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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

ORDINI Il Ministro della Giustizia torna a parlare di riforma delle professioni e lancia una provocazione agli Ordini: dicano una volta per tutte se vogliono la riforma. Per il Vice Ministro all’Economia Vegas il riordino delle professioni è possibile entro la Legislatura.

SPERIMENTAZIONE L'iter della pdl 5442 che revisiona le norme sulla sperimentazione animale inizierà intorno al 20 di maggio. Lo rende noto la segreteria dell'On. Schmidt, autore della pdl, che nel frattempo ha riconvocato alla presenza del relatore On. Fabio Minoli il Comitato tecnico che ha contribuito alla stesura del progetto di legge.

NUOVI PROFILI VETERINARI Nuovo testo unificato per le proposte di legge che istituiscono nuovi profili sanitari. Invariato l’articolo sulle nuove figure di operatore tecnico di sanità veterinaria. Il relatore Di Girolamo (DS) ha sottolineato in Commissione “l’importanza delle previsioni relative alla figura dell’operatore tecnico di sanità veterinaria”.

UNIRE Il Ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno ha disposto il commissariamento dell'Unire. Nominato Commissario Straordinario Francesco Saverio Abate, capo della direzione generale per la qualità dei prodotti agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole.

ROMA E IZS LAZIO La Provincia di Roma e l’IZS del Lazio hanno siglato un protocollo d’intesa in nome della sicurezza alimentare, della qualificazione delle produzioni agricole e zootecniche, della valorizzazione del settore biologico e del benessere degli animali. L’Assessore provinciale Loredana De Petris ha annunciato anche un programma di prevenzione e studio della leishmaniosi canina e del fenomeno dei bocconi avvelenati contro la fauna selvatica e gli animali domestici”.

ANIMALI IN CITTÀ Sarà visitabile anche online la mostra “Animali in città. Storia di una difficile convivenza”, in programma dal 16 maggio al 9 settembre. L'esposizione, articolata in nove sezioni, è stata organizzata dall'Archivio Storico di Torino. Attraverso testimonianze iconografiche, testi e altri documenti, la mostra ripercorre il ruolo e la presenza tutt'altro che marginale degli animali nella capitale subalpina, a partire dal primo canile municipale comparso a metà Ottocento.

FOGGIA Dopo Verona, Torino e Bari anche Foggia si candida a sede nazionale dell’Agenzia nazionale della sicurezza alimentare. L’annuncio viene dal Presidente della locale Camera di Commercio: “Foggia può farcela in Capitanata abbiamo l'Istituto sperimentale per la cerealicoltura, quello Zooprofilattico, e la facoltà di Agraria”.

www.anmvi.it

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 2, numero 18, dal 16 al 22 maggio 2005

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Sì di Strasburgo alla Direttiva Zappalà

Brevi

Se lo sai già... l'hai letto su @nmviOggi

182005

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Professionisti liberi nella UE Riconoscimento automatico delle qualifiche. Tessera europea per esercitare negli Stati membri

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SSN, preintesa sulla dirigenza overno e sindacati hanno siglato una preintesa sul contratto della dirigenza medica e veterinaria del SSN. La vertenza, anche in ragione dei suoi risvolti politico-elettorali, è una priorità del Ministro della Salute che per questo non ha gradito il commento del Ministro Maroni, secondo il quale questa preintesa sarebbe una “follia”. Sulle concessioni al pubblico impiego le polemiche sono tutt’ora in corso, ma i dirigenti del SSN aspettano il loro contratto da ben 40 mesi. Soddisfatta quindi la CIVEMP che vede raggiunti i suoi obiettivi. Questi in sintesi i risultati della preintesa. L’orario di lavoro è confermato in 38 ore settimanali. La presenza del dirigente veterinario nei relativi servizi deve essere assicurata nell’arco delle dodici ore diurne feriali per sei giorni alla settimana; questi deve far fronte alle esigenze ordinarie e di emergenza che avvengano nel medesimo periodo orario. Nelle ore notturne e nei giorni festivi le emergenze vengono assicurate mediante l’istituto della pronta disponibilità: l’immediata reperibilità del dirigente, esclusi quelli di struttura complessa, è limitata ai soli periodi notturni e festivi; ha durata di dodici ore e dà diritto ad una indennità, incrementata per le ore notturne. Dal 30 maggio 2004, il rapporto di lavoro della dirigenza medica e veterinaria può essere esclusivo o non esclusivo. Esclusivo significa “totale disponibilità del dirigente nello svolgimento delle proprie funzioni” e pertanto comporta una indennità di esclusività, che resta confermata nelle misure attualmente vigenti (da un minimo annuo di € 2.253,30 per un dirigente con esperienza professionale nel SSN sino a 5 anni, fino ad un massimo annuo di € 16.523,52 per un Dirigente con incarico di struttura complessa). Ai dirigenti che scelgono il rapporto di lavoro non esclusivo non compete la retribuzione di risultato ed è inibita l’attività libero - professionale intramuraria; L’indennità di specificità medico veterinaria rimane invariata: € 7.746,85 annui lordi, e € 10.329,14 annui lordi, a titolo personale, per i dirigenti di ex II livello al 30.7.1999. Incrementi sono previsti sullo stipendio tabellare (unificato a 38.198 euro) e sulla retribuzione di posizione minima. L’indennità per l’incarico di direzione di struttura complessa, rimane fissata nella misura di € 9.432,05. Quattro ore dell’orario settimanale sono destinate all’aggiornamento. La formazione continua si svolge sulla base delle linee generali di indirizzo dei programmi individuati a livello nazionale e regionale. L’azienda e l’ente garantiscono l’acquisizione dei crediti formativi da parte dei dirigenti nell’ambito della formazione obbligatoria. I dirigenti che vi partecipano sono considerati in servizio a tutti gli effetti ed i relativi oneri sono a carico dell’azienda o ente. Ove il dirigente scelga percorsi non rientranti nei programmi previsti, le iniziative di formazione - anche quella continua - rientrano nella formazione facoltativa con oneri a carico del dirigente. Le aziende garantiscono una copertura assicurativa della responsabilità civile di tutti i dirigenti, per le eventuali conseguenze derivanti da azioni giudiziarie dei terzi, relativamente alla loro attività, compresa la libera professione intramuraria, salvo le ipotesi di dolo o colpa grave. Le aziende ed enti vi provvedono con le risorse destinate a tal fine nei bilanci, incrementate con una trattenuta procapite da un minimo di € 26 mensili ad un massimo di € 50. Inoltre, qualora l’azienda o ente non possa mettere a disposizione del dirigente il proprio automezzo in occasione di trasferte o per adempimenti fuori dell’ufficio, il rimborso delle spese potrà avvenire secondo le tariffe ACI. Ai dirigenti veterinari è stata attribuita la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria: è quindi corrisposta una indennità del valore annuo di € 723,04. “Possiamo ritenerci soddisfatti”- ha dichiarato Aldo Grasselli (CIVEMP), invitando ora ad accelerare sul secondo biennio.

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@nmviOggi. L’informazione quotidiana on line

IMPOSSIBILE VIVERE DI RENDITA colleghi che hanno iniziato la loro Isettore attività venti anni fa, parliamo del per animali da compagnia che iniziava la sua crescita in quegli anni, bastava che affittassero un negozietto, un appartamentino a piano terra ed erano pronti a partire. Il mercato era in forte crescita ed i clienti non mancavano. Le prestazioni richieste erano soprattutto quelle di base, in particolare di medicina preventiva, ma il numero dei clienti era elevato, i costi contenuti e quindi il reddito soddisfacente. Le regole da rispettare erano poche e spesso eluse visto che i controlli non li faceva nessuno. Non si parlava ancora di 626, rifiuti speciali, normative per gli impianti elettrici, BPV, ECM, ecc. Molte attrezzature arrivavano di seconda mano dagli Ospedali, magari modificate per le necessità, spesso senza rispettare le norme di sicurezza o di qualità. Di specialità farmaceutiche per animali da compagnia ve ne erano molto poche e si utilizzavano prodotti registrati per altri animali o soprattutto farmaci per uso umano vista anche l'enorme difficoltà a reperire quelli specifici presso le farmacie. Iniziò allora la battaglia per la gestione del farmaco, la 306 o de-

creto "Vezzoni". Nel 1984 è nata anche la SCIVAC e quelli che sentivano la necessità di un reale approfondimento delle proprie conoscenze avevano l'opportunità di seguire momenti di aggiornamento con i più qualificati relatori internazionali, esigenza molto sentita perché in quegli anni le università snobbavano abbastanza questo settore. Molti allora vivendo una situazione piuttosto facile, e non prevedendo le forti trasformazioni che il mercato ha subito negli ultimi anni, si sono adagiati convinti che la posizione acquisita, in termini di esperienza, collocazione, clientela ed avviamento fosse sufficiente per continuare indisturbati la propria attività godendo di una "rendita" inattaccabile da qualsiasi concorrenza. Per questo hanno rallentato il proprio investimento nella struttura, trascurando nuove attrezzature o servizi, o su se stessi impegnandosi sempre meno nel proprio aggiornamento. Oggi questi colleghi sono forse quelli che risentono maggiormente della crisi del nostro settore. Non hanno più la voglia o la capacità di ricominciare uno sforzo di riqualificazione e soffrono quindi la concorrenza di nuove strutture. ■

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Liberi professionisti nella UE a 25

Qualifiche professionali riconosciute in tutta Europa Agli Ordini il ruolo di autorità competente. Tessera “europea” per esercitare negli Stati membri. Qualifiche triennali separate dalle quinquennali

Plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo ’11 maggio scorso l’Europarlamento di Strasburgo ha adottato la relazione di Stefano Zappalà sulla proposta di direttiva relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Gli emendamenti approvati sono frutto di un compromesso con il Consiglio, il che significa che la direttiva viaggia celermente verso la definitiva approvazione. Il provvedimento semplificherà il quadro normativo europeo con l’adozione di un solo testo legislativo che va a sostituire una serie di direttive adottate in passato. Per consentire l’esercizio di una professione (tutti i tipi di professione: regolamentate e non, ad esclusione delle professioni legate all’esercizio di pubblici poteri) in un paese diverso da quello in cui è stata ottenuta una qualifica professionale, è necessario che questa sia riconosciuta dal paese ospitante. Il principio del riconoscimento automatico dei titoli si applicherà d’ora in poi sulla base di un coordinamento delle condizioni minime di formazione.

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L’equivalenza dei titoli Per un cittadino dell’Unione, l’ac-

cesso a una professione regolamentata sarà subordinato alle stesse condizioni dei cittadini del paese ospitante. Tale regola riguarda, in particolare, gli attestati di competenze o i titoli di formazione richiesti. Questi dovranno però rispettare una serie di condizioni, atte a dimostrare un livello di qualifica professionale almeno equivalente a quello immediatamente inferiore a quello richiesto dallo Stato ospitante. Il testo licenziato dal Parlamento stabilisce cinque livelli di riferimento, corrispondenti al grado di formazione e di qualifiche riconosciute, che permettono di effettuare delle equivalenze sui livelli di competenze tra i diversi Stati membri. Cinque livelli dunque e non più solo quattro come nella precedente proposta del Consiglio Europeo che accorpava il livello delle lauree triennali con quello delle lauree quinquennali. Sulle lauree brevi, il deputato Zappalà esprime dubbi: non tutte sarebbero conformi al modello di formazione europea. I deputati di Strasburgo, poi, in contrasto con il Consiglio, mantengono il principio del riconoscimento automatico delle specializzazioni mediche o dentistiche comuni ad almeno due Stati membri. La direttiva, infine, fa riferimento alla necessità della formazione continua che deve garantire l’aggiornamento delle conoscenze del professionista. La disciplina viene lasciata ai singoli Stati membri.

Autorità competente e ordini professionali La relazione adottata introduce anche la definizione di “autorità competente”: “qualsiasi autorità o organismo investito di autorità dagli Stati membri, abilitato in particolare a rilasciare o a ricevere titoli di formazione e altri documenti o informazioni, nonché a ricevere le domande e ad adottare le decisioni di cui alla presente direttiva”. La direttiva si allinea alla situazione effettivamente vigente nella maggior parte degli Stati membri, ove i poteri pubblici delegano parte della gestione delle professioni ad organismi autonomi, come gli ordini professionali. In altri termini, la gestione delle professioni dipende dall’organizzazione interna di ogni Stato membro e pertanto non esclude la designazione di organismi che non sono amministrazioni. Le tessere professionali La direttiva prevede l’introduzione di tessere professionali individuali che potrebbero contenere informazioni sulle qualifiche della persona - come la sua formazione, la sua esperienza o le sanzioni da cui è stato colpito - per accelerare lo scambio di informazioni tra il paese d’origine e quello ospitante. Queste tessere sarebbero rilasciate dalle associazioni o organizzazioni professionali. Mutuo riconoscimento Il testo adottato dal Parlamento prevede il mutuo riconoscimento e il principio del controllo da parte

Definizione europea di “libera professione” i sensi della Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, per “libera professione” si intende una professione esercitata da una persona che, sulla base di qualifiche professionali specifiche, fornisce a titolo personale, sotto la propria responsabilità, prestazioni intellettuali in modo autonomo nell’interesse del mandante e della collettività. L’esercizio della professione è in genere sottoposto a obblighi professionali specifici, conformemente alla legislazione nazionale e alle normative elaborate autonomamente nel quadro di quest’ultima dai rispettivi ordini professionali; tali normative garantiscono e perfezionano la professionalità, la qualità e il rapporto di fiducia esistente con il mandante.

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del paese ospitante. Gli Stati membri hanno quindi la possibilità di verificare le qualifiche e sottoporre il diritto di esercitare una professione a delle esigenze specifiche, in particolare per garantire l’interesse generale. Sono state anche inserite delle salvaguardie volte a combattere gli abusi. Si tratta, ad esempio, di evitare che il riconoscimento professionale ottenuto in un altro Stato membro serva ad aggirare le norme più esigenti in vigore nel paese d’origine o conferisca dei diritti supplementari. Le organizzazioni professionali L’Europarlamento conferisce un ruolo alle associazioni e organismi professionali nella procedura di riconoscimento delle qualifiche. Sarà quindi instaurato un Comitato per il riconoscimento delle qualifiche composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante del-

la Commissione che dovrà consultarsi anche con “gli esperti delle categorie professionali interessate”. Organizzazioni professionali nazionali o a livello europeo potranno avanzare richieste motivate di modifica della direttiva. Competenze linguistiche Da “dovrebbero” a “devono”. Per rafforzare le competenze linguistiche l’Europarlamento ha emendato un verbo che ha così riformulato l’articolo 53 della direttiva: “ I beneficiari del riconoscimento delle qualifiche professionali devono avere le conoscenze linguistiche necessarie all’esercizio della professione nello Stato membro ospitante”. Il rigore è soprattutto richiesto alle professioni mediche con questa motivazione: “La qualità dell’assistenza sanitaria dipende in misura notevole dallo scambio di informazioni tra chi fornisce le prestazioni mediche e il paziente”. ■

Presentato in anteprima agli Ordini il Libro Bianco I l primo Libro Bianco sulla Professione Veterinaria è stato presentato in anteprima ai Presidenti degli Ordini Veterinari Provinciali sabato 7 maggio a Roma. Annunciato nel dicembre del 2003 dal Consigliere FNOVI Giuliano Lazzarini che da allora ne ha seguito da vicino la realizzazione - è stato curato anche dal Vice presidente Gaetano Penocchio e dal Segretario Aldo Vezzoni. Circa 800 i medici veterinari del campione statistico, 200 le pagine riportanti dati e informazioni su tutta la professione. L’indagine, condotta da Nomisma per la FNOVI, verrà prossimamente divulgata in versione integrale. Per ora il Progresso Veterinario, organo ufficiale della Federazione, ne ha pubblicato un estratto, di per sé indicativo e bastante a confermare le prospettive evidenziate da precedenti ricerche di settore, come la

recentissima indagine ANMVI ETAMETA 2005 che, sia pur ristretta alla clinica per gli animali da compagnia, trova proprio in questo Libro Bianco significative conferme. Qualche dato, fra i più significativi, merita una riflessione anche se sono temi ed argomenti che abbiamo più volte affrontato su questa rivista. Attualmente gli iscritti agli Ordini sono 23.600, di questi il 50% è in attività da 6 a 20 anni. Il 25% oltre i 20 anni e l’altro 25% sotto i 5. Dal 1999 al 2004 si è avuto un incremento di iscrizioni del 17,9%. Questi dati dimostrano ancora una volta l’esorbitante crescita del numero di Medici Veterinari. Gli iscritti in sei regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio e Campania) arrivano al 61% del totale evidenziando una forte concentrazione territoriale con una punta massima in Lombardia con il

18%. Gli iscritti ai corsi di Laurea in Medicina Veterinaria sono 15.954. Nel giro di 5 anni potrebbero essere tutti laureati ed iscriversi agli Ordini. Sarebbero 16.000 nuovi veterinari che porte-

rebbero il numero totale a quasi 40.000 nel 2010 con un incremento del 68%. Già oggi il 20% dei veterinari impiega più di tre anni per trovare un’occupazione stabile, che spesso sarebbe più

giusto definire “sottoccupazione”, il 12% deve aspettare più di cinque anni per arrivare a questo ambito traguardo. L’indagine evidenzia anche il fatto che oggi si arriva alla professione senza un’adeguata preparazione. Per questo il 62% degli intervistati giudica scadente o insufficiente la preparazione universitaria ed è d’accordo (77%) su una riforma dell’esame di Stato che preveda un periodo di praticantato, solo il 12,6% esprime una posizione contraria. Più o meno con la stessa percentuale (74,4%) i veterinari giudicano negativamente i corsi di laurea breve. Questo Libro Bianco va conosciuto, meditato e fatto conoscere al di fuori del nostro settore: istituzioni, politici e media saranno invitati a guardare questa fotografia della veterinaria e dovranno dimostrare di saper agire di conseguenza. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005 ATTUALITÀ

Il caso Pet Pride

Il medico veterinario non è un optional Norme e deontologia impongono il coinvolgimento dell’Ordine sempre più richiesta la collaborazione del medico veterinario a manifestazioni ed eventi di stampo animalista. Negli ultimi tempi varie amministrazioni comunali e provinciali si sono fatte promotrici di iniziative in favore degli animali, con la collaborazione di grandi e piccole sigle animaliste. A fine aprile Alba Adriatica ha ospitato il “Pet Pride 2005”, a Parma c’è il progetto “Gattolandia”, a Rimini la guardia medica veterinaria, a Roma il progetto “Un giorno da cani” e così via. L’elenco è allungabile a piacere, basta pensare alle numerose campagne per le adozioni e per le sterilizzazioni. Nella grande maggioranza dei casi è richiesta la presenza attiva (prestazioni) di medici veterinari, ma non sempre gli organizzatori coinvolgono l’Ordine professionale. Bene fanno quindi i medici veterinari che invitati a prendere parte a queste iniziative, prendono contatti con il loro Ordine per avere informazioni e pareri di competenza e con l’ANMVI REGIONE di riferimento. Il caso Pet Pride ci sembra emblematico.

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È tutto in regola? Il 19 aprile l’agenzia ANSA annunciava così il Pet Pride di Alba Adriatica: “Centinaia di cani e gatti, aree trasformate in beauty farm, atelier di moda e oasi di ristoro, dedicate agli amici a quattro zampe. Una clinica per avere consigli sulla salute del cucciolo di casa, una vera e propria palestra pensata per tener-

li in forma, incontri con i maggiori esperti di animali. Sono alcuni degli ingredienti del “Pet Pride 2005, l’orgoglio di essere animale’’, manifestazione che per tre giorni trasformerà Alba Adriatica in una Pet Land, una “città per gli animali da compagnia”. Dal Pet Health, dove i veterinari e gli esperti dell’Università degli Studi di Teramo e dell’Istituto Zooprofilattico saranno a disposizione gratuitamente per visite di controllo e programmi personalizzati per il proprio animale da compagnia, alla Pet Beauty, una vera beauty farm con il meglio dei prodotti per la bellezza dei cuccioli di casa, per arrivare alla mostra “Snoopy & Friends’’, un modo per comprendere come gli animali da compagnia siano diventati ormai protagonisti indiscussi dei sogni e dei momenti più felici. Vengono così “reclutati” i veterinari della zona, ma senza informare l’Ordine competente. Una decina di medici veterinari privati, appreso dai giornali locali dell’imminente Pet Pride, scrivono al Presidente dell’Ordine di Teramo, Dott. Antonio Gatti, e per conoscenza all’ANMVI: “dal momento che nei nostri ambulatori abbiamo ricevuto da parte dell’organizzazione (Meta Comunicazione e Lega Nazionale per la Difesa del cane ndr) l’invito a partecipare nelle aree sopra citate; tenuto conto che non ci risulta che l’Ordine di Teramo sia stato in alcun modo coinvolto e che non esista alcuna forma di convenzione che regoli e controlli che le suddette prestazioni professionali abbiano ca-

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ratteristiche di eccezionalità e che non siano mirate a fini di pubblicità, così come il Codice deontologico prevede; considerato che nei pieghevoli recentemente distribuiti non viene chiarito né il ruolo degli specialisti della Facoltà o dell’Istituto Zooprofilattico, né quello dei liberi professionisti invitati ad aderire all’iniziativa; data la portata dell’evento che coinvolge l’intera categoria; i sottoscritti contestando l’eventuale presenza fisica non retribuita, di liberi professionisti e le finalità promozionali della manifestazione, che potrebbe essere tesa a distrarre la clientela verso Università ed Istituto Zooprofilattico, le chiedono formalmente di pronunciarsi in forma ufficiale al riguardo di tale argomento”. L’Ordine interviene Ecco come risponde il Presidente dell’Ordine di Teramo: “il Consiglio Direttivo dell’ordine precisa di essersi già da tempo attivato pur in assenza di formale segnalazione da parte dei colleghi iscritti. In particolare, il suddetto Consiglio si è premurato di ascoltare le parti coinvolte, a vario titolo, nell’evento, al fine di valutare la veridicità delle affermazioni fatte nei comunicati stampa e le rispettive posizioni rispetto quanto in essi riportato. In tali circostanze, senza nulla togliere alla valenza e portata della manifestazione, lo scrivente Ordine ha ribadito quanto segue: Sebbene il vigente regolamento deontologico (art. 60), che qualsiasi sanitario iscritto all’albo è tenuto ad osservare, preveda l’eventualità dell’esercizio professionale a titolo gratuito, ne specifica altresì l’eccezionalità e lo esclude allorché, per la forma ed il modo, tale comportamento possa costituire artificio per un’illecita concorrenza. Sempre il codice deontologico (art. 15) prevede che il veterinario eserciti la propria professione in ambienti adeguati al decoro professionale e, in base all’accordo Stato Regioni della seduta del 26 Novembre 2003 (in corso di recepimento nella Regione Abruzzo), in strutture specificatamente individuate ed autorizzate, previa verifica del soddisfacimento di requisiti minimi organizzativi e strutturali da parte dell’autorità sanitaria”. L’Ordine ha quindi ritenuto “che le condizioni sopra riportate non potessero essere soddisfatte nel corso della manifestazione in programma alle condizioni riportate nei comunicati stampa. Conseguentemente, ha chiesto ed ottenuto la totale rettifica del programma definitivo nell’interesse dell’immagine e del decoro professionale della categoria che rappresenta e, soprattutto, nell’interesse dei potenziali pazienti e clienti. Nel corso della manifestazione, quindi, non potrà essere eseguito al-

Più regole alla veterinaria medici veterinari italiani ricordano le accuse di malasanità rivolte loro da Daniela Ballestra, fondatrice di Arca 2000, un’associazione italiana che si occupa dichiaratamente di malasanità animale. Sempre senza fare di “tutte le erbe un fascio”, le proteste di Arca 2000 sono confluite nella proposta di legge dell’onorevole marchigiano Marco Lion “Disposizioni per la regolamentazione della professione veterinaria e per la tutela della salute animale.” Ne ha dato anticipazione nei giorni scorsi il quotidiano Libero. “Competenza e professionalità non sono assolutamente in discussione”, ma “devono essere garantite a livello normativo. “È dall’11 aprile che siamo a conoscenza di questa proposta - osserva Carlo Scotti, Vice Presidente dell’ANMVI ma non possiamo fare nessun commento senza aver letto il testo definitivo che al momento non c’è, tanto che la proposta non è ufficialmente pubblicata dalla Camera dei Deputati. Preferiamo discutere il testo con il Legislatore e non commentare le dichiarazioni della Signora Ballestra. Per altro l’articolo sbaglia completamente le cifre della veterinaria, quindi è legittimo prendere con beneficio di inventario anche tutto il resto”. Secondo quanto anticipato da Libero, il testo di legge andrebbe ad interessare la reperibilità 24 ore su 24, i pronti soccorso nelle ASL, i corsi di specializzazione, il rilascio di referti, la compilazione di cartelle cliniche. Riproponendo il noto scenario da Far West, Daniela Ballestra, spiega a Libero “ce l’abbiamo messa tutta, adesso speriamo in un’approvazione definitiva anche se purtroppo siamo alla fine della legislatura e temo che andremo ancora per le lunghe”. La proposta di legge dell’On. Lion non ha iniziato il suo iter, né risulta assegnata ad alcuna Commissione parlamentare.

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cun atto medico a titolo gratuito ed i medici veterinari presenti alla manifestazione si dovranno limitare a fornire ai visitatori informazioni utili al mantenimento in salute del proprio animale, rimandando, per ogni approfondimento, al medico veterinario curante ed astenendosi, altresì, dall’intraprendere qualsiasi azione promozionale volta a sottrarre clientela”. La lettera si chiude con l’impegno a “prendere ogni provvedimento che il caso richiede, qualora dovessero

giungere formali segnalazioni circostanziate circa il mancato rispetto del regolamento deontologico e della normativa vigente in merito all’esercizio della professione veterinaria”. Cambiato il programma Un risultato tangibile di questa azione di mediazione è data dal programma ufficiale poi diramato dagli organizzatori, dove sono scomparsi i passi incriminati del comunicato stampa. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005 L’INTERVISTA

Intervista a Gianluca Felicetti

di Sabina Pizzamiglio

Veterinari e animalisti, prove di dialogo La critica: i veterinari non hanno compreso l’importanza dell’animale nella società. L’autocritica: in casa animalista deve finire l’era del bricolage “Hai mai aderito ad associazioni animaliste o a loro iniziative?” A questa domanda, rivolta ai suoi lettori dal quotidiano @nmvi Oggi, il 32% di loro nel marzo scorso rispondeva di sì. Qualcuno ne ha fatto parte in passato (18%), qualcun altro aderisce tutt’ora (14%). Un 10% non escludeva di aderirvi in futuro. I veterinari sono diventati animalisti? È vero che la maggioranza dei partecipanti al sondaggio (58%) rispondeva “ no, mai”, ma non ci sembra un dato sufficiente a caratterizzare la Categoria. Anche il confine fra animalismo e veterinaria non è sempre chiaro e la stessa identità del medico veterinario ne risente: a collocarlo “fra color che son sospesi” è proprio un’opinione pubblica che troppo spesso non lo distingue dall’animalista. Quel che più è grave è che di questo strabismo è affetto anche il Legislatore. L’intervista che ci ha rilasciato Gianluca Felicetti Responsabile Rapporti Istituzionali della Lega Anti Vivisezione è un tentativo di ristabilire i ruoli, senza nascondersi le divergenze, anzi affrontandole a viso aperto. Felicetti, è corretto definirla animalista? Oggi che significato ha questa parola che non appartiene più solo ad un intimo sentire o al volontariato spontaneo, ma è propria di organizzazioni strutturate e addirittura è stata assorbita dalla politica? È vero che oggi il termine viene utilizzato anche a sproposito. Rimane però la miglior definizione per chi è a favore dei diritti degli animali, superando così i termini zoofilo o protezionista che definiscono aree contigue ma non sovrapponibili a quella animalista. Per diritti degli animali intendo anche i singoli diritti, riconoscibili anche uno per uno, con ognuno di noi che arriva fino a dove norma o propria scelta etica lo conduce. Partendo però dal diritto-base: il rispetto che dobbiamo loro. Secondo lei i politici sono sinceramente animalisti? Il movimento animalista ha finora fatto pesare troppo poco la sua forza in politica, nelle Aule dove si decide. Ma le singole disponibilità a farsi portavoce, seri, delle nostre istanze sono in aumento e sono trasversali. La nostra esperienza di coordinamento dell’Intergruppo Parlamentare Animali che raccoglie oltre una sessantina di deputati e senatori di tutti i gruppi lo testimonia. La loro “patente” di animalisti se la devono conquistare sul campo ma intanto tutte le azioni, anche limitate a singoli temi, sono le benvenute.

Un medico veterinario dovrebbe essere un animalista? No. Questo rientra nella sfera personale delle convinzioni. Certo, mi auguro che l’animalismo cresca anche nel mondo veterinario, come sta effettivamente crescendo, ma intanto mi accontenterei che il medico veterinario faccia il medico veterinario. Ovvero, indipendenza dai “poteri forti”, dal sistema che utilizza gli animali: troppo spesso sento ancora medici veterinari difendere per motivi economici gli allevamenti intensivi o firmare atti propri più di un Ministero delle Politiche Agricole che di un Ministero della Salute, basti pensare alle deroghe regionali sull’allevamento dei vitelli “a carne bianca” o delle galline ovaiole in gabbie. Intanto spero che la tutela, la protezione (perché no, i diritti) degli animali vengano affermate tra le finalità della vostra professione nel Codice Deontologico della categoria dove paradossalmente, invece, non sono citate. Anzi, il medico veterinario viene chiamato tra i suoi principali fini ad aiutare l’aumento della produttività degli animali “da reddito”… Non c’è dubbio poi che più si eleva nella società la considerazione degli animali, più si eleva - automaticamente - la considerazione dei medici degli animali. Pochi giorni prima di lasciare

ianluca Felicetti, quarantadue anni, ha iniziato a sedici a sostenere le iniziative animaliste nella LAV, in cui è stato impegnato a vari livelli. Attualmente è il Responsabile Rapporti Istituzionali dell’associazione e coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare Animali che raccoglie 62 deputati e senatori di tutti i gruppi, sensibili alle tematiche animaliste. È stato ideatore ed autore di molteplici iniziative legali e legislative come la proposta, poi diventata legge, di riconoscimento dell’obiezione di coscienza alla vivisezione, la proposta di riconoscimento dei diritti degli animali nella Costituzione e nella Carta per i diritti fondamentali dell’Unione Europea, del progetto di trasformazione dello Zoo di Roma nel 1995, del ricorso al TAR vinto nel 1997 per il diritto d’accesso alle informazioni del Ministero della Sanità riguardanti la sperimentazione sugli animali, della proposta poi diventata legge, ed attuata nel 2001, della presenza di un esperto animalista nelle Commissioni di revisione cinematografica, del varo del Decreto Legislativo n.146 nel marzo 2001 sugli allevamenti intensivi, del cambiamento del Codice penale sui maltrattamenti degli animali. Ha coordinato in Italia campagne europee come quelle per il divieto d’allevamento dei vitelli in box e per l’abolizione dei test cosmetici sugli animali. Nel giugno 2003 ha ricevuto dalla “Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals”, Gran Bretagna, il “Michael Kay Award” in “riconoscimento delle sue attività per il benessere degli animali in Europa”. Da due anni è componente dell’Executive Committee di “Eurogroup for Animal Welfare” a Bruxelles. Dal 1998 è membro animalista del “Comitato per la bioetica veterinaria” dell’Ordine dei Medici Veterinari di Roma e provincia, dal 1999 della Commissione del Ministero della Salute per la protezione degli animali in allevamenti e macelli e dal febbraio 2004 della Commissione del Ministero della Salute sulla tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo. È stato Consigliere del Sindaco di Roma sulle tematiche degli animali dal 1994 al 1998, Consigliere sullo stesso tema dei Ministri delle politiche agricole e forestali e delle politiche comunitarie dal giugno 2000 al maggio 2001, poi Consulente sulla tutela degli animali dell’Assessore all’Agricoltura e Ambiente della Provincia di Roma. Cofondatore nel maggio 2003 e Vicepresidente di IPAM-Piattaforma Italiana per i Metodi Alternativi alla sperimentazione sugli animali. Giornalista pubblicista dal 1986 ha collaborato con testate come “La Nuova Ecologia”, “Oasis”, “AAM Terranuova”, dal 1997 ha in corso una rubrica sul settimanale dei consumatori “Il Salvagente”. Dal giugno 2001 è responsabile iniziative e leggi del portale internet animalieanimali.it e dell’omonima trasmissione quotidiana di RaiTre condotta da Licia Colò. Nel 2004 è stato docente sui diritti degli animali del primo Master di “Etologia applicata e benessere animale” delle Facoltà di Medicina Veterinaria delle Università di Bologna e Padova. Ha curato il recente libro “Animali, non bestie” per Edizioni Ambiente sull’applicazione della nuova legge 189 contro i maltrattamenti degli animali.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005 L’INTERVISTA

l’incarico di Ministro, Sirchia ha inviato ai componenti della Commissione-randagismo, una cortese lettera di ringraziamento e di apprezzamento per il lavoro svolto. Ma a tutt’oggi, il materiale prodotto dalla Commissione è riservato e inutilizzato. Anche lei spera nella gestione Storace? Quali sono a suo giudizio i punti irrinunciabili del documento prodotto dalla Commissione per il Ministero? Mi sono fatto portavoce di questa azione congiunta, per far in modo che i positivi risultati della Commissione, pronti dal luglio dello scorso anno, non rimanessero in un cassetto. Spero che il nuovo Ministro della Salute, a differenza dei suoi predecessori, non continui a ricordarsi dell’importanza di un corretto rapporto con gli altri animali e del ruolo dei medici veterinari solo quando scoppia “mucca pazza” o l’ennesima influenza aviare o per emanare senza consultare nessuno un’Ordinanza sui cani cosiddetti “pericolosi” come quella del 2003… Il documento della Commissione in tema di prevenzione e responsabilizzazione di affidatari, Comuni, Regioni oltre che di lancio di sinergie positive fra veterinaria di sanità pubblica e dei liberi profes-

sionisti, è una organica riflessione sulla legge 281 in quindici anni di applicazione. Mi auguro che Storace al Ministero sia ben assistito e nel poco tempo che ha faccia cose concrete: nel Lazio, in tema di quattrozampe purtroppo verrà ricordato solo per la mancata riforma della legge regionale e per aver fissato il costo più alto in Italia, cento euro poi scesi a quaranta, del passaporto per i pet. Una surrettizia ed immotivata imposta. Sulla sterilizzazione, come imprescindibile strumento di prevenzione, animalisti e veterinari sono d’accordo. Con questo, però, i circa 13.000 professionisti italiani della clinica per animali da compagnia non intendono cedere ruoli e competenze al Pubblico. Possiamo trovare un’intesa anche su questo? Ritengo che i tempi della “mitizzazione” di alcuni ruoli siano terminati. Purtroppo o per fortuna possiamo farci forti dell’esperienza sul campo sulla mancata applicazione, nella gran parte dei casi, di norme ormai in vigore da diversi anni. È ora doveroso, anche eticamente, che ognuno faccia la sua parte in un sistema organico nel quale l’obiettivo della prevenzione

e del benessere animale sia centrale. In questo anche gli animalisti devono crescere in preparazione generale ed in capacità a “portare a casa” dei risultati concreti. Quale critica ritiene di muovere alla categoria medico-veterinaria e quale virtù invece le riconosce? Critiche. Ho già detto di Codice deontologico e di “sudditanza psicologica” (un po’ come gli arbitri di calcio nei confronti di Milan e Juventus mentre gli animalisti sono come il Chievo: da troppo poco tempo sono nella serie “A”, almeno della discussione). La categoria poi troppo lentamente sta comprendendo dell’importanza sempre maggiore degli animali nella società e ritengo grave la mancanza nella quasi totalità delle Facoltà universitarie dello studio della legislazione a protezione degli animali. Sarebbero poi necessarie posizioni forti contro alcune storture del rapporto con gli animali, ad esempio contro la presenza di animali non domestici nelle famiglie. Virtù: quella di essere il naturale “campo neutro” sul quale le diverse istanze della società si confrontano e possono trovare una

sintesi. È la figura indispensabile per promuovere e garantire le cure ed il benessere animale. Nel sito animalienimali.it, circa un anno fa, lei ha sollevato il tema della medicina veterinaria d’urgenza. La Categoria non ha mai eluso il problema, ma non sarà mai disposta ad accettare improvvisazioni come quella della guardia medica di Rimini. Lei cosa suggerirebbe? Intanto di applicare le leggi. Nel Lazio, ad esempio, sono otto anni che vige un inascoltato obbligo di presenza di pronto soccorso presso i canili pubblici. In maniera organica ritengo però che Comuni, Aziende Usl, Regioni e volontariato debbano mettersi intorno ad un tavolo per trovare una soluzione caso per caso, tavolo che potrebbe essere rappresentato dal locale Ordine dei Medici Veterinari. È sempre più richiesto il coinvolgimento del medico veterinario in manifestazioni di carattere volontaristico animalista: giornate per gli animali, eventi di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, iniziative a scopo benefico, ecc. In questi casi il medico veterinario è spesso inteso come un “accessorio qualificante” che deve dare prestazioni gratuite. Tutto senza il necessario coinvolgimento degli ordini professionali, finendo così con l’esporsi a violazioni deontologiche e normative. Come mai non c’è questa attenzione? Eppure gli ordini veterinari non si tirerebbero indietro… Gli animalisti, a qualunque titolo così definiti, hanno finora parlato poco e male con i medici veterinari. Confondendo ruoli (ancora oggi fra pubblici e liberi professionisti, ad esempio), non conoscendo l’esistenza dei tariffari minimi, scambiando possibilità e buona volontà con diritti. L’autocritica è che in casa animalista deve finire quella che definisco “era del bricolage”, dell’improvvisazione. Sterilizzazioni, soccorso d’urgenza, eutanasia. L’elenco delle prestazioni che i proprietari vorrebbero non pagare, o che gli occasionali soccorritori di animali investiti si meravigliano di dover pagare, è lungo e gli aneddoti altrettanto. Non crede si debba rispettare il diritto del professionista al pagamento della prestazione, diritto spesso declassato a speranza, quando non negato? Se si considera importante l’animale si considererà sempre più importante il veterinario. In Italia, il fatto che il veterinario sia un medico non è ancora stato ben compreso. Non a caso sono stato l’ideatore di una recente campagna d’informazione della Provincia di Roma con il vostro locale Ordine professionale, iniziativa che promuove e qualifica il riferimento del medico veterinario. Sono ancora molti i casi in cui

per il proprio animale non si è disposti a sostenere i costi di lunghe terapie. Di fronte al paziente oncologico, per esempio, il medico veterinario sa, 90 su 100, che dovrà praticare l’eutanasia. Se la denuncia arriva dai veterinari, la reazione è come minimo un’accusa di interesse. C’è mai stata all’interno della LAV o dei movimenti animalisti in genere una riflessione sulle responsabilità disattese dei proprietari verso il diritto alla salute dei loro animali? No, purtroppo, mentre c’è anche l’autorevole richiamo formulato dalla Corte di Cassazione con un’importante sentenza di qualche anno fa: anche l’assenza di cure configura il reato di maltrattamento. Per tutelare gli animali un anno fa il Parlamento italiano ha riscritto il codice penale. Trentasette deputati ora chiedono ulteriori modifiche. È d’accordo anche lei che la Legge 189/2004 non basti? La riforma ottenuta in questo Parlamento che normalmente ha finora peggiorato leggi sugli animali (deroghe regionali sulla caccia, ingozzamento forzato di anatre ed oche, allevamenti di visoni per pellicce) rappresenta un grandissimo passo in avanti che per molti versi ci allinea finalmente all’Europa. Chi chiede oggi modifiche per le quali non ha mosso un dito quando sono stati approvati alcuni peggioramenti (rispetto al primo testo approvato dalla Camera non all’anacronistico ed inutile articolo 727) compie una mera operazione di facciata. I dieci mesi rimanenti della Legislatura dovrebbero invece veder attivi questi ed altri parlamentari su atti che sono già a buon punto e possono essere approvati: in positivo l’integrazione dell’articolo 9 della Costituzione per la promozione del rispetto degli animali che è al suo secondo giro di boa, la regolamentazione della pet-therapy che contiene un positivo intero articolo a tutela degli animali grazie non a caso - ad un deputato relatore/veterinario, il divieto d’importazione dei prodotti derivati dall’uccisione di foche, la riforma della legge sulla sperimentazione animale e per l’incentivo dei metodi alternativi; in negativo un testo per la valorizzazione (economica) degli equini e la proposta di estensione della caccia in periodi, specie e territorio. Quali fra queste soluzioni sarebbe preferibile a suo parere e perché: avere la mutua degli animali, non pagare l’IVA sulle prestazioni veterinarie, detrarne totalmente i costi nel 730/740? Qualsiasi iniziativa che faciliti l’accesso alla prestazione veterinaria, sempre più qualificata, è la benvenuta. È un dovere del Parlamento intervenire quanto prima, iniziando per esempio ad equiparare l’Iva sulle prestazioni veterinarie ed il cibo per animali al resto degli altri Paesi europei. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005 ATTUALITÀ

Dopo la trasmissione dell’8 maggio

Effetto Report: due interrogazioni parlamentari a Storace Non solo ONAOSI, il programma di Milena Gabanelli si è occupato anche di boldenone tiamo il testo dell’interrogazione. Ma le reazioni non sono solo politiche. Il sito della trasmissione ha messo a disposizione dei telespettatori una casella di posta elettronica tramite la quale inviare i propri commenti. Ecco quelli che si possono leggere sulla puntata dedicata all’ONAOSI. Carlo Scotti a Report ha dichiarato: “Noi crediamo che la solidarietà debba essere volontaria e non imposta dalla legge”. opo il servizio sull’ONAOSI trasmesso da Report domenica 8 maggio, al Ministro della Salute è stata indirizzata un’interrogazione parlamentare per chiedere di abrogare l’obbligo contributivo. L’ha presentata l’On. Aldo Perrotta (FI) in Assemblea a Montecitorio. Questa volta a rispondere sarà chiamato Francesco Storace. Nel box a fianco ripor-

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Oggetto: onaosi Mittente: francesco roselli bravi, questa storia del contributo obbligatorio all’ onaosi è un vero scandalo! Se esiste una qualche iniziativa per l’ abrogazione a cui è possibile unirsi, vi sarei grato se me lo faceste sapere.... Oggetto: onaosi Mittente: aldo marconi che dire, alle ingiustizie ormai sono abituato, questa è l’ennesima! Ovviamente ci sarà alla presidenza dell’ente il parente di qualche importante personalità. Non ci si

confonda, dallo stipendio, già assai basso di un farmacista non titolare (e anche su questo ci sarebbe da aprire un lungo discorso) si deve togliere quanto paghiamo ogni anno per l’iscrizione all’ordine,enpalf,e corsi ecm, tutto obbligatorio, ad un prezzo che si aggira sui 1200 euro all’anno!!!!!! Sentivamo la mancanza di questo ulteriore balzello chiamato Onaosi, è brutto persino l’acronimo!!!!! Mittente: francesco d’accardi Oggetto: Onaosi Nel ringraziare l’Ordine dei farmacisti, il Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani e RAI tre per l’interesse e l’attenzione a questo problema, vorrei esporre una considerazione - domanda: A) Fermo restando la validità dell’ONAOSI, alla quale negli anni passati ho contribuito, come può lo stato permetter, in finanziaria, autorizzare una obbligatorietà di contribuzione

Due interrogazione dell’On. Perrotta SULL’ONAOSI Al Ministro della salute, premesso che: l’articolo 52 comma 23 della legge finanziaria per il 2003 ha esteso tutti gli operatori laureati della sanità il contributo obbligatorio a favore dell’Opera nazionale per l’assistenza degli orfani di sanitari italiani (ONAOSI); precedentemente il contributo a questo ente, che assiste gli orfani dei medici, era facoltativo per i sanitari non dipendenti da enti pubblici; la retta per la maggior parte degli assistiti è di circa 4.500 euro annui; solo 250 soggetti circa risultano completamente assistiti senza dover pagare alcuna somma; comunque l’Onaosi assiste malati ai medici anziani anche a domicilio; il bilancio dell’Onaosi risultava, già precedentemente alla finanziaria 2003 in attivo, visto anche l’appunto in tal senso della Corte dei conti; con il contributo obbligatorio di circa 190.000 addetti del settore sanitario si avrà un aumento notevole delle entrate; i medici, già versano contributi, come i farmacisti ed i dentisti, all’Inps e all’Enpaf; con questa ulteriore tassa, sarebbero le uniche categorie a pagare tre casse di assistenza previdenziali. Per sapere: - quanti siano gli assistiti dell’Onaosi che pagano rette; - quanti sono quelli assistiti gratuitamente; - quanti assistiti, e per quanti giorni complessivi, passano ogni anno per il centro vacanze di Perugia; - a quanto corrisponda l’attivo dell’Onaosi; - quanto viene speso per il consiglio di amministrazione e per gli organi di vertice; - quanto viene speso per le consulenze; - se intenda adottare iniziative normative volte ad eliminare tale forma di contributo obbligatorio. SUL BOLDENONE Nel corso della puntata che si è occupata di ONAOSI, è stato trasmesso un servizio sul boldenone in zootecnia. Anche su questo argomento l’On. Perrotta ha presentato un’interrogazione. Eccola Al Ministro della salute premesso che: da una nota Assoconsum del Piemonte e dalla trasmissione Report dell’8 maggio 2005 è stato riferito che nel 2000, a causa di una ispezione dei Nas del Piemonte, si evidenziò un’enorme quantità di Boldenone Alfa presente nel sangue dei bovini esaminati; questo anabolizzante, secondo il laboratorio di analisi dell’Unione europea, era prodotto in maniera normale dai bovini stessi; a causa di questa affermazione di codesto laboratorio sito in Danimarca i procedimenti contro le centinaia di agricoltori sospetti, furono sospesi poiché “il fatto non sussiste” malgrado le opinioni contrarie del dipartimento chimico del ISS; in data 16 febbraio 2004, i carabinieri dei NAS di Bologna hanno eseguito 54 provvedimenti di custodia cautelare, sequestrando quintali di Boldenone Alfa sintetico proveniente dalla Danimarca; in seguito a questo sequestro negli allevamenti italiani il ritrovamento di questo anabolizzante non è stato quasi più ritrovato (si è passati da 1023 casi riscontrati su oltre diecimila aziende del 2003 a 10 su 10.000 aziende nel 2004) Per sapere: - se si intenda predisporre ispezioni sanitarie volte a verificare l’eventuale sussistenza dell’anabolizzante in premessa; - se intenda adottare iniziative normative volte a prevedere sanzioni più pesanti per l’uso di tali anabolizzanti.

senza determinarne la contribuzione? B) L’ONAOSI, fino ad oggi, con la contribuzione volontaria, ha abbondantemente coperto le sue esigenze istituzionale, con la contribuzione attuale, coprirà d’oro i nostri assistiti? C) Si può sapere una volta per tutte quale è il GETTONE o STIPENDIO che percepisce il presidente dell’ONAOSI? D) E mai possibile che i medici italiani debbano essere sempre succubi da una congrega di soggetti (PACI, PARODI, DEL BARONE, FALCONI) che sono stati deleteri per la categoria? Ringrazio per la cortese attenzione Mittente: enrico scolari Oggetto: rapina onaosi Paci imperversa.. sono un primario chirurgo in pensione, e mi si richiede (tramite la bergamo esattorie) il pagamento di non meglio precisati arretrati... Che fare??? Complimenti per la trasmissione... ed avanti così (http://www.report.rai.it)

E gli altri sanitari cosa fanno? i tutte le categorie interessate solo i veterinari (ANMVI e FNOVI) e i farmacisti (FOFI e FEDERAFARMA) hanno avviato azioni legali per contrastare l’obbligo. Entrambe le Categorie puntano alla dichiarazione di anti-costituzionalità. L’ANMVI ha già ottenuto una prima udienza presso il Giudice del Lavoro di Bologna. Nel corso dell’udienza i legali della Fondazione hanno depositato una memoria difensiva ora al vaglio dei giudici. I legali di Federfarma invece si sono schierati a sostegno del ricorso proposto dalla FOFI contro i Ministeri del Lavoro e dell’Economia e l’Onaosi chiedendo in subordine la rimessione degli atti alla Corte Costituzionale per il giudizio di legittimità. L’udienza nel merito non è ancora stata fissata.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005 ANMVI INFORMA

Sollecitata un’azione sul Dicastero delle Finanze

IVA, Storace chieda la riduzione al 10% ANMVI: la nostra aliquota come quella del farmaco veterinario

opo i messaggi augurali e i ringraziamenti di rito rivolti dal Ministro Storace all’ANMVI “per il gentile pensiero”, il Presidente Paolo Bossi ha scritto al nuovo Ministro della Salute per sollecitare un intervento sulla questione dell’IVA sulle prestazioni veterinarie. “Come noto - scrive Bossi - le prestazioni medico veterinarie erogate in regime libero professionale sono gravate nel nostro Paese da un’aliquota IVA al 20%, una percentuale che a giudizio della scrivente Associazione: non tiene in debita considerazione l’importanza delle cure veterinarie sulla sanità animale e sulla sanità pubblica; penalizza economicamente i proprietari di animali; colloca la prestazione sanitaria medico-veterinaria alla stregua di beni di lusso;introduce una disparità di trattamento fiscale fra la presta-

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zione medico veterinaria (IVA al 20%) e il farmaco veterinario (IVA al 10%); introduce, per la circostanza sopra menzionata, una rilevante difficoltà nell’applicazione del DM 16 maggio n. 306 sulla cessione del farmaco al proprietario-cliente da parte del medico veterinario, penalizzando l’efficacia del provvedimento ministeriale citato; colloca l’aliquota vigente nel nostro Paese fra quelle più alte applicate in Europa”. Per queste ragioni, l’ANMVI chiede da anni la riduzione di questa aliquota al 10% e promuove iniziative politico-parlamentari, nessuna delle quali ha tuttavia ottenuto adeguato riscontro. Il Presidente dell’ANMVI ha pertanto sollecitato “un urgente interessamento del Ministero della Salute presso il competente Dicastero per l’Economia e le Finanze, al fine di ridurre l’aliquota IVA sulle prestazioni veterinarie al 10%, risolvendo in questo modo le anomalie indicate”. La mediazione del Ministero della Salute si rende ancor più necessaria dopo il parere espresso dall’Agenzia delle Entrate il 7 febbraio scorso in merito alla cessione del farmaco veterinario. Per l’Agenzia, l’attività di vendita del farmaco si colloca in una fase successiva e distinta rispetto alla prestazione fornita dal medico veterinario, ed è pertanto oggetto di un autonomo rapporto fra le parti, pertanto l’imposta si applica separatamente per le due attività, secondo le rispettive disposizioni

e con riferimento al rispettivo volume d’affari. L’Agenzia scriveva in risposta alla Federazione che nel marzo del 2002 chiedeva di “permettere una gestione separata dell’attività professionale da quella della gestione del farmaco lasciando a ciascuna la rispettiva aliquota, dando la possibilità di riportare entrambe sulla stessa ricevuta fiscale senza interpretare questo come concetto di accessorietà per quanto riguarda la cessione del prodotto, indipendentemente dal suo valore, che in alcuni casi potrà anche essere superiore a quello della prestazione. Per essere più chiari: visita - tot euro + IVA 20% (questo valore sarà soggetto al 2% ENPAV); e terapia (farmaco) - tot euro + IVA 10% (non soggetto al 2% ENPAV)”. Con la nota del 7 febbraio, l’Agenzia delle Entrate ha confermato un parere già espresso prima dell’entrata in vigore del DM 306/2001 che ha introdotto la possibilità di cessione diretta del farmaco da parte del medico veterinario. In sostanza, la soluzione adottata dalla FNOVI di considerare ai fini fiscali la cessione del farmaco prestazione complementare alla prestazione veterinaria principale non viene riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate: le cessioni devono essere fatturate separatamente rispetto alle prestazioni professionali, con l’adozione di una distinta serie numerica e devono essere annotate in registri contabili separati da quelli relativi

Incontro ANMVI SISAC l 5 maggio si è svolto a Roma, presso la sede di Via Nazionale della SISAC l’incontro fra l’ANMVI e la Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati. Sul tavolo la questione dei veterinari convenzionati sollevata alcune settimane fa dal Coordinatore SISAC Luigi Covolo. Covolo aveva infatti dichiarato di voler “portare a regime una situazione che veda i veterinari convenzionati collocati su di un piano di sostanziale parità con le altre categorie”. In gioco ci sono circa i 1200 veterinari convenzionati con le Asl, per i quali si chiedono migliori condizioni economiche, maggiori garanzie ed un inquadramento rispettoso della loro professionalità. Nel corso dell’ incontro ANMVI e SISAC hanno concordato di avviare un tavolo d’intesa e di valutare un’ipotesi di inquadramento dei liberi professionisti convenzionati. Le parti si sono aggiornate per la valutazione, fra una quindicina di giorni, di una prima bozza di lavoro. ANMVI ha inoltre illustrato il proprio ruolo all’interno di Confprofessioni di cui coordina l’Area Sanitaria.

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all’attività veterinaria. Tuttavia, per il Segretario della FNOVI, Aldo Vezzoni: “L’indicazione dell’Agenzia delle Entrate riguarda gli aspetti fiscali e se può servire a far risparmiare l’IVA sul farmaco ben venga; nulla in contrario, come Ordini, a permettere una fatturazione distinta, purché venga salvaguardato il principio deontologico che la dispensazione del farmaco costituisce un’attività accessoria all’esercizio della professione e non può esserne disgiunta. Se le norme fiscali sono un obbligo per tutti, le norme deontologiche per i medici veterinari sono ugualmente un obbligo, con conseguenze diverse in caso di inosservanza, ma sempre un obbligo. Stiamo comunque valutando - conclude Vezzoni - se sia accettabile la fatturazione con ali-

quote IVA distinte nella stessa parcella (come avviene in tutti gli altri Paesi della UE), purché venga tenuta separata la registrazione contabile (che i programmi computerizzati potrebbero agevolmente produrre)”. Confidiamo dunque nell’interessamento del Ministro Storace. ■

Nuovi ingressi in Confprofessioni opo l’approvazione del nuovo statuto, il lancio della cassa di assistenza integrativa per i dipendenti degli studi professionali (CADIPROF) e l’istituzione del fondo permanente per la formazione (Fondo Professioni), il processo di incremento del ruolo di parte sociale di Confprofessioni si è ancora accelerato. Il rinnovato impegno delle associazioni aderenti, prima fra tutte l’ANMVI, e la nuova sede dell’EUR hanno consentito di ottenere più attenzione a livello governativo e una maggiore visibilità. Un effetto di tale processo è l’adesione di altre tre associazioni del settore tecnico, che portano da 16 a 19 le professioni rappresentate: geologi, agronomi e ingegneri. Confprofessioni accresce così la sua leadership di confederazione maggiormente rappresentativa delle libere professioni.

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Un contratto per i nostri dipendenti medici veterinari che intendano assumere personale dipendente possono ricorrere al CCNL siglato il 28 luglio 2004 da Confprofessioni Confedertecnica, CIPA e le rappresentanze sindacali dei lavoratori del commercio, turismo e servizi (FILCAMS - CGIL FISASCAT - CISL UILTuCS - UIL). Ai dipendenti sono riconosciuti benefici sul fronte sanitario e la formazione, tramite l’iscrizione da parte del datore di lavoro, a costo zero, a Fondo Professioni e CADIPROF.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005 INFO REGIONI

Randagismo

A Potenza riparte il camper Nuova campagna di sterilizzazione con ambulatorio mobile ’Asl numero tre di Lagonegro avvierà dal 16 maggio “la sterilizzazione dei cani e dei gatti’’. Lo ha annunciato, con una nota pubblicata dall’agenzia ANSA, la stessa Asl. La sterilizzazione avverrà presso gli ambulatori dei canili della Asl o

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LOMBARDIA

Giunta regionale: Cè alla Sanità l 9 maggio scorso è stata annunciata la composizione della giunta regionale della Lombardia. La nuova giunta con a capo Roberto Formigoni sarà composta da 16 assessori e 3 sottosegretari. La squadra sarà presentata ufficialmente martedì 17 maggio al Pirellone. Alessandro Cè sarà il nuovo Assessore Regionale alla Sanità. Le competenze sulla spesa sanitaria e farmaceutica andranno al Bilancio, dove è stato riconfermato l’Assessore Romano Colozzi. Viviana Beccalossi ricoprirà l’incarico di Assessore all’Agricoltura e di Vicepresidente. Alla guida dell’assessorato regionale all’Istruzione e al Lavoro è stato invece riconfermato Alberto Guglielmo.

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Le Regioni bocciano la devolution on piace il federalismo all’italiana in sanità. La bocciatura arriva da sindacati medici e associazioni scientifiche. Ma a esprimere un giudizio negativo sono anche, a sorpresa, le stesse istituzioni locali. È quanto emerge da un’indagine condotta da Adnkronos Salute, in occasione del Forum della Pubblica amministrazione, lo scorso 9 maggio a Roma. Alla ricerca, basata su due diversi questionari, hanno partecipato la quasi totalità dei sindacati e delle associazioni mediche e, inoltre, Regioni, province e aziende sanitarie locali. Il 37% delle Istituzioni locali intervistate condivide il trasferimento dei poteri dallo Stato alle istituzioni locali, previsto dalla devolution in sanità, contro un 19% che lo condivide abbastanza e un 44% che, invece, non è d’accordo. Ancora di più i contrari fra sindacati e associazioni mediche: il 37% non condivide la devolution in sanità, il 46% è d’accordo solo in parte. I favorevoli si fermano al 17%. La maggioranza di Regioni, province e Asl (57%) ritiene di non avere gli strumenti necessari per realizzare i cambiamenti richiesti dalla devolution. (Adnkronos Salute)

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nell’ambulatorio mobile dell’azienda. Già nel corso della precedente campagna di prevenzione del randagismo canino promossa dall’Azienda Sanitaria USL n. 2 di Potenza, l’utilizzo di una Unità Mobile Veterinaria era stata al centro di proteste e polemiche. Come

pure il fatto che il Comune si rivolgeva anche ai proprietari di cani. La FNOVI, nell’aprile del 2004 aveva prodotto un parere non favorevole all’iniziativa richiamandosi all’Accordo Stato Regioni sui requisiti minimi delle strutture veterinarie pubbliche e private e ri-

cordando come “l’assistenza veterinaria presente sul territorio è largamente sufficiente a coprire i bisogni dei cittadini proprietari”. Già un anno fa, il Segretario della FNOVI Aldo Vezzoni osservava che il citato Accordo: non ammette strutture veterinarie mobili, se

non ad eccezione di quelle per il soccorso di animali feriti o gravi ed utilizzate per lo svolgimento di attività collegate ad una struttura di riferimento”. Ad oggi, l’Accordo Stato Regioni sulle strutture non è ancora stato recepito dalla Regione Basilicata. ■




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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005

RUBRICA LEGALE

Compravendita boxer e diritto dell’allevatore sulle cucciolate È valido il contratto di compravendita di una cucciola di boxer dove si prevede che le cucciolate future saranno di proprietà del venditore-allevatore? Il contratto è senza data e non è stato sottoscritto dall’allevatore. Il quesito necessita della premessa relativa alla più volte ribadita natura giuridica dell’animale, considerato, nel nostro ordinamento, una res, nonostante la

mutata sensibilità dell’uomo, e nonostante alcuni significativi interventi normativi (quali la L. N°189/2004 sul maltrattamento degli animali e la L. N° 281/1991 - legge quadro in materia di animali di affezione). Alla luce della suddetta premessa deve affermarsi che la dichiarazione del cliente è - nella parte che attribuisce all’allevatore la proprietà delle cucciolate che la

femmina di boxer partorirà - l’accettazione di un contratto di vendita di cose future (art.1472 c.c.), ove la proprietà del bene futuro viene acquistata dal compratore appena tale bene viene ad esistenza. Il suddetto contratto ricorre, nella prassi, in caso di compravendita di cose prodotte dalla natura, quali i frutti dei fondi agricoli e come nel nostro caso - i parti de-

gli animali. Notiamo subito che, trattandosi dell’accettazione del proprietariovenditore, è priva della sottoscrizione dell’allevatore-compratore, il che vuol dire che, se l’allevatore dovesse rifiutarsi di adempiere una o entrambe le prestazioni ivi previste a suo carico (pagamento di lire 250.000 per ciascun cucciolo e spese di monta), non ci sarebbe mezzo per costringerlo

di Maria Teresa Semeraro Avvocato, Bologna ad adempiere, né a quel punto l’allevatore potrebbe pretendere che sia il proprietario ad eseguire le sue obbligazioni (trasferimento della proprietà delle cucciolate future). Al di fuori di tale ipotesi, però, il contratto è valido ed efficace, nonostante sia mancante della data, la quale individua il momento a decorrere dal quale le cucciolate sono da intendersi di proprietà dell’allevatore, in modo che questi non possa avanzare pretese in riferimento a cuccioli partoriti prima della stipulazione del contratto. Tuttavia, pur essendo il contratto privo di data, la circostanza non sembra avere conseguenze significative, né si può considerare illegittimo l’obbligo, assunto dal proprietario-venditore, di informare l’allevatore-compratore ogniqualvolta la femmina boxer entri in calore, trattandosi di un impegno funzionale alla causa del contratto (consente al compratore di organizzare il futuro impegno dell’allevamento dei cuccioli), e che, nello stesso tempo, non comporta oneri gravosi a carico del venditore. Non si riscontra, pertanto, uno squilibrio delle prestazioni che possa portare alla rescissione (artt.1447 ss. c.c.) o alla risoluzione (artt.1453 ss.. c.c.) del contratto, né ricorrono le condizioni che possono determinarne l’invalidità, quali richieste dall’ordinamento (il quale fa conseguire la nullità o l’annullabilità di un contratto esclusivamente al ricorrere di specifiche e tassative cause artt.1418 ss c.c. e artt.1425 ss. c.c. - qui non ricorrenti). Giova al riguardo evidenziare che per la vendita di cose future è prevista, oltre alle cause di invalidità dei contratti in generale, una specifica causa di nullità. Il contratto in parola, infatti, è caratterizzato dall’incertezza del compratore e del venditore in ordine alla stessa venuta ad esistenza del bene futuro, nel senso che, nel momento in cui il contratto viene stipulato, i contraenti non sanno se l’evento futuro (in questo caso, la nascita della cucciolata) si verificherà, risultando tale evento non dipendente in modo esclusivo dalla volontà dell’uomo. Ciò significa che, nel caso di specie, la cucciola compravenduta poteva, ad esempio, essere sterile, o non riuscire a portare a termine la gravidanza, ed allora (per queste o per altre ragioni), non venendo ad esistenza la cosa futura, le clausole relative alla vendita delle future cucciolate sarebbero state nulle (art.1472 c.c.), ma solo se il compratore ed il venditore avessero espressamente escluso, al momento del contratto, di accettare il rischio del mancato parto. Nel caso in esame, tuttavia, l’avvenuta nascita dei cuccioli, unita alla mancata precisazione sui rischi, esclude anche la suddetta nullità. ■


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RUBRICA LEGALE

Sterilizzazioni presso strutture di Colleghi Può un medico veterinario, privo di struttura propria, effettuare presso le strutture di altri colleghi interventi di sterilizzazione di gatti? La prestazione è eseguita su incarico di una organizzazione di volontariato che provvede al versamento del corrispettivo. La domanda sembra finalizzata alla definizione del rapporto con i colleghi che offrono la struttura, ma non può trascurarsi che essa introduce anche la questione relativa alla disciplina del rapporto con il cliente, qui costituito da un appartenente ad un’associazione che, dalle indicazioni date, sembra essere un’associazione protettrice degli animali (o un ente simile). Né va trascurato che entrambi gli aspetti devono tener conto di un ulteriore profilo, rappresentato dal rispetto delle disposizioni di natura deontologica. Per quanto riguarda il primo punto, è necessario ricordare che nessuna norma vieta ad un professionista di utilizzare le strutture dei propri colleghi, sempre che - naturalmente - vi sia sul punto il consenso dei medesimi. La questione, tuttavia, va analizzata sotto un diverso punto di vista: la messa a disposizione, da parte di un professionista, della propria struttura in favore di un collega è una prestazione suscettibile di valutazione economica (art.1174 c.c.), con la conseguenza che il veterinario che “presti” il proprio studio/ambulatorio al collega che ne è privo può, a meno che non intenda affrontare la situazione in termini di accordo amichevole, legittimamente avanzare nei confronti del collega stesso delle richieste di tipo economico, ad esempio sotto forma di contributo alle spese della struttura, e può legittimamente voler definire il rapporto dal punto di vista giuridico, stipulando ad esempio una scrittura privata nella quale siano definite le condizioni del rapporto. Nulla potrebbe opporre, pertanto, la professionista ad un’eventuale richiesta del tenore di quelle appena indicate. Nel rapporto con i colleghi presso la cui struttura la veterinaria intende operare, inoltre, va tenuto altresì presente il dovere del medico veterinario di agire nel rispetto dei principi deontologici che ne regolano l’attività: l’obbligo di improntare il rapporto con i colleghi alla massima correttezza (art. 29 del Codice Deontologico per Medici Veterinari), il divieto di adottare qualunque comportamento volto a sottrarre clientela ad altro collega (comportamento qualificato come illecito, art. 32 Cod. Deont.) ed il divieto di esercitare l’attività in ambienti non adeguati al decoro professionale (art. 15 Cod. Deont.). Passando alla posizione del medico veterinario nei confronti del cliente, va evidenziato che, ai sensi della L. 14/8/1991 N° 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo) “gli enti e le associazioni protezioniste possono, d’intesa con le

unità sanitarie locali, avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza” (art. 2, comma 8), potendo ricondursi alla cura della salute dei suddetti animali anche la sterilizzazione, quale “controllo della popolazione dei cani e dei gatti mediante la limitazione delle nascite [il quale viene] effettuato, tenuto conto del progresso scientifico, presso i servizi veterinari delle unità sanitarie locali. I proprietari o i detentori possono ricorrere a proprie spese agli ambulatori veterinari au-

torizzati delle società cinofile, delle società protettrici degli animali e di privati” (art. 2, comma 1). L’associazione “gattofila” in questione, dunque, dovrebbe gestire e curare i gatti d’intesa con l’unità sanitaria locale e, a quel punto, in veste di detentrice dei gatti, provvedere alla sterilizzazione, ricorrendo, a proprie spese, all’ambulatorio veterinario privato. Ciò detto, è bene che il veterinario, per correttezza nei confronti del cliente, lo informi della circostanza che la struttura presso la quale viene praticata la sterilizzazione è una

di Maria Teresa Semeraro Avvocato, Bologna struttura ove la professionista opera occasionalmente, e dove, pertanto, non è possibile reperirla con regolarità. È altrettanto opportuno, inoltre, che il professionista si informi sull’esistenza di eventuali disposizioni in materia di sterilizzazione da parte dell’Ordine professionale di appartenenza, posto che non è infrequente che gli Ordini dei Medici Veterinari stabiliscano la tariffa che il professionista deve applicare in caso di sterilizzazione dei gatti randagi (come è accaduto per esempio da parte dell’Ordine di Roma, il

quale ha previsto altresì la possibilità di procedere anche a prestazioni gratuite in accordo con associazioni protezionistiche degli animali e sotto controllo dell’Ordine). Giova al riguardo ricordare che l’art. 60 del Codice deontologico per medici veterinari vieta al professionista di “percepire onorari inferiori a quelli indicati nella tariffa minima o nelle convenzioni concordate con l’Ordine”, salva eccezionalmente la possibilità di prestazione gratuita, purché questa non sia un artificio per porre in essere una concorrenza illecita. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

I prodotti degli animali clonati

di Maria Grazia Monzeglio

Secondo uno studio non ci sarebbero differenze nelle caratteristiche di latte e carne di origine non naturale tessi grassi, stesse proteine, stesso lattosio. Il latte e la carne di mucche e manzi clonati hanno caratteristiche pressoché identiche a quelli prodotti da animali “naturali”. A stabilirlo è stata la più vasta ricerca condotta sino ad oggi in materia, realizzata, come riferisce il sito della ri-

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vista Nature, da un pool di scienziati statunitensi e giapponesi della University of Connecticut di Storrs. “Abbiamo preso in esame oltre cento parametri - ha spiegato il coordinatore dello studio, Xiangzhong Yang - e non sono emerse differenze tra i prodotti con diverse origini”. Gli scienziati han-

no messo a confronto il latte di quattro esemplari clonati di mucche della razza Holstein con i valori standard, senza riscontrare divergenze significative. Stessi risultati hanno dato gli esami eseguiti sulla carne di due cloni di Kamitakafuku, il famoso toro da monta giapponese. Le bistecche degli

esemplari clonati hanno infatti valori in parte diversi da quelle degli animali nati normalmente, ma che rientrano comunque negli standard fissati dall’industria della macellazione, compresi quelli della marezzatura, ovvero l’aspetto particolare della superficie di taglio del muscolo quando il tessuto adiposo è ben distribuito fra i fasci muscolari. Quanto alle differenze, secondo i ricercatori, sono facilmente spiegabili con il fatto che sono stati presi in esame cloni di un esemplare con caratteristiche straordinarie come Kamitakafuku. Interpellato da Nature, Yang ha ammesso che la sua ricerca ha ancora il limite di essere stata eseguita su un numero piuttosto ristretto di esemplari, ma si è detto convinto che possa essere un punto di partenza per ulteriori approfondimenti in grado di confermare la non pericolosità dei prodotti ricavati da animali clonati. La rivista, una delle più stimate nel campo scientifico, sembra dare credito alla serietà dello studio della University of Connecticut, ma non si nasconde che difficilmente i nuovi risultati saranno sufficienti a spazzare via i timori che ancora accompagnano la diffusione delle tecniche di clonazione e la commercializzazione dei prodotti che hanno questa origine. Malgrado nel 2003 l’Accademia delle Scienze statunitense abbia sancito la non pericolosità dei prodotti frutto di clonazione, a tutt’oggi la Food and drug administration non ne ha ancora autorizzato la vendita. Nature cita inoltre un’indagine condotta lo scorso anno tra i consumatori statunitensi dalla quale emerge che il 62% di loro si dice contrario o molto contrario ad acquistare prodotti derivati da animali clonati. ■

Mucche transgeniche contro le mastiti icercatori inglesi avrebbero creato mucche geneticamente modificate più resistenti alle mastiti. Lo studio è stato descritto sulla rivista “Nature Biotechnology”. Tra i batteri responsabili di mastite bovina, Staphylococcus aureus è spesso resistente ai trattamenti. Solo il 15 per cento delle infezioni può essere curato con gli antibiotici. Robert Wall e colleghi del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti hanno usato l’ingegneria genetica per creare mucche transgeniche in grado di resistere alla malattia. Gli scienziati hanno introdotto un gene del batterio S. simulans nel DNA delle mucche, consentendo loro di produrre lisostafina, una proteina normalmente creata da S. simulans che uccide S. aureus. Wall e colleghi hanno creato cinque mucche adulte transgeniche che hanno esibito una resistenza significativamente migliore all’infezione rispetto alle loro controparti normali

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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005 DALLE ASSOCIAZIONI

ego.evsrl.it

EGO: più di 1.000 visitatori in due settimane D all’inaugurazione di EGO e della Formazione a Distanza (FAD) il 18 aprile scorso, sono stati numerosi i visitatori al sito http://ego.evsrl.it/. Enrico Febbo, Responsabile Servizi Informatici dell’EV srl ha così commentato: “sono estremamente compiaciuto dell’interesse suscitato da questo servizio che conferma il ruolo innovatore e sempre all’avanguardia di EV nel garantire l’aggiornamento scientifico permanente per i medici veterinari. Gli accessi al portale sono stati finora più di 1000 e ringrazio tutti coloro che hanno in-

ESVD, a Cremona il 5° Workshop di dermatopatologia i è svolto a Cremona il 36 maggio il 5° Workshop di Dermatopatologia dell’European Society of Veterinary Dermatology (ESVD). Le relatrici Verena Affolter, Claudia von Tscharner e Julie Yager hanno trattato con la consueta magistrale esperienza l’approccio ai quadri infiammatori in dermatopatologia, dedicando nell’ultima giornata una relazione specifica alla Dematopatologia Equina. Nel corso delle esercitazioni pomeridiane i partecipanti hanno potuto esaminare al microscopio decine di casi che venivano poi discussi insieme con le relatrici al termine della giornata. Tra i convenuti, numerosi i colleghi stranieri e molti nomi illustri della dermatologia e dermatopatologia internazionale tra cui Alessandra Fondati, Paola Roccabianca, Patrick Bourdeau e Alexander Koutinas. Grande apprezzamento è stato espresso sia dai relatori che dai partecipanti per l’organizzazione logistica e ci si è salutati con l’augurio che molti altri eventi internazionali possano venire in futuro organizzati a Cremona. Fabia Scarampella Vice Presidente SIDEV

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CVB: Incontro di cardiologia l Circolo Veterinario Bolognese organizza nel pomeriggio di sabato 11 giugno un incontro dal titolo “Sincope: diagnosi e terapia in corso di cardiopatia”. Relatrice dell’evento la dr.ssa Christine Castelletto, Medico Veterinario - Libero Professionista Bologna - Cavriago (RE). L’incontro per il quale è stato richiesto l’accreditamento ECM, si terrà presso il Novotel di Villanova di Castenaso a Bologna. Per ulteriori informazioni: Segreteria CVB - Tel 051 6313158 / 3405186635

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viato commenti, suggerimenti e riflessioni sui diversi e complessi aspetti di questo nuovo mezzo didattico. La discussione proseguirà in occasione della riunione Internet al Congresso di Rimini (sabato 28 maggio H 12:30, sala stampa).” “Rinnovo a tutti - continua Febbo - l’invito a inviare com-

menti sull’aggiornamento a distanza, ricordando che questo sistema didattico si affiancherà in tempi brevi ai sistemi tradizionali, proponendo una offerta formativa sempre più ampia e differenziata. La FAD è attualmente in fase sperimentale, e prima di entrare nella fase definitiva (prevista per la fine

del 2005) sarà arricchita con nuovi programmi che si aggiungeranno ai tre corsi utilizzati per l’inaugurazione.”

Chi può accedere al portale - tutti i soci delle società (AIVEMP, SCIVAC, SIVAE, SIVAL, SIVAR e SIVE) e società spe-

cialistiche gestite da E.V. srl - chi ha partecipato o è iscritto ad almeno un evento organizzato da E.V. srl, inserendo nella scheda di iscrizione il proprio indirizzo e-mail - chi si registra per partecipare alla Formazione A Distanza (FAD) ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005

LETTERE AL DIRETTORE

Tutela sanitaria Ho avuto modo di leggere alcuni commenti sul vostro sito (@nmvi Oggi, 05/05/2005 ndr) al nostro articolo uscito il 5/05/05 su “Libero” avente per oggetto il pdl 5774 “Regolamentazione della professione veterinaria e tutela sanitaria degli animali d’affezione” presentato dall’on. Marco Lion dei verdi e ci tengo a precisare quanto segue. La pdl non è frutto della richiesta di una sola associazione (“Arca 2000”) come

sembrerebbe da quanto scritto sul vostro commento nel sito www.anmvi.it, ma di 5.000 cittadini proprietari di animali d’affezione e di altre associazioni animaliste sostenitrici che da tempo sentivano l’esigenza di affrontare il grave problema “tutela sanitaria” degli animali d’affezione. La nostra associazione è stata solo la promotrice e portavoce dell’iniziativa. I dati delle cifre della veterinaria riportati sull’articolo di “Libero” sono stati attinti proprio da un suo articolo, che spero

possa ritrovarsi, pubblicato su “Professione veterinaria” 5/2004 a commento di una lettera scritta da un veterinario di San Benedetto del Tronto, dove lei stesso informava sugli 11.500 medici veterinari iscritti all’Anmvi e gli 8.324 iscritti alla Scivac e i 5.700 ambulatori veterinari italiani. Se la matematica non è un’opinione i conti riportano. Come vede i dati sono stati da Lei stesso divulgati così come noi li abbiamo riportati, in quanto al pdl il testo integrale lo può leggere tranquilla-

mente nel nostro sito e le assicuro che è stato presentato in piena regola e seguirà il suo iter con il sostegno di tutti coloro che già ci hanno inviato centinaia di firme in pochi giorni. Distinti saluti Daniela Ballestra, presidente di “Arca 2000” Ribadisco quanto ho dichiarato al nostro quotidiano @nmvi Oggi. L’articolo di Libero del 5 maggio è il naturale seguito di quello apparso nel dicembre dell’anno scorso sulla “malasanità animale”: in en-

“Che cosa ne sarà delle oltre 2600 lauree triennali italiane”? Stefano Zappalà, eurodeputato

trambi risulta evidente il suo personale impegno e quello della sua associazione contro il “far west” della veterinaria. Questa sua lettera è una conferma. Le cifre sulla veterinaria pubblicate dal giornale non sono aggiornate: rivelandoci di conoscerne le fonti dimostra il suo ruolo attivo nell’offenderci a mezzo stampa, senza cercare il confronto con la Categoria. La sorprenderà leggere che la nostra Associazione ha già dato all’on Lion la piena disponibilità a dare il proprio contributo. Carlo Scotti

NELSON-COUTO Medicina interna del Cane e del Gatto 2a Ed. italiana EV-MASSON a cura di R. Assin Listino € 193,00 OFFERTA SPECIALE FINO AD ESAURIMENTO € 140,00 Dalla Presentazione dell’edizione italiana (a cura di M. Caldin): “(…) Questo testo può essere considerato la base di partenza per il medico veterinario (…). In un unico volume è stata raccolta, infatti, la quasi totalità delle patologie dei piccoli animali, descritte secondo una precisa metodologia clinica, che invita alla raccolta sistematica dei dati e alla diagnostica differenziale. Il testo è stato completato, per ogni argomento, con importanti tabelle sinottiche e algoritmi, che rendono la consultazione ancora più aderente alla realtà lavorativa quotidiana”.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005

DALLE AZIENDE

Previcox (firocoxib) TM

Il primo* coxib, il più selettivo, specifico per il cane

n linea con la tradizione di continua ricerca e innovazione Merial presenta in queste settimane, in tutti gli stati dell’Unione Europea, PREVICOXTM il primo* coxib per la terapia del dolore e dell’infiammazione associati ad osteoartrite, specificamente selezionato per l’utilizzo nel cane. I Coxib rappresentano una nuova classe di farmaci antinfiammatori non steroidei in grado di inibire selettivamente l’enzima cicloossigenasi-2 infiammatoria (COX-2) senza interferire con l’enzima cicloossigenasi-1 (COX-1) e sulle sue importanti attività fisiologiche, in particolare la produzione di prostaglandine gastroprotettive. Negli esami condotti su sangue intero di cane, considerata la metodica di riferimento, PREVICOXTM ha dimostrato un rapporto di selettività COX-1/COX-2 di 384, più di 35 volte il rapporto di selettività di un FANS tradizionale, a garanzia di un’azione mirata contro il dolore e l’infiammazione. L’assorbimento estremamente rapido consente a PREVICOXTM di esercitare un immediato e potente effetto analgesico ed attività antinfiammatoria: si rileva nel plasma entro 10 min dalla somministrazione orale ed entro 30 min raggiunge una concentrazione plasmatica in grado di inibire l’80% della COX-2 infiammatoria. Entro sole 3 ore dalla somministrazione promuove un significativo recupero della forza d’appoggio e riduzione della zoppia, che raggiunge quasi il 100% entro 7 ore dalla somministrazione**. Studi clinici di campo hanno dimostrato un decisivo abbattimento degli effetti collaterali rispetto ai FANS tradizionali: particolarmente significative la ridotta incidenza e gravità di effetti collaterali gastrointestinali (nessun caso di melena), e l’as-

I

* Il primo coxib registrato nell’Unione Europea per l’utilizzo nel cane. EMEA Registrazione Centralizzata n° EU/2/04/045/001-004. ** test realizzato utilizzando un modello reversibile di artrite.

Per l’invio dei comunicati stampa: professioneveterinaria@anmvi.it

senza di alterazioni del profilo coagulativo. PREVICOXTM offre ai Medici Veterinari ed ai proprietari una nuova serenità e definisce di fatto il nuovo standard di sicurezza nelle terapie a tempo indeterminato. Non vi sono limiti di durata della

terapia che potrà infatti essere definita in base alla risposta clinica osservata. PREVICOX TM è disponibile in compresse masticabili, appetibili e divisibili in 2 presentazioni: PREVICOXTM 57 mg (10 e 30 compresse) e PREVICOXTM 227

mg (10 e 30 compresse). La posologia prevede una sola somministrazione giornaliera, senza dose d’attacco e senza alcuna variazione della dose in corso di terapia. Può essere somministrato con o senza cibo a discrezione del proprietario e

non richiede l’associazione con farmaci gastroprotettori. PREVICOXTM, il primo coxib specifico per il cane, è la soluzione ideale per eliminare il dolore e l’infiammazione associate ad osteoartrite nel cane, giorno dopo giorno. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 18/2005 CALENDARIO ATTIVITÀ

CORSO SCIVAC

22 mag.

CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SCIVAC

27-29 mag.

CORSO SCIVAC

1-3 giu.

INCONTRO REGIONALE SIVAR TOSCANA

3 giu.

INCONTRO SIARMUV

5 giu.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

8-11 giu.

INCONTRO ANMVI MARCHE

12 giu.

INCONTRO SVIDI

12 giu.

INCONTRO SIODOV

12 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TOSCANA

12 giu.

CORSO SCIVAC

14-17 giu.

CORSO SCIVAC

15-17 giu.

CORSO FSA

18-19 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PUGLIA

19 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC MOLISE

19 giu.

SEMINARIO NAZIONALE ANMVI

24 giu.

CORSO SIVE

24-25 giu.

INCONTRO SIMIV

25 giu.

INCONTRO REGIONALE SIVAR VENETO

25 giu.

INCONTRO SIMEF

26 giu.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE

26 giu.

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC LOMBARDIA

26 giu.

CORSO SCIVAC

29-30 giu.

INCONTRO REGIONALE SIVAR PIEMONTE

29 giu.

CORSO SCIVAC

6-8 lug.

GIORNATA DI APPROFONDIMENTO INCONTRO CON BRIAN BEALE ADVANCES AND TIPS IN ARTHROSCOPIC ASSISTED MINI-INVASIVE JOINT SURGERY IN THE DOG - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Crediti non previsti - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

50° CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SCIVAC - Palacongressi della Riviera di Rimini, Rimini - Via della Fiera, 52 - ECM: VEN: Fase di accreditamento - SAB: 4 Crediti - DOM: 6 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO DI MEDICINA D’URGENZA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA E ANIMALI SELVATICI: DALLA SANITÀ ANIMALE ALL’ISPEZIONE DELLE CARNI - Palazzo Barbolani, Arezzo - Via S.Lorentini, 25 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it

Direttore Carlo Scotti

GIORNATA DEI CASI CLINICI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it

Direttore Responsabile Antonio Manfredi

DIAGNOSTICA PER IMMAGINI - PARTE 1: RADIOLOGIA DELL’ADDOME (CORSO BASE) - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 19 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

Coordinamento Editoriale Angelo Franceschini, Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it

LA SICUREZZA DEI LAVORATORI E LA GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI NELLA PROFESSIONE VETERINARIA - Jesi (AN) ECM: Crediti 4 - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria ANMVI Regione Tel +39 0372 403541 - E-mail: inforegione@anmvi.it DIAGNOSTICA PER IMMAGINI E STRUMENTALE DELLE VIE AEREE INFERIORI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it ODONTOIATRIA CONSERVATIVA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it LA SINCOPE: DALLA DIAGNOSI ALLA TERAPIA - Forte dei Marmi (LU) - Hotel Versilia Holidays - Via G.B. Vico, 142 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO DI MEDICINA COMPORTAMENTALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 26 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO DI FISSAZIONE ESTERNA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 20 Crediti Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO DI PREPARAZIONE AL CONTROLLO DELLA DISPLASIA DELL’ANCA E DEL GOMITO NEL CANE - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 8 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it PATOLOGIE DEL CAVO ORALE NEL CANE E NEL GATTO - Hotel Ambasciatori, Bari - Via Omodeo, 51 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it FONDAMENTI DI PRONTOSOCCORSO E TERAPIA INTENSIVA - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 E-mail: delregionali@scivac.it LA MOVIMENTAZIONE DI CANI, GATTI E FURETTI - ANIMALI IN VIAGGIO E IN COMPRAVENDITA: IL RUOLO DEL VETERINARIO DOPO IL REGOLAMENTO (CE) N. 998/2003 - Palazzo Trecchi, Cremona Per informazioni: Sabina Pizzamiglio, Segreteria ANMVI - Tel 0372/40.35.37- Email: info@anmvi.it CORSO BASE DI MANAGEMENT DELLO STALLONE - Vigone (TO) - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it IL LINFOMA NEL CANE: NUOVI APPROCCI DIAGNOSTICI E TERAPEUTICI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it IL RUOLO DE VETERINARIO BUIATRA NELL’AMBITO DELLE NUOVE SFIDE IMPOSTE DALLA FILIERA AGROALIMENTARE BOVINA - Fontane di Villorba (Treviso) - V.lo Mazzini 4 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it AGGIORNAMENTI IN ONCOLOGIA FELINA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it CONSIGLI PRATICI DI DERMATOLOGIA - Haus Unterland- Egna (BZ) - Largo Ball Haus, 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it “PRIMO NON NUOCERE: APPROCCIO ALLA TERAPIA D’URGENZA NEGLI ANIMALI ESOTICI DA COMPAGNIA” - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 19 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it ANTIBIOTICO-CHEMIOTERAPIA NELL’ALLEVAMENTO DEL SUINO: OPERIAMO SEMPRE AL MEGLIO? Ordine dei Medici Veterinari di Cuneo - Via Mameli, 4bis - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it CORSO DI EMATOLOGIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 21 Crediti Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it

Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 13 maggio 2005

SOLUZIONI

Quali sono i germi più comuni nei versamenti pleurici settici del gatto? Mycoplasma haemofelis

Trauma

Staphylococcus aureus e altri stafilococchi

Cause ereditarie

Anaerobi quali Actynomices e Nocardia

Cause nutrizionali

Mycoplasma haemominutum e Clostridum perfringens

QUIZ 1 Seminario SIOCE, Perugia 2003 Risposta esatta: a)

Uveite cronica

QUIZ 2 Congresso SCIVAC, Perugia 2004 Risposta esatta: c)

La causa più comune di cataratta nel cavallo adulto è rappresentata da:



Professione Veterinaria, Anno 2005, Nr 18