'hote: woe betide you one

big dark eyes emerge intensely from the black

night. Among those solid and austere walls, it

veil, his hand slips into the basket and then

seems to go back to the times of the Foreign

hands out a handful of dates without asking for

Legion. And going up to the highest terrace to

anything in return.

gaze at the stars on clear late autumn evenings,

Soon the oasis returns to make way for nothing.

when the grip of the heat is loosening, is a

Rocks, stones, an almost lunar landscape. The

priceless experience. Not to mention breakfast,

Algerian border almost visible. And here is Tata,

at sunrise, just after the muezzin's prayer, and

120 kilometers later, an obligatory stop towards

the view that sweeps as far as the eye can see

the Sahara, with its immense palm grove and,

over the valley below.

nearby, its magnificent ksar, the typical fortified Berber village, built right at the top of the hill overlooking the whole valley.

The desert calls.


From Tata to Tissint, always towards the East. And then Foum Zguid, the last urban outpost ten thousand souls or a little less - before venturing into absolute emptiness for six hours. Dangerous void, made up of long stretches of hammada, a treacherous stone base that forces you to proceed at a walking pace. Then comes the easier reg, sand mixed with gravel, and finally the real erg, only sand, dunes, sinuosity, maximum attention, because sinking is a moment and then there is trouble, net of the wind, the fearsome Chergui, hot and dry, which can surprise you at any moment.


La Rotonda 2



Botswana IL CUORE RUBATO


CHOBE

RIVER

Il Chobe National Park ha una superficie di 11000 kmq ed è stato il primo parco nazionale del Botswana.

Si trova nel nord del Paese ed è suddiviso in quattro zone, ciascuna con un suo proprio ecosistema. Il periodo ideale per visitare

quest’area è la stagione secca (aprile-ottobre), quando gli animali si radunano intorno alle fonti d’acqua permanenti.

In questo periodo le giornate sono piacevoli, il clima perfetto, di notte però può fare molto fresco per cui è necessario essere

equipaggiati nel modo corretto.


Per il Botswana ripartirei anche domattina. La

dove viaggiare è piacevole e tutto sommato

zona del Chobe National Park è uno spettacolo

abbastanza agevole.

continuo, ininterrotto. Le giornate trascorse

Il paradiso terrestre, quello di Adamo ed Eva per

esplorando il parco sono state tutte ugualmente

intenderci, lo immagino proprio come il Chobe

indimenticabili. Sia quelle navigando lungo il

River, dove imbattersi in un branco di elefanti è

fiume, sia quelle facendo safari via terra.

quasi certo. Il fiume brulica di ippopotami e

Coccodrilli, ippopotami, uccelli di ogni tipo,

lungo le sue sponde si possono avvistare leoni e

scimmie, giraffe, elefanti, talmente numerosi da

ghepardi.

non credere ai propri occhi. Ovunque guardassi il

Ci sono poi antilopi, bufali, gnu, giraffe, marabù,

mio sguardo incontrava qualcosa di stupefacente.

gruccioni, ghiandaie, lo sguardo ne può

Una natura forte, selvaggia, fiera, immutata. Non

incontrare davvero molti. Credo che la

ci sono parole per descrivere l’abbondanza di

navigazione lungo il fiume Chobe sia stata una

bellezza di questo Paese africano

delle esperienze più incredibili vissute in Africa.



Incredibile e indimenticabile sebbene di Africa ne

Sebbene siano passati ormai diversi anni il

abbia vista un po’. La bellezza struggente del

Botswana resta indimenticabile.

tramonto sul fiume Chobe è difficile da

Il viaggio una splendida avventura vissuta “on the

dimenticare. I colori, la luce, il silenzio, i versi

road” con nostro figlio ancora piccolo.

degli animali, tutto come lo immaginavo e

Resta ancora memorabile l’unico souvenir che

sognavo. Ci siamo sentiti spesso degli autentici

Tommaso desiderò acquistare: il libro che

privilegiati e nei lunghi inverni europei abbiamo

raccoglieva e descriveva tutti gli uccelli

fantasticato molte volte su possibili ritorni in

dell’Africa del Sud.

Botswana. Probabilmente ciò che abbiamo visto

Aveva cinque anni e tutto in Africa fu per lui

ci è entrato dentro, credo che ognuno di noi si

fonte di stimolo e scoperta.

porti un po’ di quei luoghi e delle emozioni provate durante quel viaggio.

Un’autentica meraviglia❤ .


CHOBE

RIVER

Chobe National Park has an area of 11,000 sq km and was Botswana's first national park. It is located in the north of the country

and is divided into four zones, each with its own ecosystem. The ideal time to visit this area is the dry season (April-October), when

the animals gather around the permanent water sources. In this period the days are pleasant, the climate is perfect, but at night it

can be very cool so you need to be equipped in the right way.


For Botswana I would leave again in the morning.

where traveling is pleasant and all in all quite

The Chobe National Park area is a continuous,

easy.

uninterrupted spectacle. The days spent

The earthly paradise, that of Adam and Eve to be

exploring the park were all equally unforgettable.

clear, I imagine it just like the Chobe River,

Both those sailing along the river, and those

where it is almost certain to come across a herd

doing land safaris. Crocodiles, hippos, birds of all

of elephants. The river is teeming with hippos,

kinds, monkeys, giraffes, elephants, so numerous

and lions and cheetahs can be spotted along its

that you can't believe your eyes. Everywhere I

banks.

looked my eyes met something amazing. A

Then there are antelopes, buffaloes, wildebeest,

strong, wild, proud, unchanged nature. There are

giraffes, marabou, bee-eaters, jays, the eye can

no words to describe the abundance of beauty of

really meet many. I believe that sailing along the

this African country

Chobe River was one of the most incredible experiences in Africa.



Incredible and unforgettable, although I have

Although several years have passed, Botswana

seen some of Africa. The poignant beauty of the

remains unforgettable.

sunset over the Chobe River is hard to forget.

The trip is a wonderful adventure lived “on the

The colors, the light, the silence, the animal

road” with our still young son.

sounds, everything as I imagined and dreamed of.

The only souvenir that Thomas wanted to buy is

We often felt like we were truly privileged and in

still memorable: the book that collected and

the long European winters we fantasized many

described all the birds of Southern Africa.

times about possible returns to Botswana.

He was five years old and everything in Africa

Probably what we have seen has entered us, I

was a source of inspiration and discovery for

believe that each of us brings a bit of those

him.

places and the emotions felt during that trip.

An authentic wonder❤ .



Pubblicazione a cura di Raffaella Vacis