Issuu on Google+

PROFESSIONE

la VETERINARIA 412006

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

A.N.M.V.I.

Brevi UNIVERSITÀ E PRECARI Secondo il sottosegretario alla Salute, Gian Paolo Patta, il Governo dovrebbe porre “al centro della sua attività nel prossimo anno la modernizzazione del Paese e l’aumento degli investimenti nei settori della ricerca e dell’università”. Patta sollecita anche la piena attuazione del programma dell’Unione, costruendo “una maggiore tutela previdenziale per i lavoratori precari e una generale riduzione del precariato col superamento della Legge 30’’.

RIFORMA “Entro dicembre sarà varata la riforma delle professioni”. Lo assicura il Ministro Bersani in risposta alla Margherita che chiede di passare alla fase due del processo di liberalizzazioni mettendo mano al riordino giuridico degli Ordini. Il Ministro Mastella ha predisposto una seconda bozza di ddl ed ha allungato i tempi della concertazione con le organizzazioni professionali.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

FONDO SANITARIO ANMVI Il 1° dicembre i soci del Fondo Sanitario ANMVI sono convocati in Assemblea Ordinaria ed Elettiva presso la sede di Cremona. Quest’anno l’Assemblea è chiamata alla nomina del Consiglio di Amministrazione 2007 2009.

DIRETTIVA SERVIZI L’Europarlamento ha definitivamente licenziato la Direttiva Bolkstein sulla libertà di circolazione dei servizi nel mercato comunitario. Sono esclusi dal campo di applicazione tutti i servizi sanitari, pubblici e privati, e tutte le professioni disciplinate dalla Direttiva Zappalà, compresa la professione medico-veterinaria.

REACH In seconda lettura, la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha approvato un emendamento al Regolamento REACH sulle sostanze chimiche, in base al quale i test su animali dovranno essere abbandonati in tutti i casi in cui sono disponibili metodi senza animali, come la tossicogenomica, che consente di osservare il modo in cui una sostanza altera la funzione dei geni nella cellula umana, senza l’uso di animali. Il relatore è l’eurodeputato italiano Guido Sacconi.

ANAVIT Ha iniziato la sua attività a settembre l’Associazione Nazionale del Vitello a Carne Bianca che riunisce le maggiori aziende del settore con una produzione di circa 300 mila capi. L’Associazione ha sede a Brescia, il suo Presidente è Piero Savoldi.

www.vet.journal.it

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

L'ANMVI presenta un progetto-proposta

LEA Vet la medicina veterinaria di base

Il Presidente Scotti: chiediamo tavoli tecnici con tutti gli attori del sistema A PAG. 3 salute-animale

PLASMA Sarà presto regolamentata dal Ministero della Salute la circolazione di sangue ed emoderivati in medicina veterinaria. Lo ha annunciato la Direttrice generale Gaetana Ferri al convegno dell’ANMVI del 7 novembre. Un gruppo di esperti è già al lavoro per la stesura di un regolamento.

Anno 3, numero 41 dal 20 al 26 novembre 2006

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

La Lombardia “congela” l’Istituto Zooprofilattico di Brescia n gruppo di dirigenti dell’IZS della Lombardia e dell’Emilia Romagna di Brescia ha diramato il 16 novembre un comunicato sul commissariamento dell’Istituto, deliberato due giorni prima dalla Giunta Formigoni: “La mancanza della figura perfetta del rappresentante legale - afferma il comunicato - va a limitare l’operatività dell’ente al solo esercizio delle attività di ordinaria amministrazione nonché agli atti essenziali ed indifferibili proprio nel momento in cui si rende necessaria una programmazione a medio e lungo termine su attività fondamentali per la collettività in particolare la sicurezza alimentare e la tutela sanitaria nell’ambito della filiera agro-alimentare”. L’istituto Zooprofilattico di Brescia conta 550 dipendenti su un centinaio dirigenti (80 veterinari, 20 biologi e 10 chimici) e rappresenta la punta di diamante nella rete dei 10 istituti zooprofilattici nazionali. I dirigenti che hanno firmato il comunicato si dicono “fortemente preoccupati per il futuro anche per quanto concerne possibili scelte di assetti gestionali territoriali dell’istituto stesso che potrebbero mettere in pericolo l’unitarietà del nostro ente, con pesanti ripercussioni sui servizi e sulle garanzie che quotidianamente vengono forniti”. Nel chiedere “un impegno serio e concreto” da parte di forze politiche regioni e ministero i dirigenti esprimono la preoccupazione che un organismo di otto componenti non possa garantire l’efficienza assicurata dal direttore generale e chiedono di individuare in “in tempi brevi” il nuovo vertice operativo. Il dettaglio della situazione viene fotografato dal giornale locale Brescia Oggi al quale attingiamo per le informazioni che qui riportiamo mentre l’ANMVI ha avviato contatti parlamentari per valutare interrogazioni ed interpellanze urgenti al Ministro della Salute. L’ente che da 85 anni è considerato fiore all’occhiello della scienza applicata al settore zootecnico e alla vigilanza alimentare dall’altro giorno è privo di direttore generale e consiglio di amministrazione. La sua guida è affidata ora un organismo collegiale formato da 8 persone: l’ex direttore Ezio Lodetti e i componenti del Cda ormai decaduto: l’ex presidente Giovanni Paganelli e i consiglieri Franco Ricci e Gianluca Fantoni per l’Emilia Romagna, Luca Magli, Gian Paolo Mantelli e Giovanni Rossi per la Lombardia, il bresciano Roberto Gentili in rappresentanza del Ministero. La nomina del commissario collegiale arriva dopo un lungo e inconcludente braccio di ferro fra Lombardia ed Emilia Romagna attorno alla composizione del nuovo vertice, posto che quello vecchio è decaduto il 30 settembre scorso e che la proroga di 45 giorni è spirata il 14 novembre senza che i due enti trovassero un accordo. L’Emilia Romagna (regione rossa) rivendica il ruolo di direttore, ma la Lombardia (regione polista) a cui spetta di diritto la firma del relativo decreto non si sta. Il cambio di maggioranza intervenuto nel Governo nazionale potrebbe mutare gli equilibri politici dentro il futuribile Cda. E così l’Ente di via Bianchi è finito su un pericoloso binario morto. Nei giorni scorsi, in un clima concitato, da Milano è arrivato prima un decreto che nominava un commissario a tre teste (Lodetti, Paganelli e Gentili) poi uno a otto teste (affiancando ai primi tre gli altri cinque ex consiglieri). Il nuovo organismo può restare in carica fino a 90 giorni: un tempo sufficiente per sbloccare la situazione. O per aggravare l’impasse. Lo spettro di uno sdoppiamento dell’Istituto con relativo depotenziamento è più che mai concreto.

U

Il pubblico nella sala del Cenacolo (Palazzo Valdina, Camera dei Deputati) alla Tavola Rotonda dell’8 novembre.

PIÙ ANZIANI, PIÙ ANIMALI, PIÙ GATTI In questi giorni tutti i quotidiani, giornaliradio e telegionali hanno dato ampio spazio al rapporto ISTAT sulla popolazione italiana. Siamo arrivati quasi a 59 milioni di abitanti (58.751.711), valore in crescita ma solo grazie agli immigrati. Dal 2004 a fine 2005 la popolazione è aumentata di 289.335 unità. Se non ci fossero gli immigrati in Italia avremmo sempre meno abitanti visto che il tasso di fecondità, 1,32 figli per donna, è uno dei più bassi a livello mondiale. L'aspettativa di vita si è ancora allungata arrivando a 77,2 anni per gli uomini e 82,8 per le donne. Questi dati significano che in prospettiva avremo forse un contenimento della popolazione ma certamente un numero di anziani sempre più elevato. Secondo tutte le indagini svolte gli anziani sono i maggiori proprietari di animali da compagnia proprio perché, molto spesso, l'animale è l'unica compagnia, e normalmente sono anche quelli che hanno più attenzione verso la loro salute ed il loro benessere. Indipendentemente dalle loro possibilità economiche i proprietari anziani sono quelli più disposti a spendere per il loro animale e quindi

anche i migliori clienti per il veterinario. Se vediamo i dati espressi negli USA, o per restare in Europa, in Francia, Germania o GranBretagna, questa tendenza è molto evidente ed il connubio animale anziano e proprietario anziano è molto diffuso richiedendo ai veterinari una particolare attenzione verso questa clientela per le specifiche esigenze che normalmente esprime. Proprietario anziano significa anche spesso una scelta di animale da compagnia che nel tempo si sta allontanando dal cane preferendogli invece il gatto. I motivi sono semplici ed evidenti. Anche se il cane forse sarebbe meglio, costringendo il proprietario anziano ad un regolare movimento e ad una forzata socializzazione, spesso le difficoltà di gestione che richiede oggi, portano a scelte diverse che di solito si orientano sul gatto, animale molto più autonomo e casalingo. In Italia ci sono 7,5 milioni di gatti e 7 di cani, il numero dei gatti è in continua ascesa, ma in GranBretagna, più avanti di noi in questa evoluzione sociale, ci sono circa 6,8 milioni di cani e ben 9,8 di gatti. ■

vet.journal - aggiornamento scientifico permanente on-line


3

laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006 ATTUALITÀ

Tavola rotonda a Roma l'8 novembre

LEA Vet: la veterinaria privata entri a pieno titolo nel sistema salute-animale Il progetto-proposta sposa finalità pubbliche e sociali con la valorizzazione delle strutture veterinarie private ’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani ha presentato un progettoproposta denominato LEA Vet volto a consolidare il ruolo sanitario del medico veterinario privato nel sistema-sanità animale e nella società. La proposta tende all’innalzamento della considerazione pubblica del Medico Veterinario per animali da compagnia ed all’attribuzione di un riconoscimento del suo ruolo medico-sanitario per la collettività, attraverso l’organizzazione di una medicina veterinaria di base. La proposta suggerisce quindi di avocare alle strutture veterinarie prestazioni di base su due livelli: 1) per i cani e gatti senza proprietario; 2) per i 14 milioni e mezzo di animali tradizionali da compagnia (cani e gatti) presenti nel 41% delle famiglie italiane. L’elaborazione della proposta parte dalle annose criticità del primo livello (randagismo) e dalle carenze del secondo (insufficiente applicazione delle norme sulla proprietà di cani e gatti) che ostacolano il diffondersi di una autentica cultura del possesso responsabile, della prevenzione veterinaria e delle cure di base per la salute ed il benessere animale. I principali ostacoli, come vogliono dimostrare le relazioni dei dottori Scotti e Torriani qui sintetizzate, ancor prima di risiedere nella disponibilità delle risorse economiche - pubbliche o private - sono dati dall’assenza di fondamenti organizzativi e di uniforme applicazione delle leggi sul territorio nazionale. Prima di ogni valutazione finanziaria del progetto, vanno risolte numerose lacune nella gestione organizzata degli animali senza proprietario e nell’attuazione di norme elementari del possesso responsabile come l’identificazione animale. Le prestazioni della medicina veterinaria di base Occorre individuare le prestazioni

L

riconducibili ad una medicina veterinaria di base. Alcune prestazioni di base sono richieste tanto per l’animale non di proprietà (LIVELLO 1) quanto per l’animale di proprietà (LIVELLO 2). Si tratta, per alcune delle prestazioni sotto elencate, di prestazioni da eseguirsi una sola volta sull’animale nell’arco della sua vita. La medicina veterinaria di base potrebbe ricomprendere: a) prestazioni veterinarie richieste dalle norme di legge: identificazione elettronica, iscrizione in anagrafe, rilascio del passaporto europeo (Reg. CE 998/2003), b) prestazioni veterinarie legate ad obiettivi di prevenzione (es. zoonosi), salute e benessere animale, sanità pubblica: profilassi vaccinale (e.g. parvovirosi, cimurro, leptospirosi, rabbia, calicivirosi, rinotracheite infettiva, ecc.), diagnostica (e.g. esami coprologici), trattamenti antiparassitari. controllo/prevenzione delle nascite (sterilizzazioni: orchiectomia, ovariectomia, ovarioisterectomia). Dovrebbero auspicabilmente rientrare nella medicina di base anche prestazioni di tipo informativo-educativo collegate a quelle di legge e di tipo clinico per la divulgazione di principi di corretta convivenza uomo-animale. Quanto detto assume particolare rilievo, ad esempio, ai fini della tutela dell’incolumità pubblica nell’ambito della prevenzione dei fenomeni di aggressività canina. La mutua degli animali? No!! “LEA Vet” non vuole essere un progetto di “mutua degli animali”. Non si tratta di aprire presidi o ambulatori pubblici né di far entrare nelle strutture del SSN il paziente animale. Il ricorso alle strutture veterinarie private capillarmente presenti sul territorio cancella da un facile immaginario l’idea anacronistica del veterinario della mutua.

Cosa vuol dire “LEA Vet”? Con “LEA Vet” l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani si riferisce ad un progetto-proposta per l’erogazione di prestazioni di medicina veterinaria di base per il cane e il gatto su due livelli: • LIVELLO 1. L’animale (cane e gatto) non di proprietà • LIVELLO 2. L’animale (cane e gatto) di proprietà Il richiamo ai LEA - i livelli essenziali di assistenza del nostro sistema sanitario nazionale - vuole portare l’attenzione della collettività sul valore sanitario e sociale della medicina e della prevenzione veterinaria di base. Sono infatti considerabili “livelli essenziali di assistenza veterinaria” quelle prestazioni di medicina veterinaria “di base”, richieste dal Legislatore, dalle Autorità Competenti e dalla Collettività. Esse agiscono su: a) rapporto che intercorre tra randagismo- sanità- ambiente-società (LIVELLO 1); b) controllo sanitario dell’interazione uomo-animale (es. zoonosi) (LIVELLO 2) “Tutti gli ambulatori, cliniche, ospedali veterinari privati presenti sul territorio nazionale (6500) entrerebbero a pieno titolo nel progetto LEA Vet- ha dichiarato il Presidente dell’ANMVI Carlo Scotti (foto) - nessun ambulatorio viene escluso. Viene quindi valorizzata una risorsa già capillarmente presente su tutto il territorio nazionale, con professionalità già esistenti, senza aggravi di costi per lo Stato, ma anzi consentendo notevoli risparmi”. Entrambi i livelli, 1 e 2, richiedono oggi che il veterinario privato giochi un ruolo di primo piano. Non è più differibile il coinvolgimento sistematico, coordinato e organizzato dei medici veterinari privati nel sistema salute-animale. È anche incongruo e deprecabile sprecare un patrimonio di competenze (e di strutture) distribuito su tutto il territorio nazionale mentre appare poco lungimirante non coinvolgere nel campo della sanità pubblica questi professionisti. Nel nostro Paese sono presenti circa 6.500 strutture sanitarie autorizzate, rispondenti ai requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi per l’erogazione delle prestazioni veterinarie. Tale coinvolgimento non si è ancora perfezionato. Occorre quindi consolidare la consapevolezza che le strutture veterinarie private non sono solo soggetti che agiscono nel libero mercato dei servizi professionali, ma soggetti che operano anche per il soddisfacimento di obiettivi di sanità animale e di sanità pubblica. Peraltro, per il tipo di prestazione e di servizio quotidiano che essi svolgono, possono definirsi vere e proprie sentinelle sanitarie sul campo mentre il contatto con l’utenza rappresenta di fatto il compito di educazione sanitaria e di contatto con il cittadino che, diversamente, riesce difficile attuare senza il dispendio di preziose energie pubbliche. Il patrimonio di dotazione tecnico - strumentale e di professionalità clinica presente nella veterinaria privata non viene così utilizzato, mentre potrebbe essere opportunamente messo al servizio di tutta la popolazione animale, delle pubbliche amministrazioni, dei proprietari/detentori e della collettività. Le strutture veterinarie private autorizzate, giova qui sottolinearlo, svolgono un ruolo essenzialmente erogatore, a differenza dei soggetti delle pubbliche amministrazioni il cui ruolo è regolatore. Nelle azioni riconducibili al LIVELLO 1 (animali non di proprietà) le AASSLL - nell’assolvimento dei loro compiti istituzionali di enti regolatori possono avvantaggiarsi- logisticamente ed economicamente - del ruolo erogatore proprio delle strutture private. Nelle azioni riconducibili al LIVELLO 2. (animali di proprietà) le strutture veterinarie private non possono che rappresentare la sede naturale per l’erogazione di prestazioni di medicina veterinaria di base. È auspicabile un piano di coordinamento e di valorizzazione di tutti gli attori del sistema salute-animale. Alle norme nazionali e di carattere generale non corrispondono attuazioni o recepimenti uniformi sul piano territoriale. È la disomogeneità d’intervento - quando non la disorganizzazione a caratterizzarne l’applicazione, unitamente allo scollamento di azione fra tutti i soggetti preposti: AASSLL, Ordini Provinciali, medici veterinari privati, Amministrazioni locali (Regioni, Provincie e Comuni). La casistica sul territorio nazionale di progetti di lotta al randagismo come di incentivazione del possesso di animali di proprietà - a causa di tale mancanza di coordinamento - sfiora l’aneddotica per inefficienza, improvvisazione, incompetenza, cattiva sanità animale e spreco di risorse economiche. Studi tecnici di fattibilità e di sostenibilità. I “LEA Vet” partono da premesse condivise, per quanto attiene il LIVELLO 1 (gli animali non di proprietà), e formalmente consegnate al Ministero della Salute dal Gruppo Tecnico Randagismo nel 2004. I “LEA Vet” per gli animali di proprietà si inseriscono in una prospettiva di innalzamento della considerazione pubblica dell’animale da compagnia, elevato a gradi di tutela normativa e di significato sociale sempre crescenti. A questa maggior considerazione sul piano dei diritti, l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani ritiene che debba corrispondere una adeguata politica della salute e del benessere animale che riconosca, in concreto, fra i diritti del cane e del gatto il diritto alla salute. Alla luce di quanto detto, il progetto-proposta qui delineato “LEA Vet” La medicina veterinaria di base vuole essere un invito a tutti gli attori del sistema- salute animale a proseguire sui percorsi intrapresi e a condividere studi tecnici di fattibilità e di sostenibilità.

Le strutture private come “cinghia di trasmissione”

La tavola rotonda LEA Vet - La medicina veterinaria di base - si è svolta presso la sede parlamentare di Palazzo Valdina l’8 novembre scorso alla presenza di numerose rappresentanze professionali. Alle relazioni del Presidente ANMVI e del Segretario dell’Associazione, Laura Torriani, sono seguiti gli interventi dei Colleghi parlamentari Gianni Mancuso (a destra) e Rodolfo Viola (a sinistra), del Presidente della LAV Gianluca Felicetti e della Presidente dell’Ordine dei Veterinari di Roma, Donatella Loni. Per il Ministero della Salute sono intervenuti il capo Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria Romano Marabelli e il Prof. Sergio Papalia del Ministero della Salute. La registrazione filmata della Tavola Rotonda a cura di Giofil è disponibile on line al sito www.anmvi.it

“Mi aggancio a quanto ho ascoltato e lo condivido pienamente”. Alla tavola rotonda sui LEAVet Romano Marabelli (foto), Capo del Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria, della Nutrizione e della Sicurezza degli Alimenti, ha portato i saluti del Sottosegretario Patta e l’attenzione del Ministero della Salute al progetto proposto dall’ANMVI. “Si conferma - ha detto Marabelli - che la veterinaria libero-professionale è parte integrante del sistema e che affidare degli incarichi alle strutture private significa chiedere una partecipazione globale al sistema-sicurezza, anche come osservatorio epidemiologico, come cinghia di trasmissione. Tutto questo deve essere governato e deve avere delle risorse. È necessaria una compartecipazione globale agli obiettivi di sanità pubblica e di riduzione dei costi. Se c’è un indirizzo politico e un indirizzo condiviso fra tutti gli attori, allora bisognerà stabilire le risorse della parte pubblica e quelle integrative da parte dei privati e delle amministrazioni locali. Occorre anche una organizzazione dei servizi e avere dei servizi veterinari adeguati agli indirizzi che vengono dalle Regioni, oggi non è così e ci sono elementi di arretramento preoccupanti in alcune Regioni. Su questo c’è l’attenzione del Ministro e del Sottosegretario”.


4

laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006 ATTUALITÀ

Si parla di una rete di strutture private, autorizzate - quindi in regola con i requisiti minimi strutturali e in moltissimi casi attrezzate per prestazioni di alta qualità- da organizzare secondo un piano di coordinamento con l’Autorità pubblica, i Servizi Veterinari e l’Ordine competente (accredito/convenzione). Quanto costa la medicina di base? Qualunque stima di costo delle prestazioni di medicina veterinaria di base non può che essere presuntiva: non disponiamo di statistiche precise sul numero di cani e gatti di proprietà e non di proprietà. Dobbiamo attenerci a cifre, anche di fonte ufficiale, ma non esatte o complete. Le stime economiche avanzate da più sedi sono gioco-forza discordanti: proposte di legge in Parlamento per l’istituzione di un servizio veterinario mutualistico stimano in 5 milioni di euro annui la spesa a carico dello Stato, ma non dettagliano le prestazioni. Stime limitate a identificazione e sterilizzazione calcolano costi anche molto più elevati. Ciò che può essere considerato come unico valore di partenza, disponibile ed attendibile, è dunque il costo unitario dell’erogazione del “pacchetto” completo di prestazioni di medicina veterinaria di base, precedentemente individuato. a) le prestazioni veterinarie richieste dalle norme di legge: identificazione elettronica, iscrizione in anagrafe, rilascio del passaporto europeo (Reg. CE 998/ 2003), hanno oggi un costo variabile da Regione a Regione (diverse tariffe regionali, tariffe prefissate per il veterinario privato, libera determinazione) che andrebbe opportunamente uniformato. b) le prestazioni veterinarie le-

gate ad obiettivi di prevenzione, salute e benessere animale e di sanità pubblica, possono essere valutate sulla base delle tariffe deontologiche e di riferimento individuate dalla FNOVI, sulla base del disciplinare redatto dal Consiglio Superiore di Sanità. La questione del finanziamento Le formule di accredito o convenzione possono essere definite su base territoriale (Regioni, Provincie e Comuni,) purché secondo criteri e principi uniformi, che coordino fra loro tutti gli attori del sistema salute animale: istituzioni ed enti pubblici, ordini provinciali, medici veterinari privati, associazioni animaliste e di volontariato (Livello 1). Per il Livello 2 vale anche l’ipotesi di creazione di un Fondo di solidarietà nazionale Cane e Gatto, diversamente valutabile a seconda che le prestazioni di medicina veterinaria di base vengano riconosciute a tutti i proprietari, oppure (per criterio prioritario o di gradualità) solo a determinate fasce di cittadini deboli sulla base di un ticket. Detto Fondo potrebbe alimentarsi sulla base di stanziamenti pubblici, contributi di privati cittadini proprietari non ricompresi nelle fasce socialmente deboli. Il Fondo potrebbe inoltre alimentarsi con le sanzioni pecuniarie derivanti da violazioni di legge (ad esempio in relazione alla 189 contro i maltrattamenti e l’abbandono o con l’introduzione di un sistema sanzionatorio a carico dei proprietari che non si fanno carico entro un prestabilito termine dall’acquisto o dall’adozione del cucciolo di provvedere alla sua identificazione). Le proposte di legge in Parlamento suggeriscono - stimata la spesa- la “corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bi-

Farmina Pet Food azienda produttrice di alimenti per cani e gatti

Ricerca e seleziona su tutto il territorio nazionale per zone libere personale in grado di svolgere informazione tecnica presso le strutture veterinarie. Info e invio curriculum: Tel. 0818236000 Fax 0815122135 info@farmina.it

lancio triennale 2005-2007, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente “Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2005, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della salute.” Passi avanti: le deduzioni fiscali e l’esenzione IVA Le prestazioni della medicina veterinaria di base sugli animali di proprietà, incluse le eventuali sterilizzazioni, per il loro impatto positivo sulla collettività possono aspirare ad una decisa defiscalizzazione: attraverso l’esenzione o l’abbattimento dell’IVA (oggi al 20% su tutte le prestazioni veterinarie indipendentemente dai loro risvolti di sanità pubblica e di prevenzione), oppure attraverso la deducibilità fiscale, ossia rendendo le prestazioni della medicina veterinaria di base interamente recuperabili (ciò mantenendo salvaguardate le ulteriori previsioni di detraibilità a favore di spese veterinarie al di fuori del livello essenziale di base, secondo i limiti già individuati dal Fisco). ■

Strutture a costo zero: il primo grande vantaggio Il ricorso alle strutture veterinarie private autorizzate ai sensi di legge è di per sé un vantaggio per la collettività: rappresenta un patrimonio di dotazione tecnica e di professionalità già acquisiti. L’impiego di risorse economico-finanziarie pubbliche per la realizzazione di ambulatori, cliniche od ospedali pubblici, con investimenti in attrezzature e personale medico veterinario per l’erogazione di prestazioni su animali di proprietà è da escludere categoricamente. Non rientra nelle finalità del Pubblico l’erogazione di prestazioni veterinarie su animali di proprietà e senza dubbio comporta difficoltà organizzative e di gestione. Le Pubbliche amministrazioni (Regioni, Provincie Comuni) potrebbero invece avvalersi di una rete di strutture veterinarie private di riferimento, individuate sul territorio con la collaborazione degli Ordini Veterinari Provinciali e delle Autorità competenti al rilascio dell’autorizzazione. Il primo strumento di finanziamento è quindi da individuarsi, in via di principio, in un virtuoso impiego di risorse finanziarie pubbliche, evitando investimenti inutili e favorendo quelli che garantiscono un ritorno in termini di risparmio della spesa pubblica. Il secondo strumento è dato dal recupero a medio termine dei costi di cui si grava la collettività per il fenomeno del “randagismo di ritorno”, ovvero l’abbandono conseguente alla mancanza di responsabilizzazione del proprietario o allo smarrimento di animali non più ricondotti al proprietario (anche in ragione di carenze nel sistema anagrafe). Finanziare le adozioni o sostenere un livello essenziale di assistenza veterinaria costa meno alla Pubblica Amministrazione che mantenere un cane (randagio o randagio di ritorno). Il costo di mantenimento di un cane nei ricoveri è di circa 1000 euro all’anno. Si stima che la spesa proiettata su scala nazionale sia di 45 milioni di euro per anno.

“LEAVet” LIVELLO 1 - l’animale (cane e gatto) non di proprietà

di Laura Torriani Segretario ANMVI

RIPARTO DEL FINANZIAMENTO LEGGE 281/1991 - ANNO 2005 Fondo da ripartire tra le Regioni e le Provincie Autonome per la realizzazione di interventi in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo, nonché interventi specifici di tipo sanitario e strutturale per la prevenzione e la lotta al randagismo Somma complessiva impegnata: € 4.271.578,00

Il fenomeno del randagismo (canino e felino) - che investe la problematica della gestione pubblica dei rifugi/canili e la gestione ambientale delle aree interessate dalla presenza di animali non di proprietà, presenta risvolti sanitari, economici, ambientali e sociali. È pertanto un livello di evidente interesse pubblico. La presenza di animali di proprietà assume rilievo per il Livello LEA Vet 1, in relazione alla prevenzione del fenomeno dell’abbandono e del “randagismo di ritorno”, al corretto rapporto uomoanimale-società (prevenzione dell’aggressività canina e tutela dell’incolumità pubblica), all’incentivazione delle adozioni dai canili, intesa anche come strategia di sgravio economico per le amministrazioni. Molto di quanto qui esposto e suggerito si riconosce nei principi, nelle proposte e negli obiettivi contenuti del documento finale licenziato dal Gruppo Tecnico randagismo istituito presso il Ministero della Salute, che ha visto il concorso e l’apporto di contributi condivisi di tutti i soggetti coinvolti e del quale hanno fatto parte, per l’ANMVI, la dottoressa Laura Torriani e il Dottor Raimondo Colangeli. Il Livello “LEA Vet” 1 (medicina di base sugli animali non di

PIEMONTE

405.564,47

ABRUZZO

104.827,15

BASILICATA

43.164,76

BOLZANO

22.045,59

CALABRIA

243.424,70

CAMPANIA

332.816,07

EMILIA ROMAGNA

393.558,22

FRIULI VENEZIA GIULIA LAZIO

74.615,80 322.672,20

LIGURIA

158.211,03

LOMBARDIA

447.747,50

MARCHE

144.188,14

MOLISE

50.767,24

PUGLIA

342.147,84

SARDEGNA

141.708,48

SICILIA

304.559,11

TOSCANA

292.302,74

TRENTO

24.045,52

UMBRIA

144.994,27

VALLE D’AOSTA VENETO

10.481,50 267.736,17

(fonte: Ministero della Salute - riparto del 6 dicembre 2005 non ancora deliberato il riparto 2006)

proprietà) - si basa sul raggiungimento dei seguenti obiettivi: a) IL CONSOLIDAMENTO DELL’IMPIANTO NORMATIVO ESISTENTE b) L’INDIVIDUAZIONE E L’UTILIZZO RAZIONALE DELLE RISORSE ECONOMICO-FINANZIARIE c) LA PIANIFICAZIONE E L’ARMONIZZAZIONE E DEGLI INTERVENTI d) LA SISTEMATICA INTEGRAZIONE DELLE STRUTTURE VETERINARIE PRIVATE

e) LE PRESTAZIONI MEDICO-VETERINARIE DI BASE f) I COSTI DELLA MEDICINA VETERINARIA DI BASE PER ANIMALI NON DI PROPRIETÀ IL CONSOLIDAMENTO DELL’IMPIANTO NORMATIVO ESISTENTE Il complesso delle norme in materia di animali d’affezione e randagismo è a tutt’oggi applicato ed attuato in maniera frammentaria e incompleta. La norma generale di partenza si disperde, si


5

laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006 ATTUALITÀ parcellizza e si vanifica in sede periferica. La legge 14 agosto 1991, n. 281 “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo” non risulta, a 15 anni dalla sua emanazione, applicata in maniera uniforme in tutto il territorio nazionale. In alcuni casi la sua attuazione è tanto recente da risultare tardiva. Ad integrare ed aggiornare l’impianto normativo della L. 281/91 è intervenuto l’ Accordo del 6 febbraio 2003 tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano in materia di benessere degli animali da compagnia e pet therapy, che tuttavia non è stato ancora recepito da tutte le Regioni. Il rapporto uomo-animale-società viene inoltre diversamente regolamentato da Regione a Regione e talvolta conosce differenze di prospettiva all’interno di una stessa Regione (es. regolamenti comunali e provinciali incoerenti fra loro e/o con la norma regionale). L’assenza di una incisiva campagna di educazione alla responsabilizzazione del possesso di un animale da compagnia, nonché di un complessivo sistema sanzionatorio vanifica le azioni di controllo della consistenza della popolazione animale, l’obbligo di registrazione in anagrafe, la prevenzione del fenomeno dell’abbandono (Legge 189/2004) e quindi del “randagismo di ritorno”. È dunque auspicabile l’adozione di criteri guida nazionali, ispirati alle norme generali nazionali, da attuarsi uniformemente sul territorio, agevolando e incentivando l’adozione di modalità regolamentari omogenee. Altrettanto auspicabile, accanto

all’armonizzazione delle norme, è l’adozione di piani coordinati di attuazione e di intervento fra tutti i livelli coinvolti (Ministero della Salute, Regioni, Provincie e Comuni) uniformi a livello dell’organizzazione e dell’operatività sul campo. L’INDIVIDUAZIONE E L’UTILIZZO RAZIONALE DELLE RISORSE DISPONIBILI Le risorse economico-finanziarie pubbliche a disposizione sono limitate, ma è tuttavia nella loro gestione che si ravvisano le principali criticità. I criteri con i quali attualmente il Ministero della Salute, come stabilito di concerto con il Ministero del Tesoro, ripartisce i fondi alle Regioni e Provincie Autonome sono opinabilmente legati alla consistenza numerica dei cani e dei gatti randagi e di proprietà presenti nel territorio in rapporto alla popolazione umana. Alle risorse dell’amministrazione centrale, si affiancano le risorse diversamente messe in campo dalle amministrazioni locali, regionali, provinciali e comunali. L’utilizzo di queste risorse è talvolta risultato scarsamente pianificato e coordinato. Ne sono derivate esperienze di gestione occasionale, estemporanea, non esenti da inclinazioni demagogiche. La conseguenza più evidente è la dispersione delle risorse. Risorse malspese, dunque, ma anche mal destinate: secondo quanto rilevato dal Gruppo Tecnico ministeriale Randagismo le somme ripartite non vengono quasi mai destinate in via prioritaria all’erogazione di prestazioni di base sui randagi: anagrafe e sterilizzazione. È più frequente assistere ad investimenti incontrollati nei canili o in strutture sanitarie i-

nutilizzate o inutilizzabili (es. strutture sanitarie mobili non autorizzabili ai sensi di legge). Né si è favorita la prevenzione del randagismo: all’aumento dei fondi, incrementati con le risorse messe a disposizioni dalle Regioni e dalle amministrazioni locali, non si è avuta alcuna significativa incidenza sul controllo delle nascite e sul “randagismo di ritorno” causato dagli abbandoni. LA PIANIFICAZIONE E L’ARMONIZZAZIONE E DEGLI INTERVENTI Gli interventi a cui assistiamo sono oggi lasciati ad iniziative differenziate, sporadiche, sovente caratterizzate da improvvisazione, genericità, estemporaneità, addirittura da violazioni di elementari norme di legge. Occorre predisporre un piano coordinato di intervento, da attuarsi secondo linee guida comuni in tutte le realtà territoriali. 1. Coinvolgimento e coordinamento a tutti i livelli- nazionale- regionale- territoriale- degli attori del sistema-salute animale: auto-

rità competenti, AASSLL, Ordini Veterinari Provinciali, Veterinari privati, organizzazioni e associazioni animaliste e di volontariato. Il mancato coordinamento di tutte le categorie - non di rado per miopia delle stesse categorie coinvolte- rende inefficaci le iniziative e mal destinate le risorse. È solo attraverso un corretto riconoscimento dei ruoli e delle funzioni che si può imprimere una inversione di tendenza nella gestione del randagismo. 2. Adozione di protocolli organizzativi ed operativi uniformi con priorità di intervento. 3. Piena titolarità dei medici veterinari privati nelle procedure connesse all’anagrafe dall’inoculazione del microchip all’accesso alle BDR (Banche Dati Regionali) per il rintraccio degli animali smarriti (prevenzione del randagismo attraverso il controllo del fenomeno dell’abbandono). Si veda a questo proposito il capitolo dedicato al LIVELLO 2 (“LEA Vet”, gli animali di proprietà). 4. Sistematico ricorso alle strutture veterinarie private (v.

punto successivo). LA SISTEMATICA INTEGRAZIONE DELLE STRUTTURE VETERINARIE PRIVATE È tempo di riconoscere al medico veterinario privato un ruolo di attore e collaboratore delle finalità pubbliche e sociali che sottendono tanto al rapporto con l’animale non di proprietà, che di proprietà. Alle strutture veterinarie private, autorizzate ai sensi dell’Accordo Stato-Regioni sui requisiti minimi tecnologici e strutturali per l’erogazione delle prestazioni veterinarie, va riconosciuto un ruolo erogatore di supporto alle finalità di sanità pubblica. Occorre valorizzare l’esperienza e la professionalità clinica del medico veterinario privato, anche per garantire che alle prestazioni di livello essenziale (i.e. sterilizzazioni) si accompagni un contesto di garanzia per il benessere del paziente animale, troppo spesso trascurato sull’animale non di proprietà, considerato oggetto e non soggetto della prestazione.

O F F E R TA S P E C I A L E PR E Z Z O ECCEZIONALE! ATTREZZATURE MEDICALI VETERINARIE

MONITOR MULTIPARAMETRICO PORTATILE

Le stime sugli animali territorialmente presenti sono presuntive. Le Regioni non dispongono di dati esatti circa il numero di animali (cani e gatti) non di proprietà complessivamente presenti sul territorio, né di dati esatti circa il numero di animali di proprietà correttamente identificati e registrati, stante il mancato funzionamento complessivo delle anagrafi (si veda la consistenza dei cani iscritti all’anagrafe nel capitolo dedicato al LIVELLO 2 (“LEA Vet”, gli animali di proprietà). L’incertezza dei dati è pressoché totale per il gatto. REGIONI

CANI PROPRIETÀ

CANI RANDAGI

PIEMONTE

717.872

13.343

VALLE D’AOSTA

17.500

300

LOMBARDIA

900.000

7.078

BOLZANO

40.000

340

TRENTO

43.000

830

VENETO

437.800

17.000

FRIULI VEN. GIULIA

100.000

2.000

LIGURIA

247.226

9.167

EMILIA ROMAGNA

503.458

10.000

TOSCANA

509.560

27.108

UMBRIA

217.407

28.447

MARCHE

175.000

31.000

LAZIO

416.175

59.266

ABRUZZO

105.870

42.710

MOLISE

36.761

16.148

CAMPANIA

311.304

122.076

PUGLIA

123.410

77.441

BASILICATA

29.058

32.976

CALABRIA

188.000

81.000

SICILIA

244.000

68.261

SARDEGNA TOTALE

153.048

14.026

5.516.449

660.517

(Fonte: Ministero della Salute, dati al dicembre 2002)

ENE! FITTAT APPRO Parametri standard: ECG, RESP; NIBP, SPO2 e TEMP Stampante termica interna Display TFT a colori 12.1’’ 72 ore di monitoraggio grafico continuo di tutti i parametri Batteria ricaricabile interna Compatibile con i sistemi di monitoraggio centrali Specifiche elettriche: AC 110V/220V; 50Hz / 60Hz Dimensioni: 330 mm × 280 mm × 150 mm Peso: 6.5 Kg

IN OFFERTA FINO AL 15/12/2006

A SOLI €

2200,00 + IVA

RISERVATO PER VOI INOLTRE POSSIBILITÀ DI PAGAMENTO IN 12 RATE MENSILI DA € 220,00 CAD. RICCO’ ALETE SRL - 46031 BAGNOLO SAN VITO (MN) - TEL 0376 253070 - FAX 0376 253280 info@riccoalete.it - www.riccoalete.it


6

laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006 ATTUALITÀ

LE PRESTAZIONI La medicina veterinaria di base sugli animali non di proprietà deve garantire l’erogazione di prestazioni coincidenti con i presupposti e le finalità delle norme per la prevenzione e la lotta al randagismo. Identificazione (quantificazione certa dei soggetti) e sterilizzazione (controllo del randagismo) rappresentano il livello essenziale di assistenza veterinaria per gli animali non di proprietà in relazione alle finalità delle vigenti norme di legge. In Italia la legge vieta l’eutanasia per i randagi. L’eventuale passaggio dell’animale ad animale di proprietà attraverso il meccanismo dell’adozione potrebbe comportare l’erogazione dell’intero “pacchetto” di prestazioni di medicina veterinaria di livello essenziale. È facilmente stimabile che i costi di incentivazione delle adozioni siano di molto inferiori a quelli richiesti per il mantenimento dell’animale in struttura pubblica (circa 1000 euro procane all’anno). Il Gruppo Tecnico ministeriale Randagismo ha raccolto il dato di 16 milioni e 500 mila euro spesi dai Sindaci italiani per il mantenimento dei cani nei canili.

I COSTI DELLA MEDICINA VETERINARIA DI BASE SUGLI ANIMALI NON DI PROPRIETÀ È prioritario sanare le anomalie sopra descritte se si vogliono stimare i costi della medicina veterinaria di base sull’animale non di proprietà, a partire dalla quantificazione dei soggetti interessati dalle prestazioni. Qualunque analisi economica delle azioni di intervento sugli animali non di proprietà non può prescindere dalla presenza sul territorio nazionale di 6.500 strutture veterinarie autorizzate. Utilizzare strutture ed attrezzature esistenti consentirebbe di azzerare le spese improvvidamente affrontate da talune amministrazioni nell’attivazione di strutture pubbliche - anche mobili. Integrare l’onorario dei medici veterinari privati, professionalità con competenza clinica, risulta economicamente più conveniente e sostenibile per la collettività, garantendo alle AASSLL il ruolo regolatore che compete loro sulla base delle finalità istituzionali. Ciò si è verificato in tutte le realtà territoriali che hanno realizzato piani di intervento con ricorso alle strutture veterinarie private. Gli aspetti economici vanno successivamente definiti tra tutte le parti in causa. ■

“LEAVet” LIVELLO 2 - l’animale (cane e gatto) di proprietà

Quanti sono i cani e i gatti “Cittadini”? La medicina veterinaria di base contemplata nel progetto LEA Vet si rivolge alla popolazione animale tradizionalmente convivente con l’uomo: il 41% delle famiglie italiane ospita un cane o un gatto. Si stima che i cani siano 7 milioni e i gatti 7,5 milioni, ma i dati non sono tuttavia coincidenti con dati statistici precisi, né confortati dalle anagrafi (quella canina non risulta uniformemente implementata nelle Regioni, mentre l’anagrafe del gatto non ha ancora pieno fondamento normativo, pur conoscendo sporadici esempi di attivazione). Secondo una ricognizione condotta dall’ANMVI presso i servizi veterinari regionali e delle provincie autonome di Trento e Bolzano, al 31/10/2006 risultano iscritti all’anagrafe canina i seguenti numeri di soggetti: • ABRUZZO: 102.186 • BOLZANO: 27.787 • CAMPANIA: 96.436 • EMILIA ROMAGNA: 169.460 (microchip) 297.857 (tatuaggio), tot: 467.317 • FRIULI: 142.008 • LAZIO: 475.318 • LOMBARDIA: 676.589 • MARCHE: 203.050 • MOLISE: 4.032 • PIEMONTE:202.022 (microchip) 43.978 (tatuaggio), tot: 244.280 • PUGLIA: 150.000 • TOSCANA: 75.000 • TRENTO: 33.834 • UMBRIA: 88.468 • VALLE D’AOSTA: 21.020 • VENETO: 454.587 SARDEGNA, CALABRIA, BASILICATA: dato non pervenuto SICILIA: Anagrafe attivata per la prima volta a ottobre 2006 LIGURIA: BDR non implementata Nella maggior parte delle Regioni consultate non sono disponibili stime sul numero di cani territo-

rialmente presenti, ma non registrati in anagrafe. Lo scarto fra i cani “cittadini” e i cani fuori anagrafe può essere molto ampio, fino al raddoppio del valore. L’Anagrafe è il cardine della medicina veterinaria di base È l’Anagrafe il cardine attorno al quale ruota la quantificazione dei cani (gatti) “cittadini” di proprietà. È di conseguenza lo strumento privilegiato per l’individuazione degli utenti di una medicina veterinaria di base. Le disposizioni regionali circa il ruolo del medico veterinario privato nell’anagrafe canina sono difformi e in alcuni casi lacunose. Il ruolo “educativo-informativo” del medico veterinario privato, come delle Autorità Competenti, è decisivo per: - sensibilizzazione dei proprietari di cani (e gatti) all’identificazione del proprio animale - efficacia di intervento in caso di smarrimento - piena applicazione della Legge contro l’abbandono Tuttavia benché in tutte le Regioni consultate il medico veterinario privato sia autorizzato all’inserimento del microchip: - in alcune lo stesso non è abilitato ad iscrivere il soggetto nella banca dati regionale (è il caso di VALLE D’AOSTA, LAZIO, PUGLIA, EMILIA ROMAGNA, BOLZANO, MOLISE); - oppure deve chiedere la registrazione come utente abilitato (è il caso del PIEMONTE) - non in tutte le Regioni viene consentito a un medico veterinario coinvolto nel ritrovamento l’accesso alla BDR per il rintraccio di un animale smarrito (accesso non consentito in VALLE D’AOSTA, LAZIO, PUGLIA, CAMPANIA, BOLZANO, MOLISE; parziale accesso a TRENTO dove per i cani non identificati dal veterinario consultante non viene consentito accedere ai dati della proprietà; in UMBRIA accesso consentito solo se il veterinario coinvolto nel ritrovamento è autorizzato al microchip). Numero veterinari autorizzati all’inoculazione del microchip: • ABRUZZO: 115 • BOLZANO: 78 • CAMPANIA: 74 • EMILIA ROMAGNA: tutti gli iscritti all’ordine • FRIULI: 136 • LOMBARDIA: 1296

di Carlo Scotti Presidente ANMVI

• MARCHE: 179 • PIEMONTE: 945 (di cui 521 anche abilitati alla registrazione) • TOSCANA: tutti gli iscritti all’ordine • TRENTO: 74 • VENETO:1.700 SARDEGNA, CALABRIA, BASILICATA, MOLISE, VENETO, UMBRIA: dato non pervenuto LAZIO, PUGLIA, VALLE D’AOSTA: dato non disponibile SICILIA: Anagrafe attivata per la prima volta a ottobre 2006 LIGURIA: BDR non implementata Il capillare ricorso ai medici veterinari privati dovrebbe essere uniformemente regolato fra le varie Regioni e Provincie Autonome, con piena facoltà di accesso alle BDR. Auspicabile infine il collegamento intra-telematico delle BDR per consentire di risalire ai dati di identificazione in ogni parte del territorio nazionale. Anche il rilascio del Passaporto Europeo non è sempre consentito al medico veterinario privato ed è competenza esclusiva dei Veterinari ASL. Ciò risulta consentito solo in EMILIA ROMAGNA e TOSCANA. Obiettivi raggiungibili Il “pacchetto” delle prestazioni di medicina veterinaria di base schematicamente individuate in precedenza, dovrebbe essere erogato sulla base di importanti agevolazioni fiscali e facilitazioni economiche. Sgravare di costi le prestazioni essenziali di base (dall’identificazione al controllo delle nascite) consentirebbe di: - raggiungere quei requisiti minimi, normativi, sanitari ed educativi, richiesti a chi intende assumere la responsabilità di portare il proprio cane in famiglia, quindi nella collettività - incentivare le adozioni e il possesso di un animale da compagnia (cane o gatto) - assicurare prestazioni veterinarie di prevenzione (zoonosi) - responsabilizzare il proprietario attraverso il “premio” delle agevolazioni fiscali o delle facilitazioni economiche - rafforzare l’identità del proprietario responsabile rispetto al detentore occasionale - soddisfare una crescente domanda di prestazioni minime di base a costi contenuti o azzerati per le fasce deboli di cittadini-proprietari ■


7

laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006 RUBRICA FISCALE

IRPEF ed IRAP - Acconti di novembre oloro che hanno presentato il modello Unico 2006 sono tenuti in linea teorica al versamento degli acconti d’imposta. L’articolo 17 del D.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435 stabilisce con esattezza i termini previsti per il versamento delle imposte derivanti dalle dichiarazioni annuali a saldo e in acconto.

C

IRPEF Sono tenuti al pagamento dell’acconto IRPEF i soggetti che hanno presentato (o che avrebbero dovuto presentare) il modello UNICO 2006 Persone fisiche con l’indicazione al rigo RN 23 di un importo pari o superiore a 52,00 Euro. Misura dell’acconto L’acconto IRPEF per il 2006 è pari al 99% dell’imposta complessivamente dovuta per il periodo d’imposta precedente, indicata al rigo “RN 23 - Differenza” del predetto modello UNICO 2006. Termini di versamento Nel caso in cui l’importo dell’acconto (rigo RN 23 x 99%) sia inferiore o uguale ad Euro 103,00 il versamento dovrà essere effettuato in unica soluzione entro il 30 novembre. Nel caso in cui l’importo dell’acconto sia superiore a 103,00 Euro il versamento dovrà essere effettuato come segue: • la prima rata, pari al 40% dell’acconto come sopra calcolato, entro il termine previsto per il versamento del saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta precedente, cioè entro il 20 giugno di ciascun anno (o entro il 20 luglio con maggiorazione dello 0,40%). • la seconda rata, pari al 60% dell’acconto come sopra calcolato, entro il mese di novembre. Soggetti esclusi dal versamento dell’acconto Sono esclusi dal versamento dell’acconto: • i soggetti che non hanno presentato la dichiarazione modello UNICO 2006 in quanto non erano tenuti a farlo (ad esempio coloro i quali erano titolari nell’anno 2005 solamente di redditi di lavoro dipendente oltre a redditi derivanti dal possesso dell’abitazione principale); • i soggetti che al rigo RN 23 del modello UNICO 2006 hanno evidenziato un’imposta di importo inferiore a 52,00 Euro; • i soggetti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nell’anno 2006 (per il 2005) per l’ultima volta in quanto ad esempio hanno cessato l’attività nel corso dell’anno 2005; • gli eredi dei soggetti deceduti nel corso del 2006; • i soggetti che hanno evidenziato nel modello UNICO 2006 un

credito d’imposta IRPEF (rigo RX 1), non utilizzato in compensazione con altri tributi, che copre tutto l’acconto dovuto; • i soggetti che hanno dichiarato nel modello UNICO 2006 solamente redditi di lavoro autonomo o di impresa soggetti all’imposta sostitutiva prevista dall’articolo 13 della Legge 388/2000 (nuove iniziative produttive) o dall’articolo 14 della stessa Legge 388/2000 (attività marginali); • i soggetti che presumono di non dover pagare imposte per l’anno 2006 (dichiarazione da presentare nell’anno 2007); • i soggetti falliti. Metodo previsionale Ai sensi dell’articolo 2, comma 4, della Legge 23 marzo 1977 n. 97 il contribuente ha la facoltà di ridurre od anche annullare il versamento degli acconti per il periodo d’imposta 2006 basandosi sul cosiddetto “metodo previsionale”. In altre parole il contribuente che prevede per l’anno 2006 di realizzare ad esempio un reddito inferiore a quello dell’anno precedente o che abbia avuto nell’anno 2006 maggiori oneri deducibili o maggiori spese che consentano detrazioni d’imposta, dovrà calcolare l’imposta presunta dovuta per l’anno 2006, al netto degli oneri deducibili o detraibili e delle ritenute subite in corso d’anno, e, sulla base di tale calcolo, determinare gli acconti da versare. Naturalmente eventuali errori nella determinazione dell’imposta presunta comporteranno l’irrogazione delle sanzioni previste nei casi di insufficiente versamento.

IRAP Le modalità di determinazione degli acconti IRAP seguono le regole stabilite per l’IRPEF sia per quanto riguarda la misura dell’acconto sia per quanto riguarda i termini previsti per il versamento. Misura dell’acconto L’acconto IRAP per il 2006 è pari al 99% dell’imposta dovuta per il 2005, indicata al rigo “IQ 90 - Totale imposta” del modello IRAP 2006 Persone fisiche o del modello IRAP 2006 Società di persone. Termini di versamento Nel caso in cui l’importo dell’acconto (rigo IQ 90 x 99%) sia inferiore o uguale ad Euro 103,00 il versamento dovrà essere effettuato in unica soluzione entro il 30 novembre. Nel caso in cui l’importo dell’acconto sia superiore a 103,00 Euro il versamento dovrà essere effettuato come segue: • la prima rata, pari al 40% dell’acconto come sopra calcolato, entro il termine previsto per il versamento del saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta precedente, cioè entro il 20 giugno

Base imponibile IRAP

Importo deduzione

# 180.759,91

Euro 8.000

da 180.759,92 a 180.839,91

Euro 6.000

da 180.839,92 a 180.919,91

Euro 4.000

da 180.919,92 a 180.999,91

Euro 2.000

oltre 180.999,91

nessuna deduzione

di ciascun anno (o entro il 20 luglio con maggiorazione dello 0,40%). • la seconda rata, pari al 60% dell’acconto come sopra calcolato, entro il mese di novembre. Soggetti esclusi dal versamento dell’acconto Sono esclusi dal versamento dell’acconto: • i soggetti che non hanno presentato la dichiarazione modello IRAP 2006 in quanto non erano tenuti a farlo (ad esempio coloro i quali nell’anno 2005 non svolgevano alcuna attività soggetta a tale imposta); • i soggetti che al rigo IQ 90 del modello IRAP 2006 hanno evidenziato un’imposta di importo inferiore a 52,00 Euro; • i soggetti che hanno presentato la dichiarazione IRAP nell’anno 2006 per l’ultima volta (ad esempio coloro i quali nel corso del 2005 hanno cessato l’attività imprenditoriale o di lavoro autonomo); • gli eredi dei soggetti deceduti nel corso del 2006; • i soggetti che hanno evidenziato nel modello UNICO 2006 un credito d’imposta IRAP (rigo RX 5), non utilizzato in compensazione con altri tributi, che copre tutto l’acconto dovuto; • i soggetti che presumono di non dover pagare IRAP per l’anno 2006 (dichiarazione da presentare nell’anno 2007); • i soggetti falliti. Metodo previsionale Anche per la determinazione dell’acconto IRAP è consentito utilizzare il metodo previsionale come per l’IRPEF. Chi intende aderire al metodo previsionale dovrà tenere conto delle misure delle deduzioni dalla base imponibile per i soggetti “minori” (art. 1, comma 347, lettera c), della Legge 311/2004), in vigore sin dal periodo d’imposta 2005, che potranno influenzare la determinazione dell’acconto (vedi riquadro). Sanzioni Le sanzioni che si applicano agli omessi, insufficienti o ritardati versamenti di acconti, sono quelle stabilite dai decreti legislativi numero 471 e 472 del 18 dicembre 1997. In caso di omesso, insufficiente o ritardato versamento degli acconti IRPEF ed IRAP si applicano: • la sanzione amministrativa del 30% dell’importo non versato o versato in ritardo; • l’interesse annuo del 2,75%

previsto dall’articolo 20 del D.P.R. 602/73 calcolato per i giorni di ritardo. Ravvedimento operoso Ai sensi dell’articolo 13 del Dlgs. n. 472 del 18 dicembre 1997 il contribuente può provvedere al versamento delle somme dovute e non versate nei termini con applicazione di sanzioni ridotte nel-

di Giovanni Stassi Dottore Commercialista, Torino

le seguenti misure: • sanzione pari ad un ottavo del minimo e cioè in misura pari al 3,75%, nel caso in cui il versamento venga effettuato entro 30 giorni dal termine ordinario; • sanzione pari ad un quinto del minimo e cioè in misura pari al 6%, nel caso in cui il versamento venga effettuato oltre 30 giorni dal termine ordinario ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al 2006. Oltre alle sanzioni il contribuente dovrà versare gli interessi di mora calcolati al tasso legale (pari al 2,5% annuo) per i giorni di ritardo. ■

Slitta al 2009 il limite dei 100 euro lla fine le proteste della Casa delle Libertà e dei professionisti, che si erano mobilitati già a luglio contro il Governo, hanno fatto breccia anche nella maggioranza. L’Esecutivo ha infatti appena riformulato la norma del decreto Bersani/Visco che prevede l’obbligo di pagamento attraverso bancomat, carte di credito e assegni per le prestazioni dei liberi professionisti superiori a 100 euro. Una misura voluta dal viceministro dell’Economia Visco per stanare gli evasori fiscali tra i professionisti che non rilasciano la fattura. L’emendamento presentato al comitato dei nove della Commissione Bilancio sposta fino al 30 giugno 2008 (prima era il 30 giugno 2007) il termine entro il quale i pagamenti “tracciabili” andranno eseguiti per gli importi oltre i 1.000 euro. Il ministero, entro il 31 gennaio 2008, dovrà comunque fare una relazione sull’applicazione della norma per poi passare a ridurre la soglia a 500 euro, dal primo luglio 2008 al 30 giugno 2009. Oltre questa data la soglia scende ancora a 100 euro. «La linea politica del Governo non cambia - ha precisato il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi - continueremo la nostra lotta all’evasione fiscale, che ha nella tracciabilità dei pagamenti uno dei suoi punti focali. Ma questa modifica conferma che il Governo ha la volontà di ascoltare le argomentazioni che arrivano dall’opposizione e, ovviamente, dalla maggioranza, e quindi le polemiche politiche su questo sono strumentali». Grandi ha spiegato anche che ci saranno delle verifiche nei prossimi sei mesi sui problemi che la misura potrebbe creare ai cittadini. «Ma sono certo che non ce ne saranno - ha detto - dalle nostre simulazioni, infatti, non ci sono problemi a pagare senza contanti. Tutta l’Europa lo sta già facendo.» Fortissima era stata la reazione delle forze di centrodestra all’introduzione di questa norma, con aspre critiche e scambi polemici nei confronti del viceministro Visco, che d’altra parte aveva accusato l’opposizione di coprire gli evasori fiscali.

A


8

laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006 INFO REGIONI

Determinazione della Regione Sardegna

Misure urgenti contro la febbre catarrale degli ovini Intensificato il sistema di sorveglianza sierologica fronte dell’insorgenza di focolai di febbre catarrale dei ruminanti è stato necessario adottare misure sanitarie di massima protezione e tutela del patrimonio zootecnico regionale e del restante territorio nazionale e comunitario. L’Asses-

A

sorato della Sanità della Regione Sardegna ha così pubblicato una determinazione che detta misure urgenti per far fronte all’epidemia della lingua blu. Le misure riguardano la movimentazione degli animali e il sistema di sorveglianza. È vietata la movimentazione di a-

nimali della specie sensibile alla febbre catarrale in uscita dalla Sardegna. Sono soggetti a limitazioni gli spostamenti all’interno del territorio regionale. Per quanto riguarda la sorveglianza, i servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali e l’Istituto Zooprofilat-

tico Sperimentale della Sardegna intensificano le attività pertinenti il sistema di sorveglianza sierologia ed entomologica. Le ASL curano la regolare raccolta dei campioni entomologici e il conferimento degli stessi all’IZS della Sardegna. L’attività di prelievo di campioni e-

matici sugli animali sentinella deve essere portata al livello ottimale, consistente in un prelievo a cadenza quindicinale su 58 animali sentinella per ogni sezione territoriale di 20 chilometri di lato della griglia di sorveglianza. Qualsiasi sospetto di malattia, sebbene non definitivamente attribuibile a Febbre Catarrale degli ovini, dovrà essere immediatamente comunicato mediante segnalazione scritta al Servizio prevenzione dell’Assessorato Regionale dell’Igiene e Sanità e al Ministero della Salute. La nota prevede inoltre l’intensificazione delle attività di informazione e sensibilizzazione degli allevatori sull’applicazione delle misure di profilassi diretta. ■

BTV, interventi straordinari per l'emergenza 2006 a Giunta regionale ha stanziato 441 mila euro per interventi straordinari e urgenti destinati a contrastare il recente manifestarsi di episodi di “blue-tongue” e circoscrivere l’insorgenza della malattia. La Giunta, a tal fine, ha autorizzato il conferimento di incarichi di collaborazione a dieci veterinari libero-professionisti da destinare alle aziende sanitarie locali di Cagliari, Carbonia e Sanluri, e incaricato l’azienda sanitaria locale n. 8 di Cagliari, in qualità di azienda capofila, di acquistare e distribuire alle altre aziende sanitarie coinvolte 12.670 dosi di insetticida repellente “Butox”. (Regione Sardegna)

L

PIEMONTE

Torino, rinnovati gli Ordini e i Collegi Professionali innovate le cariche della consulta permanente Unitaria degli Ordini e Collegi Professionali della Provincia di Torino. La consulta risulta così composta: Presidente Per.Ind. Amos Giardino (Collegio Periti Industriali AL AT TO); Vice Presidente Vicario Dott. Bruno Sparagna (Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Torino) Vice Presidente Ing. Antonio Cocco (Ordine degli ingegneri della Provincia di Torino); Vice Presidente Dott. Mario Carena (Ordine dei Dottori Commercialisti della Provincia Di Torino); Segretario Dott. For Carlo Grosso Nicolin (Ordine Dottori Agronomi forestali della Provincia di Torino); Tesoriere Rag. Filippo Carrozzo (Ordine dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Torino).

R


13

laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006 INFO REGIONI

Marche, protocollo operativo per la lotta al randagismo on Decreto del Dirigente della PF Veterinaria e Sicurezza Alimentare n. 253 del 16 ottobre 2006 è stato approvato il protocollo operativo relativo al “Progetto biennale (2006-2007) riguardante la prevenzione e la lotta al randagismo degli animali d’affezione”. Con questo decreto viene concesso il contributo di 100.000 euro alle province di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro (25.000 euro ciascuno) per la realizzazione della prima fase del progetto biennale. Il documento fa seguito alla Delibera della Giunta Regionale n. 340 del 27 marzo 2006 che prevede l’effettuazione del censimento delle colonie feline, la realizzazione di un’anagrafe informatizzata dedicata, la sterilizzazione sia dei cani randagi ospitati nei canili e rifu-

C

ABRUZZO

Randagismo, dall'Asl di Pescara un progetto nelle scuole ’Ufficio di Sanità Animale della Ausl di Pescara ripropone anche per quest’anno un piano di Educazione alla Salute finalizzato alla lotta al randagismo canino, ed indirizzato soprattutto ai giovani in età scolare. L’Ufficio di Sanità Animale della Ausl di Pescara, settore Randagismo ed Igiene Urbana, dal 2000 ad oggi ha sterilizzato circa 3000 cagne ed ha iscritto 27000 cani nell’apposita anagrafe. Nello stesso periodo ha evaso 4.700 pratiche riguardanti i problemi igienico- sanitari connessi al randagismo, ed ha effettuato 3.700 ricoveri presso il proprio canile sanitario. “Ciò, oltre che per dovere di istituto, - si legge in un comunicato della Asl di Pescara - anche nella consapevolezza che una seria lotta al randagismo si attua combattendone le due cause principali: l’abbandono dei cani di proprietà e la riproduzione dei randagi. La prima si contrasta iscrivendo nell’apposita anagrafe tutti i cani di proprietà, la seconda sterilizzando le cagne randagie”. Agli studenti sarà inoltre garantita la disponibilità di due veterinari per eventuali incontri con gli alunni, destinati ad ulteriori approfondimenti. Le scuole che hanno già aderito all’iniziativa sono le Elementari di Rosciano, Catignano e Nocciano, le Medie di Rosciano e Cepagatti, la Media Michetti di Pescara, l’Istituto Tecnico Agrario di Alanno e l’Istituto Professionale per l’Agricoltura di Cepagatti.

L

gi sia dei soggetti costituenti le colonie feline ed il finanziamento di tre progetti sperimentali relativi alla promozione delle tecniche di pet - therapy. Gli obiettivi del progetto sono: la tutela della salute pubblica e dell’ambiente; la corretta convivenza fra uomo e animali; la conservazione corretta degli ecosistemi e degli equilibri ecologici che interessano le po-

polazioni animali; il controllo delle popolazioni feline e censimento delle colonie feline; l'incentivazione della sterilizzazione dei gatti delle colonie e dei cani di proprietà dei Comuni. La Provincia è il fulcro del progetto ed è nel tavolo da questa istituito che si programmeranno gli aspetti operativi da attuare sul territorio secondo protocolli definiti in sinergia con le

Zone territoriali dell’ASUR e le associazioni animaliste. L’identificazione delle colonie feline è fatta dall’ASUR in collaborazione con le associazioni di volontariato iscritte nell’albo e con le guardie zoofile. Allo scopo di prevenire o di limitare inconvenienti di carattere sanitario sul territorio, i gatti che vivono in libertà dovranno essere sottoposti agli opportuni in-

terventi di sterilizzazione e cure veterinarie necessarie per eventuali zoonosi presenti. I gatti vanno identificati e reimmessi nella stessa colonia di provenienza. Nel caso di colonie ad elevata densità che creano problemi di carattere sanitario lo spostamento in altro luogo è possibile solo dietro specifica indicazione del comune di competenza. ■


14

laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006 INFO REGIONI

Lombardia, contributi a libere professioniste Possono presentare domanda le donne regolarmente iscritte agli ordini professionali e che esercitano la professione nel territorio regionale n attuazione della d.g.r. n. 3440 del 7 novembre 2006, è indetto il bando per l’assegnazione dei contributi regionali, nell’anno 2006, a sostegno delle nuove attività professionali femminili nel territorio lombardo.

I

Possono presentare domanda di contributo singole donne professioniste regolarmente iscritte agli Albi degli Ordini professionali aventi sede in Lombardia e che esercitano la libera professione nel territorio regionale. Sono pre-

viste due tipologie di contributo: A) contributo a rimborso di spese già sostenute a decorrere dall’1 gennaio 2004, sulla base della presentazione di giustificativi di spesa; B) contributo a rimborso di spese che le professio-

niste si impegneranno a sostenere entro sei mesi dalla data di assegnazione dei contributi regionali, sulla base della presentazione di programmi di investimento. Tale contributo è destinato solamente alle professioniste iscritte

all’Albo a decorrere dal 1º gennaio 2005. La quota massima di contributo assegnabile è pari al 50% delle spese ammissibili al netto dell’IVA e non può superare la somma di euro 15.000,00 per ciascuna richiedente. Termine di scadenza per la presentazione delle istanze: 14 dicembre 2006. ■

FRIULI VENEZIA GIULIA

Cimiteri per animali, primo sì alla pdl na risposta a chi chiede di poter sotterrare in un apposito cimitero le spoglie del proprio animale d’affezione o tenerne le ceneri. È questo lo scopo della proposta di legge approvata all’unanimità della III Commissione regionale del Friuli Venezia Giulia presieduta da Nevio Alzetta (DS). Ora anche il Friuli Venezia Giulia si appresta ad approvare una legge che garantisca l’interramento delle spoglie degli animali in apposite aree e al contempo anche la sicurezza delle operazioni di raccolta e le disposizioni sanitarie. Secondo i proponenti, Giorgio Baiutti (Dl) e Sergio Lupieri (Dl), che insieme a Gaetano Valenti (Fi) sarà relatore per l’Aula, “in molte realtà dell’Unione Europea, prima fra tutte la Francia, i cimiteri per animali di affezione sono largamente diffusi sulla base di motivazioni affettive e psicologiche che si sono diffuse anche in Italia, seppur - hanno sottolineato - all’interno di un quadro normativo scarsamente definito”. “Con questo semplice provvedimento (sei gli articoli in tutto), i Comuni potranno riservare zone idonee allo scopo e dare una risposta ai tanti che desiderano poter ricordare animali che hanno amato e dai quali sono stati amati - ha affermato Lupieri trovando conferma in tutti gli altri consiglieri”. (Fonte: Regione Friuli e Animalieanimali.it)

U

ERRATA CORRIGE Per un errore tipografico, l’articolo “Nutrizione Veterinaria: i progressi della ricerca” pubblicato sul numero 38/2006 di Professione Veterinaria alle pagine 28 e 29 non riportava il nome dell’autrice - Maria Grazia Monzeglio - ed è stato erroneamente pubblicato nella rubrica “DALLE AZIENDE” anziché “ATTUALITA’”. Ci scusiamo con l’autrice e con i lettori.


15

laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

USA: linee guida per la vaccinazione felina

di Maria Grazia Monzeglio

Pubblicato il rapporto annuale del Feline Vaccine Advisory Panel americano colosa della sua omissione. I segni clinici di reazione allergica del gatto sono diversi da quelli del cane: soprattutto segni gastroenterici (vomito, più o meno diarrea), meno segni respiratori (dispnea) e pochi segni dermatologici (orticaria). Non vi sono evidenze circa l Feline Vaccine Advisory Panel dell’American Association of Feline Practitioners (AAFP) ha pubblicato il rapporto 2006 sulle linee guida in tema di vaccinazioni feline (JAVMA, 1 novembre 2006). Il pannello di esperti, che include immunologi, infettivologi, internisti e veterinari pratici, ha intesto fornire un aiuto al medico veterinario pratico nella scelta dei vaccini attualmente disponibili. Le informazioni riportate sono basate soprattutto su studi pubblicati in riviste referenziate. Laddove queste informazioni non fossero state disponibili, il pannello di esperti si è basato su esperienza clinica, giudizi tecnici e risultati di studi non pubblicati. Il rapporto avverte che, ancorché accurate ed esaustive, le informazioni contenute sono soggette a variazioni in base agli sviluppi della ricerca, della tecnologia e dell’esperienza clinica e non devono essere comunque intese come esclusive. Tra i temi trattati, la risposta immunitaria alla vaccinazione e alle infezioni, la durata dell’immunità, i tipi di vaccini esistenti e le relative vie di somministrazione, le reazioni avverse e la loro segnalazione, aspetti di ordine legale. Interessante la sezione dedicata ad alcune situazioni particolari, come la vaccinazione delle femmine in allattamento, dei soggetti con pregresse condizioni patologiche o affetti da un’infezione retrovirale, o sottoposti a terapia corticosteroidea, o che hanno manifestato precedenti reazioni vaccinali avverse; ancora, la vaccinazione nei gattili e negli ambienti che riuniscono più gatti. Ad esempio, i gatti FeLV e FIV positivi dovrebbero essere vaccinati con vaccini “core” (FPV, FHV-1, FCV e rabbia), mentre i vaccini “non core” dovrebbero essere somministrati solo se il rischio di esposizione del paziente ne giustifica l’uso. I gatti FeLV positivi possono non essere in grado di sviluppare la risposta immunitaria adeguata alla vaccinazione antirabbica (e verosimilmente ad altri vaccini), problema particolarmente spinoso data l’obbligatorietà di questa vaccinazione in molti paesi. Nei gattili, dato l’alto rischio di esposizione, i gatti FIV e FeLV positivi dovrebbero essere vaccinati con vaccini uccisi FPV, FHV-1 e FCV. La necessità di vaccinare i gatti che hanno manifestato precedenti reazioni avverse ai vaccini deve essere molto seriamente ponderata, perché la vaccinazione può essere più peri-

I

l’associazione tra un tipo o marca particolare di vaccino e la comparsa di anafilassi. Dovrebbe comunque essere evitata la somministrazione dello stesso vaccino che ha indotto la reazione avversa, e comunque in seguito occorre somministrare i vaccini singolarmente e

a distanza non inferiore a 3 settimane. Nei soggetti con precedente sviluppo di sarcoma vaccino-indotto, se possibile, si dovrebbe evitare la successiva somministrazione di vaccini iniettabili. Nel rapporto, un’utile tabella elenca tutti i vaccini oggi disponibili

negli USA, nonché la loro composizione e via di somministrazione. Nelle appendici, sono considerati le sedi di somministrazione consigliate per ciascun vaccino, le modalità di conservazione, manipolazione e preparazione e alcuni consigli pratici. ■


16

laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006 DALLE ASSOCIAZIONI

Importazione di uccelli selvatici nella UE Ecco le raccomandazioni dell’EFSA ome tutti sappiamo, a seguito del problema influenza aviare (A.I.), le importazioni di uccelli dai Paesi Terzi sono state sospese. Visto che vari Working Groups

C

(WG) e Panels di EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), si stavano occupando in maniera diretta del problema A.I., e delle questioni inerenti le specie aviari “domestiche” (pollo, tacchino, ecc.), durante l’estate 2005, la Commissione Europea ha richiesto a EFSA di co-

stituire un WG di esperti per valutare le possibilità di riprendere le importazioni di uccelli di specie non domestiche, e se sì, a quali condizioni e con che suggerimenti. Il WG era costituito da 8 esperti, provenienti da Inghilterra (J. M. Sharp, D. M. Broom e H. Clough),

Germania (E. Kaleta), Grecia (G. Theodoropoulos), Olanda (G. Dorrestein), Nuova Zelanda (K. Stafford) e Italia (L. Crosta) e i lavori sono iniziati nell’autunno del 2005, svolgendosi attraverso varie riunioni fino allo scorso settembre. I quesiti posti dalla Commissione

di Lorenzo Crosta Presidente SIVAE Membro del WG sulle importazioni degli uccelli selvatici per EFSA erano: quali sono i rischi sanitari e in termini di benessere animale, associati all’importazione nell’UE di uccelli selvatici diversi dal pollame; quali sono i rischi di introdurre agenti infettivi “esotici” nell’UE e che questi possano eventualmente diffondersi nelle popolazioni di uccelli indigeni in Europa; quali siano i possibili strumenti e opzioni per ridurre qualunque dei succitati fattori di rischio. Secondo la CITES, negli ultimi anni, il volume delle importazioni “legali” verso l’UE, ammontava a circa 800.000 uccelli all’anno. Molti di questi animali, soprattutto quelli delle specie di piccola taglia con un valore commerciale modesto, erano destinati a morire senza neppure approdare in Europa. La mortalità, una volta che gli animali sono arrivati in Europa, è invece risultata essere piuttosto modesta. Pertanto, un suggerimento è comunque stato quello di ridurre il più possibile le distanze e i tempi di trasporto. Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, il rischio che un singolo uccello possa infettare intere popolazioni di animali residenti, è stato considerato modesto, mentre la possibilità che interi gruppi di uccelli con patologie infettive subcliniche, portino ad una epizoozia grave, va seriamente considerato. Quindi si suggeriscono e auspicano: migliori controlli al punto di esportazione; incremento delle qualità delle quarantene in Europa; miglioramento ed armonizzazione dei test diagnostici specifici; sviluppo di nuovi test rapidi per l’individuazione di patologie aviari pericolose. È stato un anno di intenso lavoro, specialmente per le difficoltà d’individuare dei dati che si potessero considerare attendibili, obiettivi e soprattutto utilizzabili al fine di presentare un’opinione scientificamente valida. Il risultato è stata un’opinione (parere del Panel Ahaw del 27 ottobre pubblicato al sito dell’EFSA www.efsa.europa.eu, ndr) che, almeno secondo me, è da considerarsi il primo passo verso la cessazione definitiva delle importazioni di uccelli selvatici “di cattura” lasciando invece un buon margine alle importazioni di uccelli non domestici, ma allevati in cattività nei Paesi Terzi. Infatti, mentre è chiaro che si deve smettere di catturare gli uccelli selvatici in natura, non si vede perché impedire gli scambi internazionali di uccelli nati in cattività (p. es. i Canarini). In fondo, ma questa resta una mia opinione personale, il metodo migliore per scoraggiare le catture degli animali selvatici e soprattutto il loro contrabbando, è premiando gli allevatori seri, onesti e “igienicamente corretti”. ■


laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006

@

17

LETTERE AL DIRETTORE Sul “caso Palermo” e l’annunciato progetto di attivazione di una facoltà policentrica di medicina veterinaria nel capoluogo siciliano riceviamo e pubblichiamo le lettere dei presidenti degli Ordini Veterinari di Perugia e di Agrigento.

Rispetto dei giovani e delle loro famiglie A seguito della discussione intervenuta nelle scorse settimane, l’Ordine da me rappresentato ritiene di aggiungersi a coloro che non condividono il progetto. Perugia è sede Universitaria con la Facoltà di Medicina Veterinaria, ben conosciamo pertanto le difficoltà che i giovani laureati incontrano una volta in possesso della laurea cui tante energie hanno profuso loro stessi con il sostegno, spesso notevole, delle proprie famiglie. La domanda che sempre più frequentemente questi giovani ci pongono appena varcata la soglia dell’Ordine, e ora anche durante il tirocinio, è la seguente: quale prospettiva ho di trovare lavoro? C’è ancora spazio per l’attività professionale? Purtroppo, da qualche anno, siamo in grande imbarazzo nel dare una risposta positiva, sapendo già che per loro le prospettive di spazi occupazionali sono limita-

tissime. Abbiamo intrapreso con la Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia un franco colloquio proprio per cercare di trovare una soluzione al problema: tanti neolaureati ma scarse possibilità di utilizzare la loro formazione nell’ambito della professione stessa. Il mondo economico della produzione e della trasformazione dei prodotti animali, le strutture medico-veterinarie impegnate nella salute degli animali d’affezione, il Servizio Sanitario Nazionale hanno, da tempo, raggiunto il limite di assorbimento per questi giovani. Aggiungere ancora nuove Facoltà di Medicina Veterinaria significherebbe non avere rispetto dei giovani e delle loro famiglie. Il Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari di Perugia Dott. Luca Bertani

Investire nel post-laurea In riferimento al progetto dell’istituzione di una facoltà policentrica di medicina veterinaria nell’Università degli studi di Palermo, questo Ordine non condivide le motivazioni di tale iniziativa che, anzi, ritiene inutile e inopportuna, nel momento in cui da tempo, si discute sulla necessità di ridurre il numero programmato degli iscritti nella facoltà di medicina veterinaria stante le crescenti difficoltà occupazionali dei giovani laureati.

Oggi in Italia non c’è assolutamente bisogno di istituire nuovi corsi di laurea in medicina veterinaria; è necessario, invece, investire e destinare maggiori risorse nella formazione specialistica post- universitaria, per offrire al mondo del lavoro professionisti meglio preparati e quindi più competitivi a livello Europeo. È sicuramente uno dei motivi principali delle attuali difficoltà occupazionali dei giovani laureati in medicina veterinaria ed è da ricondurre al mancato raccordo tra mondo del lavoro e mondo accademico che, come in questo caso sembra non tenere in alcun conto il problema degli sbocchi professionali dei giovani che si affacciamo la mondo produttivo. Per tanto questo Ordine profes-

sionale esprime una convinta e totale contrarietà all’istituzione di una nuova facoltà di medicina veterinaria presso l’università degli studi di Palermo. Il presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Agrigento Dott. Giuseppe Lo Presti

L’8 per mille? Oltre a condividere al 100% le motivazioni dell’Onorevole Pellegrino, è stato “devastante” (parole del Presidente ONAOSI Aristide Paci) anche per noi vederci arrivare il pagamento obbligatorio sapendo che andava ad un Privato. Bastava che avessero chiesto il modo di avere l’8 per mille come

Se l’anagrafe funzionasse a dovere, riusciremmo a restituire il 90 per cento degli animali che finiscono al canile Diana Levi, Responsabile Servizio Sanità Animale ASL città di Milano

tutti gli altri enti o fondazioni private, vedi l’Istituto dei Tumori ecc.. Io ho un’assicurazione che in caso di morte dà il premio assicurativo alla mia famiglia (tutta). Punto e basta. Lettera firmata

A breve è in spedizione il manuale antincendio A firma del Collega Carlo Pizzirani, EVsrl pubblicherà per ANMVI il sesto manuale pratico dedicato agli adempimenti normativi in struttura veterinaria. La pubblicazione sarà dedicata all’Antincendio e all’applicazione delle norme previste dal DM 10 marzo 1998. Grazie alla collaborazione di Hill’s Pet Nutrition anche questo manuale sarà inviato gratuitamente a tutti i soci delle Associazioni Federate ANMVI, in allegato a Professione Veterinaria N° 42. Per informazioni sugli altri manuali pratici dell’ANMVI: 0372/40.35.07


18

laPROFESSIONE VETERINARIA 41/2006 CALENDARIO ATTIVITÀ Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi

INCONTRO REGIONALE SCIVAC ABRUZZO

26 nov.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CALABRIA

26 nov.

CORSO SIVAR IN COLLABORAZIONE CON ORDINE MEDICI VETERINARI DI CREMONA ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC E CLINICA CHIRURGICA VETERINARIA UNIVERSITÀ DI SASSARI INCONTRO SOVI

CORSO SCIVAC CON IL PATROCINIO DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA DI TORINO INCONTRO GRUPPO DI STUDIO DI PRACTICE MANAGEMENT INCONTRO SIRVAC

CORSO BASE DI PODOLOGIA BOVINA - Azienda Sperimentale “V. Tadini”, Gariga di Podenzano (PC) - S.S. 654 - Località Gariga - ECM: 39 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it

29 nov. 1 dic.

OFTALMOLOGIA: II PARTE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 22 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

1-3

CORSO BASE DI NEUROLOGIA - Sardegna - Sassari - Via Vienna, 2 - ECM: 18 - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

dic.

2-3 2-3 dic.

2-3 dic.

3 dic.

3 dic.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE

3 dic.

CORSO SCIVAC

4-6 dic.

CORSO SCIVAC

9-10 dic.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA

10 dic.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC MARCHE

10 dic.

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC SARDEGNA

10 dic.

CORSO SCIVAC

11-15 dic.

SEMINARIO SIVE

14-16 dic.

CORSO SCIVAC Attenzione: Evento annullato. SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON HILL’S

16-17 dic.

17 dic.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

23-26 gen.

INCONTRO SIRE

26 gen.

PRE-CONGRESS SIVE / SIOCE

26 gen.

PRE-CONGRESS SIVE / SIPE

26 gen.

INCONTRO SIDEV

27-28 gen.

CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SIVE

27-28 gen.

CORSO SCIVAC

3-4 feb.

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON “ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI ALESSANDRIA”

DIAGNOSI E TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE DELLE GHIANDOLE SALIVARI DELL’ARTICOLAZIONE TEMPOROMANDIBOLARE E DELLE PIÙ COMUNI AFFEZIONI ODONTOSTOMATOLOGICHE - Soverato (CZ) - Hotel San Domenico - Via della Galleria - ECM: 4 Crediti Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

27 nov. 1 dic.

dic.

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON CV BOLOGNESE E CV MODENESE

FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - Pescara - Hotel Miramare - Via Tito De Caesars, 8 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 E-mail: delregionali@scivac.it

4 feb.

PERCORSI DIAGNOSTICI E TERAPEUTICI. LA DISCIPLINA DERMATOLOGICA A CONFRONTO CON L’OFTALMOLOGIA - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it INSUFFICIENZA RESPIRATORIA E ALTRE PATOLOGIE ACUTE - Tower Hotel - A Boscolo Firts Class Hotel, Bologna - Viale Lenin, 43 - ECM: 6 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA DERMATOLOGICA - Università Di Torino - Facoltà Di Medicina Veterinaria, Grugliasco (TO) - Via Leonardo da Vinci, 44 - ECM: 8 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it IL VETERINARIO IMPRENDITORE: METODI, MEZZI ED ERRORI - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it NUOVE CONOSCENZE SULLA POSSIBILITÀ DI RELAZIONE TRA SVILUPPO COMPORTAMENTALE DEL CUCCIOLO E GESTAZIONE MATERNA - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accr. - Per info: Elena Piccioni - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it

APPROCCIO RAZIONALE ALLA SCELTA RAGIONATA DEL CUCCIOLO: COME DARE I GIUSTI CONSIGLI? - Ordine Dei Medici Veterinari, Trento - Via V. Zambra, 36 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it 9° CORSO VETERINARIO ASAMI: TEORICO E PRATICO SULLE METODICHE DI ILIZAROV - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA DELL’APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA (POA) - Centro Studi SCIVAC/AVULP, Perugia - Via Morettini, 19 - ECM: 8 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it DIAGNOSI E TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE DELLE GHIANDOLE SALIVARI, DELL’ARTICOLAZIONE TEMPOROMANDIBOLARE E DELLE PIÙ COMUNI AFFEZIONI ODONTOSTOMATOLOGICHE - Istituto Tecnico Agrario Tosi - Codogno (LO) - ECM: 4 Crediti - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

VANTAGGI E LIMITI DELLA CITOLOGIA NELLA PRATICA CLINICA - Hotel Federico II - Jesi (AN) - Via Ancona, 100 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it SI COMINCIA DA QUI! APPROCCIO ALLE PIÙ IMPORTANTI PATOLOGIE DEI CHELONI, E DEI RETTILI SQUAMATI. - “Facoltà di medicina veterinaria, Sassari” - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it CORSO DI MEDICINA D’URGENZA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 33 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 1ST SIVE SKI RESORT - Hotel Oswald - Selva di Val Gardena (BZ) - Via Meisules 140 - ECM: 7 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA ODONTOIATRICA - Roma - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it AGGIORNAMENTI DIAGNOSTICI E TERAPEUTICI SUL PRURITO ALLERGICO NEL CANE - Melià Roma Aurelia Antica, Roma - Via degli Aldobrandeschi 223 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI: III PARTE - CHIRURGIA DELL’APPARATO GENITO-URINARIO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CONGRESSO SIRE - SOCIETÀ ITALIANA DI RIPRODUZIONE EQUINA - Bologna, Hotel & Meeting Centergross - Via Saliceto, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it PRE-CONGRESS SIOCE - SOCIETÀ ITALIANA DI ORTOPEDIA E CHIRURGIA EQUINA - Bologna, Hotel & Meeting Centergross - Via Saliceto, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it PRE-CONGRESS SIPE - SOCIETÀ ITALIANA DI PODOLOGIA EQUINA - Bologna, Hotel & Meeting Centergross - Via Saliceto, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it ADVANCED COURSE ON SKIN IMMUNOLOGY - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it 13 CONGRESSO MULTISALA SIVE - Bologna, Hotel & Meeting Centergross - Via Saliceto, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it LA RICERCA DOCUMENTARIA SULLE BANCHE DATI SPECIALIZZATE IN MEDICINA VETERINARIA: CAB E PUBMED - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it L’APPROCCIO CLINICO DI BASE DEGLI ANIMALI NON CONVENZIONALI - “Hote Al Mulino “ Alessandria Via Casale, 44 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 20 novembre 2006

SOLUZIONI

Deposito temporaneo: quali sono i limiti temporali, intesi dalla chiusura del contenitore, per i rifiuti pericolosi a rischio infettivo?

QUIZ 2 Risposta corretta: b) Seminario ANMVI La gestione dei rifiuti sanitari in struttura veterinaria privata

Un anno

2 Kg

800 gr

Cinque giorni, per quantitativi non superiori a 200 litri trenta giorni

4 Kg

Non ci sono limiti temporali

QUIZ 1 Risposta corretta c) Evento AIVEMP Il Veterinario Ufficiale nella filiera lattiero casearia in applicazione del D.P.R. 54/97, maggio 2004

Un campione ufficiale di formaggio fresco eseguito ai sensi del D.P.R. 54/97 in uno stabilimento di produzione per la ricerca di Salmonella spp., Listeria monocytogenes, Escherichia coli e Staphylococcus aureus che peso finale avrà (comprensivo dell’aliquota lasciata al produttore):



Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 41