Page 1

PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

Brevi ENPAV L’Assemblea nazionale dei delegati Enpav ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2006. Condivisione all’interno dell’Ente sulle strategie e sulle iniziative di comunicazione. Massimo sforzo di informazione sulla pensione modulare.

CONVENZIONATI L’Assemblea dei Delegati ENPAV, riunita il 9 giugno scorso, ha approvato a maggioranza, con un solo voto contrario, l’articolo 5 bis del regolamento inerente la disciplina dei versamenti previdenziali all’Enpav dei veterinari convenzionati. La nuova disposizione dovrà essere approvata dai Ministeri vigilanti.

AVIARIA E MANGIMI Nel 2006, la psicosi da influenza aviaria aveva fatto scendere del 12% la produzione di mangimi per avicoli; inoltre, gli allevamenti zootecnici, caratterizzati da produzioni sottocosto, avevano ridotto la richiesta, in tutti i comparti, di quantitativi di mangimi completi, in favore di prodotti concentrati. Secondo stime di Data Bank le prospettive di chiusura per il 2007 vedono invece un incremento medio della produzione attorno al 1-3%.

H5N1 IN USA La possibilità di una grave epidemia influenzale in particolare causata dal ceppo della aviaria è reale e gli americani dovrebbero prepararsi a questa eventualità. È questo il messaggio senza mezzi termini diffuso dal ministero della sanità americano: l’obiettivo è convincere la gente a prepararsi ad un’epidemia nel caso in cui il virus dell’aviaria - H5N1 - acquisisca la temuta capacità di trasmettersi da persona a persona. I cittadini devono immagazzinare acqua, generi alimentari, medicine, qualsiasi cosa di cui potrebbero avere bisogno nel caso sia ordinata una quarantena.

AVIARIA E GOOGLE Ricercatori dell’università del Colorado hanno descritto sulla rivista Sistematic Biology una mappa interattiva dell’influenza aviaria, ottenuta unendo Google Earth con tutti i dati disponibili sull’influenza aviaria. Navigando sul planisfero è possibile visualizzare dove e quando si sono verificati i casi, ma anche vedere le differenze nei genomi dei ceppi isolati e degli animali che li hanno trasmessi sin dalla prima scoperta del virus, in Cina nel 1996. Per vedere le mappe dell’influenza aviaria è necessario installare l’ultima versione di Google Earth, la GE 4.0 beta e poi cliccare su http://www.declanbutler.info/Flumaps1/Timeseries.kml

MYCOBACTERIUM BOVIS “Negli animali, pur se con minore frequenza, esiste una infezione da Mycobacterium bovis che può contagiare l’uomo ed è simile alla tubercolosi umana. Il controllo di questa infezione e degli alimenti è indispensabile per la sicurezza alimentare’’. Lo ha detto il direttore del Dipartimento di Diagnostica morfologica e microbiologica molecolare del Policlinico Gemelli di Roma, Giovanni Fadda, al convegno internazionale “Commercializzazione e sicurezza dei prodotti agroalimentari nell’area di Libero scambio’’, che si è svolto alla Fiera del Mediterraneo. (ANSA).

www.vet.journal.it

232007

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 4, numero 23, dal 18 al 24 giugno 2007

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Sentenza degli “ermellini”

Anticostituzionale il contributo ONAOSI La Finanziaria 2003 (art. 52, comma 23) ha violato la Costituzione. Rimborsabili le quote? a Corte Costituzionale (sentenza n. 190 del 5 giugno 2007) ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 52, comma 23, della Legge Finanziaria 2003, nella parte in cui attribuiva al CdA dell’ONAOSI la fissazione del contributo obbligatorio a carico di tutti i sanitari iscritti agli ordini professionali italiani dei farmacisti, medici chirurghi, odontoiatri e veterinari (cfr. “nella misura stabilita dal consiglio di amministrazione della fondazione, che ne fissa misura e modalità di versamento con regolamenti soggetti ad approvazione dei ministeri vigilanti”). L’ANMVI sta già verificando con i propri legali la rimborsabilità delle quote versate. Nella sentenza si legge: “Non v’è dubbio che ai contributi in esame, siccome determinati con atto unilaterale, alla cui adozione non concorre la volontà del privato, sia da attribuire la natura di prestazioni patrimoniali obbligatoriamente imposte, come tali soggette alla garanzia dettata dall’articolo 23 Costituzione (“Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge” ndr)”. Secondo il legale dell’ANMVI, Avv. Maria Teresa Semeraro, la Corte Costituzionale “non ha inteso dichiarare l’incostituzionalità tout court della norma che, dal 2003 al 2006 compreso, obbliga tutti i sanitari al versamento del contributo ONAOSI, ma - lasciando in essere tale obbligo negli anni sopra indicati - ha censurato la fissazione della misura del contributo obbligatorio, da parte del consiglio di amministrazione della Fondazione ONAOSI, per il mancato rispetto dei criteri fissati in materia dalla legge. Diversa era la questione come prospettata al Giudice del Lavoro di Bologna (e riproposta al Giudice del Lavoro di Milano) nel ricorso da parte dei medici veterinari, ove, più radicalmente - prosegue il legale dell’ANMVI - si chiedeva che il Tribunale rimettesse la questione alla Corte Costituzionale sulla illegittimità costituzionale - in relazione agli artt. 3, 18 e 38 Cost. - dell’art. 52 comma 23 della l. N° 289/2002 non solo nella parte relativa alla misura e/o ai criteri di determinazione del contributo obbligatorio, ma in tutta la parte in cui estende l’obbligatorietà dell’iscrizione e del versamento del contributo alla fondazione Onaosi nei confronti dei medici veterinari libero professionisti”. Secondo la Corte è stato violato anche l’articolo 3 della Costituzione (...”È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” ndr), in quanto “il contributo, così come in concreto quantificato dall’art. 4 del regolamento ONAOSI concernente la riscossione dei contributi obbligatori e volontari, approvato con l’atto interministeriale 31 luglio 2003, collide con il principio di uguaglianza dettato dall’art. 3 della Costituzione, atteso che esso viene posto a carico di tutti i soggetti obbligati in base al solo criterio dell’età anagrafica e senza alcun riguardo ai redditi di ciascuno di essi”. È stato solo con successiva disposizione che la Fondazione - nel corso degli anni di contribuzione obbligatoria- ha modificato il proprio Regolamento parametrando la quota sulla base anche di criteri di redditività dei singoli contribuenti e apportando anche correttivi al ribasso degli importi inizialmente stabiliti. In ogni caso, così come licenziata dal Parlamento italiano, la norma finanziaria a favore dell’ONAOSI conteneva profili di illegittimità costituzionale e violava ben due articoli della Costituzione”. “ Si tratta certamente di un risultato utile alla causa dell’ANMVI perché anche noi contestiamo la violazione dell’articolo 3 della Carta - ha commentato il Presidente dell’Associazione Carlo Scotti che però precisa - l’ANMVI non contesta solo le modalità regolamentari di applicazione dell’obbligo, ma l’obbligo in sé. Infatti, l’ANMVI si appella, anche in base all’assunto costituzionale che l’assistenza privata deve essere libera”. Anche se la Finanziaria 2007 ha tolto l’obbligo di versamento da parte dei sanitari privati, resta da verificare se quanto versato negli anni di contribuzione coatta (indipendentemente dal quantum) fosse conforme con la Costituzione. L’udienza presso il Giudice del Lavoro di Milano è fissata per il 12 luglio prossimo.

L

AMBULATORI NEI SUPERMERCATI È una notizia di qualche giorno fa: "Wal-Mart, il colosso americano della distribuzione, si allea con gli ospedali per creare ambulatori a basso costo nei supermercati. Annunciata l'apertura di 2mila cliniche nei prossimi 5 anni. Il progetto di centri di assistenza medica farà da volano ai punti vendita, dove già oggi è possibile acquistare farmaci". Anche in Italia molti supermercati hanno già attivato spazi di vendita di farmaci e si sta discutendo se concedere loro anche la commercializzazione di quelli di fascia C. Le COOP hanno già annunciato una linea di farmaci a libera vendita, con il proprio marchio, che costeranno al pubblico, in media, il 40% in meno. Del resto, in questi spazi vendita, la presenza di un farmacista offre al consumatore la stessa consulenza e le stesse garanzie di qualsiasi farmacia. È difficile dire che non siamo d'accordo quando in tutti i paesi europei la situazione distributiva dei farmaci è la stessa che si sta sviluppando in Italia dove continuava ad esistere una situazione di privilegio dei titolari di farmacie. È difficile per noi dire che non siamo d'accordo dopo che per anni ci siamo scontrati contro il monopolio del-

le farmacie per poter avere il riconoscimento del diritto alla gestione diretta del farmaco veterinario. Se poi questa battaglia, vittoriosa per la comprensione e la lungimiranza di Umberto Veronesi, allora Ministro della Salute, non si è trasformata in una reale opportunità per la nostra categoria, è stato certamente per la nostra incapacità di saperla cogliere, anche se è vero che continuano ad esserci alcune difficoltà operative. I supermercati, visto lo spazio che noi lasciamo rispetto ad altri paesi europei, punteranno di certo anche sul nostro settore aprendo al loro interno dei pet-corner che potranno soddisfare ogni esigenza e necessità del proprietario di animali. Progetti simili sono già avviati in alcuni iper visto che il settore degli animali da compagnia, nonostante tutto, continua a crescere. Ed il passo successivo? Le gallerie di negozi collegate agli iper spesso ospitano già una struttura veterinaria e quindi il cerchio sembra vicino a chiudersi. Se la riforma delle professioni arriverà a prevedere anche soci di puro capitale, il rischio diventerà reale. ■

vet.journal - aggiornamento scientifico permanente on-line


3

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 DALLE ASSOCIAZIONI

Rimini: tutto bene, tranne il tempo

di Antonio Manfredi

Tanti iscritti, tanti relatori, tante sale, tanti stand, un vero successo volta la loro fiducia, ci hanno permesso di organizzare un evento di grande livello e di valenza mondiale. Per chi si ricorda come era la veterinaria italiana quando è nata la SCIVAC, sembra quasi

un miracolo. Dimenticavo, per il 2008 vorremmo garantirvi anche il caldo ed il sole. Per questo il Consiglio della SCIVAC sta valutando di sensibilizzare chi il tempo lo decide. Si è ancora incerti

fra messe solenni o pellegrinaggi (probabilmente a Caravaggio per risparmiare). L’idea di portare per tutto il mese di maggio il cilicio, da me proposta, è stata subito scartata. ■

56° SCIVAC, tre giornate di intensi lavori scientifici er questo 56° Congresso SCIVAC di Rimini, per il primo anno internazionale, abbiamo previsto proprio tutto perché fosse perfetto, tranne il tempo. 11 sale in contemporanea con argomenti di base ed avanzati, sale interattive e workshop specialistici, tutti i temi trattati, ogni giorno sale gratuite, più di 80 relatori di cui 21 stranieri scelti fra i migliori a livello mondiale, baby club, servizio navetta, tornei, happy hour. Lo spazio espositivo aveva presenti tutte le aziende che operano nel nostro settore e molti erano anche gli stand istituzionali che offrivano servizi gratuiti di informazione e consulenza: ANMVI (consulenza legale, 626, farmaci, rifiuti speciali, impianti elettrici, privacy, progetto qualità), FSA, ENPAV, ASSALCO, Internet Point. Uno spazio libri con tutti i titoli disponibili. Molto apprezzato lo spazio dedicato alla sessione poster, per la prima volta previsto a questo Congresso, e quello dedicato a Incontra l’autore, anche se non tutti hanno avuto la stessa affollata presenza di Oscar Grazioli che indubbiamente ha attirato molti “curiosi” che volevano conoscerlo. Quali relatori abbiano avuto maggior successo è difficile dirlo, certamente molte sale si sono riempite in modo tale da costringere i partecipanti a restare in piedi o sedersi per terra anche se alcune superavano i 700 posti. Couto, Griffin, e la Kirby sono quelli che hanno attirato più gente, ma vedendo le schede raccolte possiamo dire che tutti, italiani e stranieri, sono stati molto apprezzati. Ma quanti erano gli iscritti? Globalmente 2689 (di cui studenti poco più di 200), la punta massima di presenze è stata Sabato con quasi 2100, Venerdì poco meno di 2000 e Domenica

P

quasi 1900. Con queste presenze abbiamo superato il Congresso del 2005 ed in modo considerevole quello del 2006 che aveva registrato un calo significativo. Un altro dato importante che emerge da questi numeri è che gli iscritti giornalieri erano molto pochi. Se consideriamo anche che il tempo inclemente che ha imperversato su tutta l’Italia nei giorni del Congresso ha tenuto a casa 131 preiscritti, il mio obiettivo di arrivare a tremila è forse ancora lontano, ma non possiamo lamentarci. Non vi è dubbio che il Congresso di Rimini non ha più nulla da invidiare ai più importanti congressi europei. Fra l’altro la decisione di dare a questa iniziativa una valenza internazionale non ha portato per ora folle da altri paesi, gli iscritti stranieri erano solo 50 circa, ma garantirà nei prossimi anni uno sviluppo in questo senso anche per gli accordi di collaborazione che la SCIVAC sta sviluppando con le associazioni di altri paesi europei, soprattutto dell’area centro/est. Per il 2008 le date previste saranno ancora quelle del ponte del 2 giugno, scelta che tutti, dai nostri sondaggi, hanno dimostrato di apprezzare molto. Le caratteristiche del Congresso saranno molto simili a quelle di quest’anno con qualche novità e sorpresa. Vi aspettiamo ancora tutti e di più. Se volete che la smetta di annoiarvi con questi articoli dovete fare in modo di farmi arrivare a tremila iscritti, poi vi assicuro che mi metto buono e tranquillo. Massimo Baroni, Presidente uscente della SCIVAC, nel suo ultimo intervento all’assemblea dei soci, ha voluto ringraziare tutti per questo grande successo, permettetemi di farlo anch’io, ringraziando tutti i partecipanti, i relatori, i collaboratori e tutte le aziende che, dandoci ancora una

ttanta relatori, più di venti temi trattati, sei diverse sessioni a scelta: l’offerta scientifica del 56° Congresso Multisala SCIVAC (Rimini, 1-3 giugno 2007) è stata anche quest’anno ricca e dedicata a tutti, dallo studente, al veterinario “di base”, all’affermato specialista. Una struttura ormai collaudata ma che si arricchisce ogni anno di nuovi spunti e idee, seguendo e interpretando le richieste dei partecipanti e gli orientamenti attuali della medicina veterinaria per animali da compagnia. Sessioni interattive con televoto, workshop specialistici e Sala Gratuita, aperta a tutti e organizzata in collaborazione con le aziende sponsor, hanno completato il ricco programma, impegnando i presenti a un ragionato e metodico studio del volantino congressuale, nel vano tentativo di non perdersi nulla. Molti i nomi di spicco tra i relatori stranieri, basti citare Couto, Griffin, Kirby, Overall…, ma molti di più e altrettanto seguiti erano i relatori italiani, a testimonianza del-

O

la continua crescita e affermazione culturale della medicina veterinaria nazionale. Impossibile elencarli tutti, ma gli spunti scientifici del congresso erano tanti: imaging in medicina d’urgenza, chirurgia delle ferite, anestesia degli animali convenzionali ed esotici, riproduzione e inseminazione, citologia, anemie e coagulazione, rottura del legamento crociato, biopsia renale, dermatopatie allergiche, la diagnosi neurologica, gastroenterologia, oncologia, odontostomatologia, cardiologia….. Le spiagge di Rimini,

Guillermo Couto durante la presentazione del suo libro nello spazio “Incontra l’autore” l’happy hour al bagno 26, le feste e le cene al termine delle giornate congressuali erano evidentemente più che meritate. ■

Novanta aziende presenti Novanta le aziende del settore che hanno presentato ai medici veterinari le novità del mercato delle attrezzature professionali, dei farmaci e dei mangimi. Durante le pause centinaia di veterinari hanno affollato lo spazio espositivo. La SCIVAC ringrazia tutte le aziende che hanno reso possibile la realizzazione del 56° Congresso Internazionale Multisala SCIVAC e tutte le persone presenti. Happy Hour - Sabato sera al bagno 26

On line le relazioni e le foto del Congresso I resoconti delle principali relazioni del 56° Congresso Internazionale SCIVAC sono consultabili on line su Vet Journal all'indirizzo www.vetjournal.it Sono inoltre disponibili sul sito SCIVAC tutte le foto del 56° Congresso Multisala. Venerdì 1 giugno “Incontra l’autore”. Numerosi i veterinari accorsi per scambiare domande e pareri con Oscar Grazioli

di Maria Grazia Monzeglio

Per visualizzarle: http://www.scivac.it/gallerie/56/


4

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 DALLE ASSOCIAZIONI

Nuovo Consiglio Direttivo SCIVAC ul numero scorso della nostra rivista è stata pubblicata la nuova composizione del Consiglio Direttivo SCIVAC. Alla guida della società, Dea Bonello già Vice Presidente che ha sostituito nell’incarico Massimo Baroni. Riconfermati nel Consiglio, Fabia Scarampella e Guido Pisani mentre entrano ex novo: Marco Bernardini, Alberto Crotti e Federica Rossi. Ecco una breve presentazione di ciascuno di loro. Le cariche del Consiglio Direttivo saranno attribuite in occasione della prima riunione.

S

Il nuovo Presidente DEA BONELLO Med Vet, SRV, Dipl EVDC, Torino Si laurea nel 1989 alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino. Si specializza nel 1997 in Radiologia Veterinaria, nel 2001 consegue il titolo di Dottore di Ricerca in Medicina Interna e nel 2001 ottiene un contratto di ricerca presso il Dipartimento di Patologia Animale della Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino. Dal 1989 si dedica all’odontostomatologia veterinaria ed in questo settore svolge attività di consulenza per i piccoli ed i grossi animali. Nel 1996 e nel 1998 è stata, a scopo di aggiornamento, all’Università di Davis in California. Dal 1998 è Diplomata dell’European College of Veterinary Dentistry. Relatore a numerosi congressi in Italia ed all’estero e au-

tore di pubblicazioni inerenti l’odontostomatologia veterinaria e comparata. Per molti anni Coordinatore del Gruppo di Studio di Odontostomatologia della SCIVAC, è l'attuale Vice-Presidente della SIODOV. Dal 1998 al 2002 è stata Segretario dell’EVDC, di cui è stata Presidente ed è oggi il Past President. I tre nuovi consiglieri MARCO BERNARDINI Med Vet, Dipl ECVN, Bologna Laureato in Medicina Veterinaria presso l’Università di Bologna nel 1988. Dal 1994 al 1995 residency in Neurologia Veterinaria presso l’Università di Berna (Svizzera). Diplomato all’European College of Veterinary Neurology (ECVN) nel 1995. Dal 1997 al 2001 Profesor Asociado di Neurologia Veterinaria e Responsabile del Servizio di Neurologia del Hospital Clínico Veterinario dell’Università Autonoma di Barcellona (Spagna). Dal 2002 al 2003 Oberassistent in Neurologia Veterinaria presso l’Università di Berna. Attualmente è Professore Associato nel Dipartimento Clinico Veterinario dell’Università di Padova e lavora a Bologna come libero professionista referente di casi neurologici. Relatore a corsi e congressi in Italia e all’estero, è autore e coautore di articoli e libri di neurologia veterinaria.

Società specialistiche SCIVAC, novità per il 2008 i è svolta venerdì 1 Giugno a Rimini la riunione delle Società Specialistiche SCIVAC durante la quale i Presidenti e i Vice-Presidenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi sulla programmazione annuale e sui possibili sviluppi in ambito di aggiornamento medico veterinario. La riunione è stata presieduta dal Coordinatore delle Società Specialistiche Dott. Pier Mario Piga (nella foto) coadiuvato dal Presidente uscente di SCIVAC Dott. Massimo Baroni e dal Presidente entrante Dott.ssa Dea Bonello. Sono intervenuti i rappresentanti delle 19 Società Specialistiche (SCVI, SIANA, SIARMUV, SICARV, SICIV, SIDEV, SIGEDV, SIMEF, SIMIV, SIMVENCO, SINUV, SINVET, SIODOV, SIONCOV, SIOVET, SIRVAC, SOVI, SVIDI) e del nascente gruppo di Fiosioterapia. Durante la riunione i delegati hanno potuto confrontarsi sull’andamento degli incontri tenutisi nel primo semestre del 2007 presentando un bilancio degli aspetti scientifici e logistici. È stato inoltre possibile definire la programmazione scientifica del 2008 con alcune importanti novità: innanzi tutto nel corso del prossimo anno si cercherà di accorpare più incontri di società in un’unica giornata favorendo la presenza in contemporanea, presso il Centro Studi SCIVAC, di veterinari appartenenti a diverse discipline specialistiche. In tale modo verrà favorito lo scambio interdisciplinare e sarà possibile incrementare il confronto professionale tra colleghi, grazie soprattutto alla presenza di un maggior numero di persone a Palazzo Trecchi. Una novità riguarda anche il Gruppo di Studio di Practice Management. Il Consiglio Direttivo della SCIVAC ha stabilito di passarlo sotto il riferimento dell’ANMVI, visti gli argomenti di carattere professionale. Infine a partire dal 2008 verrà istituita una nuova società specialistica dedicata agli approfondimenti in ambito di Fisioterapia e Riabilitazione, mentre per le altre società specialistiche sono previsti i rinnovi delle cariche direttive nel secondo semestre del 2007.

S

ALBERTO CROTTI Med Vet, Libero professionista Genova. Laureato presso la facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Pisa nell’anno 1982 con 108/110. Membro della S.O.V.I. (Società di Oftalmologia Veterinaria Italiana) dalla sua costituzione, componente del Consiglio direttivo dal 1993, ricopre attualmente la carica di Presidente della società. Presidente dell’A.Li.Ve.L.P. (Associazione Ligure Veterinari Liberi Professionisti) dal 1992 al 1997. Ha ricoperto la carica di Presidente della Delegazione Regionale SCIVAC dal 1999 al 2001. Dal 1992 al 1994 ha frequentato il corso specialistico in oftalmologia dell’ ESAVS (European Society for Advanced Veterinary Studies). Nel 1995 ha partecipato ad un internship in oftalmologia presso il Royal Veterinary College di Londra. Nel 2004 ha frequentato il corso intensivo di chirurgia oftalmologica ESAVS presso l’Ecole Nazionale Veterinarie di Tolosa. Dal 1995 è stato istruttore del corso di base SCIVAC in oftalmologia e dal 1999 è divenuto relatore presso lo stesso corso. Dal 2006 è coordinatore dell’Itinerario didattico in Oftalmologia della Scuola di Formazione post universitaria Scivac e direttore del I° corso del triennio di studi. Ha partecipato in qualità di relatore a congressi ed incontri su temi di oftalmologia. È coautore del testo

Incontro delle Delegazioni Regionali SCIVAC nche quest’anno in occasione del Congresso di Rimini si è svolta la consueta riunione delle Delegazioni regionali SCIVAC convocata dalla Coordinatrice Regionale e neo Presidente SCIVAC, Dea Bonello. Numerosi come sempre i delegati presenti che alla luce degli incontri svolti nel primo semestre hanno esposto le proprie considerazioni. L’incontro è stato anche l’occasione per discutere e valutare alcune migliorie da prevedere nell’organizzazione dei prossimi incontri regionali sulla base delle considerazioni raccolte dai partecipanti. È stato infine presentato il pacchetto relatori per il 2008 sulla base del quale i Delegati decideranno gli incontri da svolgere.

A

“Oftalmologia” ed. Poletto. È membro permanente del Gruppo di Studio della Scivac sulla Leishmaniosi canina. È titolare dal 1984 di uno studio associato in Genova dove si occupa prevalentemente di oftalmologia degli animali da affezione. FEDERICA ROSSI Med Vet, Spec Rad Vet, Dipl ECVDI, Bologna Laureata nel novembre 1993 presso l’Università degli Studi di Bologna, è specializzata in Radiologia Veterinaria dal 1993 e diplomata dal 2003 al College Europeo di Diagnostica per Immagini. Autrice di pubblicazioni nazionali ed internazionali, reviso-

re e coautore di testi di Diagnostica per Immagini, ha presentato numerosi poster e lavori scientifici a Congressi nazionali ed internazionali. Dal 2004 è vice-presidente della Società Italiana di Diagnostica per Immagini (SVIDI) e collabora come lettore ufficiale della Centrale di Lettura FSA per la displasia dell’anca e del gomito. Nell’agosto 2006 è stata eletta Presidente dell’EAVDI (European Association of Diagnostic Imaging). Dal 1993 lavora come Libero Professionista, svolgendo attività di referenza in Diagnostica per Immagini a Sasso Marconi (BO), dove si occupa di Radiologia, Ecografia e Tomografia Computerizzata. Svolge attività di ricerca nel campo della ecografia con mezzi di contrasto. ■

I nostri premiati… el corso dell’Assemblea Elettiva dei soci SCIVAC si è svolta la consegna Premio Hill’s “Marco Serati”, la consegna della Borsa di Studio “Riccardo Testa” SCIVAC-PFIZER e la premiazione “Miglior Comunicazione Breve 2006”.

N

La neo-Presidente SCIVAC Dea Bonello, consegna a Enrico Bottero il premio per la miglior comunicazione breve 2006.

Il Premio Hill’s “Marco Serati” è stato assegnato a Vittorio Garbagnoli. Ritira per lui Alessandra Viciani.

La vincitrice della Borsa di studio SCIVAC-PFIZER 2007 è Ilaria Lippi per la tesi dal titolo “Metodo semplificato per la valutazione della velocità di filtrazione glomerulare (GFR) tramite la clearance plasmatica dello ioexolo”.


5

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 ANMVI INFORMA

Incontro ANMVI Regione: ora si va al massimo! Riunita a Rimini la dirigenza regionale

ANMVI, nuovi servizi e tantissime consulenze allo stand ’ANMVI era presente al 56° congresso SCIVAC con un proprio spazio espositivo. Sono state tantissime le persone che hanno affollato lo stand per avere informazioni sui servizi offerti dall’Associazione o per incontrare i consulenti e i legali dell’ANMVI presenti allo stand per fornire assistenza diretta ai presenti su tematiche professionali quali la salute e la sicurezza sul lavoro; i rifiuti sanitari, la normativa sulla privacy; farmaco veterinario; la regolamentazione della sicurezza elettrica nelle strutture veterinarie e consulenze di tipo legale. In occasione del congresso, l’ANMVI ha inoltre presentato allo stand ANMVI SERVIZI - la nuova iniziativa dell’ANMVI per i titolari di struttura e i lavori della Commissione Qualità che sta sviluppando un vero e proprio progetto di certificazione delle strutture veterinarie secondo gli standard delle Buone Pratiche Veterinarie. Uno spazio all’interno dell’area espositiva è stato dedicato anche alla SCIVAC e alla Fondazione Salute Animale - FSA. ■

L

i sono incontrati a Rimini, in occasione del 56° Congresso Internazionale SCIVAC, nella giornata di venerdì 1 giugno i Consigli Direttivi ANMVI Regione. Il Presidente ANMVI, Carlo Scotti, dopo aver tracciato un quadro della professione veterinaria dalla nascita dell’ANMVI e di tutti i progetti portati avanti dalla Associazione in questi anni, ha sottolineato l’importanza del ruolo della dirigenza regionale ANMVI che sia in grado di rispondere a tutte le problematiche dovessero presentarsi sul territorio. “Abbiamo la responsabilità - afferma Scotti - di capire e gestire questa professione. Quello che abbiamo fatto a livello nazionale dobbiamo portarlo a livello regionale. È arrivato il momento di andare fuori giri. Bisogna schiacciare l’acceleratore al massimo”. L’incontro è stata l’occasione oltre che per un confronto sull’operatività regionale e sulle problematiche locali che interessano alcune regioni, anche per fare il punto su alcuni degli ultimi progetti dell’Associazione, in particolare il Progetto Qualità e i LeaVet. Ed è proprio su quest’ultimo che c’è stata un’ampia discus-

S

sione da parte di tutti i rappresentanti regionali che hanno espresso le loro opinioni e illustrato quale è in questo momento la situazione a livello regionale. Il progetto LEAVet sta muovendo infatti i primi passi sui tavoli regionali a partire dalla Regione Lazio che potrebbe divenire la regione pilota. “Nei prossimi mesi ci aspettano sfide altrettanto dure ma entusiasmanti - ha scritto Carlo Scotti in una nota inviata successivamente ai Consigli Regionali ANMVI. Credo di potervi anticipare che l’ANMVI assumerà sempre più quella rappresentatività della Categoria che le è stata appena riconosciuta dal Tar del Lazio. È necessario che ogni Consiglio Direttivo delle ANMVI Regione si riunisca prima delle ferie - ha aggiunto Scotti - per essere pronti con Consigli Regionali che si sono riuniti e che siano motivati. Nessuno ci ha regalato nulla, molti ci hanno osteggiato ma siamo arrivati fin qui perché crediamo in quello che facciamo e abbiamo l’entusiasmo di chi fa la cosa giusta per la rinascita della Professione. Conto su di voi e come sempre sono a vostra disposizione”. ■

Consulenze allo stand ANMVI

I consulenti dell’ANMVI Carlo Pizzirani (a sinistra), Marco Maggi (al centro) e Giorgio Neri

TRE PROGETTI PER UNA STRUTTURA IN PIENA REGOLA

L’ambulatorio chiavi in mano Apri? Trasformi? Adegui la tua struttura?

La visita di Marabelli ANMVI .

.. per

ANMVI SERVIZI - +39/0372/40.35.37 anmviservizi@anmvi.it

Chiama ANMVI Servizi: • consulenze • sopralluoghi • assistenza

ANMVI ..

. per

Acquistabili a pacchetto o a moduli

ANMVI SERVIZI +39/0372/40.35.37 anmviservizi@anmvi.it

1

Progetto Start

Romano Marabelli, Capo del Dipartimento per la sanità Pubblica Veterinaria del Ministero della Salute, ci ha onorato della sua presenza, accogliendo l’invito della SCIVAC. Nella foto il Direttore Marabelli viene accolto dalla dirigenza SCIVAC e ANMVI all’ingresso del Centro Congressi.

È rivolto a coloro che sono intenzionati ad aprire una nuova struttura veterinaria. ANMVI Servizi offre assistenza sui requisiti discriminanti e non discriminanti ai fini dell’ottenimento dell’autorizzazione sanitaria, consulenze d’orientamento alle varie tipologie di strutture veterinarie previste dalla legge ai requisiti tecnologici, organizzativi e di impiantistica. L’obbiettivo è quello di indirizzare il veterinario che valuta una prima apertura di struttura, verso l’acquisizione degli elementi utili ad effettuare e realizzare la miglior scelta in funzione delle sue aspettative e possibilità.

2

Progetto Trasformazione

È rivolto a coloro che hanno attuato o stanno per attuare una trasformazione strutturale del proprio studio, ambulatorio, clinica od ospedale. L’obbiettivo è quello di individuare e risolvere tutte le nuove problematiche che potrebbero essere insorte, indirizzando il veterinario-titolare verso l’implementazione di tutti gli adempimenti necessari alla trasformazione strutturale e organizzativa.

3

Progetto Adeguamento

Da sinistra: Massimo Baroni, Carlo Pizzirani, Romano Marabelli, Giancarlo Belluzzi e Carlo Scotti presso lo stand dell’ANMVI.

È rivolto a coloro che decidono di aggiornare e adeguare la propria struttura o l’organizzazione della propria attività a quanto previsto dalle vigenti normative. L’obbiettivo è quello di individuare e risolvere tutte le esigenze di messa in regola o di aggiornamento degli adempimenti previsti dalla normativa in qualunque tipologia di struttura o di attività veterinaria.


6

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 ATTUALITÀ

Chi acquista dal veterinario?

di Antonio Manfredi

Limiti e possibilità di sviluppo della distribuzione attraverso le strutture veterinarie o sempre sostenuto che il futuro della professione veterinaria, soprattutto per il settore degli animali da compagnia, passi attraverso la possibilità per le strutture veterinarie di cedere prodotti inerenti la salute ed il benessere degli animali. Nella maggior parte dei paesi europei è normale vedere all’interno degli ambulatori una zona “commerciale” che raddoppia il reddito del veterinario. “Raddoppia”, non è tanto per dire, perché se vediamo paesi come la Francia o la Gran Bretagna, più del 50% del fatturato delle strutture veterinarie è dato dalla cessione dei prodotti (farmaci, antiparassitari, diete, petfood, ecc.) ed i margini di reddito sono molto buoni. Non credo che poter gestire dei prodotti inerenti alla salute dell’animale sia per il Medico Veterinario disdicevole o squalificante. Avete mai visto un farmacista vergognarsi quando vi vende un paio di zoccoli? Per i veterinari europei il poter avere un reddito anche dalla cessione dei prodotti significa non solo vivere in modo più dignitoso, ma poter investire meglio anche nella struttura e nella propria professionalità impegnandosi maggior-

H

mente anche nel proprio aggiornamento. Questo alla fine diventa miglior qualità nelle prestazioni. Non dimentichiamo inoltre che gestire i prodotti vuol dire anche offrire un servizio importante per il cliente soprattutto quando ci limitiamo ai farmaci veterinari che hanno una scarsa distribuzione e che costringono altrimenti il proprietario a girare varie farmacie o accettare la proposta di sostituzione della specialità con altra simile o equivalente di uso umano. Per questo motivo ci sono veterinari che “prescrivono” direttamente farmaci di uso umano sapendo che quello veterinario il cliente avrebbe difficoltà a reperirlo. Non è tutto un po’ masochista? Non sarebbe più logico gestire direttamente questi prodotti visto che la distribuzione del veterinario non avrebbe alcuna incidenza sul prezzo al pubblico ed inoltre si fa un favore al cliente evitandogli di perdere tempo? Ho l’impressione che pochi abbiano recepito i vantaggi di questa opportunità e credo che il rifiuto da parte di molti veterinari non dipenda tanto dal sentirsi degradati a commercianti, o dal perdere il 10% di IVA o dal terrore degli studi di settore,

ma soprattutto dal non sapere come affrontare il progetto. Comunque è vero che i vincoli imposti oggi alla gestione dei prodotti da parte dei veterinari (operazione complementare all’attività professionale) rende tutto molto complicato ed è anche vero che difficilmente il Ministero della Salute sarà disponibile a rividere questa impostazione (in Europa, in genere, i veterinari dipendono dal Ministero dell’Agricoltura che rende molto più semplici questi aspetti commerciali) e d’altra parte, non mi sembra che anche la FNOVI valuti molto positivamente la trsformazione degli ambulatori in punti di vendita. Dovranno quindi essere prima di tutto i veterinari a crederci per poter poi richiedere agli organi competenti una revisione delle attuali norme. Nell’indagine che ETAMETA Research&Trend ha sviluppato per l’ANMVI, attraverso mille interviste a proprietari di animali, alcune domande riguardavano proprio l’aspetto dell’acquisto presso strutture veterinarie. Il 16% dichiara di aver fatto acquisti presso una struttura veterinaria. Poco meno di 1 uno su 5. Il 7,5% dichiara di aver acquistato far-

maci, il 5,4% antiparassitari esterni, il 2,9% pet food e l’1,7% prodotti per l’igiene dell’animale. Sono valori veramente bassi che dimostrano come questa opportunità sia stata colta solo da pochi veterinari. Il potenziale di questo settore è certamente interessante. I dati indicativi portano i possibili acquirenti al 40% con un 25,6% per i farmaci, l’11,7%

per gli antiparssitari, il 6,3% per il petfood ed il 5,8% per i prodotti dell’igiene. Se teniamo conto che queste risposte sono arrivate senza alcuna informazione preventiva o sollecitazione, sono convinto che una corretta azione verso i proprietari porterebbe queste percentuali a valori nettamente più elevati, soprattutto per i farmaci. ■


7

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 ATTUALITÀ

Sempre più diffuso il pet food

di Antonio Manfredi

L’88,6% dei proprietari chiede consiglio al veterinario sull’alimentazione del proprio animale econdo una indagine della Hill’s, illustrata in occasione della conferenza stampa di presentazione della Stagione della Prevenzione, il 72,8% dei proprietari riteneva una “alimentazione completa e bilanciata”, in assoluto, la priorità per una corretta prevenzione per il proprio animale. L’alimentazione secondo i proprietari viene decisamente prima di una “visita regolare dal veterinario” che si ferma al 20,3%, ed a “molto moto, esercizio costante” con il 19,2%. Speravamo che una visita dal veterinario potesse essere ritenuta più importante, ma possiamo consolarci sapendo che, comunque, i proprietari per l’alimentazione dei loro pet si rivolgono al veterinario. Infatti ben l’88,6% chiede informazioni e consigli al veterinario su come alimentare il suo animale. Quindi, per la prevenzione, i proprietari mettono al primo posto un’alimentazione completa e bilanciata, meglio ancora se consigliata dal veterinario perché è quella più adatta per le caratteristiche e le condizioni fisiche e di salute del proprio animale.

S

Aree di influenza del veterinario Se guardiamo questi dati vediamo la scala di interessi che portano a consultare il veterinario. Il 79% si riferisce, ovviamente, alla Salute ed al benessere dei pet. La maggior parte di questi evidenziava nel concetto di salute e benessere l’aspetto alimentare, che come abbiamo visto, è ritenuto l’elemento più importante per una corretta prevenzione. Sommando questo dato al 34,5% che specifica scelta dell’alimentazione ed al 17,7% scelta pet food (inteso come prodotti/brand), eliminando le varie sovrapposizioni, si ottiene l’88,6% di proprietari che hanno come riferimento il veterinario nella scelta di una corretta alimentazione per il loro animale.

L’alimentazione del pet Ma cosa mangiano gli animali che vanno dal veterinario? Il 34,9% solo pet food, il 46,6% un mix ed il 18,5% casalingo. Questo ultimo dato corrisponde sostanzialmente a quel 12% circa di proprietari che non chiedono consiglio al veterinario e che si limitano, normalmente, ad un’alimentazione derivante dagli scarti della cucina e quindi poco completa e bilanciata. È interessante vedere come siano soprattutto i proprietari di gatti o di altri pet i maggiori acquirenti di petfood, mentre quelli che hanno solo cani sono ancora i più restii, probabilmente anche per motivi economici, ad utilizzare solo mangimi industriali. Da questi dati ci rendiamo facilmente conto della responsabilità che ha il veterinario quando consiglia una specifica alimentazione o direttamente un prodotto. Il pet food ha permesso la diffusione degli animali anche fra categorie di pubblico che non avrebbero mai pensato di tenere un animale se avessero dovuto preoccuparsi, come capitava un tempo, di preparare da mangiare per il loro pet, visto che il più delle volte non lo fanno neppure per loro. Pensiamo proprio alla grande diffusione dei gatti. Oggi fra l’altro, la vasta gamma di pet food a disposizione permette al veterinario di sciegliere quello perfettamente più adatto per l’animale. Quello però che è sempre importante è sapere che il prodotto indicato ci offre anche tutte le garanzie per poter dare informazioni e consigli con la massima tranquillità. Sono molte le aziende che da anni, in collaborazione con il mondo veterinario, hanno fatto continui sforzi per rendere sicuri i loro prodotti, le stesse che hanno permesso lo sviluppo del settore migliorando anche le condizioni di vita degli animali da compagnia. ■

RECENSIONI

Perché i panda fanno la verticale e altri fatti curiosi sugli animali Autore: Augustus Brown Salani Editore Prezzo: € 13,00 (…) Le mucche producono più latte se ascoltano Beethoven, i topi maschi cantano le serenate alle loro fidanzate, i pinguini possono sparare le proprie feci come proiettili, le aragoste si comportano da gangster, gli elefanti riescono a imitare il rumore di un autocarro che passa. La varietà, l’imprevedibilità o la semplice stranezza delle loro scoperte è davvero infinita oltre che inifinitamente affascinante. È evidente come la vita animale sia tutto tranne che noiosa. Questo libro è una raccolta di fatti curiosi, bizzarri e a volte quasi incredibili che oggi sappiamo sugli animali. (….) Augustus Brown - Londra, Pasqua 2006




8

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007

RUBRICA LEGALE

Cassazione, sentenza 5 giugno 2007, n. 21805

Maltrattamento: non solo dolo ma anche incuria e insensibilità

del 5 giugno 2007 la sentenza della - Suprema Corte di Cassazione Sezione III Penale che ha stabilito che verso un cane si devono avere le stesse attenzioni che si hanno verso un minore. Torniamo sulla notizia, testo della sen-

È

tenza alla mano. La pronuncia è molto rilevante sul piano dell’innalzamento giuridico dell’animale sia sotto il profilo della sua tutela che della responsabilizzazione del proprietario. Ed è importante anche perché all’epoca dei fatti il codice penale non era ancora stato modificato con gli attuali inasprimenti contro il reato di maltrattamento (Legge 189/2004): il parallelo cane-minore viene già avvalorato in un contesto penalmente “più blando” dell’attuale (peraltro il reato si è estinto per prescrizione, trattandosi di contravvenzione che, all’epoca del fatto, era punita con la sola pena pecuniaria). I fatti Dall’atto della Corte: “Secondo la ricostruzione fattuale contenuta nella sentenza impugnata il 17 agosto del 2003 P. L., in palese

stato d’ubriachezza, insieme con il suo cane viaggiava a bordo dell’autovettura condotta da H. S. Dopo una breve sosta era risalito a bordo del mezzo senza accorgersi che nel frattempo il cane era uscito dall’abitacolo. Allorché l’autovettura era ripartita l’animale era stato trascinato per circa un chilometro perché il guinzaglio era rimasto impigliato nella portiera. Tanto premesso in fatto, il tribunale riteneva che l’ipotesi colposa potesse rientrare nella previsione di cui all’articolo 727 c.p. avendo il prevenuto, sia pure per negligenza, causato sevizie all’animale”. A luglio del 2006, il tribunale di Novara, sezione di Borgomanero, condannava P. L. alla pena di 2000 euro di ammenda oltre al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento del dan-

Il cane aggressivo tiene la museruola Nel mio condominio, il regolamento prevede l’obbligo di guinzaglio per i cani condotti nelle aree comuni. Avendo un cane che rientra nelle razze a rischio di aggressività, alcuni condomini sostengono che a seguito dell’ordinanza del 12 dicembre 2006 del Ministero della Salute sono obbligato anche all’interno del condominio all’uso di guinzaglio e museruola. È vero? Il regolamento condominiale di tipo contrattuale può prevedere delle limitazioni ai singoli sia riguardo alle parti comuni che alle parti esclusive. Pertanto, se nel caso di specie sussiste un regolamento di questo tipo ne conseguirà l’obbligo del singolo al rispetto della relativa clausola (Cassazione civile 27 giugno 1978/3169). In ogni caso, per la detenzione di animali bisognerà fare altresì riferimento a leggi e regolamento o a provvedimenti della pubblica amministrazione che impongano determinate regole di igiene e sicurezza. (Il Sole 24 Ore- L’esperto risponde- 11 giugno 2007). no, nei confronti della costituita parte civile Lega Antivivisezione, liquidato in euro 250,00, quale responsabile del reato di cui all’articolo 727 c.p., “per avere per colpa sottoposto a sevizie il proprio cane”. L’imputato fa ricorso in Cassazione, adducendo “manifesta illogicità della motivazione nella parte in cui si è affermato che l’imputato avrebbe commesso l’illecito per negligenza”. In diritto Il Collegio rileva che “non ricorrono le condizioni per una formula di proscioglimento più favorevole dell’estinzione del reato. Anzi devono essere confermate le statuizioni civili. In proposito si osserva che secondo l’orientamento di questa corte l’articolo 727 comma primo nel testo vigente all’epoca del fatto prevedeva ipotesi criminose distinte ed autonome, alcune di natura esclusivamente dolosa altre invece punibili anche a titolo di colpa secondo i principi generali vigenti in materia di reati contravvenzionali (cfr Cass. 21744

del 2005, 32837 del 2005). Invero la tutela apprestata dall’articolo 727 nel testo vigente prima della riforma introdotta con l’articolo 1 della legge 20 luglio del 2004, non prendeva in considerazione solo comportamenti dolosi di crudeltà ma anche condotte di incuria che fossero espressione di insensibilità verso gli animali, anche se non accompagnate dalla volontà di infierire sugli stessi. Nella fattispecie è evidente la colpa perché l’animale condotto al seguito o trasportato in autovettura richiede la stessa attenzione e diligenza che normalmente si usa verso un minore. È quindi comunque configurabile una condotta di maltrattamento o malgoverno di animali sia pure di natura colposa: il prevenuto prima che l’autovettura ripartisse avrebbe dovuto controllare che il cane si trovasse a bordo dell’auto. Ai fini della conferma delle statuizioni civili va quindi ribadita l’illiceità del fatto già ritenuta dal giudice di prime cure”. ■

Ritirato il ricorso contro l’ONAOSI A FNOVI ha ritirato il ricorso contro il Regolamento di riscossione dei contributi adottato dall’ONAOSI. L’azione legale è rientrata in considerazione della cancellazione dell’obbligo contributivo a carico dei sanitari privati (Finanziaria 2007). La Federazione si era rivolta al TAR del Lazio per l’annullamento del Regolamento di riscossione dei contributi obbligatori deliberato il 22 febbraio 2003 dal Cda della Fondazione, dell’approvazione da parte dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia del suddetto Regolamento e della cartella di pagamento della quota obbligatoria dell’anno 2004. Ciò in quanto “la Legge Finanziaria per l’anno 2007 ha fatto venir meno l’obbligo di contribuzione in favore dell’ONAOSI da parte dei professionisti sanitari non dipendenti, ripristinando lo status quo ante e, quindi, determinando la cessazione della materia del contendere dei ricorrenti”.

L


SpazioVet Diventa il primo sponsor di te stesso

Molti Medici Veterinari ci hanno chiesto di promozionare su Professione Veterinaria i servizi offerti dalla propria struttura o le proprie competenze professionali: anche i Colleghi possono essere clienti. Con SpazioVet abbiamo dato una risposta a questa esigenza.

Prenditi il tuo spazio!


11

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Maialini d’affezione e rischio di introduzione di malattie esotiche

di Maria Grazia Monzeglio www.vetjournal.it

Aspetti gestionali possono esporre gli animali a malattie nuove possedeva anche altri animali zootecnici. Il 13% segnalava contatti regolari dei maialini con questi ultimi e con altri ambienti. Più di un terzo dei proprietari visitava mostre o fiere (39%) e manifestazioni di club o associazioni (37%)

no studio ha valutato le modalità di allevamento e gestione dei maialini nani che possono influenzare il rischio di introduzione di malattie animali esotiche. È stato condotto un sondaggio su 106 proprietari di maialini nani per ottenere informazioni di carattere demografico e gestionale e riguardante gli eventuali spostamenti dei maialini e i contatti con l’uomo, con altri maialini o con animali zootecnici. Nel sondaggio erano rappresentati 12 stati (USA), 106 ambienti e 317 maialini nani. Più di un terzo (35%) dei proprietari di maialini

U

L’origine delle principali malattie infettive umane Su Nature il ruolo degli animali nella comparsa delle infezioni dell’uomo olte delle principali malattie infettive umane, incluse alcune oggi confinate all’uomo e assenti negli animali, sono malattie “nuove” comparse solo dopo l’avvento dell’agricoltura. Ma da dove arrivano? Perché sono indiscutibilmente originarie del Vecchio Mondo? Un articolo pubblicato su Nature indica che le risposte a queste domande sono diverse per le malattie tropicali e per quelle dei climi temperati, in relazione tra l’altro all’importanza relativa degli animali domestici e dei primati selvatici come fonte di infezione. Gli autori identificano cinque stadi intermedi attraverso i quali un patogeno che infetta esclusivamente gli animali può trasformarsi in un patogeno che infetta esclusivamente gli uomini. Inoltre propongono un’iniziativa per dirimere le disputate origini delle principali malattie umane e un sistema di allerta precoce globale per monitorare i patogeni pericolosi per le persone esposte agli animali selvatici.

M

Le notizie di Vet Journal sono consultabili on line all'indirizzo http://www.evsrl.it/vet.journal/ • Notizie scientifiche • Archivio bibliografico • Servizio Cytovet

cui partecipavano maialini nani. Più del 40% dei proprietari nutriva i maialini con avanzi di cibo. Circa metà (48%) dei veterinari che si occupavano dei maialini lavorava in cliniche veterinarie miste. I risultati dello studio, concludono

gli autori, indicano che i maialini nani d’affezione possono essere esposti, direttamente o indirettamente, a cibo e ad altre specie zootecniche, potendo introdurre, stabilire o diffondere una malattia animale “esotica” come l’afta epi-

zootica. Inoltre, i metodi di eliminazione delle carcasse utilizzati dai proprietari possono ridurre la possibilità che un maialino ammalato o morto sia sottoposto all’esame ante- o postmortem da parte di un veterinario. ■


12

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Il prurito nel cane: un approccio pratico

di Maria Grazia Monzeglio www.vetjournal.it

Un sintomo “trasversale” che richiede un approccio orientato al problema

’approccio pratico alla diagnosi e alla terapia del prurito nel cane è stato il tema di otto incontri scientifici dal titolo “Gestione pratica del prurito nel cane”, organizzati da Innovet tra aprile e giugno 2007. Relatori delle giornate erano Fabrizio Fabbrini (Presidente SIDEV, Società Italiana di Dermatologia Veterinaria) e Federico Leone (Libero professionista, Senigallia, AN).

L

Un unico sintomo per tante malattie Il prurito rappresenta per il cane uno dei sintomi più frequenti e fastidiosi, capace di compromettere pesantemente la qualità di vita sia dell’animale che del proprietario, e comune ad un lungo elenco di malattie, sia strettamente dermatologiche che di natura sistemica. “Sintomo trasversale” è il termine che Fabrizio Fabbrini e Federico Leone hanno utilizzato nei loro incontri per sottolineare l’aspecificità del prurito, spia di dermatopatie a disparata eziologia, come di infezioni, neoplasie, malattie autoimmuni, nefropatie e patologie neurologiche. “Sono le ectoparassitosi - ha puntualizzato Fabbrini - e le malattie su base allergico-ipersensibile (dalla dermatite atopica, all’allergia alimentare, all’allergia alle pulci) le cause più frequenti di prurito nel cane. Cause che, spesso associate tra loro, ne determinano la comparsa sotto forma di diverse manifestazioni cliniche: grattamento, leccamento, mordicchiamento, strofinamento (tipico, ad esempio, il caso del Bulldog inglese che, per propria conformazione, non riesce a grat-

tarsi e, dunque, si strofina) e scuotimento della testa, quest’ultimo segno indicativo della presenza di otiti bilaterali.” Sono assai diversificati anche i quadri clinici che il prurito è in grado di determinare e che i due dermatologi hanno illustrato con l’ausilio di alcuni casi clinici: dermatite eritematosa a diversa localizzazione (muso, zampe, addome), dermatite essudativa acuta (hot spot), dermatite papulo-crostosa, esfoliativa seborroica, o da leccamento, tutti quadri cui sovente si associa il coinvolgimento auricolare, con la comparsa di otiti esterne, croniche e recidivanti. La “soglia del prurito” Un sintomo aspecifico, dunque, il prurito, il cui controllo è strettamente legato all’identificazione di una o più delle molte cause primarie che lo scatenano. “Il paziente affetto da prurito - hanno affermato i due dermatologi - deve essere affrontato a 360°, vale a dire non accontentandosi di valutazioni puramente visive, e non trascurando nulla di quello che può agevolare il raggiungimento di una diagnosi corretta e tempestiva.” Le caratteristiche stesse del prurito, innanzitutto, che già possono orientare verso una preliminare diagnosi differenziale. La stagionalità, ad esempio, è indicativa di allergia alle pulci o ai pollini, mentre un prurito ciclico o perenne può orientare rispettivamente verso piodermiti e malattie autoimmuni, o scabbia. Fondamentale, poi, il riconoscimento di tutte le componenti che, di per sé, determinano il prurito o che, sommate ad altre, concorrono al superamento di quel livello soggettivo di tolleranza, tecnicamente conosciuto come “soglia del prurito”. “Molto spesso - hanno in più occasioni ribadito Fabbrini e Leone - malattie inizialmente non pruriginose lo possono diventare nel momento in cui altri fattori - dalle infezioni, alle infestazioni da parassiti, ai difetti secondari di cheratinizzazione - si aggiungono alla

causa pruritogena primaria (es. dermatite atopica) e contribuiscono al superamento di questa soglia, oltre la quale il paziente percepisce, e manifesta in modo conclamato, il sintomo prurito.” Affidarsi all’approccio orientato al problema AOP, ovverossia “Approccio Orientato al Problema”. È questa la metodologia che Fabbrini e Leone hanno proposto negli incontri e che, se correttamente eseguita, conduce alla diagnosi eziologica di prurito e, dunque, alla scelta terapeutica più efficace. Si tratta di un vero e proprio piano diagnostico-terapeutico che, prendendo inizialmente in considerazione tutte le cause che possono provocare il prurito, le esclude via via, sulla scorta dei dati raccolti tramite algoritmi diagnostici, organizzati in tappe ben precise: a) segnalamento, con la raccolta di dati riguardanti la predisposizione di razza, il sesso, lo stato riproduttivo e l’età; b) anamnesi, mirata ad informarsi sull’ambiente di vita del cane, sulle sue malattie pregresse, sul suo stato vaccinale, nonché sulla localizzazione, durata, modalità di insorgenza ed intensità del prurito, e sul suo rapporto con la comparsa delle lesioni; c) esame obiettivo generale; d) visita dermatologica, con il riscontro di lesioni dermatologiche, primarie e secondarie, che, seppur non patognomoniche, sono correlabili ad un ristretto numero di dermatopatie; e) indagini collaterali, da eseguire in prima battuta (es. esame tricoscopico e citologico, raschiati cutanei, scotch test) e secondariamente, solo se indicati (es. esami allergologici e batteriologici, dosaggi ormonali); f) trial terapeutici, utili ad effettuare diagnosi ad esclusione. “Il tutto - ha sottolineato Fabbrini per raggiungere due obiettivi: l’identificazione delle malattie primarie (es. ectoparassitosi, malattie allergiche), e della presenza di eventuali malattie opportunistiche concomitanti (es. piodermiti, dermatiti e otiti da Malassezia), da eliminare, ad esempio, con idonee misure terapeutiche: dai corretti cicli di antibioticoterapia, alle diete ad eliminazione, ai trattamenti antiparassitari specifici.” Gestire il prurito “La gestione di un paziente con prurito allergico è complessa: vuoi per l’alta variabilità delle condizioni da affrontare e della risposta individuale a specifiche terapie; vuoi per la spiccata tendenza delle dermatopatie allergiche a cronicizzare o a recidivare, tanto da renderle malattie controllabili, ancorché non curabili; vuoi per l’intensa collaborazione che si richiede al proprietario, in termini non solo di attenzione e costanza nelle cure, ma anche di impegno economico, data la cronicità delle malattie. In ogni caso, un management vincente è rigorosamen-

te legato all’identificazione della causa primaria.” Le parole di Fabbrini sono un’efficace sintesi dei cardini terapeutici da adottare di fronte ad un cane con prurito: - diagnosticare e trattare la malattia pruriginosa primaria; - coinvolgere ed informare/educare il proprietario sulla gestione della malattia presente; - sottoporre il paziente a rivalutazioni periodiche delle cure intraprese; - identificare e gestire contemporaneamente tutte le malattie allergiche presenti; - impostare una profilassi delle infezioni/infestazioni, controllando la carica microbica/parassitaria con trattamenti topici, sistemici ed ambientali; - gestire le eventuali complicanze correlate alla dermatopatia primaria, come otiti, disturbi della cheratinizzazione e disordini comportamentali; - attuare la terapia desensibilizzante (immunoterapia o “vaccino”), tenendo conto che i risultati migliori si riscontrano nei soggetti giovani e sono valutabili solo dopo 8-12 mesi dall’inizio del trattamento. Terapia sistemica e topica Parlando di terapia farmacologia, Fabbrini e Leone hanno elencato le diverse molecole ad azione sintomatica, oggi utilizzate in dermatologia veterinaria sia per via sistemica che topica. I cortisonici, innanzitutto. “Il loro impiego - ha tenuto a precisare Fabbrini - richiede una cautela particolare, stante i devastanti effetti collaterali (es. Cushing iatrogeno) che, prima o poi, sono destinati a comparire, e la loro perdita di efficacia farmacologica nel tempo (tachifilassi). Per i cortisonici, consiglio di adottare la somministrazione combinata con antistaminici ed acidi grassi, in modo tale da poter diminuire il dosaggio dei cortisonici stessi. Da utilizzare anche una terapia pulsatile, con aumento della dose giornaliera (da 0,5 mg a 1 mg/kg/die), ma riduzione del tempo di somministrazione a pochi giorni, fino alla scomparsa dei sintomi.” A seguire, sono state elencate le altre molecole utilizzate nelle malattie dermatologiche pruriginose: a) gli antistaminici, “utili più in prevenzione che in terapia, e suscettibili di un’alta variabilità individuale di risposta (dal 10 al 50% dei casi)”; b) gli acidi grassi polinsaturi, che trovano il loro razionale di utilizzo nella modulazione della risposta infiammatoria e che “hanno maggior effetto se somministrati per 1-2 mesi prima della comparsa dei sintomi”; c) gli immunosoppressori, tra cui la ciclosporina che “ha un’efficacia pari al cortisone, ma non può essere usata in soggetti portatori di neoplasie, epatopatie, nefropatie, infezioni e leishmaniosi, talvolta ha gravi effetti collaterali e costi molto elevati”; ed il tacrolimus che “usato per

via topica, ha un’azione simile alla ciclosporina, ma ha un’efficacia molto lenta a manifestarsi ed un costo altrettanto elevato”; d) le aliamidi. “Si tratta - hanno spiegato Fabbrini e Leone - di analoghi sintetici di amidi degli acidi grassi, naturalmente presenti nei tessuti animali e prodotte dall’organismo al bisogno, in risposta, cioè, a situazioni di danno/infiammazione che richiedono l’avvio di meccanismi endogeni di protezione e recupero omeostatico. In questo senso, le aliamidi - il cui capostipite è la palmitoiletanolamide (PEA) o Palmidrol sono oggi considerate parte integrante di sofisticati sistemi di protezione endogena accanto a endocannabinoidi ed endovanilloidi.” “Specificatamente nel settore della dermatologia veterinaria - hanno proseguito i due specialisti -le aliamidi, utilizzate sia per via sistemica che topica, hanno dimostrato di ridurre la degranulazione dei mastociti cutanei nel cane e, così facendo, di controllare la cascata infiammatoria e nervosa, alla base del sintomo prurito.” Durante gli incontri, particolare attenzione è stata riservata alla terapia topica del prurito. “Shampooterapia - ha spiegato Fabbrini - e sostanze (es. fitosfingosina) atte a garantire e/o ripristinare l’integrità funzionale della cute non si limitano alle, seppur importanti, funzioni di detersione, riduzione della carica allergenica e protezione della barriera cutanea. Possono, altresì, potenziare l’azione di topici specifici per il prurito (es. aliamidi, immunomodulatori), come consentire la riduzione di dosaggi e tempi di somministrazione di terapie sistemiche potenzialmente dannose (es. cortisonici).” Conclusioni Pensando al prurito, due sono le caratteristiche che vengono subito alla mente: l’appartenenza ad un composito ventaglio di malattie dermatologiche che, assai di frequente, affliggono il cane, e la complessità della gestione diagnostico-terapeutica, fatta di un articolato iter diagnostico “ad eliminazione” che, progressivamente, esclude le possibili fonti pruritogene ed imposta la terapia sulle cause – primarie e concomitanti – individuate. Fabbrini e Leone, nei loro incontri, hanno chiaramente indicato la via maestra per la gestione di successo di questo sintomo. Una via che si snoda attraverso tappe ben precise: adozione di una metodologia diagnostica, sistematica e razionale, con l’obiettivo di individuare le cause pruritogene primarie; coinvolgimento e corretta informazione del proprietario, senza la cui compliance risulta impossibile gestire le dermatiti pruriginose su base allergica a tendenza cronica e recidivante; scelta di idonee terapie, topiche e sistemiche, adeguatamente combinate tra loro per esaltarne gli effetti benefici e controllarne quelli indesiderati. ■


13

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 ANMVI REGIONE

Anmvi Sardegna in Regione

di Giovanni Cavedagna

Randagismo, presentata una bozza tecnica

Vice presidente ANMVI Sardegna

Verso la modifica della L.R. 21/94 i è tenuto mercoledì 6 giugno a Cagliari un incontro organizzato dall’Assessorato dell’Igiene e Sanità dell’Assistenza Sociale al quale hanno preso parte le Associazioni animaliste, ANMVI Sardegna e il comune di Cagliari. I lavori si sono svolti alla presenza dell’assessore Nerina Dirindin. Il Dr. Sandro Meloni, medico veterinario che opera nell’assessorato, ha esposto le criticità dell’attuale normativa e proposto la necessità di rivisitarne alcuni aspetti alla luce dell’esperienza maturata e della situazione attuale. Il primo punto evidenziato è stato lo sbilanciamento delle risorse finanziarie ed umane verso il mantenimento degli oltre 5000 cani ricoverati a vita nei canili, ormai saturi. Questo fatto impedisce spesso di proseguire nelle operazioni di cattura per indisponibilità di posti nelle strutture di ricovero. Altre problematiche del sistema sono individuabili nella insufficiente attività di Vigilanza, nella inadeguatezza dei criteri di ripartizione dei fondi regionali ai comuni, da una carente azione di coordinamento regionale e dall’assenza della banca dati regionale dell’anagrafe canina. Proprio quest’ultimo aspetto costituisce uno dei punti di forza della revisione della norma regionale. Infatti il potenziamento e la disponibilità in rete di uno strumento basilare come quello dell’anagrafe è condizione preliminare a qualsiasi azione di controllo del fenomeno del randagismo. Attualmente il sistema di anagrafe canina è gestito in maniera indipendente e autonoma nelle otto AASSLL della Regione rendendo di fatto difficile la gestione integrata delle informazioni. L’intensificazione dell’attività di vigilanza dovrebbe essere stimolata anche dal fatto che la proposta dell’assessorato prevede che i proventi delle eventuali sanzioni debbano confluire direttamente nei bilanci comunali e non più in quello Regionale come attualmente si verifica. Questo permetterebbe di alimentare anche economicamente il sistema rendendo interessante per i comuni il controllo del loro territorio tramite le forze dell’ordine comunali con la collaborazione delle guardie zoofile e del Corpo Forestale regionale. L’aspetto più innovativo della bozza tecnica di modifica della legge regionale è dato dalla possibilità di reimmettere i cani va-

S

ganti catturati nell’ambiente di provenienza qualora questi rispondano a determinati requisiti, cioè essere di piccola taglia, sani, sterilizzati, docili ed esenti da atteggiamenti aggressivi verso persone, altri animali o mezzi meccanici. I comuni rivestiranno un ruolo di primo piano con vari compiti come l’istituzione del servizio di cattura, la gestione dei canili anche in forma associata con altri comuni o con convenzioni con strutture private o associazioni. Altro aspetto molto importante è quello di stimolare le adozioni con varie modalità, tra queste quella di rendere più fruibili i canili per i cittadini, prevedendo orari di apertura al pubblico i più ampi possibile; facilitare le visite alle scolaresche, stimolare a vari livelli la conoscenza e l’educazione alla convivenza e al rapporto uomo-animale e non ultimo prevedere anche degli incentivi economici per chi adotta degli animali. Alla fine della presentazione si è aperta una vivace discussione. L’Assessore ha evidenziato come questo fosse il primo di una serie di incontri finalizzati a mettere a punto un documento contenente le proposte dei vari attori che a diverso titolo operano nel gestire la problematica. Le associazioni animaliste hanno riferito sulle difficoltà incontrate talvolta nel collaborare con i comuni e manifestato la necessità di istituire un’assistenza veterinaria per le classi economicamente più deboli. Nel mio intervento in qualità di Vice-Presidente ANMVI Sardegna ho espresso la condivisione del lavoro fatto dai colleghi che rispecchia in molte parti delle soluzioni da noi indicate in precedenti incontri. Ho chiesto un nostro maggiore coinvolgimento al tavolo tecnico, visto che la maggior parte degli animali è seguita da nostri associati e che noi quotidianamente ci rapportiamo a queste problematiche. In particolare ho puntualizzato come per la comunità sia più vantaggioso convenzionare le strutture veterinarie private, già esistenti e capillarmente distribuite sul territorio, piuttosto che spendere soldi pubblici per costruirne altre, facendo in modo di utilizzare le esigue risorse pubbliche in maniera più proficua. Ancora ho fatto notare l’opportunità di non essere troppo rigidi nel sanzionare i proprietari ma almeno in una prima parte cercare di educarli all’identificazione degli animali solo paventando le sanzioni e richiedendo una rapida iscrizione all’anagrafe. Infine ho spiegato che esiste un

Nessuna tassa sui cani a Regione Sardegna smentisce ufficialmente il Corriere della Sera che in un articolo pubblicato l’11 giugno dava per certa l’introduzione di una tassa di 20 euro sui cani di proprietà per finanziare la lotta al randagismo: “né l’assessore della Sanità, né la giunta e tantomeno il Presidente Renato Soru - fa sapere l’ufficio stampa stanno lavorando a un’ipotesi del genere”. La smentita è pubblicata sul portale della Regione Sardegna dove si legge che “Un gruppo di lavoro dell’Assessorato che si sta occupando del miglioramento della legge sulle adozioni degli animali e sul randagismo, ha fatto circolare - per la discussione fra le associazioni - una bozza che conteneva l’ipotesi di dare ai comuni la possibilità di istituire una tassa locale. Lo ha fatto autonomamente e prima di sottoporlo all’attenzione dell’assessore, della giunta e tantomeno del Presidente, che rigettano categoricamente ogni ipotesi di tassazione”. Nei giorni scorsi, l’Assessorato era già intervenuto parlando di mera “ipotesi”.

L

progetto “LeaVet” già in stadio avanzato a livello nazionale da noi elaborato e condiviso da molte parti che prevede delle prestazioni veterinarie di base a costi agevolati per le parti sociali economicamente più deboli. L’Assessore ha chiuso la giornata dei lavori dicendosi contenta del risultato ottenuto e chiedendo che le parti si riunissero nuovamente per organizzare meglio le richieste da porgere al tavolo tecnico. ■

ANNUNCI Gli annunci si possono ricercare e pubblicare anche on line www.anmvi.it/servizi/vetexchange www.anmvi.it/servizi/vetjob • Vendo ambulatorio sito a ROMA zona TOR VERGATA. Contattare il numero tel. collega Carmelo tel. 3483419589 • Clinica Veterinaria Lago Maggiore - Corso Cavour 3 28040 Dormelletto (NO). Tel. 0322243716. E-mail: segreteria@cvlm.it. Direttore Sanitario Dott. Luca Formaggini. Offre possibilità di tirocinio teoricopratico in medicina interna, chirurgia e terapia intensiva della durata di due mesi. Max una persona per periodo.


14

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 INFO REGIONI

Brucellosi in Calabria

L’Unità di crisi esclude i servizi veterinari Interviene la FNOVI. Penocchio: una disattenzione che non può essere tollerata ecentemente è stata istituita presso l’Assessorato Regionale alla Salute della Regione Calabria l’unità di crisi per l’eradicazione della brucellosi, della leucosi e della tubercolosi dagli allevamenti della Regione. A darne notizia è stato proprio l’Assessorato che ha reso noto che “l’organismo, è stato promosso dall’Assessore Doris Lo Moro per agevolare la piena attuazione all’ordinanza ministeriale, emanata nel dicembre 2006, che riguarda la Calabria insieme a Sicilia, Puglia e Campania e che prevede che le malattie più diffuse negli allevamenti vengano debellate entro tre anni”. A riguardo la FNOVI ha espresso il proprio disappunto per le modalità con cui è stata istituita l’unità di crisi. Non è stata condivisa la creazione della citata unità di crisi con l’esclusione dei servizi veterinari territoriali, cioè dei medici veterinari che del risanamento degli allevamenti ne rispondono in termini di carico di lavoro e di responsabilità. “La disattenzione nei confronti della medicina veterinaria, pubblica e privata” - ha dichiarato il presidente della FNOVI, Gaetano Penocchio - “non può più essere tollerata e la FNOVI promette il proprio impegno affinché la professionalità espressa dai professionisti presenti su tutto il territorio trovi il giusto riconoscimento e il legittimo coinvolgimento in tutte le attività esperibili a tutela del diritto alla salute”. ■

R

VENETO

Treviso, campagna contro gli abbandoni “Se sei testimone di un abbandono, puoi denunciarlo direttamente ai carabinieri o compilando il modulo di denuncia qui allegato. La Provincia lo trasmetterà alle autorità competenti. Se invece vedi un cane abbandonato o in pericolo, chiama la Provincia di

Treviso. Provvederemo subito ad informare il servizio sanitario di zona per poter salvare la vita di quell’animale e trovargli presto una casa.” Questo l’invito ai cittadini a cura della Provincia di Treviso che ha lanciato una campagna contro l’abbandono animale. “Il momento nel quale si avvicinano le ferie è il momento più cruciale per quanto riguarda l’abbandono dei dei cani - esordisce il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, nel presentare la nuova campagna contro l’abbandono dei cani - per questo abbiamo deciso di lanciare, come ogni anno, una campagna sinonimo di attenzione particolare verso gli animali e la sicurezza dei cittadini. Sono circa 1.500 i recuperi di cani abbandonati all’anno in Provincia di Treviso, il 39% dei quali viene però riaffidato ai proprietari grazie ai microchip. Il primo appello che faccio è dunque questo: chi ama veramente i propri animali domestici deve dotarli di microchip. Nella Marca esiste il Canile di Ponzano, dove a rotazione circa 400 animali vengono accolti e poi affidati ai privati. Io stesso ho adottato una cagnetta abbandonata, la mia Ambra. E proprio per questo ho scelto di essere io assieme a lei il testimonial della campagna “Sempre accompagnati, mai abbandonati”.

VENETO

Chiesta al Governo la reintroduzione dei richiami vivi per la caccia agli anatidi “Torno a chiedere con forza al Governo la reintroduzione della caccia agli anatidi con i richiami vivi, anche grazie alla luce delle garanzie che l’onorevole Sergio Berlato, in qualità di vice Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, ha avuto dai vertici della Com-

missione Ambiente. La stessa ha dato ampie possibilità di accogliere le richieste del Governo Italiano di utilizzo dei richiami vivi, ed io mi aspetto che vi sia una risposta positiva, soprattutto per il grande contributo ai controlli che il Veneto, attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Legnaro, e con la collaborazione dei cacciatori, ha saputo dare. Il tutto contribuendo alla prevenzione di una eventuale infezione, ma anche verificando la totale inesistenza in Italia del pericolo aviaria, tanto strumentalizzato anche contro la caccia.” È questa la richiesta della Regione Veneto al Governo, attraverso il proprio assessore alla Caccia, Elena Donazzan, in cui si chiede di modificare l’ordinanza del Ministero della Salute con la quale si impedisce l’utilizzo dei richiami vivi di alcune specie di anatre a causa della presunta correlazione con la contaminazione dovuta all’influenza aviaria. “Già nel 2006 - sostiene Elena Donazzan - chiesi al Ministro Turco la possibilità di reintrodurre l’uso di richiami vivi per la caccia agli anatidi nella nostra Regione, dal momento in cui, dopo lo sforzo straordinario fatto nei controlli degli animali considerati a rischio, nessun caso di aviaria era stato riscontrato. Allora la risposta fu negativa; oggi mi auguro che il Governo sia ragionevole, che non continui con il pretesto dell’influenza aviaria, peraltro strumentalmente quanto insensatamente correlata all’eventuale chiusura dell’attività venatoria a gran voce chiesta dalle varie associazioni ambientaliste”. Questa la posizione riproposta dalla Regione del Veneto, che ha sul proprio territorio la caccia tradizionale di laguna con l’utilizzo di alcune specie di caradriformi ed anseriformi come richiami vivi, anche alla luce delle posizioni che la Commissione Ambiente della Comunità Euro-

pea sta rappresentando nei confronti degli Stati membri. (Fonte: Regione Veneto)

EMILIA ROMAGNA

Una commissione per la lotta agli avvelenamenti a commissione “Politiche per la salute e politiche sociali” ha preso atto della decisione della Giunta di istituire la commissione regionale per la lotta agli avvelenamenti degli animali. Il provvedimento, nella sostanza, accoglie le richieste contenute nella proposta di legge dei verdi: “Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche avvelenate”, all’ordine del giorno dei lavori della commissione. Il pdl dei verdi, su richiesta del suo proponente, è stato, quindi, ritirato. La commissione regionale per la lotta agli avvelenamenti degli animali, secondo la bozza di delibera della Giunta, sarà presieduta dall’assessore alle Politiche per la salute (o suo delegato) e composta da: due collaboratori del Servizio veterinario della Direzione generale Sanità; un collaboratore della Direzione generale dell’assessorato agricoltura; due rappresentanti delle amministrazioni provinciali designati dalla Cabina di Regia Regione/Enti locali; un rappresentante del coordinamento regionale degli Ordini dei Medici Veterinari; un rappresentante dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna; un rappresentante del Corpo Forestale dello Stato; tre rappresentanti indicati dalle Associazioni animaliste e zoofile; un rappresentante delle associazioni di tartufai e due rappresentanti delle Associazioni venatorie. Il provvedimento della Giunta stabilisce, infine, che la commissione dovrà concludere i lavori il 31 di-

L

cembre 2008 (presentando una relazione) e che la sua attività non comporterà alcun onere a carico del bilancio regionale. (Ufficio Stampa dell’Assemblea Legislativa)

UMBRIA

Perugia inaugura Dipartimento di Prevenzione ccupa una superficie di circa 4.000 metri quadrati la nuova sede del Dipartimento di prevenzione recuperata con la ristrutturazione conservativa degli ex padiglioni “Neri’’ e “Zurli’’ del parco Santa Margherita di Perugia. All’inaugurazione del 7 giugno hanno partecipato, fra gli altri, il direttore del Dipartimento, Antonio Ruina, il direttore generale della Usl 2 Giuseppe Legato e l’assessore comunale alle politiche sociali, Tiziana Capaldini. Nel Dipartimento di prevenzione sono già operativi un’ottantina di professionisti tra medici, veterinari e tecnici, e 2,8 milioni di euro sono stati investiti per rendere i due poli funzionanti. La Usl n.2 sottolinea - in un comunicato che la prevenzione delle malattie e degli incidenti in ambienti di lavoro, il monitoraggio epidemiologico, la sanità pubblica animale e la sicurezza alimentare saranno le funzioni più rilevanti all’interno della struttura. Ruina nel corso della cerimonia inaugurale ha detto che “il centro rientra nel complesso percorso di ammodernamento dei servizi e adeguamento delle strutture”. L’assessore Capaldini ha sottolineato che “È stata restituita alla fruizione pubblica una zona verde a ridosso del centro storico di Perugia, che rischiava di scivolare nell’incuria e nel degrado’’. Imminente sarà anche l’implementazione dell’organico, con l’assunzione di sei tecnici e due medici. (ANSA). ■

O


15

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 ATTUALITÀ

PARMa Knowledge Network (PKN): un progetto di ricerca nell’agro alimentare per la creazione di un polo di eccellenza di Paola Gherardi

Progetti, ricerca e servizi con una rete di professionisti che opereranno per rendere sempre più innovativo e competitivo lo scenario agroalimentare del territorio parmigiano l Comune di Parma ha incaricato S.P.I.P. (società parmense insediamenti produttivi) di creare il progetto PARMa ovvero Parma Agrifood Research Management con l’obiettivo di fornire alle aziende supporto su progetti di ricerca e innovazione. Questo progetto ha ricevuto, inoltre, il patrocinio del Ministero della Salute, l’adesione di 20 accademici e professionisti di prestigiose Università e Istituti di ricerca e vede coinvolta anche ANMVI con la presenza di medici veterinari che parteciperanno alle iniziative dei diversi ambiti. PKN, infatti, è una rete internazionale di professionisti provenienti dal mondo accademico, dall’industria e da enti pubblici. Il fine principe consta nella riduzione degli ostacoli che generalmente limitano le imprese. Sull’idea della “open innovation” le aziende possono e devono integrare la propria attività di ricerca con fonti esterne di conoscenza per prodotti e tecnologie all’avanguardia. L’offerta di PARMa si sviluppa su tre fondamentali settori: ricerca, formazione e servizi. Per quanto riguarda l’area di ricerca, si tratterà di valorizzare questo aspetto presso le aziende del territorio facilitando la ricerca e sviluppando soluzioni all’interno del network internazionale, costituendo un osservatorio perma-

I

nente sulla ricerca e la tecnologia del settore di riferimento e attuando progetti di ricerca destinati a gruppi relativamente ampi di clienti ottenendo il miglior rapporto tra costo e beneficio. Formazione e divulgazione, inoltre, sono obiettivi che porteranno allo sviluppo della prima e indispensabile risorsa aziendale: il Capitale Umano. In questo ambito saranno coinvolti specialisti e opinion leaders per preziose consulenze sulle tematiche di particolare interesse. La gestione della pubblicazione dei lavori di ricerca e dei programmi di formazione sarà basata sul principio di “international blind peer review” questo sistema fornirà una garanzia della validità scientifica dei contenuti. Inoltre, sarà organizzato un forum biennale per discutere sugli aspetti socio economici internazionali del settore alimentare e non di marginale importanza, l’attuazione di borse di studio per studenti meritevoli che avranno l’opportunità non solo di misurarsi in un ambito altamente professionale, ma anche di potersi inserire in un settore di prestigio. Non ultimo, l’aspetto dei servizi offerti tra i quali supporti e project management per accedere e ottenere finanziamenti legati a ricerca e innovazione, consulenza alle imprese e istituzioni sui temi specifici del settore.

PKN potrà essere la strada percorribile verso la riduzione dei costi fissi e il massimo sfruttamento e valorizzazione delle risorse aziendali e territoriali. Gli obiettivi del progetto nel medio periodo sono: il coinvolgimento di 70-100 ricercatori internazionali, il coinvolgimento di 50-60 aziende all’anno, 8 iniziative di formazione all’anno, l’organizzazione di un World Forum biennale che attragga l’attenzione di 250 partecipanti e la pubblicazione di 20 articoli pubblicati annualmente. L’ambizione di questo progetto è senza dubbio importante, la fattibilità e la sostenibilità nel lungo periodo sono forti e lasciano pensare ad un nuovo successo imprenditoriale non solo per la città di Parma ma anche per aziende ed enti che ne prendono parte. ■

Tre messaggi per etichette sicure utrienti contenuti nei cibi, effetti positivi degli alimenti sulla fisiologia dell’organismo ed effetti ‘terapeutici’ (come l’abbassamento del colesterolo) dei prodotti alimentari. Sono i tre messaggi-chiave (nutrizionale, fisiologico e sanitario) su cui si baseranno sia le etichette alimentari sia tutta l’informazione sui cibi, in modo che siano sicure e scientificamente valide. È quanto prevede la normativa europea che è stata approvata nel gennaio di quest’anno e che fissa i limiti ai messaggi di carattere informativo per i consumatori che i produttori di alimenti possono indicare su etichette e altri canali informativi. I tre messaggi sono stati spiegati da Vittorio Silano, Capo del Dipartimento dell’Innovazione del Ministero della Salute durante il convegno ‘Efsa e sicurezza alimentare: risultati e sfide’ che si è tenuto ai primi di giugno all’Istituto Superiore di Sanità, per i 5 anni dalla nascita dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare: “la commissione europea - ha aggiunto Silano - li approverà uno per uno qualora i dati siano adeguati proprio perché gli alimenti hanno una varietà di effetti positivi che li avvicinano molto al farmaco. L’Efsa ha pubblicato due settimane fa le linee guida per fare le domande perché la normativa prevede che entro il 5 luglio sia predisposta la procedura che le aziende devono seguire’’.

N


16

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 RIFLESSIONI

Una riuscita esperienza personale

di Giovanni Semprini

Sondare la qualità direttamente col cliente rendendo spunto dall’articolo apparso riguardante l’indagine ANMVI sulla percezione che i clienti hanno dei veterinari (Professione Veterinaria n. 20/2007 ndr) vorrei dare il mio personale contributo. A novembre dello scorso anno, dopo avere predisposto un ap-

P

posito modulo cartaceo, ho iniziato a chiedere ai clienti di dare un voto alle varie attività della Clinica che dirigo (si tratta di una clinica 24 ore con pronto soccorso a Bologna, dove lavorano 10 colleghi oltre alla mia segretaria). A partire dalla Reception e dai tempi di attesa e risposta, fino al-

la cortesia, cordialità e spingendomi anche alla competenza professionale, ho chiesto un voto da 1 a 10 dove 1= “assolutamente da migliorare” e 10 significa “non migliorabile”. Ho iniziato contro il parere della maggior parte dei collaboratori e ho percepito una certa ansia da

parte della mia segretaria; tutti avevano paura di ricevere risposte diverse da quelle che desideravano. Anche io ero un po’ in ansia, essere giudicati non è mai piacevole, ti vengono sempre le paure più strane. Tuttavia oggi, dopo oltre 6 mesi, abbiamo ricevuto un discreto nu-

DMV, SPCAA, LP Bologna

mero di schede che abbiamo elaborato. Ebbene, sapete che cosa ne è uscito? Il voto più basso è stato il 7, il più alto il 10 e la media (ripeto, la media generale su 8 domande per scheda, è stata del 9,3!! La prima cosa che ho fatto è stato dire alla mia segretaria che, considerato che la reception e le attese al telefono avevano una media dell’8,5, avrei smesso (e così ho fatto) di lamentarmi con lei del suo modo di gestire le 2 linee telefoniche. Era evidente che il cliente non percepiva ritardi o difficoltà nel mettersi in contatto con la struttura. Poi ho fatto i complimenti allo Staff, perché anche nella risposta libera su suggerimenti o reclami nessuno aveva reclamato alcunché. Che cosa ne ho dedotto? 1) La percezione che io ed il mio Staff avevamo del servizio svolto per i clienti e i pazienti era molto diverso di quello che i clienti avevano di noi. 2) Certamente chi vive dall’interno una struttura veterinaria ne conosce pregi e difetti. Noi facciamo 2 riunioni al mese per analizzare i problemi, le procedure, le novità nella speranza di trovare le migliori soluzioni. Forse siamo un po’ troppo severi con noi stessi. 3) Abbiamo ricevuto una sola scheda dove il cliente suggeriva “se possibile” di abbassare un tantino i prezzi delle prestazioni. Tutti gli altri hanno ritenuto che la qualità del servizio fosse molto alta e quindi per forza più cara che da altre parti (vi assicuro che non ci facciamo pagare poco!!). 4) Nessuno dei clienti ha avuto obiezioni riguardo il pagamento del 100% del preventivo minimo concordato all’atto del ricovero in Pronto Soccorso (L’ultima lamentela è di 12 mesi fa). 5) Noi sappiamo perfettamente che 9,3 è la percezione del cliente e non la qualità esatta del nostro servizio, tuttavia è giusto prendere coscienza che forse non è vero che siamo così disprezzati dai clienti ma anzi apprezzano molto il nostro lavoro. Risultato: Oggi lo Staff è più sereno, direi quasi orgoglioso del lavoro che fa e della struttura in cui esercita; lavora con meno ansia, si impegna ancora di più per migliorare ed affinare le procedure (accoglienza, gestione dei preventivi, seguire i casi clinici ecc. ecc.) e si impegna anche di più nel gioco di squadra. La segretaria è più sorridente, vive meglio il rapporto con la Direzione Sanitaria ed anche con il cliente difficile e tutto il clima è nel complesso molto migliorato. Se avessi immaginato tutto ciò prima, non ci avrei creduto. Il tutto poi sembra anche in linea con il sondaggio ANMVI. ■


laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007

@

17

LETTERE AL DIRETTORE La lettera che pubblichiamo di seguito è anonima. È arrivata anonima in redazione. Permettetemi di ribadire che non è particolarmente gratificante promuovere spazi di dibattito, anche piuttosto accesi e importanti, e non sapere con chi ci si sta confrontando. Credo che il mio stesso disagio valga anche per voi che leggete. Ma la riservatezza è un diritto garantito. E allora ricordo che se proprio non si vuole sottoscrivere in pubblico una lettera, si può far richiesta di comparire come “lettera firmata”, dichiarando l’identità almeno all’organo di informazione a cui ci si rivolge. In questo modo si garantisce e si avvalora un po’ di più la propria testimonianza e si permette alla direzione editoriale di essere più consapevole dei contenuti proposti a svariate migliaia di colleghi. Gentile dottor Scotti, sono un giovane veterinario che si è rivisto nelle due lettere Genitore e Lucidatura dei n. 18/19 di questa bella e meritoria rivista della quale apprezzo soprattutto gli articoli di fondo della prima pagina, sempre puntuali e sferzanti (ottimo e coraggioso quello contro le recenti decisioni politiche che riguardano la nostra categoria). Mi sono rivisto, dicevo, tal quale e, pur comprendendo i pesanti costi e responsabilità che gravano su ambulatori e cliniche, credo che esista pure un forte egoismo e direi anche cinismo nei titolari (in particolare quando ci sono soci) nei confronti dei giovani medici che, io ne sono un esempio, vengono veramente sfruttati, ma... ma quando cominciano ad aver bene appreso, quasi quanto i titolari e vorrebbero maggiore spazio ed emergenza (non disgiunti, certo, da una finalmente dignitosa remunerazione) ecco che soprattutto dove imperano i cosiddetti “baroni” nasce diffidenza, fastidio e alla fine ti dicono che non hai raggiunto gli scopi, che hai in qualche modo deluso, vieni mal sopportato, cominciano i dispetti e alla fine...ne trai le conseguenze e te ne vai con dentro una angosciata delusione di tutto e di tutti. Ma è di un altro problema che ti voglio parlare e del quale, veramente, i rappresentanti dei veterinari hanno grosse RESPONSABILITÀ! Mi riferisco all’IVA, a quel 20% (!) che grava (e chi sconta paga) sulle fatture al cliente e di cui non mi dilungo a descrivere la cattiva sopportazione di tutti. Qui siete TUTTI responsabili! Non vi siete ammanicati con un Deputato o Senatore o Sottosegretario o Ministro o Segretario di Partito che abbia preso a cuore la sua soppressione! Non avete mai fatto una sia pur modesta campagna di stampa, con qualche occhiello o trafiletto o cornice che denunci l’iniquo problema e la disparità nei confronti degli umani!. Non avete mai organizzato (ormai lo fan tutti e anche con risultati) qualche manifestazione o marcia o tavolini o simposi specifici in qualche teatro! Non avete mai coinvolto organi di informazione aggressivi, che so io, Beppe Grillo, Striscia la Notizia, le Organizzazioni di tutela dei consumatori, ecc. ecc. C’è

un’acquiescenza quasi sospetta negli Organi Direttivi della nostra Categoria su questo argomento! Basta ha certamente capito, farà qualcosa dott. Scotti, oppure risponderà (se lo farà) che è un problema insolubile? Cordiali saluti Un veterinario Caro Collega, devi essere proprio giovane! Sulla questione dell’IVA ti basti sapere che è una battaglia che nasce con la nostra professione. Non c’è stato Governo, non c’è stata Legislatura e non c’è stata oc-

casione mediatica o di pubblica visibilità in cui non si sia sollevato il problema. Ci siamo anche “ammanicati” il Vice Presidente del Parlamento Europeo, quando l’ex Ministro Tremonti ci disse che solo l’Europa poteva... Lo stato dell’arte vede tre sottosegretari (Patta-Salute, Acciarini-Famiglia e Cento-Finanze) giurare che si cercherà almeno di far scendere l’aliquota dallo scaglione dei beni di lusso al 10%.. Nel frattempo abbiamo anche chiesto di incentivare il possesso di animali da compagnia abbattendo l’im-

posta sul valore aggiunto del pet food. Ci sono al riguardo due proposte di legge in Parlamento. Nel manifesto programmatico per il triennio ordinistico 2006-2008 trovi la questione fiscale fra le annose battaglie professionali. Nel frattempo continuiamo a informare i nostri clienti che le spese veterinarie sono detraibili. ANMVI non conosce il significato del termine “acquiescenza”: quanto sappia e possa tutelare la categoria l’hanno scritto di recente i giudici del TAR del Lazio. Carlo Scotti

Il mondo della politica è tanto affascinante quanto complesso, molto diverso dalla precisione che caratterizza gesti e decisioni in una sala operatoria. Ignazio Marino, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato


18

laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2007 CALENDARIO ATTIVITÀ

Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi CORSO SCIVAC

25-26 giu.

CORSO SCIVAC

27-30 giu.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

5-7 lug.

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC

6-8 lug.

INCONTRO MACROREGIONE CENTRALE SIVE

8 set.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

12-15 set.

CORSO E.V. / AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON REGIONE LOMBARDIA

14-16

CORSO E.V. /SIVAR IN COLLABORAZIONE CON REGIONE LOMBARDIA

20-22

CORSO SIVE

set.

set.

21-22 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

23 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VENETO

23 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

23 set.

27-29 set.

SEMINARIO SIVE

28 set.

CORSO SCIVAC

29-30 set.

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC

29-30 set.

INCONTRO SIARMUV

30 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC FRIULI VEN. GIULIA

30 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC MOLISE

30 set.

INCONTRO GRUPPO DI STUDIO DI PRACTICE MANAGEMENT ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2 ott.

3-6 ott.

CORSO E.V./AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON REGIONE LOMBARDIA SEMINARIO SCIVAC

3-5 ott.

6-7 ott.

INCONTRO SINUV

7 ott.

INCONTRO SISCA

7-10 ott.

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC FRIULI VEN. GIULIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA

7 ott.

7 ott.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC SICILIA

7 ott.

GIORNATE DI APPROFONDIMENTO AVANZATE IN PRACTICE MANAGEMENT - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 19 Crediti Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it ECOGRAFIA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CARDIOLOGIA: IV PARTE - ECOCARDIOGRAFIA I PARTE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 22 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO REGIONALE SARDEGNA - RADIOLOGIA NEL CANE E NEL GATTO - Sassari- - ECM: 18 Crediti Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - Email: delregionali@scivac.it LAMINITE E RADIOLOGIA DIGITALE: VECCHI PROBLEMI E NUOVE SOLUZIONI - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI: IV PARTE - CHIRURGIA TORACICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it IL VETERINARIO CONVENZIONATO CON IL SSN - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it IL VETERINARIO AZIENDALE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE E L’EPIDEMIOSORVEGLIANZA Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it CORSO BASE DI EMBRYO TRANSFER - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona e San Daniele Po (CR) Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it L’INSUFFICIENZA RENALE CRONICA (IRC) NELLA PRATICA CLINICA - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - Email: delregionali@scivac.it L’OCCHIO DOLENTE - Park Hotel Villa Fiorita, Monastier (TV) - Via Giovanni XXIII, 1 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it QUANTI DETTAGLI CI SFUGGONO IN UNA RADIOGRAFIA ADDOMINALE? - Hotel Campanile - Rivoli (TO) - C.so Allamano 153 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it ANESTESIA: IV PARTE - ANESTESIA E SISTEMA NERVOSO - TERAPIA DEL DOLORE - COMPLICANZE IN CORSO DI ANESTESIA - EUTANASIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CONCETTI APPLICABILI DI DERMATOLOGIA EQUINA PER IL VETERINARIO PRATICO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA RADIOLOGICA - Novotel Caserta Sud, Caserta - Strada Statale, 87 Sannitica - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it APPROCCIO E GESTIONE PRATICA DELLA LEISHMANIOSI - Holiday Inn Cagliari, Cagliari - Viale Umberto Ticca - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it L’ANESTESIA NEI PAZIENTI AFFETTI DA PATOLOGIE EPATICHE E RENALI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it DERMATOFITOSI E DERMATITE ATOPICA: COME GIUNGERE AD UNA CORRETTA DIAGNOSI ED EFFETTUARE UNA ADEGUATA TERAPIA. - Hotel Internazionale, Cervignano del Friuli (UD) - Via Ramazzotti, 2 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LA GESTIONE DELLE PIÙ COMUNI CARDIOPATIE DI RISCONTRO AMBULATORIALE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CRITERI DI VENDITA DI UN SERVIZIO AL CLIENTE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it MEDICINA COMPORTAMENTALE: IV PARTE - LA GESTIONE DEL CLIENTE E DEL PAZIENTE E LA PREVENZIONE COMPORTAMENTALE DEL CANE, GATTO, CONIGLIO, FURETTO, PSITTACIDI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accr. - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it IL VETERINARIO DI SANITÀ PUBBLICA: DALL’ISPEZIONE DI PRODOTTO AL SISTEMA DEGLI AUDIT (IN APPLICAZIONE DEI REGOLAMENTI EUROPEI 854/2004 E 882/2004) - Centro Studi EV - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Rich. Accr. - Per info: Lara Zava - Segr. AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it PATOLOGIE OSTRUTTIVE DELLE VIE RESPIRATORIE: VIVERE CON UN FILO D’ARIA - Sheraton Padova Hotel Conference Center, Padova - Corso Argentina, 5 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it PATOLOGIE OSTRUTTIVE NON ONCOLOGICHE DELLE VIE URINARIE - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it LA GERARCHIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it PRIMO NON NUOCERE: APPROCCIO ALLA TERAPIA D’URGENZA NEGLI ANIMALI ESOTICI DA COMPAGNIA - “Il Quadrifoglio srl” Ronchi dei Legionari - Gorizia - Via Staranzano, 23 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it LE LUSSAZIONI ARTICOLARI TRAUMATICHE NEL CANE E NEL GATTO - Matera - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LA GESTIONE DELLE PIÙ COMUNI CARDIOPATIE DI RISCONTRO AMBULATORIALE - Palermo - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 18 giugno 2007

SOLUZIONI

A livello diafisario 8 ore A livello metafisario

A livello epifisario

A livello superfici articolari

12 ore 6 ore 24 ore

QUIZ 1 Risposta corretta: b) Corso SCIVAC di radiologia diagnostica, Ragusa 2006A

Quante ore prima di un intervento chirurgico ortopedico ad un paziente adulto deve essere interrotta l’assunzione di cibo?

QUIZ 2 Risposta corretta: b) Corso introduttivo alla pratica ortopedica, SCIVAC, Sassari 2006

I tumori ossei primari nei piccoli animali originano più frequentemente:


Professione Veterinaria, Anno 2007, Nr 23  

Professione Veterinaria è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you