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PROFESSIONE

la VETERINARIA 232006

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

A.N.M.V.I.

Brevi PNAA 2006 Il Ministero della Salute - Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria ha trasmesso agli organismi di competenza il Piano Nazionale di Vigilanza e Controlli Sanitari sulla Alimentazione Animale per il 2006. La finalità del Piano è la tutela della sanità Pubblica e quindi di “assicurare la tutela della salute umana, degli animali e dell’ambiente” attraverso la vigilanza ed il controllo sui mangimi. Il Piano è conforme al Dlgs 17 giugno 2003, n. 223.

FIDO PARK Il 16 giugno si è aperto il calendario estivo di Fido Park 2006. Grazie al rinnovato accordo con Autogrill, i medici veterinari dell’ANMVI partecipano all’iniziativa FIDO PARK. Sedici aree di sosta lungo le autostrade delle vacanze, fino al 27 agosto 2006. Presenza retribuita dei medici veterinari nei week-end dalle 12.30 alle 14.30. Info: relazioniesterne@anmvi.it

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Anno 3, numero 23 dal 19 al 25 giugno 2006

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

L'On. Zappalà commenta l'istruttoria-Antitrust

L’Europa è dalla nostra parte Il "padre" della Direttiva 2005/36/CE smentisce per il nostro giornale la tesi A PAG. 3 del Garante

L'Europarlamentare Stefano Zappalà.

ESAME DI STATO Smentito il sottosegretario all’Università Luciano Modica: il Ministro Mussi non ha ritirato il DPR-Siliquini. Il chiarimento viene dall’ufficio stampa del MIUR. Dall’11 aprile scorso la riforma dell’accesso alla professione di medico veterinario è alla Corte dei Conti.

ESCLUSI DAL BANDO L’esclusione dei medici veterinari alla candidatura a due posti di ricercatore per il Centro per la qualità degli alimenti e rischi alimentari dell’ISS è “ingiustificata e arbitraria”. La FNOVI ha chiesto all’Istituto di modificare il bando (GU n. 39 del 23-5-2006), riservandosi “ogni possibile azione a tutela degli interessi della Categoria professionale che rappresenta”.

ANAGRAFE EQUINA Il Decreto che istituisce l’anagrafe equina è alla Corte dei Conti. Dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale decorreranno i termini per i provvedimenti attuativi posti in capo al Ministero della Salute, in particolare la definizione di un Manuale operativo, la rete di epidemiosorveglianza e lo status dell’equide.

INTEGRATORI Un concentratore termico per trasformare oltre 100 litri l’ora di siero di caseificio in integratore alimentare per animali. È il progetto GESAMB - Gestione Ambientale nelle organizzazioni del settore agro-alimentare, condotto da ENEA/BIOTEC, co-finanziato dal Ministero della Ricerca. Lo smaltimento del siero di latte è uno degli aspetti ambientali più significativi nei processi produttivi del settore lattiero-caseario (fatturato pari a 13,5 miliardi di euro e 35mila addetti).

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È Patta il Sottosegretario dei Veterinari del 6 giugno il provvedimento che assegna al Sottosegretario Gian Paolo Patta la delega alla veterinaria. Secondo informazioni ufficiose, ma attendibili, Patta si occuperà del contenzioso sul personale dipendente o convenzionato col SSN, delle professioni non dirigenti, di sanità veterinaria (farmaci e anagrafe del bestiame compresa), di alimenti e nutrizione per gli adempimenti comunitari e internazionali e per l’import e l’export di animali e prodotti di origine animale. Tra le deleghe a Patta ci sono anche gli aspetti ambientali della salute: additivi, aromi, imballaggi, tecnologie alimentari, ma anche i rapporti con le Regioni, l’igiene e la sicurezza sul lavoro, le politiche per gli anziani. E poi fitosanitari, la pubblicità dei medicinali e di altri prodotti, le acque, le industrie insalubri e la tutela dei rischi che derivano dall’inquinamento ambientale. Gian Paolo Patta è nato a Tonara (Nu) nel 1953. Si diploma all’ITIS Feltrinelli di Milano. Lavora come tecnico alla Philips come informatico. Dal 1976 al 1981 milita nella UILM e nella FLM di Milano e di Sesto San Giovanni. Nel 1982 aderisce alla CGIL e quindi viene eletto nella Segreteria della Cgil regionale della Lombardia nel 1994. Due anni dopo è eletto nella Segreteria Nazionale della Cgil dove è responsabile del Dipartimento Lavoratori Pubblici. Nel 2005 diviene Responsabile del Segretariato Europa della Confederazione. È Coordinatore Nazionale di Lavoro Società – Cambiare Rotta e dopo anni di minoranza, all’ultimo Congresso unitario diviene parte dell’attuale maggioranza. Quanto alle altre deleghe, a Serafino Zucchelli, lasciata l’attività sindacale in ANAAO, toccano le professioni laureate (dirigenti), la formazione del personale del ministero, la Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, i rapporti con la UE, la profilassi e le emergenze sanitarie internazionali. Zucchelli dovrà dare supporto al ministro per le attività presso l’OMS e le organizzazioni internazionali e per la stipula di accordi bilaterali sanitari, l’attuazione di convenzioni e raccomandazioni comunitarie. Coordinerà gli uffici di sanità di confine e si occuperà dei rapporti con l’Università e della Ricerca. Il terzo Sottosegretario, Antonio Gaglione, ha la delega ai rapporti con CONI (medicina dello sport), l’assistenza sanitaria e medico-legale del personale navigante e quello in volo e gli aspetti medico legali delle pensioni di guerra, per le infermità per causa di servizio e gli emoindennizzi. Ancora: i dispositivi medici, la sanità penitenziaria, gli incidenti, gli immigrati e gli emigrati, i lavoratori italiani all’estero, i rapporti con gli ospedali italiani nel mondo e col Consiglio d’Europa e l’OCSE, la vigilanza sull’ISPESL, i cosmetici, i biocidi e la disinfestazione.

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DENUNCIATO PER ABUSO DI PROFESSIONE ra ora! Leggendo il titolo non si può pensare ad altro. Finalmente uno lo hanno preso e denunciato. Sono anni che segnaliamo casi di abuso di professione nel nostro settore sempre con scarsi risultati. Una volta era un Medico Odontoiatria che si proponeva per interventi su cani e gatti. Spesso erano allevatori che svolgevano pratiche veterinarie dalle vaccinazioni al taglio della coda o delle orecchie. A volte farmacisti che oltre a cambiare i prodotti ricettati si offrivano per fare vaccinazioni. In alcuni casi tecnici di allevamento che praticavano prelievi di sangue o ecografie. Possono anche essere addestratori che prescrivono farmaci. Una battaglia che va avanti da anni, con l'intervento di Ordini provinciali e della stessa Fnovi, ma purtroppo spesso, dobbiamo ammetterlo, con pochi risultati. L'ANMVI, per avere maggiori punti di forza nella sua azione contro l'abusivismo, ha chiesto che vengano definite le competenze riservate ed esclusive del Medico Veterinario. Mettere un microchip per noi è un atto medico come qualsiasi vaccinazione. Le medicine non convenzionali

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secondo noi devono essere di esclusiva del Medico Veterinario. Possibile che chiunque possa fare fisioterapia su un animale? Siamo sempre andati avanti su questa strada a difesa della nostra categoria sperando di leggere sui giornali che qualcuno è stato denunciato per abuso della professione veterinaria. Ma purtroppo la notizia che ci è capitato di leggere tempo fa non era quella da noi tanto attesa: "Curava gli animali, ma anche i loro proprietari: è l'accusa contestata dalla Guardia di finanza di Catania a un noto veterinario di 45 anni che è stato denunciato per esercizio abusivo di professione medica. Il veterinario si occupava di cani, gatti, uccelli ma non disdegnava di badare alla salute dei suoi clienti, occupandosi di patologie specifiche come reumatismi, dolori articolari, cefalee, disturbi gastrici ed epatici. Le indagini erano scattate dopo la denuncia di uno dei pazienti". Il collega deve aver pensato che l'uomo non è certo molto simile ad un cane o ad un gatto ma è pur sempre un "animale" ed in fondo anche il veterinario è comunque un Medico. ■

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laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2006 ATTUALITÀ

In Europa le professioni non sono imprese

di Stefano Zappalà

L'Antitrust dimentica la Direttiva sulle qualifiche Dalla 36 alla Bolkstein, ordini e professioni non si toccano

on è la prima volta che ho modo di esprimere la mia opinione sull’operato dell’Antitrust e del Governo nei confronti dei professionisti italiani e non credo che sarà l’ultima, considerate le avvisaglie che cominciano ad arrivare. Purtroppo non tutti leggono e si documentano, innescando tematiche che, se portate avanti così come annunciate, serviranno a dare lavoro agli avvocati ed alla Corte di Giustizia. L’Unione Europea ha approvato la direttiva 36/2005/CE, recepita con la legge comunitaria 2005 ed in corso di trasposizione nella normativa nazionale. Cosa che deve avvenire entro il prossimo 20 ottobre 2007. Tutta la direttiva ha valenza rilevante e costituirà, se si vorrà, l’impalcatura sulla quale costruire finalmente la riforma nazionale delle professioni. È ovvio che, nelle parti non vincolanti, il legislatore italiano potrà disporre secondo la propria volontà. Speriamo lo faccia senza spirito punitivo o peggio seguendo uno schema non adeguato alle esigenze degli utenti, che poi sono quelli da tutelare e non i professionisti.

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Inammissibile l’equiparazione all’impresa Qualcuno insiste sulla equivalenza professionisti/impresa. In realtà la direttiva 36, una volta per tutte, ha definito le professioni liberali, ovvero quelle praticate sulla base di pertinenti qualifiche professionali in modo personale, responsabile e professionalmente indipendente da parte di coloro che forniscono servizi intellettuali e di concetto nell’interesse dei clienti e del pubblico. Fra questi ci sono i veterinari e sono espressamente elencati Non mi pare che sia necessario essere uno scienziato per rendersi conto che è stato superato il precedente vuoto normativo in materia e che l’equiparazione con le imprese non è ammissibile per legge. La prevista liberalizzazione dei servizi, al fine della attuazione del mercato interno anche con lo spostamento delle persone e dei servizi, non coinvolge i professionisti, la cui circolazione è attuata attraverso appunto la direttiva 36. La concorrenza di cui tanto si parla va inquadrata nel prosieguo di

alcune definizioni dettate sempre dalla 36. Vi è scritto che l’esercizio della professione negli Stati membri può essere oggetto, a norma del trattato, di specifici limiti legali sulla base della legislazione nazionale e sulle disposizioni di legge stabilite autonomamente, nell’ambito di tale contesto, dai rispettivi organismi professionali rappresentativi, salvaguardando e sviluppando la loro professionalità e la qualità del servizio e la riservatezza dei rapporti con i clienti. Tutta la direttiva contiene altri precisi dettati, ma già basta questo per capire che Ordini e Collegi non si toccano e che serve forte professionalità. L’Unione non poteva entrare nel merito delle tariffe professionali, che rientrano tra le competenze nazionali. Tuttavia non si può trascurare qualche osservazione. La concorrenza sulla base del prezzo più basso non è accettabile negli appalti, vedasi infatti altre mie direttive, figuriamoci nelle prestazioni intellettuali. Bisogna anche considerare che negli Stati dove le tariffe minime non sono previste vigono altre normative interne in base alle quali le prestazioni sono ben più alte in termini di parcella. Vedasi infatti la polemica di questi giorni di una piccola parte degli avvocati francesi i quali vogliono una corsia preferenziale europea proprio per mantenere ed esportare i loro sistemi nazionali in tutta Europa.

La definizione di professione Infine non è irrilevante considerare che chi sostiene che non esistano inequivocabili definizioni sulle professioni farebbe bene a leggere l’art. 3 della direttiva 36 («professione regolamentata»: attività, o insieme di attività professionali, l’accesso alle quali e il cui esercizio, o una delle cui modalità di esercizio, sono subordinati direttamente o indirettamente, in forza di norme legislative, regolamentari o amministrative, al possesso di determinate qualifiche professionali; in particolare costituisce una modalità di esercizio l’impiego di un titolo professionale riservato da disposizioni legislative, regolamentari o amministrative a chi possiede una specifica qualifica professionale. ndr), nel quale non solo vi sono tutte le definizioni necessarie ma per suo mezzo si è cancellato ogni equivoco creato in passato dal Commissario alla Concorrenza Monti, e da tanti altri. Forse i rappresentanti delle professioni farebbero bene, e fra essi oggi il Presidente della Federazione degli Ordini Veterinari, a regalare al Presidente dell’Antitrust una copia delle direttive in questione al fine di dargli modo di aggiornarsi ma anche per preannunciargli che la Corte di Giustizia decide sulla base del diritto comunitario e non della volontà di qualcuno nazionale. E la Corte di Giustizia non interpreta, ma applica. Strasburgo 14 giugno 2006 ■

ATTREZZATURE MEDICALI VETERINARIE

Deputato al Parlamento Europeo, Vice Presidente della Commissione Libertà, Giustizia, Affari interni

Il Diritto comunitario non è violato al 20 ottobre 2005 è in vigore nel territorio comunitario la Direttiva 2005/36/CE* del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. La Direttiva Zappalà - dal nome del deputato europeo che ne ha seguito l’iter presso le istituzioni comunitarie - deve diventare norma nazionale entro il 20 ottobre 2007. “Ma è già in vigore”- ci tiene a sottolineare Zappalà, ricordando che nessuno Stato membro può disattenderla. La Direttiva è esplicita: “tale regime generale di riconoscimento non impedisce che uno Stato membro imponga, a chiunque eserciti una professione nel suo territorio, requisiti specifici motivati dall’applicazione delle norme professionali giustificate dall’interesse pubblico generale. Tali requisiti riguardano, ad esempio, le norme in materia di organizzazione della professione, le norme professionali, comprese quelle deontologiche, le norme di controllo e di responsabilità”. E ancora: “L’esercizio della professione negli Stati membri può essere oggetto, a norma del trattato, di specifici limiti legali sulla base della legislazione nazionale e sulle disposizioni di legge stabilite autonomamente, nell’ambito di tale contesto, dai rispettivi organismi professionali rappresentativi, salvaguardando e sviluppando la loro professionalità e la qualità del servizio e la riservatezza dei rapporti con i clienti. La presente direttiva non pregiudica le misure necessarie a garantire un elevato grado di tutela della salute e dei consumatori”. È lo stesso principio secondo il quale il Parlamento Europeo ha depennato le professioni dalla Direttiva Bolkstein, la direttiva in via di emanazione che regolamenterà la libera circolazione dei servizi. “E comunque la 36 prevarrebbe sulla Bolkstein”, assicura l’On. Zappalà. Dice il 27 quinquies della Bolkstein: “Conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia, gli obiettivi in materia di sanità pubblica, protezione dell’ambiente, salute degli animali e ambiente urbano costituiscono motivi imperativi di interesse generale che possono giustificare l’applicazione di regimi di autorizzazione e di altre restrizioni ai servizi sociali”.

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*DIRETTIVA 2005/36/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 7 settembre 2005 relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 255/22

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laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2006 L’INTERVISTA

Intervista al Direttore di AISA

di Sabina Pizzamiglio

Informazione scientifica: anche la veterinaria avrà le sue regole mentare l’informazione scientifica del farmaco, la Categoria rivendicò nelle competenti sedi parlamentari la “diversità” veterinaria, chiedendo che non si equiparasse l’informatore del farmaco veterinario al “collega” d’umana. Il Legislatore fece marcia indietro. Ma di regole si continua a parlare e le linee guida regionali da poco emanate riaprono il discorso. Ne parliamo con il Direttore di AISA, il dottor Giacomo Fortuni. Il dottor Giacomo Fortuni è direttore di AISA, Associazione delle Industrie della Salute Animale. http://aisa.federchimica.it/ l 20 aprile la Conferenza delle Regioni ha approvato le Linee Guida di Regolamento Regionale dell’Informazione Scientifica sul Farmaco. Sia subito detto, a scanso di equivoci, che le nuove regole riguardano solo il settore umano. Se ce ne occupiamo è perché da tempo, dal 2003 ormai, si parla di regolamentare anche l’informazione del farmaco veterinario con norme specifiche e condivise. A suo tempo, quando il Legislatore decise di regola-

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Dottor Fortuni, questa regolamentazione per il settore umano offre, a suo parere, qualche valido spunto/stimolo per una regolamentazione dell’informazione anche in veterinaria? Leggendo con attenzione le Linee Guida in oggetto è sicuramente possibile identificare spunti di interesse per Aisa in merito al tema dell’informazione scientifica veterinaria anche se Aisa ha sempre espresso e continua ad esprime forti perplessità nel trasporre al nostro settore veterinario le regole calibrate per l’Umana. Tra gli spunti interessanti se ne potrebbero citare alcuni di carattere

La diversità veterinaria l settore del medicinale veterinario è significativamente inferiore, in termini di fatturato e di personale, a quello del medicinale ad uso umano. C’è infatti una marcata differenza tra i volumi di vendite: circa 400 milioni di euro di spesa farmaceutica veterinaria - secondo stime AISA - contro i circa 11 miliardi dell’umana. Ma altri fattori caratterizzano la farmaceutica veterinaria: il numero di specie animali coinvolte è diverso (solo l’uomo, invece, per la farmaceutica umana), e diversi sono i problemi che possono toccare da vicino il nostro comparto, a cominciare da quello, sempre più sentito, della sicurezza alimentare. Per il farmaco umano, ad esempio, non è necessario condurre studi residuali, con un risparmio sulle spese di ricerca che, di conseguenza, non incidono sul costo finale del prodotto. Diversi i costi al consumatore anche per un altro motivo: il farmaco umano è, per massima parte, sovvenzionato dal sistema sanitario nazionale, mentre le spese per il farmaco veterinario sono sostenute in toto dal proprietario dell’animale. Ma è il sistema distributivo che differenzia maggiormente i due mercati: laddove il farmaco umano è distribuito in tutte le farmacie del Paese, quello veterinario, per sua intrinseca natura (diffusione delle varie specie sul territorio, differenziazione animali da reddito/animali da compagnia, scarsità di mezzi da impiegare nella distribuzione sul territorio) viaggia “a chiamata” e viene consegnato solamente dove è richiesto. In questo senso, è essenziale la figura del “promotore” del farmaco veterinario, un professionista che informa il canale distributivo (veterinario, farmacista, grossista) in modo da assicurare anche la puntuale distribuzione del farmaco. Gli informatori scientifici veterinari ammontano ad un numero limitato di circa 500 operatori su tutto il territorio nazionale, la maggior parte dei quali è costituita da medici veterinari già iscritti ad un Ordine Provinciale ed il numero di informatori scientifici non veterinari tende a ridursi sempre di più. Molti informatori scientifici veterinari svolgono anche libera professione veterinaria e pertanto fanno riferimento all’Ordine Provinciale cui devono essere iscritti; una parte degli informatori scientifici veterinari svolge quest’attività come occupazione temporanea, in attesa di trovare un impiego nell’ambito della professione veterinaria. Una buona parte degli informatori scientifici veterinari, a causa della scarsità di personale nel settore farmaceutico veterinario, assume una configurazione mista, scientifica e commerciale, svolgendo anche un’attività di forza di vendita presso farmacie, grossisti e gli stessi veterinari; attività che invece, in campo umano, è svolta da altre figure. Per le diverse caratteristiche dell’informazione scientifica in campo veterinario rispetto a quella in campo umano risulta inappropriato un inquadramento in uno stesso albo e con uno stesso codice di comportamento. In ambito veterinario non è sentita l’esigenza di un albo per gli informatori in quanto questi, per la stragrande maggioranza, sono già stati sottoposti al controllo degli Ordini Provinciali dei Veterinari.

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“universale” quali quello del titolo di Studio che un Informatore dovrebbe possedere per svolgere la sua attività (es: Laurea in Medicina Veterinaria, anche di primo livello o lauree affini quali la Biologia, Chimica o Scienze delle Produzioni Animali). Desidero ricordare che proprio in un incontro dell’estate scorsa tra i vertici di Aisa, di Fnovi e di Anmvi, il tema dell’Informazione scientifica era stato identificato tra quelli di maggior interesse comune tanto da essere inserito nei progetti per i quali aprire un “tavolo di concertazione”. Obbiettivo quello di predisporre una proposta mirata alle nostre Autorità. Desidero inoltre fornirle un esempio più che attuale di quanto rischiosa sia la trasposizione delle norme del mondo “Umano” alla Veterinaria: i Campioni Gratuiti. Il testo di recepimento della Direttiva 2004/28/CE prevede che i campioni gratuiti debbano essere di contenuto ridotto. Fortunatamente siamo stati capaci di condividere una posizione tra noi, FNOVI ed ANMVI (i dettagli saranno definiti a breve) che è scaturita in una richiesta al ministero che sappiamo ha dato esito favorevole. Se ciò non fosse avvenuto, traslando ed irrigidendo norme previste per l’umana, avremmo quasi certamente dovuto dire addio ai campioni gratuiti. E cosa c’è invece di tanto lontano dal settore dell’informazione scientifica in medicina veterinaria da giustificare una certa soddisfazione per non essere rientrati in un provvedimento che in origine sembrava tentato di coinvolgerci? Nessuna soddisfazione da parte di Aisa. Semmai uno stimolo a non perdere occasione nell’affermare le tipicità del nostro mercato veterinario nel nostro Paese. Vorrei fare alcune considerazioni circa le peculiarità del mondo Veterinario: il farmaco veterinario, a differenza di quello umano, non è sovvenzionato dallo Stato (SSN) e la spesa delle terapie è totalmente a carico del proprietario dell’animale, sia esso animale da reddito o animale da compagnia; i grandi temi della sicurezza alimentare (limiti residuali, ecc.) non toccano il farmaco ad uso umano, mentre sono rilevanti per il farmaco veterinario; i farmaci umani riguardano solo una specie: l’uomo. I farmaci veterinari concernono più specie. Se consideriamo inoltre che la distribuzione delle popolazioni animali di nostro interesse è varia sul territorio nazionale (es: bovini, suini, avicoli prevalentemente allevati al Nord, ovini e caprini al Sud e nelle Isole; animali da compagnia nelle aree urbane, mentre l’uomo, come specie, è “diffuso” su tutto il territorio nazionale), si comprende come la distribuzione fisi-

Le regole per l’informatore d’Umana e Aziende farmaceutiche comunicano alla Regione i dati dei propri informatori scientifici (ISF), specificando fra l’altro l’eventuale area terapeutica che essi rappresentano, l’ambito territoriale in cui svolgono la loro attività, il titolo di studio e il responsabile aziendale della farmacovigilanza. Gli ISF dovranno essere dotati di tesserino di riconoscimento (foto compresa). Il numero delle visite individuali di ogni ISF ai singoli medici è quantificabile in un numero di visite annuali indicativamente compreso tra 3 e 5 per ogni medico interessato alla prescrizione, secondo le scelte delle singole Regioni. Gli ISF devono svolgere la loro attività presso i medici da soli. I campioni gratuiti possono essere consegnati secondo precisi limiti quantitativi (che tuttavia non si applicano alla fornitura di campioni di farmaci non rimborsabili dal SSN). La consegna gratuita dei campioni di medicinali, ai medici autorizzati a prescriverli, è subordinata ad una richiesta scritta. Per l’informazione al medico è consentito utilizzare solo materiale autorizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Ad ogni visita, gli ISF devono consegnare al medico, per ciascun medicinale presentato, il riassunto delle caratteristiche del prodotto, completo delle informazioni sul prezzo. È vietato concedere, offrire o promettere premi, vantaggi pecuniari o in natura, salvo che siano di valore trascurabile e siano comunque collegabili all’attività espletata dal medico e dal farmacista. La quantificazione del predetto valore trascurabile è fissata in un massimo di € 20,00 annui per Azienda farmaceutica per ogni singolo medico o farmacista. I sanitari che partecipano ad eventi organizzati e/o promossi e/o finanziati, a qualsiasi titolo, dalle aziende farmaceutiche sono tenuti a darne comunicazione alle rispettive aziende sanitarie di appartenenza. Le Regioni, al fine di ridurre alcune criticità dell’attuale sistema come l’insufficienza di informazione, possono costituire apposite commissioni, dove si prevede anche la presenza degli ordini professionali, per favorire incontri con i sanitari su specifici temi legati all’impiego dei medicinali.

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ca del farmaco veterinario e l’informazione scientifica seguano di conseguenza la presenza delle specie animali sul territorio; il medico veterinario prescrittore, da noi considerato partner necessario, è proporzionalmente presente sul territorio in relazione alle specie che lo popolano. Compito delle Aziende farmaceutiche è informare il medico veterinario là dove opera; il farmaco veterinario è un prodotto studiato ad hoc per la fisiologia dell’animale, e pertanto è fuorviante assimilarlo a quello umano, regolandone allo stesso modo la dispensazione e la promozione.

Verso quali possibilità di regolamentazione o di autoregolamentazione è orientata l’Industria farmaceutica della sanità animale? Credo di averle già dato una risposta precedentemente. Ribadisco: regole mirate, condivise e chiare, che siano in grado di garantire una corretta informazione al Medico Veterinario tenendo altresì in considerazione le reali disponibilità economiche del nostro comparto. Il coordinamento delle iniziative tra Veterinario ed Industria risulta dunque strumento necessario al successo comune. ■

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laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2006 ATTUALITÀ

Mettere a fuoco il paziente felino

di Fulvio Stanga

Simposio Hill’s di medicina felina a Bruxelles

a un punto di vista numerico il gatto è ormai il più importante animale da compagnia dell’uomo. Su questo non ci sono dubbi. Questo potrebbe far pensare che il grado di conoscenza che abbiamo di questo meraviglioso animale sia di pari passo aumentato. Invece non è esattamente così e il gatto continua per molti aspetti a rimanere un enigma anche per noi veterinari. La Hill’s ha dunque colto nel segno proponendo proprio sulla Medicina Felina il proprio simposio Europeo annuale. Il convegno si è svolto alla fine di Aprile di quest’anno a Bruxelles. E a questo scopo anche il titolo non poteva essere più azzeccato: “Focus on the Feline”. In effetti il gatto continua ad essere alquanto sfuocato ai nostri occhi. Basta guardarlo aggirarsi per i nostri appartamenti per riconoscere in lui un patrimonio genetico da felino selvatico con cui dobbiamo fare i conti. E questo a maggior ragione se consideriamo che proprio il gatto ha subito un processo di urbanizzazione molto più spinto rispetto al cane, essendo diventato in pochi anni il numero uno degli animali da compagnia in quanto, per le proprie caratteristiche, è (almeno apparentemente) più adattabile alla vita in appartamenti dove spesso il nucleo abitativo è composto da una o due persone che lavorano fuori casa tutto il giorno. In ogni suo aspetto il gatto non finisce di stupirci: a differenza di quanto succede nel cane è difficile poterlo prevedere, non solo da un punto di vista comportamentale (come è abbastanza ovvio) ma anche ad esempio nella variabilità che dimostra nell’esprimere i segni clinici di una qualsiasi forma patologica. Quasi mai ci troviamo

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di fronte ad una semplice equazione lineare di azione-reazione. Più spesso il gatto, sano o malato, si mostra a noi in una miriade di forme e sfaccettature che ci confondono e ci disorientano. “Focus on the Feline” è un concetto che dovremmo tenere in considerazione: c’è davvero bisogno di mettere a fuoco questo animale, eliminando le troppe inquadrature che risultano ancora sfuocate. Già dalla prima relazione, tenuta da Peter Hill, Senior Lecturer in Veterinary Dermatology all’Università di Bristol e Diplomato al College Americano di Dermatologia Veterinaria, si è capito che il gatto non è un paziente facile. Peter Hill ha parlato delle novità recenti circa le malattie dermatologiche su base allergica nel gatto. Mentre i pattern dermatologici nel cane sono abbastanza ben definiti, le lesioni hanno una distribuzione tipica e i casi di dermatite da allergia alle pulci e di atopia o allergia al cibo si presentano con una sintomatologia cutanea piuttosto caratteristica, nel gatto la situazione si complica e vengono riconosciuti quattro pattern principali: dermatite miliare, alopecia simmetrica, complesso del granuloma eosinofilico e prurito del collo e della testa, ma queste reazioni cutanee non si possono considerare sempre come caratteristiche di una malattia specifica. Per il complesso del granuloma eosinofilico Peter Hill ha avanzato un’ipotesi alternativa secondo la quale il gatto esposto agli enzimi salivari dei parassiti avrebbe elaborato anticorpi anche contro gli enzimi della propria saliva: secondo questa teoria il complesso del granuloma eosinofilico sarebbe una malattia autoimmune. È importante comunque nell’ap-

proccio diagnostico cercare di eliminare le varie possibilità, partendo dalle più semplici. Nel caso dell’allergia da pulci ci aiutano i prodotti contro le pulci, la cui efficacia è tale da rendere possibile diagnosi e terapia allo stesso tempo. Per le reazioni avverse al cibo si possono utilizzare le diete commerciali che, rispetto alle diete casalinghe, hanno il vantaggio di essere meglio bilanciate da un punto di vista nutrizionale. Due le cose da notare. Tutti i pattern dermatologici sono possibili in caso di reazione al cibo. Il trial dietetico deve prevedere almeno due cicli di dieta ad eliminazione alternata a dieta normale, in cui rispettivamente si osservano una remissione dei sintomi alternata a una ricaduta per finire con un periodo di lunga remissione associata alla dieta restrittiva. Solo in questo caso si può fare diagnosi di reazione avversa al cibo nel gatto, una malattia piuttosto rara almeno nell’esperienza di Peter Hill. L’atopia è difficile da diagnostica-

re e rappresenta un’ipotesi a cui si arriva per esclusione delle altre malattie. Non è stata identificata, come nel cane, una predisposizione genetica. Sostanzialmente la terapia si basa sull’impiego di glucocorticoidi o antistaminici o ciclosporina, ognuno dei quali va utilizzato considerandone i pericolosi effetti collaterali. Tim Gruffyd-Jones, anche lui dell’Università di Bristol dove è Professore di Medicina Felina, ha parlato di malattia infiammatoria dell’intestino (IBD) nel gatto. I segni clinici sono principalmente perdita di peso, vomito e diarrea cronica. La diagnosi si basa sulla biopsia intestinale associata ai segni clinici. L’eziopatogenesi dell’IBD non è del tutto chiara ma le ipotesi più accreditate si basano fondamentalmente su una perdita della regolazione immunitaria locale che permette di riconoscere e non reagire agli antigeni del cibo o alla normale flora batterica intestinale. Le cause o concause che conducono a questa rottura della tolleranza immunitaria sono molteplici

e vi sono implicati alcuni batteri, tra cui i micobatteri e l’E. coli, l’ipersensibilità alimentare verso particolari componenti della dieta, il linfoma intestinale, la colangite e la pancreatite. Con una base eziopatologica così variegata anche il trattamento avviene su più fronti: diete ad esclusione, prednisolone per controllare la risposta immunitaria e antibiotici, di solito metronidazolo. Le diete più adatte sono quelle commerciali basate su proteine idrolizzate nelle quali le dimensioni molecolari proteiche sono ridotte per diminuirne l’antigenicità. Un altro immunosoppressivo utilizzabile è il clorambucile. Jacques Debraekeleer, Diplomato al College Europeo di Nutrizione Clinica e Direttore Associato della Hill’s Pet Nutrition Europe ha parlato degli acidi grassi essenziali nel gatto e del loro ruolo come fonte di energia, nella risposta infiammatoria e come agenti terapeutici collaterali in numerose patologie feline, riducendo i dosaggi di farmaci antinfiammatori steroidei e non steroidei.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2006 ATTUALITÀ

Bernhard Gerber, Diplomato ACVIM e ECVIM (Medicina Interna) e Professore Associato all’Università di Zurigo ha relazionato sull’infezione delle vie urinarie (UTI) nel gatto. Tra le informazioni che ha riportato sono da notare i dati relativi alla predisposizione di sesso: l’UTI è più frequente nelle femmine, in particolar modo nelle gatte castrate. Esiste una predisposizione di razza nel gatto abissino. L’UTI è inoltre più frequente nei soggetti soprappeso e anziani. La diagnosi si basa principalmente sull’esame colturale delle urine, dato che si considera batteriuria significativa solo quella che supera le 1.000 unità formanti colonia per millilitro di urina. Parlando di calcoli urinari Jody Lulich, Diplomato ACVIM e Professore all’Università del Minnesota, ha messo l’accento sull’inversione recente nell’epidemiologia dei calcoli urinari nel gatto. L’Università dove lavora Lulich è da sempre impegnata in questo settore, avendo anche istituito il Minnesota Urolith Centre* quale centro di ricerca e referenza internazionale. L’allungamento dell’età media dei gatti domestici e l’impiego di diete commerciali studiate per ridurre la formazione dei calcoli di struvite per effetto della acidificazione delle urine hanno fatto aumentare l’incidenza dei calcoli di ossalato di calcio. La cascata di eventi sarebbe aciduria, acidemia, mobilizzazione di ioni fosfato dalle ossa per tamponare gli ioni idrogeno, contemporanea mobilizzazione di calcio osseo e conseguente ipercalciuria e quindi precipitazione di ossalati di calcio. Mentre la dissoluzione dei calcoli di struvite si ottiene abbastanza facilmente in sole tre setti-

mane di dieta acidificante a basso tenore di magnesio e fosforo, non altrettanto si può dire nel caso dei calcoli di ossalati. Per questi occorre mettere in atto altre procedure, partendo dalle meno invasive fino ad arrivare a quelle chirurgiche. Una tecnica interessante e abbastanza innovativa è la uroidropropulsione messa a punto dal centro del Minnesota e ben descritta da Lulich. Questa tecnica, particolarmente indicata nella gatta e per calcoli di piccole dimensioni, permette di rimuovere i calcoli vescicali sfruttando la dilatazione uretrale che si ottiene all’inizio della minzione (la vescica viene riempita di liquido con un catetere e spremuta per indurre lo svuotamento) e la gravità (l’animale in anestesia viene posizionato verticalmente). Per prevenire la riformazione dei calcoli di ossalati sono indicate le diete a basso tenore di sodio, ossalati e proteine che riducono l’acidificazione delle urine. Evitare diete integrate con Vitamina C e D. Se permangono i cristalli di ossalati nelle urine sono

da eliminare gli alimenti secchi in favore di quelli umidi. Sarah Caney, specialista in Medicina Felina, direttore sanitario di una clinica per soli gatti nell’Hampshire e responsabile del Feline Advisory Bureau, ha relazionato su interessantissimi aspetti di management della pratica felina. Anzitutto due notizie importanti ancor prima di arrivare in clinica da passare ai clienti: il trasportino deve avere l’apertura verso l’alto e non su un lato e durante il viaggio ricordarsi di coprire con un telo per mantenere il gatto al buio. Efficace anche lo spruzzare il fondo della gabbietta con Feliway® mezz’ora prima di partire. Organizzazione delle visite: possibilmente effettuare le visite per appuntamento dei cani in tempi diversi rispetto a quelle dei gatti. Poi l’architettura della clinica: se non siamo in una delle poche cliniche per soli gatti è necessario almeno prevedere una zona nella sala d’aspetto studiata appositamente per loro. Deve essere lontana da quella dei cani, in una zona tranquilla e a

basso traffico umano: il gatto è un animale fondamentalmente pauroso e non apprezza i rumori insoliti come porte che sbattono o telefoni che suonano. L’area deve essere dotata di ripiani alti dove posizionare il trasportino durante l’attesa. I gatti non amano stare a livello del pavimento. Importante: mai trasportare due gatti nella stessa gabbietta. Anche se i gatti vivono assieme questa situazione può degenerare in aggressività . Mai mettere le gabbie in modo che il gatto possa vedere un altro animale in una gabbia vicino. Questo è da considerare soprattutto nell’area ricovero. Durante la visita è bene muoversi nel modo più tranquillo e calmo possibile. Il gatto può diventare aggressivo non perché dominante ma perché impaurito. Far girare liberamente il gatto nella stanza per qualche minuto può facilitare la visita. L’importante è fare tutto con calma: il manicotto per la pressione deve essere gonfiato gradualmente e lentamente. Nel gatto ospedalizzato è importante evitare

il rischio dell’anoressia: forzare il gatto anoressico a mangiare o lasciare il cibo nella gabbia può portare all’anoressia permanente, in quanto il gatto associa il malessere con il cibo. Il riconoscimento del dolore è difficile nel gatto e può limitarsi semplicemente a riduzione dell’attività motoria o a inappetenza. Ricordarsi che l’uso degli antinfiammatori non steroidei nel gatto è limitato dal fatto che a lungo termine provocano danni renali e sono quindi da evitare nei pazienti a rischio di insufficienza renale. Anche questa relazione ha dunque enfatizzato la diversa e maggiore attenzione che dobbiamo porre nell’approcciare il paziente felino, sicuramente più esigente di quello canino. C’è la necessità in generale di recuperare una grossa mole di conoscenze sul gatto, già di fatto acquisite da anni di studi e ricerche focalizzate tutte sul cane, ma ci deve essere anche la consapevolezza che il compito non è per niente facile. In generale dunque un plauso alla Hill’s per aver organizzato questo simposio ricco di spunti interessanti e su cui vale la pena di riflettere: il gatto è un animale ancora carico di enigmi, dai molteplici aspetti ancora sfuocati. La sfida che i veterinari devono cogliere sta proprio qua: ridurre al minimo le zone d’ombra della medicina felina dedicando una sempre maggiore attenzione a questo paziente meraviglioso e difficile. ■ * A tale proposito, ricordiamo che la Hill’s Pet Nutrition, non solo in Italia, mette a disposizione dei Medici veterinari un servizio gratuito di Analisi degli uroliti presso il Minnesota Urolith Centre. Per avere i dettagli, basta rivolgersi al proprio informatore di zona.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2006 DALLE ASSOCIAZIONI

Master SCIVAC in chirurgia: 3 diplomati a seconda edizione dell’esame del Master SCIVAC in Chirurgia realizzato nell’anno 2002-2003 ha avuto luogo nelle aule di Palazzo Trecchi a Cremona sotto la supervisione del Dr. Giorgio Romanelli, sabato 2 e domenica 3 luglio 2005. Sono tre i colleghi che hanno conseguito il prestigioso traguardo e che si vanno ad aggiungere ai primi 14 colleghi, diplomati nel 2003. I diplomi sono stati consegnati a Rimini durante il 53° Congresso Nazionale Multisala SCIVAC in occasione dell’Assemblea dei soci che si è svolta lo scorso 19 maggio. Il Master SCIVAC in Chirurgia Veterinaria iniziato il 29 settembre 2002 è stato il primo di una serie di percorsi formativi proposti dalla SCIVAC. Il livello d’eccellenza delle proposte d’aggiornamento realizzate dalla SCIVAC, si avvale di relatori diplomati presso il college europeo di chirurgia veterinaria (ECVS) di esperienza nazionale ed internazionale. Il Master è il livello più avanzato del percorso di aggiornamento post-laurea rea-

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Giuseppe Barillaro di Reggio Calabria.

Stefano Giammetti di Roma lizzato dalla SCIVAC. L’iter formativo dei Colleghi che si occupano di animali da compagnia, che va dai congressi fino corsi pratici di base ed avanzati, viene coronato dal Master che, attestando il grado di competenza scientifico professionale in una certa disciplina, qualifica il curriculum del medico veterinario anche ai fini di un mi-

7° campionato italiano calcio per veterinari

Lombardia… sono tre!!! i è tenuto a Budoni (Nuoro) dal 31 maggio al 3 giugno, il settimo Torneo Nazionale Veterinari di calcio. Quest’anno erano presenti alla manifestazione le rappresentative regionali di: Piemonte, Lombardia, Triveneto, Emilia Romagna, Marche, Lazio, Umbria, Abruzzo, Campania, Puglia e naturalmente regione ospitante la Sardegna. In una splendida cornice paesaggistica circa trecento veterinari provenienti da tutta Italia si sono sfidati in un torneo di calcio a 11 sui bellissimi campi di Budoni e San Teodoro. In campo tutti i colleghi non si sono risparmiati sia a livello atletico che agonistico e su gli spalti le famiglie al seguito non hanno risparmiato il loro tifo pro o contro le rappresentative. Come ogni anno l’occasione del torneo è stata la spinta per una iniziativa benefica a favore di un villaggio africano per la costruzione di un pozzo per l’acqua, tutte le rappresentative hanno dato il loro contributo in denaro unendo così lo scopo ludico a quello benefico. Per quanto riguarda il risultato calcistico per il terzo anno consecutivo su tre partecipazioni lo squadrone lombardo,

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guidato con maestria dal collega Ezio Abrami, giocatore ed allenatore, ha vinto la manifestazione battendo in una bellissima finale l’Emilia Romagna per due a uno. Al terzo posto si è qualificata la squadra delle Marche battendo nella finalina la sorprendente Puglia. Comunque quello che vogliamo sottolineare che in tale manifestazione tutti ne usciamo vincitori, per la correttezza e per l’amicizia dimostrata fra di noi e per la gioia che cinque giorni passati assieme nel villaggio hanno contraddistinto tutti nessuno escluso. Permetteteci di fare un particolare plauso alla nostra squadra, la Lombardia, dove siamo onorati di giocare e soprattutto di appartenere a questo splendido gruppo. Un ultimo ringraziamento veramente di cuore all’organizzazione sarda e in particolare al dott. Sergi che si è prodigato perché tutto filasse liscio e piacevole, grazie da tutti noi. Per l’anno prossimo si parla di organizzare il tutto in Lombardia, vedremo, intanto rinnoviamo l’invito a tutti quelli che non hanno mai partecipato di farlo… “non sapete quello che vi perdete”! (Marco Maggi, Gino Pinotti)

Stefano Greggio di Goito (MN) glior posizionamento sul mercato del lavoro. Per questo è previsto uno svolgimento rigoroso delle giornate di lavoro e si richiede un esame finale. Il Master SCIVAC infatti si pone come obiettivo quello di portare il Medico Veterinario ad una preparazione teorico pratica nella disciplina scelta tale da consentirgli di affrontare con competenza casistica di base ed avanzata. I diplomi sono stati consegnati dalla Dr.ssa Dea Bonello, Vice Presidente SCIVAC, in presenza del Presidente SCIVAC, Dottor Massimo Baroni. Nelle foto riportate sopra, il momento della premiazione ai tre colleghi che hanno superato brillantemente l’esame. ■

Rimini 2006: miglior comunicazione breve l premio per la migliore Co-

I municazione Breve Rimini

2006 è stato assegnato a Enrico Bottero - Med Vet, Libero professionista, Cuneo che ha presentato un lavoro sulle lesioni cutanee papulari con riscontro citologico di organismi leishmania spp. in 10 soggetti giovani.

ANNUNCI MINISTERO DELLA SALUTE: CONCORSI • Concorso pubblico, per esami, per il conferimento di venti posti di assistente tecnico del settore della prevenzione, dell’assistenza, della vigilanza e del controllo sanitario, posizione economica B3, vacanti presso gli uffici centrali e periferici del Ministero della salute. • Concorso pubblico, per esami, per il conferimento di ventuno posti di assistente del settore amministrativo, economico finanziario, dell’organizzazione e della comunicazione, posizione economica B3, vacanti presso gli uffici centrali e periferici del Ministero della salute. • Concorso pubblico, per esami, per il conferimento di ventiquattro posti di specialista del settore amministrativo, economico-finanziario, dell’organizzazione e della comunicazione, posizione economica C2, vacanti presso gli uffici centrali del Ministero della salute. I concorsi scadono il 6 luglio e sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale (4a serie speciale) n. 42 del 6 giugno 2006.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2006 OSSERVATORIO RIFIUTI

Trasportatore fai da te? ahi ahi ahi ahi ahi! ra le poche modifiche apportate dal Codice dell’Ambiente (D.Leg. 152/ 2006) alla normativa sui rifiuti che riguardano direttamente il veterinario, una è quella che regola il trasporto in proprio dei rifiuti prodotti, in deroga all’obbligo della compilazione del formulario. Se, infatti, l’articolo 15, comma 4 dell’abrogato decreto Ronchi di-

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sponeva, tra l’altro, che il formulario non fosse necessario per i “trasporti di rifiuti che non eccedano la quantità di trenta chilogrammi al giorno o di trenta litri al giorno effettuati dal produttore dei rifiuti stessi”, l’omologo articolo 193, comma 4 del Codice stabilisce invece che il formulario non sia obbligatorio per i “trasporti di rifiuti non pericolosi effettuati dal pro-

duttore dei rifiuti stessi, in modo occasionale e saltuario, che non eccedano la quantità di trenta chilogrammi o trenta litri”. È evidente, dunque, che se prima poteva essere trasportato dal produttore, in assenza del formulario, qualunque tipo di rifiuto anche con cadenza quotidiana, purché il quantitativo non eccedesse i trenta chilogrammi o trenta litri, ora la

di Giorgio Neri

cosa sarà possibile solo per i rifiuti non pericolosi, e non certo sistematicamente. La cosa riguarda soprattutto i colleghi che sono abituati a bypassare, con evidente risparmio economico, il trasportatore dei rifiuti per conferire gli stessi direttamente allo smaltitore. Per la verità, sono convinto che la procedura praticamente adottata spesso non fosse completamente esente da rischi, stante il fatto che l’esenzione dal formulario non comportava l’esenzione, se non parziale, dall’applicazione della normativa ADR sul trasporto delle merci pericolose. Il collega, infatti, che fosse stato sorpreso a trasportare rifiuti pericolosi in assenza delle dotazioni e delle precauzioni previste dalla normativa ADR si sarebbe visto comminare una sanzione pecuniaria, nonché la sospensione della patente da 2 a 6 mesi, il ritiro della carta di circolazione per analogo periodo e la decurtazione di 10 punti dalla patente. Allo stato attuale della legge, comunque, anche costoro saranno obbligati a rivolgersi ad una ditta che si faccia carico del trasporto dei loro rifiuti, a meno che non decidano di iscriversi all’Albo nazionale dei gestori ambientali. Infatti l’articolo 212, comma 8 del Codice dell’Ambiente prevede che “Le imprese che esercitano la raccolta e il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria e regolare nonché le imprese che trasportano i propri rifiuti pericolosi che non eccedano trenta chilogrammi al giorno o trenta litri al giorno… sono iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali a seguito di semplice richiesta scritta alla sezione dell’Albo regionale territorialmente competente… Tali imprese sono tenute alla corresponsione di un diritto annuale di iscrizione pari a 50 euro…”. Per la verità, c’è chi ha interpretato il fatto che nel comma ci si riferisca ad “imprese” per dedurre che i veterinari non siano tenuti a tale iscrizione. Il precedente comma 5, tuttavia, dispone chiaramente che “L’iscrizione all’Albo è requisito per lo svolgimento delle attività di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi prodotti da terzi, di raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi…”. È evidente, dunque, che nel caso di trasporto dei propri rifiuti pericolosi anche in quantità inferiore ai 30 kg il veterinario dovrà necessariamente iscriversi all’Albo nazionale dei gestori ambientali (diventando così automaticamente “impresa” e giustificando in questo modo il termine riportato al comma 8), e dovrà altresì compilare il formulario e rispettare inoltre le disposizioni previste dalla normativa ADR per il trasporto dei rifiuti sanitari pericolosi in regime di esenzione parziale. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2006 ANMVI INFORMA

Palii, l’ANMVI non è abolizionista A lla fine Libero ha cambiato il coupon: da sabato 17 giugno non si chiede più che i palii vengano “aboliti”, ma di dire “basta con le sofferenze degli animali ai palii”. Con il primo coupon, uscito il 15 giugno, il quotidiano di Feltri chiedeva espressamente l’abolizione dei palii e per questo l’ANMVI ha ritirato il proprio sostegno all’iniziativa. Negli articoli preparatori al lancio della raccolta delle firme il Collega Oscar Grazioli indicava correttamente la posizione dei Medici Veterinari Italiani: non l’abolizione dei palii ma la loro severa regolamentazione e non c’era traccia della posizione abolizionista che il giornale Libero ha invece adottato. Legittimamente s’intende, ma sulla base di decisioni evidentemente dell’ultima ora. Grazioli interessava così Feltri: “Caro direttore, ti scrivo mettendoti a parte del mio sincero disagio. In tutti e tre gli scritti sui palii ho sottolineato che chiedevamo non l’abolizione, bensì una severa regolamentazione dei palii, riconducendoli alla stregua delle gare che si corrono ogni giorno negli ippodromi di tutta Italia. La comparsa, sul coupon, della richiesta di ABOLIZIONE ci ha fatto perdere il sostegno della Associazione Nazionale Medici Veterinari (che si è dissociata ufficialmente con un suo comunicato, pur lasciando alla libera coscienza del singolo se firmare o no) e l’influente appoggio della Società Italiana Veterinari Equini che conta, al suo interno, anche alcuni veterinari che si occupano della tutela equina nei palii, i quali ci avrebbero sostenuto sulle nuove regole. I cavalli si fanno male anche in pista e sugli ostacoli, ma credo che nessuno, a parte qualche animalista no global del Leoncavallo, voglia l’abolizione dell’ippica. Personalmente non mi interessa nulla di non poter andare più a Siena e di avere la fatwa di fanatici contradaioli senesi o estensi, ma mi spiace molto che colleghi seri e soprattutto amici vengano sfiorati dal dubbio che io abbia giocato con carte truccate. Ho tanti difetti, ma non questo”. La posizione è così cambiata una seconda volta e l’ANMVI ha messo a disposizione dei colleghi anche il secondo coupon, lasciando che i Colleghi aderiscano in assoluta libertà di coscienza. “Eventuali firme interne alla professione - ha dichiarato il Presidente dell’ANMVI Carlo Scottipotranno essere raccolte in maniera finalizzata, a sostegno di

precise iniziative - ad esempio parlamentari - o di precisi progetti di legge di chiaro stampo regolamentare, che rispettino la professionalità veterinaria. Per ora, l’Associazione ha ritenuto prioritario stabilire il proprio

orientamento di principio: nessun aiuto alle posizioni abolizioniste anche nel rispetto dei Colleghi ippiatri che lavorano con la massima professionalità in manifestazioni equestri serie ed importanti”. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2006 INFO REGIONI

Benessere degli animali da compagnia e Pet Therapy

Recepite dalla Regione Campania le linee guida a Regione Campania ha recepito l’Accordo del 6 febbraio 2003 tra il Ministero della Salute e le Regioni e Province Autonome di Trento e di Bolzano in materia di “benessere degli animali da compagnia e pet therapy” approvando al riguardo specifiche Linee Guida. Il provvedimento definisce le responsabilità

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e i doveri del detentore o di chiunque conviva con un animale da compagnia, istituisce la banca dati informatizzata per la gestione dell’anagrafe canina “strutturata al fine di potersi interfacciare con la banca dati nazionale”, dettaglia i requisiti delle strutture adibite a commercio e toelettatura, vieta la partecipazione a spettacoli di cani

e gatti inferiori ai quattro mesi (gli animali di età superiore potranno essere ammessi a dette manifestazioni soltanto se in possesso di idonei trattamenti sanitari) e attribuisce all’Area di Sanità Pubblica Veterinaria l’attuazione di programmi di informazione ed educazione. Lo svolgimento di gare degli equidi può essere autorizzato dai Co-

muni solo quando la pista delle corse sia ricoperta da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali sul terreno asfaltato o cementato e il percorso della gara sia circoscritto con adeguate sponde capaci di ridurre il danno agli animali, in caso di caduta, nonché per garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone

che assistono alle manifestazioni. L’attivazione di progetti di pet therapy è subordinata al rispetto delle Linee Guida e nel caso d’impiego di più di cinque animali la struttura utilizzata è soggetta ad autorizzazione. Infine, le Linee Guida dettagliano alcune norme vincolanti per la realizzazione e la gestione di cimiteri di animali da compagnia. Le spoglie, trasportabili al sito cimiteriale dallo stesso proprietario, devono essere accompagnate da certificazione medico veterinaria che ne attesti le cause della morte. Il cimitero è sottoposto a vigilanza della ASL. Le Linee Guida sono pubblicate sul bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 25 del 5 giugno 2006. ■

ABRUZZO

Antirandagismo con la polizia stituire un nucleo antirandagismo in Abruzzo. Questa la richiesta di Walter Caporale, capogruppo dei Verdi alla Regione e di Cristiana Graziani, consulente veterinario dei Verdi alla regione Abruzzo. Secondo Caporale “è auspicabile che tutti i partiti e tutte le istituzioni, invece di fare demagogia e perder tempo accusando ingiustamente gli animalisti, si impegnino seriamente per arginare il fenomeno del randagismo in Abruzzo’’. “Soltanto se si riuscirà a stabilire una sinergia, una complicità, tra istituzioni e cittadini, eliminando sentimenti di cinofobia e garantendo il rispetto delle leggi, si potrà sperare di ottenere risultati apprezzabili’’, spiega. Cristiana Graziani ha inoltre sottolineato che “è fondamentale che la polizia municipale attivi un Nucleo Antirandagismo’’ e ha chiesto “che tutti gli organi competenti così come previsto dalla legge nazionale 281 del 1991 e dalla legge regionale 86 del 1999, nonché dal regolamento comunale, si attivino urgentemente per far rispettare le leggi vigenti in materia di prevenzione e controllo del randagismo’’. (Animalieanimali.it/Adnkronos)

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SARDEGNA

Lingua blu: indennizzi agli allevatori on la delibera 23/31 del 30 maggio la giunta regionale ha approvato l’erogazione dei 300.000 euro previsti per il sostegno degli allevatori che nel periodo compreso tra il mese di aprile 2004 e marzo 2005 hanno avuto perdite di capi e perdite di produzione a causa della febbre catarrale degli ovini.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2006 INFO REGIONI

Veneto, presentata una pdl per l’adozione di cani e gatti Agevolazione economica per chi non è in grado di far fronte alle spese veterinarie: famiglie sotto un certo reddito, anziani e soggetti svantaggiati l gruppo dei Democratici di Sinistra in Consiglio regionale del Veneto ha presentato una proposta di legge che intende facilitare l’“adozione’’ di animali abbandonati e custoditi nelle strutture pubbliche o nei rifugi gestiti da associazioni animaliste. “L’obiettivo della nostra iniziativa è molto semplice - afferma il capogruppo diessino Giovanni Gallo, che è anche primo firmatario del progetto - sottrarre gli animali abbandonati ad un destino che li priva di quelle cure e quell’affetto dei quali hanno bisogno e che solo l’adozione da parte di un essere umano può dare loro e, nello stesso tempo, andare incontro a quel bisogno di benessere ed affettività che molte persone trovano nella presenza di un animale domestico. Un benessere psicologico che la Regione Veneto ha riconosciuto con l’approvazione, negli anni scorsi, di una legge che promuove lo studio e l’utilizzo, tra le nuove tecniche terapeutiche, della pet therapy come trattamento di

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LOMBARDIA

Aviaria: misure straordinarie di polizia veterinaria a firma del Dirigente della Struttura Programmazione Veterinaria e rapporti internazionali, Mario Astuti, il Decreto della Direzione Generale della Sanità della Regione Lombardia (n. 5646 del 23/05/06) che disciplina misure straordinarie di polizia veterinaria contro l’influenza aviaria. Le disposizioni sanitarie contenute nell’allegato 1 al presente decreto riguardano le norme di biosicurezza negli allevamenti avicoli all’aperto, i controlli negli allevamenti avicoli industriali all’aperto a maggior rischio sanitario, le disposizioni previste per le fiere, mostre e mercati di volatili e alcune direttive circa l’immissione sul territorio regionale di selvaggina cacciabile. Con questo decreto viene revocato il D.D.S. n. 2492 del 8 marzo 2006 “urgenti misure di polizia veterinaria contro l’influenza aviaria da adottare in Regione Lombardia”. Il testo del decreto è disponibile on line al sito della direzione regionale della Sanità della Regione Lombardia e sul Bollettino Ufficiale Regionale.

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supporto e integrazione delle cure cliniche’’. La proposta diessina prevede forme di agevolazione economica per favorire chi potrebbe e vorrebbe prendersi cura di un animale ma non è in grado di far fronte alle spese veterinarie: famiglie sotto un certo

reddito, anziani e soggetti svantaggiati. L’agevolazione consiste nell’attribuzione di un carnet di buoni per spese veterinarie e farmacologiche da consegnare a chi adotta un animale in stato di abbandono e che saranno spendi-

bili presso veterinari privati convenzionati e presso le farmacie comunali. Il carnet sarà rinnovabile di anno in anno previa verifica di alcune condizioni: che l’animale, identificato tramite libretto sanitario e, qualora si tratti di un cane, tramite microchip ed

iscrizione all’anagrafe canina, risulti in vita ed affidato all’adottante beneficiario dei buoni; che le prestazioni sanitarie e farmaceutiche per le quali era stato erogato il primo carnet, risultino congruamente utilizzate e documentate. (ANSA) ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2006 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

L’ecografia in clinica bovina

di Maria Grazia Monzeglio

Le principali indicazioni e il ruolo di supporto alla visita ginecologica ’ecografia fornisce al buiatra uno strumento diagnostico importante, consentendo di valutare la funzionalità e la struttura di alcuni organi. Le esperienze di campo nell’utilizzo dell’ecografia in clinica bovina sono state presentate da Ravary Bérangère (Ecole nationale Vetéri-

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naire d’Alfort, Francia) all’8° Congresso Nazionale Sivar (Cremona, 12-13 maggio 2006). L’ecografia è una metodica non invasiva agevolmente utilizzabile anche in azienda, e può fornire al clinico un importante strumento sia diagnostico sia prognostico. Le sonde più usate in ecografia

bovina sono la sonda lineare da 5-7,5 MHz e quella settoriale da 3,5-5 MHz, in base all’età e alle dimensioni del paziente e dell’organo da analizzare, oltre che alla porta ecografica scelta. Nel bovino gli organi in cui più agevolmente si effettua l’esame ecografico sono i prestomaci, il fegato, i

reni, la vescica, i polmoni, le pleure, la mammelle e i capezzoli; nel vitello è utile soprattutto per la valutazione dell’ombelico. Un’altra importante indicazione dell’ecografia nel bovino è lo studio dell’apparato genitale. Roberto Landriscina, libero professionista di Cremona, ha sottolineato

come l’uso dell’ecografo nella pratica ginecologica, ha permesso di valutare con certezza momenti fisiologici e stati patologici non riscontrabili con la normale visita ginecologica. L’accuratezza diagnostica dell’ecografia consente al clinico di rafforzare le considerazioni diagnostiche derivate dall’indispensabile visita ginecologica, che si fonda sulla palpazione rettale. Ecograficamente sono evidenziabili i residui di annessi placentari senza presenza di feto, oppure in presenza dello stesso ma in assenza di battito cardiaco, l’alterazione del liquido e delle connessioni embrionali, la presenza in cavità uterina di mucometra, piometra o endometrite cronica. L’uso dell’ecografo per lo studio delle ovaie è molto più agevole sia per la loro posizione sia per le dimensioni che ne permettono una visualizzazione totale. Le cisti follicoliniche e luteiniche appaiono frequentemente in bovine con manifestazioni estrali non regolari e l’ecografia consente in questo caso di ridurre al minimo gli errori diagnostici. ■

Antibiotico-resistenza di Salmonella: ruolo dei commensali bovini normali batteri commensali non patogeni dell’apparato gastroenterico del bovino giocano forse un ruolo nell’antibiotico-resistenza di Salmonella. L’utilizzo terapeutico di antibiotici negli animali è tra i principali imputati dello sviluppo di Salmonelle antibiotico-resistenti. Ma in un sondaggio effettuato recentemente negli allevamenti di bovine da latte in Georgia (USA), non si riscontrava un’associazione tra utilizzo di antibiotici e isolamento di Salmonelle antibiotico-resistenti. Per indagare l’origine dell’antibiotico-resistenza, Susan Sanchez e collaboratori della University of Georgia hanno effettuato uno studio presentato al 106° General Meeting of the American Society for Microbiology a Orlando, Florida. Mediante tecnologia DNA, lo studio ha rilevato che un significativo numero di batteri commensali non patogeni isolati dal letame bovino conteneva gli stessi geni per l’antibiotico-resistenza trovati nei ceppi di Salmonella multi-resistenti isolati nello stesso allevamento. Inoltre, l’isolamento di Salmonelle resistenti sembrava essere associato alla presenza o assenza di espressione dei geni della resistenza da parte dei commensali, piuttosto che all’utilizzo di antibiotici in allevamento. Elementi di DNA mobili, come i plasmidi, potrebbero essere responsabili della rapida diffusione della farmaco-resistenza in allevamento.

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LETTERE AL DIRETTORE

È ora di fare delle scelte Caro Carlo, ho letto con interesse il fondo di “P.V.” n° 15/2006 dal Titolo “il potere dei soldi”. Io ho l’impressione che il peccato originale di questa categoria non sia stato ancora ben inquadrato. A mio parere è il sistema di base che ormai non funziona più, ovvero noi stiamo tutt’oggi lavorando senza una minima regolamentazione di impostazione sanitaria e aziendale, ovvero fondamentalmente ognuno di noi può interpretare la propria professione nella maniera più libera e fantasiosa possibile sia per quanto riguarda la medicina che la gestione delle strutture. Se uno decide di lavorare seguendo dei protocolli diagnostici e terapeutici e gestionali di alta qualità globalmente riconosciuti, si trova giocoforza con delle spese di amministrazione molto elevate, trovandosi quotidianamente a doversi scontrare con la concorrenza spietata fatta da tutta quella massa di veterinari che di questi protocolli (vedi ad es. bpv.), neanche sanno l’esistenza, e che quindi non potendo concorrere sulla qualità, lo fanno sull’euro. A questo punto credo che la necessità sia di chiederci quale è la veterinaria che vogliamo, e soprattutto che vogliamo proporre al pubblico. Tu fai l’esempio giusto della associazione dei farmacisti, ma io ti invito a notare che quella è una associazione tra “titolari”, ovvero professionisti che hanno tutti fondamentalmente gli stessi interessi, e quindi direttamente interessati alla crescita della propria professione di fronte al pubblico. All’interno di Anmvi purtroppo c’è veramente di tutto, dai titolari ai dipendenti ai collaboratori, ai domiciliaristi incalliti, ecc. tutte categorie ormai con interessi e necessità totalmente diverse. Purtroppo credo sia quasi giunto il momento di fare delle scelte, ovvero scelte di qualità, e chi le accetta si impegna a propugnarle, e gli altri ne subiranno le conseguenze. Io ho la convinzione che queste scelte verso una veterinaria di qualità non siano (come purtroppo pensano in tanti) penalizzanti per nessuno, magari richiederanno investimenti (non è detto che siano economici, ma magari solo mentali dovendo ripensare da zero la nostra professione, dovendo sicuramente rinunciare al sacro egoismo ed isolazionismo che in questo momento ci caratterizza un po’ tutti!). Anmvi credo che sia una associazione fondamentale per la nostra professione, e penso che nessuno onestamente pensi che non lavora per la veterinaria, ma purtroppo deve giustamente rendere conto del suo operato a tutti i suoi iscritti che come detto prima hanno tutti interessi diversi e che quindi non saranno mai interessati a tirare fuori del denaro per iniziative favorevoli a dei “concorrenti”! Il denaro lo investe solo chi ha una certa visione aziendale, e soprattutto se si sente fortemente appartenente al gruppo a cui andranno i benefici del suo investimento. Solo chi ha nella testa una veterinaria fatta di strutture professionalmente valide e di alto livello sia clinicamente che amministrati-

vamente, (questo vale tanto per le cliniche che per i più piccoli ambulatori), con un rapporto inter-struttura non più di becera concorrenza economica ma di collaborazione, potrà un giorno sedersi intorno ad un tavolo e decidere di condividere i propri soldi per il fine comune!... tutto sta ad iniziare. Massimo Raviola, Torino Caro Massimo, le tue considerazioni sono in gran parte giuste ma partono da un punto che forse non è del tutto corretto. Tu parli di titolari di struttura come

se questi fossero una netta minoranza fra i colleghi che fanno riferimento all’ANMVI. In realtà non è così. I titolari sono più di 9.000 considerando le strutture che hanno un solo titolare, la stragrande maggioranza, e quelle che ne hanno più di uno. Se consideri anche il reddito medio delle strutture veterinarie quante, a tuo avviso, potrebbero veramente fare lo sforzo economico espresso dalla Federfarma? Non dimentichiamo mai, inoltre, che i titolari di farmacia vivono una situazione, a mio avviso ingiustificata, di monopolio mentre noi, ogni anno, ci

dobbiamo confrontare con 1200/1300 nuovi concorrenti che come unica aspirazione o possibilità hanno in mente di aprire un loro ambulatorio. Ti posso garantire che il numero degli ambulatori per animali da compagnia continua a crescere e spesso sono anche strutture molto belle. Credo quindi che non sia facile trovare soluzione a questi problemi. Comunque, come ANMVI, non lasceremo mai intentate tutte le possibilità per far crescere la nostra categoria sia culturalmente che professionalmente. Carlo Scotti

Girando per le montagne s’incontrano maiali che non si distinguono dai cinghiali. Persino un veterinario, una volta, ha ucciso un maiale, scambiandolo per un cinghiale. Maiali e cinghiali si accoppiano tra loro. Vittorio De Seta, Orgosolo 29 agosto 1960


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laPROFESSIONE VETERINARIA 23/2006 CALENDARIO ATTIVITÀ

INCONTRO SIMEF / SIMIV

25 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA

25 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TOSCANA

25 giu.

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON HILL’S

26-28 giu.

SEMINARIO SCIVAC / SIMIV IN COLLABORAZIONE CON FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA DI TERAMO CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC E CLINICA CHIRURGICA VETERINARIA UNIVERSITÀ DI SASSARI CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC SICILIA INCONTRO REGIONALE AIVEMP ABRUZZO IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI PESCARA INCONTRO SIVE

26 giu.

30 giu. 2 lug.

7-9 lug.

1 set.

9 set.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

13-16 set.

ITINERARIO DIDATTICO SIVE / SCIVAC

14-16 set.

SEMINARIO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ASL 19 DI ASTI INCONTRO SIVAE

14-15 set.

16-17 set.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

21-23 set.

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC

23-24 set.

CORSO SCIVAC

23-24 set.

INCONTRO SIONCOV

23-24 set.

INCONTRO SICARV

24 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VENETO

24 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP

MEDICINA D’URGENZA: IL GATTO BIANCO, BLU E GIALLO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it QUANTI DETTAGLI CI SFUGGONO IN UNA RADIOGRAFIA ADDOMINALE? - Milano, Hotel Leonardo da Vinci Via Senigallia, 6 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it AGGIORNAMENTI PRATICI IN RIPRODUZIONE DEL CANE E DEL GATTO: DALLA CHIRURGIA D’URGENZA ALLA CHIRURGIA PROSTATICA - Grosseto - Granduca Hotel - Via Senese, 170 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

APPROCCIO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO DELLE PRINCIPALI AFFEZIONI SURRENALICHE DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA - Università di Teramo - Facoltà di Medicina Veterinaria, Teramo - Piazza Aldo Moro, 45 - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo - Fax +39 0861 266971 - E-mail: aboari@unite.it

CORSO REGIONALE BASE DI ORTOPEDIA - Sassari - Facoltà di Medicina veterinaria - Via Vienna, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO REGIONALE BASE DI RADIOLOGIA - Ragusa - Istituto Zooprofilattico - c/a NUNZIATA KM 1.3 S.P 40 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it TECNICHE DI COMUNICAZIONE IN MEDICINA VETERINARIA - Centro Agroalimentare “La Valle della Pescara”, Cepagatti - PE - C.da Buccieri, 1 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it MACROREGIONE NORD ORIENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO - Sede da definire - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it MEDICINA COMPORTAMENTALE: II PARTE - DAL SEGNO CLINICO ALLA PATOLOGIA COMPORTAMENTALE: LA CLINICA COMPORTAMENTALE DEL CANE, GATTO, CONIGLIO, FURETTO, PSITTACIDI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

RIPRODUZIONE EQUINA: I PARTE - MANAGEMENT DELLA FATTRICE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it IL PACCHETTO IGIENE: UN NUOVO APPROCCIO ALLA SICUREZZA ALIMENTARE - Asti - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it SECONDO SEMESTRE: “AGGIORNAMENTI IN MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI II” - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it CARDIOLOGIA: II PARTE - SEMEIOTICA CLINICA, PRINCIPI DI ELETTROCARDIOGRAFIA E RADIOLOGIA CARDIOLOGICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it MALATTIE TRASMESSE DA VETTORI NEL CANE E NEL GATTO - Hotel Catalunya, Alghero - Via Catalogna, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA DELL’APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA (POA) - Novotel Caserta Sud, Caserta - Strada Statale, 87 Sannitica - ECM: 8 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it L’OSTEOSARCOMA - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it APPROCCIO DIAGNOSTICO ALL’ALOPECIA NEL CANE E NEL GATTO - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it EPATOPATIE NEL CANE E NEL GATTO: DIAGNOSI TRATTAMENTO E PROGNOSI - Hotel Campanile - Rivoli (TO) - C.so Allamano 153 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

INCONTRO SISCA

30 set. 1 ott.

DECENNALE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it

CORSO SCIVAC

30 set. 1 ott.

CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA ORTOPEDICA - Milano - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

30 set. 1 ott.

RICOSTRUZIONE E DEMOLIZIONE-RICOSTRUZIONE DEL MUSO NEL CANE E NEL GATTO - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it

30

MACROREGIONE NORD OCCIDENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO - Sede da definire - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

INCONTRO SCVI

INCONTRO SIVE

set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

1 ott.

INCONTRO SINUV

1 ott.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

1 ott.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

2-5 ott.

CORSO SCIVAC

6-8 ott.

La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it

set.

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PROFESSIONE la VETERINARIA

TRATTAMENTI MEDICI E CHIRURGICI NELLE ZOPPIE DEL CANE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INSUFFICIENZA RENALE ANURICA VERSO OLIGURICA. APPROCCIO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it PRIMO INTERVENTO NELLE PATOLOGIE SPINALI DEL CANE - Novotel Caserta Sud, Capodrise (CE) - Strada Statale, 87 Sannitica - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI: II PARTE - CHIRURGIA DELL’APPARATO GASTROENTERICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO DI METODOLOGIA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 19 giugno 2006

SOLUZIONI

Esame Ematobiochimico

Generalmente entro livelli normali

Analisi delle urine

Spesso inferiore rispetto alla norma

Esame ecografico

Sempre inferiore rispetto alla norma

Esame Radiografico

Spesso maggiore rispetto alla norma

QUIZ 1 INCONTRO SIVAE 2005 Problemi urogenitali negli animali esotici Cremona Risposta esatta: b)

Nei gatti con gengivostomatite cronica, il livello delle globuline sieriche è

QUIZ 2 SEMINARIO SIODOV- SIMEF Patologie orali del gatto Cremona, settembre 2004 Risposta esatta: d)

Quale è il metodo peggiore per investigare lo stato di salute dei reni di un rettile?


Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 23  

Professione Veterinaria è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

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