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PROFESSIONE

la VETERINARIA 222006

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

A.N.M.V.I.

Brevi PARLAMENTO L’On Gianni Mancuso è stato riconfermato membro della XII Commissione Affari Sociali. Il neo-deputato e Collega Rodolfo Viola è entrato invece a far parte della XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato.

CBN Sarà rinnovato il Comitato Nazionale di Bioetica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un solo medico-veterinario nella composizione uscente. Tre pareri, su 31 prodotti nel corso del quinquennio, hanno riguardato direttamente la veterinaria. Numerosi i documenti di interesse comune alle professioni sanitarie.

ASL Il Consiglio dei Ministri ha abrogato la norma che prevede la possibilità per i consiglieri regionali e i parlamentari di diventare direttori delle Asl. Per il ministro della Salute Livia Turco, la norma abrogata ha rappresentato “un esempio di quella politica onnivora che occupa la sanità e che noi - ha aggiunto - vogliamo cancellare per fare posto ad una buona politica che valorizzi la professionalità e il merito di ciascuno”.

FNOVI Via libera al nuovo Regolamento sulla Pubblicità Sanitaria e alle Norme di Funzionamento del Comitato Centrale della FNOVI. Per il Ministero della Salute non ci sono “vizi di legittimità”. I Regolamenti al sito www.fnovi.it

BRUCELLOSI Un giovane allevatore tarantino è stato denunciato a piede libero dai carabinieri con l’accusa di ricettazione, diffusione di malattie animali e inosservanza di un provvedimento dell’autorità. I carabinieri gli hanno sequestrato 52 capi di bestiame, tra ovini e caprini, affetti da brucellosi. Ad alcuni capi era stato tolto l’auricolare per impedire di individuarne la provenienza.

VACCINO CONTRO HPV Dai ricercatori del Medical Center dell’università di Rochester (USA) il primo vaccino contro il papillomavirus (Hpv), principale responsabile del cancro alla cervice uterina. La storia di questo successo inizia con il papillomavirus bovino, che gli scienziati hanno cominciato a raccogliere in grandi quantità con il contributo di veterinari e mucche.

PULCINI OGM Pulcini transgenici resistenti all’influenza aviaria, o produttori di farmaci per l’uomo. Il risultato si deve alla Origen Therapeutics che, insieme alla University of California a Davis, ha messo a punto per la prima volta un metodo per coltivare in vitro le cellule germinali primordiali. Queste cellule, spiegano i ricercatori, possono essere geneticamente modificate e inserite nell’embrione di pollo. In questo modo si potranno ottenere pulcini transgenici con la stessa facilità con cui oggi si producono topi transgenici di ogni tipo.

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ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Anno 3, numero 22 dal 12 al 18 giugno 2006

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Quella veterinaria è attività economica

Antitrust: veterinari siete imprese E il Ministro allo Sviluppo Bersani chiede all'Antitrust il decalogo per liberalizzare le professioni A PAG. 3

Il Garante ci preferisce "fuorilegge" di Carlo Scotti, Presidente ANMVI na delle ragioni per cui la riforma delle professioni è sempre falli-

Uta sta nel fatto che non è mai stata considerata l’eterogeneità del mondo professionale. E in questo errore è caduta anche l’Antitrust, apparentando i medici veterinari a professionisti di diversa estrazione. Vogliamo innanzitutto rivendicare la natura sanitaria della professione medicoveterinaria e da qui partire per le nostre riflessioni. La nostra professione oggi non ha un tariffario nazionale con valore di legge, ma tariffari provinciali con valore deontologico. Per quanto da svecchiare, la deontologia professionale è per il medico-veterinario un obbligo etico fondativo del suo essere medico. L’ordinamento ordinistico prevede che il professionista che non rispetta la deontologia sia soggetto a procedimento disciplinare da parte del suo ordine provinciale d’appartenenza. E l’Ordine agisce quale organo ausiliario dello Stato. La pubblicità di tipo promozionale non è ammessa dalla Legge 175, perché la salute non si vende, non ha niente a che fare con il marketing. La salute si garantisce e la si garantisce con prestazioni di qualità. Ma la qualità richiede conoscenze, attrezzature, tecnologie, farmaci, dispositivi medici e tempo. Tutto questo ha un costo e se si fattura zero o troppo poco c’è da chiedersi se ci sono tutte le garanzie sanitarie del caso. Il tariffario minimo rappresenta il corrispettivo di uno standard minimo di qualità. Abolirlo significherebbe perdere di vista uno dei riferimenti a disposizione delle categorie sanitarie per attestarsi su un livello minimo di qualità garantita delle prestazioni per la salute. In veterinaria, inoltre, non esistono forme di assistenza economica pubblica, fatto salvo per la detraibilità delle spese veterinarie. Per il resto, la considerazione sulla salute dell’animale è tale che il nostro Fisco le addebita l’aliquota IVA massima (20%, mentre le prestazioni mediche sulla persona sono esenti). Ciò non significa che i costi della salute animale non possano essere corretti a favore di certe categorie sociali o in determinate condizioni socio-sanitarie. Ma nemmeno in questo caso si può andare a scapito delle garanzie per il paziente-animale. Facciamo fatica a comprendere le azioni di una Autorità garante e indipendente che tuttavia si muove come se non esistesse un contesto normativo e giuridico. Se le leggi alle quali si attiene la professione medico veterinaria sono leggi sbagliate sotto il profilo dei principi della concorrenza, non è pensabile che il bersaglio dell’Antitrust siano i professionisti che applicano le leggi e non le leggi in primis. Né riteniamo sia pensabile adottare due pesi e due misure, avallando fughe in avanti o situazioni che, mentre tutti si comprimono entro i confini delle leggi, risultano altrettanto lesive dei rapporti di corretta concorrenza fra professionisti. Una maggiore liberalizzazione è una esigenza sentita, ma occorre definire una progettualità espressamente dedicata ai sanitari, le cui prestazioni non possono essere ricondotte tout court a logiche di puro mercato. Crediamo di poter aspirare ad un ruolo interlocutorio in tutte le sedi preposte alla riforma delle professioni e ad un capitolo a parte nel riordino giuridico del sistema ordinistico.

Il Garante della Concorrenza Antonio Catricalà.

REFERENDUM: SI’ O NO? l prossimo 25 giugno si terrà il referendum popolare che dovrà approvare o bocciare la riforma costituzionale voluta dal Governo Berlusconi ed approvata dal passato Parlamento. Non siamo certo noi a dare indicazioni di voto. L'ANMVI non ha riferimenti preferenziali nel centrodestra o nel centrosinistra, noi collaboriamo con tutti i movimenti politici riconosciuti nel Parlamento sostenendo di volta in volta quelli che si dichiarano o si dimostrano disponibili a condividere le nostre istanze e le nostre richieste. Questo è il nostro ruolo a difesa degli interessi di tutta la categoria. Ci definiamo una lobby della Medicina Veterinaria riconoscendoci nel significato del termine inglese: gruppo di persone che pur estranee al potere politico cercano di influenzarne le scelte. La nostra attività di informazione e di sensibilizzazione degli organi politici ed istituzionali si svolge quindi secondo regole riconosciute nel sistema anglosassone in modo chiaro, corretto, rispettoso ed alla luce del sole. Detto questo, però, qualche considerazione sul referendum permetteteci di farla visto che in altre occasioni ci siamo espressi sulla devolution nel nostro settore. Dover dire sì o no ad una modifica co-

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stituzionale così ampia non è facile. Possono esserci aspetti che risultano apprezzabili ed altri che non ci piacciono per niente e quindi il voto rischia di non essere un giudizio sui contenuti ma soltanto una scelta politica che dopo le elezioni parlamentari e quelle amministrative rischia di spaccare ancora una volta il paese. Quello che a noi non piace, e lo abbiamo detto più volte, è la regionalizzazione della sanità, progetto iniziato con i Governi di centrosinistra e continuato con l'ultimo Berlusconi. L'ANMVI si trova continuamente a doversi confrontare con 20 regioni che si muovono con logiche spesso diverse a seconda della maggioranza politica o degli interessi locali, con conflitti continui con il ministero e ricorsi alla Consulta, con scontri in Conferenza Stato-Regioni ed allungamento dei tempi per l'approvazione di ogni normativa. Basti pensare alle anagrafi animali, all'applicazione dei microchip, all'obbligatorietà dell'ECM per i professionisti privati, al recepimento del decreto sulle strutture veterinarie, alle autorizzazioni per la gestione del farmaco o per il petcorner. Il resto non ci riguarda, a noi interessa solo difendere gli interessi dei Medici Veterinari. ■

ISO 9001:2000

Dir. San. Emanuele Minetti - Medico Veterinario Aut. Reg. Lombardia DRL 15/MI-200.3/1740 11/07/78 - ASL Prot. 9/5A/NN Rif 4.502

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Istruttoria dell’Antitrust per accertare le violazioni del Trattato Ce

La FNOVI e gli Ordini sono “associazioni di imprese” Federazione e Ordine di Torino pronti a coordinare la difesa. Due mesi all’audizione dal Garante a FNOVI e l’Ordine dei Veterinari di Torino hanno due mesi di tempo per prepararsi all’audizione che dovranno sostenere all’Antitrust, a seguito dell’istruttoria avviata dal Garante della Concorrenza “per accertare l’esistenza di un’intesa in violazione dell’articolo 81 del Trattato CE, nonché per verificare in che misura le disposizioni contenute nel codice deontologico siano riconducibili alla legge n. 175/92” sulla pubblicità sanitaria. (Provvedimento Agcm n. 15451). Il tutto dovrà concludersi entro il 30 aprile 2007. Il Presidente della Federazione, Gaetano Penocchio ha invitato la Categoria “a riporre fiducia in chi la rappresenta”. “Siamo attenti e partecipi - ha detto- al divenire degli eventi ed opereremo, conformemente al nostro mandato ed alla nostra storia; allo scopo, la FNOVI ha allestito con l’Ordine di Torino una difesa coordinata che fornisce le migliori garanzie. Non è oggi possibile, per evidenti motivi procedurali e di opportunità, fornire informazioni relative alla nostra posizione nel procedimento. Abbiamo comunque la convinzione di aver adottato nel tempo procedure sempre rispettose di quanto previsto dalle normative. L’occasione - aggiunge il Presidente della FNOVI - ancorché imprevista, potrà essere utile a stimolare una stagione di confronto fra tutte le componenti della professione volta a rimodulare e modernizzare i nostri codici di comportamento, così da conformare sempre più la nostra attività alle procedure di qualità riferibili alle buone pratiche professionali”.

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I fatti denunciati La segnalante è una veterinaria iscritta all’Ordine dei Veterinari di Torino, direttore sanitario di un ambulatorio veterinario di un’associazione senza scopo di lucro denominata “Animalcity”, costituita nel 1997 con il fine di promuovere attività culturali e umanitarie riguardanti le varie specie animali in Italia ed all’estero. Lo Statuto dell’associazione prevede, fra l’altro, che questa possa aprire ambulatori veterinari, promuovere la vendita ai soci di prodotti alimentari e non, e di ogni specie animale, organizzare con ogni mezzo qualsiasi iniziativa

che possa aiutare i possessori di animali ad accudire gli stessi nel miglior modo possibile. La segnalazione è arrivata al Garante il 20 aprile 2006 e lamentava che l’Ordine avesse avviato nei suoi confronti tre procedimenti disciplinari per il mancato rispetto della tariffa professionale, avendo percepito onorari inferiori ai minimi tariffari, nonché per violazione della legge n. 175/92 in materia di pubblicità sanitaria, con conseguente applicazione delle sanzioni disciplinari. In particolare, nell’ottobre del 1995, l’Ordine dei medici veterinari della provincia di Torino avviava nei confronti della segnalante un procedimento disciplinare con il quale le addebitava comportamenti di sleale concorrenza, di accaparramento della clientela e di violazione della legge n. 175/92, e la sospendeva dall’esercizio della professione per tre mesi. Successivamente, in data 19 aprile 1999, lo stesso Ordine, dopo aver avviato un nuovo procedimento disciplinare per procacciamento di clientela e violazione delle regole che informano la professione, la riconosceva responsabile degli addebiti di cui sopra e le infliggeva la sanzione della radiazione. Contro la suddetta decisione la segnalante proponeva ricorso innanzi alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, ex articolo 53 del D.P.R. n. 221/50, ottenendo la riduzione della sanzione a sei mesi di sospensione dall’esercizio della professione. A seguito di nuove iniziative dell’associazione Animalcity, con le quali si pubblicizzava l’opportunità di usufruire di prestazioni medico-veterinarie, pagando soltanto un ticket relativo ai servizi forniti, l’Ordine dei medici veterinari della provincia di Torino, nel dicembre 2004, contestava alla segnalante: la continuazione della diffusione di pubblicità dell’attività definita “mutua degli animali” a mezzo stampa, televisione, automobile pubblicitaria, volantini, sottraendo in tal modo illecitamente clientela agli altri colleghi; la violazione del divieto di accordi di cointeressenza a causa degli stretti rapporti con l’associazione Animalcity; la percezione di

onorari inferiori ai minimi tariffari; il procacciamento indebito di clientela mediante accordi con la predetta associazione. Il procedimento disciplinare si concludeva con l’accertamento a carico della segnalante della violazione del codice deontologico ed, in particolare, dell’art. 54, con riferimento alle disposizioni della legge n. 175/92, dell’art. 60, in quanto le tariffe applicate dall’associazione erano inferiori ai minimi tariffari e non potevano essere qualificate come sporadiche prestazioni al di sotto delle tariffe minime, nonché degli artt. 32 e 63 per l’illecito procacciamento della clientela. Il Consiglio Direttivo dell’Ordine, in data 7 dicembre 2004, disponeva nei confronti della segnalante la sanzione disciplinare di sei mesi di sospensione dall’attività professionale. L’Ordine è un’impresa Secondo l’Antitrust, “i medici veterinari, prestando stabilmente i propri servizi professionali a titolo oneroso ed in forma indipendente, svolgono attività economica. Pertanto, essi possono essere qualificati come imprese ai sensi della legge n. 287/90 e dell’art. 81 del Trattato CE. Inoltre, le associazioni rappresentative di tali soggetti possono essere qualificate come associazioni di imprese ai sensi della legge n. 287/90 e dell’art. 81 del Trattato CE. Pertanto, la FNOVI e l’Ordine dei medici veterinari della provincia di Torino sono qualificabili come associazioni di imprese ai sensi delle citate norme. Le delibere e le altre azioni degli organi associativi rivolte a disciplinare e influenzare l’attività economica delle imprese associate costituiscono delibere di associazioni di imprese ai sensi della legge n. 287/90 e dell’art. 81 del Trattato CE”. La Deontologia è un’intesa Gli articoli del Codice Deontologico con particolare riguardo agli artt.54-57, in materia di pubblicità sanitaria, ed alle previsioni di cui agli artt. 60 e 64, in materia di tariffe, “costituiscono un’unica fattispecie di intesa”. Il mercato rilevante, per il Garante, “corrisponde a quello della fornitura delle prestazioni dei servizi veterinari. In considerazione del fatto che il codice deontologico vincola tutti i

veterinari operanti sul territorio nazionale, a prescindere dal mercato locale sul quale svolgano prevalentemente o esclusivamente la loro attività, ai fini della valutazione dell’intesa l’ambito geografico interessato può essere considerato quello nazionale”. E dunque le disposizioni contenute nel codice deontologico “appaiono integrare forme di restrizione dell’autonomia dei veterinari sia nella fissazione del prezzo delle proprie prestazioni professionali che nell’attività pubblicitaria relativa alle prestazioni stesse”. Il prezzo, la variabile più importante In particolare, “il tariffario adottato dall’Ordine dei medici veterinari della provincia di Torino, unitamente all’obbligo di rispettare una tariffa minima, di cui all’art. 60 del codice deontologico ed alla previsione di sanzioni per il mancato rispetto delle disposizioni deontologiche, appaiono volte ad uniformare il livello dei prezzi dei servizi professionali da parte dei veterinari, impedendo agli utenti di beneficiare di prestazioni a prezzi più convenienti, e prevedendo sanzioni disciplinari a carico degli iscritti che non applicano le tariffe stabilite. Tali condotte appaiono, quindi, lesive della concorrenza, in quanto non consentono al professionista di gestire la più importante variabile del proprio comportamento concorrenziale, che è rappresentata dal prezzo”. La pubblicità Come sostenuto anche in sede comunitaria, la pubblicità costituisce un “elemento importante dello stato di concorrenza su un determinato mercato, in quanto consente una migliore valutazione dei meriti di ciascun operatore, la qualità delle prestazioni e il loro costo”. In particolare, per l’Antitrust “la pubblicità delle attività professionali deve essere prevalentemente volta a superare le asimmetrie informative e, per essere veramente informativa, deve riguardare elementi di fatto, quali prezzi, caratteristiche e risultati. Peraltro, i limiti imposti ai professionisti sanitari di pubblicizzare le proprie capacità professionali e promuovere i propri servizi non forniscono garanzia sulla qualità dei servizi offerti. Al-

la luce delle considerazioni svolte, le descritte limitazioni all’attività pubblicitaria appaiono idonee a limitare la concorrenza tra professionisti, ostacolando il diffondersi di informazioni rilevanti per consentire scelte consapevoli da parte dei fruitori dei servizi”. ■

A rischio anche la riforma dell’accesso el dossier utilizzato dal Consiglio di Stato per esaminare la riforma - Siliquini dell’esame di stato figura anche un documento dell’Antitrust. Il Garante della Concorrenza, Antonio Catricalà, rileva che “non appare giustificata la previsione di un tirocinio obbligatorio laddove attualmente non previsto o un’eccessiva durata dello stesso”. L’Antitrust censura inoltre l’eccessiva presenza dei rappresentanti degli Ordini nelle Commissioni esaminatrici: “anche in merito alla disposizione relativa alle commissioni per l’esame di stato per l’abilitazione professionale l’Autorità ricorda che, già nell’indagine conoscitiva nel settore degli Ordini e Collegi Professionali, aveva sottolineato la necessità di limitare la presenza di rappresentanti degli Ordini nell’ambito delle commissioni esaminatrici”. La Riforma dell’accesso, secondo il decreto messo a punto dal Sottosegretario all’Università Maria Grazia Siliquini, ha introdotto per la prima volta il tirocinio post-laurea di 6 mesi per i laureati in veterinaria sotto la responsabilità dell’Ordine, così da assicurare una formazione all’insegna “della serietà, della continuità, del carattere professionalizzante sotto la gestione e la responsabilità degli Ordini”, come si può leggere nella relazione illustrativa del testo del decreto. Ma il Dpr è in stand-by. Il nuovo ministro all’Università Mussi si è preso una pausa di riflessione per andare più a fondo nelle critiche che hanno accompagnato la gestazione del provvedimento.

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Il dolore nascosto e sottovalutato nel cane Se ne è parlato a Rimini al 53° Congresso Nazionale SCIVAC

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ella pratica clinica quotidiana degli animali da compagnia è molto frequente il riscontro di situazioni cliniche croniche di cui non riusciamo a valutare l’impatto che hanno sul benessere dell’animale. Mentre risulta evidente la risposta del cane ad un dolore acuto ed improvviso, manifestato da lamenti, guaiti, reazioni aggressive o di fuga, la risposta al dolore cronico è molto più subdola e difficile da rilevare. Sembra che l’animale affetto da una condizione patologica che provoca dolore cronico sia come rassegnato a percepire la sensazione dolorosa, come se si fosse abituato a convivere con un problema di cui conosce già l’esistenza. Una sorta di rassegnazione incosciente che gli comporta certamente una perdita del suo benessere, un malessere di fondo che abbassa la qualità della vita, ma che non mostra apertamente all’esterno. Spesso anche l’occhio attento del suo proprietario con cui vive, magari in simbiosi, può non avvertire questa situazione di continuo disagio. Quando formuliamo diagnosi di malattie osteoartrosiche o di infezioni croniche o di neoplasie o di altre condizioni che nell’uomo sono notoriamente associate a dolore cronico, spesso il proprietario ci domanda se il suo cane soffre, preoccupato del fatto di non accorgersene e di non fare nulla per alleviare il suo dolore. Il criterio della similitudine con l’uomo. Sappiamo che il sistema nervoso del cane è molto simile a quello dell’uomo e le vie del dolore, i nocirecettori e la risposta agli analgesici sono in gran parte sovrapponibili a quelli dell’uomo. Sappiamo anche che quando lo stimolo algico è improvviso ed acuto, il cane mostra apertamente di sentire dolore, dimostrando che le sue vie del dolore conducono, come nell’uomo, alla sensazione cosciente, cerebrale e spiacevole del dolore. Possiamo quindi ritenere, per il criterio dell’analogia o della similitudine, che condizioni patologiche che

nell’uomo provocano dolore cronico, lo provocano anche nel cane. Dolore cronico e continuo, con momenti di maggior intensità e momenti di relativa remissione, ma che accompagna ogni giorno la vita del cane. Chiunque di noi abbia sperimentato dolori cronici, per condizioni di artrosi, problemi dentali, dolori addominali od altro, è consapevole del dolore e del malessere sentito, pur riuscendo a svolgere le proprie attività quotidiane. Segnali di un dolore cronico. Se il cane potesse parlare, certamente il problema del riconoscimento del dolore cronico sarebbe già risolto. Il dolore è una sensazione soggettiva e solo chi lo sente è in grado di quantificarlo. Nessuno può “sentire” il dolore di un altro essere. Nell’uomo il dolore è quello che il paziente dice di sentire e nell’animale è quello che noi pensiamo lui senta; ma ignorare il dolore animale solo perché non sappiamo misurarlo con certezza condannerebbe i nostri pazienti ad una sofferenza non dovuta ed evitabile. È tipico per la stragrande maggioranza dei proprietari di cani accorgersi di quanto dolore e fastidio cronico avesse il loro animale solo dopo aver visto il miglioramento evidente delle sue condizioni generali e del suo comportamento una volta eliminato il dolore o la causa del dolore con un trattamento efficace. Tuttavia, il cane, pur non essendo dotato della parola, ha la possibilità di mostrarci dei segni indiretti, con il suo comportamento, che noi dobbiamo imparare a riconoscere affinando la nostra sensibilità, oltre ad applicare il criterio della similitudine con l’uomo per l’impatto doloroso delle patologie riscontrate. Non potendoci basare su quei segni comportamentali così evidenti che accompagnano il dolore acuto e improvviso, dobbiamo affinare la nostra osservazione su altri segni indiretti. Il cane che soffre di un dolore cronico, oltre ad una rassegnazione incosciente, assume anche degli atteggiamenti di protezione che nella sua esperienza gli possono

servire per non esacerbare il suo dolore o per sentirlo meno pressante. Può ad esempio limitare l’attività fisica in caso di dolori articolari, cercando di sedersi spesso fino ad apparire pigro, timido od invecchiato agli occhi del proprietario. Così, un cane affetto da artrosi coxofemorale bilaterale per displasia, prima di manifestare apertamente delle gravi difficoltà di deambulazione e ad alzarsi da seduto, può nascondere per anni la sua condizione cercando di spostare il suo baricentro in avanti, sfruttando maggiormente le zampe anteriori ed i muscoli della schiena. Il cane è paragonabile ad un’auto a quattro ruote motrici e può modulare la trazione od il carico ponderale spostandoli laddove non ha dolore, agendo quindi sul suo portamento e sul suo equilibrio muscolare. Nelle forme di dolore articolare più intenso, come ad esempio in caso di schiacciamento del menisco in seguito a rottura cronica del legamento crociato, il cane, a fronte talvolta di una zoppia non particolarmente intensa, presenta dei tremori muscolari della coscia che testimoniano il dolore articolare cronico. In altre forme di dolore cronico, il cane può diventare apatico, svogliato, reattivo alle manipolazioni e insofferente verso altri cani o verso i bambini che potrebbero disturbarlo ed esacerbargli il dolore. Condizioni frequenti di dolore cronico. Sono molteplici le condizioni nel cane che si accompagnano ad un dolore cronico, latente e persistente, con periodi di maggior o minor intensità. L’osteoartrosi è la condizione più frequente, che riguarda oltre il 20% dei cani adulti, e può interessare in vario grado tutte le articolazioni. In funzione della razza canina, dell’età e della destinazione funzionale, sono colpite le articolazioni delle spalle, dei gomiti, del carpo, delle anche, delle ginocchia e dei garretti. Molti cani poi soffrono di malattie discali della colonna vertebrale che oltre a condizioni acute, possono determinare anche situazioni sub-acute e croniche di dolore neurogenico. I cani poi possono soffrire di patologie croniche del cavo orale, per paradontopatie, o per infezioni alveolari. Un tipico esempio di dolore cronico nascosto è quando il cane sviluppa un’infezione ossea alveolare a livello del dente lacerante; questa provoca un’erosione dell’osso mascellare con formazione poi di una fistola odontopatica che finalmente permette al proprietario ed al veterinario di rendersi conto del problema e immaginare quindi il dolore patito dal cane nelle precedenti settimane per la stimolazione continua del trigemino. Ci sono infine molteplici situazioni patologiche croniche che possono essere associate a dolore cronico, come le cistiti, i calcoli urinari, le enterocoliti, le otiti, le dermatiti croniche, i corpi estranei da forasacco, e altre condizioni che sappiamo quale impatto abbiano sugli esseri umani per

di Aldo Vezzoni Med. Vet., S.C.M.P.A., Dipl. ECVS

Conclusioni

condizioni simili. I tumori infine, specialmente nelle fasi avanzate, per gli effetti invasivi, compressivi ed istolesivi sulle strutture vascolonervose, determinano un dolore cronico che nell’uomo necessita di una continua ed efficiente terapia del dolore. Prove oggettive dell’esistenza di un dolore cronico e nascosto. Per quanto riguarda l’osteoartosi, la dimostrazione oggettiva del dolore cronico che essa provoca è la riduzione della massa muscolare dell’arto interessato, facilmente rilevabile nelle condizioni monolaterali, per il paragone con l’arto sano, mentre in quelle bilaterali, come la displasia invalidante dell’anca, si osserva una diminuzione generale del tono muscolare di tutto il treno posteriore. Radiologicamente è possibile valutare la gravità dell’osteoartrosi dal grado di sclerosi subcondrale, proporzionale ai carichi ponderali concentrati su aree articolari ridotte, dall’entità delle proliferazioni ossee periarticolari e dall’assottigliamento della rima articolare, indicativo della perdita dello strato cartilagineo. Con il perdurare di una condizione artrosica grave e con il conseguente risparmio dell’arto o degli arti interessati, si determina un’osteoporosi da disuso dei segmenti ossei coinvolti, con grave anchilosi delle articolazioni artrosiche. In altre condizioni che provocano dolore cronico è più difficile ottenere delle loro valutazioni oggettive, anche se le modificazioni comportamentali sono già particolarmente indicative, come una facile affaticabilità, un’apparente pigrizia e svogliatezza, un invecchiamento precoce, fino a presentare, nei casi più gravi, un’espressione del volto tesa che ricorda l’espressione umana di un volto sofferente. La prova del nove: eliminare o alleviare il dolore cronico. La miglior dimostrazione che un cane soffre di un dolore cronico è quella di osservare il suo comportamento dopo essere riusciti ad eliminare il dolore o la sua causa con un trattamento efficace. Dopo intervento di protesi d’anca, ad esempio, il cambiamento eclatante ed inequivocabile del comportamento del cane, che passa da apatia e pigrizia a iperattività ed euforia, in un clima di ritrovata giovinezza, fa chiaramente capire in tutta la sua entità il dolore cronico che prima lo affliggeva per le sue anche artrosiche. Dimostrazioni simili si osservano, oltre che con trattamenti chirurgici efficaci, anche in seguito a terapie farma-

colgiche in grado di togliere o alleviare grandemente il dolore; il cane mostra immediatamente il sollievo avuto con una maggior disponibilità al gioco e ad uscire per le passeggiate, con una maggior resistenza fisica. Da triste il cane ritorna allegro e vivace, più disponibile ad interagire con l’ambiente circostante. Tipicamente poi, sospendendo la terapia e terminato l’effetto terapeutico, il cane ritorna alla condizione preesistente. Un impegno per il benessere del cane. Il medico veterinario, nell’immaginario collettivo, deve essere un esperto in grado di farsi interprete dei bisogni dell’animale, per evitarne la sofferenza e per migliorarne la qualità di vita. Affinché quest’aspettativa, che deve essere anche la “mission” stessa del medico veterinario, non venga delusa, è necessario che il sanitario sappia cogliere le situazioni patologiche che provocano dolore cronico, sappia inquadrarne la gravità e l’impatto sulla qualità della vita del cane, sappia prevenirle quando possibile e sia in grado di suggerire i trattamenti più indicati quando sono ormai presenti. Trattamenti che saranno tesi ad eliminare la causa del dolore con un trattamento eziologico, quando fattibile, o instaurando una terapia in grado di alleviare al massimo il dolore. Le conoscenze sulla generazione e la trasmissione del dolore hanno permesso di individuare più punti in cui intervenire con un trattamento multimodale del dolore, per ridurre le dosi dei singoli farmaci e quindi anche dei loro effetti collaterali, come pure per agire a diversi livelli. E il gatto? Tutto quanto si è detto per il cane vale anche per il gatto, con anzi una maggior enfasi, in quanto si tratta di un animale che, per la sua naturale riservatezza, rende ancor più difficile il riconoscimento del suo stato di sofferenza cronica. Le condizioni che più frequentemente provocano dolore cronico nel gatto sono le patologie orali, le otiti e le riniti croniche, le artropatie e le cistiti, oltre alle neoplasie nei soggetti più anziani. Il gatto sofferente mostra una riduzione della sua attività fisica, fino ad evitare la sua pulizia quotidiana e a sporcare fuori dalla cassetta per non spostarsi fino a raggiungerla. Il trattamento del dolore nel gatto deve rispettare le sue peculiarità fisiologiche tenendo conto della diversa farmacodinamica nel gatto dei comuni farmaci utilizzati per la terapia del dolore nel cane. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2006 RUBRICA FISCALE

Studi di settore

di Giovanni Stassi Dottore Commercialista, Torino

Il nuovo modello TK22U Premessa Con Decreti del 5 aprile 2006 firmati dal Ministro dell’Economia e delle Finanze è stato prorogato di un anno il “monitoraggio” degli studi di settore per i lavoratori autonomi e sono state approvate le evoluzioni degli studi di settore relativi tra gli altri allo studio TK22U (che sostituisce lo studio di settore SK22U) - Servizi veterinari, codice attività 85.20.0. Per i professionisti, quindi, anche l’anno 2005 è sperimentale nel senso che, fino all’approvazione degli studi definitivi: • i risultati dello studio (congruità e coerenza) possono essere utilizzati solamente per la formula-

zione dei criteri di selezione per l’attività di accertamento; • il maggior ricavo eventualmente risultante dall’applicazione GERICO non può essere utilizzato direttamente per la formulazione di avvisi di accertamento; • i contribuenti congrui o che si adeguano ai risultati dello studio sperimentale evitano l’eventuale accertamento sulla base dello studio che verrà approvato al termine del periodo sperimentale; • i contribuenti che non risultano congrui (o che non si adeguano) sulla base dello studio sperimentale potranno subire accertamenti, per tutti e tre gli esercizi di applica-

Caso 1 - Incremento di costi per “Dispensazione farmaco” Rigo dello Studio D1 D2 D4 D8 D27 D36 D37 D38 D39 D40 D41 D43 D50 G1 G5 G6 G7 Ricavi da Studi Incremento Ricavi

Descrizione Visite Domiciliari Visite Ambulatoriali Interventi Chirurgici Altre Vaccini Acq Materiale Sanitario Assicurazioni prof. Aggiornamento Giornali Manutenzione Dispensazione Farmaco Compensi Esami Diagnostici Beni Strumentali Consumi Altre Spese Compensi

Importo 150 1.200 100 100 390 5.000 500 500 300 500 2.000 30.000 100 30.000 3.000 5.000 30.000 43.856

Importo 150 1.200 100 100 390 5.000 500 500 300 500 4.000 30.000 100 30.000 3.000 5.000 30.000 43.856 0

Importo 150 1.200 100 100 390 5.000 500 500 300 500 8.000 30.000 100 30.000 3.000 5.000 30.000 43.856 0

Da quanto sopra emerge che i costi sostenuti per la dispensazione del farmaco non incidono sulla determinazione dei compensi minimi.

Caso 2 - Incremento di costi per “Acquisto di materiale sanitario” Rigo dello Studio D1 D2 D4 D8 D27 D36 D37 D38 D39 D40 D41 D43 D50 G1 G5 G6 G7 Ricavi Da Studi Incremento Ricavi

Descrizione Visite Domiciliari Visite Ambulatoriali Interventi Chirurgici Altre Vaccini Acq Materiale Sanitario Assicurazioni prof. Aggiornamento Giornali Manutenzione Dispensazione Farmaco Compensi Esami Diagnostici Beni Strumentali Consumi Altre Spese Compensi

Importo 150 1.200 100 100 390 5.000 500 500 300 500 2.000 30.000 100 30.000 3.000 5.000 30.000 43.856

Importo 150 1.200 100 100 390 10.000 500 500 300 500 2.000 30.000 100 30.000 3.000 5.000 30.000 43.856 0

Importo 150 1.200 100 100 390 15.000 500 500 300 500 2.000 30.000 100 30.000 3.000 5.000 30.000 43.856 0

Anche in questo caso l’incremento dei costi sostenuti per l’acquisto di materiale sanitario non incidono sulla determinazione dei compensi minimi.

Caso 3 - Incremento del numero degli interventi chirurgici Rigo dello Studio D1 D2 D4 D8 D27 D36 D37 D38 D39 D40 D41 D43 D50 G1 G5 G6 G7 Ricavi Da Studi Incremento Ricavi

Descrizione Visite Domiciliari Visite Ambulatoriali Interventi Chirurgici Altre Vaccini Acq Materiale Sanitario Assicurazioni prof. Aggiornamento Giornali Manutenzione Dispensazione Farmaco Compensi Esami Diagnostici Beni Strumentali Consumi Altre Spese Compensi

Importo 150 1.200 100 100 390 5.000 500 500 300 500 2.000 30.000 100 30.000 3.000 5.000 30.000 43.856

Importo 150 1.200 200 100 390 5.000 500 500 300 500 2.000 30.000 100 30.000 3.000 5.000 30.000 48.030 4.174

Importo 150 1.200 300 100 390 5.000 500 500 300 500 2.000 30.000 100 30.000 3.000 5.000 30.000 52.203 4.173

Dai dati sopra esposti emerge che per ogni 100 interventi chirurgici in più il valore dei compensi minimi fa registrare un incremento di circa Euro 4.174.

zione degli studi sperimentali, sulla base dei compensi che saranno determinati dallo studio definitivo. La peculiarità di tutti gli studi predisposti per i professionisti, già attesa da tempo, è stata l’esclusione dell’incidenza del valore dei beni strumentali per la determinazione dei compensi congrui, mentre assume rilievo, come si vedrà in concreto, la tipologia delle prestazioni effettuate. Lo studio TK22U Gruppi omogenei Rispetto al precedente studio SK22U (che classificava i soggetti in 6 gruppi), il nuovo studio identifica 12 gruppi omogenei a secondo delle particolari caratteristiche che ciascun gruppo possiede. I 12 gruppi individuati dal Ministero, sulla base dei circa 8.000 stu-

di inviati nel 2003 dai medici veterinari, sono stati dettagliatamente

descritti nel numero 8/2006 di questa stessa rivista.

Caso 4 - Incremento del numero delle visite ambulatoriali Rigo dello Studio

Descrizione

Importo

Importo

Importo

D1

Visite Domiciliari

150

150

150

D2

Visite Ambulatoriali

1.200

1.600

2.000

D4

Interventi Chirurgici

100

100

100

D8

Altre

100

100

100

D27

Vaccini

390

390

390

D36

Acq Materiale Sanitario

5.000

5.000

5.000

D37

Assicurazioni prof.

500

500

500

D38

Aggiornamento

D39

Giornali

300

300

300

D40

Manutenzione

500

500

500

D41

Dispensazione Farmaco

2.000

4.000

8.000

D43

Compensi

30.000

30.000

30.000

D50

Esami Diagnostici

100

100

100

G1

Beni Strumentali

30.000

30.000

30.000

G5

Consumi

3.000

3.000

G6

Altre Spese

5.000

5.000

5.000

G7

Compensi

30.000

30.000

30.000

43.856

47.027

50.198

3.171

3.171

Ricavi Da Studi Incremento Ricavi

500

500

500

3.000

Dai dati sopra esposti emerge che per ogni 400 visite ambulatoriali in più il valore dei compensi minimi fa registrare un incremento di Euro 3.171.


6

laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2006 RUBRICA FISCALE

Variabili significative Le variabili significative che influiscono sulla determinazione dei compensi congrui sono le seguenti: • Spese per prestazioni di lavoro

dipendente • Spese per collaboratori coordinati e continuativi • Compensi corrisposti a terzi per prestazioni direttamente afferenti all’attività professionale

Caso 5 - Incremento del numero dei vaccini Rigo dello Studio

Descrizione

Importo

D1

Visite Domiciliari

150

150

150

D2

Visite Ambulatoriali

1.200

1.200

1.200

D4

Interventi Chirurgici

100

100

100

D8

Altre

100

100

100

D27

Vaccini

390

600

800

D36

Acq Materiale Sanitario

5.000

5.000

5.000

D37

Assicurazioni prof.

500

500

500

D38

Aggiornamento

500

500

500

D39

Giornali

300

300

300

D40

Manutenzione

500

500

500

D41

Dispensazione Farmaco

2.000

2.000

2.000

D43

Compensi

30.000

30.000

30.000

D50

Esami Diagnostici

100

100

100

G1

Beni Strumentali

30.000

30.000

30.000

G5

Consumi

3.000

3.000

3.000

G6

Altre Spese

5.000

5.000

5.000

G7

Compensi

30.000

30.000

30.000

43.856

43.856

43.856

0

0

Ricavi Da Studi

Importo

Incremento Ricavi

Importo

Anche in questo caso l’incremento del numero dei vaccini praticati non incide sulla determinazione dei compensi minimi.

• Consumi (servizi telefonici, energia elettrica, carburanti e lubrificanti utilizzati per la trazione di autoveicoli) • Altre spese • Spese sostenute per l’acquisto di materiale sanitario • Assicurazioni R.C. professionali • Ore dedicate all’attività collegate con l’anzianità professionale • Numero visite ambulatoriali • Numero visite domiciliari o presso allevamenti • Numero visite ambulatoriali • Numero interventi chirurgici • Numero di interventi per assistenza al parto/ostetricia • Numero prestazioni di inseminazione artificiale Ciascuna variabile assume un peso diverso a seconda del Gruppo omogeneo in cui si colloca il professionista. Il peso di ciascuna variabile è indicato nell’allegato 4.A alla “Nota tecnica e metodologica” dello studio di settore e potrà essere scaricata dal sito dell’Agenzia delle entrate: www.agenziaentrate.it.

Caso 6 - Incremento del valore dei beni strumentali Rigo dello Studio

Descrizione

Importo

Importo

Importo

D1

Visite Domiciliari

150

150

150

D2

Visite Ambulatoriali

1.200

1.200

1.200

D4

Interventi Chirurgici

100

100

100

D8

Altre

100

100

100

D27

Vaccini

390

390

390

D36

Acq Materiale Sanitario

5.000

5.000

5.000

D37

Assicurazioni prof.

500

500

500

D38

Aggiornamento

D39

Giornali

300

300

300

D40

Manutenzione

500

500

500

D41

Dispensazione Farmaco

2.000

2.000

2.000

D43

Compensi

30.000

30.000

30.000

D50

Esami Diagnostici

100

100

100

G1

Beni Strumentali

30.000

60.000

90.000

G5

Consumi

3.000

3.000

3.000

G6

Altre Spese

5.000

5.000

5.000

G7

Compensi

30.000

30.000

30.000

Ricavi Da Studi

43.856

43.856

43.856

0

0

Incremento Ricavi

500

500

500

Anche in questo caso l’incremento del valore dei beni strumentali impiegati nell’attività non incide sulla determinazione dei compensi minimi.

SAS

di LUCARELLI M. & C.

Apparecchiature Radiologiche Camere oscure Pellicole RX Elettromedicali Assistenza tecnica

VIA ISONZO, 8 - 20095 CUSANO MIL. (MI) - Telefono: 02.66401060 - Fax: 02.66400884

Applicazioni pratiche Nel presente articolo ci occuperemo in particolare dell’influenza dei seguenti costi nella determinazione dei compensi congrui: • Costi sostenuti per la dispensazione del farmaco • Costi sostenuti per acquisto di materiale sanitario • Numero interventi chirurgici • Numero visite ambulatoriali • Valore dei beni strumentali • Consumi (servizi telefonici, energia elettrica, carburanti e lubrificanti utilizzati per la trazione di autovetture) • Altre spese Gli esempi che seguono sono stati elaborati per i soggetti rientranti nel Gruppo omogeneo 3 Ambulatori di medie dimensioni, che costituisce uno dei gruppi più numerosi (circa 1.600 soggetti sugli 8.000 esaminati) e le cui caratteristiche sono le seguenti: ambulatori di medie dimensioni (mediamente mq. 47) all’interno dei quali opera quasi sempre solo il titolare senza avvalersi di dipendenti o collaboratori. La maggior parte degli spazi adibiti ad ambulatorio è di proprietà di terzi. Le visite ambulatoriali dalle quali deriva la maggior parte dei compensi (mediamente il 63%) riguardano prevalentemente animali da compagnia di proprietà di clienti privati. Oltre alle visite ambulatoriali, interventi chirurgici (mediamente il 14% dei compensi), esami diagnostici (7%) e circa 390 vaccini. Nella dotazione di beni strumentali si rileva: tavolo operatorio, sterilizzatrice, apparecchio per raggi X, oto/oftalmoscopio, dotazione per anestesia gassosa, elettrobisturi, elettrocardiografo, aspiratore, apparecchiature per ematologia, sierologia, batteriologia. Abbiamo ipotizzato che il soggetto per il quale è stato elaborato lo studio avesse 15 anni di attività e dedicasse al lavoro 40 ore settimanali per 45 settimane all’anno. ■

Caso 7 - Incremento delle spese per consumi Rigo dello Studio

Descrizione

Importo

Importo

Importo

D1

Visite Domiciliari

150

150

150

D2

Visite Ambulatoriali

1.200

1.200

1.200

D4

Interventi Chirurgici

100

100

100

D8

Altre

100

100

D27

Vaccini390

600

800

D36

Acq Materiale Sanitario

5.000

5.000

5.000

D37

Assicurazioni prof.

500

500

500

D38

Aggiornamento

500

500

500

D39

Giornali

300

300

300

D40

Manutenzione

500

500

500

D41

Dispensazione Farmaco

2.000

2.000

2.000

D43

Compensi

30.000

30.000

30.000

D50

Esami Diagnostici

100

100

100

G1

Beni Strumentali

30.000

30.000

30.000

G5

Consumi

3.000

4.000

5.000

G6

Altre Spese

5.000

5.000

5.000

G7

Compensi

30.000

Ricavi Da Studi

100

43.856

Incremento Ricavi

30.000

30.000

45.213

46.570

1.357

1.357

Come si può facilmente constatare l’incremento dei costi sostenuti per consumi (servizi telefonici, energia elettrica, carburanti e lubrificanti utilizzati per la trazione di autovetture) incide sulla determinazione dei compensi minimi nella misura di Euro 1.357 per ogni 1.000 Euro di incremento dei costi.

Caso 8 - Incremento dei costi per “Altre spese” Rigo dello Studio

Descrizione

Importo

Importo

Importo

D1

Visite Domiciliari

150

150

150

D2

Visite Ambulatoriali

1.200

1.200

1.200

D4

Interventi Chirurgici

100

100

100

D8

Altre

100

100

100

D27

Vaccini

390

600

800

D36

Acq Materiale Sanitario

5.000

5.000

5.000

D37

Assicurazioni prof.

500

500

500

D38

Aggiornamento

500

500

500

D39

Giornali

300

300

300

D40

Manutenzione

500

500

500

D41

Dispensazione Farmaco

2.000

2.000

2.000

D43

Compensi

30.000

30.000

30.000

D50

Esami Diagnostici

100

100

100

G1

Beni Strumentali

30.000

30.000

30.000

G5

Consumi

3.000

3.000

3.000

G6

Altre Spese

5.000

6.000

7.000

G7

Compensi

30.000

30.000

30.000

43.856

44.764

45.672

908

908

Ricavi Da Studi Incremento Ricavi

L’incremento dei costi sostenuti per “Altre spese” (per l’elenco dei costi inclusi in questa voce si vedano le istruzioni al Rigo G6 dello studio di settore) incide sulla determinazione dei compensi minimi nella misura di Euro 908 per ogni 1.000 Euro di incremento dei costi.

Caso 9 - Incremento dei costi per la collaborazione di un medico veterinario Rigo dello Studio

Descrizione

Importo

Importo

Importo

D1

Visite Domiciliari

150

150

150

D2

Visite Ambulatoriali

1.200

1.200

1.200

D4

Interventi Chirurgici

100

100

100

D8

Altre

100

100

100

D27

Vaccini

390

600

800

D30

Veterinario collaboratore

0

5.000

10.000

D36

Acq Materiale Sanitario

5.000

5.000

5.000

D37

Assicurazioni prof.

500

500

500

D38

Aggiornamento

500

500

500

D39

Giornali

300

300

300

D40

Manutenzione

500

500

500

D41

Dispensazione Farmaco

2.000

2.000

2.000

D43

Compensi

30.000

30.000

30.000

D50

Esami Diagnostici

100

100

100

G1

Beni Strumentali

30.000

30.000

30.000

G4

Compenso a veterinario

0

5.000

10.000

G5

Consumi

3.000

3.000

3.000

G6

Altre Spese

5.000

5.000

5.000

G7

Compensi

30.000

30.000

30.000

43.856

50.006

56.156

6.150

6.150

Ricavi Da Studi Incremento Ricavi

L’incremento dei costi sostenuti per avvalersi della collaborazione di un collega veterinario incide sulla determinazione dei compensi minimi nella misura di Euro 6.150 per ogni 5.000 Euro di incremento dei costi. Le ipotesi comunque sono innumerevoli. Con questi pochi esempi sulle migliaia di combinazioni possibili abbiamo solamente voluto dare un contributo per una migliore comprensione del funzionamento degli studi di settore. Ciascun contribuente, per rendersi conto dell’incidenza di ciascuna variabile nella determinazione dei ricavi presunti potrà utilizzare il software GE.RI.CO che può essere liberamente scaricato dal sito www.agenziaentrate.it.


laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2006

€ PREVIDENZA

La previdenza integrativa: un obbligo morale ora, una necessità materiale in futuro di Giorgio Neri

Delegato ENPAV

i è svolto nei pressi della splendida Ostuni (BR), nei giorni 9 e 10 giugno, il Congresso organizzato dall’Enpav dal titolo “Risparmio ed investimento: una previdenza in più”. Tale incontro nasce dall’esigenza di fare il punto, nello scenario demografico ed economico attuale, sulle strategie individuate dall’Ente e finalizzate a dare al veterinario-lavoratore attivo una pensione, una volta che sarà andato in quiescenza, che possa garantirgli un miglior tenore di vita. Come ha giustamente detto uno dei relatori (Massimo Angrisani, professore ordinario di Tecnica Attuariale delle Assicurazioni Sociali presso l’Università La Sapienza di Roma), tutti noi dovremo abituarci al principio che d’ora in poi l’entità della pensione non po-

S

trà che essere sempre più strettamente dipendente dall’entità dei contributi versati. A conferma di ciò, e nonostante negli ultimi dieci anni l’Enpav abbia visto verificarsi un aumento del 50% dei suoi iscritti (da 15000 a 23000 circa), un aumento del 300% del suo patrimonio (da 60 a 180 milioni di euro circa) e un aumento dell’entità media dei redditi degli iscritti, le previsioni attuariali indicano il primo saldo di bilancio negativo (quando l’Ente dovrebbe spendere più di quanto incassa) nell’anno 2026, e l’azzeramento del patrimonio dell’Ente nel 2041. E se è pur vero che le previsioni in via di elaborazione sembrerebbero indicare uno spostamento in avanti di questi momenti, il rispetto della sostenibilità dell’Ente, uni-

RECENSIONI Oscar Grazioli, veterinario, giornalista pubblicista e scrittore esordisce nel 1998 con Quello che gli animali non dicono (Armenia Editore) che riscuote notevole successo di critica e lettori. Nel 2002 esce, per i tipi di Paco Editore, un secondo libro di racconti dal titolo Favole vere di animali speciali. Anche questa sua seconda opera si colloca bene nello sconfinato panorama editoriale odierno. Nel frattempo continua la sua collaborazione giornalistica con numerose testate nazionali, locali e professionali. Con Vet Tricks (i 100 trucchi dell’anestesista provetto) Grazioli intende scrivere un manuale che scorre su due binari: quello dell’utilità e quello dell’umorismo. Come l’autore avverte nella prefazione, questo non è un libro strettamente scientifico. Non cercate le ultime sui recettori della buprenorfina. Non ci sono. Ci sono protocolli preferiti da chi scrive, ci sono notizie pratiche su questo e quel farmaco, ci sono consigli per gli acquisti e ci sono massacri di leggende metropolitane di cui l’anestesiologia è colma. Il tutto scritto con la consueta penna talvolta lieve, talvolta graffiante, sempre senza peli e sbavature. Vet Tricks è un concentrato di trucchi che derivano da un’esperienza ormai trentennale nel campo dell’anestesia e del trattamento del dolore. In questo caso l’autore è anche l’editore, essendo titolare della BelVedere Editore di Reggio Emilia (www.belvedereditore.it).

ANMVI ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

tamente all’aleatorietà propria delle previsioni a lungo termine, imporrà verosimilmente, in futuro, misure atte a produrre un abbassamento di quell’aliquota di rendimento della pensione che, attestandosi ora all’incirca al 70%, non trova corrispondenza con la realtà della situazione congiunturale attuale. In questo contesto si è inserito, come detto, il tema del Congresso, ovvero l’individuazione di strategie volte ad annullare l’effetto di una pensione di base di valore minore di quella attuale; in un concetto solo: di una pensione integrativa. In questo progetto l’Enpav, forte di una struttura politica ed amministrativa già consolidata ed adeguatamente rodata, si pone come interlocutore privilegiato proponendosi con un ruolo attivo sia nella sensibilizzazione degli iscritti alla problematica, sia nel supporto tecnico volto all’identificazione delle loro necessità future e sia nella pianificazione indirizzata al perseguimento delle esigenze stesse. Inserita, dunque, in un contesto già presente che, quindi, permetterà di ridurre “all’osso” i costi di gestione a beneficio dei rendimenti, la pensione integrativa Enpav sarà determinata, come illustrato dal dottor Luca Coppini (attuario dell’Ente e consulente esperto per fondi di previdenza e compagnie di assicurazione), in funzione di alcune variabili: • Il valore del contributo aggiuntivo che, del tutto facoltativamente, l’iscritto decidesse di versare, e che potrà variare tra il 2 e il 14% del reddito conseguito. Tale contributo, occorre sottolinearlo, sarà integralmente deducibile dal reddito imponibile. Inoltre ad esso andranno ad aggiungersi automaticamente i due terzi del contributo soggettivo di solidarietà che attualmente viene versato obbligatoriamente, a fondo perduto, sull’eccedenza dei redditi superiore ai 33.700 euro; • Il numero degli anni di contribuzione: naturalmente, maggiore sarà questo parametro e più alto sarà il valore della pensione erogata; • L’età di pensionamento: anche in questo caso, più alto sarà il parametro e maggiore sarà la pensione; • I rendimenti che l’Enpav riuscirà a realizzare coi contributi incassati: trattandosi di una rendita a capitalizzazione, maggiori saranno i rendimenti conseguiti e maggiore sarà, ovviamente, la cifra retrocessa all’interessato. L’Enpav riconoscerà, comunque, un rendimento annuo minimo garantito dell’1,5%. Come si può facilmente intuire, dunque, è impossibile quantifica-

7


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2006 ATTUALITÀ

re a priori l’entità di una pensionemodello in quanto questa, calcolata col metodo contributivo, sarà funzione di situazioni personalizzate determinate dal valore di parametri che varieranno da iscritto ad iscritto, e di rendimenti del capitale abbastanza imprevedibili. Il metodo, comunque, che è stato inserito quale proposta di modifica del Regolamento d’Attuazione dell’Enpav dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente è stato molto apprezzato sia dall’Assemblea dei Delegati, che l’ha approvato all’unanimità, sia dai ministeri vigilanti, che hanno già dato un loro assenso di massima. Dalle simulazioni effettuate dal dottor Coppini, comunque, emerge che in un raffronto del “metodo Enpav” con quello delle altre gestioni presenti sul mercato, e fatta uguale ad 1 la pensione integrativa erogata dall’Ente, le pensioni erogate secondo i meccanismi previsti dalla legge 335/1995 avrebbero valore uguale a 0,9-1 (la differenza sarebbe tanto più favorevole alla pensione Enpav quanto prima si iniziasse a contribuire, tendendo ad annullarsi nei casi in cui la contribuzione iniziasse in età avanzata), i fondi pensione negoziali di cui alla legge 124/1993 avrebbero valore uguale a 0,8, e i piani pensionistici individuali avrebbero valore 0,5-0,7 (anche in questo caso la differenza a favore dell’Enpav sarebbe tanto maggiore quanto prima si iniziasse a contribuire). Per quanto possa valere, infine, ecco alcuni esempi numerici derivanti dalle simulazioni attuariali: nell’ipotesi di un’inflazione pari al 2%, un PIL nominale pari al 3,5%, una rivalutazione media annua dei contributi del 4,05% e un’aliquota di contribuzione pari al 6% del reddito imponibile, un trentenne con un reddito iniziale di 13000 € che contribuisse a partire da oggi e fino al 2041, o un quarantenne con un reddito iniziale di 25000 € che contribuisse da oggi fino al 2031 godrebbero di una pensione integrativa annua pari a 4800 €, mentre un cinquantenne con un reddito iniziale di 50000 € che contribuisse da oggi fino al 2021 avrebbe diritto ad una pensione integrativa annua pari a 4300 €. ■

Contratto al vaglio della Corte dei Conti

Dirigenza veterinaria, via libera al II biennio l contratto dei medici e della dirigenza sanitaria è stato sbloccato dal consiglio dei ministri venerdì 9 giugno disinnescando il pericolo di un altro sciopero minacciato dalla categoria e facendo prevedere, in tempi brevi, l’arrivo di 250 euro lordi di aumento mensili in busta paga. L’accordo, raggiunto sull’ipotesi di contratto dell’area della dirigenza medica e veterinaria, riguarda il secondo biennio economico 2004/2005. I ministri della Salute, Livia Turco, e delle Riforme e le Innovazioni, Luigi Nicolais, si augurano che “in tempi brevi arrivi la certificazione della Corte dei conti per dare immediata efficacia agli aumenti previsti”. Un auspicio condiviso anche dai sindacati. I contratti riguardano il trattamento economico di tutti i dirigenti del ruolo sanitario, professionale, tecnico ed ammini-

I

strativo, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato, dipendenti dalle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale (circa 22.000 unità di personale) e di tutti i dirigenti medici, odontoiatri e veterinari, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato, dipendenti dalle aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale (circa 118.000 unità di personale). Come per gli altri comparti di contrattazione, precisa una nota del ministero delle Riforme e le Innovazioni, il complesso delle risorse finanziarie disponibili per il rinnovo del biennio contrattuale è costituito dagli stanziamenti previsti nella legge finanziaria per il 2004 che ha previsto incrementi pari all’1,7% per il 2004 e all’1,5% per il 2005 e una quota aggiuntiva pari allo 0,2% per ciascuno dei due anni, destinato alla contratta-

zione integrativa, cui si aggiungono le risorse stanziate dalla legge finanziaria per il 2005 (che ha previsto risorse aggiuntive per un incremento pari allo 0,61%, ripartito in 0,43% nel 2005 e 0,18% nel

2006) e, infine, le ulteriori risorse che il Governo, in base al protocollo d’intesa del 27 maggio 2005, si è impegnato a stanziare nella legge finanziaria per il 2006, pari a un ulteriore 0,7%. ■

LEGGI IN GAZZETTA GAZZETTA UFFICIALE DELL’UNIONE EUROPEA L 156, 9 giugno 2006. 2006/403/CE. Decisione del Consiglio, del 25 aprile 2006, che stabilisce la posizione da adottare a nome della Comunità europea in merito alla proposta di modifica dell’allegato A della Convenzione europea sulla protezione degli animali vertebrati utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici. L 158, 10 giugno 2006. 2006/405/CE. Decisione della Commissione, del 7 giugno 2006, che modifica le decisioni 2005/710/CE, 2005/734/CE, 2005/758/CE, 2005/759/CE, 2005/760/CE, 2006/247/CE e 2006/265/CE per quanto riguarda alcune misure di protezione relative all’influenza aviaria ad alta patogenicità (1). 2006/406/CE Raccomandazione della Commissione, del 7 giugno 2006, che stabilisce linee guida sull’uso di dichiarazioni relative all’assenza di sperimentazioni animali, ai sensi della direttiva 76/768/CEE del Consiglio (1).


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RUBRICA LEGALE

Strutture e requisiti minimi

di Maria Teresa Semeraro Avvocato, Bologna

In un ambulatorio veterinario si possono ricoverare animali? L ’Accordo in esame è quello sulle strutture veterinarie intercorso il 26.11.2003, in sede di Conferenza Stato-Regioni, “tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la definizione dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi richiesti per l’erogazione delle prestazioni veterinarie da parte di strutture pubbliche e private”, come recita l’epigrafe dell’Accordo medesimo. Ai sensi dell’art.1 comma 2 lett.b) del suddetto Accordo “per ambulatorio veterinario si intende la struttura avente individualità ed organizzazione propria ed autonoma in cui vengono fornite prestazioni professionali, con l’accesso di animali, da uno o più medici veterinari, generici o specialisti, senza ricovero di animali oltre a quello giornaliero.” Secondo l’art.1 comma 2 lett.c) del medesimo Accordo, invece, “per clinica veterinaria - casa di cura veterinaria si intende la struttura veterinaria avente individualità ed organizzazione proprie ed autonome in cui vengono fornite prestazioni professionali da più medici veterinari generici o specialisti e nella quale è prevista la degenza di animali oltre quella giornaliera”. Ciò significa che solo nella clinica veterinaria-casa di cura veterinaria è possibile il ricovero degli animali oltre quello giornaliero, con la conseguenza che, qualora si voglia contemplare, nella struttura, la possibilità di ricovero per più di un giorno, allora sarà necessario configurare la struttura medesima quale “clinica veterinaria” o “casa di cura veterinaria”, con il rispetto di tutti i requisiti previsti dall’Accordo 26.11.2003, in base al quale “la clinica veterinaria-casa di cura veterinaria individua un direttore sanitario medico veterinario. La clinica veterinaria-casa di cura veterinaria deve poter fornire un’assistenza medico - chirurgica di base e/o di tipo specialistico” (art.1 comma 2 lett.c). Ma che valore ha l’Accordo 26.11.2003? O meglio, cosa accade se una struttura non rispetta i requisiti previsti da tale accordo? Per poter rispondere occorre innanzitutto considerare che gli accordi come quello in esame sono atti di indirizzo politico-amministrativo, privi di efficacia immediatamente precettiva, dovendo essere recepiti dalle singole Regioni mediante un proprio atto, ovvero mediante legge regionale o regolamento. Sono accordi previsti dall’art.4 del D.Lgs. n. 281/97, in base al

quale “Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, in attuazione del principio di leale collaborazione e nel perseguimento di obiettivi di funzionalità, economicità ed efficacia dell’azione amministrativa, possono concludere, in sede di Conferenza Stato-Regioni, accordi, al fine di coordinare l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere attività di interesse comune”. Tali accordi, dunque, hanno sì una precisa portata obbligatoria, perché gli Enti che ne sono parte sono tenuti a conformare i propri ordinamenti agli obiettivi concordati in sede di Conferenza, ma possono creare un obbligo solo se - e nella misura in cui - ad essi le Regioni danno attuazione a livello normativo o amministrativo, con un proprio atto che diviene, questo sì, capace di obbligare i destinatari al rispetto delle proprie disposizioni. Nel caso di specie, al momento in cui scriviamo (maggio 2006) l’Accordo Stato-Regioni sulle strutture veterinarie è stato recepito da quasi tutte le Regioni (l’ultima in ordine di tempo è stata la Regione Piemonte, con Deliberazione della Giunta Regionale 24.4.2006 n.21-2685), e va precisato - per inciso - che in quasi tutti i casi le linee fondamentali ed i requisiti indicati dall’Accordo sono stati mantenuti dalle Regioni, le quali, nel recepire l’Accordo, il più delle volte hanno apportato modifiche soltanto secondarie, ed hanno inoltre previsto specifiche sanzioni per il mancato rispetto delle disposizioni contenute nell’atto regionale di recepimento. Innanzitutto, infatti, non va dimenticato che quando una struttura cambia tipologia - ad esempio da ambulatorio vuole divenire clinica - allora è necessario il rilascio di una nuova autorizzazione da parte dell’autorità competente, che nella maggior parte delle Regioni è il Sindaco. È bene inoltre ricordare che Regioni come, ad esempio, il Piemonte hanno inserito nel proprio atto di recepimento sanzioni in caso di mancato rispetto dei requisiti delle varie strutture. Facciamo un esempio proprio del Piemonte: la mancanza, in una clinica veterinaria, di alcuni requisiti, come ad esempio il locale adeguato e attrezzato (con box e/o gabbie) per la degenza degli animali, ovvero il locale separato per ricovero di animali con malattie trasmissibili comporta non solo il diniego dell’autorizzazione sanitaria per la struttura che la richieda per la prima volta, ma anche l’imme-

diata sospensione dell’attività nel caso che l’autorizzazione sia stata già rilasciata, con obbligo di adeguare la struttura medesima ai requisiti prescritti entro novanta giorni, pena la revoca dell’autorizzazione e la cessazione dell’attività. Identica sanzione - con termine di novanta giorni, o più, entro il quale adeguare la struttura ai requisiti richiesti - è prevista se ci sono stati limitati scostamenti dai requisiti prescritti. Ciò significa, continuando nell’esempio, che un ambulatorio veterinario nel quale si ricoverino animali oltre la giornata, sicuramente richiede il rilascio di una nuova autorizzazione, e -

se la struttura è priva dei suddetti locali, dei quali l’ambulatorio non è tenuto ad essere dotato - incorrerà anche in una delle sopraelencate sanzioni (revoca dell’autorizzazione o sospensione e/o cessazione dell’attività). Consiglio, inoltre, anche ai veterinari che esercitano la propria attività nelle Regioni che non hanno ancora recepito l’Accordo 26.11.2003 (come la Liguria o la Campania) di rispettare i requisiti previsti da tale Accordo. È infatti vero che la tutela della salute (cui è riconducibile il tema dei requisiti delle strutture veterinarie) appartiene alla competenza concorrente delle Re-

gioni, ma è anche vero che, in caso di struttura priva di qualcuno dei suddetti requisiti, un eventuale provvedimento da parte dell’autorità competente potrebbe trovare conferma in sede di giudizio amministrativo (TAR) - anche in mancanza di recepimento dal parte della Regione - se si tratta di requisiti riferiti a materie che vanno ad interferire con materie di competenza esclusiva dello Stato (come la tutela dell’ambiente) o con principi fondamentali che esulano dall’ambito della Regione o che determinano comunque una competenza “trasversale” (per esempio i requisiti in materia igienico-sanitaria). ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2006 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Malattie infettive dei gatti in Europa: nasce un comitato consultivo

di Maria Grazia Monzeglio

L’European Advisory Board on Cat Diseases fornirà linee guida soprattutto in tema di vaccinazioni stata annunciata il 28 aprile scorso la costituzione di un nuovo Comitato Consultivo sulle malattie dei gatti (European Advisory Board on Cat Diseases, ABCD) formato da diciassette esperti europei, conseguenza del fatto che, a causa di un’inadeguata applicazione dei programmi vaccinali, esiste una certa preoccupazione tra gli esper-

È

ti per la salute dei circa sessanta milioni di gatti che vivono in Europa. Una ricerca condotta tra oltre 30.000 proprietari di gatti in cinque nazioni europee ha evidenziato che quasi sei proprietari di gatti giovani su dieci non hanno vaccinato il proprio gatto, il 30% dei proprietari di gatti adulti non lo ha mai vaccinato e meno della metà lo vaccina regolarmente. Durante i re-

centi focolai di afta epizootica in Europa, la vista delle carcasse dei bovini abbattuti che bruciavano sottoforma di enormi pire ha provocato pubbliche proteste a favore della vaccinazione degli animali. Sorprendentemente, nel campo degli animali da compagnia sta succedendo l’opposto ed i proprietari spesso contestano la necessità della vaccinazione. Il professor Ma-

rian Horzinek, presidente del neonato ABCD ha detto: “La vaccinazione è divenuta vittima del proprio successo. I significativi benefici della vaccinazione si apprezzano con difficoltà, poiché le malattie sono ben controllate e quindi osservate raramente. Un obiettivo fondamentale di ABCD è quello di contribuire ad una maggior consapevolezza dell’opinione pubblica relati-

vamente alla prevenzione e al controllo delle malattie infettive dei gatti, promuovendo la vaccinazione come momento fondamentale della scelta responsabile di diventare proprietario di un gatto”. “Con la presenza di oltre 60 milioni di gatti in Europa vi è un’evidente necessità di linee guida basate su evidenze scientifiche per la prevenzione e la gestione delle principali malattie infettive feline, inclusi i protocolli vaccinali, la scelta dei vaccini come pure il rischio di eccessi vaccinali” ha aggiunto il professor Horzinek. I membri del Comitato sono veterinari provenienti da dieci nazioni europee, con esperienza in immunologia, vaccinologia e/o malattie infettive feline. Essi si prefiggono di redigere linee guida basate sulle attuali conoscenze scientifiche per la prevenzione e la gestione delle principali malattie infettive feline in Europa, quali panleucopenia, rabbia, leucemia felina, corizza, nonché sui recenti casi di influenza aviaria nei gatti. Definito anche “Serbatoio di conoscenza delle malattie feline”, il Comitato proporrà anche programmi di vaccinazione individuali da definire all’atto della visita sanitaria annuale del gatto, utilizzata al fine di valutare il rischio individuale di ciascun soggetto. Il professor Horzinek ha affermato che: “Un protocollo di vaccinazione dovrebbe essere basato su una decisione razionale presa da veterinari e proprietari di gatti e non dettata da informazioni raccolte su internet”. “Sebbene l’American Association of Feline Practitioners (AAFP) abbia già sviluppato raccomandazioni di questo tipo, in Europa si osservano significative differenze nell’incidenza delle malattie, virulenza dei ceppi, epidemiologia, vaccini disponibili, popolazione felina e suo stile di vita. Tutto ciò si rifletterà in maniera considerevole sulle valutazioni di ABCD”, ha affermato il dott. Jean-Christophe Thibault, Scientific and Technical Manager per i prodotti biologici della Merial in Europa, che è stato attivamente impegnato nella creazione di ABCD. La casa farmaceutica di prodotti veterinari Merial è impegnata nel supportare le attività in corso del Comitato. “Prevediamo di completare le linee guida sulle principali malattie infettive dei gatti entro il 2008. Come gruppo di scienziati, siamo orgogliosi della nostra indipendenza. Siamo molto grati a Merial, il cui supporto rende possibili le nostre riunioni” ha detto il prof. Horzinek. L’ABCD terrà incontri tre volte l’anno e ad ogni meeting prevede di discutere una o due delle principali malattie infettive dei gatti. Questa primavera, il Comitato si è riunito a Barcellona per formulare le linee guida sulla vaccinazione nei confronti della panleucopenia felina. Inoltre, ha anche costituito una task force per valutare i rischi e la gestione della possibile trasmissione al gatto dell’influenza aviaria dovuta al virus H5N1. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2006 DALLE ASSOCIAZIONI

Anfibi e pesci: nuove prospettive nella ricerca biomedica

di Cristiano Papeschi

Si è concluso a Cremona il II Convegno SIVAL i è tenuto a Cremona, lo scorso 27 maggio, il II Convegno SIVAL. Il tema dell’incontro sono state le specie animali “emergenti”, in particolare pesci ed anfibi, poco considerate nella ricerca biomedica fino a non molto tempo fa ma che promettono di diventare protagoniste nei laboratori scientifici del nuovo millennio. L’importanza di questi animali è legata da una parte alla necessità etica di utilizzare specie con il più basso sviluppo neurologico, come riportato dal D. L.vo 116/92, e dall’altra all’utilità di valorizzare modelli sperimentali sufficientemente predittivi, di facile gestione e con tempi di risposta rapidi. Il convegno è stato suddiviso in quattro sessioni tematiche, due dedicate agli anfibi e due incentrate sui pesci:

S

Anatomia e biologia degli anfibi Nella prima sessione, moderata da C. Papeschi (Università degli Studi della Tuscia, SIVAL) sono stati trattati i principi di base della biologia generale degli anfibi. D. Scaravelli (Università di Bologna, CITES) ha illustrato le particolarità anatomo-fisiologiche di alcune specie di uso comune nei laboratori di sperimentazione come lo Xenopus laevis ma accennando anche ad altre specie potenzialmente utili in ricerca. M. Millefanti (Libero Professionista, SIVAE) ha focalizzato l’attenzione sulle patologie di più frequente riscontro negli anuri e in alcuni caudati utilizzati sia a fini sperimentali che come animali da compagnia proponendo inoltre le terapie più efficaci ed innovative importanti sia per la salute ed il benessere degli animali che per la buona riuscita dei protocolli di ricerca. Gli anfibi nella sperimentazione La seconda sessione, moderata da F. Carù (Nerviano Medical Science, SIVAL), è stata focalizzata sulle specifiche problematiche degli anfibi utilizzati in ricerca biomedica. G.P. Milite (Tecniplast) ha affrontato l’aspetto gestionale delle colonie di Xenopus con particolare riguardo alle attrezzature di allevamento e al controllo ambientale sottolineando l’importanza di una corretta stabulazione sia ai fini del rispetto del benessere dell’animale sia della qualità dell’esperimento e della riproducibilità dei dati. M. Longo (Nerviano Medical Science) ha presentato alcuni degli attuali utilizzi dello Xenopus laevis in farmacotossicologia proponendo inoltre altre eventuali prospettive future di sviluppo di tale modello. Anatomia e biologia dei pesci La terza sessione moderata da A. Petrocelli (PRIMM, SIVAL) ha avuto come tema la biologia generale dei pesci. M. Gamberoni (Università di Bologna) ha illustrato in modo semplice e chiaro le particolarità di questa classe di vertebrati. M. Manera (Università di Teramo)

ha focalizzato l’attenzione a quelle patologie, tra le innumerevoli che si possono presentare nelle diverse situazioni di allevamento, che possono interessare animali che vivono in cattività ed in particolare negli impianti di acquacoltura, negli acquari e negli stabulari fornendo principi di terapia e profilassi indispensabili per la sopravvivenza

ed il benessere degli animali. I pesci nella sperimentazione Nella IV sessione, moderata da M. Fornasier (CTI, SIVAL) l’attenzione è stata rivolta alle specie ittiche maggiormente utilizzate nella sperimentazione, in particolare Brachiadanio rerio (Zebrafish). G.P. Milite (Tecniplast) ha presentato

l’aspetto legato alle attrezzature e la gestione ambientale illustrando le similitudini e le differenze con le attrezzature utilizzate per gli anfibi. M. Longo (Nerviano Medical Science) e M. Manera (Università di Teramo) hanno infine dato una panoramica delle possibilità di utilizzo di queste specie sia in farmacotossicologia che nel monitorag-

gio ambientale, individuando spunti interessanti per la valutazione del benessere animale nel corso della sperimentazione e prospettando i possibili sviluppi futuri. Alla fine del congresso si è svolta una tavola rotonda, moderata da F. Pancini (SIVAL), sul tema della “Valutazione del benessere di anfibi e pesci”. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2006

LETTERE AL DIRETTORE

Una guerra fra poveri Ogni qualvolta viene sollevata la questione della crisi in cui versa il settore veterinario dal punto di vista occupazionale, la stampa specializzata e personaggi autorevoli intervengono ad indicare quasi esclusivamente come causa l’eccessivo numero di laureati che le università italiane sfornano ogni anno. Questa tesi è sicuramente condivisibile,

come sono condivisibili le azioni volte ad intervenire sul piano legislativo affinché si inverta la tendenza. Tuttavia credo meritino di essere evidenziati altri aspetti che caratterizzano il mercato del lavoro veterinario ed in particolare le condizioni precarie offerte ai giovani colleghi qualora, non avendo la possibilità (o l’ardire) di avviare una struttura propria, si rivolgano a strutture già esistenti o a veterinari più anziani in qualità di collaboratori. Credo sia evi-

dente a molti, giovani e meno giovani, che spesso la qualità di vita del veterinario è compromessa dai ritmi ed orari di lavoro estenuanti: 12-14 ore di lavoro al giorno reclusi in clinica, senza conoscere pause nei fine settimana o ferie estive. Sembra legittimo chiedersi se veramente la domanda (in termini di clientela) sia così limitata come si vuol far credere o se piuttosto non sarebbe auspicabile una più equa ripartizione del lavoro. Mi spiego meglio, se ce ne fosse bisogno.

Se in una clinica lavorano quattro veterinari per sessanta (dico sessanta!) ore settimanali, lo stesso lavoro potrebbe essere svolto da sei colleghi che dedicassero (più umanamente) quaranta ore settimanali ed avremmo un 30% in più di veterinari occupati. L’altra nota caratteristica della carriera dei giovani veterinari sono le condizioni economiche precarie, a volte persino vergognose, che vengono loro offerte a fronte di un impegno richiesto come sopra descritto. E non sto parlando

Ormai ho imparato che le liberalizzazioni si fanno e non si dicono perché quando si annunciano non si fanno Pierluigi Bersani, Ministro dello Sviluppo Economico di neolaureati (che si sa devono rassegnarsi a lavorare gratis per 1 o 2 anni), ma di colleghi con 510 anni di esperienza alle spalle che non vedono in alcun modo riconosciuta la propria professionalità o che addirittura faticano ad arrivare a fine mese. Lungi dal voler essere esaustivo in proposito, propongo una riflessione sulle cause possibili di una simile situazione, cause che hanno radici anche nel passato ed in un contesto più ampio del solo settore veterinario. Sono cause che vedono coinvolti in prima persona i veterinari più anziani, coloro che hanno costruito la propria carriera e la propria fortuna in un momento di boom economico, praticamente in assenza di concorrenti e che oggi costituiscono i datori di lavoro e le rappresentanze sindacali di tutta la categoria. Non voglio togliere nulla alla loro capacità imprenditoriale, professionale ed al loro impegno, ma va considerato il fatto che, probabilmente, i margini di guadagno possibili 15-20 anni fa non lo sono più nella situazione odierna e che il tentativo forzoso di mantenerli crea inevitabilmente le aberrazioni che abbiamo sopra descritto. Concludo con un invito a tutti i giovani veterinari, che soli possono far emergere tutte le situazioni più o meno celate nelle pieghe del sistema, che possono e debbono dare il loro contributo per un riassetto del sistema che permetta a tutti di coltivare la comune passione per la professione veterinaria. Lettera firmata Caro collega, alcuni giorni fa abbiamo pubblicato i redditi medi dei Medici Veterinari (dati Enpav) riferiti all’anno di imposta 2004 confrontandoli con quelli di altre categorie professionali. 13.493 i Veterinari contro i 48.728 dei Dottori commercialisti, i 44.817 degli Avvocati o i 38.307 degli Ingegneri. Qualcuno in Vetlink li ha commentati dicendo che è impossibile ed evidentemente siamo presenti a situazioni di evasione fiscale. Può darsi che sia anche vero, non tutti i Veterinari dichiareranno il 100%, ma ti posso anche assicurare che nel confronto con le altre categorie, per quanto riguarda l’evasione fiscale, siamo agli ultimi posti. È vero, come dici tu, che chi è partito 20/25 anni fa ha avuto tempi d’oro ma se non è stato capace di investire in


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LETTERE AL DIRETTORE modo lungimirante nella professione (aggiornamento e struttura) oggi ha grossi problemi di concorrenza. I giovani, giustamente, cercano spazio e molti sono anche seri e preparati. Se guardiamo il reddito dei giovani a cui tu ti riferisci vediamo che fra i 25/29 anni è fermo a 6.158 euro e fra i 30/34 a 9.113. Decisamente poco per vivere dignitosamente se non si ha alle spalle una famiglia che può dare, ancora per anni dopo la laurea, un sostegno economico. Sempre osservando i dati dell’ENPAV i veterinari che dichiarano valori di reddito significativo, quelli che tu dici arrivati, sono qualche centinaio e sono quelli che hanno avuto il coraggio di investire tutto nel lavoro arrivando ad avere oggi strutture importanti in grado di offrire servizi di alto livello. Quelle strutture che sono sul territorio nazionale riferimento per tutti i colleghi che si trovano in difficoltà di fronte a casi clinici molto complessi. Non conosco la tua situazione personale ma credo che tu capisca che di fronte a questi livelli di reddito, al di là di situazioni particolari di reale sfruttamento ingiustificato, è difficile pensare di poter retribuire i collaboratori oltre certi livelli. Questo può capitare anche in strutture che in apparenza sembrano lavorare bene ma che per recuperare o mantenere la clientela applicano tariffe che alla fine

non sono remunerative. Purtroppo il numero dei clienti non sempre significa una buona redditività. Mi dici in queste condizioni e con questi livelli di reddito come può una struttura ridurre le ore di impegno lavorativo e aumentare il numero dei collaboratori? È il motivo per cui in Italia non ci sono Veterinari dipendenti di strutture private, avrebbero un costo insostenibile. Il problema di fondo, purtroppo, è sempre lo stesso: in Italia basterebbero 200/250 nuovi laureati ogni anno mentre sono 1200/1300. Da oggi al 2020 il numero dei veterinari aumenterà dell’80% mentre il fabbisogno occupazionale del 2/3%. Un confronto con la Francia che ha lo stesso numero nostro di animali da compagnia? Noi 6.500 ambulatori, loro poco più di 2.000. Le loro tariffe inoltre sono più alte e possono vendere di tutto liberamente raddoppiando il reddito professionale. L’ANMVI comunque ha sempre avuto attenzione ai giovani laureati. Ha avviato una commissione, che in verità non ha dato grossi contributi, ed ha deciso di organizzare degli incontri per confrontarsi con i giovani per analizzare i loro problemi che spesso sono diversi nelle varie regioni. Certamente ti contatteremo se hai voglia di dare un tuo contributo. Con un cordiale saluto. Carlo Scotti

ANMVI e FIMMG per l’informazione al cittadino nformazioni sulla sicurezza alimentare? Chiedi prima al veterinario o al medico di famiglia. Allegata a questo numero di Professione Veterinaria, i nostri lettori trovano la locandina che ANMVI e FIMMG hanno realizzato con il patrocinio del Ministero della Salute in circa 40.000 esemplari destinati a tutti i nostri lettori e agli ambulatori dei medici di famiglia. L’obiettivo è di far conoscere al pubblico il Piano di Comunicazione Continua al Cittadino che ha impegnato ANMVI e FIMMG ad una corretta divulgazione sui temi della sicurezza degli alimenti di origine animale. Il Piano, presentato alla stampa insieme al Ministero della Salute lo scorso mese di marzo, vede per la prima volta insieme i veterinari e i medici di famiglia a fare comunicazione diretta al cittadino, ad una sola voce, integrando le rispettive conoscenze su sanità animale e salute umana. Il Piano si basa sulla “divulgazione sul campo”, l’utilizzo del canale diretto con il cittadino per veicolare conoscenze basate su fonti scientificamente attestate, “tradotte” al pubblico per comprenderne le ricadute sul quotidiano. Il Piano di Comunicazione ANMVI-FIMMG è al servizio del cittadino e degli stessi medici e veterinari. www.anmvi.it www.fimmg.org

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Un nuovo servizio per i Medici Veterinari iscritti alle Associazioni Nazionali Federate ANMVI (AIVEMP - SCIVAC - SIVAE - SIVAL - SIVAR - SIVE)


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2006 CALENDARIO ATTIVITÀ 18 giu.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

20-23 giu.

CORSO SCIVAC Attenzione: Date evento modificate. CORSO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ASL 7 DI RAGUSA INCONTRO SIMIV

21-24 giu.

23 giu.

24 giu.

INCONTRO SIMEF / SIMIV

25 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA

25 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TOSCANA

25 giu.

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON HILL’S

26-28 giu.

SEMINARIO SCIVAC / SIMIV IN COLLABORAZIONE CON FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA DI TERAMO CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC E CLINICA CHIRURGICA VETERINARIA UNIVERSITA’ DI SASSARI CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC SICILIA INCONTRO REGIONALE AIVEMP ABRUZZO IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI PESCARA INCONTRO SIVE

26 giu.

30 giu. 2 lug.

7-9 lug.

1 set.

9 set.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

13-16 set.

ITINERARIO DIDATTICO SIVE / SCIVAC

14-16 set.

SEMINARIO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ASL 19 DI ASTI INCONTRO SIVAE

14-15 set.

16-17 set.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

21-23 set.

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC

23-24 set.

CORSO SCIVAC

23-24 set.

INCONTRO SIONCOV

23-24 set.

INCONTRO SICARV

24 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VENETO

24 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP INCONTRO SISCA

CORSO SCIVAC INCONTRO SCVI INCONTRO SIVE

24 set.

30 set. 1 ott. 30 set. 1 ott. 30 set. 1 ott.

30 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

1 ott.

INCONTRO SINUV

1 ott.

APPROCCIO DIAGNOSTICO ALL’ALOPECIA NEL CANE E NEL GATTO - Pomezia - Hotel Selene - Via Pontina km 30 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it PATOLOGIA CLINICA: II PARTE - BIOCHIMICA 1 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 25 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

PROFESSIONE la VETERINARIA

CORSO DI ECOGRAFIA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 29 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

L’HACCP NELLA FILIERA LATTIERO CASEARIA - Dipartimento di Prevenzione, Ragusa - Via G. di Vittorio, 59 - ECM: 7 Crediti - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it EMATOLOGIA CLINICA NEL CANE E NEL GATTO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - Email: socspec@scivac.it MEDICINA D’URGENZA: IL GATTO BIANCO, BLU E GIALLO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it QUANTI DETTAGLI CI SFUGGONO IN UNA RADIOGRAFIA ADDOMINALE? - Milano, Hotel Leonardo da Vinci - Via Senigallia, 6 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it AGGIORNAMENTI PRATICI IN RIPRODUZIONE DEL CANE E DEL GATTO: DALLA CHIRURGIA D’URGENZA ALLA CHIRURGIA PROSTATICA - Grosseto - Granduca Hotel - Via Senese 170 - ECM: 3 Crediti - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it APPROCCIO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO DELLE PRINCIPALI AFFEZIONI SURRENALICHE DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA - Università di Teramo - Facoltà di Med. Vet., Teramo - Piazza Aldo Moro, 45 - ECM: Crediti non previsti - Per info: Facoltà di Med. Vet. di Teramo - Fax + 39 0861 266971 - E-mail: aboari@unite.it CORSO REGIONALE BASE DI ORTOPEDIA - Sassari - Facoltà di Medicina veterinaria - Via Vienna, 2 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO REGIONALE BASE DI RADIOLOGIA - Ragusa - Istituto Zooprofilattico - c/a Nunziata Km 1.3 S.P 40 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it TECNICHE DI COMUNICAZIONE IN MEDICINA VETERINARIA - Centro Agroalimentare “La Valle della Pescara”, Cepagatti - PE - C.da Buccieri, 1 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it MACROREGIONE NORD ORIENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO - Sede da definire - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it MEDICINA COMPORTAMENTALE: II PARTE - DAL SEGNO CLINICO ALLA PATOLOGIA COMPORTAMENTALE: LA CLINICA COMPORTAMENTALE DEL CANE, GATTO, CONIGLIO, FURETTO, PSITTACIDI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

RIPRODUZIONE EQUINA: I PARTE - MANAGEMENT DELLA FATTRICE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it IL PACCHETTO IGIENE: UN NUOVO APPROCCIO ALLA SICUREZZA ALIMENTARE - ASTI - Asti - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it SECONDO SEMESTRE: “AGGIORNAMENTI IN MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI II” - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it CARDIOLOGIA: II PARTE - SEMEIOTICA CLINICA, PRINCIPI DI ELETTROCARDIOGRAFIA E RADIOLOGIA CARDIOLOGICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accr. Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it MALATTIE TRASMESSE DA VETTORI NEL CANE E NEL GATTO - Hotel Catalunya, Alghero - Via Catalogna, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA DELL’APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA (POA) Novotel Caserta Sud, Caserta - Strada Statale, 87 Sannitica - ECM: 8 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it L’OSTEOSARCOMA - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it APPROCCIO DIAGNOSTICO ALL’ALOPECIA NEL CANE E NEL GATTO - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it EPATOPATIE NEL CANE E NEL GATTO: DIAGNOSI TRATTAMENTO E PROGNOSI - Hotel Campanile Rivoli (TO) - C.so Allamano 153 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DECENNALE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA ORTOPEDICA - Milano - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it RICOSTRUZIONE E DEMOLIZIONE-RICOSTRUZIONE DEL MUSO NEL CANE E NEL GATTO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it MACROREGIONE NORD OCCIDENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO - Sede da definire - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it

Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

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TRATTAMENTI MEDICI E CHIRURGICI NELLE ZOPPIE DEL CANE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INSUFFICIENZA RENALE ANURICA VERSO OLIGURICA. APPROCCIO DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it

SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

In collaborazione con ASVAC

7 CREDITI

MALATTIE TRASMESSE DA VETTORI NEL CANE E NEL GATTO

23-24 Settembre 2006 Alghero, Hotel Catalunya

SEMINARIO NAZIONALE SCIVAC

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LAZIO


Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 22  

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