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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

Brevi CARREFOUR Fino al 18 giugno, presso gli ipermercati Carrefour di Assago e Carugate (MI), veterinari della SCIVAC daranno al pubblico consigli sulla salute ed il benessere dei pet. È una iniziativa di Purina e SCIVAC per una relazione matura e consapevole con gli animali.

ONAOSI Il giudice di pace di Velletri (RM) ha respinto il ricorso presentato da un gruppo di farmacisti contro gli avvisi di pagamento del contributo ONAOSI. Ne dà notizia la stessa Fondazione. Il giudice ha dichiarato “inammissibile e improcedibile” il ricorso.

CITES Niente imposta di bollo per i certificati di riesportazione Cites. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con risoluzione 70/E del 1 giugno. Le certificazioni di riesportazione rientrano tra i documenti doganali e sono esenti da imposta di bollo.

QUALIFICHE NELLA UE Il Consiglio dei 25 Ministri dell’Europa ha adottato la direttiva Zappalà sul reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali nell’ UE. Solo la Germania e la Grecia hanno votato contro, mentre il Lussemburgo si è astenuto. Gli Stati membri dovranno farla entrare in vigore entro due anni.

RINOTRACHEITE Diciotto bovini colpiti da rinotracheite infettiva, sono stati importati dalla Francia in Svizzera. Lo riferisce l’Ufficio federale di veterinaria, precisando che gli animali sono stati uccisi. Verso la metà dell’anno scorso, le condizioni d’importazione dei bovini provenienti dall’UE e dalla Norvegia sono state modificate: la Svizzera ha ottenuto speciali garanzie di sicurezza per le importazioni da paesi, come la Francia, in cui il virus non è ancora stato eradicato.

GALLINE GM Galline gm per pazienti oncologici che fanno uova ‘arricchite’ con un farmaco anticancro. L’annuncio è della Oxford Biomedica e del Roslin Institute di Edimburgo, dove nacque la pecora Dolly. Le modifiche genetiche fanno sì che nelle uova si accumuli un anticorpo contro il melanoma e in quantità tali da rendere questi animali le prime vere fabbriche di medicine economicamente vantaggiose.

LATTE DI PECORA Il latte di pecora è un importante fattore di prevenzione contro alcuni particolari tipi di tumore, soprattutto quelli al colon e alla mammella. Sono i risultati di una ricerca dall’equipe del professor Antongiovanni, del Dipartimento di Scienze Zootecniche dell’Università di Firenze: “Per alterare positivamente le proprietà del latte di pecora riferisce Antongiovanni - è stato sufficiente ristabilire una dieta a base di normale erba fresca, invece di foraggio conservato. In sostanza è bastato tornare alla natura, ossia far pascolare liberamente gli animali’’.

Se lo sai già... l'hai letto su @nmviOggi

www.anmvi.it

222005

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 2, numero 22, dal 13 al 19 giugno 2005

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Conferenza stampa FNOVI

“Non ci saranno altre facoltà” È questo l'impegno del Sottosegretario al MIUR, Maria Grazia Siliquini, alla presentazione del Libro Bianco A PAG. 3

DNA Zootecnico: incontro con il Sen. Agoni FNOVI, ANMVI e SIVAR hanno incontrato nei giorni scorsi a Brescia presso l’Ordine dei Medici Veterinari il Senatore Sergio Agoni, relatore del pdl unificato Agoni-Rollandin “Norme per l’indicazione e la registrazione elettronica degli ovini, dei caprini e delle fattrici bovine”. (v. Professione Veterinaria 20/2005 ndr) Nel corso dell’incontro Gaetano Penocchio, Alberto Casartelli, Marco Colombo e Giacomo Tolasi si sono confrontati con il Senatore ribadendo l’insostituibile ruolo del medico veterinario sia nell’ambito del controllo eseguito dal veterinario ufficiale che in ambito privato come direttore sanitario dell’azienda zootecnica, sottolineando che la certificazione relativa all’identificazione degli animali compete al veterinario. L’anagrafe, così come ipotizzato dal pdl prevede l’utilizzo di microchips inseriti in boli ruminali ed il contestuale prelievo di pelo che verrà stoccato in una banca genetica, accessibile in caso di necessità. Si è poi dissertato sul Veterinario d’Azienda, tratteggiando la figura di questo professionista, responsabile dell’autocontrollo in allevamento, così come delineata dalla FNOVI. Il Senatore Agoni, che tra l’altro conduce nel bresciano un’importante azienda dove vengono allevati bovini da latte, ha subito colto l’opportunità ed ha mostrato grande attenzione e disponibilità ad approfondire gli argomenti trattati.

Cursi chiede il Dipartimento “La FNOVI chieda al Ministro della Salute che si torni al Dipartimento della Veterinaria”. Intervenuto a Roma alla presentazione del Libro Bianco FNOVI/NOMISMA, il Sottosegretario alla Salute Cesare Cursi ha sollecitato la Federazione degli Ordini a chiedere al Ministro Storace di ricostituire il Dipartimento della Veterinaria all’interno del Dicastero della Salute. Sono molte le sfide alle quali dovrà andare incontro la veterinaria italiana, a partire dalla sicurezza alimentare che vede l’Italia in posizione strategica a livello europeo, sia per la presenza dell’EFSA a Parma, sia per i livelli di controllo e sicurezza raggiunti nei confronti dei Paesi dell’allargamento a 25. Il Senatore Cursi, che ha annunciato la conferma delle deleghe per la veterinaria anche nel Berlusconi bis, ha ricordato l’apertura di un ufficio ministeriale nel capoluogo emiliano per i rapporti con l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, e sottolineato il livello di sicurezza e controllo delle produzioni nazionali, grazie ai servizi veterinari nostrani. “La BSE è un ricordo” - ha dichiarato Cursi, sottolineando anche il suo personale impegno per l’anagrafe bovina ed il riallineamento della Banca Dati Nazionale, oggi attestato al 90,6%. Dati, secondo il Sottosegretario alla Salute, che giustificano la preoccupazione dell’Italia affinché gli standard di sicurezza alimentare faticosamente raggiunti non vengano minacciati dai Paesi che hanno fatto da poco il loro ingresso in Europa, ma al contrario tali livelli costituiscano un riferimento per l’innalzamento della sicurezza dei prodotti alimentari dei Paesi PECO. Ma la veterinaria nazionale non deve solo impegnarsi sul fronte europeo. In fatto di sicurezza alimentare, per il Senatore “le Regioni non devono andare per conto loro”. Polemico nei confronti dell’ipotesi di una Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare, il Senatore ha ribadito ieri l’importanza di un unico coordinamento e di un unico sistema per la sicurezza alimentare centrato sulle competenze del Ministero della Salute e della veterinaria. La richiesta di ricostituire un Dipartimento si lega anche a queste necessità. Dal 2003, il Ministero della salute, con il suo nuovo regolamento (DPR 28 marzo 2003, n.129) si è riorganizzato in 3 dipartimenti. La veterinaria ha perso il Dipartimento Alimenti, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria ed è collocata all’interno della Direzione Generale di Sanità Pubblica Veterinaria e degli Alimenti.

Il Sottosegretario al Ministero dell'Università Maria Grazia Siliquini

PER LA VETERINARIA CI VUOLE UN MIRACOLO artedì 7, a Roma, in una bellissima sala del Palazzo Torlonia, si è tenuta la conferenza stampa della FNOVI per la presentazione del "Libro Bianco della professione veterinaria in Italia". Il libro riporta i risultati di una indagine svolta dalla Nomisma di Bologna per conto della Federazione. È giusto dire subito che la pubblicazione è di grande interesse in quanto approfondisce tutti gli aspetti del settore veterinario evidenziandone i punti di maggiore criticità. Un doveroso complimento quindi ai tre colleghi, componenti del Comitato Centrale della FNOVI, che hanno seguito con grande impegno sia la ricerca sia la pubblicazione del libro: Lazzarini, Penocchio e Vezzoni. Alla conferenza stampa, oltre alla rappresentanza di tutto il mondo veterinario, sono intervenuti esponenti politici ed istituzionali per noi particolarmente significativi in quanto riferimento da tempo di molte nostre richieste: il Sen. Cesare Cursi, Sottosegretario alla Salute, la Sen. Maria Grazia Siliquini, Sottosegretario al Miur, l'On. Gianni Mancuso, il Direttore Generale della Sanità Veterinaria, Dr. Romano Marabelli, il Presidente dell'ENPAV, Dr. Alessandro Lombardi. A tut-

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te queste autorità il collega Giuliano Lazzarini ha illustrato i dati principali della ricerca evidenziando gli aspetti di maggiore criticità e di conseguenza le proposte e le richieste che la FNOVI presentava agli interlocutori presenti. Possiamo ricordarne alcune: difesa degli spazi occupazionali, nuovi ruoli e competenze riservate ai veterinari, maggiori assunzioni da parte del settore pubblico, regolamentazione e definizione dei rapporti di precariato, riduzione del numero di facoltà o corsi di laurea in medicina veterinaria, riduzione del numero programmato, blocco e graduale eliminazione dei corsi di laurea breve, tirocinio post laurea per accedere all'esame di Stato. Tutti punti di grande importanza di fronte ai quali vi sono state soltanto espressioni di ampia condivisione da parte delle autorità coinvolte che hanno risposto, anche, con un chiaro impegno ad affrontare tutti i problemi evidenziati. Nel breve saluto di apertura il Presidente della FNOVI ha ricordato di aver richiesto anche al nuovo Papa un'udienza per i rappresentanti del mondo veterinario. Forse pensa che soltanto un miracolo possa risolvere i problemi della veterinaria italiana. ■

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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2005 ATTUALITÀ

Conferenza stampa FNOVI il 7 giugno a Roma

Il Libro Bianco sul tavolo dei Ministeri I dati di Nomisma e FNOVI convincono Università e Salute a rivedere la programmazione universitaria “Quella delle lauree brevi è stata un’operazione demagogica”. Esordisce così, con una valutazione “da politico”, il sottosegretario all’università Maria Grazia Siliquini alla presentazione del Libro Bianco sulla Professione Veterinaria, avviandosi verso un intervento molto netto nei confronti delle lauree triennali e delle “rigidità del sistema universitario”. La Riforma-Zecchino, dal nome del ministro che ha introdotto le lauree brevi, sarebbe stata ideata, secondo la Siliquini, “per risolvere il problema dei fuoricorso”, ma ora è “necessario razionalizzare il percorso universitario ai fini dell’ingresso nel mercato del lavoro”. Parla con cognizione di causa il Sottosegretario al MIUR, subito dopo le relazioni dell’amministratore delegato di Nomisma, Riccardo Deserti, e del Consigliere FNOVI Giuliano Lazzarini, durante le quali si è mostrata partecipe e attenta; inforcando a più riprese gli occhiali per infittire i suoi appunti, seguendo la progressione dei dati sulla sua copia del Libro Bianco, la Siliquini ha spesso annuito durante i passaggi cruciali dell’intervento di Lazzarini che ha scandito le richieste della Federazione. “Questa ricerca è una iniziativa encomiabile - ha detto la senatrice- che collima con problematiche espresse da altre professioni ai numerosi convegni ai quali ho partecipato”. L’eccesso di laureati, di professionisti e di concorrenza di basso profilo vengono lamentate da tutto il mondo professionale, ma in veterinaria- e la stessa Siliquini è pronta a riconoscerlo- sono più gravi che altrove. L’anomalia è presto detta: un sistema universitario che ha moltiplicato le facoltà, diplomato cifre spropositate di laureati rispetto ai fabbisogni e che ha contribuito alla creazione di dati paradossali: in Europa 1 veterinario su 6 è italiano. “Non sapevo che la veterinaria avesse questa leadership in Europa”, commenta con tono preoccupato la senatrice. Questa anomalia trova linfa in un altro vizio del sistema accademico nazionale, la sua rigidità e la sua chiusura in se stesso. ”Il mondo universitario contrappone degli sbarramenti alle possibilità di rimetterci mano”; anche per questo le lauree brevi non sono state scardinate: “abbiamo trovato la riforma-Zecchino ad inizio legislatura, quando era appena stata avviata e questo ci ha impedito di fare un’altra riforma ricominciando tutto da capo; la riforma che ci siamo ripromessi è una svolta, senza buttare via tutto”. Si riferisce al percorso ad Y il Sottosegretario, un sistema che vuole rappresentare “una differenzia-

Le richieste della FNOVI l Consigliere Giuliano Lazzarini (foto) ha illustrato alle autorità presenti le proposte che la Federazione ritiene di avanzare per superare la crisi del nostro settore. In primis, limitare il numero degli iscritti alle facoltà di medicina veterinaria, diminuendo quindi ulteriormente il numero di accesso, e diminuire il numero di facoltà riconvertendone alcune in Scuole di Specializzazione. Inoltre, le caratteristiche del settore ed ancor più le esigenze del mercato suggeriscono una modifica dell’accesso alla professione, anche in riferimento alla annunciata volontà politica di addivenire ad una riforma degli esami di Stato. In tal senso si ipotizza l’istituzione di un esame che certifichi, oltre che il possesso delle conoscenze anche il possesso di abilità professionali o almeno delle attitudini per l’esercizio di queste abilità. Al tempo stesso, per fluidificare l’inserimento dei neo-laureati nel mondo del lavoro, per poter contare su nuovi professionisti con maggiori abilità cliniche e per poter rafforzare il rapporto tra università, imprese e professione, pare opportuno introdurre un periodo di praticantato post-laurea. L’indagine Nomisma-FNOVI ha verificato l’opinione dei veterinari in merito all’ipotesi di modificare le attuali caratteristiche dell’esame di Stato e di introdurre un periodo di praticantato. Il 64,6% e 77,7% dell’insieme degli intervistati si dichiara rispettivamente d’accordo con le proposte, favorendo quindi l’individuazione di nuovi percorsi di riforma in tal senso. Non da ultimo la FNOVI chiede di abbandonare la strada delle lauree brevi. E oggi: cosa fare dell’attuale assetto universitario? 1. Migliorare le facoltà esistenti (3 sole su 14 rispettano gli standard europei), riconvertendone diverse in scuole di specialità; 2. istituire una Autorità di Valutazione indipendente dagli Atenei; 3. Adeguare la formazione universitaria alle attuali e future esigenze del mercato, creando figure professionalmente abili, con buona esperienza clinica e ottime conoscenze di base; 4. Evitare di generare profili professionali che il mercato non potrà mai recepire, poiché è ingiusto ed illogico indirizzare energie verso illusioni prive di ogni seria prospettiva occupazionale; 5. Qualificare e distinguere la formazione del professionista veterinario per evitare che si generino professioni fantasma o ancor peggio professioni a rischio, riducendo inoltre la competizione esterna di altre figure professionali (biologi, chimici...).

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Da sin. Maria Grazia Siliquini, Cesare Cursi e Romano Marabelli zione tra chi fa il triennio e chi fa il quinquennio”. Il prototipo di questa visione è Giurisprudenza, “dove non c’ è possibilità di confusione fra i ruoli professionali e nel corso di laurea ci sono nuove materie come la deontologia e l’informatica”. Più discipline professionalizzanti insomma, perché “è il mondo professionale e non il mondo accademico a dover fornire gli spunti per la riforma universitaria, verso un tirocinio e un esame di stato seri”. Lo scollamento c’è ed è innegabile e alla Siliquini non piace: “l’eccesso di rigidità dell’università è una critica che mi sento di condividere, d’altra parte nella scorsa legislatura era vista come una torre d’avorio e appena può l’università cerca di riprendersi questa visione”. Un tavolo interministeriale A questo punto dei lavori fa il suo ingresso in sala il Sottosegretario alla Salute Cesare Cursi che nel suo intervento dirà “non sono d’accordo con le triennali”;poco

dopo prenderà la parola il Direttore Generale alla Sanità veterinaria Romano Marabelli che aggiungerà: “bisogna chiedere all’università di darci facoltà che ci consentano di essere una professione unitaria e non troppo differenziata”. Il Libro Bianco, non c’è dubbio, ha colto nel segno ed ha aperto la strada ad un tavolo interministeriale. “Se ci date un supporto - ha assicurato la senatrice- con questo studio potremo spingere in questa ottica evitando la produzione di figure professionali che non trovano corrispondenza nel mercato del lavoro”. Cursi è d’accordo: “fate la proposta di un tavolo permanente da sottoporre al Ministro Storace”. Ministero dell’Università, della Salute, FNOVI e accademia veterinaria si potranno presto trovare attorno ad un tavolo per razionalizzare l’offerta formativa universitaria e rivedere la programmazione per l’accesso. Sarà anche l’occasione per trovare la risposta ad una domanda rimasta in


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sospeso nel corso della conferenza stampa: quali sono, ha infatti chiesto il segretario FNOVI Aldo Vezzoni, i criteri con i quali finora il Ministero della Salute ha dato indicazioni al Miur per stabilire il numero programmato ai corsi di laurea in medicina veterinaria? La materia non è competenza delle autorità presenti. Comunque sia, la Categoria adesso ha dati, statistiche, proiezioni e numeri dai quali sarà difficile prescindere.

E Catanzaro? L’intervento del Sottosegretario Siliquini è stato molto apprezzato dalla platea: nella sala di Palazzo Torlonia erano presenti i vertici della veterinaria: il Comitato Centrale della FNOVI, l’on. Gianni Mancuso, il Presidente dell’ANMVI Paolo Bossi, il Presidente dell’ENPAV Alessandro Lombardi, il Segretario Nazionale del SIVEMP Aldo Grasselli, il Prof. Agostino Macrì dell’ISS, molti presidenti di Ordine, direttori di IZS, Colleghi e

naturalmente la stampa. Solo un passaggio dell’intervento della Siliquini non è sembrato sufficientemente esplicito, quello sulla proliferazione delle facoltà. Il rilievo è stato posto dal Direttore dell’ANMVI, Antonio Manfredi che ha chiesto la parola per far presente che il corso di laurea di Catanzaro è stato attivato da questo Governo e che si vocifera di altre possibili nuove facoltà. Su questo punto la senatrice ha replicato con inizia-

le difficoltà: “Questo è stato fatto ad inizio del percorso di questo Governo, sicuramente c’erano stati degli atti che erano già impostati”. Ma è bastata la dichiarazione finale, quella con cui si è congedata dalla sala a ristabilire la sintonia fra il Sottosegretario e i dati del Libro Bianco: “adesso c’è il tempo per le riflessioni - ha concluso - e posso dirvi che non ci saranno altre facoltà in Italia”. Applausi! ■

Una professione unitaria el corso della conferenza stampa della FNOVI, il dottor Romano Marabelli - Direttore Generale di Sanità Pubblica Veterinaria e degli Alimenti - ha preso la parola per sottolineare che “i due sottosegretari hanno sintetizzato una posizione molto chiara: il fatto che l’unità della professione è una forza e non una debolezza”. Per il Direttore Marabelli, le nuove regole internazionali “militano per una integrazione della veterinaria pubblica e della veterinaria privata, perché ci sono settori interdisciplinari”. Va ricercata “una unitarietà nella filiera” con il veterinario di fiducia dell’allevatore e con il veterinario pubblico. E lo stesso principio di coesione ed uniformità va trasferito in Europa, conparticolare riferimento alle attività per la sicurezza alimentare. “C’è un’Europa a troppe velocità - ha osservato Marabelli - e non possiamo presentarci con un Paese disordinato, l’Italia deve essere trainante ed avere un sistema uniforme attorno al quale le Regioni esprimono la loro specificità. Ma ci vuole un sistema forte”. L’attuale progetto di legge per la riforma del Titolo V della Costituzione attribuirà esplicitamente allo Stato la competenza esclusiva sulla sicurezza alimentare. La vigente Carta Costituzionale invece non prevede questa attribuzione. Da qui si comprende la preoccupazione del Ministero della Salute affinché il nostro Paese non sia impreparato nei confronti delle sfide imposte dall’allargamento ai paesi Peco e manchi di coordinamento interno. Il Direttore Marabelli ha anche annunciato che entro luglio una prima bozza del Piano Sanitario Nazionale sarà presentata al Consiglio dei Ministri, per avviarsi successivamente verso l’esame in Conferenza StatoRegioni e in Parlamento.

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ECM in stallo: Storace e Cursi non si sbilanciano Nessuna novità nemmeno dalla Conferenza Stato Regioni ra stata fissata per il 30 maggio la data di prima attuazione dell’intesa sul nuovo Piano Nazionale per l’ECM. Ma nel corso dell’ultima seduta, la Conferenza Stato Regioni non se n’è occupata. Lo stesso Ministero della Salute si limita a dichiarazioni di massima. Di ECM e delle sue disfunzioni sono stati sollecitati a parlare, in due diverse occasioni pubbliche, sia il Ministro Storace che il Sottosegretario Cursi, ma senza significativi passi in avanti.

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“Stiamo lavorando” Il Ministro se n’è occupato il 25 maggio durante la sua prima audizione in Commissione Affari Sociali alla Camera, in risposta alle dichiarazioni dell’On Eolo Parodi (FI): “voglio parlare del tema della formazione - ha detto il responsabile di Forza Italia per la Sanità a Storace- che viene chiamata educazione continua in medicina, ma io non ne sono soddisfatto. Lo ribadisco, l’ho sempre criticata, e credo che sia da rifondare. Non sono crediti da dare in funzione delle amicizie, o di congressi, ma è qualcosa di continuo - ha concluso Parodi -, che bisogna fare e che interessa lo Stato”. La replica del Ministro è stata questa: “Mi ha particolarmente interessato la questione della formazione, dell’ECM. Come sapete, anche questa questione, che si trascina da tempo, fu oggetto di un’audizione del ministro Sirchia in questa Commissione. In quell’occasione, il mio predecessore rispose ad una domanda su questo argomento. Per quanto mi riguarda, resto al punto introdotto allora dal ministro Sirchia, anche perché l’accordo di marzo raggiunto nella Conferenza Stato-regioni ci impegna ad un’iniziativa legislativa. Noi dobbiamo definire una normativa, sulla quale stiamo lavorando in questi giorni, che consenta di dare maggiore certezza a questo settore e, soprattutto, la trasparenza necessaria”. “Credito d’imposta” La seconda pubblica apparizione del tema ECM si è avuta sempre a Roma, in occasione della presentazione del Libro Bianco della professione veterinaria: durante la conferenza stampa indetta dalla FNOVI, il Sottosegretario Cursi ha parlato di educazione continua, ricordando di essere stato un sostenitore della veterinaria all’interno della Commissione Nazionale ECM affinché avesse un proprio rappresentante. Attualmente infatti, la veterinaria può contare su un proprio Commissario designato dalla FNOVI, il Collega Gaetano Penocchio. Cursi ha anche fatto riferimento alla “selezione dei provider” e ai criteri per l’accreditamento presso il Ministero della Salute per l’erogazione di eventi

ECM, insistendo sulla necessità di porre dei “paletti” all’esorbitante offerta formativa che il settore medico ha conosciuto dopo l’introduzione del sistema ECM in sanità. Disponibile alle domande della platea, Cursi è stato raggiunto da due domande del Direttore dell’ANMVI Antonio Manfredi che

ha chiesto chiarimenti su due questioni irrisolte: l’obbligo dei liberi professionisti e il recupero fiscale dei costi ECM per i medici veterinari. “Le ricordo, Senatore ha esordito Manfredi - che il sistema ECM sino ad oggi è stato una buffonata ed inoltre non esiste alcuna normativa che obblighi i li-

beri professionisti all’ECM. Non è ora che si faccia chiarezza?” “Costa poco fare un emendamento - ha risposto Cursi - ma poi in cambio ci chiedete il credito d’imposta”. “Nessuno chiede che sia reso obbligatorio- ha replicato Manfredi - ma ci sembra logico che se obbligate i liberi professio-

nisti poi vi si chieda il recupero fiscale dei costi dell’aggiornamento”. Ma allora perché avete insistito per avere un veterinario nella commissione ECM? - ha contestato Cursi - dimenticando però che l’obbligo ECM per i veterinari pubblici esiste e non è mai stato messo in discussione... ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2005 OSSERVATORIO FARMACO

DM 306 e informatori scientifici “di umana” È normale che un informatore farmaceutico “umano” faccia visita a un medico veterinario? È vero che l’art. 19 del DM 306/2001 tratta solo di campioni di farmaci veterinari, ma lo stesso decreto, come il D.Leg. 119/1992, permette l’utilizzo di farmaci ad uso umano... data l’assenza di altra disposizione di esplicito divieto anche i cam-

pioni di farmaci ad uso umano sono cedibili alle strutture veterinarie? Sul problema degli informatori di umana la situazione, a mio avviso, è completamente diversa. È vero che il DM 306 ci consente di utilizzare il farmaco umano quando non ne è disponibile in confezione ad uso veterinario, ma è anche vero che la legge sull’informazio-

ne dei farmaci richiede che essa venga esercitata, per ciascun farmaco, secondo quanto stabilito dall’autorizzazione all’immissione in commercio (AIC). Poiché l’AIC riguarda anche le informazioni contenute nel foglietto illustrativo che comprendono le indicazioni e le posologie, è chiaro che se un farmaco è registrato per l’impiego nell’uomo può essere pubbliciz-

zato e promosso solo per l’uso nell’uomo e per le indicazioni approvate dall’AIC. Del resto come potrebbe un informatore di umana fornire al medico veterinario le nozioni su eventuali indicazioni e controindicazioni all’impiego veterinario su medicinali che non sono registrati a questo scopo? Pertanto al medico veterinario è concesso di poter utilizzare, an-

a cura di Aldo Vezzoni

che se in via eccezionale, il farmaco ad uso umano, ma non gli è consentita la propaganda farmaceutica. Egli deve poter conoscere l’esistenza di questi medicinali attraverso una ricerca che parte dalla necessità di disporre di un determinato farmaco non presente tra i medicinali ad uso veterinario e conosciuto attraverso l’aggiornamento scientifico. ■

Il ruolo del veterinario buiatra nell’ambito delle nuove sfide imposte dalla filiera agroalimenatre bovina l 25 giugno la Delegazione Regionale SIVAR Veneto organizza a Fontane di Villorba, Treviso una giornata di approfondimento sul ruolo del veterinario buiatra nell’ambito delle nuove sfide imposte dalla filiera agroalimentare bovina. La politica agricola europea, le norme sulla sicurezza alimentare e il benessere degli animali allevati stanno profondamente condizionando le produzioni zootecniche e la filiera agroalimentare. Il veterinario che si occupa di animali da reddito può essere un protagonista di questo cambiamento se accetta di sviluppare entrambi i ruoli che gli appartengono. Come tecnico di sanita’ animale, deve percepire e applicare le evoluzioni della ricerca scientifica; come tecnico delle produzioni animali deve promuovere e ottenere nuovi standard quali - quantitativi che valorizzino i prodotti di origine animale dal punto di vista igienico-sanitario, nutrizionale e organolettico. Relatori dell’incontro: Antonio Alberton, Luigi Bertocchi, Paolo Camerotto, Giancarlo Coghetto, Stefano Gianazza, Pietro Giuriolo, Giuseppe Pradella, Carlo Angelo Sgoifo Rossi, Luigino Tondello. L’incontro è libero e gratuito per tutti i medici veterinari. L’attestato ECM è riservato ai soci SIVAR-AIVEMP in regola con la quota associativa 2005. L’iniziativa ha ottenuto dal Ministero della Salute 4 crediti formativi.

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Per ulteriori informazioni: Segreteria SIVAR, Tel. 0372-40.35.39, Fax 0372-40.35.54, Email: info@sivarnet.it

4 CREDITI


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James Herriot e le tartarughe marine

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Direttore Sanitario Centro di Recupero Tartarughe Marine di Linosa

Il Centro Recupero Tartarughe di Linosa

Riserve non santuari

Linosa, uno degli ultimi siti di nidificazione per la tartaruga comune (Caretta caretta) in Italia, è stato allestito un Centro di Recupero per le tartarughe marine, realizzato nell’ambito del progetto “Azioni urgenti di conservazione di Caretta caretta nelle Isole Pelagie”, finanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma LIFE NATURA. Le attività di ricerca, recupero, conservazione, informazione e sensibilizzazione del pubblico e della popolazione locale, vengono svolte dallo staff del Centro in accordo con gli obiettivi generali proposti dal progetto. In particolare il Centro è la base operativa per tutte le attività di recupero, cura, analisi e rilevamento dei dati sulle tartarughe marine e per la sperimentazione di sistemi per la riduzione delle catture accidentali negli attrezzi da pesca. A questo scopo la struttura che ospita il Centro, messa a disposizione dal Comune di Lampedusa e Linosa, è stata suddivisa in tre aree: lo studio veterinario con attrezzature specialistiche e vasche di stabulazione, per la cura e riabilitazione delle tartarughe ferite o malate; l’area destinata a laboratorio, dalla quale i ricercatori tengono sotto controllo sia la spiaggia di deposizione, sia le condizioni meteorologiche che la condizionano; infine la zona dedicata all’informazione ed alla divulgazione rivolta ai visitatori. Nel Centro è attivo anche un sistema SOS-Tartarughe, con il quale è possibile mantenere un contatto continuo con i pescatori locali e in questo modo recuperare le tartarughe in difficoltà. Durante il periodo estivo il Centro di Linosa diventa anche la base operativa per il controllo e il monitoraggio della spiaggia dove solitamente avvengono le deposizioni; un sistema di telerilevamento all’infrarosso installato su questa spiaggia è in grado, infatti, di rilevare l’eventuale presenza di tartarughe anche di notte e avvisare i ricercatori direttamente all’interno del Centro. Le medesime attività di primo soccorso per le tartarughe marine in difficoltà, vengono effettuate anche a Lampedusa grazie agli spazi e al personale messi a disposizione dal Centro Ricerca Delfini, nato dalla collaborazione tra il Settore Conservazione Natura del CTS e l’Assessorato Territorio e Ambiente della Provincia di Agrigento.

l Progetto Caretta-caretta è un progetto per la conservazione della tartaruga marina nelle Isole Pelagie, sostenuto dal programma Life Natura della Commissione Europea, L’obiettivo è quello di realizzare interventi urgenti per la conservazione della popolazione residua di Tartarughe marine Caretta caretta all’interno di due Siti di Importanza Comunitaria (SIC) della Regione Sicilia: l’Isola di Linosa e le Isole di Lampedusa e Lampione. La sfida è di favorire la conservazione della biodiversità e non la creazione di “santuari naturali” in cui qualsiasi attività umana sia sistematicamente proibita; infatti la tutela della biodiversità può richiedere anche la permanenza o la promozione di alcune attività antropiche. Il Progetto nasce da una reale e urgente esigenza di conservazione, in quanto la specie è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo e ormai al limite dell’estinzione nelle acque territoriali italiane. Le isole di Linosa e di Lampedusa, comprese peraltro nella Riserva Marina delle Isole Pelagie (DL. 979/82), sono da tempo, infatti, gli ultimi siti in Italia in cui la presenza di ovodeposizioni da parte di alcuni esemplari è documentata e certa (11 nidi nell’Isola di Linosa e 7 a Lampedusa negli ultimi 4 anni).

A el 1996, mentre ero ancora studente della facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia, mi recai per una vacanza sull’Isola di Linosa nell’Arcipelago delle Pelagie. Lì ebbi modo di conoscere quell’isola meravigliosa che è Linosa e i Naturalisti dell’Associazione “Hydrosphera” fondatori del Centro di Recupero Tartarughe Marine e soprattutto le tartarughe marine. Entrai in contatto con questi meravigliosi animali per la prima volta …e fu amore a prima vista!!! Laureatomi, iniziai a frequentare il Centro come volontario, affiancando il collega che allora ne aveva la Direzione Sanitaria, il Dott. Ludovico Pozzi e il suo assistente, il Dott. Alessandro Valentini, entrambi di Roma. Il Centro di Recupero, già dal 1999, fruiva del sostegno della Comunità Europea nell’ambito del programma LIFE NATURA con il Progetto “Azioni urgenti di conservazione della Caretta caretta nelle Isole Pelagie (Sicilia)”, progetto promosso e coordinato dal CTS Ambiente di Roma. Lavoro ormai da qualche anno per il CTS Ambiente e attualmente ho la Direzione Sanitaria del Centro Recupero Tartarughe Marine di Linosa e del correlato Centro di Primo Soccorso di Lampedusa. Fin dall’inizio della mia Direzione Sanitaria, i miei sforzi sono stati rivolti verso la formazione di un gruppo di medici veterinari italiani che si occupino di tartarughe marine. Un gruppo in grado di confrontarsi e crescere di giorno in giorno, che sia capace, in concerto con le Università e gli Enti che collaborano ai progetti, di portare avanti ricerche scientifiche riguardo questi animali su più campi. La cosa che da sempre mi ha appassionato in questo lavoro, è la possibilità di agire al di fuori degli schemi della nostra categoria. Il nostro è un lavoro di gruppo; un gruppo in cui il medico veterinario è una figura come le altre, in grado di portare il proprio contributo nella salvaguardia di questa meraviglio-

di Paolo Arena

sa specie. Un modus operandi comune all’estero, ma ancora troppo poco diffuso in Italia, dove, ad esempio, in ambito accademico solo negli ultimi anni sono state introdotte discipline attinenti. Linosa, oltretutto, è un’isola speciale. Io la chiamo “l’isola che non c’è!”, perché lì tutto ha una dimensione surreale, perfino i quotidiani arrivano il giorno dopo. Un’isola in cui i rapporti umani sono molto forti e in cui è il vento a scandire il tempo, su scenari dai colori forti

sullo sfondo della pietra lavica. La presenza di un veterinario sull’isola per gli abitanti è un po’ una fortuna, abituati come erano a dover affrontare il mare pur di far visitare i propri beniamini in difficoltà. Così nel giro di pochi anni ho ormai visitato tutti gli animali dell’isola e nel periodo estivo non è raro che mentre passeggio in bicicletta mi scopro inseguito da un isolano in motoape con un cane in difficoltà sul cassone. Lì mi sento anch’io un po’ James

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Herriot e ritrovo tante delle motivazioni per cui decisi di iscrivermi al corso di Medicina Veterinaria. L’attività del Centro è garantita dalla collaborazione della marineria locale, frutto di un rapporto diretto di fiducia conquistato nel tempo e non senza difficoltà. Le tartarughe vengono recuperate dai pescatori, in particolare con i “palamiti” utilizzati per la pesca al pesce spada, in seguito a catture accidentali. Non di rado io e il naturalista responsabile del progetto, ci aggreghiamo agli equipaggi dei pescherecci e passiamo la notte in mare aperto in modo da garantire un’immediata azione di recupero dei soggetti eventualmente allamatisi. Altrimenti ogni mattina ci rechiamo al porto per recuperare i soggetti al rientro dai pescherecci. Per descrivere alcuni dei momenti che vivo lì, potrei parlare di quest’ultima stagione (2004), in cui abbiamo avuto tre nidificazioni. Due di queste deposizioni sono state

fatte da una stessa tartaruga che peraltro aveva già nidificato a Linosa nel ’98 e allora era stata marcata dal nostro gruppo. Stare carponi su quella spiaggia nera, di notte, di fronte ad una cala che sembra ritratta da un libro di fiabe, con il riflesso della luna sull’acqua, e improvvisamente trovarsi di fronte ad un animale così misterioso e affascinante, è un’esperienza da brivido. Il Centro è dotato di un ambulatorio veterinario di tutto rispetto, considerando la sede disagiata, nonché di diverse vasche per la degenza e la riabilitazione dei soggetti. Per sapere qualcosa di più sulla nascita del Centro di Recupero Tartarughe Marine di Linosa e su Hydrosphera e il CTS: http://www.progettocarettacaretta.it /prog_main.html http://www.cts.it/index.cfm?module=static&page=w&s=CentroRecupero

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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2005 INFO REGIONI

Bollino verde per gli allevamenti in Emilia Romagna li allevamenti suinicoli e avicoli che in Emilia Romagna rientrano negli standard dell’Unione Europea dovranno presentare, entro il 30 marzo 2006, domanda di Autorizzazione integrata ambientale (Aia). È quanto prevede la legge regionale n. 21 del 2004 in applicazione della direttiva comunitaria 96/61/Ce del 24 settembre 1996. La domanda di autorizzazione sarà rilasciata

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dalle Province di appartenenza. Ne dovranno fare richiesta gli allevamenti di grandi dimensioni, ovvero quelli che nel settore della suinicoltura hanno più di 2mila posti suino o 750 posti scrofe e per l’avicoltura quelli con oltre 40mila posti per il pollame. Dopo la presentazione della domanda, sarà compito di una commissione regionale, valutare le condizioni degli impianti e gli interventi da attua-

re per ridurre le emissioni inquinanti. Spiega Eugenio Lanzi, dirigente dell’assessorato all’Ambiente della Regione Emilia Romagna ad Agrisole: “Il comparto zootecnico che fino a oggi è stato quasi esente dalle autorizzazioni classiche, si trova, con questa richiesta di adempimento, catapultato in una normativa complessa, con l’emergenza di un gap di formazione e di informazione, sia degli alleva-

tori sia dei loro consulenti”. E sarà proprio la Regione, secondo quanto previsto dalla legge regionale, che dovrà attivare specifiche iniziative di formazione e aggiornamento professionale. La normativa prevede inoltre che, se dopo l’eventuale concessione dell’autorizzazione, gli allevatori dovranno adeguare gli impianti, gli interventi dovranno essere realizzati entro il 30 ottobre 2007. ■

A Roma un pronto soccorso 24 ore su 24 al 16 giugno a Roma aprirà un centro servizi per pet. Si chiama “Pet in time 24” ed è convenzionato con il Comune di Roma. La nuova agenzia specializzata nella cura degli animali (non solo cani e gatti ma anche rettili, conigli e altri animali esotici), garantirà l’assistenza sanitaria online agli animali che vivono in casa. E non solo. Tra i servizi anche un’ambulanza 24 ore su 24, consulenza medica con il videotelefono e trasporto di animali per la “pet-therapy”. Altro obiettivo del nuovo centro servizi è quello di favorire la divulgazione di informazioni per migliorare il benessere degli animali domestici. A tale scopo sono stati organizzati corsi di aggiornamento per veterinari, specialisti della toelettatura e agenti da addestrare contro i cani pericolosi. Inoltre è stata creata una banca dati online che consentirà di avere le informazioni sul proprio animale sempre disponibili. ANMVI Lazio si è da subito attivata per raccogliere ulteriori informazioni sui servizi del nuovo centro per valutare le caratteristiche dell'iniziativa e il rapporto con le attività private. (Fonte: Repubblica.it) ■

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PUGLIA

A Foggia l’authority per la sicurezza alimentare? a giunta regionale pugliese ha

L deciso di candidare ufficialmente Foggia a sede nazionale dell’Authority per la sicurezza alimentare. Soddisfazione per il Sindaco Orazio Ciliberti che ha affermato: “L’esecutivo guidato dal presidente Nichi Vendola, ha dato un segnale forte della precisa volontà di rilanciare il ruolo della Capitanata, partendo dai punti di forza del suo territorio. Un territorio che va visto come il tassello di un mosaico che comprende la Puglia e tutto il Mezzogiorno’’. “Adesso - auspica - occorrerà sostenere con determinazione ed impegno la candidatura di Foggia sui tavoli ministeriali, confidando anche in un raccordo con gli amici baresi, perché la designazione del capoluogo daunio, e quindi di una città della Puglia, rappresenterà un salto di qualità per l’intero sistema regionale’’. (Fonte: ANSA)

LAZIO

Corso nazionale per manager e quadri ASL l centro di formazione studi del-

Ila Funzione pubblica e del mini-

stero della Salute, Formez ha in progetto un piano formativo che prevede un corso nazionale per i manager e quadri della Asl. Obiettivo dare una formazione adeguata ai vertici delle aziende sanitarie, impegnati in sfide sempre più difficili per far coincidere esigenze di salute dei cittadini e quelle di ‘portafoglio’ delle Regioni. Ad annunciarlo Marco Bonamico, direttore generale del Formez e presidente della Federazione italiana aziende sanitarie ospedaliere (Fiaso). (Fonte: Adnkronos Salute)


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2005 INFO REGIONI

Un nuovo Testo Unico delle Leggi Sanitarie: occasione perduta o lavoro perso? A Cremona il 23° convegno di “Salute e Ambiente” ha dibattuto il problema, senza poter arrivare ad una conclusione ntanto che attendiamo chiarezza dal legislatore su devolution e legislazione concorrente o esclusiva, la burocrazia sanitaria del nostro Paese brancola nel buio tra una miriade di codici, regi decreti, leggi e leggine, di cui non si conosce l’attuale validità o i limiti di concorrenza; quindi, più che di una devolution vera, scapperebbe di dire che siamo nella confusion reale! E il Testo Unico delle Leggi Sanitarie del 1934 è un esempio da incorniciare, non sapendo se dobbiamo disfarcene o se ha bisogno di una semplice ma profonda riverniciata. Con questa considerazione si è concluso a Cremona, il 28 maggio scorso, il 23° convegno del Comitato Salute ed Ambiente che aveva come tema “Verso un nuovo Testo Unico delle Leggi Sanitarie”. L’argomento scaturisce da una domanda tanto semplice quanto disarmante: questo testo di settant’anni fa è ancora applicabile? Ebbene, spiace rilevare che nonostante un’intera giornata di dibattito nessuno abbia avuto il coraggio di dire: no, eliminiamolo! Infatti, tutti convengono sulla vetustà della legge, tutti affermano che una legge in più rispetto alle oltre centomila in vigore in Italia non fa altro che appesantire il sistema, tutti convengono che tra leggi europee, nazionali, regionali e locali nessuno è in grado più di districarsi ma nessuno ha il coraggio di fare il primo passo. Ci sono stati relatori che hanno pubblicamente dichiarato che le professioni sanitarie stanno passando sotto il rullo compressore dell’UE, che l’igiene del suolo è già materia delle amministrazioni locali, altri che hanno espresso soddisfazione per i nuovi regolamenti comunitari sull’igiene e la sicurezza degli alimenti ed altri ancora che hanno dichiarato che le norme sulla tutela della salute pubblica e dei lavoratori sono abbastanza garantiste, ma nessuno ha detto che è giunta l’ora di smetterla con la revisione di vecchi codici ormai desueti, sorpassati e resi anacronistici da nuove norme ed un linguaggio più snello e meno circonvoluto. Un relatore, che siede in Corte Costituzionale, ha persino rimarcato la recente pronuncia di incostituzionalità dell’ultima bozza, che ha costretto il governo ad una veloce retromarcia. Nel frattempo, però, da anni, prosegue incessantemente il lavoro di alcuni gruppi di “volontari”, che continuano a macinare proposte di legge di riordino. Nonostante tutto ciò, nessuno però ha avuto il coraggio di dire: basta, finiamola e cominciamo a

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sforbiciare nella miriade di leggi e leggine, adottiamo i regolamenti comunitari come base di partenza, poche norme nazionali come paletti a difesa delle tipicità del

nostro Paese e utilizziamo qualche linea guida delle amministrazioni pubbliche per eventuali prerogative localistiche. Ebbene, in tutto questo bailam-

me, medici e veterinari continuano a non sapere che farne del Regio Decreto 1265 del 1934; tutto ciò con buona pace degli operatori, che assomigliano sempre

più al famoso asino di Buridano, che morì di fame, non sapendo scegliere tra la biada della mangiatoia di destra o quella di sinistra! ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2005 ANMVI INFORMA

All’Italia la Vice Presidenza dell’UEVP S i sono svolte giovedì 2 giugno le elezioni per il rinnovo del Board UEVP. L’Assemblea della Union of European Veterinary Practitioners ha eletto a Nizza il nuovo Presidente, Christophe Buhot, che subentra a Remi Gellé. Tre i Vice Presidenti previsti dal regolamento elettorale. Fra i cinque aspiranti ad affiancare

Buhot sono stati eletti i candidati proposti da Svizzera e Germania ed il candidato dell’Italia, Marco Eleuteri delegato ANMVI in UEVP dal 2002. Con l’elezione di Eleuteri la veterinaria italiana si pone per la prima volta ai vertici dell’organismo direttivo dell’UEVP. Molte le questioni che il prossimo Board dovrà affrontare: dalla

formazione continua al cosiddetto “Acknowledge Vet” o veterinario riconosciuto. Per quanto riguarda l’aggiornamento, è stato proprio Marco Eleuteri a volere che si costituisse un Comitato sull’aggiornamento permanente post-laurea, con l’obiettivo di redigere un documento unitario della veterinaria pratica europea (CPD -

Continuing Postgraduate Development - Comittee). La premessa dei lavori del CPD (circa una decina di Colleghi membri dell’Assemblea e del Board UEVP) è che l’aggiornamento vada inteso come obbligo etico in ottemperanza al Codice Europeo di Buone Pratiche Veterinarie. Il gruppo traccerà inizialmente una panoramica euMarco Eleuteri

ropea per verificare i sistemi di aggiornamento permanente in medicina veterinaria adottati dai singoli paesi, in particolare quelli adottati con provvedimento normativo, come l’Italia, e quelli in cui l’aggiornamento è già inteso come requisito necessario per vedersi confermare l’abilitazione professionale. A livello europeo si stima che il minimo annuo di aggiornamento generale sia di 20 ore di frequenza scientifica e altre 20 ore di aggiornamento mirato, in forme diverse da quella residenziale (auto-aggiornamento e formazione a distanza). I principi e l’orientamento dell’aggiornamento dei veterinari europei saranno individuati da un Joint Policy Committee (JPC) creato da EAEVE e FVE. Sull’“Acknowledge Vet” è lo stesso Marco Eleuteri a chiarirne il significato in un editoriale firmato per Ippologia, la rivista ufficiale della SIVE: la decisione di studiare una nuova forma di inquadramento professionale, in ambito veterinario, nasce dal fatto che ad oggi tra la Laurea e i College Europei, a parte alcune specializzazioni cliniche riconosciute a livello Universitario e alcune qualificazioni post-laurea di alcuni Paesi europei, vi sia un vuoto abissale che se da un lato permette a ciascuno di noi di curare dal topo all’elefante, dall’altro si traduce nell’apoteosi del pressappochismo e della tuttologia. L’Acknowledge Vet sarà un Medico Veterinario la cui attività professionale viene svolta prevalentemente nell’ambito di una determinata specie e che in tale campo ha ottenuto una addizionale esperienza e qualificazione. Tale sistema sarà però totalmente differente dai College Europei (EBVS) che sono orientati per disciplina e si pongono ad un livello qualitativo decisamente più alto. D’altro canto accedere ai College Europei è cosa per pochi, quasi sempre non per liberi professionisti con un lavoro già avviato da mandare avanti e magari una famiglia da mantenere. Questo passo intermedio dovrà permettere a qualunque Veterinario di esprimere in quale campo vuole che venga riconosciuta la sua esperienza e capacità. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2005 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Freddo e malattie respiratorie equine

di Maria Grazia Monzeglio

I disturbi respiratori dei cavalli da corsa e degli asmatici potrebbero condividere una comune eziopatogenesi di enfisema polmonare cronico. La ricerca ha coinvolto cavalli sottoposti a esercizio mentre respiravano aria a 23 gradi Fahrenheit e ha mostrato che l'esercizio effettuato respirando aria fredda può portare a malattie re'attività fisica a temperature ambientali vicine al congelamento causa nei cavalli da corsa un modico danno alle vie respiratorie. Una ricerca recente suggerisce che questo problema, condiviso anche da atleti di sport invernali, cani da slitta, imballatori di carne e pescatori, potrebbe costituire l'inizio di una cascata di eventi che conducono a più serie condizioni patologiche. Si ritiene anedotticamente, sia per i cavalli da corsa sia per gli atleti, che l'esercizio eccessivo possa aprire una "finestra di suscettibilità" verso le malattie. Ora fisiologi della Oklahoma State University ritengono di aver trovato un meccanismo specifico polmonare locale per spiegare l'effetto "finestra aperta" indotto dall'esercizio. La scoperta potrebbe aiutare a comprendere le influenze stagionali, le modalità di sviluppo dell'asma nell'uomo e perché i cavalli in attività soffrono

L

Encefalite da West Nile virus in un cane n cane Maltese di 2 anni veniva visitato per l’insorgenza acuta di iperattività incontrollata con rapida progressione a tremori generalizzati, atassia e ipertermia intermittente. Dopo un decorso di due settimane, l’esame necroscopico rivelava una meningoencefalite non suppurativa multifocale lieve, con necrosi focali del midollo allungato. La reazione a catena della polimerasi con trascrittasi inversa per il West Nile virus (WNV) era positiva nei tessuti cerebrali e negativa negli altri tessuti. L’immunoistochimica era negativa in tutti i tessuti. I reperti clinici, necroscopici e di laboratorio erano consistenti con encefalite acuta secondaria a infezione da WNV. “West Nile Virus Encephalitis in a Dog” R. W. Read, D. B. Rodriguez and B. A. Summers. Vet Pathol 42: 219-222 (2005)

U

Le notizie di Vet Journal sono consultabili on line all'indirizzo http://www.evsrl.it/vet.journal/ • Notizie scientifiche • Archivio bibliografico • Servizio Cytovet

spiratorie simil-asmatiche attraverso l'induzione locale di citochine in un profilo associato alla produzione preferenziale di anticorpi e alla disattivazione dell'immunità cellulo-mediata, caratteristiche dell'asma. In particolare,

verrebbero attivate preferenzialmente le citochine TH2, soprattutto IL-10. Lo studio suggerisce che l'esercizio eccessivo, seguito dall'esposizione ad antigeni ambientali, promuova una sovraproduzione di anticorpi verso

questi antigeni, e che la soppressione locale dell'immunità cellulo-mediata attraverso l'aumentata espressione di IL-10 implichi una immunodepressione transitoria che aumenta la suscettibilità ai virus respiratori. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2005 DALLE ASSOCIAZIONI di Roberto Tovini

Golden Years: prima indagine italiana sulla Geriatria Veterinaria l 50° congresso nazionale SCIVAC (Rimini, 27-29 maggio 2005) è stata presentata, nell’ambito della sessione specialistica del Gruppo di Studio di “Practice Management”, l’indagine conoscitiva “Golden Years” (Anni d’oro), così denominata perché mirata a rilevare attenzione e sensibilità dei medici veterinari italiani nei confronti dei sempre più emergenti problemi della “terza età” - gli anni d’oro, appunto - di cani e gatti.

A

Un’indagine sulla Geriatria: perché? Tra gli interessanti ed innovativi argomenti di “Practice Management” che sono stati affrontati al Palacongressi della Riviera di Rimini domenica 29 maggio 2005, c’è stata anche la presentazione della prima indagine conoscitiva progettata e realizzata da Innovet con un preciso scopo: sondare l’attenzione e la sensibilità che il medico veterinario italiano sta attualmente dimostrando nei confronti di un settore sempre più emergente della Medicina Veterinaria, come la Geriatria. “L’invecchiamento - ha esordito la relatrice Alda Miolo del CeDIS (Centro di Documentazione e Informazione Scientifica) di Innovet - è ormai un problema clinico. E molteplici sono le ragioni che hanno contribuito a crearlo: l’aumento di attenzione e sensibilità del proprietario nei confronti del benessere del proprio animale, anche durante l’età geriatrica; i progressi in diagnostica, prevenzione, terapia ed alimentazione; il miglioramento della qualità di vita di cani e gatti “senior” che, in conseguenza di tutto ciò, sono assai più longevi.” Il risultato finale? Una consistente popolazione di animali geriatrici che, proprio per

le caratteristiche intrinseche al passare degli anni, si configurano come soggetti fragili, dalle diminuite capacità adattative, metaboliche e di recupero, bisognosi, in ultima analisi, di cure medico-veterinarie adeguate. I dati “Golden Years” I presupposti, dunque, c’erano tutti per varare l’indagine “Golden Years”, effettuata tramite la distribuzione randomizzata di un questionario con 10 domande “multiple choice”. E i 541 medici veterinari, che hanno aderito all’iniziativa rispondendo al questionario, hanno confermato l’importanza clinicopratica della Geriatria nel settore veterinario. La maggior parte di loro ha, infatti, dichiarato che cani e gatti con più di 7 anni costituiscono una “fetta” significativa dei pazienti che, nell’arco di un anno, afferiscono ai loro ambulatori (Fig. 1 e Fig. 2). Il 75% dei rispondenti ha, poi, affermato di effettuare un check-up routinario specifico per il paziente anziano, consigliandone preferenzialmente un’esecuzione a cadenza annuale o semestrale e prediligendo indagini come lo screening emato-chimico e la visita clinica (Tabella). Ed ancora. La stragrande maggioranza degli intervistati vede l’invecchiamento come un calo progressivo delle riserve adattative che, comunque, può essere vissuto “con successo”; considera cani e gatti anziani soggetti dall’“equilibrio fragile”, potenzialmente affetti da più malattie; afferma che è tangibile l’aumento di sensibilità del proprietario nei confronti dei bisogni del proprio animale anziano. Giudizio pressoché unanime sulla Geriatria Veterinaria, considerata settore in forte espansione, ricco di interessanti prospettive, sia professionali

Fig. 1 - Il 78,09% dei 541 medici veterinari rispondenti al questionario “Golden Years” ha dichiarato che, di tutti i cani visitati nell’arco di un anno, una percentuale compresa tra il 25% ed il 50% ha più di 7 anni.

Fig. 2 - Il 64,04% dei 541 medici veterinari rispondenti al questionario “Golden Years” ha dichiarato che, di tutti i gatti visitati nell’arco di un anno, una percentuale compresa tra il 25% ed il 50% ha più di 7 anni.

che economiche, da supportare con nuove opzioni di cura per le singole malattie. Gli ultimi dati presentati riguardavano, infine, il profilo patologico dei “senior pet”, con prevalenza di malattie ortopediche (es. artrosi) ed odontostomatologiche (es. gengiviti) per i cani anziani, e di malattie a carico del rene e delle basse vie urinarie per i gatti anziani. Una conferma, dunque, che cani e gatti anziani sono soggetti potenzialmente “pluri-malati”, afflitti, cioè, da malattie organiche con diversi livelli di disfunzione a carico dei vari apparati. Geriatria: branca specialistica e medicina di base Il quadro emerso dall’indagine “Golden Years” lascia pochi dubbi. Nel campione dei veterinari rispondenti, si avverte la diffusa convinzione che la Geriatria possa oggi rappresentare, anche nel settore veterinario, una vera e propria risorsa, sia medico-scientifica che professionale ed economica. Per numerosità dei pazienti, innanzitutto, ma anche per necessità di check-up regolari e costanti e di cure domiciliari che concorrono a

fidelizzare il cliente/proprietario o, più semplicemente, per la maggior durata di vita dell’animale “senior” e, conseguentemente, per la domanda più elevata di prestazioni sanitarie. Branca specialistica la Geriatria? Certo che sì, stante le problematiche sanitarie specifiche di cani e

Coordinatore Gruppo di Studio SCIVAC di “Practice Management”

gatti anziani. Ma anche medicina ambulatoriale di base, cui riservare tempo e spazio per effettuare i necessari controlli periodici, scrupolosi e completi, dei propri pazienti e per costruire un rapporto costante ed interattivo con il cliente/proprietario, al fine di aumentarne coinvolgimento e compliance. ■


laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2005

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LETTERE AL DIRETTORE

SCIVAC deve dare una mano a quelle facoltà che stanno accreditandosi a livello europeo, e l’Università deve dare una mano a SCIVAC a portare avanti il suo progetto di cultura post-Universitaria. Massimo Baroni, Presidente SCIVAC

Il Sig. Claudio Mazza ci ha portato a conoscenza di una lettera che ha inoltrato al Ministro della Giustizia Roberto Castelli nonché ad una consistente lista di sigle di settore per chiedere che l’animale non sia più considerato “cosa”. Ne pubblichiamo, necessariamente abbreviato, il testo. Il nostro Codice civile e quello francese, considerano gli animali come “cose”. Il dizionario della lingua italiana recita che “cosa” è il termine più generico della nostra lingua, usato per indicare qualsiasi entità reale o ideale, concreta o astratta; spesso si impiega per alludere ad alcunché di cui non si possa o non si voglia parlare con precisione. I libri, gli abiti, le scarpe, ecc., sono tutte “cose immobili”, che si muovono grazie all’intervento dell’uomo. Riguardo il cane, il dizionario indica che è un mammifero domestico, intelligente, fedele ed è il miglior amico dell’uomo; per mammifero s’intende animale vertebrato, caratterizzato da mammelle, con il sistema nervoso molto sviluppato, la cui femmina partorisce e allatta i piccoli. Per ciò che concerne gli esseri umani, il dizionario Garzanti recita che secondo la classificazione della biologia, l’uomo è un mammifero superiore, caratterizzato dalla posizione eretta, dal linguaggio articolato e dal grande sviluppo del cervello. Per gli animali, il dizionario indica: “Corpi organati con vita, senso e moto, persone senza ragione o giudizio”. Di conseguenza, assimilare il cane a una “cosa” è completamente sbagliato. Una “cosa” per definizione è inerte o addirittura astratta, il cane - invece - viene al mondo, si muove da solo, si nutre, dorme, si ammala, cresce e poi muore, seguendo lo stesso processo biologico, la stessa sorte e ha gli stessi bisogni fisiologici dell’essere umano. Quando consideriamo che il cane è il miglior amico dell’uomo, che può essere di grande utilità alle persone non vedenti, accompagnandole per strada, vigilando alla loro incolumità e assistendole nelle loro attività domestiche; alla preziosissima collaborazione dei cani con le Forze dell’ordine, per scovare delinquenti, localizzare

droga ed esplosivi; alla loro collaborazione altrettanto preziosissima con le squadre di soccorso in montagna; nel caso di frane, alluvioni e terremoti; che un corpo medicale specializzato è dedicato agli animali (i veterinari); che esiste addirittura l’anagrafe canina, gestita dalle ASL; che dal 1° di Ottobre è obbligatorio in Europa il passaporto per cani, gatti e furetti, ai sensi del Regolamento CE n. 998 del 26-05-2003 emanato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea, re-

lativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti di animali da compagnia tra gli stati Europei; che l’Italia varando la legge 189/2004 si è adeguata agli altri paesi europei, tutelando gli animali in quanto esseri viventi dotati di sensibilità psicofisica, gli ha riconosciuto la capacità di essere “soggetti di diritti” e ha introdotto nel Codice penale normative per punire (anche con il carcere) coloro che maltrattano, abbandonano, uccidono e organizzano combattimenti tra animali a fini di

lucro (con scommesse). Il legislatore però non ha attribuito agli animali d’affezione una (nuova) definizione più appropriata. Viste le qualità di questo animale domestico e i notevoli servizi che rende alla società, mi sembra doveroso da parte del nostro legislatore riconsiderare la definizione degli animali nel nostro Codice civile. Sarebbe auspicabile che l’Italia segua l’esempio della Francia, come fece scrivendo le norme civilistiche ispirandosi dal Codice civile francese, e dia un’altra

definizione agli animali tenendo conto delle definizioni fornite dai dizionari della lingua italiana. Invito gli enti ai quali indirizzo la presente di unirsi al sottoscritto chiedendo a loro volta che tale riforma venga realizzata, non solo per tutelare meglio i diritti degli animali ma anche per aggiornare il nostro Codice civile che è stato scritto 135 anni fa, dopo l’unificazione dell’Italia avvenuta nel 1870. Mazza Claudio, Arma di Taggia (IM)


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laPROFESSIONE VETERINARIA 22/2005 CALENDARIO ATTIVITÀ

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PUGLIA

19 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC MOLISE

19 giu.

INCONTRO SIMIV

25 giu.

INCONTRO REGIONALE SIVAR VENETO

25 giu.

INCONTRO SIMEF

26 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE

26 giu.

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC LOMBARDIA

26 giu.

CORSO SCIVAC

29-30 giu.

INCONTRO REGIONALE SIVAR PIEMONTE

29 giu.

CORSO SCIVAC

6-8 lug.

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI RAGUSA CORSO SCIVAC

6-9 lug.

6-7 set.

INCONTRO MACROREGIONE NORD OCCIDENTALE SIVE INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

10 set.

11 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC ABRUZZO

11 set.

CORSO SCIVAC

15-17 set.

CORSO SIVE

16-17 set.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VALLE D’AOSTA

18 set.

INCONTRO REGIONALE ANMVI LAZIO

18 set.

SEMINARIO SCIVAC

24-25 set.

INCONTRO SIDEV

24-25 set.

INCONTRO SIVAE

24-25 set.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

CORSO SCIVAC

28 set. 1 ott.

29-30 set.

SEMINARIO SIVE

30 set.

INCONTRO SIMVENCO

1-2 ott.

INCONTRO SCVI

1-2 ott.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC UMBRIA IN COLLABORAZIONE CON SCIVAC INCONTRO REGIONALE SCIVAC SICILIA

1-2 ott.

2 ott.

CORSO SCIVAC

6-8 ott.

SEMINARIO SCIVAC

8-9 ott.

PATOLOGIE DEL CAVO ORALE NEL CANE E NEL GATTO - Hotel Ambasciatori, Bari - Via Omodeo, 51 ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it FONDAMENTI DI PRONTOSOCCORSO E TERAPIA INTENSIVA - Hotel Rinascimento - VIA LABANCA ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it IL LINFOMA NEL CANE: NUOVI APPROCCI DIAGNOSTICI E TERAPEUTICI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accred. - Per info: Elena Piccioni - Segr. Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it IL RUOLO DE VETERINARIO BUIATRA NELL’AMBITO DELLE NUOVE SFIDE IMPOSTE DALLA FILIERA AGROALIMENTARE BOVINA - Fontane di Villorba (Treviso) - V.LO MAZZINI 4 - ECM: 4 Crediti - Per info: Paola Orioli - Segr. e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti

AGGIORNAMENTI IN ONCOLOGIA FELINA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it CONSIGLI PRATICI DI DERMATOLOGIA - Haus Unterland- Egna (BZ) - Largo Ball Haus, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it PRIMO NON NUOCERE: APPROCCIO ALLA TERAPIA D’URGENZA NEGLI ANIMALI ESOTICI DA COMPAGNIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accred. - Per info: Elisa Feroldi - Segr. SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 19 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it ANTIBIOTICO-CHEMIOTERAPIA NELL’ALLEVAMENTO DEL SUINO: OPERIAMO SEMPRE AL MEGLIO? - Ordine dei Medici Veterinari di Cuneo - Via Mameli, 4bis - ECM: 3 Crediti - Per info: Paola Orioli - Segr. e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it

Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Angelo Franceschini, Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni

CORSO DI EMATOLOGIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 21 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO REGIONALE SICILIA - FONDAMENTI DI ECOGRAFIA NEI PICCOLI ANIMALI - Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia, Ragusa - c/a NUNZIATA KM 1.3 S.P 40 - ECM: Richiesto Accred. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Deleg. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi

CORSO TPLO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it PRINCIPI DI CARDIOLOGIA IN CLINICA EQUINA - Sede da definirsi - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it ARGOMENTI DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LA NEUROLOGIA NELL’AMBULATORIO DEL VETERINARIO PRATICO - Termoli - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it

CORSO DI CARDIOLOGIA II PARTE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 18 Crediti Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it

CORSO BASE DI EMBRYO TRANSFER - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona e San Daniele Po (CR) - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it LA DERMATOLOGIA NELLA PRATICA AMBULATORIALE - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LA SICUREZZA DEI LAVORATORI E LA GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI NELLA PROFESSIONE VETERINARIA - Roma - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria ANMVI Tel. +39 0372 403541 - E-mail: inforegione@anmvi.it ONCOLOGIA VETERINARIA PRATICA: IL PUNTO DI VISTA DEL CLINICO E QUELLO DEL CHIRURGO Jolly Hotel, Cagliari - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it DECENNALE SIDEV - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it

Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

PROBLEMI GASTROENTERICI DEGLI ANIMALI ESOTICI - “AVIS, Cremona” - Via Massarotti, 65 - ECM: Richiesto Accred. - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

DIAGNOSTICA PER IMMAGINI - PARTE 1: RADIOLOGIA DELL’ADDOME (CORSO BASE) - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO DI ENDODONZIA DI BASE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LA SINDROME DA SCARSO RENDIMENTO ATLETICO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it INCONTRO SIMVENCO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it INCONTRO SCVI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it UMBRIA- INTERPRETAZIONE DEL CARDIOGRAMMA E DELLE RADIOGRAFIE TORACICHE NEL PAZIENTE CARDIOPATICO - Centro Avulp (PG) - Via Morettini, 19 - ECM: Richiesto Accred. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Deleg. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DIAGNOSTICA PER IMMAGINI DEI PICCOLI ANIMALI (CANE E GATTO): TORACE E ADDOME - Catania - Museo Diocesano - VIA ETNEA, 8 - P.ZZA DUOMO - ECM: Richiesto Accred. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Deleg. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 10 giugno 2005

CORSO DI CHIRURGIA D’URGENZA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it DIAGNOSI E TERAPIA DEI PROBLEMI DERMATOLOGICI NEL GATTO - Grand Hotel Vittoria, Montecatini Terme (PT) - Via Baccelli, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

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ECM ONAOSI IVA IRAP CONVENZIONI CON IL S.S.N. STUDI DI SETTORE RIFIUTI SANITARI PRIVACY 626 FARMACO VETERINARIO TERAPIA DEL DOLORE PET CORNER TARIFFARIO RIFORMA DEGLI ORDINI MEDICINE NON CONVENZIONALI STRUTTURE VETERINARIE GESTIONE FISCALE DEI FARMACI BENESSERE ANIMALE AGGRESSIVITÀ CANINA DEVOLUTION SANITARIA E PROFESSIONALE SICUREZZA ALIMENTARE VETERINARIO AZIENDALE ACCESSO ALLA PROFESSIONE NUMERO PROGRAMMATO NUOVE FACOLTÀ LAUREE TRIENNALI PUBBLICITÀ SANITARIA SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA RESPONSABILITÀ CIVILE BUONE PRATICHE VETERINARIE ANAGRAFI ANIMALI CAVALLO ANIMALE DA COMPAGNIA PET THERAPY VETERINARI FISE E UNIRE ZOOTECNIA BIOLOGICA ECC... Palazzo Trecchi - Via trecchi 20 - 26100 Cremona - Tel. 0372/403537-41 - Fax +39 0372 403526 - www.anmvi.it - Email: info@anmvi.it

ANMVI - ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

DALLA PARTE DEL MEDICO VETERINARIO

ANMVI



Professione Veterinaria, Anno 2005, Nr 22