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PROFESSIONE

la VETERINARIA 272006

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

A.N.M.V.I.

Brevi RANDAGISMO Il Sottosegretario alla salute Gian Paolo Patta ha convocato la Commissione Randagismo per un’audizione dei vari componenti. Presenti per l’ANMVI Laura Torriani e per la SCIVAC Raimondo Colangeli. Al Sottosegretario è stato presentato il documento per l’implementazione della Legge 281 prodotto dalla Commissione e considerato dai suoi componenti come valido punto di partenza per il prosieguo dei lavori. Nuova convocazione a settembre.

TRASPORTO Proseguono i lavori della Commissione attivata dal Ministero della Salute per l’analisi del nuovo regolamento Europeo n. 1/2005. All’incontro del 4 luglio è stato convocato il Gruppo “Normativa” per fare il punto sull’analisi degli aspetti normativi che disciplinano la protezione degli animali durante il trasporto. Per l’ANMVI ne fa parte la Presidente di ANMVI LOMBARDIA, Marina Perri.

AVIARIA (1) Le autorità sanitarie della Spagna, dopo la conferma dei test su un uccello selvatico in territorio basco, hanno adottato le precauzioni previste dalla Decisione 2006/115/CE che stabilisce le misure da adottare in ogni Paese in cui vi siano casi sospetti o accertati di aviare ad alta patogenicità nei selvatici a partire dall’istituzione di una zona di protezione di 3 metri e una zona di sorveglianza di 10 km, inclusi i 3 della zona di protezione.

AVIARIA (2) Dopo il caso della Spagna, sono 14 gli Stati Membri della UE che hanno riportato casi di influenza aviare ad alta patogenicità in uccelli selvatici: oltre al caso basco, si sono registrati casi in Grecia, Italia, Slovenia, Ungheria, Austria, Germania, Francia, Slovacchia, Svezia, Polonia, Danimarca, Repubblica Ceca, e Regno Unito. La Commissione Europea ha inoltre elencato i 5 Paesi che hanno riscontrato l’H5N1 nel pollame: Francia, Svezia, Germania, Danimarca e Ungheria.

FVE Non meno di cinque anni per la formazione universitaria in medicina veterinaria, maggiori potenzialità occupazionali per chi è in possesso di un Master e nessun valore professionale per le lauree triennali. Sono gli orientamenti adottati dalla FVE nel corso dell’ultima Assemblea, dopo un attento esame della Dichiarazione di Bologna in materia di formazione universitaria. L’Assemblea ha stabilito di sostenere a livello europeo che i “diplomi brevi” siano riconosciuti come puramente accademici, ma senza valore professionale.

FARMACOVIGILANZA Nel corso dell’Assemblea della FVE, Fia Westerholm della European Medicines Evaluation Agency (EMEA) ha sottolineato l’importanza della farmacovigilanza veterinaria e annunciato l’adozione di un modulo di segnalazione elettronica valevole per tutti i veterinari europei. Il modulo - utilizzato sperimentalmente da alcuni Paesi sarà presentato a settembre.

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ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Anno 3, numero 27 dal 17 al 23 luglio 2006

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Confronto a tutto campo

Intervista al Ministro Livia Turco Il posto della veterinaria è nel Ministero A PAG. 3 della Salute

L’On. Mantini: il DL Bersani si può correggere ’ANMVI ha incontrato a Cremona l’On. Pierluigi Mantini (foto) per una valutazione del Decreto Bersani in corso di conversione in legge al Senato. L’esponente della Margherita, responsabile per l’Ulivo delle professioni, ha valutato con l’Associazione le possibilità di interventi emendativi. Nel corso del colloquio, venerdì 14 luglio, Mantini ha accolto con attenzione la posizione della Categoria ed ha illustrato alcuni correttivi già previsti dall’Ulivo, ribadendo tuttavia l’impianto riformatore approvato dal Governo: “La manovra - ha detto l’On. Mantini - è stata certamente brusca e merita aggiustamenti ma va nella direzione giusta. Le professioni meritano di crescere e di essere più moderne”. Dei tre punti previsti dall’articolo 2 (tariffe, pubblicità e società professionali) quello sulle società professionali e interprofessionali è il più condiviso dal mondo professionale. A questo riguardo, Mantini ha ricordato di aver presentato come primo firmatario una proposta di legge per la riforma delle professioni, nella quale vengono indicati “tutti i modelli previsti dal Codice Civile e quindi anche società di capitale ma solo tra professionisti e sotto la responsabilità di professionisti sia nella gestione societaria sia, ovviamente, nelle prestazioni professionali”. Anche il punto sulla pubblicità è negoziabile, “ma forse occorre precisare che non è possibile la pubblicità negativa o comparativa. Anche la questione della pubblicità sul prezzo crea grossi problemi e dovrà essere rivista”, ha rassicurato il parlamentare. Il punto più caldo è quello delle tariffe minime. “Occorre però intendersi- avvisa Mantini- come Ulivo siamo favorevoli, è scritto nella proposta di legge e nel programma di Prodi, che i minimi e massimi, sempre negoziabili dal cliente in relazione al tempo, modalità e risultato, siano ammissibili solo per le professioni che svolgono attività di pubblico servizio. In altri campi, ad esempio nella consulenza e nelle attività non riservate in via esclusiva, non ci potranno essere tariffe definite. Questa posizione è del tutto coerente con le direttive e sentenze europee. Dunque su questo punto occorrono modifiche in sede di conversione del decreto. Su questo gli avvocati hanno già avuto un riconoscimento della Commissione giustizia del Senato, con il voto del centrosinistra, ma occorre trovare una soluzione equilibrata anche per altre professioni ed in particolare quelle sanitarie e nei lavori pubblici. Le tariffe consigliate hanno comunque un peso e forme pubblicitarie del prezzo potranno essere ammesse se faranno riferimento a queste. Molte professioni non possono predeterminare a forfait le attività necessarie per il buon risultato, ad esempio gli avvocati o le professioni mediche.” Più rigide le posizioni sull’articolo 35 del Decreto che interviene sulla gestione amministrativa e contabile delle attività professionali: “Per quanto riguarda gli aspetti antielusione - ha spiegato Mantini - non credo che il problema possa essere il conto corrente bancario o postale dedicato, visto che quasi tutti i professionisti oggi lo hanno per una buona gestione della propria attività. Certamente, invece, per le forti limitazioni nei sistemi di pagamento delle prestazioni professionali condivido che ci potranno essere difficoltà. Sono ancora molti quelli che non utilizzano sistemi di pagamento alternativi al contante e certamente 100 euro sono forse una somma troppo modesta che sarà giusto rivedere, ma la norma nella sua impostazione è condivisa proprio come strumento contro l’evasione fiscale. In altri paesi norme simili sono già normalmente applicate”. L’ANMVI ha evidenziato che il cliente del Medico Veterinario è poco abituato ad utilizzare sistemi di pagamento alternativi ed essendo spesso cifre modeste, comunque superiori ai 100 euro, si rischia una forte incidenza di costi bancari o un forte aumento degli insoluti. La richiesta dell’ANMVI è stata quindi, nuovamente, quella di alzare sensibilmente il limite del pagamento in contanti, almeno a 500 euro. Secondo Mantini, 500 euro sono troppi “ma certamente i 100 dovranno essere aumentati”.

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IL FUTURO È GATTO embra che la crescita del numero di animali da compagnia sia fortemente rallentata negli ultimi due anni. I motivi possono essere vari ma certamente il principale è la crisi economica che ormai da qualche anno ha colpito il nostro paese, senza grandi possibilità di ripresa a breve termine, derivando anche dai forti incrementi dei costi energetici. Tutti i consumi sono rallentati e molte famiglie sono realmente in difficoltà. È evidente che in questa situazione, nonostante mantenere un animale da compagnia possa costare al giorno meno di un caffè, vi sia un freno alla loro diffusione. Sono circa 8 milioni e mezzo le famiglie che ospitano animali e potrebbero certamente essere di più, visto che il numero degli anziani nel nostro paese è in forte crescita e per loro la presenza ed il rapporto con un animale hanno un significato non solo affettivo, spesso l'unico, ma anche salutare. Il problema, quindi, non deriva da componenti culturali, se non in minima parte, ma principalmente economiche. È per questo che il nuovo Governo, fra l'altro abbiamo un nuovo ministero delle Politiche per la famiglia, se vuole es-

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sere coerente con le posizioni espresse da questa maggioranza dovrà intervenire per dare la possibilità a tutte le famiglie di poter ospitare un animale: riduzione dell'aliquota IVA sulle prestazioni veterinarie e sui mangimi, recupero fiscale delle spese veterinarie senza limiti, assistenza veterinaria convenzionata per le famiglie indigenti, sostegno economico a chi accoglie animali abbandonati, riconoscimento della Pet therapy, ecc. In questo panorama poco esaltante è però anche interessante vedere che mentre il numero dei cani ha rallentato molto, quello dei gatti, soprattutto di quelli che vengono portati dal veterinario, continua a crescere. In effetti, principalmente nelle grandi città, questa tendenza è molto evidente: il gatto costa meno mantenerlo, è autonomo e meno impegnativo. Il cane, invece, non si sa più dove portarlo a passeggio, è sottoposto a regole più rigide (anagrafe, museruola o guinzaglio, paletta e sacchetto, ecc), e poi è anche "pericoloso". Per forza il futuro è gatto! Ed i Medici Veterinari che si occupano solo di medicina felina incominciano ad essere una realtà anche da noi. ■

ISO 9001:2000

Dir. San. Emanuele Minetti - Medico Veterinario Aut. Reg. Lombardia DRL 15/MI-200.3/1740 11/07/78 - ASL Prot. 9/5A/NN Rif 4.502

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laPROFESSIONE VETERINARIA 27/2006 L’INTERVISTA

A colloquio con il Ministro della Salute

di Antonio Manfredi

Una politica di salvaguardia della veterinaria Recuperare competenze e dare visibilità alla professione. Con il Mipaaf non c'è conflitto. L'ECM? È obbligatorio

Il MIPAF sembra aver cambiato le sue competenze marcando gli aspetti alimentari. Il modello dipartimentale del Suo Ministero, invece, rivendica il suo ruolo sulla Sicurezza Alimentare, istituendo un segretariato a modello europeo dell’EFSA di Parma. Ci può dire, se pur a grandi linee, quali sono i progetti futuri ed il ruolo dei veterinari pubblici e privati in questo modello? Le competenze del Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali e quelle del Ministero della Salute, sulle produzioni alimentari, concernono rispettivamente due aspetti chiaramente distinti fra loro: da una parte la qualità e dall’altra la sicurezza alimentare. Ciascuna Amministrazione, in virtù della propria missione, garantisce che il consumatore trovi sul mercato alimenti sicuri da un punto di vista igienico-sanitario e di qualità. Per quanto concerne gli aspetti legati all’organizzazione sanitaria si è reputato opportuno definire, analogamente al modello europeo, una struttura dipartimentale in cui le funzioni scientifiche, rappresentate dal Segretariato nazionale per la valutazione del rischio, e quelle gestionali, rappresentate dalle Direzioni generali, siano chiaramente definite. Nell’ambito del Segretariato confluisce logicamente il Comitato Nazionale per la Sicurezza alimentare, già istituito presso il Ministero della Salute nel 2004, frutto di un’Intesa con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e con le Regioni in materia di sicurezza alimentare. Nel prossimo futuro tale Comitato sarà oggetto di riordino per rispondere in maniera più efficace alle richieste comunitarie. Il ruolo centrale della figura del veterinario pubblico e privato nella tutela dei consumatori, in tutti gli aspetti legati alla sicurezza alimentare, non verrà modificato dalla nuova organizzazione che rappresenterà invece il punto di riferimento sia per gli aspetti scientifici che per gli aspetti gestionali. In tutti i paesi europei i Medici Veterinari dipendono dal Mini-

stero dell’Agricoltura, in Italia da quello della Salute. L’ANMVI ha sempre difeso questo riferimento ma dobbiamo anche lamentare che essere operatori sanitari ha spesso comportato molti doveri, pochi diritti e scarsa considerazione rispetto ad altre categorie. Come vede la veterinaria nel Suo Ministero? Quanto verificatosi negli ultimi anni in materia di sicurezza alimentare e da ultimo con l’influenza aviaria è la dimostrazione che la Medicina Veterinaria trova la sua giusta collocazione all’interno dell’Amministrazione sanitaria. La struttura dei Servizi Veterinari italiani, inseriti nel SSN, ha consentito, nei momenti caratterizzati da crisi alimentari nei Paesi europei, come ad esempio la contaminazione da diossina o la BSE, di confermare l’idoneità del modello italiano. L’organizzazione italiana ha fatto da modello per la Commissione Europea che, a seguito delle crisi su accennate, ha proceduto ad una profonda riorganizzazione proprio per dar maggior rilevanza agli aspetti sanitari relativi al controllo alimentare e, in modo strettamente correlato, a quello zootecnico (alimentazione animale, identificazione animale, tracciabilità ecc). Ad oggi infatti con l’istituzione, a livello comunitario della Direzione Generale Sanità e Tutela del Consumatore, le competenze del settore alimentare, prima ripartite tra le Direzioni Generali dell’Agricoltura e dell’Industria, sono confluite in tale Direzione Generale. In linea con tale approccio è poi stata istituita l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare la cui sede, come è noto, è a Parma. Anche in altri Paesi comunitari, ad esempio Belgio e Regno Unito, sono state istituite Agenzie per la sicurezza alimentare che si occupano anche della zootecnia e che hanno una forte connotazione sanitaria. Di fatto l’approccio del controllo “dal campo alla tavola”, trova un’ulteriore importante conferma ed accredita ulteriormente il modello dei Servizi Veterinari che, come quello italiano, hanno competenze sull’intera filiera produttiva, dalle materie prime utilizzate per la costituzione di alimenti destinati alla zootecnia al prodotto finito che va sul tavolo del consumatore. Solo con l’influenza aviaria i Medici Veterinari sono riusciti a riavere il Dipartimento e la definizione contrattuale di molti precari che svolgevano un ruolo essenziale. Per ottenere considerazione ed attenzione dob-

biamo sperare in nuove emergenze sanitarie? La stabilizzazione dei precari e la creazione di un Dipartimento sono stati per molto tempo obiettivi del Ministero. Con la costituzione del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti, si è scelto di organizzare la struttura con due Direzioni Generali dedicate alla gestione (la Direzione Generale della sanità animale e del farmaco veterinario e la Direzione Generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione), ed il Segretariato nazionale della valutazione del rischio della catena alimentare destinato alla valutazione scientifica ed al raccordo con l’EFSA. Sulla problematica della stabilizzazione dei precari il Dipartimento ha lavorato senza sosta negli ultimi anni e il raggiungimento dell’obiettivo di una parificazione con i colleghi dipendenti, anche se attualmente con contratto a tempo determinato di durata triennale, è solo l’ultimo, più visibile e di maggior rilievo ma non certo episodico, tassello di un impegno costante. L’obiettivo del Ministero quindi non è certo utilizzare le emergenze per rafforzare la struttura e le capacità operative della veterinaria pubblica, ma, al contrario, fare il massimo sforzo per essere pronti a fronteggiare, proprio in virtù delle maggiori capacità gestionali, ogni possibile emergenza sanitaria. Il mondo veterinario, per il ruolo che ricopre si trova spesso in situazioni di conflitto con il mondo allevatoriale. Riteniamo che delegare funzioni di controllo o di gestione di aspetti sanitari agli allevatori o alle loro organizzazioni di categoria, in una evidente situazione di conflitto di interessi, non possa garantire le necessità di rintracciabilità e sicurezza alimentare. Riteniamo che solo l’introduzione della figura del veterinario aziendale possa risolvere questi aspetti. Come valuta Lei questa situazione? La necessità di garantire la rintracciabilità degli alimenti, e conseguentemente la sicurezza alimentare, non esclude il coinvolgimento responsabile degli allevatori o delle loro organizzazioni in un sistema che, sotto il controllo, la sorveglianza e il monitoraggio dei servizi veterinari delle Aziende sanitarie, contribuisca a dare un valore aggiunto in termini di salubrità degli alimenti, e quindi di sanità pubblica. In tal senso, un ruolo specifico può essere svolto dal veterinario

aziendale, all’interno del sistema di epidemio-sorveglianza stabilito dal decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 117. In proposito, gli Uffici del Ministero della salute stanno attivando le necessarie consultazioni sia con le realtà regionali che con le associazioni di categoria al fine di predisporre un apposito provvedimento che definisca adeguatamente i compiti e le responsabilità da attribuire a tale figura professionale e individui, contestualmente, i relativi requisiti professionali e di specifica formazione, in correlazione alle attività da svolgere. Di fronte alla continua concorrenza di altre categorie, anche riferite all’istituzione di nuovi corsi di laurea brevi, consideriamo che sia urgente definire le competenze riservate ed esclusive del Medico Veterinario. Lei condivide questa necessità? Sono concorde nel fissare una politica di salvaguardia della professione che comprenda degli obiettivi immediati ed efficaci. È necessario ad esempio recuperare tutte le aree di competenza “proprie” del Medico Veterinario che con gli anni sono state trascurate e quindi occupate da altre professioni. Per far ciò sarebbe opportuno iniziare ad operare in ambito accademico per proporre e valorizzare ai laureandi ed agli specializzandi tutti gli spazi occupazionali alternativi a quelli oramai inflazionati. Questo consentirebbe di risolvere da una parte gli aspetti di sottoccupazione che affliggono la categoria e dall’altra il problema della concorrenza di altre figure professionali che stanno invadendo quelle aree di competenza in qualche modo trascurate. Bisogna poi lavorare sull’opinione pubblica per sensibilizzarla sul fatto che il veterinario è l’unico professionista responsabile dell’igiene e della sanità delle materie prime di origine animale. E proprio i veterinari monitorano costantemente tutta la filiera alimentare, rafforzando gli elevati standard igienico-sanitari presenti nel territorio nazionale a tutela della salute degli animali, degli operatori del settore e degli stessi consumatori. Oggi il Medico Veterinario può consegnare al cliente il farmaco veterinario limitatamente all’inizio della terapia. Considerato che il farmaco veterinario rappresenta una quota minima del mercato del farmaco e sono pochissime le farmacie che lo detengono non sarebbe logico darne ai veterinari la libera ge-

stione come avviene in tutti i paesi europei? La gestione del farmaco veterinario ruota attorno alla figura centrale del medico veterinario che ha modo di esprimere la sua preparazione professionale, non solo nella diagnosi delle varie patologie animali e della terapia ma anche nella verifica della efficacia e di eventuali reazioni avverse o indesiderate ovvero in tutto quel complesso di azioni professionali richieste dalla farmacovigilanza. Inoltre, il medico veterinario ha nell’impiego del farmaco delle importanti responsabilità anche di salute pubblica, correlate alla tematica dei residui e dei fenomeni di antibiotico-resistenza. In relazione a tali premesse ritengo che la nostra normativa nazionale sulla distribuzione del farmaco veterinario abbia già fatto il massimo possibile, permettendo al veterinario di poter consegnare, in casi eccezionali e ove le esigenze terapeutiche lo richiedano, al proprietario dell’animale la confezione del farmaco della propria scorta già iniziata, in attesa che quest’ultimo se lo procuri regolarmente. Per quanto riguarda la disponibilità del farmaco veterinario, inoltre, il recente decreto legislativo n. 193/2006 ha inteso ampliare la reperibilità dei farmaci sul mercato, prevedendo la vendita diretta al pubblico da parte dei grossisti di medicinali senza obbligo di prescrizione e di quelli presenti in confezioni unicamente destinate ad animali da compagnia. Detta vendita deve però avvenire garantendo la presenza della figura professionalmente preparata per tale attività e cioè il farmacista. L’Italia ha un numero di facoltà di Medicina Veterinaria che è pari a quello di Gran Bretagna, Francia e Germania messe insieme. Ogni anno laureiamo un numero di studenti che basterebbe a tutta l’Europa. La situazione dei medici è quindi di forte disoccupazione e sottoccupazione. Come può il Suo Ministero intervenire? Dai dati presentati nel Libro bianco della professione veterinaria italiana, commissionato dalla FNOVI, risulta evidente che, nonostante il numero chiuso introdotto dal D.P.R. 947/86, per porre un limite al reclutamento degli studenti da immatricolare, la cifra di questi professionisti è cresciuta rispetto alle reali esigenze di mercato. È emersa anche l’importanza che gli attuali corsi di Laurea in Medicina Veterinaria siano conformi ai principi stabiliti dall’organismo europeo incaricato della valutazione della qualità della formazione universitaria. Pertanto


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laPROFESSIONE VETERINARIA 27/2006 L’INTERVISTA

questa attività di vigilanza sull’idoneità delle facoltà a fornire servizi adeguati, potrebbe portare ad un miglioramento della situazione sia di tipo qualitativo che quantitativo. Sarebbe opportuno dare una corretta informazione sulle concrete possibilità occupazionali. Come già detto, bisogna lavorare parallelamente con le università e le istituzioni per informare gli studenti sui settori alternativi di lavoro rispetto a quelli già saturi, senza trascurare mai il ruolo del veterinario nella sicurezza alimentare, ruolo, questo, spesso occupato da altre figure professionali. La visibilità di una professione è fondamentale per aprirsi alle opportunità che offre il mondo del lavoro. È anche vero che nell’ambito della tutela della salute pubblica, i confini di competenza tra le varie figure professionali sono talvolta poco definiti e questo determina una certa confusione nell’opinione pubblica e nelle istituzioni pubbliche e private in merito a “chi fa e cosa fa”. Per questo ci adopereremo, e per tale aspetto ritengo fondamentale la collaborazione delle Associazioni di categoria, per informare sul ruolo importante che il veterinario ha in sanità. L’ECM è obbligatorio per gli operatori sanitari dipendenti e convenzionati. Non lo è per i professionisti privati come confermato, anche recentemente, dal Tar del Lazio, inoltre si è rivelato uno strumento esclusivamente burocratico che non ha saputo elevare il livello dell’aggiornamento. Non sarebbe più logico affidare questo compito alla FNOVI con un progetto specifico per il settore veterinario? Occorre preliminarmente chiarire

che alcune perplessità sorte sulla obbligatorietà dell’ECM per i liberi professionisti sono derivate dal fatto che il TAR Lazio nella sentenza n. 14062 del 2004 ha osservato che “l’ECM s’appalesa obbligatoria solo per i sanitari dipendenti dagli enti del SSN, o per quelli che con esso collaborano in regime di convenzione o d’accreditamento, tant’è che questo se ne accolla i costi. Viceversa, per i professionisti, che erogano prestazioni sanitarie non coperte dal SSN il controllo della prestazione connesso alla formazione e all’aggiornamento è rimesso, oltre che al mercato, agli Ordini e ai Collegi professionali, onde per costoro l’ECM rappresenta un onere, non già un obbligo” Nell’occasione il Tar non ha affrontato il problema dell’obbligatorietà o meno dell’ECM per i liberi professionisti, ma si è limitato a svolgere alcune considerazioni sugli articoli 16 bis e 16 ter del decreto legislativo 502/92 al fine di “chiarire per sommi capi il quadro fattuale e normativo di riferimento del decreto ministeriale impugnato (decreto 31 maggio 2004: riconoscimento giuridico delle società scientifiche). Va escluso, pertanto, che le considerazioni svolte dal Tar possano legittimare la interpretazione della non obbligatorietà dell’ECM per i liberi professionisti. In proposito, è opportuno richiamare l’attenzione su alcuni fondamentali elementi. Il primo elemento riguarda la collocazione dei liberi professionisti in un contesto operativo nel quale il riferimento del diritto alla salute è il Servizio Sanitario Nazionale. Il Servizio interviene nella sfera più importante del cittadino: la salute e non può limitarsi alla propria au-

toreferenziale capacità di soddisfarla. Deve, infatti, collaborare con le istituzioni, gli enti, le imprese e i professionisti che operano direttamente o indirettamente in materia di salute. Quindi un aspetto funzionale quello che rivela la necessità di un ECM obbligatorio per i liberi professionisti medici veterinari, ma non solo. L’aggiornamento continuo garantisce soprattutto il cittadino sulla qualità della prestazione sanitaria anche attraverso la salute degli animali che il libero professionista medico veterinario è tenuto a soddisfare. La Formazione continua è, infatti, un requisito essenziale per il corretto esercizio professionale, ossia per il mantenimento nel tempo dell’abilitazione all’esercizio professionale di ciascun operatore sanitario e, in quanto tale, deve essere necessariamente obbligatoria per tutti i professionisti e richiedere regole e garanzie uniformi su tutto il territorio nazionale. Ovviamente il problema si pone nella definizione degli obiettivi formativi che devono essere individuati in funzione dell’attività svolta. In tal senso, la Commissione sta individuando, sulla base del Piano Sanitario Nazionale, i nuovi obiettivi formativi che saranno specifici per soddisfare la domanda di partecipazione ai corsi di aggiornamento continuo degli operatori sanitari in generale e quindi, anche dei medici veterinari. Un solo punto deve essere ulteriormente chiarito: i medici veterinari che si occupano del benessere degli animali domestici e che fino ad oggi non hanno avuto obiettivi formativi specifici sulla materia. Sarà cura della Commissione nazionale per la formazione continua sentite le parti sociali, le società scientifiche e le istituzioni determinarne i contenuti e il valore in crediti formativi. Gli enti di selezione delle razze fanno riferimento al MIPAF e negli ultimi anni il desiderio di crescita e di autonomia di questo Ministero ha portato a un ridimensionamento del ruolo veterinario al loro interno trascurando gli aspetti di benessere e salute dell’animale e di garanzia dei consumatori. Riteniamo urgente il recupero di ruoli e competenze che riguardano la veterinaria e non possono esser demandati al mondo allevatoriale. La sensazione da Lei palesata in buona sostanza corrisponde anche alle informazioni fornitemi, tuttavia è mia intenzione riconsiderare questo argomento con rinnovato interesse e disporre la collocazione di qualificati funzionari tecnici in ogni Comitato tecnico centrale o Commissione del mondo dell’agricoltura. Detti professionisti dovranno portare avanti con giusta determinazione e competenza, le più moderne inalienabili cognizioni ed esigenze del settore veterinario e della cultura veterinaria, con particolare riferimento alla salute e benessere degli animali, in sintonia con la sicurezza alimentare. ■

ECM, scade il Piano 2002-2006 l primo quinquennio del programma ECM si concluderà il 31 dicembre prossimo. In proposito il Ministero della Salute ha inviato una nota ai provider ricordando che “ai fini procedurali, la data di fine evento deve ricadere entro il 31 dicembre 2006. Le edizioni con data di fine successiva al 31 dicembre 2006 non sono accreditabili e ne verrà data comunicazione agli organizzatori contestualmente alla loro sospensione. Le motivazioni della suddetta disposizione sono le seguenti: l’obbligo dei crediti ECM, al momento, è limitato al quinquennio 2002-2006; eventuali modifiche dei termini relativi all’obbligo dei crediti ECM ed agli obiettivi sono in attesa di valutazione della CNFC e della Conferenza Stato-Regioni”. Il nuovo Piano, valevole dal 2007, arriverà comunque in tempo utile a non creare interruzioni nell’aggiornamento dei professionisti. Infatti, la Sezione della commissione ECM incaricata di redigere il piano nazionale di aggiornamento dei sanitari si è già riunita e il documento è in fase di avanzata elaborazione. Il nuovo piano dovrà ripartire con obiettivi formativi specifici dell’area veterinaria, già trasmessi dalla FNOVI al Dipartimento della Qualità del Ministero della Salute, e con indicazioni di priorità segnalate dal Dipartimento della sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza alimentare.

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Priorità del Dipartimento della sanità veterinaria 1 Residui e contaminanti nei prodotti destinati all’alimentazione umana 2 Zoonosi ed agenti zoonotici 3 Gestione delle emergenze zoosanitarie 4 Strategie di gestione e di comunicazione del rischio 5 Benessere animale 6 Patologie emergenti e riemergenti 7 Aggiornamento in tema di legislazione, normative comunitarie, apparato sanzionatorio, revisione di analisi. Gli obiettivi tipici della veterinaria proposti dalla FNOVI: 1 Promozione e miglioramento delle attività e degli interventi di sanità pubblica veterinaria, con particolare riferimento all’igiene degli allevamenti e delle produzioni animali, alla sanità animale, all’igiene degli alimenti di origine animale. 2 Acquisizione e sviluppo di conoscenze scientifiche per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie degli animali. 3 Acquisizione e sviluppo di conoscenze scientifiche per il controllo delle malattie ereditarie ed oncologiche negli animali. 4 Sviluppo delle abilità pratiche nell’ambito delle discipline cliniche e chirurgiche degli animali. 5 Aggiornamento scientifico e normativo sull’impiego dei farmaci negli animali, sulla farmaco-sorveglianza e farmaco-vigilanza veterinaria. 6 Valutazione e miglioramento dei processi di gestione delle tecnologie biomediche e dei dispositivi medici in ambito veterinario. 7 Sviluppo delle attività relative alle scienze comportamentali e all’etologia, con particolare riferimento alla tutela della salute e del benessere animale. 8 Sviluppo delle attività relative al management gestionale di allevamento degli animali nei settori produttivo e riproduttivo. 9 Acquisizione e sviluppo di conoscenze scientifiche nell’ambito della prevenzione diagnosi e cura delle malattie trasmissibili dall’animale all’uomo. 10 Sviluppo e aggiornamento delle conoscenze in materia di salvaguardia e tutela degli ecosistemi e delle biodiversità anche in relazione al benessere della fauna selvatica, delle specie protette nei parchi, delle specie esotiche protette e di quelle a rischio di estinzione. Le medicine non convenzionali Le MNC rappresentano un’esigenza di aggiornamento per veterinari, medici e farmacisti e devono essere ricomprese fra gli obiettivi formativi “trasversali” elencati nell’imminente Piano sanitario per l’aggiornamento dei sanitari. Con una lettera a Sergio Tartaro- fra i responsabili della Commissione ECM incaricati della stesura del Piano - il commissario ECM per la veterinaria Gaetano Penocchio ha ricordato che le mnc sono praticate da tre rilevanti categorie medico-sanitarie e dovranno quindi trovare una espressa menzione nel documento. L’educazione continua in medicina è suddivisa in obiettivi generali, trasversali e tipici delle singole professioni sanitarie. Le medicine non convenzionali non rientrano fra gli obiettivi “tipici” di una specifica professione, bensì rappresentano un ambito di aggiornamento “trasversale” per veterinari, medici e farmacisti.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 27/2006 ATTUALITÀ

Effetti del DL Bersani

Cosa resta del Codice Deontologico n attesa di essere convertito in legge (la scadenza parlamentare è il 2 settembre) il Decreto-Bersani è pienamente in vigore. Quali sono i suoi effetti immediati sull’ordinamento della professione di medico veterinario? E sull’attività disciplinare degli Ordini? La risposta è contenuta in una dettagliata analisi del provvedimento a cura del Presidente della FNOVI Gaetano Penocchio, diramata agli ordini provinciali. L’articolo 2 (Disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali) del Decreto in questione interviene infatti, con disposizioni abrogative, su: tariffe minime, pubblicità e società professionali. Ecco come recita: 1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonché al fine di assicurare agli utenti un’effettiva facoltà di scelta nell’esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato, dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali: a) la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti; b) il divieto, anche parziale, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni; c) il divieto di fornire all’utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che il medesimo professionista non può partecipare a più di una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o più professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità. 2. Sono fatte salve le disposizioni riguardanti l’esercizio delle professioni reso nell’ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso, nonché le eventuali tariffe massime prefissate in via generale a tutela degli utenti. 3. Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1 sono adeguate, anche con l’adozione di misure a garanzia della qualità delle presta-

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zioni professionali, entro il 1° gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle. Prima e dopo Sono le tariffe l’aspetto più direttamente investito dall’efficacia del Decreto, più sfumate invece le conseguenze sul piano della pubblicità sanitaria, mentre sono nulle le conseguenze sull’esercizio della professione in forma societaria. TARIFFE Prima del Decreto: non è presente alcuna disposizione legislativa o regolamentare in materia: la previsione delle tariffe minime ha valenza esclusivamente deontologica. Dopo: “Si ritiene opportuno suggerire che l’attività di controllo affidata agli Ordini in argomento tariffe subisca una sospensione e/o rinvio: appare questa al momento l’inevitabile ricaduta del decreto Bersani sui procedimenti disciplinari avviati per questa tipologia di violazioni ed attualmente in corso. Quanto enunciato trova giustificazione anche nella considerazione che il decreto legge - l’atto normativo adottato in questa occasione dal Governo - ha una validità limitata nel tempo, per cui nel caso non fosse convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni dalla sua emanazione decadrebbe automaticamente, perdendo efficacia ex tunc, ossia fin dall’inizio, come se non fosse mai esistito. Con riferimento invece all’attività degli Ordini in materia di opinamento di parcelle si ritiene che non conoscendosi - al momento - la reale portata abrogativa del Decreto Bersani, si potrà continuare legittimamente a pronunciarsi in argomento facendo riferimento alle tariffe approvate con gli atti deliberativi dell’assemblea dei propri iscritti”. Questi gli articoli direttamente colpiti dal provvedimento: Articolo 60: Il medico veterinario non deve percepire onorari inferiori a quelli indicati nella tariffa minima o nelle convenzioni concordate con l’Ordine; (…) Articolo 61: (…) Sono vietati i patti di compenso subordinato alla riuscita delle cure. Articolo 64: Il medico veterinario che si rechi per chiamata al luogo in cui si trova l’animale da sottoporre a visita, ha diritto a percepire un rimborso pari al tempo impiegato e

nella misura stabilita dal tariffario, anche se, per cause sopravvenute, a lui non imputabili, non riesca ad effettuare la prestazione. PUBBLICITÀ Prima del Decreto: Per i professionisti dell’area sanitaria sono in vigore la Legge n. 175/1992 ed il Decreto n. 657 del 16 settembre 1994 (e successive modificazioni ed integrazioni). Dopo: “Non ci risulta siano state abrogate”- si legge nella circolare. La FNOVI “valuta opportuno attendere di conoscere l’evoluzione del Decreto Bersani stante la validità provvisoria dello stesso”. E ancora: “Con il proprio Regolamento sulla pubblicità sanitaria così come con gli artt. 54 e seguenti del Codice Deontologico, la FNOVI ha sempre sostenuto che la pubblicità è uno strumento di informazione fondamentale per i consumatori e si ribadisce la necessità che la stessa non risulti ingannevole (...). la FNOVI ritiene che gli Ordini dovranno continuare a vigilare nella consapevolezza che la pubblicità ingannevole non è solo quella che fornisce informazioni oggettivamente non veritiere, ma anche quella lacunosa, ambigua o che riveli una sproporzione tra affermazioni suggestive e realtà dei fatti, tra perentorie promesse e impossibilità di mantenerle nei termini pubblicizzati”. SOCIETÀ Prima del Decreto: “Nulla è mai stato emanato per l’esercizio delle professioni sanitarie”. Dopo: “Si ritiene che al momento non si debbano registrare riflessi sulle statuizioni di cui all’art. 44 del Codice Deontologico il quale mantiene inalterata la sua portata normativa”. Articolo 44 - I medici veterinari iscritti all’Albo possono associarsi per il migliore svolgimento della libera professione, a condizione che l’associazione risulti da una convenzione sottoscritta da tutti i contraenti, non in contrasto con le norme del presente Codice Deontologico e depositata presso l’Ordine di appartenenza degli associati e presso l’Ordine sul cui territorio di competenza gli associati svolgono abitualmente la propria attività professionale. L’associazione tra medici veterinari non deve comunque interferire scorrettamente con l’attività professionale di altri colleghi. ■

Addio al DPR Siliquini alla relazione del Ministro dell’Università Fabio Mussi (foto) alla Commissione Cultura della Camera il 4 luglio scorso: “Ci sono anche stati rilievi degli organi giurisdizionali sul decreto Moratti relativo alle abilitazioni e all’accesso agli ordini professionali: una materia sulla quale deve logicamente far premio il recepimento della Direttiva Comunitaria sulle qualifiche professionali superiori. La Corte dei Conti, visto il ritiro del decreto sulle classi di laurea, ci ha invitati al ritiro anche di questo”. Dunque la Corte dei Conti ha bocciato il DPR Siliquini, il Decreto messo a punto al termine della scorsa Legislatura dal Sottosegretario all’Università Maria Grazia Siliquini, che introduceva il tirocinio post-laurea finalizzato all’abilitazione professionale: 6 mesi di praticantato preparatori a sostenere l’Esame di Stato con il diretto coinvolgimento degli Ordini professionali. Il Decreto - già firmato dal Presidente della Repubblica - era approdato alla Corte dei Conti l’11 aprile di quest’anno. Tutte le professioni interessate dal nuovo esame di stato, tra cui quella veterinaria, ne hanno atteso invano la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Giravano già le voci di un ritiro del provvedimento da parte del Ministro Mussi e a fine giugno il Sottosegretario all’Università Luciano Modica parlava pubblicamente di “pausa di riflessione”, lasciando intendere che il varo del DPR Siliquini non era affatto scontato. Il CUP si era mobilitato chiedendo un tavolo ministeriale di consultazione. Poi una smentita: l’ufficio stampa del Miur produceva una precisazione per l’ordine dei giornalisti di Milano in cui si afferma che il Ministro non aveva pensato di chiedere al Consiglio dei Ministri una delibera propedeutica al ritiro del DPR Siliquini. Modica sarebbe incorso in una gaffe, pronunciandosi senza essersi consultato con il suo ministro. Quello che pensa il Ministro è stato ufficialmente depositato agli atti del Parlamento il 4 luglio.

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ochi giorni dopo, il 10 luglio, il Garante della Concorrenza, Antonio Catricalà, (foto) nella sua relazione annuale al Parlamento, ha dichiarato di apprezzare il decreto legge del governo Prodi sulle liberalizzazioni ma ha invitato a fare di più. “Barriere significative all’accesso alle libere professioni e ai mestieri sono costituite da tirocini non sempre adeguati. Anche in attesa di una generale legge di riforma - ha detto Catricalà - l’Autorità intende studiare, in accordo con gli ordini, forme alternative di svolgimento del praticantato, come è accaduto con il Collegio degli Agrotecnici che ha già concluso 43 convenzioni per corsi di laurea, la frequenza dei quali riduce e in alcuni casi elimina la necessità di tirocinio post lauream. Un’iniziativa virtuosa da estendere, senza modifiche legislative, ad altri ordini, sfruttando al massimo le potenzialità già presenti nell’ordinamento positivo”. Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha brevemente commentato la relazione di Catricalà. «Mi ha fatto piacere che il nostro decreto sia stato citato ripetutamente - ha detto Prodi - siamo in linea con le esigenze italiane e con quelle europee». Anche il Ministro per lo sviluppo economico Bersani ha affermato che «questa relazione è un incoraggiamento molto forte alle politiche del Governo». L’Autorità ha ribadito che i requisiti qualitativi all’accesso alle professioni debbono essere tali da evitare che per loro tramite vengano surrettiziamente introdotte restrizioni di tipo quantitativo. Ciò implica che i requisiti richiesti per l’ammissione all’esame di Stato, tra cui il tirocinio professionale obbligatorio, debbono essere proporzionati alle esigenze delle attività professionali che esso abilita ad esercitare e non debbono essere ingiustificatamente restrittivi. In tale ottica, l’Autorità non ha considerato giustificata l’introduzione di un tirocinio obbligatorio laddove attualmente non previsto ovvero un’eccessiva durata dello stesso. Per quanto riguarda la presenza dei rappresentanti degli Ordini professionali nelle commissioni esaminatrici, l’Autorità ha sottolineato che il principio di imparzialità impone che, nella formazione delle stesse, il carattere esclusivamente tecnico del giudizio debba risultare salvaguardato da ogni rischio di deviazione verso interessi di parte o comunque diversi da quelli propri dell’esame. In tal senso, a garanzia della effettiva terzietà dell’organo giudicante, dovrebbe essere evitato di riservare agli Ordini un ruolo dominante nella fase di accertamento del possesso dei requisiti del candidato.

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Comunicato ANMVI-FIMMG

Viaggi e vacanze: la sicurezza degli alimenti elle vacanze e nei viaggi estivi aumenta il pericolo di incorrere in problemi legati alla alimentazione. Quei dolori addominali, con più o meno rialzo febbrile, diarrea o vomito, che talvolta condizionano le nostre ferie, spesso attribuiti ad influenze intestinali o a “colpi di freddo”, possono essere in realtà dovuti a intossicazioni o tossinfezioni causate dal consumo di alimenti contaminati da tossine o microrganismi (batteri, virus, protozoi). Come difendersi? Il dottor Bartolomeo Griglio, medico veterinario dell’AMNVI che si occupa di controllo degli alimenti di origine animale, riassume alcuni consigli riportati dalle agenzie internazionali (OMS, European Food Safety Information Council, ecc…) e diffusi con la campagna sulla sicurezza alimentare organizzata dalla stessa asl. Il primo consiglio è quello di acquisire informazioni sul Paese dove si svolgerà la vacanza: il clima ed il livello di sviluppo economico

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spesso condizionano il livello igienico dei cibi. In generale, le precauzioni da adottare sono le seguenti: • se non vi sono precise garanzie occorre consumare bevande confezionate, aperte al momento (per evitare la tentazione dei gestori di allungare o riempire le bottiglie con acqua “locale”) escludendo l’aggiunta di ghiaccio (il freddo non uccide i batteri!) e le verdure crude; anche i denti andrebbero lavati con acqua minerale o bollita; • evitare le carni o i prodotti ittici crudi o poco cotti (un recente lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato anche in Italia, nelle cozze dell’Adriatico, la presenza del virus dell’Epatite A, facilmente distrutto dalla cottura ma pericolosissimo nei molluschi consumati crudi) e i formaggi freschi prodotti con latte non pastorizzato; • evitare di consumare cibi non conservati correttamente: gli alimenti cotti devono essere tenuti caldi (sopra i 60°C) quelli freddi

sotto i 10° C; • valutare il livello igienico dei ristoranti: la pulizia dei locali e della toilette, l’igiene del personale e delle stoviglie, l’esposizione dei cibi che, nei self-services, deve avvenire a temperatura corretta ed in banchi dotati di pareti trasparenti ad un’altezza tale da garantire la protezione da colpi di tosse o starnuti degli avventori, con posate, disponibili per ogni singolo prodotto, dotate di un manico sufficientemente lungo da evitare contatti delle mani con l’alimento, sono indicatori di affidabilità; nel caso di gravi carenze, cambiare il ristorante o segnalarlo, nel caso ad esempio di villaggi vacanze, alla direzione ed al tour operator. È importante inoltre porre particolare attenzione, a causa di una minor resistenza delle difese immunitarie, alla alimentazione dei bambini, delle donne in stato di gravidanza e degli anziani. E se si manifestano problemi gastro-enterici?

“Nella maggior parte dei casi i sintomi si risolvono spontaneamente in pochi giorni - afferma il dottor Walter Marrocco Medico di Famiglia FIMMG - è importante, soprattutto nei bambini, prevenire la disidratazione somministrando abbondanti bevande ed eventualmente specifici integratori e probiotici (da acquistare in farmacia),

adottando una alimentazione a base di riso, fette biscottate, pane tostato, banana, mela e carni bollite. Se i problemi si protraggono è opportuno ricorrere a strutture mediche”. Buone vacanze. (Comunicazione a cura di ANMVIFIMMG nell’ambito del Piano di Comunicazione Continua al Cittadino) ■

III edizione

Rapporto Truffe a tavola 2006 Paola Picotto (MinSal): “Allertare la gente su tutto significa non allertarla su nulla”

www.helpconsumatori.it l Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente hanno presentato il Rapporto “Truffe a Tavola 2006”. Nel rapporto figurano i numeri e i casi del Corpo Forestale, dei Carabinieri delle Politiche Agricole e i dati sulle allerte comunitarie del Ministero della Salute. Ammontano a 3.227 le notifiche sulle contaminazioni microbiologiche, chimiche e irregolarità di altro tipo pervenute al Ministero della Salute nel 2005 sia dalla Commissione Europea sia da parte degli uffici periferici e degli Assessorati della Sanità. Circa il

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40% in più rispetto al 2003. Negli ultimi tre anni si è infatti assistito ad un aumento progressivo del numero delle notifiche (2310 nel 2003 - 2626 nel 2004). Per quanto riguarda l’attività di vigilanza in Italia, sono giunte 181 segnalazioni dagli Assessorati alla Sanità, dalle ASL e dai Carabinieri per la Sanità. Gli Uffici periferici del Ministero della salute hanno notificato, nell’anno 2005, 533 irregolarità (494 nel 2004). Tra queste, 126 notifiche sono giunte dagli uffici di ispezione frontaliera - PIF (23,6%), 203 dagli Uffici veterinari per gli adempimenti Comunitari UVAC (38,1%) e 204 notifiche dagli Uffici di sanità marittima ed aerea USMA - (38,3%). Tra i casi individuati dal Corpo Forestale, la vicenda ITX ossia del latte contaminato dalla sostanza chimica Isopropilthioxsanthone, che in realtà serve per fissare l’inchiostro sulle confezioni alimentari e che è stata rintracciata in molti alimenti. “Anche se il caso ITX - ha dichiarato Ugo Mereu del NICAF (Nucleo centrale di polizia ambientale e forestale) - è stato sedato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare credo che nessuna mamma sia stata contenta di sapere che

il proprio bambino ha bevuto del latte contaminato da un fissatore di inchiostro. Si tratta di un caso particolare perché riguarda i neonati”. Per quanto riguarda le operazioni del Comando Carabinieri Politiche Agricole, il Nucleo ha svolto, nel corso del 2005, controlli straordinari nel settore agroalimentare ispezionando 800 aziende e verificando contributi per 57.473.612,99 euro. Nel corso dell’anno, sono state deferite all’Autorità giudiziaria 575 persone mentre 10 sono state arrestate. I provvedimenti restrittivi sono stati adottati per frodi perpetrate nei settori zootecnico e cerealicolo. L’attività operativa dei Carabinieri per la Sanità ha registrato anche casi d’abuso d’ufficio come quello individuato dal N.A.S. di Salerno che ha effettuato il sequestro di un caseificio poiché abusivamente edificato in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico-archeologico per la presenza delle rovine dei “templi di Paestum” nonché caratterizzato da un elevato rischio sismico. Nella circostanza sono state segnalate alla stessa A.G. il funzionario capo dell’ufficio attività produttive di

Il Sistema di allerta ntervenuta alla conferenza stampa di presentazione di Truffe a Tavola 2006, Paola Picotto, dirigente veterinario e responsabile del Sistema allerta ha dichiarato: “Allertare la gente su tutto significa non allertarla su nulla - ha affermato - Il rischio è quello di assuefare la popolazione e quindi, nel momento del bisogno vero, non riuscire ad attivare una risposta adeguata. Il Ministero della Salute si occupa costantemente di fornire indicazioni utili ai cittadini. Ad esempio, quando si parlava di tonno al mercurio, abbiamo avvertito di evitare di mettere in tavola prodotti troppo coloriti. Per quanto riguarda i controlli sui cibi e l’attività del sistema di allerta, poi, sul sito istituzionale vengono pubblicate ogni tre mesi informazioni sulle nostre attività”.

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quel Comune e un medico-veterinario ritenuti responsabili di abuso d’ufficio, falsità ideologica e deturpamento di bellezze naturali, per aver, nell’ambito delle rispettive competenze ed in concorso con il legale responsabile del caseificio, permesso la realizzazione ed il riconoscimento CE del citato caseificio anche attraverso la preparazione di false certificazioni. Nel capitolo carni e allevamenti il rapporto passa in rassegna i casi di mancanza di certificazione, etichettatura irregolare e cattiva conservazione, ma anche di farmaci fuori controllo. I Carabinieri del Nas di Napoli con i vete-

rinari dell’Asl numero 5, durante i controlli in un allevamento di Torre del Greco, nel napoletano, hanno accertato la presenza di Olaquindox, antibiotico, il cui utilizzo è vietato in Italia. L’impiego dell’antibiotico in questione - utilizzato per accelerare l’accrescimento dei capi - importato ed acquistato clandestinamente dai paesi dell’Est, è vietato dalla Commissione europea perché potenzialmente cancerogeno. Durante le analisi del mangime e dell’acqua destinata ai conigli, eseguite dall’istituto zooprofilattico sperimentale per il Mezzogiorno di Portici è stato accertato l’utilizzo del farmaco. ■


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Regimi semplificati per i professionisti

di Giovanni Stassi Dottore Commercialista, Torino

Nuove iniziative produttive e attività marginali li articoli 13 e 14 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, hanno introdotto due nuovi regimi fiscali agevolati in favore delle persone fisiche che svolgono o intraprendono un’attività di impresa, artistica o professionale: – Regime agevolato per le nuove iniziative (conosciuto con il nome di “forfettino”); – Regime delle attività marginali (conosciuto con il nome di “forfettone”).

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Nuove iniziative produttive Premessa Esamineremo il regime agevolato per le nuove iniziative, introdotto dall’articolo 13 della citata Legge 388/2000, esclusivamente in relazione alle attività professionali, tralasciando tutto ciò che riguarda le attività d’impresa. Il regime risulta così delineato: a) riguarda il periodo d’imposta nel corso del quale viene avviata una nuova attività ed i due successivi; b) prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF; c) prevede una serie di esoneri da obblighi contabili ed altri adempimenti periodici; d) l’accesso a tale regime si realizza solamente tramite opzione del contribuente che ne ha interesse. Requisiti soggettivi Possono accedere al regime agevolato solamente le persone fisiche per le quali sussistono le seguenti condizioni: – nei tre anni precedenti il soggetto non deve avere esercitato attività professionale neanche in forma associata; – l’attività professionale che si ha intenzione di intraprendere non deve in alcun modo costituire la mera prosecuzione di altra attività svolta in precedenza sotto forma di lavoro autonomo, di lavoro dipendente o di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. In proposito la Circolare Ministeriale numero 1 del 3 gennaio 2001 ha precisato che la semplice apertura di partita IVA (nei tre anni precedenti), non costituisce automaticamente causa di esclusione dal regime agevolato, occorrendo a tal fine l’effettivo esercizio dell’attività. Limiti dimensionali Il regime riguarda i contribuenti di piccole dimensioni. La norma infatti impone la seguente condizione: – l’ammontare dei compensi professionali conseguiti nel periodo d’imposta non deve superare Euro 30.987,41. – Come sarà detto più avanti, il

superamento del predetto limite comporterà la decadenza dal beneficio a partire dal periodo d’imposta successivo o dallo stesso periodo a seconda dell’entità dello scostamento. Modalità di accesso al regime agevolato I soggetti che intendono accedere al regime agevolato devono comunicarlo in sede di presentazione della dichiarazione di inizio attività (di cui all’art. 35, D.P.R. 633 del 26 ottobre 1972) utilizzando un apposito modello approvato dall’Amministrazione finanziaria e disponibile presso tutti gli Uffici delle Entrate, IVA, Imposte dirette. Agevolazione L’agevolazione dal punto di vista della tassazione riguarda esclusivamente l’IRPEF. La norma infatti prevede che nei tre periodi d’imposta di applicazione del regime agevolato, il reddito di lavoro autonomo, determinato con le regole attuali (art. 54 D.P.R. 917/86 - TUIR): – non concorre alla formazione del reddito complessivo del contribuente; – viene assoggettato ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF con aliquota del 10%. La citata Circolare Ministeriale numero 1/2001 ha chiarito che come diretta conseguenza del fatto che il reddito in questione non concorre alla formazione del reddito complessivo del contribuente, non saranno applicabili al predetto reddito le addizionali IRPEF (regionali, provinciali e comunali). La Circolare Ministeriale numero 8/E del 26 gennaio 2001 ha inoltre precisato che i soggetti (sostituti d’imposta) che corrispondono compensi ai professionisti che hanno optato per il Regime agevolato, non devono operare la ritenuta d’acconto. A tal fine i professionisti interessati devono rilasciare al sostituto d’imposta una dichiarazione [Vedi facsimile riportato alla fine del presente articolo] attestante che le somme corrisposte saranno assoggettate ad imposta sostitutiva. Il contribuente che per qualsivoglia motivo dovesse decadere dai benefici del regime agevolato dovrà darne tempestiva comunicazione al sostituto d’imposta che pertanto da quel momento dovrà effettuare le ritenute d’acconto. Un’ultima considerazione: il reddito di lavoro autonomo sarà assoggettato ad IRAP nei modi ordinari ed anche l’IVA continuerà ad essere determinata, pur con le semplificazioni di cui si dirà appresso, nei modi ordinari. Semplificazioni contabili Dal punto di vista contabile la scelta del regime agevolato comporta le seguenti semplificazioni: – esonero dalla tenuta delle scrit-

ture contabili ai fini dell’IRPEF, dell’IRAP e dell’IVA; – esonero dalle liquidazioni periodiche ai fini IVA; – esonero dalle liquidazioni e dai versamenti periodici IVA; – esonero dal versamento dell’acconto annuale dell’IVA; – esonero dalla presentazione delle dichiarazioni periodiche IVA. Rimangono a carico dei predetti soggetti i seguenti obblighi: – fatturazione dei compensi; – versamento dell’eventuale IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale IVA entro i normali termini stabiliti per il versamento dell’IVA annuale (il 16 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento); – versamento nei modi ordinari dell’IRAP a saldo ed in acconto; – redazione di un prospetto relativo all’ammortamento dei beni strumentali; – conservazione, in ordine cronologico, di tutti i documenti contabili fiscali, sia emessi che ricevuti. L’esonero formale dalla tenuta della contabilità non evita comunque al contribuente l’elaborazione di una contabilità, seppure informale, al fine di determinare il reddito imponibile a cui applicare l’imposta sostitutiva IRPEF, il reddito imponibile ai fini IRAP su cui calcolare l’imposta nei modi ordinari ed infine l’IVA dovuta annualmente. Durata del regime Come chiarito dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 14 marzo 2001, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 22 marzo 2001, la scelta operata dal contribuente per il regime agevolato lo vincola per almeno un periodo d’imposta e può essere revocata dandone comunicazione ad un qualsiasi Ufficio delle Entrate, utilizzando l’apposito modulo predisposto dall’Amministrazione finanziaria. Decadenza dal regime agevolato Nel caso in cui siano superati i limiti stabiliti dalla legge relativamente ai compensi percepiti nell’anno (Euro 30.987,41) il contribuente decade dall’agevolazione: – dal periodo d’imposta successivo, nel caso in cui i compensi percepiti non siano superiori per oltre il 50% al limite fissato dalla legge (in altre parole ove non siano superiori a Euro 46.481,12); – nello stesso periodo d’imposta, nel caso in cui i compensi percepiti superino Euro 46.481,12. Nel caso di decadenza nello stesso periodo d’imposta, l’IVA sarà comunque dovuta in unica soluzione entro i normali termini stabiliti per il versamento dell’IVA annuale.

Assistenza fiscale I soggetti che accedono al regime fiscale agevolato possono avvalersi dell’assistenza fiscale dell’Agenzia delle Entrate per l’adempimento degli obblighi tributari derivanti dalla nuova attività. Il ricorso all’assistenza fiscale dell’Amministrazione finanziaria non è obbligatorio bensì una facoltà del contribuente. Coloro che intendono usufruire di tale assistenza devono inoltrare la richiesta, su apposito modulo, ad un Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate (Uffici delle Entrate, IVA e Imposte dirette). La richiesta può essere presentata unitamente alla dichiarazione di inizio attività ovvero separatamente ma entro 30 giorni dalla domanda di inizio attività. I contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale dell’Agenzia delle Entrate, al fine di effettuare la trasmissione telematica dei dati, dovranno munirsi di un computer corredato di modem e stampante. Ai contribuenti che si sono dotati delle apparecchiature informatiche viene riconosciuto un credito d’imposta del 40% del costo sostenuto, con un massimo di Euro 309,97. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito e non è rimborsabile; può solamente essere utilizzato per il pagamento di imposte con modello F24. Adempimenti dei contribuenti assistiti e degli Uffici I contribuenti assistiti dovranno

trasmettere con cadenza trimestrale i dati contabili delle operazioni effettuate, mediante utilizzo di un apposito software che potrà essere scaricato dal sito www.agenziaentrate.it. Il sistema informativo del Ministero elaborerà i dati ricevuti, liquiderà le imposte dovute, renderà disponibile telematicamente ai contribuenti il modello di pagamento delle stesse o l’eventuale modello per la richiesta di rimborso dell’IVA a credito, elaborerà i quadri della dichiarazione unificata relativi all’attività esercitata. I contribuenti verificheranno i dati elaborati dal sistema informatico e completeranno la dichiarazione unificata inserendo gli ulteriori eventuali redditi posseduti, prima di ritrasmetterla utilizzando il servizio telematico.

Attività marginali Premessa Esamineremo il regime delle attività marginali introdotto dall’articolo 14 della citata Legge 388/2000, esclusivamente in relazione alle attività professionali, tralasciando tutto ciò che riguarda le attività d’impresa. Il regime risulta così delineato: a) è applicabile solamente ad alcune categorie di contribuenti; b) si rinnova automaticamente di anno in anno a meno che non sorgano cause ostative; c) prevede l’applicazione di

DICHIARAZIONE PER LA NON APPLICAZIONE DELLA RITENUTA D’ACCONTO Contribuente Cliente del contribuente

Con la presente il sottoscritto “Nome e Cognome del Contribuente”, nato a ...................................................... il................................... e residente in ................................................................................ Via ................................................................................................, codice fiscale ............................ e partita IVA .............................. PREMESSO che ha optato per il regime fiscale agevolato di cui all’articolo (indicare se numero 13 o 14) della Legge 23 dicembre 2000, n. 388; RICHIEDE che sui compensi non venga applicata la ritenuta d’acconto del 20%, in quanto il reddito di lavoro autonomo cui i predetti compensi afferiscono, è soggetto ad imposta sostitutiva del 10%. Distinti saluti Luogo e data Firma


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laPROFESSIONE VETERINARIA 27/2006 RUBRICA FISCALE

un’imposta sostitutiva dell’IRPEF (e relative addizionali regionale e comunale); d) prevede una serie di esoneri da obblighi contabili ed altri adempimenti periodici; e) l’accesso a tale regime si realizza opzione del contribuente che ne ha interesse. Requisiti soggettivi Possono accedere al regime agevolato: – le persone fisiche per le quali risultano applicabili gli studi di settore. Soddisfano quindi il requisito i medici veterinari per i quali è applicabile lo studio di settore TK22U. Limiti dimensionali Il regime riguarda i contribuenti di piccolissime dimensioni. La norma infatti impone la seguente condizione: – l’ammontare dei compensi professionali conseguiti nel periodo d’imposta precedente risultino di ammontare non superiore a determinati limiti che sono stati indicati con appositi decreti ministeriali tenuto conto delle dimensioni medie degli operatori di settore. Per lo studio di settore SK22U (poi aggiornato con lo studio TK22U) il limite dei compensi fissato con Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 17 aprile 2002 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 4 maggio 2002) risulta pari ad Euro 3.099,00. Potranno pertanto accedere al regime delle attività marginali solo i contribuenti che nell’anno solare precedente hanno realizzato compensi non superiori al predetto limite. Modalità di accesso al regime agevolato I soggetti che intendono accede-

re al regime agevolato devono presentare, direttamente o mediante raccomandata, un’apposita domanda all’Ufficio delle Entrate competente in relazione al domicilio fiscale entro il mese di gennaio dell’anno a decorrere dal quale intendono fruire del predetto regime. Il modello di domanda è quello allegato alla Circolare Ministeriale 9 marzo 2001, n. 23, che potrà essere reperita sul sito dell’Agenzia delle Entrate: www.agenziaentrate.it. Il regime, sussistendone le condizioni, si rinnova automaticamente di anno in anno. Agevolazione fiscale L’agevolazione dal punto di vista della tassazione riguarda esclusivamente l’IRPEF. La norma infatti prevede che il reddito da assoggettare a tassazione agevolata sia determinato come differenza tra i compensi (determinati in modo automatico dal programma GERICO sugli studi di settore) e le spese sostenute e deducibili. Il reddito come sopra determinato: – non concorre alla formazione del reddito complessivo del contribuente; – viene assoggettato ad un’imposta sostitutiva dell’IRPEF (e relative addizionali regionale e comunale), con aliquota del 15%. La Circolare Ministeriale numero 23/E del 9 marzo 2001 ha inoltre precisato che i soggetti (sostituti d’imposta) che corrispondono compensi ai professionisti che hanno optato per il Regime agevolato, non devono operare la ritenuta d’acconto. A tal fine i professionisti interessati devono rilasciare al sostituto d’imposta una dichiarazione [Vedi facsimile riportato alla fine del

presente articolo] attestante che le somme corrisposte saranno assoggettate ad imposta sostitutiva. Il contribuente che per qualsivoglia motivo dovesse decadere dai benefici del regime agevolato dovrà darne tempestiva comunicazione al sostituto d’imposta che pertanto da quel momento dovrà effettuare le ritenute d’acconto. Il reddito di lavoro autonomo sarà assoggettato ad IRAP nei modi ordinari ed anche l’IVA continuerà ad essere determinata, pur con le semplificazioni di cui si dirà appresso, nei modi ordinari. Semplificazioni contabili Dal punto di vista contabile la scelta del regime agevolato comporta le seguenti semplificazioni: – esonero dalla tenuta delle scritture contabili ai fini dell’IRPEF, dell’IRAP e dell’IVA; – esonero dalle liquidazioni periodiche ai fini IVA; – esonero dalle liquidazioni e dai versamenti periodici IVA; – esonero dal versamento dell’acconto annuale dell’IVA; – esonero dalla presentazione delle dichiarazioni periodiche IVA. Rimangono a carico dei predetti soggetti i seguenti obblighi: – fatturazione dei compensi; – versamento dell’eventuale IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale IVA entro i normali termini stabiliti per il versamento dell’IVA annuale (il 16 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento); – versamento nei modi ordinari dell’IRAP a saldo ed in acconto; – redazione di un prospetto relativo all’ammortamento dei beni strumentali; – conservazione, in ordine cronologico, di tutti i documenti contabili fiscali, sia emessi che ricevuti.

L’esonero formale dalla tenuta della contabilità non evita comunque al contribuente l’elaborazione di una contabilità, seppure informale, al fine di determinare il reddito imponibile a cui applicare l’imposta sostitutiva IRPEF, il reddito imponibile ai fini IRAP su cui calcolare l’imposta nei modi ordinari ed infine l’IVA dovuta annualmente. Durata del regime La scelta per il regime in questione vincola il contribuente per almeno un periodo d’imposta e si rinnova automaticamente di anno in anno a meno che non vengano meno le condizioni richieste o lo stesso contribuente decida di rinunciarvi. Decadenza dal regime agevolato Si decade automaticamente dal regime agevolato: – a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i compensi superano il limite di Euro 3.099; – a decorrere dallo stesso periodo d’imposta se il limite viene superato per più del 50%; in altre parole se i compensi dell’anno superano Euro 4.648,50. In tal caso l’intero reddito sarà assoggettato a tassazione nei modi ordinari. La scelta può in ogni caso essere revocata dal contribuente entro il mese di gennaio dell’anno a decorrere dal quale si intende rinunciare al predetto regime. Nel caso di decadenza nello stesso periodo d’imposta, l’IVA sarà comunque dovuta in unica soluzione entro i normali termini stabiliti per il versamento dell’IVA annuale. Assistenza fiscale I soggetti che accedono al regime

41° corso di base di ecografia addominale ed ecocardiografia nel cane 10°

22-23 Settembre 2006

anno

Centro Congressi Quattro Torri - Ellera Scalo - Perugia Coordinatore scientifico Prof. Francesco Porciello Relatori ed istruttori Prof. Rolando Arcelli, Prof.ssa Angela Polisca Prof. Francesco Porciello, Dott. Francesco Birettoni Dott. Riccardo Zelli, Dott. Giovanni Angeli Dott.ssa Francesca Bocci, Dott. Roberto Falcini Dott. Domenico Caivano Dipartimento di Patologia Diagnostica e Clinica Veterinaria Università di Perugia Programma Scientifico Venerdì 22 Settembre 2006 8.30 Registrazione dei partecipanti 8.45 Presentazione del corso Prof. Franco Moriconi, Preside della Facoltà di Medicina veterinaria di Perugia 9.00 Concetti generali di ecografia monodimensionale e bidimensionale Formazione delle immagini Tipi di echi Tipi di sonde Prof. Rolando Arcelli 9.30 Artefatti acustici Dott. Giovanni Angeli 9.45 Utilizzo dell’apparecchiatura ecografica: - ottimizzazione dell’immagine - rilevazione e programmi di misura - scelta ed utilizzo delle sonde Prof. Francesco Porciello 10.15 Settaggio dell’apparecchio ecografico Dott. Francesco Birettoni

10.30 Pausa caffè 10.45 Preparazione del paziente e finestre acustiche Ecografia addominale: - fegato e vie biliari Prof. Rolando Arcelli 11.30 Ecocardiografia: - finestre acustiche - visualizzazione delle camere cardiache, delle strutture muscolari e degli apparati valvolari sia in M-mode che in B-mode Prof. Francesco Porciello 12.15 Apparato genitale femminile Prof.ssa Angela Polisca 13.30 Colazione di lavoro 14.30 Divisione in gruppi dei partecipanti ed inizio esercitazioni pratiche 16.20 Pausa caffè 16.40 Prosecuzione esercitazioni pratiche 18.30 Termine dei lavori Sabato 23 Settembre 2006 8.30 Ecografia addominale: - milza - reni e vescica - altre strutture Prof. Rolando Arcelli 10.00 Pausa caffè 10.15 Ecocardiografia: - misurazioni lineari e studio del movimento delle valvole in M-Modei - studio della funzionalità ventricolare sinistra - uso combinato con l’elettrocardiogramma Prof. Francesco Porciello

11.45 Apparato genitale maschile Dott. Riccardo Zelli 12.45 Questionari ECM 13.00 Colazione di lavoro 14.00 Divisione in gruppi dei partecipanti e inizio delle esercitazioni pratiche 15.50 Pausa caffè 16.10 Prosecuzione esercitazioni pratiche 18.00 Termine dei lavori Il corso è riservato a 24 laureati in Medicina Veterinaria. Saranno ammessi a partecipare i primi 24 richiedenti che faranno domanda di iscrizione, esclusivamente per via telefonica, a partire dal 21 Agosto 2006 a Centro Congressi Quattro Torri - Tel. 075 5171722. La quota di partecipazione è di 180 euro + IVA ed è comprensiva di: – partecipazione alle sessioni teoriche e pratiche che si articoleranno dalle 8,30 alle 18,00 dei giorni 2223 settembre 2006 – materiale didattico – 4 pause caffè – 2 colazioni di lavoro Gli strumenti per l’attività pratico-applicativa sono messi a disposizione dalla ditta TAI – divisione di Bio98 srl di Milano, responsabile della gestione organizzativa del corso.

Accreditato con 14 punti ECM

fiscale agevolato possono avvalersi dell’assistenza fiscale dell’Agenzia delle Entrate per l’adempimento degli obblighi tributari derivanti dalla nuova attività. Il ricorso all’assistenza fiscale dell’Amministrazione finanziaria non è obbligatorio bensì una facoltà del contribuente. Coloro che intendono usufruire di tale assistenza devono inoltrare la richiesta, su apposito modulo, ad un Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate (Uffici delle Entrate, IVA e Iposte dirette). La richiesta può essere presentata unitamente alla dichiarazione di inizio attività ovvero separatamente ma entro 30 giorni dalla domanda di inizio attività. I contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale dell’Agenzia delle Entrate, al fine di effettuare la trasmissione telematica dei dati, dovranno munirsi di un computer corredato di modem e stampante. Ai contribuenti che si sono dotati delle apparecchiature informatiche viene riconosciuto un credito d’imposta del 40% del costo sostenuto, con un massimo di Euro 309,97. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito e non è rimborsabile; può solamente essere utilizzato per il pagamento di imposte con modello F24. Adempimenti dei contribuenti assistiti e degli Uffici I contribuenti assistiti dovranno trasmettere con cadenza trimestrale i dati contabili delle operazioni effettuate, mediante utilizzo di un apposito software che potrà essere scaricato dal sito www.agenziaentrate.it. Il sistema informativo del Ministero elaborerà i dati ricevuti, liquiderà le imposte dovute, renderà disponibile telematicamente ai contribuenti il modello di pagamento delle stesse o l’eventuale modello per la richiesta di rimborso dell’IVA a credito, elaborerà i quadri della dichiarazione unificata relativi all’attività esercitata. I contribuenti verificheranno i dati elaborati dal sistema informatico e completeranno la dichiarazione unificata inserendo gli ulteriori eventuali redditi posseduti, prima di ritrasmetterla utilizzando il servizio telematico. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 27/2006 INFO REGIONI

Consiglio regionale della Lombardia

Via libera alla legge sul randagismo La Regione recepisce, con 15 anni di ritardo, la legge quadro nazionale 281/91 l Consiglio Regionale ha approvato in data 11 luglio la proposta di legge sul randagismo, frutto dell’unione della prima proposta presentata a gennaio sull’argomento - firmata da Silvia Ferretto Clementi, consigliere regionale di AN - e di altre proposte di legge presentate successivamente da altri gruppi consiliari. Alcuni dei punti contenuti nella legge “Lotta al randagismo e tutela degli animali d’affezione”: diritto al rispetto delle esigenze fisiologiche ed etologiche degli animali d’affezione; divieto di usarli come premio o regalo per giochi, lotterie o sottoscrizioni; norme repressive contro ogni tipo di maltrattamenti compreso l’abbandono; controllo demografico; risanamento dei canili e istituzione dei canili sanitari; affido anche temporaneo dei randagi; divieto di destinare gli animali ospitati nei ricoveri ad alcun tipo di sperimentazione. Per animali d’affezione si intendono “quelli che stabilmente od occasionalmente convivono con l’uomo, mantenuti per compagnia e che possono svolgere attività utili”. Si considerano d’affezione anche quelli che vivono in libertà ma non quelli selvatici ed esotici. È fatto divieto di abbandonarli, di infliggere loro maltrattamenti, di utilizzarli in spettacoli, gare e combattimenti. Presso le ASL viene istituita l’anagrafe canina e felina e l’identificazione dell’animale deve avvenire con metodi indolore. Ai Comuni e alle Comunità montane, singolarmente o in forma associata, competono il risanamento dei canili, il ricovero di animali catturati o raccolti (questo servizio può anche essere deman-

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LOMBARDIA

Cambia l’anagrafe canina partire dal primo di agosto sarà modificato il sistema informatico della Anagrafe Canina per la registrazione di cani, gatti e furetti. Ne dà avviso a tutti gli iscritti la Presidente Carla Bernasconi attraverso le pagine del sito web dell’Ordine dei Veterinari di Milano. L’avviso fa seguito ad una comunicazione urgente diramata dalla Regione Lombardia: “da quanto comunicatoci scrive Carla Bernasconi agli iscritti - vi informiamo che l’indirizzo resterà il medesimo, verrà variata la password di accesso (che vi sarà inviata) e varieranno le maschere per l’inserimento dei dati nella grafica più che nei contenuti. I tempi sono molto stretti per ragioni tecniche amministrative”. L’Ordine dei Veterinari di Milano ha annunciato in proposito un incontro da fissarsi nei prossimi giorni per spiegare le modifiche e l’invio di un “Manuale operativo” in formato elettronico.

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dato a soggetti privati con diritto di prelazione da parte delle associazioni animaliste), la possibilità di istituire un fondo speciale per la sterilizzazione di cani e gatti i cui proprietari versino in stato d’indigenza. Alle Province competono il controllo demografico della popo-

lazione animale, la prevenzione al randagismo, l’istituzione di corsi di qualificazione per operatori volontari di associazioni protezionistiche. Cani, gatti e gli altri animali di affezione possono essere soppressi solo se gravemente malati e incurabili o in caso di loro compro-

vata pericolosità. L’eutanasia può essere esercitata solo da medici veterinari che devono tenere un apposito registro sul quale annotare diagnosi e motivo della soppressione. Il pensionamento degli animali può essere gestito anche da soggetti privati i quali sono te-

nuti a compilare un apposito registro che permetta di identificare l’animale, risalire alla sua provenienza, riportare la sua eventuale destinazione. La legge prevede per l’anno in corso un investimento finanziario superiore a 4,7 milioni di euro. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 27/2006 INFO REGIONI

Napoli, controlli sugli animali per alimenti sicuri ono più di 2200 nel 2005 gli interventi effettuati dal servizio veterinario dell’Asl Napoli 2 negli allevamenti presenti sul territorio dell’azienda sanitaria locale. Un “segno della nostra presenza lì dove il percorso di qualità degli alimenti inizia” ha sottolineato il dottor Vincenzo Zinno, direttore dell’area Sanità Pubblica Veterinaria dell’Asl. Sono 5471 gli allevamenti a carattere industriale o artigianale presen-

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ti sugli oltre 260 kmq di territorio dell’Asl Napoli 2 e variano per dimensione e per tipologia di animali. “Il lavoro della medicina veterinaria - ha aggiunto ancora Zinno - è essenziale non solo per la tutela della salubrità dei cibi ma, indirettamente, anche per la promozione di criteri di qualità nelle produzioni agroalimentari. È importante che quanti lavorano nella filiera produttiva dell’agroalimentare intendano i nostri controlli

non come repressione, ma come opportunità di realizzare prodotti di qualità. Buoni alimenti possono nascere solo da capi in buona salute’’. E proprio su questo argomento il 14 luglio scorso si è tenuto alla Fiera Agrifelix di Giugliano un incontro sulla qualità degli alimenti ed i controlli necessari per assicurarla. Al dibattito hanno partecipato i veterinari dell’Asl e i rappresentanti del mondo produttivo. Presenti anche il sindaco di

Giugliano, Francesco Taglialatela, e il direttore generale dell’Asl Napoli 2, Raffaele Ateniese. “È compito di un’istituzione sanitaria non solo offrire servizi finalizzati alle terapie - ha evidenziato Ateniese ma anche e soprattutto prevenire le patologie con appropriate politiche di prevenzione. Il controllo sugli alimenti, in questo senso, è un’operazione essenziale in quanto garantisce il cittadino e, indirettamente, può divenire stru-

mento di crescita per l’industria agroalimentare. La buona sanità, quando si integra bene con il territorio può divenire volano di sviluppo’’. Nell’ambito della manifestazione, allo stand dell’Asl Napoli 2 è stato possibile ricevere informazioni sui controlli realizzati dall’azienda sanitaria locale negli allevamenti e sulle attività svolte dall’Area Sanità Pubblica Veterinaria dell’Asl e per i proprietari di cani non registrati all’anagrafe canina effettuare la registrazione. (ANSA) ■

PUGLIA

Aviaria, ulteriori misure di polizia veterinaria on decreto dell’Assessore alle Politiche della Salute, Alberto Tedesco, la Regione Puglia ha emanato ulteriori misure di polizia veterinaria contro l’influenza aviaria. Il decreto (n.4 del 26 giugno 2006) è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 6 luglio scorso. Il pollame domestico deve essere allevato in un’area delimitata da recinzioni; non deve essere abbeverato con acqua proveniente da serbatoi di superficie cui abbiano accesso i volatili selvatici e deve essere alimentato in aree coperte. Qualora l’allevatore ritenesse inopportuno eseguire gli interventi strutturali previsti, gli animali devono essere abbattuti e destinati eventualmente all’autoconsumo. Le disposizioni dovranno essere applicate sino al 30 settembre 2006.

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EMILIA ROMAGNA

Fauna minore, licenziata la pdl a commissione Territorio e Ambiente, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, ha licenziato (astenuta la lega nord) il testo della legge “Disposizioni per la tutela della fauna minore in Emilia - Romagna ”, finalizzato a salvaguardare le specie di animali di piccola dimensione (anfibi e rettili) minacciati dalla distruzione o dall’alterazione dei loro habitat e siti riproduttivi. “Giudichiamo questo testo, che andrà al voto dell’aula nella prossima tornata consiliare - ha detto Muzzarelli - un atto di concreta sensibilità verso specie sempre più rare, che sono invece di grande interesse anche per il loro ruolo di sensori ambientali ed indicatori biologici dello stato di salute del nostro eco-sistema. Con questo provvedimento quindi anche l’Emilia-Romagna, come qualche altra Regione italiana, si dota di uno strumento di tutela nei confronti di piccoli animali e del loro habitat, mostrando così la consapevolezza del loro valore ecologico”.

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Hill’s*

VETEFARMA


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laPROFESSIONE VETERINARIA 27/2006 INFO REGIONI

Emilia Romagna

PdL per il Parlamento: MNC come atto medico ono 12mila i medici, odontoiatri e veterinari rappresentati dal Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia. Dall’Emilia-Romagna arriva per loro una proposta di legge che sarà presto portata in Parlamento per il varo di una legge nazionale. Il progetto “Disciplina delle Medicine Non Convenzionali esercitate da laureati in medicina e chirurgia, odontoiatria e veterinaria” è una iniziativa del consigliere regionale Gianluca Borghi, che riconosce l’esercizio delle terapie e delle medicine non convenzionali, e punta alla loro equiparazione ed integrazione con le terapie e le medicine convenzionali. In base alla proposta di legge, per quanto attiene il settore medico-veterinario, l’esercizio delle Medicine Non Convenzionali è consentito soltanto a medici veterinari iscritti in un apposito registro istituito presso gli Ordini dei veterinari degli esperti nelle medicine non convenzionali, articolato per sezioni secondo gli indirizzi elencati nel comma 1 dell’articolo 2 (Medicina Omeopatica; Medicina Omotossicologica; Agopuntura; Medicina Ayurvedica; Medicina Tradizionale Cinese; Fitoterapia; Medicina Antroposofica; Medicina Tradizionale Tibetana.). Possono iscriversi al registro i laureati in veterinaria in possesso del master di esperto nelle MNC, rilasciato dalle Università degli studi statali o da enti di formazione accreditati dal Ministro dell’istruzione ai sensi della presente legge. “I medici veterinari sono autorizzati alla prescrizione ed alla somministra-

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SARDEGNA

Trichinellosi, Patta: bene gli sforzi della regione ’assessore regionale della Sanità, Nerina Dirindin, ha incontrato il 12 luglio a Roma il sottosegretario alla Salute con delega per la veterinaria, Gian Paolo Patta, per un esame della situazione della sanità animale in Sardegna, con particolare riferimento alla peste suina africana e alla trichinellosi. All’incontro erano presenti anche i rappresentanti del Dipartimento della Sanità Pubblica Veterinaria e della Sicurezza Alimentare del Ministero e dei Servizi Veterinari della Regione. “È stata espressa da parte del Ministero della Salute - è detto in una nota - una valutazione positiva sugli sforzi che la Regione Sardegna sta portando avanti per la eradicazione della peste suina africana e per il controllo della trichinellosi e assicurato un sostegno nelle competenti sedi comunitarie”.

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zione dei prodotti medicinali non convenzionali ad uso animale, sia per la profilassi sia per le cure veterinarie. 2. Ai fini dell’applicazione delle prescrizioni per la profilassi e le cure veterinarie nella produzione biologica di prodotti agricoli e nell’allevamento biologico di cui al regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio del 24 giu-

gno 1991, come modificato dal regolamento (CE) n. 1804/1999 del Consiglio del 19 luglio 1999, i medici veterinari sono autorizzati all’uso di terapie di agopuntura veterinaria, di medicine omotossicologiche e di medicamenti fitoterapici ad uso animale”. La proposta di legge interviene sul percorso di formazione e istituisce una Com-

missione permanente per le Medicine Non Convenzionali e, presso il Ministero della salute, apposite sottocommissioni monodisciplinari che comprendono i rappresentanti degli ordini sanitari interessati. Le Medicine Non Convenzionali riconosciute dalla pdl Borghi comprendono i seguenti indirizzi terapeutici:a) Medicina Omeopatica;

b) Medicina Omotossicologica; c) Agopuntura; d) Medicina Ayurvedica; e) Medicina Tradizionale Cinese; f) Fitoterapia; g) Medicina Antroposofica; h) Medicina Tradizionale Tibetana. Rientra tra le MNC anche la Medicina Manuale, che comprende i seguenti indirizzi terapeutici: a) Osteopatia; b) Chiropratica. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 27/2006 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

La prevalenza delle malattie dermatologiche del cane e del gatto

di Maria Grazia Monzeglio

Parassiti e infezioni batteriche le diagnosi più comuni nel cane e nel gatto. Un sondaggio inglese n sondaggio condotto in UK ha valutato la prevalenza, la diagnosi e il trattamento delle malattie dermatologiche nei piccoli animali. In 3707 ambulatori osservati, 795 (21,4%) includevano animali con un problema dermatologico. Il segno clinico iniziale più comune nel cane e nelle specie esoti-

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che era il prurito, che costituiva il 30-40% dei motivi di visita dermatologica. Nel gatto il segno iniziale più comune erano le tumefazioni cutanee (36%). In 576 casi (72%) la diagnosi e il trattamento erano decisi sulla base dei soli segni clinici ed esame clinico, mentre negli altri casi si effettuavano varie indagini dia-

gnostiche. Nel cane, le diagnosi più frequenti erano infestazioni parassitarie, infezioni batteriche e neoplasie. Nel gatto erano più comuni parassiti e infezioni batteriche. Nelle specie esotiche i parassiti costituivano l’80% delle diagnosi dermatologiche. Nel cane, le diagnosi definitive

più frequenti erano otite, piodermite, occlusione dei sacchi anali, infestazione da pulci e dermatite atopica. Nel gatto erano più comuni ascessi, infestazioni da pulci e otite. Nelle specie esotiche la diagnosi più comune era un’imprecisata infestazione da acari. Antibiotici sistemici venivano prescritti in 196 casi (25%), glucocorticoidi in 163 casi (20%) e trattamenti antiparassitari in 167 casi (21%). ■

Neoplasie del pancreas esocrino del gatto li adenomi erano diagnosticati come reperto occasionale. La maggior parte dei gatti affetti da adenocarcinoma presentava anoressia (75%) e vomito (63%), mentre il 35% manifestava dolore addominale, presenza di una massa addominale palpabile e/o ittero. I reperti diagnostici includevano leucocitosi, iperglicemia, aumento dell’alanino aminotrasferasi, scarso dettaglio sieroso nelle radiografie addominali e la presenza di una massa addominale all’ecografia. La maggior parte dei gatti con adenocarcinoma presentava metastasi (soprattutto a fegato, polmoni e piccolo intestino) e tutti venivano soppressi o morivano entro 7 giorni dalla diagnosi. Gli autori concludono che, clinicamente, il carcinoma pancreatico felino può essere difficile da distinguere dalla pancreatite felina.

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Terapia comportamentale: un trial controllato n trial controllato ripetuto ha sottoposto a valutazione un programma generico di modificazione comportamentale per il trattamento clinico dei problemi comportamentali associati alla separazione nel cane. Dopo 12 settimane di trattamento, il 56% dei proprietari dei cani trattati segnalava un miglioramento significativo nel comportamento del proprio cane e un ulteriore 25% segnalava un lieve miglioramento. La maggior parte dei cani non trattati continuava a manifestare lo stesso grado di problema comportamentale da separazione durante le 12 settimane di osservazione. In una serie supplementare di altri 30 casi studiati, trattati con un programma comportamentale rivolto alle specifiche diagnosi, tutti i proprietari segnalavano miglioramenti dopo 12 settimane di trattamento.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 27/2006

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LETTERE AL DIRETTORE

Buchi nell’acqua Vedo con piacere che vi siete mossi sul serio sul decreto Bersani a differenza dell’Onaosi che ci colpisce, fa alberghi e si equipara all’ENPAV a sentire quello che leggo, ma a parte una scena di facciata da parte dei veterinari in realtà eccetto i farmacisti che ancor oggi non la pagano perché sono veramente contrari (ho fratello e cognata farmacisti), noi abbiamo cavalcato il toro mandando persone in associazione favorevoli al pagamento. La stessa Fnovi non ha mai detto il contrario, ma a quanto mi risulta nessuno, eccetto alcuni sono favorevoli al balzello coatto, basta fare la conta tramite gli ordini e vedremmo quanti dicono si. So bene che voi avete fatto un documento dei contrari che ho firmato e siamo stati tanti, ma era anche il momento che non si pagava ancora e pochi sapevano cosa fosse, poi hanno capito e le voci contrarie si sono alzate, ma di pari passo le azioni si sono attenuate. Ma per Bersani ove colpisce tutti, anche quelli favorevoli all’Onaosi allora si fanno anche campagne stampa, ma si potevano fare anche prima. Quando mai si scopre adesso l’acqua calda ovvero che lavorare con i minimi si hanno standard di qualità altrettanto uguali, ma si è lasciato alla concorrenza invece la quantificazione della parcella, con il ri-

sultato che la gente (a cui la tariffa minima è già altissima e si lamentano sempre oltre a volere gli sconti) ha sempre guardato quanto costava la prestazione e non la qualità della stessa, preferendo il costo più basso a parità di prestazione finale, tanto che ne sanno o che gli importa sapere se uso l’isofluorano al posto dell’alotano o del Rompun e Ketamina, se ho tutti i monitoraggi per operare che costano un occhio della testa? Perché al cliente in genere eccetto alcune eccezioni ha sempre interessato il risultato finale, non come lo si persegue, quindi una sterilizzazione cosa costa? punto e basta. Se costa meno dal mio concorrente vanno da lui anche se opera senza una vera sala operatoria e usa l’alotano e non ha nessun monitoraggio, ma risparmiano soldi. Bisognava farlo sapere già da anni al pubblico no? Ora sono solo sensibilizzati verso il PAGARE POCO pertanto è troppo tardi fare manifesti sulla qualità delle tariffe. Farete un buco nell’acqua, proprio come per l’Onaosi, .....guarda caso. dott. Paolo Penso Caro collega, permettimi di dirti che sei perlomeno ingeneroso nei nostri confronti. L’ANMVI si attiva subito con tutti i mezzi disponibili quando c’è un problema che riguarda la categoria. Gli sforzi sono tanti, l’impegno è enorme se consideri anche

che tutti noi che ci dedichiamo all’ANMVI lo facciamo gratuitamente togliendo tempo al lavoro, alla famiglia o ai nostri interessi. Non sempre si ottengono i risultati sperati. Non siamo il partito di maggioranza ed il Presidente del Consiglio non è un nostro iscritto. Ci dispiace. La battaglia dell’Onaosi non l’abbiamo mai interrotta, abbiamo perso la prima causa a Bologna ma aspettiamo per ottobre, se ben ricordo, la sentenza di quella presentata a Milano. Sappiamo benissimo che è molto dura anche perché tutte le nostre iniziative istituzionali e politiche continuano ad essere rigettate. Anche la FNOVI ha ancora in corso azioni per ottenere che venga tolto l’obbligo di iscrizione. Da quanto so anche i farmacisti, con i quali ci sentiamo, non hanno ottenuto nulla. Nel frattempo abbiamo ritenuto corretto dire a tutti che la scelta di non fare il versamento era del tutto personale. Non potevamo essere responsabili di indicazioni che oltre ad essere contro ad una legge dello Stato potrebbero portare al pagamento di interessi di mora o sovrattasse. Il nostro rappresentante nel Consiglio dell’Onaosi, la collega Laura Torriani, non ha certo ottenuto che i veterinari fossero esclusi, visto che esprimiamo con i farmacisti una piccola minoranza, però ha portato e sostenuto richieste di riduzione delle quote ed altri vantaggi per gli iscritti che rendono

perlomeno meno sofferta questa forzata appartenenza. È anche giusto ricordare che noi non siamo contrari all’Onaosi, che riteniamo un istituto importante al quale in passato avevamo sollecitato i colleghi ad aderire, ma al colpo di mano con il quale si è voluto rendere obbligatoria l’iscrizione. Se da domani ritornasse tutto facoltativo non avremmo dubbi a sollecitare tutti i colleghi ad aderirvi visto che posso testimoniare di tante situazioni difficili, se non drammatiche, che sono state almeno economicamente superate grazie all’Onaosi. Per quanto riguarda il decreto Bersani stiamo facendo di tutto per fare escludere i veterinari. Speriamo di riuscirci, ma non possiamo essere certi di nulla.

La vivisezione sta alla ricerca come la tortura alla giustizia. Alfonso Pecoraro Scanio, MInistro dell’Ambiente

Nei prossimi giorni avremo incontri decisivi a Roma ed i risultati saranno subito comunicati a tutti. Un cordiale saluto. Carlo Scotti

Corso di Formazione

Uomini e Animali, differenti contesti e modalità di interazione: aspetti applicativi e normativi 5-6 ottobre 2006 Organizzato da ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ Dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze Reparto di Neuroscienze Comportamentali Per ogni informazione attinente al Corso si prega di contattare la Segreteria Scientifica: W. Adriani 06/49.90.2105 adriani@iss.it

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Un nuovo servizio per i Medici Veterinari iscritti alle Associazioni Nazionali Federate ANMVI (AIVEMP - SCIVAC - SIVAE - SIVAL - SIVAR - SIVE)


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laPROFESSIONE VETERINARIA 27/2006 CALENDARIO ATTIVITÀ

INCONTRO REGIONALE AIVEMP ABRUZZO IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI PESCARA INCONTRO SIVE

1 set.

9 set.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

13-16 set.

ITINERARIO DIDATTICO SIVE / SCIVAC

14-16 set.

SEMINARIO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ASL 19 DI ASTI

14-15 set.

INCONTRO SIVAE

16-17 set.

INCONTRO REGIONALE SIVAR PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI CUNEO ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

19 set.

21-23 set.

GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SIVAR IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI CREMONA

21 set.

CORSO SIVAR IN COLLABORAZIONE CON ORDINE MEDICI VETERINARI DI CREMONA

22-23

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC

23-24

set.

set.

CORSO SCIVAC

23-24 set.

INCONTRO SIONCOV

23-24 set.

INCONTRO

24 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VENETO

24 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP INCONTRO SISCA CORSO SCIVAC

INCONTRO SCVI

INCONTRO SIVE

30 set. 1 ott. 30 set. 1 ott.

30 1 1 1 2-5 ott.

CORSO SCIVAC

6-8 ott.

SEMINARIO SCIVAC

7-8 ott.

INCONTRO SIARMUV

7-8 ott.

INCONTRO SIMVENCO

7-8 ott.

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC VENETO IN COLLABORAZIONE CON ORDINE MEDICI VETERINARI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA

RIPRODUZIONE EQUINA: I PARTE - MANAGEMENT DELLA FATTRICE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it IL PACCHETTO IGIENE: UN NUOVO APPROCCIO ALLA SICUREZZA ALIMENTARE - ASTI - Asl 19 - Via Conteverde 125 - Asti - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it SECONDO SEMESTRE: “AGGIORNAMENTI IN MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI II” - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it PATOLOGIE NEONATALI DEL VITELLO - Hotel “Holiday Inn” Cherasco (Cuneo) - Str. Provinciale Cherasco, 662 ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 E-mail: info@sivarnet.it CARDIOLOGIA: II PARTE - SEMEIOTICA CLINICA, PRINCIPI DI ELETTROCARDIOGRAFIA E RADIOLOGIA CARDIOLOGICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CHIRURGIA ORTOPEDICA NEL VITELLO - Istituto Zooprofilattico Sperim. Lombardia-Emilia Romagna, sede di Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it CORSO AVANZATO CHIRURGIA BOVINA - Istituto Zooprofilattico Sperim. Lombardia-Emilia Romagna, sede di Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it MALATTIE TRASMESSE DA VETTORI NEL CANE E NEL GATTO - Hotel Catalunya, Alghero - Via Catalogna, 20 ECM: 7 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA DELL’APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA (POA) - Novotel Caserta Sud, Caserta - Strada Statale, 87 Sannitica - ECM: 8 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it L’OSTEOSARCOMA - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it PATOLOGIA MITRALICA NEL CANE E MALATTIE TIROIDEE - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 E-mail: socspec@scivac.it APPROCCIO DIAGNOSTICO ALL’ALOPECIA NEL CANE E NEL GATTO - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

DECENNALE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it

ott.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

30 set. 1 ott.

ott.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

MEDICINA COMPORTAMENTALE: II PARTE - DAL SEGNO CLINICO ALLA PATOLOGIA COMPORTAMENTALE: LA CLINICA COMPORTAMENTALE DEL CANE, GATTO, CONIGLIO, FURETTO, PSITTACIDI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

set.

ott.

INCONTRO SINUV

PROFESSIONE la VETERINARIA

EPATOPATIE NEL CANE E NEL GATTO: DIAGNOSI TRATTAMENTO E PROGNOSI - Hotel Campanile - Rivoli (TO) - C.so Allamano 153 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

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set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

TECNICHE DI COMUNICAZIONE IN MEDICINA VETERINARIA - Centro Agroalimentare “La Valle della Pescara”, Cepagatti - PE - C. da Buccieri, 1 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it MACROREGIONE NORD ORIENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO - Sede da definire - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

8 ott.

CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA ORTOPEDICA - Hotel Leonardo da Vinci, Milano - Via Senigallia, 6 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it RICOSTRUZIONE E DEMOLIZIONE-RICOSTRUZIONE DEL MUSO NEL CANE E NEL GATTO - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it MACROREGIONE NORD OCCIDENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO - Sede da definire - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it TRATTAMENTI MEDICI E CHIRURGICI NELLE ZOPPIE DEL CANE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INSUFFICIENZA RENALE ANURICA VERSO OLIGURICA. APPROCCIO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it PRIMO INTERVENTO NELLE PATOLOGIE SPINALI DEL CANE - Novotel Caserta Sud, Capodrise (CE) - Strada Statale, 87 Sannitica - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI: II PARTE - CHIRURGIA DELL’APPARATO GASTROENTERICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO DI METODOLOGIA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it NEOPLASIE EMOPOIETICHE, LINFOIDI E NON LINFOIDI: QUALCOSA DI VECCHIO, QUALCOSA DI NUOVO Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it I FANS: PRESENTE, PASSATO E FUTURO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it MTC E OMEOPATIA: RISULTATI CLINICI E PERCORSI COMPLEMENTARI - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it “PRIMO NON NUOCERE: APPROCCIO ALLA TERAPIA D’URGENZA NEGLI ANIMALI ESOTICI DA COMPAGNIA” - Sala Consiliare del Comune di Marcon (VE) - Piazza Municipio 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it

Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

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Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 17 luglio 2006

SOLUZIONI

Una dermatite desquamativa in un gatto anziano con associati sintomi respiratori è suggestiva di: Una sindrome paraneoplastica secondaria a neoplasia epatica

QUIZ 2 Delegazione Regionale SCIVAC Campania, 2005 Risposta corretta b)

Bovina gravida di 8 mesi dislocata a sinistra, quali fra le seguenti tecniche non sono consigliate per la risoluzione del caso? Laparotomia fianco destro (Dirksen)

Una sindrome paraneoplastica secondaria a neoplasia timica

Rotolamento Laparotomia fianco destro con piloropessi

Una sindrome paraneoplastica secondaria a neoplasia pancreatica Una sindrome paraneoplastica secondaria a neoplasia polmonare

QUIZ 1 Corso base di chirurgia del bovino SIVAR 2005 Risposta corretta c)

Metodo di Utrecht



Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 27