Issuu on Google+

PROFESSIONE

la VETERINARIA 262006

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

A.N.M.V.I.

Brevi PATTA (1) Mantenere la Sanità Pubblica Veterinaria italiana ai massimi livelli di qualità ed efficienza è la richiesta avanzata dal SIVEMP al Sottosegretario Patta insieme a quella di dare uniformità all’organizzazione decentrata e ai servizi sul territorio in corrispondenza con i dettami dell’organizzazione specialistica che la veterinaria italiana ha sperimentato con successo in questi anni. La prima garanzia che il Sottosegretario ha fornito a nome del Governo al Sindacato ha riguardato il collocamento dei Servizi Veterinari nell’ambito del sistema sanitario nazionale e nel campo del Ministero della salute.

PATTA (2) Incontro tra il Sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta con le Associazioni e Confederazioni del settore alimentare che hanno chiesto che non vengano create nuove strutture (Agenzie o Autorità) competenti sulla sicurezza alimentare ma vengano potenziate quelle esistenti presso il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità. Dal Sottosegretario la disponibilità ad arrivare alla formulazione di un testo unico in materia alimentare che semplifichi la normativa dell’intero settore.

SSN Firmato il II biennio economico 20042005 del CCNL della Dirigenza Medica e Veterinaria, ASL e IZS possono erogare i nuovi stipendi già da questo mese. Fra le dichiarazioni a verbale firmate dalle organizzazioni sindacali, figura la proposta di istituire per il CCNL 2006-2009, una “indennità di disagio medico”, da attribuirsi ai medici e veterinari che prestano servizio nelle isole minori italiane.

IZS DI BRESCIA Visita alla sede dell’IZS della Lombardia dell’On Gianni Mancuso. Il parlamentare - veterinario è rimasto significativamente colpito dalla qualità e quantità di prestazioni erogate dall’Istituto e dai suoi “fiori all’occhiello”: il laboratorio del latte, i centri di referenza, la biblioteca e il SIVARS, un sistema informatico per l’analisi del rischio degli alimenti di provenienza animale. Mancuso proporrà alla XII Commissione della Camera dei Deputati (Sanità) una visita dell’Istituto.

1405 POSTI In due anni 21 posti in meno alle Facoltà di Medicina Veterinaria. Anche quest’anno il Ministero dell’Università accoglie l’indicazione del Ministero della Salute a non aumentare i posti: 1405 quelli disponibili per l’a.a. 2006-2007.

SPERIMENTAZIONE La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica via Internet per accrescere il benessere degli animali utilizzati a fini sperimentali. Due i questionari diffusi: uno per il pubblico non specializzato e uno per gli esperti. Termine: 18 agosto 2006 http://ec.europa.eu/yourvoice

MONTANA Montana Alimentari ha istituito il primo "Premio Montana alla Ricerca Alimentare", rendendosi protagonista di un’iniziativa innovativa per il settore alimentare e per il mondo della ricerca scientifica. Premio di 100.000 Euro. http://www.montanafood.it/

Se lo sai già... l'hai letto su @nmviOggi

www.vet.journal.it

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Anno 3, numero 25 dal 10 al 16 luglio 2006

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Affissione fuori dalle strutture

Non stiamo a guardare Due manifesti per dire no alla svendita della veterinaria ’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani ha realizzato

L due manifesti per dire no al Decreto Bersani. Li trovate allegati a questo numero e potete scaricarli al sito www.anmvi.it L’invito è rivolto a tutti i medici veterinari affinché, con l’affissione al di fuori delle strutture veterinarie, la Categoria renda visibile la propria contrarietà ad un provvedimento che priva di regole deontologiche la professione medico-veterinaria. “Lasciateci fuori dal Decreto Bersani” è un appello affinché la professione medico veterinaria e le prestazioni veterinarie -siano esse rese nell’ambito del SSN o in regime privato - siano escluse dall’ambito di applicazione del Decreto sulle liberalizzazioni, un appello che è stato formalmente rivolto al Ministro della Salute Livia Turco nel corso di ripetuti contatti scritti e verbali ancora in corso in questi e nei prossimi giorni. Per l’ANMVI, le disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali stravolgono il quadro giuridico - normativo in cui è inserita la professione veterinaria, negano il ruolo della medicina veterinaria nel sistema salute ponendola alla stessa stregua dei servizi professionali tecnici, giuridici ed economici. Nell’abrogazione imperativa di leggi e regolamenti propri del Ministero della Salute, lo stesso Ministro Livia Turco dovrebbe ravvisare una ingerenza nella sua sfera di competenza istituzionale. “Animali più sani senza il Decreto Bersani” è una denuncia contro l’abrogazione dei minimi di qualità, contro la pubblicità selvaggia, contro la cancellazione per decreto di alcune fra le più delicate norme del Codice Deontologico Veterinario. Per l’ANMVI questo Decreto è un pericoloso incoraggiamento alla malasanità, all’abusivismo professionale e alla concorrenza sleale. Il pubblico deve sapere che i minimi in sanità corrispondono a standard minimi di qualità, al di sotto dei quali è lecito dubitare che il paziente animale sia stato oggetto delle più elementari garanzie medico-sanitarie. Il pubblico deve anche sapere che l’ordine professionale, già oggi, non ha più strumenti per perseguire illeciti deontologici e legali, ovvero per tutelare il paziente animale e il cittadino. L’ANMVI ha già preso contatti con il Ministero della Salute affinché la professione veterinaria sia espressamente esclusa dall’ambito di applicazione del Decreto sulle liberalizzazioni (Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale). Per il Presidente Carlo Scotti, il Decreto-Bersani assimila la professione medico-veterinaria all’ambito meramente economico dei servizi professionali e a prerogative di sviluppo e competitività che nulla hanno a che vedere con i principi della tutela del paziente e della garanzia della qualità delle prestazioni sanitarie ai quali è invece informata l’etica e la deontologia professionale medico-veterinaria. “È in ragione di questo stravolgimento di principio e di inquadramento giuridico - conclude Scotti - che l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani si richiama con forza al proprio Dicastero di competenza istituzionale affinché la professione medico veterinaria e le prestazioni veterinarie - rese nell’ambito del SSN o in regime privato - siano escluse dall’ambito di applicazione della norma in oggetto”. La questione è al primo posto all’ordine del giorno dell’incontro con il Sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta, già fissato nell’agenda dell’ANMVI per questa settimana.

NON C’È NIENTE DA RIDERE uando si parla di ECM non c'è Q proprio niente da ridere, possiamo soltanto arrabbiarci, disperarci o piangere. A fine 2006 saranno cinque anni che il mondo veterinario deve subire questo assurdo meccanismo di controllo del proprio aggiornamento, obbligatorio per tutti gli operatori sanitari dipendenti pubblici e convenzionati. Ed i liberi professionisti? Quelli per ora sono esclusi, lo ha detto chiaramente anche il Tar del Lazio, ma al ministero la cosa non piace e continua ad insistere per inglobare anche loro in questo sistema perverso che costa un bel po' di soldi a tutti senza controllare proprio nulla. Basta andare alle varie iniziative organizzate gratuitamente, così si risparmia, dagli Ordini o dalle aziende, l'argomento non importa, si resta il meno possibile leggendo la Gazzetta dello Sport per far scorrere le ore o chiacchierando con il vicino, e poi le risposte alle domande che accertano l"apprendimento" si copiano dal solito primo della classe. È come tornare a scuola. Chi ha voglia di aggiornarsi continua a farlo indipendentemente dall'ECM e chi tira a campare continua ad aggiornarsi sul campio-

nato di calcio. Anche la FAD non cambierà minimamente la situazione. La farà seriamente solo chi avrà voglia di imparare veramente. Fra le cose urgenti che abbiamo chiesto al nuovo Ministro della Salute, Sen. Livia Turco, c'è anche quella di ridare al mondo veterinario la sua autonomia e la sua specificità, non siamo la brutta fotocopia della medicina umana, incaricando la FNOVI di assumersi il ruolo di garantire il controllo dell'aggiornamento continuo dei Medici Veterinari. Sono cinque anni che ripetiamo e chiediamo le stesse cose senza avere risposte, senza vedere cambiamenti, senza avere neppure interlocutori perché si deve parlare con un computer. I colleghi che andranno in autunno a Nizza per il Congresso Mondiale di Buiatria non porteranno a casa neppure un credito, un evento come questo è impossibile accreditarlo perché si svolge all'estero ed ovviamente non è "controllabile". Il convegno dell'ANMVI sul Consenso Informato non è ancora stato accreditato perché un referee ha contestato l'argomento: non rientra negli obiettivi formativi. Per i medici va bene, per i veterinari no. È logico: siamo figli di un Dio minore. ■

CLINICA VETERINARIA DI NUOVA STRUTTURA IN MILANO CENTRO (PARCHEGGIO AGEVOLATO)

STA RICERCANDO VETERINARI A UTILIZZARE LA CLINICA, SALTUARIAMENTE O ➊ INTERESSATI PERIODICAMENTE, PER LO SVOLGIMENTO DELLA LORO ATTIVITÀ SVOLGERE IN VIA CONTINUATIVA LA LORO ATTIVITÀ ➋ AALL’INTERNO DELLA CLINICA, SE DOTATI DI UN PROPRIO PARCO CLIENTI

METTE A DISPOSIZIONE:

➊ LOCALI MODERNI E NUOVE STRUTTURE MEDICHE ALL’ACQUISTO DI ULTERIORI STRUTTURE ➋ DISPONIBILITÀ SE NECESSARIE ALL’ATTIVITÀ, SE MANCANTI ➌ POSSIBILITÀ DI ASSOCIAZIONE TELEFONARE A: 334 8843450

vet.journal - aggiornamento scientifico permanente on-line


3

laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006 ATTUALITÀ di Sandro Barbacini* Marco Eleuteri** Paola Gulden***

Approvato dalla FNOVI

Tutela e benessere del cavallo atleta

*Consigliere ANMVI **Past President ANMVI ***Consigliere SIVE

Documento a cura di ANMVI con la collaborazione dei medici veterinari della Società Italiana Veterinari per Equini (SIVE)

e nel passato il cavallo era un insostituibile strumento di lavoro, un mezzo di trasporto e di produzione di alimenti per l’uomo, oggi la sua presenza così diffusa sul territorio nazionale, è dovuta alla sua rapida evoluzione verso lo status di animale d’affezione e sportivo, quando non di co-partner di attività umane ricreative o di tipo sanitario-riabilitativo (ippoterapia). Attualmente, in Italia, la presenza degli equini sul territorio è principalmente legata all’uso sportivo, agonistico e non, in quanto la maggior parte della carne equina destinata al consumo alimentare viene importata da altri paesi. La mancanza all’interno dell’attuale dibattito sul cavallo della prospettiva medico-veterinaria impedisce l’esatta comprensione di questo nuovo status e pregiudica un sereno approccio ai temi della salute e del benessere animale, ricomprendendo fra questi i seguenti: • destinazione (distinguo fra cavallo destinato e non destinato alla macellazione) • tutela e benessere (mantenimento del cavallo anziano/post-carriera/non avviabile alla macellazione) • della sua “carta identità” (anagrafe equina) • del trattamento farmacologico (necessità terapeutica e doping).

S

Tutela e benessere Il Legislatore nazionale ha proposto nel corso delle ultime Legislature numerose proposte di legge per la tutela degli equidi. Ad oggi, benché il cavallo rientri nelle disposizioni previste dalla Legge 20 luglio 2004, n.189 (“Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate” - Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 2004) non è stato varato un provvedimento specifico per il cavallo. Si richiamano in proposito i cinque punti stabiliti nel 1993 dall’UK

Farm Animal Welfare Council, per sintetizzare la condizione di benessere animale: • Libertà da sete, fame e nutrizione • Libertà dal disagio • Libertà da dolore e malattie • Libertà di esprimere un comportamento naturale • Libertà da stress e paura L’utilizzo sportivo dei cavalli, qualunque esso sia, non può prescindere da una condizione di benessere degli animali. Un cavallo malnutrito o disidratato non è in grado di affrontare una prestazione sportiva, un cavallo stressato, impaurito o disagiato si oppone allo sforzo fisico e non può fornire prestazioni atletiche di livello, così come un cavallo malato o dolorante. Da ciò si evince che solo una condizione di benessere può determinare prestazioni atletiche di alto livello con risultati soddisfacenti. Inevitabilmente, come per gli atleti umani, i cavalli atleti sono soggetti a “patologie professionali”, che necessitano terapie mirate per essere curate e per poter ripristinare uno stato di benessere. Garantire i cinque punti cardine identificati precedentemente, attraverso una alimentazione mirata e bilanciata, una stabulazione idonea e rispondente a precisi criteri di igiene a sanità ambientale, alternata a periodi trascorsi in spazi aperti di dimensioni adeguate, sistemi di allenamento non coercitivi e privi di tecniche violente, affiancati da un’assistenza veterinaria specializzata a tutela della salute, deve rappresentare l’obiettivo principe da perseguire per ottenere una situazione di reale benessere e rispetto del cavallo. Il trattamento farmacologico del cavallo atleta Il cavallo è sempre più frequentemente “compagno” nelle attività sportive dell’uomo, quale soggetto compartecipe delle stesse e pertanto meritevole di adeguata assistenza sanitaria. Come nelle attività sportive dell’uomo il trattamento medico è affidato alla con-

sapevolezza dell’atleta e alla competenza del medico, così nelle competizioni equestri solo il medico veterinario può rendersi garante e responsabile della salute e del benessere dell’animale impegnato in prove sportive. Spetta solo al medico veterinario e alla sua coscienza ed indipendenza professionale: • stabilire se e quali interventi sanitari porre in essere all’insorgere di patologie o stati di sofferenza nel cavallo atleta • stabilire il corretto percorso terapeutico • stabilire il corretto trattamento farmacologico • stabilire se e quando eventuali patologie o stati di sofferenza siano tali da pregiudicare la partecipazione alle manifestazioni/competizioni/attività sportive • stabilire se e come eventuali patologie o stati di sofferenza non siano tali da pregiudicare la partecipazione alle manifestazioni/competizioni/attività sportive purché il cavallo atleta sia affidato alla costante assistenza e sorveglianza medicoveterinaria • garantire la salute degli animali, ostacolando l’abuso o l’utilizzo fraudolento dei farmaci o di altre sostanze. Trattamento farmacologico e “doping” Il dibattito in corso da tempo sul cosiddetto “doping” non è stato fino ad ora ricondotto entro i necessari presupposti di correttezza terminologica e sostanziale, scadendo in molte occasioni a livello di confusa e semplicistica discussione. Nel peggiore dei casi, il medico veterinario anziché affermarsi quale garante della salute del cavallo è stato la prima vittima di una disinvolta “caccia alle streghe” a mezzo stampa. È sostanziale la differenza fra “trattamento farmacologico a scopo terapeutico” e “doping”. La differenza assume valenza etica e deontologica per il medico veterinario chiamato dalla propria professionalità a prestare al cavallo atleta, malato o in sofferenza, le cure più avanzate e innovative che la scienza medica veterinaria ha conseguito nell’arco degli ultimi vent’anni sia sotto il profilo delle metodiche di trattamento, sia sotto il profilo clinico e chirurgico. Inoltre la vita media e la longevità sportiva degli equini sono sensibilmente aumentate proprio grazie all’evoluzione della medicina veterinaria, ma questo fatto fa sì che le patologie croniche o comunque dovute all’età siano aumentate negli anni, richiedendo quindi un adeguamen-

Proposta per il Legislatore l cavallo sportivo deve sottostare ad una regolamentazione che impedisce la somministrazione di sostanze che alterino in modo innaturale le prestazioni del soggetto, con implicazioni sulla correttezza agonistica e sulla selezione di razza. Ma permettere ad un animale di svolgere la propria attività in modo equilibrato, naturale, curando eventuali patologie non significa alterare il suo potenziale agonistico ma solo preservarlo. Di seguito sono elencati alcuni punti essenziali per una riforma della regolamentazione anti-doping: • Riconsiderazione del principio della “tolleranza zero” che non ha e non può essere considerato come un valore assoluto • Definire e distinguere tra “trattamento farmacologico terapeutico” e “doping”. • Stilare una più chiara classificazione delle sostanze farmacologiche divise per categorie in base all’effettivo potere dopante. • Individuare un paniere di sostanze terapeutiche, come proposto dalla FEI (International Federation for Equestrian Sports) • Provvedere affinché i risultati effettuati con le analisi qualitative fornite dai laboratori sui campioni positivi non diano adito a difficoltà di interpretazione e quindi a controversie. • Possibilità di riferirsi ad un interlocutore per i controlli pre-gara per evitare positività accidentali come residuo di terapie pregresse. • Contemplazione di una memoria obbligatoria di trattamenti recenti certificata e giustificata solo da un medico veterinario, unica figura professionalmente competente per attestare la medicazione controllata ai fini del benessere animale (che non sempre comporta inabilità al lavoro e alle competizioni o doping). • Provvedere affinché si giunga ad una uniformità analitica tra i vari laboratori antidoping, attraverso l’adozione di parametri europei condivisi • Creazione di una Commissione scientifica indipendente composta dai migliori esperti che fissi e aggiorni le soglie di efficacia terapeutica delle sostanze terapeutiche comunemente usate. • Maggiore controllo sul continuo aumento delle difficoltà dei percorsi e dei terreni di gara e sulle condizioni di utilizzo degli animali in gara da parte di commissioni di tecnici e veterinari. • Costante e trasparente informazione nei confronti dei media sulla tutela del cavallo sportivo

I

to delle possibilità terapeutiche. Ignorare questo progresso medico-scientifico significa negare un diritto fondamentale dell’animale. Ad oggi, parte della regolamentazione “antidoping” si scontra con tale diritto, negando nel contempo il diritto alla salute dell’animale e la competenza del medico veterinario. Il diritto dell’animale al trattamento farmacologico, se garantito dal medico veterinario, non può inficiare né il benessere del cavallo né i principi della liceità e della correttezza sportiva. Il vero doping, consistente nella somministrazione di sostanze non a scopo terapeutico, bensì atte ad alterare le prestazioni sportive, è dannoso e va combattuto, per garantire e salvaguardare il benessere e la salute dell’animale atleta. Il paradosso delle regole La discussione su questo tema difficilmente ha visto coinvolta la Categoria veterinaria ma è rimasta confinata in ambito politico-amministrativo, oppure è sconfinata in distorsioni mediatiche. Ne consegue che le norme, nate con caratteristiche di moderata e prudente permissività per alcune comuni sostanze terapeutiche si sono pro-

gressivamente irrigidite a seguito di malintesi tanto della Politica che dell’Opinione Pubblica, senza voler adottare alcuna base scientifica. Siamo dunque al paradosso: considerando che i metodi analitici a disposizione dei laboratori antidoping sono sempre più sensibili e sofisticati, e che pertanto consentono di rilevare la presenza di molecole in quantità infinitesimale, è facile comprendere come dopo una terapia legittimata da uno stato patologico, sia necessario tenere il cavallo lontano dalle competizioni per periodi spesso lunghi e comunque non prevedibili con precisione. Se consentire ad un soggetto ammalato di competere grazie alla somministrazione di farmaci è dannoso per la salute e il benessere, impedirne la partecipazione a competizioni dopo guarigione, a causa della permanenza di residui infinitesimali nei liquidi biologici, appare insensato oltre che eccessivamente costoso. Il regolamento antidoping deve avere come primo obiettivo la tutela del benessere e della salute degli animali, tutela che deve essere garantita a tutti i livelli, tramite tutte le figure professionali coinvolte nella gestione dei cavalli. ■


4

laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006 ATTUALITÀ

Reazioni delle professioni medico-sanitarie

In principio erano i veterinari... Quella dei veterinari è stata la prima categoria a chiamarsi fuori dal Decreto Bersani. A seguire i dentisti e ora anche la FNOMCEO e professioni sanitarie sono compatte nel respingere il decreto Bersani. ANMVI, FNOVI, ANDI, FOFI e ora anche la FNOMCEO. Sul fronte delle professioni regolamentate sia il CUP (il comitato che riunisce gli Ordini) che Confprofessioni (la Confederazione delle libere associazioni professionali) hanno scandito il loro no all’unisono.

L

La posizione di ANDI e ANMVI Il Ministro Livia Turco tolga le professioni sanitarie dal Decreto Bersani. ANDI e ANMVI annunciano iniziative di contrasto e si rivolgono al Ministro della Salute Livia Turco chiedendo che le professioni medico-sanitarie siano espressamente escluse dall’ambito di applicazione del Decreto sulle liberalizzazioni approvato il 30 giugno dal Consiglio dei Ministri. (Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale- in vigore dal 4 luglio 2006). Nel comunicato stampa diffuso il 5 luglio, il Presidente ANDI Roberto Callioni e il Presidente dell’ANMVI Carlo Scotti spiegano così le ragioni della posizione assunta: MANCANZA DI COMPETENZA ISTITUZIONALE. Le professioni medico-sanitarie dei dentisti e dei medici veterinari respingono modifiche delle norme, dell’etica e della deontologia professionale da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, un Dicastero che non ha alcuna competenza istituzionale sulle professioni sanitarie e sulle prestazioni rese ai pazienti. INCOERENZA CON IL QUADRO GIURIDICO DELLE PROFESSIONI MEDICO-SANITARIE. Il Decreto-Bersani avrà effetti immediati sul Codice Deontologico Medico e Veterinario, prevedendo che le norme debbano essere adeguate entro il 1 gennaio 2007 e che “in caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data sono in ogni caso nulle per violazione di norma imperativa di legge”. Il provvedimento è incoerente con il quadro normativo e regolamentare che disciplina le garanzie di qualità della prestazione sanitaria, la pubblicità in campo me-

dico e gli assetti societari. Non è accettabile che il Codice Deontologico di Medici e Veterinari venga riscritto da “norma imperativa di legge”. IN SANITÀ I TARIFFARI SONO INDICATORI DEI “MINIMI DI QUALITÀ”. L’idea che la tariffa abbia senso per il SSN e non per le prestazioni sanitarie private è priva di logica e di senso di responsabilità: i minimi in sanità corrispondono sempre e solo a parametri di qualità della prestazione. Il discount delle prestazioni sanitarie è un pericolo per i pazienti. Non è accettabile che una professione medico-sanitaria non abbia un tariffario minimo che garantisca al paziente una prestazione dignitosa. È inconciliabile con l’etica professionale medica il concetto di tariffa “negoziabile” così come il concetto di prestazione di risultato. ONORARIO DEL PAZIENTE. L’introduzione di norme relative al pagamento degli onorari professionali sono penalizzanti per i cittadini-pazienti: l’obbligo di utilizzo di assegni, bonifici o carte di credito penalizza in particolar modo le fasce più deboli della popolazione. Si tratta di una limitazione del diritto del cittadino di pagare o ricevere onorari secondo la forma scelta, togliendo valore legale al pagamento in contanti. SENZA CONSULTAZIONE, MASSIMA MOBILITAZIONE. Preso atto della mancata consultazione con le categorie professionali interessate dal provvedimento, in assenza di un intervento del Ministro della Salute nella direzione qui indicata, ANDI e ANMVI preannunciano la massima mobilitazione, anche in ambito parlamentare, per le modifiche del testo in ambito di conversione in Legge. FNOVI: inconciliabile con l’etica professionale “Per ciò che attiene la nostra professione le premesse sono di tutta evidenza: il provvedimento sulla competitività è incoerente con il quadro normativo e regolamentare che disciplina le garanzie di qualità della prestazione sanitaria, la pubblicità in campo medico e gli assetti societari. In medicina non è possibile e neppure ipotizzabile pattuire compensi parame-

trati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti. Il concetto di tariffa “negoziabile” è inconciliabile con l’etica professionale”. Il Presidente della FNOVI Gaetano Penocchio ribadisce così la contrarietà della Federazione al Decreto Bersani e annuncia una revisione del Codice Deontologico Veterinario: “la professione, ben sa che la concorrenza costituisce uno dei valori del nostro sistema e non ha alcun timore di modificare le proprie regole; lo farà presto riscrivendo il proprio codice deontologico cosa annunciata ben prima del decreto Bersani”. La FNOVI ha chiesto un incontro immediato con il Presidente del Consiglio Prodi e l’istituzione di una commissione che riformi le professioni partendo dal documento Vietti bis, già condiviso da Ordini, casse di previdenza, Sindacati e dalla maggioranza delle associazioni di settore. La bocciatura della FNOMCEO Il Consiglio nazionale ha dato mandato al Comitato centrale e al presidente della Fnomceo Amedeo Bianco, di aprire un confronto con le istituzioni parlamentari e governative, affinché “nelle strettoie temporali della decretazione, vengano apportati gli opportuni miglioramenti al testo”. E chiede con forza, d'intesa con tutte le professioni, il proseguimento dell'iter di riforma delle professioni e degli Ordini, “salvaguardando la specificità delle professioni sanitarie” e sanzionando diversamente la piaga dell'abusivismo. Se questo non avverrà, verrà convocato d'urgenza un nuovo Consiglio Nazionale per “le ulteriori azioni di tutela dei legittimi interessi in campo”. I camici bianchi si riferiscono al problema delle tariffe, della pubblicità, delle caratteristiche delle società professionali. Bocciato soprattutto l’articolo 2 del provvedimento, dove “si affronta in modo parziale e impositivo una questione ormai centrale per lo sviluppo economico e civile del nostro Paese e cioè realizzare un moderno ordinamento delle professioni e dei servizi professionali che abbia il suo baricentro in Ordini in grado, quali soggetti pubblici, di promuovere, controllare e garanti-

Gli articoli nel mirino delle professioni regolamentate DECRETO-LEGGE 4 luglio 2006, n. 223 - Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale (GU n. 153 del 4-7-2006) Testo in vigore dal 4-7-2006: Art. 2. Disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali 1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonché al fine di assicurare agli utenti un’effettiva facoltà di scelta nell’esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato, dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali: a) la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti; b) il divieto, anche parziale, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni; c) il divieto di fornire all’utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che il medesimo professionista non può partecipare a più di una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o più professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità. 2. Sono fatte salve le disposizioni riguardanti l’esercizio delle professioni reso nell’ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso, nonché le eventuali tariffe massime prefissate in via generale a tutela degli utenti. 3. Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma 1 sono adeguate, anche con l’adozione di misure a garanzia della qualità delle prestazioni professionali, entro il 1° gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in contrasto con quanto previsto dal comma 1 sono in ogni caso nulle. Art. 35. Misure di contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale, punto 12: All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono aggiunti i seguenti: «I soggetti di cui al primo comma (le persone fisiche che esercitano arti o professioni e le società o associazioni fra artisti e professionisti ndr) sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese. I compensi in denaro per l’esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 100 euro.». re ai cittadini la qualità dei servizi, attraverso lo strumento della regolamentazione deontologica’’. Il valore sociale e civile degli Ordini, quali enti pubblici con funzioni ausiliarie dello Stato a garanzia e tutela della qualità dei servizi professionali, verrebbe - a giudizio di Bianco - fortemente messa in discussione da questo discutibile passaggio legislativo’’. Anche la normativa sulle modalità di pagamento dei servizi professionali “sono complesse e onerose per tutti’’.

FOFI, mobilitazione permanente Per la Federazione degli Ordini dei Farmacisti, quello varato dal Governo è un provvedimento da rivedere in modo sostanzioso e sostanziale, almeno nelle misure destinate al settore farmaceutico. E proprio per questo è stata decisa la mobilitazione permanente dell’esecutivo federale, al fine di definire i contenuti e le modalità di un’articolata strategia di confronto con il governo, altre istituzioni (a partire dalle Regioni e dall’Anci) e gli altri attori del sistema di salute. ■


laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006



5

RUBRICA LEGALE

Proprietario assente dal lavoro per visita urgente L’urgenza di sottoporre un cane a visita può essere certificata dal veterinario che ha visitato l’animale? E tale urgenza, così attestata, può giustificare l’assenza temporanea del proprietario del cane dal lavoro? Risponde l’Avv. Maria Teresa Semeraro Il medico veterinario che ha dovuto sottoporre a visita un cane può attestare l’urgenza della suddetta visita. Diverso problema è se l’urgenza, pur attestata dal professionista, possa giustificare l’assenza temporanea dal lavoro da parte del proprietario del cane. Al riguardo deve precisarsi che nel lavoro subordinato è la buona fede l’elemento che caratterizza il rapporto, con la conseguenza che, in un caso come quello che ci occupa, da un lato il lavoratore è tenuto, nei limiti di quanto gli è possibile, ad avvisare almeno telefonicamente il datore, e dall’altro il datore non può sanzionare il lavoratore nel caso di assenza che - benché non preventivamente concordata - non sia ingiustificata o arbitraria e non comprometta la produttività della propria impresa, la cui organizzazione è comunque affidata alle scelte ed alle disposizioni del da-

tore, che devono essere osservate dal prestatore (art.2104 c.c.). Ciò detto, giova evidenziare che non esiste nel nostro ordinamento un principio generale che permetta di considerare, in sé e per sé, l’infermità del proprio animale come un fatto, impeditivo della prestazione lavorativa, non imputabile al lavoratore, e dunque giustificativo dell’assenza dal lavoro (come accade, invece, ad esempio, per l’infermità del coniuge / convivente o di un parente entro il secondo grado, come previsto dalla L. 8.3.2000 N°53). D’altra parte non può ignorarsi la crescente sensibilità, nelle società contemporanee, nei confronti degli animali, ed in particolare la considerazione sempre maggiore che nella nostra cultura - anche giuridica - trova quell’insieme di sentimenti e di attenzioni che fanno del proprietario dell’animale di affezione il titolare di veri e propri diritti (come, ad esempio, il diritto al risarcimento per il dolore patito - indipendentemente da una perdita economica - in conseguenza della perdita del proprio animale causata da un fatto illecito altrui). In questo contesto, consiglio al lavoratore che senza preavvisare - si sia assentato per accudire urgentemente il

proprio cane, di usufruire di un permesso non retribuito (come dovrà risultare nella busta paga del mese nel quale si è verificata l’assenza dal lavoro), previsto dall’ordinamento in favore del lavoratore per svariate circostanze. Certo è che il datore di lavoro che intenda contestare l’assenza potrà farlo solo nel rigoroso rispetto di quanto previsto dall’ordinamento: in base alla normativa vigente, ed in particolare in base alla L. 20.5.1970 N°300 (Statuto dei lavoratori), qualunque provvedimento disciplinare e/o contestazione da parte del datore deve essere posto in essere nel rispetto di tassativi termini, requisiti e procedure che l’ordinamento stabilisce a tutela e garanzia del lavoratore. Né va dimenticato che qualunque sanzione il datore intenda adottare, essa deve essere proporzionata all’infrazione addebitabile al lavoratore, ovvero - nel caso di specie - all’assenza dal lavoro, ed in particolare al numero di ore nelle quali il lavoratore si è assentato, con la conseguenza che, ad esempio, sarebbe illegittimo, nel caso di specie, il licenziamento (misura abnorme anche rispetto ad un’assenza per un’intera giornata di lavoro). ■

Procedimenti disciplinari uanto ha diritto di sapere l’incolpato affinché il diritto di contraddittorio sia tutelato ed egli possa adeguatamente difendersi? Per la Corte di Cassazione, la contestazione dell’addebito da parte dell’Ordine non esige una minuta, completa e particolareggiata esposizione dei fatti che integrano l’illecito: è sufficiente che l’incolpato, con la lettura dell’incolpazione, sia posto in grado di approntare la propria difesa in modo efficace. È esattamente quello che è accaduto all’origine di un contenzioso fra l’Ordine dei Veterinari di Roma e un iscritto: il veterinario incolpato non ritenendo di aver ricevuto informazioni dettagliate in merito agli addebiti deontologici, promuoveva ricorso nelle sedi competenti.

Q

Elementi sufficienti. “Lamenta il ricorrente che nella fattispecie con la raccomandata del 7.5.2002 si comunicava l’apertura del procedimento disciplinare davanti all’ordine convocandolo per la seduta del 29.5.2002, senza contestazione degli addebiti; che solo in data 15.7.2002 l’ordine faceva menzione di un “facsimile di ricetta”; che nessuna risposta esso incolpato aveva ricevuto in merito ad una richiesta di rinvio della seduta del 17.7.2002; che solo in data 14 ottobre veniva a sapere che la decisione era stata assunta nella seduta del 18.9.2002; che conseguentemente nessuna fase dibattimentale si era svolta alla presenza di esso ricorrente”. La Corte di Cassazione, in linea di principio, ha ribadito che la tutela del contraddittorio nei confronti del professionista sottoposto a procedimento disciplinare richiede una contestazione dell’addebito e la comunicazione di un’incolpazione che gli consenta di approntare una difesa senza rischiare di essere giudicato per fatti diversi, da quelli ascrittigli o diversamente qualificabili sotto il profilo della condotta professionale a fini disciplinari. In ogni caso non può esservi mancata correlazione tra accusa e sentenza se, sui fatti per cui è stato condannato, l’incolpato ha avuto modo di difendersi. Nella fattispecie, l’incolpato già dal verbale di audizione personale risulta essere stato informato che il procedimento disciplinare era relativo ad inadempienze per un facsimile di ricetta. (Cassazione Civile, Sez. III, 02 marzo 2005, n. 4465)

OSSERVATORIO FARMACO

a cura di Aldo Vezzoni

Il nuovo Codice del Farmaco visto dalla parte del farmacista ella Gazzetta Ufficiale n. 121 del 26 maggio 2006 (Supplemento ordinario n. 127) è stato pubblicato il decreto legislativo (DLgs) n. 193/2006 relativo al nuovo “Codice comunitario dei medicinali veterinari”. Il Codice è in vigore il 10 giugno 2006 e sostituisce la precedente normativa in materia. Queste le novità, di particolare rilievo per i farmacisti, come veicolate dalla FOFI. Può tornare utile conoscere le indicazioni diramate ai farmacisti dall’ordine, per avere un quadro coerente e completo dell’applicazione delle nuove norme.

N

Registrazione della documentazione (art. 71) È stato introdotto, anche per i titolari di farmacia, un obbligo di registrazione e documentazione per tutte le ricette medico-veterinarie e non più quindi soltanto per quelle non ripetibili in triplice copia. Il termine di conservazione della documentazione è stato inoltre elevato da tre a cinque anni. È stato infatti previsto che i titolari di farmacia dovranno conservare per cinque anni dall’ultima registrazione la documentazione relativa ai medicinali veterinari soggetti a ricetta medico-veterinaria. I dati contenuti nella predetta do-

cumentazione sono riportati a pagine prenumerate o in appositi tabulati elettrocontabili già in uso, validi ai fini delle disposizioni fiscali, integrati oltre che dalle fatture di vendita anche dal nome del veterinario prescrittore, allegando la relativa ricetta. L’ASL provvede almeno una volta l’anno ad eseguire una ispezione nel corso della quale accerta la tenuta della suddetta documentazione e la sua regolarità. Gli obblighi di registrazione sono assolti per la ricetta medico-veterinaria non ripetibile, mediante il trattenimento della stessa e, per la ricetta medico-veterinaria ripetibile, mediante il suo trattenimento al termine del periodo di validità; la ricetta medico-veterinaria non ripetibile, limitatamente all’ipotesi di prescrizione agli animali da compagnia, e ad esclusione dei casi di prescrizione di medicinali per uso umano, deve essere conservata per sei mesi a decorrere dalla data del suo rilascio. La documentazione di entrata e uscita dei medicinali veterinari deve essere conservata separatamente da quella dei medicinali per uso umano. Vendita all’ingrossoIncompatibilità (art. 72) È stata confermata la disposizione in base alla quale l’incarico di

farmacista responsabile della vendita diretta presso il grossista autorizzato è incompatibile con la figura di direttore o titolare di farmacia. Ricetta non ripetibile in triplice copia-Validità (art. 77) La validità della ricetta non ripetibile in triplice copia è stata elevata da sette a dieci giorni “lavorativi”, da intendersi ovviamente come “non festivi”. Codice a barre (art. 89) È stato previsto che sulle confezioni sia applicato un codice a barre dal quale sia rilevabile, attraverso lettore ottico, il numero di lotto. Farmacovigilanza (art. 91 e Allegato II) È stato confermato l’obbligo per i farmacisti di segnalare ogni sospetta reazione avversa sull’animale e sull’uomo o l’eventuale mancanza di efficacia collegata all’utilizzo di un medicinale veterinario. Ai fini della segnalazione dovrà essere utilizzato il modello, di cui all’Allegato II al DLgs n. 193/2006. Il termine entro il quale le schede di segnalazione devono essere trasmesse è stato elevato da sei a quindici giorni lavorativi e da tre a sei giorni lavorativi nel ca-

Le regole della distribuzione non sono cambiate l Ministero della Salute, con nota del 13 giugno 2006, ha chiarito che il DLgs 193/2006 recante il “Codice Comunitario dei medicinali veterinari” non modifica quanto già in vigore in materia di distribuzione del farmaco veterinario. Questo, in sintesi, il quadro normativo confermato dal Ministero. Registrazione documentazione - Anche a seguito dell’entrata in vigore del DLgs 193/2006, non sussiste per i farmacisti l’obbligo di tenere uno specifico registro per le transazioni in entrata e in uscita di medicinali veterinari; è pertanto sufficiente che i farmacisti conservino, come in precedenza, la documentazione in entrata e in uscita relativa ai medicinali assoggettati a ricetta medico-veterinaria. In particolare: a) per le operazioni in entrata: i farmacisti devono conservare per cinque anni la fattura e/o il documento di trasporto; b) per le operazioni in uscita: i farmacisti devono conservare per cinque anni tutte le ricette medico-veterinarie non ripetibili, tranne quelle che prescrivono medicinali veterinari ad animali da compagnia, che devono essere conservate per sei mesi; c) ricette ripetibili: il farmacista non ha l’obbligo di conservare né in originale, né in copia le ricette medico-veterinarie ripetibili, ma le stesse devono essere trattenute dal farmacista al termine del periodo di validità. Numero di lotto- Per i farmacisti, l’obbligo di registrazione del numero di lotto è assolto, sia in entrata che in uscita, mediante l’annotazione dello stesso sulle ricette medico-veterinarie in triplice copia (Farmacia 33).

I

so di reazioni avverse gravi. Divieto di pubblicità (art. 107) È stato confermato il divieto di pubblicità al pubblico dei medicinali veterinari che sono dispensati soltanto dietro presentazione di ricetta medico-veterinaria o contengono sostanze psicotrope o stupefacenti.

Nuovo modello di ricetta medico-veterinaria non ripetibile in triplice copia (art. 118 e Allegato III) Nell’allegato III al DLgs n. 193/2006 è riportato il nuovo modello di prescrizione medico-veterinaria non ripetibile in triplice copia peraltro praticamente identico a quello precedente attualmente in uso. ■


6

laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006 ATTUALITÀ

Prelievi istologici corretti e buone norme per l’invio dei campioni Pubblichiamo, grazie alla tempestiva collaborazione del suo autore, una breve trattazione sulla realizzazione di prelievi istologici e sulla loro corretta spedizione. L’argomento prende le mosse dalle svariate difficoltà riscontrabili nella pratica professionale quotidiana e dai molteplici inconvenienti che sono stati portati alla nostra attenzione. ome realizzare dei prelievi istologici corretti... ovvero come ottimizzare i risultati del laboratorio di patologia e della propria struttura. Se esistono più neoformazioni sullo stesso organo/pezzo d’exeresi, praticare tanti prelievi quante sono le neoformazioni (per esempio ciò è valido soprattutto per i tumori mammari multipli, che possono avere strutture e prognosi differenti). I prelievi vanno sempre quindi identificati o con punti di sutura o in contenitori differenti o con colori diversi, riportando sulla scheda anamnestica la relativa didascalia.

C

Piccole e grandi dimensioni Una neoplasia di piccole dimensioni non è sinonimo di benignità. Le piccole neoformazioni devono essere spedite per intero, dopo essere state almeno parzialmente sezionate in due parti simmetriche, in modo che la formalina possa agire efficacemente anche in profondità. Ciò è da farsi sempre quando si inviano al laboratorio masse con almeno uno degli spessori/diametri superiore a 1-2

cm. È importante segnare sempre i margini di escissione chirurgica mediante inchiostro di china o tempere colorate: diversi colori saranno utilizzati per identificare i margini craniale, caudale, dorsale o ventrale. Prima di fissare in formalina i materiali bisogna fare adeguatamente assorbire/essiccare i colori per 20-30 minuti Le masse di grandi dimensioni che non possano essere consegnate o spedite al laboratorio per intero dovranno essere sottoposte a prelievi multipli. Bisogna evitare di inviare all’analisi solo il centro di tumori voluminosi che normalmente si presenta ischemico, emorragico o necrotico. Inviare invece la porzione più periferica (corteccia tumorale), dove si troveranno anche numerosi vasi linfatici eventualmente sede di embolie neoplastiche e quindi di alto valore diagnostico e prognostico. Anche in questo caso bisogna eseguire sempre sezioni che consentano una adeguata fissazione veloce del materiale, ricordandosi che la formalina penetra bene fino a 1-2 cm di spessore. Bisogna identificare ogni singolo pezzo ottenuto con i metodi sopra descritti. Mai una milza in toto I tumori splenici possono creare problemi anche maggiori. Per il prelievo bisogna sempre evitare le zone necrotiche e/o emorragiche ed invece eseguire prelievi nelle bande tissutali intra- o peritumorali che appaiono in genere

più dense e più bianche. La milza in toto poi è bene non inviarla mai in quanto prima che la formalina possa penetrare in profondità ed adeguatamente fissare i tessuti iniziano i fenomeni di lisi e necrosi. È indispensabile quindi preparare dei tasselli sempre di 1-2 cm e procedere come indicato sopra con la loro identificazione. Problemi frequenti I problemi che più di frequente si verificano si possono così riassumere: Prelievo non adeguato di tessuto (scarso, con metodo errato quale elettrobisturi, rovinato dalle manualità messe in atto) Fissaggio con formalina esausta, non tamponata, con concentrazione maggiore od inferiore al 10% Contenitori/vasi non idonei per l’istologia: vetro, plastica fragile, non a tenuta stagna, con apertura strozzata od inadeguata per estrarre il materiale fissato sono alcuni esempi Fissativo in quantità insufficiente Scheda anamnestica lacunosa, mal compilata, assente Scambio di campioni tessutali prima della spedizione Indirizzi errati, incompleti, assenza indirizzo del mittente anche all’esterno dei pacchi Mezzo di spedizione non idoneo Preparazione e spedizione per posta o corriere del materiale in pacchi/buste non idonei. Buone norme per la spedizione Per un corretto invio dei campioni al Laboratorio di analisi esterno si presentano varie possibilità: 1. Consegna diretta al laboratorio Osservare le regole di cui sopra evitando gli errori riportati. 2. Ritiro da parte degli incaricati del laboratorio Vale quanto detto al punto 1 3. Spedizione postale al laboratorio In questo caso esistono norme ben precise da rispettare in linea generale, e poi alcune regole da mettere in atto nel nostro interesse. Esistono infatti le norme IATA per il trasporto di campioni biologici non pericolosi non infettivi: esse vanno rispettate tassativamente se non si vuole incorrere in problemi di natura pratica, ed in extremis di natura legale. "I vetrini per la citologia non devono assolutamente venire in contatto con formalina e vapori di formalina, quindi anche loro vanno isolati dentro buste ermetiche, soprattutto se spediti insieme a campioni istologici". Il triplo imballo Il materiale va spedito dentro un contenitore a norma, con doppia chiusura ermetica a pressione con tappo e con secondo tappo a vite, in materiale plastico resistente non fragile, moderatamente elastico, antirottura. Questo con-

di Emanuele Minetti BiEsseA srl Lab. Analisi Veterinarie

tenitore va quindi inserito in una busta di plastica resistente a chiusura ermetica. Il terzo contenitore in cui inserire i due precedenti deve essere di cartone resistente difficilmente comprimibile, all’interno del quale è bene inserire del polistirolo, per proteggere ulteriormente il contenuto. Si ottiene così il “triplo imballo” (che è richiesto per la spedizione di TUTTI i campioni biologici, non solo per l’istologia), atto ad impedire sia il danneggiamento sia la fuoriuscita di materiali dal pacco con le immaginabili conseguenze. Si vuole in particolare sottolineare che i vettori richiedono queste norme, e che i laboratori che offrono specifici servizi di ritiro campioni tramite corrieri convenzionati devono necessariamente avere un contratto in cui il trasporto di essi sia evidenziato ed autorizzato. Eseguire infatti spedizioni di materiale biologico in modo corretto secondo le norme riportate ma non usare un mezzo (posta o corriere) adeguato non è sufficiente. Dichiarazione di non pericolosità Il campione deve inoltre viaggiare con una dichiarazione di non pericolosità compilata dal mittente che così si assume la responsabilità di ciò che spedisce. Ricordo infatti che di norma è il mittente responsabile della sicurezza della spedizione, pur se il titolare del contratto con il corriere è il laboratorio di analisi. Nel caso infatti il pacco venisse danneggiato, perché il materiale è stato spedito in modo non appropriato, il vettore ha il diritto/dovere di mandare alla distruzione il tutto, senza nemmeno rendere nota la cosa, al fine di evitare rischi alle persone ed all’ambiente. Pertanto impegnarsi a rispettare queste poche regole consentirà nella pratica di accedere con tranquillità maggiore a servizi che altrimenti potrebbero esserci preclu-

si. Esiste però sempre la possibilità che un pacco venga non consegnato per altri motivi. Il più frequente è che esso venga smarrito nei vari passaggi fra piccola raccolta, magazzini di smistamento, consegna locale. Il controllo a distanza L’uso di corrieri con autorizzazione e con sistema di monitoraggio (tracciabilità) via internet delle spedizioni consente di tenere sotto controllo dal proprio posto di lavoro tutta la trafila, quando e se esistono problemi. Al contrario usando mezzi postali (posta ordinaria), o corrieri che non consentono la tracciabilità della spedizione, nel caso di smarrimento sarà impossibile far valere alcuna ragione con chicchessia. Si diventa così direttamente responsabili verso paziente e proprietario dello smarrimento del materiale biologico, con possibili denunce per ovvi motivi. Conservare materiale per successiva analisi Quando si spedisce materiale istologico è in ogni caso evidente che esso ha quasi sempre una sola possibilità di essere sottoposto a processazione ed analisi del patologo. Per evitare tutti i possibili rischi di cui sopra (smarrimento, distruzione, alterazione) è bene premunirsi cercando di ottenere almeno altro materiale da conservare nella propria struttura. Quando le dimensioni del pezzo di exeresi lo consentano è bene fissarne una parte per sé e non spedirla, meglio insieme ad alcuni vetrini citologici ottenuti per impressione/ago fine dai pezzi inviati al laboratorio. Qualora invece il pezzo sia piccolo, e non suddividibile, bisogna almeno fare i vetrini citologici per impressione/ago fine ed archiviarli. Così nel malaugurato caso la nostra spedizione “a regola d’arte” fosse smarrita o danneggiata irreparabilmente avremo ancora materiale biologico per una successiva analisi. ■

RECENSIONI

Le ultime mille lire Racconti Fiorello Bottarelli Casa editrice: Edizioni Pontegobbo Pagine: 285 Prezzo. € 15,00

Trentotto racconti di un veterinario illustrati con foto d’epoca. Storie di uomini e animali ambientate nell’agro pedecollinare padano dalla fine della guerra ai giorni nostri. Presentazione di Nino Andena, Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori. Prefazione di Pier Luigi Peccorini Maggi, giornalista.


laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006

7

PREVIDENZA

Nuove strade per la previdenza veterinaria

di Alessandro Lombardi

ENPAV, coniugare dignità e sostenibilità G ià da qualche tempo l’Enpav ha intrapreso una nuova strada, mettendo in primo piano il rapporto con gli iscritti e modulando così la propria attività in funzione delle esigenze della Categoria. La massima espressione di questo cambiamento è il progetto di riforma presentato in occasione del V Convegno Nazionale che si è tenuto ad Ostuni nei giorni 9 e 10 giugno u.s. In controtendenza rispetto alle riforme varate negli ultimi tempi da altri Enti previdenziali di professionisti, il progetto si propone di creare un sistema pensionistico che consenta di coniugare l’esigenza della “dignità” delle prestazioni con la “sostenibilità” degli equilibri di cassa.

La sostenibilità del sistema Questo è stato possibile grazie ai risultati che ci ha restituito l’ultimo Bilancio Tecnico dell’Ente redatto al 31.12.2003, che ha evidenziato una gestione in equilibrio fino al 2026 (anno nel quale viene registrato il primo saldo negativo) ed una previsione di azzeramento del patrimonio nell’anno 2041. Mi soffermo brevemente su questi ultimi dati, solo per dire che già nel 2001 l’Enpav, precorrendo i tempi e con grande lungimiranza e senso di responsabilità da parte dei suoi Organi Amministratori, ha varato un importante pacchetto di riforme che hanno consentito di migliorare in modo significativo la sostenibilità del sistema, ritardando di ben 16 anni l’inversione di tendenza che il Bilancio Tecnico al 31.12.1997, ante riforma, fissava al 2010. Naturalmente non abbassiamo la guardia. La nostra attenzione sulla sostenibilità dell’Ente è sempre vigile e si realizza attraverso il monitoraggio costante della situazione, che si rinnoverà alla fine di quest’anno con la redazione del nuovo Bilancio Tecnico aggiornato al 31.12.2006.

L’ENPAV si rinnova Possiamo dire che il nostro disegno strategico istituzionale ha come obiettivi la ricerca della sostenibilità dell’Ente, il rispetto dei vincoli di bilancio presenti e futuri, la garanzia dell’equità entro e tra le generazioni, l’individuazione delle esigenze degli associati. Rappresenta senz’altro un importante punto di svolta il cambiamento di prospettiva che ci sta portando ad investire il nostro Ente non più soltanto di un ruolo previdenziale, ma anche in senso più ampio di una funzione sociale, intraprendendo un sostanziale rinnovamento rispetto a quella che è l’immagine tradizionalmente propria di un Ente di previdenza. Espressione di tale rinnovamento, la nuova gamma di servizi che l’Enpav offre ai propri associati, con una particolare attenzione rivolta ai giovani, ed il progetto di “pensione modulare” che l’Assemblea Nazionale dei Delegati ha approvato all’unanimità a conclusione del Convegno di Ostuni.

Il progetto di riforma - la pianificazione previdenziale L’Enpav “modulare” offre l’opportunità di aumentare il proprio trattamento pensionistico attraverso una quota di pensione aggiuntiva costruita con il versamento di contributi volontari, in una percentuale compresa tra il 2 ed il 14%, la garanzia di un rendimento minimo dell’1,5% e la redistribuzione sui montanti individuali laddove i rendimenti effettivi siano superiori alla media quinquennale del PIL. Richiamando un messaggio che ho desiderato lanciare in occasione della mia relazione al Convegno, “Ciascuno è artefice del proprio destino”, questo progetto si propone di offrire la possibilità a tutti di costruirsi una quota di pensione aggiuntiva, pianificando le proprie aspettative e ridurre così il più possibile il gap pensioni-

La Corte dei Conti promuove l’ENPAV i legge nelle conclusioni della Corte dei Conti sulla gestione de-

S gli esercizi 2003 e 2004: “l’Ente pone attenzione alla sostenibilità

finanziaria della gestione previdenziale. Infatti, traspare un’attenta vigilanza sull’andamento delle entrate e delle uscite; una costante cura nel contenimento dei costi e nella maggiorazione dei ricavi, espressa con attenta valutazione dell’impiego della liquidità, sia per trarne migliore redditività, sia per garantirne la sicurezza, mediante diversificazione in vari strumenti finanziari e investimenti; una revisione in atto della composizione del patrimonio, di quello immobiliare, in particolare, per trarne maggiore rendimento netto. Traspare anche un lieve tasso di miglioramento dell’efficienza operativa complessiva, e dell’efficacia dell’azione amministrativa e di governo svolta. Elemento sintomatico del primo è costituito dal tempo medio impiegato per la definizione delle richieste di liquidazione dei vari tipi di pensione, il secondo, dai buoni risultati operativi e complessivi. Richiede comunque una scelta ponderata, ma non rinviabile, la situazione emersa dal bilancio tecnico, che evidenzia come l’attuale normativa garantisca un equilibrio solo fino al 2041, ma con l’azzeramento del patrimonio”. Tra i fattori della positiva gestione, la Corte dei Conti rileva l’aumento degli iscritti a fronte di un calo di pensionati con positive conseguenze sulle entrate contributive e la crescita dei ricavi per il migliorato rendimento degli investimenti mobiliari. (Delibera 46/2006 del 23 giugno 2006)

stico derivante dalla differenza tra pensione di base ed ultimo reddito percepito. D’altra parte siamo consapevoli dell’importanza del ruolo che avrà l’Ente perché il progetto possa decollare. Sono ancora poco diffuse la cultura e la coscienza previdenziale ed i giovani in particolare, che possono sfruttare l’effetto “tempo” per investire in misura significativa sul proprio futuro, sono di contro frenati da contingenze economiche e da disinformazione. In tale contesto l’Enpav dovrà svolgere un’importante attività di sensibilizzazione e di supporto per i propri iscritti, affiancandoli in quella che si può definire una strategia di pianificazione previdenziale che passa attraverso l’analisi delle situazioni personali (lavorative, fianziarie, di rispar-

mio), l’identificazione dei bisogni previdenziali, la determinazione delle risorse finanziarie da investire per il proprio futuro pensionistico. Se in questo momento dovessi parlare con un iscritto della nuova pensione Enpav modulare, gli direi che è vantaggiosa: • perché si basa su un sistema flessibile di versamenti volontari • perché la contribuzione aggiuntiva, che ciascuno sceglierà liberamente di versare, è fiscalmente deducibile • perché la confluenza di tali versamenti nel contesto della previdenza obbligatoria di base consente una riduzione dei costi di gestione e dunque migliori rendimenti • perché l’Ente è garanzia di trasparenza ed affidabilità nella

Presidente ENPAV

gestione degli investimenti e nei rendimenti ottenuti La riforma, se sarà approvata dai Ministeri vigilanti, diverrà operativa dal 1° gennaio 2007. Naturalmente è nostra intenzione intraprendere sin d’ora un’attività di informazione e comunicazione, per consentire ai Colleghi di arrivare alla meta consapevoli e preparati sulle scelte individuali da intaprendere. Contestualmente proseguirà il nostro impegno verso l’implementazione ed il miglioramento dei servizi e di supporto ai giovani nelle difficoltà che incontrano soprattutto nella fase di avvio della professione, rafforzati nella convinzione che l’Enpav possa rappresentare un punto di riferimento ed un significativo polo di aggregazione per la Categoria. ■


8

laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006 ANMVI REGIONE

Lombardia, Veterinari nella Consulta Regionale delle Professioni a Federazione Regionale degli Ordini Veterinari della Lombardia e gli Ordini Provinciali dei Veterinari di Bergamo, Brescia, Lodi, Milano, Pavia, Sondrio, Varese, Cremona, Como e Lecco sono stati ammessi alla Consulta Regionale degli Ordini Professionali istituita dalla Regione Lombardia. Sono in tutto

L

52 gli ordini professionali che faranno parte di questo organismo che riconosce “il ruolo propositivo svolto dagli ordini, collegi e associazioni professionali nello sviluppo socio-economico regionale”. La Consulta, istituita con Legge Regionale 7/2004, promuoverà iniziative volte a qualificare le libere professioni nell’esercizio delle

loro competenze e rapporti con i cittadini, predisponendone gli strumenti necessari; si occuperà dell’attuazione di una politica di informazione adottando le misure necessarie all’aggiornamento delle professioni finalizzato anche all’inserimento nel contesto europeo; promuove un’adeguata tutela del cliente e degli interessi pub-

ABRUZZO

blici connessi al corretto e legale esercizio della professione, alla qualità delle prestazioni ed al rispetto delle regole deontologiche. La Consulta delle professioni studierà i problemi delle professioni intellettuali e proporrà alla Giunta regionale studi e ricerche proponendo iniziative tese a qualificare e tutelare le libere professioni.

Diritti degli animali nello Statuto mendamento dei Verdi al nuovo Statuto della regione Abruzzo, per l’inserimento del riconoscimento dei diritti degli animali. L’emendamento propone di inserire all’articolo 9 del nuovo Statuto “La Regione, promuove e garantisce la cultura, il rispetto ed il riconoscimento dei diritti degli animali, come previsti dalle convenzioni internazionali e dalla normativa comunitaria”. Soddisfazione da parte di Walter Caporale, capogruppo regionale dei Verdi cha ha affermato: “è una grande conquista culturale della nostra Regione, per il superamento dell’antropocentrismo che ha costretto gli animali ad avere e ricoprire unicamente il ruolo e la funzione di oggetti e strumenti utilizzati dall’uomo”. Il principio è già presente anche negli statuti di Calabria, Piemonte e Marche.

E

EMILIA ROMAGNA

Manfredini: una campagna contro l’abbandono degli animali auro Manfredini - del Gruppo Lega Nord Padania - si è rivolto alla Giunta regionale dell’Emilia Romagna per sapere quali provvedimenti che la giunta intenda adottare per contrastare il fenomeno dell’abbandono degli animali domestici. La situazione descritta dal consigliere è caratterizzata da notizie sempre più frequenti di violenze e abusi a cui sono sottoposti questi animali, mentre le sanzioni previste dalla normativa nazionale contro chi abbandona i cani vengono aggirate, rendendo impossibile risalire al proprietario, in quanto gli animali sono sprovvisti del microchip o del tatuaggio. Manfredini chiede alla Regione di intraprendere una campagna contro l’abbandono degli animali, evidenziando le sanzioni previste; chiede, inoltre, di effettuare un accertamento, in accordo con le Ausl, con tanto di ispezioni e verifiche, nei canili e gattili, per verificare il trattamento riservato a questi animali. Manfredini invita a promuovere con le anagrafi canine dei Comuni una verifica dei cani effettivamente presenti e se tutti siano registrati.

M


9

laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006 INFO REGIONI

Medicine non convenzionali, l’Emilia Romagna approva la pdl ’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, nella seduta pomeridiana di mercoledì 5 luglio, ha approvato la proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’art. 121 della Costituzione, d’iniziativa del consigliere Gianluca Borghi, “Disciplina delle Medicine Non Convenzionali esercitate da laureati in medicina e chirurgia, odontoiatria e veterinaria”. A renderlo noto il Comitato Permanente di Consenso e di Coordinamento per le Medicine non Convenzionali in Italia, in un comunicato stampa. “Tale progetto - si legge nel comunicato - dopo il consenso amplissimo ricevuto in sede di udienza conoscitiva, pone la Regione EmiliaRomagna all’avanguardia nel panorama delle MNC a livello nazionale”. “Infatti per la prima volta una regione, l’Emilia-Romagna avvalendosi dell’art. 121 della Costituzione, facendo proprio il progetto del consigliere Gianluca Borghi, invia - sottolinea Paolo Roberti di Sarsina, Coordinatore del Comitato - un segnale inequivocabile al Governo, un forte impulso perché il Legislatore finalmente, dopo quasi vent’anni di progetti di legge sulle MNC naufragati, vari la legge quadro nazionale sulle MNC che a gran voce è richiesta dai professionisti, a partire dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, consumatori, pazienti, associazioni e società medico scientifiche di MNC. Tale legge, tra l’altro, metterebbe l’Italia al passo delle nazioni più avanzate dell’Unione Europea, quali Francia, Regno Unito, Germania, Austria ove le MNC da anni sono inserite ufficialmente e stabil-

L

ABRUZZO

Randagismo, ANMVI Abruzzo in Regione o scorso 5 luglio, il Presidente di ANMVI Abruzzo, Marco Della Torre ha partecipato ad una riunione della V commissione regionale - Affari sociali e tutela della salute - per discutere della nuova legge sul randagismo. Sono state presentate due proposte di legge, una dal Centro-Sinistra e dagli Animalisti e l’altra da un Consigliere di Forza Italia che aveva recepito un Documento di modifica della vecchia Legge sul Randagismo redatto in tempi passati dall’Ordine dei Medici Veterinari Pescara. Considerando interessante la novità della proposta di legge di prevedere una “Mutua” per animali d’affezione per gli esenti da Ticket Sanitario, il Presidente di ANMVI Abruzzo ha presentato e consegnato alla V Commissione il documento Leavet, un progetto in corso di definizione realizzato dall’ANMVI che prevede prestazioni clinico-veterinarie di base in regime convenzionato o in modalità agevolate alla clientela.

L

mente nei programmi formativi universitari e riconosciute dai sistemi sanitari nazionali e dalle assicurazioni e casse malattia, ottemperando inoltre finalmente a quanto il Parlamento Europeo nel 1997 e il Consiglio d’Europa nel 1999 avevano statuito invitando tutte le nazioni dell’Unione Europea a dotarsi di leggi nazionali sulle MNC.” “L’orizzonte delle MNC nel nostro Paese quindi si sta schiarendo - affer-

ma Sarsina. Una nuova fase di una realtà sociale che riguarda decine di milioni di italiane e italiani sembra possa finalmente vedere la luce.” A rafforzare l’impegno assunto dal Governo con gli elettori “a colmare il ritardo dell’Italia rispetto ai principali Paesi europei in materia di riconoscimento giuridico delle medicine non convenzionali e delle discipline bio-naturali”, il 15 giugno scorso il Parlamento Europeo, in

seduta plenaria, ha approvato in prima lettura il Settimo Programma Quadro per lo Sviluppo e la Ricerca 2007-2013, nel cui ambito è stato adottato per la prima volta un emendamento a favore delle MNC. Inoltre il 21 giugno scorso, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 142, Suppl. Ord. n. 153, del Decreto Legislativo 24 Aprile 2006 n. 219, l’Italia ha finalmente recepito la Direttiva Europea 2001/83/CE e

successive direttive di modifica relativa ad un Codice Comunitario concernente i Medicinali per Uso Umano, nonché la Direttiva 2003/94/CE che riguarda anche i medicinali omeopatici, antroposofici, omotossicologi, fitoterapici. L’ANMVI ha partecipato attivamente al dibattito di questa iniziativa attraverso la presenza del collega Francesco Longo, delegato ANMVI per le MNC. ■


10

laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006 RIFLESSIONI di Giorgio Neri

Io sono competitivo (finché sono vivo, finché sono vivo...) S ono un Veterinario Competitivo. Dentro di me lo sono sempre stato, in realtà, ma ora grazie al ministro Bersani potrò finalmente seguire il mio credo. Non più etica e deontologia! Non più scienza e coscienza! L’unica legge, d’ora in poi, sarà quella di mercato; l’unico obbiettivo, l’accaparramen-

to di clientela. Per questo ho già cominciato ad affiggere, nelle vicinanze degli ambulatori degli altri colleghi, delle locandine su cui si elencano le prestazioni che effettuo (tutte quelle che rendono) e le tariffe, rigorosamente inferiori alla concorrenza, che chiedo. Qualche infiltrato nelle sale d’aspetto dei col-

leghi ha fatto il resto. La clientela è già raddoppiata, e conto di quintuplicarla entro la fine dell’anno. Certo, un po’ di malumori nella categoria li ho creati, ma così imparano, i colleghi, con le loro stupide cautele (“e questo non è prudente, e quell’altro non è corretto…”) ad andare finalmente incontro al consumatore!

Ho adibito due sale visita: un infermiere mi prepara l’animale sul tavolo, due minuti per visitarlo e poi via nell’altro ambulatorio comunicante, mentre l’infermiere compila la ricetta per il precedente e intanto mi prepara il successivo! In questo modo riesco a visitare 30 pazienti all’ora, e siccome chiedo 10 € a visita è un bel gua-

Medico Veterinario Competitivo (da oggi, in arte: Prof. Dr Guido Tersilli, titolare e direttore sanitario della clinica Villa Celeste, convenzionata con le mutue) dagno per me e un bel risparmio per il cliente, non trovate? Il problema è quando ti capita una cosa complicata. Chessò, una mielografia. Facendo due conti, la prestazione mi impegna un tempo pari all’effettuazione di 40 vaccinazioni, con la sola differenza che il mio guadagno è un quarto! Penso che utilizzerò questa strategia: “Signore, l’intervento costa tantissimo, non ne vale la pena! E poi, parliamoci chiaro, non è possibile garantire neanche un recupero delle condizioni precedenti!”. Così gli faccio una bella eutanasia (che se non sto lì a somministrare analgesici e anestetici me la cavo in cinque minuti e il cane, comunque, se ne accorge solo per poco) e gli chiedo 20 €. È vero che con le visite nello stesso tempo incasserei in media 5 € di più, ma poi quello si compra un altro cane e così io ho un ciclo vaccinale nuovo di zecca da effettuare! Gli interventi chirurgici, nell’interesse del consumatore, li ho suddivisi a seconda del trattamento in interventi di prima, seconda e terza categoria. Così anche quei pezzenti con cui mi trovo sempre più spesso ad avere a che fare avranno ciò che si meritano: un intervento chirurgico a basso prezzo. Certo, è una scocciatura quando debbo chiamare l’infermiere per tener fermo l’animale che si muove durante l’anestesia e devo alzare la radio a tutto volume per evitare che in sala d’aspetto si sentano le sue grida, ma che anestesia si può pretendere per 15 €? Dopo tutto quello che conta è il risultato, e anche se non sempre è quello desiderato perché i punti sono più distanziati per risparmiare filo da sutura, e ogni tanto viene qualche infezioncina qua e là per una sterilizzazione non perfetta della strumentazione cosa sarà mai? Il risparmio c’è stato lo stesso! Quello che ancora non sono riuscito a risolvere è il problema delle morti che, non riesco a capire perché, sono percentualmente aumentate. Ma un’idea, su cui sto lavorando, ce l’ho già: se è vero, come è vero, che con gli interventi di terza categoria (quelli che causano più morti, ma io lo so perché: sono quei pezzenti che non trattano bene i loro animali, e quando poi me li portano sfido io che muoiono!) risparmio parecchio, posso tranquillamente stanziare un decimo della cifra risparmiata per farmi una bella assicurazione. Che se la vedano poi con l’assicurazione, quei pezzenti! E se dovessero anche aver ragione si prendano i soldi, che così ci guadagnano pure perché i loro cani non sono neanche di razza e non valgono niente! Ora vado, perché lo scrivere questa cosa non mi ha fatto guadagnare neanche il becco di un quattrino. ■


11

laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Aspergillosi nasale del cane

di Maria Grazia Monzeglio

Efficacia della rinotomia con infusione di enilconazolo e somministrazione di itraconazolo no studio ha valutato l’efficacia della rinotomia e del curettage chirurgico associati a somministrazione topica di enilconazolo al 2% e itraconazolo orale in cani con aspergillosi nasale grave o ricorrente. In sette cani si effettuava la rinotomia. Nella fase iniziale dello studio, che includeva tre cani, il lembo osseo veniva lasciato unito cranialmente e riposizionato al termine della procedura. Nel gruppo principale dello studio, il lembo osseo veniva invece aspor-

U

Un nuovo prione bovino? Nuove evidenze suggeriscono l’esistenza di varianti del prione della BSE ecentemente è stata suggerita l’esistenza di una malattia prionica del bovino diversa dalla Bse, caratterizzata da aspetti molecolari della proteina prionica patologica (PrPres) distinti. Ora uno studio mostra che l’inoculazione intracerebrale di tali isolati nel topo produce una malattia in cui gli aspetti molecolari di PrPres rimangono distinti da quelli della BSE. Fino a poco tempo fa si è ritenuto che le TSE del bovino fossero causate da un singolo ceppo di un agente infettivo identificato all’inizio dell’epidemia di BSE bovina e con aspetti molecolari peculiari e omogenei. Tuttavia studi recenti hanno segnalato casi di malattie prioniche del bovino con aspetti di PrPres diversi. In Francia sono stati descritti isolati di tipo H in tre bovini, in Italia è stata riscontrata una forma di encefalopatia spongiforme amiloidosica del bovino. Le evidenze in favore di un nuovo ceppo di prioni del bovino suggeriscono che la BSE non sia la sola malattia prionica trasmissibile di questa specie. L’origine di tali casi non è stata determinata ma è ipotizzabile l’esistenza di origini alternative delle malattie prioniche del bovino oppure il verificarsi di modificazioni fenotipiche di PrPres dopo l’infezione da parte del prione della BSE.

R

Le notizie di Vet Journal sono consultabili on line all'indirizzo http://www.evsrl.it/vet.journal/ • Notizie scientifiche • Archivio bibliografico • Servizio Cytovet

tato. Gli aditi nasali venivano curettati e irrigati con soluzione di enilconazolo per un’ora. In quattro cani si somministrava itraconazolo orale per un mese in seguito alla chirurgia. In tutti i soggetti si effettuava una rinoscopia di controllo. Tutti e tre i cani dello studio iniziale mostravano una recidiva

della malattia e due erano sottoposti a un secondo intervento per asportare il lembo. Il gruppo principale dello studio includeva i quattro cani in cui il lembo era stato asportato inizialmente e i due cani dello studio iniziale che richiedevano un secondo intervento. Alla rinoscopia di controllo,

cinque cani erano liberi da Aspergillus ma mostravano una rinite batterica o infiammatoria e un cane presentava un piccolo aspergilloma ma in seguito era asintomatico. Il follow-up telefonico rivelava che quattro cani erano asintomatici, uno presentava starnuti intermit-

tenti e scolo nasale sieroso e uno aveva epistassi intermittenti. La rinotomia con rimozione del lembo combinata con l’infusione per un’ora di enilconazolo al 2% e itraconazolo orale era seguita da un esito soddisfacente nei cani con aspergillosi grave o ricorrente. ■


12

laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006

DALLE AZIENDE

Odontostomatologia: pratica specialistica o medicina di base? Prendiamo spunto dal tour di aggiornamento scientifico che la Dr.ssa Dea Bonello - Presidente del College Europeo di Odontostomatologia Veterinaria (EVDC) e Vicepresidente SCIVAC (foto a fianco) - sta attualmente portando in tutta Italia, per parlare di Odontostomatologia come “pratica specialistica di base”. Questa disciplina, infatti, oltre ad essere dottrina per “specialisti”, è anche pratica medica dei veterinari “generalisti”, da attuare quotidianamente per garantire buona salute ed ottima qualità di vita a cani e gatti. Odontostomatologia: una pratica specialistica e…di base Le “metodologie di base” dell’Odontostomatologia Veterinaria sono l’argomento delle otto serate di aggiornamento del tour organizzato da Innovet ed intitolato “Odontostomatologia: le pratiche specialistiche di base. Un’opportunità per il veterinario generalista”1. Un tour dal quale sta chiaramente emergendo come questa branca della Medicina Veterinaria, pur richiedendo le conoscenze e le competenze proprie di una disciplina specialistica, comprende anche una serie di procedure che rientrano nei compiti del veterinario generalista. “il medico veterinario - ha più volte ribadito Dea Bonello durante gli incontri ha un ruolo centrale nella filiera di gestione della salute animale… Ed è ormai obbligato a conoscere e saper applicare tutte quelle metodologie - diagnostiche, curative e profilattiche - tese a garantire il benessere degli animali da compagnia. Prime tra tutte, quelle pertinenti la salute del cavo orale.” La malattia parodontale: una patologia per il generalista Esempio tipico di patologia odontostomatologica con cui il veterinario generalista ha a che fare

ti a prevenire o ritardare l’insorgere della malattia parodontale e ad ottimizzare i benefici degli interventi odontoiatrici professionali. Spetta al medico veterinario informare e coinvolgere il cliente/proprietario, perché un rapporto continuo e costante non solo favorisce la scrupolosa esecuzione di cure quotidiane e di screening di controllo, ma migliora anche la qualità della prestazione sanitaria e delle sue ripercussioni sul benessere dell’animale. praticamente tutti i giorni è la malattia parodontale, cioè l’infiammazione dei tessuti di sostegno del dente (il parodonto). Provocata dalla flora batterica dentale, tale infiammazione è inizialmente limitata alla gengiva marginale (gengivite). Se trascurata, è destinata ad evolvere in una parodontite irreversibile, con coinvolgimento dell’osso alveolare, dolore, a volte anche intenso, e rischio di infezioni sistemiche a carico di organi vitali quali cuore, reni e fegato. La prevenzione è, dunque, fondamentale nel controllo e nella gestione della malattia parodontale, esattamente come in medicina umana. Ed è al medico veterinario di base che spetta tale prevenzione, fatta di periodici screening di controllo e di costanti cure domiciliari, con il fine di prevenire l’innesco della malattia parodontale, impedirne le ricadute e/o arrestarne la progressione alle fasi iniziali notoriamente reversibili. Il coinvolgimento e la fidelizzazione del proprietario Pedina fondamentale nella gestione della malattia parodontale è il cliente/proprietario, essenziale per ottenere, durante la visita clinica, informazioni sui sintomi e sul comportamento generale ed alimentare dell’animale, come per attuare un programma di costante “igiene orale domiciliare” che aiu-

Le attrezzature odontostomatologiche di base Oggigiorno, nell’ambulatorio di qualunque veterinario è impensabile non trovare la strumentazione necessaria per poter svolgere le pratiche odontostomatologiche più semplici, quali la detartrasi e la lucidatura dei denti. Tra le attrezzature indispensabili, Dea Bonello cita in particolare: il radiologico intraorale, l’ablatore ultrasonico con le diverse punte intercambiabili, una o più sonde parodontali millimetrate e tutti gli strumenti necessari per le estrazioni dentarie (es. scollaperiostio, pinze da estrazione e lussatori). Fondamentali anche i materiali di sutura (es. fili riassorbibili monofilamento di piccolo diametro), da utilizzare sulle ferite del cavo orale, per impedire la penetrazione di residui di cibo e per proteggere l’osso dai batteri presenti nel cavo orale. Il paziente nel post-operatorio: dalla responsabilizzazione del proprietario alle cure complementari Durante gli incontri, Dea Bonello

ha più volte sottolineato come tra i compiti del veterinario generalista rientri anche il controllo dello stress post-operatorio del paziente odontoiatrico, connesso sia ai postumi dell’anestesia che al dolore provocato dalle pratiche chirurgiche. Per questo, è importante non solo seguire con scrupolo ed attenzione l’animale fino al completo recupero di una condizione di coscienza e di tranquillità, ma anche responsabilizzare il proprietario sulla necessità di eseguire cure domiciliari corrette e costanti e controlli periodici dal veterinario. Per mantenere e prolungare nel tempo i risultati ottenuti o, altresì, per prevenire l’insorgere di nuove lesioni parodontali o il peggioramento di quelle già esistenti, Bonello spiega che si può agire su diversi fronti: dalle misure atte a promuovere una corretta masticazione (es. diete secche o “chews” che inducano l’animale a masticare il cibo prima di ingoiarlo o che esercitino un’azione “spazzolante” sui denti); alla spazzolatura quotidiana dei denti; all’impiego di sostanze specificatamente deputate a controllare l’iper-reattività infiammatoria della mucosa orale. Tra queste, risultati interessanti sono stati ottenuti con un gel mucoadesivo a base di aliamidi2, utilizzato in combinazione con la detartrasi/lucidatura dei denti in cani affetti da gengivite. “Dopo 45 giorni di applicazione - ha spiegato la stessa Bonello a Ljubliana, in occasione del 14mo congresso dell’EVDS (European Veterinary Dental Society) - il gel, applicato dopo l’intervento

di Lorena Castellaneta, DVM

ablativo, si è dimostrato in grado di migliorare la regressione della flogosi gengivale e di prolungare i benefici della profilassi dentale.” Conclusioni L’Odontostomatologia Veterinaria non è una dottrina “per soli specialisti”, ma trova applicazione quotidiana nella pratica ambulatoriale del veterinario generalista. Di pari passo alla maggior attenzione nei confronti del benessere degli animali d’affezione, aumenta anche la consapevolezza di quanto il cavo orale sia importante per determinare e mantenere tale benessere. “Il risultato - come ribadisce Dea Bonello - è che oggi tale settore rappresenta una vera e propria risorsa da sfruttare, proprio per il cospicuo numero di pazienti che necessitano di cure odontoiatriche. Ciò comporta, però, la necessità di dedicarsi all’ampliamento delle conoscenze medico-scientifiche e delle capacità professionali, unitamente alla volontà di impegnarsi in programmi articolati di “dental care” (quei programmi, cioè, fatti di controlli regolari e periodici volti ad insegnare attente e costanti cure domiciliari) che costruiscono, nel tempo, la fidelizzazione del cliente/proprietario, conquistandone la fiducia ed aumentandone la compliance, con ricadute positive anche negli altri settori dell’attività ambulatoriale.”

1

Programma degli incontri in h t t p : / / w w w. i n n o v e t . i t / m e e tings/2006/bonello.php 2 Restomyl®, Innovet Italia

Campionato Italiano di Maratonina per Veterinari Categorie Maschile e Femminile - Domenica 15 ottobre 2006 La 5a Maratonina della Città di Cremona, Km. 21,097: percorso a stella con arrivo in Piazza Duomo, è stata riconosciuta valevole come Campionato Italiano Veterinari Maschile e Femminile di mezza maratona (21,097 chilometri). Il campionato è aperto a tutti i laureati in medicina veterinaria. Merito al Comitato Organizzatore l’aver istituito da quest’anno anche il Memorial Fabio Ferrara, nostro collega di Cremona prematuramente scomparso, per il primo veterinario cremonese classificato. La data: Domenica 15 ottobre 2006. Mancano poco più di 100 giorni: avete già cominciato ad allenarvi? Informazioni, regolamento e iscrizioni sul sito http://www.maratoninadicremona.it/


laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006

@

13

LETTERE AL DIRETTORE

Fatemi coraggio Ecco fatto. 30 anni ad Agosto, moglie e figlio, Medico Veterinario. In questi giorni festeggio i 2 anni di apertura del mio ambulatorio e il decreto in questione è proprio un bel regalo, la classica ciliegina sulla torta! Per difendere il tariffario regionale dagli abusi dei vetrinagli discount e dei farmacisti veterinari (piuttosto in auge nella mia zona) mi sono proposto al consiglio dell’Ordine della mia provincia (PG), e sono entrato come revisore dei conti. Per lavorare in maniera idonea allo standard (o alla mia idea di idoneità allo standard) ho alzato la voce con più di un cinghialaro (persona fisica che si diletta nella caccia al cinghiale) che nel tempo mi ha rinfacciato il fatto di dover abbassare le tariffe perché “de vetrinagli sete tanti, TU sei giovane e te devi fà la clientela...”; per giustificare i 240 euro I.V.A. inclusa per la sterilizzazione di una cagna utilizzo PROPOFOL più ISOFLURANO, monitor ECG e capnografo-saturimetro appena comprato con un leasing a 70 euro al mese x 48 (leggasi quarantotto) mensilità, che si aggiunge a quello stipulato 2 anni fa per tutta l’attrezzatura presente in ambulatorio. Vogliamo elencare i corsi, i convegni e i libri che tutti noi dobbiamo (DOBBIAMO) seguire per cercare di crescere in maniera proficua? Vogliamo aggiungere il tempo ed il denaro che qualsiasi giovane laureato spende per frequentare strutture e colleghi più esperti, qualificati e bravi per IMPARARE? Vogliamo inserire le tasse regionali per aprire e tenere aperto l’ambulatorio? Vogliamo inserire l’ONAOSI obbligatoria? Vogliamo inserire l’IVA al 20% e non al 4% come l’hanno i medici (quelli veri...)? Non credo ce ne sia bisogno, siamo più o meno tutti sulla stessa barca (ops, quasi tutti, parlo da libero professionista...) Conosco colleghi giovani (anzi, conosco colleghi più giovani di me) che hanno gioito a questa notizia, sentendosi liberi di poter andare a domicilio a vaccinare un cane per 10 euro: per quanto mi riguarda questa notizia mi spaventa, mi sembra il primo passo per un vorticoso dietrofront rispetto ai tentativi che stiamo facendo per sentirci più rispettati, un assist millimetrico verso tutti quei clienti che si sentiranno in diritto di poter tirare sul prezzo, come si fa in spiaggia per comprare un cd masterizzato (ergo illegale, dopotutto). Leggevo oggi un bell’articolo de LA STAMPA, in cui si porta in gloria una collega torinese (2 volte sospesa dall’ordine del capoluogo piemontese) che esercita con visite a 8,5 euro, sterilizza cagne con 65 euro e via dicendo, additandola come vera amante degli animali e paladina della giustizia sociale... Che cosa vogliamo fare? E la pubblicità sanitaria? Da oggi chi più può più si pubblicizza, e

pace fatta con la vecchia (decrepita?) fiducia conquistata sul campo. Da ultimo... Ma vi rendete conto che gli Ordini Professionali con questa riforma saranno spogliati di (quasi) tutta la loro importanza??? Noto con piacere che l’ANMVI ha chiesto l’esonero dal decreto per i medici veterinari... ma Basterà? Forse la mamma di Guccini aveva sbagliato davvero tutto: oggi un laureato non conta assolutamente più di un cantante!!! (L’avvelenata - F. Guccini) Fatemi coraggio. Dr. Emanuele Biscontini, Fossato di Vico (PG)

Ignominia Dopo aver letto il trafiletto, apparso sulla Professione Veterinaria nr. 24 del 2006 sulla macellazione rituale, mi sono sentito in dovere di scrivervi. Sebbene non penso che mi pubblicherete perché sarò scarsamente political correct. Questo trafiletto è ricolmo di ignominie. Partendo dall’ordine come appaiono nel testo ritroviamo: “…la cultura islamica è fortemente rispettosa dell’animale…”. Ma quando mai! Escludendo che gli unici veri animali domestici negli areali islamici sono la capra o i dromedari, poiché il cavallo, i levrieri (e non i cani in generale), e i grossi felini sono prerogative di sultani o sceicchi; gli islamici considerano immondi (e vere proprie creature demoniache) maiali, conigli e cani. E sebbene nel momento clou della macellazione, un iman deve eseguirla invocando il nome di Dio, essa è una pura e semplice barbaria: essa deve avvenire senza stordimento e tramite SGOZZAMENTO. Avvicinare la parola sgozzamento al rispetto di Dio mi è impossibile.

Gli animali sono creature di Dio, (e anche molto migliori degli uomini, a mio giudizio) e come tali dovrebbero meritare una morte la più indolore possibile, visto anche il tipo di esistenza che imponiamo agli animali da carne. Inoltre voglio proprio comprendere dove sta il rispetto dell’animale in nome del loro dio, quando uccidono a bastonate gli agnelli Angora, per ricavarne una pelliccia migliore. Altra ignominia “..dobbiamo rispettare queste comunità, che danno ancora un valore all’atto nutrizionale..”. Escludendo che il rispetto deve essere sempre ricambiato, altrimenti si tratta solo di prevaricazione. Infine l’ultima ignominia, che è stata la vera causa del mio sdegno: “..molti musulmani, che sono considerati cittadini di serie B…”. Ma dove? In Europa occidentale? In Emilia-Romagna? Mai nessuna comunità in Europa sta ottenendo quello che chiede, come le comunità islamiche. In realtà i musulmani sono cittadini di serie B proprio nei loro paesi di origine. Dove i diritti (o meglio i soprusi) riguardano quelle ridicole % di popolazione, che gireranno attorno a sceicchi, sultani e califfi. Senza entrare in alcun ambito politico, affermo che i cittadini di serie B sono ben altri, e tra questi ricadono i giovani laureati senza disponibilità liquida, che continuano a sopravvivere grazie ai genitori e che vedono solo un futuro oscuro ammassarsi all’orizzonte. Senza parlare dell’Impero delle Ignominie che è l’Università (sede di casate nobiliari, basata sullo schiavismo, baronie, nepotismo e con lo scopo di produrre neolaureati senza alcuna capacità), diciamo qualche verità sul mondo post-laurea. In veterinaria (senza tener conto degli Informatori) è un evento essere as-

sunto da qualsiasi struttura (che comunque potrebbe chiederti un periodo senza alcuna forma di pagamento come prova anche di 8 mesi), oppure fare sostituzione per paghe di fame, o quelle fantastiche cliniche che ti offrono di fare 2 notti (dalle 18 alle 5, magari nei week-end, a ben 50 euro); oppure per quei giovani che riescono ad ottenere un mutuo per aprirsi un ambulatorio, e che non solo devono soggiacere ai più misteriosi regolamenti comunali e agli iter burocratici infiniti, ma consci che tutti gli ambulatori del circondario che hanno almeno 10 anni sono, praticamente tutti, fuori norma ma vivono in tranquillità per lo status quo vivendi (o meglio si tratta di studi veterinari che operano tranquillamente come Ambulatori). La rivista si chiama Professione Veterinaria, bene che denunci lo scatafascio che pervade questo mondo professionale, oppure de-

“Spesso le scelte vengono fatte dagli assessorati e non dai manager delle Asl, ma c’è anche il problema che non esistono in questo Paese 300 direttori generali preparati’’ Rosy Bindi nunci le vere vergogne del settore (tanto per rimanere in tema su un fattore che va di moda per l’opinione pubblica: i veterinari USL di Ferrara e Salerno non avrebbero dovuto bloccare i palii, dato che gli animali sono stati costretti a correre su ambienti artificiali inidonei?). Raoul Albonetti

Aggiorna la cartolina del concorso! Questo numero della rivista è compreso fra i quattro di cui dovrai indicare l’articolo e la pubblicità che ti sono piaciuti di più. Annota sulla cartolina le tue preferenze. Per partecipare all’estrazione dei premi, la cartolina dovrà essere compilata facendo riferimento alle seguenti uscite di Professione Veterinaria: n. 24/26/28/30 anno 2006. Primo Premio Monitoraggio paziente PM 8000 (valore 5.200 € + IVA) Secondo Premio Riunito dentale minidental (2.200 € + IVA): Terzo Premio Microscopio XY series: (valore 2.200 € + IVA):

Spedisci la cartolina NON PRIMA DEL 15/09/2006 E NON OLTRE IL 16/10/2006 Rivista, Cartolina e Regolamento: www.anmvi.it

FINO A 24 RATE MENSILI SENZA INTERESSI Tutte le iniziative di aggiornamento organizzate dalle Associazioni Nazionali federate ANMVI possono essere rateizzate fino a 24 mesi a tasso zero richiedendo un finanziamento diretto o utilizzando la carta di credito ANMVI

Un nuovo servizio per i Medici Veterinari iscritti alle Associazioni Nazionali Federate ANMVI (AIVEMP - SCIVAC - SIVAE - SIVAL - SIVAR - SIVE)


14

laPROFESSIONE VETERINARIA 26/2006 CALENDARIO ATTIVITÀ

INCONTRO REGIONALE AIVEMP ABRUZZO IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI PESCARA INCONTRO SIVE

1 set.

9 set.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

13-16 set.

ITINERARIO DIDATTICO SIVE / SCIVAC

14-16 set.

SEMINARIO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ASL 19 DI ASTI

14-15 set.

INCONTRO SIVAE

16-17 set.

INCONTRO REGIONALE SIVAR PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI CUNEO ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

19 set.

21-23 set.

GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SIVAR IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI CREMONA CORSO SIVAR IN COLLABORAZIONE CON ORDINE MEDICI VETERINARI DI CREMONA SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC

21 set.

22-23 set.

23-24 set.

CORSO SCIVAC

23-24 set.

INCONTRO SIONCOV

23-24 set.

INCONTRO

24 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VENETO

24 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP INCONTRO SISCA CORSO SCIVAC INCONTRO SCVI

INCONTRO SIVE

24 set.

30 set. 1 ott. 30 set. 1 ott. 30 set. 1 ott.

30 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

1 ott.

INCONTRO SINUV

1 ott.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

1 ott.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2-5 ott.

CORSO SCIVAC

6-8 ott.

SEMINARIO SCIVAC

7-8 ott.

INCONTRO SIARMUV

7-8 ott.

INCONTRO SIMVENCO

7-8 ott.

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC VENETO IN COLLABORAZIONE CON ORDINE MEDICI VETERINARI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA

8 ott.

8 ott.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC MOLISE

8 ott.

TECNICHE DI COMUNICAZIONE IN MEDICINA VETERINARIA - Centro Agroalimentare “La Valle della Pescara”, Cepagatti - PE - C.da Buccieri, 1 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it MACROREGIONE NORD ORIENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO - Sede da definire - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it MEDICINA COMPORTAMENTALE: II PARTE - DAL SEGNO CLINICO ALLA PATOLOGIA COMPORTAMENTALE: LA CLINICA COMPORTAMENTALE DEL CANE, GATTO, CONIGLIO, FURETTO, PSITTACIDI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accred. - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it RIPRODUZIONE EQUINA: I PARTE - MANAGEMENT DELLA FATTRICE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it IL PACCHETTO IGIENE: UN NUOVO APPROCCIO ALLA SICUREZZA ALIMENTARE - ASTI - Asl 19, Via Conteverde 125 - Asti - Via Conteverde 125 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it SECONDO SEMESTRE: “AGGIORNAMENTI IN MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI II” - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it PATOLOGIE NEONATALI DEL VITELLO - Hotel “Holiday Inn” Cherasco (Cuneo) - Str.Provinciale Cherasco, 662 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it CARDIOLOGIA: II PARTE - SEMEIOTICA CLINICA, PRINCIPI DI ELETTROCARDIOGRAFIA E RADIOLOGIA CARDIOLOGICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CHIRURGIA ORTOPEDICA NEL VITELLO - Istituto Zooprofilattico Sperim. Lombardia-Emilia Romagna, sede di Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it CORSO AVANZATO CHIRURGIA BOVINA - Istituto Zooprofilattico Sperim. Lombardia-Emilia Romagna, sede di Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it MALATTIE TRASMESSE DA VETTORI NEL CANE E NEL GATTO - Hotel Catalunya, Alghero - Via Catalogna, 20 - ECM: 7 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA DELL’APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA (POA) - Novotel Caserta Sud, Caserta - Strada Statale, 87 Sannitica - ECM: 8 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it L’OSTEOSARCOMA - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it PATOLOGIA MITRALICA NEL CANE E MALATTIE TIROIDEE - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it APPROCCIO DIAGNOSTICO ALL’ALOPECIA NEL CANE E NEL GATTO - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it EPATOPATIE NEL CANE E NEL GATTO: DIAGNOSI, TRATTAMENTO E PROGNOSI - Hotel Campanile Rivoli (TO) - C.so Allamano 153 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DECENNALE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA ORTOPEDICA - Hotel Leonardo da Vinci, Milano - Via Senigallia, 6 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it RICOSTRUZIONE E DEMOLIZIONE-RICOSTRUZIONE DEL MUSO NEL CANE E NEL GATTO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it MACROREGIONE NORD OCCIDENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO - Sede da definire - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it TRATTAMENTI MEDICI E CHIRURGICI NELLE ZOPPIE DEL CANE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INSUFFICIENZA RENALE ANURICA VERSO OLIGURICA. APPROCCIO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it PRIMO INTERVENTO NELLE PATOLOGIE SPINALI DEL CANE - Novotel Caserta Sud, Capodrise (CE) Strada Statale, 87 Sannitica - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI: II PARTE - CHIRURGIA DELL’APPARATO GASTROENTERICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO DI METODOLOGIA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it APPROCCIO CLINICO E TERAPEUTICO ALLE MALATTIE ONCOLOGICHE - Palazzo Cittanova, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it I FANS: PRESENTE, PASSATO E FUTURO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it MTC E OMEOPATIA: RISULTATI CLINICI E PERCORSI COMPLEMENTARI - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it “PRIMO NON NUOCERE: APPROCCIO ALLA TERAPIA D’URGENZA NEGLI ANIMALI ESOTICI DA COMPAGNIA” - Sala Consiliare del Comune di Marcon (VE) - Piazza Municipio 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 10 luglio 2006

LA GESTIONE DELLE PIÙ COMUNI CARDIOPATIE DI RISCONTRO AMBULATORIALE - Ostello Femminile Le Monacelle, Matera - Via Riscatto, 9/10 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it AGGIORNAMENTI IN RIPRODUZIONE DEL CANE E DEL GATTO: DALLA CHIRURGIA D’URGENZA ALLA CHIRURGIA PROSTATICA - Isernia - Parco Tecnologico Neuromed - Loc. Camerelle - ECM: Rich. Accred. Per info: Monica Borghisani - Segr. Deleg. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

Gruppocvt, logo dal 1996, va in pensione. Data la dimensione nazionale del Gruppo da oggi, le strutture saranno affiliate al Gruppocvit.



Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 25