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PROFESSIONE

la VETERINARIA 442006

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

A.N.M.V.I.

Brevi AGGRESSIVITÀ Non è più in vigore l’Ordinanza sui cani pericolosi. Dalla prima firmata da Sirchia all’ultima di Storace sul tema è intervenuta anche la Giurisprudenza. Non ancora il Legislatore. Per ora, senza alcuna conferma dal Ministero della Salute sulla reiterazione del provvedimento, si torna al Regolamento di Polizia Veterinaria.

AVIARIA “Vista la situazione tranquilla, non è stata convocata per il momento l’unità di crisi”. Il Sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta, con delega alla veterinaria, ha dichiarato che l’Italia non sta correndo alcun rischio-aviaria.

BOLOGNA Il Professor Santino Prosperi è il nuovo Preside della Facoltà di Medicina Veterinaria di Bologna. Per il triennio 2006/2009, Prosperi ha un programma di quattro punti: tutela dei giovani, rapporti con l’esterno, internazionalizzazione e qualità della ricerca. Prosperi succede al professor Stefano Cinotti al vertice dell’ateneo bolognese fino all’ottobre scorso, quando ha concluso il suo secondo ed ultimo mandato da Preside.

ENCI Il Presidente dell’ENCI, Domenico Attimonelli, ha sospeso l’entrata in vigore di quattro regolamenti per acquisire il parere della Commissione Tecnica Centrale. I regolamenti, che avrebbero dovuto entrare in vigore dal 1 gennaio 2007, riguardano le manifestazioni canine, le esposizioni canine, il campionato italiano racing e il regolamento delle prove per i cani delle razze da ferma.

FRANKESTEIN FOOD Il “frankestein food” è “eticamente scorretto”. Il Ministro De Castro boccia l’introduzione in Europa di una soglia di contaminazione dello 0,9% per le sementi biologiche come da Regolamento della Commissione Europea. Il titolare del Mipaaf ha dato il suo appoggio al Manifesto “Agroalimentare cuore strategico dello sviluppo” contro i cibi ogm e a favore del biologico, lanciato da Mario Capanna e sottoscritto da numerose personalità politiche.

COLORANTI L’EFSA ha lanciato un invito a presentare dati sui coloranti alimentari nell’ambito di una rivalutazione sistematica di tutti gli additivi alimentari autorizzati nell’UE. L’EFSA è stata incaricata dalla Commissione europea di svolgere un riesame della materia. L’invito a presentare dati è rivolto “a tutti i detentori di importanti informazioni che dovrebbero essere considerate nella rivalutazione”.

ANMVI

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Anno 3, numero 44 dall’11 al 17 dicembre 2006

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Concorrenza e servizi professionali

Tariffe: vietato vietarle La Corte di Giustizia Europea smentisce A PAG. 3 le tesi di Bersani e dell'Antitrust

ENCI, microchip e libro genealogico Il Senatore Valerio Carrara (nella foto) ha rivolto una interrogazione a risposta scritta al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e al Ministero della Salute chiedendo se si intenda verificare la fondatezza delle presunte gravi violazioni delle disposizioni della legge statale (legge 14 agosto 1991, n. 281) e delle leggi regionali relative all’anagrafe canina ed al benessere animale (Accordo 6 febbraio 2003 tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 3 marzo 2003) che prevedono l’identificazione dei cani da parte dei medici veterinari autorizzati mediante applicazione di microchip, come unico metodo di identificazione. Al Senatore bergamasco risulta che “gli allevatori abbiano iscritto al libro genealogico i propri cani di razza esclusivamente con il proprio identificativo non rispettando, in questo modo, la normativa in materia di anagrafe canina. Se questo corrispondesse al vero - osserva Carrara - l’ENCI, non verificando la correttezza del numero e della sigla identificativi, ha avallato un comportamento contrario alla legge. Se ciò rispondesse a verità - si legge nell’interrogazione presentata l’8 novembre - sarebbe in palese contrasto con la legge 14 agosto 1991, n. 281, (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), che istituisce l’anagrafe canina delegando alle Regioni l’istituzione e le modalità di iscrizione alla medesima anagrafe, nonché le modalità di rilascio al proprietario o al detentore “della sigla di riconoscimento del cane”, da imprimersi mediante tatuaggio indolore” (art. 3) e, dal 1° gennaio 2005, esclusivamente attraverso il microchip come unico sistema identificativo”. Carrara aggiunge che sarebbero stati iscritti al Libro genealogico soggetti a cui il microchip non è stato applicato dal veterinario autorizzato, come prevede la legge, ma dallo stesso proprietario-allevatore “consentendo anche truffe e illeciti”. L’ENCI sembrerebbe consentire l’iscrizione al Libro genealogico dei cani di razza, regolato con decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, di cani di razza privi di idonea identificazione, certificata dal medico veterinario. Inoltre, con decreto ministeriale dell’8 marzo 2005, n. 21203, il Ministero per le politiche agricole e forestali ha emanato le nuove “Norme tecniche del Libro genealogico del cane di razza”, stabilendo all’art. 11 che “l’Ufficio Centrale rende pubblicamente consultabili, anche per via telematica, nel rispetto della legge sulla privacy n. 163/2003, le informazioni relative all’identificazione degli allevatori e dei proprietari iscritti al registro di cui all’art. 7 del disciplinare del libro genealogico. Ma, prosegue Carrara” non risulta che sia stato reso pubblicamente consultabile il Registro degli allevatori e dei proprietari, né è consentito l’accesso al medesimo Registro da parte degli allevatori e dei proprietari, nonostante le richieste in tal senso formulate ed il chiaro disposto regolamentare”. La richiesta del Senatore ai Ministeri competenti è quindi di verificare anche “se, a fronte della mancata pubblicizzazione delle informazioni relative all’identificazione degli allevatori e dei proprietari iscritti al registro di cui all’art. 7 del Disciplinare del libro genealogico quale specifico compito del Direttore generale, intendano effettuare una rigorosa indagine ispettiva presso l’ENCI a tutela dell’interesse pubblico e degli allevatori dei cani di razza e del benessere animale. Infatti, se quanto premesso corrispondesse al vero, vi sarebbero i presupposti per la revoca all’ENCI di tutto quanto le è stato affidato dallo Stato, inerente la sua funzione pubblica”.

MA QUALE LIBERALIZZAZIONE? Qualche giorno fa il testo di ddl per la riforma delle professioni proposto da Clemente Mastella, Ministro della Giustizia, è arrivato finalmente e faticosamente al Consiglio dei Ministri ed è stato approvato. Arriverà così a breve al Parlamento che dovrà discuterlo e votarlo e, dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il Governo avrà 18 mesi per emanare i relativi decreti legislativi attuativi. Il testo è fortemente improntato alla "deregulation" o "liberalizzazione", come preferisce chiamarla il Governo. Noi siamo veramente un paese strano. Il Governo di centrodestra dal quale ci si aspettava una forte liberalizzazione dei settori economici non ha fatto nulla in questo senso mentre quello di centrosinistra lo ha fatto come primo atto, imprevisto ed inaspettato, senza rispettare le indicazioni del programma elettorale. Ministri, Governo, Antitrust, Europa, Confindustria, ecc. ci stanno trattando tutti come se fossimo una forte lobby di potere e, soprattutto, il grande problema finanziario dello Stato in quanto super evasori. Ma secondo voi una professione co-

me la nostra ha bisogno di essere liberalizzata? Il 33% dei veterinari privati dichiara reddito zero, 6.000 su 18.000. Ogni anno abbiamo 1200 nuovi laureati che diventano subito Medici Veterinari visto che non è previsto un periodo di praticantato ed il nostro Esame di Stato è più o meno una formalità. In Italia abbiamo 6.500 strutture veterinarie per animali da compagnia mentre in Francia, Gran Bretagna o Germania, con lo stesso numero di animali, non arrivano alle 2500 e loro possono anche vendere farmaci e prodotti vari per la salute degli animali e non hanno sulle prestazioni l'IVA al 20%. Nel 2020 la richiesta professionale di Medici Veterinari sarà aumentata del 2/3% mentre il numero di iscritti agli Ordini sarà raddoppiato. Un tariffario nazionale riconosciuto da decreto ministeriale non lo abbiamo mai avuto e quelli degli Ordini sono sempre stati poco rispettati. Le tariffe applicate dai veterinari in Italia sono fra le più basse in Europa. Il reddito medio dichiarato dai veterinari privati nel 2005 è di soli 8.300 euro. ■ Più "liberalizzati" di così!

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ANMVI


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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 ATTUALITÀ

Sentenza della Corte di Giustizia Europea

Le tariffe minime sono legittime e tutelano il consumatore La Commissione Europea dovrà rivedere la posizione dell’Italia se fossero l’Antitrust e il Decreto Bersani contrari alle regole europee della concorrenza? “Una normativa che vieti in maniera assoluta di derogare convenzionalmente agli onorari minimi costituisce una restrizione della libera prestazione dei servizi prevista dall’art. 49 CE”. Lo dice la Corte di Giustizia Europea, rifacendosi proprio a quel Trattato per il quale la Veterinaria sta subendo un’istruttoria del Garante Antitrust. Tariffe professionali e principio di concorrenza sono arrivate alla resa dei conti. Sulla questione di maggiore attualità per i professionisti italiani è intervenuta la Corte di Giustizia Europea fornendo chiarimenti e risposte ai giudici della Corte d’appello di Torino e del Tribunale di Roma che, sulla materia, avevano ritenuto di sospendere il loro giudizio e di rimettersi al parere dei Colleghi del Lussemburgo. Le cause all’origine della sentenza riguardavano contenziosi insorti in ambito forense per parcelle considerate troppo alte dai clienti. Si trattava in un caso di compenso determinato in via forfettaria dal professionista (per il quale era stato pagato solo un anticipo) e nell’altro di una parcella d’importo giudicato “sproporzionato”. Vale la pena osservare che la Corte non entra nel merito della congruità dell’importo, rinviando per questo al diritto nazionale (un Decreto ministeriale sui tariffari forensi e il Codice Civile in primis) con garbato invito ai giudici nazionali a svolgere più approfonditamente le loro valutazioni. Bensì la Corte è interessata a rispondere ad una domanda cruciale per tutti i professionisti ed in particolare per i Medici Veterinari italiani sottoposti ad istruttoria da parte dell’Antitrust proprio per violazione del Trattato Europeo (articolo 81 sulla concorrenza): la tariffa è compatibile con le norme sulla concorrenza fissate dal Trattato Europeo? La Corte risponde favorevolmente: “Gli artt. 10 CE, 81 CE e 82 CE non ostano all’adozione, da parte di uno Stato membro, di un provvedimento normativo che approvi, sulla base di un progetto elaborato da un ordine professionale forense quale il Consiglio nazionale forense, una tariffa che fissi un limite minimo per gli onorari degli avvocati e a cui, in linea di principio, non sia possibile derogare”. Anzi: una normativa che vieti in maniera assoluta di derogare convenzionalmente agli onorari minimi determinati da una tariffa per prestazioni che sono al tempo stesso di natura giudiziale e riservate “costituisce una restrizione della libera prestazione dei servizi prevista dall’art. 49 CE”.

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La deontologia può non bastare Si aggiunga anche che è da veri-

ficare che alcune norme professionali di organizzazione, di qualificazione, di deontologia, di controllo e di responsabilità “siano di per sé sufficienti per raggiungere gli obiettivi della tutela dei consumatori”. Anzi può benissimo esserci una relazione tra il livello degli onorari e la qualità delle prestazioni, perciò la Corte si chiede “se la determinazione di tali onorari minimi costituisca un provvedimento adeguato per il raggiungimento degli obiettivi perseguiti, vale a dire la tutela dei consumatori e la buona amministrazione della giustizia”. Tariffe contro rischi al ribasso Per la Corte Europea le tariffe garantiscono i consumatori dal rischio di una concorrenza al ribasso, specie quando sul mercato i professionisti sono tanti, anzi troppi. Basta sostituire in questo passaggio dei giudici europei la parola avvocati con “veterinari”: “se è vero che una tariffa che fissi onorari minimi non può impedire ai membri della professione di fornire servizi di qualità mediocre, non si può escludere a priori che tale tariffa consenta di evitare che gli avvocati siano indotti - in un contesto come quello del mercato italiano, il quale, come risulta dal provvedimento di rinvio, è caratterizzato dalla presenza di un numero estremamente elevato di avvocati iscritti ed in attività - a svolgere una concorrenza che possa tradursi nell’offerta di prestazioni al ribasso, con il rischio di un peggioramento della qualità dei servizi forniti”. Tariffe contro l’asimmetria informativa Dovrà anche essere tenuto conto del fatto che, in materia di prestazioni di avvocati, vi è in genere un’asimmetria informativa tra i «clienti-consumatori» e gli avvocati. Infatti, gli avvocati dispongono di un elevato livello di competenze tecniche che i consumatori non necessariamente possiedono, cosicché questi ultimi incontrano difficoltà per valutare la qualità dei servizi loro forniti. Le tariffe sono una bussola per il consumatore/cliente che non ha elementi per stabilire da solo se un onorario è accettabile oppure esoso. Politici e Antitrust si adeguino La sentenza della Corte Europea sulla liceità dei tariffari minimi e sulla loro inderogabilità “non potrà essere ignorata dalle Autorità nazionali”. Il Presidente dell’ANMVI, Carlo Scotti, ha commentato con soddisfazione la sentenza con la quale i Giudici del Lussemburgo hanno definitivamente chiarito che le tariffe professionali non contrastano con le norme europee sulla concorrenza. Anzi, quando uno Stato membro le adotta con prov-

vedimento di legge, sulla base di una proposta elaborata dall’ordine professionale, possono anche avere valore inderogabile, specie se ci sono di mezzo prestazioni riservate di una determinata professione liberale. Per il Presidente dell’ANMVI, i Giudici Europei “hanno una visione delle professioni intellettuali più rispettosa di quella che circola in Italia, dove nel nome di un fantomatico consumatore si è impostata una campagna di denigrazione dei professionisti e si è favorito un clima di diffidenza, mentre il rapporto tra professionista e cliente è sempre un rapporto fiduciario. A maggior ragione questo vale in campo sanitario dove la salute non è un bene di consumo ma un diritto, dove chi esercita è un medico e non un venditore e dove non si ha a che fare con un consumatore, ma con un paziente”. La Corte di Giustizia Europea, oltre a salvare le tariffe minime inderogabili, afferma che spetta ai giudici nazionali stabilire se il divieto di derogare agli onorari minimi “risponda realmente agli obiettivi della tutela dei consumatori” e se “le restrizioni che essa impone non appaiano sproporzionate rispetto a tali obiettivi”. Quello che il Presidente dell’ANMVI si aspetta ora in ambito nazionale è “un’inversione di rotta nell’atteggiamento della Politica verso le Professioni. Non tutto nel Decreto Bersani e nella Riforma-Mastella è da buttare, ma se continuerà il cli-

Il compenso sia “consensuale” ’articolo 2 del Disegno di Legge Delega del Ministro Mastella stabilisce i principi e criteri generali di disciplina delle professioni intellettuali. In materia di tariffe professionali, il testo recepisce in toto il Decreto Bersani (che, vale la pena di ricordare, non vieta la fissazione di tariffe, ma ne vieta l’imposizione obbligatoria). Il principio introdotto dal Dicastero dello Sviluppo Economico è quello della libera negoziazione fra le parti. Pertanto anche la riforma delle professioni - per la quale il Governo chiede la delega al Parlamento - insiste sulla necessità di “prevedere che il corrispettivo della prestazione sia consensualmente determinato tra le parti, anche pattuendo compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti e garantire il diritto del cliente alla preventiva conoscenza del corrispettivo”. A questo punto, però interviene il seguente passaggio: se la preventiva concoscenza e consensualità non sono possibili, il cliente ha comunque diritto “all’indicazione di una somma individuata nel minimo e nel massimo”. Inoltre, bisognerà prevedere, a tutela del cliente, “l’individuazione generale di limiti massimi dei corrispettivi per ciascuna prestazione”. Insomma, le tariffe rappresentano un indispensabile riferimento negoziale. A questo si lega l’articolo 2233 del Codice Civile sul compenso nelle professioni intellettuali, “inviolato” dal Decreto-Bersani: “Il compenso se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice, sentito il parere dell’associazione professionale (ora consiglio dell’Ordine) a cui il professionista appartiene. In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione”. E il decoro della professione rientra nelle prerogative del Codice deontologico e del potere disciplinare che il Ddl Mastella continua a riconoscere agli ordini professionali.

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ma persecutorio respingeremo con forza anche quanto c’è di buono”. La sentenza della Corte di Giustizia della UE non poteva che essere accolta con soddisfazione dai medici veterinari italiani, anche in ragione dell’istruttoria avviata dall’Antitrust nei confronti dell’ordine dei veterinari proprio

per violazione del Trattato Europeo. “Mi pare - conclude Scotti che la Corte Europea sia chiarissima nel respingere ogni ipotesi di violazione dell’articolo 81 del Trattato europeo sul principio comunitario della concorrenza. Per questo, invito l’Antitrust a leggere bene questa sentenza”. ■

La veterinaria esce dal Comitato Nazionale di Bioetica nversione di rotta nelle nomine per il CNB. Data sino all’ultimo per certa la conferma del Collega Santori (foto), la composizione decretata dal Presidente Prodi trascura, invece, la componente veterinaria nel dibattito nazionale sulla bioetica. ANMVI e FNOVI hanno scritto ad Enrico Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e al Ministro della Salute Livia Turco lamentando l’estromissione della medicina veterinaria dal dibattito nazionale sulla materia bioetica. “È un vero peccato che il dibattito italiano sui temi di interesse bioetico abbia escluso le scienze veterinarie - ha commentato il Presidente dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, Carlo Scotti. Era un segno d’avanguardia del nostro Paese su scala europea, per dibattere di etica applicata a tutte le forme di vita. Eppure, aggiunge Scotti, la Costituzione Europea ratificata dall’Italia riconosce gli animali come esseri senzienti. Con l’esclusione della veterinaria - continua Scotti - crediamo che il nuovo Comitato sia stato privato di un valore aggiunto, capace di ampliare il dibattito nazionale e di attualizzarlo, ma che soprattutto sia stato disconosciuto il rilievo etico e bioetico del mondo animale. Questo malgrado la cultura della salute e del benessere degli animali sia entrata nel corpo della legislazione europea e nazionale ormai a pieno titolo”. Il CNB è stato rinnovato il 7 dicembre scorso, con decreto del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, e sarà presieduto dall’ex Presidente della Corte costituzionale e attuale Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Francesco Paolo Casavola. I criteri sulla base dei quali è stata elaborata la formazione del nuovo Comitato sono i seguenti: sensibile riduzione del numero dei componenti; riequilibrio del rapporto uomo/donna; complessivo abbassamento dell’età media; ampio ricambio nella composizione dell’organismo. Il Comitato sarà composto da 35 membri (erano 52) di cui 14 donne, più i 5 Presidenti onorari. Nessun medico veterinario fra gli esperti designati. Nei giorni scorsi, fonti di stampa davano per certa la conferma del Collega Pasqualino Santori, medico veterinario di Roma e presidente del Comitato Bioetico per la Veterinaria presso l’Ordine dei Medici Veterinari della Capitale. Per il precedente CNB, Santori ha lavorato alla stesura di numerosi documenti di interesse veterinario su tematiche emergenti nella società e nel dibattito bioetico nazionale come l’utilizzo degli animali nelle terapie per l’uomo e la macellazione rituale. È lo stesso Sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta, nel ringraziare Pasqualino Santori per il lavoro svolto, a sottolineare l’importanza di aver portato a livelli di consapevolezza pubblica nazionale tutti i temi con risvolti bioetici, compresi i rapporti con le scienze e la medicina degli animali. Una lezione e una esperienza di approfondimento - è l’amaro commento dell’ANMVI - che si è evidentemente ritenuto di non premiare a vantaggio di altri criteri di scelta. Dall’On. Gianni Mancuso è già partita una interrogazione parlamentare.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 ATTUALITÀ

Ordinanza 14 novembre 2006

Disposizioni urgenti per la sorveglianza dell’anemia infettiva equina

pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 7 dicembre 2006 (GU n. 285 del 7-12-2006 - Suppl. Ordinario n. 230) l’attesa Ordinanza del Ministero della Salute che dal 22 dicembre prossimo introduce disposizioni urgenti per la sorveglianza dell’anemia infettiva equina (AIE).

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La progressione dell’obbligo Il provvedimento renderà obbligatoria - entro dodici mesi dall’entrata in vigore dell’ordinanza l’esecuzione di controlli sierologici su tutti gli equidi di età superiore ai 3 mesi presenti in qualsiasi stabilimento, costruzione e luogo in cui sono tenuti, allevati o governati equidi (saranno esclusi solo i capi allevati unicamente per essere destinati alla macellazione). Il controllo sierologico deve invece essere effettuato entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore dell’ordinanza su tutti gli equidi che svolgono attività sportiva o agonistica, su quelli che accedono ad ippodromi, aste e manifestazioni ippico-sportive, sugli equidi residenti in ippodromi, centri ippici e di allenamento ed allevamenti da riproduzione che afferiscono al circuito ippicosportivo (se non già sottoposti a tale controllo in data posteriore al 31 agosto 2006). Solo le regioni e province autonome nelle quali, su basi statisticamente significative, è accertata la presenza di un basso livello di prevalenza della malattia, possono stabilire una diversa frequenza dei controlli. I prelievi I prelievi per la diagnosi dell’anemia infettiva sono effettuati dai servizi veterinari delle Aziende unità sanitarie locali o da veterinari formalmente incaricati dell’ese-

cuzione dei prelievi dai medesimi servizi territorialmente competenti, secondo le modalità indicate dalle regioni o province autonome. I campioni devono essere inviati agli Istituti zooprofilattici sperimentali competenti per territorio. Gli esiti favorevoli dei controlli sierologici hanno validità di mesi dodici. In caso di riscontro di positività sierologica, in attesa della conferma da parte del Centro di referenza, le autorità sanitarie competenti adottano le misure previste dall’art. 99 del regolamento di Polizia veterinaria. Il veterinario lp Al fine di attuare più efficacemente il sistema di sorveglianza epidemiologica, il veterinario, anche libero professionista, che abbia motivi clinici di sospettare la presenza della malattia, effettua il campionamento e contestualmente informa il Servizio veterinario della AUSL competente per territorio. I casi nel 2006 A partire dal mese di aprile del 2006 fino alla fine del mese di settembre 2006, sul territorio nazionale, sono stati denunciati 17 focolai di anemia infettiva equina (AIE) che hanno coinvolto 604 soggetti di cui 5 capi clinicamente infetti, 6 deceduti per malattia ed altri positivi sierologicamente. Per questi casi, comparsi in un periodo di tempo limitato, il Ministero considera “probabile l’esistenza di un fattore comune di rischio tale da costituire un grave pericolo per la sanità e il benessere della popolazione animale

interessata, con possibili ed imminenti ripercussioni di ordine economico per gli operatori coinvolti”. Nonostante il Ministero della sanità abbia raccomandato di proseguire l’attività di sorveglianza eseguendo almeno un test di Coggins all’anno sugli equidi appartenenti ad allevamenti, centri ippici o ippodromi, “soltanto in alcune regioni tali misure sono state attuate attraverso un regolare piano di sorveglianza, determinando un aggravamento su tutto il territorio nazionale del rischio di proliferazione di casi di anemia infettiva degli equini”. Secondo il Ministero “la ben nota trasmissibilità del virus, la sua forte patogenicità e notevole emivita, la stagionalità degli agenti vettori come mosche cavalline e zecche, nonché la prevalenza osservata in Italia negli ultimi anni, rendono inadeguato allo stato attuale, ai fini della sorveglianza e del controllo dell’infezione, un piano di monitoraggio della popolazione equina effettuato su base campionaria ai sensi della legislazione vigente”. Prevenire e controllare l’AIE Ecco dunque nuove misure sanitarie urgenti e straordinarie di controllo sull’intero territorio nazionale allo scopo di prevenire l’insorgere e controllare l’andamento della malattia in questione, “tenuto conto, inoltre che gli equidi che svolgono attività agostinico-sportive sono soggetti a frequenti spostamenti e di breve durata al di fuori del territorio nazionale”. ■

Un manuale sul contratto della Dirigenza Veterinaria “La dirigenza del servizio sanitario nazionale nel contratto di settore 2002-2005: manuale commentato delle disposizioni contrattuali” è il titolo del volume curato da Renzo Alessi, Lorenzo Broccoli, Samuel Dal Gesso, Monica Paiola e Giselda Rischitelli, edito dal Cinsedo (centro interregionale studi e documentazione) come 1° quaderno di documentazione di regioni.it. Il libro è stato curato dal Comitato di settore per il comparto sanità (art. 3 D. Lgs. 396/97) della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e diffuso gratuitamente agli Assessorati alla Salute delle diverse Regioni. L’edizione è stata resa disponibile on line sul sito www.regioni.it, nella sezione “sanità” alla voce “archivio”. La parte dedicata al contratto della dirigenza medico veterinaria (parte normativa quadriennio 2002-2005 e parte economica biennio 2002-2003) è a pagina 211 del pdf.

Nuovo CD per i veterinari UNIRE Si è rinnovata la composizione del Consiglio Direttivo dell’ANVU (Associazione Nazionale Veterinari Unire, federata ANMVI). Alla presidenza torna il Collega Giuseppe Cascio, che succede a Sergio Guttadauro. Lo affiancano due vice presidenti: Fabio Boldrin e Giorgio Ricardi. Consiglieri: Riccardo D’Antonio e Sergio Guttadauro.

20 anni di Veterinaria… La rivista ufficiale della SCIVAC compie 20 anni di informazione Veterinaria ha compiuto 20 anni e sta ancora crescendo. Siamo passati dai 4 numeri all’anno con una buona percentuale di articoli tradotti dal Compendium of Continuing Education ai 6 fascicoli attuali contenenti solo lavori originali. Abbiamo perfezionato un sistema di revisione che fa capo a molti Specialisti Diplomati dei Colleges Europei e docenti universitari. Per diminuire i tempi di attesa prima della pubblicazione stiamo utilizzando sistemi elettronici che consentono la trasmissione immediata degli articoli abbattendo i tempi del servizio postale e gli inconvenienti connessi alla perdita di plichi. La veste grafica viene riesaminata ogni anno e modificata secondo necessità per mantenere la rivista nell’ambito degli standard internazionali. Quanto pubblichiamo viene oggi inserito nelle liste ISI e CAB international. La maggior parte delle aziende del settore utilizza Veterinaria come veicolo di informazione commerciale sapendo di poter raggiungere la maggior parte dei medici veterinari italiani. Non male per una rivista nata con l’intento di diffondere aggiornamento ai liberi professionisti e diventata il riferimento nazionale per il settore degli animali da compagnia. Con l’entusiasmo dei vent’anni stiamo pensando al futuro, a nuove mete da raggiungere; ne riparleremo nel 2016, quando avremo 30 anni. Claudio Peruccio - Direttore Il numero 6 - dicembre 2006 della rivista, è in spedizione in questi giorni a tutti i soci SCIVAC. Gli articoli di Veterinaria vengono pubblicati anche on line nella sezione “archivio bibliografico” di Vet Journal (http://www.evsrl.it/vet.journal/archivio/).


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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 L’INTERVISTA

Scuola di Formazione Veterinaria Post-Universitaria

L’Itinerario Didattico: evoluzione dell’aggiornamento pratico Con Marco Bernardini facciamo il punto sul primo Itinerario che arriva al traguardo uello di neurologia è stato il primo Itinerario Didattico a concludere il suo percorso di attività ed è quello che ci consente di fare un primo parziale bilancio di questa nuova modalità di aggiornamento scientifico. Gli itinerari della Scuola di Formazione Veterinaria Post-Universitaria sono infatti una evoluzione dei tradizionali corsi pratici e propongono un “percorso didattico” modulare, fatto da più corsi (sia teorici che pratici), che rispettano una successione logica di approfondimento. Un Itinerario è idealmente concepito per essere frequentato nella sua interezza, ma resta valida la possibilità di frequentare anche uno solo dei corsi (parti) in cui è suddiviso. Iniziato nel 2005, l’itinerario didattico di neurologia ha visto complessivamente la frequenza di 42 Colleghi; 29 di loro hanno scelto di affrontare l’itinerario completo (4 parti/corsi in tutto). Un secondo Itinerario, sempre di neurologia, è già partito nel corso di quest’anno e si concluderà nel 2007. Un terzo è in lavorazione per il 2008. A percorso completato, abbiamo chiesto qualche riflessione a Marco Bernardini che - insieme a Massimo Baroni - ha diretto l’Itinerario di Neurologia fino al 24 novembre scorso.

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L’Itinerario visto dagli ideatori / organizzatori: quali luci ed ombre, soddisfazioni, frustrazioni...? Quando si organizza un itinerario formativo della durata di due anni, ci si chiede se non si stiano sopravvalutando le effettive esigenze dei Colleghi liberi professionisti. L’impegno è notevole, sia da parte di chi deve organizzare, sia da parte di chi deve partecipare. L’organizzazione deve prevedere un prodotto di qualità che, in un ristretto numero di giorni fornisca il massimo delle informazioni con la migliore qualità possibile. La garanzia maggiore in questo senso è stata data dal corpo docente. La

di Fulvio Stanga

li itinerari didattici sono inseriti nel progetto Scuola di Formazione Veterinaria PostUniversitaria e nascono dalla necessità di sviluppare un “iter organizzato”, capace di creare didattica, dai livelli di base fino a quelli avanzati, nei vari ambiti specialistici. Nel 2005 sono partiti quello di neurologia di cui parliamo in questa intervista a Marco Bernardini e quello di diagnostica per immagini che si concluderà nel 2008. Gli altri itinerari, tutti avviati nel 2006, coprono le seguenti discipline: anestesia, cardiologia, chirurgia dei tessuti molli, dermatologia, medicina comportamentale, odontostomatologia e chirurgia orale, oftalmologia, ortopedia, patologia clinica, clinica degli animali esotici e riproduzione equina. Ogni Itinerario è composto da un minimo di 4 fino ad un massimo di 8 corsi, lungo un arco temporale che va dai due ai quattro anni. Tutti partono da concetti scientifici di base per accompagnare i partecipanti in una crescita culturale strutturata, sotto la guida di due direttori scientifici e un corpo docente di specialisti altamente qualificati. Al termine di ciascun corso è previsto a cadenze mensili un aggiornamento a distanza, basato su casi clinici corredati di dati ottenuti da esami diagnostici e test di valutazione a cui si accede via internet tramite il portale EGO.

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maggior parte dei docenti che si sono succeduti durante l’itinerario di neurologia sono diplomati a College Europei. Gli altri, o sono Colleghi di riconosciute conoscenze ed esperienza nella materia, o sono Colleghi in training per il diploma europeo di neurologia. Inoltre, ha rivestito una grande importanza durante l’itinerario la Continuing Education tra un corso e il successivo. Un grosso rischio che può correre chi partecipa a questi itinerari è di perdere, nei mesi successivi ad ogni singolo corso, la maggior parte delle nozioni acquisite, arrivando “vuoto” al corso successivo. Si è quindi cercato di evitare ciò, invitando periodicamente, circa una volta al mese, i partecipanti a risolvere casi clinici attraverso un portale on-line creato appositamente. Il tutto ha funzionato egregiamente. Purtroppo, nonostante tutti questi

Foto di gruppo dei Colleghi che hanno concluso il 1° Itinerario didattico di Neurologia il 24 novembre scorso.

sforzi, il tempo si è dimostrato tiranno, insufficiente per poter approfondire adeguatamente gli argomenti trattati. Quale è stato il feed back dei partecipanti in termini di adesioni e di valutazioni? La risposta dei partecipanti all’Itinerario è stata decisamente positiva. Oltre l’80% di coloro che si sono iscritti al I corso ha partecipato a tutti i corsi successivi, portando a termine l’Itinerario, nonostante il dispendio di tempo e i costi. I pochi posti lasciati liberi da chi non ha proseguito sono stati riempiti da Colleghi che si sono aggiunti durante l’itinerario. Le valutazioni dei partecipanti sono state molto positive, collocando l’Itinerario di neurologia fra i migliori corsi organizzati in tutti questi anni. Questi risultati ci hanno spinto a far partire con un anno di anticipo il secondo itinerario di neurologia, che è attualmente in svolgimento. Come è nata l’idea dell’Itinerario di Neurologia? Gli ultimi dieci-quindici anni sono stati caratterizzati da profondi cambiamenti nella maniera di pensare l’attività clinica veterinaria. Se, una volta, approfondire una materia specifica veniva considerato un piccolo lusso, più dettato da interessi personali che dalle richieste del mercato, negli ultimi anni una certa conoscenza dei principi fondamentali delle singole discipline specialistiche è diventata un’esigenza

pratica. Parallelamente a questo processo, si aveva sempre di più il sentore che il Corso di base di Neurologia che SCIVAC proponeva da anni non riuscisse più a soddisfare le esigenze cliniche del Medico Veterinario libero professionista. Da qui è nata la necessità di organizzare un percorso formativo più ricco, articolato in diversi corsi da svolgere in un lungo periodo di tempo. E per il futuro? Stiamo lavorando su due progetti. Uno riguarda il terzo itinerario, previsto per il 2008: l’idea è di aumentare il numero di giorni di durata di ogni singolo corso e/o

di aumentare il numero di corsi che compongono l’itinerario per approfondire meglio gli argomenti trattati. Il secondo progetto riguarda chi ha già terminato l’itinerario, con l’organizzazione di seminari monotematici da svolgere periodicamente. Riteniamo infatti molto importante che esistano continue occasioni che mantengano elevato l’interesse per la neurologia del partecipante all’Itinerario, anche dopo la sua conclusione, in modo da essere sempre “allenato” sull’argomento, che è la condizione necessaria per applicare ciò che si è imparato nell’attività clinica giornaliera. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 RIFLESSIONI

Veterinario curante

di Roberto Lomolino

Il veterinario curante e il benessere degli animali... una rivoluzione culturale a costo zero!

ANMVI Lazio, AIVEMP Lazio Consigliere dell’Ordine dei Veterinari di Roma

i è capitato di sbirciare il disegno di legge della Regione Lazio sulla “Tutela dei diritti degli animali di affezione, prevenzione dei maltrattamenti e controllo del randagismo”, in occasione dell’ultimo consiglio dell’Ordine dei Medici veterinari di Roma. Mi ha molto incuriosito, anche perché mi è stato richiesto un parere a riguardo. L’ho quindi letto e l’ho considerato nel complesso un progetto di legge interessante, a parte ovviamente delle piccole modifiche che andrebbero apportate ma che rientrano nella norma, quando si elabora qualcosa di totalmente nuovo e innovativo. Questo progetto di legge per gli animalisti e tutti coloro che ci tengono agli animali è fondamentalmente un grosso carico di responsabilità e un riconoscimento della società civile, per tutti gli anni di volontariato che hanno lodevolmente regalato alla causa dei diritti degli animali. Il diritto animale cresce e con esso la consapevolezza dei cittadini che essere un animale di un’altra specie non significa essere inferiore. Ci deve essere spazio per tutte le forme di vita nella società, cosiddetta civile e bisogna studiare e mettere a punto gli strumenti legislativi che gettano le regole di questa convivenza cercando di relegare i fanatismi o gli irrigidimenti conservatori di questa o quella controparte direttamente coinvolta nella questione animale. Ben venga quindi uno strumento di legge che consente di fare ordine e chiarezza se questo mette comunque al centro della questione il soggetto principale a cui si rivolge, l’animale, piuttosto che questo o quel manipolo di uomini che dalla legge stessa potrebbero trarre dei vantaggi personali o di gruppo o di organizzazione. Fatta questa doverosa promessa e augurio di buon lavoro a tutti coloro che si occupano della elaborazione di questo disegno di legge, mi piacerebbe fare qualche considerazione circa il testo stesso e, se possibile, dare qualche consiglio che potrebbe andare a migliorare le condizioni di esistenza dell’animale che dalla norma stessa verrebbero poi tutelate. Restiamo con l’assunto che l’animale deve rimanere al centro delle nostre attenzioni, se si leggono i vari articoli del Disegno di Legge si scopre che spesso viene menzionato il diritto alla salute degli animali e che questo deve essere tutelato dal proprietario detentore in caso di cani di proprietà o delle ASL di competenza in caso di animali abbandonati o “trovatelli”. Più specificatamente il Disegno di legge al capo III (Disposizioni Generali), art. 8, recita, riguardo alle responsabilità del de-

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tentore…….chiunque, a qualsiasi titolo, detiene un animale d’affezione o accetta a qualunque titolo di occuparsene è responsabile della sua salute e del suo benessere e provvede a garantirgli ambiente, cure ed attenzioni adeguate alla specie ed ai relativi bisogni, fisiologici ed etologici” e al capo b: “…assicurargli le necessarie cure sanitarie, le vaccinazioni occorrenti ed un adeguato livello di benessere psico-fisico ed etologico…”. All’art. 9 invece si fa espressamente riferimento ad un altro aspetto importante della vita dell’animale, il controllo della sua riproduzione e, precisamente, dice: “…chiunque detiene un animale d’affezione o accetta di occuparsene è responsabile della sua riproduzione, nonché della custodia, della salute e del benessere della prole…”. Leggendo questi articoli che qui ho portato come esempio, ma anche altri non sarebbero da meno, il riferimento alla salute e alle cure necessarie per la tutela del benessere degli animali è un leit motiv ricorrente nel testo del Disegno di legge. Ma questo è prevedibile visto che è il titolo stesso del Disegno di Legge a parlare di diritti, “la tutela dei diritti degli animali d’affezione…, e che la salute essendo un diritto rientra a pieno titolo in molti articoli di questa proposta di legge. La cosa che però a mio avviso, la nostra categoria, potrebbe apportare come contributo alla stesura della Legge, lasciando sempre come da assunto, l’animale al centro delle attenzioni della norma stessa, è che la tutela della salute se lasciata a se stessa, o nelle mani al proprietario detentore e alla sua buona volontà resta solo un concetto volatile che non trova un riscontro pratico e non dà un reale contributo alla salute psico-fisica dell’animale. Il nostro contributo dovrebbe essere quindi un’assunzione di responsabilità. In che modo si può responsabilmente provvedere, come dice questo disegno di legge, a garantire il diritto alla salute degli animali. La soluzione riposa in poche parole! E credetemi le parole sono molto importanti…..! Poche parole possono cambiare il mondo, pensate ad “I have a dream..” di Martin Luther King o possono essere la base di sommosse popolari…..pensate a Libertè, Egualitè, Fraternitè….della rivoluzione francese. Le parole che per la nostra categoria e per il diritto alla salute degli animali potrebbero essere una rivoluzione sono la nuova definizione di “medico veterinario curante”, che nel Disegno di legge andrebbe sostituita alla più generale definizione di “veterinario libero professionista”. Provate a fare questa semplice sostituzione nel testo del Disegno di Legge della Regio-

ne Lazio e vedrete come avrete la sensazione che il diritto alla salute degli animali sia sottoposto a maggior tutela. Provate a farlo e percepirete che l’animale, per i suoi problemi di salute, ha un referente, un medico che se ne occupa, che conosce la sua storia sanitaria e che decide di concerto con il proprietario cosa è meglio fare per questo o quella situazione. In tutte le situazioni, dai piani di profilassi obbligatori, fino a quelli facoltativi il proprietario detentore deve avere obbligatoriamente un medico veterinario referente con cui gestisce la salute del suo animale, ma lo spinge anche ad organizzare e programmare il piano di salute del suo animale evitando così di avere soggetti seguiti da mille veterinari, con libretti sanitari “arlecchino” pieni di timbri di tutti i tipi che sono espressione di disorganizzazione e che danno la sensazione che sulla salute di quell’animale si agisce sempre con interventi d’urgenza o magari troppo tardi. Se potessimo per un attimo entrare nella mente di un animale io credo che ci farebbe piacere avere un veterinario di fiducia, che ci ha visitato da cuccioli, che ci conosce, ci sa manipolare, che conosce le nostre paure e i nostri bisogni e che ci visita in un ambiente a noi familiare. Che non ha bisogno di rifare ogni volta al nostro proprietario le stesse domande circa le nostre abitudini, o di ripeterci le stesse fastidiose analisi, ritardando i tempi delle diagnosi e prolungando le nostre sofferenze, o di somministrarci farmaci che abbiamo già preso e che su di noi non hanno avuto effetto, di praticarci manovre dolorose, di consigliarci dei mangimi che non ci piacciono o di sottoporci a quella odiosa dieta che noi non abbiamo fatto e che non faremmo mai. E poi quando si va in vacanza, mi farebbe il certificato per il viaggio di sana e robusta costituzione, perché spesso il mio “padrone” disorganizzato non sa come fare e chiede consigli a cento veterinari, e io come al solito poi rimango a casa o peggio bloccato in aeroporto, mentre gli altri se la spassano al mare, d’altronde sarei anche chiaramente identificato perché il microchip me l’ha messo lui. Avrei mille vantaggi e non sarebbe solo sulla carta che qualcuno tutela la mia salute, d’altronde anche il mio proprietario ha un medico curante e quando ha qualche problema lui lo chiama oppure va a trovarlo e spesso mi tocca accompagnarlo e aspettarlo in macchina, che noia….. Lui dal mio veterinario entra, mentre io dal suo medico non posso entrare! Anch’io se potessi, quando non mi sento bene, andrei da solo dal mio veterinario curante, purtroppo però non si fidano e devo aspettare che qualcuno mi ac-

compagni….ma vi prego portatemi allo stesso di sempre! Ho un po’ scherzato mettendomi al posto di un ipotetico nostro paziente ma credo di non aver esagerato, e spero di avere trasmesso la sensazione di familiarità che scaturisce da un rapporto continuativo e di fiducia tra veterinario, paziente e proprietario. Proprio quello che avviene con i migliori clienti dell’ambulatorio, quelli affezionati, quelli che seguono i nostri consigli e che tengono al proprio animale a cui ormai teniamo anche noi e che possono chiamarci sempre e comunque perché il loro beniamino ormai è anche un po’ il nostro. Il veterinario curante ha di rivoluzionario questo concetto di fiducia e di responsabilità, che non aumenta i costi per nessuno e tanto meno per quella parte della società che non ha ancora avuto a che fare con i nostri amici animali, ma che comunque indirettamente ne deve fare i conti. Il veterinario curante, con la sua raccolta di dati ordinati, diventerebbe una base di lavoro per chi si deve occupare di salute pubblica e di sanità animale. Se si deve contenere una zoonosi le autorità sanitarie di concerto con i veterinari curanti potrebbero, una volta valutata la reale consistenza della patologia, elaborando i dati delle schede ambulatoriali di tutti i pazienti in cura, prevedere ulteriori misure di prevenzione concertate con tutti i soggetti interessati. I servizi veterinari Regionali, avrebbero il reale polso della situazione sanitaria degli animali da compagnia e in concerto con le ASL potrebbe organizzare campagne di prevenzione che troverebbero sbocco nell’ambulatorio del veterinario curante e che quindi entrerebbero in reale contatto con ogni singolo proprietario detentore di animale. Come dire dalla medicina di urgenza alla medicina preventiva anche in veterina-

ria……. Finalmente! Per non parlare della identificazione animale. Alla prima visita, quando si è cuccioli, appena si designa quel professionista come proprio veterinario curante, si viene identificati, il numero viene comunicato a chi di dovere e inserito nella banca dati regionale, si rientra quindi a pieno titolo nella popolazione animale regionale attingendo ai diritti di quella condizione e al rispetto delle regole che ne conseguono. Da qui si parte con gli eventuali piani di profilassi di base obbligatori, stabiliti a livello regionale e di quelli volontari che il veterinario curante consiglia secondo la sua esperienza e professionalità. Anche per ciò che riguarda il momento più doloroso della professione, l’eutanasia, il veterinario curante che conosce da anni il suo paziente e la sua storia sanitaria e il suo proprietario procederà solo in caso di reale bisogno, utilizzando i più recenti protocolli, in modo da evitare inutili sofferenze, in questo estremo intervento. I conti, dal punto di vista della salvaguardia della salute nella più ampia accezione del termine, sembrano tornare con la figura del veterinario curante, parrebbe che gli animali, a mio avviso unici protagonisti di questo Disegno di Legge, la Regione, le associazioni animaliste, i proprietari degli animali e i veterinari tutti possono fare realmente qualcosa per la salvaguardia della salute dei nostri beniamini. Se poi si pensa che questa rivoluzione non costa nulla ma è solo un fatto culturale allora sarebbe veramente un peccato sprecare una occasione come questa. Resta da applicare il principio al Disegno di Legge e modificare pochi articoli, ma più che altro sono necessarie adesioni a questo mio Progetto da parte di tutti……da parte di chi tiene alla salute dei nostri animali ma anche alla salute della comunità. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 RUBRICA FISCALE

F24 e versamenti telematici ’art. 37, comma 49, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla Legge 4 agosto 2006, ha introdotto, a partire dal 1° gennaio 20071, per i contribuenti titolari di partita Iva, l’obbligo di effettuare in via telematica tutti i versamenti da eseguirsi con Modello F24. L’utilizzo dei mezzi telematici dovrebbe garantire una più efficiente gestione dei versamenti, rendendo i relativi dati immediatamente consultabili dall’Amministrazione finanziaria.

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Soggetti obbligati Sono tenuti all’invio telematico tutti i contribuenti titolari di partita Iva. Tuttavia, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, anche ai contribuenti non titolari di partita Iva, sebbene in capo ad essi non sussista alcun obbligo in materia, è data facoltà di adottare le modalità telematiche di versamento, utilizzando i servizi on-line dell’Agenzia delle Entrate. Imposte, contributi e premi I versamenti da effettuare con modalità telematica riguardano tutte le imposte, i contributi e tutte le altre somme dovute allo Stato, alle Regioni, agli enti e alle casse previdenziali a norma degli artt. 17, comma 2, e 28, comma 1, del D.Lgs. N.241 del 9 luglio 1997 (cioè tutti i versamenti che si effet-

tuano con modello F24). Tributi esclusi Per alcuni tributi relativamente ai quali l’F24 è utilizzato solo in via sussidiaria rispetto ad altre modalità di pagamento, tra cui attualmente rientra l’imposta comunale sugli immobili (ICI), non sussiste l’obbligo dell’invio telematico nemmeno se il soggetto passivo è titolare di partita Iva. Riguardo all’ICI, occorre però considerare che, a decorrere dal 1° gennaio 2007, sarà possibile pagarla con modello F24 per tutti i comuni italiani. Modalità di pagamento Le modalità di pagamento previste dalla legge sono le seguenti: a) mediante il servizio Entratel utilizzando il modello F24 on-line, disponibile sul sito Internet www.agenziaentrate.it Il soggetto che esegue i versamenti tramite i servizi telematici deve necessariamente essere titolare o cointestatario (con abilitazione ad operare con firma disgiunta) di un conto corrente bancario presso una banca convenzionata con l’Agenzia dell’Entrate Per ciascun file contenente gli F24 trasmessi con questa modalità, l’Agenzia delle Entrate rilascia tre ricevute: • la prima, a conferma dell’avvenuta accettazione da parte del sistema del file contenente l’F24;

NOVITÀ 2007: CAB ABSTRACTS VETMED RESOURCE

• la seconda, a conferma della presa in carico di ciascun versamento e della correttezza formale dei relativi dati; • la terza, recante l’esito della richiesta di addebito sulla base di quanto comunicato dalla banca b) mediante i servizi di remote/home banking offerti dai propri istituti di credito (qualora gli stessi contribuenti non intendano avvalersi dei servizi telematici dell’Agenzia), seguendo le regole fissate dalle singole banche. c) Indirettamente tramite intermediari abilitati ad Entratel. Gli intermediari che hanno aderito alla specifica convenzione con l’Agenzia delle Entrate, possono, a seguito di incarico ricevuto dai propri clienti, fare addebitare direttamente sul conto corrente del cliente l’importo delle imposte e tasse dovuti con modello F24. L’intermediario che si avvale dei servizi di remote/home banking, potrà anche ordinare alla banca l’addebito sul proprio conto corrente del modello F24 intestato al suo cliente che provvederà successivamente al rimborso della somma. A partire dal 1° gennaio 2007, l’Agenzia delle Entrate invierà a mezzo posta ai contribuenti (ed a-

Dottore Commercialista, Torino

gli intermediari abilitati) un estratto conto semestrale contenente un rendiconto di tutti i versamenti effettuati in via telematica. F24 cartaceo Con il comunicato stampa del 14 settembre 2006, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che i contribuenti titolari di partita Iva, ai quali risulta inibita, per cause oggettive (perché ad esempio protestati o falliti), la possibilità di tenere propri conti correnti bancari o postali, possono presentare il modello F24 secondo due modalità: a) su supporto cartaceo (con presentazione allo sportello bancario); b) mediante mandato ad un terzo che a sua volta, avvalendosi del servizio bancario o postale remote/home banking, ovvero del servizio Entratel, ordini il pagamento del modello F24 altrui con addebito sul proprio conto corrente bancario o postale. Il terzo incaricato dal contribuente potrà essere non solo il professionista suo consulente ma anche un suo stesso familiare o qualsiasi altro soggetto. Ovviamente, se la mancanza del conto corrente non dipende da impedimenti giuridici, il contribuente non è autorizzato alla pre-

sentazione cartacea, e la sola modalità ammessa sarà quella telematica. Altri casi particolari per i quali è possibile presentare il modello F24 cartaceo sono stati individuati dall’Agenzia delle Entrate nei seguenti: • pagamento dei modelli F24 predeterminati (trattasi ad esempio dei modelli F24 predisposti dall’Agenzia delle Entrate a seguito di controllo formale delle dichiarazioni); • contribuenti che alla data del 1° ottobre avevano in corso pagamenti rateali di imposte, possono versare le residue rate utilizzando la medesima modalità cartacea; • versamenti effettuati dagli eredi di soggetto titolare di partita IVA per imposte e tributi da versare con modello F24; • i soggetti che hanno chiuso la partita IVA possono eseguire i versamenti residui di imposte e tributi relativi alla cessata attività, con modalità non telematica. ■ 1 Inizialmente l’obbligo sarebbe dovuto decorrere dal 1° ottobre 2006 ma successivi interventi legislativi ne hanno prorogato la decorrenza al 1° gennaio 2007, escludendo, tuttavia, da tale proroga i soggetti passivi Ires, come ad esempio le società di capitali.

di Oscar Grazioli

L’OPINIONE

Medico Veterinario, Reggio Emilia

Non abusiamo di noi stessi o letto la lettera (Professione Veterinaria n. 42/2006), del collega che sostanzialmente solleva il problema dell’abusivismo professionale da un altro punto di vista, rispetto al consueto. Quello del favoreggiamento dell’abuso di professione, per colpa di chi quella professione esercita. Parrebbe una contraddizione in termini se non una vera e propria forma di masochismo, eppure si tratta di un fenomeno, come il collega ha ben evidenziato, molto diffuso e non solo nella nostra categoria. Qualche settimana fa, durante la popolare trasmissione televisiva Elisir, il conduttore affrontava il problema degli odontoiatri, delle loro salatissime parcelle e dell’impossibilità di ottenere prestazioni, in questo ambito medico, erogate dal servizio sanitario pubblico, a costi contenuti. Il servizio mostrava poi l’emergente fenomeno dei viaggi più o meno organizzati verso paesi stranieri, come l’Ungheria, dove la qualità professionale degli interventi protesici di implantologia è buona a fronte di costi più che dimezzati, rispetto ai nostri. In trasmissione era presente il presidente della Federazione degli odontoiatri che, con abilità, spostava il tiro verso l’imperante fenomeno dell’abusivismo

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Dal 1° gennaio 2007 tutti i soci AIVEMP, SCIVAC, SIVAE, SIVAL, SIVAR e SIVE- in regola con la quota associativa 2007potranno accedere gratuitamente al CAB ABSTRACTS VET DATABASE direttamente dal portale di EGO. http://ego.evsrl.it Il CAB ABSTRACTS VET DATABASE è attualmente la più grande banca dati di medicina veterinaria al mondo, fondata nel 1901. Indicizza oltre 1.000.000 di abstracts da più di 3.000 riviste scientifiche (tutte quelle di medicina veterinaria e numerosissime di discipline biomediche correlate) e oltre 75.000 atti congressuali. VetMed Resource contiene il Veterinary Science Database, un sottoinsieme del CAB Abstracts Database, il database bibliografico più grande al mondo nel settore della medicina veterinaria. Circa il 90% dei records contiene un abstract e il database è stato migliorato con link automatici dal record al fulltext dell’articolo originale. Sito accessibile solo fino al 31/12/2006 http://www.cababstractsplus.org/veterinarysciencedemo/ Da Gennaio 2007 il servizio sarà disponibile gratuitamente solo ai Soci in regola con l’iscrizione 2007 a una delle seguenti Società: AIVEMP, SCIVAC, SIVAE, SIVAL, SIVAR, o SIVE. Per accedere al servizio sarà necessario entrare nella propria pagina di ego al sito http://ego.evsrl.it tramite le user name e password stampate su tutte le ricevute di iscrizione associativa (o versamento di caparre rilasciate da EVsrl).

di Giovanni Stassi

che colpisce la categoria dei dentisti. Pare che oltre il 50% degli italiani si faccia curare i denti, affrontando in molti casi prestazioni che implicano tecniche complesse e raffinate, dagli odontotecnici, a loro volta “coperti” dalla figura professionale del medico compiacente. Effettivamente quello degli odontotecnici, che svolgono il lavoro dell’odontoiatra, è un fenomeno noto e gettonato anche perché, senza volerlo assolutamente avallare, bisogna riconoscere che farsi fare un “ponte” da un dentista di livello, può obbligare a recarsi in banca per tentare di ottenere un mutuo. Possiamo trovare qualche analogia con la nostra situazione in cui è molto diffuso il malcostume (più spesso il reato) di “colleghi” che sviliscono ulteriormente una professione già abbondantemente negletta, quanto a utilità sociale (vedi le recenti affermazioni di Catricalà) e a qualità ed eccellenza del lavoro. Chi lavora in trincea vede continuamente, senza potere spesso far nulla, lo scempio della professione compiuto da chi lascia il timbro in mano ad allevatori, gestori di canili e rifugi vari e “copre”, in modo indegno, le magagne degli importatori, legali e abusivi, di cani e gatti dall’Est, che speculano sulle

sofferenze di animali indifesi e frodano clienti, spesso ignari, ma talvolta correi nella loro consapevolezza il discount dei cuccioli prima o poi presenta un conto che non si è voluto pagare prima. Analogie a parte, c’è una grande differenza tra i dentisti e i veterinari. I primi non hanno il peccato originale di amare i nostri denti e, pur con sangue, sudore e polvere chi ne ha bisogno a loro (o a chi da loro ben “coperto”) si rivolge. I secondi invece amano a tal punto gli animali che è un loro obbligo morale curarli possibilmente gratis. Se poi ci si mettono anche i veterinari che abusano di se stessi potrebbe finire con la pretesa di essere pagati per avere curato il cane. Non noi, intendo, i proprietari. ■

Grazie ad un accordo fra @nmvi Oggi e Libero, gli articoli scritti dal Collega Oscar Grazioli per il quotidiano di Vittorio Feltri sono disponibili on line. @nmvi Oggi pubblica regolarmente gli articoli dopo le ore 12.00. La rubrica LiberOscar li mantiene in archivio per la consultazione. @nmvi Oggi ringrazia Oscar Grazioli. www.info@anmvi.it/anmvioggi


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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 INFO REGIONI

Intesa tra Regione Abruzzo e Marche

Nasce il sistema SIVRA Un sistema informativo per gli alimenti e la veterinaria ’assessore regionale alla Sanità, Bernardo Mazzocca, ha reso noto di aver attivato “Sivra”, il sistema informativo per gli alimenti e la veterinaria della Regione Abruzzo. Tra le principali e innovative caratteristiche la piena compatibilità e rispetto alle normative Cnipa e agli standard di mercato. Usufruibile attraverso internet, il programma è stato sviluppato interamente in architettura “web based’’, che permette, attraverso una banca dati unica e omogenea, di fornire a tutte le Asl della Regione una serie di applicativi e funzionalità omogenee ed efficaci, utile supporto alle quotidiane attività di un settore, quello della prevenzione, sempre più chiamato a rispondere e vincere le sfide dell’emergenza e sicurezza alimentare. Il nuovo sistema, nato da uno specifico protocollo d’intesa tra la Regione Abruzzo e la Regione Marche, semplifica ed omogeneizza i processi, ne riduce i tempi e l’impiego di risorse umane e materiali, permette una maggiore trasparenza delle procedure e la tracciabilità degli atti. La rete web di Sivra permette di ridurre la burocrazia, migliorando il flusso dei dati, permettendo di evidenziare rapidamente eventuali problemi di sanità pubblica costituendo un supporto per le decisioni. Risponde all’obiettivo primario che questa amministrazione si è prefissata: ridurre i costi senza ridurre la qualità dei servizi anzi, acquisendo una maggiore efficienza, poterli migliorare. Sivra, attraverso l’uso diffuso di modulistica elettronica, riduce il ricorso alla carta, evitando le perdite di tempo di stampe, fotocopie ed il relativo invio di documenti cartacei con relativo risparmio di tempo. Il nuovo sistema informativo è aperto alle nuove tecnologie e strumenti. Nel futuro, l’operatore veterinario potrà muoversi sul territorio avendo sempre la possibilità di interrogare il sistema regionale e riceverne aiuto e supporto informativo. Attraverso l’uso delle nuove tecno-

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logie e degli standard, il nuovo sistema regionale si relaziona con gli altri sistemi regionali e nazionali in un’ottica di “cooperazione applicativa’’. Tutti i soggetti coinvolti, siano essi operatori istituzionali (Asl o Regione), gli allevatori e le loro associazioni di categoria, i singoli cittadini potranno, attraverso il portale regionale, collegarsi a Sivra ricevendone non solo informazioni ma usufruendo anche di servizi interattivi. Per verificare l’efficacia e l’efficienza delle azioni e per decidere la standardizzazione, è necessario disporre di dati e di informazioni delle attività di sanità pubblica effettuate sul territorio aumentando la sicurezza alimentare e migliorando il rapporto uomo-animali. La raccolta dei dati e la standardizzazione delle procedure diventa un importante aspetto gestionale delle attività di sanità pubblica e di governo del territorio. (Regione Abruzzo). ■

LOMBARDIA

Misure straordinarie per la prevenzione della MVS l Dirigente della Struttura Programmazione Veterinaria e rapporti internazionali della Regione Lombardia, Mario Astuti, ha approvato un documento contenente le misure straordinarie per prevenire la diffusione della malattia vescicolare del suino nel territorio lombardo. Il decreto stabilisce che in tutto il territorio, le movimentazioni di suini siano soggette a visita sanitaria da effettuarsi entro le 48 ore precedenti il carico e che tutte le partite di suini da trasportare debbano essere avviate direttamente ai luoghi di destinazione, senza tappe intermedie presso altre strutture. Il decreto stabilisce inoltre alcuni obblighi per le province di Bergamo e Brescia interessate dai focolai. Il documento è pubblicato on line

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al sito della Direzione Generale della Sanità.

Operazione SOFIA, scoperto traffico illegale di volatili ltre 200 animali selvatici destinati all’imbalsamazione e denunciate a piede libero 4 persone. Questo il bilancio dell’Operazione denominata SOFIA, condotta in Lombardia da oltre 40 uomini del Corpo Forestale dello Stato e coordinata dal Servizio CITES di Roma, in collaborazione con il NIPAF (Nucleo di polizia ambientale e forestale) di Brescia e con il Nucleo CITES di Ancona. Dall’indagine, coordinata dalla procura di Ancona, sarebbe emerso che in Lombardia venivano portati dall’estero esemplari protetti, tra cui rapaci, per essere poi imbalsamati. L’indagine era partita ad aprile scorso e, dopo mesi di indagine, ha portato alla scoperta di questa forma di traffico destinata a collezioni private e musei, che ha fruttato nel tempo ingenti guadagni ad una rete di clienti e tassidermisti che operavano nella clandestinità senza le autorizzazioni previste dalle norme regionali e nazionali che regolano questo settore. Le 4 persone denunciate rischiano l’arresto o un’ammenda da 15.000 a 75.000 euro secondo quanto previsto dalla Convenzione di Washington (legge 150/92) e l’arresto o un’ammenda da 700 euro circa a oltre 2000 euro per la violazione della legge 157/92 sulla caccia. (Fonte: Affari Italiani)

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VENETO

Rovigo, ridiscusso il piano per l’abbattimento volpi ’è forse una via d’uscita, che non sia quella della cattura per l’abbattimento, per le volpi del territorio rodigino. La Provincia di Rovigo e la Lav (lega

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antivivisezione) hanno trovato un accordo in base al quale l’ente istituzionale accetta di tornare al tavolo per ridiscutere il provvedimento con cui, a partire da febbraio 2007, consentiva l’abbattimento delle volpi. Animali che, secondo la Provincia, avevano ormai un impatto fortemente negativo nei confronti di alcune specie d’interesse venatorio, in particolare lepre e fagiano. La vicenda sarà rivista, in un confronto tra l’assessore provinciale polesano alla caccia, Gino Sandro Spinello, e Massimo Pitturi, responsabile nazionale LAV - caccia e fauna. La LAV, forte di 4.000 e-mail inviate da tutta Italia, aveva chiesto la revoca del provvedimento, ritenendo inaccettabile che le volpi, ed i loro cuccioli, potessero essere uccisi con la giustificazione che predano fauna che i cacciatori vorrebbero uccidere (sparando) per loro conto. L’assessore, da parte sua, si è detto disponibile a rivedere il provvedimento, approfondendo e sviluppando i metodi ecologici e non invasivi di contenimento numerico delle volpi, prima di prevederne l’abbattimento: metodi ecologici che ad oggi sono previsti dallo stesso Piano ma sarebbero nella pratica inapplicati. (ANSA).

LAZIO

Pet therapy all’ospedale San Carlo di Nancy stato inaugurato lo scorso 6 dicembre, il reparto di Pet Therapy all’ospedale San Carlo di Nancy a Roma. La struttura - riferisce una nota del nosocomio consentirà di assistere fino a 60 pazienti e diventare un punto di riferimento, scientifico e ospedaliero, per lo sviluppo della Pet Therapy, adeguando l’Italia agli standard dei Paesi più avanzati nel settore. Il San Carlo di Nancy è l’unico ospedale in Italia a ospitare una fattoria con 200 animali, re-

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gistrando, ogni settimana, nuovi arrivi: pony, pecore, conigli, criceti, pappagalli e canarini. (Fonte: Adnkronos Salute).

BASILICATA

Un documento sulla blue tongue ’Assessore Regionale all’Agricoltura, Sviluppo Rurale, Economia Montana - Gaetano Fierro - ha presentato lo scorso 6 dicembre a Roma, nella sede della Conferenza degli assessori all’Agricoltura, un documento per affrontare le problematiche legate al morbo della lingua blu. Nei giorni scorsi l’Assessore, aveva inviato ai colleghi di Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna una serie di proposte tese a sviluppare un’azione comune nei confronti del Governo nazionale per rendere possibile il riconoscimento dei danni subiti dagli allevamenti per via degli effetti restrittivi delle norme per prevenire e affrontare l’epizozia. Le proposte riguardano anche l’erogazione del risarcimento assieme all’adozione di altri provvedimenti relativi alla movimentazione e alle vaccinazioni. (Fonte: Basilicata.net)

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SARDEGNA

Blue tongue, indennizzi agli allevatori on la delibera del 28 novembre (n.49/30), la Giunta regionale ha approvato la concessione di indennizzi a sostegno degli allevatori danneggiati dall'epidemia di blue tongue nel 2006. La somma stanziata è di 300 mila euro. L'aiuto consiste in un compenso pari al 90% della perdita di reddito conseguente alla morte dei capi ovini e caprini. Per l'attuazione dell'intervento saranno assegnate le risorse ai comuni che provvederanno a erogare i contributi agli allevatori interessati. ■

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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 ATTUALITÀ

Nutrizione del gatto sterilizzato e rischio di urolitiasi

di Maria Grazia Monzeglio

Il contenuto di sodio nella dieta e il ruolo della supersaturazione urinaria sono stati discussi al Meeting Scientifico di Royal Canin l contenuto di sodio alimentare e il suo ruolo nella genesi dell’urolitiasi sono da tempo oggetto di acceso dibattito scientifico, in particolare nei soggetti sterilizzati, esposti a un aumentato rischio di patologie delle vie urinarie inferiori e di urolitiasi in particolare. Due relazioni dedicate al ruolo della nutrizione nell’eziopatogenesi delle malattie urinarie feline e, in particolare, al rapporto tra contenuto di sodio nella dieta e rischio di urolitiasi, sono state presentate al Meeting Scientifico internazionale organizzato da Royal Canin a La Grande-Motte, in Francia (20-21 novembre 2006). Jena Jacques Bénet (Scuola Veterinaria di Maisons-Alfort, Cedex, Francia) ha illustrato i risultati di uno studio retrospettivo comparativo sull’utilizzo di due diverse diete nei gatti sterilizzati e il loro impatto sullo stato di salute generale dei soggetti studiati. La sterilizzazione è associata a un aumentato rischio di patologie delle vie urinarie inferiori, soprattutto di urolitiasi. Nello studio preliminare ed esplorativo, 130 gatti sterilizzati sono stati divisi in due gruppi: 61 nutriti con un alimento secco appositamente formulato per i gatti sterilizzati (alimento A) e 69 nutriti con 4 diverse marche di cibo secco “veterinario” (alimento B), per almeno un anno. Dopo aver verificato la confrontabilità statistica dei due gruppi ed avere corretto i vizi del campione, le analisi statistiche hanno mostrato che i gatti nutriti con la dieta A presentavano minori problemi urinari dopo la sterilizzazione, ovvero minore incidenza di cistite e urolitiasi. Gli autori dello studio imputano la differenza di rischio tra i due gruppi al diverso contenuto di sodio della dieta, maggiore nell’alimento A. La dieta secca influenza il rischio di litiasi urinaria; un maggiore contenuto di sodio nella dieta stimola la diuresi, diluendo l’urina e sfavorendo la formazione dei cristalli urinari. L’alimento A possedeva un contenuto medio di sodio pari allo 0,75% della sostanza secca, doppio rispetto all’alimento B. Ed è su quest’ultimo controverso aspetto che si è incentrata la relazione di Vincent Biourge (Royal Canin Research Center, Aimargue, France), dedicata alla supersaturazione relativa dell’urina e alla prevenzione dell’urolitiasi felina. A metà degli anni ’80, si giungeva alla conclusione che un pH urinario alcalino è il fattore fisiopatologico principale nella formazione dei calcoli di struvite, inducendo la conseguente formulazione e commercializzazione di diete acidificanti. Negli ultimi 20 anni si è osservato un profondo cambiamento nella composizione degli uroliti felini, con un drammatico aumento dei calcoli di ossalato di calcio (CaOx) e la diminuzione di quelli di struvite, fatto che è stato attribuito al diffuso uso di alimenti. Per questo

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motivo, l’opinione oggi prevalente è che il pH urinario sia il fattore più importante nella prevenzione delle recidive dei calcoli di CaOx. Ciò renderebbe impossibile formulare un alimento che prevenga nel contempo gli uroliti si struvite e di CaOx, richiedendo i primi un pH acido e i secondi un pH alcalino.

Biourge osserva che studi condotti presso i laboratori Royal Canin e Waltham hanno mostrato che uno strumento migliore del pH urinario per valutare il rischio di formare uroliti di CaOx è la determinazione della supersaturazione urinaria relativa (RSS), metodo che determina la saturazione urinaria dei sali

scarsamente solubili come CaOx e struvite. Questo metodo di analisi può essere condotto sulle urine di cani e gatti per studiare gli effetti di una specifica dieta sul potenziale di cristallizzazione nelle urine. Biourge osserva che, mediante lo studio della RSS, è stato possibile suggerire che l’aumento dell’idra-

tazione e/o del contenuto di sodio (NaCl) in un alimento acidificante è in grado di ridurre il rischio di formazione sia degli uroliti di struvite sia degli uroliti di ossalato di calcio e che l’aumentato contenuto di sodio non sembra influenzare la pressione sanguigna e l’incidenza di nefropatie nel cane e nel gatto. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Zoonosi: stato attuale e minacce future

di Maria Grazia Monzeglio

Soprattutto RNA virus tra le malattie emergenti e ri-emergenti trasmesse dagli animali

n articolo pubblicato sul Journal of Internal Medicine disegna l’attuale quadro mondiale delle zoonosi virali e le frontiere della diagnosi precoce, del controllo e della prevenzione di queste malattie, enfatizzando l’importanza del ruolo svolto dalla medicina veterinaria. La percezione pubblica del rischio di contrarre un’infezione di natura zoonosica è cresciuta nei tempi recenti. Nella passata decade si è osservato un aumento delle malattie virali zoonosiche e trasmesse da vettore in varie parti del mondo. Le maggiori epidemie virali zoonosiche dell’ultima decade sono rappresentate da malattie emergenti o ri-emergenti come l’influenza aviaria, la SARS (Severe acute respiratory sindrome), il West-Nile virus, Ebola, il vaiolo dei primati, così come le meno evidenti e più insidiose malattie virali lente e prioniche. Sui 1400 patogeni umani documentati, il 64% è di origine zoonosica (ospiti vertebrati non umani). Virus e prioni rappresentano meno del 5% del totale dei patogeni umani. Tuttavia, tra le malattie emergenti e riemergenti, un numero elevato è sostenuto da RNA virus (37%). Alla famiglia degli RNA virus appartengono agenti che rappresentano più della metà delle zoonosi attuali. Una caratteristica della maggior parte dei patogeni virali zoonosici è che non sono facilmente trasmissibili da uomo a uomo, essendo quest’ultimo spesso un ospite “a fondo cieco”. La maggior parte delle zoonosi virali acute non persiste a lungo nella popolazione umana senza ripetute reintroduzioni del virus da par-

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te dell’ospite animale serbatoio (ad es., Ebola). Sia l’influenza aviaria (virus H5N1) che la SARS (Coronavirus, SARS-CoV) hanno origine zoonosica e la precoce identificazione e sorveglianza medico-veterinaria di queste infezioni, unita a quella medica, è un fattore chiave nella prevenzione delle epidemie. Una volta trasmesso dall’animale all’uomo, il virus della SARS si è adattato in modo da potersi trasmettere efficacemente anche da uomo a uomo. Il virus H5N1 non si è invece ancora dimostrato in grado di diffondere efficacemente tra le persone. La dinamica di popolazione e l’ecosistema dei due ospiti serbatoio naturali di questi due virus sono diversi. Mentre il virus SARS-CoV è stato probabilmente trasmesso all’uomo mediante il contatto originale con lo zibetto, i dati attuali suggeriscono che il principale ospite naturale concorrente è il chirottero Rinolofo di Mehely (Rhinolophus mehelyi), suggerendo un ecosistema complesso e probabilmente localizzato. Al contrario, l’ecosistema degli uccelli acquatici migratori che diffondono il virus H5N1 è vasto e coinvolge l’interazione di molte specie suscettibili. Tra gli RNA virus zoonosici, i Flavivirus come il West Nile virus (WNV), il Japanese encephalitis virus (JEV), il Virus della Dengue e della Febbre gialla sono trasmessi da moscerini o zanzare, e la dinamica di popolazione e la distribuzione stagionale di questi vettori ne influenza notevolmente l’epidemiologia. In Nord America le epidemie di WNV sono associate alla comparsa dell’infezione nel cavallo e negli uccelli, questi ultimi considerati ospiti amplificatori. Si tratta di una zoonosi emergente negli USA e ri-emergente in Europa. Il JEV si espande soprattutto in Australasia, il suo ciclo è mantenuto dagli uccelli acquatici e i suini sono ritenuti essere gli ospiti amplificatori principali. L’ospite

serbatoio della Dengue è la zanzara Aedes aegypti e sono probabilmente ospiti amplificanti altre specie di zanzare e le scimmie; l’infezione è riemersa a livello globale. Gli ospiti serbatoio della Febbre gialla sono invece i primati delle foreste tropicali in Africa e Sud America. I Filovirus Ebola e Marburg sono endemici in alcune regioni africane e il loro o-

spite naturale non è ancora stato definito. Tra le malattie virali emergenti, la maggior parte è di natura zoonosica, molte delle quali trasmesse dai pipistrelli (Nipah, Henrdra). Le zoonosi, conclude l’articolo, scavalcano le frontiere della medicina umana e veterinaria. L’identificazione, il controllo e la prevenzione delle malattie virali ri-emergenti non deve fondarsi

solo sui medici e sugli esperti di sanità pubblica, ma in maniera decisiva anche sui veterinari, esperti di animali ed ecologisti della fauna selvatica. L’identificazione precoce delle perturbazioni degli ecosistemi o di mortalità tra la fauna selvatica o gli animali domestici è di importanza critica per il controllo e la prevenzione futuri delle zoonosi. ■

La sperimentazione clinica umana si avvale degli ospedali veterinari Negli Stati Uniti cresce il numero delle cliniche veterinarie disposte a sperimentare sui propri pazienti i nuovi farmaci destinati all’uomo

a ricerca farmacologica umana coinvolge in maniera crescente gli ospedali veterinari americani. Negli Stati Uniti la sperimentazione clinica di farmaci innovativi destinati al trattamento del paziente umano viene oggi, in alcuni casi, effettuata su cani in cura presso cliniche veterinarie, soprattutto universitarie. In particolare, si sperimenta clinicamente il trattamento di nuovi farmaci antineoplastici che, nelle intenzioni, dovrebbero essere di beneficio sia per l’uomo sia per il cane arruolato nella sperimentazione. Stando a un articolo pubblicato sul New York Times del 24 novembre 2006, alcuni sostenitori della causa animale e alcuni proprietari plaudono alla possibilità di avere a disposizione gli ultimi ritrovati della ricerca farmacologica per la cura delle neoplasie animali. Sotto questa luce, la recente tendenza contribuirebbe a disegnare un nuovo ruolo dell’animale nella scienza, e il cane, a lungo utilizzato per la ricerca medica, da mero strumento diverrebbe fruitore dei progressi di quest’ultima. La maggior parte delle sperimentazioni sono sponsorizzate da aziende farmaceutiche e produttrici di attrezzature mediche. Il National Cancer Institute americano ha formato un consorzio di una dozzina di ospedali veterinari universitari disposti a condurre i test. Un gruppo nonprofit sviluppato da scienziati governativi e universitari studierà invece il DNA dei cani portatori di neoplasie per individuare i geni associati al cancro sia nel cane che nell’uomo. I farmaci per la sperimentazione sono forniti gratuitamente e, in alcuni casi, la casa farmaceutica si

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dice intenzionata a sviluppare la specialità veterinaria del farmaco testato. “Mentre aiutiamo i cani, questi ultimi ci forniscono informazioni spesso traslabili all’oncologia umana” commenta uno dei medici coinvolti nelle sperimentazioni. Con il passaggio di parte della sperimentazione di nuovi farmaci nelle mani dei veterinari, è lecito pensare che il rispetto dell’animale e del suo benessere divenga un aspetto primario, così come la possibilità di disporre di nuove cure per le malattie animali. Tuttavia, va obiettato, il cane non cessa di avere il ruolo di “animale da esperimento”. “La sperimentazione clinica sugli animali da affezione” commenta Massen-

zio Fornasier, Presidente SIVAL (Società Italiana Veterinari Animali da Laboratorio) “che sia per la registrazione di farmaci ad uso veterinario oppure ad uso umano, rimane un aspetto poco conosciuto dai veterinari. I trial clinici per la registrazione di farmaci veterinari sono sperimentazione a tutti gli effetti e sono richiesti per legge. Mi chiedo se la destinazione d’uso del farmaco (per l’uomo o per l’animale o per entrambi) sia una discriminante per decidere l’utilità della sperimentazione. Mi viene da pensare che non sia l’utente finale a discriminare, bensì la gravità della patologia a cui è diretta e il rapporto costo/beneficio”. ■

Artrocentesi coxofemorale nel cavallo Efficacia della tecnica ecoguidata l dolore coxofemorale è probabilmente sottostimato nel cavallo a causa delle difficoltà nella rilevazione di questo sintomo. La profondità dell’articolazione e la vicinanza del nervo sciatico rendono l’artrocentesi basata su punti di repere esterni difficile e potenzialmente rischiosa nei soggetti maturi. Uno studio ha valutato una tecnica di iniezione eco-guidata nell’articolazione coxofemorale nel cavallo in stazione. In nove cavalli maturi si penetravano sterilmente entrambe le articolazioni coxofemorali sotto guida ecografica in corrispondenza della porzione cranio-dorso-laterale, iniettando mezzo di contrasto sterile. Per localizzare la sede di iniezione, in ciascun soggetto si effettuava una radiografia ventrodorsale in stazione centrata sull’anca di ciascuna emipelvi. I cavalli venivano controllati per 10 giorni per evidenziare possibili complicazioni. L’iniezione intrarticolare era efficace in tutte le 18 articolazioni. La procedura era ben tollerata dai cavalli previo minimo contenimento. Il liquido sinoviale era ottenibile in 7/18 articolazioni. In 2/18 articolazioni si osservava una minima presenza di mezzo di contrasto periarticolare. Il tempo ecografico medio necessario per la localizzazione dell’articolazione, il posizionamento accurato dell’ago e l’iniezione era di 4,3 minuti. Non si osservavano complicazioni nei 10 giorni successivi. Gli autori concludono che l’artrocentesi coxofemorale ecoguidata è una tecnica accurata, affidabile e sicura nel cavallo, in grado di offrire una valutazione in tempo reale dell’introduzione dell’ago nel profondo e stretto spazio articolare coxofemorale. La metodica potrebbe quindi rivelarsi promettente per favorire la diagnosi di dolore e di artrite settica coxofemorale, nonché per la somministrazione di farmaci, in questa specie.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 DALLE ASSOCIAZIONI

Cavie e scimmie vittime dei loro “benefattori”

SIVAL, integralismo animalista: cui prodest? distanza di qualche mese dall’irruzione nello Stabulario di Farmacologia dell’Università di Milano, un’altra azione dimostrativa degli attivisti dell’ALF (Animal Liberation Front). Un’azione che per quanto riportato dalla stampa ha portato alla liberazione di 1000 topini e 25 scimmie da uno stabula-

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rio a nord di Milano. Ci sono alcune riflessioni che, al di là delle convinzioni morali di ognuno di noi sull’opportunità dell’utilizzo di animali a fini sperimentali, riguardano la sostanza dei fatti accaduti. I topi liberati (abbandonati) in un ambiente diverso da quello per loro consueto (uno stabulario bar-

rierato) finiranno per ammalarsi e moriranno perché colpiti da patogeni comunemente presenti nell’ambiente naturale che il loro organismo non riconosce. Moriranno di fame perché non hanno sviluppato l’attitudine a procurarsi autonomamente il cibo. Moriranno tra le zampe di predatori che si chiederanno il motivo di tanta ab-

bondanza. Moriranno sotto le ruote di un’automobile, abbagliati dalla luce dei fari. Chi ha aperto le gabbie delle scimmie non si può dire che le abbia liberate. Non ha potuto portarle via, forse non avrebbe saputo nemmeno come fare a maneggiarle. Le ha lasciate lì sapendo che sarebbero state ricatturate, senza preoccuparsi

dello stress che questo tipo di operazioni procura per la salute dell’animale. Le apparecchiature distrutte durante l’irruzione servivano per controllare lo stato di salute degli animali, del tutto simili a quelle che possiamo vedere in qualunque ambulatorio. Quale vantaggio hanno avuto gli animali da questa azione? Quale vantaggio avranno altri animali da questa azione? È del tutto evidente che in questa come in altre situazioni analoghe l’obiettivo non è tutelare gli animali, ma imporre le proprie idee con la violenza, al di fuori delle regole del vivere comune. Queste azioni devono essere condannate non tanto e non solo per il contenuto ma soprattutto per la logica che le sostiene. Il fondamentalismo ideologico, l’intolleranza, la minaccia e la violenza sono ciò che mina alle fondamenta la nostra cultura e la nostra società. È bene esserne consapevoli e prevederne le conseguenze per poter intervenire. Paesi come USA e UK, nei quali episodi di gravità anche maggiore si sono verificati, hanno adottato provvedimenti legislativi molto severi, riconoscendo l’estrema pericolosità sociale di queste azioni. Non possono esistere diritti senza doveri. Il diritto delle persone ad esprimere le proprie opinioni deve essere sempre accompagnato dal dovere di rispettare le regole, di cui la prima è il rispetto reciproco e il comportarsi in maniera responsabile nei confronti di problemi delicati e complessi, per i quali non esiste una soluzione semplice fatta di slogan. È notizia di questi giorni che uno dei teorici più appassionati dell’Animal Rightism, il filosofo Peter Singer, ha ammesso l’opportunità dell’utilizzo di primati a scopi sperimentali quando il valore della ricerca ne giustifica l’utilizzo. Questo tipo di problemi, la vita quotidiana lo insegna, si risolvono giorno per giorno, passo dopo passo, con applicazione e competenza, cercando il consenso e non alimentando il conflitto a ogni costo. (Il Consiglio Direttivo SIVAL)

SIVAL: rinnovato il sito web Il sito della Società Italiana Veterinari per Animali da laboratorio è stato completamente rinnovato. Da settembre 2006 è on line con una nuova veste grafica e nuovi contenuti. Arricchito della sezione “notizie”, il sito web della società (www.sivalnet.it) offre numerose novità ed informazioni per i soci. Dal sito è possibile scaricare i programmi delle iniziative, accedere al Forum SIVAL (sival-forum@sivalnet.it) per la discussione scientifica e consultare le sezioni “Normativa” e “Letture” dedicate agli animali da laboratorio.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 DALLE ASSOCIAZIONI

Veterinario Aziendale e BPA di Giacomo Tolasi

Parte il progetto pilota SIVAR artedì 21 Novembre a Palazzo Trecchi a Cremona, presenti una trentina di colleghi, si è tenuta la riunione di programmazione del progetto pilota Veterinario aziendale/Buone Pratiche Aziendali. Da un anno ormai si sta lavorando alla messa a punto di questo esperimento che si propone, in ottemperanza ai regolamenti comunitari, la messa a punto di un metodo che metta in grado l’azienda di dimostrare le procedure di autocontrollo. L’esperimento rappresenta una grossa novità su diversi fronti: il più importante è il coinvolgimento del libero professionista in materie che per tradizione non sono mai state considerate di sua pertinenza, la dimensione nazionale porterà ad una visione non parziale ma globale della situazione italiana, il metodo di coordinamento scelto, attraverso il WEB, è sicuramente, forse troppo, moderno. Proporre il libero professionista non più solo come il clinico della stalla, ma quale responsabile sanitario, costringe ad un salto di qualità, ad un cambio della forma mentis del veterinario. È un po’ una sfida che, se raccolta proietterà il pratico in una dimensione totalmente diversa da quella in cui si è trovato a lavorare fino adesso. Si tratta di un grosso sforzo che si deve fare, pena l’introduzione di altre figure professionali che aspettano solo di insinuarsi nel sistema al posto nostro. Al progetto hanno aderito più di 40 colleghi sparsi su tutto il territorio nazionale. Questo la dice lunga sull’interesse che la materia susci-

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SIVAR, gennario 2007 Nel mese di gennaio la SIVAR organizza due eventi di aggiornamento scientifico per i medici veterinari che si occupano di animali da reddito. Il primo sarà una giornata di approfondimento del gruppo di studio di podologia e il secondo, un convegno nazionale sulle malattie respiratorie dei bovini. Riportiamo di seguito alcune informazioni. 20 gennaio Giornata di approfondimento del Gruppo di Podologia Strutture, cow comfort e zoppie: parliamone con chi progetta e costruisce le stalle Relatori: Giuseppe Volta, Loris De Vecchis Sede: Cremona, Palazzo Trecchi 27 gennaio Convegno Nazionale Malattie respiratorie nel bovino Relatore: Fabio Del Piero Sede: Cremona, Palazzo Trecchi Al sito della società www.sivarnet.it sono disponibili i programmi i programmi scientifici delle due giornate. Per maggiori informazioni rivolgersi alla Segreteria SIVAR - Tel: 0372/40.35.39 E-mail: info@sivarnet.it

ta. Ognuno di questi si impegna a far partecipare all’esperimento una o due stalle. Si aprirà a breve sul sito della SIVAR una sezione riservata nella quale, previo inserimento della password, i partecipanti potranno entrare. Qui si avranno diverse opzioni: sarà avviato un forum dedicato dove si potranno discutere e

chiarire le problematiche che di sicuro nasceranno, sarà una sorta di riunione “on line”. Inoltre si potranno scaricare i format dei vari documenti necessari per il lavoro in azienda. Prima dell’inizio di tutto questo chi ha aderito compilerà una check list aziendale in modo da fare una fotografia della stalla al momento

zero. Questa dovrà essere rispedita a SIVAR in tempo reale, pena l’esclusione dal progetto. Il tutto per eliminare gli eventuali curiosi, chi cioè ha aderito superficialmente ma che non ha intenzione di collaborare seriamente. È prevista una durata di sei, otto mesi. Al termine l’obiettivo è duplice: avere dei dati importanti, vista

la dimensione del progetto, proporre eventualmente un modello di “veterinario aziendale” su basi consolidate e con un sistema collaudato. Le ambizioni sono notevoli, ma l’entusiasmo che trapelava nella riunione di apertura è stato altissimo, di conseguenza le aspettative sono notevoli. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 RECENSIONI

La veterinaria e i piccoli amici degli animali Realizzata una collana per ragazzi dedicata agli animali da compagnia patrocinata dall’ANMVI “La veterinaria e i piccoli amici degli animali” è la nuova collana per ragazzi, realizzata da Edizioni Sonda, tutta dedicata agli animali da compagnia. La serie avrà come protagonista di ciascun titolo un diverso animale da affezione; si parte con Il cane Balù e Rocky il pony. Attorno a loro una serie di personaggi protagonisti di ogni storia, prima fra tutti la veterinaria Mandy, sempre pronta a intervenire ogni volta che un animale è in pericolo e a dispensare preziosi consigli per il loro benessere. Sono i primi libri per ragazzi ad avere un ap-

proccio animalista, affiancato da una forza letteraria che l’autrice Margot Scheffold - riesce a dare ai testi, trattenendo il lettore sul filo dell’avventura. La serie si rivolge ad un pubblico tra i 7 e i 10 anni e ogni libro è diviso in tre parti: una di narrazione in cui si svolgono le vicende tra l’animale protagonista e i piccoli amici, la seconda dedicata ai consigli della veterinaria per la cura degli animali da compagnia e la terza dedicata al rapporto fra gli animali e noi, soprattutto per quelli che vivono in città. Per la realizzazione della serie, Sonda si è avvalsa della consulen-

za della Lav-lega Antivivisezione per ciò che attiene gli aspetti pedagogici del rapporto tra gli animali e noi. Ogni volume è patrocinato dall’ANMVI e contiene consigli utili per la salute degli animali e numerosi suggerimenti pratici per chi vuol prendersene cura. “Ho letto e revisionato con piacere - afferma il Segretario dell’ANMVI, Laura Torriani - i due primi libri della collana che mi sono subito sembrati molto interessanti per il profilo educativo verso il giovane pubblico cui sono dedicati. Ho apportato solo alcune piccole variazioni necessarie date le differenze nazio-

nali relative alla professione veterinaria che esistono tra Germania e Italia, ma l’impianto strutturale dei testi e il taglio giustamente didattico non necessitavano di alcuna modifica”. “Troppo spesso i libri di storie di animali per ragazzi o bambini - commenta la Torriani - sono eccessivamente lontani dalla realtà e invece di aver funzione educativa tendono a proporre un’immagine dell’animale alterata e favolistica o addirittura fumettistica. Nei libri di questa collana, al contrario, si è preferito dare un taglio “veritiero” e le descrizioni anche di

Il cane Balù Edizioni Sonda - pp. 176 € 9,50 - Margot Scheffold

Rocky il pony Edizioni Sonda - pp. 144 € 9,50 - Margot Scheffold patologie o situazioni di rischio reali possono solo far meglio comprendere ai giovani lettori il complesso mondo degli animali che convivono con noi”.

C’è una questione eutanasia per gli animali?

in fase di accreditamento

Società Federata ANMVI

XIII Congresso Multisala SIVE

26-28 Gennaio 2007 Zanhotel & Meeting Centergross Bologna - Italy R E L AT O R I I N V I TAT I ANESTESIA Bernd Driessen, DVM, Dipl ECVPT & ACVA New Bolton Center, University of Pennsylvania (USA)

PODOLOGIA Michael Wildenstein, CJF, FWCF (Hons), Farrier Instructor Cornell University, Ithaca, New York (USA)

MALATTIE INFETTIVE E PATOLOGIA Gianluca Autorino, Med Vet Istituto Zooprofilattico del Lazio, Roma (Italia)

RIPRODUZIONE Peter Daels, DVM, PhD, Dipl ACT, Dipl ECAR Equitechnic, Nouzilly (Francia)

Fabio Del Piero, DVM, PhD, Dipl. ACVP, Prof. UPenn New Bolton Center, University of Pennsylvania (USA) Fabrizio Passamonti, Med Vet, Università di Perugia (Italia)

Harald Sieme, Dr. Med. Vet., PD Niederschsisches Landgestt Celle (Germania) Mats H.T. Troedsson, DVM, PhD, DACT, DECAR, University of Florida (USA)

MEDICINA NON CONVENZIONALE Gayle W. Trotter, DVM MS Dipl ACVS - Millsap, Texas (USA)

SCIENZE COMPORTAMENTALI Patrick Pageat, DVM, MSc, PhD, Behaviourist Dipl FVS, Dipl ECVBM-CA Phérosynthèse Research Center, Le Rieu Neuf (Francia)

ORTOPEDIA Massimo Magri, Med Vet, Bergamo (Italia) Hans Wilderjans, Dipl. ECVS, Dierenkliniek De Bosdreef Dierenkliniek, Moerbeke Waas (Belgio)

26 Gennaio 2007 PRE-CONGRESS SIOCE (Società Italiana di Ortopedia e Chirurgia Equina) PRE-CONGRESS SIPE (Società Italiana di Podologia Equina) PRE-CONGRESS SIRE (Società Italiana di Riproduzione Equina) Per informazioni: Segreteria Congressuale SIVE (Elena Piccioni) - Tel. 0372 403502 - Fax 0372 457091 E-mail: info@sive.it - Web Site: www.sive.it Organizzato da

Eventi Veterinari

certificata ISO 9001:2000

Quella del distacco dall’animale domestico è un’esperienza dolorosa che coinvolge tanti italiani che hanno scelto, il più delle volte, un cane o un gatto come componente della famiglia. Una riflessione, ossia un approccio laico alla questione, è venuta da un veterinario, Stefano Cattinelli, che ha voluto mettere nero su bianco le sue esperienze di medico, per aiutare i colleghi ma anche i compagni di fido e fuffi a decidere che cosa fare quando ormai il destino dei piccoli amici è segnato, sia per malattia sia per vecchiaia. “Quella della morte è un’esperienza devastante nel rapporto fra uomo e animale spiega Cattinelli - ma il veterinario in questo caso può svolgere il ruolo di congiunzione fra i due’’. Un ruolo non facile. Secondo padre Giannotti bisogna stare attenti alla mentalità dell’usa e getta: “Una vita ha valore indipendentemente dai nostri bisogni - afferma il francescano - e un animale non è un oggetto da consumare. Gli animali spesso sono sfruttati dall’uomo per scaricare emotività, ma questi grandi amici vanno anche rispettati’’. Secondo Cattinelli ormai, ci sarebbe una certa tendenza alla ‘puntura facile’, mentre ce ne sarebbe veramente bisogno in un numero ridotto di casi. L’idea è quella di attendere il corso naturale della vita dell’animale e non accanirsi, anche ricorrendo a metodi alternativi come i fiori di Bach. Questo costituirebbe un modo per elaborare meglio il lutto, che non dovrebbe essere caricato di significati che non ha: “Se l’animale riempie altri vuoti emozionali - afferma il veterinario - come quello di un partner o di una famiglia che non c’è, oltre al vuoto dell’animale alla sua morte si aggiungerà anche quello che gli abbiamo chiesto di riempire’’. Spesso infatti è l’uomo a voler proiettare sull’animale i suoi bisogni affettivi. (ANSA) www.stefanocantinelli.it


laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006

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LETTERE AL DIRETTORE

I Veterinari per il WWF Caro Presidente Scotti, ci tenevo a ringraziarla personalmente per aver dato ospitalità al mio articolo “Un dono alla natura” sul numero 34/2006 della rivista Professione Veterinaria. Lo spazio dedicato all’articolo insieme all’annuncio pubblicitario sono per noi molto importanti ai fini di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a un tema così delicato e rilevante per la nostra associazione come la Campagna Lasciti. Intenti comuni ci legano all’ANMVI e questo ci ha permesso di siglare lo scorso anno un importante protocollo d’intesa per il monitoraggio sanitario degli animali esotici ospitati dai CRASE, Centri di recupero degli animali selvatici ed esotici del WWF e, dopo un lungo lavoro, quest’anno sono state pubblicate le Linee Guida per la Gestione Sanitaria dei centri di recupero Animali Selvatici ed Esotici e la cura e la riabilitazione degli animali rinvenuti in difficoltà”. Ci auguriamo una forte risposta da parte dei veterinari per poter ricevere gratuitamente il materiale informativo da esporre nei loro studi e che nel futuro si possano sviluppare altre collaborazioni con la vostra Associazione. Cordialmente, Fulco Pratesi, Presidente WWF Italia

Siamo noi ad essere onorati e anche fieri di aver dimostrato la generosità della Categoria che non è rimasta insensibile all’appello. Ci auguriamo che in tanti ambulatori venga diffusa la Campagna Lasciti del WWF Italia. Chi è interessato può ancora rivolgersi a <m.albanese@wwf.it> per ricevere il materiale informativo. Carlo Scotti, Presidente ANMVI

Buon futuro ENPAV! Cari Colleghi, dopo essermi ripreso, almeno parzialmente, dalla condizione “stuporosa” legata alla recente tornata elettorale per il rinnovo del c.di a. dell’ENPAV che mi ha visto prima candidato e quindi eletto in qualità di consigliere, ritengo doveroso, oltre che perfettamente in linea con la mia indole, rivolgervi un sentito ringraziamento per la fiducia che avete voluto accordarmi. Le 73 preferenze scaturite dall’ur-

na, ad appena un’incollatura da persone di grande caratura ed esperienza, sono per me motivo di grande soddisfazione personale e dimostrano, fatto ben più importante, che la componente libero professionale dei delegati ha saputo ritrovare, in un passaggio molto delicato per la vita dell’Ente, quell’unità d’intenti e quella condivisione degli obbiettivi che sono condizione indispensabile per proseguire quel “cammino virtuoso” che ereditiamo dal c.di a. uscente.

Un c.di a., non dimentichiamolo, che ha fatto dell’ENPAV, anche grazie ad uno staff tecnico particolarmente preparato, un vero punto di riferimento, non solo per la veterinaria, ma per tutte le professioni intellettuali. Il mio impegno, in questo ruolo sicuramente difficile, sarà quello di contribuire, per quanto nelle mie possibilità e con l’aiuto dei consiglieri “anziani”, ad instaurare un dialogo sempre più stretto e proficuo con l’assemblea dei delegati, da cui ricevere tutti i segnali e gli

stimoli per rendere il nostro Ente ancor più vicino ed al servizio dei propri iscritti, con particolare attenzione alle esigenze dei giovani veterinari, oggi particolarmente stressati dalla ricerca di sbocchi occupazionali e quindi poco propensi ad occuparsi di questioni previdenziali. Mi unisco pertanto a tutti coloro che in queste ore si rallegrano per il risultato della giornata elettorale e auguro di cuore: buon futuro ENPAV! Giovanni Cottignoli, Ravenna

“I cani felici, come le persone felici, tendono a non essere aggressivi” Jonathan Safran, scrittore


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laPROFESSIONE VETERINARIA 44/2006 CALENDARIO ATTIVITÀ Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON HILL’S

17 dic.

INCONTRO SIVAR IN COLLABORAZIONE CON ORDINE MEDICI VETERINARI DI CREMONA ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

20 gen.

23-26 gen.

INCONTRO SIRE

26 gen.

PRE-CONGRESS SIVE / SIOCE

26 gen.

PRE-CONGRESS SIVE / SIPE

26 gen.

INCONTRO SIDEV

27-28 gen.

CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SIVE

27-28 gen.

CONVEGNO SIVAR IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI CREMONA INCONTRO REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

27 gen.

28 gen.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA

28 gen.

CORSO SCIVAC

3-4 feb.

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON “ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI ALESSANDRIA” INCONTRO REGIONALE SCIVAC MOLISE

4 feb.

4 feb.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC FRIULI VEN.GIULIA

4 feb.

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON HILL’S

5-7 feb.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

7-10 feb.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA

11 feb.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE

11 feb.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

14-16 feb.

SEMINARIO SCIVAC

17-18 feb.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CALABRIA

18 feb.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC MARCHE

18 feb.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

22-24 feb.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TOSCANA

25 feb.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VENETO

25 feb.

SEMINARIO SCIVAC

25 feb.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

27 feb. 1 mar.

AGGIORNAMENTI DIAGNOSTICI E TERAPEUTICI SUL PRURITO ALLERGICO NEL CANE - Melià Roma Aurelia Antica, Roma - Via degli Aldobrandeschi 223 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it STRUTTURE, COW COMFORT E ZOPPIE: PARLIAMONE CON CHI PROGETTA E COSTRUISCE LE STALLE - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segr. e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI: III PARTE - CHIRURGIA DELL’APPARATO GENITO-URINARIO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CONGRESS SIRE - SOCIETÀ ITALIANA DI RIPRODUZIONE EQUINA - Bologna, Hotel & Meeting Centergross - Via Saliceto, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it PRE-CONGRESS SIOCE - SOCIETÀ ITALIANA DI ORTOPEDIA E CHIRURGIA EQUINA - Bologna, Hotel & Meeting Centergross - Via Saliceto, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it PRE-CONGRESS SIPE - SOCIETÀ ITALIANA DI PODOLOGIA EQUINA - Bologna, Hotel & Meeting Centergross - Via Saliceto, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it CORSO AVANZATO SIDEV DI IMMUNOLOGIA CUTANEA - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it 13 CONGRESSO MULTISALA SIVE - Bologna, Hotel & Meeting Centergross - Via Saliceto, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it MALATTIE RESPIRATORIE NEL BOVINO - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it LO SVILUPPO COMPORTAMENTALE DEL CUCCIOLO E DEL GATTINOE LA PREVENZIONE DI ALCUNE MALATTIE COMPORTAMENTALI - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it AGGIORNAMENTI IN RIPRODUZIONE NEL CANE E NEL GATTO - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LA RICERCA DOCUMENTARIA SULLE BANCHE DATI SPECIALIZZATE IN MEDICINA VETERINARIA: CAB E PUBMED - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it L’APPROCCIO CLINICO DI BASE DEGLI ANIMALI NON CONVENZIONALI - “Hote Al Mulino “ Alessandria Via Casale, 44 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it APPROCCIO CLINICOPATOLOGICO ALLE NEOPLASIE DEL SISTEMA ENDOCRINO NEL CANE E NEL GATTO - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it EPILESSIA E CONVULSIONI: APPROCCIO CLINICO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 19 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it MEDICINA INTERNA: IV PARTE - EMATOLOGIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - Email: info@scivac.it PRIMO INTERVENTO NELLE PATOLOGIE SPINALI DEL CANE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it QUANTI DETTAGLI CI SFUGGONO IN UNA RADIOGRAFIA ADDOMINALE? - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it 2° IT. NEUROLOGIA VETERINARIA: III PARTE - GLI ESAMI COLLATERALI IN NEUROLOGIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CAVITÀ TORACICA: COME USARE AL MEGLIO LE METODICHE DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI - Melià Roma Aurelia Antica, Roma - Via degli Aldobrandeschi 223 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Marketing e Pubblicità - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: monica.borghisani@evsrl.it APPROCCIO ALLE PIÙ COMUNI EMERGENZE VETERINARIE: COME SCEGLIERE TRA LE POSSIBILI ALTERNATIVE TERAPEUTICHE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CARDIOLOGIA: III PARTE - DIAGNOSI E TERAPIA DELLE ARITMIE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it MALATTIE EREDITARIE SCHELETRICHE NEGLI ANIMALI IN ACCRESCIMENTO - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it PRACTICE MANAGEMENT - Palace Hotel, Bari - Via Lombardi,13 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it ORTOPEDIA: IV PARTE - ESAME CLINICO ORTOPEDICO E PATOLOGIE ORTOPEDICHE E TRAUMATOLOGICHE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 12 dicembre 2006

SOLUZIONI

La terapia insulinica viene iniziata immediatamente con insulina rapida

Le ulcerazioni mucose squamose sono principalmente dovute a ripetute somministrazioni di dosi elevate di FANS.

Si reidrata il paziente nelle prime 4 ore e si rivaliuta la glicemia

La stimolazione simpatica esercita un’azione di inibizione sulla secrezione di bicarbonato gastrica e duodenale.

Si reidrata il paziente e si somministra una dose (0.5 UI/Kg) di insulina ad azione lenta rivalutandolo ogni 4 ore

QUIZ 1 Seminario SIVE, Valutazione dei casi di scarso rendimento - considerazioni generali: l’approccio di Zurigo, settembre 2005 Risposta corretta: b)

Gastrite ed ulcere gastriche si possono trovare nel 50-85% dei cavalli sportivi e da corsa a seconda della disciplina in cui sono impiegati.

In caso di chetoacidosi diabetica:

QUIZ 2 Risposta corretta: b) Incontro SIARMUV, ottobre 2005

Quale delle seguenti affermazioni non si applica alla sindrome di ulcera gastrica degli equini (EGUS)?


Non fare investimenti

a fondo perduto... scegli il Fondo Sanitario A.N.M.V.I. “Quest’anno il nostro Fondo ha rimborsato spese sanitarie per 521.000,00 euro a 3.500 Colleghi e familiari Le nostre coperture sono sempre leader in convenienza sul mercato delle assicurazioni sanitarie. Per questo il Fondo Sanitario ANMVI restituisce più di quel che chiede”. Pier Mario Piga - Presidente del CdA Sottoscrittore di Opzione Massima

Campagna iscrizioni 2007 ✔ Quote rateizzabili senza interessi fino a 9,5 euro al mese ✔ Copertura per tutta la famiglia del veterinario sottoscrittore ✔ Nessun limite di età né di numero familiari ✔ Quattro piani di copertura sanitaria ad ingresso graduabile ✔ Piano base di soli 115 euro ✔ Nessun vincolo pluriennale ✔ Possibilità di monitorare on line i propri rimborsi ✔ Personale dedicato per assistenza e consulenza continuative ✔ Newsletter di informazioni e aggiornamenti Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona - Tel 0372/40.35.36 - fondosanitario@anmvi.it - www.anmvi.it/fondo


Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 44  

Professione Veterinaria è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore