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PROFESSIONE

lVaETERINARIA A.N.M.V.I.

Brevi PROFESSIONI A settembre riparte la riforma delle professioni. La proposta del sottosegretario Vietti di riprendere i lavori per il riordino giuridico degli ordini riscuote il consenso del CUP. Anche la FNOVI ha detto sì alla ripresa delle trattative. Per D’Addario è “necessario garantire il cittadino da ogni abusivismo”.

EFSA 1 L’EFSA sarà definitivamente insediata nel nostro Paese da gennaio 2005. Podger: sarò residente in Italia. Aperto al pubblico il vertice dell’Agenzia del 14 settembre.

EFSA 2 A Berlino dall’8 al 9 novembre l’Efsa organizzerà una conferenza europea sull’analisi dei rischi in materia di sicurezza alimentare. Sempre a Berlino seguirà, il 9 e il 10 novembre, un incontro con gli attori interessati alle attività dell’Efsa, in particolare l’industria e i consumatori.

SICUREZZA ALIMENTARE La UE è in procinto di creare un Gruppo consultivo per la catena alimentare e la salute animale e vegetale. Sarà composto da rappresentanti dei consumatori, dell’industria, dei dettaglianti e degli agricoltori. Favorirà il dialogo tra la Commissione e le varie organizzazioni europee interessate alle tematiche della sicurezza alimentare.

EUROPARLAMENTO Della Commissione Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare del nuovo Europarlamento fanno parte cinque italiani: Marcello Vernola, Guido Sacconi, Roberto Musacchio, Alessandro Foglietta e Adriana Poli Bortone. Otto invece gli italiani nella Commissione Industria e Ricerca, che ha competenze anche sul farmaco. Fra questi, Romano La Russa.

COMMISSIONE UE Il nuovo Commissario Europeo alla Sanità è tutela consumatori sarà Markos Kiprianou di Cipro. La carica di Monti, alla Concorrenza, passa all’olandese Neelie Kroes.

CLONE DI CAMPIONE Cesare Galli ha annunciato la nascita del primo clone di un purosangue arabo, un campione appartenente ad un allevamento francese. Per gli ultimi aggiornamenti in riproduzione equina, lo scienziato cremonese interverrà al Seminario SIRE dell’11 dicembre.

TCM E SPECIE PROTETTE Animali di specie protette uccisi o ‘torturati’ per ricavarne ingredienti utilizzati dalla medicina tradizionale cinese. Un fenomeno che riguarda anche l’Italia, per un mercato di prodotti destinati alle comunità cinesi ma acquistati anche da italiani. Maxi sequestro a Roma e Guidonia di pillole, polveri e cerotti per oltre 500 mila euro.

www.anmvi.it

302004

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 1, numero 30, dal 6 al 12 settembre 2004 Spedizione in abbonamento postale - 45% Art. 2 comma 20/b-Legge 662/96 - Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Aspettando il tariffario nazionale

Una professione, troppi tariffari Uno sguardo ai tariffari di riferimento A PAG. 3 di 21 capoluoghi

Niente Ordine, niente ENPAV? opo il parere del Consiglio di Stato secondo il quale l’iscrizione all’Albo non è obbligatoria per i sanitari dipendenti di amministrazioni pubbliche (a meno che non svolgano la libera professione), abbiamo ricevuto molte richieste di chiarimenti. Chiede ad esempio un collega: “a seguito della sentenza del CGA del giugno scorso desideravo sapere se come dipendente del S.S.N. cancellandomi dall’ordine potevo effettuare anche la cancellazione dall’ENPAV”. Abbiamo girato il quesito all’ENPAV che ci ha così prontamente risposto. Il Consiglio di Stato si è recentemente espresso sulla questione, in risposta ad un quesito sottoposto dalla Direzione Generale delle risorse umane e professioni sanitarie del Ministero della Salute, affermando che l’iscrizione all’Albo non è obbligatoria per i sanitari dipendenti da amministrazioni pubbliche, fatta eccezione per quelli autorizzati alla libera professione. Il supremo organo di giustizia amministrativa ha richiamato a tal fine una recente decisione della Corte di Cassazione, Sez. VI Penale, che ha assolto un gruppo di infermieri che esercitavano la professione come dipendenti pubblici senza essere iscritti all’Albo. Al riguardo occorre evidenziare che i fatti contestati riguardavano un periodo anteriore alle più recenti disposizioni in materia di professione infermieristica, che di contro richiedono l’iscrizione all’Albo come elemento connaturato ed inscindibilmente connesso allo status professionale. Più in generale l’interesse garantito dall’iscrizione all’Albo appartiene al pubblico dei potenziali utenti delle prestazioni professionali. Un Ordine professionale svolge alcune funzioni, dalla selezione abilitativa alla vigilanza sulla capacità e sulla condotta dei professionisti, che sono strettamente connesse al fatto oggettivo dell’esercizio dell’attività e che non vengono meno per la circostanza del suo esercizio in modo non autonomo. A conferma di ciò, lo stesso Consiglio di Stato, Sez. II, interpellato dall’allora Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica in merito all’obbligo di iscrizione all’Albo professionale dei Docenti in Medicina Veterinaria, ha reso in data 29 settembre 1999, un parere che, nelle sue conclusioni, appare diametralmente opposto a quello sopra citato. Si legge infatti che: “… è in realtà il fatto dell’esercizio dell’attività professionale a essere ragione di iscrizione all’Albo professionale, quale che sia il contesto inerente lo status lavorativo in cui essa è esercitata”; ed ancora “ ….non v’è ragione perché l’esistenza di un rapporto di lavoro dipendente surroghi l’assoggettamento all’ordine professionale: le verifiche, originarie e in itinere, della professionalità che il rapporto di lavoro dipendente richiede sono infatti di altro genere da quelle date dalla iscrizione all’Albo, perché sono funzionali non già alla garanzia per il mercato dei potenziali utenti, bensì all’interesse del solo datore di lavoro”. Il parere conclude poi dicendo che: “Non vi è dunque ragione di introdurre una distinzione che la legge non contempla”. Anche il Ministero della Salute, peraltro, si è espresso nei medesimi termini affermando che l’obbligo di iscrizione agli Albi è operante per tutti, senza esclusione alcuna per coloro che esercitano l’attività professionale, quali dipendenti. In conclusione, il recente parere del Consiglio di Stato non modifica la normativa vigente in materia di obbligo di iscrizione all’Albo professionale per gli esercenti professioni sanitarie, anche come dipendenti pubblici.

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Troppi veterinari? a tempo l’ANMVI denuncia una situazione ormai insostenibile del nostro settore dovuta principalmente all’enorme numero di laureati (1.400) che ogni anno si propongono sul mercato. Questo stato di cose nell’ultimo anno si è fortemente deteriorato anche per la crisi economica generale che non ha certamente risparmiato il mondo veterinario. Se i dati sono esatti, a fine del 2004, gli ambulatori per animali da compagnia avranno superato i 6.000, un numero veramente incredibile. Mentre la tendenza in tutti i paesi è quella di contenere il numero delle strutture, creando ambulatori e cliniche in forma associativa con una migliore organizzazione e più servizi, in Italia il nostro spirito individualista ed

D

un po’ anarchico ci porta a moltiplicarne la presenza su tutto il territorio nazionale sciogliendo associazioni professionali già da tempo avviate. La forte crisi sviluppatasi soprattutto nei primi mesi del 2004 ha mostrato in modo chiaro che questa scelta non è vincente, infatti, mentre le grosse strutture hanno comunque incrementato il proprio lavoro con percentuali spesso nettamente superiori all’indice inflazionistico, gli studi e gli ambulatori con caratteristiche personali, soprattutto se avviati da poco, hanno risentito fortemente di questa condizione con cali di fatturato anche oltre il 10%. Le soluzioni per affrontare la situazione non sono semplici e tutte sembrano piuttosto difficili da percorrere. (...) CONTINUA A PAG. 11

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■ CITOLOGIA Citologia generale e del midollo Citoincluso da versamenti Imprinting Congiuntivale

■ ALLERGOLOGIA Pannelli allergeni inalanti ed alimentari cane e gatto Pannello completo del cavallo Immunoterapie specifiche

■ SDS-AGE ANALISI PROTEINURIE PER PESO MOLECOLARE

■ MALATTIE INFETTIVE ANIMALI DA COMPAGNIA E DA REDDITO Elisa Immunofluorescenza PCR e RT-PCR

■ PROFILI A COSTO RIDOTTO

A.N.M.V.I.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 ATTUALITÀ

21 tariffari provinciali a confronto

C’è tariffario e tariffario... Da Bolzano a Palermo ecco il prezzo delle nostre prestazioni hi si accingesse ad un raffronto economico fra i tariffari attualmente in vigore si vedrebbe ben presto dirottato verso l’analisi delle “voci tariffarie”. È esattamente quanto è capitato a noi. Questo perché l’individuazione, la definizione e la classificazione delle prestazioni veterinarie differiscono da ordine a ordine, con variazioni anche molto significative, fino a far decadere, per alcune voci, ogni possibilità di comparazione. Quando dunque si arriverà ad un tariffario nazionale, ancor prima di darne una valutazione economica, dovremo riconoscergli il merito di aver classificato per la prima volta in maniera ufficiale, esaustiva ed uniforme, le prestazioni veterinarie. Il che equivale ad una presa di coscienza della professione. Lo scopo originario della nostra ricerca può dirsi tuttavia raggiunto: ecco in queste pagine una panoramica comparativa dei minimi tariffari che va da Bolzano a Palermo, sufficientemente rappresentativa dell’era pre-tariffario-nazionale. Un’era che sembra volgere al termine.

C

I criteri alla base dei minimi I tariffari qui esaminati sono quasi tutti pubblicati in Internet, nei siti dei rispettivi ordini. Quando non disponibili in rete, ci sono stati forniti dalle segreterie provinciali. La nostra indagine è circoscritta ai minimi tariffari approvati nelle città capoluogo di regione (in tutto 21, compresi quelli delle province autonome di Trento e Bolzano) e alle prestazioni sugli animali da compagnia; lo spazio dell’analisi è stato poi ulteriormente ristretto selezionando alcune fra le prestazioni più comuni, necessariamente mediando fra tariffari molto sintetici ed altri molto dettagliati. Oltre alla diversità delle voci tariffarie, i principali ostacoli ad una comparazione economica su base omogenea sono dati dai criteri con cui sono stati impostati i mini-

mi. Abbiamo quindi dovuto specificare i casi in cui le tariffe sono comprensive di IVA ed ENPAV (in cinque capoluoghi vengono indicate già maggiorate dell’imposta sul valore aggiunto e del contributo previdenziale). Alcuni tariffari hanno subito aggiornamenti negli ultimi quattro anni, altri risalgono agli anni Novanta (alcuni ufficialmente figurano ancora in lire, ma sono stati qui convertiti in euro, la tabella riporta accanto al capoluogo l’anno di aggiornamento quando espressamente specificato). Il raffronto risulta ulteriormente viziato dall’inclusione o dall’esclusione dell’anestesia nelle tariffe della chirurgia. Idem dicasi per le vaccinazioni talvolta presenti come prestazione a sé, oppure da intendersi come costo-farmaco da aggiungere alla tariffa della visita. Inoltre, fra i maggiori ostacoli al raffronto delle prestazioni, va menzionata la distinzione di specie: attribuite al cane piuttosto che al gatto, alcune prestazioni subiscono una variazione di prezzo al rialzo. Un esempio per tutti: l’eutanasia. Altre volte, come ad esempio nel cesareo, ad incidere sul costo è la taglia, diversamente stabilita come “piccola-mediagrande”, oppure con precisi riferimenti di peso in chilogrammi. Anche l’età (cucciolo o adulto) può incidere sul costo: è sempre il caso dell’eutanasia, ma anche della caudotomia. Prestazioni disomogenee Quasi ogni colonna, rigo e voce del prospetto tabellare qui proposto necessiterebbe di note e spiegazioni. È soprattutto evidente che non c’è uniformità nella classificazione e nella denominazione delle prestazioni. La visita viene qui intesa come “visita ambulatoriale, altrimenti definita “ordinaria”, “clinica” o “generica”. Alcuni tariffari la combinano con altre prestazioni come la certificazione o l’ecografia. È possibile incontrare anche la distinzione fra visita generica e

Le basi normative del tariffario nazionale Legge 21 febbraio 1963, n. 244 - Norme generali relative agli onorari ed ai compensi per le prestazioni medico-chirurgiche e istituzione della relativa tariffa, alla quale il Ministero della Salute si richiama “in via analogica” per il tariffario nazionale veterinario. Legge 23 dicembre 1978, n. 833 - “Istituzione del servizio sanitario nazionale” che all’articolo 6 definisce le competenze dello Stato e fra queste annovera gli ordini e i collegi professionali; D.L.vo 13 settembre 1946, n. 233 - Ricostituzione degli Ordini delle professioni sanitarie e per la disciplina dell’esercizio delle professioni stesse che attribuisce al Comitato centrale di ciascuna Federazione il compito di vigilare sul piano nazionale, alla conservazione del decoro e dell’indipendenza delle rispettive professioni; Regolamento per la esecuzione del D.L.vo 13 settembre 1946, n. 233 (approvato con DPR 221/1950), che stabilisce i compiti in capo agli ordini professionali per l’esercizio delle professioni sanitarie; L’art. 2233 del Codice Civile in materia di compenso per il lavoro autonomo, che fissa in origine le modalità di determinazione dei compensi per prestazioni professionali e stabilisce che la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione.

specialistica. La visita domiciliare invece è intesa come “ordinaria diurna”. È una voce fra le più articolate (urgente, su appuntamento, festiva, feriale, extra-orario, ecc...). Il rimborso chilometrico figura in alcuni tariffari come nota generale; altre volte il rimborso è espressamente indicato accanto al minimo: si va da 0,4 euro ad 1 euro oppure si rimanda alle tariffe ACI. È talvolta previsto anche il costo-tempo. La chirurgia può contare una decina di voci come riempire trequattro pagine fittamente dettagliate; l’ovariectomia e l’orchiectomia sono classificate come ginecologia e urologia, o come chirurgia di base, oppure sono date tout court come sterilizzazione e castrazione. Rilevante la disparità di voci nel campo dell’ortopedia (non c’è una sola voce che si presti a 21 raffronti) e dell’anestesia. Alcuni elenchi specificano in premessa o nelle note generali se il costo-anestesia è compreso o scorporato dalla chirurgia. La nostra tabella riporta in proposito un apposito rigo con la necessaria spiegazione. Il costo dell’anestesia in certi casi è anche accorpato alla diagnostica per immagini. Anche il concetto di reperibilità non è univoco (notturna dalle ore 20 alle 8 oppure dalle 21 alle 7? Festiva, ma con distinguo se in ambulatorio o a domicilio, urgente feriale, diurna, extra-orario, ecc.); forti disparità anche nella elencazione degli esami di laboratorio, nella considerazione dei trattamenti immunizzanti (voce a sé e magari dettagliata, oppure voce assente perché da intendersi come costo-farmaco aggiuntivo alla visita) e nell’identificazione anagrafica (voce non sempre presente e a volte solo come tatuaggio). La visita di compravendita, i test felv-fiv, i consulti rappresentano voci “inclassificabili” ai fini del nostro esame: spesso non figurano. Non ci sono prestazioni di medicina non convenzionale, nemmeno l’agopuntura. (Per contro abbiamo incontrato una voce isolata riferita alla prestazione di “pet therapy”.) Sia detto comunque che molti tariffari non hanno la pretesa dell’esaustività e precisano che per le prestazioni non in elenco le tariffe “sono da concordarsi”. Una considerazione finale sulla caudotomia (presente anche come “caudectomia”), prestazione al centro di discussioni sia dal punto di vista etico che etologico, ma che qui abbiamo ritenuto di considerare in ragione della sua presenza in quasi tutti i tariffari esaminati (anche classificata come “chirurgia estetica”). La conchectomia invece è quasi sempre assente. La panoramica che alla fine sia-

Verso il tariffario nazionale l 22 luglio scorso la Direzione Generale delle Risorse Umane e delle Professioni Sanitarie del Ministero della Salute ha convocato la Categoria per iniziare ad elaborare un tariffario minimo nazionale per le prestazioni medico-veterinarie. Nella lettera con cui il Direttore Generale Claudio Mastrocola ha invitato l’ANMVI a designare un proprio rappresentante, si legge che l’elaborazione del tariffario è “opportuna” e che il Ministero della Salute ha inteso avviare un “processo di condivisione tra le società scientifiche medico veterinarie e la FNOVI”. Il Direttore Mastrocola ha precisato che, “in via analogica”, si applica ai medici veterinari la stessa procedura prevista per i medici ovvero che la tariffa nazionale è da approvarsi con decreto del Ministero della Salute di concerto con il Ministro del Tesoro, sentito il parere del Consiglio di Stato, del Consiglio Superiore di Sanità e della Federazione dei veterinari, previa deliberazione di quest’ultima. All’incontro del 22 erano presenti per la FNOVI Domenico D’Addario, Giuliano Lazzarini e Giovanni Petroccia, per l’ANMVI, il Presidente di ANMVI Lazio, Marzio Gargiulo. Il Ministero della Salute ha chiesto alla FNOVI di produrre un documento che illustri l’analisi che ha condotto alla proposta di tariffario nazionale avanzata in quell’occasione dalla Federazione ed in particolare che spieghi quali sono i costi che incidono sulla determinazione dei minimi. All’incontro inoltre, presente un rappresentante dell’Istituto Nazionale di Statistica, è stata proposta una rivalutazione annuale delle tariffe rispetto all’indice inflazionistico determinato dall’ISTAT e una revisione globale del tariffario ogni cinque anni. Il “tavolo del tariffario” verrà riconvocato nel mese di settembre.

I

Quattro buoni motivi per salvare le tariffe Roberto Orlandi, Vice presidente CUP I detrattori del sistema professionale hanno innalzato un nuovo vessillo, quello delle tariffe minime e massime sostenendo che si tratta di un retaggio medievale e che a esso si deve la perdita di concorrenza del sistema e l’esosità dei servizi professionali. Inoltre le tariffe minime predeterminate impedirebbero ai giovani professionisti di fare concorrenza ai colleghi più anziani. La soluzione, a sentir loro, starebbe nel lasciare al mercato la propria regolazione, che sola porterebbe benessere a tutti. A noi sia concesso di pensarla diversamente per quattro ordini di motivi. Il primo: i servizi professionali sono caratterizzati da una forte componente di esternalità; essi infatti contribuiscono in maniera rilevante a un regolare e progredito svolgimento della vita sociale e civile (per esempio nella sanità, nella giustizia, nell’ambiente ecc.) dove gli effetti del “servizio” non si esauriscono nel beneficio ottenuto dall’acquirente, ma si estendono all’intera collettività; il secondo: i servizi professionali non sono quasi mai anonimi, il contrario cioè di un mercato ideale che è totalmente concorrenziale, dove ogni venditore è indistinguibile dall’altro; il servizio offerto da un professionista che è caratterizzato dall’intuito personale, è spesso diverso da quello di un altro professionista, dove questo fenomeno porta all’instaurarsi di relazioni con la clientela; il terzo: i servizi professionali sono spesso scarsamente trasparenti rispetto al contenuto un fenomeno noto come “ asimmetria informativa”, dove è la complessità richiesta a monte della prestazione professionale a renderla difficilmente comprensibile all’utenza. Il quarto: la dinamica dei costi professionali diminuisce con l’aumentare della dimensione dello studio, ciò può portare al fenomeno della selezione avversa (con l’uscita dal mercato di soggetti qualificati e la riduzione media della qualità dei servizi) e l’azzardo morale (aumento dell’offerta di servizi di minore qualità). È la stessa autorità garante della concorrenza a riconoscere l’esistenza di rilevanti asimmetrie informative. Tali asimmetrie conferiscono alla “bassa qualità” dei servizi l’opportunità di sfruttare apparenti vantaggi di prezzo creando un ambiente favorevole ad un progressivo deterioramento della qualità media nonché a comportamenti di tipo opportunistico. È precisamente per impedire questi fenomeni che il sistema dei collegi e degli ordini professionali si è attrezzato con la previsione di “codici deontologici”, con l’attività di monitoraggio delle prestazioni rese dagli iscritti e, da ultimo, con la previsione dell’aggiornamento permanente e certificato. (da: Prestazioni, mercato con più tutele di R. Orlandi, Italia Oggi, 29/07/2004)

mo riusciti a realizzare ci sembra sufficientemente indicativa per avanzare almeno un paio di considerazioni: la prima è un interrogativo sul grado di informazione e di consapevolezza contrattuale che il cliente-proprietario può ricavare da questi elenchi provinciali (ovvero la cosiddetta “asim-

metria informativa” di cui parla Orlandi, v. box); la seconda è che la disomogeneità delle voci rende estremamente complicato il calcolo di un costo/valore medio che possa dirsi realmente significativo e sul quale, tuttavia, il tariffario nazionale prossimo venturo dovrà basarsi. ■


laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004

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ATTUALITÀ

PRESTAZIONE € 21,00

ANCONA € 20,00

AOSTA (2003) € 16,34

BARI € 20,65

BOLOGNA (2001) € 20,00+1,00 € x Km

€ 20,00

BOLZANO (2003)

€ 25,82

€ 28,92

€ 12,91

CAGLIARI

€ 5,16

€ 18,08

€ 12,91

CAMPOBASSO

€ 5,16

€ 18,08

€ 12,91

CATANZARO

€ 15,00

€ 13,00

€ 28,00

€ 20,00

FIRENZE-PRATO (2002)

€ 30,99 (ad uso legale)

€ 36,15

€ 23,24

GENOVA (1997)

€ 5,00

€ 31,00

€ 18,00

L’AQUILA (2004)

€ 7,00

€ 35,00+KM+Tempo

€ 20,00

MILANO (2004)

€ 40,00 (incl. visita)

€ 30,00

€ 16,00

NAPOLI

€ 5,16

€ 18,08

€ 12,91

PALERMO

€ 15,00

€ 40,00

€ 25,00

PERUGIA (2002)

€ 12,00

€ 26,00

€ 18,00

POTENZA (2003)

€ 7,75

€ 25,82

€ 12,91

ROMA (1991)

€ 10,33

€ 20,66

€ 15,49

TORINO (1996)

€ 31,00

€ 21,00

TRENTO (2001)

€ 41,32

€ 25,82

TRIESTE (2001)

€ 16,34

€ 32,68

€ 20,42

VENEZIA

CAPOLUOGO DI REGIONE (E PROV. AUTONOME TN e BZ) VISITA

€ 30,00

€ 3,00

€ 25,82

€ 10,33

€ 2,58

€ 8,00

€ 6,00 (i.m.) € 3,50 (s.c.)

€ 30,00 (incl. anest. e certific.)

€ 1,55

€ 15,49

€ 20,66 (escl. anest.)

€ 2,59

€ 20,66 (escl. anestesia)

€ 25,85 (incl. anest.– e certific.)

€ 5,16

€ 15,50 (escl. chip) € 13,00

€ 30,98 € 25,00

€ 6,00 (da 1 a 3 volte)

€ 35,00

€ 26,00

€ 15,49

€ 28,60 € 18,07

€ 5,00

€ 20,00+0,4 (al km) € 12,27

€ 25,00

€ 26,00 € 24,51 (incl. certif.)

€ 2,58

VISITA A DOMICILIO € 20,00

€ 20,00

€ 24,51 (incl. chip)

€ 8,00 MICROCHIP

€ 10,00 (escl. chip)

IDENTIFICAZIONE

– –

da € 26,00 a 36,00 (sec. taglia)

€ 26,00

€ 35,00 (con visita)

€ 30,00 (con visita)

€ 25,82

€ 15,49

€ 39,00

€ 31,00

come gatto

da € 32,68 a 40,85 (a sec. taglia)

da € 46,50 a 72,30 € 32,68 (a sec. taglia)

€ 25,00 –

€ 21,00 (per il 1°)

– € 33,00

€ 2,58

€ 7,75 (cad. 1 fino a 5 capi) escl. anest.

– –

€ 20,00

€ 10,33

€ 2,58

€ 7,75 (cad. 1 fino a 5 capi) escl. anest.

€ 25,82

€ 25,00 (incl. chip e certific.) € 35,00 (con registr. anagr. c. reg.)

€ 10,33

€ 28,00

€ 2,58

€ 25,82

– –

€ 40,00

€ 25,82

€ 6,00

€ 36,00 –

€ 20,00

€ 13,00

– € 50,00-60,00 (incl. anest.)

– –

– –

€ 20,00

€ 3,00

– –

€ 15,00

€ 30,00 (escl. visita e termodistruz.)

€ 3,00

GATTO –

TATUAGGIO

€ 21,00

CUCCIOLO

€ 31,00 e cucciolata € 10,35 (cad. 1)

ADULTO

€ 25,82 (escl. anest.)

CANE

€ 13,00

€ 7,75 –

€ 25,82

da € 14,71 (secondo peso)

€ 10,00

€ 10,35

€ 10,33

€ 10,33

€ 21,70

€ 36,14

€ 15,49

€ 18,07

€ 15,49 (oltre l’int.)

€ 32,68

€ 16,34

€ 10,00

€ 40,00

€ 15,00

VOCE UNICA

€ 15,49

€ 15,49

€ 25,85

€ 28,59

€ 12,25

€ 15,49

€ 20,66 endov.

€ 15,49

€ 21,00 (cane) € 15,00 (gatto) e sedaz.

€ 25,82

€ 15,00

€ 35,00 sec. anestetico e orario

€ 50,00 cane € 40,00 gatto

€ 13,00

€ 20,66

€ 61,97 (fibre ottiche)

€ 25,82

€ 30,99

€ 30,99

€ 40,85

€ 50,00

€ 30,99

€ 57,19

€ 40,85

€ 36,15 all’ora gass.

€ 75,00 (escl. anest. gen.)

€ 30,00

€ 52,00 (con referto)

€ 25,85

da € 89,87 a 114,38 (a sec. taglia)

€ 52,00 € 51,65 (esame ecografico)

€ 15,32 endov.

€ 30,99

€ 15,00

€ 26,00 endov. Ogni 15’

€ 51,65

€ 30,99

€ 15,00 (con sedaz.)

€ 35,00 iniett.

€ 30,99

€ 7,75

€ 31,00 con sedaz. iniett.

€ 50,00

da € 14,50 a 48,00 sec. anestetico

€ 16,34

€ 10,00 (analgesia)

€ 30,99 iniett.

€ 30,99 gass.

€ 50,00

€ 60,00 cane € 50,00 gatto

€ 12,26

€ 26,00 cane (iniett.) € 16,00 gatto (iniett.)

€ 25,82

– –

€ 15,32 endov.

€ 40,00

da € 50,00 a 55,00 sec. anestetico

€ 15,32 endov.

€ 52,00

€ 35,00 (costo orario) gass.

€ 5,00 € 16,00 periferica € 40,00 spinale –

€ 51,65

€ 52,00

da € 15,00 a 31,00 sec. peso gass.

€ 3,00 € 18,07

€ 24,00 gatto € 35,00 cane

€ 40,00 gass.

€ 25,82

REFRIGERAZ.

€ 25,82 iniett. (inclusa preanest.) € 30,99 intub.

€ 33,00

INFILTRAZIONE

€ 25,00 cane € 20,00 gatto

€ 18,07 (escl. anestesia)

CERTIFICAZIONE

INIEZIONE EUTANASIA

SEDAZIONE ANESTESIA LOCALE € 10,00 (e sedazione) € 24,51 endov. € 30,99 gass. € 25,82

€ 25,00

€ 57,00

€ 129,15

€ 77,50

VOCE UNICA

€ 15,00 iniett. (e sedaz.) – € 25,82

€ 25,82

€ 30,00

€ 41,31

€ 93,00

da € 122,55 a 163,40 (a sec. taglia)

€ 20,00 endov. € 55,00 gass. € 41,31

€ 30,99

€ 61,98

€ 77,50

€ 147,06

INOCUL.

ANESTESIA GENERALE € 61,27 intub. –

€ 25,82

€ 30,99

€ 129,11

€ 154,95

€ 73,53

RX SEMPLICE

€ 70,00

€ 77,47

€ 300,00

€ 200,00

da € 165,00 a 210,00 (a sec. taglia)

€ 155,00

€ 154,94

€ 103,29

€ 129,11

€ 103,29

€ 93,00

€ 46,50

€ 196,25

€ 129,15

da € 179,74 a 216,50 (a sec. taglia)

€ 130,72

€ 65,36

€ 120,00

intera linea

€ 92,96

l.m.

€ 77,46

€ 77,46

€ 49,02 (escl. anest. ed esami)

€ 80,00

€ 26,00

€ 110,00 (artroscopia) € 100,00 (broncoscopia, colonscopia, gastroscopia)

€ 77,47

€ 83,00

€ 129,15

€ 163,40

€ 103,00

€ 180,00

€ 82,63

€ 51,65

€ 77,50

€ 27,00

€ 37,00 (certific.)

€ 57,00

€ 103,29

€ 82,63

€ 145,00-171,00 (a sec. taglia)

€ 129,15 gatto (bilat.)

€ 129,11

€ 181,00-232,00 (a sec. taglia)

€ 95,00

€ 95,00

€ 26,00

€ 36,00 (certific.)

€ 70,00 (incl. anest.)

€ 105,00

€ 67,14

€ 144,60

€ 206,60 cane (bilat.)

€ 25,00 inal. € 51,63

€ 51,63 inal. (Inclusa preanest.)

€ 25,82

€ 41,32

€ 130,00 (incl. anestesia)

€ 100,00

da € 87,00 a 113,00 (a sec. taglia)

€ 129,11

€ 92,97

€ 155,00 cane l.m.

€ 114,00 gatto l.m.

INALAZ. € 44,93 (addominale)

€ 72,00

€ 25,82

€ 50,00

da € 16,00 a 21,00 (pic. med. grande)

€ 77,47

€ 51,65

da € 115,00 a 155,00 (a sec. taglia)

€ 77,47

€ 77,47 gatto

€ 103,29 cane

€ 30,00 gass. (e sedaz.)

€ 17,00

€ 80,00

€ 240,00 (incl. anest.)

€ 120,00

€ 77,47 gatto

€ 103,29 cane

€ 40,00 (addominale) € 25,82

€ 20,00

€ 50,00

€ 130,00

€ 120,00 incl. anest.

€ 110,00 bilat.

€ 41,00 (inclusa visita) € 77,46

€ 30,99

€ 70,00

€ 100,00

ECOGRAFIA € 50,00 (escl. anestesia)

€ 25,82

€ 60,00

€ 120,00

€ 130,00

€ 77,47 gatto

€ 82,00

€ 206,58

€ 70,00 incl. anest.

€ 77,00 (esc. anestesia ed esami)

€ 77,45

€ 30,99

€ 51,65

da € 77,00 a 103,00 (a sec. taglia)

€ 100,00

€ 100,00

€ 103,29 cane

€ 100,00

€ 25,82

€ 33,00

€ 139,44

€ 129,11

€ 180,00

€ 130,00

€ 180,00 (incl. anestesia)

€ 25,82

€ 41,32 (incl. anest.)

€ 70,00

€ 82,00

da € 155,00 a 207,00 (a sec. taglia)

€ 110,00

tot. Monolat.

ENDOSCOPIA

€ 21,69

€ 41,32

€ 77,47 (incl. anest.)

€ 51,65 (incl. anest.)

da € 181,00 a 232,00 (a sec.taglia)

€ 155,00 cane i.l.

€ 77,47

€ 125,00

€ 130,00 incl. anest.

€ 28,59

€ 36,00

€ 41,31

€ 77,47

€ 51,65

€ 87,80

€ 104,00

€ 145,00 gatto i.l.

€ 77,47

€ 92,96

€ 61,97

€ 61,97

€ 24,51

€ 30,00 (1° lastra)

€ 77,46

€ 62,00

€ 180,76

€ 145,00 gatto l.m.

€ 103,29

€ 92,96

€ 100,00

€ 100,00

€ 36,15

€ 25,00 (escl. anes)

€ 103,29

€ 61,97 (incl. anest.)

€ 105,00

€ 129,11

€ 181,00 cane medio

€ 96,00 (escl. anest.)

€ 144,61

€ 33,56

€ 83,00 (escl. anest.)

€ 61,97

€ 77,47 (incl. anest.)

€ 73,00

bilaterale

€ 232,41 totale

€ 30,98

€ 69,71

€ 70,47

€ 77,47

€ 61,97 (incl. anest.)

€ 40,85

€ 139,41

€ 129,11

€ 77,46 gatto

€ 20,42

€ 35,00

€ 98,04

€ 65,36

€ 70,00 (escl. anest.)

€ 61,97

€ 103,29 cane

€ 98,04 (artroscopia) € 310,46 (videotoracoscopia) € 253,26 (videolaparoscopia)

€ 80,00

€ 77,45

€ 185,00 (esl. anestesia)

€ 77,46 gatto

€ 20,00

€ 41,00 (incl. anest.)

€ 130,00

€ 152,32

€ 92,96

€ 103,29 cane

€ 30,00

€ 77,00 (incl. anestesia)

€ 89,87

€ 75,00 (escl. anestesia)

€ 77,46 cane

€ 61,97 gatto

€ 118,76

€ 240,00 (escl. anestesia)

€ 80,00

€ 98,11 gatto

€ 26,00 (escl. visita)

ORCHIECTOMIA GATTO

da € 100,00 a 130,00 (a sec. taglia e incl. anestesia)

€ 140,00

€ 92,94

ELETTROCARDIOGRAMMA

OVARIECTOMIA CANE

ORCHIECTOMIA CANE

€ 77,00 (incl. anestesia)

€ 73,54

€ 123,92 cane

€ 98,04

€ 178,14

€ 130,00 cane l.m.

€ 120,00

€ 122,55

€ 77,47

€ 26,00 (1° lastra pic.) € 36,15 € 42,00 (1° lastra grande)

OVARIECTOMIA GATTO da € 115,00 a 150,00 (a sec. taglia e incl. anestesia) € 90,00 € 204,25 totale

€ 30,98 (escl. visita)

OVARIOISTERECTOMIA CANE € 90,00 (incl. anestesia) € 100,00 gatto l.m.

€ 26,00 (escl. visita)

OVARIOISTERECTOMIA GATTO € 155,00 totale

€ 61,97

MASTECTOMIA gatto

€ 230,00 (incl. anestesia) € 180,00

€ 103,29

(plurima) TAGLIO CESAREO GATTO € 260,00 (incl. anestesia)

€ 75,00

€ 62,00

cane medio

TAGLIO CESAREO CANE

€ 61,97

€ 41,32

da € 98,04 a 130,72 (a sec. taglia)

€ 61,97

€ 51,64 (adulto) € 15,49 (cucc.)

€ 61,97

€ 25,82 (adulto) € 10,33 (cucc.)

€ 77,47

€ 15,00 (cucc.)

€ 51,65

€ 25,82 (adulto) € 12,91 (cucc.)

€ 40,00 (terapeutica)

€ 150,00 (adulto)

€ 129,00 (adulto)

€ 77,47 (adulto) € 15,49 (cucc.)

€ 17,00 (cucc.) € 62,00 (adulto)

€ 25,82 (adulto) € 12,91 (cucc.)

€ 100,00

€ 25,82 (adulto) € 12,91 (cucc.)

€ 100,00

€ 14,46

€ 23,24 (1° cucciolo)

GATTO

CANE

VASECTOMIA

€ 25,82

€ 16,00 (1° cuc.) € 25,85 (cucciolo) € 81,70 (cane adulto) € 114,00 (cane adulto) € 77,50 (adulto) € 65,36 (gatto) € 73,00 gatto ad.

€ 36,15

€ 25,82

€ 26,00

€ 42,00 (gatto) € 47,00 (cane) in anest. generale

€ 20,66 (con visita)

€ 25,82 (trival.) € 21,00-24,00 (fino a tre) € 28,41 (tetrav.) e € 22,88 (oltre le 3) € 30,99 (epta-v. cane) e inclusa vi-

€ 86,00 (gatto adulto) da € 96,00 a 125,00 (cane per taglie) € 25,00 (cucc.)

€ 15,49

€ 20,00 (incl. visita ed escl. farmaco)

€ 30,99

€ 26,00

€ 40,50

€ 15,49 (con visita ed escl. vaccino)

€ 60,00

€ 77,00

€ 51,65

€ 30,99

€ 25,00 (tetra-epta) € 20,00 (triv.)

€ 30,99

€ 32,00 (cane) € 24,00 (gatto)

€ 25,82

€ 51,65

€ 20,00

€ 40,85

€ 15,49 (con visita ed escl. vaccino)

€ 50,00

€ 15,49 (con visita ed escl. vaccino)

€ 52,00 (adulto) € 10,00 (cucciolo) incl. anest.

€ 12,91

€ 20,00 (con visita ed escl. vaccino)

€ 57,19 (gatto) € 73,53 (cane) incl. anest. iniet. –

€ 100,00 (incl. anest.)

€ 23,24 (momotriv.) € 25,82 (quadriv.)

€ 54,22 € 30,00 (escl. anest.) (igiene orale cane) € 33,56 (ig. or. gatto) € 13,00 (escl. vaccino)

€ 17,16 (monotriv.) € 28,60 (tetra-epta)

€ 12,25 con sedim.

€ 9,80

VALENZE

€ 15,49 con sedim.

€ 12,91

INCLUSI

€ 7,75 (con sedimento)

ESCL.

€ 5,16

INCLUSI

€ 13,00

€ 15,00

€ 7,75

€ 5,00

INCL.

€ 10,33

INCLUSI

€ 15,00 (con sedimento)

€ 7,75

ESCL.

€ 7,75

€ 15,49 con sedim.

€ 12,00 con sedim.

€ 12,91

ESCL.

INCL

€ 8,00 (urine e feci)

INCL.

INCLUSI

URINE

€ 10,00

ESCL.

€ 5,16 –

€ 5,00

– –

ESCL.

€ 10,33 –

€ 10,00

INCL.

€ 7,75

INCLUSI

€ 5,16 –

€ 10,32

ESCL.

€ 10,00 –

€ 10,33

– –

ESCLUSA

– –

FECI

INCLUSA

€ 13,00 (con arricch.)

VOCE UNICA

da € 88,00 a 115,00 (a sec. taglia)

CAUDOTOMIA

ABLAZIONE TARTARO

TRATTAMENTI IMMUNIZZANTI

sita ANALISI

IVA ED ENPAV CHIRURGIA INCL/ESCL. ANESTESIA (elaborazione a cura di Professione Veterinaria)


5

laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 ATTUALITÀ

Onaosi

Il Presidente Paci risponde alle critiche È con una lunga lettera del 26 agosto che il Presidente dell’Opera di Assistenza agli Orfani dei Sanitari Italiani, Aristide Paci risponde alle durissime critiche dell’Ordine dei Medici di Milano e difende le posizioni della Fondazione. Nello stesso giorno il Presidente Paci ha firmato un’altra lunga e articolata replica, questa volta al Presidente dello SNAMI. Ecco in sintesi come vengono chiarite le posizioni dell’ONAOSI in questi documenti. Certezze finanziarie per “i più deboli” ”L’O.N.A.O.S.I. - scrive Paci - ha necessità di avere stabilità e di certezze finanziarie. La progressiva privatizzazione dei rapporti di lavoro nella nostra professione avrebbe fatto venir meno, appunto, queste certezze finanziarie, che erano assicurate dalla Legge n. 306/1901, che riguardava i Sanitari dipendenti da Pubbliche Amministrazioni. Non ora, ma nel tempo, avremmo assistito, sicuramente, ad una progressiva diminuzione della nostra base contributiva. Questo ci siamo limitati a segnalare al Ministro della Salute e agli Enti e ai Rappresentanti delle categorie, rimettendo il quesito se l’O.N.A.O.S.I. dovesse conti-

Ma i sanitari sono divisi e reazioni dell’ANMVI, dell’Ordine dei Medici di Milano (e dei Farmacisti) non sono in linea con quelle della FIMMG che parla di “legge giusta che ha esteso l’obbligo di contribuzione non solo ai dipendenti ma a tutti i sanitari italiani”. Secondo la FIMMG “sono soprattutto i giovani che devono o dovrebbero avere le opportune “coperture” perché troppe volte purtroppo abbiamo dovuto constatare amaramente come, oltre alla tragedia di una morte precoce, si sia determinato anche il dramma di un orfano o di orfani a cui dover assicurare un futuro dignitoso in carenza di idonee risorse economiche”. Secondo Pier Giuseppe Conti, neopresidente dello Snami, pagare è giusto, ma le quote sono “veramente al di sopra di quanto si ritiene, da parte dei Colleghi, di poter versare. La quota, moltiplicata per il numero dei Medici italiani (340.000 circa) ha spaventato molti Colleghi che hanno chiesto di conoscere i programmi di investimento di una cifra così elevata”. Lo SNAMI ha chiesto quindi di rinviare i termini di pagamento.

L

Incontro con gli Ordini a fine ottobre fissato per il 29 e 30 ottobre 2004 a Perugia, un incontro con tutti i Presidenti degli Ordini provinciali dei Medici Chirurghi, Odontoiatri, Medici Veterinari e Farmacisti. “Sarà un preziosa occasione- scrive Paciper un confronto mirato a rafforzare ulteriormente una puntuale informazione sull’Opera”.

È

nuare ad esistere. La risposta che è stata trovata dal Legislatore (estensione dell’obbligatorietà O.N.A.O.S.I. in coincidenza dell’iscrizione all’Ordine professionale) ci pare quella più giusta e corretta. Infatti, dà certezza e solidità alla Fondazione, consente finalmente di dare risposta agli orfani di tutti quei Sanitari non precedentemente iscritti obbligatoriamente e che si rivolgevano all’O.N.A.O.S.I. solo nel momento del bisogno, salvo poi scoprire che uno dei loro genitori non era stato così previdente da iscriversi volontariamente. Questo ci costringeva a negare le prestazioni. Si sono risolti, con la modifica apportata con la Legge 289/2002, centinaia e centinaia di casi che prima non potevano essere contemplati. Considerare, quindi, come un nuovo balzello un contributo di solidarietà, che altri settori della professione versano obbligatoriamente da oltre cento anni, denota un totale disinteresse per i “più deboli” della nostra categoria. Non vi è dubbio, infatti, che il professionista affermato o il titolare di una farmacia troverà modo per assicurare un futuro ai propri figli in caso di evento luttuoso; dubito, invece, che senza il soccorso di questa Fondazione un Collega che non goda delle stesse disponibilità possa fare altrettanto. Come vengono amministrati i contributi A questo interrogativo il Presidente dell’ONAOSI risponde che “la Fondazione redige ogni anno un bilancio di previsione e un bilancio consuntivo. L’ONAOSI, nell’esercizio 2003, ha erogato circa

4700 prestazioni, a ragazze e ragazzi, sotto forma di sussidi in denaro a domicilio ed in servizi ai giovani ospiti nelle proprie strutture, per un ammontare di oltre 40 milioni di euro. In quest’importo globale è ricompreso il sussidio per l’età prescolare fino a quello per studenti universitari, il sostegno per coloro che studiano fuori dalla propria residenza, il supporto per i ragazzi portatori di handicap, il premio per le migliori tesi realizzato con l’autorevole apporto dell’Accademia dei Lincei” Dal sito dell’ONAOSI Paci parla anche di “contributo alla formazione per specializzazione post laurea e per le Scuole di Specializzazione in Medicina che, attualmente, sosteniamo integralmente per oltre 60 giovani assistiti. Mi fermo qui poiché non penso sia necessaria una mera elencazione del nostro impegno assistenziale.”

Veterinari contro solidarietà obbligatoria Cremona, 1 set. (Adnkronos Salute) - Veterinari contro la ‘solidarietà obbligatoria’. Ammonta a duecentoquattro euro il bollettino che l’Opera nazionale di assistenza agli orfani dei sanitari italiani (Onaosi) sta inviando in queste settimane a tutti gli operatori sanitari iscritti all’Ordine professionale e che i medici veterinari non intendono pagare. ‘’Dopo più di un secolo dalla fondazione dell’Opera, infatti, la contribuzione - spiega in una nota l’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) - è diventata obbligatoria per legge per tutti. Inclusi i liberi professionisti. Fino al 2003 erano obbligati al versamento solo i dipendenti pubblici, mentre i professionisti privati (veterinari, medici, farmacisti e odontoiatri) aderivano solo su base volontaria. Ma con la Finanziaria del 2003 l’obbligo di contribuzione è stato esteso a tutti i sanitari, aumentando di fatto di parecchie migliaia le iscrizioni all’Opera (che dal 1994 è una Fondazione privata) e in maniera rilevante i suoi proventi’’. Ora l’Anmvi, ‘’interpretando il diffuso e crescente malcontento della categoria’’, ha incaricato i propri legali di ‘’valutare sotto il profilo costituzionale l’obbligo di contribuzione. Inoltre, ha inviato alla Commissione Igiene e sanità del Senato una nota a sostegno della proposta di legge del Senatore Roberto Ulivi, firmatario di una proposta di legge abrogativa che, presentata nel giungo del 2003, non è mai stata discussa. Intanto è stata presentata ai ministri del Lavoro e dell’Economia un’interrogazione parlamentare di iniziativa dell’on. Gianni Mancuso e di altri deputati per chiedere di cancellare l’obbligo con la Finanziaria di prossima approvazione’’. Per l’Anmvi, precisa l’associazione, ‘’non è in discussione il significato dell’Opera, né le meritorie attività che svolge per gli orfani dei sanitari, ma una legge che rende obbligatoria la solidarietà e non fa che accrescere i già pesanti oneri economici a carico della professione veterinaria’’. L’associazione ha chiesto un incontro urgente al presidente dell’Onaosi per testimoniare il malcontento della categoria e informarlo di tutte le iniziative che intende adottare in rappresentanza di 11.000 veterinari privati. (Com-Ram/Adnkronos Salute)

La trasparenza Da quando ha assunto la carica di Presidente dell’O.N.A.O.S.I., Paci spiega di aver dato “ molta importanza alla trasparenza del bilancio. D’altra parte, il sistema dei controlli, istituzionalmente previsti sulla gestione della Fondazione, è molto articolato: la Corte dei Conti, i Ministeri del Lavoro e dell’Economia (che vigilano ai sensi della Legge 509/94, regime a cui siamo sottoposti come gran parte degli Enti Previdenziali Privatizzati), la Commissione Parlamentare di Vigilanza per gli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie, il Collegio dei Sindaci. Senza contare, poi, la Società di Revisione che, sempre per legge, certifica annualmente il nostro bilancio. In tutte queste sedi - conclude Paci- ci è stato dato sempre atto di una sana e corretta gestione amministrativa”.

ONAOSI, e se non pago? Vorrei sapere a cosa vado incontro se non pago l’ONAOSI e cosa comporta l’iscrizione “a ruolo” dei contribuenti inadempienti, cosa che la Fondazione dice di dover fare in caso di mancato versamento. Il contributo ONAOSI nasce dall’art. 52, comma 23, della Legge 289/2002 (Legge finanziaria 2003), con il quale è stato esteso l’obbligo di contribuzione all’ONAOSI - in precedenza previsto per i soli sanitari pubblici dipendenti - a tutti gli iscritti agli Ordini professionali dei farmacisti, dei medici chirurghi e odontoiatri e dei veterinari. L’ammontare del contributo, ai sensi della stessa legge, è stabilito dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione ONAOSI. Tutti gli iscritti all’Ordine dei Medici Veterinari sono al momento tenuti a pagare il contributo obbligatorio ONAOSI. L’obbligo, infatti, permarrà finché non interverranno sospensive o annullamenti, o non saranno modificate le norme di legge che lo prevedono o, ancora, non saranno assunte dalla stessa Fondazione ONAOSI modificazioni regolamentari al riguardo. Si fa presente quindi che il suo mancato pagamento - stante l’obbligo di legge - comporterà azioni legali, anche tramite riscossione coattiva. Iscrizione a ruolo vuol dire che l’ONAOSI provvederà ad incaricare il Concessionario della Riscossione competente (ex Esattoria) per il recupero del credito a mezzo cartella esattoriale. (ad esempio nello stesso modo vengono incassati da parte dei Comuni i tributi relativi alla tassa rifiuti). dott Giovanni Stassi, Consulente Fiscale ANMVI

Deducibilità del contributo Paci infine ricorda la deducibilità del contributo ONAOSI e indica le cifre del risparmio fiscale. Per i contribuenti fra i 33 e i 67 anni è così determinato: 8,28 euro per i redditi fino a 15 mila euro- 9,62 euro per i redditi fino a 28 mila euro- 46,80 per redditi fino a 60 mila euro- 54 euro per redditi fino a 90 mila euro. ■

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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 ATTUALITÀ

Attività nelle scuole e Canone di Zooantropologia Applicata ’importanza della formazione in zooantropologia applicata nelle attività didattiche è sempre più riconosciuta dagli organi scolastici istituzionali e dalle Facoltà di Scienze dell’Educazione e Scienze della Formazione. Si comprende come l’esperienza-incontro con l’animale - in carne e ossa come solo per richiamo/riferimento (referenza) - non solo abbia importanza nel migliorare e valorizzare il rapporto con gli animali, ma altresì e soprattutto sia in grado di dare al ragazzo importanti opportunità formative e occasioni per potenziare alcuni aspetti dell’educazione nel senso più allargato.

L

Un progetto didattico “complessivo” La Zooantropologia Didattica (ZD), costola della zooantropologia applicata e in qualche modo sorella della zooantropologia assistenziale (conosciuta anche come pet therapy), utilizza pertanto

la relazione con l’animale per dare opportunità, che nel caso riguardano la formazione, lo sviluppo, l’educazione, l’integrazione sociale, l’istruzione, la didattica in senso lato. La ZD, sorta con un forte contributo delle scienze veterinarie e oggi riconosciuta dalle discipline delle scienze umane (psicologiche, pedagogiche e antropologiche), applica i tre presupposti della zooantropologia teorica - 1) principio della referenza animale, 2) principio della specificità referenziale, 3) principio della necessità della referenza animale - nelle attività didatticoformative, riconoscendo il valore della relazione-referenza animale nell’arricchimento globale della persona. La linea fondativa della ZD sta nel ritenere il rapporto con l’animale costitutivo per l’uomo così come oggi lo riconosciamo dopo millenni di relazione con gli animali domestici - e quindi necessariamente chiamato nei processi formativi del ragazzo. Se-

di Roberto Marchesini Vice Presidente SISCA

condo il Canone zooantropologico, la ZD e i progetti che da essa prendono corpo hanno un compito essenziale e primario, e non semplicemente incentrato-basato sul fenomeno del randagismo o dell’educazione sanitaria. Queste tematiche diventano importanti come informazione da trasmettere, ma in una scuola elementare devono essere tradotte in un progetto didattico complessivo giacché quando ci riferiamo a bambini non si dà informazione senza coinvolgere la formazione. Errori da evitare Necessariamente chi opera all’interno di una scuola dell’obbligo dovrà prepararsi a sostenere questo compito, poiché le sue azioni in quel contesto avranno un effetto specifico sul gruppo classe e sul singolo. Non si deve pensare di andare nelle scuole semplicemente a raccontare un accadimento o una situazione, o semplicemente a trasmettere un dato o

un insieme di precetti: è possibile fare questo con un adulto, non con un bambino. E sebbene l’insegnante a fianco a noi sia quasi sempre in grado di correggere eventuali sbavature, ugualmente gli errori che si possono fare - e che inevitabilmente ci si trova a fare quando non si è preparati al compito - sono enormi. La formazione in Zooantropologia Didattica è quindi improntata sul dare gli strumenti: a) per tradurre un progetto informativo in un progetto didattico, coniugando l’informazione in cornici educative; b) per dare un abito operativo e progettuale al medico veterinario per affrontare con adeguatezza di ruolo la sua presenza all’interno dei progetti didattici. Come abbiamo detto, secondo il Canone zooantropologico i progetti di ZD vengono visti come importanti opportunità formative per il ragazzo ancor prima che eventi disciplinari e informativi sulla relazione uomoanimale, anche se la valorizzazione di quest’ultima resta comunque un pre-requisito. I protocolli I progetti di ZD sono quindi informati su specifiche linee guida referenziali e su precisi orientamenti dimensionali volti a far emergere le valenze pedagogiche che si desidera rendere operative. Parliamo di “Protocolli di Zooantropologia Didattica” per riferirci a: a) precise “modalità di realizzazione degli interventi” che prevedono il coinvolgimento dell’animale (Protocolli Operativi nelle Attività di Pet Relationship) o di richiamo dell’animale (Protocolli di Attività Referenziali); b) precise “configurazioni dimensionali e di argomento” che consentono di rendere attive alcune specifiche valenze referenziali (Protocolli Orientativi). Naturalmente una parte molto delicata riguarda il coinvolgimento di animali nei progetti di ZD, pertanto il Canone zooantropologico si è dato degli orientamenti molto precisi. I Protocolli Operativi nelle APR riguardano: 1) dove realizzare gli incontri relazionali con l’animale e quali orienta-

menti si devono tenere nella valutazione ambientale; 2) quali azioni implementare prima di far incontrare i ragazzi con i pet coinvolti nel progetto; 3) come far incontrare i ragazzi con i pet, ossia in quali situazioni, condizioni, attraverso quali iter di seduta; 4) le attività che si andranno a realizzare durante l’incontro ossia quali prassi si devono tenere nelle diverse specifiche tipologiche (osservazione, interazione, gestione, performazione); 5) le precauzioni che si dovranno mantenere per rispettare il benessere degli animali ed evitare incidenti compromissori per i ragazzi o per i pet; 6) la valutazione della coppia PP adatta a fare attività all’interno delle scuole. I Protocolli Orientativi riguardano: 1) le dimensioni elettive per particolari valenze referenziali; 2) la strutturazione del progetto come filiera di PR e come sequenza di copioni; 3) le attività e i laboratori che si possono implementare nei progetti; 4) gli argomenti elettivi capaci di valorizzare o elicitare particolari contributi referenziali. I Protocolli servono prima di tutto come orientamento di attività a coloro che hanno compiuto il percorso formativo in Zooantropologia Didattica, nel dar loro una traccia di operatività consolidata. Nell’applicazione del Canone zooantropologico coloro che hanno concluso il percorso formativo in ZD divengono Referee in Zooantropologia Didattica e hanno la possibilità di operare con i Protocolli e di utilizzare il materiale didattico approntato. L’aspetto più importante dei Protocolli riguarda: a) il poter definire delle prassi sicure sotto il profilo attuativo che siano in grado di salvaguardare gli animali coinvolti nei progetti e i bambini sia sotto i profili della normale prevenzione sia sotto il profilo educativo; b) la possibilità di avere dei nuclei operativi confrontabili tra i diversi operatori ovvero di dar vita a una comunità di ZD che possa mettere in comune le evidenze alla luce di parametri operativi e orientativi confrontabili. ■


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Un caso di rabbia in Francia. Piemonte vigile ma non in allarme e autorità francesi hanno segnalato un preoccupante caso di rabbia, una grave malattia degli animali che può colpire anche l’uomo. La comunicazione è della Regione Piemonte a seguito di conferme ufficiali del Ministero della Salute francese e dell’istituto Pasteur. Un cane, importato illegalmente dal Marocco, potrebbe avere contagiato persone o altri cani. Nel periodo dal 2 al 21 agosto il cucciolo infetto è stato infatti condotto in svariate località francesi, anche in occasione di festival musicali e teatrali. È stato a Bordeaux (Regione Gironde), a Hostens il 2 agosto, a Perigueux (Regione Dordogne), al festival Mimós il 5 agosto, a Miramont de Guyenne (Regioni Lot e Garonne) al Festival del Teatro di strada dal 7 all’8 agosto, a Libourne (Regioni Gironde) al festival musicale “Fest’Art” dal 12 al 14 agosto. Sono a rischio le persone e i cani che sono stati in quelle lo-

le persone che hanno soggiornato nelle località francesi indicate, nel periodo succitato e che sono venute a contatto con il cane infetto, a rivolgersi con urgenza al Servizio di Riferimento Regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle Malattie Infettive, il SeREMI, al numero di telefono 0131

L

307821. I proprietari di un cane che può essere stato a contatto con quello infetto devono invece rivolgersi al Servizio Veterinario dell’Asl. L’Assessorato regionale alla Sanità ha già contattato anche gli uffici competenti del Ministero della Salute, che dirameranno analogo comunicato in sede nazionale. ■

L’ultimo caso in Italia

L Le immagini del cane rabido diramate dalle autorità francesi.

’ultimo caso di rabbia in Italia fu un caso di importazione registrato nel Veneto nel febbraio del 1996. In quell’inverno un

appassionato di viaggi di 32 anni si recò nel Nepal, dove venne morso da un cucciolo di cane randagio il 21 gennaio 1996. Un medico lo-

calità dal 2 al 21 agosto e hanno avuto un contatto diretto con il cucciolo. Si cercano, in particolare, per sottoporle urgentemente al trattamento preventivo, le persone che sono state morsicate dal cane o che hanno giocato con l’animale, venendo a contatto con la

saliva, che può trasmettere il contagio. Il cane infetto era un incrocio femmina di 4 mesi, di taglia media, di colore marrone-albicocca, con il pelo mediolungo, muso nero, orecchie ricadenti, coda lunga. La Regione Piemonte ha invitato

cale dopo aver controllato lo stato vaccinale del paziente nei confronti del tetano, non ritenne necessari ulteriori trattamenti, oltre alla pulizia e disinfezione della ferita. Tornato in Italia l’uomo accusò, dopo circa 30 giorni dalla morsicatura una sintomatologia caratterizzata da febbre altissima, difficoltà alla respirazione con spasmi laringei e la classica idrofobia tipica della rabbia. Ricoverato il 24 febbraio, morì il giorno dopo all’Ospedale di Venezia. (F. Alberti, medico ASL 8 di Arezzo).

Dopo l’accordo Italia-Cina

Centro Controllo Malattie, signor Ministro si ricorda di noi? Il 16 gennaio scorso la promessa di Sirchia: la veterinaria ne farà parte del 1 settembre la firma di un accordo sanitario fra Italia e Cina per prevenire e tenere sotto controllo malattie trasmissibili come l’influenza aviare e la Sars. L’accordo, siglato a Pechino dal Ministro della Salute Girolamo Sirchia, prevede controlli più serrati sui passeggeri in viaggio fra Italia e Cina e un continuo scambio di informazioni ‘trasparenti’ fra i due Paesi su eventuali epidemie, e appositi sistemi di notifica rapida. Nelle scorse settimane l’annuncio di una ricercatrice cinese all’OMS, sulla presenza del virus

È

dei polli nei maiali, ha riacceso l’allarme mondiale su una malattia che il Ministro Sirchia considera un “rischio concreto”, ma che il nostro Paese “è in grado di fronteggiare”. È di fine agosto l’annuncio del titolare del Dicastero della Salute circa l’imminente operatività del Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, per il Coordinamento fra le Regioni e il Governo delle emergenze sanitarie. La notizia dell’istituzione di questo centro venne data in anteprima dal Ministro Sirchia al convegno della FNOVI, a gen-

A partire dal prossimo numero i medici veterinari delle Associazioni Federate ANMVI riceveranno in allegato a Professione Veterinaria due manuali gratuiti, realizzati da ANMVI in collaborazione con Hill’s Pet Nutrition. Il primo manuale 626, Salute e Sicurezza, di Carlo Pizzirani, sarà allegato al numero 31/2004 della nostra rivista.

Il secondo, La gestione dei rifiuti sanitari, di Giorgio Neri, sarà allegato al numero 32/2004. L’ANMVI ringrazia gli autori per la qualità e l’utilità del lavoro svolto e si augura che i due manuali siano un valido ausilio per il quotidiano professionale del medico veterinario.

naio. In quella occasione il Ministro, alla presenza dell’Assemblea degli Ordini Provinciali Veterinari annunciò di aver presentato al Consiglio dei Ministri questo Centro e dichiarò che la veterinaria vi avrebbe fatto parte. Nella lettera che il Presidente dell’ANMVI, Paolo Bossi ha inviato al Ministro il 27 agosto si legge “Il 16 gennaio scorso, al Convegno Nazionale della FNOVI a Roma, la nostra Categoria ha appreso in anteprima, e proprio dalle sue parole, dell’approvazione dal parte del Consiglio dei Ministri dell’istituzione del suddetto Centro. Come certamente ricorderà, Signor Ministro, in quella occasione, fra gli applausi della platea, sottolineò il ruolo della medicina veterinaria nel controllo delle infezioni animali che diventano infezioni umane e che l’istituendo Centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie avrebbe visto la partecipazione della medicina veterinaria. Siamo quindi a testimoniare la piena disponibilità della Categoria che rappresentiamo ad entrare a far parte di questo sistema di controllo e prevenzione, mettendo a disposizione il patrimonio di conoscenze ed esperienze professionali che la veterinaria italiana può vantare”. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 ATTUALITÀ

Relazione della Corte dei Conti

Il commercio comunitario delle carni non è sicuro “Significative carenze inficiano l’efficacia complessiva del sistema” “Dall’esame delle disposizioni vigenti in materia di adempimenti e controlli di natura sanitaria, veterinaria, doganale e fiscale traspare chiaramente la volontà del legislatore comunitario e nazionale di vigilare con estrema attenzione la movimentazione degli animali vivi e delle carni in considerazione della pericolosità di eventuali irregolarità od omissioni sia in relazione alla salute pubblica ed alla integrità del patrimonio zootecnico che con riferimento alle ripercussioni negative per l’erario nazionale e comunitario. Tuttavia, la predetta regolamentazione per quanto apparentemente severa ed articolata - presenta sul piano gestionale ed operativo diversi profili perfettibili ed in taluni

casi addirittura suscettibili di una rivisitazione funzionale. In effetti, pur essendo le citate disposizioni estremamente dettagliate e meticolose ed offrendo, quantomeno sotto il profilo programmatico, sufficienti garanzie in ordine alla trasparenza delle movimentazioni ed all’incisività dei controlli, a livello applicativo sono riscontrabili significative carenze, che inficiano l’efficacia complessiva del sistema” (Relazione concernente gli esiti dell’indagine condotta in materia di Rischi di evasione fiscale e di elusione dei controlli sanitari connessi alla commercializzazione delle carniapprovata dalla Corte di Conti il 20 luglio). Per la Corte dei Conti il sistema di commercio intracomu-

nitario delle carni è causa di evasione ed elusione fiscale, con pregiudizio per la salute pubblica in conseguenza di carni fittiziamente immesse come comunitarie e che potrebbero essere veicolo di malattie. Il quadro tracciato dalla Corte, che ha funzioni di controllo sulla gestione finanziaria dello Stato, si basa su un’indagine a campione e prende in considerazione il periodo gennaio-ottobre 2003. Sono state coinvolte varie amministrazioni dello stato deputate al controllo dell’immissione intracomunitaria di carni, fra cui il Ministero della Salute. Le informazioni inviate dagli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (UVAC) hanno per-

messo di evidenziare una serie di significative irregolarità soprattutto in termini di partite di animali provenienti dalla Comunità non rispondenti alla normativa vigente, ovvero di operatori comunitari che hanno effettuato scambio di merci senza provvedere alla prevista registrazione. Si legge nella relazione approvata il 20 luglio scorso: “L’indagine effettuata ha permesso a questa Corte di rilevare che la programmazione e la realizzazione dei controlli da parte della Agenzia delle Dogane, della Agenzia delle Entrate, del Ministero della Salute, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e della Guardia di Finanza, ciascuno per gli ambiti di rispettiva competenza, pur rispettando il dettato normativo sotto l’aspetto formale e registrando risultati apprezzabili, non rispondono pienamente alla ratio delle norme stesse perché inficiate da precisi limiti strutturali ed organizzativi”. Intensificare l’efficacia degli interventi La conclusione è che “l’attuale contesto normativo ed operativo, impone, quindi, alle Amministrazioni, non solo di intensificare l’efficacia degli interventi stessi per accertare il puntuale rispetto degli adempimenti posti a carico degli operatori e l’incisività delle azioni repressive per contrastare le frodi, ma anche e soprattutto, di elaborare e congiuntamente analizzare i dati in proprio possesso, nonché i risultati dei controlli e delle verifiche, con riferimento alla provenienza, alla destinazione, alle procedure utilizzate, alla variazione dei volumi trattati, agli investimenti di risorse finanziarie e tecnologiche, ai sistemi di pagamento, al personale regolarmente assunto”. L’opportunità di effettuare tale indagine è scaturita dalla considerazione che, “nell’ambito del commercio intracomunitario, un elemento di particolare criticità deriva, per alcune tipologie di merci, dalla abolizione dei controlli alle frontiere interne a seguito dell’attuazione nel 1993 del mercato unico e della conseguente verifica ‘a posteriori’, meramente cartolare, della veridicità e correttezza delle transazioni tra operatori residenti negli Stati membri. Uno dei settori maggiormente a rischio è quello del commercio delle carni e del bestiame vivo in quanto, dato il rilevante volume dell’interscambio ed il cospicuo ammontare dei connessi importi monetari, le irregolarità nella movimentazione di tali prodotti si traducono in una significativa perdita di entrate sia per l’erario nazionale che per il bilancio comunitario, di cui l’I.V.A. costituisce la quota più consistente di risorse proprie”.

Il ruolo del Ministero della Salute Le conclusioni cui sono giunti gli Ispettori comunitari confermano le criticità rilevate dall’esame della documentazione inviata dal Ministero della Salute e confermate anche nel corso dei colloqui avuti in sede ministeriale, per quanto concerne la possibilità di esercitare un controllo efficace sugli scambi intracomunitari delle merci oggetto di indagine e sulla commercializzazione dei prodotti nel mercato nazionale senza instaurare una concreta collaborazione ed un sistematico scambio di informazioni tra tutte le Amministrazioni e le forze investigative che operano nel settore. Al Ministero della Salute, che pure ha adottato misure rimarchevoli per svolgere con efficienza i propri compiti, può essere addebitata – in ragione di una maggiore sensibilizzazione che dovrebbe derivare dalla delicatezza dei compiti ad esso demandati a tutela della salute pubblica - una carenza di iniziativa nel sollecitare la collaborazione delle altre Amministrazioni - fiscale, doganale, delle Entrate, delle Politiche Agricole e Forestali - per gli aspetti di specifica competenza, al fine di porre in essere un sistema di controlli integrati ed un monitoraggio sistematico dei flussi di traffico e dei risultati dei controlli che non mancherebbero di incidere positivamente sulla qualità e sull’efficacia delle attività di prevenzione, contrasto e repressione degli illeciti. Tale funzione propulsiva e di coordinamento sarebbe, peraltro, coerente con il ruolo centrale che può essere svolto dal su indicato Dicastero a motivo delle analitiche informazioni di cui dispone, in ordine alle importazioni ed agli acquisti intracomunitari di animali e carni; considerato che la movimentazione dei prodotti in questione forma oggetto di sistematica comunicazione ai P.I.F. ed agli U.V.A.C., appare possibile realizzare un monitoraggio completo del settore che, ove integrato con i dati in possesso delle altre istituzioni, aumenterebbe l’incisività dei controlli. (www.corteconti.it)

A.N.M.V.I.

RC PROFESSIONALE In esclusiva per l’ANMVI, Sicuramente srl (Bernese AssicurazioniGruppo Allianz) ha realizzato una Polizza di Responsabilità Civile Professionale rivolta ai medici veterinari iscritti ad una Associazione Federata ANMVI. Per informazioni è attivo il numero verde:

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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 ATTUALITÀ

Il tecnologo alimentare è come un medico veterinario L’equiparazione in una nuova proposta di legge L’On. Marcello Taglialatela (AN) ha p re s e n t a t o , come primo firmatario, una proposta di legge per l’equiparazione delle lauree in scienze delle preparazioni alimentari e in scienze e tecnologie alimentari alla laurea in medicina veterinaria per i concorsi relativi al controllo degli alimenti. La proposta è fresca di annuncio in Parlamento ed è appena stata assegnata alla Commissione Cultura della Camera

per l’avvio del suo iter. Perché questa proposta? Secondo l’On. Taglialatela “i tecnologi alimentari non vedono ancora riconosciuta appieno la propria professionalità nelle pubbliche amministrazioni. Il ruolo del tecnologo alimentare risulta oggi strategico per la salvaguardia igienico-sanitaria delle produzioni agro-alimentari nonché per il miglioramento e la tutela dei prodotti tipici italiani, nel quadro dell’innovazione tecnologica dell’industria di trasformazione, della ricerca e dello sviluppo, nonché nelle attività di

controllo della qualità dei prodotti alimentari”. A dispetto di tutto ciò - sostiene il parlamentare- “i laureati in queste discipline, nonostante l’alta specializzazione riferita al settore agro-ali-

La proposta di legge

A.N.M.V.I. ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Organizza un

Corso per datori di lavoro in struttura veterinaria

in medicina veterinaria”. In altre parole, i laureati in scienze delle preparazioni alimentari o in scienze e tecnologie alimentari non sono oggi ammessi in numerosi bandi di concorso. ■

Cina, “serbatoio di infezioni” o futuro della medicina?

Equiparazione delle lauree in scienze delle preparazioni alimentari e in scienze e tecnologie alimentari alle lauree in biologia ed in chimica per l’ammissione ai pubblici concorsi nonché alla laurea in medicina veterinaria per i concorsi relativi al controllo degli alimenti”. ART. 1. Le lauree in scienze delle preparazioni alimentari e in scienze e tecnologie alimentari, rilasciate dalle facoltà` di agraria, sono, agli effetti di legge, equipollenti alle lauree in biologia e in chimica, ai fini dell’ammissione ai pubblici concorsi. ART. 2. Le lauree di cui al comma 1 costituiscono altresı` titolo per la partecipazione ai concorsi ordinari a cattedre, nelle scuole e negli istituti statali, nelle seguenti classi di insegnamento, di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 24 novembre 1994, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 16 del 20 gennaio 1995: a) 13/A - Chimica e tecnologie chimiche; b) 40/A - Igiene, anatomia, fisiologia, patologia generale e dell’apparato masticatorio; c) 59/A - Scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali nella scuola media; d) 60/A - Scienze naturali, chimica e geografia, fitopatologia, entomologia agraria, microbiologia; e) 74/A - Zootecnica e scienza della produzione animale; f) 5/C - Esercitazioni agrarie; g) 11/C - Esercitazioni di economia domestica; h) 24/C - Laboratorio di chimica e chimica industriale; i) 29/C - Laboratorio di fisica e fisica applicata; l) 35/C - Laboratorio di tecnica microbiologica. ART. 3. Le lauree in scienze delle preparazioni alimentari e in scienze e tecnologie alimentari costituiscono altresì titolo di equipollenza con la laurea in medicina veterinaria per quanto concerne i pubblici concorsi relativi all’igiene e all’ispezione degli alimenti.

mentare, a causa di un vuoto legislativo si vedono privati del diritto di essere ammessi a tutti i concorsi statali, regionali e comunali per i quali è richiesta la laurea in biologia o in chimica o

“La Cina è un serbatoio di infezioni”. Così il Ministro della Salute all’indomani dell’accordo sanitario con Pechino sull’influenza aviare. Ma la Cina è anche il paese delle nuove opportunità di cura. Quella dei Dottori in medicina tradizionale cinese, grazie a un master post-laurea, è l’ipotesi lanciata dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, dopo gli accordi Italia-Cina, siglati in questi giorni dalla delegazione italiana, in missione nel Paese asiatico. Un’idea “da concertare con il ministro dell’università, Letizia Moratti’’, precisa Sirchia. “Con un master di questo tipo - spiega si porrebbe fine al fenomeno, frequente in Italia, di ciarlatani che si improvvisano esperti di medicina cinese dopo aver frequentato pseudo-corsi non riconosciuti ad alcun livello. Avremmo invece personale qualificato

che affianchi alla nostra medicina ufficiale alcune pratiche di quella cinese, rivelatesi efficaci soprattutto nella fase cronica della malattia. In questa materia - ammonisce il ministro - occorre mettere ordine dal punto di vista tecnico e giuridico’’. Per questo, Sirchia prevede anche una certificazione, da parte del ministero della Salute, per i centri di medicina cinese già esistenti o per quelli che nasceranno. Il nostro Ministro della Salute Sirchia crede nelle opportunità di cura offerte dalla medicina tradizionale cinese per il trattamento di alcuni tumori e di alcune malattie virali. “Non si tratta di una medicina alternativa - ha spiegato il ministro - ma di una speranza concreta per molte categorie di malati”. Sirchia intende sfruttare anche un’altra possibilità: “in Cina è possibile raccogliere dati, informazioni e numeri che nessun altro paese può offrire”. La collaborazione internazionale, il cui quadro di azione sarà delineato nei prossimi giorni, potrà prevedere anche protocolli di ricerca clinica che permetteranno di verificare sulla grande casistica cinese l’efficacia e la sicurez-

za delle nuove cure”. Dal 28 agosto al 3 settembre il Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha guidato la missione in Cina di una delegazione italiana in materia di sanità. Hanno partecipato al viaggio 43 persone, tra cui il Sottosegretario di Stato Cesare Cursi e l’Assessore alla sanità della Regione Veneto Fabio Gava, insieme a rappresentanti di università, ospedali, istituti di ricerca e aziende. Come ha sottolineato il Ministro Sirchia in una lettera indirizzata ai delegati italiani, dalla missione, “che si preannuncia molto intensa e non priva di complessità, dipendeva in larga misura il futuro della collaborazione fra Italia e Cina nel settore sanitario”. Prioritarie, in particolare, “le proposte per attuare i gemellaggi fra istituzioni, il trasferimento di conoscenze cliniche, scientifiche, tecnologiche e organizzative, la formazione professionale sul lavoro, l’organizzazione di corsi clinici e scientifici nonché di conferenze e seminari scientifici, lo scambio di esperti e l’attuazione di programmi congiunti di ricerca e di altre attività sanitarie”. ■

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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 RIFLESSIONI

Il benessere del cavallo ull’ultimo numero di Ippologia (rivista ufficiale della SIVE, n. 2/2004 ndr) l’editoriale del Vice Presidente SIVE Marco Pepe, prende in considerazione un importantissimo aspetto della relazione uomo animale ed in particolare con la specie equina, ovvero il concetto di B.A. (Benessere Animale) ed il ruolo del medico veterinario. L’evoluzione socio-culturale è tale per cui anche le norme che regolano il tessuto sociale si stanno adattando alla realtà ed ai suoi mutamenti. Ne sono dimostrazione il percorso normativo in materia di tutela animale dal Codice Penale Sardo 1859 (ART. 685 punto7) alla recente modifica del C.P, fino alle proposte di revisione costituzionale di molte norme ormai obsolete tra le quali proprio quelle che sanciscono i rapporti tra l’uomo e natura da lui stesso governata. Con l’avvento dell’“Animale Tecnologico” è diventato sempre più diffuso il concetto di Benessere Animale, ovvero di quelle linee guida e norme tese a regolamentare alcuni aspetti della domesticazione, specie dell’allevamento intensivo, che avevano già abbondantemente superato i limiti di guardia per quanto riguarda la tutela del diritto (trasporto-sistemi di allevamento, ecc.) ma che, soprattutto, non garantivano più alla specie umana quei requisiti di salubrità e qualità richiesti dagli standard moderni. Infatti il termine “Benessere Animale” riassume, nella sua ambiguità lessicale, un concetto a tutela del consumatore umano piuttosto che la tutela dei beni della natura amministrati dall’uomo dominante.

S

Per ovvi motivi l’allevamento intensivo è il contesto in cui più di tutti si sono concentrati lo studio e le ricerche del B.A, mentre il contesto della domesticazione equina sembra discostarsi, per motivi culturali, da questo principio. Parallelamente assistiamo a quel processo di modernizzazione e civilizzazione che vede l’uomo imbarazzato nei confronti della macellazione della specie equina, ovvero di quell’animale che acquista sempre più il rango di Pet perdendo il ruolo di preda e animale da reddito. Su questa realtà i Nostri Bravi legislatori riescono ad escogitare tutta una serie di regolamentazioni senza però tenere conto del contesto pratico e relative ripercussioni. È ovvio e scontato che la tutela del diritto animale deve essere una prerogativa fondante il percorso evolutivo del rapporto interspecie, ma è altresì fondamentale valutare l’opportunità di regolamentare pratiche come la macellazione equina alla luce delle condizioni socio-culturali attuali. Se da un lato tale percorso evolutivo appare inevitabile e auspicabile, visti i presupposti su cui si instaura la convivenza uomo-cavallo, è altresì opportuno che si valutino tutte le dirette conseguenze che ciò comporta. Appare evidente come sia imperante un certo atteggiamento buonista-animalista (nel suo significato politichese) nei vari progetti di legge che evidentemente non considerano nemmeno lontanamente quali ripercussioni pratiche ciò comporti: • problematiche logistiche ed eco-

nomiche inerenti il mantenimento di una popolazione animale improduttiva a fine carriera a carico del privato e non sul sociale (con tanto di IVA sulle prestazioni) • alto rischio di maltrattamento animale per soggetti improduttivi • mancanza di regolamentazione della pratica dell’eutanasia animale erroneamente/fraudolentemente coincidente con l’uccisione animale. Tutto ciò a carico della specie equina, fatta eccezione per l’onere economico. In questo contesto il medico veterinario non solo riveste quel ruolo fondamentale di “tecnico” e di “tutore” del diritto animale ma anche di consulente prezioso per chi deve legiferare in materia di rapporti interspecie. Ma anche questa è purtroppo una dolente nota nella realtà sociale del rapporto tra la categoria professionale e il mondo della politica (vedi aggressioni canine - randagismo - farmacovigilanza - ECM - ecc.). Nel contesto attuale la specie equina si caratterizza per le sue produzioni ludicoricreativo-sportivo-lucrative fino a diventare il comprimario nell’attività della Pet Terapy. Ciò condiziona tutta una serie di considerazioni in ordine all’etica e alla morale comune tali da condizionare il pensiero e il comportamento sociale. Secondo il British Farm Animal Welfare Council si definiscono i 5 parametri del Benessere Animale: 1) libertà da fame, sete con accesso facile all’acqua e a una dieta che mantenga salute e vigore; 2) libertà dal disagio, con ambiente appropriato con riparo e confortevole area di riposo;

di Alessandro Battigelli, M.V. Bologna

3)libertà da dolore, lesioni e malattie attraverso la prevenzione, diagnosi e trattamenti; 4) libertà di attuare modelli comportamentali normali, disponibilità di spazi sufficienti, attrezzature appropriate e compagnia di animali della stessa specie; 5) libertà da paura e angoscia, da condizioni e trattamenti che evitino la sofferenza mentale (stress emozionale). In riferimento alla specie equina i punti 1 e 2 sono ampiamente soddisfatti in un numero rilevante di casi, in ragione alla necessità di fornire le condizioni ottimali a garantire lo sfruttamento produttivo. Il punto 3 viene soddisfatto nella misura in cui lo stato di salute condiziona l’integrità funzionale e quindi produttiva. L’approccio terapeutico e pratiche come la nevrectomia digitalecollari antiticchio-revulsivi e vescicanti-cauterizzazioni varie-uso improprio e abuso di farmaci, psicofarmaci umani e non-ecc., caratterizzano la cultura dominante della clinica ippiatrica nella gestione della libertà da dolore, lesioni e malattie. Comunque sia lo sforzo terapeutico è teso ponendo al centro della cura la disfunzione-malattia condizionante la produzione animale, spesso a scapito della salute del paziente stesso. Nella stessa direzione procede la tendenza culturale che scientificamente auspica non tanto la semplice rilevazione di sostanze farmacologicamente attive nei controlli antidoping, quanto il loro livello farmacologicamente attivo delle sostanze usate nelle terapie delle comuni patologie, al fine di stabilire le reali possibilità di alterazioni prestazionali.

Appare evidente come la centralità della questione sia prevalentemente a tutela dell’interesse umano in quanto la sofisticazione della prova e quindi la frode sono i parametri esclusivi di interesse. La tendenza culturale appare più come un garantismo scientifico all’uso farmaceutico delle sostanze, piuttosto che una evoluzione della tutela animale. Analogamente “l’opzione di scelta” della direttiva CE 2000/68 del 22 Dic. 1999, sulla destinazione finale degli equini a fine carriera, riveste prevalentemente un carattere “sanitario” relativamente al controllo di filiera in farmacovigilanza, piuttosto che un contributo alla salvaguardia e rispetto dell’esistenza animale. Il punto 4 è soddisfatto parzialmente e limitatamente alla fase allevatoriale. La scuderizzazione è di per sé la negazione di qualunque modello comportamentale della specie equina (pascolatore sociale a struttura gerarchica). Il punto 5 è estremamente critico e vulnerabile essendo la paurosità e la sensibilità emotiva equina insita nella sua stessa natura di animale preda, tanto da essere facilmente evocabile e strumentalizzabile dall’uomo per il raggiungimento dei suoi scopi. Ciò si riscontra nella pratica clinica corrente nella somatizzazione tanto di patologie funzionali che organiche fino alle stereotipie comportamentali. A queste brevi considerazioni si aggiungono l’uso animale improprio fondato su tecniche equestri e addestrative contrarie alla natura equina e che condizionano patologie professionali ingiustificate e lesioni, specie se si ragiona in termini di salvaguardia dell’esistenza animale; nonché la patologia genetica direttamente conseguente alla spinta selettiva operata dall’uomo, che è in espansione logaritmica proporzionalmente alle tecniche riproduttive correnti. Queste riflessioni a carattere provocatorio forniscono indicazioni per ciò che riguarda il rapporto interspecie e su quali criteri andrebbero rivisti e corretti i parametri che ne regolano gli equilibri, ma soprattutto mostrano quanto possa variare il criterio di valutazione se si analizza un problema ponendo come cardini portanti tanto la tutela animale che gli interessi utilitaristici umani. Se è auspicabile che tutti gli addetti ai lavori competenti contribuiscano per la tutela del benessere del cavallo nei suoi vari usi, è altresì fondamentale un confronto pluralista tale da approdare a condizioni condivisibili e coerenti con tutti gli aspetti che caratterizzano il rapporto interspecie nella realtà attuale. In questo è fondamentale il ruolo delle Società Scientifiche così come quello degli Ordini Professionali che, contrariamente ai luoghi comuni, possiedono il grande potere, quello del pensiero. E delle idee. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 ANMVI INFORMA

A Pisa l’attivazione del primo corso in Italia

Una laurea in allevamento del cane ed educazione cinofila Scotti: ANMVI contraria a questa come a tutte le lauree brevi l 4 di ottobre la Facoltà di Medicina Veterinaria di Pisa darà il via ad un nuovo corso di laurea triennale: “Tecniche di allevamento del cane di razza ed educazione cinofila”. È la stessa Facoltà a darne notizia e a dettagliare nel proprio sito le caratteristiche e gli sbocchi occupazionali di questo corso. Eccone una sintesi.

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Le competenze Questa nuova laurea triennale prevede l’acquisizione di sufficienti elementi di base di chimica, fisica, matematica, biologia, biochimica, statistica e genetica; l’acquisizione di conoscenze essenziali sull’anatomia, sulla fisiologia, sul comportamento e benessere animale, sull’etnologia, sulla valutazione morfofunzionale, sul miglioramento genetico, sull’alimentazione, sulla tecnologia del-

l’allevamento e sulle caratteristiche strutturali ed economiche degli allevamenti, sulla microbiologia e parassitologia, sulla patologia generale, sulla farmacia, farmacologia e tossicologia, sulle tecnologie di produzione e conservazione degli alimenti per cani e sull’igiene dell’allevamento; l’acquisizione di conoscenze in discipline affini ed integrative riguardanti la gestione della riproduzione, la zooantropologia, la legislazione cinofila, le tecniche di primo soccorso. Al corso di laurea si accede senza sostenere alcun esame di ammissione. Non è previsto il numero programmato. Non è prevista la frequenza obbligatoria. Gli sbocchi professionali I laureati svolgeranno attività professionali in diversi ambiti, quali: gestione tecnica, igienica ed eco-

SEGUE DALLA COPERTINA

Troppi veterinari? (...) Riduzione del numero di iscritti al corso di Medicina Veterinaria: le università sono troppe per pensare realisticamente che il numero possa andare sotto 1.100/1.200. D’altra parte le lauree brevi immetteranno sul mercato centinaia di dottori che faranno comunque concorrenza ai veterinari. Riduzione del numero delle Facoltà di Veterinaria: il rischio è che il numero possa aumentare con la crescita dell’autonomia regionale. Catanzaro ne è un chiaro esempio e se il ricorso dell’ANMVI al Tar del Lazio dovesse essere respinto avremo anche Palermo, Udine, Viterbo. Una parte del mondo universitario è pronta a sostenere questi progetti. Trasformazione di alcune facoltà in corsi di specializzazione: è un ragionamento puramente teorico perché in pratica significherebbe smantellare delle facoltà già esistenti. Impensabile nonostante ci sia una forte necessità di corsi di specializzazione. Praticantato ed esame di Stato fortemente selettivo: da anni l’ANMVI sta sostenendo questo obiettivo e nel mese di Settembre, o comunque entro l’anno, il MIUR dovrebbe arrivare a delle considerazioni e proposte definite. Questa posizione pur essendo l’unica arma in mano al mondo professionale non è da tutti condivisa per i suoi evidenti aspetti sociali ma è comunque giustificata anche dalle garanzie di professionalità che un operatore sanitario deve dare ai propri clienti. Non sarà comunque facile arrivare a questo obiettivo che viene in parte a

scontrarsi con le posizioni espresse dal Commissario Europeo Monti, dall’Antitrust nazionale e dallo stesso Governo che nel documento di programmazione economica parla chiaramente di liberalizzazione dei settori professionali per sviluppare maggiormente la concorrenza (tariffari minimi) e ridurne quindi l’impatto economico. D’altra parte, nel nostro settore, alcuni sotengono che il numero esagerato di veterinari, problema che del resto hanno anche altre categorie professionali, sia un falso problema e sia giusto lasciare la selezione al libero mercato. Questo ragionamento piace molto ai nostri economisti ma rischia però di trascinare al ribasso, per la esasperata concorrenza, tutta la categoria. Crediamo che in questo momento sia invece doveroso far crescere culturalmente e professionalmente tutti i veterinari, anche quelli oggi in maggior difficoltà, dando loro la possibilità di avere una occupazione rispettosa della nostra laurea,del nostro ruolo e delle nostre responsabilità. Per questo riteniamo giusto valutare dei paletti rigorosi e selettivi all’accesso della nostra professione difendendo inoltre i nostri spazi di lavoro dalle interferenze di altre categorie professionali e cercando nuovi ambiti normativi e produttivi in cui rendere utile o necessaria la figura del medico veterinario. Ci rendiamo conto che tutto questo non sia affatto semplice ma riteniamo che sia compito dell’ANMVI porselo come obiettivo. ■

nomica dell’allevamento del cane, selezione e miglioramento genetico, alimentazione, legislazione, sanità e benessere degli animali, tecniche laboratoristiche biomediche veterinarie ed educazione comportamentale del cane per favorire lo sviluppo di una corretta socializzazione; potranno svolgere attività professionali in qualità di tecnici in diversi ambiti, quali: allevamento del cane, con particolare riferimento alla gestione tecnica, igienica ed economica, al miglioramento genetico, all’alimentazione, alla legislazione, alla sanità e benessere, all’educazione comportamentale del cane ed alla gestione di un corretto rapporto intra ed interspecifico; scuole di educazione cinofila in cui potranno svolgere autonomamente attività di educazione comportamentale; canili: sanitario, rifugio e di associazioni protezionistiche, in qualità di tecnici della gestione igienico sanitaria della struttura e dell’igiene ambientale in collaborazione con il Medico Veterinario nell’ambito delle proprie competenze; progetti scolastici educativi per migliorare la relazione con il cane in collaborazione con il personale docente ed i Medici Veterinari; il diploma potrà costituire titolo per l’abilitazione alla gestione di centri di addestramento di istruzione cinofila. ■

A.N.M.V.I. ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Organizza un

CORSO PER ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO Teoria e pratica per l’attuazione delle misure di primo intervento interno e per l’attivazione degli interventi di pronto soccorso Corso ai sensi del DECRETO 15 luglio 2003, n. 388 Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale in attuazione dell’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni. -Gazzetta Ufficiale del 3 febbraio 2004-

In collaborazione con Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Cremona

Cremona, Palazzo Trecchi 12-13 novembre 2004

Edizione accreditata ECM

Difficile entusiasmarsi i fronte ad un nuovo corso di laurea è difficile esprime entusiasmo. Questo nuovo laureato cosa farà da grande? L’allevatore? L’addestratore? Il comportamentalista? La verità è che avremo altri dottori pseudo veterinari di cui nessuno sentiva il bisogno. Ci sono già troppi veterinari, troppi disoccupati, troppi sottoccupati per pensare di continuare a buttare sul mercato nuove lauree che non corrispondono a figure professionali di cui il settore possa avere necessità. Saranno quindi altri disperati alla ricerca di un lavoro e saranno altri concorrenti, a basso costo e minor preparazione professionale, dei medici veterinari. Continuiamo ad essere contrari a tutte queste lauree brevi che non hanno alcuna motivazione se non quella di portare iscritti e sostegno economico alle facoltà di veterinaria. Sarebbe a nostro avviso più logico pensare a serie specializzazioni o master che preparino il veterinario ad affrontare al meglio i propri compiti e le proprie competenze anche nei nuovi ambiti professionali. Carlo Scotti, Vice Presidente ANMVI

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ENCI: regolamentare la convivenza-uomo cane l rapporto uomo-cane è divenuto di grande attualità negli ultimi anni. Quotidianamente i mezzi di informazione riportano episodi dei quali il cane è protagonista. Giornalisti, sociologi, etologi, veterinari e giuristi dibattono sulla stampa di informazione e scientifica dei problemi di convivenza uomo-cane per i risvolti culturali, sociali, sanitari ed economici che questi comportano e che oggi implicano la necessità di meglio definire modalità di regolamentazione rispettose del benessere e dell’etologia del miglior amico dell’uomo ed al tempo stesso compatibili con le esigenze dei cittadini. Tanto interesse culturale e pratico può costituire motivo plausibile per giustificare l’iniziativa della Facoltà di Medicina Veterinaria. (www.enci.it)

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Abbandono e randagismo

ANMVI Puglia scrive a Repubblica In molti comuni è prevista la sterilizzazione dei cani e la loro reintroduzione in libertà NMVI Puglia, scrive a Repubblica in risposta ad una lettera apparsa sul quotidiano lo scorso 12 agosto dal titolo “Vacanze in Puglia coi cani abbandonati”. Alcuni turisti lamentano la diffusa presenza di

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cani abbandonati o girovaghi. Auspicando nella pubblicazione della lettera “al fine di chiarire una situazione poco compresa”, Sergio Caporaletti, Vice Presidente ANMVI Puglia scrive: “Il fenomeno randagismo in Puglia

è sicuramente da considerarsi un’emergenza sia per il numero di cani vaganti presenti sul territorio sia per la gestione di quelli ricoverati nei canili. Non è però altrettanto noto il fatto che in molti comuni pugliesi sono state

emanate ordinanze dalla pubblica amministrazione che prevedono la sterilizzazione degli animali e la loro reintroduzione in libertà ai fini del controllo demografico. Questa decisione implica quindi che una percentuale di

cani considerati vaganti sia in realtà regolarmente identificata mediante microchip e iscritta all’anagrafe canina, anche se al pubblico appaiono come soggetti abbandonati. È purtroppo evidente che la soluzione del terribile problema non è per ora chiara all’orizzonte, ma attualmente l’alternativa alla vita di strada è la reclusione permanente nei recinti di un canile. In molti casi però, nonostante le apparenze, questi cani riescono a stabilire buoni rapporti di coesistenza/convivenza con l’uomo e pertanto riesce difficile immaginare soluzioni diverse che rispettino adeguatamente il benessere animale. Prevediamo comunque che in futuro, mediante la fattiva collaborazione di tutte le parti in causa (istituzioni, veterinaria pubblica e privata, associazioni di volontariato), le campagne di sterilizzazione possano ampliarsi maggiormente per ridurre le nascite incontrollate che hanno un ruolo fondamentale nel perpetrarsi del fenomeno dei cani vaganti sul territorio regionale e che quindi il problema possa ridursi a livelli accettabili sia per la popolazione umana sia per quella canina.” ■

ECM: insediata in Veneto una consulta delle professioni “Creare un’organizzazione regionale in materia di educazione continua in medicina ha senso se non se ne fa una fotocopia di quella nazionale, ma la si tara in base alle effettive esigenze del sistema sanitario veneto, ed è ciò che stiamo cercando di sperimentare’’. È quanto ha affermato, l’assessore regionale veneto alla Sanità, Fabio Gava, insediando il 27 luglio scorso, a Mestre la Consulta delle professioni sanitarie, il più importante organismo nell’ambito della nuova organizzazione delineata in Veneto per il rilancio e il rinnovamento delle attività di educazione continua in medicina (Ecm). La Consulta è costituita da rappresentanti designati dagli Ordini, dai Collegi, e dalle Associazioni professionali, ed è interlocutore della Regione sui temi della formazione continua, ed in particolare sull’analisi dei bisogni e sull’individuazione degli obbiettivi. (Fonte: Adnkronos Salute)


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Lingua blu

Approvato dalla Regione Lazio il piano di aiuti a favore degli allevatori u proposta dell’assessore all’Agricoltura, Antonello Iannarilli, la Giunta regionale, presieduta da Francesco Storace, ha stabilito, di dare attuazione al piano di aiuti a favore degli allevatori di bovini danneggiati dalla Blue tongue. Gli aiuti andranno esclusivamente alle aziende che, non avendo potuto movimentare gli animali per almeno cinque mesi, a causa dei divieti stabiliti dalla legge comuni-

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Lingua blu: indennizzi alle aziende zootecniche dalla Regione Basilicata el corso di un Tavolo verde, convocato dall’assessore all’Agricoltura, Donato Salvatore, lo scorso 27 luglio a cui hanno preso parte le Organizzazioni professionali agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri e Associazione degli allevatori, è stato stabilito che il Dipartimento Agicoltura potrà rendere ammissibili le domande presentate dagli allevatori, se il certificato veterinario risulterà vistato dal Servizio veterinario della Asl competente. L’Ufficio produzioni zootecniche del Dipartimento Agricoltura invierà una lettera alle circa 150 aziende zootecniche che, in relazione alla delibera di Giunta regionale 1077 del 16 giugno 2003, hanno già fatto richiesta di contributo allegando un certificato veterinario non idoneo. La certificazione dell’autorità sanitaria dovrà essere inviata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione. Non saranno ammesse a beneficio le aziende che hanno presentato autocertificazione per quanto riguarda i danni. L’indennizzo prevede la concessione di contributi alle aziende agricole con allevamenti ovini, caprini, bovini e bufalini nei quali si sono verificati aborti e mortalità neonatale conseguenti alla vaccinazione di fattrici gravide. Per ogni fattrice vaccinata che ha abortito l’indennizzo concesso ammonta a 120 euro nel caso di bovina o bufala, e di 20 euro per ovini o caprini. Nel caso si sia verificata mortalità neonatale è concesso un indennizzo di 120 euro per vitello; per gli ovicaprini l’indennizzo è pari a 20 euro per fattrice vaccinata indipendentemente dal numero di animali da essa nati e successivamente morti. (Fonte: Regione informa)

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taria, sono state costrette a macellare i capi per combattere l’insorgenza di epizoozie contagiose. Potranno usufruire degli indennizzi gli allevatori che operano nella linea vacca-vitello in allevamenti estensivi.

Spiega l’Assessore Iannarilli: “si tratta di aiuti di natura compensativa. Lo scopo consiste nel compensare la perdita di reddito subita da tale categoria di allevatori per gli animali mantenuti negli allevamenti per almeno cinque me-

si e poi macellati, su disposizione dei servizi veterinari, nel periodo compreso tra il 5 febbraio e il 31 dicembre 2002”. Le forme di indennizzo variano a seconda dell’età dell’animale macellato e ammontano a 51,64 euro

per i vitelli di età inferiore a sei mesi; 77,46 euro per i capi di età compresa tra i 6 e i 12 mesi; 144,92 euro per i capi di età compresa tra i 12 e i 24 mesi e 180,75 euro per le vacche a fine carriera produttiva. (Regione Lazio)




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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004

RUBRICA LEGALE

Il preventivo: quanto vincola il cliente al pagamento? ome più volte chiarito, anche dalle pagine di questa rivista, il veterinario che, su richiesta del proprietario/detentore, esegue una prestazione di diagnosi e cura sull’animale, ha diritto al pagamento dell’onorario. La congruità del compenso può es-

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sere contestata solo dal Consiglio dell’Ordine o, in alcuni e rari casi, dal Giudice, qualora ne venga eccepita l’eccessiva onerosità. In mancanza di un D.M. che fissi gli onorari dei veterinari ogni professionista è libero di determinarli nel rispetto dei minimi fissati dall’Ordi-

ne di appartenenza. Qualora il cliente chieda un preventivo di spese e si impegni ad accettarlo sottoscrivendolo, risulta ancora più rafforzato il diritto del veterinario ad ottenere il pagamento della sua prestazione che è e rimane una prestazione di mezzi e

di Maria Teresa Semeraro Avvocato, Bologna

non di risultato, fermo restando l’eventuale accertamento di responsabilità professionale in caso di mancata guarigione. La sottoscrizione del preventivo di spesa non vincola, però, il veterinario in relazione all’entità dell’onorario, ogni qualvolta che, durante l’e-

secuzione, per esempio, di un intervento chirurgico, subentrino complicazioni non prevedibili, che necessitano, per esempio, di impiego, di dosi maggiori di farmaco o un maggior impegno, anche di tempo, da parte del professionista. Il preventivo, dunque, vincola al pagamento della somma ivi indicata il cliente che lo ha sottoscritto, ma non vincola il professionista il quale, stante la natura della prestazione veterinaria, può trovarsi nella legittima condizione di esigere un onorario più elevato se è in grado, ovviamente, di provare la legittimità di un tale aumento in base alla difficoltà dell’atto medico non prevedibile, secondo la normale diligenza. Onde evitare complicanze, è comunque necessario che il veterinario nel redigere un preventivo da far sottoscrivere dal cliente inserisca, una clausola, attribuendogli una numerazione propria (tipo art. 2 del preventivo) in cui si specifica che l’onorario predeterminato potrà essere aumentato dal veterinario qualora, in corso di intervento chirurgico o di terapie, insorgano complicazioni non preventivamente prevedibili, secondo la normale diligenza e conoscenza scientifica in base ai protocolli medico veterinari vigenti. Tale clausola dovrà essere espressamente richiamata e sottoscritta dal cliente. Non va, comunque, dimenticato che il veterinario può sempre esigere il pagamento dell’onorario ricorrendo all’opinamento della nota e che il cliente che non paga può essere citato in giudizio per essere condannato ad adempiere. Di contro il cliente è legittimato a contestare in giudizio la prestazione del veterinario, qualora ritenga che la stessa non sia stata bene eseguita, e richiedere, se versata, la restituzione dell’onorario quale parte del risarcimento del danno per la perdita e/o la menomazione dell’animale, o ottenere dal Giudice di essere esonerato da detto pagamento. ■

Come redigere il preventivo iù volte sollecitati a fornire un fac-simile di preventivo, dobbiamo rispondere che non esiste un fac-simile “ufficiale”. Il preventivo, preferibilmente redatto su carta intestata del professionista, deve contenere una indicazione ragionata del costo delle prestazioni richieste, espressamente formulata per il cliente tal dei tali. Quest’ultimo poi, è bene che sia invitato a sottoscriverlo, o per accettazione o per attestare d’essere stato informato dell’entità dei costi prospettati dal medico veterinario. Il preventivo dovrebbe anche contenere una formula cautelativa, nella quale venga precisato che alle prestazioni sanitarie indicate potrebbero aggiungersene altre, in conseguenza dell’evolversi delle condizioni di salute del paziente. S.P.

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RUBRICA LEGALE

Il canone dell’ambulatorio non può aumentare

di Maria Teresa Semeraro Avvocato, Bologna

Durante la durata del contratto interviene solo la maggiorazione ISTAT Il proprietario può aumentare il canone dell’ambulatorio allo scadere dei primi sei anni della locazione? La durata del contratto di locazione/conduzione di un ambulatorio veterinario è regolata dagli artt. 2728-29 della L. 392/1978 e successive modifiche e/o integrazioni. Come ho già avuto modo di far rilevare sulle pagine della Rivista, la durata dei contratti di locazione/ conduzione che non abbiano natura transitoria non è derogabile dalle parti. Per i contratti in questione, che rientrano tra quelli ad uso diverso dall’uso abitativo, la durata è di sei anni più sei anni. Allo scadere del primo sessennio di durata del contratto il locatore può, infatti, dare disdetta del contratto, inviando 12 mesi prima della scadenza contrattuale una lettera raccomandata così come prevede l’art. 29 della L. 392/78 che viene qui di seguito integralmente trascritto: “il diniego della rinnovazione del contratto alla prima scadenza” (omissis) “è consentito al locatore ove egli intenda: a) adibire l’immobile ad abitazione propria o del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta; b) adibire l’immobile all’esercizio, in proprio o da parte del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta, di una delle attività indicate nell’articolo 27, o, se si tratta di pubbliche amministrazioni, enti pubblici o di diritto pubblico, all’esercizio di attività tendenti al conseguimento delle loro finalità istituzionali; c) demolire l’immobile per ricostruirlo, ovvero procedere alla sua integrale ristrutturazione o completo restauro, ovvero eseguire su di esso un intervento sulla base di un programma comunale pluriennale di attuazione ai sensi delle leggi vigenti. Nei casi suddetti il possesso della prescritta licenza o concessione è condizione per l’azione di rilascio; gli effetti del provvedimento di rilascio si risolvono se, prima della sua esecuzione, siano scaduti i termini della licenza o della concessione e quest’ultima non sia stata nuovamente disposta; d) ristrutturare l’immobile al fine di rendere la superficie dei locali adibiti alla vendita conforme a quanto previsto nell’articolo 12 della legge 11 giugno 1971, n. 426 e ai relativi piani comunali, sempre che le opere da effettuarsi rendano incompatibile la permanenza del conduttore. Anche in tal caso il possesso della prescritta licenza o concessione è condizione per l’azione di rilascio; gli effetti del provvedimento di rilascio si risolvono alle condizioni previste nella precedente lettera c)” (omissis) “Il locatore può altresì negare la rinnovazione se intende esercitare personalmente nell’immobile o farvi esercitare dal coniuge o da parenti entro il secondo grado in linea retta la medesima attività del con-

duttore”. (omissis) “Ai fini di cui ai commi precedenti il locatore, a pena di decadenza, deve dichiarare la propria volontà di conseguire, alla scadenza del contratto la disponibilità dell’immobile locato; tale dichiarazione deve essere effettuata, con lettera raccomandata, almeno 12 o 18 mesi prima del-

la scadenza, rispettivamente per le attività indicate nei commi primo e secondo dell’articolo 27 e per le attività alberghiere. Nella comunicazione deve essere specificato, a pena di nullità, il motivo, tra quelli tassativamente indicati nei commi precedenti, sul quale la disdetta è fondata. Se il locatore non adem-

pie alle prescrizioni di cui ai precedenti commi il contratto si intende rinnovato a norma dell’articolo precedente per altri sei anni”. Il canone di locazione fissato nel contratto di locazione/conduzione non può subire variazioni, fatta salva la maggiorazione ISTAT durante tutta la durata del con-

tratto. In assenza di disdetta del contratto allo scadere dei primi sei anni la locazione dell’ambulatorio si rinnova, ex lege, tacitamente per altri sei anni e, ribadisco, il locatore non potrà legittimamente richiedere e ottenere aumenti del canone da parte del (veterinario) conduttore. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 LEGGI IN GAZZETTA

Nuovi requisiti sanitari per i cani extra Ue Per importare cani, gatti o furetti sarà necessario un certificato veterinario er importare dai territori extra-UE cani, gatti o furetti bisognerà garantire alcuni requisiti minimi sanitari validi per la commercializzazione. È quanto stabilito dalla Commissione Europea con una decisione del 29 luglio 2004 pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 13

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agosto scorso. Gli importatori dovranno esibire un certificato veterinario, uguale in tutta Europa, secondo quanto previsto dal regolamento n. 998/2003/CE. I dati richiesti dal certificato, stampato in fac-simile sulla Gazzetta dell’Unione sono diversi. Nel modulo dovranno essere dichiarati: luogo di spedizione del-

l’animale e destinazione dell’animale, dati dello speditore e del destinatario, descrizione dell’animale con informazioni sull’identità e la situazione sanitaria: vaccinazione antirabbica, esame sierologico antirabbico, esami clinici dell’animale, trattamenti anti-zecche e contro l’echinococco (verifica 24

ore prima della spedizione). Infine il certificato riporterà il nome e la qualifica del veterinario che rilascia il documento, corredato del suo indirizzo. Dalla firma del veterinario, il documento varrà quattro mesi, oppure sarà valido fino alla scadenza della vaccinazione se questa scadesse prima.

GAZZETTA UFFICIALE DELL’UNIONE EUROPEA L 251/14 del 27 luglio 2004 Decisione della Commissione del 20 luglio 2004 relativa ai laboratori comunitari di riferimento per l’epidemiologia delle zoonosi e per la salmonella e ai laboratori nazionali di riferimento per la salmonella (2004/564/CE). L 253/22 del 29 luglio 2004 Decisione della Commissione del 23 luglio 2004 che modifica la decisione 2004/122/CE recante alcune misure di protezione contro l’influenza aviaria in diversi paesi asiatici (2004/572/CE). L 265/9 del 12 agosto 2004 Decisione della Commissione del 10 agosto 2004 recante misure protettive relative all’influenza aviaria ad alta patogenicità nella Repubblica Sudafricana (2004/594/CE). L 269/3 del 17 agosto 2004 Regolamento (CE) N. 1453/2004 della Commissione del 16 agosto 2004 concernente l’autorizzazione a tempo indeterminato di alcuni additivi nei mangimi. L 270/11 del 18 agosto 2004 Regolamento (CE) N. 1465/2004 della Commissione del 17 agosto 2004 relativo all’autorizzazione permanente di un additivo nell’alimentazione degli animali. L 271/26 del 19 agosto 2004 Regolamento (CE) N. 1472/2004 della Commissione del 18 agosto 2004 che modifica il regolamento (CE) n. 1874/2003 relativo all’approvazione dei programmi nazionali di taluni Stati membri per la lotta contro la scrapie e alla definizione di garanzie addizionali, nonché alla concessione di deroghe all’istituzione di programmi di allevamento di ovini resistenti alle encefalopatie spongiformi trasmissibili conformemente alla decisione 2003/100/CE. L 273/21 del 21 agosto 2004 Decisione della Commissione del 20 agosto 2004 che modifica per la seconda volta la decisione 2004/122/ CE recante alcune misure di protezione contro l’influenza aviaria in diversi paesi asiatici. (2004/606/CE) L 274/3 del 24 agosto 2004 Regolamento (CE) N. 1492/2004 della Commissione del 23 agosto 2004 che modifica il regolamento (CE) n. 999/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le misure di eradicazione delle encefalopatie spongiformi trasmissibili negli animali delle specie bovina, ovina e caprina, il commercio e l’importazione di sperma ed embrioni degli ovini e dei caprini e i materiali specifici a rischio. L 274/15 del 24 agosto 2004 Decisione della Commissione del 19 agosto 2004 che modifica la decisione 2001/881/CE per quanto riguarda l’elenco dei posti d’ispezione frontalieri riconosciuti ai fini dei controlli veterinari sui prodotti e sugli animali provenienti dai paesi terzi (2004/608/CE). L 275/20 del 25 agosto 2004 Decisione della Commissione del 24 agosto 2004 recante misure protettive relative all’influenza aviaria ad alta patogenicità nella Repubblica sudafricana (2004/614/CE). ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Cisti pilonidale tra i rischi professionali Professionisti a contatto con il pelo animale possono sviluppare cisti e fistole croniche secondarie alla ritenzione di peli della cute interdigitale tra dito medio e anulare di una mano. Nonostante gli antibiotici, la cisti persisteva da 5 mesi. Era visibile un piccolo tragitto fistoloso contenente peli. L’area veniva asportata, risolvendo il dre-

na donna di 39 anni impiegata come toelettatrice di animali presentava una cisti drenante cronica

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Benessere degli animali al macello L’Autorità alimentare europea valuta scientificamente gli effetti di stordimento e abbattimento sugli animali macellati a European Food Safety Authority (EFSA) ha adottato un parere (AHAW Pa-nel, 15 giugno 2004) circa gli aspetti legati al benessere dei principali sistemi di stordimento e abbattimento delle maggiori specie animali commerciali, ovvero bovini, pecore, pollame, cavalli e pesci da allevamento. Il parere si basa sulla valutazione scientifica del benessere animale durante le due fasi citate. Vengono considerati i metodi di stordimento e quelli di stordimento/abbattimento, le procedure appropriate, i metodi di valutazione dello stato di incoscienza e insensibilità dell’animale, il comportamento e i riflessi utili a monitorare l’efficacia dei metodi di stordimento. I metodi di stordimento/abbattimento, che inducono l’incoscienza e la morte simultaneamente o sequenzialmente, dovrebbero essere preferiti perché non si basano sul dissanguamento per causare la morte. È data importanza anche alla competenza e preparazione, oltre che all’atteggiamento positivo verso il benessere degli animali, degli operatori addetti allo stordimento e abbattimento. Pur non esistendo il metodo ideale, vengono valutati vantaggi e svantaggi delle varie tecniche di stordimento (proiettile captivo, commozione cerebrale, elettronarcosi, esposizione al biossido di carbonio). Si sottolinea infine l’urgente necessità di ulteriori e dettagliate valutazioni dei meccanismi e degli effetti dei diversi metodi di stordimento. (M.G. Monzeglio)

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naggio e il disagio. Veniva posta diagnosi di cisti pilonidale (dal latino, pilus e nidus). La ritenzione di pelo nelle pliche interdigitali è segnalata soprattutto nei barbieri e negli addetti all’igiene canina, tuttavia tale infezio-

ne può colpire anche altre figure professionali a contatto costante con il pelo degli animali, inclusi veterinari e collaboratori. La presenza di tragitti fistolosi cronici in tali professionisti deve dunque considerare anche l’e-

ventuale diagnosi di citi pilonidale. "Interdigital pilondal sinus". Stern PJ, Goldfarb CA. New England Journal of Medicine. 350: 11, 2004 (M.G. Monzeglio)


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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Effetti ritardati dell’intossicazione da fumo nel cane Una sindrome neurologica simile a quella umana può avere prognosi favorevole e sostanze tossiche contenute nel fumo possono causare segni neurologici in seguito ad inalazione. Nell’uomo, il monossido di carbonio causa una sindrome ben conosciuta caratterizzata da una disfunzione neurologica ritardata. Vi sono invece poche segnalazioni di intossicazione da fumo in medicina ve-

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terinaria. Un Pastore australiano di 1 anno veniva ritrovato incosciente al primo piano di casa durante un incendio domestico. In seguito alla somministrazione di ossigeno 100% per un periodo di 15 minuti, effettuata dai vigili del fuoco durante il soccorso, il cane riprendeva coscienza. L’esame clinico rivelava mucose e

tempo di riempimento capillare normali, tosse e crepitii all’auscultazione polmonare. Il cane era atassico ma in grado di camminare senza assistenza. Si somministrava ossigeno per 30 minuti e si iniziava l’infusione endovenosa di soluzione di Ringer lattato e di antibiotici. Il cane veniva dimesso prescrivendo la terapia antibiotica

e il prednisolone. Quattro giorni più tardi si verificava un peggioramento dello stato mentale, e il soggetto iniziava a camminare contro i muri. Si somministrava mannitolo EV. Il giorno dopo, l’animale rifiutava di nutrirsi e di camminare. Dopo aver somministrato metilprednisolone sodio succinato, si riferiva il caso a un neurolo-

go. Il cane presentava uno stato stuporoso e tetraparesi, la propiocezione era assente in tutti gli arti. Era presente un leucogramma da stress e segni radiografici di polmonite. Si intraprendeva la terapia di supporto e il cane riprendeva ad accettare il cibo offerto. L’esame neurologico tornava nella norma 28 giorni dopo l’intossicazione. Questa sindrome neurologica è ben conosciuta nell’uomo e può esordire da 2 a 240 giorni dopo l’esposizione al monossido di carbonio. Anche se tre dei cinque cani precedentemente riportati in letteratura sono deceduti o sono stati soppressi per la gravità dei segni clinici, è possibile una guarigione completa con la terapia di supporto e l’attesa. “Full recovery following delayed neurologic signs after smoke inhalation in a dog”. Mariani CL. J VET EMERG CRIT CARE, 13:235-239, 2003. (M.G. Monzeglio) ■

Misurazione indiretta della pressione ematica felina Uno studio ha effettuato un’analisi multivariata di pressione ematica, età, sesso e razza nei gatti affetti o meno da retinopatia ipertensiva, insufficienza renale cronica e ipertiroidismo. La pressione è stata misurata con metodo oscillometrico non invasivo, applicando la cuffia direttamente attorno alla base della coda, senza tricotomia o applicazione di alcol o gel. Dei 181 gatti studiati, 94 erano classificati come sani. Il 90% dei gatti sani di età maggiore o uguale a 10 anni aveva valori di pressione sistolica minori o uguali a 168 mm Hg, mentre il 90% dei soggetti con retinopatia ipertensiva aveva valori maggiori o uguali a 168 mm Hg. Nei gatti sani, si osservava un aumento della pressione ematica correlato all’età, similmente a quanto si osserva nell’uomo e nel cane. Era presente un’associazione tra pressione elevata, retinopatia ipertensiva e insufficienza renale cronica. Inoltre, l’ipokaliemia si associava all’insufficienza renale cronica e all’ipertensione. L’articolo fornisce gli intervalli di riferimento della pressione ematica rilevata mediante misurazione indiretta nel gatto sano di varie età. “Blood pressure assessment in healthy cats and cats with hypertensive retinopathy”. Sansom J, Rogers K, Wood JLN. AM J VET RES, 65: 245-252, 2004 (M.G. Monzeglio)


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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 DALLE ASSOCIAZIONI

SIVAR: i prossimi appuntamenti fittissimo di appuntamenti il calendario SIVAR per il secondo semestre 2004. Dall’11 ottobre le delegazioni regionali della SIVAR inizieranno un percorso di approfondimento “itinerante” sulle patologie respiratorie dei suini. Interverranno il Prof. Fabio del Piero e il dott Michele Dottori. Dal 28 al 29 ottobre, la SIVAR sarà inoltre presente alla 59a edizione della Fiera zootecnica di Cremona, con relatori propri e di fama sovranazionale,

È

CVB: incontro di dermatologia ell’ambito dell’attività di

N aggiornamento, il CVB organizza a Bologna in data 14 novembre 2004, presso il Novotel di Villanova di Castenaso, una giornata dedicata alla dermatologia a tema: DISCUSSIONE DI CASI CLINICI DERMATOLOGICI AFFRONTATI CON L’APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA (POA). I lavori inizieranno alle 8.30 con la registrazione dei partecipanti e termineranno per le 18 circa. La dr.ssa Fabia Scarampella (Med. Vet. Dipl. ECVD) e la dr.ssa Laura Ordeix (Med. Vet. Dipl. ECVD) si alterneranno nella presentazione e discussione dei casi clinici. Per l’evento è stato richiesto l’accreditamento ECM. Per ulteriori informazioni telefonare al 333/6825920, oppure allo 051/6313158.

3° Convegno Internazionale “Alpe Adria” ’Ordine dei Medici Veterina-

L ri della Provincia di Udine organizza ad Udine il 3 ottobre 2004 il 3° Convegno Internazionale “Alpe Adria” dal titolo “Le Malattie Emocoagulative del cane e del gatto: approccio clinico, diagnosi e terapia”. Per ulteriori informazioni: tel. 0432 501466 fax. 0432 512332 info@veterinari.udine.it www.veterinari.udine.it.

Consulenza veterinaria 24/24h l servizio “Purina per Voi” in

I collaborazione con SCIVAC è

un servizio attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Offre a tutti i possessori di animali da compagnia la consulenza gratuita “in diretta” di un veterinario professionista che, in caso di emergenza, provvede anche a dare i primi consigli di pronto soccorso e indica la struttura veterinaria di emergenza più vicina a chi chiama. L’adesione al network è aperta a tutte le strutture veterinarie private. Per maggiori informazioni o per richiedere la scheda d’adesione telefonare alla segreteria SCIVAC 0372/460440.

per affrontare problematiche scientifico-professionali come il controllo e l’eradicazione dell’IBR e le patologie della scrofa. Dal 6 ottobre, avranno invece inizio i corsi pratici. Per tutti gli eventi è stato richiesto l’accreditamento ECM. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla Segreteria allo 0372/ 40.35.39. Ecco i corsi programmati da ottobre a dicembre: Razionamenti alimentari, bcs, raccolta e analisi dati nella vacca

da latte 6-7 Ottobre 2004 Relatori: dr. Francesco Masoero, dr. Maurizio Moschini, dr. Giacomo Tolasi Max 20 iscritti Sede: Gariga di Podenzano (Pc), Azienda Sperimentale “V. Tadini” Le patologie del vitello: management e trattamento 12-13 Novembre 2004 Relatori: dr. Marco Colombo, dr. David Grove White

Max 30 iscritti Sede: Gariga di Podenzano (Pc), Azienda Sperimentale “V. Tadini” Pratica veterinaria in allevamento suino 23-24 Novembre 2004 Relatori: dr. Enrique Marco Max 10 iscritti Sede: Barcellona (Spagna) Fissazione esterna in buiatria: contratture tendinee congenite 9-10 Dicembre 2004 Relatori: dr. Enrico Chiavassa, prof.

Bruno Peirone, dr. Mattia Salotti Max 20 iscritti Facoltà di Medicina Veterinaria di Udine Podologia e chirurgia del dito bovino Il corso fissato dal 16 al 19 Dicembre 2004 a Cremona, è stata rinviato al 2005 in data da definirsi. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004

LETTERE AL DIRETTORE

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento inviatoci dalla presidenza dell’ENPAV a commento dell’articolo di Antonio Manfredi “Perché non possiamo lamentarci dell’ENPAV”. Ringrazio la dottoressa De Santis per le precisazioni fornite e il Collega Alessandro Lombardi, che nella sua veste di presidente dell’ENPAV, ha letto le nostre riflessioni. Carlo Scotti

Il Presidente ha letto con piacere l’articolo apparso su “La professione veterinaria” n. 24/2004 intitolato “Perché non possiamo lamentarci dell’Enpav”, del dott. Antonio Manfredi, per le positive considerazioni nello stesso contenute anche con riferimento alle prospettive future che vedranno l’Ente impegnato nell’implementazione dei servizi a disposizione degli iscritti, anche attraverso l’attivazione dell’assistenza sanitaria ormai consentita dalla delega previdenziale. Riteniamo peraltro necessarie alcune precisazioni. Il dato

concernente l’importo della pensione media annua erogata nel 2003 comprende anche le pensioni che vengono liquidate in base alla normativa vigente prima della legge 12 aprile 1991, n. 136, e che rappresentano a tutt’oggi il maggior numero delle prestazioni pensionistiche Enpav (3.817 a fronte di 2302 disciplinate dalla nuova legge). Il che contribuisce ad abbassare sensibilmente la media pensionistica generale, trattandosi in massima parte di trattamenti previdenziali di modesta entità. Se invece si considerano, ad

esempio, le pensioni di vecchiaia liquidate nel 2003 in base alla legge n. 136/1991, l’importo medio annuo con i suoi 8.254 _uro risulta essere senz’altro più consistente. Con riferimento poi ai dati apparsi su “Il Sole 24 Ore” di sabato 31 luglio u.s., evidenziamo che il Nucleo di Valutazione della spesa previdenziale ha raffrontato Bilanci Tecnici di periodi differenti ed in particolare poi, per quanto riguarda l’Enpav, è stato preso in considerazione il Bilancio Tecnico al 31.12.2000, mentre è ormai in fase di elaborazione definiti-

“Le barriere di accesso alle professioni sono medioevali” Giuseppe Tesauro, Garante per il mercato e la concorrenza

va il Bilancio Tecnico al 31.12.2003, il primo dopo le riforme varate nel 2001. Dalle prime proiezioni il Bilancio appare aver risentito positivamente delle riforme, risultando spostato in avanti di qualche anno l’inizio dei primi saldi negativi e della crisi di liquidità. Infine, in merito al recente parere del Consiglio di Stato, l’Enpav ha già espresso la propria posizione al riguardo richiamando tra l’altro un precedente parere formulato dal supremo organo di Giustizia Amministrativa che, interpellato in merito all’obbligo di iscrizione all’Albo professionale dei docenti universitari laureati in medicina veterinaria, si è espresso nel senso del riconoscimento dell’obbligo di iscrizione. Eleonora De Santis

SOVEP, ultime battute Caro Direttore, permettimi, se non disturba, una contro-replica (per me definitiva) al Presidente Bonioli. 1) Nessuno ha mai negato l’importanza della SO.VE.P delle sue origini sino ad oggi, e del “solco” importantissimo che ha tracciato (non ho solo capito: PASSANDO DA UNA REALTÀ “POLITICA” AD UNA “CULTURALE”); 2) Sono felice che il problema sia “già stato preso in esame”, ed aggiungo... ERA ORA! 3) Io uso il “PALAZZI” come dizionario e non ho voluto usare termini mooolto più pesanti. 4) Ho esposto la mia persona in passato e ne ho ricavato maldicenze, inimicizie e problemi vari; comunque illustrissimi (ed “illustrati” direbbe Totò) personaggi solevano firmarsi (o si firmano) con pseudonimi o con l’anonimato. 5) E, per concludere DEFINITIVAMENTE, non hai detto perché IO, SOCIO SCIVAC, AD UN INCONTRO GRATUITO PER I SOCI SCIVAC, DEVO (anche se non voglio) ISCRIVERMI ALLA SO.VE.P e PAGARE UN ULTERIORE BALZELLO.Cordialità a tutti Voi. Un collega piemontese Credo che la risposta del presidente della SOVEP fosse sufficientemente esauriente sul ruolo importante, sia politico che scientifico, che ha avuto ed ha ancora oggi l’associazione piemontese. Non credo di dover aggiungere altro a difesa della SOVEP mentre credo doveroso ribadire che dal 2005 anche in Piemonte, Sardegna e Umbria, regioni dove la SCIVAC non ha delegazioni regionali ma associazioni di riferimento (SOVEP, ASVAC e AVULP), tutti i soci avranno almeno due iniziative gratuite come nelle altre regioni. In queste regioni la SCIVAC aveva pensato di non sovrapporsi con una propria attività regionale.Avendo comunque ricevuto, oltre a questa lettera, altre comunicazioni che sollecitavano la SCIVAC a cambiare il sistema, dando a tutti gli iscritti la possibilità di avere due iniziative regionali gratuite, dal 2005 sarà accolta questa richiesta in accordo con le associazioni regionali. Spero di aver chiarito definitivamente la questione. Carlo Scotti


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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004

DALLE AZIENDE

Aiutare gli amici a quattro zampe a raggiungere il peso ideale Hill’s Pet Nutrition, leader mondiale nell’alimentazione e dietetica clinica di cani e gatti, organizza anche quest’anno il programma-concorso “Amici in Forma”. L’obiettivo è focalizzare maggiormente l’attenzione sul soprappeso di cani e gatti. Oltre il 50 per cento degli amici a quattro zampe è da considerare in soprappeso oppure obeso: una condizione che comporta seri rischi per salute e benessere. Una ricerca commissionata da Hill’s mostra alcuni dati interessanti: solo il 24 per cento dei proprietari riconosce i segni dell’obesità nel cane o nel gatto e raramente lo accompagna dal veterinario. Il 40 per cento offre almeno una volta al giorno uno snack e solo il 30 per cento si preoccupa di fargli fare un po’ di movimento. Partecipare al programma-concorso, oltre a sensibilizzare i proprietari di animali sull’importanza del peso forma permette al veterinario di instaurare un buon rapporto con i proprietari di cani e gatti, diventando il loro punto di riferimento. Shaggy, meticcio di 6 anni che vive in campagna nelle vicinanze di Pisa insieme a Sonia Zati, è il vincitore dell’edizione 2003. Il cagnolino è stato controllato dal medico veterinario Masha Anguillesi. In sei mesi e mezzo ha perso il 27,5 per cento del peso corporeo, passando da 11,5 Kg a 8. Il dimagrimento era la condizione necessaria perché potesse essere sottoposto a un delicato intervento. Ora Shaggy è in perfetta salute ed è ritornato ad essere il giocherellone di sempre. Quest’anno Hill’s ha ulteriormente arricchito la gamma di prodotti in grado di gestire il controllo del peso con Hill’s Prescription diet Feline m/d. Si tratta della prima e unica gamma dietetica per gatti con basso contenuto di carboidrati e alto apporto di proteine, che agisce sul metabolismo causando un’azione efficace di perdita del peso. Per ulteriori informazioni: Antonella Brianza, ufficio stampa Hill’s Pet Nutrition, c/o Agenpress, corso Sempione 39, 20145 Milano, Tel. 02/33611604, fax 02/3314505, e-mail: a.brianza@agenpress.com.

Hill’s*

Schering-Plough Animal Health: una nuova linea a base di ivermectina Schering-Plough Animal Health amplia il suo, già nutrito, listino per animali da reddito entrando nel mercato degli antiparassitari interni ed esterni con una nuova linea di prodotti a base di ivermectina:

La nuova linea comprende 2 diverse formulazioni, iniettabile e pour-on. ECOMECTIN 1% Iniettabile è indicato per BOVINI e OVINI, al dosaggio di 1 ml ogni 50 kg p.c., ed è disponibile in confezioni da 200 e 500 ml. Tempi di sospensione per le carni: 42 giorni. Non autorizzato in lattazione. ECOMECTIN Pour-on Bovini è

indicato solo per bovini, al dosaggio di 10 ml ogni 100 kg p.c. da somministrare con apposito dosatore, ed è distribuito in confezione da 1 Litro. Tempi di sospensione per le carni: 31 giorni. Non autorizzato in lattazione. I punti di forza della linea Eco-

mectin sono: ECONOMICITÀ che offre, all’utilizzatore finale, un maggior ritorno dell’investimento; POTENZA, espressa sia dall’elevata efficacia terapeutica che dalla prolungata attività endectocida; SICUREZZA, in quanto determina minori lesioni al sito d’inoculo e riduce la dolorabilità rispetto ad altri trattamenti endectocidi, migliorando il benessere degli animali trattati.

Il Servizio Tecnico di ScheringPlough Animal Health è disponibile per ogni ulteriore informazione al n° tel: 02-210181.

Per l’invio dei comunicati stampa: professione.veterinaria@anmvi.it


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laPROFESSIONE VETERINARIA 30/2004 CALENDARIO ATTIVITÀ

SIMIV

11 set.

SIVE - MACROREGIONI NORD ORIENTALE E NORD OCCIDENTALE

11 set.

SIVE - MACROREGIONI CENTRALE E MERIDIONALE

12 set.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

12 set.

SEMINARIO SCIVAC

12 set.

SEMINARIO SCIVAC

15 set.

CORSO SCIVAC

16-18 set.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC SICILIA

19 set.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC VENETO

19 set.

SICARV

19 set.

INCONTRO REGIONALE AIVEMP LIGURIA

24 set.

SIVAE

25-26 set.

SEMINARIO SCIVAC

25-26 set.

SCVI

25-26 set.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC ABRUZZO

26 set.

SIODOV

26 set.

GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SCIVAC

2 ott.

SEMINARIO SCIVAC

2-3 ott.

SIVE - SEMINARIO

3 ott.

SVIDI

3 ott.

CORSO SIVAR (patrocinio)

4-8 ott.

CORSO SIVAR

6-7 ott.

SIVE - MACROREGIONE CENTRALE

9 ott.

SEMINARIO SCIVAC

9-10 ott.

SIMVENCO

9-10 ott.

INCONTRO SIODOV/INNOVET

10 ott.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC MOLISE

10 ott.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC MARCHE

10 ott.

INCONTRO ITINERANTE SUINI DELEGAZIONI REGIONALI SIVAR

11-15 ott.

CORSO SCIVAC

14-15 ott.

CORSO SCIVAC

14-16 ott.

MEDICINA INTERNA - Relatore: GRANT GUILFORD - ARGOMENTI AVANZATI DI GASTROENTEROLOGIA - Richiesto accred. ECM - Cremona, Palazzo Trecchi - Per info: Elena Piccioni - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it SEMINARIO MACROREGIONE - Relatori: J.M. DENOIX - M. TONIATO - Cremona, Palazzo Trecchi - Richiesto accred. ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel 0372/403502 - email info@sive.it SEMINARIO MACROREGIONE - Relatori: J.M. DENOIX - M. TONIATO - Roma, Museo Civico di Zoologia Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel 0372/403502 - email info@sive.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - Novotel Caserta Sud,S.S.87, Sannitica Km22.600 Capodrise CE - Relatore: dr. Emilio Feltri Richiesto accred. ECM - Per info: Monica Borghisani - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it NUOVI APPROCCI A VECCHI PROBLEMI GASTROENTERICI NEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA - Cremona - Relatore: dr. Grant Guilford - Richiesto accred. ECM - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403508 - email: info@scivac.it NUOVI APPROCCI A VECCHI PROBLEMI GASTROENTERICI NEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA - Teramo, Facoltà di Medicina Veterinaria Università di Teramo - Relatore: dr. Grant Guilford - Ric. accred. ECM - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403508 - email: info@scivac.it CORSO DI CARDIOLOGIA 2a PARTE - Cremona - Crediti ECM: 18 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it IL PRURITO E TUTTE LE SUE CAUSE - c/o I.R.M.A. Via Paolo Vasta 158/c 95024 Acireale -CT- Relatore: dr.ssa Fabia Scarampella - 5 punti ECM - Per info: Monica Borghisani - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac MALATTIE INFETTIVE NELLA PRATICA CLINICA - Park Hotel Villa Fiorita Monastier-TV- - Relatore: dr. Tommaso Furlanello Richiesto accred. ECM - Per info: Monica Borghisani - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it TACHIARITMIE SOPRAVENTRICOLARI E IPOCINESIA VENTRICOLARE SINISTRA - Cremona - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it TECNICHE DI QUALITÀ NELL’ATTIVITÀ DEL MEDICO VETERINARIO NEL SSN - Sala Polivalente “Città di Recco”, Via Ippolito d’Aste 2/B - Recco (GE) - Ric. accred. ECM - Per info: Lara Zava - Segr. AIVEMP - Tel 0372/403541 - email segreteria@aivemp.it MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI - Cremona - sede AVIS - Via Massarotti 65 - Richiesto accreditamento ECM Info: Elisa Feroldi -Segreteria SIVAE - Tel 0372 460440 email info@sivae.it LA PREVENZIONE DELLE PATOLOGIE COMPORTAMENTALI NEL CANE E NEL GATTO - Alghero - Hotel Carlos V - Relatori: dr. Raimondo Colangeli, dr. Corrado Sgarbi - Ric. accred. ECM - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it CHIRURGIA TORACICA AVANZATA - Cremona, Palazzo Trecchi Richiesto accreditamento ECM - Per info: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it L’ARTE E LA SCIENZA DELLA CITOPATOLOGIA DIAGNOSTICA - Pescara - Hotel Miramare, via Tito De Casearis, 8 - Città di Sant’Angelo Relatore: dr. Davide De Lorenzi - 5 punti ECM - Per info: Monica Borghisani - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it PATOLOGIE ORALI DEL GATTO - Cremona, Palazzo Trecchi - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it DALL’ECOCARDIOGRAFIA AD UNA STANDARDIZZAZIONE SCIENTIFICA DEL METODO, PER LA DIAGNOSI, LE INDICAZIONI TERAPEUTICHE, GLI SCREENING DI RAZZA E LA RICERCA - Cremona - Relatore: dr. Claudio Bussatori - Ric. accred. ECM - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it

AGGIORNAMENTI IN CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI - San Giusto Canadese (TO) - Teatro Carlo Bernasconi Telecittà Studios, L.go V. De Sica Relatori: dr. Paolo Buracco, dr. Gilles Duprè - Crediti ECM: 6 - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it LE PATOLOGIE DELLA GRASSELLA - Cremona, Palazzo Trecchi - Relatore: Ellen Singer (UK) Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel 0372/403502 - email info@sive.it DIAGNOSTICA PER IMMAGINI DELLE VIE RESPIRATORIE - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it DANNI AL BESTIAME DA PREDATORI - Max 20 iscritti Info: Tel. 0864/40851, Fax 40.85.350, monaco@parcomajella.it, www.sivarnet.it RAZIONAMENTI ALIMENTARI, BCS, RACCOLTA E ANALISI DATI NELLA VACCA DA LATTE (Max 20 iscritti). Sede: Az. Sperimentale “V.Tadini” - Gariga di Podenzano (Pc). Relatori: dr. G.Tolasi, dr. F. Masoero, Dr. M.Moschini - Ric. accred. ECM - Info: Paola Orioli (Segr. SIVAR) - Tel. 0372/40.35.39 - email: info@sivarnet.it

SEMINARIO MACROREGIONE - Relatori: F. CAMILLO - R. GIALLETTI - G. RICARDI - Università di Sassari, Facoltà di Med Vet Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel 0372/403502 - email info@sive.it AGGIORNAMENTI IN ANESTESIA - Cannizzaro (CT) - Sheraton Catania Hotel & Conference Center, Via A. Da Messina 45 - Relatori: dr.ssa Alessandra Bergadano, dr.ssa Claudia Spadavecchia - Ric. accred. ECM - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it STATO DELL’ARTE IN MEDICINA NON CONVENZIONALE - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it AGGIORNAMENTI IN ODONTOSTOMATOLOGIA FELINA. NUOVI APPROCCI E TERAPIE Hotel Manuelina La Villa Via Roma, 278 -16036 Recco -GERelatore: Dr.ssa Dea Bonello - Ric. accred. ECM - Per info: Monica Borghisani - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: monica.borghisani@evsrl.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - Campobasso - Relatore: dr. Emilio Feltri - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it PERCORSI DIAGNOSTICI E SCELTE TERAPEUTICHE NELLE PIU’ FREQUENTI CARDIOPATIE ACQUISITE DEL CANE- Relatore: Dr. Francesco Migliorini - Ric. accred. ECM - Per info: Monica Borghisani - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it IL COMPLESSO DELLE MALATTIE RESPIRATORIE INFETTIVE DEI SUINI (PRDC): INQUADRAMENTO, PATOGENESIS E METODI DIAGNOSTICI - Sedi: Cuneo, Lodi, Brescia, Verona, Perugia - Relatori: prof. Fabio Del Piero, dr. Michele Dottori - Ric. accred. ECM - Info: Paola Orioli (Segr. SIVAR) - Tel. 0372/40.35.39 - email: info@sivarnet.it

CORSO DI DERMATOLOGIA 2a PARTE - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it CORSO DI EMATOLOGIA CLINICA - Perugia - Centro Studi SCIVAC/AVULP - Crediti ECM: 21 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it

IN QUESTO

NUMERO

COPERTINA: UNA PROFESSIONE, TROPPI TARIFFARI ATTUALITÀ • ONAOSI, IL PRESIDENTE PACI RISPONDE ALLE CRITICHE • SCUOLE E CANONE DI ZOOANTROPOLOGIA APPLICATA, di R. Marchesini • UN CASO DI RABBIA IN FRANCIA • CCM, SIGNOR MINISTRO SI RICORDA DI NOI? • IL COMMERCIO COMUNITARIO DELLE CARNI NON È SICURO • IL TECNOLOGO ALIMENTARE È COME IL VETERINARIO RIFLESSIONI • IL BENESSERE DEL CAVALLO, di A. Battigelli ANMVI INFORMA • UNA LAUREA IN ALLEVAMENTO DEL CANE ED EDUCAZIONE CINOFILA RUBRICA LEGALE • IL PREVENTIVO, QUANTO VINCOLA AL PAGAMENTO? di M.T. Semeraro • IL CANONE DELL’AMBULATORIO NON PUO’ AUMENTARE, di M.T. Semeraro ANMVI REGIONE • ANMVI PUGLIA SCRIVE A REPUBBLICA LE RUBRICHE • LEGGI IN GAZZETTA • LA RASSEGNA DI VET JOURNAL • DALLE ASSOCIAZIONI • LETTERE AL DIRETTORE • DALLE AZIENDE

lVPROFESSIONE aETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Angelo Franceschini, Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; € 92,00 per l’estero Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 3 settembre 2004


Professione Veterinaria, Anno 2004, Nr 30  

Professione Veterinaria è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore