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EPATOPROTETTORE

40 COMPRESSE: 14,8 EURO

PROFESSIONE

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A.N.M.V.I.

Il Ministero ha comunicato la fornitura, a tutti i referee, di un sistema di firma elettronica digitale per identificare l’estensore di ogni singolo parere e l’attivazione di collegamenti Internet gratuiti per i valutatori. Si tratta, secondo il Ministero, dell’“inizio di un processo finalizzato a un adeguato espletamento degli incarichi di valutazione loro affidati”.

EPIDEMIOLOGIA L’Azienda Sanitaria Locale n. 4 “Chiavarese”, in collaborazione con l’IZS di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta e alcuni veterinari privati, ha avviato un Progetto di indagine epidemiologica sulla borreliosi e la leishmaniosi del cane. Si concluderà il 31 dicembre.

BSE IN ZEBÙ Scoperto in Svizzera il primo caso al mondo di zebù colpito dal morbo della mucca pazza. L’animale, uno zebù nano dello zoo di Basilea, maschio e di 18 anni, ha contratto l’encefalopatia spongiforme bovina (Bse). Lo ha riferito l’Ufficio federale svizzero di veterinaria.

Anno 1, numero 25, dal 5 all’11 luglio 2004 Spedizione in abbonamento postale - 45% Art. 2 comma 20/b-Legge 662/96 - Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Ricerca Databank

Brevi ECM

252004

40 COMPRESSE: 14,8 EURO

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

ORGANO DI INFORMAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

DELL’ASSOCIAZIONE

EPATOPROTETTORE

2003: annata dura per il farmaco Il medicinale veterinario ha rallentato nel 2003 e non sta migliorando. Il farmaco per gli animali da compagnia è andato meglio di quello zootecnico. Si attende un rialzo della domanda nei settori avicoli e suinicoli A PAG. 3

AVIARIA 1 Un nuovo ceppo dell’influenza avaria allarma gli scienziati: potrebbe essere pericoloso anche per gli esseri umani. Lo scrive uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences Usa. Per i ricercatori cinesi il passaggio del virus dagli animali all’uomo è solo questione di tempo.

AVIARIA 2 “Il vaccino per la febbre aviaria è a portata di mano, quello per la Sars ed Ebola sono vicini, mentre quello contro l’Aids è problematico’’: lo ha detto il direttore dell’Istituto di allergie e malattie infettive di Bethesda (Usa), Anthony Fauci, il massimo esperto mondiale di Aids, a Genova.

VIRGILIO Dall’Unione europea nove milioni di euro per sostenere il progetto Virgilio (Vigilanza contro la resistenza virale), coordinato dal centro di ricerca Inserm di Lione. Fra i timori futuri, al primo posto un’epidemia influenzale con virus mutati: una pandemia come la Spagnola che nel 1918 uccise oltre 40 milioni di persone.

ESOTICI In dieci anni in Gran Bretagna il numero degli animali esotici è passato da 1,5 a 5 milioni. Secondo Chris Newman, presidente della federazione britannica allevatori di rettili, nel giro di pochi anni questo numero supererà quello di cani e gatti.

SANGUISUGHE Ritornano le sanguisughe per uso clinico in America: per la prima volta da una ventina d’anni in qua la Food and drug admnistration (Fda) ne ha autorizzato l’import dall’Europa ed in particolare dalla Francia. L’uso delle sanguisughe negli ospedali americani è autorizzato per una serie di patologie: per aiutare la cicatrizzazione di ferite e per migliorare la circolazione sanguigna.

www.anmvi.it

Veterinari vegani

Salviamo il numero chiuso n fermo no al “colpo di mano che scardina il principio del numero programmato’’ arriva dall’Andi (Associazione nazionale dentisti italiani aderente, come l’ANMVI, a Consilp-CONFPROFESSIONI), che rilancia la battaglia contro la sanatoria per gli studenti che non superarono la prova di ammissione 2000-2001 ai corsi di laurea a numero chiuso in Odontoiatria, Medicina, Veterinaria ed Architettura e fecero ricorso al Tar. “Sarà di nuovo la Camera dei deputati ad occuparsi degli studenti - ricorda l’Andi in una nota - Il Senato, infatti, ha di recente approvato il provvedimento di sanatoria’’. Per riprendere e rilanciare la campagna contro questo provvedimento si è tenuto un incontro fra il nuovo esecutivo dell’Associazione, guidato da Roberto Callioni, il presidente della Fnomceo, Giuseppe Del Barone e il presidente della Commissione Nazionale Albo Odontoiatri (Cao), Giuseppe Renzo. Al termine è stata concordata una sinergia d’azione “affinché la proposta approvata dal Senato trovi le necessarie e sostanziali modifiche alla Camera’’. Creare il precedente di una sanatoria, sottolinea l’Andi, significa mancare di trasparenza nei confronti dei cittadini, ai quali lo Stato assicura prestazioni ad alto livello qualitativo; ma anche “impedire al professionista di assicurare la qualità della propria prestazione professionale, abbassare il livello della tutela nei confronti del cittadino, ledere i diritti degli studenti che avevano correttamente superato i test, impedire al corpo accademico lo svolgimento corretto della propria funzione docente’’. Il principio del numero programmato, secondo l’ANMVI, non può essere smentito né esposto ad alcuna deroga. Per il Presidente della FNOVI, Domenico D’Addario, “L’ammissione di studenti in sovrannumero cozza con l’esigenza dell’università di garantire, con strutture e un numero di docenti adeguati, una formazione appropriata”.

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Una campagna per il consenso informato l Consenso informato non deve essere solo un adempimento burocratico, ma la base di un’alleanza terapeutica consapevole tra il medico e il paziente. Con questo obiettivo, il Consiglio dell’Ordine dei medici di Roma promuove una campagna per responsabilizzare camici bianchi e assistiti. “Il consenso del paziente è da sempre parte integrante del rapporto di fiducia con il medico e cardine del codice deontologico - ricorda Mario Falconi, presidente dell’Ordine di Roma - le norme in materia, però, vengono sempre più spesso e a volte impropriamente utilizzate in sede di contenzioso legale da parte di pazienti che chiedono risarcimenti, come se il rapporto con il medico fosse un contratto a risultato obbligato, cioè la guarigione. Questo atteggiamento rischia di spingere sempre più medici all’esercizio di una ‘medicina difensiva’ che li metta al riparo da contenziosi legali”. L’Ordine di Roma si è rivolto “ai ministri responsabili, da quello della Salute all’Istruzione, affinché siano promotori - spiega Falconi - di azioni concrete per inserire nelle scuole e nelle Università elementi formativi (corsi, esami) per ‘educare’ i cittadini, anche quelli che poi diventeranno medici. Si chiede che il Codice deontologico, il consenso informato e l’umanizzazione delle cure siano materie obbligatorie del corso di laurea in Medicina e chirurgia e cardini dei corsi di formazione per l’Educazione continua in medicina’’. L’Ordine di Roma intende inoltre promuovere in tutte le strutture sanitarie e soprattutto negli ospedali, incontri e convegni con i medici e i cittadini, coinvolgendo i dirigenti delle stesse strutture e il personale degli Uffici per i rapporti con il pubblico.

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empo fa i quotidiani nazionali hanno riportato la notizia di una bambina che mostrava predisposizione e grande capacità nel rapportarsi agli animali. Anche i cani più grossi ed aggressivi con lei diventavano tranquilli e mansueti. La bambina dichiarava serenamente di amare molto gli animali e che da grande avrebbe quindi fatto il veterinario. Altre volte abbiamo stigmatizzato l’equazione animalismo=vocazione alla veterinaria. L’approccio da animalista e da volontario può essere deleterio. Fare il medico veterinario significa intraprendere una professione che ha risvolti economici e di reddito e che si fonda su competenze ben precise e finalità diverse. Questo ovviamente non significa che il Medico Veterinario non debba avere verso gli animali in genere, ed in particolare verso quelli che cura, un atteggiamento di grande sensibilità e rispetto. Queste considerazioni calzano bene, a proposito un recente articolo sui “vegani”. I vegani hanno regole rigidissime di rispetto del mondo animale al punto da rifiutare qualsiasi prodotto di origine animale. Non solo

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quindi la carne ma anche il latte, le uova, il formaggio, e tutto quanto può contenere anche minimamente elementi di origine animale. La stessa logica di rifiuto viene riportata anche per tutti i capi di vestiario o oggetti che possano contenere lana, seta, pelle, cuoio, ecc. Sono inoltre assolutamente contrari agli animali da compagnia in quanto condizionati e sfruttati e si occupano solo occasionalmente di quelli randagi ed abbandonati sfamandoli con prodotti esclusivamente di origine vegetale. In sostanza gli unici animali che vengono accettati sono quelli selvatici che devono essere protetti nel loro territorio naturale ma in piena libertà e senza interventi umani. Sono circa quarantamila gli italiani che hanno aderito a questa filosofia e secondo l’autore dell’articolo fra questi ci sono numerosi veterinari. Scusate ma la cosa mi ha veramente stupito. Secondo i vegani non potremo più avere animali da reddito, non si potranno più avere animali da compagnia e quelli selvatici dovranno essere lasciati tranquilli senza interferenze. Ma allora a cosa serviranno i Veterinari?

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A.N.M.V.I.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 25/2004 ATTUALITÀ

Ricerca DataBank

La crisi del farmaco veterinario Nel 2003 farmaco e premiscele zootecniche sono cresciute solo dell’8%. Il farmaco per animali da compagnia del 7,1%, quello zootecnico del 2,1%. Nessun segnale di ripresa nel 2004 e 65 aziende che operano in Italia nel settore del farmaco veterinario e delle premiscele zootecniche hanno chiuso l’anno 2003 con dati poco confortanti e soprattutto con poco ottimismo per il 2004. È quanto emerge dall’indagine condotta da DataBank sui prodotti veterinari e zootecnici. Il mercato globale l’anno scorso si è fermato a 604 milioni di euro con una crescita rispetto al 2002 di solo lo 0,8%. In termini reali, confrontando la percentuale con il dato inflazionistico si può considerare che il settore sia calato di 1,7/1,8%. Anche prendendo le percentuali riferite ai settori speci-

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fici vediamo che solo il farmaco per animali da compagnia con una crescita del 7,1% supera l’inflazione mentre quello per animali da reddito con un incremento di solo il 2,1% è decisamente inferiore. Il settore delle premiscele è comunque quello che ha risentito maggiormente della crisi del settore zootecnico con un calo percentuale del 3,1%. Il 2004 ha evidenziato nei primi mesi un ulteriore peggioramento del mercato e si prevede quindi una chiusura dell’anno senza alcuna crescita del settore e forse anche un possibile calo soprattutto per gli animali da reddito. In questo ambito gli operatori esprimono un lieve

ottimismo per il settore avicolo e suinicolo mentre temono un ulteriore peggioramento per quello dei bovini sia da latte che da carne. Per quanto riguarda la struttura dell’offerta la crisi settoriale ha portato ad una maggiore competizione fra le aziende. Il mercato è fortemente controllato da multinazionali che negli ultimi anni si sono rafforzate con una politica di acquisizioni, tendenza che potrebbe continuare a livello internazionale. Nel 2003 le prime quattro imprese controllavano quasi il 53% del valore del mercato dei medicinali. Per quanto riguarda le premiscele la percentuale è leggermente inferiore (47%). ■

“Prodotti Veterinari e Zootecnici” Rapporto Competitors di DataBank (fonte: DataBank) Consuntivo 2003 del mercato e del commercio con l’estero e previsioni di chiusura al 2004 Nel 2003 il mercato del settore ha evidenziato un notevole rallentamento, crescendo dello 0,8% e raggiungendo i 604 milioni di euro. Nei medicinali veterinari si è avuto complessivamente un incremento del 3,2% e il mercato ha raggiunto 338 milioni di euro, di cui 135 mn. € sono rappresentati da prodotti per animali d’affezione (+7,1%), che conservano un discreto trend, e 253 mn. € da prodotti per animali da reddito (+2,1%). Nelle premiscele zootecniche si è avuta una flessione del 3,1%, anche per effetto della dinamica negativa dei prezzi, e il mercato è sceso a 216 milioni di euro. La produzione complessiva è stata pari a 350 milioni di euro e ha subito una flessione dell’1,1% a valore.

Dati di sintesi, 2003

In lieve calo sono risultate le esportazioni (69 mn. €). Nel 2004 non si assiste a una ripresa dei volumi della domanda set-

Fonte: DataBank

toriale. Numero di imprese Numero di addetti specifici N° di addeti/impresa Valore della produzione a prezzi di fabbrica (Mn.Euro) Variazione media annua della produzione 2003/1999 (%) Fatturato per addetto (migliaia di Euro) (a) Valore aggiunto (Mn.Euro) (a) Valore aggiunto per addetto (migliaia di Euro) Export/produzione (b) (%) Import/consumo (b) (%) Valore di mercato a prezzi di fabbrica (Mn.Euro) Variazione media annua del mercato (b) (2003/1999) Quota di mercato (b) prime quattro imprese (%)

65,0 1.400 21,5 350,0 2,5 480,7 168,3 120,4 19,7 53,5 604,0 +3,9 36,6

Per i medicinali destinati agli animali da compagnia la dinamica si mantiene comunque migliore rispetto ai prodotti per animali da reddito, per i quali è prevedibile un consolidamento sui volumi del 2003. Segnali di ripresa possono riguardare, verso la fine dell’anno, la domanda dai settori avicoli e suinicoli. Più difficile resta la situazione per i bovini sia da carne sia da latte (anche per gli effetti delle vicende quote latte e Parmalat). Struttura dell’offerta In Italia operano circa 65 aziende con una presenza significativa nel settore in esame. I livelli occupazionali registrano una sostanziale stabilità nel 2003.

Valore di mercato a prezzi di fabbrica (Mn.Euro) Variazione media annua del mercato (b) (2003/1999) Quota di mercato (b) prime quattro imprese (%) Previsioni di sviluppo della domanda (c) 2004/2003 Tendenza di medio periodo (c)

Medicinali

Premiscele

Il quadro competitivo continua a vedere, soprattutto nei medicinali, il

388,0 5,6 52,9

216,0 1,2 47,0

dominio delle multinazionali, alcune delle quali si sono rafforzate at-

Stabilità Modesto incremento

Stabilità/lieve flessione Stabilità

traverso acquisizioni. Il peggioramento del mercato zootecnico in molti comparti (bovino, suinicolo, avicolo, ecc.) con le difficoltà degli allevatori e dei produttori di mangimi hanno inasprito nell’ultimo anno la competizione. Nel 2003 le prime quattro imprese controllano quasi il 53% del valore del mercato dei medicinali.

a) – riferito al fatturaro specifico b) - in valore c) - in volume

Nelle premiscele la concentrazione è lievemente inferiore (47%).

CENTRO NAZIONALE PREVENZIONE MALATTIE nche l’Italia avrà il suo Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm). Ad annunciare la nascita del Centro, una sorta di ‘Cdc italiano’ su modello Usa, è lo stesso ministro della Salute, Girolamo Sirchia, in un videomessaggio diffuso sul sito del Ministero della Salute. “È stato firmato oggi (il 2 luglio ndr) il decreto - spiega il ministro - che detta le norme di funzionamento e i compiti del Centro, istituito recentemente presso il ministero della Salute. Si tratta di una realizzazione molto importante - sottolinea il ministro - per coordinare meglio le azioni che le Regioni e il Governo prendono per contrastare le grandi emergenze sanitarie legate alle

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malattie infettive o ad altri fattori”. È la prima volta che in Italia si realizza questo tipo di iniziativa, riflette Sirchia, già esistente in altri Paesi. “Il bisogno di questo tipo di coordinamento è grande’’, prosegue il ministro, ricordando episodi recenti come Sars, influenza aviaria e influenza ‘classica’ “che ogni inverno si ripresenta, e che può raggiungere livelli di gravità tanto importanti da richiedere un intervento rapido, sia per la diagnosi che per la terapia’’. Nel Centro “si valuteranno i rischi, si decideranno le iniziative da prendere in collaborazione con le Regioni. In modo che su tutto il territorio nazionale si possa meglio contrastare l’emergenza. Abbiamo bisogno di un simile coordinamento - ribadisce Sirchia - dal momento che l’umanità è sempre più minacciata

da calamità e malattie emergenti, come la Sars e altre zoonosi. Dobbiamo prepararci ad essere sempre più tempestivi ed efficaci. Oggi ciò è possibile anche in Italia’’. Il Centro, spiega Sirchia, è collegato con altre analoghe strutture presenti nei Paesi più avanzati, come i Centers for Desease Control and Prevention Usa. Secondo quanto disposto dal decreto, il Centro provvederà all’analisi dei rischi per la salute, al coordinamento con le Regioni dei piani di sorveglianza e prevenzione attiva e dei sistemi di allerta e risposta rapida anche in riferimento al bioterrorismo, al collegamento con altre realtà istituzionali, alla diffusione di informazioni. Il decreto prevede inoltre, sottolinea il ministero in una nota, che l’attività del Centro sia svolta tramite il Comitato strategico di indirizzo

(presieduto dal ministro della Salute e composto da membri di Regioni, Protezione civile, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio superiore di sanità, Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro e da due membri nominati dal ministro della Salute), il Comitato scientifico permanente e i sottocomitati scientifici di Progetto a termine, il Comitato tecnico, la Direzione Operativa. Il decreto del ministro della Salute, inoltre, affida al Comitato tecnico istituito presso la Direzione operativa (composto da un esperto epidemiologo designato da ciascuna Regione e da cinque esperti nominati dal ministro della Salute), il compito di realizzare il raccordo con le strutture regionali competenti e i Dipartimenti di prevenzione delle Ausl, “con un lavoro in rete,

nel rispetto dei diversi modelli organizzativi delle Regioni’’. La Direzione Operativa, istituita presso il Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute e diretta da Donato Greco, avrà invece, tra i suoi compiti, “la realizzazione dei programmi annuali, l’attivazione di sistemi di indagini rapide nazionali per specifiche tematiche di salute, la collaborazione alla costruzione di reti di sorveglianza ad hoc e alla realizzazione di programmi di formazione e ricerca su indicazione del Comitato strategico di indirizzo’’. Tra gli ambiti specifici di intervento, malattie diffusive ed infettive, promozione della salute e stili di vita, ambiente e clima, vaccini e vaccinazioni, incidenti, bioterrorismo. (Adnkronos Salute)


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laPROFESSIONE VETERINARIA 25/2004 L’INTERVISTA

Intervista al Professor Giuseppe Cassano

di Sabina Pizzamiglio

Perdita del pet: è danno esistenziale? Il presupposto del risarcimento è l’inadempienza contrattuale del medico veterinario. Poi si aprono le strade a tutti i tipi di danno. Per Cassano, la diligenza massima è l’unica che salva ella fenomenologia delle lesioni alla persona, tra vecchi diritti e nuove sensibilità, c’è anche l’animale da compagnia. Perderlo può determinare un “danno esistenziale”? La domanda non è certamente oziosa, dato che il servizio di consulenza legale dell’ANMVI, non registra infrequentemente richieste come questa: “Vorrei chiedervi se, in caso di citazione di un veterinario per un episodio di malpractice, i proprietari possono chiedere il risarcimento oltre che per i danni materiali anche per i danni esistenziali o morali”. Ci è parso quindi opportuno approfondire l’argomento con uno dei massimi esperti in materia, il professor Giuseppe Cassano, che proprio pochi giorni fa ha riunito a convegno illustri giuristi e addetti ai lavori per fare il punto sul danno esistenziale: l’attuale assetto giurisprudenziale, la prova e la quantificazione di questo danno.

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Professor Cassano, può aiutarci a definire i concetti di danno morale, biologico ed esistenziale? È opportuno subito sgombrare il campo da un equivoco: il danno esistenziale non ha nulla a che vedere con le lacrime, le sofferenze, i dolori, i patemi d’animo. Il danno morale è essenzialmente un sentire, il danno esistenziale è piuttosto un non fare, o meglio un non poter più fare, un dover agire altrimenti, un relazionarsi diversamente. A differenza, peraltro, del danno biologico psichico, che è una patologia e quindi rientra indubbiamente nell’ambito del danno biologico, sia che costituisca danno autonomo o sia invece una conseguenza di una patologia fisica, il danno esistenziale si manifesta in rinunce ad attività quoti-

diane di qualsiasi genere, in compromissioni delle proprie sfere di esplicazione personale, insomma in quel non facere che costituisce il presupposto delle perdite di utilità quotidiane. Nella fenomenologia delle lesioni alla persona, la perdita dell’animale da compagnia può rientrare in queste categorie di danno? Sicuramente sì. La figura del danno esistenziale assicura la tutela risarcitoria a fronte di quei comportamenti illeciti che non integrano un fatto di reato e non hanno cagionato al danneggiato una lesione alla integrità psico-fisica, accertabile con criterio medicolegale, ma non di meno hanno menomato o fortemente compresso la estrinsecazione della sua personalità nei rapporti con il prossimo, con l’ambiente o rispetto alle attività della vita, in modo da ledere i diritti costituzionalmente tutelati dall’art. 2 Cost. Direi di più, a questo punto: la categoria del danno esistenziale è la più idonea a risarcire una privazione di tale portata. L’animale da compagnia è anche definito “d’affezione”, la sua perdita può rappresentare una perdita di bene affettivo? Pensiamo in particolare all’animale del bambino o dell’anziano. La creazione giurisprudenziale del danno esistenziale pone il problema di delimitarne i confini, al fine di evitare che le enormi potenzialità estensive di questa figura vengano utilizzate non più, o non solo, per assicurare la tutela risarcitoria a situazioni di diritto soggettivo leso, non altrimenti tutelabili, ma per estendere la risarcibilità del danno a vantaggio di chi, più o meno scaltramente, de-

L’animale incide sulla vita quotidiana econdo Paolo Cendon, ordinario di diritto privato dell’università di Trieste, l’orizzonte del torto, in giurisprudenza, si va allargando alle offese che cambiano la quotidianità. Una serie di sentenze, più o meno esplicite e consapevoli, di Cassazione o di merito, relative ai settori più disparati dell’agire umano, risultano accomunate da alcuni tratti: tutte occasioni di offese arrecate a prerogative individuali. È venuta affermandosi così una nuova lettura intitolata al “danno esistenziale”, quale insieme ben distinto sia dal danno patrimoniale, sia dal danno morale; una realtà incentrata sul “fare non reddituale” delle persone. Nelle classificazioni possibili del “danno esistenziale” (dal mobbing all’inquinamento, dall’errore giudiziario alla privacy violata) c’è anche la “perdita di beni affettivi” e fra essi la perdita degli animali domestici, “quelli speciali (il cane lupo del cieco, il porcellino d’India prezioso per la pet therapy), ma non solo: anche una bestiola qualsiasi, fedele compagna di un bambino, di una persona sola, comunque di un padrone sensibile. Un bastardino senza pretese, un pappagallo con poca fantasia, un micio troppo grasso, un cane da caccia bonaccione, un cardellino”. Anche l’animale incide sulla vita quotidiana e la sua mancanza può prefigurarsi come torto: incide cioè sulla vita, così come intessuta prima che il torto avesse luogo o quale sarebbe venuta presumibilmente sviluppandosi, e quella che l’attore documenta di dover svolgere, per il presente come in avvenire, dopo il patimento dell’offesa.

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cida di dare sfogo alla propria intolleranza. Questa valutazione, rimessa al Giudice del singolo caso, è tanto più necessaria dove si ponga mente al fatto che, nella nostra società caratterizzata da una qualità della vita in continuo miglioramento, da rapporti sociali ed opportunità non solo lavorative, ma soprattutto ricreative sempre più intense ed alla portata di tutti, la nuova figura di danno esistenziale può rappresentare al tempo stesso la grande opportunità di tutela delle più svariate situazioni di diritto soggettivo leso, ma non di meno una pericolosa apertura verso forme di abuso del diritto, di istigazione alla intolleranza ed alla litigiosità, fomentate dalla speranza di poter trarre vantaggio da ogni scorrettezza o errore altrui. Ci sono casi, come quello suggerito, in cui la morte dell’animale del bambino o dell’anziano compromettono il regolare svolgimento della loro vita: la bestiola - per il suo padrone non una bestiola qualsiasi ma pur sempre fedele compagna - diventa quasi un membro della famiglia, senza la cui presenza la vita drasticamente viene a cambiare. Si può dire qualcosa di particolare riguardo alla perdita di animali da compagnia con specifiche funzioni sociali? A maggior ragione la categoria del danno esistenziale vale per gli animali “speciali” (il cane-lupo del cieco, il volpino del sordomuto che si agita al suono del campanello, il porcellino d’India prezioso per la pet therapy, il gatto capace di avvertire un handicappato circa le fughe di gas, ecc.), la cui funzione per determinate categorie di persone diventa forse più della “funzione relazionale” di un parente o dell’amico più caro, perché grazie a questi espletano la loro personalità, forse in primis “vivono”; e qui basti l’esempio del cane sempre presente per il suo padrone sordomuto. La perdita dell’animale espone spesso ad un conflitto fra proprietario e medico veterinario curante e il proprietario che perde l’animale, rivendica un risarcimento economico per danno esistenziale. È ipotizzabile un risarcimento per questo tipo di danno? Se sì, come lo si può quantificare? Il presupposto del risarcimento è l’inadempienza contrattuale del medico veterinario. Provata l’inadempienza si aprono le strade a tutti i tipi di danno: patrimoniale, morale, biologico, esistenziale, con questa particolarità in relazione agli ultimi tre. Per la richiesta del danno morale è sempre

La parola all’esperto l professor Giuseppe Cassano, già docente di Istituzioni di diritto privato nell’Università LUISS di Roma, è titolare delle cattedre di Diritto Civile e Diritto dell’Internet nella European School Of Economics. Dirige il Centro Studi sul Danno Esistenziale di Roma (infodannoesistenziale@giuseppecassano.it). Autore di moltissime pubblicazioni, ha pubblicato: Identità personale e risarcimento del danno nel quadro dei diritti della personalità, Napoli 1999; La prima giurisprudenza del danno esistenziale, Piacenza, 2002; La giurisprudenza del danno esistenziale, Piacenza, 2003; Arbitrato e risoluzione alternativa delle controversie, Milano, 2003. Ha inoltre curato i volumi: Nuovi diritti della persona e risarcimento del danno, I e II tomo, Torino, 2003; Nuovi diritti e risarcimento del danno, III e IV tomo, Torino, 2004. È nel comitato scientifico, nonché socio onorario, del Centro Studi sull’Arbitrato e la risoluzione alternativa delle controversie. È direttore editoriale di <Le Nuove Voci del Diritto> e dello <Osservatorio del Danno Esistenziale>; cura la sezione delle <News> di <La Nuova Giurisprudenza on Line> per Ipsoa. È titolare dello Studio Legale Cassano, di Roma.

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richiesta la configurazione di un reato (si pensi ad es. all’esercizio abusivo della professione), laddove il proprietario dell’animale riesca invece a provare di aver patito un “quid pluris” rispetto ad un normale “dolore per la perdita del proprio animale” in modo tale da compromettere la propria salute psichica, potrà ottenere il risarcimento del danno biologico, a patto che venga medicalmente accertata l’esistenza di una patologia che trovi la sua causa nella morte del proprio animale. Infine può essere richiesto il danno esistenziale che sembra essere, come detto, la vera categoria idonea a compensare la perdita delle utilità quotidiane derivanti dalla morte (e perché no dal ferimento o dalle vessazioni) dell’animale. Di solito la quantificazione è affidata al giudice, ed è veramente difficile indicare una via da seguire. Potremmo provare a ragionare così: comparando i risarcimenti di danni esistenziali anche per situazioni diverse; il risarcimento del danno è proporzionale alla importanza del “bene” o delle “attività realizzatrici” violate. Se ad esempio sono stati risarciti un milione di euro per un danno da ingiusta detenzione decennale o per una nascita con handicap, 80.000 euro per il danno alla propria professionalità, 8.000 per le immissioni acustiche, 1.000 per la privazione dello svago giornaliero per un mese, 300 per 7 ore di attesa in aeroporto, la morte dell’animale d’affezione potrà collocarsi fra i 2.000 ed i 15.000. Troppo? Pochi? Nella valutazione del danno è importante proprio iniziare a discutere comparando anche gli interessi che vengono in gioco? E nel caso in esame valutando quanto l’animale sia “importante” per il padrone. Sicuramente, sempre in tema di comparazioni con altri danni esistenziali, di meno di una detenzione decennale e di più di una attesa in aeroporto.

Quali sono gli elementi per valutare che il proprietario sia effettivamente vittima di un danno esistenziale? Sicuramente in questo caso possiamo far riferimento agli oneri probatori e alle perizie. La prova spetta sempre al soggetto che agisce in giudizio. Possiamo dire così: molto difficile pensare ad un danno esistenziale per il pollo da batteria morto, o anche per il cane da guardia se considerato perfettamente “fungibile”, sicuramente sì per l’animale di compagnia e ancor di più per quello d’affezione. Chiedersi allora: quali i rapporti fra padrone ed animale? la durata, la vicinanza, la cura, il non separarsi mai, etc, etc, Provando ciò proveremo un danno esistenziale sempre più circoscritto e sempre più cospicuo. Sono sempre ammesse le prove contrarie. Un esempio limite? Non potrà chiedere il danno esistenziale il proprietario che pur avendo acquistato l’animale da salotto per il compleanno della figlia se ne è sempre disinteressato o, peggio ancora, stanco del continuo abbaiare abbia anche tentato di somministrargli qualche boccone avvelenato. La perizia, non solo medica, ma anche psichiatrica, sociologica, o di altro genere, potrà valutare l’effettivo danno esistenziale: basterà comparare il piano del presente con il piano del passato per “certificare” come la vita del padrone senza quell’animale sia cambiata. A quali nuove riflessioni dovrebbe essere indotta la professione medico veterinaria, stante queste nuove rivendicazioni della società, in particolare dei clienti proprietari? La solita: una diligenza massima nel “rapportarsi” con gli animali, l’unica che salva da esposti, diffide degli ordini, danni (esistenziali compresi), ma soprattutto da crisi di coscienza. ■


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FNOMCEO: modificare in fretta il Dpr 221/1950

Gli Ordini professionali sono sempre più deboli La pubblica amministrazione può fare a meno di loro, le Regioni non li amano e l’Europa li critica. Siamo sicuri che sia la strada giusta? e ultime modifiche al disegno di legge “Disposizioni in materia di professioni sanitarie non mediche” stabiliscono l’iscrizione obbligatoria all’albo per tutti gli operatori, dipendenti e liberi professionisti. Queste modifiche, concordate tra Regioni e Ministeri della Salute e dell’Istruzione, sono molto importanti perché obbligano anche i dipendenti pubblici ad iscriversi all’Ordine, proprio mentre la giurisprudenza va in direzione opposta. Dopo la Corte di Cassazione anche il Consiglio di Stato ritiene infatti che l’iscrizione all’Ordine per i dipendenti di pubbliche amministrazioni sia “facoltativa”. Chi ha ragione? Il parere del Consiglio di Stato, secondo Domenico D’Addario è “ambiguo”, perché in alcuni punti appare contradditorio: da un lato ammette il criterio facoltativo dell’iscrizione, dall’altro riconosce il requisito dell’albo come necessario per accedere ai concorsi del SSN, come a dire: Albo requisito strumentale d’accesso, ma di nessun conto durante la permanenza nel pubblico. Comunque il Professor De Camelis, autorevole riferimento legale della Federazione, sta studiando il parere del Consiglio di Stato, mentre il Presidente D’Addario ha intenzione di riunirsi con le federazioni ordinistiche delle altre professioni medico-sanitarie per stu-

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Cremona, Palazzo Trecchi 12-13 novembre 2004 Edizione accreditata ECM

diare il da farsi. Un parere come quello appena depositato da Palazzo Spada incide infatti profondamente su altri centri nevralgici della nostra organizzazione professionale: il SIVEMP, l’ENPAV e l’ONAOSI. Giuseppe del Barone, Presidente della FNOMCEO ha già dichiarato: “respingeremo ogni interpretazione estensiva”, ritenendo che il Consiglio di Stato si sia espresso nell’ambito di una disputa giuridica che è nata e deve rimanere all’interno della professione infermieristica. Il timore è che si vada ad indebolire le già precarie e ridotte certezze degli Ordini. Ordini su un terreno minato Chi debba iscriversi e chi no è di per sé un dilemma d’amplissima portata. Ancor più grande, e grave, è la domanda se ci si debba iscrivere, in poche parole se gli ordini abbiano ancora un senso, oppure no. Ne dubitano per esempio le Regioni. E che le Regioni non amino gli Ordini è fatto noto, lo dimostrano le Consulte professionali, istituite in Lombardia e in Friuli ad esempio, dove non si distingue fra professione con o senza Albo. Anzi, quelle non riconosciute sono dichiaratamente l’oggetto privilegiato di questi osservatori regionali. E poi c’è la necessità di una riforma degli ordini, che né il Governo, né il Parlamento hanno sufficiente scatto per varare. E poi c’è la competenza esclusiva dello Stato sulle Regioni faticosamente in corso d’affermazione, col decreto del Ministro per gli affari regionali La Loggia. E poi c’è il rapporto della Direzione Europea della Concorrenza che ha fatto scempio di molte regole su cui si fondano gli Ordini, ritenute inutilmente conservatrici e colpevolmente lobbistiche. E poi c’è l’Antitrust italiano che contrappone le tariffe minime alla tutela dei cittadini, la pubblicità regolamentata alla libera concorrenza professionale, ecc. E poi c’è l’ECM, un sistema all’interno del quale la voce degli Ordini suona muta, tanto che la FNOVI e non è certo l’unica federazione, si è vista costretta a lanciare degli ultimatum. La FNOM ha addirittura minacciato di revocare il mandato ai propri rappresentanti nella Commissione ECM. La riforma La riforma delle professioni intellettuali ha avuto un’accelerazione, e al tempo stesso ha subito la sua più pesante battuta d’arresto, quando il Consiglio dei Ministri nella seduta del 7 maggio scorso ha approvato la bozza di decreto del Ministro La Loggia: l’affermazione della competenza esclusiva

dello Stato sulle professioni, l’accesso, la disciplina e la definizione dei profili professionali hanno agitato le acque stagnanti del Parlamento, dove si è pervenuti al testo base Cavallaro-Federici risalente ormai al novembre del 2003 e quelle di Via Arenula, dove si è elaborato un progetto di riforma, concertato con tutte le rappresentanze professionali e mai portato in sede legislativa. Un sussulto, il tempo di polemizzare dentro e fuori dal Ministero della Giustizia, e tutto si è nuovamente fermato. FNOMCEO: no alla “Cavallaro Federici” Un sistema duale, professioni ordinate in Albi e professioni senz’Albo organizzate in “associazioni regolamentate”, come quello elaborato dal Sottosegretario Vietti, piace a Giuseppe Del Barone, perché le libere associazioni sono riconosciute solo dopo aver ricevuto la benedizione degli Ordini. Questa previsione è invece disattesa dal testo CavallaroFederici, come pure quella che i procedimenti disciplinari rimangano competenza esclusiva degli ordini. Scrive Del Barone sul Sole 24 Ore Sanità: “L’ordine è tenuto a garantire i cittadini della qualità e della correttezza dell’esercizio professionale da parte degli iscritti agli Albi”. Il testo in Parlamento inoltre prevede la soppressione della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie; in alternativa i ricorsi contro i procedimenti disciplinari emanati dall’ordine territoriale possono essere presentati presso la corte d’appello. Infine la vigilanza sugli ordini, anche su quelli veterinari, passerebbe dal Ministero della Salute al Ministero della Giustizia, una prospettiva che secondo Del Barone farebbe perdere d’autonomia le professioni sanitarie. Presto la modifica del Dpr 221/1950 Per la modifica del dpr 221/1950 (il regolamento d’esecuzione della legge istitutiva delle professioni sanitarie emanata nel 1946) si sono svolte numerose riunioni al Ministero della Salute con il coinvolgimento di tutti gli ordini sanitari. Si è giunti ad un testo ancora da perfezionare che porterebbe a superare alcune delle attuali difficoltà degli ordini. Fra queste viene chiarita in maniera inequivocabile l’obbligatorietà dell’iscrizione all’albo dei dipendenti. Si rimette mano ad alcuni aspetti disciplinari, alle regole elettorali (niente più lettera raccomandata, volendo basta un avviso sui quotidiani) e alle regole interne gestionali, per

Ordini da Tesauro per il test di proporzionalità li Ordini sono un freno alla concorrenza fra professionisti? Le tariffe fisse penalizzano i cittadini? Quanto gli ordinamenti professionali sono “proporzionali” alla tutela degli interessi di utenti e professionisti? Quanto pesa la regolamentazione ordinistica sulla possibilità di farsi pubblicità? È questo il “test di proporzionalità” a cui saranno sottoposti gli Ordini professionali dal Garante per la concorrenza. L’Antitrust nazionale, raccogliendo le indicazioni del Commissario Europeo alla concorrenza, auspica autoriforme da parte degli Ordini; in mancanza di adeguamenti Bruxelles ha anche ipotizzato procedimenti istruttori per violazione della libera concorrenza, o da parte delle autorità comunitarie o delle Antitrust nazionali. Il nodo è sulla pubblicità, rigidamente regolamentata dalla deontologia di molte professioni ed ammessa, con molte regole, solo come “pubblicità informativa.” Il confronto Ordini-Antitrust, iniziato a maggio, servirà a capire, distinguendo per singola categoria, quali delle attuali restrizioni alla concorrenza sono effettivamente necessarie per la tutela del pubblico. “Stiamo cercando di aprire un dialogo con gli Ordini - ha dichiarato al Sole 24 Ore Tesauro - e di capire le loro ragioni, sulla linea di un imput che giunge dalla Commissione UE”. Si parla di tariffe, pubblicità, ma anche e soprattutto di assetti organizzativi, anche societari, e modalità di operare. “Che le tariffe siano scelte autonomamente o con decisione governativa non sposta di una virgola il problema - ha concluso Tesauro - sposta semplicemente l’imputazione, ma non conferisce alcuna immunità a una normativa che, anche se avallata da un Esecutivo, può portarsi in contraddizione con la disciplina comunitaria”. Dal 1 maggio scorso l’Antitrust ha più voce in capitolo e più autorevolezza per fare questa analisi. Infatti, è entrato in vigore un regolamento Ce che riconosce ai garanti della concorrenza dei singoli paesi europei la competenza e la vigilanza per sanzionare sfruttamenti abusivi di posizione dominante. La verifica sugli ordinamenti professionali proseguirà dopo l’estate.

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esempio stabilire se le riunioni dei consigli provinciali e dei comitati centrali siano adunanze pubbliche. La fase istruttoria della riforma del Dpr 221 si avvia alla conclusione. Del Barone intravede in questa

cruciale riforma la possibilità di risollevare le sorti degli Ordini e confida che “ il Ministero e le altre professioni sanitarie non avranno difficoltà a condividere la necessità di introdurre le necessarie modifiche” in tempi brevi. ■

Randagismo, anche i liberi professionisti nel piano di lotta a Commissione ministeriale per la tutela animale e la prevenzione del randagismo ha ultimato il documento al quale stava lavorando da mesi. Il 30 giugno l’ha ratificato e definitivamente licenziato per il Ministro della Salute, il quale ora chiede riservatezza, perché vuole essere il primo a darne pubblicamente divulgazione. Per ora tutto tace, ma abbiamo ragione di credere che il documento della Commissione venga favorevolmente recepito e adottato dal Ministro. Laura Torriani, che per l’ANMVI ha partecipato alle riunioni di Lungo Tevere Ripa e al tavolo “a distanza” che la commissione ha attivato per posta elettronica, è soddisfatta: “Si è avuto da tutte le parti il riconoscimento del fatto che anche nella gestione del problema randagismo non ci si può basare sulle sole ASL che non possono quasi in nessun caso provvedere completamente a quanto necessario. Le stesse associazioni animaliste sono tutte d’accordo su questo fatto. Pertanto si prevede di incentivare e rendere operativa al meglio la collaborazione e convenzione con i LP, ricalcando quanto già si fa per la medicina umana dove la convenzione con le strutture private è un must. “Gli exploit della sterilizzazioni con camper o a 20 euro sono tali, e di sicuro non possono essere eseguiti a tappeto sul territorio nazionale in modo continuativo”. Per quanto riguarda la comunicazione con il pubblico, il Ministero provvederà a produrre una serie di spot per promuovere il concetto di possesso responsabile dell’animale. “Verranno comunque chiesti pareri alla commissione anche in fase di preparazione degli spot”- ha spiegato Laura Torriani, in modo da renderli il più possibile efficaci. La Commissione non si è sciolta e si riunirà periodicamente per valutare come si sarà dato seguito a tutti i progetti di lavoro elaborati.

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I distretti socio-sanitari

di Carlo Sisifo

Il Veterinario direttore di distretto: pochi rappresentanti ma onorevoli risultati egli ultimi dieci anni l’organizzazione territoriale del Servizio Sanitario Nazionale ha fatto leva sul Distretto Socio-Sanitario per migliorare la risposta al cittadino, cercando di posizionarla più in linea con i bisogni dell’utenza; partendo dal presupposto che i centri di erogazione delle prestazioni devono essere più vicino possibile alla sorgente della domanda, il distretto è diventato la sede operativa di tutte le figure che svolgono mansioni nella sanità territoriale. A partire dal 1992 le tre grandi leggi di riforma del sistema sanitario hanno suddiviso l’assistenza in tre capitoli: • La prevenzione • La medicina territoriale • L’assistenza ospedaliera In linea con questa indicazione, sia i Piani Sanitari Nazionali che la stragrande maggioranza di quelli Regionali hanno suddiviso le rispettive percentuali di impegno delle risorse in campo; alla prevenzione è stato assegnato un 5%, mentre la restante parte è stata equamente suddivisa tra le altre due branche dell’assistenza socio sanitaria, sperando di spostare sempre di più l’asse a favore del territorio per limitare l’onerosa spesa dei nostri ospedali. In quest’ottica il veterinario, abituato a lavorare per la prevenzione, ha svolto egregiamente il proprio ruolo, posizionando il nostro settore al di fuori del cono d’ombra ove era relegato.

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I distretti socio sanitari Le normative indicano in questa struttura territoriale l’elemento base ed il fulcro per il governo della domanda, l’erogazione delle prestazioni e la governance del sistema sanitario. In esso trovano sede sia le attività che riguardano l’erogazione di tutte le prestazioni sanitarie, dal medico di famiglia alla farmaceutica convenzionata, fino alla psicologia di famiglia o individuale, che quelle di prevenzione medica o veterinaria. Tra queste ultime spiccano: • L’attività autorizzativa e la tutela della salute sia dei lavoratori che dei consumatori • La profilassi delle malattie infettive umane e veterinarie • L’educazione sanitaria • L’igiene alimentare e la sicurezza delle derrate alimentari Sulla scorta degli obiettivi da raggiungere e sulla base delle risorse a disposizione, in questi ultimi anni è stato praticato qualche ritocco alle indicazioni iniziali. Partendo dall’integrazione completa tra sociale e sanitario, il legislatore ha spinto sul ruolo centrale del medico di famiglia, sul controllo della spesa farmaceutica ma non ha tralasciato di indicare anche la dimensione media ideale per ogni distretto, volendo con ciò ribadire l’importanza operativa di questa struttura; sulla base del bacino di centomila abitanti, questa unità organizzativa deve diventare lo

snodo attraverso il quale passano la valutazione dei bisogni della popolazione, il governo di una giusta domanda di prestazioni, un corretto bilanciamento tra risposte assistenziali territoriali od ospedaliere e, peculiare per il governo del sistema, un giusto mix tra funzioni sanitarie specialistiche, di base ed amministrative. La presenza veterinaria nei distretti socio-sanitari Fin dalla nascita della prima riforma del ’92, in ogni distretto è presente un’unità veterinaria; quest’ultima, governata da un responsabile, è strutturata nelle classiche tre aree di competenza e, quasi sempre, mantiene uno stretto rapporto con il Dipartimento, da cui provengono le decisioni professionali per l’erogazione del servizio. Il capo distretto veterinario ha il compito di utilizzare al meglio i suoi colleghi per rispondere pienamente alle richieste dell’utenza, tenendo presente che le modalità professionali di erogazione delle prestazioni sono definite dall’organismo dipartimentale. Merita invece una riflessione la possibilità che un medico veterinario possa reggere la responsabilità di un distretto socio sanitario. Attualmente la presenza veterinaria in questo ruolo è molto bassa, ma le esperienze passate o presenti hanno dimostrato buoni risultati. La normativa non pone vincoli alla possibilità che un di-

Accordo Italia-Cina su quarantena animali l Ministro della Salute Girolamo Sirchia e il Ministro cinese della Amministrazione Generale della Supervisione della Qualità, Ispezione e Quarantena, Li Changyiang, hanno siglato il 2 luglio a Roma un Memorandum relativo alla quarantena degli animali e alla sicurezza alimentare. Scopo dell’accordo, per evitare la diffusione di malattie e sostanze tossiche attraverso le frontiere e proteggere così la salute dei consumatori e l’allevamento del bestiame e della pesca - informa una nota del Ministero - è quello di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra Italia e Cina nel campo delle misure sanitarie e fitosanitarie (SPS) secondo i principi dell’Accordo sull’applicazione delle norme SPS dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sulla base dell’equità, del mutuo beneficio e del mutuo rispetto e di promuovere il commercio tra i due Paesi. La cooperazione - fa sapere il Ministero della Salute - potrà essere attuata tramite scambi di informazioni, norme e procedure relative all’ispezione e quarantena degli animali e relativi prodotti e alla sicurezza alimentare; scambi di esperienze nell’attuazione degli Accordi; scambi di informazioni sulle Organizzazioni internazionali collegate alle misure sanitarie e fitosanitarie, come l’Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE) e la Commissione del Codex Alimentarius (CAC) e sulle misure relative a quarantena ed ispezione degli animali e dei prodotti di origine animale e alla sicurezza alimentare che possono avere un impatto sul commercio internazionale. L’accordo prevede, inoltre, la possibilità di scambio di personale, l’organizzazione di seminari bilaterali, lo svolgimento di ricerche congiunte condotte su questioni di valore scientifico e pratico nel settore delle misure SPS, la possibilità di consultazioni tempestive per assicurare che le misure adottate soddisfino i requisiti di sicurezza, sanificazione, protezione sanitaria ed ambientale e minimizzare l’impatto sul commercio, la possibilità di stipulare accordi aggiuntivi al presente Memorandum. Nel corso dell’incontro, il Ministro Sirchia ha chiesto al Ministro Li Changyiang, alla luce delle vicende Sars e influenza aviaria, un accordo per la ricerca sulle zoonosi e l’ampliamento delle esportazioni di prosciutto crudo in Cina attualmente limitate al solo prosciutto di Parma. (ANSA).

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rettore generale nomini un veterinario a capo di questa struttura;

se la lettura dei decreti indica questo nucleo come un centro di coordinamento delle attività sanitarie e di gestione delle risorse per una congrua risposta ai bisogni del cittadino, nulla vieta che il responsabile possa appartenere alla nostra sfera professionale. Costui, dopo aver appreso le competenze sia in tema di gestione economico-finanziaria che di gestione dei professionisti e declinando il proprio ruolo come coordinatore di figure professionali e di risorse messe a disposizione dalla direzione strategica dell’azienda, può svolgere il proprio mandato sia che appartenga alla sfera medica che a quella veterinaria. Ultimamente qualche ASL ha bandito concorsi per distretto socio-sanitario escludendo i veterinari dal bando; questa decisione, se non rappresenta una forzatura della norma, ha il significato di equiparare il distretto veterinario a quello socio-sanitario, prevedendo due strutture distinte dal punto di vista tecnico ma paritetiche sul piano gestionale ed organizzativo. ■

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ANMVI INFORMA

Polizza Infortunistica A.N.M.V.I./Unipol già trascorso un anno da quando i primi veterinari hanno aderito alla convenzione per la Polizza Infortunistica A.N.M.V.I. / Unipol e i risultati sono eccellenti; una ulteriore testimonianza che i progetti ben elaborati conducono a centrare l’obiettivo

È

I Motivi della Scelta Individuare la Compagnia e il prodotto assicurativo più adatti non è stata un’operazione semplice: volevamo offrire ai nostri associati il massimo della tutela, unitamente a un costo fuori da ogni canone classico! Grazie al potere contrattuale conferitole dai suoi 9.000 soci, A.N.M.V.I. non poteva accontentarsi di una polizza standard, magari trasferita dal comparto della Medicina Umana. Un comparto considerato erroneamente assimilabile a quello Veterinario e che, quando offre qualcosa d’interessante, lo propone a costi troppo elevati; d’altro canto, è stato anche necessario destreggiarsi tra le offerte “a buon mercato” sostenute da compagnie dal futuro incerto o, peggio, note per la loro latitanza al momento di liquidare i danni. Consultate le migliori aziende presenti sul mercato, abbiamo piacevolmente riscontrato lo spiccato interesse e la sensibilità dimostrati da Unipol nei confronti delle nostre esigenze. La disponibilità della Compagnia e il supporto di chi scrive, ormai da anni operante nel settore, hanno permesso di “costruire” una polizza ad hoc che rispondesse ai dettami provenienti da chi opera sul campo, ovvero da un campione di Veterinari interpellati in merito. Cosa copre la Polizza Infortuni • La copertura della polizza A.N.M.V.I. è totale, ovvero estende la sua tutela 24 ore su 24, in ambito professionale ed extra professionale, in tutti i Paesi del mondo. • La sua protezione infortunistica trova particolare interesse soprattutto in quelle situazioni professionali (e non) dove il danno derivi da imperizia, imprudenza, persino negligenza ed anche colpa grave. • Maneggiare sostanze tossiche non è certo il nostro “pane quotidiano” ma può accadere di ingerire o assorbire accidentalmente questi prodotti: anche questo rientra nelle tutele richieste ed ottenute, come pure il danno prodotto dal contatto fortuito e improvviso con sostanze corrosive. • Morsi di animali, punture di insetti o aracnidi? Chi di noi ne è rimasto indenne scagli la prima pietra! Ma da oggi si senta più tranquillo, in quanto abbiamo preso in considerazione anche i danni permanenti che possono derivare da questa brutta esperienza.

• Questo problema è limitato (forse ancora per poco) ai veterinari maschi, comunque la nostra assicurazione resta valida durante il Servizio Militare di leva in tempo di pace o per il servizio sostitutivo dello stesso, nonché durante i richiami per le esercitazioni. • I confini per noi non esistono e per chi estende il proprio campo d’azione anche all’estero, o per chi all’estero ci va solo per turismo, è previsto un rimborso spese di rimpatrio in caso di infortunio. Descrizione delle Prestazioni e Massimali A fronte di quanto precedentemente espresso, le prestazioni e i riscontri economici relativi ai vari settori trattati sono il frutto di una approfondita valutazione delle esigenze degli iscritti alle diverse associazioni; una solida base di partenza su cui si è svolta la trattativa per questa convenzione. Invalidità permanente Se l’infortunio dovesse avere come conseguenza l’invalidità permanente definitiva totale del Veterinario, la Società gli corrisponderà la somma assicurata di 150.000,00 euro. Se dall’infortunio dovesse invece derivare una invalidità permanente definitiva parziale, l’indennizzo verrà calcolato in proporzione al grado di invalidità permanente raggiunto, sempre sulla base di 150.000,00 euro (è stato introdotto il concetto di supervalutazione, quindi allo sfortunato collega che dovesse raggiungere il 65% di invalidità permanente verrà corrisposto sempre il 100% del capitale assicurato ovvero 150.000,00 euro). Morte Purtroppo gli infortuni possono avere come conseguenza anche la morte. In questo malaugurato caso abbiamo concordato che la Società versi agli eredi o ai beneficiari indicati dal Veterinario la somma di 50.000,00 euro. E questo anche se la morte, riconducibile all’infortunio in questione, dovesse sopraggiungere in un secondo tempo. Rimborso Spese di Cura da Infortunio Avete mai provato ad attendere al Pronto Soccorso di un Ospedale che venga il vostro turno e che, finalmente, il vostro caso venga preso in considerazione? Non è un’esperienza allettante! Provate invece a pensare di essere vittima di un infortunio (es.: il classico morso citato in precedenza) e di essere ricevuti immediatamente in una struttura privata, di ottenere subito la giusta considerazione e le cure mediche del caso. Senza entrare in inutili polemiche, è possibile ottenere il trattamento

di Maurizio Cornelli


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ANMVI INFORMA più favorevole solo grazie alla copertura erogata da questa polizza che, fino al concorso della ragguardevole cifra di 10.000,00 euro, paga per voi un servizio esclusivo: ❏ Onorari dei medici ❏ Radiografie ❏ Accertamenti diagnostici ❏ Terapie fisiche ❏ Medicinali ❏ Rette di degenza in istituto di cura pubblico o privato ❏ Trasporto dal luogo dell’inci-

dente all’istituto di cura con ambulanza, ecc. Diaria da Ricovero Nel caso in cui si verifichi la necessità di un ricovero in Istituto di Cura, a seguito di un infortunio indennizzabile a termini di polizza, il collega percepirà un indennizzo giornaliero di ricovero pari a 100,00 euro, per ciascun giorno di ricovero e per una durata di 100 gg all’anno (es.: 4 gg di ricovero = 400 euro).

Diaria da Convalescenza e/o gessatura Questa garanzia è la diretta conseguenza della necessità di avere un periodo di riposo o convalescenza a seguito di un ricovero ospedaliero: tanti i giorni di ospedale e altrettanti i giorni di convalescenza. Giorni computati a partire da quello successivo alla dimissione dall’Istituto di Cura, e che vengono indennizzati in ragione di 50,00 euro al dì. Qualora in conseguenza del-

l’infortunio venga applicata una ingessatura (o qualsiasi mezzo di contenzione non rimovibile) da un Istituto di Cura, anche in assenza di ricovero ospedaliero, la Società corrisponderà al Veterinario la somma di 50,00 euro al giorno per un periodo massimo compreso tra 45 e 90 gg. in funzione della regione anatomica interessata. Modalità di Iscrizione e Percentuale di Rinnovi Tenuto conto delle mille incom-

benze che gravano sulle spalle di noi veterinari e, in particolare, dei Liberi Professionisti abbiamo scelto la via più semplice per aderire alla convenzione: è sufficiente compilare un modulo (N.di.R.: Rilevabile anche da Internet nel sito A.N.M.V.I.) e spedirlo, anche via FAX, agli Uffici A.N.M.V.I. di Cremona unitamente alla prova dell’avvenuto pagamento, per entrare in “copertura” dal 1° giorno del mese successivo; questo intervallo di tempo si è reso necessario per neutralizzare gli effetti devastanti dei ritardi imputabili al Servizio Postale. Una volta entrati nel circuito dei “Veterinari protetti”, saranno le efficientissime responsabili del nostro Servizio Assicurativo di Palazzo Trecchi a intrattenere i rapporti con la Compagnia, a ricordare la scadenza annuale della polizza e a risolvere ogni eventuale quesito operativo. A tale proposito, e a conferma dell’ottima riuscita di questa convenzione, i Veterinari che aderiscono per la prima volta all’iniziativa sono in continuo aumento e la percentuale di quelli che rinnovano la copertura è del 100%. Un Caso Pratico: “Fatti e non Parole! ” • Il giorno 24 luglio 2003, nel corso di una visita ambulatoriale, il collega M. D. viene morsicato e riporta una ferita alla mano sinistra. • Si reca in Pronto Soccorso e, su consiglio del nostro ufficio, si fa medicare e applicare un bendaggio rigido, che immobilizzi la parte lesa, e dovrà essere rimosso da un Ente Ospedaliero al termine del periodo prescritto dai sanitari (in questo modo viene attivata la garanzia gessi, prevista in polizza). • Il collega denuncia il sinistro alla Compagnia in data 31 luglio 2003; innescando così il processo di valutazione dei dati oggettivi, forniti dall’infortunato al Centro Liquidazione di Zona (ne esistono circa 70 in tutta Italia), e che culminerà col parere del Medico Legale • In data 07 luglio 2004 la Compagnia liquida al Dr. Marcello D. la somma di 350,00 €, pari a 50,00 € di indennità giornaliera per i 7 giorni in cui ha tenuto in sede la fasciatura rigida consigliata. Conclusione I motivi per cui ci si dota di una copertura assicurativa sono molteplici, talvolta scaramantici sperando di non doverne mai apprezzare l’efficacia, tuttavia è proprio in caso di infortunio che le garanzie richieste devono diventare operative, subito e indiscutibilmente. Con la convenzione A.N.M.V.I./ Unipol abbiamo la certezza di aver reso un valido servizio alla categoria, nei confronti della quale anche la dirigenza Unipol ha espresso elogi per la correttezza dei Veterinari aderenti. Come sostiene Unipol “la vita è piena di imprevisti, metti al sicuro il bene più prezioso, la tua salute!” ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 25/2004 ANMV REG ONE

Insediata ANMVI Campania Per prima cosa, il CD ANMVI regionale si occuperà del problema dell’Ospedale Veterinario di Napoli i è riunito lo scorso 14 giugno, presso l’IZS del Mezzogiorno a Portici, il Consiglio Direttivo ANMVI Campania per l’attribuzione delle cariche. Il CD risulta così composto:

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Presidente: Dr. Antonio Limone, Vice Presidente: Dr. Carlo Damiani, Segretario: Dr.ssa Paola Serpe, Consigliere: Dr.ssa Tiziana Cocca,

volgermi a quei colleghi campani che, pur ricevendo e leggendo attentamente le mail del forum, non ritengono, per una qualsiasi ragione, opportuno rendere palesi le proprie opinioni partecipandovi. In tal caso possono tranquillamente inviarmi le loro voci, in via privata e riservata, al mio indirizzo di posta elettronica (Corvin.vet@libero.it)”.

Treviso, vietato l’accesso ai cani nel centro storico ivieto d’accesso, per i cani ad alcune vie e piazze del centro di Treviso. L’accesso ai cani sarà impedito nella zona più centrale e commerciale della città. È

D

Consigliere: Dr. Francesco Diuccio Consigliere: Dr. Vincenzo D’Andrea, Consigliere: Dr. Francesco Battarino, Consigliere: Dr. Mario Fraticelli, Consigliere: Dr. Vincenzo Cortese.

In una email inviata a tutti i medici veterinari iscritti in Vetlink il Consigliere di ANMVI Campania, Vincenzo Cortese, ha comunicato che “tra gli argomenti all’ordine del giorno delle prime riunioni di ANMVI Campania in primo piano, c’è il tanto famigerato Ospedale Veterinario ‘Pubblico’ del Frullone che, nel frattempo purtroppo, non si è volatilizzato, anzi, i lavori continuano, nonostante la calura e i pareri contrastanti dell’ANMVI e dei L.P. e, presto, sarà pronto per l’erogazione delle prestazioni sanitarie (GRATUITE) ‘prevalentemente’ ai cani e gatti randagi. ANMVI Campania si è fatta carico del problema e sta attuando tutte le misure al fine di raggiungere una soluzione che non penalizzi i Liberi Professionisti. Perché ciò avvenga, è indispensabile che questi ultimi trovino finalmente la coesione che è mancata in tutti questi anni, il che è stata la causa principale che ha condotto alla creazione del fenomeno ‘FRULLONE’ (in gestazione dal lontano 2001), ma non solo, poiché prima della Napoli 1 si è mossa la Napoli 2 che a Marano (Na) ha già creato il primo ospedale veterinario della Campania. Ognuno di noi, anche se singolo individuo, può dare un contributo importante alla riqualificazione sociale della categoria dei liberi professionisti. Per quanto mi riguarda, - conclude il Consigliere ANMVI Campania quale responsabile dei rapporti con il mondo libero professionale, sono disponibile a raccogliere le voci dei colleghi che nel forum esporranno le loro opinioni e proposte in merito a questo e ad altri argomenti che riguardano la nostra professione. In particolare vorrei ri-

Incontro ANMVI Veneto sulla salute e sicurezza sul lavoro ncon o eg ona e o gan z za o da ANMV Vene o su a sa u e e s cu ezza su avo o n ap p caz one a D gs 626 94 ssa o pe 26 se emb e p v è s a o spos a o n da a anco a da de n s La da a esa a de ncon o sa à pubb ca a sug o gan d n o maz one de ANMV non appena d spon b e

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quanto stabilito da un’ordinanza firmata dal sindaco Giampaolo Gobbo, che entrerà in vigore il 10 luglio prossimo. A sollecitare il provvedimento, sarebbe stata la “maleducazione sociale” manifestata da chi conduce gli animali per la mancata raccolta delle deiezioni. Per i proprietari di cani che non rispettano l’obbligo, prevista una sanzione fino

a 516 euro. L’unica concessione riguarda i cani che accompagnano cechi e disabili. Nessuna eccezione nemmeno per chi risiede con il proprio cane nel centro storico. Il padrone del cane, dovrà infatti, dimostrare ai vigili, di risiedere in quella zona e lasciare nel più breve tempo possibile la zona vietata. (fonte: Il Corriere della Sera)


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ANMVI REGIONE

Da luglio passaporto europeo in Emilia Romagna e in Lombardia Annunciate dall’ASL di Bologna e dalla Regione Lombardia, le modalità per ottenere il passaporto a Direzione Generale Sanità della Lombardia e l’Azienda Sanitaria di Bologna hanno reso noto le modalità per ottenere il Passaporto Europeo per Cani Gatti e Furetti in vigore dal 3 luglio prossimo. In Lombardia, il passaporto europeo verrà stampato dalla Direzione Generale Sanità e distribuito a

L

ciascuna ASL entro il 1° luglio. È quanto prevede la nota n. 2004/34661 del 16 giugno scorso, firmata dal Direttore Generale Mario Astuti e inviata ai Dipartimenti di Prevenzione Veterinari della Regione. I passaporti sono numerati progressivamente e riportano tale numero su ogni pagina. Sulle modalità di rilascio è

previsto per i cani che il passaporto venga “rilasciato dalla ASL su richiesta del proprietario, per esigenze di espatrio e previa verifica della iscrizione del cane nella anagrafe regionale. Il numero del passaporto e la data di rilascio devono essere registrati nell’anagrafe regionale, ad integrazione dei dati anagrafici esi-

stenti”. Per gatti e furetti invece il passaporto “viene rilasciato dalla ASL su richiesta del proprietario, per esigenze di espatrio e previa iscrizione del gatto o del furetto in una sezione dell’anagrafe regionale, appositamente realizzata sul sito www.anagrafecaninalombardia.it. Ai fini dell’iscrizione, i gatti e i furetti devono esse-

re identificati”. A Bologna, invece, è necessario recarsi presso il Comune di residenza per iscrivere il proprio animale all’apposito registro e richiedere il microchip, la cui applicazione deve essere a cura di un medico veterinario. Se l’animale era già stato identificato in precedenza con un tatuaggio leggibile, non è necessario richiedere il microchip. Una volta applicato il microchip, il modulo dell’avvenuta identificazione rilasciato dal veterinario va riconsegnato in Comune, e si può procedere alla richiesta del Passaporto presso il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Bologna. È necessario fissare un appuntamento presso le Unità Operative della Sanità Animale, telefonando dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30: Bologna 0516079889, Casalecchio di Reno 051596862, San Lazzaro di Savena 0516224237, Porretta 05120803, San Giorgio di Piano 0516644854. Maggiori informazioni al sito dell’Usl di Bologna e a quello della Regione Lombardia. ■

CUP di Bologna: eletto il nuovo Consiglio Direttivo Tra i componenti anche un medico veterinario i è tenuta il 7 giugno scorso, l’Assemblea elettiva per la nomina del nuovo Consiglio Direttivo del CUP (Comitato Unitario delle Professioni) di Bologna. Tra i membri del Consiglio la collega Susanna Marchetti Consigliere dell’Ordine dei Medici Veterinari di Bologna. All’assemblea erano presenti i rappresentanti delle seguenti professioni: avvocati, architetti, medici e odontotiatri, periti industriali, chimici, consulenti del lavoro, farmacisti, periti agrari, ragionieri, infermieri, assistenti socio sanitari, agrotecnici e psicologi. Al termine dell’Assemblea il neo eletto consiglio si è riunito per l’attribuzione delle cariche. La composizione risulta la seguente: Zanna Raffaele - (perito agrario) Presidente; Manara Ivano - (perito industriale) Vicepresidente; Dainelli Orlando (consulente del lavoro) - Segretario; Ferri Cleopatra (infermiera) - Tesoriere; Marchetti Susanna (medico veterinario) - Consigliere. Il CUP è formato da tre aree: area sanitaria, area tecnica, area giuridico-economica. Per l’area sanitaria fanno parte Cleopatra Ferri e la collega Susanna Marchetti. Per l’area tecnica Zanna Raffaele e Manara Ivano. A rappresentare l’area giuridica Dainelli Orlando. ■

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laPROFESSIONE VETERINARIA 25/2004 LEGGI IN GAZZETTA

Nuove regole per l’acquacoltura stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2004 il decreto legislativo “Modernizzazione del settore pesca e dell’acquacoltura” emanato in attuazione dell’articolo 1 della legge delega sulla modernizzazione dell’agricoltura n. 38/2003. Il provvedimento ha lo scopo di razionalizzare la disciplina ed il sistema dei controlli sulla pesca marittima svolta da imprenditori ittici e dai pescatori. Tra gli interventi vi è la riforma dei Registri dei pescatori marittimi e delle imprese di pesca, la previsione di equipaggi flessibili nel numero e nella composizione, disposizioni a tutela di esemplari di specie ittiche al disotto della taglia minima prevista per la pesca e il riordino delle disposizioni relative agli organi di vigilanza. Il decreto prevede l’istituzione di un Tavolo Azzurro per la determinazione degli obiettivi e delle linee generali della politica nazionale della pesca e dell’acquacoltura, e di una Commissione consultiva centrale per la pesca e l’acquacoltura. La commissione presieduta dal Ministro delle politiche agricole e forestali o dal Sottosegretario di Stato delegato, sarà chiamata a dare pareri sui decreti del Ministro delle politiche agricole e forestali, o del Sottosegretario di Stato delegato, finalizzati alla tutela e gestione delle risorse ittiche ed in relazione ad ogni argomento per il quale il presidente ne ravvisi l’opportunità. Si legge al comma 1 dell’art. 4 del decreto “Tenuto conto degli indirizzi comunitari e degli impegni internazionali e nel riconoscimento delle risorse ittiche come bene comune rinnovabile, essenziale alla sicurezza alimentare mondiale, gli interessi e gli interventi pubblici

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A.N.M.V.I.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Organizza un

Corso per datori di lavoro in struttura veterinaria

LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO Corso ai sensi dell’art. 10, comma 2, del D.Lgs 626/94 In collaborazione con

Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Cremona

Cremona, Palazzo Trecchi 5-6 novembre 2004

Edizione accreditata ECM

di carattere generale, da perseguire attraverso il Programma nazionale, sono riconducibili ai seguenti obiettivi: a) perseguire la durabilità delle risorse ittiche per le generazioni presenti e future e tutela della biodiversità; b) perseguire lo sviluppo sostenibile e valorizzazione della produzione del-

la pesca, dell’acquacoltura e delle attività connesse; c) sviluppare le opportunità occupazionali, il ricambio generazionale delle attività economiche e delle tutele sociali; d) tutela del consumatore in termini di rintracciabilità dei prodotti ittici, valorizzazione della qualità della produzione naziona-

le e della trasparenza informativa; e) tutela della concorrenza sui mercati internazionali e razionalizzazione del mercato interno; f) sviluppo della ricerca scientifica applicata alla pesca e all’acquacoltura secondo i principi della Programmazione nazionale della ricerca; g) semplificazione delle

procedure amministrative relative ai rapporti tra imprese ittiche e pubbliche amministrazioni; h) promuovere l’aggiornamento professionale e la divulgazione dei fabbisogni formativi del comparto della pesca e dell’acquacoltura; i) sostenere l’economia ittica delle regioni”. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 25/2004 RIFLESSIONI

Dalla parte delle aziende Rimini, in occasione della cena per festeggiare il ventennale di fondazione della SCIVAC, era stato dato a me l’incarico di portare un breve saluto ai presenti. Al momento previsto sono salito sul palco e guardandomi intorno cercavo di riconoscere fra i quasi trecento convenuti volti noti o riferimenti che potessero suggerirmi un’idea o uno spunto. Ho vi-

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sto così fra i presenti alcuni dei soci fondatori, i primi presidenti, tanti che hanno avuto incarichi a livello nazionale o regionale e molti che rappresentavano le varie Societè specialistiche o le associazioni di riferimento. Questo lo davo un po’ per scontato, mentre quello che mi ha colpito e mi ha fatto molto piacere è stato vedere che erano presenti i rappresentanti di tutte le aziende del

settore, che in questi anni hanno collaborato con noi e hanno voluto esserci vicini in questo momento così importante per l’associazione. Nel mio intervento ho quindi espresso un forte ringraziamento, con convinzione e senza piaggeria, anche a tutte le aziende che in questi anni credendo in noi, con la loro fiducia ed il loro sostegno economico, ci hanno permesso di crescere da 11

di Antonio Manfredi

soci fondatori a circa 8500 iscritti. Un Congresso come quello di Rimini, che non aveva nulla da invidiare ai grandi eventi internazionali ed ha avuto un grande successo, sarebbe stato impossibile organizzarlo senza il sostegno di tante aziende del settore che hanno appoggiato questo progetto. L’alternativa sarebbe stata una quota di iscrizione di 500/600 euro, impensabile nel no-

stro paese. Del resto se la SCIVAC può ogni anno offrire ai propri soci più di 40 eventi gratuiti, di aggiornamento culturale e scientifico, distribuiti su tutto il territorio nazionale è soltanto perché molte aziende credono nel nostro sforzo e ci sostengono con la loro presenza e con il loro contributo. Se a Settembre 8500 veterinari riceveranno gratuitamente il nuovo Prontuario Terapeutico, 650 pagine,... è merito anche delle aziende che con le loro pagine pubblicitarie ci permettono di coprire una gran parte del suo costo di realizzazione. Se ogni settimana agli iscritti alla SCIVAC arriva gratuitamente Professione Veterinaria è anche per il contributo che molte aziende ci danno per sostenere questo progetto editoriale. D’altra parte sarebbe impensabile poter inviare gratuitamente a tutti gli iscritti le riviste Veterinaria, Quaderni di Dermatologia, Medicina felina, Quaderni di Odontostomatologia, Sisca Observer, l’European Journal della FECAVA, ecc. senza la pubblicità delle aziende. E non possiamo certo dimenticare i servizi on line: @nmviOggi, quotidiano professionale, Vetjournal, trisettimanale scientifico, il Forum SCIVAC, la Vetlink, i siti delle associazioni, i servizi on line, ecc. È ovvio che le aziende non sono associazioni benefiche o caritatevoli ed è logico quindi che nel sostegno che danno alle nostre iniziative vedano e cerchino un ritorno in termini di promozione dei loro prodotti o sostegno dei loro marchi ma è giusto ricordare che spesso il rapporto costi-ricavi, o forse meglio investimenti rispetto al fatturato, non è sempre così immediato o diretto, ed in molti casi siamo stati sostenuti anche su progetti o iniziative che solo minimamente potevano portare un risultato tangibile all’azienda. D’altra parte quando abbiamo sollecitato un sostegno su iniziative che promuovessero al pubblico la prevenzione sanitaria per l’animale e l’immagine del veterinario, oltre alla Novartis che è partita subito con un importante progetto: “I mesi della prevenzione” in collaborazione con l’ANMVI e la Purina che ci ha fortemente sostenuti nei progetti relativi alle Scuole, sono state molte le aziende che ci hanno contattato per ragionare con noi su possibilità che forse vedranno la realizzazione nei prossimi mesi. Spesso leggo sui forum critiche alle aziende relative a loro iniziative promozionali o campagne pubblicitarie. A volte queste critiche sono condivisibili altre sono preconcette o pretestuose ed in alcuni casi dimostrano anche una scarsa conoscenza del mercato, del settore e della propria professionalità. Credo che ogni tanto sarebbe giusto anche riconoscere alle aziende l’impegno che in questi anni hanno dato a sostegno della SCIVAC e di tutta la categoria veterinaria. Sono quindi convinto che il mio grazie, espresso a Rimini, a tutte le aziende che condividono insieme a noi le difficoltà ed i problemi del mondo veterinario, fosse giusto e doveroso. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 25/2004 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Cani che prevedono gli attacchi epilettici dei bambini Uno studio rivela l’elevata accuratezza premonitrice dei soggetti con queste capacità

La mastectomia radicale nei ruminanti

U lcuni cani possono prevedere l’imminenza di un attacco convulsivo nei bambini epilettici. Lo rivela un nuovo studio pubblicato su Neurology e guidato da Adam Kirton, neurologo presso l’Alberta Children’s Hospital in Canada. Questi soggetti non solo proteggono i bambini dai traumi, ma sembrano anche aiutarli a convivere con la paura quotidiana del successivo attacco, avvisandoli prima che questo avvenga. Nove dei 60 cani studiati (15%) sono stati in grado di prevedere l’attacco epilettico leccando il bambino, standogli vicino o guaendo, con un notevole grado di accuratezza, ovvero prevedendo l’80% degli attacchi senza falsi allarmi. Non si tratta di cani addestrati a questo scopo, ma di soggetti che hanno sviluppato questa capacità entro un mese dall’inizio della convivenza con il loro proprietario. Prima di questo studio vi erano già state segnalazioni aneddottiche di questa capacità di alcuni cani. Kirton e colleghi hanno inviato questionari alle famiglie di epilettici afferenti all’ospedale. Il 42% delle famiglie con un soggetto epilettico e un cane ha risposto che il proprio cane era sensibile all’attacco epilettico. Nove di questi cani erano inoltre in grado di anticiparlo, allertando la famiglia alcuni minuti o alcune ore prima. Inoltre, le famiglie con un cane testimoniavano una migliore qualità di vita rispetto a quelle prive di cani. Un possibile punto debole dello studio è costituito dal fatto che il comportamento del cane è descritto dai proprietari stessi, che possono sovrastimare le capacità del proprio animale. Gli autori dello studio programmano quindi di effettuare una nuova valutazione in un contesto clinico, cercando anche di determinare le modalità del fenomeno. Attualmente il meccanismo non è noto, ma si ipotizza che il cane possa percepire alcuni indizi visivi o olfattivi che precedono l’attacco. Potrebbe ad esempio avvertire una modificazione dell’odore del bambino; alcune manifestazioni del sistema autonomo, come un aumento della sudorazione, possono essere avvertite dai cani. Queste modificazioni esterne potrebbero essere il risultato di una piccola scarica elettrica che si verifica nel cervello prima della convulsione completa. M.G. Monzeglio

A

no studio retrospettivo ha valutato la tecnica chirurgica

di mastectomia radicale in 17 capre e 3 vacche. Degli animali trattati, uno moriva entro 24 ore per le complicazioni di una mastite gangrenosa e un altro moriva per cellulite necrotizzante. Dei 18 animali dimessi, 15 erano disponibii al follow-up; dodici animali vivevano

almeno un anno dopo l’intervento. I ruminanti trattati, affetti da lesioni gravi ma localizzate delle mammelle, hanno risposto positivamente alla mastectomia radicale. La tecnica era ben tollerata e apportava beneficio ai soggetti trattati, consentendone l’esistenza

come animali da compagnia. Gli autori concludono che la mastectomia radicale può essere considerata una procedura sicura ed efficace, con poche complicazioni, per i ruminanti affetti da gravi patologie mammarie localizzate. M. G. Monzeglio


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laPROFESSIONE VETERINARIA 25/2004 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Il rischio di Afta resta alto in Europa Invito della FAO a mantenere alta la guardia contro la malattia onostante il successo della lotta contro l’Afta epizootica (FMD), in Europa il rischio rimane e l’attenzione deve restare alta. Durante le celebrazioni del 50° anniversario della European FMD Commission, a Dublino, la FAO invita i paesi

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che fanno parte della Commissione a restare vigili. L’Europa può considerarsi libera dalla FMD, dopo secoli di devastanti epidemie. Tuttavia la guardia deve restare alta e l’impegno verso i paesi vicini ancora endemici constante. Il rischio di introdurre il virus attra-

verso commerci illegali è elevato. Oggi, dei 33 paesi della Commissione, 31 sono esenti da FMD, mentre il virus rimane endemico in Turchia e Israele. L’ultima vasta epidemia di FMD è avvenuta nel 2001 in Inghilterra, con episodi anche in Irlanda, Francia e Olan-

da. Quattro milioni di animali furono abbattuti; il virus era probabilmente stato importato dall’Asia dell’Est e Sud-Est mediante prodotti animali infetti. La FMD rimane endemica in molti paesi dell’Africa, del Medioriente, dell’Asia e di parte del Sud America. Il virus è relativamente stabile nei prodotti surgelati e può essere trasmesso con il movimento, spesso illegale, di animali, prodotti animali e carne. Bovini, bufalini, suini, ovini, caprini e cervidi sono suscettibili al virus. M.G. Monzeglio

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Mappato il cromosoma Y del cavallo stata messa a punto la mappa fisica dettagliata del cromosoma Y del cavallo; i risultati della ricerca sono stati presentati nell’edizione online del 14 giugno dei Proceedings of the National Academy of Science. I ricercatori della Texas A&M University e della Facoltà di veterinaria di Vienna hanno riscontrato che circa un terzo del cromosoma, sul braccio lungo, consiste di eucromatina, mentre il resto è principalmente eterocromatico. Secondo i ricercatori, la mappa è attualmente la più ricca di informazioni tra quelle realizzate nelle specie domestiche. L’analisi sequenziale del cromosoma potrebbe aiutare a fare luce sull’infertilità sia equina sia umana. M.G. Monzeglio

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2 indicazioni in 1 prodotto / 1 prodotto per 2 specie

ne Riduzio to del cos ari p terapia 20e a 11,

Epatotossine fatali nei bovini australiani na malattia epatica acuta sta colpendo i bovini da latte nell’Australia del sud. Un team internazionale indaga sulle tossine vegetali. Benché l’epatopatia acuta sembri essere associata alla graminacea nativa Cynosurus echinatus, il vero responsabile non è chiaro. Si sta studiando un fungo isolato nei prati chiusi in cui si sono nutriti gli animali affetti. Cellule in coltura vengono esposte al fungo per valutare le eventuali modificazioni indotte. I ricercatori hanno frazionato e purificato gli estratti del fungo per verificare se sia in grado di produrre l’epatotossina responsabile dell’epatopatia acuta. La malattia è causa di ittero, fotosensibilizzazione e morte improvvisa in bovini di età superiore a 6 mesi. M.G. Monzeglio

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DALLE ASSOCIAZIONI

Aggiornamenti dalla SIRVAC urante il Congresso che si è tenuto a Rimini dal 27 al 30 Maggio scorso, SIRVAC ha ospitato il Dott. Alain Fontbonne, docente dell’Ecole Veterinarie di MaisonAlfort (Francia) Vice presidente del Gruppo francese di Veterinari impegnati nel settore della riproduzione dei piccoli animali (GERES), diplomato ECAR (European College for Animal Reproduction) e membro del Consiglio Direttivo di EVSSAR (European Veterinary Society for Animal Reproduction). Le sue relazioni si sono rivelate di estrema attualità, tanto da creare piccoli problemi di capienza nella sala che ci ospitava. Particolarmente seguite le comunicazioni riguardanti l’esplorazione ecografica delle ovaie nella cagna, volta alla ricerca del momento esatto dell’ovulazione (metodica complementare od adirittura, in futuro, sostitutiva a quelle ad oggi in uso) e quella con la quale il relatore ci ha riferito l’esperienza francese sulle ultime tecniche di inseminazione artificiale. Alla fine di ogni comunicazione non sono mancate domande pertinenti ed interessanti, tanto che Alain si è reso disponibile a mantenere contatti con chiunque possa raggiungerlo attraverso posta elettronica (Afontbonne@vet-alfort.f). I messaggi possono essere scritti in italiano dal momento che alcuni suoi collaboratori sono nostri connazionali. Durante il pomeriggio sono state presentate due comunicazioni libere: la prima dal Dott. Di Ianni dal titolo “Induzione dell’ovulazione in elaphe guttata (colubride) mediante condizionamento ambientale”, la seconda dalla Dott.ssa Groppetti “Rinvenimento di cellule endometriali in strisci colpocitologici nella cagna: interpretazione clinica”. Vi suggerisco inoltre due siti Web particolarmente interessanti per l’aggiornamento in riproduzione: EVSSAR Website: http://www.ulg.ac.be/fmv/EVSSAR/index.htm IVIS website: www.ivis.org.

D

Per quanto riguarda l’attività della Società Vi ricordo che durante la

Seminario ASVAC in nefrologia

S

i terrà l’11 luglio, presso la Facoltà di Medicina

Veterinaria di Sassari un Seminario di Nefrologia organizzato dall’ASVAC. Relatore il Dr. Marco Caldin. Per informazioni sulle modalità di iscrizione rivolgersi all’ASVAC allo 079/395858.

prossima giornata di studio si terranno le elezioni per il rinnovo del CD, mentre i prossimi appuntamenti saranno: 2/4 Dicembre 2004 - Corso Base di Riproduzione del cane e del gatto 5 Dicembre 2004 - Giornata di studio

16 Aprile 2005 - Giornata di studio 4 Dicembre 2005 - Giornata di studio Gli argomenti da approfondire sono molti: dalla diagnostica per immagini, all’embrio tranfert, allo studio specifico delle neoplasie testicolari, all’inseminazione con

di Giovanni Majolino Presidente SIRVAC

seme congelato, alla riproduzione di specie diverse dal cane e dal gatto (etc…).

Dr. Giovanni Majolino Tel. 051/800108;

Qualsiasi necessità e richiesta specifica verrà considerata con estremo interesse.

Dr. Vincenzo D’Andrea Tel. 0823/785352;

Vi ricordo che potete contattare:

Dr. Manuela Farabolini Tel. 06/80690551;

Dr. Matteo Spallarossa Tel. 010/3200287


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laPROFESSIONE VETERINARIA 25/2004 LETTO SU...

Per l’ECM è l’ora del “tagliando” ’esperienza Ecm è partita in Italia quando in altri Paesi si procedeva già a una valutazione di efficacia. Nel settembre 2000, l’European Board of Urology della Uems ufficialmente dichiarò: “There is no evidence that cme alone improves the physician’s performance. It only increases his or her knowledge… In a field where successful results

L

mean everything, it is obvious that performing is as important – that being taught”. Una revisione condotta su numerosi studi che valutavano l’efficacia dell’Ecm pubblicata su Bmj 2002; giunse alle stesse conclusioni. Un recentissimo studio del Medical center della Duke University in North Carolina (marzo 2004) non ha evidenziato nessuna differenza statisticamente signifi-

cativa negli esiti del trattamento dell’infarto del miocardio in una casistica di 71.310 pazienti trattati in Stati con Ecm obbligatoria confrontati con 63.299 pazienti trattati in Stati dove l’Ecm non era obbligatoria (American College of Cardiology). Queste considerazioni sull’efficacia dello strumento Ecm a conseguire il miglioramento continuo della qualità delle cure misu-

di Amedeo Bianco Presidente Ordine dei Medici di Torino

rato sugli esiti sollecitano un diverso orientamento del sistema in atto, cosa che va meglio assecondata. Sul versante organizzativo il sistema Ecm sta puntando su tre obiettivi per rendere congrua, accessibile e regolamentata l’offerta formativa: - l’accreditamento diretto dei provider: la fase matura del sistema, già avviata attraverso una fase

sperimentale che però mostra già alcuni limiti. Scorrendo l’elenco dei provider per la formazione residenziale (Fr) e per la Fad emerge la realtà di una platea di soggetti accreditabili limitata ad aziende sanitarie, settori universitari, poche società scientifiche e privati e troppe case editrici scientifiche per la Fad. - Lo sviluppo della Fad come “punta di diamante” dell’Ecm. Questo orientamento sottovaluta il dato strutturale che la Fad presuppone da una parte la sussistenza di molteplici, complesse e costose piattaforme informatiche e, dall’altra, l’accessibilità a procedure e infrastrutture tecnologiche non “facili”. - I progetti formativi aziendali che sembrerebbero validare, anche sul piano dei costi quelle tipologie formative che sviluppano il processo educativo all’interno dell’organizzazione e misurano i risultati anche in termini di miglioramento dei processi clinico-assistenziali. Questa tipologia formativa interviene infatti su tutte quelle attività già svolte e che costituiscono il terreno naturale su cui rilevare, organizzare e infine soddisfare i bisogni formativi dei professionisti. In questo contesto sono rivisitate e valorizzate tutte le attività ordinarie e disperse, quelle di studio, ricerca, tutoraggio, promozione e sorveglianza dei protocolli e linee guida, organizzazione e partecipazione a medicalaudit, revisione tra pari, attività di QA, prevenzione e gestione dell’errore. Sul profilo gestionale va innanzitutto ricordato come la formazione permanente sia un valore professionale sancito in tutti i codici deontologici delle professioni sanitarie e che, nella pratica, è anche un costo. Facilitare la formazione permanente come elemento di promozione e verifica della qualità dei servizi deve prevedere una sana alleanza tra le ragioni dell’economia e quelle dell’autonomia e responsabilità dei professionisti, ammettendo che l’ottimizzazione dei costi è raggiungibile solo con una misura di efficacia del risultato. L’eccessiva centralizzazione burocratica delle regole di accreditamento degli eventi e dei provider, i costi certi per i professionisti e i finanziamenti incerti delle istituzioni sanitarie, l’affollarsi di interessi economici e l’emergente rischio di una dipendenza culturale in un mercato dell’offerta che sembra restringersi a pochi soggetti forti, l’insufficiente delega di responsabilità e poteri alle professioni sull’organizzazione e controllo di equità e qualità del sistema ostacolano oggi il consenso dei professionisti e soprattutto rendono evidente l’inefficacia dell’attuale Ecm a garantire ai cittadini la qualità delle prestazioni. Su questa delicata materia occorrono dunque un forte ripensamento culturale su metodologie e obiettivi, un cambio di direzione e di marcia sulle responsabilità. ■


laPROFESSIONE VETERINARIA 25/2004

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LETTERE AL DIRETTORE Anche in questo, come in altri casi, lascio lo spazio al presidente della Società chiamata in causa. Nella lettera di questa settimana utilizziamo la formula “lettera firmata”, ma la lettera, che ci è giunta via posta elettronica, non è anonima. Carlo Scotti

Noi ippiatri della SIVE, veterinari di serie B? L’associazione a SIVE nasce, per quanto mi riguarda, in veste di ippiatra, dall’esigenza di formazione professionale e più recentemente anche dall’adempimento degli obblighi ecm. Mai come quest’anno, però, si evidenziano carenze macroscopiche nel servizio da Voi offerto. Mi riferisco a due aspetti in particolare: Il primo è rappresentato dall’impossibilità di programmare la propria partecipazione agli eventi proposti nell’arco dell’anno, perché l’attribuzione dei crediti formativi avviene con molto ritardo. Non è ammissibile che non siano ancora stati comunicati i crediti attribuiti al congresso multisala di Perugia tenutosi a gennaio. Il secondo motivo di insoddisfazione è che seminari e convegni organizzati da SIVE nell’arco del 2004 sono insufficienti a soddisfare l’intero numero di crediti ecm richiesti per quest’anno, ammesso che si riesca a partecipare a tutti gli eventi. Questo fatto evidentemente discende da due componenti: il numero di eventi organizzati è ridotto, e soprattutto i crediti attribuiti a ciascun evento sono irrisori ma non per questo il costo di partecipazione è proporzionalmente limitato. La questione è ancor più irritante se consideriamo che gli eventi organizzati da SCIVAC quasi settimanalmente, godono di comunicazioni tempestive, di diffusione capillare, di tematiche molto più specialistiche e (probabilmente in virtù della qualità più elevata) di un numero di crediti nettamente superiore, a costi pressoché sovrapponibili a quelli SIVE. Mi chiedo, allora, se noi ippiatri dobbiamo essere trattati come veterinari di serie B dalle associazioni stesse che ci rappresentano. Non credo che, a meno di notare un sostanziale miglioramento, rinnoverò l’iscrizione per il prossimo anno. Lettera firmata Caro collega, la tua lettera sinceramente mi sorprende ed ho l’impressione che tu non abbia mai letto i numerosi articoli pubblicati su Professione Veterinaria a proposito di ECM. Oggi la SIVE non riesce ad avere crediti ECM, situazione che vale anche per quasi tutte le iniziative proposte nel nostro settore, perché alcuni referee stanno bloccando tutto il sistema sostenendo che solo le iniziative di aggiornamento con obiettivi di sanità pubblica possono essere accreditate. Non solo quindi è impossibile dare ai nostri iscritti le informazioni per programmare il loro aggiornamento sulla base dei crediti ottenuti ma è impossibile avere i crediti. La Sive sta ancora aspettando l’accreditamento del congresso di Gennaio richiesto a metà del 2003. La EVsrl che segue per noi, e per tutte le altre società scientifiche fra cui la SCIVAC, l’organizzazione degli eventi ha ferme più di 70 richieste di accreditamen-

to e non si sà cosa potrà accadere. L’ANMVI è intervenuta più volte chiedendo che, in questa situazione, il settore veterinario possa essere escluso dal sistema ECM e che in ogni modo per il 2004 non vengano richiesti crediti ai veterinari essendo nella impossibilità di ottenerli. Le stesse richieste le ha espresse anche la FNOVI ma per ora il ministero continua a tacere. Lo stesso discorso vale anche per il basso numero di crediti che vengono attribuiti ai nostri eventi considerato che il rapporto dovrebbe essere di un credito per ogni ora di aggiorna-

mento. Il problema è sempre quello dei referee che non sono in grado di dare corrette valutazioni o spesso le danno casualmente o con interessi precisi. Anche questa situazione è stata più volte denunciata al ministero. Per quanto riguarda le iniziative che organizza ogni anno la SIVE faccio fatica a pensare che siano poche visto che nel 2004, oltre al congresso nazionale, ci saranno due seminari, tre o quattro corsi, otto riunioni regionali più quelle delle società specialistiche. Paragonare la nostra attività a quella della SCIVAC, scusami, ma mi sem-

bra proprio fuori luogo. Noi abbiamo 800 iscritti la SCIVAC circa 8500, perché queste sono le realtà dei due settori. È ovvio quindi che l’attività svolta è molto diversa. Se poi il confronto deve essere sui sistemi di informazione agli iscritti, noi usiamo gli stessi canali e mezzi che usa la SCIVAC: Professione Veterinaria, il forum, il sito, e mail, a volte lettere, ecc. e naturalmente la nostra rivista Ippologia. Non credo proprio, quindi, che l’informazione sia carente ma purtroppo ci rendiamo anche conto che spesso sono gli iscritti a non leggere le notizie e

“Per come agiscono nella realtà, gli ordini sono superati” Roberto Castelli, Ministro della Giustizia le comunicazioni che regolarmente facciamo arrivare. Spero di essere stato sufficientemente chiaro. Un caro saluto. Sandro Barbacini - Presidente SIVE


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laPROFESSIONE VETERINARIA 25/2004 CALENDARIO ATTIVITÀ

SIMIV

11 set.

SIVE - MACROREGIONI NORD ORIENTALE E NORD OCCIDENTALE

11 set.

SIVE - MACROREGIONI CENTRALE E MERIDIONALE

12 set.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

12 set.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC ABRUZZO

12 set.

SEMINARIO SCIVAC

12 set.

SEMINARIO SCIVAC

15 set.

CORSO SCIVAC

16-18 set.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC SICILIA

19 set.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC VENETO

19 set.

SICARV

19 set.

MASTER SCIVAC

20-24

MASTER SCIVAC

21-22

set.

set.

INCONTRO REGIONALE AIVEMP LIGURIA

24 set.

SIVAE

25-26 set.

SEMINARIO SCIVAC

25-26 set.

SCVI

25-26 set.

SIODOV

26 set.

SEMINARIO SCIVAC

2-3 ott.

GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SCIVAC

3 ott.

SIVE - SEMINARIO

3 ott.

SVIDI

3 ott.

CORSO SIVAR

6-7 ott.

SEMINARIO SCIVAC

9-10 ott.

SIMVENCO

9-10 ott.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC MOLISE

10 ott.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC MARCHE

10 ott.

SEMINARIO ITINERANTE SIVAR SUINI

11-15 ott.

CORSO SCIVAC

14-15 ott.

CORSO SCIVAC

14-16 ott.

GIORNATA DI APPROFONDIMENTO SCIVAC

16 ott.

MEDICINA INTERNA - Relatore: GRANT GUILFORD - Richiesto accreditamento ECM - Cremona, Palazzo Trecchi Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it SEMINARIO MACROREGIONE - Relatori: J.M. DENOIX - M.TONIATO - Cremona, Palazzo Trecchi - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel 0372/403502 - email info@sive.it SEMINARIO MACROREGIONE - Relatori: J.M. DENOIX - M.TONIATO - Roma - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel 0372/403502 - email info@sive.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - Novotel Caserta Sud,S.S.87, Sannitica Km 22.600 Capodrise CE - Relatore: dr. Emilio Feltri - Richiesto accr. ECM - Per info: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it L’ARTE E LA SCIENZA DELLA CITOPATOLOGIA DIAGNOSTICA - Pescara - Relatore: dr. Davide De Lorenzi - 5 punti ECM Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it NUOVI APPROCCI A VECCHI PROBLEMI GASTROENTERICI NEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA - Cremona - Relatore: dr. Grant Guilford - Richiesto accr. ECM - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email: info@scivac.it NUOVI APPROCCI A VECCHI PROBLEMI GASTROENTERICI NEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA - Teramo, Facoltà di Medicina Veterinaria Università di Teramo - Relatore: dr. Grant Guilford - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email: info@scivac.it CORSO DI CARDIOLOGIA 2a PARTE - Cremona - Crediti ECM: 18 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it IL PRURITO E TUTTE LE SUE CAUSE - Sicilia - Relatore: dr.ssa Fabia Scarampella -5 punti ECM Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac MALATTIE INFETTIVE NELLA PRATICA CLINICA - Veneto - Relatore: dr.Tommaso Furlanello - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it TACHIARITMIE SOPRAVENTRICOLARI E IPOCINESIA VENTRICOLARE SINISTRA - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it

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ATTUALITÀ • LA CRISI DEL FARMACO VETERINARIO • CENTRO NAZIONALE PREVENZIONE MALATTIE • GLI ORDINI SONO SEMPRE PIU’ DEBOLI • I DISTRETTI SOCIOSANITARI, di Carlo Sisifo ANMVI INFORMA • POLIZZA INFORTUNISTICA ANMVI/UNIPOL ANMVI REGIONE • INSEDIATA ANMVI CAMPANIA L’INTERVISTA • PERDITA DEL PET: È DANNO ESISTENZIALE? di S. Pizzamiglio LETTO SU • PER L’ECM È ORA DEL TAGLIANDO, di Amedeo Bianco

MASTER SCIVAC IN CHIRURGIA DEL CANE E DEL GATTO (prima parte corso) - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Monica Villa - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403504 - email commscientifica@scivac.it

LEGGI IN GAZZETTA • NUOVE REGOLE PER L’ACQUACOLTURA

MASTER SCIVAC (Esame Master 2002-2003) - Cremona Per informazioni: Monica Villa - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403504 - email commscientifica@scivac.it

RIFLESSIONI • DALLA PARTE DELLE AZIENDE, di A. Manfredi

TECNICHE DI QUALITÀ NELL’ATTIVITÀ DEL MEDICO VETERINARIO NEL SSN - Sala Polivalente “Città di Recco”, Via Ippolito d’Aste 2/B - Recco (GE) - richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel 0372/403541 email segreteria@aivemp.it MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI - Cremona - sede AVIS - Via Massarotti 65 - Richiesto accreditamento ECM Info: Sara Cazzaniga - Segreteria SIVAE - Tel 0372 460440 email info@sivae.it MEDICINA COMPORTAMENTALE - Alghero - Hotel Carlos V - Relatori: dr. Raimondo Colangeli, dr. Corrado Sgarbi - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it CHIRURGIA TORACICA AVANZATA - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it CHIRURGIA - San Giusto Canadese (TO) - Teatro Carlo Bernasconi Telecittà Studios, L.go V. De Sica - Relatori: dr. Paolo Buracco, dr. Gilles Duprè - Richiesto accr. ECM - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it DALL’ECOCARDIOGRAFIA AD UNA STANDARDIZZAZIONE SCIENTIFICA DEL METODO, PER LA DIAGNOSI, LE INDICAZIONI TERAPEUTICHE, GLI SCREENING DI RAZZA E LA RICERCA - Cremona - Relatore: dr. Claudio Bussatori - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it LE PATOLOGIE DELLA GRASSELLA - Cremona, Palazzo Trecchi - Relatore: Ellen Singer (UK) - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel 0372/403502 - email info@sive.it DIAGNOSTICA PER IMMAGINI DELLE VIE RESPIRATORIE - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it ALIMENTAZIONE VACCA DA LATTE - Sede: Azienda Sperimentale “V. Tadini” - Gariga di Podenzano (Pc). Relatori: dr. G.Tolasi, dr. F. Masoero, Dr. M. Moschini - Richiesto accr. ECM - Info: Paola Orioli (Segr. SIVAR) - Tel. 0372/40.35.39 - email: info@sivarnet.it ANESTESIA - Sicilia - Relatori: dr.ssa Alessandra Bergadano, dr.ssa Claudia Spadavecchia - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it STATO DELL’ARTE IN MEDICINA NON CONVENZIONALE - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - Campobasso - Relatore: dr. Emilio Feltri - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it PERCORSI DIAGNOSTICI E SCELTE TERAPEUTICHE NELLE PIU’ FREQUENTI CARDIOPATIE ACQUISITE DEL CANE - Relatore: Dr. Francesco Migliorini - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email: delregionali@scivac.it LESIONI ANATOMO-PATOLOGICHE E REPERTI AL MACELLO QUALI STRUMENTI DI VALUTAZIONE DELLA PRDC - Sedi: Cuneo, Lodi, Brescia, Verona, Perugia - Relatori: prof. Fabio Del Piero, dr. Michele Dottori - Richiesto accreditamento ECM - Info: Paola Orioli (Segreteria SIVAR) - Tel. 0372/40.35.39 - email: info@sivarnet.it CORSO DI DERMATOLOGIA 2^ PARTE - Cremona - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it CORSO DI EMATOLOGIA CLINICA - Perugia - Centro Studi SCIVAC/AVULP - Crediti ECM: 21 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it CITOLOGIA CUTANEA - Cremona - Relatore: dr. Carlo Masserdotti - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it

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Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; € 92,00 per l’estero Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 2 luglio 2004


Professione Veterinaria, Anno 2004, Nr 25  

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