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Editore: Ass. Culturale “È-vViva la Mamma” A cura di: Grazia Dormiente Giorgio Fratantonio Foto edizione 2010: Foto Assenza Pozzallo Omaggio a Santa Croce Camerina, a cura dell’Amministrazione Comunale testo di Mary Firrincieli foto: Silvio Rizzo - Gianni Giacchi - Giovanni Tidona quarta di copertina: Silvio Rizzo foto aerea di Punta Secca: M.P. Progetto grafico: Antonio Giurdanella Stampa:

C.I.G.E. s.r.l. Cannizzaro Industrie Grafiche Editoriali C.da Quartarella - Modica (RG) Tel.0932.779048 - info@cannizzarotipografia.it


2011 L’itinerante concorso poetico È-vViva la Mamma approda quest’anno nell’incantevole scenario di Punta Secca, cornice ideale per un evento culturale che mira non solo a incoraggiare la capacità espressiva dei singoli talenti, ma che vuole anche promuovere e valorizzare l’immagine del nostro territorio, sempre più al centro dell’interesse nazionale e internazionale a motivo delle sue bellezze artistiche, culturali e paesaggistiche. In un tempo caratterizzato dalla progressiva frantumazione delle forme, sia sociali che culturali, diventa ancora più importante riaffermare quei valori di identità e unità che sono alla base di ogni feconda e pacifica convivenza e che questa kermesse, giunta all’ottava edizione, concorre a favorire attraverso il ricorso alle forme delicate e precise della poesia e alla partecipazione di concorrenti da tutti i luoghi d’Italia. La concomitanza, poi, della ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, contribuirà a rendere un poetico omaggio alla figura della Madre nella sua accezione di Patria, di cui la nostra terra iblea è figlia orgogliosa e fiera. Per questi motivi, la Provincia Regionale di Ragusa continua e continuerà a seguire con attenzione il premio poetico dedicato a donna Raffaela Livia Fratantonio, con l’auspicio che l’edizione di quest’anno possa maggiormente contribuire a mantenere vivi, nel segno della cultura, quei sentimenti di concordia e solidarietà, patrimonio universale ed inalienabile della nostra Gente.

Giovanni Franco Antoci Presidente della Provincia di Ragusa


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CITTÀ DI SANTA CROCE CAMERINA La Città di Santa Croce Camerina è lieta di supportare anche quest'anno tale lodevole manifestazione nello splendido scenario di Punta Secca, sotto il faro che domina il piccolo porticciolo con sabbia dorata e finissima, mare azzurro e limpido su cui si affaccia la celebre ”Casa del Commissario Montalbano”, luoghi saliti agli onori nazionali grazie alla fiction basata sui racconti di Andrea Camilleri. Un caloroso ringraziamento va agli organizzatori e ai partecipanti che contribuendo alla realizzazione di tale manifestazione hanno creduto e offerto il loro omaggio poetico alla figura materna avviando un evento culturale che oramai connota l'agosto ibleo. Ci auguriamo che anche l'edizione di quest'anno offra occasione ai presenti per riflettere e vivere momenti di vera poesia suscitando emozioni e sentimenti di amore . Lucio Schembari

Lucio Schembari, Sindaco di Santa Croce Camerina

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Quest'anno l'accattivante borgo marinaro di Punta Secca, naturalmente unico nel suo genere, paesaggisticamente inimitabile ospita con grande piacere la cerimonia di consegna dei premi del concorso poetico “E' –vViva la Mamma” giunta ormai alla sua VIII^ edizione. Questa manifestazione, contraddistinta da una realizzazione improntata alla linearità e al garbo fa si che in un mondo sempre più veloce e dominato dal clamore dei colpi di scena mediatici e dai linguaggi svelti e già somatizzati, tipici della comunicazione tecnologica, ci riporta, almeno per un po' al gusto dei naturali ritmi dell'anima. Auguro a Giorgio Fratantonio ideatore e decano dell'iniziativa e all'Associazione culturale di “E' –vViva la Mamma”, di poter continuare a traghettare negli anni a venire questo originale concorso poetico che ha avuto, tra l'altro, il merito di porre in luce e valorizzare il nostro territorio attraverso l'indiscusso linguaggio delle emozioni.

Maurizio Allù

Maurizio Allù - Assessore comunale Servizi Sociali, Spettacoli e Sanità di Santa Croce Camerina

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2011 È impresa difficile approcciarsi ogni anno alla scadenza del concorso poetico “ÈvViva la mamma”, giunto quest'anno alla sua ottava edizione. Difficile per motivi di organizzazione, difficile per i tempi che corriamo, difficile per i problemi che si incontrano su vari fronti. Ma la volontà e la forza d'animo con cui operiamo, ci daranno la giusta ricompensa! Mi corre l'obbligo di ringraziare, quanti a più titolo, contribuiscono con noi dell'Associazione Culturale “È-vViva la mamma”, alla riuscita della cerimonia di consegna dei premi, che, come molti di voi sanno, avrà come sfondo l'incantevole scenario della piazzetta di Punta Secca. In primo luogo la Provincia Regionale di Ragusa con il suo Presidente l'On. Franco Giovanni Antoci, e poi gli Assessori di competenza. L'Amministrazione Comunale di Santa Croce Camerina con in testa il suo Sindaco Lucio Schembari, assecondato dall'Assessore allo Spettacolo e Servizi Sociali Maurizio Allù, che ha fortemente voluto, fin dall'anno scorso, che la cerimonia di premiazione si svolgesse a Santa Croce Camerina. E poi l'infaticabile Grazia Dormiente, anima culturale del premio, che con i suoi consigli, suggerimenti, richiami, veglia, insieme con i componenti della Giuria, sulla credibilità del Concorso poetico che in questi otto anni è notevolmente cresciuto. E ancora quanti a vario titolo ci sono vicini, dagli sponsor, ai simpatizzanti, ai poeti, che ci seguono con attenzione durante l'anno sul nostro sito, sempre aggiornato grazie all'impegno e alla

Giorgio Fratantonio Presidente dell’Associazione Culturale “È-vViva la Mamma”

capacità professionale del nostro webmaster Orazio Giannì. Non so, date le succitate difficoltà, se quest'anno potremo assegnare il premio “Mamma Speciale” già conferito ad Hwua Aden, la coraggiosa madre Somala sfuggita alle persecuzioni del suo paese. So, però, che dedicheremo durante la serata un “siparietto” al 150° dell'Unità d'Italia. Con l'ottimismo che ci sostiene, auspichiamo una ottava edizione degna delle precedenti.

Giorgio Fratantonio

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2011 sveli l'esserci al mondo. L'impegno dei componenti la giuria del Concorso, perdura proprio in virtù del valore culturale e della funzione sociale cui ancorare quelle verità, che solo un poeta riesce a dire coraggiosamente, restituendo senso e significato sia all'esperienza soggettiva, sia a quella universalmente umana. A ragione la poetessa e saggista Cristina Campo asseriva che il compito primo del poeta è la capacità di cogliere in parole l'enigma dell'esperienza: «Poesia è anch'essa attenzione, cioè lettura su molteplici piani della realtà intorno a noi, che è verità in figure. E il poeta, che scioglie e ricompone quelle figure, è anch'egli un mediatore: tra l'uomo e il dio, tra l'uomo e l'altro uomo, tra l'uomo e le regole segrete della natura». (Attenzione e poesia,1987). Nell'epoca della globalizzazione e della frenesia dell'informazione noi auspichiamo che la mediazione della Poesia possa ancora consegnarci l'attesa epifania della bellezza e della verità.

Grazia Dormiente Vice presidente dell’Associazione Culturale “È-vViva la Mamma”

“Che tu sei qui - che esistono la vita e l'individuo, che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuirvi con un tuo verso." Walt Whitman

La presente edizione del Concorso “È-vViva la mamma” continua ad offrire una preziosa opportunità di riflessione sulle istanze poetiche del nostro tempo, il cui ritmo "dato" localmente, intercetta anche le convergenze presenti in altre e più lontane realtà. In questa nostra civiltà sommersa di immagini e di suoni, e di una parola svilita, banalizzata, noi crediamo che la parola poetica, grazie alla sua insita forza evocativa e allusiva, riesca a risvegliare l'attenzione con un tono, una forma in cui si dica e si

Grazia Dormiente

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La donna vestita di nero Scende in spiaggia all'imbrunire quando gli altri bagnanti festosi vanno via. Lei, discreta, si siede. Lo sguardo assente verso il sole che si lascia scomparire dietro gli scogli. La donna vestita di nero non sorride, non può. Ha il dolore piÚ grande dentro il cuore. Cuore di madre reciso e sanguinante per sempre.

Silvana Blandino Modica (RG)

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Silvana Blandino, vincitrice del primo premio

La donna vestita di nero

Motivazione: Poesia suggestiva e particolare, i cui versi tratteggiano un'unica immagine: il silente e doloroso incedere della donna vestita di nero, che, incurante di festosità e sorrisi, è attratta solo dal materno cuore–mare.

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Frammenti di fiori Ho raccolto dalle rocce frammenti di fiori per donarli a colei che mai indossò le candide vesti di madre, il cui ventre non ospitò il mio corpo infante, ma solo malvagità uccidendo sogni fanciulleschi. Ho raccolto briciole di tenerezza nell'oscurità di gesti muti, privi di senso quando unghie affilate penetravano le mie giovini carni pestate come uva in tini disfatti. Oh si!... Sento ancora l'odore e il sapore dell'indifferenza impregnare le fragili ossa, quando rivendico la carezza a me dovuta e mendico quella voce negata ansiosa di narrare quanto fossero belli i miei folti capelli. Oramai donna, sfoglio quell'amore disilluso e percepisco un passato schivo dall'appartenermi. Di quell'orfanotrofio freddo e smisurato non resta che un fioco ricordo pronto a spegnersi come candela consumata dal tempo e l'immagine sbiadita d'una donna che mai poté vibrare per me, figlia inconsolabile dell'eternità.

Enza Giurdanella Ragusa

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Enza Giurdanella, vincitrice del secondo premio

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Frammenti di fiori

Motivazione: Il simbolismo dei “frammenti di fiori” e delle “briciole di tenerezza” pervade di liricità le strofe iniziali, annunciando la struggente ed amara mendicità del ventre materno, autentico respiro di vita.

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Il bacio sulla fronte Ci furono giorni in cui mi narravi l'amore fiabesche storie di araldi principi con gli elfi e le fate incantesimi di suadenti elisir amaranto magie di cavalli alati volteggi di coccarde filanti tra inebrianti profumi dei giardini d'arancio Trepidante attendevo il bacio sulla fronte dopo l'ameno volo d'altalena sulla luna nel bagliore dorato della polvere di stelle Madre Nausicaa, mi adornavi di sete d'oriente mi cospargevi di unguenti, come regina del maestoso castello Lo specchio gioiva della tua rara bellezza mentre pudica ti spogliavi dei veli muliebri fra scorci di arazzi silvestri preziosi vasi di creta ellenistici Madre Diana, uccidevi fiera la bestia mi offrivi redento il pasto al simposio apparecchiato su petali di rose Navigavi per scoprire l'universo infinito scrutavi farfalle variopinte su terre inesplorate Infondevi al mio cuore imbelle le tue sagge virtù quale ancestrale sparviero dalle ali sovrane Un tempo combattevi impavida, ora non più Or madre inerme non possiedi scudo né spada Or soffri madre riversa in un letto di una stanza buia dei tuoi biondi capelli, solo ciocche dei tuoi grandi seni, solo brandelli Quel seno da nutrice che m'avea allevato con devota Pietas, ora non c'è più solo aghi pungenti e spine Ti veglio madre invocando un Salve Regina Ti assisto madre fra sentieri illuminati di Speranza e ti ricambio quel dolce, atteso bramato, bisbigliato, dovuto bacio sulla fronte.

Vincenza Sparacino Modica (RG)

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Vincenza Sparacino, vincitrice del terzo premio

Il bacio sulla fronte

Motivazione: Il lessico ricercato ed i richiami alla classicitĂ evocano il materno vincolo di sangue con originali metafore, che mediano immagini di consolatori ricordi e culminano nella chiusa con la filiale e tenera restituzione del bacio sulla fronte.

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“Anu passatu tant’anni” Anu passatu tant’anni, a uocci e cruci quarant’anni.

Sono trascorsi tanti anni, ad occhio e croce quarant'anni!

Ttri i cosi ca mi fanu pinsàri attia, àuttru nun c’è na testa mia.

Tre cose mi fanno pensare a te, altro non c'è nella mia testa.

Risti ttri cosi una sula… a putìa tuccari, l’auttri rui… i putia taliàri.

Di queste tre cose una sola... si poteva toccare, le altre due li potevo solo guardare.

Sunu cosi Stampati nà ma menti, e miegghiu ri chisti nun c’è propiu nenti!;

Sono cose impresse nella mia mente, e meglio di ciò non c'è proprio niente!

Ti piensu e ti viru nà ma menti, mi cumpotta mi cunsòla ed è miegghiu ri nenti!

Ti penso e ti vedo nella mia mente, ciò mi da conforto e mi consola, ed è meglio che niente.!

Sti ttri cosi ca mi fanu pinsari a ttia fanu felici l’anima mia.

Queste tre cose che mi fanno pensare a te rendono felice la mia anima.

Nun si puonu mai scurdari, chiddi ca erunu, i tà biddìzzi, i tà trizzi, e soprattutto ddì speciali tà carizzi!!

Non potrò mai dimenticare quelle che erano la tua bellezza, le tue trecce e soprattutto le tue speciali carezze!

Rosario Calabrese Modica (RG)

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Rimorsi Non potrò più, madre, soffiare via le nebbie, e le nuvole e la cenere che impregnavano d'ombra i tuoi anni giusti, quando la tua anima inerme cavalcava i tristi stupori di quei giorni inquieti e fragili come fili d'erba al vento. Manichini di cartone, tessevano indifferenti coltri di silenzio, calpestavano sciocchi palcoscenici e ciechi recitavano per te strane scene di vita e stupide storie. Testimoni pazienti, le tue mani di conchiglia abbandonate sul tuo grigio scialle mendicavano luce e sorrisi. E noi, aridi spiriti, mai sciogliemmo i veli delle tue sofferenze e dei pianti crudeli che s'annodavano in gola, né liberammo quegli sguardi verdi e scuri come la terra. Non capivamo il tuo tempo, che s'impastava con il battito del cuore, soffio senza corpo e senza peso di donna, e ne facevi creta per i tuoi lunghi inverni. Non ritroverò più, madre, i tuoi occhi d'estate.

Giovanni Schembari Ragusa

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Di Noi In questo spazio senza tempo, dove luci ed ombre si abbracciano, raccontami ancora una volta di te e di me. Dei giorni lontani velati dalla polvere del tempo. Delle albe remote quando, tenendomi per mano, mi accompagnavi nel sentiero della vita. Raccontami delle mie prime parole. E poi... dei miei lunghi silenzi. Sussurrami ancora le antiche nenie e le storie inventate dal cuore. Canta per me, solo per me, la Canzone dell'Amore. Colonna sonora della vita. Su quelle note ascolterò la tua voce. Inconfondibile fra mille. E sarò io, nascondendo il pianto dietro un sorriso appena accennato, a raccontare di te.

Maria Bugliarisi Pachino (SR)

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Rimpianto Queste ore di niente, con parsimonia, imparerò a dispensare, nei tempi d’allarme e di paure, quando i giorni, senza avviso, fuggiranno di mano. E cosÏ a tediare, nitido al cuore si fa quel sorriso, che a tempo dovuto non seppi toccare.

Carla Cavallo Modica (RG)

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La mia migliore amica Ti avvicini al cuore, silenziosa... Il tuo gentil bussare alla mia porta è un piacevole sussulto, è come acqua di rugiada che disseta e dona vita. Non parole, ma uno sguardo che conosce e sa ascoltare il grido muto del monco uman sentire che inonda l'esistenza di gioia e di dolore. Saggia confidente dai tuoi occhi che anche a te sono mistero, sgorga un istintivo desiderio: tenere per mano tuo figlio lungo il suo sentiero.

Enrico Campo Ragusa

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Schiaffi d’amore Odore di mamma culla i miei pensieri spigolosi prima di andare a dormire, avvolge i miei dubbi con un velo di seta e lana, dolcezza e calore. Le tue mani soavi sfioreranno le mie parole, le tue sofferenze accarezzeranno i miei sogni e le mie realtà. Schiaffi d'amore e perle di ascolto. Le sonorità di addii accelerano le mie fobie. Mi imbatto in una tempesta ma la marea mi riconduce a te: tu,che sei il mio porto dove posso sostare con sicurezza al riparo dalle onde maligne, tu,che sei il mio scoglio a cui posso aggrapparmi e approdare alla terra ferma, tu, che sei la mia àncora capace di frenare il mio impulso ostinato. Baci terapeutici ad ostacoli impertinenti ma sei l'energia e il sacrificio tra la lotta e la poesia.

Eleonora Lipuma Caltagirone (CT)

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La farfalla e la falena Ti ho visto vivere mamma. Ti ho visto sorridere. Ti ho visto amare. Ti ho visto pregare e poi di nascosto piangere. Ti ho visto sperare e soffrire, prigioniera di un corpo che ormai non ti apparteneva pi첫, stanca di una lotta contro quel nemico che non ti lasciava mai, poi un giorno hai vinto tu e finalmente libera, come una farfalla, dalle mie mani ti ho visto volare via. Ora che mi hai lasciato solo, io, abbandonato, nella cupa notte della mia vita, adesso perduto come una falena, ho cercato invano scie di luce a cui aggrapparmi, mai sazio di estenuanti voli, quasi sempre nel silenzio incolore di una dura notte matrigna, dove ormai stanco mi lascio cadere.

Giuseppe Bagarella Ragusa

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Provvida madre Ricordo le piccole mani di vento pronte a tessere la tela degli affetti e le favole profumate di lucciole che ammainavano la vela. Nel grembo hai accumulato ansie per i miei insuccessi, e gioie che sanno di pane caldo. L'abbraccio allentava la malinconia, nel tuo sorriso s'addolciva il volto imbronciato. Ora c'è voglia intorno di paesi incantati, di sguardi felici sopra le ali del sogno che reca spicchi di sole, della tua fantasia che ricamava voli di Pegaso sugli stenti dei giorni. Ti vedo ancora premurosa, e tenera di sguardo, ferma dietro i vetri della finestra ad aspettare. Dall'altra riva cosÏ lontana in cui vivi, l'anima tua come respiro di rosa giunge a cullarmi con le preghiere che recitavi quando il tramonto si adagiava sui rami degli ulivi. E sei mia forza ad affrontare il balzo di spietati dragoni. Resto, provvida madre, nelle tue trame che svelano alle brume sentieri di luce.

Federico Guastella Paternò (CT)

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Ora ca sta scurannu Ora ca cuògghiu l'ùrtimi ciumpùti frutti ri l'autunnu, vàjiu sfrinziannu 'u tiempu ca s'accurza. E pienzu… Pienzu e carizzi rilicati pienzu e paroli manzi ri ma matri cumpuortu ranni ammienzu e timpistiati ri la vita. Ora ca sta scurannu pi la staciuni stanca m'accuòrgiu ca mi manca. Mi manca dd'allustrura ca mi rava u curàgghiu ri cùrriri e appulicari mura. Ora… ora c'agghiorna e scura e ciùi nuddu mi rici: - Gghioia, nun t'angustiari cerca ri stari sirèna ca rogni gghiuornu è nuovu e ar ogni gghiuornu ci avasta la so pena! -

Ora che raccolgo gli ultimi maturi frutti dell’autunno vado sfilacciando il tempo che si accorcia. E penso… penso alle carezze delicate, penso alle parole suadenti di mia madre conforto grande in mezzo alle tempeste della vita. Ora che scende la sera per la stagione stanca mi accorgo che mi manca Mi manca quella luce che mi dava il coraggio di correre e scavalcare muri. Ora... ora che si alternano giorni e notti e ormai nessuno mi dice: - Gioia, non ti angustiare cerca di stare serena perché ogni giorno è nuovo e ad ogni giorno basta la sua pena! -

Franca Cavallo Modica (RG)

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Essenza di mamma Essenza speciale, essenza nascosta, brivido, che accarezza la mia pelle, respiro della mia bocca, che s'incontra col tuo, occhi, che riflettono la tua luce immensa, mani, che accarezzano la mia pelle, quando di te c'è piÚ bisogno. Vestiti intrisi di te, della tua essenza. Lacrime di dolcezza, che incontrano la mia tristezza. Gioia, che dal mio viso si riflette nel tuo volto. Vita, essenza della mia vita.

Ioselita Giunta Ragusa

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D’acqua e d’albero Soffrivi l'amore che avrebbe reso più grande il tuo cuore dipingendo il tuo bimbo con i colori della vita Io sono una sfumatura del tuo tono più forte perso nell'aria del mondo Ramo Madre della mia esistenza lontano il vento mi porterà tanto lontano da non vederti Questa terra è troppo grande ma mai la tua voce interiore mi abbandonerà, sciolto il ghiaccio resta acqua Come d'acqua era fatto il tuo grembo nutrimento del pupo, il mare sarà a tua immagine per me goccia di te parte della tua anima.

Emanuele Mandolfo Modica (RG)

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A mia madre Pensieri, ricordi, carezze di un dolce passato mai dimenticato. Tu sei partita ma ritorni ogni giorno con le colorate canzoni, con i forti sapori, con le calde emozioni, di un passato felice. Il tuo volto rosato, con un sorriso pacato, riposa tra rose, tra veli e ricami. Parole non dette, pensieri preziosi e lacrime tristi viaggiano nel silenzio della mia anima.

Carmela Ventura Ragusa

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Verbale della Giuria - edizione 2010 Oggi 28 luglio 2010, alle ore 18.00, in Casa Fratantonio a Modica si è riunita la Giuria del Concorso di poesia “È-vVIVA LA MAMMA” dedicato a donna RaffaelaLivia Fratantonio per la scelta delle opere vincitrici. Sono presenti: la Presidente del Premio, prof.ssa Grazia Dormiente, e la Giuria formata dalla scrittrice Dora Muccio, dal critico d'arte Maria Teresa Prestigiacomo, dalla scrittrice Lucia Trombadore, dal giornalista Salvo Falcone. Assume il ruolo di segretario il dott. Salvo Falcone. La Presidente, dopo aver ricevuto da ogni componente della Giuria una terna delle liriche più rappresentative e una lista delle poesie segnalate a pari merito, componeva, con l'aiuto del Segretario, l'ordine dei vincitori, e quello dei segnalati. Dopo aver discusso ampiamente sui criteri adottati per un'equa valutazione, la stessa Giuria ha deliberato all'unanimità la seguente graduatoria di merito: 1° Premio La donna vestita di nero di SILVANA BLANDINO (Modica) con la seguente motivazione: Poesia suggestiva e particolare, i cui versi tratteggiano un'unica immagine: il silente e doloroso incedere della donna vestita di nero, che, incurante di festosità e sorrisi, è attratta solo dal materno cuore – mare. 2° Premio Frammenti di fiori di ENZA GIURDANELLA (Ragusa) con la seguente motivazione: Il simbolismo dei “frammenti di fiori” e delle “briciole di tenerezza” pervade di liricità le strofe iniziali, annunciando la struggente ed amara mendicità del ventre materno, autentico respiro di vita. 3° Premio Il bacio sulla fronte di VINCENZA SPARACINO (Modica) con la seguente motivazione: Il lessico ricercato ed i richiami alla classicità evocano il materno vincolo di sangue con originali metafore, che mediano immagini di consolatori ricordi e culminano nella chiusa con la filiale e tenera restituzione del bacio sulla fronte. Le liriche segnalate sono state considerate tutte al 4° posto ex aequo. Rivolto, infine, un particolare ringraziamento al giornalista Giorgio Fratantonio per il lavoro organizzativo svolto, all'Amministrazione Comunale di Ragusa per la fruizione del Parco del Castello di Donnafugata ed alla Provincia Regionale di Ragusa per il patrocinio e la collaborazione offerta, agli Enti patrocinatori e a quanti hanno collaborato alla buona riuscita di questa settima edizione del Concorso, la Giuria ha concluso i lavori alle ore 20.50. Letto, approvato e così sottoscritto Modica, 28 luglio 2010 Il Segretario Salvo Falcone

Il Presidente Grazia Dormiente

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Premio “Mamma speciale 2010” HAWA ADEM ha 29 anni è nata in Somalia dove ha vissuto fino al 2008. In Somalia, a tutt'oggi, si registrano violentissimi scontri tra due diversi gruppi etnici che vicendevolmente vanno al potere perseguitandosi l'un l'altro per il controllo dell'intera Nazione. Gli scontri interessano la popolazione civile sia per il reclutamento di giovani e bambini da inserire nella lotta armata, sia perchè gli scontri stessi mietono vittime nella popolazione. Efferata è la violenza usata nei confronti di donne che vivono nei paesi intorno alla capitale (Mogadiscio). Hawa rappresenta il coraggio di una donna che ha voluto "ribellarsi" a questa estenuante lotta inutile in un paese che di fatto non ha più nulla se non la sofferenza e la fame. Ha cercato speranza ed opportunità non tanto per lei, ma per il bambino che ha portato in grembo dalla Somalia, ha attraversato Paesi fino ad allora per lei sconosciuti, Deserto del Sahara, ha subito la carcerazione in Libia, pagando per la sua libertà somme cospicue avute dai familiari e dai propri sacrifici. Un viaggio, durato 8 mesi, giunge al capolinea nel settembre del 2008, quando Hawa arriva nel porto di Pozzallo insieme con altri connazionali fuggiti dalla Libia. Hawa partorisce nel gennaio 2009 un bimbo di nome ANES che decide di chiamare Giorgio per rendere omaggio ai medici e a quanti l'hanno sostenuta in Italia. Adesso Hawa è una persona serena, sa che nessuno qui in Italia vuole fare del male al suo bambino ed a lei. Ha trovato lavoro e ha preso una casa in affitto ed ha finalmente iniziato il suo percorso di integrazione nel nostro territorio. Il sogno di Hawa è di ritornare in Somalia, terra cui lei è comunque legata da vincoli affettivi e di far conoscere a Giorgio una nazione ricca di risorse, di colori, di gioia.

Hawa Aden si appresta a ricevere il riconoscimento

Primo piano sorridente di Hawa dopo aver ricevuto il riconoscimento

Il ringraziamento di Hawa

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Lettura ufficiale della motivazione

Hawa con gli amici

Un primo piano di Hawa

Il saluto del Prefetto Vicario dott.ssa Donatella Ferrera

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Galleria fotografica dell’edizione 2010, Ragusa - Castello di Donnafugata 30


Giorgio Fratantonio e Patrizia Tirendi presentatori della serata

Giovanna Guastella dirige il Coro Daniele Ventre di Ragusa

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Da destra Isabella Papiro, Alessandro Sparacino e Giorgio Sparacino, voci recitanti delle poesie

La Giuria dell’edizione 2010: da destra Salvo Falcone, Lucia Trombadore, M. Teresa Prestigiacomo, Dora Muccio e Grazia Dormiente

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Il prefetto vicario dott.ssa Donatella Ferrera e il presidente della Provincia Regionale di Ragusa On. Franco Antoci

Panoramica del parterre

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Il maestro Franco Di Pietro dirige l'orchesta di fiati Città di Modica

Il maestro Sergio Carrubba durante l'esecuzione di “A mia madre”da lui composta

Mr. Sicilia 2010 Danilo Di Dio

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Miss “Mamma Visto 2010" ospite della serata

Saveria Tumino e Andrea Pannuzzo durante l’esibizione

Soprano Adriana Iozzia

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Esibizione del Corpo Danza di Studio Pizzo Eventi

Gran finale del soprano Adriana Iozzia

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I passi avvolgenti di Saveria Tumino

Il saluto del maestro Sergio Carrubba

Parterre con ospiti e sponsor principali della serata

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Il Presidente della Provincia Regionale di Ragusa On. Franco Antoci riceve il Crest di È-vViva la mamma

Il poeta Pippo Puma consegna i premi a Giuseppe Bagarella

Il Direttore dell’Associazione Ragusani nel Mondo Sebastiano D’Angelo consegna i premi a Carla Cavallo

L’editore Carmelo Cannizzaro consegna il premio a Maria Bulgarisi

Il maestro Franco Di Pietro consegna i premi a Franca Cavallo

Il maestro Franco Cilia consegna i premi a Carmela Ventura 38


Il giornalista Salvo Falcone consegna i premi a Ioselita Giunta

Pierangelo Bregoli consegna un'opera a Patrizia Tirendi

Giuria e artisti nel “palcoscenico�

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Omaggio a

Santa Croce Camerina location edizione 2011


Santa Croce Camerina Assorta e splendente sotto un sole quasi africano, Santa Croce Camerina si adagia sulle ultime propaggini degli Iblei a sei km dalla splendida riviera mediterranea. La peculiarità di questa porzione del territorio ibleo è la compresenza di dimensioni ambientali e antropiche tanto diverse tra loro quanto suggestive, quali le vaste distese di serre, i canti intensamente coltivati e delimitati da file di muretti a secco e le tacite acque del mare che accarezzano le frastagliate coste. Con una superficie di 40,76 kmq. e con una popolazione di quasi diecimila abitanti, Santa Croce Camerina si presenta come una cittadina dalla duplice vocazione agricola e marinara. Il forestiero che per caso o per scelta si troverà a girare per le vie i dintorni del paese, racconterà agli amici di una terra e di antiche genti che quì abitando hanno lasciato tracce di storia e di cultura. Parlerà

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di un popolo laborioso e genuino, dal cuore grande e generoso; porterà nel cuore e nella mente le immagini, i colori, i sapori e le emozioni di una festa, quella del santo Patrono, che è l’espressione dell’animo santacrocese. Ascolterà la gente parlare un dialetto arricchito da termini arabi, corredato da un’animosa gestualità. Parlerà insomma di un paese vivace e frizzante come le onde del mare che bagnano la sua splendida spiaggia dorata e come le acque cristalline del suo mare incantevole, ammaliatore di turisti che sempre più numerosi scoprono i pregi di questa parte di costa mediterranea, lanciata sulla ribalta nazionale ed europea dalle produzioni cinematografiche e televisive che sempre più spesso scelgono come set quest’angolo inedito di Sicilia. Vedrà, infine, luoghi e persone come parte di un tutto.


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Punta Secca L'itinerante concorso poetico “E'-vViva la mamma” approda quest'anno nell'incantevole marina di Punta Secca, così cara al Commissario Montalbano. Santa Croce Camerina, accogliendo le voci della poesia, evoca il corale stupore della sua solarità. Ass.ne Culturale “È-vViva la mamma”


Punta Secca La gente del posto la chiama “a sicca” (la secca) probabilmente per la presenza di una piccola formazione di scogli, di fronte alla spiaggia di levante, appunto una “secca”. “Ayn el Keseb”: questo è l’antico nome arabo di Punta Secca. Nel corso dei secoli ha acquisito parecchi altri nomi tra cui: “Ras-Karam”, “RasKarame”, “Capo Scaramia” e, recentemente, “Capo Scalambri” (nome ancora oggi visibile in alcune carte geografiche e in quelle nautiche). Il borgo conserva una torre di guardia a base quadrata, denominata “Torre Scalambri”, edificata forse in età araba o normanna, “per l’avvistamento di pirati tunisini e algerini e sfruttata molto più tardi, a metà ‘800, dai borbonici come fortino. Nel vicino palazzotto collegato alla torre con un ponticello alloggiava la guarnigione. Dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie, tanto il palazzotto che la torre erano diventati civili dimore (L. Mandarà). Della struttura originaria della torre si conserva solo l’imponente

scarpa esterna di base. Nella piazzetta prospiciente il mare si erge, con i suoi 34 mt. di altezza, il faro. Venne costruito nel 1853 e vi è di stanza l’unico guardiano di tutta la costa iblea. Ad esso spetta la reggenza di tutti gli altri segnamenti luminosi, considerati minori, della Provincia di Ragusa: il faro della lanterna di Scoglitti e quello di Marina di Ragusa. Ai piedi del faro si snoda una passeggiata che costeggia il mare, ben tenuta e pulita, sulle cui panchine è gradevole sedersi per osservare il mare e le imbarcazioni dei pescatori.

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Poco oltre il faro, si trovano gli antichi locali per la salagione del pesce (u salaturi) e i magazzini, dove fin da i tempi di Don Pietro I Celestre, si procedeva alla salagione delle sardine e del piccolo tonno (G. Miccihè). Alla Madonna di Portosalvo sono dedicati il porticciolo e la graziosa chiesetta. Un occhio al porticciolo popolato per di più da barche di pescatori, basta per capire che qui il turismo ha preso una piega del tutto differente puntando molto sulla solidità delle tradizioni che si rispecchiano ancora in manifestazioni vivaci e di grande richiamo come il galà del mare dei primi di agosto e la suggestiva processione al mare dalla Madonna di Portosalvo, che avviene ogni anno a ferragosto. In queste occasioni, Piazza Faro e il lungomare vengono invasi da una moltitudine di turisti. Il borgo deve la sua recente popolarità anche al fatto che qui è stato ambientato uno dei set cinematografici della fiction Il commissario Montalbano. Infatti nella piazzetta della torre si trova la bella casa con terrazza che da direttamente sulla spiaggia, che, nella fiction televisiva è la casa del commissario Montalbano. Amatissima dalla platea del piccolo schermo, la fiction basata sui romanzi di Andrea Camilleri e diretta da Alberto Sironi, ha saputo coniugare qualità e spettacolo in un prodotto di alto livello che ha portato lustro e visibilità alle straordinarie potenzialità estetiche, naturali e gastronomiche della Provincia di Ragusa e dunque sempre più spesso scelto dalle produzioni di fiction e cinematografiche.

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Con il Patrocinio di:

Comune di Ragusa

Sponsor dell’edizione 2010

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In quarta di copertina: Tramonto su Punta Secca


Settima Edizione - "E' Viva la Mamma"  

Raccolta di poesie premiate per la settima edizione del concorso poetico "E' Viva la Mamma"