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PROFESSIONE

la VETERINARIA 332006

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

A.N.M.V.I.

Brevi LIBERALIZZAZIONI Il Ministro della Giustizia ha anticipato al Sole 24 Ore la sua idea di riordino giuridico degli ordini. Fra le ipotesi all’esame di Via Arenula anche la possibilità di liberalizzare gli ordini e dare al professionista la possibilità di scegliere a quale aderire fra quelli istituiti per legge. L’articolo del Ministro è consultabile nell’archivio di @nmvi Oggi.

OPPIOIDI Un ddl di semplificazione scritto dal Ministro Nicolais per la Pubblica Amministrazione e il Ministero della Salute potrebbe sancire l’addio ai ricettari speciali per la prescrizione degli oppioidi contro il dolore. Il ddl dovrà essere proposto a breve al Consiglio dei Ministri.

PIF Il Ministero della Salute ha pubblicato il rendiconto delle attività dei PIF (Posti di Ispezione Frontaliera) al 31 dicembre 2005. Al 31 dicembre 2005 risultavano essere abilitati ai controlli 36 P.I.F di cui 23 sono sede di Ufficio veterinario principale e 13 sono sedi dipendenti. www.ministerosalute.it

ONAOSI Il ricorso promosso dall’ANMVI contro l’obbligo del contributo ONAOSI continua presso le sedi giudiziarie competenti; dopo l’udienza presso il Giudice del Lavoro di Bologna è la volta di Milano: l’udienza è stata fissata al 27 settembre.

COMMISSARIO UNIRE Il Ministro delle Politiche Agricole De Castro, dopo aver “riscontrato gravi problemi nel settore ippico” ha avviato la procedura per la nomina di un nuovo commissario straordinario per l’UNIRE. Sarà Guido Melzi d’Eril. La nomina segue l’analisi sull’attività dell’Ente conclusa da un’apposita commissione di esperti.

AIE Il sottosegretario alle Politiche agricole, Stefano Boco, ha sottolineato l’urgenza di alcune misure per l’anemia infettiva dei cavalli: avvio dell’anagrafe e ripristino dei controlli con il test di coggins.

FOCOLAI AVIARIA L’aviaria “non è scomparsa” e sono “presumibili nuovi focolai nei prossimi mesi”. Lo ha affermato Roberto Bertollini, Direttore Salute e Ambiente dell’OMS. I nuovi focolai sono possibili “soprattutto nell’estremo oriente”, nonostante i media abbiano smesso di interessarsi al fenomeno.

FRODI ALIMENTARI Le opposizioni a sanzione amministrativa pecuniaria per violazioni dei regolamenti comunitari in materia di igiene degli alimenti e delle bevande non rientrano nella competenza speciale del Tribunale ma in quella generale del Giudice di Pace. Lo ha chiarito la Cassazione con sentenza n. 6321 del 22 marzo 2006.

www.vet.journal.it

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Anno 3, numero 33 dal 25 settembre al 1 ottobre 2006 Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

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ANMVI promotrice dell'iniziativa

Firma la nostra petizione Troppe facoltà e troppi laureati: appello della Categoria al Presidente della Repubblica

A PAG. 3

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Impianti Elettrici a “norma veterinaria” i è riunito il 22 settembre il Sotto Comitato Tecnico del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) per l’approvazione dell’Allegato per strutture veterinarie alla Norma CEI 648. Letto e approvato - rigo per rigo - l’Allegato integra con regole ad hoc la Norma generale e stabilisce parametri rispondenti alle caratteristiche peculiari della professione medica-veterinaria. Alla presenza di Marco Maggi (foto) - consulente ANMVI per gli impianti elettrici - progettisti, installatori, produttori di materiale elettrico e ispettori hanno dato l’approvazione tecnica alle regole suggerite dalla professione medicoveterinaria. Il passaggio è di quelli epocali. Entro l’anno le strutture veterinarie italiane dovrebbero poter contare su regole ad hoc per i loro impianti elettrici, sulla base di due possibili livelli (gruppo 1 e gruppo 2). L’Allegato, realizzato con il contributo determinante del Collega Maggi, da tempo impegnato nell’approfondimento delle norme esistenti nelle strutture sanitarie mediche e nella elaborazione di norme specifiche per la veterinaria- sarà ora completato con l’esemplificazione di un impianto elettrico ad uso dei progettisti e degli installatori. Il testo non è ancora stato divulgato, mancando di un passaggio formale presso i competenti organismi validatori del CEI. Il benestare dei tecnici dovrebbe rendere veloce e scontata l’approvazione ufficiale dell’Allegato. Il CEI ha dato il via libera tecnico ad impianti elettrici calibrati sulle esigenze impiantistiche degli studi, degli ambulatori e delle altre strutture veterinarie, tenendo conto anche dell’accordo intervenuto tra il Ministro della Salute, le Regioni e le province autonome in merito alla classificazione di tali strutture, pubbliche e private. Non è stato semplice, un anno fa, convincere i tecnici del CEI ad avviare questo lavoro di integrazione della Norma 64-8. Le obiezioni più pertinenti presentate al nostro Collega hanno riguardato il valore morale del paziente-animale e il suo valore economico, quelle più disinformate hanno confuso le diverse realtà in cui si esercita la professione veterinaria e i diversi livelli di responsabilità rispetto alla sicurezza elettrica (es. differenza di esercizio in struttura per animali da compagnia, dall’esercizio in allevamento). Alle seconde obiezioni si è presto risposto riconducendo il confronto alle strutture veterinarie soggette all’Accordo Stato-Regioni del novembre 2003 e quindi ad autorizzazione sanitaria; alle prime, si è fatto fronte rivendicando per il medico veterinario l’autodeterminazione professionale e la libera scelta responsabile fra due possibilità di impianto, una di base (gruppo 1) e una più complessa (gruppo 2), in base alla discrezionalità professionale riconosciuta in capo al Direttore Sanitario. Il gruppo 2 consentirà di mettersi al riparo dai blackout e di dotarsi di un impianto in grado di alimentare autonomamente la struttura in caso di emergenza energetica e di consentire al medico veterinario di portare a termine l’intervento chirurgico. Marco Maggi è anche autore di un manuale per gli impianti elettrici distribuito dall’ANMVI insieme ad altre pubblicazioni realizzate nell’ambito del Gruppo di Lavoro ANMVI per la 626 di cui fanno parte i Colleghi Giorgio Neri (normativa privacy e rifiuti sanitari) e Carlo Pizzirani (normativa per la sicurezza sul lavoro).

S

380098100748396 on è un quiz matematico ma certamente potrebbe essere una domanda per un bel concorso a premi televisivo. "380098100748396 è il numero di un microchip individuato su un cane ritrovato in Francia. È certamente stato inserito in Italia, a chi appartiene il cane? O almeno a quale ASL può fare riferimento? "Una domanda così, se fossimo un paese normale, troverebbe subito una facile risposta. Basterebbe andare al sito dell’"Anagrafe Nazionale Canina", digitare il numero per sapere tutto. Da noi no! Noi siamo il paese della devolution sanitaria e così ogni Regione ha attivato la sua anagrafe. Alcune sono state organizzate in ampia collaborazione con gli ambulatori privati che gestiscono anche gli aspetti formali, altre sono state attivate con procedure più accentrate dalle strutture pubbliche rendendo il tutto inutilmente più burocratico. Nessuna comunque può vantare di avere un' anagrafe completa della propria popolazione canina. In realtà sono molto rari i casi di controllo per individuare inadempienze. Ogni Regione ha attivato un proprio programma per la raccolta

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e la gestione dei dati ma non essendoci nessuna collaborazione fra i diversi enti territoriali se un animale è perso, rubato o abbandonato in un'altra regione diventa impossibile trovarlo. Per fortuna che esiste il Forum della SCIVAC e la buona volontà di tanti colleghi che si attivano per sopperire alle carenze istituzionali. Ma se ci pensate è veramente tutto ridicolo. Sono anni che sollecitiamo l'attivazione di una centrale nazionale che possa coordinare tutti i dati regionali rendendo possibile la ricerca di un cane. Non pensiamo che sia un problema impossibile da risolvere, anzi, ci sembra tecnicamente molto semplice. Nel frattempo chi abbandona un cane continua a restare impunito e chi lo perde ha poche possibilità di ritrovarlo. Tornando al nostro cane ritrovato in Francia, attraverso la Bayer che ha prodotto il microchip, si è riusciti a scoprire che il transponder risulta essere stato consegnato alla ASL5 di La Spezia nel marzo 2005. Alla ASL non risulta. Se non si trova il proprietario l'animale rischia di essere soppresso perché i canili francesi sono a numero chiuso. "Les italiens! " ■

ISO 9001:2000

Dir. San. Emanuele Minetti - Medico Veterinario Aut. Reg. Lombardia DRL 15/MI-200.3/1740 11/07/78 - ASL Prot. 9/5A/NN Rif 4.502

vet.journal - aggiornamento scientifico permanente on-line


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laPROFESSIONE VETERINARIA 33/2006 ATTUALITÀ

Petizione ANMVI al Quirinale

Con questo sistema universitario il diritto al lavoro e il diritto allo studio non sono garantiti Il Presidente Napolitano: preoccupante proliferazione di sedi universitarie “La proliferazione delle sedi universitarie è un fenomeno preoccupante e da verificare”. Sono parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (Repubblica 17/09/2006), che si è pronunciato negativamente sulla moltiplicazione degli atenei e delle facoltà registrata negli ultimi anni nel nostro Paese. L’allarme del Quirinale - lanciato nei giorni scorsi dall’ateneo di Lecce - ha riscosso una vasta eco anche negli organi di informazione, sensibilizzati al problema della caduta di qualità del sistema universitario italiano. Alle dichiarazioni del Presidente della Repubblica è seguita la risposta del Ministro dell’Università Fabio Mussi che ha già congelato tutte le domande di apertura di nuove sedi telematiche e dichiarato testualmente: “L’Università è un sistema sostanzialmente sano. La Governance è un discreto bordello, e va riformata”. Nel mirino c’è anche l’ambizione di Regioni e Capoluoghi ad avere l’Ateneo-Campanile: il quotidiano Repubblica ha citato il caso-Catanzaro, ateneo nato nel 1998 per porre fine alla “diaspora” degli studenti calabresi, e il caso degli atenei che spingono le loro ambizioni fuori dai confini nazionali sperando, ad esempio, nel bacino Mediterraneo. A fronte di un ricorso al TAR del Lazio contro l’attivazione del corso di laurea all’interateneo di Catanzaro, una denuncia fresca di qualche giorno contro le tentazioni della Facoltà di Medicina di Siena, una serie di iniziative parlamentari, politiche e istituzionali per bloccare l’emorragia di laureati, l’ANMVI non poteva non approfittare del terreno debole e non promuovere la petizione qui riprodotta. Ritaglia e aderisci Alla petizione possono aderire non solo i medici veterinari, ma anche i cittadini sensibili al problema sollevato dal Presidente della Repubblica e alla inadeguatezza dell’attuale politica universitaria rispetto alle esigenze della società. I medici veterinari possono invitare familiari, amici e conoscenti a sostenere la petizione della Categoria. Il testo della petizione e il form di adesione saranno disponibili anche sul sito www.anmvi.it. Sarà comunicata, in tempo utile, la data di chiusura della petizione.

(che partecipava all’azione legale ad adiuvandum). La riunione dei due ricorsi, decisa dai Giudici, ha di fatto allungato i tempi giudiziari. Il TAR non si è ancora pronunciato. Sul caso Catanzaro, l’ex Mi-

nistro Moratti aveva dichiarato che l’attivazione del corso di laurea era dettata da esigenze di rilancio dell’agricoltura e dell’allevamento calabrese e da una consistente domanda di formazione

locale. Al Collega parlamentare Gianni Mancuso che le aveva rivolto una interrogazione parlamentare sul problema dell’esubero di laureati in veterinaria, l’ex Ministro rispondeva che “il problema

A.N.M.V.I. ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

PETIZIONE CONTRO LA PROLIFERAZIONE DI SEDI UNIVERSITARIE « La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. » (Art. 4 dei Principi Fondamentali della Costituzione Italiana)

UNA PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA On. GIORGIO NAPOLITANO promossa da ANMVI - Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (22 settembre 2006) - L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani - ANMVI - plaudendo alle dichiarazioni del Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano che considera la proliferazione delle sedi universitarie un fenomeno “preoccupante” e “da verificare attentamente”si appella al Capo dello Stato affinché siano ristabiliti i diritti costituzionali allo studio e al lavoro. La Costituzione Italiana garantisce, infatti, tanto il diritto alla “formazione” e alla “elevazione professionale” quanto il “diritto al lavoro”, ma l’attuale panorama accademico nazionale - caratterizzato da gravi anomalie e distorsioni - non si presta a garantire un’adeguata offerta formativa e concreti sbocchi occupazionali ai laureati in medicina veterinaria, per le seguenti cause: • proliferazione dei corsi di laurea in medicina veterinaria (n.14 corsi di laurea attivati, al di sopra della media europea) • esubero di laureati in medicina veterinaria (+17,9% negli ultimi 5 anni) • programmazione del numero di posti a medicina veterinaria errata in eccesso (n. 1415 posti per l’a/a 2005/2006 non corrispondono al reale fabbisogno di mercato) • carenze nell’orientamento agli studi universitari (ben 4626 candidati ai test di ammissione a medicina veterinaria per l’a.a. 2006/2007) • diffusa inosservanza negli Atenei degli standard didattici indicati dalla UE (solo 3 facoltà su 14 hanno conseguito il riconoscimento EAEVE) • anacronismi nella definizione delle materie di insegnamento accademico • moltiplicazione di corsi di laurea “breve” (n. 48) per profili professionali fittizi • contrazione degli spazi occupazionali nel settore medico-veterinario • insufficiente domanda sociale di prestazioni medico-veterinarie • scarsa considerazione pubblica delle competenze medico-veterinarie • inadeguata competitività della professione veterinaria su scala europea A Lei, Signor Presidente, garante della Costituzione del nostro Paese, chiediamo di intervenire presso il Governo italiano ed in particolare presso il Ministero dell’Università e della Ricerca AFFINCHÉ si corregga questa situazione di gravissima distorsione dell’offerta formativa accademica e del mercato occupazionale, promuovendo le condizioni che rendano effettivo l’esercizio dei diritti costituzionali alla formazione e al lavoro e RIMUOVENDO TUTTI GLI OSTACOLI ATTUALMENTE ESISTENTI E SOPRA DESCRITTI Sicuri del suo interessamento, La ringraziamo per l’attenzione Dott. Carlo Scotti, Presidente Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

SONO IN CORSO ADESIONI DI ASSOCIAZIONI E SOCIETA’ SCIENTIFICHE VETERINARIE

INVIATE LE VOSTRE FIRME Su questa petizione chiediamo le firme dei medici veterinari. Adesioni di sostenitori non veterinari saranno gradite. COGNOME

NOME

ORDINE PROV. DI

N. CARTA DI IDENTITÀ (per sostenitori non veterinari)

FIRMA LEGGIBILE

fotocopiabile per ulteriori sottoscrizioni Invieremo al Quirinale le nostre firme e chiederemo di essere ricevuti dal Presidente della Repubblica Per inviare le adesioni: fax: 0372/40.35.26 - 0372/45.70.91 o 0372/40.35.40 e-mail: petizione@anmvi.it posta ordinaria: ANMVI- Via Trecchi 20 - 26100 Cremona - specificando sulla busta Petizione ANMVI

Il “caso Catanzaro” Il caso Catanzaro - ovvero l’attivazione di un corso di laurea in medicina veterinaria presso l’interateneo calabrese dell’Università Magna Grecia - ha segnato l’inizio

di un aperto contenzioso fra la Professione e il Ministero dell’Università. L’ANMVI ha promosso un ricorso d’urgenza al TAR che nel marzo del 2005 è stato unificato a quello presentato dalla FNOVI


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laPROFESSIONE VETERINARIA 33/2006 ATTUALITÀ

è naturalmente noto anche al Ministero dell’Istruzione”. Il caso Catanzaro è emblematico dell’irrazionale apertura di nuove sedi universitarie, anche contro il parere della stessa Accademia. A seguito dell’attivazione del corso di laurea in medicina veterinaria, l’allora Presidente della Conferenza dei Presidi, Prof. Carlo Girardi, rassegnò le dimissioni in segno di protesta. 21 posti in meno in tre anni Il risultato delle sollecitazioni dell’ANMVI, confortate dalla pubblicazione del Libro Bianco della Professione Veterinaria a cura di Nomisma per la FNOVI, è stata la riduzione del numero di posti programmati di 11 unità: 1415 posti ripartiti fra 14 atenei nel 2005 contro i 1.426 dell’anno prima. Le cifre non sono migliorate nel 2006: per l’anno accademico 2006-2007 (questa volta la decisione è del nuovo Ministro Mussi) il numero programmato è sceso a 1.405. In due anni 21 posti in meno alle Facoltà di Medicina Veterinaria. La tabella che ripro-

duciamo dimostra come la domanda di formazione in medicina veterinaria sia ancora spropositatamente alta e ponga seri problemi di orientamento agli studi universitari presso le scuole superiori. Tentazioni... Non c’è solo la ventilata apertura di un corso di medicina veterinaria all’Università di Siena. A minacciare nuovi corsi è anche l’ateneo di Udine. Malgrado le rassicurazioni del Prof. Honsell, rettore dell’Ateneo friulano, la Facoltà di medicina veterinaria di Udine è da tempo interessata ad avviare un corso di laurea quinquennale. Oggi propone solo “lauree brevi” in discipline affini. Il Prof. Furio Honsell ha scritto alla FNOVI nel maggio di quest’anno assicurando che nell’a.a. 2006/2007 non verrà attivato a Udine nessun Corso di laurea specialistica a ciclo unico in medicina veterinaria. Gli ha risposto il Presidente della Federazione Gaetano Penocchio, esprimendo “moderata soddisfazione” e rimarcando di ritenere

“oggettivamente impresentabili nuove ipotesi di corsi di laurea o percorsi finalizzati all’apertura di nuove facoltà”. Governance da riformare Il Ministro dell’Università Fabio Mussi ha promesso una riforma entro il 2007, a partire dalla Governance, “quel complesso sistema di regole, istituzioni, poteri attraverso i quali il sistema stesso viene governato, dal ministero al Consiglio universitario, ai consigli accademici. Si tratta di un sistema antiquato e malfunzionante che va profondamente riformato. Il problema principale è rompere la tendenza alla conservazione. Dal ministero fino agli atenei esistono sovrapposizioni di competenze che rendono difficile ogni cambiamento. Un esempio pratico di queste sovrapposizioni?: “La proliferazione delle Università denunciata anche dal presidente della Repubblica è l’esempio migliore: in vent’anni gli Atenei sono quasi raddoppiati e sono proliferati le facoltà e i corsi, con una spinta dal basso e dall’alto. Ciò è

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stato possibile proprio perché il sistema non aveva capacità di autocorrezione. Questa è la crisi della governance. Ora bisogna far rispettare e rendere più rigorosi i requisiti minimi e gli standard. Comunque, già a legge esistente, ho fermato l’Università di Villa San Giovanni e 5 nuove telematiche che si aggiungevano alle 12 già esistenti”.

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Mussi dimostra di averlo capito quando dichiara: “La riforma di Berlinguer è stata positiva, ma ha avuto effetti collaterali indesiderati aggravati dagli interventi della Moratti. Le lauree triennali sono diventate spesso un vicolo cieco, non sono né carne né pesce. Dobbiamo fare in modo che offrano un profilo culturale e professionale per dare sbocchi precisi nel mondo del lavoro. Per farlo ho già ridotto il numero degli esami previsti, arrivati in certi casi anche a 35, fissando il limite a 20. Ora bisogna ridurre il numero dei corsi proliferati da 2300 a 5500. Nel decreto sulle classi di laurea c’è una norma che lo renderà possibile». ■

Le lauree triennali Tre o due anni di laurea creano profili ambigui e veterinari dimezzati, non danno sbocco verso il mondo del lavoro e aggravano la competitività del profilo medicoveterinario sul mercato professionale. Il Ministro dell’Università

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Le parole del Presidente della Repubblica sono rimbalzate sulla stampa e sono arrivate al Ministero dell'Università come un chiaro monito a correggere la politica universitaria nazionale.

4626 aspiranti matricole (La tabella mostra - facoltà per facoltà - il n. degli studenti che il 7 settembre 2006 hanno sostenuto il test di ammissione al corso di laurea in medicina veterinaria per l’.a.a. 2006/2007) SEDE UNIVERSITARIA

N. PROGRAMMATO

N. STUDENTI AL TEST

BARI

135

275

BOLOGNA

150

433

CAMERINO

80

187

CATANZARO

25

130

MESSINA

95

351

MILANO

190

533

NAPOLI “FEDERICO II”

130

PADOVA

74

545 387

PARMA

81

268

PERUGIA

95

318

PISA

95

383

SASSARI

45

154

TERAMO

90

244

TORINO

120

418

TOTALI

1.405

4.626

FONTE: https://accessoprogrammato.miur.it/2006/

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Il nuovo Codice del farmaco veterinario Decreto Legislativo 6 aprile 2006, n. 193

Relatrice: Dottoressa Gaetana FERRI Direttore Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario Ministero della Salute Martedì 7 novembre 2006 - Palazzo Trecchi, Cremona In collaborazione con FNOVI Segreteria Organizzativa: 0372/40.35.37 (41) (36) info@anmvi.it


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laPROFESSIONE VETERINARIA 33/2006 ANMVI INFORMA

ANMVI per... i Titolari

Una Commissione per la Qualità Dalle Buone Pratiche alla Certificazione volontaria opo circa un anno di analisi e approfondimenti delle Buone Pratiche Veterinarie - le nuove regole deontologiche che gettano le basi per la certificazione volontaria delle strutture veterinarie - il Consiglio Direttivo dell’ANMVI ha formalmente insediato sabato 16 settembre una Commissione ANMVI per la Qualità. Ereditando il lavoro svolto in seno al Consiglio Direttivo da un primo gruppo di studio, la Commissione svilupperà un vero e proprio progetto di certificazione per le strutture veterinarie. La Commissione - presieduta dal Presidente Senior Paolo Bossi - è composta dai Colleghi Francesco Carrani, Andrea Cereser, Andrea Verme e Silvia Tramontin (questi ultimi tre certificatori esperti e qualificati). Focalizzati struttura, compiti e obiettivi della Commissione, l’ANMVI favorirà occasioni di confronto e dibattito all’interno della Categoria. La Commissione prevede infatti di aprirsi a momenti di consultazione con i Colleghi che vorranno presentare proposte, suggerire problematiche, portare dati e contributi utili al progetto-qualità. L’emanazione del decreto che ha fissato i requisiti minimi tecnologici e strutturali delle strutture veterinarie ha consentito di dare concretezza a un percorso verso la qualificazione delle prestazioni veterinarie, così come l’approvazione della FNOVI al Codice Europeo delle Buone

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Pratiche Veterinarie. Il lavoro del Consiglio Direttivo dell’ANMVI - svolto preliminarmente alla costituzione della Commissione - è stato quello di approfondire l’esigenza e l’esistenza di strumenti di certificazione adatti al settore medico veterinario. Questa fase si è conclusa ed è sfociata - anche grazie alle sollecitazioni di numerosi Colleghi - in un piano di lavoro strutturato (la nascita della Commissione) e chiaramente finalizzato (il consolidamento dell’obiettivo-certificazione). I TEMPI Entro il 2007 la Commissione Qualità dell’ANMVI intende definire alcune ipotesi di certificazione - secondo un percorso di qualità ad hoc per il settore medico veterinario - da sottoporre agli enti e alle istituzioni competenti per la validazione formale. L’OBIETTIVO L’obiettivo è di consentire alle strutture veterinarie che vorranno certificarsi di iniziare il percorsoqualità dal 2008. Gli standard per le certificazioni saranno diversificati sulla base della diversità delle strutture veterinarie, sia rispetto alle tipologie che ai costi. Per tutte comunque è previsto un percorso qualità che consenta il conseguimento della certificazione. Il passo successivo dovrà essere la spendibilità e la promozione verso il pubblico del riconoscimento conseguito. ■

Fondo Sanitario A.N.M.V.I. A.N.M.V.I.

Rimborsati 2 milioni e 300 mila euro al 2001 ad oggi, il Fondo Sanitario A.N.M.V.I ha rimborsato 2 milioni e 300 mila euro per spese sanitarie sostenute da oltre 1.000 nuclei familiari. A breve, il Fondo richiamerà le quote per il rinnovo annuale delle coperture. I medici veterinari interessati ad aderire per la prima volta possono contattare in ogni momento la segreteria via mail:fondosanitario@anmvi.it La convenienza e la remuneratività del Fondo Sanitario ANMVI sono evidenti: esso offre quattro piani di coperture sanitarie altamente convenienti in favore del medico veterinario e dei suoi familiari, non chiede indagini anamnestiche e non pone limiti né di età né di composizione del nucleo familiare. La copertura vale per tutto il nucleo familiare dell’iscritto intendendo il coniuge (o il convivente) ed i figli conviventi. È possibile anche inserire i genitori purché siano conviventi come da stato di famiglia. L’adesione può essere graduale: ogni anno è possibile modificare il piano di copertura scegliendo un’opzione superiore. La quota versata al Fondo non è fiscalmente detraibile, ma continuano ad essere presentabili in detrazione - ancorché rimborsate dal Fondo - le spese sanitarie detraibili ai sensi della vigente normativa fiscale. I quattro piani di copertura

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PIANO DI COPERTURA

PRESTAZIONI (sintesi)

OPZIONE MINIMA “L”

GRANDI INTERVENTI CHIRURGICI

QUOTA* 115 €

OPZIONE INTERMEDIA “Y”

RICOVERI, PARTO, PROTESI ORTOPEDICHE

350 €

OPZIONE MEDIA “O”

RICOVERI, PARTO, VISITE, EXTRAOSPEDALIERE, PROTESI ORTOPEDICHE

OPZIONE MASSIMA “P”

RICOVERI, PARTO, VISITE, EXTRAOSPEDALIERE, PROTESI ORTOPEDICHE, CURE DENTARIE

940 € 1460 €

Quote rateizzabili senza interessi Qualunque sia l’opzione sottoscritta il Fondo riconosce la facoltà di versare la quota con rateizzazioni, senza interessi, in 6 o 12 mesi. Al beneficio della rateizzazione si accede attraverso la Carta di Credito ANMVI-VISA, uno strumento finanziario che offre servizi vantaggiosi ai medici veterinari, semplice da richiedere e da utilizzare. A titolo esemplificativo, un sottoscrittore di opzione minima che decidesse di rateizzare il versamento della quota, verserebbe 9,8 euro al mese. Rete di strutture sanitarie convenzionate Dal 2006, il Fondo offre la possibilità di usufruire delle garanzie di ricovero - con o senza intervento chirurgico - senza l’applicazione di franchigie o scoperti, a coloro che ricorreranno all’assistenza diretta, ovvero alla Rete convenzionata di Assidim Assistenza. Si tratta di una Rete di strutture sanitarie convenzionate che sostengono direttamente le spese sanitarie del Socio senza che questi debba attivare alcuna procedura di rimborso e senza l’applicazione di franchigie o scoperti. L’elenco delle strutture convenzionate è consultabile e scaricabile al sito http://www.anmvi.it/fondo/condizioni_2006.html. I rimborsi I Soci del Fondo Sanitario ANMVI possono controllare l’andamento delle proprie richieste di rimborso attraverso il sito www.assidim.it, dove una semplice procedura di registrazione consente di acquisire una utenza ad accesso riservato, protetto da password individuale, e di monitorare le varie fasi della liquidazione, dalla presentazione della domanda di rimborso fino all’accredito sul proprio conto corrente. La modulistica e la procedura di presentazione delle richieste di rimborsi è disponibile on-line al sito http://www.anmvi.it/fondo/pdf/richiesta_rimborso.pdf.

Anche quest’anno c’eravamo nche quest’anno ANMVI e Autogrill hanno realizzato l’iniziativa Fido Park, 17 aree di sosta lungo il percorso autostradale, attrezzate all’esterno dei punti di ristoro di Autogrill. L’iniziativa si è conclusa il 27 agosto e ha visto la partecipazione di 20 Colleghi. Nel rispetto delle Foto: Giovanni Bonelli (Agenzia M&V) pubblinorme e della deontocata su "GENTE". logia professionale, l’ANMVI ha messo a disposizione degli animali in viaggio un medico veterinario durante i week-end e nelle ore centrali della giornata, dalle 12.30 alle 14.30. Questa estate sono stati attivati quattro nuovi Fido Park nelle aree di sosta Medesano Ovest, Sillaro Ovest, Lucignano Ovest e Calaggio Nord. Le aree sono pensate per la sosta degli animali da compagnia che viaggiano verso le vacanze con i loro proprietari; sono dotate, oltre che di acqua corrente, di cucce all’ombra di un gazebo e, soprattutto, di assistenza medico veterinaria. Al medico veterinario presente nell’area di sosta Fido Park vengono richiesti consigli su come prevenire stress da viaggio e colpi di calore o su come trattare l’animale nei luoghi di vacanza, in montagna o al mare. In caso di bisogno, l’animale in difficoltà viene indirizzato verso la struttura veterinaria territorialmente più vicina al Fido Park dove potrà ricevere cure adeguate. Quella del medico veterinario è una presenza professionale e qualificante e per questo regolarmente retribuita.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 33/2006 RUBRICA FISCALE

Domande entro il 15 dicembre

Auto e motocicli per il lavoro autonomo: lo Stato rimborserà l’IVA Il modello di istanza di rimborso sarà fornito dall’Agenzia delle Entrate on il decreto legge n. 258 del 15 settembre 2006, il Consiglio dei ministri ha provveduto ad adottare le misure necessarie a regolamentare le richieste di rimborso conseguenti alla sentenza della Corte di

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giustizia delle Comunità europee, emessa in data 14 settembre, e avente a oggetto la detraibilità dell’Iva pagata in dipendenza dell’acquisto di autovetture o motocicli strumentali all’attività d’impresa o di lavoro autonomo e delle relative

IRAP, se vale per i dentisti... li odontoiatri non sono soggetti all’IRAP: le motivazioni della Commissione Tributaria della Puglia che “salva” i cugini dentisti dall’imposta possono valere anche per l’attività professionale dei medici veterinari (Commissione tributaria regionale della Puglia, sezione XIV, con la sentenza n. 41 del 16 giugno 2006). I medici odontoiatri, infatti, non sono soggetti all’Irap anche se nell’attività hanno investito capitali di valore non modesto. Questi non assumono infatti rilevanza per l’assoggettamento al tributo quando prevale comunque la componente professionale ed intellettuale sul complesso dei beni strumentali utilizzati. In attesa della sentenza della Corte di giustizia europea, che ai primi di ottobre dovrebbe esprimersi sulla legittimità dell’IRAP, mettendo forse la parola fine ad una diatriba che dura da anni. Mentre la Corte di Cassazione ha preferito sospendere ogni sentenza in merito, le Commissioni tributarie, sia provinciali che regionali, continuano ad esprimere sentenze a favore dei professionisti ricorrenti. In particolare questa della Commissione pugliese fa un altro passo avanti rispetto a quella del Ctr del Lazio, sezione XIV, con la sentenza n. 98 del 19 luglio 2005, sostenendo che il concetto di “modesta organizzazione” non ha alcun significato, e deve quindi essere superato, quando si tratta di attività professionale nella quale è sempre determinante il ruolo del professionista indipendentemente dal tipo di organizzazione e di investimenti strumentali. Per i giudici pugliesi i beni acquistati per l’esercizio della professione “non legittimano l’esistenza di una organizzazione aziendale-imprenditoriale. Infatti nell’attività di odontoiatria influiscono in modo rilevante le spese per l’acquisto di materiale sanitario, per la fornitura di protesi dentarie da parte di odontotecnici, per il consumo di energia elettrica, eccetera, così come influiscono in modo rilevante gli ammortamenti dei costosi beni strumentali” ma tutto questo non esprime in alcun modo una “organizzazione autonoma”. (Il Sole-24 Ore, 23 settembre 2006)

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Poste Italiane per i professionisti Un ufficio postale virtuale destinato alle piccole, medie imprese e ai professionisti. È Postaweb: 24 ore su 24 di servizi di corrispondenza. Per fruire del servizio, basterà sottoscrivere gratuitamente un contratto con Poste Italiane e sarà possibile inviare una raccomandata, una prioritaria o un telegramma, direttamente dal pc dell’azienda o dell’ufficio, senza costi aggiuntivi. https://www.poste.it/online/registrazione/ (SELEZIONARE Ordine Veterinari)

riparazioni e manutenzioni. La citata sentenza della Corte di giustizia ha ritenuto non compatibile con l’articolo 17, n. 7, prima frase della VI direttiva, del 17 maggio 1977, qualsiasi deroga nazionale al regime delle detrazioni d’imposta sul valore aggiunto, disposta senza aver preventivamente interpellato il Comitato consultivo dell’imposta sul valore aggiunto, istituito dall’articolo 29 della medesima direttiva. Dando seguito alla decisione della Corte, che ha espressamente riconosciuto ai soggetti passivi, cui sia stato limitato dalla legislazione nazionale il diritto alla detrazione Iva, di poter ricalcolare il proprio debito d’imposta in modo conforme al predetto articolo 17, il governo ha emanato il decreto legge in commento, entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con il quale sono state stabilite le modalità per poter richiedere il rimborso dell’Iva pagata in relazione a tale fattispecie, nella misura in cui i beni e i servizi siano stati impiegati ai fini di operazioni soggette all’imposta. Soggetti ammessi a presentare l’istanza sono i titolari di partita Iva che fino alla data del 13 settembre 2006 hanno effettuato acquisti e importazioni di beni e servizi indicati nell’articolo 19-bis1, comma 1, lettere c) e d), Dpr n. 633 del 26 ottobre 1972. Interessati, quindi, sono sia gli esercenti attività d’impresa, in forma individuale o societaria, sia gli esercenti arti e professioni anche in forma associata. Oggetto dell’acquisto o dell’importazione devono, dunque, essere ciclomotori, motocicli, autovetture e autoveicoli, indicati nell’articolo 54, lettere a) e c), Dlgs 30 aprile 1992, n. 285, non compresi nell’allegata tabella B, o i relativi carburanti, lubrificanti, le attinenti presta-

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F24, versamenti on line dal 1 ottobre l prossimo 1 ottobre, per i titolari di partita Iva scatta l’obbligo dei versamenti fiscali e previdenziali tramite modello F24 on-line. Lo prevede la Legge Bersani-Visco (A partire dal 1° ottobre 2006, i soggetti titolari di partita IVA sono tenuti ad utilizzare, anche tramite intermediari, modalità di pagamento telematiche delle imposte, dei contributi e dei premi di cui all’articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e delle entrate spettanti agli enti ed alle casse previdenziali di cui all’articolo 28, comma 1, dello stesso decreto legislativo n. 241 del 1997.- art. 37, comma 49, legge di conversione 4 agosto 2006, n. 248). L’Agenzia delle Entrate ha già precisato che Tutti i titolari di partita Iva sono tenuti al versamento unitario delle imposte e dei contributi in via telematica: A) direttamente, dopo essersi muniti di codice pin e di password, utilizzando il modello F24 on-line (sito Internet) B) tramite gli intermediari abilitati, che devono utilizzare il modello F24 cumulativo (Entratel) C) mediante l’home banking (Cbi - Corporate Banking Interbancario), utilizzando il modello F24. Da un paio di giorni sono disponibili le risposte fornite dall’Agenzia ai primi quesiti dei contribuenti. Al sito www.agenziaentrate.it è disponibile anche una circolare esplicativa dell’obbligo telematico che scatterà il 1 ottobre. FAQ PER IL CONTRIBUENTE: domande e risposte al sito www.agenziaentrate.it

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zioni di servizi indicate nel comma 3, articolo 16, del Dpr n. 633/1972, e quelle di impiego, custodia, manutenzione e riparazione relative agli stessi beni. Naturalmente, il fatto che la sentenza della Corte di giustizia si riferisca alla “misura in cui i beni e i servizi siano stati impiegati ai fini di operazioni soggette all’imposta” richiama il principio d’inerenza rispetto all’attività d’impresa, mentre per gli artisti e i professionisti è necessario tenere conto dell’uso promiscuo del mezzo. L’istanza di rimborso dovrà essere presentata esclusivamente in via telematica entro il 15 dicembre 2006, a pena di decadenza, utilizzando un apposito modello che sarà approvato dal direttore dell’Agenzia delle entrate entro quarantacinque giorni dall’entrata in vigore del decreto legge in questione, ossia entro il 30 ottobre. I dati da indicare e i documenti da porre a

fondamento dell’istanza saranno individuati dal medesimo provvedimento direttoriale. Occorre sottolineare che nel Dl n. 258/2006 è specificato che il modello di istanza di rimborso conterrà apposite sezioni per esporre i dati relativi agli altri tributi rilevanti al fine di determinare le somme effettivamente spettanti. Non bisogna dimenticare, infatti, che la parte di Iva non detratta andava a incrementare il costo del bene strumentale, aumentando l’importo detraibile a titolo di quota d’ammortamento. Il decreto legge, infine, esclude espressamente che, nel caso di specie, possano essere utilizzate le ordinarie procedure di detrazione dell’Iva, stabilite dagli articoli 19 e seguenti del Dpr n. 633/1972, e quelle di compensazione della stessa imposta, ai sensi dell’articolo 17, Dlgs n. 241 del 9 luglio 1997, cioè mediante il modello F24. (fiscooggi.it) ■

ONAOSI, finiti gli avvisi bonari

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

’ANMVI ribadisce l’obbligatorietà della quota ONAOSI per tutti i medici veterinari iscritti all’ordine. Benché l’Associazione abbia promosso azioni legali e di protesta (tutt’ora in corso) auspicando una pronuncia di incostituzionalità da parte della Corte Costituzionale, l’obbligo è da ritenersi pienamente in vigore. Dai primi avvisi bonari, la Fondazione ha iniziato ora a richiamare le quote non versate con le modalità che le sono riconosciute dalla Legge. Si protesta, dunque, ma si paga. Il mancato pagamento può comportare “l’esecuzione forzata e il fermo amministrativo di beni mobili registrati (es. automobili) all’ipoteca sugli immobili di proprietà”. Non va dimenticato nemmeno che il contributo ONAOSI è deducibile. Con Circolare n.17/2006 l’Agenzia delle Entrate ha ribadito la deducibilità dei contributi obbligatori versati all’ONAOSI: “considerata l’obbligatorietà e la natura assistenziale dei contributi a favore della fondazione ONAOSI - si legge nella circolare si ritiene che gli stessi siano deducibili dal reddito complessivo del contribuente ai sensi dell’art. 10, comma 1, lett. e), del Tuir”. L’articolo 10, comma 1, lett. e), del Tuir, prevede infatti tra gli oneri deducibili dal reddito complessivo i contributi previdenziali e assistenziali dovuti in ottemperanza a disposizioni di legge. L’articolo 52, comma 23, della legge finanziaria 2003, ha modificato l’articolo 2, lett. e), della Legge n. 306 del 1901, estendendo l’obbligo contributivo, a favore dell’ONAOSI, a tutti i sanitari iscritti agli ordini professionali italiani dei farmacisti, medici chirurghi, odontoiatri e veterinari (tale obbligo, precedentemente, era previsto solo per i sanitari dipendenti da enti pubblici). “L’obbligatorietà della contribuzione in esame è confermata dal disposto dell’art. 10 del regolamento di riscossione dei contributi ONAOSI, approvato con atto interministeriale del 31 luglio 2003, secondo cui “i contribuenti, nonché le amministrazioni pubbliche che non provvedano al versamento dei contributi obbligatori entro i termini previsti, ovvero vi provvedano in misura inferiore al dovuto, sono tenuti a versare il contributo evaso, maggiorato di una somma aggiuntiva determinata applicando, in ragione d’anno, il tasso dell’ interesse di differimento e di dilazione di cui all’art. 13 del D.L. 29 luglio 1981, n. 402”. (Circolare n. 17 dell’Agenzia delle Entrate - 18 maggio 2006)

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RUBRICA LEGALE

Sentenza del TAR del Lazio

Collari elettrici: annullata l’ordinanza di divieto Interessi lesi e mancanza di motivazioni d’urgenza. Il TAR non entra nel merito tecnico dell’uso del collare

l Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha annullato l’Ordinanza dell’ex Ministro Storace che vietava i collari elettrici nell’addestramento dei cani (Ordinanza del Ministero della Salute del 5 luglio 2005, pubblicata sulla G.U. R.I. n. 158 del 9 luglio 2005). La sentenza, pronunciata il 12 aprile 2006, è stata pubblicata nei giorni scorsi. I Giudici si sono pronunciati sul ricorso proposto dalla CANICOM srl e INNOTEK srl, contro il Ministero della Salute, la Regione Lazio, le Province di Trento e Bolzano, l’Enci e l’ENPA. Il TAR non entra nel merito tecnico dell’uso del collare e chiarisce: “Le argomentazioni svolte danno conto della fondatezza del ricorso senza entrare in alcuna valutazione sul merito della pratica usata e sui suoi contenuti tecnici che restano nella disponibilità dell’Amministrazione resistente”, ovvero del Ministero della Salute.

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Interessi economici lesi Le società indicate, svolgenti attività di impresa connessa alla commercializzazione di articoli ed accessori per l’educazione animale, contestavano l’ordinanza, ritenendola illegittima e lesiva dei loro interessi. Il Ministero della Salute aveva invece sostenuto l’inammissibilità del ricorso in quanto la preclusione di utilizzazione del collare elettrico per i cani sarebbe immediatamente riferibile ai proprietari o agli istruttori dei cani e riguarderebbe le ricorrenti soltanto in via indiretta incidendo sulla loro attività di impresa. I giudici hanno dato torto al Ministero: nel caso in esame, essendo le imprese ricorrenti, produttrici del bene di cui viene inibita l’utilizzazione da parte di alcuni soggetti, le stesse possono essere ritenute lese; vietare l’uso di un collare destinato ai cani in ragione di un superiore in-

teresse significa incidere direttamente sui soggetti economici che quel collare producono, con conseguenze dirette su di loro. Inoltre, per il Tribunale l’ordinanza è sproporzionata rispetto agli obiettivi: “il principio di proporzionalità è principio generale dell’ordinamento ed implica che la p.a. debba adottare la soluzione idonea ed adeguata, comportante il minor sacrificio possibile per gli interessi compresenti. Si tratta di un principio in base al quale le autorità comunitarie e nazionali non possono imporre, sia con atti normativi, sia con atti amministrativi, obblighi e restrizioni alle libertà del cittadino, tutelate dal diritto comunitario, in misura superiore, cioè sproporzionata, a quella strettamente necessaria nel pubblico interesse per il raggiungimento dello scopo che l’autorità è tenuta a realizzare, in modo che il provvedimento emanato sia idoneo, cioè adeguato all’obiettivo da perseguire, e necessario, nel senso che nessun altro strumento ugualmente efficace, ma meno negativamente incidente, sia disponibile.” Non c’erano ragioni di urgenza Le ricorrenti lamentano che mancherebbe, in particolare la natura eccezionale ed imprevedibile dell’evento, costituito dalla novità dell’uso del collare elettrico per l’addestramento dei cani, oltre ad un’adeguata istruttoria e motivazione. Inoltre, non sarebbe stato dimostrato che l’impiego del collare elettrico è dannoso per la salute dei cani. Ad avviso del Collegio, la censura è fondata: l’ordinanza - dice il TAR - “risulta adottata senza alcuna istruttoria precisa e senza l’indicazione delle ragioni di necessità ed urgenza che - sole - giustificano il ricorso al potere esercitato. Il prodotto di cui si inibisce l’uso, infatti, sulla base di quanto affermato dalla Canicom e dalla Innotek, senza contestazioni ex adverso, risulta in commercio da anni sicché non è dato comprendere quali siano state (e se vi sono state) le valutazioni sopravvenute a distanza di tanto tempo e quali le circostanze di fatto prese a riferimento, capaci di giustificare la determinazione assunta. Non può, infatti, ritenersi tale la

prevedibile reazione alla scossa elettrica da parte dell’animale atteso che si tratta di reazione sempre presente in una pratica non nuova, anzi seguita da anni, e nemmeno può ritenersi una valida giustificazione l’interrogazione parlamentare presentata, utile per segnalare un problema (come di fatto avvenuto) ma non per indicare la corretta soluzione da dare ad esso alla luce delle norme dell’ordinamento, profilo che è di competenza dell’Amministrazione agente”. Il divieto e la legge contro i maltrattamenti Ci sarebbe stata, fra le altre, “violazione e falsa applicazione dell’articolo 1 della legge 20 luglio 2004 n. 189 (artt. 544 ter e 727c.p.)”, la nuova legge sul maltrattamento animale. Secondo i ricorrenti, la norma richiamata, sarebbe “una norma penale in bianco”, ovvero una norma “priva di indicazione sui mezzi che danno luogo alla condotta penalmente rilevante” (secondo la quale “chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze” è punito con l’arresto fino ad 1 anno o con una ammenda). Nel prevedere che le lesioni cagionate ad animali siano punibili nel caso in cui siano compiute per crudeltà o senza necessità, “la disposizione citata ammette - al contrario - le condotte come quelle previste per l’addestramento dei cani anche se lievemente lesive della salute degli animali. L’addestramento mediante rimedi coercitivi servirebbe ad escludere comportamenti aggressivi nei confronti dell’uomo”. Ad avviso del Collegio, la tesi non regge: è inammissibile nella parte che si riferisce ai contenuti della norma penale atteso che essendo la norma penale destinata a colpire i comportamenti individuali sono i soggetti eventualmente perseguiti in forza di tale norma a doversi dolere nel caso in cui ciò dovesse verificarsi, ma non le ricorrenti; è inoltre infondata perché l’ordinanza impugnata “non si sorregge sulla norma penale evocata che viene richiamata come conseguenza della sua inosservanza e non come giustificazione della determinazione assunta”. ■

SISCA: sentenza preoccupante a SISCA (Società Italiana delle Scienze Comportamentali Applicate) è meravigliata e preoccupata per la sentenza n. 8614/2006 emessa dal Tar del Lazio che ha annullato l’Ordinanza del Ministero della Salute del 5 luglio 2005 sul divieto dell’impiego dei collari elettrici per l’addestramento dei cani. In un comunicato diffuso il 22 settembre, la Società Italiana di Scienze Comportamentali Applicate, commenta le motivazioni della sentenza. La SISCA conviene, da un lato, con il Tar sulla inadeguatezza legislativa e la contingibilità dell’Ordinanza e chiede quindi al Ministero della Salute la emanazione di un Decreto Legge che vieti l’uso dei collari elettrici per l’addestramento dei cani. Tuttavia, con riferimento alle carenze di motivazioni scientifiche a favore del divieto dell’uso dei collari elettrici, la Società sottolinea che i giudici - nell’affermare che “l’addestramento mediante rimedi coercitivi servirebbe ad escludere comportamenti aggressivi nei confronti dell’uomo”- ignorano che la creazione di stati fobici nell’animale può aumentare il suo comportamento di aggressione. Si legge nella sentenza che “Il prodotto di cui si inibisce l’uso (omissis) risulta in commercio da anni sicché non è dato comprendere quali siano state (e se vi sono state) le valutazioni sopravvenute a distanza di tanto tempo e quali le circostanze di fatto prese a riferimento, capaci di giustificare la determinazione assunta”. Tale affermazione, a parere dei medici veterinari comportamentalisti della SISCA, non recepisce l’esigenza etica di aumentare la tutela del benessere animale (vedi legge sul maltrattamento), del voler migliorare la relazione uomo-animale, di modificare i protocolli addestrativi sul cane basati sulla coercizione a favore di linee concertative tra uomo e cane e di protocolli di apprendimento basati sul rinforzo positivo. La SISCA non è d’altra parte indifferente alle ragioni imprenditoriali e occupazionali delle ditte interessate, ed è pronta ad offrire il suo contributo nello sviluppo di strategie legate a prodotti alternativi già esistenti sul mercato che facilitano la zoopedagogia.

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Addestratori denunciati a squadra del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo forestale dello Stato di Piacenza ha segnalato alla Procura due addestratori, uno di Vicenza e uno di Piacenza, per gravi maltrattamenti inflitti ad un cane femmina di razza Drahthaar. A chiamare gli agenti per l’avvio delle indagini è stato il personale del canile comunale di Castell’Arquato che aveva trovato la giovane femmina di bracco tedesco in condizioni gravissime. Al cane da caccia era stato applicato un collare che lo sottoponeva a scariche elettriche per addestrarlo alla ferma e al riporto della selvaggina. L’animale era riuscito a fuggire e aveva vagato un paio di mesi prima del ritrovamento. Il collare, del quale non poteva sbarazzarsi, gli aveva provocato profonde ferite. Dalle indagini è emerso che il proprietario, residente a Siena, aveva affidato l’esemplare per l’addestramento a un uomo di Vicenza che, in veste di mediatore l’aveva a sua volta consegnato ad un addestratore di Piacenza. Il caso ha avuto un iter controverso in quanto l’uso del collare elettrico era stato vietato da un’ordinanza del precedente Ministro della Salute contro la quale avevano fatto ricorso vincendolo alcune ditte produttrici dell’accessorio. Ma la gravità delle ferite provocate dal collare tenuto troppo stretto non hanno lasciato molto spazio a cavillose interpretazioni legali. La cagnolina, dopo il sequestro della forestale è stata operata e affidata, su ordine della Procura di Piacenza, alla custodia e alle cure del canile comunale di Castell’Arquato. Le indagini del Nucleo di Polizia Forestale del Piacentino proseguono nei confronti del proprietario e delle ditte produttrici del collare. (fonte: Corpo Forestale dello Stato, 13 settembre 2006)

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EUROPA

Via dall’etichetta i termini “vitello” o “carne di vitello” per i bovini di età superiore a dodici mesi a Commissione europea ha presentato una proposta diretta a chiarire le condizioni di commercializzazione delle carni di bovini di età non superiore ai dodici mesi. Per queste carni diventerà obbligatoria l’utilizzazione delle denominazioni di vendita stabilite per i vari Stati membri, insieme all’indicazione dell’età degli animali al momento della macellazione. Lo scopo è migliorare la trasparenza del mercato e aiutare i consumatori a riconoscere esattamente quel che comprano. La proposta, che fa seguito a numerose consultazioni di tutte le parti interessate e ad una recente consultazione pubblica su Internet, scaturisce dalla domanda degli operatori e degli Stati membri di norme più chiare, che rispecchino i diversi sistemi di produzione in uso nei vari Stati membri. Dopo l’adozione da parte del Consiglio, il nuovo regolamento permetterà di rafforzare il funzionamento del mercato unico e di migliorare l’informazione dei consumatori.

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Difformità nei sistemi produttivi La produzione e la commercializzazione delle carni di bovini di età non superiore a dodici mesi sono spesso molto diverse da uno Stato membro all’altro, così come le caratteristiche degli animali al momento della macellazione. Esistono infatti due grandi tipi di sistemi produttivi: nel primo, gli animali sono alimentati principalmente a base di latte e prodotti lattieri e macellati prima degli otto mesi di età; nel secondo, l’alimentazione è quasi esclusivamente a base di cereali, essenzialmente granturco, integrata da foraggi e gli animali sono macellati a partire dai dieci mesi. Mentre il primo tipo di produzione è diffuso in quasi tutti gli Stati membri, il secondo si è invece sviluppato solo in alcuni, soprattutto nei Paesi Bassi, in

Danimarca e in Spagna. Sui principali mercati al consumo della Comunità le carni ottenute con questi diversi sistemi di produzione sono generalmente commercializzate con la stessa denominazione di vendita, “vitello”, e generalmente non è fatto alcun riferimento né al tipo di alimentazione degli animali, né alla loro età al momento della macellazione. L’esperienza ha dimostrato che tale pratica può falsare gli scambi e favorire condizioni di concorrenza sleale: essa incide quindi direttamente sul corretto funzionamento del mercato unico. In effetti, all’uscita del macello, esistono differenze di prezzo dell’ordine di 2 2,50 EUR/kg fra le carni ottenute con questi due sistemi di ingrasso. Tale pratica può inoltre essere fonte di confusione per il consumatore che può essere indotto in errore sulle reali caratteristiche del prodotto che acquista. Per questo motivo molti Stati membri hanno chiesto alla Commissione di presentare proposte per chiarire le condizioni di commercializzazione di questi tipi di carne, in particolare per precisare l’uso della denominazione di vendita “vitello”. In risposta alla consultazione pubblica organizzata dalla Commissione, la maggior parte dei consumatori ha confermato che l’età e l’alimentazione degli animali sono criteri importanti che incidono sulle caratteristiche delle carni. La maggior parte di loro ritiene invece che il peso dei capi al momento della macellazione sia meno importante. Altri studi hanno dimostrato che le caratteristiche organolettiche delle carni, come la tenerezza, il sapore o il colore, cambiano con l’età e l’alimentazione degli animali da cui provengono. La consultazione ha inoltre rivelato che, per una stessa denominazione di vendita, le aspettative dei consumatori possono varia-

re a seconda degli Stati membri. Tra 0 e 8 mesi e tra 8 e 12 mesi La Commissione propone quindi di fissare le denominazioni di vendita che devono essere utilizzate in ogni Stato membro per la commercializzazione delle carni ottenute da animali delle categorie di età compresa tra 0 e 8 mesi e tra 8 e 12 mesi, con l’obbligo di indicare l’età dei capi al momento della macellazione. Per la definizione delle denominazioni di vendita, la Commissione propone di tener conto, per quanto possibile, degli usi e delle consuetudini tradizionali per permettere ai consumatori di scegliere un prodotto conforme alle loro aspettative. Ne consegue che per le carni della prima categoria, la denominazione di vendita sarà “vitello” o “carne di vitello”, mentre per la seconda categoria la denominazione prevista è “vitellone” o “carne di vitellone”. Termini da eliminare Parallelamente, i termini “vitello” o “carne di vitello” e ogni eventuale nuova denominazione derivata dalle denominazioni di vendita oggetto della proposta non potranno essere utilizzati sull’etichettatura delle carni di bovini di età superiore a dodici mesi. Gli operatori che desiderano completare le denominazioni di vendita previste nel regolamento con altre informazioni fornite a titolo volontario potranno farlo nel rispetto del regolamento (CE) n. 1760/2000, che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini e relativo all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine. Infine, per motivi di coerenza e per evitare ogni rischio di distorsione della concorrenza, saranno assoggettate alle disposizioni del regolamento proposto anche le carni importate dai paesi terzi. ■

Sicurezza alimentare: formazione europea dei controllori a Commissione Europea ha adottato il 20 settembre un documento sulla formazione in Europa e nei Paesi Terzi dei controllori ufficiali della sicurezza alimentare e della protezione del consumatore europeo. Un solido corpo di norme è stato messo a punto dalla UE finalizzato alla sicurezza dell’uomo, degli animali e dei vegetali e ora è necessario garantirne la piena e corretta applicazione. Tutto ciò richiede che le autorità competenti siano ben preparate alla corretta interpretazione delle norme e dunque efficacemente in grado di farle rispettare. Formare i controllori ufficiali è pertanto essenziale per mantenere lo standard di sicurezza alimentare che l’Europa si attende. La Commissione Europea ha steso un piano programmatico di lavoro, “Better training for safer food”, che suggerisce i programmi ottimali di formazione. Il Commissario Europeo alla Sanità, Markos Kyprianou, ha dichiarato che “I controlli efficaci sono un fattore-chiave della sicurezza alimentare e quindi la formazione dei controllori ufficiali è cruciale”. Il Regolamento Europeo 882/2004, entrato in vigore nel gennaio 2006, impone controlli molto rigorosi e severi su alimenti e mangimi commercializzati nel mercato europeo e richiede un adeguato livello di competenza da parte delle autorità preposte alla sua applicazione ed osservanza. La Commissione curerà pertanto programmi di formazione di livello europeo su tematiche prioritarie come l’influenza aviare, il trattamento dei prodotti di derivazione animale, le zoonosi (salmonella in particolare), il benessere animale (in particolare in periodi di emergenze epidemiche), HACCP, controllo dei pesticidi e prodotti ittici. La Commissione si rivolge anche ai Paesi Terzi. Dopo aver formato 1.500 controllori ufficiali comunitari nel 2005 con una spesa di 4 milioni di euro, l’obiettivo è ora quello di aiutare quei paesi che necessitano di una adeguata formazione in modo da ridurre l’onere dei controlli che gravano sugli ispettori comunitarie colmare il divario di conoscenze sulla legislazione in vigore in territorio UE, favorendo le transazioni commerciali. Si parla di 6000 controllori ufficiali da formare ogni anno per un budget complessivo di 15 milioni di euro annuali.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 33/2006 INFO REGIONI

Movimentazione capi, intesa VDA-Piemonte alle d’Aosta e Piemonte hanno raggiunto un’intesa per lo spostamento di capi di bestiame per pascolo, svernamento, demonticazione, commercializzazione e alpeggio in Piemonte per il periodo settembre 2006-agosto 2007. Il documento, presentato dall’assessore alla Sanità e Politiche sociali, Antonio Fosson, di intesa con Giuseppe Isabellon, assessore all’Agricoltura, è stato approvato dalla Giunta valdostana e tiene conto del programma regionale di bonifica sanitaria del bestiame da attuarsi con i piani di profilassi e di risanamento degli allevamenti bovini da tubercolosi e leucosi e degli allevamenti bovini e ovi-caprini da brucellosi. “L’obiettivo spiegano gli assessori - è impedire la diffusione delle malattie infettive e di quelle a carattere diffusi-

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vo’’. Il protocollo, che regolamenta gli spostamenti di capi appartenenti ad allevatori residenti in Valle d’Aosta, con disponibilità di strutture nella Regione di residenza e prevalente stazionamento degli animali nella stessa, consente lo spostamento per pascolo o svernamento, nella Regione Piemonte, esclusivamente ai bovini appartenenti ad allevamenti ufficialmente indenni da: tubercolosi, brucellosi e leucosi bovina enzootica e agli ovi-caprini appartenenti a greggi ufficialmente indenni da brucellosi. Gli allevatori interessati devono inoltrare domanda al Veterinario ufficiale competente per territorio dell’UB della sanità animale del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta in tempo utile, prima dello spostamento. La domanda deve essere accompagnata da

BASILICATA

Manzano, microchip ai cani registrati prima del 2000 l comune di Manzano ha avviato un monitoraggio per contrastare il crescente abbandono di animali. Già lo scorso anno, il Comune aveva lanciato una campagna di sensibilizzazione, che ancora oggi concede fino a 600euro per ogni cane adottato. Il crescente fenomeno dell’abbandono ha motivato l’amministrazione ad agire nuovamente. “Ora parte un monitoraggio per munire di microchip anche i cani registrati prima del 2000, fascia finora esente dall’obbligo del sistema di identificazione - ha dichiarato il consigliere Patrick Stacco - Invitiamo i cittadini con cane sprovvisto di microchip, a rivolgersi al corpo di Polizia Municipale; ogni cucciolo del Comune di Manzano smarrito o abbandonato, sarà così identificato”. Il microchip è obbligatorio dal 1995 e si tratta di una minuscola capsula, che non provoca alcun fastidio al cane. “È importante - continua Stacco - che questa iniziativa sia seguita da altri Comuni”. La Polizia Municipale di Manzano ha già iniziato i controlli e invita i proprietari a portarli alle strutture per munirli del chip di identificazione. Per informazioni: 0432.740516. (Fonte: il Gazzettino)

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A.N.M.V.I. ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

in collaborazione con Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Como e Lecco

Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Varese

Incontro Regionale ANMVI Lombardia La sicurezza dei lavoratori e la gestione dei rifiuti sanitari nella professione veterinaria 5 Novembre 2006, Varese RELATORI: Giogo Neri, Carlo Pizzirani L’incontro è libero e gratuito per tutti i Medici Veterinari interessati a partecipare. Per questioni organizzative è necessario inviare alla Segreteria ANMVI Regione la scheda di iscrizione entro il 18 ottobre 2006. ECM: crediti 4 SEDE Aula Magna, Università dell’Insubria Via L. H. Dunant, 3 - Varese INFORMAZIONI Segreteria ANMVI Regione - Tel. 0372 403541 - Fax 0372 403540 E-mail: inforegione@anmvi.it - Web: www.anmvi.it

una copia della scheda sanitaria su cui sono state registrate le prove eseguite su tutti i capi in età diagnostica dell’effettivo, da non più di 60 giorni per tubercolosi, brucellosi e leucosi bovina e da non più di 60 giorni per brucellosi ovi-caprina. Gli animali destinati temporaneamente ad aziende piemontesi dovranno inoltre risultare negativi al test ELISA per la ricerca degli anticorpi totali (nel caso di bovini non vaccinati) o per gli anticorpi gE (nel caso di bovini vaccinati con vaccino deleto per la glicoproteina E) eventualmente integrati dal test anticorpi gB effettuato nei sessanta giorni precedenti lo spostamento; oppure - se sierologicamente positivi - devono essere vaccinati, prima della movimentazione, secondo un protocollo ratificato dalla Asl di destinazione. Gli animali positivi non potranno in ogni caso essere destinati ad allevamenti del Piemonte aderenti al piano

ANMVI REGIONE

La regione blocca le sterilizzazioni a Frosinone l Dipartimento Sociale, Direzione Regionale Tutela della Salute e Sistema Sanitario Regionale (Area dei Diritti Animali) della Regione Lazio, ha scritto al Direttore Generale della ASL di Frosinone chiedendo la sospensione di un progetto provinciale di lotta al randagismo. La ASL di Frosinone - dopo una prima ipotesi di sterilizzazione dei randagi che includeva analoga prestazione anche sugli animali di proprietà a suo tempo bloccata da ANMVI LAZIO, per intervento del delegato ANMVI di Frosinone - ha infatti ripresentato alla Regione Lazio analogo progetto. Questa volta è stata la Regione, nella persona del Direttore Generale Silvio Natoli, ad invitare la ASL affinché “soprassieda temporaneamente alla realizzazione del progetto”. Natoli, precisa inoltre che la Regione “ intende promuovere una campagna di sterilizzazione per cani e gatti su tutto il territorio regionale, che si basi sul principio di libera concorrenza tra strutture pubbliche e private sancita da un protocollo d’intesa siglato con gli Ordini professionali provinciali”.

I

volontario IBR. Per la tubercolosi bovina, i capi di età superiore ai 60 giorni, destinati ad aziende in cui sono detenuti capi piemontesi, dovranno essere sottoposti

con esito favorevole al test del gamma interferone nei 90 giorni precedenti l’inoltro. L’accordo varrà fino all’agosto del 2007. (ANSA) ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 33/2006 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Morsi di cani e gatti: prevenzione e trattamento

di Maria Grazia Monzeglio

Importanza del trattamento precoce e della cautela nella manipolazione degli animali

i stima che due milioni di americani subiscano ogni anno il morso di un animale domestico e che il 50% dei cittadini USA verrà morso almeno un volta nella sua vita, rendendo le morsicature animali un potenziale importante tema di sanità pubblica. Secondo uno studio pubblicato sul numero di marzo 2006 di The Journal of Hand

S

Surgery, le morsicature di cane o gatto possono causare lesioni gravi alla mano, in alcuni casi con necessità di ricovero o intervento chirurgico. Molte di queste lesioni potrebbero essere tuttavia prevenute con il trattamento precoce e una più attenta manipolazione degli animali. In più dell’80% delle morsicature di un animale domestico, l’animale conosce la sua vittima. Dei quasi 4,7 milioni di morsicature di cane che si verificano annualmente negli USA (ovvero l’80-90% delle morsicature di animali domestici), circa il 2% richiede l’ospedalizzazione (1% di tutte le urgenze mediche USA). Lo studio ha valutato 111 casi di morsicature canine o feline della mano, del polso o dell’avambraccio, tro-

vando che le lesioni variavano da ferite relativamente minori a lesioni maggiori, incluse fratture esposte e infezioni profonde persistenti. Circa due terzi delle vittime richiedeva l’ospedalizzazione almeno per la somministrazione endovenosa di antibiotici e un terzo richiedeva almeno una procedura chirurgica. Ma lo studio ha evidenziato anche che molte ferite sarebbero state molto meno gravi se il paziente avesse richiesto prima il trattamento. Il tempo medio tra morso e visita ortopedica era di 8 giorni. Infine, la maggior parte dei cani e gatti morsicatori non sono randagi o pericolosi, ma sono spaventati o feriti oppure vengono interrotti mentre stanno combattendo con un altro animale. ■

Epidemiologia dei batteri delle vie aeree superiori nel coniglio Più frequenti le infezioni miste, soprattutto da P. multocida e B. bronchiseptica

er 8 mesi, 121 conigli da compagnia sono stati inclusi in uno studio epidemiologico che ha valutato natura, prevalenza e sensibilità batteriologica dei batteri patogeni responsabili della malattie delle vie aeree superiori. Tutti i soggetti presentavano scolo nasale e starnuti e non avevano ricevuto antibiotici nei 30 giorni precedenti lo studio. Prima del trattamento si prelevavano campioni nasali da tutti i conigli. Si effettuavano anche l’isolamento dei ceppi batteri-

P

ci, i test di sensibilità mediante disco diffusione per marbofloxacina, enrofloxacina, danofloxacina, gentamicina, ossitetraciclina, doxiciclina, cefalexina e trimethoprim-sulfametossazolo nonché la determinazione della MIC della marbofloxacina per ciascun batterio patogeno. I principali ceppi batterici isolati erano Pasteurella multocida (54,8%), Bordetella bronchiseptica (52,2%), Pseudomonas spp. (27,9%) e Staphylococcus spp. (17,4%). La patologia era causata principalmente da infezioni multibatteriche e la combinazione più frequente era P. multocida con B. bronchiseptica (28,9%). L’agente antibiotico più efficace contro tutti i ceppi batterici era la marbofloxacina (87,8% -100% di sensibilità in base al ceppo), fatta eccezione per B.

bronchiseptica, per la quale era leggermente più efficace la gentamicina (96% contro 88,9%). Rispetto ad altri fluorochinoloni testati, la marbofloxacina mostrava il più elevato livello di attività. La MIC (90) della marbofloxacina era equivalente a 1,320, 0,079, 1,741 e 0,490 mug/ml rispettivamente per B. bronchiseptica, P. multocida, Pseudomonas spp. e Staphylococcus spp. Nel presente studio, la marbofloxacina si dimostrava una potenziale buona opzione terapeutica per la malattia delle vie aeree superiori del coniglio da compagnia. ■

Vet Journal pubblica notizie e reportage di tutti i più importanti eventi nazionali ed internazionali e fornisce una informazione scientifica rigorosa sul mondo della medicina veterinaria e delle bioscienze in generale. Fornisce dal 2004 un servizio di traduzione in italiano degli abstract dei più importanti lavori della letteratura scientifica internazionale. La newsletter di Vet Journal viene inviata gratuitamente agli iscritti delle liste telematiche dell’ANMVI, a chi ne fa richiesta il lunedì, il mercoledì e il venerdì ed è disponibile sul sito www.evsrl.it/vet.journal/

Mortalità pre-svezzamento nel suino Svezzamento tardivo, lampade a infrarossi e mancanza di lettiera associati a maggiore mortalità no studio ha valutato i fattori associati alla mortalità presvezzamento in 67 allevamenti suini inglesi con diversi sistemi di parto. La mortalità media segnalata dagli allevatori era pari a 10,7%. Questa aumentava significativamente quando lo svezzamento avveniva a età più avanzata. Mediante il modello multivariato di Poisson si analizzava il sistema di parto di ciascun allevamento e l’età di svezzamento. I fattori associati a una minore mortalità pre-svezzamento erano l’isolamento della stalla di parto, la fornitura di calore supplementare al parto, la somministrazione di ferro iniettabile, la disinfezione ombelicale e l’utilizzo di sistemi di illuminazione artificiali. I fattori associati invece a una maggiore mortalità erano un’età di svezzamento più tardiva, l’uso di lampade a infrarossi piuttosto che altre forme di calore supplementare e la mancanza di lettiera.

U

Tumori trasmissibili: nuovi concetti Il TVT origina da un singolo clone neoplastico e ha un genotipo altamente stabile l tumore venereo trasmissibile (TVT) del cane si trasmette principalmente con il contatto sessuale, ma anche attraverso il morso, il leccamento o l’annusamento della neoplasia da parte di un altro cane. Uno studio dello University College London (UCL) ha definito nuovi concetti circa questa peculiare neoplasia. L’agente trasmissibile del tumore venereo trasmissibile del cane è ritenuto essere la cellula tumorale stessa. Per valutare questa ipotesi lo studio ha analizzato dei marker genetici come geni di istocompatibilità maggiore (MHC), microsatelliti e DNA mitocondriale nei tumori spontanei e nei relativi campioni ematici. In tutti i casi il tumore era geneticamente distinto dal suo ospite. Inoltre, i tumori raccolti da 40 cani in 5 continenti diversi derivavano da un singolo clone neoplastico che si è distinto in due sottoclassi. Le analisi filogenetiche hanno indicato che il TVT del cane è originato molto probabilmente da un lupo o una razza canina dell’est asiatico tra i 200 e 2500 anni fa. Benché sia un tumore altamente aneuploide, possiede un genotipo marcatamente stabile. Durante la sua crescita progressiva, il TVT downmodula l’espressione dell’antigene MHC. Secondo Robin Weiss, autore della ricerca (UCL Division of Infection and Immunità), questo studio mostra che il TVT canino è definibile un “parassita” sopravvissuto a lungo al suo ospite originale. Il

I

tumore rappresenta il “clone” tumorale più longevo conosciuto dalla scienza e contraddice l’attuale visione che le cellule neoplastiche generano sempre più mutazioni col passare del tempo e inevitabilmente divengono più aggressive se non trattate. Recenti ricerche in Australia hanno rivelato l’esistenza di un nuovo tumore emergente nel Diavolo di Tasmania che sembra anch’esso causato dalla trasmissione di cellule tumorali, in questo caso attraverso il morso. I metodi di studio della ricerca inglese potrebbero determinare se anche questo tumore è una forma “parassitaria”. Infine, questo studio mostra che le cellule neoplastiche possono evadere la risposta immunitaria e il TVT è particolarmente abile in questo. Raramente cellule neoplastiche sono state trasmesse tra esseri umani nascoste in un organo trapiantato. Poiché il ricevente è trattato con immunosoppressori, le cellule trasferite possono dare vita a un tumore proprio come il TVT. Il TVT è stato inizialmente isolato in 16 cani in Kenya, India e Italia. Studi genetici hanno indicato che è stato trasmesso da un altro canide. Ulteriori studi su altri 40 cani da tutto il mondo hanno indicato che il tumore è originato da una singola fonte che è riuscita a diffondere in tutto il mondo. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 33/2006 DALLE ASSOCIAZIONI

Buone Pratiche di Allevamento, documento SIVAR alla SIVAR un documento sulle Buone Pratiche di Allevamento nelle aziende di vacche da latte. Il testo è stato definito ed approvato dal Consiglio Direttivo ed ora è arrivato il momento di testarlo sul campo. Con una lettera a firma del Presidente SIVAR, Marco Colombo, il Consiglio Direttivo ha informato i soci del lavoro che l’Associazione ha portato avanti in questi mesi sulle BPA, argomen-

D

to, ritiene il Consiglio Direttivo “di importanza strategica per la categoria e un efficace strumento per sottolineare l’importanza della figura e del ruolo del veterinario nel sistema di sicurezza alimentare”. Per mettere in pratica il lavoro svolto, il Consiglio ha bisogno di 15-20 colleghi, meglio se rappresentativi delle diverse realtà territoriali, ognuno dei quali disponibile a coinvolgere un paio di aziende zootecniche per mettere in

pratica quanto previsto nel Codice BPA. “Le aziende - spiega Marco Colombo - devono avere la caratteristica di essere condotte da allevatori svegli e disponibili a mettersi in gioco per un periodo di circa 3 mesi, da ottobre a dicembre. Le dimensioni delle aziende non sono importanti anche se sarebbe opportuno che ogni collega scegliesse due aziende di entità diversa”. I veterinari saranno responsabili della raccolta dei da-

ti e della stesura dei protocolli delle rispettive aziende ed è richiesto pertanto l’impegno al completamento del lavoro. I partecipanti alla sperimentazione saranno convocati per una riunione tecnica preparatoria nel corso della quale verrà distribuita copia della documentazione. La partecipazione al progetto prevede inoltre una fase conclusiva di revisione critica del Codice nella quale fornire informazioni, sugge-

RICHIESTO ACCREDITAMENTO

SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

Corso di Ecografia addominale al 19 al 21 ottobre, l’AVULP organizza presso il Centro Studi SCIVAC/AVULP in via Morettini a Perugia un corso pratico di ecografia addominale. Relatori del corso Paolo Bargellini, Sergio Fanfoni, Paolo Fonti, Giuseppe Rubini, H. Ulrich Zeyen. Per informazioni rivolgersi alla Segreteria Avulp tel. 075-396684 - 349/4281196 - E-mail: segreteria@avulp.it Web site: www.avulp.it

D

in collaborazione con

SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA

rimenti, indicazioni, sulla base delle esperienze maturate. I colleghi interessati dovranno far pervenire la loro disponibilità entro il 10 ottobre p.v. alla Segreteria SIVAR (Tel. 0372/403539 - Email: info@sivarnet.it) ■

PARCO DELLA MAJELLA

Corso teorico e pratico fauna selvatica ’ente Parco Nazionale della Majella organizza dal 18 al 21 ottobre 2006, con il patrocinio di SIVAR e di SivasZoo, il primo corso intensivo teorico e pratico “Tecnica e gestione delle catture degli animali selvatici”. Questi gli argomenti trattati: approccio metodologico alle catture degli animali selvatici, meccanismi farmacologici nella prevenzione dei danni da cattura, rassegna degli strumenti lanciasiringhe, normativa relativa alla cattura degli animali selvatici, elementi di fisiopatologia della cattura dei cani vaganti, la teleanestesia nelle strutture zoologiche, cattura di ungulati selvatici alpini, tecniche ed esperienza di cattura del Camoscio appenninico, tecniche non farmacologiche di cattura ed immobilizzazione del Capriolo, considerazioni normative e tecniche di cattura del Cinghiale nelle aree protette, pianificazione e tecniche di cattura del Lupo in libertà, tecniche di cattura dell’Orso bruno. Il corso è riservato a laureati in medicina veterinaria. Per informazioni e dettagli sul programma consultare il sito www.parcomajella.it.

L

organizzato da

certificata ISO 9001:2000

SIPAOC

XVII Congresso i terrà a Lamezia Terme, dal 25 al 28 ottobre 2006 il XVII congresso Nazionale SIPAOC (Società Italiana di Patologia e di Allevamento degli ovini e dei caprini). Sede del convegno sarà il Centro Servizi Avanzati Ricerca, Formazione, Sviluppo Agroalimentare della Calabria. Per info: www.sipaoc.it.

S INFORMAZIONI Segreteria SCIVAC Palazzo Trecchi, via Trecchi 20 Cremona Tel. (0039) 0372-460440 - Fax (0039) 0372-457091 info@scivac.it www.scivac.it


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laPROFESSIONE VETERINARIA 33/2006 L’OPINIONE

Cani da salvataggio

di Oscar Grazioli

Aripap-Sparapanza acciamo un’ipotesi. Quattro amici al bar decidono di fondare l’A.R.I.P.A.P. (Associazione per il Ritrovamento degli Infanti Persi nelle Aiuole Pubbliche). Ci vedete qualcosa di male? Io no. Detto fatto, costituiscono l’onlus e trovano, nel negozio di ferramenta “Ferri e ferri” un ottimo sponsor. Il proprietario, Ferri Damocle, l’anno scorso ha temporaneamente smarrito ai giardini pubblici il proprio bebè che si era intanato a giocare dentro un oleandro. Brutto quarto d’ora per mamma e papà. Per fortuna passa di lì un vecchietto con un minuscolo cane sordo e orbo di nome Rocky, il quale si mette ad abbaiare contro un fantomatico e inesistente riccio. Carletto esce dal cespuglio. Cerimonia in municipio e medaglia al valoroso cane e anche all’ignaro vecchietto. A questo punto diventa fondamentale per l’ARIPAP avere dei cani da salvataggio. Viene interessato l’accalappiacani del piccolo comune, che si presta generosamente a selezionare una dozzina di animali adatti alla bisogna, scelti tra i numerosi ospiti del canile comunale consorziale. Il presidente dell’ARIPAP viene poi ricevuto dal sindaco e dalla giunta che mettono a disposizione dell’associazione un pezzo di terreno di proprietà comunale dove Caronte (l’accalappiacani) si occuperà di trasformare quella “sporca dozzina” in un gruppetto di eroi. Piovono finanziamenti privati e pubblici. Si può negare un contributo a chi ha per finalità il ritrovamento di bambini dispersi? Il giornale locale dedica un’intera pagina all’associazione e le foto dei dodici fanno bella mostra di

F

Grazie ad un accordo fra @nmvi Oggi e Libero, gli articoli scritti dal Collega Oscar Grazioli per il quotidiano di Vittorio Feltri sono disponibili on line. @nmvi Oggi pubblica regolarmente gli articoli dopo le ore 12.00. La rubrica LiberOscar li mantiene in archivio per la consultazione. @nmvi Oggi ringrazia Oscar Grazioli. www.info@anmvi.it/anmvioggi

Se lo sai già... l'hai letto su @nmviOggi

sé con al centro quella di Caronte, il loro maestro di vita. Ci vedete qualcosa di male? Io no. E non mi venite a dire che è stata trascurata la figura del veterinario. Non state a rompere le scatole all’ARIPAP con queste menate. Se i cani antisabotaggio della polizia, quelli antidroga dei carabinieri, quelli

Medico Veterinario, Reggio Emilia

da valanga della protezione civile, sono tutti addestrati da istruttori cinofili, in centri famosi come quello di Nettuno, volete che in un piccolo comune di quattromila anime si scomodi un veterinario per fare annusare un pannolone? Magari capiterà che un vecchietto prostatico e incontinente si sen-

ta mordere le chiappe ossute, mentre minge nell’ovatta davanti a un oleandro, ma che ci volete fare? Incerti del mestiere. Se un cane starà male il sindaco ha promesso all’ARIPAP il pronto intervento gratuito di uno dei veterinari USL. Si chiama lavorare “in economia” ed è così che si gestisce

la res pubblica. Altro che auto blu e spese di consulenze esterne. Nel comune di Sparapanza l’amministrazione funziona. Mica come a Roma, Napoli o Milano. P.S. Dimenticavo... se volete iscrivervi o solo inviare un contributo all’ARIPAP, il sito è www.aripapsparapanza.it ■


@

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laPROFESSIONE VETERINARIA 33/2006

LETTERE AL DIRETTORE

Non solo tariffe Una qualsiasi impresa ad attività veterinaria non prevalente può essere proprietaria di una struttura veterinaria e fatturare le prestazioni veterinarie direttamente al cliente che usufruisce anche dell’attività principale dell’azienda (ad esempio la vendita di mangime). Considerato che l’impresa può decidere di scontare (parzialmente o totalmente) la prestazio-

ne veterinaria nella fatturazione della vendita del mangime (se questo incrementa le vendite) come posso io professionista (che il mangime non lo posso giustamente vendere) competere anche in regime di tariffe minime obbligatorie? Inoltre, diversamente dal professionista, l’impresa non dovrà probabilmente applicare gli studi di settore dei servizi veterinari neanche in futuro perché la sua attività principale è un’altra (o perché l’impresa è una società

di capitale). Il problema potrebbe essere risolto introducendo nel futuro codice deontologico (magari all’articolo 52 capo VI-rapporti esterni alla categoria) il divieto di richiedere o effettuare prestazioni a strutture veterinarie di imprese ad attività veterinaria non prevalente. Forse in questo modo la veterinaria potrebbe rimanere anche dei veterinari (anche in assenza di tariffe minime obbligatorie) perché le regole

sarebbero uguali per tutti coloro che operano nei servizi veterinari. Se ritenete che domani il problema possa coinvolgere direttamente un numero crescente di colleghi o semplicemente condividete quanto scritto fatelo sapere al vostro ordine e federazione regionale (anche semplicemente via posta elettronica) perché la revisione del codice deontologico è in corso (e i tempi sono molto stretti). Consonni Massimo

Mia figlia fa il mio stesso lavoro: ha fatto tutto da sola. Io volevo che diventasse veterinaria Zucchero Fornaciari

Una montagna di cartoline! Dal 15 settembre avete iniziato - numerosi oltre le previsioni - ad inviarci le cartoline del concorso Professione Veterinaria 15 anni di informazione. Grazie per l’assidua e attenta lettura della nostra rivista e per le preferenze accordate agli articoli più interessanti e alle migliori pubblicità. Chi vuole partecipare può farlo entro il 16 ottobre. Da Regolamento, le cartoline pervenute presso la redazione prima del 15 settembre non potranno concorrere all’estrazione dei premi, così come saranno fuori concorso quelle che arriveranno dopo il 16 ottobre. Attenzione alle date quindi! Partecipa all’estrazione dei premi: 1) Monitoraggio paziente PM 8000 (valore: 5.200 € +IVA) 2) Riunito dentale minidental (2.200 € +IVA) 3) Microscopio XY series (2.200 € +IVA) E inoltre: 10 premi supplementari per il tuo aggiornamento professionale Hai perso la cartolina? scaricala e compila: www.anmvi.it I numeri di PROFESSIONE VETERINARIA legati al concorso sono tutti online al sito www.anmvi.it: Professione Veterinaria N. 24 Professione Veterinaria N. 26 Professione Veterinaria N. 28 Professione Veterinaria N. 30 Regolamento del concorso: http://www.anmvi.it/PDF/regolamento_concorso_pv.pdf

I Premi speciali sono di Veter-zoo Estrazione: 19 ottobre 2006 Consegna al 54° Congresso Nazionale SCIVAC (Perugia, 27-29 ott. 2006) Concorso ai sensi del DPR 26 ottobre 2001, n. 430


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laPROFESSIONE VETERINARIA 33/2006

DALLE AZIENDE

Nestlé Purina International Nutrition Forum 2006

Aggiornamenti sui progressi nel campo della medicina e della nutrizione degli animali da compagnia l Nestlé Purina Nutrition Forum è un evento scientifico di portata mondiale che si è svolto ogni anno negli USA sin dal 1994. Nel 2006 si terrà per la prima volta in Europa, presso il Centro di Ricerca Nestlé di Losanna (Svizzera), il 9 e 10 Ottobre. In accordo con quanto dichiarato da Ignacio Boixeda, DVM, Nestlé Purina PetCare European Veterinary Manager ed organizzatore del Forum 2006 “Nel promuovere l’annuale Nestlé Purina Nutrition Forum, il nostro obiettivo è quello di condividere con la professione veterinaria le più recenti conoscenze sulla nutrizione”. “Ci accingiamo a cercare di presentare alla comunità scientifica e veterinaria una panoramica delle modalità con cui le scoperte più recenti ed i progressi scientifici vengono messi in atto oggi, ed anche di dare loro un’idea delle future potenzialità.” Esperti di tutto il mondo nella nutrizione e nella medicina dei piccoli animali, rappresentati da delegati di numerosi College veterinari, specialisti in vari campi della medicina veterinaria ed esponenti di alcune cliniche veterinarie selezionate potranno partecipare al Forum per scambiarsi informazioni sui più recenti progressi nel campo della nutrizione e della medicina degli animali da compagnia. Il programma, che si svolgerà in due giorni, riguarderà quattro tematiche principali ed anche numerose relazioni brevi sulle ricerche recenti. Illustreranno i loro risultati scienziati di risonanza internazionale, in rappresentanza di istituzioni accademiche di tutto il mondo, come la Royal Veterinary College University of London (Regno Unito), l’ Ecole Nationale Vétérinaire de Nantes (Francia), l’Università di Berna (Svizzera), la Tufts University (USA), la University of Georgia (USA), l’Università degli Studi di Napoli Federico II (Italia), la Freie Universität Berlin (Germania), la University of Illinois (USA), la University of California-Davis (USA), la Texas A&M University (USA), la University of Queensland (Australia), la University of Missouri (USA), la UNESP-Universidade Estadual Paulista (Brasile) e l’Università di Zurigo (Svizzera), nonché la Nestlé e la Nestlé Purina Research. Come concordato con la Dr.ssa Dottie Laflamme, DVM, PhD, DACVN, Coordinatrice del Programma Scientifico di Nestlé Purina PetCare e relatrice al Nutrition Forum, il programma scientifico toccherà quattro tematiche principali, che comprendono: • I Cibi funzionali

I

• La dieta e la salute dell’apparato digerente • Il supporto nutrizionale per i pazienti ospedalizzati • Obesità & Malattia correlata all’Obesità.

I cibi funzionali sono alimenti che dal punto di vista della salute hanno un’utilità che va ben oltre il loro apporto di principi nutritivi essenziali. Fra i cibi funzionali saranno presi in esame gli acidi grassi omega-3, importanti sia per la funzione cerebrale che per l’attenuazione

dell’infiammazione in condizioni come l’artrite, i pre- e pro-biotici. che possono contribuire alla salute gastrointestinale, e gli antiossidanti, che sono particolarmente rilevanti nell’invecchiamento. Verranno riferiti i progressi nel trattamento delle affezioni gastrointestinali, che

comprendono l’applicazione della tecnologia di ricerca sulla nutrigenomica per lo studio della salute e delle affezioni dell’apparato digerente. Relatori di numerose università presenteranno le novità sulla cura nutrizionale dei pazienti ospedalizzati, con particolare riguardo a

quelli in condizioni critiche. Infine, sarà illustrata una ricerca che rappresenta lo stato dell’arte sul rapporto fra malattia ed obesità e costituirà una tappa fondamentale della discussione su questa condizione, che è molto frequente nel cane e nel gatto. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 33/2006 CALENDARIO ATTIVITÀ

INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

1 ott.

INCONTRO SINUV

1 ott.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

1 ott.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2-5 ott.

CORSO SCIVAC Attenzione: Evento annullato. SEMINARIO SCIVAC

6-8 ott.

7-8 ott.

INCONTRO SIARMUV

7-8 ott.

INCONTRO SIMVENCO Attenzione: Evento annullato. INCONTRO SIVE Attenzione: Date evento modificate INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC VENETO IN COLLABORAZIONE CON ORDINE MEDICI VETERINARI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA

7-8 ott.

7 ott.

8 ott.

8 ott.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC MOLISE

8 ott.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

12-14 ott.

SEMINARIO SIVE

13 ott.

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON IZS PALERMO E AIVEMP

14-15 ott.

INCONTRO SVIDI

15 ott.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LAZIO

15 ott.

CONGRESSO NAZIONALE ANMVI

15 ott.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

18-21 ott.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

18-20 ott.

CONVEGNO SIVAL IN COLLABORAZIONE CON SIVAR

20 ott.

INCONTRO SIDEV

21 ott.

INCONTRO SIDEV

22 ott.

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON HILL’S

23-25 ott.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

25-28 ott.

SEMINARIO NAZIONALE SIVAR IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI CREMONA ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC / SIVAE

26 ott.

26-28 ott.

CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON AVULP E SIGEDV

27-29 ott.

TRATTAMENTI MEDICI E CHIRURGICI NELLE ZOPPIE DEL CANE - Piacenza, Park Hotel - Strada Valnure, 7 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INSUFFICIENZA RENALE ANURICA VERSO OLIGURICA. APPROCCIO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it PRIMO INTERVENTO NELLE PATOLOGIE SPINALI DEL CANE - Novotel Caserta Sud, Capodrise (CE) Strada Statale, 87 Sannitica - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI: II PARTE - CHIRURGIA DELL’APPARATO GASTROENTERICO Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 22 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO DI METODOLOGIA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 22 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it NEOPLASIE EMOPOIETICHE, LINFOIDI E NON LINFOIDI: QUALCOSA DI VECCHIO, QUALCOSA DI NUOVO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it I FANS: PRESENTE, PASSATO E FUTURO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it MTC E OMEOPATIA: RISULTATI CLINICI E PERCORSI COMPLEMENTARI - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it MACROREGIONE NORD ORIENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO - Sede da definire - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it “PRIMO NON NUOCERE: APPROCCIO ALLA TERAPIA D’URGENZA NEGLI ANIMALI ESOTICI DA COMPAGNIA” - Sala Consiliare del Comune di Marcon (VE) - Piazza Municipio 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it DIAGNOSI E TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE DELLE GHIANDOLE SALIVARI, DELL’ARTICOLAZIONE TEMPOROMANDIBOLARE E DELLE PIÙ COMUNI AFFEZIONI ODONTOSTOMATOLOGICHE - Ostello Femminile Le Monacelle, Matera - Via Riscatto, 9/10 - ECM: 4 Crediti - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

AGGIORNAMENTI IN RIPRODUZIONE DEL CANE E DEL GATTO: DALLA CHIRURGIA D’URGENZA ALLA CHIRURGIA PROSTATICA - Isernia - Parco Tecnologico Neuromed - Loc. Camerelle - ECM: 3 Crediti - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DERMATOLOGIA: II PARTE: APPROCCIO DIAGNOSTICO AI PROBLEMI DERMATOLOGICI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 21 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it ENDOCRINOLOGIA - Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it AGGIORNAMENTI SULLA LEISHMANIOSI: DALL’APPROCCIO DIAGNOSTICO AI PROTOCOLLI TERAPEUTICI - Astoria Palace Hotel, Palermo - Via Monte Pellegrino, 62 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it IL PERCORSO NELLA PRODUZIONE DI IMMAGINI DI QUALITÀ: ARGOMENTI DI TECNICA RADIOGRAFICA, DALLA RADIOLOGIA CONVENZIONALE AL DIGITALE, ECOGRAFIA DOPPLER E MOLTO ALTRO…. NELLA PRATICA VETERINARIA - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per info: Elena Piccioni - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it

APPROCCIO CLINICO PATOLOGICO ALLE NEOPLASIE DEL SISTEMA ENDOCRINO DEL CANE E DEL GATTO - Pomezia - Hotel Selene - VIA PONTINA KM 30 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LA RIFORMA DEL CODICE DEONTOLOGICO VETERINARIO - DALLA LEGGE BERSANI ALLA RIFORMA DELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it ORTOPEDIA: III PARTE - OSTEOSINTESI INTERNA AO-BASE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 2° IT. NEUROLOGIA VETERINARIA: II PARTE - LE DIAGNOSI DIFFERENZIALI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 17 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it IL CONIGLIO NELLA RICERCA BIOMEDICA - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria SIVAL - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: info@sivalnet.it LE REAZIONI AVVERSE AL CIBO: IL PUNTO DI VISTA DEL NUTRIZIONISTA, DEL GASTROENTEROLOGO E DEL DERMATOLOGO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 3 Crediti - Per info: Elena Piccioni - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it AGGIORNAMENTI SULLA DERMATITE ATOPICA - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - Email: socspec@scivac.it GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Roma - ECM: 19 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it DIAGNOSTICA PER IMMAGINI: IV PARTE - DIAGNOSTICA PER IMMAGINI DELL’APPARATO RESPIRATORIO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it FEBBRE Q: UNA ZOONOSI DIMENTICATA - LE DIARREE NEONATALI DEL VITELLO: DIAGNOSI IN CAMPO E DI LABORATORIO E LORO TRATTAMENTO - CremonaFiere Spa, Cremona - Piazza Zelioli Lanzini, 1 - ECM: 3 Crediti - Per info: Paola Orioli - Segr. SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it ANIMALI ESOTICI: II PARTE - MEDICINA E CHIRURGIA DEL FURETTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it 54° CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC - GASTROENTEROLOGIA - Centro Congressi Quattrotorri, Perugia - Via Corcianese, 260/A - ECM: 11 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

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Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 25 settembre 2006

INCONTRO SIRE

27 ott.

MANAGEMENT DELLO STALLONE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

SOLUZIONI

Neoplasie epatiche

Forte stridore espiratorio Parassitosi delle vie biliari Inspirazione breve / Espirazione lunga con sibili Movimento paradosso con suoni polmonari attutiti Forte stridore inspiratorio

Patologie infiammatorie intestinali

Pancreatiti

QUIZ 1 Seminario SCIVAC, Roma 2005 Risposta corretta: d)

Qual è la causa più comune di stasi biliare nel cane?

QUIZ 2 Seminario SCIVAC, Perugia 2005 Risposta corretta: d)

Quale delle seguenti caratteristiche è tipica del quadro respiratorio in caso di ostruzione delle vie aeree superiori?



Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 33