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PROFESSIONE

la VETERINARIA 192006

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

ORGANO DI INFORMAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

DELL’ASSOCIAZIONE

A.N.M.V.I.

Brevi

Anno 3, numero 19 dal 22 al 28 maggio 2006

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

8° Congresso Nazionale SIVAR

FNOVI “Governare la veterinaria” è il titolo della lettera augurale e programmatica che il Presidente della FNOVI, Gaetano Penocchio, ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi. Nella lettera, il Presidente Penocchio auspica che “il nuovo Governo e i nuovi Ministri di competenza vogliano intensificare il dialogo con la Professione Medico Veterinaria, acquisendone i problemi e le proposte di soluzione”.

SHORT LIST Per “esigenze di armonizzazione della procedura di istituzione”, il bando per il conferimento di incarichi temporanei presso il Ministero della Salute (short list) è stato sospeso. Fra i settori richiesti figurava anche l’epidemiologia in campo veterinario.

CURSI Cesare Cursi, sottosegretario alla Salute del Governo Berlusconi, andrà alla presidenza del Dipartimento Nazionale Sanità di AN. È lo stesso Cursi a darne notizia all’ANMVI.

CUP Roberto Orlandi (agrotecnici), Piero Panunzi (geometri) e Antonio Zingales (chimici) sono stati confermati vicepresidenti del CUP (Comitato Unitario delle Professioni) ed affiancheranno il presidente Raffaele Sirica, (rieletto il 28 febbraio scorso).

CONFRONTI Congresso straordinario della LAV a Roma, da venerdì 23 a domenica 25 giugno 2006. Nella giornata centrale di sabato 24 si terrà una tavola rotonda intitolata “Veterinari ed animalisti. Tra conflitti, collaborazioni ed azioni congiunte, un rapporto difficile”. Coordina Gianluca Felicetti, responsabile rapporti istituzionali della LAV. Presenti i Colleghi Aldo Grasselli, Roberto Marchesini, Enrico Moriconi, Pasqualino Santori, Luigi Sapino, Laura Torriani, e Rodingo Usberti.

GERI Anche quest’anno l’Accademia dei Georgofili di Firenze ha istituito il premio “Giancarlo Geri” per una tesi di laurea “in discipline zootecniche”. Millecinquecento euro di premio al vincitore, designato fra laureati in agraria e veterinaria. Bando al sito dell’Accademia. Scadenza: 20 settembre.

FUORI DALLA UE L’adesione alla UE di Bulgaria e Romania sarà quasi certamente rinviata al 2008. I due paesi non hanno ancora superato i punti deboli contestati dalla Commissione Europea. Fra questi la carenza di controlli nel settore veterinario e della sicurezza alimentare.

DANNO MORALE BIOLOGICO Investirono il suo animale e il giudice di pace riconosce il danno biologico per il trauma della morte del cane: problemi socio-relazionali che il giudice ha quantificato in 310 euro il danno economico e in 500 euro il danno morale biologico subito dalla ragazza. L'animale morì nel 2003 investito a Roma mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, al guinzaglio.

Se lo sai già... l'hai letto su @nmviOggi

www.anmvi.it

È il veterinario il futuro della zootecnia Le BPA? Più semplici e più facili da applicare dell'HACCP

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Auguri a tutti Al neo-ministro della Salute, On. Livia Turco (foto) il Presidente dell’ANMVI Carlo Scotti, si è rivolto con una frase di augurio e di pronta disponibilità: “Siamo pronti a collaborare con il nuovo Ministro - ha detto Scotti- alla quale rivolgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro. Ci saranno i modi e i tempi per un dialogo con il Ministro che ci auguriamo sia costante e rivolto a tutte le componenti della veterinaria italiana, pubblica e privata. Non partiremo da zero se ci sarà continuità di ascolto e di confronto. Siamo comunque soddisfatti di un avere un Ministro politico - continua Scotti - perché crediamo possa valorizzare la veterinaria all’interno del nostro Dicastero non solo in tempo di emergenze, ma ogni giorno, nell’ottica della prevenzione per la sanità e il benessere animale, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare. A questo lavora ogni giorno la veterinaria, pubblica e privata, del nostro Paese”. Giovedì 18 maggio, mentre Livia Turco si apprestava a conoscere la struttura del Dicastero, dopo il passaggio delle consegne con il Sottosegretario uscente Cesare Cursi, prestavano giuramento i suoi tre sottosegretari: Serafino Zucchelli, Antonio Gaglione e Giampaolo Patta (rispettivamente nelle foto). Il giuramento questa mattina a Palazzo Chigi. Poi le deleghe. Serafino Zucchelli, bolognese di nascita, è il Segretario del sindacato dei Medici ospedalieri Anaao-Assomed, “una persona - nelle dichiarazioni del Ministro Livia Turco - di straordinaria disponibilità umana, di grande dedizione ai suoi pazienti oltre che di grande competenza e impegno alla causa del Servizio sanitario pubblico, universalistico e solidale”. Antonio Gaglione è medico cardiologo di Latiano (Brindisi), primario della clinica Villa Bianca di Bari; è stato senatore della Margherita nella scorsa legislatura. “Accolgo con grande soddisfazione ha dichiarato- la notizia dell’incarico di Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute. La maggiore responsabilità che mi accingo ad assumere rispetto al passato, è la diretta conseguenza del lavoro svolto con serietà ed impegno in tutti questi anni nell’interesse del territorio pugliese e dei valori del centrosinistra. Curiosità: fra le tante pubblicazioni scientifiche di Gaglione anche uno studio di cardiologia comparata uomo-animale. Giampaolo Patta è sindacalista, segretario confederale della Cgil. Nato a Tonara (Nuoro) diplomato all’ITIS Feltrinelli di Milano dove ha lavorato come tecnico informatico alla Philips. Dal 1976 al 1981 milita nei sindacati di categoria Uilm e Flm di Milano e di Sesto San Giovanni. Nel 1986 ha iniziato la carriera di dirigente nazionale come componente dell’esecutivo della Confederazione. Primo impegno per il neoministero sarà, come ha spiegato lei stessa, il reperimento di fondi nella prossima finanziaria. Fra le prime dichiarazioni del Ministro c’è questa: “Lavorerò con i medici, con le regioni, con le professioni sanitarie, con le associazioni dei malati e con i cittadini. Vogliamo fare un ministero accogliente’’. La Veterinaria apprezza.

ABOLIRE GLI ORDINI? l nuovo Governo dovrà affrontare al più presto la riforma degli Ordini. L'ultimo Governo Berlusconi, nonostante l'impegno, è giusto riconoscerlo, ha presentato progetti interessanti ma non è riuscito ad arrivare alla fine, forse anche per contrasti interni essendo i partiti della maggioranza su posizioni abbastanza diverse. Le pressioni e le richieste di modifica dell'attuale sistema sono sempre più numerose ed arrivano dagli stessi iscritti agli Ordini che si rendono conto di dover svolgere la professione con regole vecchie e spesso superate. L'Antitrust li vorrebbe abolire in nome della libera concorrenza, la UE li vorrebbe fortemente ridimensionare per favorire la libera circolazione dei professionisti in Europa, i Sindacati Confederali li vedono come una concentrazione di potere economico e di grande evasione fiscale, la Confindustria li considera organizzazioni di spartizione del mercato e di difesa di tariffe molto elevate. 5.000.000 di lavoratori autonomi che non appartengono alle professioni regolamentate chiedono un riconoscimento delle loro organizzazioni associative con l'attribuzione di ruoli e poteri simili agli Ordini scontrandosi

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con questi che temono sovrapposizioni o perdita di competenze a favore di altre categorie. Con questo panorama davanti è difficile pensare con quale progetto di riforma dovremo confrontarci anche se negli incontri avuti con i partiti del centro sinistra, dobbiamo anche ricordarlo, abbiamo sempre trovato attenzione e disponibilità verso le nostre esigenze e le nostre richieste. Ma una volta detto cosa ne pensano gli altri sarebbe interessante sapere anche cosa ne pensano gli iscritti dei loro Ordini. Il risultato di un referendum fra tutti gli iscritti non avrebbe in ogni modo il potere di cambiare la situazione più di tanto, gli Ordini sono organi istituzionali dello Stato con funzioni precise di controllo e di garanzia per il cliente, ma se emergesse la richiesta di abolirli? Abbiamo l'impressione che molti sarebbero felici e contenti. Basta codice deontologico, aboliti i tariffari, nessun obbligo di aggiornamento, libertà assoluta di fare la pubblicità che si vuole, nessun vincolo per le strutture, concorrenza più o meno “sleale” alla grande, possibilità di vendere di tutto e di più. E la salute degli animali? ■

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Dir. San. Emanuele Minetti - Medico Veterinario Aut. Reg. Lombardia DRL 15/MI-200.3/1740 11/07/78 - ASL Prot. 9/5A/NN Rif 4.502

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Concluso a Cremona il Multisala SIVAR

di Roberto Lomolino

Buiatria: garanzia di qualità

Delegato SIVAR Lazio

Dalla clinica alle BPA, due giornate di intenso aggiornamento per tornare da protagonisti sul campo Si è svolto il 12 e 13 maggio a Cremona presso Palazzo Trecchi in un clima sereno e assolato, l’ottavo Congresso multisala SIVAR (Società Italiana Veterinari Animali da Reddito). Fiumi di relazioni nelle sei sale adibite allo svolgimento dei lavori hanno carpito l’interesse dei circa 500 veterinari iscritti che, al di là della crisi del settore, continuano responsabilmente ad aggiornarsi e a rimanere in trincea come difensori di un settore che subisce la sfavorevole congiuntura economica del momento oltre alle conseguenze della politica agricola mondiale. Tra le novità un intera sezione dedicata all’allevamento del bufalo fiore all’occhiello della zootecnia italiana, una giornata dedicata agli animali selvatici, le buone pratiche aziendali e l’espansione dell’utilizzo della ecografia nel bovino... Una pausa di riflessione... Quest’anno sembrava quasi che non si volesse pensare ai problemi del mondo zootecnico e si volesse prendere una pausa di riflessione ma anche di relax. I colleghi tra i corridoi parlavano soprattutto delle singole relazioni e di quanto questo o quel relatore fosse stato bravo nell’esporre i suoi argomenti. Molti hanno seguito con piacere le relazioni super tecniche e di taglio prettamente clinico e non ci sono stati flash o tavole rotonde di politica professionale in cui si è affrontato questo o quel problema del comparto zootecnico. Sembra quindi che ci sia stata voglia di parlare meno e fare di più visto anche la relazione sulle buone pratiche di allevamento che rappresenta una buona occasione per la vita professionale del veterinario di animali da reddito. L’alimentazione e il veterinario... Nasce l’esigenza di formarsi maggiormente sull’alimentazione animale e sulle formule delle razioni. Il sentimento dei buiatri è…. che se si vuole gestire l’azienda anche solo dal punto di vista sanitario bisogna saperne di più di alimentazione! I problemi riproduttivi, quelli podali, le dislocazioni, e il periodo che subito segue il parto della bovina sono direttamente collegati con quello che l’animale ingerisce. Il veterinario deve saper fare un razionamento sia se vuole gestire direttamente l’alimentazione di una azienda di un suo cliente sia se vuole controllare il lavoro dell’alimentarista di turno. I punti a favore del veterinario sono l’indipendenza commerciale dalle case produttrici di mangimi che lo rendono obiettivo e reale difensore della salute degli animali e dell’economia aziendale che è a questa direttamente collegata. Da qui l’idea di partire con corsi di formazione, convegni e perché no, sarebbe un sogno,

Come applicare le Buone Pratiche di Allevamento di GiacomoTolasi* (BPA) in azienda e si guarda alla evoluzione della professione buiatrica in Italia negli ultimi cinquant’anni, la si può dividere grosso modo in periodi. Gli anni ’60 furono quelli dei grandi risanamenti dalle malattie quali TBC e Brucellosi, negli anni ’70 nacquero i programmi per la gestione della fertilità, negli ’80/’90 vi fu un gran da fare sulla economia dell’allevamento, con il nuovo millennio la sanità dei prodotti di origine animale è l’argomento più importante, specialmente dopo il fenomeno BSE. I nuovi concetti quali “biosicurezza”, HACCP”, “Veterinario aziendale” e “Buone Pratiche”, spaventano sia il veterinario che l’allevatore. Le direttive comunitarie e nazionali impongono al mondo zootecnico un controllo sui prodotti, chiedendo all’allevatore, unico responsabile della sanità del proprio latte o carne che sia, di attivare un me-

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Marco Colombo, Presidente della SIVAR: “I nostri congressi hanno sempre questa caratteristica: grande livello qualitativo, introduzione di temi nuovi ma anche la volontà di proporre soluzioni concrete per il lavoro di ogni giorno. Anche quest’anno siamo rimasti fedeli ad un’impostazione che ha fatto del nostro congresso un punto di riferimento imprescindibile per i veterinari del settore. La risposta è stata davvero incoraggiante, la qualità delle relazioni molto alta. Possiamo solo dirci soddisfatti”. master in alimentazione animale o meglio in bionutrizione! Il veterinario quindi non come alimentarista ma come bionutrizionista... realmente preoccupato dell’economia aziendale, di quello che mangiano i suoi animali e di quello che mangeranno i consumatori. La diagnostica per immagini in buiatria… La sala teatro che ha ospitato la relazione sull’utilizzo dell’ecografo nell’esame clinico del bovino è stata più che mai gremita. Come a dire che la clinica per un veterinario ha sempre il suo fascino. Si parla di nuovi sbocchi di lavoro, di competenze manageriali e di sicurezza alimentare ma i veterinari sono in fondo dei clinici, dei medici ed è forse questo che dona prestigio alla professione veterinaria. L’ecografo quindi si sposta dall’apparato genitale della bovina verso altri organi che spesso dai veterinari sono stati trascurati. Il fegato, i reni, la mammella e il capezzolo e l’esame ecografico dell’ombelico e delle vestigia ombelicali intraddominali dei giovani vitelli sono stati oggetto della relazione della Dr.ssa Ravary Bérangère dell’Ecole Nazionale Vétérinaire di Maison Alfort a Parigi. Un aumento dell’utilizzo di una strumentazione spesso già in dotazione di molti veterinari buiatri che attrezzandosi con una sonda settoriale da 3,5 mega Hertz potrebbero espandere le potenzialità diagnostiche della macchina ecografica compagna fedele della consolidata attività ginecologica. La professionalità che cresce con poca spesa e con grande impatto sulla clientela e sulla salute dei nostri animali. E proprio il caso di dire….bravò madame Ravary!

todo che dimostri il controllo del processo. Ogni attore della filiera, mangimificio, allevatore, veterinario, trasportatore, macello o caseificio, sono tenuti a dei comportamenti virtuosi che devono essere codificati in documenti condivisi che devono comprendere almeno gli obblighi di legge e siano integrati da regole derivate dall’esperienza del settore. Tecnicamente l’HACCP è il sistema perfetto, ma nell’allevamento, per la peculiarità della produzione, si è dimostrato troppo complicato e di pressoché impossibile attuazione. Le Buone Pratiche sono uno strumento più semplice e di facile applicazione. Il veterinario è la figura ideale per favorire l’implementazione in stalla di questo sistema: è una figura già presente ed accettata dall’allevatore, è il consulente formato per giudicare tutte le condizioni ri-


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guardanti gli animali, ha la necessaria esperienza per coordinare ed organizzare i settori dell’allevamento. L’abbozzo di una sperimentazione in alcuni allevamenti della pianura padana, sembra dare già alcuni risultati. Il punto di partenza è il riferimento ad un manuale, i cui capitoli principali dovrebbero essere: • Identificazione e rintracciabilità

(Cereser 2005)

Le buone pratiche d’allevamento una buona occasione per il veterinario… Vista la crisi del settore non è mancato un sottile velo di demotivazione che ha contraddistinto i discorsi di corridoio fatti dai colleghi durante il convegno. La sezione quindi riguardante le buone pratiche veterinarie e tutto ciò che può rappresentare un nuovo sbocco per la veterinaria viene sempre seguita con estremo interesse. È stato il caso della tavola rotonda in cui si è parlato delle conseguenze del Reg. 178/2002 che detta norme per la creazione

• Biosicurezza e sanità animale • Gestione del farmaco • Mungitura e gestione del latte • Alimentazione • Smaltimento rifiuti • Benessere animale • Reflui Alcuni di questi argomenti sono di stretta competenza del veterinario, gestione del farmaco, altri meno, ma il veterinario deve incominciare ad occuparsene in prima persona. Punto di partenza del lavoro in allevamento e la compilazione dei documenti “base”, da raccogliere nel faldone della “Documentazione Generale”. La piantina della stalla con l’indicazione della ubicazione dei gruppi di animali, l’organico aziendale sono i più semplici da fare. Ogni settore in cui viene diviso il processo dovrebbe avere poi i suoi documenti operativi, pochi fogli dove venga descritta la procedura, si avranno così le descrizioni della routine di mungitura, della raccolta differenziata dei rifiuti, della periodicità e operatività della visita veterinaria e così via. Un punto particolarmente importante e delicato è quello dedicato ai trattamenti farmaceutici. Devono essere descritti e controfirmati dal veterinario tutti gli interventi routinari. Tipico esempio è il trattamento della mastite, fatto normalmente dal mandriano in sala di mungitura. Il veterinario aziendale è il responsabile di questo tipo di operazione, anche se chi la effettua è il mungitore che è stato adeguatamente istruito. Importante è che tutte le riunioni fatte per istruire il persona-

della Authority Europea della sicurezza alimentare e che ha ispirato i regolamenti specifici sull’igiene degli alimenti di origine animale e sui controlli da effettuare (Reg. CE 852/2004, Reg. CE 853/2004, Reg. CE 854/2004) e sull’igiene dei mangimi e i controlli relativi (Reg. CE 183/2005 e 882/2004). Lo spazio per la consulenza del veterinario esiste anche se i produttori primari non sono obbligati ad avvalersi dei veterinari per la tenuta dei registri per le buone pratiche di allevamento. Un po’ come succede per la dichiarazione dei redditi non siamo

obbligati ad avvalerci del commercialista ma alla fine ci andiamo perché la contabilità non è il nostro mestiere. Resta solo da dimostrare che la sicurezza alimentare e l’igiene degli alimenti è il nostro mestiere e che noi al pari di un buon commercialista possiamo aiutare l’allevatore a fare bene il suo mestiere e a consigliarlo sulle sue buone pratiche aziendali aiutandolo ad ottimizzare il processo produttivo. Esemplare l’esperienza olandese in cui gli allevatori hanno inventato un sistema di qualità chiamato KKM che prevede l’adesione volontaria dell’as-

Capostalla: Mario Bianchi

Responsabile sala mungitura: Luigi Verdi

Responsabile anagrafe e tracciabilità: Giulio Bianchi

Responsabili alimentazione: Jagtar Singh Leo Ferrari

Responsabile vitelli: Antonio Gialli

Mungitori: Sergio Rossini Tejinder Singh

le sui diversi comportamenti siano repertate e documentate con la redazione di un piccolo verbale che deve rimanere nella documentazione generale. Tutto questo programma espleta le nuove direttive comunitarie sulla sicurezza alimentare. Il sistema appare molto flessibile e bene si adatta a tutti i tipi di allevamento indipendentemente dalle dimensioni, è di semplice attuazione, propone un intervento “proattivo” e non “reattivo”. I primi risultati si vedono abbastanza precocemente con un netto miglioramento della gestione e del controllo del lavoro. Con questo sistema poi viene a consolidarsi la figura del veterinario aziendale con compiti ben delineati ed in sintonia con il ruolo della veterinaria pubblica alla quale è lasciato il compito di controllo generale. *Veterinario Libero Professionista Brescia Relazione presentata il 12 maggio all’8° Congresso SIVAR

sociato, il quale sottostà a un insieme di regole dettate dalle buone pratiche veterinarie, che gli consente di spuntare un maggior prezzo del latte venduto e maggiore solidità nella presenza sul mercato. Di rimbalzo anche i veterinari olandesi hanno risposto con un sistema certificato di buone pratiche veterinarie capace di interloquire con chi si dota di un sistema di produzione di qualità. Un po’ quello che succede da più di 10 anni nel sistema di certificazione biologico (anch’esso derivante da un Reg. CEE 2092/91) da tutti bistrattato per un’ipotetica complessità e irrealizzabilità del sistema, ma che alla fine sta facendo da modello per le certificazioni del pacchetto della sicurezza alimentare. La biosicurezza nel Bioparco di Roma La gestione di un Bioparco, come quello di Roma ad esempio, necessita sicuramente di competenze e di un piano sanitario che comprenda anche la biosicurezza degli animali ospitati, del personale e dei visitatori. “L’esperienza ha mostrato che oltre il 70% delle attività sanitarie all’interno di un parco sono di tipo preventivo e solo la restante parte si divide in attività veterinarie, cliniche e chirurgiche ed altre attività professionali specialistiche come l’odontoiatria”…riferisce nel suo intervento il Dr. Klaus Friedrich Direttore Sanitario del Bioparco di Roma (foto sotto), uno dei relatori della

sezione riguardante la fauna selvatica che si è sviluppata nell’intera giornata di sabato 13 maggio ospitati nella sala didattica di palazzo Trecchi. Gli altri argomenti della giornata hanno riguardato la legislazione sanitaria inerente i centri di recupero della fauna selvatica e nel pomeriggio l’attenzione dei relatori si è focalizzata sul ruolo del veterinario negli zoo nel recupero degli animali in difficoltà, con la relazione su esperienza di recupero di lupi e una di caprioli che ricorda un po’ la favola del contadino che aveva un carico di cavoli e una capra e in giro nei paraggi c’era un lupo. Il contadino doveva guadare il fiume cercando di salvare capra e cavoli…..in questo caso il veterinario da zoo ha salvato anche il lupo! Resta il sogno di ospitare in Italia il Congresso mondiale di Buiatria… Al Congresso erano presenti come relatori ma anche come ospiti di eccezione l’attuale Presidente dell’Associazione Mondiale di Buiatria il Prof. Walter Baumgartner, austriaco e il Presidente del Comitato Organizzatore per il XXIV Congresso Mondiale di Buiatria, che si terrà a Nizza dal 15 al 19 ottobre prossimo, il dr. Hervé Nevetat libero professionista francese. Ovviamente la visita è stata importante anche come verifica delle nostre capacità organizzative, della presenza dei colleghi al Congresso e della qualità delle relazioni. Basta solo convincerci a collaborare “tutti”, mettendo da parte antiche questioni che ci allontanano, per cercare di accreditarci come futuro Paese ospite per il XXV Congresso Mondiale di Buiatria. La nostra Buiatria, e il nostro impegno quotidiano lo meritano... sarebbe una bella iniezione di fiducia per il nostro lavoro di veterinario buiatra. ■


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La bufala sbarca a Cremona... S e è vero che la bufala ama l’acqua, l’umidità di Cremona ha creato un ambiente sicuramente ospitale per iniziare a parlare dell’allevamento di questa specie nella pianura padana. Da queste parti l’allevamento bufalino è cresciuto nell’ultimo anno del 170% arrivando a circa 30.000 capi. Un bel record se si considera che sono insediamenti aziendali fuori della zona DOP della “mozzarella di bufala campana” che non sottostanno alla tutela del marchio Europeo. La giornata del bufalo ha visto protagonisti i maggiori esperti del settore bufalino (tra cui il Prof. Zicarelli e il Prof. A. Borghese rispettivamente Presidente e Segretario della associazione mondiale International Buffalo Federation) in Italia e quindi nel mondo, che hanno parlato del management riproduttivo nella specie bufalina collegandolo alla redditività dell’azienda, sottolineando le differenze di ordine manageriale e sani-

Il Prof. Zicarelli e il Prof. Borghese tario. La particolarità della stagionalità riproduttiva del bufalo che è ancora collegata ai suoi luoghi tropicali di origine, impone in Italia per la maggior richiesta di latte in estate e per il maggior prezzo che se ne riesce a spuntare in questa stagione, un programma di destagionalizzazione della riproduzione della mandria

attraverso i protocolli di sincronizzazione dell’estro e di inseminazione artificiale. Di particolare interesse l’attenzione riposta dai relatori sul trapianto embrionale che è di sicuro interesse per l’esportazione di embrioni nei Paesi interessati all’allevamento della bufala e alla genetica dei nostri animali. (R.L.) ■

...e la stampa corre a vedere successo venerdì 12 maggio… a Palazzo Trecchi si è presentato Jenner Meletti inviato di Repubblica perché interessato al nostro evento e in particolare alla giornata dedicata all’allevamento bufalino voluta fortemente dalle delegazioni regionali SIVAR Campania e Lazio perché impegnate in prima persona in uno dei sistemi di allevamento che il mondo ci invidia. L’inviato di Repubblica ha intervistato per primo il Past President SIVAR Alberto Casartelli che ha sottolineato come in “Lombardia il bufalo sia in forte crescita. Fra Cremona e Lodi nel 2002 questi animali erano 3.200, mentre alla fine dell’anno scorso erano già 9.600. Nell’Italia sopra il fiume Po sono già 30.000”. “Con l’esperienza secolare dei suoi allevatori”, dice Casartelli, e la loro organizzazione il nord sta conquistando un pezzo importante della produzione delle mozzarelle”. Per quanto riguarda la produzione della carne di bufalo Jenner Meletti ha invece sentito il Prof. Corrado Pacelli docente dell’Università della Basilicata, neo-Delegato SIVAR Campania e principale promotore della giornata dell’allevamento bufalino a Cremona. “Un tempo, dice Corrado Pacelli, la nascita di un annutolo era una disgrazia. Qualcuno serve alla riproduzione ma gli altri non si sapeva che destino assegnargli. Per fortuna in Campania sono nati tre consorzi per l’ingrasso del maschio bufalino. La carne avrà il marchio di Carne di Bufala Campana”. (R.L.)

È

Scusate! Un po’ di vanità...

La SIVAR ringrazia

o so non è bello parlare di se stessi! Ma l’eccezionalità della cosa me lo impone. Non capita tutti i giorni di brevettare un’idea e di farla diventare un prodotto commerciabile e a disposizione di quanti desiderino provarlo in azienda. Nel numero 15/2006 di professione veterinaria alcuni di voi hanno letto che ho brevettato un sale per la somministrazione di medicine non convenzionali agli erbivori e che avevo dei contatti con alcune aziende interessate all’idea. Ebbene le aziende si sono fatte avanti, Biorama per la parte vegetale e Demas per la parte salina e insieme abbiamo creato “il sale del Dr. Lomolino”, presentandolo a questo Congresso con uno stand a Palazzo Trecchi. L’interesse dei colleghi non è mancato, forse misto a curiosità, e mi ha fatto molto piacere l’interesse di chi si occupa di alimentazione animale. Ma una cosa che mi ha molto colpito è stato quando un collega più giovane di me mi ha chiesto, non le informazioni sul prodotto, ma le informazioni su come si fa un brevetto. Eventualmente ha anche lui una buona idea e forse la mia iniziativa gli ha dato il coraggio necessario per provare a farla diventare realtà. Forse anche così si può affrontare il brutto momento del nostro settore. (R.L.)

e aziende, numerose tra l’altro (quasi una ventina di espositori), hanno fatto del loro meglio per informare e proporre i loro nuovi prodotti ai veterinari presenti. Importante lo spazio dedicato alla strumentazione per immagini che vedeva la presenza di tre aziende leader del settore... pronte a dare risposte a chi fosse rimasto affascinato dalla relazione sull’utilizzo dell’ecografo nell’esame clinico del bovino che ha occupato la sala Teatro di Palazzo Trecchi per tutta la mattinata di sabato 13 maggio. La SIVAR ringrazia Pfizer, Ceva, Fatro, Merial, Schering Plough e tutti gli espositori.

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Artrosi: cause, meccanismi e sintomi - Primo corso on line stata presentata al 53 Congresso Nazionale della SCIVAC la formazione a distanza sull’artrosi del cane e del gatto, grazie all’impegno di SCIVAC e INNOVET. Il corso on line “Artrosi, cause meccanismi e sintomi” può essere frequentato a distanza nei tempi che sarà lo stesso partecipante a decidere: tutte le lezioni sono infatti fruibili senza limiti di accesso e scadenza. L’accesso al corso è libero e gratuito previa registrazione: basta collegarsi alle pagine del sistema EGO e registrarsi per frequentare il corso cominciando dalla prima lezione e decidere autonomamente quando proseguire fino all’ultima. Il corso è articolato in sette lezioni, disponibili on line in progressione temporale dal 19 maggio 2006. L’ultima lezione sarà disponibile dal 19 ottobre 2006.

È

• I lezione - on line dal 19 maggio 2006 Artrosi: inquadramento generale [50 min.] - Carlo Maria Mortellaro • II lezione - on line dal 5 giugno 2006 Malattie dello sviluppo causa di artrosi: l’arto anteriore [50 min.] - Bruno Peirone • III lezione - on line dal 19 giugno 2006 Malattie dello sviluppo causa di artrosi: l’arto posteriore [50 min.] - Bruno Peirone • IV lezione - on line dal 3 luglio 2006 Malattie traumatiche causa di artrosi [50 min.] - Bruno Peirone • V lezione - on line dal 18 settembre 2006 Patogenesi dell’artrosi: i meccanismi [45 min.] - Carlo Maria Mortellaro • VI lezione - on line dal 2 ottobre 2006 Trattamento combinato dell’artrosi: I parte [50 min.] - Carlo Maria Mortellaro - Giovanni Re

• VII lezione - on line dal 16 ottobre 2006 Trattamento combinato dell’artrosi: II parte [50 min.] Carlo Maria Mortellaro - Giovanni Re “La diffusione della conoscenza si evolve e nascono nuovi canali. La FAD è uno di questi e rappresenta sicuramente una grande innovazione, da sfruttare come fantastica ed irrinunciabile occasione per approfondire, stando comodamente seduti davanti al proprio computer, la conoscenza di argomenti, anche difficili e controversi, com’è appunto l’artrosi.” Le parole sono quelle usate da Carlo Ma-

ria Mortellaro nella presentazione del primo corso on line sull’artrosi del cane e del gatto. Suo, infatti, il compito di aprire il corso con la prima lezione (19 maggio 2006) sull’inquadramento generale della malattia: un affascinante viaggio attraverso le molteplici sfaccettature cliniche dell’artrosi ed i metodi per diagnosticarla in modo puntuale e tempestivo. A Bruno Peirone, attuale Presidente SIOVET, il compito di trattare le principali artropatie, considerate cause primarie di artrosi. La quinta lezione sarà dedicata all’approfondimento della patogenesi dell’artrosi. E sarà ancora Mortellaro a spiegare i molteplici meccanismi di danno - di natura sia degenerativa che infiammatoria ed ossidativa - che coinvolgono l’intero organo “articolazione”. Infine, in un “botta e risposta” tra Giovanni Re e Carlo Maria Mortellaro, verrà trattata la terapia medica di combinazione per questa malattia. Due lezioni in cui verranno spiegate non solo le terapie

“sintomatiche” per l’artrosi, ma anche quelle definite “di fondo”, capaci, cioè, di intervenire sugli stessi meccanismi che scatenano la malattia. http://ego.evsrl.it/innovet/artrosi/ ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006 L’INTERVISTA

Da Milano e Roma, due Presidenti-donna in Comitato Centrale

di Antonio Manfredi

Riforme e rinnovamento con “ordine” Carla Bernasconi e Donatella Loni: l’Ordine va modernizzato, ma rimane un riferimento fondamentale per la professione Dall’esperienza nell’Ordine di Milano cosa porterà in FNOVI? La consapevole determinazione di lavorare, affinché tutti i veterinari possano ritrovare nella Federazione Nazionale un punto di riferimento e di sostegno. Il miglioramento della professione in tutte le sue componenti sarà condizionato dalle future scelte della politica professionale.

Carla Bernasconi, Presidente dell’Ordine di Milano e Consigliere FNOVI. Si occupa di clinica degli animali da compagnia.

La Riforma degli Ordini è una delle priorità del futuro Governo... La riforma degli Ordini è da tempo necessaria, doveva essere una priorità anche del passato governo, le bozze e le proposte sono state varie, ma non si è mai concretizzato nulla. L’esistenza ed il ruolo degli ordini sono fondamentali sia per i professionisti che per gli utenti quali garanti della deontologia, dell’etica professionale. Il rinnovamento dovrebbe riguardare gli altri aspetti della professione come la formazione continua, l’accesso alla professione, il controllo e la garanzia della qualità delle prestazioni tutto questo in prospettiva anche delle direttive europee.

Pubblicità sanitaria. Non sarebbe ora di aggiornarla? Ritengo sia ormai improrogabile una riforma della Legge 175, dal 1992 molte cose sono cambiate soprattut-

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Dall’esperienza nell’Ordine di Roma cosa porterà in FNOVI? L’iniziativa che personalmente vorrei sollecitare nella nuova FNOVI sarà il tentativo di tenere più vicina la Federazione alle problematiche degli ordini provinciali, intensificando tutti i servizi di consulenza, da quelli di tipo amministrativo a quelli legali, e non solo, rendendoli anche molto più veloci ed efficaci. L’utilità sarebbe soprattutto per gli ordini meno Donatella Loni, Presidente numerosi, che certamente hanno ridotte dell’Ordine di Roma e Revirisorse economiche ed umane. sore dei Conti della FNOVI. Altro aspetto importante è la comunicaIppiatra, si occupa in partizione, una delle nostre priorità all’Ordine colare di ginecologia. di Roma è quello di impegnarci a rendere più significativo il nostro sito, sollecitando i colleghi che possiedono una mail, a comunicarcela in modo da creare una mailing-list a cui poter inviare in tempo reale tutte le novità da quelle legislative agli eventi formativi, o per tenerli aggiornati sulle attività dell’Ordine. Ulteriore obbiettivo sarà quello di avere un efficace addetto stampa, che operi a vasto raggio nel mondo dei mass media (televisioni, stampa, internet, etc.). E bene che noi veterinari cominciamo a comunicare correttamente all’esterno! La Riforma degli Ordini è una delle priorità del futuro Governo. Come andrebbero riformati? Credo nell’istituzione “Ordine” e sono assolutamente a favore del suo mantenimento. Dovrà essere sempre più un riferimento utile per la categoria, soprattutto in Italia dove la nostra professione sta vivendo una profonda crisi del mercato del lavoro. Certamente le norme che regolano gli Ordini dovranno essere modificate, ancora ci avvaliamo di leggi scritte negli anni cinquanta, allora il mondo del lavoro era completamente diverso e le norme riguardavano un esiguo numero di veterinari, basti pensare che solo l’Ordine di Roma nell’ultimo quinquennio a raddoppiato il numero degli iscritti, ad oggi siamo oltre milleduecento. La Pubblicità sanitaria per esempio, non sarebbe ora di aggiornarla? In genere gli esposti che pervengono all’Ordine riguardano soprattutto la mal pratica, ma sempre più sono quelli inerenti alla pubblicità irregolare, credo che le norme attuali siano troppo rigide. Una moderna attività professionale deve avere una solida base imprenditoriale, perciò deve essere rispettata l’esigenza di una maggiore visibilità, anche attraverso un adeguata pubblicità condannando le false informazioni e nel rispetto della deontologia.

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Non sarebbe ora di riformare anche il Codice Deontologico? Più che riformare il codice sarebbe importante insegnarlo, e quindi imparare a rispettarlo. Molto spesso noi veterinari non capiamo quanto sia utile per lo svolgimento della nostra professione. La deontologia si dovrebbe insegnare all’università, oppure negli stessi Ordini in un progetto di assistenza dei giovani neoiscritti tramite un tutor, il quale potrebbe organizzare degli incontri di approfondimento. L’unica norma deontologica su cui, a mio parere, sarebbe giusto affrontare una profonda riflessione e revisione è quella dell’articolo 52. Norma che non ci permette la vendita diretta dei farmaci ad uso veterinario ai nostri clienti se non quelli necessari per il proseguimento di un trattamento, la mia idea è che solo passando dai veterinari possiamo fare la vera farmaco-vigilanza, e tra l’altro potrebbe essere una risorsa economica in più. Come dovrebbe essere l’ECM per essere accettabile? Rispondo alla sua domanda con una domanda: ma i crediti ECM attribuiti ai liberi professionisti chi li verifica? Ancora oggi la questione è molto nebulosa. Non mi sembra che in pratica il sistema stia funzionando, la procedure per l’attribuzione dei crediti agli eventi formativi è troppo complicata e lenta, e spesso non equa rispetto alle reali esigenze professionali, le faccio un esempio pratico: io che sono un ippiatra se vado al convegno nazionale del mio settore, prendo solo dieci punti, mentre se partecipo ad un corso di informatica ne raccolgo quasi trenta. In questi ultimi anni si è verificata una corsa ai crediti solo allo scopo di raggiungere il punteggio necessario in un anno, tralasciando il valore formativo e scientifico dell’evento. L’aggiornamento professionale, per


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006 L’INTERVISTA

to per quanto riguarda la comunicazione e l’informazione basti pensare ad Internet, mezzo non contemplato dall’attuale Legge, anche se da tempo siamo in attesa di un regolamento Ministeriale che dia indicazioni per la pubblicità sul web. Penso sia importante riformulare una norma che valuti la differenza tra informazione e pubblicità vera e propria e sia comunque più liberale. ECM: dopo quasi cinque anni si dimostra sempre di più un sistema ingestibile. Il sistema è stato ideato e pensato per i sanitari dipendenti del SSN, e così deve essere, è il suo forzato adattamento ai Liberi professionisti che lo ha reso ingestibile. I liberi professionisti devono aggiornarsi per un dovere etico e deontologico e penso che lo abbiano sempre fatto nei modi e nei tempi a ciascuno più congeniali o utili. Che ruolo dovrebbero avere gli Ordini nella riforma-Siliquini? Sono favorevole ad un praticantato post-laurea aperto sia a strutture private che universitarie, sotto la responsabilità dell’Ordine che viene ad assumere un ruolo di supervisione e di controllo di cui devono essere ancora ben definiti aspetti e modalità di attuazione. È necessario però che la collaborazione tra il Miur e gli ordini si instauri sin dall’inizio del percorso Universitario affinché si possa creare una sinergia tra mondo accademico e mondo del lavoro Non sarebbe ora di rendere il Codice Deontologico più adeguato alla professione? L’evoluzione e il mutare delle realtà professionali fanno sì che le Leggi invecchino e non siano più attuali per cui vanno ciclicamente riviste e riformulate al fine di renderle più adeguate e soprattutto per renderle applicabili, condivisibili e quindi osservate. Cosa pensa dei regolamenti sul benessere animale approvati da vari comuni italiani, in particolare quello di Milano? Abbiamo offerto, come Ordine di Milano, il nostro contributo nella stesura della bozza che è stato gentilmente glissato, quando è stato approvato non siamo nemmeno stati informati nonostante la dichiarazione dell’Assessore Zampaglione di una presentazione ufficiale alle parti interessate. Abbiamo quindi scritto ancora noi per significare le nostre perplessità e rendendoci disponibili ad un incontro. Siamo ancora in attesa di una risposta. Il regolamento comunale di Milano è sicuramente ottimo nelle sue intenzioni, ma poi nella realtà mi pare poco applicabile e con una scarsa copertura di risorse umane e finanziarie per metterlo in atto, a parte ovviamente quello che riguarda l’intervento sulla professione veterinaria che va radicalmente rivisto.

un libero professionista, è fondamentale. Non è solamente una onorificenza sul camice, ma è importante per stare sul mercato. Il decreto Siliquini ha riformato l’esame di Stato introducendo anche un periodo di praticantato di sei mesi. Che ruolo dovrebbero avere gli Ordini? Personalmente, lo trovo molto ambizioso come progetto, ma poi chi lo farà? I consiglieri degli Ordini come puro volontariato? Oppure si prevede un giusto riconoscimento economico da parte del legislatore nei confronti di coloro che dovranno seguire e valutare i praticanti? Cosa pensa dell’anagrafe equina, del benessere del cavallo e quindi del doping? Due anni fa l’anagrafe equina per decreto ministeriale è stata spostata come competenza dal Ministero della Salute all’Unire, si può non essere stati d’accordo ma oramai è un dato di fatto. Per quanto riguarda la raccolta dei dati segnaletici, dei campioni biologici per il controllo del DNA, e l’inserzione del microchip nei cavalli devono essere assolutamente competenza del veterinario e questo non deve essere messo in discussione. Attualmente questi dati vengono raccolti esclusivamente dai veterinari Unire e dai veterinari delle Ausl. Il sistema di raccolta non mi sembra efficiente, è lento e addirittura può passare più di un anno prima che un puledro possa avere il proprio passaporto. Per velocizzare tale procedura sarebbe utile far svolgere tale attività direttamente dal veterinario di fiducia, come avviene già in altri paesi europei comunitari. Il doping nel mondo dei cavalli come in altre attività sportive è una piaga che deve essere severamente contrastata, e certamente il veterinario ha un ruolo essenziale in questa lotta, ed è l’unico che può avere la reale competenza per giudicare il reale benessere degli animali, altre professionalità minori potrebbero mettere seriamente a rischio una obbiettiva valutazione.

Pubblicità illecita del farmaco

Marabelli alla FNOVI: segnalare chiaramente qualsiasi irregolarità

“La pubblicità dei medicinali veterinari per i quali è richiesta la prescrizione (obbligo di ricetta) non è permessa, ma ne è consentita solo l’informazione rivolta esclusivamente ai medici veterinari deputati alla loro prescrizione, e quindi iscritti all’Ordine”. Lo ricordava la FNOVI a marzo con una circolare in cui invitava gli Ordini a vigilare e denunciare, in quanto illecita, la

pubblicità di medicinali veterinari con obbligo di prescrizione sulla stampa quotidiana o periodica indirizzata al pubblico o ad operatori zootecnici. Il problema era stato segnalato anche al Ministero della Salute, che ha risposto il 29 aprile, ribadendo che “in nessun caso è consentito diffondere al pubblico materiale pubblicitario non preventivamente autorizzato” e che il Ministero è “attento nella valutazione dei messaggi pubblicitari rivolti al pubblico, ma non interviene nei messaggi relativi ai medicinali veterinari soggetti ad obbligo di prescrizione medicoveterinaria che costituiscono informazione medico-scientifica, che può essere promossa tramite i diversi mezzi di diffusione cartacei o attraverso i media ma destinata esclusivamente agli operatori del settore”. La nota ministeriale è firmata dal Capo Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria, Romano Marabelli, (foto) che

conclude invitando la Federazione a “segnalare chiaramente qualsiasi irregolarità riscontrata in materia di pubblicità illegale di medicinali veterinari”. Chiunque effettua pubblicità presso il pubblico, in violazione delle disposizioni dell’articolo 6 del DM 14/06/02 è soggetto a sanzioni amministrative pecuniarie previste dall’ultimo comma dell’art. 201 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 e successive modifiche. Nella sua circolare, la Federazione ricordava inoltre che le disposizioni di legge “risulterebbero gravemente compromesse anche quando, ad esempio, si distribuissero depliant illustrativi di medicinali veterinari con obbligo di prescrizione in occasione di mercati e fiere aperti alla partecipazione del pubblico, o all’interno di farmacie, o presso i grossisti di medicinali veterinari”. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006

EUROPA

L’Europarlamento: ammissibili le farine di pesce

BSE: dieci anni dopo, vigilanza ancora attuale Scendono da cinque a tre le categorie di rischio l Parlamento ha sottoscritto un pacchetto di emendamenti di compromesso negoziati con il Consiglio in merito al regolamento sulla prevenzione, il controllo e l’eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili. Scopo della proposta contenuta nella relazione dell’Europarlamentare Dagmar Rothbehrendt (PSE, DE), è di adattarsi alle recenti norme adottate a livello internazionale. Nel chiedere una sorveglianza accurata, l’Aula ha confermato il divieto di somministrare farine di carne ai ruminanti, ma apre alla possibilità di alimentarli con farine di pesce. Il Parlamento ha sottoscritto il compromesso negoziato con il Consiglio in merito alla proposta volta ad adattare la normativa UE sulla prevenzione, il controllo e l’eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) alla decisione assunta dall’Ufficio Internazionale delle epizoozie (OIE) di ridurre da cinque a tre le categorie di rischio legate alla BSE: rischio trascurabile, rischio controllato e rischio indeterminato. Sarà quindi possibile chiudere la procedura in prima lettura.

I

Non abbassare la guardia Adottando la relazione di RothBehrendt i deputati hanno accolto con favore la proposta di ridurre da cinque a tre le categorie di rischio ma, ritenendole troppo vaghe, hanno insistito sulla necessità di rafforzare le misure di sorveglianza passiva e attiva.

Per “sorveglianza passiva” si intendono la segnalazione di tutti gli animali in cui si sospetta la presenza di un’infezione da TSE e test di laboratorio su detti animali, laddove la TSE non può essere esclusa da indagini cliniche. Con “sorveglianza attiva” si intende invece il controllo degli animali non segnalati come sospetti di presentare un’infezione da TSE in particolare al fine di determinare l’evoluzione e la diffusione di TSE in un paese o in una regione. Si tratta, più in particolare di controllare gli animali macellati con urgenza, quelli che presentano sintomi clinici ad un esame ante mortem, i capi morti, gli animali macellati sani e quelli abbattuti in relazione ad un caso di TSE. Inoltre, il Parlamento introduce maggiori dettagli riguardo ai programmi annuali di sorveglianza. Questi, in particolare, dovranno coprire tutti i bovini di età superiore a 24 mesi inviati alla macellazione di emergenza e quelli di età superiore a 30 mesi soggetti a macellazione normale ai fini del consumo umano. È poi chiesto di inquadrare più rigorosamente le eventuali modifiche ulteriori (ad esempio della lista dei materiali a rischio specifico, come il cervello o il midollo) e sono auspicate giustificazioni più dettagliate da parte dei comitati scientifici incaricati di queste modifiche. Le farine di pesce Una delle cause della diffusione

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della BSE fu il ricorso a farine di carne nell’alimentazione dei bovini. Queste pratiche sono state vietate e il nuovo regolamento non intende cambiare la situazione: le proteine animali non devono far parte della dieta dei ruminanti. Il compromesso però prevede che la Commissione potrà decidere di autorizzare la somministrazione di proteine derivate dai pesci ai giovani ruminanti. Questa decisione potrà essere presa nell’ambito dell’apposito comitato. D’altra parte, un emendamento prevede che si può decidere di introdurre “un certo livello di tolleranza” in relazione a quantitativi non significativi di proteine animali presenti nei mangimi “a causa di una contaminazione casuale e tecnicamente inevitabile”. È pe-

raltro precisato che ciò andrà fatto in base ad una valutazione favorevole dei rischi che tenga conto almeno della portata e della possibile fonte di contaminazione e della destinazione finale della spedizione. Importazione ed esportazioni di mangimi Gli Stati membri o le loro regioni che presentano un rischio indeterminato di BSE non saranno autorizzati ad esportare o immagazzinare mangimi destinati ad animali d’allevamento e contenenti proteine derivate da mammiferi né mangimi destinati a mammiferi, ad eccezione dei mangimi per cani, gatti e animali da pelliccia, e contenenti proteine trattate derivate da mammiferi.

Lo stesso vale per le esportazioni verso la Comunità da parte dei paesi terzi o le loro regioni che presentano un rischio indeterminato di BSE. Carni separate meccanicamente Per i deputati, le carni separate meccanicamente - “rimuovendo la carne dalle ossa con una tecnica che distrugge o modifica la struttura muscolo-fibrosa” - non sono paragonabili alle carni prodotte normalmente. Di conseguenza, ritengono necessario sottoporre a revisione il loro uso per il consumo umano. Per approfondimenti sulla “Roadmap” per le TSE: http://ec.europa.eu/comm/food/fo od/biosafety/bse/roadmap_it.pdf

L’H5N1 può diventare endemico negli uccelli selvatici? Per l’EFSA il rischio è variabile

’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha adottato il 12 maggio scorso un parere sul possibile ruolo degli uccelli migratori nella diffusione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità. L’EFSA ha condotto l’analisi del rischio in relazione a tre punti: 1) la probabilità di introdurre in Europa il virus asiatico H5N1 ad alta patogenicità attraverso gli uccelli migratori; 2) la probabilità che esso diventi endemico negli uccelli selvatici europei; 3) la possibilità che si trasmetta al pollame domestico. Sul primo punto gli esperti raccomandano di educare alla biosicurezza gli allevatori nei paesi colpiti fuori dal territorio comunitario: in questi paesi la sorveglianza dovrebbe essere innalzata sul pollame domestico e sugli uccelli selvatici e si dovrebbero adottare programmi di vaccinazione per controllare l’infezione. Il commercio dovrebbe altresì tener conto dei rischi di diffusione del virus. Ci vuole inoltre più ricerca per migliorare i metodi di sorveglianza nel pollame e negli uccelli selvatici e per analizzare più approfonditamente le migrazioni degli uccelli selvatici. Sul punto 2), le conclusioni a cui sono pervenuti gli

L

esperti indicano che il rischio che il virus diventi endemico negli uccelli selvatici d’Europa varia fra basso e alto a seconda delle specie. Il rischio può essere ridotto se si intensifica la sorveglianza attiva e passiva degli uccelli selvatici in Europa e se si utilizzano i dati raccolti nella definizione delle misure di biosicurezza per il pollame domestico. Per il Panel AHAW dell’EFSA il comportamento degli uccelli selvatici in Europa deve essere studiato in maniera più approfondita in modo tale che le dinamiche di trasmissione all’interno di una stessa specie e fra specie diverse vengano meglio comprese. Infine, quanto al rischio di tra-

smissione dell’infezione al pollame domestico questo è del tutto trascurabile nelle aree ad alti standard di bio-sicurezza, molto basso” a parità di misure nelle aree ad alta intensità di allevamenti, da basso a medio nelle aree rurali. Infine fra le raccomandazioni dell’EFSA c’è quella di ottimizzare l’efficacia delle misure di biosicurezza e di condurre ulteriori ricerche sui vaccini. (Opinion of the Scientific Panel on Animal Health and Welfare on a request from the Commission related with the Migratory Birds and their Possible Role in the Spread of Highly Pathogenic Avian Influenza http://www.efsa.eu.int) ■

2° WORKSHOP ANNUALE SULLA MEDICAZIONE DEL CAVALLO ATLETA 26 maggio 2006 Comprensorio UNIRE - Via Gramsci, 70 - Settimo Milanese (MI) 9.30 9.40 10.00

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Prof. Carli - Benvenuto e Presentazione della Giornata Ing. Pittaluga - Il saluto di UNIRE e la posizione dell’Ente sul controllo delle sostanze proibite Prof. Toutain - Controllo delle sostanze terapeutiche: l’approccio europeo per definire i limiti analitici di rilevabilità ed i corrispondenti Tempi di Rilevabilità nei cavalli Coffee-break Dr. Houghton - Aspetti analitici per il rilievo di FANS e steroidi Prof. Barragry - Trattamento intrarticolare con farmaci ed anti-infiammatori steroidei: problemi cinetici e clinici Pausa pranzo Prof. Pezza - La normativa antidoping in Italia Tavola Rotonda sulle problematiche antidoping in Italia (Moderatore Prof. S. Carli) - Interverranno: Prof. D. Codazza, Prof. V. Gambaro, Dott. P. Romagnoli, Dott. L. Ricci Dr. De Iuliis - Il Laboratorio di UNIRE Lab Prof. Carli - Chiusura dei lavori Per informazioni: Sede di Pomezia - Tel. 06/9124189 Sede di Milano - Tel. 02/33502133


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006 RUBRICA FISCALE

Il 5 per mille a favore della ricerca, delle attività sociali e del no profit Premessa L’art. 1 della L. 23.12.2005 n. 266 (Finanziaria 2006), ai commi dal 337 al 340 contiene specifiche disposizioni a sostegno della ricerca, delle attività sociali e del no profit. In particolare, il comma 337 della legge sopra indicata prevede la possibilità di devolvere il 5 per mille dell’IRPEF dovuta a favore dei seguenti soggetti: • organizzazioni di volontariato; • altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) (art. 10, DLgs. 460/97); • associazioni di promozione sociale (APS) iscritte nel registro nazionale ed in quelli regionali e provinciali (art. 7 co. 1, 2, 3 e 4, Legge 383/2000); • associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori dell’assistenza sociale e socio-sanitaria, dell’assistenza sanitaria, della beneficenza, dell’istruzione, della formazione, dello sport dilettantistico, della tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico, della tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, della promozione della cultura e dell’arte, della tutela dei diritti civili, della ricerca scientifica di particolare interesse sociale (art. 10, comma 1, lett. a) del DLgs. 460/97); • enti di ricerca scientifica; • Università; • enti di ricerca sanitaria; • Comune di residenza del contribuente, per le attività sociali svolte dallo stesso. L’articolo 31, comma 2, del Decreto Legge 30 dicembre 2005, n. 273 ha stabilito che la disciplina in esame si applica solamente al periodo di imposta 2005. La destinazione del 5 per mille dell’IRPEF rappresenta una scelta facoltativa del contribuente che quindi non determina maggiori imposte da pagare. Tale facoltà si aggiunge a quella già nota (in vigore dall’anno 1990) di destinare l’otto per mille dell’IRPEF allo Stato e ad alcune Confessioni religiose (Chiesa cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Chiesa Valdese unione delle chiese metodiste e valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche Italiane). L’articolo 1, comma 338 della citata L. 266/2005, dispone infatti che la destinazione del cinque per mille non incide sul meccanismo di devoluzione dell’otto per mille a confessioni religiose riconosciute o allo Stato. Risultano diverse anche le modalità di ripartizione delle scelte di destinazione dell’imposta. Infatti: • la destinazione dell’otto per mille viene effettuata sulla base

delle scelte espresse dai contribuenti ed in caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse. In altre parole, i fondi non espressamente destinati dai contribuenti verranno distribuiti tra i soggetti indicati (Stato e Confessioni religiose) proporzionalmente alle preferenze accordate dai contribuenti per ciascuno di essi; • la destinazione del cinque per mille avviene invece “sulla base delle scelte espresse dai contribuenti”; pertanto, se i contribuenti non effettuano alcuna scelta a favore delle istituzioni previste, nessun fondo sarà destinato ai settori in questione. Individuazione degli Enti Per l’individuazione dei soggetti beneficiari del 5 per mille, il DPCM 20.1.2006 ha previsto regole diverse distinguendo: • Enti no profit; • Enti di ricerca. Per quanto riguarda gli Enti no profit (organizzazioni di volontariato, ONLUS, Associazioni di promozione sociale e le altre associazioni e fondazioni riconosciute), essi partecipano al riparto del 5 per mille a condizione che siano iscritte nell’apposito elenco tenuto dall’Agenzia delle Entrate. Tale elenco è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate all’indirizzo www.agenziaentrate.it. Per ciascun ente sono indicati la denominazione, la sede ed il co-

dice fiscale. Per quanto riguarda invece gli Enti di ricerca scientifica, le Università e gli enti di ricerca sanitaria, essi sono stati individuati mediante un elenco redatto dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dal Ministro della salute. L’elenco di tali enti è, anch’esso, pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Come scegliere la destinazione Per destinare il 5 per mille dell’IRPEF ai soggetti sopra indicati il contribuente deve effettuare una precisa scelta utilizzando uno dei seguenti modelli: • modello UNICO PF 2006, nel caso in cui il contribuente sia tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi utilizzando tale modalità; • la scheda per la scelta della destinazione del cinque per mille dell’IRPEF di UNICO PF 2006 (contenuta nell’ultima pagina delle Istruzioni di UNICO 2006 PF - fascicolo 1), nel caso in cui il contribuente non sia obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi e non sia neppure titolare di redditi di lavoro dipendente o assimilati. • modello 730_1bis - redditi 2005, nel caso in cui il contribuente presenti la dichiarazione dei redditi utilizzando il modello 730/2006; • la scheda contenuta nel modello CUD 2006, nel caso in cui il contribuente non sia obbligato a presentare la dichiarazione

di Giovanni Stassi Dottore Commercialista, Torino

dei redditi e sia titolare di redditi di lavoro dipendente o assimilati. La destinazione del cinque per mille è unica, nel senso che non è possibile destinare il 5 per mille a due o più enti. Vediamo in pratica le modalità da seguire per la scelta nei casi sopra indicati. Modello UNICO PF 2006 I soggetti che presentano la dichiarazione dei redditi utilizzando il modello UNICO 2006 PF, per effettuare la scelta devono compilare il riquadro del modello intitolato “Scelta per la destinazione del cinque per mille” presente nel frontespizio, proprio sotto il riquadro della scelta dell’otto per mille. La scelta viene effettuata dal contribuente apponendo la propria firma in uno dei quattro riquadri corrispondenti alla finalità prescelta. I contribuenti possono, inoltre, individuare in modo specifico l’ente beneficiario della destinazione del 5 per mille indicandone nella casella appositamente prevista il codice fiscale. L’indicazione del codice fiscale è possibile per la destinazione del cinque per mille a favore degli enti no profit, di quelli di ricerca scientifica (e dell’Università) e di quelli di ricerca sanitaria. Non è, invece, possibile inserire il codice fiscale per le attività sociali svolte dai Comuni, in quanto il soggetto destinatario può essere solo il Comune di residenza del contribuente.

Scheda per la scelta della destinazione allegata al modello UNICO PF 2006 I contribuenti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi e non titolari di reddito di lavoro dipendente o assimilato e quindi non destinatari del modello CUD 2006, possono effettuare la scelta di destinazione del cinque per mille utilizzando la Scheda contenuta al fondo delle Istruzioni al modello UNICO 2006 PF. Per effettuare la scelta in parola i soggetti sono tenuti ad apporre due firme: • la prima in uno dei quattro riquadri corrispondenti alla finalità prescelta eventualmente indicando il codice fiscale, come sopra specificato; • la seconda a fianco della attestazione contenuta nella parte finale della scheda nella quale si dichiara che non si è tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Nell’ipotesi di presentazione della sola scheda occorrerà anche indicare i dati anagrafici del contribuente. La scheda, debitamente compilata dal contribuente, dovrà essere presentata: • entro il 31 luglio 2006 presso lo sportello di una banca o un ufficio postale. La Scheda deve essere inserita in una busta chiusa sulla quale deve essere apposta la dicitura “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF”. Nel caso in cui venga contempo-

41° Corso di base di ecografia addominale ed ecocardiografia nel cane 10°

23-24 Giugno 2006

anno

Centro Congressi Quattro Torri - Ellera Scalo - Perugia Coordinatore scientifico Prof. Francesco Porciello Relatori ed istruttori Prof. Rolando Arcelli, Prof.ssa Angela Polisca Prof. Francesco Porciello, Dott. Giovanni Angeli Dott. Francesco Birettoni, Dott. Riccardo Zelli Dott.sa Francesca Bocci, Dott. Roberto Falcini Dott. Domenico Caivano Dipartimento di Patologia Diagnostica e Clinica Veterinaria Università di Perugia Programma Scientifico Venerdì 23 Giugno 2006 8.30 Registrazione dei partecipanti 8.45 Presentazione del corso Prof. Franco Moriconi 9.00 Concetti generali di ecografia monodimensionale e bidimensionale Formazione delle immagini Tipi di echi Tipi di sonde Prof. Rolando Arcelli 9.30 Settaggio dell’apparecchio ecografico Dott. Francesco Birettoni 9.45 Preparazione del paziente e finestre acustiche Ecografia addominale - fegato e vie biliari Prof. Rolando Arcelli 10.30 Artefatti acustici Dott. Giovanni Angeli 10.45 Pausa caffè

11.00 Ecografia - Finestre acustiche Visualizzazione delle camere cardiache. delle strutture muscolari, e degli apparati valvolari sia in M mode che in B mode Prof. Francesco Porciello 11.30 Ecografia addominale: - milza - reni e vescica Prof. Rolando Arcelli 12.15 Apparato genitale femminile Prof.ssa Angela Polisca 13.30 Colazione di lavoro 14.30 Divisione in gruppi dei partecipanti ed inizio esercitazioni pratiche 16.20 Pausa caffè 16.40 Prosecuzione esercitazioni pratiche 18.30 Termine dei lavori Sabato 24 Giugno 2006 8.30 Utilizzo dell’apparecchiatura ecografica Ottimizzazione dell’immagine, rilevazioni e programmi di misura Scelta e utilizzo delle sonde Prof. Francesco Porciello 9.00 Ecocardiografia: - misurazioni lineari e studio del movimento delle valvole in M-MODE - studio della funzionalità ventricolare sinistra - uso combinato con l’elettrocardiogramma Prof. Francesco Porciello 10.45 Pausa caffè 11.00 Biopsia ecoguidata Dott. Giovanni Angeli

11.30 Apparato genitale maschile Dott. Riccardo Zelli 12.30 Questionari ECM 12.45 Colazione di lavoro 14.00 Divisione in gruppo dei partecipanti e inizio delle esercitazioni pratiche 15.50 Pausa caffè 16.10 Prosecuzione esercitazioni pratiche 18.00 Termine dei lavori Il corso è riservato a 24 laureati in Medicina Veterinaria. Saranno ammessi a partecipare i primi 24 richiedenti che faranno domanda di iscrizione, esclusivamente per via telefonica, a partire dal 29 Maggio 2006, a Centro Congressi Quattro Torri - Tel. 075 5170564. La quota di partecipazione è di 180 euro + IVA ed è comprensiva di: – partecipazione alle sessioni teoriche e pratiche che si articoleranno dalle 8,30 alle 18,00 dei giorni 23 e 24 giugno 2006 – materiale didattico – 4 pause caffè – 2 colazioni di lavoro Gli strumenti per l’attività pratico-applicativa sono messi a disposizione dalla ditta TAI - divisione di Bio98 srl di Milano, responsabile della gestione organizzativa del corso.

Accreditato con 14 punti ECM


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006 RUBRICA FISCALE

raneamente effettuata anche la scelta per la destinazione dell’otto per mille dell’IRPEF a Confessioni religiose o allo Stato, può essere utilizzata un’unica busta sulla quale dovrà essere apposta la dicitura “Scelta per la destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’IRPEF”. Sulla busta andrà anche indicato il cognome, il nome ed il codice fiscale del contribuente. Il servizio di ricezione delle scelte da parte delle banche e degli uffici postali è gratuito. • entro il 31 ottobre 2006 ad un

intermediario abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottore commercialista, ragioniere, consulente del lavoro, CAF-dipendenti, ecc.). L’intermediario abilitato provvederà a trasmetterne i dati in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Nel caso di consegna della scheda ad un intermediario si segnala che quest’ultimo non è obbligato ad accettare la Scheda dal contribuente. Nel caso in cui l’intermediario accetti l’incarico potrà richiedere un

compenso per l’effettuazione del servizio di invio telematico ed in ogni caso dovrà rilasciare al contribuente una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere la scelta. Modello 730/2006 I contribuenti che utilizzano il modello 730/2006 per dichiarare i propri redditi, esprimono la scelta di destinazione del cinque per mille compilando il Modello 730_1bis - redditi 2005 (che contiene anche il riquadro per la scelta dell’otto per mille).

Le modalità di compilazione sono le stesse indicate nell’ipotesi di presentazione del modello UNICO PF 2006. La Scheda deve essere presentata entro gli stessi termini di presentazione del modello 730/2006 e quindi: • entro il 2 maggio 2006 da parte dei contribuenti che presentano la dichiarazione al proprio sostituto di imposta; • entro il 15 giugno 2006 da parte dei contribuenti che presentano la dichiarazione ad un

Centro di assistenza fiscale o ad un professionista abilitato. Il modello 730_1bis, concernente la scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF, eventualmente insieme al modello 730_1, concernente la scelta per la destinazione dell’otto per mille dell’IRPEF dovranno essere consegnati al proprio sostituto o al CAF o all’intermediario nell’apposita busta facente parte del Modello 730/2006 oppure in una normale busta di corrispondenza, recante la dicitura “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF”, con l’indicazione del cognome del nome e del codice fiscale del dichiarante. I coniugi che presentano la dichiarazione congiunta presentano una sola busta, con l’indicazione del cognome, nome e codice fiscale del dichiarante. In ogni caso la scheda deve essere consegnata insieme al modello 730/2006 anche se non è espressa alcuna scelta. Scheda contenuta nel modello CUD 2006 I contribuenti che non devono presentare la dichiarazione dei redditi e che sono comunque percettori di redditi di lavoro dipendente ed assimilati, esprimono la propria scelta compilando la “Scheda per la scelta della destinazione del cinque per mille dell’IRPEF” contenuta nel modello CUD 2006. La scheda è sostanzialmente identica a quella allegata alle istruzioni del Modello UNICO 2006 PF e valgono le stesse modalità di compilazione e di presentazione ivi indicate. Ripartizione del 5 per mille tra gli Enti beneficiari Il comma 339 dell’articolo 1 della Legge 266/2005 dispone che le somme corrispondenti alla quota del cinque per mille dell’IRPEF dovuta sono determinate “sulla base delle scelte dei contribuenti”. Le scelte espresse dai contribuenti, come è stato indicato precedentemente, possono consistere: • nell’apposizione della sola firma in corrispondenza del riquadro indicante la finalità prescelta; oppure • nella firma sul riquadro relativo alla finalità prescelta e all’indicazione anche del codice fiscale dell’ente beneficiario. L’indicazione del codice fiscale è determinante al fine della diretta destinazione del cinque per mille dell’IRPEF al soggetto prescelto. In questo caso infatti il cinque per mille dell’IRPEF sarà devoluto direttamente all’ente prescelto. Se invece il contribuente appone la propria firma solamente nel riquadro corrispondente alla finalità prescelta, non indicando il codice fiscale, il riparto del cinque per mille dell’IRPEF verrà effettuato dall’Agenzia delle Entrate proporzionalmente tra gli enti che hanno avuto almeno una destinazione diretta. ■


laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006

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PREVIDENZA

L’Agenzia delle Entrate dà ragione all’ENPAV

Il veterinario può dedurre il contributo integrativo rimasto a suo carico Se manca la “rivalsa” sul cliente interviene la deducibilità fiscale

PER I VETERINARI ISCRITTI OBBLIGATORIAMENTE ALL’ENPAV Il contributo integrativo è deducibile per la parte che rimane a loro carico. È necessario distinguere: a) veterinari che non sono tito-

RECENSIONI COMITATO BIOETICO PER LA VETERINARIA Le procedure per una decisione clinica informata e responsabile" a cura di Santori e Canavacci C.G. Edizioni Medico Scientifiche Listino € 9,81 scontato € 8,00 Questo secondo lavoro del Comitato Bioetico per la Veterinaria ha voluto puntualizzare un problema fondamentale nella vita del veterinario e che, evidentemente, sta sempre più a cuore anche ai membri della società, clienti dei veterinari: il modo in cui oggi è possibile descrivere lo status degli animali, sia dal punto di vista etico ed etologico, sia dal punto di vista giuridico e, di conseguenza, la natura e le modalità dei trattamenti sanitari ad essi rivolti.

lari di partita IVA e non hanno, pertanto, un volume d’affari ai fini IVA (neolaureati e veterinari, iscritti in data anteriore al 27 aprile 1991, che esercitano in via esclusiva attività di lavoro dipendente). Il contributo integrativo minimo è totalmente a carico del contribuente, ”non operando il meccanismo di ripetitività del contributo in capo al richiedente la prestazione”. In tale ipotesi potrà essere dedotto l’intero contributo integrativo minimo versato dall’iscritto. b) veterinari titolari di partita IVA che realizzano un volume d’affari ai fini IVA. In questo caso se il veterinario ha realizzato un volume d’affari tale da poter esercitare totalmente il diritto di rivalsa, il contributo integrativo non è deducibile. Se, invece, il volume d’affari dichiarato è di importo ridotto e, pertanto, il contributo integrativo minimo obbligatorio è superiore al contributo integrativo che il professionista può adde-

bitare al cliente, la differenza che rimane a carico dell’iscritto potrà essere dedotto dal reddito complessivo. Esempio: Volume d’affari IVA realizzato nell’anno 2005 (Modello 1/2006): € 10.000; Contributo integrativo addebitato al richiedente la prestazione: € 200 (2% di € 10.000); Contributo integrativo minimo versato nell’anno 2005: € 385; Contributo integrativo deducibile: € 185 (€ 385 - € 200). PER I VETERINARI ISCRITTI FACOLTATIVAMENTE Per i veterinari iscritti facoltativamente all’Ente, ossia i veterinari iscritti per la prima volta agli Albi professionali successivamente al 27 aprile 1991 e che esercitano esclusivamente attività di lavoro dipendente, il contributo integrativo “non può considerarsi deducibile dal reddito complessivo in quanto versato facoltativamente ad una forma pensionistica diversa da quella obbligatoria di appartenenza”. ■

Contributi mediante trattenuta sugli stipendi rima convenzione in Italia fra ENPAV e la ASL 5 di Oristano per la riscossione dei contributi mediante trattenuta mensile sugli stipendi. L’Enpav ha affidato all’Amministrazione la riscossione, in suo nome e per suo conto, dei contributi minimi dovuti dai veterinari dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato. La riscossione dei contributi avrà luogo mediante trattenuta mensile sugli stipendi erogati a partire dalla mensilità di gennaio fino a quella di ottobre per un numero complessivo di 10 mensilità. L’Amministrazione invierà annualmente all’Enpav, entro il termine perentorio del 30 settembre, le deleghe alla riscossione dei contributi dovuti per l’anno successivo, sottoscritte dai singoli veterinari dipendenti, secondo il testo concordato con l’Enpav medesimo. Per esigenze tecnico-organizzative, l’Enpav non attiverà il sistema di riscossione disciplinato nella convenzione per le deleghe trasmesse in data successiva al 30 settembre. L’Enpav, acquisita la predetta documentazione, comunicherà all’Amministrazione, entro il termine del 30 novembre, l’importo dei contributi dovuti per l’anno successivo da ciascun veterinario, nonché l’ammontare delle trattenute mensili da effettuare. L’Amministrazione provvederà a riversare all’Enpav, entro i termini del 31 maggio e del 31 ottobre, l’importo complessivo delle trattenute mensili operate rispettivamente nel periodo gennaio/maggio e giugno/ottobre, mediante bollettini M.AV. senza alcun costo aggiuntivo.

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SCARSA ATTITUDINE DA PARTE DEI PROPRIETARI A SEGUIRE LE PRESCRIZIONI DEI VETERINARI. ECCO I RISULTATI DI UNA RECENTE RICERCA Una Ricerca condotta intervistando i Medici Veterinari per animali da compagnia ha messo in luce le ragioni per le quali molti proprietari di animali non riescono a somministrare le medicine in accordo alle prescrizioni ricevute. Le interviste telefoniche condotte su un campione di oltre 300 medici veterinari hanno rivelato che secondo questi ultimi, circa la metà dei proprietari di cani e oltre due terzi dei proprietari di gatti non riescono a seguire scrupolosamente le loro prescrizioni mediche. La causa più frequente di insuccesso (citata dal 20% degli intervistati) consiste per i proprietari di cani nella reale difficoltà nel somministrare il prodotto. Con minore frequenza viene riportato il rifiuto dell’animale ad ingerire le compresse e la mancanza di tempo da parte del proprietario.La difficoltà di somministrazione interessa anche circa i due terzi dei proprietari di gatti, che spesso non sono in grado di prendere il loro animale oppure questo non è in casa quando è il momento della somministrazione. Queste difficoltà pratiche non costituiscono le uniche ragioni per trattamenti incompleti: molti proprietari (27% di quelli di gatti e 53% di quelli di cani) interrompono precocemente il trattamento se il loro animale mostra un miglioramento, già dopo un paio di giorni. Altri dimenticano semplicemente di dare la medicina. Questa ricerca è stata condotta per conto di Pfizer Animal Health nell’ambito di una ricerca estesa a tutta Europa. I risultati evidenziano che secondo i Medici veterinari, la scarsa attitudine dei proprietari (compliance) a seguire le loro prescrizioni è la ragione

più importante del fallimento delle terapie antinfettive a base di antibiotici. Altre ragioni tirate in causa includono i trattamenti troppo brevi, la presenza di batteri non inclusi nello spettro di azione degli antibiotici e la comparsa di fenomeni di resistenza agli antibiotici utilizzati. Conferme sono venute da altre ricerche simili che hanno rilevato che, sempre secondo i Medici veterinari, circa il 50% dei proprietari di cani ha difficoltà a seguire il regime di medicazione prescritto. Problemi ancora maggiori per i proprietari di gatti dove questa percentuale raggiunge il 60%, con 1 proprietario su 5 che addirittura non effettua il trattamento per niente. Gli aspetti della compliance cominciano ad essere indagati con maggior attenzione anche in Medicina Veterinaria, risultando di grande importanza come causa di insuccesso terapeutico. Tali aspetti sono già considerati come un importante fattore clinico in Medicina Umana, con le autorità sanitarie di tutti i paesi del mondo impegnate con massicci investimenti a tentare di sensibilizzare medici e pazienti sulla importanza di completare sempre il ciclo di trattamento. Il tentativo di somministrare una compressa può risultare una esperienza traumatica sia per l’animale che per il suo proprietario. I proprietari trovano infatti molto difficoltoso riuscire a prendere i propri animali e costringerli a ingerire la medicina e possono anche decidere di rinunciarci per lo stress che tutto questo provoca loro. Peraltro, anche nel caso in cui decidono di continuare a provarci, risulta veramente difficile avere la sicurezza che tutta la dose sia effettivamente ingerita con

successo. Sovente poi le abitudini di vita del proprietario così come gli impegni di lavoro o di altro tipo, rendono difficoltoso se non impossibile seguire le prescrizioni che prevedono la somministrazione di una medicina per diversi giorni con 23 somministrazioni giornaliere. Il risultato sarà che alcune dosi vengono saltate, altre effettuate ad orari sbagliati o che i trattamenti verranno interrotti precocemente. La possibilità di effettuare con successo un ciclo completo di terapia è quindi scarsa, a meno che il proprietario sia veramente abile e fortemente motivato a condurla a termine. Riuscire ad effettuare correttamente un ciclo completo di trattamento antibiotico permette, peraltro, di evitare il rischio di ricadute e recidive, evitando il costo aggiuntivo dei trattamenti successivi. Questo successo garantisce infine animali più sani ed un migliore rapporto tra uomo e animale. La somministrazione completa e corretta dei farmaci prescritti assicura poi un altro importante vantaggio: evita infatti che rimangano in giro per casa farmaci potenzialmente pericolosi, ad esempio in caso di ingerimento accidentale da parte dell’animale o dei bambini di famiglia. Pfizer Animal Health, divisione di Pfizer Inc., è un’azienda leader mondiale nella salute animale, impegnata a fornire farmaci e vaccini innovativi e di elevata qualità, per animali da reddito e da compagnia. Pfizer Inc. è un’azienda farmaceutica basata sulla ricerca scientifica, presente in tutto il mondo e impegnata a scoprire, sviluppare, produrre e commercializzare farmaci innovativi.

PUBBLIREDAZIONALE

Come l’IVA, l’ENPAV ricade normalmente sul cliente finale. Questo meccanismo di “ripetitività” agisce quando il veterinario titolare di Partita Iva emette fattura. Ma i veterinari senza partita IVA (veterinari neo-iscritti all’albo o dipendenti in via esclusiva), che versano comunque il dovuto all’ENPAV su chi si rivalgono? E per lo stesso principio, il veterinario titolare di partita IVA che ha versato all’Ente più di quanto non abbia “ripetuto” sul cliente non ha diritto a portare in deduzione fiscale la differenza rimastagli a carico? Secondo l’Enteche in tal senso interessava a febbraio l’Agenzia delle Entrate il contributo non “ripetibile”, che rimane cioè a carico del professionista, deve essere deducibile. L’Agenzia delle Entrate il 4 maggio ha dato conferma. Ecco come l’ENPAV sintetizza ed esemplifica la questione.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006 ANMVI REGIONE

Succede a Monterotondo (RM)

Siamo a corto di ambulatori per le sterilizzazioni Chiesta l'apertura di una struttura ASL per gli animali di proprietà. ANMVI LAZIO: il Comune è fuori strada a Il Messaggero del 14/ 05/2006: “Un ambulatorio veterinario a Monterotondo per evitare ai proprietari di cani e gatti le continue trasfer-

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te a Palestrina e Tivoli per le sterilizzazioni”. La richiesta fatta alla Asl nasce da un disagio che si protrae da anni, per la mancanza di una struttura adeguata in città

o nei comuni limitrofi. Il servizio era attivo diversi anni fa a Mentana, ma è stato soppresso e non più ripristinato. Attualmente gli ambulatori veterinari Asl di Mon-

terotondo Scalo offrono altri tipi di assistenza. A sollevare il problema, molto sentito, non solo i residenti, ma il consigliere comunale di Rifondazione, Andrea Ma-

rino, che ha presentato un’interpellanza per sollecitare il ripristino delle prestazioni veterinarie necessarie a fronte della forte richiesta. “È inammissibile - spiega Marino - che gli unici ambulatori veterinari a cui rivolgersi per la sterilizzazione degli animali siano quelli di Palestrina e Tivoli. Questo dimostra una scarsa sensibilizzazione verso il problema.” Immediata la replica di ANMVI LAZIO che con una lettera a firma del Presidente Marzio Gargiulo, ha invitato il consigliere Marino a non attribuire al servizio veterinario pubblico competenze che non gli sono proprie, sottoponendo alcune considerazioni in merito alla sollecita attivazione di un ambulatorio veterinario ASL. Nel sottolineare che la sterilizzazione degli animali di proprietà non rientra fra gli obiettivi di sanità animale e sanità pubblica veterinaria, come invece e senza alcun dubbio, la gestione del randagismo e che eventuali prestazioni sul cane e sul gatto di proprietà, ivi comprese le sterilizzazioni, sono lasciate alla libera richiesta dei privati cittadini, il Presidente ANMVI Lazio ha ricordato che il Comune di Monterotondo, come quelli vicini, sono ampiamente serviti da strutture veterinarie private autorizzate e attrezzate a dare le prestazioni richieste dai proprietari di cani e gatti. La lettera si chiude facendo presente che i medici veterinari privati presenti sul territorio apprezzerebbero un coinvolgimento dell’amministrazione comunale garantendo la massima disponibilità. ■

Podologia equina, incontro a Massafra (TA)

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’Ordine dei Medici Veterinari di Taranto organizza il

16 giugno a Massafra un incontro sul tema “Podologia equina”. Gli argomenti saranno trattati dal dott. Castelijns, veterinario di fama internazionale, che unisce alla competenza dello studioso la perizia dell’esperto in mascalcia e che sicuramente offrirà interventi di altissimo livello, con l’apporto di altri studiosi del settore, quali il prof. Crovace dell’Università di Bari, conosciuto in Italia e all’estero per i suoi studi sul tessuto osseo equino. Per informazioni contattare la Segreteria dell’Ordine ai seguenti recapiti: Tel. 099/4706785 - E-mail: info@ordinemediciveterinari.ta.it


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006 INFO REGIONI

La Commissione Sanità approva il progetto di legge

Lotta al randagismo e tutela degli animali d’affezione in Lombardia Anagrafe canina e felina. Registro veterinario degli interventi di eutanasia iritto alla dignità e al rispetto delle esigenze fisiologiche ed etologiche degli animali d’affezione; norme repressive contro ogni tipo di maltrattamenti compreso l’abbandono; controllo demografico; risanamento dei canili e istituzione dei canili sanitari; affido anche temporaneo dei randagi; divieto di destinare gli animali ospitati nei ricoveri ad alcun tipo di sperimentazione. Sono alcuni dei punti contenuti nel progetto di legge “Lotta al randagismo e tutela degli animali d’affezione” approvato a maggioranza dalla Commissione consiliare “Sanità e assistenza”, presieduta da Pietro Macconi (AN) nella foto. Il provvedimento, che deve passare ora all’esame del Consiglio regionale, “è la sintesi dell’abbinamento di cinque distinti progetti d’iniziativa consiliare - dice il presidente Macconi - Nonostante le diverse posizioni di partenza mi sento soddisfatto per aver portato a termine un difficile lavoro di mediazione che spero possa concludersi in Consiglio con l’approvazione di una legge organica e ampiamente condivisa”. Per animali d’affezione si intendono “quelli che stabilmente od occasionalmente convivono con l’uomo, mantenuti per compagnia e che possono svolgere attività utili”. Si considerano d’affezione anche quelli che vivono in libertà ma non quelli selvatici ed esotici. È fatto divieto di abbandonarli, di infliggere loro maltrattamenti, di utilizzarli in spettacoli, gare e combattimenti. Presso le ASL viene istituita l’anagrafe canina e felina e l’identificazione dell’animale deve avvenire con metodi indolore. Ai Comuni e alle Comunità montane, singolarmente o in forma associata, competono il risanamento dei canili, il ricovero di animali catturati o raccolti (questo servizio può anche essere demandato a soggetti privati con diritto di prelazione da parte delle associazioni animaliste), la possibilità di istituire un fondo speciale per la sterilizzazione di cani e gatti i cui proprietari versino in stato d’indigenza. Alle Province competono il controllo demografico della popolazione animale, la prevenzione al randagismo, l’istituzione di corsi di qualificazione per operatori volontari di associazioni protezionistiche. Cani, gatti e gli altri animali di affezione possono essere soppressi solo se gravemente malati e incurabili o in ca-

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so di loro comprovata pericolosità. L’eutanasia può essere esercitata solo da medici veterinari che devono tenere un apposito regi-

stro sul quale annotare diagnosi e motivo della soppressione. Il pensionamento degli animali può essere gestito anche da soggetti privati i quali sono tenu-

ti a compilare un apposito registro che permetta di identificare l’animale, risalire alla sua provenienza, riportare la sua eventuale destinazione. Il progetto di

legge prevede un investimento finanziario superiore ai 3,5 milioni di euro. (fonte: Consiglio Comunale Regione Lombardia) ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Vaccini: quanto dura la protezione?

di Maria Grazia Monzeglio

Evidenze scientifiche indicano una maggiore durata dell’immunità vaccinale. I possibili risvolti discussi al Simposio sulla vaccinazione canina e felina a sessione conclusiva del Simposio internazionale sui vaccini (Vaccinazione del cane e del gatto: una rivalutazione scientifica”, Praga, 8-9 Settembre 2005), organizzato dalla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Utrecht e da Intervet, è stata dedicata a un argomento di notevole e delicata at-

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tualità in medicina veterinaria: la durata dell’immunità dei vaccini canini e felini (DOI, duration of immunity). Ha introdotto la discussione Ronald Schultz (Dept. of Pathobiological Sciences, University of Wisconsin-Madison, USA), ricordando che gli studi sulla durata dell’immunità indotta dai vaccini

canini sono in corso da più di 25 anni. La DOI dipende da varie caratteristiche del vaccino ed è mediata dai linfociti della memoria B e T. Gli anticorpi sierici costituiscono un indicatore affidabile di immunità per i vaccini virali del cane. In linea generale, la DOI dei vaccini virali è notevolmente più lunga della DOI dei vaccini batterici.

Studi condotti da alcune aziende farmaceutiche americane hanno mostrato che la DOI dei vaccini virali da loro prodotti (cimurro, parovirus-2 canino e adenovirus-2 canino) era pari a diversi anni sulla base sia di prove di esposizione sia della presenza di anticorpi sierici. Sulla scorta degli studi effettuati, sono stati recentemente

proposti nuovi programmi vaccinali. Alcuni paesi, soprattutto USA e UK, hanno adottato nuovi regimi vaccinali basati sul richiamo ogni tre anni contro malattie come cimurro, epatite e parvovirosi. L’aspetto normativo della durata dell’immunità vaccinale è stato affrontato da Rosalind Gaskel (Faculty of Veterinary Science, University of Liverpool, UK). In particolare, la relatrice ha illustrato le differenze tra il sistema europeo e quello americano. Nel sistema regolatorio della UE, le prove di efficacia devono essere specifiche per il prodotto e supportate da trial di laboratorio e di campo controllati. Di conseguenza, la DOI indicata è normalmente quella minima, a causa dei costi e delle implicazioni etiche correlati al mantenere gli animali in isolamento per lunghi periodi. Nel sistema americano, invece, la DOI non deve essere dimostrata per ciascun singolo prodotto (eccetto che per la rabbia), quindi le autorità scientifiche producono linee guida appropriate per le singole malattie. Gaskell conclude enfatizzando come, prima di adottare cambiamenti dei protocolli vaccinali, sia essenziale valutare appropriatamente la DOI di ciascun prodotto specifico. Le due relazioni finali hanno affrontato gli aspetti pratici della DOI e dei richiami vaccinali nel Regno Unito e in Francia. James Hill, libero professionista in Inghilterra (Fromus Veterinary Group, Suffolk, UK), spiega che la vaccinazione di routine è ancora molto importante in UK. Ciononostante, il concetto di DOI prolungata viene visto con interesse. Infatti esso risponde al timore, assai diffuso nell’opinione pubblica, di un abuso di vaccinazioni inutili negli animali; contemporaneamente, esso consente comunque di mantenere l’appuntamento routinario con il cliente, alternando vaccini a DOI prolungata con altri a durata più breve (es. Leptospirosi). Hill ha poi ricordato come i proprietari di cani e gatti abbiano oggi meno paura delle malattie infettive. La pericolosità delle infezioni animali e concetti come il potenziale zoonosico della Leptospirosi dovrebbero invece essere enfatizzati. Comunicare un messaggio positivo sulla regolare vaccinazione di cani e gatti a livello locale e nazionale, inclusi i vantaggi offerti


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL dalla DOI prolungata, è cruciale per continuare a prevenire efficacemente le malattie infettive mediante la vaccinazione. La realtà pratica francese è stata illustrata da Yannick Poubanne, libero professionista francese (Chemin de Bellegarde, Azas, Francia), che ha ricordato come la Francia possieda la più vasta popolazione canina e felina in Europa (8,6 milioni di cani e 9,7 milioni di gatti). Le vaccinazioni costituiscono un’importante risorsa per l’ambulatorio francese. Inoltre, il tema della DOI è scarsamente percepito tra i proprietari di animali in questo paese. Attualmente, la vaccinazione annuale è ancora la pratica più raccomandata dai veterinari francesi, che vedono con una certa paura l’arrivo di cambiamenti causati dai protocolli basati sul concetto di DOI prolungata. Tuttavia, il prolungamento della DOI deve essere considerato sotto tutti i possibili aspetti e in questo senso può rappresentare un’opportunità favorevole anche in termini economici. Per sfruttare al meglio queste opportunità sarà necessario un miglior uso della comunicazione con il proprietario, la sensibilizzazione alla visita di controllo periodica, l’implementazione di nuovi servizi, l’utilizzo dell’appuntamento di vaccinazioni di durata annuale e di nuove vaccinazioni per malattie emergenti (es. Leptospirosi, Piroplasmosi, Parainfluenza, etc.). ■

Eradicazione in allevamento dell’afta epizootica suina Un’alternativa all’abbattimento di massa n un allevamento suino asiatico di 1500 capi (scrofe) è stato avviato un programma di controllo ed eradicazione dell’afta epizootica (FMD) quale alternativa all’abbattimento di massa. Il programma si basava sulla vaccinazione di massa e sull’esposizione al virus FMD per stimolare lo sviluppo di un’immunità valida nella popolazione animale. I suini non sono portatori a lungo termine del virus FMD, che dovrebbe essere eliminato entro 21 giorni dall’infezione. L’ingresso di capi da riproduzione veniva temporaneamente interrotto e la mandria di scrofe veniva parzialmente depopolata per creare un tampone tra animali infetti e non infetti. Dopo l’esposizione al virus e la parziale depopolazione, il virus veniva eliminato mediante flusso unidirezionale degli animali, severe procedure di “tutto dentro-tutto fuori” e pulizia e disinfezione completa delle strutture. Dodici mesi dopo l’episodio infettivo iniziale, il piano di eradicazione era terminato e riuscito.

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Stabilità dei parametri ematologici Valide le principali variabili nel sangue canino conservato per due giorni a temperatura ambiente a stabilità dei costituenti del sangue è scarsamente documentata. Uno studio ha confrontato i valori della conta eritrocitaria (RBC), leucocitaria (WBC) e piastrinica, nonché della concentrazione di emoglobina (Hgb) e dell’MCV prima e dopo la conservazione di sangue canino a temperatura ambiente per 24 e 48 ore. Sono stati analizzati 152 campioni ematici canini in K3-EDTA provenienti da due cliniche veterinarie a distanza di 4 ore dal prelievo e

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poi dopo 24 e 48 ore, mediante un analizzatore per ematologia Coulter T540. I risultati sono stati confrontati mediante analisi della regressione di Passing-Bablock, diagrammi delle differenze e, in accordo con la classificazione, in normali e anormali sulla base degli intervalli di riferimento. La conta RBC e l’Hgb erano stabili durante tutto lo studio. Le differenze della conta WBC variavano con il campione, indipendentemente dal valore ini-

ziale. L’MCV invece aumentava consistentemente nel corso dei due giorni. Tuttavia solo pochi risultati dovevano essere declassificati. Gli autori concludono che i campioni di sangue intero conservati fino a due giorni a temperatura ambiente sono validi per la conta cellulare e l’Hgb. Tuttavia, sono possibili variazioni che devono essere conosciute per evitare interpretazioni erronee soprattutto in vicinanza dei valori decisionali.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006 LEGGI IN GAZZETTA

Protezione delle galline ovaiole, attuate le direttive 1999/74/CE e 2002/4/CE È in vigore dal 16 maggio il decreto 20 aprile 2006 del Ministero della Salute che attua le direttive comunitarie 1999/74/CE e 2002/4/CE per la protezione delle galline ovaiole e la registrazione dei relativi stabilimenti di allevamento (GU n. 111

del 15-5-2006). Fissare norme minime relative alla protezione delle galline ovaiole nei vari sistemi di allevamento, per proteggerle ed evitare le distorsioni della concorrenza fra i produttori dei vari Stati membri è l’obiettivo della Direttiva 1999/74/CE. La direttiva indica gli

standard minimi aggiornati per la protezione delle galline ovaiole, introducendo disposizioni comuni più rigorose per risolvere le precedenti carenze legislative a causa delle quali il benessere degli animali non veniva preso in considerazione in misura sufficiente.

Inoltre, la direttiva consente a ciascuno Stato membro di introdurre sul proprio territorio una normativa più severa. La Commissione europea aveva avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia (ma anche dell’Austria, del Belgio, della Grecia e del Porto-

gallo) a motivo dell’apparente mancata attuazione della direttiva. Tutti gli Stati membri avrebbero dovuto recepire la direttiva nella normativa nazionale entro il 1° gennaio 2002 e informare la Commissione delle misure adottate. Il provvedimento del Ministero della Salute distingue tre tipi di requisiti minimi per i sistemi di allevamento delle galline ovaiole: Disposizioni applicabili ai sistemi alternativi (allegato 1), Disposizioni applicabili all’allevamento in gabbie non modificate (allegato 2), Disposizioni applicabili all’allevamento in gabbie modificate (allegato 3). ■

Blue Tongue, modificata l’ordinanza odificato l’allegato I dell’ordinanza interministeriale sulla campagna di vaccinazione per blue tongue 2005-2006. Il provvedimento del Ministero della Salute è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.109 del 12 maggio 2006. Sulla base dell’evoluzione della situazione epidemiologica ecco come è stato aggiornato l’elenco dei territori: Regione Sardegna: province di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari. Regione Lazio: province di Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo. Regione Toscana: provinicia di Grosseto. Regione Umbria: province di Perugia e Terni. Regione Sicilia: province di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani. Regione Calabria: province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Regione Basilicata: province di Matera e Potenza. Regione Campania: province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. Regione Puglia: province di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto. Regione Molise: province di Campobasso e Isernia. Regione Abruzzo: province di L’Aquila e Chieti. Regione Marche: province di Ascoli Piceno e Macerata.

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LEGGI IN GAZZETTA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie Generale n. 111 del 15 maggio 2006 Decreto Legislativo 7 aprile 2006, n. 175 Disposizioni correttive al decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 132, recante attuazione della direttiva 2003/43/CE relativa agli scambi intracomunitari ed alle importazioni di sperma di animali della specie bovina.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006 ATTUALITÀ

Facoltà di Bologna

Aiuto Pubblico allo Sviluppo I l 13 Maggio si sono concluse le lezioni del Corso opzionale sui temi dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo che la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Alma Mater - Università di Bologna ha ritenuto di attivare per l’Anno Accademico 2005-2006. La necessità di andare incontro a nuove e mutate esigenze di formazione post-laurea ha portato il Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria ad operare la scelta innovativa di inserire nei programmi della sua Scuola di Specializzazione una serie organica di lezioni con l’obiettivo di rendere disponibili alcune delle nozioni fondamentali e degli strumenti operativi utili ad orientarsi in un contesto vasto, complesso ed in fase di continua evoluzione come quello della Cooperazione Internazionale e dell’Aiuto Umanitario. Luciano Venturi - quale titolare dell’insegnamento, significativamente denominato “Sanità pubblica veterinaria e Sviluppo umano: principi e metodi di Cooperazione internazionale” - ha inteso mettere insieme interessi, lavoro ed esperienze portati avanti per oltre 25 anni, nel campo dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo, che riguardano la Sanità Pubblica, fondamentale strumento della Cooperazione Internazionale nella lotta alle disuguaglianze e per la riduzione della povertà. L’insieme dei materiali didattici originali, realizzati a supporto del Corso, ha inteso dare valore ed enfatizzare un “approccio generalista”, quasi una contraddizione in termini per una Scuola di Specializzazione. È ormai tramontato il periodo in cui gli specialisti venivano inviati a trasferire competenze e tecnologie in un rapporto unicamente professionale ove le comunità locali erano più clienti che, invece, soggetti di partecipazione attiva dei programmi del loro sviluppo. Una nuova cultura della cooperazione internazionale condivisa anche dalle correnti più progressiste dell’ultima generazione di studiosi africani, i cosiddetti neosviluppisti, che ritiene vadano utilizzati strumenti concertati e messi in comune tra i vari attori dei programmi non trascurando la valutazione di impatto ambientale degli interventi, il metodo della integrazione fra programmi all’interno dei piani-

Nella foto alcuni iscritti al Corso, con i Proff. R. Baldelli, S. Prosperi e L. Venturi, nella giornata conclusiva delle lezioni.

paese, il rispetto di saperi e culture locali, la formazione dei quadri locali per avviare percorsi di autosostenibilità delle azioni, una volta conclusi i progetti. A queste logiche si sono ispirate le lezioni, gli articoli selezionati presentati, i documenti istituzionali collegati ai temi dello Sviluppo

Umano, raccolti e messi a disposizione dell’utilizzatore che - postosi di fronte alle due opzioni del “paradosso umanitario” : la prima portatrice di una cultura del non intervento, data la limitata capacità di incidere delle singole attività di fronte alla globalità dei problemi della lotta contro la povertà;

la seconda, invece, del riconoscimento di una esigenza civile di volere mettersi in gioco per contribuire a ridurre le disuguaglianze del mondo - abbia deciso di approfondire alcuni temi dell’Aiuto allo Sviluppo ed impegnare la propria professionalità nel campo della Cooperazione Internaziona-

le e dell’Aiuto Umanitario. I materiali del Corso sono stati raccolti in un Compact Disc che può essere richiesto, o direttamente ritirato al costo di produzione, presso la sede di Bologna della Organizzazione Non Governativa ALISEI. Via Cartoleria, 7. alisei.bo@alisei.org ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 19/2006 CALENDARIO ATTIVITÀ

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

7-10 giu.

SEMINARIO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ISTITUTO ZOOPROFILATTICO DEL MEZZOGIORNO

8-9

CORSO ANMVI IN COLLABORAZIONE CON ASL DI CREMONA

9-10

giu.

giu.

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON FSA

10-11 giu.

INCONTRO REGIONALE AIVEMP SICILIA IN COLLABORAZIONE CON ASL DI RAGUSA ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

14 giu.

15-17 giu.

SEMINARIO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON IZS DELLA SICILIA CORSO SCIVAC

15-16 giu.

17-18 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LAZIO

18 giu.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

20-23 giu.

CORSO SCIVAC Attenzione: Date evento modificate. CORSO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ASL 7 DI RAGUSA

21-24 giu.

23 giu.

INCONTRO SIMIV

24 giu.

INCONTRO SIMEF

25 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA

25 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TOSCANA

25 giu.

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON HILL’S

26-28 giu.

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC INCONTRO REGIONALE SCIVAC UMBRIA

30 giu. 2 lug.

2 lug.

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC SICILIA INCONTRO REGIONALE AIVEMP ABRUZZO IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI PESCARA INCONTRO SIVE

7-9 lug.

1 set.

9 set.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

13-16 set.

ITINERARIO DIDATTICO SIVE / SCIVAC

14-16 set.

SEMINARIO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ASL 19 DI ASTI

14-15 set.

INCONTRO SIVAE

16-17 set.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

21-23 set.

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON ASVAC

23-24 set.

CORSO SCIVAC

23-24 set.

DIAGNOSTICA PER IMMAGINI: III PARTE - RADIOLOGIA DEL TORACE - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it IL PACCHETTO IGIENE: UN NUOVO APPROCCIO ALLA SICUREZZA ALIMENTARE - Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Portici (NA) - Via Salute 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it

PROFESSIONE la VETERINARIA

LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: 15 Crediti Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it

La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

CORSO FSA - CONTROLLO DELLA DISPLASIA DELL’ANCA E DEL GOMITO NEL CANE - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 8 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it TECNICHE DI QUALITÀ NELL’ATTIVITÀ DEL MEDICO VETERINARIO NEL SSN - Dipartimento di Prevenzione, Ragusa - Via G. di Vittorio, 59 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it ORTOPEDIA: II PARTE - FISSAZIONE ESTERNA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 22 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it SICUREZZA ALIMENTARE: UN NUOVO APPROCCIO AI CONTROLLI UFFICIALI - Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia - Palermo - Via Gino Marinuzzi 3 - ECM: 9 Crediti per i Medici Veterinari - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA ODONTOIATRICA - Università degli Studi di Padova - Agripolis, Legnaro (PD) - Via Dell’Università, 16 - Agripolis - ECM: 9 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it APPROCCIO DIAGNOSTICO ALL’ALOPECIA NEL CANE E NEL GATTO - Pomezia - Hotel Selene - VIA PONTINA KM 30 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it PATOLOGIA CLINICA: II PARTE - BIOCHIMICA 1 - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it CORSO DI ECOGRAFIA CLINICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it L’HACCP NELLA FILIERA LATTIERO CASEARIA - Dipartimento di Prevenzione, Ragusa - Via G. di Vittorio, 59 - ECM: 7 Crediti - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it EMATOLOGIA - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it MEDICINA D’URGENZA: IL GATTO BIANCO, BLU E GIALLO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it QUANTI DETTAGLI CI SFUGGONO IN UNA RADIOGRAFIA ADDOMINALE? - Mantova - ECM: 3 Crediti Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it AGGIORNAMENTI PRATICI IN RIPRODUZIONE DEL CANE E DEL GATTO: DALLA CHIRURGIA D’URGENZA ALLA CHIRURGIA PROSTATICA - Grosseto - Granduca Hotel - Via Senese 170 - ECM: 3 Crediti - Per info: Monica Borghisani - Segr. Deleg. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO REGIONALE BASE DI ORTOPEDIA - Sassari - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it AGGIORNAMENTI IN OFTALMOLOGIA - Centro Avulp (PG) - Via Morettini, 19 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO REGIONALE BASE DI RADIOLOGIA - Ragusa - Istituto Zooprofilattico - c/a Nunziata Km 1.3 S.P 40 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it TECNICHE DI COMUNICAZIONE IN MEDICINA VETERINARIA - Centro Agroalimentare “La Valle della Pescara”, Cepagatti - PE - C.da Buccieri, 1 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it MACROREGIONE NORD ORIENTALE: ODONTOSTOMATOLOGIA, NUTRIZIONE E ALIMENTAZIONE DEL CAVALLO - Sede da definire - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it MEDICINA COMPORTAMENTALE: II PARTE - DAL SEGNO CLINICO ALLA PATOLOGIA COMPORTAMENTALE: LA CLINICA COMPORTAMENTALE DEL CANE, GATTO, CONIGLIO, FURETTO, PSITTACIDI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Rich. Accred. - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it RIPRODUZIONE EQUINA: I PARTE - MANAGEMENT DELLA FATTRICE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it IL PACCHETTO IGIENE: UN NUOVO APPROCCIO ALLA SICUREZZA ALIMENTARE - ASTI - Asti - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it SECONDO SEMESTRE: “AGGIORNAMENTI IN MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI II” - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it CARDIOLOGIA: II PARTE - SEMEIOTICA CLINICA, PRINCIPI DI ELETTROCARDIOGRAFIA E RADIOLOGIA CARDIOLOGICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it MALATTIE TRASMESSE DA VETTORI NEL CANE E NEL GATTO - Hotel Catalunya, Alghero - Via Catalogna, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA DELL’APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA (POA) - Novotel Caserta Sud - SS 87 Sannitica Km 22.600 Capodrise Caserta - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 22 maggio 2006

SOLUZIONI

Raddoppia rispetto a quella di base Si riduce rispetto a quella di base

Calcio Aumenta senza mai superare i 150 bpm Fosforo

Raggiunge e supera i 200 bpm

QUIZ 1 Problemi urogenitali negli animali esotici, SIVAE 2005, Cremona Risposta corretta: a)

BUN e Creatinina

Su un cavallo sottoposto ad attività fisica intensa (sforzo submassimale) la frequenza cardiaca:

QUIZ 2 Macroregioni SIVE 2005, Cardiologia Risposta corretta: d)

Quali parametri biochimici non sono utili nella diagnosi di insufficienza renale nei rettili?


La SCIVAC ringrazia, tutti i congressisti, i relatori, i collaboratori, gli sponsor e le aziende espositrici per il buon esito del 53° Congresso Nazionale Multisala.

Hill’s*



Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 19