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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

Il Sen. Cursi ha istituito un tavolo tecnico sull’anagrafe equina. Il primo incontro è fissato per il 9 novembre. Per l’ANMVI parteciperà Sandro Barbacini, Presidente SIVE. I lavori saranno estesi anche alle altre problematiche del settore equino: sanitarie, normative e farmaceutiche.

ENPAV I Delegati ENPAV si riuniranno il 27 novembre per discutere una proposta di integrazione dell’art. 2 dello Statuto dell’Ente che introdurrà forme di tutela sanitaria integrativa tra le attività assistenziali. Due le scadenze in arrivo: la seconda rata dei contributi minimi obbligatori (2 novembre) e l’invio del Modello 1/2004 (2 dicembre).

BOLOGNA Sfida aperta durante l’inaugurazione dell’a.a. fra i candidati al rettorato dell’Ateneo di Bologna: l’attuale rettore Calzolari e il preside della facoltà di veterinaria, Cinotti. Al centro del contenzioso le priorità dell’ateneo: per il primo i finanziamenti alla ricerca e all’edilizia per il secondo la durata del mandato e un nuovo sistema di consenso nelle scelte politiche dell’Ateneo.

MICROCHIP Da novembre anche il Piemonte passa al microchip. La Regione ha reso noto che per adeguarsi è sufficiente prendere appuntamento con il proprio medico veterinario di fiducia “purché autorizzato” o con la ASL. 700mila i cani censiti nella Regione. Il nuovo metodo non si applica ai cani già tatuati, a meno che il tatuaggio non sia diventato con il tempo illeggibile.

RICERCA È operativo il Consiglio per la ricerca in agricoltura (CRA). Sono stati infatti approvati i regolamenti attuativi che ne definiscono la struttura: il Consiglio sarà suddiviso in 5 dipartimenti fra cui quello di biologia e produzione animale.

PANDEMIA Il direttore dell’Unità per le minacce alla salute della Commissione europea, George Gouvras, ha richiamato l’attenzione sulla grande diffusione di virus dell’influenza aviaria e sulla possibilità che si ricombini con virus umani. La commissione Europea, ha annunciato Gouvras, sta predisponendo un piano dettagliato in previsione di tale evento.

GATTO IPOALLERGENICO È in arrivo dai laboratori di Allerca, società di Los Angeles specializzata in ingegneria genetica, il gatto ipoallergenico. Si tratta di una versione geneticamente modificata dell’animale, priva della proteina contenuta nella saliva che gli permette di mantenere umida la pelle ma causa allergie alle persone. Il prezzo dell’animale sarà sui 3500 dollari.

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Anno 1, numero 38, dal 1 al 7 novembre 2004 Spedizione in abbonamento postale - 45% Art. 2 comma 20/b-Legge 662/96 - Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Fiducia revocata il 27 ottobre

Brevi ANAGRAFE EQUINA

382004

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Chieste le dimissioni di D’Addario L’ANMVI ha chiesto al Presidente della FNOVI di dimettersi dal Consiglio di Amministrazione dell’ONAOSI l Presidente dell’ANMVI, Paolo Bossi, ha scritto al Presidente della FNOVI chiedendogli di rassegnare le dimissioni dal Consiglio di Amministrazione dell’ONAOSI. La richiesta è stata formalmente inviata alla sede romana di Via del Tritone il 27 ottobre scorso. In indirizzo anche i componenti del Comitato Centrale della Federazione, ai quali il Presidente Bossi ha demandato “la responsabilità di prendere le decisioni più opportune per la grave prevaricazione subita”. Nella vicenda - ONAOSI, infatti, il Comitato Centrale e la Categoria non vennero consultati. Le decisioni furono assunte dal Presidente D’Addario, autonomamente e in base a posizioni personali malgrado le rilevanti conseguenze a carico di tutti i liberi professionisti. Scrive quindi Bossi che i medici veterinari rappresentati dall’ANMVI “non si sentono più tutelati, nei loro interessi legittimi” e che “visto il venir meno del rapporto di fiducia che dovrebbe sussistere tra il Presidente FNOVI ed i veterinari tutti” l’ANMVI si è vista costretta a chiedergli di dimettersi da un organismo in cui egli rappresenta la Federazione e con essa tutta la Categoria. Da un’attenta valutazione dei documenti che ricostruiscono la vicenda ONAOSI (tutti pubblicati dal nostro giornale sui numeri 36 e 37) sono inconfutabilmente emerse le modalità con cui il Presidente della FNOVI ha dato il proprio benestare all’estensione del contributo obbligatorio a tutti i medici veterinari privati. Alla richiesta di Aristide Paci, Presidente dell’ONAOSI, di produrre un parere “affinché nell’ambito della discussione in Parlamento sulla Legge Finanziaria del 2003” venisse resa obbligatoria la contribuzione a tutti i sanitari iscritti all’Ordine professionale, il Presidente D’Addario rispose: “Sentiti tutti i componenti del Comitato Centrale, la Federazione da me presieduta esprime parere favorevole”. Era il 31 ottobre 2002. Pochi mesi dopo, a giochi parlamentari fatti, l’organo ufficiale della Federazione pubblicava uno stralcio della relazione del Presidente FNOVI al Consiglio Nazionale del 5 aprile 2003 in cui si legge “senza aver sentito le Federazioni, il Ministro ha voluto inserire nella Legge Finanziaria di quest’anno una norma che ci riguarda”. Chiamato dall’ANMVI a chiarire come avesse proceduto e se avesse a suo tempo consultato il Comitato Centrale, il Presidente D’Addario ha risposto l’11 ottobre di quest’anno che, mancando i “tempi per una convocazione del Comitato Centrale”, raggiunse “telefonicamente” “alcuni Colleghi liberi professionisti”. Sappiamo che la Federazione venne coinvolta. Il Presidente Paci, dopo aver individuato “insieme al Ministro” come risolvere la questione finanziaria della Fondazione si rivolse a tutte le federazioni dei sanitari: medici-odontoiatri, farmacisti e veterinari. Sappiamo anche che non ci fu nessuna convocazione del Comitato Centrale e che il Presidente D’Addario agì in base a valutazioni personali, ritenendosi “fermamente convinto che la Categoria non avrebbe avuto niente da ridire”. E invece la Categoria ha prodotto migliaia di firme di protesta. E quanto ai componenti del Comitato Centrale, che essi non condividano le determinazioni del loro Presidente è dimostrato dalla recente deliberazione di procedere legalmente, come Federazione, contro l’estensione dell’obbligo contributivo. Non poteva che concludersi così, con la richiesta di dimissioni e con la revoca della fiducia da parte dell’ANMVI nei confronti del Presidente D’Addario, una vicenda connotata da irregolarità tanto gravi. L’ANMVI respinge anche l’insinuazione del Presidente D’Addario di “voler dar voce a una tardiva reazione provocata solo dall’aver ricevuto i bollettini di pagamento”. Il no dell’ANMVI all’obbligo ONAOSI risale al 10 gennaio 2003. Grazie all’ANMVI i medici veterinari italiani hanno potuto contare sul diritto alla rappresentanza. Grazie all’ANMVI hanno fatto valere il loro diritto alla verità.

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Il presidente della FNOVI, Domenico D’Addario.

Il mio migliore amico a trasmissione di Rete4 condotta da Enrica Bonaccorti ha raggiunto la sua autonomia. La nota conduttrice ha dichiarato al quotidiano Libero: “Dopo quattro anni all'interno di Buona Domenica finalmente camminiamo con le nostre zampe. Sono circa 2000 i cani che tramite il programma hanno trovato collocazione in tutta Italia. Sono stati tolti dalle strade, dai pacchi appesi ai cassonetti o buttati dalle macchine, dalle cucciolate troppo numerose e anche dalle mani di chi non sapeva o faceva finta di non sapere di trattare con esseri viventi”. Sinceramente non abbiamo mai apprezzato molto questa trasmissione esempio della peggior televisione nazional-popolare ed imperniata di un superficiale pietismo animalista strappa lacrime. Siamo sempre stati convinti che il problema dell'abbandono e del maltrattamento degli animali debba essere risolto in modo serio con provvedimenti legislativi specifici e controlli severi. Non crediamo che il portare in televisione dei poveri animali in cerca di padrone e metterli all'asta fra chi si commuove di più o esprime per primo il suo “buon cuore” possa essere una

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@nmviOggi. L’informazione quotidiana on line

soluzione, anzi, rischia di essere un alibi per chì è responsabile di questo situazione. Con tutto il rispetto per il volontariato e per gli importanti risultati che raggiunge non crediamo che possa essere la soluzione del problema. Ad oggi in Italia non esiste ancora un'anagrafe canina nazionale che coordini quelle regionali e per i gatti nessuno ha neppure incominciato a parlarne. Queste trasmissioni poi, quando affrontano problemi riferiti alla salute ed al benessere degli animali invece di coinvolgere esperti medici veterinari convocano le figure professionali più diversificate diffondendo notizie in modo superficiale, incompleto se non informazioni che non hanno alcun fondamento scientifico. Questo nuovo ciclo de “Il mio migliore amico” prevede la presenza in trasmissione di un nostro collega di Perugia. Gli facciamo i migliori auguri sperando che riesca a portare un contributo professionale serio e corretto. Non sarà facile visto che si troverà a fianco il principe Ascanio del Grande Fratello che terrà una rubrica fissa: “Va dove ti porta il cane”. ■

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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 ATTUALITÀ

Nuove regole elettorali

Ordini alla prova dei laureati triennali Proposto dal Sottosegretario Siliquini uno schema di regolamento elettorale che stabilisce il voto e la rappresentanza degli iscritti alla sezione B degli Ordini lcuni Ordini professionali sono già direttamente toccati dal problema dei laureati triennali, quei dottori-non-dottori- da iscrivere in una sezione B dell’Albo accanto alla sezione A dei professionisti di laurea quinquennale. Sono gli ordini dei dottori agronomi (che hanno compreso la figura dello zoonomo), degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, degli assistenti sociali, degli attuari, dei biologi, dei chimici, dei geologi, degli ingegneri e degli psicologi. La veterinaria per ora sta a guardare, ma il problema è solo rinviato. Dopo mesi di riunioni e tavoli di confronto, il Sottosegretario all’Università Maria Grazia Siliquini ha messo a punto uno sche-

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ma di regolamento elettorale nel quale i triennali avranno voto e rappresentanza. Il regolamento discende dal DPR 328/2001 che ne prevede espressamente l’emanazione. Ebbene ci siamo. Una bozza di regolamento ha visto finalmente la luce a metà ottobre ed è stata sottoposta ai primi ordini chiamati a fare i conti con i triennali e che dovranno andare alle elezioni entro e non oltre il 31 dicembre 2004. La reazione del CUP3, il Coordinamento Universitari e Professionisti Triennali, non si è fatta attendere: la proposta del Ministero non dà reali garanzie di partecipazione alla vita ordinistica ed appare solo orientata a risolvere gli assetti interni degli ordini. ■

Dentro o fuori? Anche la veterinaria dovrà sciogliere le riserve e fare i conti con i laureati triennali. Se li porterà dentro il proprio sistema ordinistico, dovrà confrontarsi con lo schema di regolamento del Sottosegretario Siliquini e naturalmente sottoporlo all’approvazione della Federazione. La FNOVI si era già espressa negativamente rispetto all’ingresso delle lauree brevi nell’ordinamento dei medici veterinari, ma potrebbe riconsiderare la questione se il loro ingresso in una ipotetica sezione B portasse a definire il percorso formativo, le caratteristiche e le competenze di queste nuove figure professionali. In altre parole, se si potesse arrivare a ricondurre le lauree brevi in funzione ausiliaria e non competitiva con il ruolo del medico veterinario; non da ultimo, l’ingresso nell’Albo veterinario equivarrebbe a “controllarle”, sia sotto il profilo deontologico che disciplinare. L’argomento è stato toccato dalla Commissione ministeriale per la professione veterinaria nell’ultimo incontro del 26 ottobre. Riferisce Aldo Vezzoni (foto), Segretario FNOVI: “Abbiamo proposto di poter accogliere solo alcune lauree brevi, quelle non in conflitto con la professione e che possono convivere con gli iscritti laureati in medicina veterinaria. L’ingresso nell’Ordine potrebbe influire sulle scelte universitarie e contribuire a definire i requisiti professionali nell’ambito di un percorso formativo condiviso tra Ordine e Università. Potrebbe anche dare maggiori garanzie di convivenza, facendo ricadere questi laureati nella nostra regolamentazione deontologica e professionale”. Certamente si creerebbe una significativa discriminazione fra le lauree brevi con inquadramento professionale di tipo ordinistico e tutte le altre. L’ingresso nell’Ordine potrebbe aprire dunque una via di “sfoltimento” e di riqualificazione di tante lauree brevi? Per gli studenti, e anche per le facoltà, lo sbocco in un Albo professionale costituisce un valore aggiunto, determinante nella scelta e nell’attivazione di un corso di laurea breve. “La sostanza- conclude Vezzoni- è decidere se averle o non averle nell’Ordine, tenendo conto che tutto ciò che sta dentro è regolamentato, mentre tutto ciò che sta fuori potrebbe configurarsi come concorrenza o abuso”.

SCHEMA DI D.P.R. RECANTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PROCEDURE ELETTORALI E DI COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI DISCIPLINARI DEI CONSIGLI DEGLI ORDINI AI SENSI DELL’ARTICOLO 1, COMMA 18, DELLA LEGGE. N. 4/1999 E DELL’ARTICOLO 4 DEL D.P.R. N. 328/2001. (15 ottobre 2004) (...) Art. 2 Composizione dei consigli degli ordini locali 1. (...) i consigli degli ordini locali (...) sono formati da un numero di componenti iscritti alle sezioni A e B dei rispettivi albi pari a sette se il numero complessivo degli iscritti non supera i 100, a nove se supera i 100 e non i 500, a 11 se supera i 500 ma non i 1500, a 15 se supera i 1500. 2. (...) la rappresentanza degli appartenenti alla sezione A è determinata in misura non inferiore al 50 per cento dei componenti del consiglio; quella degli appartenenti alla sezione B è assicurata proporzionalmente al numero degli iscritti complessivi all’albo. 3. I consiglieri dell’ordine rappresentano tutti i professionisti appartenenti all’albo e sono eletti dagli iscritti, senza distinzione di sezioni o settori di appartenenza. 4. I componenti del consiglio restano in carica quattro anni. 5. I componenti che per qualsiasi motivo siano venuti a mancare sono sostituiti dai candidati compresi nella graduatoria che, per minor numero di voti ricevuti, seguono immediatamente gli eletti all’interno di ciascuna sezione dell’albo. Qualora venga a mancare la metà più uno dei consiglieri, si procede a nuove elezioni.

Art. 3 Elezione del consiglio dell’ordine locale 1. L’elezione del consiglio si svolge nei 30 giorni precedenti la scadenza di quello in carica e la data è fissata dal consiglio. 2. Il consiglio dell’ordine uscente rimane in carica sino all’insediamento del nuovo consiglio. 3. L’avviso di convocazione per l’esercizio del diritto di voto è spedito a tutti gli iscritti nell’albo per posta raccomandata o a mezzo fax, ovvero consegnato a mano, almeno 23 giorni prima della data fissata per la prima convocazione. In luogo dell’avviso spedito o consegnato a mano, la notizia della convocazione può essere pubblicata in almeno un giornale quotidiano locale per due volte consecutive. La notizia della convocazione è pubblicata entro tre giorni dalla data in cui il consiglio ha indetto le elezioni. 4. L’avviso e la notizia di cui al comma precedente contengono l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora di inizio e di chiusura delle operazioni di voto, nonché delle procedure elettorali e del numero degli iscritti alle due sezioni alla data di indizione delle elezioni medesime, che costituisce indice di riferimento per i calcoli di cui al presente regolamento. 5. In prima convocazione, l’assemblea è regolarmente costituita con l’intervento di un terzo degli aventi diritto, per gli ordini con più di 1500 iscritti all’albo; della metà degli aventi diritto, per gli ordini con meno di 1500 iscritti all’albo. In seconda convocazione, l’assemblea è regolarmente costituita con l’intervento di un quinto degli aventi diritto, per gli ordini con più di 1500 iscritti all’albo; di un quarto degli aventi diritto, per gli ordini con meno di 1500 iscritti all’albo. In terza convocazione, l’assemblea è regolarmente costituita qualsiasi sia il numero degli aventi diritto presenti. Ai fini della regolare costituzione dell’assemblea si computano le schede deposte nel seggio nel periodo di apertura ai sensi del successivo comma 14. 6. Gli iscritti nell’albo esercitano il diritto di voto presso il seggio ovvero uno dei seggi istituiti nella sede dell’ordine. Qualora siano istituiti seggi fuori dalla sede dell’ordine, i dati relativi alle votazioni confluiscono immediatamente nel seggio centrale. 7. È ammessa la votazione mediante lettera raccomandata, ove deliberata dal consiglio. L’elet-

tore, all’uopo, richiede alla segreteria dell’ordine la scheda debitamente timbrata e la fa pervenire al seggio, prima della chiusura delle votazioni nell’assemblea in prima convocazione, in busta chiusa sulla quale sono apposte la firma del votante, autenticata nei modi di legge, nonché la dichiarazione che la busta contiene la scheda di votazione. Ove sia raggiunto il quorum costitutivo, il presidente del seggio, verificata e fattane constatare l’integrità, apre la busta, ne estrae la scheda, senza aprirla, e la depone nell’urna. Ove non sia raggiunto il quorum, il voto espresso per corrispondenza concorre ai fini del calcolo dei quorum della seconda convocazione e, in subordine, della terza. 8. Il consiglio, con la delibera che indice le elezioni, sceglie per ciascun seggio, tra gli iscritti, il presidente, il vice-presidente, il segretario e due scrutatori. 9. Durante la votazione è sufficiente la presenza di almeno tre componenti del seggio. 10. L’elettore viene ammesso a votare previo accertamento della sua identità personale, mediante l’esibizione di un documento di identificazione ovvero mediante il riconoscimento da parte di un componente del seggio. 11. L’elettore ritira la scheda elettorale, che indica il numero dei consiglieri da eleggere per ciascuna sezione dell’albo. Il voto viene esercitato, compilando, in segreto, la scheda che, per essere valida, deve contenere, per ciascuna sezione, un numero di nomi, scelti tra coloro che si sono candidati ai sensi del comma 12, uguale a quello dei componenti da eleggere. La scheda è deposta chiusa nell’urna. 12. Le candidature vanno indicate al consiglio dell’ordine fino a sette giorni prima della data fissata per la prima convocazione. Il consiglio dell’ordine ne assicura l’idonea diffusione presso i seggi per l’intera durata delle elezioni. 13. Nel caso in cui non sia stato raggiunto il quorum, il presidente, sigillate in un plico per l’archiviazione le schede votate al seggio, rinvia alla successiva convocazione, che deve avere luogo il giorno successivo feriale. Le schede archiviate nel plico non concorrono ai fini del calcolo del quorum della successiva convocazione. 14. Il seggio elettorale è aperto, in prima convocazione, per otto ore nella stessa giornata; in seconda convocazione, per otto ore al giorno per gli otto giorni feriali immediatamente consecutivi; in terza convocazione, per otto ore al giorno per i dieci giorni feriali immediatamente consecutivi. 15. I tempi della seconda e terza convocazione di cui al comma 14 sono ridotti alla metà negli ordini con meno di 3000 iscritti. 16. Il seggio è chiuso, anche per lo scrutinio, dalle ore 22.00 alle ore 9.00. Concluse le operazioni di voto, il presidente del seggio dichiara chiusa la votazione ed assistito da due scrutatori procede immediatamente e pubblicamente allo scrutinio. 17. Risultano eletti, per ciascuna sezione, coloro che hanno riportato il maggior numero di voti. 18. Nel caso in cui non siano state presentate candidature da parte di iscritti alla sezione B dell’albo, tutti i consiglieri sono eletti tra i candidati iscritti alla sezione A. 19. In caso di parità è preferito il candidato che abbia maggiore anzianità di iscrizione all’albo e, tra coloro che abbiano uguale anzianità, il maggiore di età. 20. Il presidente del seggio centrale proclama il risultato delle elezioni e ne dà immediata comunicazione al Ministero della giustizia.

Art. 4 Presidente del consiglio dell’ordine 1. Il consiglio dell’ordine elegge nel proprio seno un presidente iscritto alla sezione A dell’albo. 2. Il presidente ha la rappresen-

tanza dell’ordine, di cui convoca e presiede il consiglio e l’assemblea. Il presidente è tenuto a convocare l’assemblea quando ne viene richiesto dalla maggioranza dei componenti del consiglio ovvero da un quarto degli iscritti all’albo.

Art. 5 Composizione, elezione e presidenza del consiglio nazionale dell’ordine 1. (...) il consiglio nazionale degli ordini (...) è costituito da 15 componenti, che restano in carica cinque anni, ripartiti tra gli iscritti alla sezione A e B (...). 2. I consiglieri del consiglio nazionale rappresentano tutti i professionisti iscritti negli albi tenuti dagli ordini locali senza distinzione riguardo alle sezioni o settori di appartenenza. 3. Le cariche di consigliere nazionale e di consigliere locale sono incompatibili. 4. A ciascun consiglio spetta un voto ogni 100 iscritti o frazione di 100, fino a 200 iscritti; un voto ogni 200 iscritti fino a 600 iscritti; un voto ogni 300 iscritti, oltre i 600 iscritti. 5. All’elezione del consiglio nazionale si procede presso ciascun ordine locale. A tal fine ciascun consiglio dell’ordine delibera, a maggioranza dei presenti, i nomi dei 15 componenti che intende eleggere sulla base del modello di scheda predeterminato dal Ministero della giustizia. Per la sua validità, la scheda deve essere compilata, per ciascuna sezione, con un numero di nomi, scelti tra coloro che si sono candidati ai sensi dell’articolo 3, comma 12, uguale a quello dei componenti da eleggere. Ad ogni candidato indicato nella scheda sono attribuiti tutti i voti spettanti all’ordine. 6. Le candidature vanno indicate entro il giorno stabilito nell’avviso di convocazione dal Ministero della giustizia, ove è altresì stabilito il giorno nel quale tutti i consigli procedono alla votazione. 7. Nel caso in cui non siano state presentate candidature da parte di iscritti alla sezione B dell’albo, tutti i consiglieri sono eletti tra i candidati iscritti alla sezione A. 8. In caso di parità è preferito il candidato che abbia maggior anzianità di iscrizione all’albo e, tra coloro che abbiano uguale anzianità, il maggiore di età. 9. Il consiglio nazionale elegge nel proprio seno un presidente tra i componenti iscritti nella sezione A dell’albo. 10. Al presidente del consiglio nazionale si applicano le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 2, del presente regolamento.

(...) Art. 10 Procedimenti disciplinari 1. Fatto salvo quanto previsto dai singoli ordinamenti professionali per l’istruttoria, il consiglio, ove competente in materia disciplinare ai sensi degli ordinamenti medesimi, giudica gli iscritti. Nell’esercizio di tale funzione esso è composto dai consiglieri appartenenti alla sezione del professionista assoggettato al procedimento. 2. Ove il numero dei consiglieri iscritti alla sezione B dell’albo non sia tale da costituire un collegio, il consiglio giudica in composizione monocratica. 3. In caso di parità di voti, prevale quello del consigliere con maggiore anzianità di iscrizione.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 ANMVI INFORMA

La professione e il rapporto con gli Ordini e il Presidente del Consiglio Berlusconi, il Ministro Castelli ed il Sottosegretario Vietti manterranno le promesse più volte fatte al mondo professionale, la proposta di legge per la riforma degli Ordini e delle professioni dovrebbe arrivare in Parlamento per la discussione entro fine ottobre. Dopo più di dieci anni forse è la volta buona anche se non sono in molti a crederci. Per dare un parere sul testo definitivo che sarà proposto dal Governo dobbiamo quindi aspettare di leggerlo nella speranza che la bozza Vietti non finisca di essere completamente stravolta. All'inizio del 2003 @nmviOggi aveva proposto alcuni sondaggi sul tema “La professione ed il rapporto con gli Ordini” che diventano ora di grande attualità anche in riferimento all'interessante discussione che si sta sviluppando sulla Vetlink sull'argomento: Ordini, loro ruolo, competenze, impegno, ecc. Alla domanda riferita ad un parere sulla bozza di riforma degli Ordini il 45% dei veterinari che hanno partecipato al sondaggio ammetteva di non conoscerne il testo, a dimostrazione che spesso la categoria non è molto attenta ai problemi professionali che la riguardano. Il 14% ha espresso un parere non sul testo ma sul fatto che è una riforma attesa da anni, il 38% è convinto che non sia una vera riforma e solo il 3% ne ha apprezzato i contenuti. I temi trattati dagli altri sondaggi entravano nel vivo della gestione degli Ordini per valutare l'attenzione dei veterinari verso i loro organi di rappresentanza. Che tipo di elettore sei?, riferito al-

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I sondaggi di @nmvi Oggi LA PROFESSIONE E IL RAPPORTO CON GLI ORDINI Sondaggi dal 1 DICEMBRE 2002 ad Aprile 2003 (ciascun sondaggio viene proposto per 15 gg. consecutivi) 1. dicembre 2002 2. gennaio 2003 3. febbraio 2003 4. marzo 2003 5. aprile 2003 Totale Partecipanti Media per sondaggio

239 271 320 347 318 1495 299

* i sondaggi di @nmvi Oggi sono stati sospesi dal 16 dicembre al 7 gennaio 2003 in concomitanza con le festività natalizie

le elezioni degli Ordini ed alla propensione al voto, era il quesito di un sondaggio che introduceva direttamente l'argomento ordinistico. L'85% ha dichiarato di votare sempre, l'8% saltuariamente, nessuno ha ammesso di non aver mai votato ed il 7% ha dichiarato che non voterà più, probabilmente deluso dal Consiglio da lui sostenuto o nella convinzione che il suo voto non cambierà comunque una situazione per lui insoddisfacente. Se questi dati corrispondessero ad una realtà nazionale non ci sarebbe il problema di dover ripetere spesso le elezioni per mancato raggiungimento del quorum. Alla domanda: Sei disposto ad assumere cariche per la professione?, domanda che si allargava anche alle associazioni professionali, il 26% ha risposto di no, e l'11% “Non più”, evidentemente per esperienze passate e di scarsa

soddisfazione. Fra coloro che al contrario si sono dichiarati disponibili ad un impegno negli Ordini o in altre organizzazioni professionali, il 24% si è espresso a favore dei primi mentre il 39% per le altre organizzazioni. È giusto ricordare però che i risultati dei nostri sondaggi, quando si parla di questi temi, possono essere in parte falsati dal fatto che chi risponde è in genere iscritto alla Vetlink ed esprime quindi già una particolare attenzione ai problemi professionali. Un altro sondaggio toccava un punto sempre molto dibattutto e controverso: Ritieni che debba ricevere un compenso chi assume cariche ordinistiche? La questione non è di poco conto. Molti liberi professionisti, infatti,evitano incarichi di questo genere perché dovrebbero distogliere troppo tempo dal loro lavoro subendo, quindi, di conseguenza, una significativa perdita economica. Per lo stesso motivo capita che Consigli di Ordini a netta maggioranza libero professionale esprimano poi un Presidente veterinario pubblico perché nessun'altro vuole accollarsi questo impegno. Il 28% di chi ha partecipato al sondaggio si è espresso contro ogni retribuzione, il 38% sempre a favore, il 18% a favore ma solo nel caso che sia un libero professionista e l'16% si è dichiarato d'accordo ma solo per alcune missioni. I risultati dimostrano le posizioni molto diverse e controverse che esprime la categoria veterinaria. L'ultimo sondaggio si riferiva al potere disciplinare degli Ordini. Il 57% ritiene che sia scarsamente esercitato, il 2% che a volte è esercitato con eccessi, il 14% dichiara che da parte degli Ordini servirebbe più vigilanza e meno sanzioni ed il 27% che il potere disciplinare andrebbe rafforzato. Il giudizio che ne esce è comunque poco lusinghiero nei confronti degli Ordini che secondo la maggioranza dei veterinari non si assumono il loro

ruolo o le loro reponsabilità. È anche vero che se andassimo a fare una analisi dei vari Ordini ne emergerebbe una situazione molto varia e diversificata. Alcuni Ordini sono molto rigidi ed intervengono spesso ed in modo molto fermo, altri non intervengono mai e lasciano correre anche quando la situazione è talmente chiara ed evidente da non lasciare alcun dubbio. Anche come ANMVI abbiamo potuto constatare la diversità di atteggiamento e comportamento quando giriamo agli Ordini, per

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competenza, denunce o segnalazioni che ci pervengono. Se dovessimo trarre delle conclusioni basandoci sui risultati di questi sondaggi si potrebbe dire che: i veterinari italiani sanno poco della riforma degli Ordini anche perché convinti che cambierà molto poco, sarebbero in buona parte disposti ad un impegno in ambito professionale se stimolati e coinvolti ma certamente più in ambito associativo che ordinistico, credono nel diritto/dovere del voto per la elezione dei Consigli degli Ordini sia pur con qualche dubbio sulla capacità di questi organismi di svolgere seriamente il loro ruolo istituzionale. Questo atteggiamento di sfiducia emerge ancora più forte nell'ultimo sondaggio riferito alla capacità degli Ordini di assumersi un compito serio di vigilanza e controllo. Infine sono convinti che l'impegno professionale negli organi di rappresentanza debba essere remunerato soprattutto quando si tratta di liberi professionisti. ■

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di Antonio Manfredi


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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 L’INTERVISTA

Intervista alla ricercatrice Camilla Pagani

di Sabina Pizzamiglio

Ragazzi violenti con gli animali. Quale ruolo per il medico veterinario? Uno studio del CNR ha analizzato il rapporto con gli animali di bambini e adolescenti dai 9 ai 18 anni. Dai veterinari i segnali certi della violenza econdo la ricercatrice Camilla Pagani “gli atti brutali verso gli animali sono spia di un ambiente non sereno in famiglia. Bambini maltrattati sono a loro volta protagonisti attivi di maltrattamenti”. Il problema è stato affrontato dall’Istituto di Scienze della Cognizione del CNR che ha condotto uno studio sugli atti di violenza da parte di bambini e adolescenti a danno degli animali di famiglia. Lo studio è stato presentato il 1 ottobre nell’ambito del convegno Bambini e animali: empatia e crudeltà. Secondo Camilla Pagani, ricercatrice del citato Istituto “un rapporto negativo con l’animale può essere l’indicatore potenziale di una situazione esistenziale patogena del bambino e può anticipare suoi futuri comportamenti antisociali. Mentre, attraverso un rapporto positivo con l’animale, il piccolo può essere agevolato nella ‘comprensione del diverso’, traguardo importante dello sviluppo e conquista significativa del processo di socializzazione”. In tutto questo c’è un ruolo anche per la medicina veterinaria? La risposta di Camilla Pagani è sì: “negli ultimi trent’anni- ha dichiaratol’analisi del rapporto dei bambini e degli adolescenti con gli animali è stata particolarmente approfondita dal mondo scientifico e si è arricchita di nuove prospettive e di nuovi orientamenti, producendo, ad esempio, collegamenti con la psicologia dello sviluppo, la psicologia clinica, quella sociale, la sociologia, il diritto e la medicina veterinaria”.

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Partiamo da qui, dottoressa Pagani, come e in che misura la medicina veterinaria ha contribuito a queste ricerche? La medicina veterinaria ha dato un importante contributo a livello internazionale allo studio del rapporto bambino-animale e uomo-animale in genere, soprattutto per quanto riguarda la violenza e l’empatia nei riguardi degli animali. Nel caso della violenza, ad esempio, i veterinari si sono impegnati nell’identificare i segnali certi di abuso di un animale, nello stesso modo in cui pediatri e neuropsichiatri infantili si sono impegnati nell’identificare i segnali certi di abuso di un bambino. Nel caso dell’empatia, alcuni veterinari cercano, anche attraverso interventi educativi nelle scuole, di favorire un rapporto positivo tra il bambino e l’animale, promuovendo tra l’altro la conoscenza delle caratteristiche biologiche, etologiche e psicologiche dell’animale. È molto interessante il fatto che

molti gesti di violenza siano compiuti proprio a danno dell’animale da compagnia. Che significato attribuisce a questo dato? Può farci qualche esempio delle conflittualità più diffuse? In realtà dalla ricerca che ho condotto con la collaborazione del Prof. Francesco Robustelli dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR e del Prof. Frank Ascione della Utah State University (ricerca che ha avuto un finanziamento da parte del Comune di Roma, Ufficio Diritti Animali) sugli atteggiamenti e comportamenti dei bambini e degli adolescenti italiani (9-18 anni) nei riguardi degli animali, risulta che solo il 31% circa degli alunni autori di atti ostili verso gli animali, coinvolti nel nostro studio, hanno rivolto questi atti verso il loro pet. Inoltre si tratta per lo più di atti non particolarmente gravi. Diverso è il caso invece di Luke Woodham, che nel 1997 all’età di 16 anni negli Stati Uniti ha ucciso la madre e due compagni di scuola. Qualche tempo prima aveva scritto nel suo diario di aver torturato e ucciso il suo cane. Ci possono essere diverse motivazioni alla base della violenza verso gli animali. Una di queste può essere il trasferimento dell’aggressività che si prova verso un individuo “più forte” (ad esempio un padre violento) ad un individuo più debole (ad esempio un fratello più piccolo o un animale). Questo trasferimento è anche facilitato da un processo di apprendimento di modelli di comportamento di adulti significativi (nel caso del padre violento, ad esempio, l’esercizio del potere di un individuo più forte su di un individuo più debole).

ri, sia positivi che negativi, della qualità del rapporto tra l’animale e il suo proprietario.

Quale ruolo intravede per il medico veterinario in questi episodi? Di prevenzione o anche di intervento? Sia di prevenzione che di intervento.

La zooantropologia applicata alla didattica scolastica è un settore della medicina veterinaria che promuove l’educazione nelle scuole al corretto rapporto con l’animale. Che ruolo può giocare la scuola nella prevenzione delle violenze sull’animale e per intervenire sui comportamenti? Un ruolo importantissimo, soprattutto perché in molte famiglie è spesso carente l’educazione al rispetto dell’animale, della natura e dell’“altro” in generale. La scuola può quindi favorire nel bambino e nell’adolescente lo sviluppo di rapporti positivi sia nei riguardi della natura che degli umani in genere.

Capita che siano proprio i ragazzi ad accompagnare l’animale dal veterinario. Crede che ci siano degli indicatori o dei segnali, provenienti dall’animale ma anche dai proprietari a cui è affidato, a cui il medico dovrebbe far attenzione per individuare eventuali conflittualità in atto o latenti? Come ho detto prima, sono state elaborate delle indicazioni su come riconoscere più facilmente i segni certi di abuso in un animale. Il veterinario inoltre può anche riconoscere negli adolescenti e negli adulti che accompagnano alla visita il loro pet alcuni segnali indicato-

Dalla vostra indagine emerge un quadro con luci ed ombre sulla presenza dell’animale in famiglia. Cosa può dirci di questo ruolo “spia” dell’animale da compagnia sulla qualità dell’ambiente familiare in cui vive un ragazzo? Tra i dati più interessanti di questo quadro di luci ed ombre c’è ad esempio che l’81% circa dei bambini e degli adolescenti che ha e/o ha avuto un pet prova e/o ha provato molto affetto per lui, ma anche che il 33.5% dei casi di violenza agli animali di cui i nostri alunni sono stati testimoni si riferiscono a forme di maltrattamento di un pet da parte del suo proprietario, molto spesso a scopo di disciplina. Tra l’altro la ricerca psicologica ha ormai ampiamente dimostrato che comportamenti violenti verso un pet in ambito familiare sono facilmente indicatori di una situazione esistenziale patogena presente nella famiglia, situazione che può essere contraddistinta in alcuni casi da forme gravi di violenza sia fisica che psicologica nei riguardi dei membri più deboli del nucleo familiare e quindi non solo degli animali ma anche dei bambini e delle donne. In definitiva è consigliata la presenza di un animale da compagnia nelle famiglie in cui ci sono bambini e adolescenti? È consigliata, ma solo se nell’ambito della famiglia sono presenti quelle caratteristiche che garantiscono il benessere fisico e psicologico dell’animale.

Alcuni dati della ricerca econdo i dati dell’Istc-Cnr*, una volta su tre i ragazzi se la prendono con il proprio animale. Una volta su cinque la ragione della violenza è il semplice divertimento. L’età più a rischio è quella tra i 13 e i 14 anni. I risultati derivano da un questionario distribuito in 12 scuole tra Roma e Firenze. Hanno risposto circa 300 alunni, dai 9 ai 18 anni. I comportamenti violenti sono molto più frequenti tra i ragazzi (23, 8%) rispetto alle ragazze (9,7%). Gli episodi sono stati divisi in quattro livelli: dal meno grave (come infastidire un gatto 40,4%), fino al più crudele (uccidere un mammifero o un uccello, 4,2%). Le torture inflitte agli animali e registrate dalla ricerca (tagliare la coda alle lucertole, legare con nodo scorsoio un gatto alle inferriate, colpire i piccioni con la fionda o infilzare con siringhe piene d’alcool un gatto, l’animale più seviziato) contraddicono l’animalismo dichiarato dai ragazzi che per il 90% sono contrari all’uso di pellicce, per l’82% dicono no alla caccia e in maggioranza non vorrebbero più gli animali nei circhi e negli zoo. Spiega Frank Ascione, professore di psicologia dell’Università statunitense dello Utah: “I bambini e gli adolescenti crudeli verso le bestie hanno una maggiore probabilità, una su tre, di manifestare in età adulta comportamenti ripetutamente feroci e pericolosi”. *Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è Ente pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese.

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della possibilità di tutelare per dettato costituzionale gli animali. Come si conciliano i dati della vostra ricerca con questi nuovi orientamenti normativi e con una diffusa sensibilità animalista che soprattutto i giovani dicono di approvare e rispettare? Alcuni dati della nostra ricerca si conciliano con una più diffusa sensibilità animalista. Ad esempio, sono soprattutto i bambini (9-10 anni) a provare molta sofferenza nel ripensare a quando hanno visto maltrattare un animale, rispetto ai ragazzi più grandi. Inoltre sono sempre i bambini (9-10 anni) ad essere più contrari ai giardini zoologici. Questo atteggiamento può essere appunto in parte spiegato anche dalla maggiore sensibilizzazione ai problemi degli animali e della natura in generale che si è venuta sviluppando negli ultimi anni nella società italiana e in particolare nella scuola, specialmente nella scuola elementare e nella scuola media.

Infine, un dato molto significativo emerso nella nostra indagine (forse il dato più significativo) e che non è emerso in ricerche realizzate in altri paesi, è quello legato al concetto di violenza verso gli animali dei bambini e degli adolescenti coinvolti nel nostro studio. Attraverso le loro risposte al nostro questionario alcuni hanno infatti espresso un concetto di violenza verso gli animali che possiamo definire “allargato”, in quanto include non solo i comportamenti socialmente non accettati che procurano danno, sofferenza o morte all’animale ma anche comportamenti socialmente accettati che procurano danno, sofferenza o morte all’animale, quei comportamenti cioè che la comunità scientifica che si occupa di queste tematiche e in genere l’opinione pubblica non considerano violenti (ad esempio uccidere una zanzara, investire accidentalmente un animale o uccidere un animale a scopo di cibo). ■

Un aiuto per gli adolescenti in carcere lla X Conferenza mondiale sulle interazioni uomo-animale, organiz-

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zata dalla IAHAIO (International Association of Human Animal In-

teraction) è stata presentata una ricerca di Project Pooch, organizzazione impegnata nell’utilizzo di animali a fini sociali e nel recupero di cani abbandonati o provenienti da rifugi. La ricerca ha dimostrato come il 100% dei detenuti adolescenti che ha potuto partecipare a un pro-

La nostra società si sta muovendo in direzione più che garantista per gli animali. Il Parlamento ha approvato una legge contro i maltrattamenti che ha modificato il codice penale e sta discutendo

gramma di recupero coadiuvato dalla presenza di un cane non era più ritornato in carcere. Non solo. Alcuni giovani con problemi comportamentali come la perdita di controllo o il disprezzo per l’autorità sono stati abbinati a cani “difficili”, che sono riusciti a insegnare ai padroncini ribelli il senso di responsabilità, di pazienza e di compassione.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 ATTUALITÀ

2003-2004: le stime dell’Associazione Industrie della Sanità Animale

Additivi in calo, farmaci in crescita soddisfacente AISA sta lavorando ad un nuovo regolamento comunitario sugli additivi per l’alimentazione animale. La direttiva 2004/28/Ce? Un progetto europeo di “riscrittura ed evoluzione” del farmaco veterinario “Tra giugno 2003 e lo stesso mese del 2004 il settore degli additivi per l’alimentazione animale ha registrato un calo del 3,5% rispetto ai dodici mesi precedenti”. A sottolineare l’andamento negativo di questi prodotti dell’industria della sanità animale è Giuseppe Pradella, presidente di AISA, l’Associazione di Federchimica che riunisce 36 aziende del settore per un fatturato annuo, comprensivo del feed e dei medicinali, stimato in 550 milioni di euro a valori industriali. Non tutti i comparti hanno comunque mostrato battute d’arresto perché, sempre nello stesso periodo, è andata meglio al segmento dei medicinali per gli animali da compagnia e da reddito che rappresentano insieme un business piuttosto sostanzioso. In particolare, i prodotti veterinari destinati agli animali da compagnia sono cresciuti in maniera soddisfacente guadagnando il 5% rispetto ai dodici mesi precedenti grazie a un consolidato processo di progressiva sostituzione di prodotti “tradizionali” con prodotti “innovativi” e moderni. Per i prodotti degli animali da reddito le vendite stanno attraversando una fase di difficoltà legata prevalentemente alla riduzione del patrimonio zootecnico nazionale e ai diversi

problemi che affliggono gli allevamenti. Le stime di AISA evidenziano questo andamento con un segno tendenziale moderatamente negativo (-2%). Dal punto di vista legislativo anche i primi mesi del 2004 sono stati dedicati dall’associazione alla definizione, in collaborazione con le istituzioni nazionali, di linee guida per un nuovo regolamento comunitario sugli additivi per l’alimentazione animale. “L’obiettivo - dice Giacomo Fortuni, direttore di Aisa - è quello di agevolare un’interpretazione nazionale del regolamento più vicina possibile a quella degli altri Paesi della Ue in vista di un’armonizzazione definitiva delle nuove regole”. L’attività associativa si è focalizzata anche sulla valutazione delle direttive 1829 e 1830 relative agli organismi geneticamente modificati, in particolare per quanto riguarda la produzione di additivi con l’impiego di organismi geneticamente modificati a uso confinato. “Obiettivo di Aisa - sostiene Fortuni - è stato anche quello di sottolineare la posizione dell’industria nazionale ed europea presso le autorità europee e italiane”. In vista della sempre crescente attenzione verso le tematiche della qualità e tracciabilità lungo tutta la filie-

ra le industrie hanno sostenuto un progetto europeo relativo a norme di qualità e regole di tracciabilità. Il progetto, lanciato dalla Federazione europea dei produttori di additivi per l’alimentazione animale, di cui Aisa è partner italiano, è chiamato Fami-Qs e rappresenta il livello più avanzato a oggi di “Regole di autodisciplina e certificazione della Qualità”. Si prevede che questo programma entri in vigore nel 2005. Sempre dal punto di vista normativo il 2004 ha portato altre novità: la pubblicazione della direttiva 2004/28/Ce, un progetto europeo di “riscrittura ed evoluzione” dell’intera materia legislativa del farmaco veterinario. Aisa ne ha seguito tutta l’evoluzione a livello europeo collaborando attivamente con il ministero della Salute italiano al fine di prepararne il recepimento. Sul piano nazionale è stato inoltre fatto un ulteriore passo in avanti in vista della revisione delle Autorizzazioni all’immissione in commercio (Aic) dei medicinali registrati prima del 2000. L’obiettivo è l’aggiornamento di tutti i dossier registrativi per un’importante categoria di prodotti e sulla messa a punto dei corretti tempi di sospensione da applicare nell’uso di questi farmaci veterinari. Da

registrare positivamente la forte collaborazione tra ministero e Aisa al fine di trovare regole comuni, chiare e condivise dell’intero processo che, sotto un profilo strettamente numerico coinvolge

più di un migliaio di prodotti. La pubblicazione di un decreto che fissi le “nuove regole del gioco” è atteso per i primi mesi del 2005.(da Agrisole del 22-28 ottobre 2004) ■

È in arrivo la Carta di Credito ANMVI-VISA on i prossimi numeri di Professione Veterinaria verrà distribuita a tutti i medici veterinari la modulistica per richiedere la carta di credito ANMVI-VISA. L’attivazione del servizio, annunciato per settembre, subisce un brevissimo rinvio dovuto al perfezionamento degli ultimi dettagli procedurali da parte di CONSEL SpA (Gruppo Banca Sella). Il modulo che troverete allegato alla rivista richiederà una semplice compilazione da inviare a Consel. Il nuovo servizio finanziario proposto dall’ANMVI ha intanto riscosso l’attenzione del Sole 24 Ore che a luglio ha dedicato un articolo alla “carta dei medici veterinari”. Un servizio per “un pubblico di nicchia” nella definizione del quotidiano economico, ma che per l’ANMVI ha soprattutto un significato di aggregazione e di affermazione dello status di medico veterinario. La carta avrà un canone annuale di 20 euro e potrà essere utilizzata per i pagamenti a saldo e rateali. È prevista una copertura assicurativa per i casi di uso fraudolento e per impossibilità di pagamento a causa di infortunio e malattia del titolare.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 ATTUALITÀ

La Camera approva il “nuovo” articolo 9

Animali verso la tutela costituzionale La Repubblica Italiana “promuoverà” il rispetto degli animali. Ma non prima di tre ulteriori passaggi parlamentari ’Aula di Montecitorio ha concluso giovedì 28 ottobre la discussione sulla modifica dell’articolo 9 della Costituzione italiana, approvando un comma aggiuntivo che recita: (la Repubblica italiana) “Tutela l’ambiente e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Protegge le biodiversità e promuove il rispetto degli animali”. Il provvedimento torna al Senato e dovrà subire altri tre passaggi parlamentari. L’Assemblea aveva presentato numerose proposte alternative a questa formulazione. L’emendamento più significativo rispetto alla considerazione costituzionale degli animali era stato proposto dall'On. Boccia che aveva chiesto di riscrivere così il terzo comma: (...) “Protegge le biodiversità e contrasta il maltrattamento degli animali”. Secondo il relatore del provvedimento, l'On. Giulio Sch-

L

midt (FI) si tratta di una riforma storica perché “è la prima volta nella storia della nostra Repubblica che viene toccato uno dei principi fondamentali”. Sull’inserimento degli animali nel dettato costituzionale osserva: “Sono consapevole che alcuni colleghi autorevoli hanno espresso la loro perplessità, in quanto ci apprestiamo a rivedere il cuore della nostra Costituzione e ci si chiede fondamentalmente se questa riforma sia legittima. A questa domanda rispondo che tale riforma, non solo è legittima, ma è necessaria”. La I Commissione affari costituzionali della Camera aveva ritenuto di non modificare gli attuali due commi dell’articolo 9 della Carta ma aggiungerne un terzo, completando l’articolato con l’arricchimento di nuovi valori. “Il riconoscimento in Costituzione degli animali- ha detto il relatore in Aula, riferendosi alla ratifica del trat-

tato europeo fissata per il 29 ottobre - tra pochi giorni, sarà non più la scelta di uno Stato, ma della stessa Europa. È il medesimo Trattato per la Costituzione europea a sancire il valore intrinseco degli animali, non in quanto specie, ma in quanto individui. La Costituzione europea enuncia, infatti, in maniera inequivocabile, che l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti. Si tratta di un’enorme svolta culturale, voluta dal nostro stesso paese, che ha presentato la proposta dell’articolato. È un riconoscimento di cui l’Italia, in questa riforma, non può non tenere conto. Ciò soprattutto per una questione di coerenza: sarebbe paradossale, infatti, che l’Italia si adoperasse per una riforma in Europa e si discostasse dalla stessa riforma al proprio interno”. ■

Risparmia una telefonata… manda una e-mail dai nostri uffici avrai le risposte che chiedi ANMVI - info@anmvi.it ANMVI REGIONE - inforegione@anmvi.it AIVEMP - segreteria@aivemp.it FSA - info@fsa-vet.it SIVAR - info@sivarnet.it SIVAE - info@sivae.it SIVE - info@sive.it SCIVAC - ISCRIZIONI,CONGRESSI, SEMINARI E CORSI info@scivac.it SCIVAC - SOCIETÀ SPECIALISTICHE - socspec@scivac.it SCIVAC - DELEGAZIONI REGIONALI - delregionali@scivac.it EV - Eventi Veterinari info@evsrl.it EV - Edizioni Veterinarie - editoria@evsrl.it EV - Amministrazione - amministrazione@evsrl.it EV - Marketing e pubblicità - marketing@evsrl.it

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Tutela, dignità o rispetto? l tema è quello di inserire o di non inserire nella nostra Costituzione un passaggio che sottolinei l’attenzione agli animali, questi esseri viventi, senzienti, che da millenni accompagnano l’evoluzione dell’uomo, che sono stati per l’uomo mezzo di trasporto per sé e per le merci, fonte di calore, fonte di abbigliamento, fonte di cibo, compagni nella caccia e che oggi sono fonte di compagnia, strumento nella pet therapy, ausilio insostituibile per i disabili (basterebbe pensare ai privi di vista o agli affetti da paresi gravi). Questi esseri viventi senzienti sono portatori di diritti? Io sono convinto di sì! Il mondo animale presente nel nostro paese potrebbe esser diviso in tre categorie: la fauna selvatica, gli animali da reddito, gli animali da affezione. Un discorso a parte andrebbe fatto per gli animali degli zoo o per quelli utilizzati nei circhi, che rientrano comunque tra gli animali utilizzati a scopo produttivo e commerciale. Gli animali esotici, sempre più diffusi nel nostro paese, dovrebbero essere oggetto di una riflessione a sé stante, così come gli animali utilizzati nella sperimentazione. Soprattutto per il settore della fauna selvatica, non si può prescindere dal concetto di ambiente ed è quindi opportuno inserire nella modifica dell’articolo 9 della Costituzione il concetto della tutela ambientale. Si configurerebbe una maggiore garanzia del benessere e della tutela degli animali e verrebbe sottolineata l’esigenza della salvaguardia dell’ambiente. È però estremamente difficile intervenire con una o due parole sulla specificità del mondo animale, sia per le diverse tipologie di animali - come ho indicato prima - sia per due aspetti fortemente radicati nella nostra cultura, che potrebbero trovarsi in contrasto con ogni modifica dell’articolo 9 della Costituzione stessa: da un lato, l’utilizzo degli animali da reddito per l’alimentazione umana o per altri processi produttivi; dall’altro, l’esercizio dell’attività venatoria non legata a fabbisogni alimentari, ma che viene considerata “sportiva”. Durante il lungo iter del provvedimento in esame si è parlato di tutela degli animali, di dignità degli animali, di rispetto degli animali, di protezione degli animali e, ancora, di benessere degli animali. Il testo che oggi ci viene sottoposto parla di promozione del rispetto degli animali. Mi pare che, in tal modo, sia stato raggiunto un buon punto di mediazione. Le strade astrattamente percorribili erano sostanzialmente due: la prima era quella di limitarsi ad una vaga enunciazione di principio che avrebbe avuto lo scopo di favorire una maggiore attenzione, sic et simpliciter, verso il mondo animale; la seconda, più difficile e più coraggiosa, perché in potenziale contrasto con gli interessi di talune categorie, portava a riconoscere all’animale uno stato giuridico intermedio tra l’oggetto e l’uomo e, conseguentemente, la titolarità di diritti. Su quest’ultima linea si è attestata l’Unione europea quando, nel Trattato di Amsterdam, ha definito gli animali esseri senzienti. Da parte sua, l’Assemblea federale svizzera ha decretato, nell’ottobre del 2002, che gli animali non sono cose, ma esseri viventi dotati di sensibilità. Inoltre, una grande figura della storia dell’umanità, il Mahatma Gandhi, sosteneva che la civiltà di un popolo si misura anche da come questo tratta i suoi animali. Il Parlamento italiano ha la possibilità, oggi, di colmare una notevole lacuna e di portare il nostro paese nell’ambito delle nazioni davvero civili (dall'intervento in Aula di mercoledì 27 ottobre dell'On. Gianni Mancuso).

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Gli animali nel Trattato UE l Trattato che istituisce una costituzione per l’Europa (la cui ratifica è fissata per il 29 ottobre a Roma) agli articoli III-5 bis e III-43 introduce principi a favore degli animali, del loro benessere e della loro salute. Così recita l’articolo III-5 bis: nella formulazione e nell’attuazione delle politiche dell’Unione nei settori dell’agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca e dello sviluppo tecnologico e dello spazio, l’Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale. L’articolo III-43 invece dice: “L’articolo III-42 lascia impregiudicati i divieti o restrizioni all’importazione‚ all’esportazione e al transito giustificati da motivi di moralità pubblica‚ di ordine pubblico‚ di pubblica sicurezza‚ di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali‚ di protezione del patrimonio artistico‚ storico o archeologico nazionale‚ o di tutela della proprietà industriale e commerciale. Tuttavia‚ tali divieti o restrizioni non devono costituire un mezzo di discriminazione arbitraria‚ né una restrizione dissimulata al commercio tra gli Stati membri”. (dal testo approvato dalla Conferenza intergovernativa il 18 giugno 2004).

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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004

EUROPA

Sicurezza Alimentare

di Markos Kiprianou Commissario designato della UE alla Sanità

Le Agenzie non sono una panacea L’Autorità italiana è ferma in Commissione

SAS

di LUCARELLI M. & C.

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on le votazioni del 26 ottobre pomeriggio, la commissione Affari

Apparecchiature Radiologiche

sociali della Camera ha definito il testo di legge che istituisce

l’Autorità nazionale per la sicurezza alimentare. Un solo emendamento e Agenzie non sono certamente una panacea, anche se sono al corrente della reputazione di cui gode già l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. Intendo valutare attentamente le Agenzie che rientrano nelle mie competenze. Intendo anche accertarmi che il costo di creare un’Agenzia sia giustificato dal contributo che può dare, che la loro istituzione sia la migliore opzione per affrontare un’esigenza specifica ma anche che non vi sia sovrapposizione o duplicazione tra le funzioni delle Agenzie e ciò che la Commissione e gli stati membri devono fare. Ogni Agenzia comunitaria è unica e svolge una funzione individuale definita al momento della sua creazione. Intendo privilegiare le relazioni con tre Agenzie Ue: l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Aesa), il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cepcm) e l’Ufficio comunitario per la varietà delle piante (Ucvp). Inoltre, sarà vitale assicurare la cooperazione con l’Agenzia europea per la valutazione dei medicinali (Aevm), il Centro europeo per il controllo delle droghe e delle tossicodipendenze (Cecdt) e l’Agenzia ambientale europea (Aae). Nel caso della sicurezza alimentare, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Aesa) è stata creata nel 2002 in quanto organismo indipendente e responsabile per la valutazione del rischio relativamente alla catena alimentare mentre la comunicazione dei rischi è una responsabilità condivisa con la Commissione e gli stati membri. L’Aesa non ha un ruolo regolamen-

L

approvato che non modifica la struttura del provvedimento, il cui testo

Camere oscure

era stato assunto come base per la discussione lo scorso settembre. In sostanza, l’emendamento approvato precisa che le disposizioni della

Pellicole RX

legge si applicheranno alle regioni a statuto speciale e alle province au-

Elettromedicali

tonome, compatibilmente con i rispettivi statuti e norme di attuazione. L’articolato così definito sarà ora inviato al parere delle altre commissio-

Assistenza tecnica

ni competenti e poi, dopo la sessione di bilancio, lo si potrà licenziare dando mandato al relatore, Augusto Battaglia (Ds), di riferire all’Assemblea di Montecitorio. Numerosi gli emendamenti presentati dall’On Luana Zanella, fra i quali alcuni che recepiscono lo spirito di alcune proposte di modifica inviate dall’ANMVI. Fra questi, un emendamento all’articolo 9 mirante a rendere più esplicito ed incisivo il ruolo della veterinaria all’interno dell’Autorità e che dettagliava alcune materie di pertinenza scientifico-veterinaria: additivi, prodotti o sostanze usati nei mangimi, contaminanti nella catena alimentare, salute e benessere degli animali. Tutti gli emendamenti dell’On Zanella sono stati ritirati. Il Presidente della Commissione infatti, l’On Lucchese, “constata l’assenza del presentatore degli emendamenti Zanella e si intende che vi abbia rinunciato”. In sintesi, il nuovo testo prevede l’istituzione, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, dell’Autorità italiana per la sicurezza alimentare. Numerosi i compiti che le vengono assegnati a cominciare dal coordinamento degli interventi di analisi e di valutazione del rischio in campo alimentare, compresi i settori veterinario e ambientale che vi abbiano attinenza.

tare o di gestione del rischio, in quanto questi aspetti rimangono di competenza delle istituzioni europee, cioè della Commissione, del Parlamento e del Consiglio a seconda dei casi. L’Aesa ha tuttavia già sviluppato una indubbia capacità di influenzare il dibattito, in quanto il suo mandato è ampio e copre tutti gli aspetti della valutazione del rischio che riguardano direttamente o indirettamente la sicurezza della catena alimentare, nonché la salute e il benessere degli animali, la salute delle piante, la nutrizione e gli Ogm, esclusi quelli collegati ai prodotti medicinali. Con la separazione funzionale del-

la valutazione del rischio dalla gestione del rischio, è necessaria un’efficiente interazione tra la Commissione e l’Aesa, senza pregiudicare l’indipendenza del processo di valutazione del rischio. È necessario definire chiaramente i processi della valutazione del rischio e della gestione del rischio e il ruolo dei partecipanti con un processo interattivo e continuo che esige dialogo e comprensione da parte degli interessati. La Commissione ha creato un’unità specifica per assicurare un’efficiente interfaccia con l’Aesa. Per quanto riguarda la salute, è essenziale che il processo decisionale sia basato su fondamenta salde e conoscen-

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ze scientifiche sane nonché su dati affidabili e di qualità. Le consulenze scientifiche indipendenti svolgono un ruolo sempre più importante nei processi decisionali a livello istituzionale. È cruciale che l’Ue rafforzi la sua capacità di sorveglianza, allarme e reazione per assicurare un effettivo coordinamento degli sforzi nazionali. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che dovrebbe iniziare a funzionare nel 2005, svolgerà un ruolo importante per quanto riguarda la capacità dell’Ue. Tra i compiti del Centro possiamo citare la sorveglianza epidemiologica e la connessione in rete dei laboratori, l’elaborazione di pareri scientifici, l’allarme e reazione rapida, l’assistenza tecnica e le azioni in casi di emergenza. Il Centro rafforzerà inoltre il ruolo internazionale dell’Ue per quanto riguarda il controllo delle malattie trasmissibili. Nel 2007 sarà effettuata una valutazione esterna e indipendente delle realizzazioni del Centro e verrà studiata una possibile estensione dei suoi compiti. Seguendo i principi della buona amministrazione la Commissione dovrebbe essere meno coinvolta nella gestione dei programmi di spesa. Le Agenzie esecutive hanno l’obiettivo di alleggerire la Commissione dei compiti amministrativi pratici. La Commissione sta istituendo una struttura a tal fine che dovrà iniziare a operare all’inizio del 2005 per sostenere i servizi della Commissione per l’esecuzione del programma di salute pubblica. Questa è stata anche una ri-

chiesta del Consiglio e del Parlamento europeo al momento del negoziato su questo nuovo programma nel 2002, per rafforzare in modo significativo le competenze gestionali tecniche e finanziarie. L’Agenzia esecutiva consentirà alla Commissione di incentrare le sue attività su compiti strategici e continuare a sviluppare priorità e attività orientate verso il futuro. La Commissione continuerà a essere pienamente responsabile per quanto riguarda i necessari controlli e valutazioni dell’Agenzia. (da ItaliaOggi, del 18 Ottobre 2004) ■

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Cremona, Palazzo Trecchi 12-13 novembre 2004 13 CREDITI


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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 RIFLESSIONI

Tariffario e qualità professionale: facciamo un po’ di conti

di Stefano Candotti

ecentemente nella vetlinklist dell’ANMVI è stato aperto e dibattutto uno di quegli argomenti che, per natura stessa dei forum di dicussione virtuali, aprono poi diverse altre porte dialettiche ma non riescono mai a mettere un punto conclusivo alla discussione in sé. Il dibattito iniziale, emerso da altre questioni di metodica chirurgica, quasi per caso si è poi incentrato su investimenti qualitativi e concorrenza tariffale nell’approccio alla clientela, che si può essenzialmente riassumere in alcune domande: • Si può essere competitivi senza perderci economicamente, aumentando gli investimenti della propria struttura? • Si può viceversa essere competitivi solo sulla base del costo tariffale? In tempi di crisi economica, di sovraffollamento della popolazione libero-professionale veterinaria è inevitabile che per il gioco del mercato ci troviamo ad affrontare miriadi di strutture tra cui scegliere. L’offerta per lo più, in assenza di altri tangibili e verificabili, viene valutata da un parametro di fondo: il valore dell’onorario richiesto dal professionista. Ma è davvero tutto liquidabile così? Possiamo liquidare tutto con una valutazione puramente commerciale? È indiscutibile che le differenze tariffali dipendono da molte variabili, spesso di costo della vita relativo all’area geografica in cui si lavora. A parità di intervento, lo stesso varia di prezzo da Milano a Messina. Quindi non sempre un costo relativamente minore è indice di gioco al ribasso. La cosa curiosa è vedere perché varia di prezzo nell’ambito della stessa area lavorativa, oppure se varia solo a causa degli investi-

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menti professionali e tecnici affrontati. Le risposte emerse nella discussione sono state molte e spesso contraddittorie, ma in sintesi indicano variazioni tariffali e di qualità a partire da motivazioni quanto mai eterogenee: • Non investo perché dovrei aumentare i costi e nessuno verrebbe più da me. • Non investo perché tanto la gente non mi fa fare più di tanto. • Non aumento le tariffe in modo proporzionale ai costi perché a 100 metri fanno la stessa cosa al 30% di meno. D’altro canto, risposte classiche da chi ha investito molto nella propria attività sono: • Ho investito molto e non vedo perché dovrei lavorare in perdita. • Non trovo deontologico che si faccia concorrenza solo su base tariffale non lavorando allo stesso mio modo. Allo stato attuale, a parità di tutte le variabili ambientali indicate, l’utente che ha davanti due strutture non di rado prima di decidere dove rivolgersi per ottenere una prestazione, utilizza l’unico metro di giudizio a sua disposizione: l’onorario che gli è stato preventivato. E spesso sceglie il collega più economico... a prescindere da qualsiasi altra considerazione. Quindi il cliente non percepisce altro, arrivando a conclusioni spesso fuorvianti: cioè che noi veterinari comunque lavoriamo tutti allo stesso modo e la differenza tra due professionisti la fa solo la bravura individuale, senza tenere in nessun conto il livello di standard operativi che osserviamo. In realtà comunicare al cliente in modo comprensibile e diretto le motivazioni di onorari maggiori di altri non è semplice, perché il cliente, nella stragrande maggioranza dei casi, non coglie gli aspetti tecnici e non riesce a capire fino in fondo la differenza ad es. tra un approccio clinico X anziché Y. La difficoltà di questa operazione di informazione nasce allora dalla nostra diffusa mancanza di un modo omogeneo di lavorare, di standard qualitativi riconoscibili e soprattutto dalla non - riconoscibilità degli sforzi economici e tecnici a cui ci sottoponiamo per offrire un livello qualitativo migliore alla clientela. Siamo i primi a non crederci.

Ecco allora che chi si sforza di dare impulso alla propria qualità non viene a volte premiato, chi vorrebbe aumentare il proprio livello non lo fa per paura di non esser premiato e chi non ha interesse a migliorarsi non lo fa e basta senza particolari patemi perché comunque gioca sui costi al pubblico ed economicamente non ci rimette. E lo può fare solo in mancanza di standard lavorativi omogenei. C’è da domandarsi se, di fronte a maggiori richieste di qualità e di professionalità da parte dell’utenza nel corso degli anni, sia ancora opportuno fare leva così tanto sull’aspetto economico dell’onorario. È vero che viviamo un periodo economicamente non florido, ma questo non toglie che esistono degli imperativi professionali che non ci obbligano a creare tutti delle megacliniche degne di Star Trek, ma sicuramente a sceglierci un livello professionale e seguirlo in modo coerente ed adeguato: cioè decidiamo a che livello lavorare e operiamo nei modi consoni fin dove decidiamo di arrivare. Oltre quel livello possiamo arrivare se decidiamo di attrezzarci in modo idoneo per svolgere determinati compiti tecnici oppure no. Altrimenti nessuno ci impedisce di passare la mano, evitandoci costi insostenibili e non remunerati dal cliente oppure evitando di affrontare determinati impegni clinici attraverso scorciatoie terapeutiche o di dotazione strumentale che sicuramente abbassano i costi, ma anche la sicurezza ed il livello di quel che facciamo. Per ottenere questo obbiettivo, l’unico strumento possibile è la standardizzazione del nostro lavoro, in modo da avere un modus operandi più omogeneo, la possibilità di essere valutabili per il livello clinico (base, specialistico ecc.) che scegliamo e di vederlo riconosciuto ed apprezzato, in modo da offrire all’utente dei punti di orientamento altrimenti impossibili da definire. A questo punto il merito di investire nella propria professionalità potrebbe davvero diventare un misuratore tangibile sia nei rapporti tra colleghi che presso il pubblico ed un incentivo che paga economicamente ed in termini di soddisfazione propria e dell’utenza, che finalmente può scegliere come orientarsi in base a qualche dato più consistente del solo prezzo tariffale, che non rende invece giustizia né al nostro lavoro né alla clientela stessa. E ci garantirebbe maggiore credibilità di quanta non ne abbiamo ora con il vecchio gioco al massacro degli onorari da discount. ■




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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004

RUBRICA LEGALE E FISCALE

Sentenza del Consiglio di Stato

Animali in premio? Il Comune può vietarlo I Iva e prestazioni in l Comune può vietare di offrire animali come vincite in giochi a premi. Lo riconosce la sentenza 6317 del 27 dicembre pronunciata dal Consiglio di Stato, che ha bocciato il ricorso di un esercente attività di spettacolo viaggiante, contro il provvedimento. Il Consiglio di Stato ricostruisce la disciplina sulla materia e precisa

limiti e poteri regolamentari dei Comuni. Il Dlgs sulla protezione degli animali utilizzati negli esperimenti scientifici, è stato interpretato dai giudici della Cassazione civile come una disciplina che ammette l’esercizio di quelle pratiche solo se è accertata l’impossibilità di seguire metodi alternativi e solo se gli interventi rispettano le regole dettate

dallo stesso Dlgs. Mentre i giudici penali della Suprema Corte più volte hanno sottolineato i principi alla base dell’articolo 727 del Codice penale recentemente modificato, volti a reprimere qualunque forma di maltrattamento, concetto nel quale fanno rientrare non solo le sevizie e le torture, ma anche l’abbandono e l’incuria. Passando poi

alle competenze del Comune, nonostante dagli atti normativi non sia espressamente fondato il potere regolamentare dell’ente locale, tale assenza non comporta alcuna illegittimità dell’atto, dal momento che sia la legge 142/90 sia gli orientamenti più diffusi sostengono che gli enti locali possono spaziare oltre le materie contemplate espressa-

mente poiché dotati di poteri di auto-organizzazione. ■

Svizzera Abito a Como e sono veterinario professionista. Ho effettuato delle prestazioni a clienti di Pontechiasso, Svizzera. Come dovrò fatturarle, con Iva o senza? Le prestazioni in parola andranno fatturate con regolare applicazione dell’Iva ordinaria del 20%. Per i veterinari, infatti, al fine della rilevanza territoriale delle proprie prestazioni, vale il principio che le lega all’abituale residenza del professionista, giusto art. 7, comma 3, del dpr 633/72. Non essendo, infatti, la loro attività riconducibile a quella (per esempio) di consulenza resa dagli ingegneri o dagli avvocati, la stessa non può essere inquadrata nella fattispecie derogatoria di cui al successivo comma 4, lettera d), di detto art. 7. (Italia Oggi, Quesitario, 25 ottobre 2004)

Il medico veterinario e il riscatto della laurea Sono medico veterinario e dopo la laurea ho lavorato per circa un anno presso un ambulatorio privato. Ho poi iniziato la libera professione e dall’11 febbraio 1980 sono iscritto all’Enpav, pagando i contributi obbligatori. Può essermi utile provvedere ora al riscatto della laurea sinora rimandato? Il riscatto del corso legale di laurea è conveniente anche per il fatto che il relativo costo potrà essere dedotto totalmente dal reddito complessivo ai fini dell’Irpef. (L’esperto risponde - Il Sole 24 Ore, 20 settembre 2004)

La quota dell’Ordine non si detrae dal “730” In sede di compilazione del modello 730 presso un Cas si è posto il seguente problema: la quota annuale di iscrizione all’ordine dei giornalisti può essere indicata nelle detrazioni a fini Irpef? In caso affermativo, a che rigo? La risposta è negativa in quanto la quota di iscrizione all’albo professionale di appartenenza non è configurabile come spesa per la frequenza a corsi di istruzione secondaria e universitaria che potrebbe dar luogo alla detrazione del 19% della spese sostenuta ai sensi della lettera e) dell’articolo 15 del Tuir. La stessa non è configurabile nemmeno come onere deducibile ai sensi dell’articolo 10 del medesimo decreto. (L’esperto risponde - Il Sole 24 Ore, 26 settembre 2004) ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 ANMVI REGIONE

ANMVI Puglia scrive all’Assessorato Regionale Tre le questioni poste: Passaporto Europeo, Strutture Veterinarie, E.C.M. on una lettera inviata nei giorni scorsi al Direttore dell'Ufficio 4° dell'Assessorato alla Sanità della Regione Puglia, Onofrio Mongelli, il Consiglio Direttivo ANMVI Puglia ha posto all’attenzione alcune problematiche riguardanti il passaporto europeo, l’accordo sulle strutture veterinarie e l’ECM. In riferimento al passaporto europeo per cani, gatti e furetti si legge, nella lettera a firma del Vice Presidente di ANMVI Puglia, Sergio Caporaletti: “a seguito delle richieste di chiarimenti giunte alla nostra Associazione sul rilascio del Passaporto Europeo sul territorio regionale; considerato che la normativa Europea è entrata in vigore il 1 ottobre scorso e che, a tutt’oggi, nessuna comunicazione risulta pervenuta alla componente privata della nostra professione; al fine di poter dare corretta informazione ai nostri iscritti, Le chiedo, di comunicare, con cortese solerzia, alla delegazione regionale che rappresento, le determinazioni in merito approntate da codesto Assessorato.” In riferimento all’accordo Stato-Regioni del 26 novembre 2003 sulle strutture veterinarie - ANMVI Puglia nel ricordare che “entro il 31 dicembre la Giunta Regionale, sarà chiamata a deliberare, secondo quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni, in merito a denominazione, requisiti tecnico-strutturali ed iter autorizzativi delle strutture sanitarie veterinarie pubbliche e private”, ha chiesto un incontro in Regione “al fine di collaborare con l’Amministrazione per permettere l’adozione di decisioni il più possibile vicine alle esigenze degli operatori sanitari interessati”. A riguardo ricordiamo le parole di Aldo Vezzoni in occasione del Consiglio Straordinario FNOVI che si è svolto lo scorso 16 gennaio, secondo cui l’accordo “colma un vuoto normativo e rappresenta un importante traguardo verso la regolamentazione della professione a vantaggio degli utenti e degli stessi medici veterinari”. La FNOVI stessa non ha nascosto “profonde riserve” sul documento nel corso del suo iter e di considerare questo Accordo il risultato

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A.N.M.V.I.

RC PROFESSIONALE In esclusiva per l’ANMVI, Sicuramente srl (Bernese AssicurazioniGruppo Allianz) ha realizzato una Polizza di Responsabilità Civile Professionale rivolta ai medici veterinari iscritti ad una Associazione Federata ANMVI. Per informazioni è attivo il numero verde:

800906377 Si veda anche al sito www.sicuramente.it

di “un’opera di mediazione”. Tuttavia, Carlo Scotti - Coordinatore ANMVI Regione e Vicepresidente ANMVI - ha ricordato che l'accordo si pone obiettivi di uniformità nazionale e pertanto le ANMVI Regioni nel darvi attuazione cercheranno di vigilare affinché l'ac-

cordo non venga diversificato. E sulla futura regolamentazione regionale dell’Educazione continua in Medicina, ANMVI Puglia chiede di essere ascoltata “per permettere di evitare, stante l’attuale conflitto a livello nazionale, che contrasti simili si sviluppino

nella Regione Puglia”. Per concludere, il vicepresidente del consiglio direttivo regionale, al fine di favorire il dialogo fra le istituzioni regionali e la veterinaria locale e per avviare collaborazioni costruttive e proficue, ha ricordato che l’ANMVI, in quanto affiliata

a Consilp-Confprofessioni, è riconosciuta dal Ministero del Lavoro come “parte sociale” ed ha pertanto titolo alla partecipazione dei tavoli di concertazione aventi in discussione temi o provvedimenti riguardanti la professione veterinaria privata. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 INFO REGIONI

Toscana, rapporto esclusivo per i dirigenti sanitari È quanto stabilito da una legge approvata dal Consiglio Regionale apporto esclusivo con il servizio pubblico per tutti i dirigenti sanitari toscani. La loro attività di liberi professionisti potrà essere esercitata solo all’interno delle strutture ospedaliere. La Regione va controcorrente rispetto alla linea decisa dal governo che riconosce la

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facoltà, ai dirigenti sanitari con rapporto di lavoro esclusivo, di poter optare per la non esclusività. Con la legge n. 43/2004 “Modifiche alla legge regionale n. 22 dell’8 marzo 2000, (Riordino delle norme per l’organizzazione del servizio sanitario regionale) in materia di svolgimento delle funzioni

di direzione delle strutture organizzative” approvata dal Consiglio Regionale nella seduta del 19 ottobre scorso, viene ribadito il principio che “gli incarichi di direzione di struttura, semplice o complessa, del servizio sanitario regionale, sono attribuiti ai dirigenti sanitari con rapporto di lavoro

esclusivo, che deve essere mantenuto per tutta la durata del mandato”. Gli incarichi di direzione struttura, semplice o complessa, del servizio sanitario regionale, sono conferiti anche ai professori e ai ricercatori universitari che svolgono un’attività assistenziale esclusiva per tutta la durata del-

l’incarico. Federico Gelli, Presidente della commissione Sanità, ha affermato che “nel corso delle audizioni è emerso un orientamento positivo da parte degli Ordini dei medici, dei Presidi delle tre facoltà di Medicina e Veterinaria con qualche criticità dai sindacati di categoria”. Gelli ha concluso il proprio intervento ribadendo la necessità di riorganizzare il sistema della libera professione. Diverse le reazioni delle opposizioni. Per la vicepresidente di Forza Italia Anna Maria Celesti “chi fuori dall’orario di lavoro decide di esercitare la libera professione non fa alcun furto nei confronti della struttura pubblica. Questo atto - aggiunge - creerà problemi a chi è capace e, prima del governo stesso, vedrà anche ricorrere qualche giudice del lavoro”. Il consigliere di Forza Italia Giovanni Barbagli sostiene invece che “i cittadini vogliono sapere chi hanno davanti ed è una questione di trasparenza fare una scelta tra pubblico e privato”. La legge, che intende disciplinare l’affidamento della responsabilità delle strutture dell’organizzazione sanitaria di competenza regionale, ha registrato il voto contrario di Forza Italia e Alleanza Nazionale, e quello favorevole della Margherita, dei Democratici di Sinistra e di Rifondazione comunista. La legge sarà pubblicata sulla parte prima del Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n. 42 del 2 novembre 2004. E sempre il 19 ottobre scorso, con la legge regionale n. 45/2004 il consiglio regionale ha anche stabilito di prorogare fino al 31 dicembre 2007 il termine per l’adeguamento dei requisiti delle strutture private che chiedono l’accreditamento alla Regione. ■

Umbria: istituito il passaporto per animali Sono state approvate dalla Giunta Regionale le linee applicative del regolamento n. 998/2003 dell’Unione Europea che istituisce l’obbligo del passaporto europeo per cani e gatti e furetti per viaggiare in Europa. Il passaporto anche in Umbria viene rilasciato - su richiesta dei proprietari ed a pagamento - dal Servizio Veterinario dell’Asl competente per territorio. Il costo del passaporto è di 15 euro. Per facilitare l’iter burocratico il “passaporto”, stampato e numerato dalle Asl, è distribuito anche ai medici veterinari liberi professionisti autorizzati, mentre la legalizzazione viene effettuata esclusivamente dai veterinari delle Asl ed ha validità di due anni.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 INFO REGIONI

Indennizzi agli allevatori per l’emergenza Blue Tongue Le modalità di erogazione sono state approvate dalla Conferenza Stato Regioni nella seduta del 14 ottobre a Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nella seduta del 14 ottobre scorso ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali recante i criteri e le modalità di erogazione degli indennizzi agli allevatori a seguito dell’emergenza blue tongue. La somma disponibile per la concessione di indennizzi agli allevatori, da ripartire tra le regioni interessate è di € 18.750.000,00. Gli indennizzi di cui all’art. 4 dell’ordinanza del 2 aprile 2004 da corrispondere agli allevatori che hanno subito danni indiretti, individuati nel calo qualiquantitativo della produzione lattiera sono determinati nella misura massima di € 58,8/bovina in lattazione e nella misura massima di € 15,4/pecora in lattazione, mentre per la ridotta inseminabilità o fecondabilità sono determinati nella misura massima di € 700 ogni 33 fattrici allevate per i bovini da carne e nella misura massima di € 13,2 ogni 40 pecore allevate per gli ovini da carne (art. 1.1). Secondo quanto stabilito al comma 2 dell’art. 1, al proprietario spetta una indennità pari al 100% del valore del mercato per gli ovini abbattuti per atassia o per distacco grave del vello, con ordinanza dell’autorità sanitaria, entro 10 giorni dalla vaccinazione. L’allevatore che intende beneficiare degli indennizzi sopra riportati, deve allegare alla domanda da presentare alle Regioni competenti per territorio la consistenza della mandria o del gregge prima della vaccinazione; l’elenco degli animali vaccinati; la scheda di indagine epidemiologica allegata al protocollo per la vaccinazione; lo scarto tra la consegna del latte prima delle vaccinazioni e quella dei 60 giorni successivi alla vaccinazione; l’ordinanza dell’autorità sanitaria competente e l’attestato di abbattimento da parte del veterinario ufficiale nel caso di atassia o di distacco grave del vello. L’indennizzo, per i danni indiretti conseguenti alla restrizione della movimentazione di bovini a seguito dei provvedimenti emessi dalle Autorità sanitarie per la febbre catarrale degli ovini, si legge al comma 1 dell’art. 2, da corrispondere alle aziende di allevamento situate in aree intorno a focolai di febbre catarrale degli ovini, diverse da quelle già individuate nell’allegato 1 della decisione 2004/34/Ce della Commissione del 6 gennaio 2004, sono così determinati (per bovino trattenuto in azienda per almeno 2 mesi): 1) bovino di età compresa fra i 6 e i 12 mesi, fino a € 31,00; 2) bovino di età compresa fra i 12 e

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24 mesi, fino a € 58,00; 3) vacche a fine carriera produttiva fino a € 72,00. Sono inoltre previsti indennizzi per le aziende di allevamento nelle quali durante la campagna

vaccinale 2004, si è verificata la comparsa di nuovi sierotipi non coperti che hanno comportato provvedimenti di misure restrittive alla movimentazione. ■

RIPARTIZIONE TRA LE REGIONI PER GLI INDENNIZZI BLUE TONGUE REGIONE LAZIO CAMPANIA MARCHE MOLISE UMBRIA TOSCANA SARDEGNA ABRUZZO BASILICATA CALABRIA PUGLIA SICILIA LIGURIA EMILIA ROMAGNA TOTALE GENERALE

INDENNIZZI (€) Art. 1 + Art. 2.6 1.740.973,55 2.026.014,80 3.087,85 413.816,49 59.151,06 2.670.353,25 6.068.397,31 81.193,80 2.581.041,54 432.264,94 1.873.003,84 75.701,56 0,00 0,00 18.025.000,00

INDENNIZZI (€) Art. 2.1-2 0,00 0,00 5.457,30 0,00 0,00 10.031,12 0,00 82.422,91 0,00 0,00 0,00 0,00 9.782,94 617.305,72 725.000,00

TOTALE (€) 1.740.973,55 2.026.014,80 83545,16 413.816,49 59.151,06 2.680.384,37 6.068.397,31 163.616,72 2.581.041,54 432.264,94 1.873.003,84 75.701,56 9.782,94 617.305,72 18.750.000,00


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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Soffio cardiaco nel gatto sano: come interpretarlo?

di Maria Grazia Monzeglio

Uno studio analizza la relazione tra soffio e malattia cardiaca nel soggetto asintomatico frequente la percezione di un soffio cardiaco durante l’auscultazione di un animale sano. Per determinare la prevalenza e l’eventuale correlazione del soffio con la patologia cardiaca nel gatto, 103 gatti domestici sani sono stati esaminati in un periodo di 8 mesi. Il soffio cardiaco veniva percepito in 22

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su 103 gatti (21%). In 7 di questi 22 soggetti veniva effettuata un’ecocardiografia. Un soggetto non presentava alterazioni ecocardiografiche, mentre negli altri sei si riscontravano: miocardiopatia ipertrofica (forma ipertrofica interventricolare settale [IVSH]; n = 4), ipertrofia ventricolare sinistra concentrica con valvulopatia (n = 1) e

sospetta IVSH (n = 1). Tre gatti sviluppavano un soffio cardiaco nel corso dello studio, riscontrato in esami successivi. Non si rilevavano differenze significative di età, sesso, razza, colore del mantello, colore degli occhi o frequenza cardiaca tra i gatti con o senza soffio cardiaco. Tra i 103 soggetti esaminati erano presenti 6 paia di

fratelli provenienti da abitazioni con più gatti e 16 gatti non imparentati provenienti da abitazioni con più gatti. La percentuale di gatti con soffio cardiaco era maggiore tra i gatti imparentati (5/12) rispetto ai gatti non imparentati (3/16), ma le differenze non erano significative. I risultati dello studio indicano che il soffio cardiaco è avvertibile in una vasta percentuale di gatti sani e che molti soffi sembrano essere causati da malattie cardiache strutturali in stato clinicamente silente. “Assessment of the prevalence of heart murmurs in overtly healthy cats” Cote E, Manning AM, Emerson D, Laste NJ, Malakoff RL, Harpster NK. J Am Vet Med Assoc. 2004 Aug 1; 225(3): 384-8

Aviare: in Olanda furono infettate almeno 1000 persone Uno studio mostra la vera estensione dell’epidemia di influenza aviarie dello scorso anno sami anticorpali hanno rivelato che nel 2003 almeno 1000 persone - molte più del previsto - hanno contratto il virus dell’influenza aviare durante la grave epidemia che colpì i polli in Olanda. L’ultimo studio effettuato rivela sorprendentemente che coloro che hanno sviluppato sintomi dopo essere stati infettati dal virus H7N7 hanno trasmesso l’agente patogeno al 59% delle persone con cui sono venuti in contatto. I risultati dello studio sono stati resi noti dall’Istituto per la salute pubblica e l’ambiente (RIVM) di Bilthoven. Prima che il virus H7N7 fosse sotto controllo sono stati eliminati in Olanda quasi 31 milioni di polli. Un veterinario è morto per l’infezione virale, e circa 450 persone hanno riportato problemi di salute (soprattutto infezioni agli occhi e congiuntiviti). In un articolo pubblicato a febbraio sulla rivista “The Lancet”, il virologo Marion Koopmans del RIVM e colleghi avevano comunicato di aver individuato il virus H7N7 in campioni oculari di 89 pazienti, usando la reazione a catena della polimerasi o coltivandolo. Per valutare la vera estensione dell’epidemia, Koopmans e colleghi hanno ora esaminato le persone a rischio, alla ricerca di anticorpi contro il virus. Hanno trovato anticorpi in quasi la metà delle 500 persone che avevano lavorato con i polli infetti. Basandosi sul numero totale dei lavoratori a rischio, i ricercatori concludono che almeno 1000 persone potrebbero essere state infettate, molte delle quali senza mostrare sintomi. ■

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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 DALLE ASSOCIAZIONI

Odontostomatologia felina a Recco “Odontostomatologia felina: nuovi approcci e terapie”. Questo il titolo dell’incontro di aggiornamento, svoltosi, domenica 10 ottobre 2004, a Recco (Genova), ed organizzato da ALIVELP (Associazione Ligure Veterinari Liberi Professionisti), SCIVAC (Delegazione regionale Liguria), Ordine dei Veterinari della Provincia di Genova ed INNOVET, in collaborazione con SIODOV (Società Italiana di Odontostomatologia Veterinaria) “Conoscere è potere”. Così ha esordito Renato della Valle, Amministratore Unico di Innovet, aprendo i lavori della giornata. “La Medicina Veterinaria - ha precisato della Valle - è un settore economico fortemente condizionato dalla conoscenza. Per il Veterinario, ma anche per l’azienda, ampliare le proprie conoscenze e competenze rappresenta un valore aggiunto di vitale importanza. Rappresenta, in fin dei conti, la differenza tra successo e insuccesso professionale, soprattutto in questo periodo non felice per la nostra economia nazionale”. Della stessa idea dovevano essere i numerosissimi partecipanti intervenuti al seminario di Recco e provenienti, oltre che da tutta la Liguria, dalle regioni limitrofe, Sardegna compresa, fino a saturare letteralmente la sala prescelta dagli organizzatori. Assai noto il relatore - Dea Bonello, presidente dell’EVDC (European Veterinary Dental College), vicepresidente di SIODOV, nonché di SCIVAC - introdotta da Paola Scapin, vicepresidente della Delegazione Regionale SCIVAC Liguria. Riassumiamo, di seguito, i contenuti salienti dell’incontro. IL PRACTICE MANAGEMENT Dea Bonello ha iniziato parlando di “practice management” in Odontostomatologia Veterinaria, quell’insieme di strategie gestionali da attuare per ottenere il massimo in efficienza pratica, redditività del servizio, standard di cure erogate. “Informare, innanzitutto - ha spiegato la Bonello in esordio di relazione - e proporre la miglior soluzione possibile, indipendentemente dalle possibilità economiche di chi abbiamo di fronte. Così facendo, non solo ci comportiamo in maniera eticamente corretta, ma, soprattutto, mettiamo in atto la miglior strategia possibile per valorizzare il nostro lavoro e convincere il proprietario ad eseguire gli interventi necessari; anche se costosi. Al contrario, fare “i conti in tasca al cliente” predispone ad una nostra minore incisività che, molte volte, può essere alla base della mancata compliance del proprietario.” La Bonello è stata, dunque, prodiga di consigli pratici. “È necessario - ha puntualizzato - mettere in conto un iniziale investimento, soprattutto per dotarsi di uno strumentario di buona qualità: dai vari tipi di estrattori/lussatori, differenziati per gatti e cani di diversa taglia, alle apparecchiature per l’esecuzione di radiografie intraorali”. Caldeggiata anche l’attivazione dei “pet corner” che, se ben gestiti, rappresentano una buona opportunità sia come utile servizio alla clientela che come incremento dell’attività professionale, ricavi compresi.

LA MALATTIA PARODONTALE DEL GATTO Patogenesi ed inquadramento clinico - Dea Bonello è passata, poi, alla trattazione della malattia parodontale. Una condizione assai frequente nella specie felina e che comprende diversi stadi di gravità: dall’iniziale gengivite - reversibile e, molto spesso, asintomatica - alla parodontite, malattia ad andamento ciclico ed irreversibile che, purtrop-

po non raramente, “guarisce solo quando il dente cade”. Oggetto di trattazione anche alcune malattie infiammatorie del cavo orale, di esclusivo appannaggio del gatto: la gengivostomatite cronica felina e le FORL (Feline Odontoclastic Resorptive Lesions), un tempo conosciute come “carie del colletto” e per le quali ancora non sono state individuate cause specifiche e terapie risolutive.

di Gualtiero Tanturli Presidente Delegazione SCIVAC Liguria

Dopo brevi richiami di anatomia dentaria, la Bonello si è lungamente soffermata sulla patogenesi della malattia parodontale, dando particolare enfasi al ruolo del mastocita. “Una cellula - ha detto - normalmente residente nella mucosa orale di cani e gatti, che viene attivata anche da stimoli di natura microbica. Ad esempio, quel micidiale cocktail di batteri, che si altera in composizione e quantità in corso di malattia

parodontale, agisce sui mastociti sia direttamente che indirettamente, attraverso l’attivazione delle vie immunologiche di difesa e protezione. A questa sollecitazione, il mastocita risponde con il rilascio di un surplus di mediatori - ad attività flogistica, algica e litica - chiamati direttamente in causa nell’innesco e nella progressione degli stati infiammatori della mucosa orale.” Dea Bonello ha poi inquadrato


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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 DALLE ASSOCIAZIONI

clinicamente la malattia parodontale, descrivendone i fattori scatenanti - placca in primis - e quelli predisponenti, sia di natura sistemica (es. età, malnutrizione, concomitante presenza di malattie organiche) che locale (es. traumi, malocclusioni, alterazioni della composizione salivare). Un doveroso cenno anche alla sintomatologia, spesso subdola, di queste malattie. “Non è detto - ha sottolineato, infatti, la relatrice - che il dolore sia presente, tant’è che, un tempo, la malattia parodontale veniva chiamata “parodontosi”, in quanto erroneamente si riteneva di origine degenerativa. Solo in un secondo momento, avendone delineato la ca-

ratteristica infiammatoria, le è stato attribuito il suffisso -ite”. Diagnosi - Successivamente, è stato affrontato il difficile terreno della diagnosi odontostomatologica. “Ogni dente è un paziente. Come fa un buon allenatore di hockey o di calcio, è necessario occuparsi prima di tutto dei singoli giocatori (i denti), analizzarne pregi e difetti, per poi passare alla visione complessiva della squadra (la bocca); senza, tra l’altro, trascurare l’analisi di altri elementi, come, ad esempio, il pubblico (i batteri) che possono seriamente influenzare l’andamento della partita (esito della malattia)”. In quest’ottica, Dea Bonello ha ri-

servato ampio spazio alla descrizione di strumentazioni e tecniche necessarie per eseguire un’approfondita indagine radiografica intraorale, fondamentale per avere una visione d’insieme dell’organo “bocca”, nonché mezzo essenziale per pervenire a diagnosi corrette e tempestive. Un accenno anche ai vari indici di sanguinamento spontaneo e/o provocato dal sondaggio parodontale (BOP, Bleeding on Probing) - e di mobilità degli elementi dentari, importanti non solo a livello diagnostico, ma anche nella scelta di eventuali interventi estrattivi. Terapia - Riguardo al trattamento, Dea Bonello ha, innanzitutto, enfa-

tizzato l’importanza della prevenzione: quel dettagliato programma di “igiene orale” che contempla non solo gli interventi dello specialista (es. spazzolatura e lucidatura dei denti, detartrasi) ma anche l’educazione del cliente/proprietario alla “home care”, le cure domiciliari comprendenti l’igiene quotidiana, il controllo dell’alimentazione ed il rispetto della periodicità del controllo odontoiatrico. La relatrice ha, poi, sottolineato la difficoltà di impostare una terapia medica di successo. “La parodontite - ha affermato - è curabile, ma non guaribile…E per molte malattie del cavo orale del gatto questa “curabilità” transita necessariamente attraver-

so la chirurgia di tipo estrattivo.” “È stato scientificamente dimostrato - ha continuato - che né farmaci sistemici, come FANS, antibiotici e cortisonici, né tanto meno le applicazioni topiche di agenti antinfettivi come la clorexidina, sono in grado di modificare la malattia. Anche gli antibiotici non hanno certo valenza risolutiva, tant’è che in caso di parodontite possono risolvere solo l’alitosi!”. “Molte volte - ha, poi, proseguito - mi capita di affrontare casi, riferiti o meno, di gatti sottoposti da lungo tempo ad ogni tipo di trattamento farmacologico che non ha portato alcun beneficio, ma che, al contrario, ha peggiorato la condizione sanitaria generale del soggetto, pregiudicando, o quanto meno rendendo più difficoltosa, l’applicazione di un corretto iter terapeutico.” La Bonello si è, quindi, concentrata sulle tecniche estrattive e sui vari indici diagnostici (es. BOP, grado di mobilità dentaria) che ne determinano la scelta. “Molte volte, estrarre i denti patologici rappresenta l’unico modo per eliminare la causa delle parodontiti del gatto…Purtroppo, l’alterata reattività della mucosa orale e la sintomatologia ad essa associata persistono anche parecchi mesi dopo l’intervento. In questo periodo, trova utilità l’impiego di un gel per uso topico a base di Aliamidi con attività riepitelizzante, batteriostatica e riequilibrante l’alterata reattività. Le Aliamidi, infatti, sono sostanze in grado di ripristinare l’integrità della mucosa orale in maniera assolutamente fisiologica, dal momento che agiscono normalizzando la funzionalità del mastocita, quella cellula primariamente implicata nella genesi e nella progressione dell’infiammazione del cavo orale.” CONCLUSIONI - La giornata ha avuto il merito di fornire ai partecipanti gli elementi essenziali per avvicinarsi in maniera consapevole, etica, ed anche profittevole, ad un settore della Medicina Veterinaria in forte espansione com’è quello dell’Odontostomatologia. Senza, peraltro, tralasciare l’analisi di aspetti di tipo specialistico, utili anche a chi si è già accostato a questo settore, ma vuol accrescere le sue conoscenze e la sua professionalità. ■ Giornata di approfondimento SCIVAC

Chirurgia orale nel cane e nel gatto i informano i Medici Veterinari interessati che sono ancora disponibili alcuni posti alla giornata di approfondimento, organizzata dalla SCIVAC, dal titolo “Chirurgia orale nel cane e nel gatto” che si terrà a Cremona il 21 novembre 2004. Relatore. Dr.ssa Margherita Gratis. L’incontro è in fase d’accreditamento ECM. Quote d’iscrizione: Soci SCIVAC: 190,00 + IVA 20% - Non Soci: 310,00 + IVA 20%. Per ulteriori informazioni: Segreteria SCIVAC - Tel. 0372/40.35.08 E-mail info@scivac.it Web site www.scivac.it

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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004

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21

LETTERE AL DIRETTORE Sul n. 33, 27 settembre corrente anno, alla prima pagina di codesto Periodico, si legge che la Categoria dei Veterinari è l’unica fra le varie citate a non essere coperta da una assicurazione RC obbligatoria, per supposti o reali danni arrecati nel corso dell’esercizio professionale. Solamente una parte dei Colleghi ricorre volontariamente a questa forma assicurativa per tutelarsi di fronte a richieste di risarcimenti -questi sì- esosi, da parte di proprietari di animali che si ritengono danneggiati dell’operato dei Sanitari in questione. Nell’articolo si invita, pertanto, a fare una seria riflessione sull’opportunità di dotarsi di una qualche forma assicurativa che tuteli il Veterinario nella deprecabile ipotesi di un incidente di percorso. Quanto costa una siffatta copertura assicurativa? Più o meno di € 250,00 annui? Nell’articolo non viene detto. Un’analoga forma assicurativa, o previdenziale, è stata imposta per legge ai veterinari non dipendenti da pubbliche amministrazioni, rendendo loro obbligatoria la contribuzione all’O.N.A.O.S.I.; gli eventuali beneficiari di tale manovra sarebbero i figli di colleghi deceduti anzi tempo come, del resto, da oltre cent’anni sta già accadendo per gli orfani dei Dipendenti; ma, evidentemente, il provvedimento non ha raccolto i favori della Categoria. Una protesta generalizzata, perciò, è divampata lungo tutta la Penisola: si stanno raccogliendo, o sono già state raccolte, firme per abrogare l’iniquo balzello; sono già state presentate interrogazioni parlamentari finalizzate allo stesso scopo e, a maggior onta, si pubblicano nomi e cognomi dei Colleghi rappresentanti la Categoria Veterinaria in ambito del Consiglio di Amministrazione dell’O.N.A.O.S.I., rei di non avere preventivamente coinvolto, né adeguatamente informato la Categoria stessa delle intenzioni del C.d’A. dell’Ente. Dispiace osservare, e il casuale accostamento in prima pagina delle due fattispecie suaccennate appare decisamente grottesco, come il diverso modo di valutare l’importanza di un provvedimento o di una proposta -al fine degli effetti pratici- porti a reputare di maggior interesse per codesta Associazione la copertura assicurativa per RC, nei confronti di cani e gatti, piuttosto che prevedere l’eventualità di un avvenire meno gramo per i propri figli; anzi, cercando di affossare questa seconda possibilità. Stefano Cristoferi, Ex assistito O.N.A.O.S.I. Caro collega, rispondo con piacere alla tua lettera che è anche l’occasione per chiarire alcune cose. Non credo che possa essere confrontato il contributo obbligatorio dell’Onaosi con il suggerimento a fare una polizza di RC professionale. Noi crediamo che tutti i colleghi debbano coprirsi con una polizza di RC perché le contestazioni da parte dei proprietari diventano sempre più frequenti e pesanti come da tempo sta avvenendo nella medicina umana. Purtroppo nel nostro settore può capitare l’errore, anche ai più bravi e coscienziosi. La nostra è una scienza ed una attività decisamente rischiosa ed è per

questo che sollecitiamo tutti i colleghi a coprirsi dalle possibili conseguenze. La stessa cosa la abbiamo fatta nei confronti dell’Onaosi, Opera certamente meritoria ed importante verso la quale abbiamo sempre espresso rispetto ed attenzione sollecitando anche i colleghi ad aderirvi volontariamente. Quello che noi abbiamo contestato non è l’Onaosi o il suo operato ma il modo come si è arrivati a renderla obbligatoria per tutti gli iscritti agli Ordini. Un giorno, era gennaio del 2003, leggendo la Finanziaria, abbiamo scoperto che dovevamo tutti versare il contributo

all’Onaosi. Nessuno ne ha mai parlato. Nessuno ci ha mai chiesto cosa ne pensavamo. Inoltre l’Opera non aveva assolutamente bisogno di soldi visti i bilanci estremamente floridi e la dichiarazione del Presidente che ha giustificato questa decisione per ridurre il contributo (circa il 50%) di chi già lo versava obbligatoriamente o volontariamente. È tutto questo che riteniamo ingiusto nei confronti delle migliaia di colleghi che senza alcuna informazione si sono trovati questo obbligo. Crediamo che la solidarietà debba essere un gesto volontario non imposto con

un emendamento alla Finanziaria, un colpo di mano inaccettabile. Perché allora non rendere obbligatorio anche un Fondo di previdenza integrativa, un Fondo sanitario, una polizza infortuni, o l’iscrizione alla Croce Rossa, al Centro ricerche sui tumori,ecc. Per tutti ci sarebbero validi motivi di obbligatorietà. Comprenderai che la cosa non può essere accettata solo perché l’attività dell’Onaosi è valida e rispettabile. Per questo chiediamo che l’obbligo venga abrogato e poi continueremo a chiedere a tutti i veterinari di aderire a questa meritevole Opera, ma vo-

O ci riformiamo o è la realtà che ci riforma. In peggio. Giulio Tremonti, ex Ministro dell’Economia lontariamente. Solo per tua informazione una polizza di RC costa molto meno di 250 euro. Spero di essere riuscito a spiegarti la nostra posizione. Un cordiale saluto. Carlo Scotti


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laPROFESSIONE VETERINARIA 38/2004 CALENDARIO ATTIVITÀ

INCONTRO REGIONALE AIVEMP

5 nov.

CORSO ANMVI

5-6 nov.

SIVE - SEMINARIO

6 nov.

SIMESC

7 nov.

SIARMUV

7 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC FRIULI VENEZIA GIULIA

7 nov.

CORSO SCIVAC

9-12 nov.

CORSO SCIVAC

9-13 nov.

CORSO ANMVI

12-13 nov.

CORSO SIVAR

12-13 nov.

INCONTRI REGIONALI SCIVAC CON LA COLLABORAZIONE DELL’ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI TRENTO E LA CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI SEMINARIO SCIVAC

13/20/27

nov.

13-14 nov.

CORSO FSA

13-14 nov.

SIMEF

14 nov.

SICIV

14 nov.

GIORNATE DI APPROFONDIMENTO

15-17 nov.

CORSO SCIVAC

17-20 nov.

CORSO SCIVAC

17-20

CORSO SIVAR DATA AGGIORNATA

18-19

SEMINARIO SCIVAC

20-21

nov.

nov.

nov.

SOVI GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SCIVAC

20-21 nov.

21 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

21 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC VAL D’AOSTA

21 nov.

CORSO SCIVAC

25-27 nov.

CORSO AIVEMP

26 nov.

SEMINARIO SCIVAC

27-28 nov.

SIOVET

27-28 nov.

SISCA

28 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC CALABRIA

28 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE

28 nov.

TECNICHE IN COMUNICAZIONE IN MEDICINA VETERINARIA - Cuneo - Ordine dei medici Veterinari di Cuneo, Via mameli 4 bis Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel 0372/403541 - email segreteria@aivemp.it LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO. CORSO PER DATORI DI LAVORO IN STRUTTURA VETERINARIA - Cremona Crediti ECM: 15 - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel 0372/403537 - email info@anmvi.it PROBLEMATICHE DI ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO SPORTIVO - Relatore: Joe Pagan - Cremona, Palazzo Trecchi - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel 0372/403502 - email info@sive.it Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it LA GESTIONE DEL PAZIENTE TRAUMATIZZATO - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it PATOLOGIE DEL CAVO ORALE NEL CANE E NEL GATTO - Hotel Internazionale, Via Ramazzotti,2 - Cervignano del Friuli (UD) Relatore: dr. Paolo Squarzoni - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it CORSO DI ANESTESIA - Perugia - Centro Studi SCIVAC/AVULP - Crediti ECM: 34 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it CORSO DI CITOLOGIA - Cremona - Crediti ECM: 45 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it CORSO PER ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO - Cremona - Crediti ECM: 13 Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel 0372/403537 - email info@anmvi.it LE PATOLOGIE DEL VITELLO : MANAGEMENT E TRATTAMENTO (Max 30 iscritti) - Sede: Az. Sperimentale “V.Tadini” , Gariga di Podenzano (Pc) - Relatori: dr. M. Colombo, Dr. D. Grove White (UK) - Crediti ECM: 16 - Info: Paola Orioli (Segreteria SIVAR): Tel. 0372/40.35.39, email: info@sivarnet.it BIOETICA E ZOOANTROPOLOGIA ANIMALE- Trento-C/o L’Ordine dei Medici Veterinari- 14 crediti ECM (per ricevere i crediti ecm è obbligatorio partecipare a tutti gli incontri) - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 email: delregionali@scivac.it NUOVE TECNICHE, MALATTIE EMERGENTI E NOVITA’TERAPEUTICHE IN RIPRODUZIONE CANINA E FELINA - Napoli New Europe Hotel - Relatori: dr. Giovanni Majolino, dr. Stefano Romagnoli - Crediti ECM: 6 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it PREPARAZIONE AL CONTROLLO DELLA DISPLASIA DELL’ANCA E DEL GOMITO NEL CANE - Perugia - Centro Studi SCIVAC/AVULP Via Morettini 19 - Relatore: Dr. Aldo Vezzoni - 8 Crediti ECM - Per informazioni: Catia Arisi Segreteria FSA Tel: 0372/403511 - e.mail : info@fsa-vet.it ENDOCRINOLOGIA - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it CITOLOGIA GASTROINTESTINALE - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it PRACTICE MANAGEMENT - Cremona - Crediti ECM: 19 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it CORSO DI CHIRURGIA UROGENITALE - Cremona - Crediti ECM: 26 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it CORSO DI RADIOLOGIA TORACICA - Perugia - Centro Studi SCIVAC/AVULP - Crediti ECM: 31 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it RAZIONAMENTI ALIMENTARI, BCS, RACCOLTA ED ANALISI DATI - NELLA VACCA DA LATTE (Max 20 iscritti). Sede: Az. Sperimentale “V.Tadini” - Gariga di Podenzano (Pc) - Relatori: prof. F. Masoero, dr. M. Moschini, dr. G. Tolasi Crediti ECM: 12 - Info: Paola Orioli (Segreteria SIVAR): Tel. 0372/40.35.39, email: info@sivarnet.it AGGIORNAMENTI NEUROLOGIA FELINA - Cremona - Relatori: dr. Massimo Baroni, dr. Andrè Jaggy - Crediti ECM: 6 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it Cremona - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it CHIRURGIA ORALE NEL CANE E NEL GATTO - Cremona - Relatore: dr.ssa Margherita ratis - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it APPROCCIO ALLE PIU’ COMUNI MALATTIE GASTROENETRICHE- Grand Hotel de la Ville C/o Barilla Center - Parma- - Relatore: Dr. Ugo Lotti - 5 punti ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it ARGOMENTI DI CHIURGIA DELLE VIE RESPIRATORIE - Sala Auditorium Via Circonvallazione Sud , S.S.26 n. 24 -NUS (AO) Relatore: dr. Giorgio Romanelli - 4 crediti ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 email: delregionali@scivac.it 8° CORSO VETERINARIO ASAMI TEORICO E PRATICO SULLE METODICHE DI ILIZAROV - Cremona - Crediti ECM: 26 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it L’AUTOCONTROLLO NELLE INDUSTRIE AGROALIMENTARI - Recco (GE) - Crediti ECM 5 Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel 0372/403541 - email segreteria@aivemp.it LE ANESTESIE “PARTICOLARI, LE ANESTESIE REGIONALI E IL DOLORE” - Montecatini Terme (PT) - Grand Hotel Vittoria, Via Baccellieri 2 - Crediti ECM: 6 - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it PATOLOGIE TRAUMATICHE E NON TRUAMATICHE DEL GOMITO - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it PRESENTAZIONE DEI LAVORI DEI GRUPPI TERRITORIALI - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it MALATTIE INFETTIVE NELLA PRATICA CLINICA - Centro Congressi Palagarden, C.Da Marchesino, Roges di rende -CSRelatore: dr. Tommaso Furlanello - 3 Crediti ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 email: delregionali@scivac.it L’ARTE E LA SCIENZA DELLA CITOPATOLOGIA DIAGNOSTICA - Haus Unterland - L.go Ball Haus,2 Egna (BZ) - Relatore: dr. Davide De Lorenzi - 5 punti ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email:

IN QUESTO

NUMERO

COPERTINA: CHIESTE LE DIMISSIONI DI D’ADDARIO ATTUALITÀ • ORDINI ALLA PROVA DEI LAUREATI TRIENNALI • ADDITIVI IN CALO, FARMACI IN CRESCITA SODDISFACENTE • ANIMALI VERSO LA TUTELA COSTITUZIONALE L’INTERVISTA • RAGAZZI VIOLENTI CON GLI ANIMALI, intervista a Camilla Pagani ANMVI INFORMA • LA PROFESSIONE ED IL RAPPORTO CON GLI ORDINI, di A. Manfredi ANMVI REGIONE • ANMVI PUGLIA SCRIVE ALL’ASSESSORATO REGIONALE INFO REGIONI • TOSCANA, RAPPORTO ESCLUSIVO PER I DIRIGENTI • INDENNIZZI AGLI ALLEVATORI PER LA BLUE TONGUE RIFLESSIONI • TARIFFARIO E QUALITÀ PROFESSIONALE, di Stefano Candotti LE RUBRICHE • LA RASSEGNA DI VET JOURNAL • DALLE ASSOCIAZIONI • LETTERE AL DIRETTORE

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Angelo Franceschini, Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; € 92,00 per l’estero Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 29 ottobre 2004


50°SCIVAC

C ONGRESSO NAZIONALE MULTISALA CONGRESSO

in collaborazione con

®

SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

RIMINI 27-29 MAGGIO 2005 PALACONGRESSI DELLA RIVIERA DI RIMINI

Per informazioni: SCIVAC - Via Trecchi, 20 - 26100 Cremona Tel. 0372/403504 - 460440 - Fax 0372/457091 - E-mail commscientifica@scivac.it - info@scivac.it - www.scivac.it


Professione Veterinaria, Anno 2004, Nr 38  

Professione Veterinaria è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

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