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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

Brevi ECM Si moltiplicano i falsi corsi FAD-ECM a pagamento, ma il Ministero della Salute ne ha riconosciuti solo due. L’ANMVI denuncia comportamenti scorretti e speculativi da parte di provider improvvisati che vendono crediti non riconosciuti e che si collocano fuori dalle regole. Anche la FNOVI interviene mettendo in guardia da progetti FAD “proposti da venditori porta a porta”. Se non ci sarà più attenzione verso i professionisti “è vicino il disimpegno di tutte le professioni della salute e della FNOVI”.

SICUREZZA ALIMENTARE È alla firma del Ministro della Salute il decreto ministeriale che farà nascere il comitato scientifico per la sicurezza alimentare, un organo consultivo del governo che interloquirà con l’Authority di Parma. La sollecitazione per un rapido varo del provvedimento era arrivata da Federalimentare, l’associazione delle aziende del settore con la quale il Ministro avvierà anche un confronto per la definizione di un testo unico sulla sicurezza alimentare.

FARMACO Le criticità del Codice del Farmaco Veterinario saranno risolte da un decreto correttivo che è già stato elaborato dalle competenti autorità e che allo stato attuale è al vaglio di un preconsiglio dei ministri. È quanto annunciato sabato 14 aprile da Gaetana Ferri, Direttore generale della Direzione della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario del Ministero della Salute, nel suo intervento al convegno della FNOVI.

TK22U L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile sul suo sito Gerico 2007. Questa nuova versione trova applicazione per gli studi di settore che, cessata la fase di sperimentazione o monitoraggio, diventano definitivi. Fra questi risulta esserci anche il TK22U dei veterinari.

626 Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega per l’emanazione di un testo unico per il riassetto e l’aggiornamento della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Prevista la piena garanzia non solo per i dipendenti ma anche per i lavoratori “parasubordinati”, considerati beneficiari di tutela in quanto semplicemente presenti in un ambiente di lavoro, indipendentemente dal tipo di contratto o dal titolo per cui prestano opera.

ANVUR Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto che istituisce l'Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca (ANVUR). Per il Ministro Mussi finisce l’era “più iscritti più soldi”. L’Agenzia promette di frenare la proliferazione di atenei e corsi di laurea al solo scopo di reclutare studenti e di finanziarli in base all’attività svolta. La CRUI, preoccupata per l’autonomia universitaria, parla di “ingerenza penetrante”.

www.vet.journal.it

142007

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 4, numero 14, dal 16 al 22 aprile 2007

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Deontologia e Bioetica Veterinaria

Il nuovo Codice Deontologico Etica e comportamento di una professione al servizio della collettività

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Stop al corso di laurea a Udine allito il tentativo di attivare il corso di laurea in medicina veterinaria da quest’autunno, il Magnifico Rettore dell’Università di Udine, Furio Honsell, ha dichiarato che sottoporrà al Senato Accademico del 3 maggio prossimo la proposta di attivazione nell’a.a. 2008-2009.

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Al Messaggero Veneto ha spiegato che “l’effetto delle proteste non è mancato”, aggiungendo che per attivare il nuovo corso di laurea nell’omonima facoltà costituita circa dieci anni fa serve “ancora un po’ di tempo”. Se non altro per definire gli accordi con le università straniere, aggiunge l’articolista. Sì perché il corso si presenta con un taglio internazionale, lezioni in lingua inglese e studenti in maggioranza stranieri, comunitari e non, per sopperire a carenze del sistema universitario del Paese d’origine. Un punto sul quale non sono mancate interrogazioni consiliari per sapere dalla Giunta Illy le ragioni per cui, alla luce della cronica mancanza di fondi di cui soffre l’università italiana, vengano assicurate risorse economiche regionali per la formazione accademica di medici veterinari stranieri. Alle autorità regionali si è anche chiesto di rispondere alla totale incuranza di fronte alla sofferenza occupazionale dei medici veterinari italiani, che da anni sopportano una progressiva contrazione della domanda di prestazioni professionali. Certamente da Udine s’è fatta poca informazione e quando la si è fatta c’è stata troppa disinvoltura e una sicumera che non ha pagato: la presunta deliberazione formale dei presidi di veterinaria sul corso di laurea alla Facoltà di Udine è stata clamorosamente smentita del Presidente della Conferenza dei Presidi, Massimo Castagnaro. Al dunque, ha pesato fattivamente l’opposizione interna all’Ateneo: i presidi delle facoltà di medicina e di agraria hanno messo in minoranza la facoltà di veterinaria. Le ragioni della loro contrarietà sono sicuramente peculiari, ma certo il clima sfavorevole creato attorno al corso ha dato loro man forte. Come a dire il nemico del mio nemico è mio amico. Un po’ come accadde a Palermo pochi mesi fa, dove il progetto della facoltà “policentrica” vide i contrari (veterinari e non) fare fronte comune. A luglio, sarà eletto il nuovo Preside della Facoltà di Udine e i finanziamenti della Regione Friuli dovranno essere ridiscussi. Nessuno si fa illusioni. È comunque la seconda volta che il corso viene rinviato. Già nel giugno del 2006 Honsell scriveva agli Ordini del Friuli Venezia Giulia ed alla FNOVI assicurando che “nell’a.a. 2006/2007 non verrà attivato presso l’Università degli Studi di Udine il Corso di laurea specialistica a ciclo unico in medicina veterinaria”. Per ora, scrive il Messaggero Veneto, “l’iniziativa didattica che tanto clamore ha creato anche a livello nazionale, slitta di un anno. Inizialmente le intenzioni dell’ateneo erano quelle di attivare il corso nel prossimo anno accademico. La levata di scudi dell’Ordine dei veterinari e delle varie associazioni di categoria ha rallentato però il percorso”.

ECM: CREDITI SVENDUTI PER CESSATA ATTIVITÀ Quando abbiamo sostenuto, ed era la fine del 2001, che il sistema ECM avrebbe tolto ai veterinari la voglia di aggiornarsi ed avrebbe fatto nascere iniziative puramente speculative che trascurando la qualità avrebbero puntato solo al business, siamo subito stati accusati di difendere gli interessi delle associazioni federate ANMVI. A distanza di cinque anni ci dispiace dover dire che avevamo ragione. Non solo il livello qualitativo di molte iniziative di aggiornamento non è spesso dei migliori, non solo molti colleghi hanno lamentato l'impostazione degli ECM cercando via alternative per il proprio aggiornamento, ma è anche evidente come molte proposte arrivino sul mercato con l'unica intenzione di vendere crediti. Mentre il Ministero della Salute dopo cinque anni non riesce a trovare un accordo con le regioni, non chiarisce l'obbligo per i liberi professionisti che a nostro avviso non è previsto a livello legislativo, non interviene sui vari aspetti gestionali del sistema che continua ad essere alla deriva, la mancanza di normative chiare e precise (la fase di sperimentazione sarà rinviata di altri sei mesi) lascia spazio ai furbi che ap-

profittano della situazione. Il sistema ECM dovrebbe garantire al pubblico un aggiornamento serio e professionale degli operatori sanitari, non il mercato dei crediti. Leggere in questi giorni la promozione di un progetto FAD che punta sul fatto che ogni credito costa solo 6 euro, per un aggiornamento che si limita alla lettura di articoli stranieri tradotti, sinceramente ci ha fatto cadere le braccia. La nostra categoria è ridotta così male? E i crediti perché continuiamo a cercarli se non sono obbligatori? Speriamo di diventare tutti convenzionati, o meglio ancora dipendenti pubblici? Se poi basta leggere qualche articolo, proposto come FAD, per avere 35 crediti, a chi si legge il Nelson o il Fossum gli diamo i crediti a vita? Questo progetto ECM più passa il tempo e più si rivela il classico pasticcio all'italiana, senza alcuna possibilità di arrivare a risultati seri e concreti. La FNOVI ha già chiesto una revisione completa del sistema con un maggior coinvolgimento degli Ordini. Abbiamo l'impressione che non basti. Gli ecomostri devono essere rasi al suolo e se■ minata l'erba.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 L’INTERVISTA

Intervista a Carla Bernasconi e Pasqualino Santori

Più attenzione al paziente nella nuova deontologia veterinaria Il nuovo codice deontologico è il manifesto della professione ed è uno strumento "vivo e dinamico" “La deontologia del medico veterinario deve fondarsi sul rispetto della dignità e del decoro della professione. Solo quando l’Ordine saprà tutelare i principi costitutivi della dignità della professione saprà realizzare il suo significato più vero”. Il 17 dicembre 2006 il Consiglio Nazionale della FNOVI ha salutato con il più ampio consenso il Nuovo Codice Deontologico per Medici Veterinari e queste stesse parole del Presidente Gaetano Penocchio. La nuova “Carta” del Veterinario Italiano piace ai diretti interessati e anche ai cosiddetti stakeholders, dai consumatori fino agli animalisti. Ai 50 articoli del Codice ha lavorato un gruppo attivato in seno alla FNOVI sotto il coordinamento di Carla Bernasconi, e con l’apporto della Bioetica veterinaria attraverso il Collega Pasqualino Santori. Il risultato è un documento più impegnato del precedente a regolare il rapporto tra la professione ed i cittadini (utenti/clienti) e gli animali. Nella riforma della deontologia professionale hanno senza dubbio giocato un ruolo l’Antitrust e il Decreto Bersani (via le tariffe e più pubblicità informativa) ma è a questa FNOVI che si deve la svolta negli indirizzi comportamentali del veterinario, così come è alla mutata sensibilità sociale che si deve l’attribuzione di più alti significati nel rapporto uomoanimale. In definitiva, è agli stessi medici veterinari che si deve l’impegno a rispecchiarsi in una deontologia più moderna e per certi versi più impegnativa. Come è nato il nuovo codice deontologico? BERNASCONI - L’attuale Comitato Centrale della FNOVI aveva già previsto un rinnovamento del Codice Deontologico. Il Decreto Bersani e il procedimento aperto nei confronti di FNOVI e Ordine di Torino da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno dettato i tempi di tale ristesura. Il precedente Codice Deontologico era del 1993 e necessitava di un rinnovamento coerente con il cambiamento del contesto socioculturale per adeguare la condotta professionale alla sensibilità sociale e alla nuova concezione del rapporto uomo-animale. Le norme deontologiche in passato riguardavano più che altro il comportamento del medico veterinario verso i colleghi, attualmente il comportamento deontologico deve avere riguardo anche del cliente e del paziente. Nella fase preparatoria gli Ordini Provinciali sono stati invitati a fornire spunti, indicazioni e proposte di modifica in riferimento agli articoli del codice in vigore; succes-

sivamente è stato individuato un gruppo di studio che si occupasse di stendere la bozza. Tale gruppo era formato da colleghi che svolgono la professione in settori diversi: Prof. Franco Pezza Docente di Medicina legale e di legislazione veterinaria, dott. Pasqualino Santori Comitato Bioetico, libero professionista, dott. Alberto Brizi libero professionista buiatra, la sottoscritta e il dott. Sergio Apollonio consigliere FNOVI, dipendente ASL. Quali sono state le linee guida seguite per redigere il nuovo codice deontologico? BERNASCONI - Il CD è stato modificato cambiando l’impianto stesso. Modificare il Codice Deontologico veterinario ha voluto dire entrare nei significati più profondi della professione, coglierne ogni esigenza di rinnovamento e normarla con determinazione cercando di evitare conformismi o tentazioni corporative. Prima di procedere alla stesura dell’articolato è stata fatta una riflessione ed un’analisi su quello che avrebbe dovuto essere il nuovo Codice Deontologico sulle motivazioni, le caratteristiche e le finalità per individuare i principi generali di modifica. Si è stabilito che il nuovo codice deontologico dovesse ispirarsi ai valori della bioetica, evitare la citazione e la ripetizione di norme aventi forza di Legge, richiamare i doveri del medico veterinario nell’esercizio della professione, garantire la credibilità della professione e definirne il prestigio e decoro, sostenere e promuovere il benessere animale, sottolineare la responsabilità professionale, il consenso informato e le Buone Pratiche Veterinarie, richiamare il dovere di aggiornamento e la educazione medica continua, recepire le esigenze di libera scelta dell’utente, diritto ad una qualificata prestazione e a una esaustiva informazione. È stata quindi scritta la prima bozza dell’articolato che è stata presentata per modifiche, emendamenti, integrazioni a: Ordini Provinciali, Istituzioni, Associazioni, Sindacati, Enti, Università e Autorità. Il recepimento delle proposte pervenute ritenute utili, costruttive e compatibili con la nuova impostazione ha portato alla stesura del testo definitivo e alla formulazione di un documento condiviso dalle componenti interne ed esterne alla Professione. Rispetto al precedente presenta una diversa costruzione dell’articolato? BERNASCONI - Il testo del nuovo Codice deontologico è sicuramente più snello, con un minor numero di articoli, raggruppati in

capitoli che riguardano l’oggetto e il campo di applicazione, i doveri del Medico veterinario, rapporti tra Medici veterinari, rapporti con clientela privata e pubblica. Il Codice Deontologico è corredato da una premessa che illustra e motiva le scelte fatte nella sua stesura; nel testo di alcuni articoli, ritenuti importanti, sono state inserite note di approfondimento per facilitarne l’interpretazione. Sicuramente il testo potrà essere migliorato nel tempo e deve essere visto come uno strumento vivo e dinamico che sia in grado di adeguarsi a quella che sarà l’evoluzione della professione, ma reputo che sia un buon testo da cui partire, che abbia al suo interno contenuti e concetti nuovi e futuri, che possa essere veramente una linea-guida di riferimento del nostro comportamento come professionisti futuri della salute pubblica oltre che del benessere degli animali. Quali sono gli elementi di maggiore innovazione dell’attuale codice deontologico rispetto al precedente? SANTORI - L’articolato è diverso dal precedente nella sua architettura generale ed anche nella sostanza, in parecchi punti; per questa ragione nelle norme di chiusura si impone agli Ordini provinciali di inviare copia del Codice ai propri iscritti e di promuovere la conoscenza di ogni parte

Carla Bernasconi, Consigliere FNOVI, è iscritta all'Ordine dei Veterinari di Milano di cui è Presidente. Ha coordinato il gruppo di lavoro della FNOVI per la riscrittura del Codice Deontologico. È libero professionista nel settore degli animali da compagnia.

come attività istituzionale. Ci sono, comunque, alcuni articoli particolarmente importanti che vanno evidenziati nel loro significato. Nell’articolo uno, per la prima volta, compare il concetto di rispetto degli animali. Dicendo che il Medico Veterinario dedica la sua opera alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto essere senzienti, si compie un grande passo rispetto al precedente Codice in cui il benessere dell’animale era preso in considerazio-

Pasqualino Santori, Comitato Bioetico per la Veterinaria, Comitato Nazionale per la Bioetica presso la Presidenza del Consiglio. È stato relatore nell'aprile 2006 del Convegno Nazionale organizzato dall'ANMVI sul consenso informato in medicina veterinaria (v. Professione Veterinaria 15/2006).

ne, solamente, come elemento utile alla produttività zootecnica. Al tempo stesso, però, distinguendo tra promozione del rispetto e ricerca del benessere, ci si pone nelle condizioni di non fare solamente una scelta di tipo welfarista (solo rivolta al benessere) ma si lascia aperta la possibilità di una riflessione di tipo rightista (che presuppone dei diritti o quantomeno degli interessi animali). Il fatto stesso, poi, di citare nel


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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 L’INTERVISTA

primo articolo tutte le altre attività di cui si occupa la veterinaria: nelle produzioni, nella tutela della salute umana e dell’ambiente oltre che delle attività educative, dimostra come la veterinaria persegue una sorta di “diverso animalismo” che prevede la continuità dell’esistenza degli animali nei loro tradizionali impieghi e al tempo stesso, un inserimento sempre più forte di questi nella sfera di coloro che sono presi in considerazione, protetti e salvaguardati. Mettere insieme gli usi tradizionali degli animali, conformi alle attuali leggi, con la promozione del rispetto (quindi di un valore intrinseco) fa in modo che si possa individuare una sorta di percorso strategico verso la “cittadinanza animale”. In questo, c’è qualcosa che può definire “l’animalismo della Veterinaria” e che richiede, per delle ragioni che sono assolutamente legittime e intrinsecamente morali, la continuità dell’esistenza sulla terra (sempre più tecnologica e antropizzata) di altri che sono gli animali, domestici o meno, che occupano degli spazi materiali e anche culturali (visto che a loro più stretto contatto vive una umanità che tende ad essere emarginata come quella delle comunità agricole il cui potere d’acquisto ma anche il rispetto sociale, in tutto il mondo, è in netto calo). La indubbia complessità di questi concetti e il loro sviluppo, come si dice nei principi generali di modifica, devono essere letti e sviluppati con l’ausilio di quella disciplina: la Bioetica, che si occupa di collegare le conoscenze scientifiche con le scelte di natura etica, per creare l’ambiente culturale da cui far discendere le decisioni politiche da cui derivano le leggi. Corro il rischio di ripetermi ma ci tengo a chiarire questo concetto: l’articolo uno può sembrare contraddittorio al mondo esterno alla Veterinaria e anche, penso, ad una parte della Veterinaria più giovane, perché parla di protezione dell’uomo dai pericoli che gli derivano dagli animali, parla delle produzioni animali, parla della uc-

cisione e della trasformazione dei corpi degli animali in alimenti e poi parla allo stesso tempo della protezione della salute animale e del rispetto degli animali. Questa apparente contraddittorietà è, di fatto, il manifesto della Veterinaria, la ragione per cui la Veterinaria esiste (e può legittimamente pensare di dare impiego a dei colleghi) fornendo un servizio alla Società e all’ambiente; ma richiede un approfondimento di tipo filosofico. La logica più scontata, ma anche miope, porterebbe a pensare che un pieno rispetto degli animali debba comportare di non allevarli o sterilizzarli sistematicamente se non si hanno le condizioni per farli vivere in un perfetto stato di benessere (come peraltro non accade per buona parte degli esseri umani); quindi la possibilità di allevarli e addirittura ucciderli per poterne utilizzare i prodotti non dovrebbe avere alcuna accettabilità. Questa visione di un mondo perfetto che non si verifica per alcuna attività umana, nel caso degli animali avrebbe il solo effetto di far sparire dalla faccia della terra qualunque animale domestico verso cui non si avessero a priori tutte le garanzie di una vita impeccabile. Un mondo così spopolato, non sarebbe più morale, ma solo più uniforme avendo eliminato il problema dello status morale degli animali, eliminando gli animali stessi. La soluzione non è dietro l’angolo, richiede un lavoro di riflessione, un dibattito aperto e organizzato che la Veterinaria intera, penso, si debba impegnare a stimolare nella Società; se non altro per avere una indicazione su quelle che potranno essere le prospettive di lavoro nel futuro. Credo che la chiave da utilizzare sia quella della consapevolezza e della responsabilità. Non solo individuale, ma sociale, con tutti i risvolti politici ed economici che ne possono derivare. L’obiettivo sarà quello di ricercare un equilibrio sensato e razionale tra i possibili ottenimenti di tut-

Art. 1 - Medico Veterinario Il Medico Veterinario svolge la propria attività professionale al servizio della collettività e a tutela della salute pubblica. In particolare, dedica la sua opera: • alla protezione dell’uomo dai pericoli e danni a lui derivanti dall’ambiente in cui vivono gli animali, dalle malattie degli animali e dal consumo delle derrate o altri prodotti di origine animale; • alla prevenzione e alla diagnosi e cura delle malattie degli animali e al loro benessere; • alla conservazione e allo sviluppo funzionale del patrimonio zootecnico; • alla conservazione e alla salvaguardia del patrimonio faunistico ispirata ai principi di tutela delle biodiversità, dell’ambiente e della coesistenza compatibile con l’uomo; • alle attività legate alla vita degli animali familiari, da competizione sportiva ed esotici; • alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti; • alla promozione di campagne di prevenzione igienico-sanitaria ed educazione per un corretto rapporto uomo-animale; • alle attività collegate alle produzioni alimentari, alla loro corretta gestione ad alla valutazione dei rischi connessi. Art. 9 - Comportamento secondo scienza e coscienza L’esercizio della professione del Medico Veterinario deve ispirarsi a scienza e coscienza. (*) Art. 18 - Dovere di assistenza Il Medico Veterinario ha l’obbligo, nei casi di urgenza ai quali è presente, di prestare le prime cure agli animali nella misura delle sue capacità e rapportate allo specifico contesto, eventualmente anche solo attivandosi per assicurare ogni specifica e adeguata assistenza. Art. 19 - Dovere di informativa sul benessere È dovere del Medico Veterinario informare il cliente sullo stato di benessere degli animali visitati. Art. 29 - Obbligo di informazione e consenso informato nella pratica veterinaria (**) Il Medico Veterinario, all’atto dell’assunzione di responsabilità contrattuale, è tenuto ad informare chiaramente il cliente della situazione clinica e delle soluzioni terapeutiche. Deve precisare i rischi, i costi ed i benefici dei differenti ed alternativi percorsi diagnostici e terapeutici, nonché le prevedibili conseguenze delle scelte possibili. Il Medico Veterinario nell’informare il cliente dovrà tenere conto delle sue capacità di comprensione, al fine di promuoverne la massima adesione alle proposte diagnostico-terapeutiche. Ogni ulteriore richiesta di informazione da parte del cliente deve essere soddisfatta. Il Medico Veterinario deve, altresì, soddisfare le richieste di informazione del cittadino in tema di prevenzione. Il Medico Veterinario è tenuto ad informare il cliente sui prevedibili stati di sofferenza e di dolore dell’animale paziente e la durata presumibile dell’intervento professionale. È obbligo del Medico Veterinario comunicare al cliente la necessità del compimento di determinati atti al fine di evitare sofferenze, dolore o prolungati stati di malessere dell’animale paziente. (*) Tale comportamento deve essere inteso come l’espressione di quel delicato equilibrio che il Medico Veterinario assume nelle scelte cliniche caso per caso, tra bagaglio scientifico collettivo ed individuale e le personali convinzioni morali. Scienza e coscienza non sono oggetto di arbitrio, ma seppur lasciate alle singole individualità professionali, possono essere sempre oggetto di giudizio esterno del corpo professionale e prevedono assunzione di forti responsabilità professionali sul proprio operato. (**) È necessario esplicitare la differenza tra consenso informato in medicina umana e veterinaria. Per consenso informato si intende l’affermazione dell’autonomia individuale ( in atto o potenziale) del paziente nelle pratiche mediche. Questa definizione può valere solo per coloro che ne posseggono le caratteristiche indispensabili cioè l’uomo e non gli animali. Nel testo si parla di consenso informato nella pratica veterinaria a ragione del fatto che il termine è entrato in uso e che nella sua estrinsecazione pratica comporta il trattare lo stesso genere di argomentazione della medicina umana (diagnosi, terapia ecc.) senza per questo pensare di attribuire al paziente le stesse caratteristiche di autonomia tipiche dell’essere umano. Nell’ambito dell’espletazione del consenso informato il medico veterinario può fare riferimento al sistema di controllo della qualità e alle buone pratiche veterinarie che applica nella propria struttura.

Il nuovo Codice Deontologico è pubblicato al sito www.fnovi.it to il mondo animale che la Veterinaria, unica, conosce in ogni aspetto, e le reali concessioni che intende permettere la Società umana veramente responsabilizzata nelle sue scelte. Sicuramente l’articolo 1 è il più significativo ma ce ne sono anche degli altri che hanno notevole importanza. SANTORI - Credo che sia molto importante l’articolo nove in cui si dice che l’esercizio della professione del medico veterinario deve ispirarsi a scienza e coscienza. Questo concetto non è mai stato sufficientemente chiarito. Lo scienza e coscienza è quella particolarità delle professioni, specialmente mediche, che le rende assolutamente moderne ed in linea con quei sistemi di autoregolamentazione che si vorrebbero imporre in settori che non li hanno mai avuti e che in passato erano propri solo delle professioni intellettuali. Ora, per qualche strano destino, alcuni vorrebbero che gli Ordini professionali cessassero di esi-

stere per una cattiva interpretazione di ciò che è corporativo confondendolo con ciò che al contrario è assolutamente al servizio dei cittadini. Una professione esiste se c’è la volontà e la necessità di trattare i

casi singolarmente, applicando a essi il bagaglio delle conoscenze scientifiche e le valutazioni morali del caso; in altre parole può esistere un professionista, con i suoi oneri e i suoi onori, se la decisione clinica deve essere presa su


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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 L’INTERVISTA

ogni singolo caso e non una volta per tutte allo stesso modo. Il caso per caso e anche un elemento di dignità per l’animale che non viene intrappolato in una scelta collettiva, quasi industriale, da catena di montaggio, ma viene visto il più possibile (anche nel caso degli allevamenti non ce ne dobbiamo dimenticare) nella sua singola individualità. Sempre sul piano del benessere animale, l’articolo 19, crea una condizione che il veterinario non aveva in passato: quella del dovere di informativa sul benessere. SANTORI - Dicendo che il veterinario, indipendentemente dal fatto che ne venga richiesto, debba dare un parere sullo stato di benessere degli animali da lui visitati, in modo spiccio senza una retribuzione, crea una condizione di alto valore morale nel rispetto degli animali di cui, spero, ci venga riconosciuta l’importanza sociale oltre che la generosità professionale. Quest’articolo è bene confrontar-

lo con l’articolo immediatamente precedente, l’articolo 18, sui doveri di assistenza. In quest’articolo si chiarisce che un veterinario presente in una condizione che costituisce una urgenza non può assolutamente lavarsi le mani e negare un suo intervento, ma questo non comporta la necessità di crearsi un onere eccessivo (che peraltro altre professioni o mestieri non si accollano nelle loro urgenze) ma si può limitare ad attivarsi affinché le autorità competenti compiano l’apposito dovere che gli viene richiesto dagli eventi. A questo proposito è da ricordare che un filosofo animalista che è anche un veterinario, Bernard Rollin, a riguardo del codice deontologico dei veterinari, elencava una serie di doveri da rispettare: i doveri verso i clienti, i doveri verso gli animali, i doveri verso i colleghi, i doveri verso la società ma anche i doveri verso se stessi. L’articolo che sembra però avere una maggior incidenza sulla

vita quotidiana dei veterinari può essere quello sul consenso informato, l’articolo 29. SANTORI - Con l’articolo 29: obbligo di informazione e consenso informato nella pratica veterinaria la nostra professione si impegna a produrre un salto di qualità che sta ad indicare quanto si voglia essere leali con i cittadini-consumatori e con i loro animali. La Veterinaria rinuncia a quel paternalismo medico, che nella medicina umana era già stato abolito, per mettersi in una condizione di confronto leale con i suoi interlocutori. Non dobbiamo assolutamente pensare che il cosiddetto consenso informato in Veterinaria debba consistere nella produzione di moduli e nella creazione di archivi. Scrivere un modulo di consenso informato non dovrà, per forza, diventare una necessità continua; sarà il caso di farlo nelle occasioni più problematiche ma non in tutti casi. Consenso informato significa condividere con il cliente i rilievi

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di natura clinica, parlare di strategie diagnostiche, di rischi, di costi, di benefici e soprattutto di alternative (anche quelle effettuabili al di fuori della propria struttura) in modo da far sì che il cliente non possa sentirsi escluso dalla decisione finale e quindi non compartecipe dei risultati ottenuti. Se la comunicazione è stata schietta è comprensibile, non si potrà far a meno di considerare conseguentemente condiviso il percorso che ha portato ad un risultato più o meno positivo. A questo punto l’obbligazione di mezzi e non dei risultati diventa quasi uno scontato corollario. Quando, nell’articolo 29, si parla di informare il cliente di prevedibili stati di sofferenza, di dolore e della necessità di compiere determinati atti al fine di evitare sofferenze prolungate, si parla del bisogno di salvaguardare il benessere animale ed anche della prospettiva di una possibile eutanasia. Ma questo è solo un primo accenno all’eutanasia a cui dovranno seguire maggiori approfondimenti nella categoria. Ci sono altre questioni che rimangono aperte? SANTORI - Un Codice Deontologico è sempre in divenire per sua natura e per questa ragione di tanto in tanto lo si deve rinnovare venendo a cambiare le condizioni, sia materiali, sia di condivisione etica che ne costituiscono il fondamento. Una questione su cui dovremmo approfondire la riflessione è proprio quella dell’eutanasia, citata prima, anche in rapporto ad un’altra forma di uccisione, la macellazione con il corollario costituito dalla macellazione rituale. Il taglio della coda e delle orecchie è una questione di stretta attualità ma già al vaglio della decisione politica, vista la ordinanza Turco. Credo che a questo proposito sia stato significativo il parere espresso dal Comitato Nazionale per la Bioetica. Un argomento che il Codice Deontologico menziona ma che richiede sempre maggiori riflessioni per gli sviluppi socio-economici che comporta, è la questione del conflitto di interessi in tutte le sue molteplici forme. Per alcuni di questi argomenti abbiamo già a disposizione i pareri del Comitato Bioetico per la Veterinaria. A questo proposito dobbiamo dire che anche nel nuovo Codice Deontologico sono presenti molte delle riflessioni e delle conclusioni a cui, il Comitato Bioetico per la Veterinaria era giunto, specialmente, con il suo documento “Procedure per una decisione informata e responsabile. Il cosiddetto consenso informato in veterinaria.” Il decreto Bersani e l’Antitrust hanno avuto un’influenza sulla stesura finale? BERNASCONI - Come abbiamo già detto entrambi questi due eventi hanno condizionato i tempi

di rinnovamento e di revisione del codice del 1993. L’art. 2 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248 ha modificato la pubblicità sanitaria abrogando il divieto di svolgere pubblicità informativa riguardo i titoli di specializzazione, le caratteristiche del servizio offerto, i prezzi e i costi complessivi delle prestazioni, affidando agli Ordini la verifica del rispetto dei criteri di veridicità e trasparenza del messaggio pubblicitario. Le regole sulla Pubblicità Sanitaria andavano certamente modificate, perché per certi aspetti non erano più al passo coi tempi: basta pensare che non era contemplato l’uso di internet. L’attuale Comitato Centrale aveva previsto di studiare delle proposte di modifica alla Legge 175/1992, poi tutto è stato modificato dal decreto Bersani. La difficoltà sta ora nel mantenere il messaggio pubblicitario nei caratteri della pubblicità informativa che aiuti l’utenza senza sconfinare in aspetti e caratteri tipici della pubblicità commerciale il cui messaggio è costruito per promuovere la creazione di bisogni con un invito al consumo. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nel corso del procedimento nei confronti di FNOVI e Ordine di Torino, ha avuto un ruolo significativo sull’eliminazione della previsione di natura deontologica dell’obbligatorietà delle tariffe minime con conseguente soppressione del principio di inderogabilità dei minimi tariffari, sulle pubblicità e su altri articoli del vecchio codice che limitavano i principi della concorrenza. Il nuovo Codice Deontologico tiene conto dei principi concorrenziali affermati a livello nazionale e comunitario allo scopo di assicurare ai consumatori un’effettiva facoltà di scelta e di comparazione delle prestazioni offerte dal mercato. In un articolo sulla rivista “Impronte” della LAV si parla in termini favorevoli del nuovo codice deontologico dei veterinari, sono tutte positive le impressioni delle Associazioni Animaliste? BERNASCONI - La bozza del Codice Deontologico era stata presentata ad alcune associazioni con rilevanza nazionale che avevano cortesemente risposto all’invito per un’audizione di confronto, nel complesso il codice era stato apprezzato per la nuova considerazione data al rispetto degli animali e al loro benessere in quanto esseri senzienti, per l’attenzione ai rapporti con il cliente, per l’importanza data alla responsabilità professionale e al consenso informato. Sono arrivate anche alcune critiche da altre Associazioni, ma reputo sia normale non avere tutti le stesse opinioni e gli stessi punti di vista. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 L’APPROFONDIMENTO

Pubblicità sanitaria, le nuove regole per Internet ra le innovazioni della nuova deontologia medico-veterinaria è senza dubbio da annoverare la regolamentazione della pubblicità sanitaria attraverso Internet, sia esso inteso come siti web che come comunicazioni a mezzo posta elettronica. Colmando un vuoto anacronistico, la FNOVI ha infatti dettagliatamente previsto il ricorso al World Wide Web nelle Linee Guida sulla Pubblicità Sanitaria inerenti l’applicazione dell’art. 48 del Codice Deontologico, presentate il 15 aprile, a Roma, agli Ordini Provinciali. Le Linee Guida (www.fnovi.it) sono generalmente riferite “a qualsivoglia forma di pubblicità informativa” e “con qualsiasi mezzo diffusa”. Per quanto riguarda lo specifico delle forme pubblicitarie tramite Internet, esse prevedono che il medico veterinario (o in caso di strutture sanitarie il Direttore Sanitario) comunichi all’Ordine provinciale di iscrizione di aver attivato il sito, dichiarandone la conformità alle previsioni deontologiche e alle stesse Linee Guida.

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I siti Internet L’informazione tramite siti Internet - rispondente al D.Lgs n. 70 del 9 aprile 2003- dovrà contenere: il nome, la denominazione o la ragione sociale; il recapito professionale o la sede legale; gli estremi che permettono di contattare il medico veterinario rapidamente e di comunicare con lo stesso direttamente ed efficacemente, anche tramite l’indirizzo di posta elettronica; l’Ordine provinciale presso cui è iscritto e il numero di iscrizione; gli estremi della laurea e dell’abilitazione e l’Università che li ha rilasciati; la dichiarazione, sotto la propria responsabilità, che il messaggio informativo è diramato nel rispetto delle norme vigenti; il numero della partita IVA qualora eserciti un’attività soggetta ad imposta. Inoltre il sito dovrà contenere gli estremi della comunicazione inviata all’Ordine provinciale relativa all’autodichiarazione del sito Internet. I siti devono essere registrati su domini nazionali italiani e/o dell’Unione Europea, a garanzia dell’in-

dividuazione dell’operatore e del committente pubblicitario. Il sito non deve ospitare spazi pubblicitari (cosiddetto “banner” e pop-up) o fare riferimento a prodotti di industrie farmaceutiche, alimentari o di dispositivi medici legati all’esercizio dell’attività professionale ed è vietato l’inserimento di link a siti di Aziende farmaceutiche o produttrici di dispositivi medici; sono esclusi da tale divieto gli spazi pubblicitari tecnici la cui presenza sul sito ha lo scopo di fornire all’utente strumenti utili di visualizzazione dei dati (ad esempio: software per leggere documenti, software per la compressione dei dati, ecc.) a condizione che si tratti di programmi shareware o freeware. È consentita sul sito l’indicazione di link a siti di istituzioni pubbliche di rilievo nazionale (Ministero della Salute, FNOVI), e locale (Regioni, Province, Comuni), a banche dati di carattere scientifico in ambito sanitario e a società scientifiche senza fini di lucro. Viola il dettato deontolo-

gico: l’ospitare sul sito web e sul canale internet spazi pubblicitari o link riferibili ad attività pubblicitaria di aziende farmaceutiche o tecnologiche operanti in campo sanitario. La deontologia inoltre non consente la pubblicizzazione e la vendita, nel caso di Internet, tramite collegamenti ipertestuali, di prodotti, dispositivi, strumenti e di ogni altro bene o servizio. La posta elettronica Secondo le Linee Guida, l’utilizzo della posta elettronica nei rapporti con i clienti è consentito alle seguenti condizioni: ogni messaggio deve contenere l’avvertimento che la visita medica rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico e che i consigli forniti via e-mail vanno intesi come meri suggerimenti di comportamento; va altresì riportato che trattasi di corrispondenza aperta; è rigorosamente vietato inviare messaggi contenenti dati sanitari di un paziente ad altro cliente o a terzi; è rigorosa-

L’articolo 48 del C.D. l Medico Veterinario è consentita la pubblicità informativa circa la propria attività professionale, indicando i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché l’onorario e i costi complessivi delle prestazioni. La pubblicità deve essere resa secondo correttezza, trasparenza e verità, il cui rispetto è verificato dall’Ordine provinciale. È vietata ogni forma di pubblicità non palese.

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mente vietato comunicare a terzi o diffondere l’indirizzo di posta elettronica dei clienti, in particolare per usi pubblicitari o per piani di marketing clinici; l’utilizzo della posta elettronica nei rapporti fra colleghi ai fini di consulto è infine consentito nel rispetto delle norme sulla Privacy. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 ATTUALITÀ

Sviluppo Rurale e Antitrust

Contraria alla concorrenza l’esclusione dalle consulenze d’azienda

’Autorità garante per la concorrenza dà ragione agli agrotecnici sulla consulenza aziendale, la misura che le Regioni sono obbligate a inserire nei piani regionali 20072013 per lo sviluppo rurale. E dà torto alla Regione Piemonte che con una delibera (n.49-3253 del 26 giugno 2006) aveva favorito nell’erogazione dei servizi di consulenza aziendale le organizzazioni professionali agricole, escludendo di fatto i liberi professionisti che fanno capo agli ordini professionali. La Regione non potrà quindi più impedire ai singoli liberi professionisti (Agrotecnici ed Agrotecnici Laureati, Dottori Agronomi e Forestali e Veterinari) di operare nel settore e dovrà modificare le disposizioni del PSR 20072013. L’Authority, che si è pronunciata su richiesta del consiglio nazionale degli agrotecnici, ha raccomandato alla Regione di modificare il provvedimento per favorire un più ampio accesso dei professionisti alla fornitura dei servizi di consulenza aziendale. Le modalità di punteggio previste dalla delibera regionale appaiono limitare l’accesso al mercato dei servizi di consulenza a tutti gli operatori

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professionali e altrettanto discriminanti i requisiti di esperienza e affidabilità (aver prestato precedentemente attività di consulenza ad un numero molto elevato di aziende). Di fatto solo le associazioni agricole, in base alla delibera, soddisfano i requisiti per prestare le consulenze. In termini di personale qualificato, di esperienza e di affidabilità, l’Antitrust precisa che - nel caso sia necessario limitare il numero degli organismi di consulenza - tale limitazione deve attenersi a criteri più oggettivi basati sulla qualità dei servizi offerti. Il Piemonte dovrà modificare la delibera stabilendo un precedente valido anche per le altre Regioni. Le consulenze per lo sviluppo rurale Il Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale (a cura del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 21 dicembre 2006) riconosce alle aziende agricole e zootecniche la possibilità di avvalersi di collaborazione e consulenza tecnica a condizioni estremamente vantaggiose grazie ai contributi comunitari (FEASR-Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale). In sede di recepimento regionale, il Piano comporta l’istituzione di servizi di consulenza aziendale, per i quali Veterinari, Agronomi e Agrotecnici hanno proposto di “prevedere la esclusiva presenza di soggetti tecnici in possesso di un titolo di studio

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di LUCARELLI M. & C.

coerente per l’accesso ad un Albo professionale del settore agrario ovvero veterinario, ciò in relazione all’esperienza dei predetti soggetti, certificata sia dal praticantato professionale che dal superamento dell’esame di Stato abilitante alla libera professione”. La proposta è stata formalizzata a fine dicembre 2006 con un Accordo siglato dall’Ordine professionale dei Veterinari (FNOVI), degli Agronomi e degli Agrotecnici finalizzato a “sviluppare congiunte iniziative rivolte alla valorizzazione delle reciproche categorie ed alla diffusione dei valori di competenza e di professionalità tipici delle professioni rappresentate”. L’azione comune dei tre Ordinamenti professionali si eserciterà “nei confronti di tutte le Amministrazioni regionali per evitare che le stesse, nell’emanazione dei PSR, adottino disposizioni contrarie all’ordinamento nazionale in materia di libere professioni e penalizzati per i tecnici liberi professionisti”. Ma i tre Ordini si propongono anche di promuovere azioni sinergiche attraverso un Comitato di Coordinamento denominato “Fondazione per i Servizi di Consulenza aziendale”, costituito in forma paritetica tra Agronomi e Forestali, A-

l Consiglio di Stato conferma la posizione dell’Antitrust che nel 2000 aveva irrogato una sanzione di 63.337 euro alla FNOMCEO e a 35 ordini provinciali per “intese volte a falsare in maniera consistente la concorrenza sui mercati delle prestazioni erogate dai professionisti”. La Federazione degli Ordini dei medici aveva stabilito, a pena di responsabilità disciplinare per gli iscritti, che gli accordi preventivi per l’erogazione del servizio medico per conto delle associazioni mutualistiche erano ammissibili solo se l’onorario non era inferiore alla tariffa stabilita. Non solo. La FNOMCEO riteneva che la mutua si dovesse impegnare a convenzionare tutti i medici che lo richiedevano attraverso l’Ordine (con il sistema cosiddetto degli “elenchi aperti”). Il 9 marzo scorso, il Consiglio di Stato ha ribadito che l’attività degli ordini professionali in quanto volta a regolare e orientare l’attività degli iscritti nell’offerta delle proprie prestazioni professionali incide sugli aspetti economici della medesima e può avere effetti restrittivi per la libera concorrenza. Palazzo Spada ha respinto la tesi secondo la quale gli ordini non possono essere trattati alla stregua di imprese e dunque debbano sottrarsi alle norme di tutela della concorrenza: “stabilire il contenuto dei rapporti tra gli iscritti e le mutue volontarie non rientra nei poteri pubblici attribuiti alla Federazione”. Bocciate le tariffe predeterminate e bocciato anche il sistema degli “elenchi aperti”: i medici convenzionabili non sono tutti uguali, le mutue hanno il diritto di avvalersi di sanitari affidabili e quindi di selezionarli individuando i più adatti e specializzati per la cura di determinate patologie. Il sistema degli elenchi aperti non rispetta il principio della libera scelta del medico.

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grotecnici e Veterinari, avente come compito la difesa e la valorizzazione del ruolo e della fun-

zione degli iscritti nei rispettivi Albi professionali, nell’ambito dei prossimi Psr 2007-2013. ■

A MAGGIO NUOVA EDIZIONE DEI CORSI SULLA 626 (Trilogia della sicurezza: RSPP, Primo Soccorso e Antincendio) Sono circa 400 le strutture veterinarie che hanno scelto i corsi dell’ANMVI per mettersi in regola con le norme sulla sicurezza sul lavoro. I corsi dell’ANMVI hanno il duplice vantaggio della convenienza e della stretta aderenza alla realtà professionale. Lo svolgimento è a cura dei Medici della ASL di Cremona e del Collega Carlo Pizzirani, formatore AIFOS e autore dei Manuali pubblicati dall’ANMVI sull’argomento. L’osservanza delle norme previste dal D.Lvo 626/94 (e collegati) costituisce un obbligo per i Colleghi “datori di lavoro”, i quali sono tenuti al conseguimento delle qualifiche rilasciate da tre diversi Corsi (RSSP, Addetto al Primo Soccorso, Addetto alla prevenzione incendi) il cui programma è fissato dalle norme di legge. La frequenza dei corsi è consigliata a tutti gli altri Colleghi, sia in previsione della presenza di futuri dipendenti, sia per fronteggiare eventuali situazioni critiche che possono presentarsi nel quotidiano professionale. A tutela nostra, dei nostri collaboratori, dei clienti e dei soggetti terzi presenti nelle nostre strutture.

Apparecchiature Radiologiche

La salute e la sicurezza sul lavoro

Camere oscure Pellicole RX Elettromedicali

Bocciato il sistema degli “elenchi aperti”

www.anmvi.it

Corso per la qualifica di RSPP (Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione) L’obiettivo è di qualificare il medico veterinario rispetto ai dettami del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, che prescrive infatti “misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori di attività privati o pubblici” (art. 1) e prevede che “il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di cui al comma 1 (ovvero svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi), deve frequentare apposito corso di formazione in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro” (art. 10). Scadenza: 14/05/2007

Assistenza tecnica Corso per Addetti al Primo Soccorso

www.anmvi.it

Le attività produttive che occupano lavoratori devono attenersi in materia di pronto soccorso alle disposizioni riportate nel decreto del Ministero della Salute 15 luglio 2003, n. 388 (Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale). Il corso è rivolto ai medici veterinari datori di lavoro o titolari di struttura veterinaria, che svolgono attività professionale in una struttura privata riconducibile ai gruppi B e C. Il corso è consigliato anche ai titolari di struttura veterinaria. Il corso, infine, è rivolto ai medici Veterinari già in possesso della qualifica RSP. Scadenza: 21/05/2007

Corso per Addetti alla prevenzione incendi

VIA ISONZO, 8 - 20095 CUSANO MIL. (MI) Telefono: 02.66401060 - Fax: 02.66400884 - e-mail: alfahospital@virgilio.it

www.anmvi.it

Il Corso soddisfa gli obblighi di formazione per addetti all’antincendio previsti dal Decreto Ministeriale 10 Marzo 1998 - “Criteri generali di sicurezza antincendio per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro” (pubblicato sul S.O. n. 64 alla G.U. n. 81 del 7 aprile 1998). Il Corso è consigliato a tutti i Colleghi che hanno già conseguito la qualifica di RSPP e/o una formazione per addetti al Primo Soccorso ai sensi della vigente normativa e intendono completare con la formazione antincendio gli obblighi previsti dalla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Scadenza: 21/05/2007


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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 ANMVI REGIONE

ANMVI Basilicata per l’assistenza zootecnica Il Consiglio impegna la Giunta ad una maggiore attenzione nel reclutamento dei medici veterinari i chiude con un punto a favore del Direttivo ANMVI Basilicata la “partita” regionale sul programma biennale dei servizi di assistenza zootecnica. Il Consiglio Direttivo di ANMVI Basilicata, dopo settimane di trattative, ha ottenuto l’approvazione unanime in Consiglio Regionale di un ordine del giorno che

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impegna la Giunta lucana “a verificare, d’intesa con la competente Commissione Consiliare, l’idoneità dell’attuale Regolamento di cui alla delibera 330 del 25.2.2002 in ordine al rapporto convenzionale con il personale esterno, alla efficacia delle azioni in materia di prevenzione e attuazione delle fasi operative, nonché ad operare altre

azioni utili a rafforzare e migliorare la qualità dei servizi e la produttività della spesa”. In corso di approvazione del Programma di assistenza zootecnica regionale, il Consiglio di ANMVI Basilicata, attraverso una serie di interventi del Collega Felice Lisanti aveva sollecitato le autorità locali a modificare e migliorare le modalità di

coinvolgimento delle professionalità medico veterinarie in un’ottica di trasparenza e di concertazione nella definizione delle graduatorie e delle convenzioni. In particolare, fatte salve le prerogative delle Associazioni Allevatoriali, ANMVI Basilicata chiedeva di istituire una graduatoria regionale dei veterinari da convenzionare con le APA, di

allargare la Consulta istituita dai rappresentanti del Dipartimento Agricoltura e APA, a rappresentanti dell’ANMVI Basilicata, per le convenzioni con i liberi professionisti e di istituire una consulta esterna con funzioni di monitoraggio e valutazione delle attività svolte. Obiettivo: massima trasparenza nel coinvolgimento delle professionalità veterinarie interessate dal Programma nel pieno rispetto delle esigenze della zootecnia territoriale. L’ordine del giorno approvato da tutti i Consiglieri Regionali della Basilicata a fine marzo ha così riconosciuto la necessità di affrontare il problema delle modalità di chiamata dei medici veterinari presso le Associazioni Provinciali degli Allevatori (APA) e della stipula delle convenzioni. Soddisfatta ANMVI Basilicata che dichiara al quotidiano regionale: “l’approvazione dell’ordine del giorno indica la sensibilità di tutta l’assemblea regionale e delle forze politiche a farsi carico dei disagi del mondo veterinario facendo emergere, forse per la prima volta, lo stato di precarietà cui soggiacciono i professionisti”. L’ordine del giorno si è poi arricchito di ulteriori contenuti: assicurare l’applicazione di un sistema di monitoraggio degli allevamenti biologici per verificare l’effettivo utilizzo dei prodotti omeopatici e fitoterapeutici; mappatura ed il monitoraggio delle parassitosi degli animali regionali al fine di effettuare interventi farmacologici mirati; monitoraggio dei rifiuti zootecnici e dei residui delle lavorazioni al fine di effettuare dei piani di intervento per la salvaguardia ambientale e del consumatore. ANMVI Basilicata è pronta a collaborare con la Giunta. ■

ANMVI SICILIA

Rinnovato il consiglio direttivo ambio al vertice del Consiglio Direttivo regionale ANMVI Sicilia. In seguito alle dimissioni del collega Francesco Antoci dalla carica di Presidente, si è ritenuto necessario rivedere tutta la composizione del consiglio e assegnare nuovamente le cariche. Sarà Sergio Guttadauro a ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio regionale. Le cariche di Vice Presidente e di Segretario sono state rispettivamente assegnate ai colleghi Salvatore Criscione e Giuseppe Licitra. Eletti Consiglieri i colleghi Ernesto Turlà e Vanessa Partata. Il consiglio si riunirà a breve per definire il programma e l’attività del consiglio regionale per il prossimo triennio e per stabilire se allargare nuovamente il consiglio ad altre figure di coordinamento. Dal Presidente ANMVI, Carlo Scotti, i complimenti a tutti i membri del Consiglio per la carica assunta e i migliori auguri di buon lavoro.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 INFO REGIONI

Lombardia, interrogazione all’Assessore alla Sanità

Microchip difettosi: in canile cani smarriti ara Valmaggi (DS), consigliera regionale in Lombardia ha depositato una interrogazione all’assessore alla Sanità riguardante anomalie nell’identificazione di cani e nelle modalità di ricerca e restituzione al proprietario degli animali rinvenuti e temporaneamente ricoverati nei canili. Il problema è emerso quando alcuni volontari che operano in strutture adibite a ricovero per cani senza padrone hanno segnalato microchippature inutili (in quanto gli animali già avevano un loro chip), o peggio causa di mancata rintracciabilità o impossibilità nell’individuazione dei legittimi proprietari. Anomalie sono state riscontrate nella gestione delle strutture, sia da parte dei titolari sia da parte dei veterinari ASL. Tali anomalie riguardano in particolare le modalità di identificazione dei cani raccolti, la ricerca del proprietario e la loro restituzione. L’allarme è partito da alcuni volontari che operano in un canile privato in provincia di Milano dove sono stati accolti cani di razza regolarmente registrati all’anagrafe canina. Da qui

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PIEMONTE

Grugliasco, nuovo polo scientifico l 5 aprile è stato firmato l’Accordo di Programma per la realizzazione del nuovo Polo Scientifico universitario a Grugliasco. A siglare l’intesa il Rettore, Prof. Ezio Pelizzetti, il Sindaco della città di Grugliasco, Dott. Marcello Mazzù e il Direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Dott. Fernando Arnolfo. Obiettivo primario dell’accordo tra gli Enti sottoscrittori è il corretto inserimento del nuovo complesso universitario nella città, avendo particolare riguardo al contesto ambientale e paesaggistico, al livello dei servizi offerti e agli aspetti urbanistici.

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LAZIO

Avviato progetto “Pet Therapy” ono iniziati il 13 marzo i lavori per la definizione del progetto sperimentale sulle attività e terapia assistita dagli animali. Il gruppo di lavoro coordinato dal dr. Antonio Fagiolo, dirigente della Direzione Area Tematica Igiene degli Allevamenti e delle produzioni e del Benessere animale, intende realizzare un progetto che corrisponda alle reali necessità di chi opera in questo ambito ed utilizza le attività e le terapie assistite dagli animali. Il progetto e i suoi obiettivi verranno presentati agli Organismi Regionali in un’iniziativa Pubblica al termine dei lavori del gruppo di studio. (Fonte: IZS Lazio e Toscana)

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l’intervento della LAV, che ha proposto l’interrogazione all’assessore lombardo alla sanità: “Sembra che a un cane che viene accalappiato, venga passato velocemente il lettore del microchip intorno al corpo e, se non risulta alcuna lettura, all’animale viene inoculato un secondo microchip, oppure succede che, anche se l’animale viene identificato, se non si trova nes-

suno dopo una prima telefonata al massimo viene spedita una lettera, ma di fatto, nessuno si preoccupa realmente di riportare a casa l’animale. Per questo ci siamo rivolti all’assessore alla Sanità della Regione, per avere chiarimenti”. In Lombardia sono presenti 30 canili sanitari e 77 canili rifugio. Con l’interrogazione si chiede quali iniziative si intende intraprendere in merito

alle inadempienze e ai malfunzionamenti denunciati dai volontari che operano nei canili; se l’assessorato intenda predisporre uno specifico piano di controllo sull’effettiva applicazione della normativa di riferimento; se sono state fornite o se intende fornire chiare e precise indicazioni ai veterinari di sanità pubblica affinché si adoperino nelle operazioni di identifica-

zione degli animali rinvenuti e nel successivo rintracciamento del proprietario; se l’assessorato non ritenga di stendere una circolare rivolta alle ASL veterinarie che indichi con chiarezza le modalità di intervento e i criteri che i veterinari di sanità pubblica devono seguire nello svolgere gli opportuni accertamenti in caso di rinvenimento di animali smarriti o vaganti. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Prelievo di liquido cefalorachidiano nel cavallo

di Maria Grazia Monzeglio

Un approccio lombosacrale eco-assistito

no studio prospettico ha descritto i punti di repere ecografici utili per il prelievo del liquido cefalo-

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Infezione da Hendra virus in un veterinario Il Paramixovirus è l’agente di una zoonosi definita emergente n articolo pubblicato sul Medical Journal of Australia descrive il caso di una veterinaria che ha contratto l’infezione da Hendra virus (HeV) maneggiando un cavallo in stadio terminale di malattia ed effettuando una parziale autopsia senza le precauzioni adeguate. La paziente sviluppava un’infezione latente da HeV, con modica patologia iniziale. L’autore sottolinea come le malattie emergenti di natura zoonosica, come l’HeV, impongano procedure appropriate ed equipaggiamento protettivo adeguato nelle strutture veterinarie. L’Hendra virus (HeV) è un virus di recente identificazione nel cavallo ed è l’agente di riferimento di un nuovo genere proposto per la famiglia Paramyxoviridae; inizialmente era stato indicato come Equine morbillivirus. È un agente zoonosico letale in grado di causare malattia naturale (soprattutto polmonite) nell’uomo e nel cavallo (sperimentalmente in gatto, cavia e topo). Ad oggi il virus ha causato epidemie animali solo in Australia, nel 1994, 1995 e 1999, con 3 casi umani. L’uomo contrae l’infezione attraverso l’esposizione a tessuti e secrezioni di animali infetti. Il virus infetta, in genere in forma subclinica, anche specie della famiglia Megachiroptera e si ritiene che i pipistrelli ne costituiscano il serbatoio naturale. L’Hendra virus è correlato al Nipah virus, responsabile di patologie e mortalità in uomo, suino, cane e gatto.

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Le notizie di Vet Journal sono consultabili on line all'indirizzo http://www.evsrl.it/vet.journal/ • Notizie scientifiche • Archivio bibliografico • Servizio Cytovet

rachidiano (CSF) dalla regione lombosacrale nel cavallo. In 37 cavalli (27 con malattie neurologiche e 10 con malattie non neurologiche) in stazione si effettuava la sedazione con detomidina idrocloruro (0,006-0,01 mg/kg, EV), seguita da butorfanolo tartrato (0,01 mg/kg, IV) e contenimento del soggetto con un torcinaso. Il CSF veniva prelevato da 20 caval-

li in decubito laterale. Si identificavano i confini anatomici mediante ecografia. La puntura lombosacrale cranialmente al margine craniale della sede più superficiale di entrambi i tubercoli sacrali lungo la linea mediana si rivelava costantemente adeguata per il prelievo del CSF (35/37 cavalli). Due cavalli presentavano anomalie anatomiche che precludevano

il prelievo del liquor. Il numero medio di tentativi di prelievo per animale era pari a 1,1. L’altezza e il peso corporeo erano fortemente correlati alla profondità dell’ago per effettuare il prelievo. In numerosi soggetti in decubito laterale si osservava una dislocazione pelvica e sacrale che determinava una discrepanza nella linea mediana tra la porzione craniale e caudale

della colonna vertebrale. Nella maggior parte dei cavalli, l’ago spinale era allineato sulla linea mediana nella porzione caudale della colonna vertebrale. Gli autori concludono che l’ecografia si rivelava un utile ausilio alla raccolta di liquido cefalorachidiano dallo spazio lombosacrale del cavallo e riduceva il rischio di traumi ripetuti e di contaminazione. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL di Maria Grazia Monzeglio

Contaminazione da Listeria nei cibi pronti e nell’ambiente domestico Pesce e derivati i più contaminati, seguiti da salsicce crude, formaggi molli e prodotti a base di carne cotta no studio ha analizzato qualitativamente e quantitativamente la contaminazione da Listeria monocytogenes di 1586 campioni di cibi pronti (ready-to-eat) prelevati in 103 supermercati (n = 946) e 61 abitazioni (n = 640) (a Vienna, Austria). Diciassette gruppi di cibi pronti venivano classificati in tre categorie di

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rischio di contaminazione (CP1CP3). Si prelevavano a caso 3-4 campioni al dettaglio per ogni categoria CP. Nelle abitazioni, si iniziava la procedura di campionamento con i cibi CP1 e, se questi non erano disponibili, si continuava con i cibi CP2 e infine CP3. Inoltre, si prelevavano anche 184 campioni ambientali (tamponi in

cucina, campioni di polvere dall’aspirapolvere) e campioni fecali (membri della famiglia e animali da compagnia). Ne risultava che 124 (13,1%) e 45 (4,8%) su 946 campioni di cibo al dettaglio erano positivi rispettivamente per Listeria spp. e L. monocytogenes, con campioni di salmone affumicato che eccedevano

il limite di tolleranza di 100 CFU/g. I cibi associati al maggiore rischio di contaminazione erano contaminati da L. monocytogenes con frequenza doppia rispetto ai cibi associati a un medio rischio di contaminazione. I prodotti che mostravano il maggior tasso di contaminazione erano il pesce e i derivati (19,4%), seguiti dalle salsicce crude (6,3%), dai formaggi molli (5,5%) e dai prodotti a base di carne cotta (4,5%). Il tasso complessivo di contaminazione dei cibi analizzati nell’ambiente domestico era più di due volte inferiore. Solo il 5,6% e l’1,7% di 640 cibi risultava positivo rispettivamente per Listeria spp. e L. monocytogenes. L’elettroforesi in campo pulsato (PFGE) degli isolati di L. monocytogenes rivelava un elevato grado di diversità tra gli isolati, con alcune eccezioni. La PFGE dei formaggi erborinati rivelava una concordanza tra i ceppi. In una famiglia, i ceppi domestici rivelavano un legame epidemiologico. In questo caso, i cibi e la cucina erano contaminati da un isolato indistinguibile. Inoltre, lo stesso isolato veniva evidenziato in un campione fecale collettivo dei membri della famiglia suggerendo che il consumo di prodotti anche a bassa contaminazione (<100 CFU/g) determina l’eliminazione di Listeria dopo il passaggio nell’intestino. ■

Completato il sequenziamento del genoma equino Favorirà lo studio delle malattie del cavallo l primo schema del genoma del cavallo è stato completato e depositato in banche dati pubbliche, a disposizione dei ricercatori veterinari e biomedici di tutto il mondo. Il sequenziamento aiuterà la ricerca veterinaria nella comprensione delle malattie del cavallo. I circa 2,7 bilioni di coppie di basi del DNA equino utilizzati per lo studio provengono da una cavalla Purosangue del College of Veterinary Medicine della Cornell University. Il sequenziamento era iniziato nel 2006, esordio di uno sforzo collaborativo internazionale di 10 anni chiamato Horse Genome Project, con l’obiettivo di studiare alcuni aspetti della salute del cavallo. Gli scienziati hanno inoltre prodotto una mappa della variabilità genetica del cavallo che potrà favorire la comprensione della suscettibilità ad alcune malattie. Nei prossimi mesi l’accuratezza del sequenziamento sarà incrementata.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Un vaccino terapeutico per il melanoma canino

di Maria Grazia Monzeglio

Negli Stati Uniti, approvazione condizionata dell’USDA per un presidio a DNA Product License) dal Dipartimento dell’Agricoltura americano (USDA). Il vaccino sarà disponibile inizialmente solo per i medici veterinari specialisti in oncologia. “Cane e uomo sviluppano questo tumore nello stesso modo. La malattia si verifica spontaneamente attraverso un’interazione tra geni

n vaccino terapeutico xenogenico a DNA per il trattamento del melanoma canino, frutto di una collaborazione tra il Memorial SloanKettering Cancer Center (MSKCC), l’Animal Medical Center (AMC) di New York e Merial, ha ricevuto l’approvazione condizionata (U.S. Veterinary Biological

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Isolata la melamina nel pet food ritirato in USA La sostanza utilizzata per la produzione della plastica è la possibile causa degli avvelenamenti di cani e gatti a Food and Drug Administration (FDA) ha annunciato in una conferenza stampa lo scorso 30 marzo di aver identificato la melanina, una sostanza utilizzata come fertilizzante e nella produzione della plastica (es., utensili da cucina) nei campioni degli alimenti per animali di marca Menu Foods ritirati dal commercio. La sostanza è stata inoltre identificata nelle urine e nei campioni tissutali prelevati da gatti ammalati e dai reni di un gatto che era stato nutrito con l’alimento ritirato. Il mese scorso la Menu Foods, società dell’Ontario, aveva ritirato alcuni dei suoi prodotti dopo improvvisi decessi di alcuni animali. Il problema aveva riguardato solo gli Stati Uniti, il Canada e il Messico, mentre nessuno dei prodotti considerati a rischio è distribuito in Italia (@nmvioggi, 23-03-07: Assalco rassicura sul pet food italiano). La melamina è utilizzata soprattutto in Asia come fertilizzante, mente questo utilizzo non è approvato negli USA, dove è invece utilizzata per la fabbricazione di utensili da cucina. Tutti i test condotti da Menu Foods, dalla FDA e dalla Cornell University hanno identificato la melamina. Secondo la FDA tuttavia, i dati scientifici concernenti la tossicità della melamina negli animali sono scarsi e non si può essere certi che sia la causa della malattia e dei decessi degli animali nutriti con gli alimenti ritirati.

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e ambiente” ha affermato Jedd D. Wolchok, oncologo al MSKCC. La terapia convenzionale del melanoma canino è oggi basata su chirurgia e radioterapia, mentre il tumore è spesso resistente alla chemioterapia. Gli studi clinici del vaccino effettuati nel cane e guidati da Philip Bergman presso l’A-

nimal Medical Center, hanno rilevato una sopravvivenza significativamente superiore nei cani con melanoma in stadio avanzato vaccinati. Molti cani sono sopravvissuti più del tempo mediano dello studio iniziale, pari a 389 giorni. Bergman ha spiegato che “il trattamento del melanoma del cavo

orale con chirurgia, radioterapia o chemioterapia è spesso poco efficace. Il vaccino terapeutico costituisce una opzione terapeutica aggiuntiva per i cani affetti da questo spesso fatale tumore”. Il vaccino sarà somministrato attraverso un nuovo dispositivo transdermico per cani. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 RIFLESSIONI

Il garante della concorrenza denuncia: le zanzare non sono tutelate! uova iniziativa dell’Autorità Garante della Concorrenza sul Mercato, che questa volta si schiera apertamente a favore dei fastidiosi insetti assidui consumatori di sangue. Proprio lo status di “consumatore” di una zanzara (che, a tutela della

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sua privacy, chiameremo col nome di fantasia di Paola) consapevole dei propri diritti e la conseguente segnalazione avanzata dalla stessa agli uffici del Garante per il fatto di essersi ritenuta lesa nelle proprie prerogative ha dato il via ad un’istruttoria che potrebbe esitare in un procedimento di

infrazione nei confronti del malcapitato, presunto reo di aver violato le norme sulla concorrenza. I fatti Il giorno 1 aprile 2007 la zanzara Paola si posava sul braccio del sig. (omissis) per un regolare pasto di sangue. Il sig. (omissis) reagiva violentemente cercando, con

il palmo della mano, di provocare alla sig.ra Paola lesioni pregiudizievoli alla continuazione delle operazioni messe in atto. Solo fortunosamente la zanzara riusciva ad evitare il pericolo, allontanandosi precipitosamente. La zanzara denunciante contesta al sig. (omissis) una situazione di

di Giorgio Neri

abuso di posizione dominante. Il suddetto signore, infatti, a dire della zanzara Paola avrebbe approfittato della sua maggiore prestanza fisica, nonché del fatto che essa non abbia potuto usufruire di una distribuzione capillare (era disponibile solo sangue venoso) e decentrata del prodotto, per porre in essere una situazione coercitiva e di disagio a suo carico. In apertura di istruttoria, l’Autorità Garante della Concorrenza sul Mercato rileva che, effettivamente, ogni organismo vivente, sia uomo o animale, deve essere considerato ai fini della concorrenza come un’impresa. Infatti esso produce beni (nel caso in questione i globuli rossi) e servizi (nel caso in questione il sistema circolatorio, da intendersi come apparato distributivo dell’impresa) con modalità tali da farlo rientrare nel campo di applicazione dell’attività di controllo dell’Autorità. A titolo cautelativo, pertanto, il Garante ha disposto che il sig. (omissis) provveda a mettere a disposizione della sig.ra zanzara litri uno del proprio sangue in idoneo contenitore, che dovrà essere agevolmente perforabile dall’apparato succhiatore dell’insetto. Altresì, tale contenitore dovrà essere posto ad almeno metri due e cinquanta dal sig. (omissis), in modo da garantire una giusta competitività tra il tempo di reazione del sig. (omissis) e le possibilità di fuga della zanzara Paola. Inoltre, fino a conclusione dell’istruttoria il sig. (omissis) non potrà agire violentemente contro eventuali zanzare impegnate ad accedere ai suoi globuli rossi ma, anzi, dovrà garantire un’adeguata facoltà di recesso, avvisando mediante lettera raccomandata l’insetto che, qualora non ponga termine entro giorni cinque al tentativo di succhiamento, il sig. (omissis) procederà a propria tutela mediante ogni mezzo ritenuto idoneo a determinare la cessazione del comportamento indesiderato. Infine, il Garante ha disposto la sospensione cautelare, con effetto immediato, della commercializzazione di prodotti insetticidi o repellenti e di zanzariere, in quanto in grado di provocare un effetto distorsivo sulla concorrenza a causa dell’evidente posizione di vantaggio, conseguente alla loro applicazione, dell’impresa nei confronti della zanzara-consumatore. Precisando altresì che un’applicazione generalizzata di tali metodi potrebbe configurare un accordo tra imprese lesivo della concorrenza, e come tale sanzionabile con una diffusione generalizzata delle misure sopra esposte. Nel frattempo sembra che anche la sig.ra Filaria stia valutando se appoggiare il ricorso in questione, quale portatrice di un qualificato interesse soggettivo. ■


laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007

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PREVIDENZA

Versamento e deducibilità dei contributi ENPAV Il pagamento dei contributi deve essere effettuato in due rate, mediante bollettini M.Av. emessi dalla Banca Popolare di Sondrio, alle scadenze del 31 MAGGIO 2007 (1° rata) e del 31 OTTOBRE 2007 (2° rata). I bollettini saranno inviati a tutti gli

in arrivo, entro fine aprile, una comunicazione dell’ENPAV ai propri iscritti relativa ai contributi versati nell’anno 2006 e loro deducibilità. Lo preannuncia lo stesso Ente, precisando che sono totalmente deducibili ai fini IRPEF i contributi previdenziali ed assistenziali effettivamente versati nel corso dell’anno 2006, nonché eventuali contributi versati a titolo di onere per la ricongiunzione di periodi contributivi o per il riscatto degli anni di laurea e/o del servizio militare. I contributi minimi obbligatori (soggettivo, integrativo e di maternità) dovuti per l’intero anno 2006 sono ridotti per i veterinari iscritti per la prima volta all’Ente con una età inferiore ai 32 anni (nell’anno di iscrizione e nei due anni successivi). Per quanto riguarda la deducibilità del contributo integrativo, l’ENPAV rimanda al parere dell’Agenzia delle Entrate del 4 maggio 2006 (www.enpav.it) con il quale è stato chiarito che, per i veterinari iscritti obbligatoriamente all’ENPAV, il contributo integrativo è deducibile per la parte che rimane a loro carico.

È

I contributi minimi del 2007 I contributi minimi obbligatori complessivamente dovuti nell’anno 2007 sono pari ad € 1.772,00. I veterinari che si iscrivono per la prima volta all’ENPAV prima di aver compiuto i 32 anni di età usufruiscono, per il primo anno di iscrizione e per i due anni successivi, del beneficio del pagamento di un contributo ridotto che, per l’anno in corso, è pari ad € 912,00. Nel dettaglio, ecco gli importi dei contributi minimi dovuti.

Tipologia di contributo

Contributo minimo

Contributo minimo per i neoiscritti

Contributo Soggettivo

€ 1.325,00

€ 665,00

Contributo Integrativo

€ 400,00

€ 200,00

Contributo di maternità

€ 47,00

€ 47,00

TOTALE

€ 1.772,00

€ 912,00

iscritti entro la prima metà del mese di aprile. Per avere ulteriori indicazioni sulle modalità e le scadenze di pagamento nonché per richiedere il rilascio di duplicati dei bollettini nel caso di smarrimento di quelli inviati, è disponibile il numero verde 800.248464. ■

Contributi minimi obbligatori dovuti per il 2006 Contributo soggettivo € 1.295,00 contributo integrativo € 390,00 Contributo di maternità € 38,50 TOTALE € 1.723,50 Contributi minimi obbligatori ridotti (*) Contributo soggettivo € 650,00 Contributo integrativo € 195,00 Contributo di maternità € 38,50 TOTALE € 883,50 (*) dovuti dai veterinari iscritti per la prima volta all’Ente con una età inferiore ai 32 anni, nell’anno di iscrizione e nei due anni successivi


★★★★ ★ ★ ★ ★

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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007

EUROPA

Identificazione degli equidi, nuova ipotesi di Regolamento

uova revisione della bozza di Regolamento Europeo per l’identificazione degli Equidi, un provvedimento che nelle intenzioni delle autorità europee doveva entrare in vigore da quest’anno, ma che sta incontrando non poche difficoltà, con la conseguenza di influenzare i provvedimenti nazionali in materia. La Draft Commission Regulation

N

implementing Council Directives 90/426/EEC and 90/427/EEC as regards methods for the identification of equidae è all’esame del SCoFCAH (Standing Committee on Food Chain and Animal Health). L’articolo 11 della bozza di regolamento stabilisce che il microchip per l’identificazione è atto del veterinario: “A veterinarian who is trained for the purpose of this Regulation, or a person holding for that purpose an equivalent qualification and acting on behalf of the issuing body, shall implant in an equine animal a new and unused transponder at the time it is first identified.” Come più volte ribadito dall’ANMVI e dalla SIVE nelle rispettive comunicazioni al Ministero della Salute, nell’attuale ordinamento giuridico nazionale non esiste una “equivalent qualification”, ovvero nessuna figura - né tecnica, né sanitaria- può sostituirsi al medico veterinario. Una

posizione condivisa su scala europea anche dalla FEEVA, la Federazione delle Associazioni Veterinarie per Equini a cui aderisce la SIVE. Ciò in virtù anche del delicato compito di identificare correttamente l’animale. Prevede infatti la bozza di Regolamento: The transponder shall be implanted parenterally under aseptic conditions between poll and withers in the middle of the neck in the area of the nuchal ligament. However, the competent authority may authorise the implantation of the transponder at a different place on the neck of the equine animal, provided that such alternative does not compromise the welfare of the animal and does not increase the risk of migration of the transponder”. Il testo della bozza di regolamento comunitario è pubblicata da @nmvi Oggi (ricerca con la parola: identificazione) ■

È “vitello” fino a 8 mesi l Parlamento ha accolto con favore la proposta legislativa di Bernadette Bourzai (PSE, FR), che definisce le denominazioni di vendita delle carni di bovini con massimo dodici mesi di età al fine di distinguere meglio il “vitello” dal “vitellone” e impedire la concorrenza sleale. L’Europarlamento è orientato a riconoscere le istanze di Francia e Italia che chie-

I

organizzato da

dono di riconoscere come carne di vitello quella proveniente da un bovino che non ha superato gli otto mesi di età. In Europa, infatti, è ormai consuetudine definire “vitello” anche il capo allevato in Olanda che è macellato fino agli otto mesi o in Spagna dove l’età sale fino a 14 mesi. Di conseguenza sul mercato italiano non potrà essere venduta carne di vitello proveniente da bovini che hanno superato gli otto mesi di età sia che si tratti di carne nazionale che importata. L’assemblea ha però proposto degli emendamenti volti a rafforzare le sanzioni in caso di non rispetto del regolamento e a garantire ai consumatori la migliore informazione possibile. I deputati chiedono poi che il regolamento si applichi anche ai prodotti trasformati. Le sanzioni, è precisato, devono essere “efficaci, proporzionate e dissuasive” e vanno notificate alla Commissione entro un anno dalla data di entrata in vigore del regolamento. ■

certificata ISO 9001:2000

SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

PROSSIMI AGGIORNAMENTI SCIENTIFICI SCIVAC Per informazioni: Segreteria SCIVAC - Paola Gambarotti - Tel. 0372/403508 - Fax 0372/403512 - E-mail: info@scivac.it - www.scivac.it

CORSI PRATICI CITOLOGIA (5° Parte dell’Itinerario didattico di Medicina Interna) Cremona, 21/23 Giugno 2007 Centro Studi SCIVAC ECM: In fase di accreditamento DIRETTORE Mario Caniatti, Med Vet, Dipl ECVP, Milano

ECOCARDIOGRAFIA I PARTE

RELATORI E ISTRUTTORI Ugo Bonfanti, Med Vet, Dipl ECVCP, Milano Mario Caniatti, Med Vet, Dipl ECVP, Milano Carlo Masserdotti, Med Vet, Dipl ECVCP, Brescia

Cremona, 05/07 Luglio 2007 - Centro Studi SCIVAC

Cremona, 03/05 Maggio 2007 Centro Studi SCIVAC

ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36)

DIRETTORE Claudio Bussadori, Med Vet, Dipl ECVIM-CA (Card), Med Chir, Milano

ECM: 21 Crediti

QUOTE Soci SCIVAC: € 650,00 + IVA 20% Non soci: € 800,00 + IVA 20%

RELATORI Claudio Bussadori, Med Vet, Dipl ECVIM-CA (Card), Med Chir, Milano David Chiavegato, Med Vet, Padova - Gino D’Agnolo, Med Vet, Trieste Elena Dall’Aglio, Med Vet, Milano - Marco Di Marcello, Med Vet, Verona Cecilia Quintavalla, Med Vet, Parma

DIAGNOSTICA PER IMMAGINI AVANZATA DELL’ADDOME (5° Parte dell’Itinerario didattico di Diagnostica per Immagini)

DIRETTORE Massimo Vignoli, Med Vet, Spec Rad Vet, Bologna RELATORI E ISTRUTTORI Patrick Kircher, Med Vet, Dipl ECVDI, Berna Federica Rossi, Med Vet, Spec Rad Vet, Dipl ECVDI, Bologna Giliola Spattini, Med Vet, Reggio Emilia Massimo Vignoli, Med Vet, Spec Rad Vet, Bologna ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36) QUOTE Soci SCIVAC: € 700,00 + IVA 20% Non soci: € 850,00 + IVA 20%

(4° Parte dell’Itinerario didattico di Cardiologia)

ECM: In fase di accreditamento

ISTRUTTORI Claudio Bussadori, Med Vet, Dipl ECVIM-CA (Card), Med Chir, Milano David Chiavegato, Med Vet, Padova Serena Crosara, Med Vet, Torino - Elena Dall’Aglio, Med Vet, Milano Marco Di Marcello, Med Vet, Verona Oriol Domenech, Med Vet, Barcellona (E) ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36) QUOTE Soci SCIVAC: € 750,00 + IVA 20% Non soci: € 900,00 + IVA 20%


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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 DALLE ASSOCIAZIONI

10-11 maggio 2007

Benessere e protezione degli animali, Seminario AIVEMP a Ragusa i terrà a Ragusa nei giorni 10 e 11 maggio il Seminario organizzato dall’Associazione Italiana Veterinaria di Medicina Pubblica con la collaborazione dell’Ausl 7 di Ragusa e dell’Ordine dei Medici Veterinari provinciale dal titolo “Benessere animale e protezione degli animali: normativa nazionale e comunitaria di riferimento e sua applicabilità in allevamento, al macello, durante il trasporto”. Due giorni di aggiornamento scientifico in cui saranno trattati ed approfonditi i vari aspetti sul benessere e sulla tutela animale anche alla luce dei nuovi regolamenti comunitari. Tra gli argomenti trattati:

S

AVM, serata professionale a Modena ’Associazione Veterinari Modenese (AVM) organizza una serata dal titolo “La Medicina Veterinaria Privata sugli animali da compagnia: la liberalizzazione, le conseguenze, le prospettive”. L’incontro avrà luogo giovedì 24 maggio, con inizio alle ore 21.00, presso la sala conferenze dell’Istituto Zooprofilattico di Modena in Via Diena n. 16 (zona stazione centrale - mercato del bestiame). Interverrà il Presidente dell’ANMVI, Carlo Scotti. L’AVM, associazione federata ANMVI, ha da poco rinnovato i propri vertici ed è ora presieduta dal Collega Paolo Guazzi. Per informazioni sulla serata del 24/05/2007: paolo.guazzi1@virgilio.it vetwiligelmo@yahoo.it

L

23° congresso della Associazione Europea di Embryo Transfer Alghero, 7-8 Settembre 2007 Il congresso comprende quattro relazioni ad invito su: • Superovulazione nel bovino: dalla comprensione dei meccanismi biologici alla genomica dell’ovocita (Steph Dieleman, Olanda). • Dalla raccolta alla coltura dell’embrione seguendo il singolo ovocita bovino (Peter Bols, Belgio). • La produzione di embrioni di bufalo in vitro: prospettive e limiti (Bianca Gasparrini, Italia). • Lo sviluppo dell’embrione bovino dall’allungamento all’impianto (Michel Guillemot, Francia). Inoltre sono previste presentazioni brevi, una sessione poster e due workshops su: • Gestione delle riceventi nell’allevamento bovino. • Riproduzione nei piccoli ruminanti Maggiori informazioni sul sito www.aete.eu

gli aspetti normativi e applicativi sugli scambi comunitari di animali vivi e sistema traces; la protezione degli animali durante il trasporto e durante la macellazione o l’abbattimento; la normativa che disciplina la protezione degli animali negli allevamenti di vitelli e suini e negli allevamenti di galline ovaiole. “Il nostro obiettivo - sottolinea il Presidente AIVEMP, Giu-

seppe Licitra - è proteggere e migliorare lo stato di salute e le condizioni di vita degli animali nella Comunità, soprattutto degli animali da produzione alimentare, al fine di consentire il commercio intracomunitario e le importazioni di animali e prodotti animali in conformità con le norme sanitarie appropriate e gli obblighi internazionali”. Nel corso del seminario

verranno presi in considerazione due aspetti particolarmente attuali relativi alla problematica della valutazione del benessere e dell’adattamento degli animali da reddito: la possibilità di quantificare il ‘benessere’ degli animali con riferimento ai diversi approcci scientifici ed alla loro possibilità di applicazione nella pratica dell’allevamento; la situazione della

ricerca nel settore, considerando alcuni aspetti in merito sia al coinvolgimento dei ricercatori che se ne occupano, sia alla sua organizzazione ed ai riflessi sulla ricaduta applicativa anche a livello normativo. Il programma del seminario è disponibile on line al sito web dell’associazione (www.aivemp.it) nella sezione “eventi formativi”. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 FOCUS

È giunto il momento di affrontare il problema dell’obesità nei cani olti animali da compagnia corrono rischi inutili per la loro salute a causa del fatto che sono pochi i medici veterinari che affrontano in maniera attiva il problema dell’obesità: questo è quello che afferma un veterinario specialista del

M

trattamento dell’obesità. Alex German, a capo della prima clinica inglese di riferimento per i problemi di obesità presso l’Università di Liverpool, afferma che i medici veterinari che si rifiutano di affrontare il problema sempre più grave dell’obesità nei cani oltre a

mancare ad un preciso obbligo professionale ed etico, perdono anche un’ottima opportunità per incrementare il loro giro di affari. Afferma inoltre: “ormai il trattamento dell’obesità è diventato molto importante, sia per la prevenzione delle patologie ad essa

correlate sia per migliorare l’aspettativa di vita degli animali da compagnia.” Ridurre il peso corporeo di un cane o di un gatto e mantenere tale riduzione richiede un grande impegno sia da parte del proprietario che del suo Medico Veterinario; ma risulterà co-

munque conveniente, non solo per la salute dell’animale ma anche per il bilancio economico della clinica. Il Dr. German ribadisce che è necessario un approccio a lungo termine del problema per riuscire a far perdere peso ad un animale, con continui controlli ed aggiustamenti della dieta alimentare. Ma è anche vero che tutti questi sforzi saranno ripagati, sia dalla soddisfazione dei proprietari che dalle migliorate condizioni di vita degli animali. La gestione proattiva dei problemi di obesità non richiede un eccessivo impegno di tempo per il veterinario: una volta accertato, infatti, il problema può essere gestito facilmente, anche con l’aiuto degli assistenti. Le visite effettuate regolarmente per controllare il peso ed aggiustare la dieta, offrono inoltre la grande opportunità di rinforzare e fidelizzare la relazione con il cliente, oltre a dare al veterinario la possibilità di intervenire su molti altri aspetti della salute dell’animale sotto controllo. Quindi benefici non solo per l’animale ma anche per il veterinario, perché un cliente che ha fiducia è un cliente fedele. Sempre secondo il Dr. German, rilevare il peso di un cane quando raggiunge i due anni di età e verificare la sua condizione corporea a quella età (valutando il punteggio di condizione corporea) costituirà un parametro fondamentale per tutta la vita dell’animale, per quello che riguarda appunto il suo peso ideale. Importante per la prevenzione dell’obesità sarà anche l’attento controllo del peso e della dieta nei periodi seguenti agli interventi di sterilizzazione e castrazione. Questi semplici accorgimenti purtroppo non sempre vengono messi in pratica. Controllare regolarmente il peso corporeo è la migliore misura di prevenzione e offre al veterinario la possibilità di intervenire prima che il problema diventi grave. I problemi di obesità e di eccessivo peso corporeo interessano ormai oltre il 40% degli animali da compagnia ed è giunto il momento per il veterinario di affrontare il problema in maniera attiva e capillare. ■


laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007

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LETTERE AL DIRETTORE

E la fisioterapia veterinaria? Spett.le Direttore, Come Docente della Facoltà di Perugia e come veterinario condivido le preoccupazioni espresse dal Presidente Scivac Dr. Baroni, nonché dal Collega Prof. Gandini relativamente al proliferare delle Facoltà di Medicina veterinaria ed anche quelle da Lei espresse nei confronti della progressiva occupazione da parte di altre competenze di quelle veterinarie: proprio per questo, però, mi sarei anche aspettato una presa di posizione decisa nei confronti di sedicenti “fisioterapisti veterinari” che operano ormai su gran parte del territorio nazionale commettendo il reato di abuso di professione veterinaria. Non mi sarei mai aspettato che proprio la rivista “Professione Veterinaria” ne ospitasse la pubblicità (n. 12 2007) avallando, quindi, indirettamente, la leggittimità del loro operato. Gradirei conoscere il Suo parere in proposito. Con i più distinti saluti, Prof. Enrico Bellezza Dipartimento di Patologia, Diagnostica e Clinica Veterinaria Università di Perugia Egregio Professore, le rispondo con molto piacere ringraziandola per il suo intervento. Se lei ci legge regolarmente avrà certamente visto che non solo ci battiamo per la riduzione del numero di iscritti al Corso di Laurea ma anche per sviluppare nuovi spazi di lavoro per i Medici Veterinari, difendendo quelli attuali e intervenendo contro ogni forma di abuso di professione diretta o indiretta. Ad esempio, sosteniamo da tempo che le Medicine non Convenzionali debbano essere ri-

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conosciute come atto medico e, quindi, quando utilizzate sugli animali, di esclusiva competenza del veterinario; abbiamo denunciato Medici Odontoiatri che intervenivano su animali; stiamo combattendo per far riconoscere la Medicina Comportamentale come esclusiva del veterinario che potrà poi collaborare con educatori cinofili o addestratori per le loro specifiche competenze; difendiamo la Medicina degli animali esotici e selvatici come ruolo specifico del veterinario e non di

allevatori, negozianti o guardie forestali. Per quanto riguarda la fisioterapia, purtroppo non esiste la figura riconosciuta del Fisioterapista Veterinario e solo da poco incominciano ad esserci colleghi con competenze specifiche. Questo ha lasciato ovviamente spazio ad altre figure professionali, spesso improvvisate, ma a volte molto preparate ed in grado di offrire al veterinario una valida collaborazione e supporto senza alcuna intenzione di sostituirlo nelle sue competenze. La pubbli-

cità che abbiamo ospitato si riferisce ad una realtà con queste caratteristiche. Siamo convinti che la fisioterapia possa avere uno sviluppo importante nei prossimi anni ed è il motivo per cui la SCIVAC sta proponendo vari corsi in questo ambito. Avremo quindi sempre più colleghi preparati che potranno occupare spazi e coprire esigenze e richieste dei proprietari di animali da compagnia. Un cordiale saluto. Carlo Scotti.

Ma è giusto che alcune spese sanitarie per i figli non siano detraibili, o in misura ridicola, mentre quelle per il veterinario sì? Alessandro D’Alatri, regista


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laPROFESSIONE VETERINARIA 14/2007 CALENDARIO ATTIVITÀ Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi

INCONTRO ANMVI

22 apr.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VALLE D'AOSTA

29 apr.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC SARDEGNA IN COLLABORAZIONE CON ASVAC ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

29 apr.

3-5 mag.

CORSO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON DELEGAZIONE SCIVAC SICILIA INCONTRO SISCA

4-6 mag.

5 mag.

INCONTRO MACROREGIONE NORD OCCIDENTALE SIVE

5 mag.

INCONTRO SIMVENCO

6 mag.

INCONTRO SVIDI

6 mag.

INCONTRO REGIONALE SIVAE / SCIVAC MARCHE

6 mag.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PIEMONTE IN COLLABORAZIONE CON SOVEP CORSO SIVAR

6 mag.

7-10 mag.

SEMINARIO NAZIONALE AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ASL 7 RAGUSA

10-11

CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SIVAR IN COLLABORAZIONE CON ORDINE MED VET CREMONA

11-12

SEMINARIO SCIVAC / SIVAE IN COLLABORAZIONE CON ZOOMARK INTERNATIONAL

12-13

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LAZIO Attenzione: Date evento modificate. INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE

mag.

mag.

mag.

13 mag.

13 mag.

CORSO SCIVAC

16-19 mag.

CORSO ANMVI IN COLLABORAZIONE CON ASL DI CREMONA E ORDINE DI CREMONA

18-19

CORSO ANMVI IN COLLABORAZIONE CON ASL CREMONA - ORDINE DEI VETERINARI DI CREMONA

25-26

CORSO ANMVI IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI VETERINARI DI CREMONA INCONTRO SOVI CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SCIVAC

mag.

mag.

26 mag.

30mag. 3giu. 1-3 giu.

GIORNATA DI APPROFONDIMENTO AIVEMP IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI SONDRIO CORSO SIVE Attenzione: Date evento modificate. CORSO FSA IN COLLABORAZIONE CON SCIVAC

7 giu.

8-10 giu.

9-10 giu.

INCONTRO MACROREGIONE NORD ORIENTALE SIVE

9 giu.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

14-16 giu.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

21-23 giu.

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON IZS DI PALERMO

23-24 giu.

IL RILANCIO DELLA VETERINARIA. LIBERA CONSULTAZIONE FRA PROPOSTA E DIBATTITO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - Auditorium - Comune di Nus, Nus (AO) - Via Circonvallazione Sud S.S. 26, 24 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHIRURGIA DELLO STOMACO E INTESTINO - Cagliari - Ordine dei Medici Veterinari - Via Carroz, 14 ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DIAGNOSTICA PER IMMAGINI: V PARTE - DIAGNOSTICA PER IMMAGINI AVANZATA DELL'ADDOME Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 21 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO REGIONALE BASE DI PRONTO SOCCORSO - Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia, Ragusa - c/a Nunziata km 1.3 S.P 40 - ECM: 16 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INTELLIGENZE ANIMALI: CONVEGNO NAZIONALE SULLE SCIENZE COGNITIVE - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it LAMINITE E RADIOLOGIA DIGITALE: VECCHI PROBLEMI E NUOVE SOLUZIONI - Settimo Milanese, Comprensorio UNIRELAB - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it APPROCCIO DELLE MNC ALLE PATOLOGIE DELL'APPARATO OSTEOARTICOLARE IN CLINICA VETERINARIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it IMAGING DEL PANCREAS - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it IL FURETTO CHIRURGIA E MEDICINA DI BASE - "Hotel Federico II" Jesi - Via Ancona, 100 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it APPROCCIO DIAGNOSTICO ALL'ALOPECIA NEL CANE E NEL GATTO - Torino - Hotel Campanile - C.so Allamano 153 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO BASE DI PODOLOGIA BOVINA - Azienda Sperimentale "V. Tadini", Gariga di Podenzano (PC) - S.S. 654 - Località Gariga - ECM: 33 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it BENESSERE ANIMALE E PROTEZIONE DEGLI ANIMALI: NORMATIVA NAZIONALE E COMUNITARIA DI RIFERIMENTO E SUA APPLICABILITÀ IN ALLEVAMENTO, AL MACELLO, DURANTE IL TRASPORTO - Villa di Pasquale - V.le delle Americhe, Ragusa - ECM: Crediti ECM 9 - Per info: Lara Zava - Segr. AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it

9° CONGRESSO NAZIONALE MULTISALA SIVAR - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: VEN. 11: 4 CREDITI - SAB. 12: 5 CREDITI - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it IL CONIGLIO DA COMPAGNIA: SEGRETI PER IL SUCCESSO - BolognaFiere, Bologna - Piazza della Costituzione - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - Pomezia - Hotel Selene - Via Pontina km 30 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it QUANTI DETTAGLI CI SFUGGONO IN UNA RADIOGRAFIA ADDOMINALE? - Trento, Ordine dei Medici Veterinari - Via V. Zambra, 36 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CHIRURGIA E TRAUMATOLOGIA DELLE ESTREMITÀ DISTALI DEGLI ARTI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 28 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: 15 Crediti Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it CORSO PER ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: 13 Crediti Per informazioni: Sabina Pizzamiglio - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403537 - E-mail: info@anmvi.it CORSO DI FORMAZIONE PER ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - ECM: 3 Crediti MEETING EUROPEO DI OFTALMOLOGIA VETERINARIA - Centro Congressi Magazzini del Cotone, Genova - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it 56° CONGRESSO INTERNAZIONALE MULTISALA SCIVAC - Palacongressi della Riviera di Rimini, Rimini Via della Fiera, 52 - ECM: VEN: 3 Crediti - SAB: 3 Crediti - DOM: 4 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LE BUONE PRASSI IGIENICHE NELL'INDUSTRIA ALIMENTARE: IMPLEMENTAZIONE E VALUTAZIONE AI SENSI DEI REGOLAMENTI CE 853/2004 E 854/2004 - Credito Valtellinese, V. delle Pergole - Sondrio - Via delle Pergole (angolo Via Cesura) - ECM: Rich. Accr. - Per info: Lara Zava - Segr. AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it CORSO BASE DI SEMEIOTICA DELLE ZOPPIE - Clinica Equine Practice, Campagnano di Roma Circonvallazione del Baccano, 80 - ECM: 22 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it CORSO BASE CONTROLLO DELLA DISPLASIA NELL'ANCA E NEL GOMITO DEL CANE - Centro Studi Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it LAMINITE E RADIOLOGIA DIGITALE: VECCHI PROBLEMI E NUOVE SOLUZIONI - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it ORTOPEDIA: V PARTE - CHIRURGIA ARTICOLARE E PERIARTICOLARE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it MEDICINA INTERNA: V PARTE - CITOLOGIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - Email: info@scivac.it PATOLOGIE OSTRUTTIVE DELLE VIE RESPIRATORIE: VIVERE CON UN FILO D’ARIA - Astoria Palace Hotel, Palermo - Via Monte Pellegrino, 62 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

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Professione Veterinaria, Anno 2007, Nr 14