laVETERINARIA PROFESSIONE
Brevi Parla il responsabile nazionale della Sanità di FI
FIMMG, DEVOLUTION È SCHIZOFRENIA
“Attribuire la competenza esclusiva della sanità alle Regioni, come voluto dalla Lega, è anacronistico e antistorico’’. Lo afferma, in una nota, Mario Falconi, segretario generale della Federazione italiana dei Medici di famiglia. I medici di famiglia sono contrari a “questa schizofrenia italiana’’ e se la devolution sarà approvata in via definitiva, la Fimmg pensa di promuovere un referendum abrogativo.
SIRCHIA, PIANO ANTITERRORISMO
C’è un piano nazionale per affrontare ogni eventuale emergenza sanitaria legata al terrorismo. Sul rischio terrorismo Sirchia si mostra determinato. “Potremmo avere dei virus rari gettati intenzionalmente, anche se questo è molto poco probabile. Il vaiolo è un’eventualità, ma ancora più probabili sono le cosiddette ‘dirty bomb’, che sono mescolanze di residui radioattivi con materiali esplosivi”.
FORUM SANITÀ FUTURA
Forum Sanità Futura a Cernobbio dal 5 all’8 aprile 2004. Quest’anno la giornata dedicata alla formazione continua si svolge il 7 aprile e si svilupperà in due sessioni: la prima su “Problemi attuali e prospettive” dell’ECM, la seconda per l’incontro fra la Commissione nazionale, gli ordini e le associazioni professionali.
COMITATO E ASSEMBLEA
FNOVI
Sabato 17 e domenica 18 aprile si terranno rispettivamente la riunione del Comitato Centrale della FNOVI e dell’Assemblea degli Ordini Veterinari. Atteso il Ministro Alemanno, che si era impegnato a far visita alla FNOVI.
ACERRA, ALLARME DIOSSINA
Il sindaco di Acerra, Michelangelo Riemma, ha rilanciato l’allarmediossina. “Nell’ultimo anno - ha ricordato Riemma - le autorità sanitarie hanno disposto l’abbattimento di 2000 capi ovini e 60 capi bovini”. Per i pozzi sono salite a 58 le ordinanze emesse per disporre il divieto delle acque. “Questo significa che l’inquinamento ambientale - ha concluso il sindaconon si registra solo in superficie ma anche nelle falde acquifere”.
Parodi: la mia cura per la Sanità
Incontro a Genova con l’ANMVI e intervista al nostro giornale:
l’on. Parodi conferma le sue tesi anti-ECM e contro l’attuale politica universitaria. MinSal e professioni da riformare presto A PAG.3
Non sarà innalzata l’età pensionabile
I requisiti per la pensione dei liberi professionisti rimangono invariati.Gli iscritti alle casse di Previdenza private sono esclusi dagli obblighi previsti dalla riforma delle pensioni, obblighi che avrebbero dovuto scattare anche per loro dal 2008. Ma la Commissione Lavoro del Senato ha approvato il 1 aprile un emendamento soppressivo e i veterinari continueranno ad andare in pensione con le regole attuali: il requisito della pensione di vecchiaia è di 65 anni e almeno 30 anni di contribuzione; quello della pensione di anzianità di 58 anni con almeno 35 anni di versamenti. Un’altra vittoria quindi per la previdenza privata che, dopo il sì del Ministro del Welfare RobertoMaroni a forme di previdenza e assistenza integrative, può iniziare a sperare anche nel sostegno di Palazzo Madama. Restano infatti da discutere altri cavalli di battaglia delle casse, bocciati dalla Commissione Bilancio del Senato: parametri flessibili per il contributivo, possibilità di gestire fondi immobiliari, introduzione del silenzio-assenso sulle delibere degli enti dopo 120 giorni, regime fiscale agevolato per la previdenza complementare, disciplina della totalizzazione e versamenti alla cassa dei contributi da collaborazioni del professionista anziché all’INPS.
Berlusconi: libera professione per tutti
Il Presidente del Consiglio ha preparato un piano di governo che reintroduce il diritto alla libera professione. Rapporto unico per i medici, senza più distinzioni fra intramoenia ed extramoenia.No comment di Sirchia. Chiusura da parte delle Regioni. Con il “piano Berlusconi” i medici del SSN potranno fare liberamente la professione privata, e l’indennità che ora prendono quelli che hanno scelto l’intramoenia finirà dritta dritta nella busta paga per tutti. Ma bisogna fare in fretta, tutto deve concludersi prima delle elezioni europee. Indiscrezioni confermate dal presidente della Commissione Sanità del Senato, Antonio Tomassini, presente al summit del 1 aprile con il ministro Sirchia e i responsabili di Forza Italia in Parlamento. Critiche dai governatori delle Regioni. Il vicepresidente della Conferenza, Vasco Errani, fa sapere che i governi locali non hanno alcuna intenzione di “farsi carico degli oneri derivanti”. La posizione di chiusura dei governatori verrà comunicata a Palazzo Chigi con una lettera del presidente Enzo Ghigo. E l’Intersindacale medica, confermando lo sciopero del 24 aprile,ritiene indispensabile “uscire dalla genericità degli annunci propagandistici per verificare in concreto l’integrità dell’esclusiva e il buon funzionamento delle strutture del Ssn. Nessuna risposta al sottofinanziamento, né al peggioramento delle condizioni di lavoro e nulla si è fatto per l’inizio della trattativa che porti al rinnovo del contratto scaduto da più di due anni: per nessuna ragione intendiamo svendere un rapido rinnovo in cambio della libera professione”.
Dimostriamo che non siamo evasori
Gli studi di settore dovrebbero aver risolto il problema dell’evasione fiscale. Questo metodo, ormai ampiamente applicato a varie categorie professionali e produttive permette agli uffici delle imposte, sulla base di diversi parametri predeterminati, di calcolare l’ammontare del reddito indipendentemente dalle condizioni economiche dichiarate dal soggetto fiscale. Un’indagine dell’ANMVI ha rivelato che gli Studi hanno parecchi difetti, ma la logica di fondo del sistema è che chi rispetta i parametri deve essere ritenuto in regola. Difficile quindi capire il collega che ha deciso di non gestire il farmaco, temendo che dalla sua movimentazione si possa risalire al numero di visite effettuate, o quello che ha deciso di non prendere un ecografo perché non avrebbe potuto giustificarlo fiscalmente. In verità, da un’ampia indagine compiuta dall’EURES risulta che solo il 27,9% dei Veterinari non fa fatture e che le categorie produttive tendenti al “nero” sono ben altre, artigiani in testa. Questo mezzo successo non risolve
affatto il problema della nostra immagine. In questi giorni al Ministero della Salute alcuni nostri colleghi stanno discutendo con le categorie interessate di abbandono e randagismo. In questo ambito il dirigente di una nota associazione animalista ha fatto questa riflessione: “I costi delle sterilizzazioni sono elevati e il dato ci viene confermato anche dal basso numero di cani sterilizzati da parte di proprietari privati e ci giunge conferma, dalle nostre Sezioni, che un numero considerevole di Veterinari, liberi professionisti, praticano la sterilizzazione senza emettere fattura per tale pratica, ad un costo molto inferiore (da 70,00 a 120,00 euro), con la giustificazione che altrimenti sono obbligati a far pagare una tariffa ben superiore. Queste informazioni le abbiamo tutti perché non prenderne atto?” L’ANMVI potrà fare tutte le campagne promozionali del mondo per migliorare la nostra immagine verso il pubblico ma basta un intervento come questo, nella sede giusta, per togliere ogni credibilità ed autorevolezza alla nostra categoria. ■
www.anmvi.it@nmviOggi.L’informazione quotidiana on line A.N.M.V.I. 004 SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE Anno 1, numero 13, dal 5 al 11 aprile 2004 Spedizione in abbonamento postale - 45% Art. 2 comma 20/b-Legge 662/96 - Milano Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona
132 ORGANODIINFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI A.N.M.V.I.
Incontro a Genova con l'On. Parodi (al centro), G. Belluzzi, Tesoriere ANMVI (a sin.) e il Presidente di ANMVI LIGURIA Gualtiero Tanturli.
Intervista all’On. Eolo Parodi (FI)
Sanità, troppe cose non vanno
Dall’Università al federalismo, il sistema italiano è tutto da rivedere. La laurea serve a conoscere come funziona l’automobile, l’Esame di Stato a capire se uno la sa guidare. Gli Ordini dovrebbero essere al centro di un sistema ECM finanziato dallo Stato
L’On.Eolo Parodi è il responsabile nazionale della Sanità di Forza Italia. Con questa qualifica ha firmato a metà marzo un articolo per il Sole 24 Ore Sanità nel quale ha avanzato critiche feroci all’attuale sistema sanitario. Ne ha discusso con la dirigenza ANMVI in occasione di un incontro a Genova a metà marzo e torna a parlarne ora in questa intervista a Professione Veterinaria. Parodi, parlamentare ligure, medico d’esperienza sindacale e presidente dell’ENPAM, riprende tutte le sue argomentazioni e ci spiega cosa non va nella sanità italiana.
Abbiamo letto ed apprezzato un suo intervento sul Sole 24 ore in cui ha dichiarato: “La formazione permanente è un capitolo da riscrivere totalmente,in considerazione delle insoddisfacenti modalità operative e dei risultati dell’ECM che talora sfiorano lo scandalo”.Quali sono a suo avviso le principali criticità del sistemaECM?
È mia ferma convinzione che il sistema dell’Educazione Continua in Medicina debba essere completamente riconsiderato prevedendo, oso affermarlo, che sia finanziato dallo Stato poiché il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, impone allo Stato stesso il dovere di formare ed aggiornare professionisti in grado di assicurare ai cittadini il miglior servizio sanitario possibile in ogni struttura sanitaria del nostro Paese.
I professionisti della sanità speravano in un sistema di aggiornamento continuo più legato alla disciplina deontologica,ovvero responsabilmente autogestibile sotto la supervisione degli Ordini professionali.Ritiene che ci siano ancora spazi di manovra in questa direzione,oppure il Ministero della Salute non lascerà la strada dell’obbligatorietà per legge?
È essenziale affidare un ruolo di centralità agli Ordini in tema di aggiornamento professionale. L’Ordine, come ho sempre sostenuto per quello dei medici, esiste per garantire i cittadini attraverso il miglioramento della preparazione professionale e la difesa dell’eticità del comportamento del medico. La difesa dei diritti dei medici spetta ai sindacati. La criticità del sistema E.C.M., in conclusione, deve essere affrontata con molta fermezza e rapidità.
Dal federalismo alla riforma del Ministero della Salute.Lei ipotizza per il nostro Dicastero una nuova fisionomia,una nuova funzione di raccordo con le direttive europee e di indirizzo per le regioni.D’altra parte la FNOVI
ha appena chiesto al Ministro Sirchia di creare un Dipartimento per la veterinaria proprio nel timore che la devolution disperda e indebolisca la professione affidandola alle decisioni delle autonomie.Quali garanzie intravede per la veterinaria?
La riforma del Ministero della Salute e il federalismo rappresentano obiettivi inseparabili. In particolare, il Dicastero della Salute deve raccordarsi in grande stile a ciò che accade e accadrà nell’Unione
Interrogazione a risposta scritta presentata da Eolo Giovanni Parodi il 18/09/2003
Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Per sapere - premesso che: in questi giorni si sono espletate le prove per l’iscrizione ai corsi di laurea in medicina e per le altre professioni sanitarie; i test sottoposti agli esaminandi sono costituiti da domande di cultura generale, il cui livello si dovrebbe desumere dal precedente curriculum scolastico dei ragazzi, nonché di materie, chimica, biologia, che saranno oggetto di apposito insegnamento nei primi anni dei rispettivi corsi di laurea; questa formulazione tradizionale dei quesiti dà, sistematicamente, adito, a fughe di notizie, che anticipano i quesiti stessi, con varie forme di mercanteggiamento fino a quella, di una immoralità assoluta, come la vicenda esplosa all’università di Bari -: se il Ministro non ritenga opportuno adottare tutte le necessarie iniziative normative per riformare l’esame di ammissione ai succitati corsi universitari introducendo test psico-attitudinali,che verifichino meglio la predisposizione di ognuno a svolgere professioni così impegnative quali quelle sanitarie.
europea perché, troppo spesso predisponiamo un testo di legge, ad esempio in materia di erboristeria e non sappiamo che, proprio negli stessi giorni è stata emanata, nella stessa materia, una Direttiva europea. Credo sia anche importante ed indispensabile il compito di raccordo con tutti i governatori e gli assessori regionali alla sanità per salvaguardare, attraverso intenti comuni, dalle Alpi alla Sicilia, la difesa del diritto alla salute. Importantissimo, inoltre, che le Regioni rispettino gli impegni di spesa programmati in materia sanitaria evitando, quando è il momento della resa dei conti, di far pagare tutto allo Stato con inevitabili ricadute sul cittadino.
Esubero di laureati,esubero di facoltà,proliferazione di lauree triennali.L’Università italiana non pianifica la formazione in base alle reali esigenze del Paese e del mercato occupazionale. Occorre lavorare sull’orientamento agli studi universitari e sul numero chiuso,oppure il vero campo di battaglia deve essere l’accesso alla professione?
Le Università devono essere in grado di consegnare al servizio sanitario, a tutela della salute dei cittadini, un numero consono di professionisti; non si può pensare che in Italia ci siano pochissimi medici per la riabilitazione e una pletora medica, per esempio, in Cardiologia e Pediatria. Lo stesso vale per i Medici veterinari che a mio parere debbono recuperare ruolo, funzioni e quindi spazi.
Cosa intende quando propone di togliere valore legale al diploma di laurea? Si vuole dare più valore all’Esame di Stato e quindi stringere le maglie dell’abilitazione?
Attribuisco molta importanza all’esame di Stato; la laurea fa capire se un individuo conosce il motore dell’automobile, l’esame di Stato per l’abilitazione fa capire se l’individuo sa guidare l’automobile: sono due cose completamente diverse. È proprio sulla frontiera dell’abilitazione che noi ci giochiamo la meritocrazia, soprattutto in un momento come questo in cui la “raccomandocrazia” si sostituisce sempre più alla meritocrazia.
Fra le sue proposte,sempre riferendoci all’articolo pubblicato sul Sole 24 Ore,c’è quella di introdurre test di ammissione ai corsi universitari di tipo psicoattitudinale.In cosa consistono?
È evidente che per consentire l’accesso ai corsi universitari sia necessario introdurre anche test psico-attitudinali che verifichino meglio la predisposizione di ognuno a
svolgere professioni impegnative quali quelle sanitarie. Mi sono già attivato in tal senso presentando, in data 18 settembre 2003, interrogazione al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Moratti. Da medico e dall’alto della sua esperienza all’interno delle istituzioni professionali (FNOMCEO e EMPAM) quale riforma auspica per le professioni intellettuali? Il modello italiano di stampo ordinistico o quello anglo-sassone di autoregolamentazione delle professioni?
La riforma degli Ordini è alla nostra attenzione: c’è una nostra proposta di legge. Credo che il modello italiano, che è il modello dell’obbligatorietà sia ancora in grado di fornire risposte ai tanti problemi che abbiamo. Gli Ordini devono uscire dalle maglie del sindacalismo, devono ritornare ad essere soltanto Organi capaci di assicurare il rispetto della deontologia e dotati degli strumenti normativi idonei a contrastare fenomeni di corruzione e tutto ciò che sta intaccando il nostro patrimonio di valori; non possono continuare a fare processi induttivi in caso di procedimenti disciplinari.
Il Commissario Europeo Monti spinge per un rinnovamento della concezione delle libere professioni:più apertura alle regole della libera concorrenza e nuove possibilità di informazione pubblicitaria.Qual è il suo parere in proposito?
L’idea di far esplodere la pubblicità nei nostri settori, compreso quello
veterinario, non mi attrae poiché il messaggio pubblicitario può essere recepito dal cittadino in modo difforme rispetto quello che il comunicatore intendeva proporre. Troppo spesso l’informazione medica è fatta da chi vuole riempire il proprio studio medico privato anziché da chi senza clamore di alcun tipo compie per intero, in silenzio, il proprio dovere.
Che nasca un’Agenzia o che nasca un Comitato,la professione veterinaria si aspetta considerazione per il proprio ruolo e per le proprie competenze.In particolare,chiede che sia stabilito un raccordo con il veterinario che opera sul campo,negli allevmenti.Chiede anche che si introduca il veterinario aziendale,una figura regolarmente presente negli allevamenti a salvaguardare la salute e il benessere degli animali da reddito? È un percorso in salita.Lo sarà ancora per molto?
Ho già detto che voi Veterinari, con cui ho combattuto sempre fianco a fianco (ricordo, una per tutte, la battaglia per l’area professionale medica della dipendenza che culminò con la marcia dei 50.000) avete bisogno di un’Agenzia Nazionale che abbia funzioni di raccordo delle attività nelle singole Regioni e di piena valorizzazione del vostro insostituibile ruolo.C’è preoccupazione per le novità che si annunciano sul modo di produrre cibo e di alimentarsi e, l’unica speranza per garantire una sana nutrizione, siete voi. Non vi manca certo l’esperienza e la capacità per difendere la nostra salute. ■
Parodi al Sole 24 Ore: SSN, ormai è codice rosso
FEDERALISMO E RIFORMA DEL MINISTERO DELLA SALUTE: “Si rende improcrastinabile una sollecita, chiara e condivisa riscrittura delle competenze dello Stato e delle Regioni con una consequenziale e coerenteriforma del ministero della saluteche dovrà avere funzione di raccordo per le direttive europee, di indirizzo alle Regioni nonché di garanzia del rispetto del principio di uguaglianza su tutto il territorio nazionale in materia di diritto alla salute”.
LIBERA PROFESSIONE DEI MEDICI: “La scelta di esercitare la libera professione da parte dei medici non è solo una scelta di libertà individuale, che un sistema democratico e liberale deve pur garantire, ma è il presupposto naturale per instaurare e alimentare il rapporto medico-paziente che è e rimane intrinsecabilmente fiduciario”.
ECM: “La formazione permanente è un altro capitolo da riscrivere totalmente in considerazione delle insoddisfacenti modalità operative e dei risultati dell’Ecm che talora sfiorano lo scandalo”.
TEST DI AMMISSIONE AI CORSI DI LAUREA: “Anche la formazione e il ruolo del personale sanitario e il ruolo delle Università devono essere oggetto di una profonda rivisitazione con opportune iniziative legislative a cominciare dai test di ammissione ai corsi universitari, superati e chiacchierati tanto da costringerci a interrogare il ministro sull’opportunità di cambiarli radicalmente, introducendo test psico-attitudinali”.
UNIVERSITÀ: Le Università debbono sviluppare il loro impegno formativo secondo le vere esigenze assistenziali del Paese e non possono continuare a sfornare medici e a mantenere in vita improbabili corsi di specializzazione”. (Sole 24 Ore Sanità 9-15 marzo)
3 L’INTERVISTA
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
Eolo Parodi
Ddl dal Governo
A chi serve l’infermiere veterinario?
Il mercato occupazionale veterinario è saturo e non ha bisogno di nuovi profili. Un dato per tutti: nel 2003 lo Stato ha abilitato 1434 nuovi medici veterinari
Con rispetto per chi è ormai dei “nostri”,Professione Veterinaria pubblica su questo numero la lettera di una giovane Collega che lamenta difficoltà professionali e, reddito a un anno dalla laurea. Chi vuole proseguire nella lettura, la trova nella rubrica delle Lettere al Direttore.
Il caso di questa giovane collega basta e avanza a dimostrare che il mercato occupazionale veterinario non è più in grado di assorbire cifre indiscriminate di nuove leve e che l’Università, da fabbrica di disoccupati, sta diventando anche una fabbrica dei sogni.
Non si capisce infatti su quali basi si possa oggi pensare di creare un nuovo profilo tecnico-sanitario per la veterinaria (l’infermiere veterinario per essere più prosaici ma chiari), se non per giustificare la proliferazione di lauree brevi. Accanto all’esercito dei medici veterinari, stanno emergendo ausiliari, tecnici, assistenti e via dicendo in un fantasioso ventaglio di “mezzi veterinari” che nessuno sarà disposto ad assumere e che tutti vedranno come fumo negli occhi.
Malgrado ciò, il Sottosegretario alla Salute CesareCursi, con delega per la veterinaria, ha annun-
ciato che la Commissione Igiene e Sanità del Senato potrebbe valutare a breve la possibilità di accelerare l’iter di una proposta di legge del Senatore Tomassini (FI) che appunto istituisce l’infermiere veterinario. L’idea è di inserirla in un prossimo disegno di legge di iniziativa governativa, che riconosce nuove professioni sanitarie.
L’eventuale abbinamento in sede deliberante, ha rilevato Cursi, permetterebbe una sensibile accelerazione dell’iter legislativo visto che consentirebbe di evitare il passaggio in Assemblea e l’invio del testo direttamente all’altro ramo del Parlamento. A precisa domanda su questo ar-
La pdl Tomassini
Istituzione della funzione di coordinamento per le professioni infermieristiche ed individuazione di alcuni profili tecnico professionali operanti nella sanità veterinaria
Atto Senato 1645 (...)
Art.5 (Istituzione dell’operatore tecnico ausiliario di sanità veterinaria)
1. È istituita la figura professionale dell’operatore tecnico ausiliario di sanità veterinaria, il quale svolge l’attività di cattura degli animali, il loro contenimento, nel rispetto del benessere animale, la pulizia degli ambienti compresi quelli in cui sono custoditi gli animali, il ritiro dalle strade e dagli altri luoghi pubblici degli animali morti, il trasporto del materiale, la manutenzione degli utensili e delle apparecchiature in dotazione.
Art.6 (Istituzione dell’operatore tecnico specializzato ausiliario di sanità veterinaria)
1. È istituita la figura professionale dell’operatore tecnico specializzato ausiliario di sanità veterinaria, il quale svolge l’attività di cattura, assistenza, alimentazione e cura della mano agli animali stabulati, curandone l’igiene individuale e quella degli ambienti in cui sono ricoverati, garantendo l’applicazione delle norme sul benessere animale; il trasporto del materiale, ivi compresi gli animali morti, la guida degli automezzi speciali (autocanili e ambulanze veterinarie), la loro pulizia e la manutenzione degli utensili e delle apparecchiature in dotazione.
Art.7 (Istituzione dell’operatore socio-sanitario addetto all’assistenza zooiatrica)
1. È istituita la figura professionale dell’operatore socio-sanitario addetto all’assistenza zooiatrica, il quale svolge la sua attività sia nel settore veterinario che sociale in servizi di tipo socio-sanitario anche in ambiente ambulatoriale od ospedaliero veterinario e al domicilio dell’utente. Egli svolge la sua attività su indicazione degli operatori professionali sanitari o del personale medico veterinario, ed in collaborazione con gli altri operatori, secondo il criterio del lavoro multiprofessionale.
2. La sua attività consiste nell’assistenza diretta alle attività terapeutiche veterinarie, assistenza alle attività chirurgiche veterinarie, di assistenza alle attività e terapie assistite con animali.
1434 medici veterinari abilitati nel 2003
ESITO ESAMI DI STATO 2003 (rilevazioni di Professione Veterinaria presso le Facoltà elencate)
*dato non disponibile per singola sessione
gomento il Senatore Antonio Tommassini, rispondeva a Professione Veterinaria “Credo che ogni figura apicale con valenze professionali necessiti di adeguati profili tecnico-professionali collaterali di supporto cui delegare istruttorie e controlli. A parer mio in tal modo non si andrà ad invadere il mercato occupazionale veterinario, ma si renderà meglio definito un profilo che a tutt’oggi, pur esistendo come figura, è scarsamente qualificato e riconosciuto.” (Professione Veterinaria, n. 8/2004) Sarà, ma intanto la FNOVI denun-
cia la proliferazione incontrollata di lauree brevi con competenze sovrapponibili a settori propri della professione veterinaria e richiede di iscrivere tali laureati agli albi dei medici veterinari, in un elenco speciale, oltre a prevedere anche per questi un esame di stato abilitante.
A fronte dei 1.434 abilitati alla professione nel 2003 (v. box in questa pagina), l’ANMVI ha scritto al Sottosegretario Cursi per dettagliare il quadro occupazionale veterinario ed evidenziare le distorsioni del sistema universitario. ■
Rischio sanatoria anti-numero chiuso
Dopo l’approvazione in Commissione Istruzione del Senato,la “sanatoria anti-numero chiuso”rischia il sì definitivo di Palazzo Madama.Con un emendamento alla legge 264 del 1999 si è riaperta per l’anno accademico 2000-2001 la possibilità di iscrizione ai corsi a numero chiuso per gli studenti che erano stati esclusi dall’immatricolazione. I medici parlano di “conflitto con le norme sulla programmazione”. Contraria anche la FNOVI che già nell’ottobre scorso si era attivata chiedendo la pronta attivazione di tutti gli Ordini veterinari provinciali. Il Presidente della FNOVI, Domenico D’Addario, aveva chiesto “la collaborazione di tutti gli Ordini Provinciali affinché si attivino, a tutti i livelli ed in tutti i modi, per sensibilizzare sulla presente problematica i parlamentari nello loro sedi locali; tutto ciò con la finalità di contrastare il Disegno di Legge n. 2005 in occasione del suo esame a Palazzo Madama”. Secondo la FNOVI “l’operazione legislativa in atto verrebbe a configurare una vera e propria sanatoria che, oltre ad incidere negativamente sul principio di accesso programmato ai corsi di laurea, rischia di trasformarsi in un danno grave nei confronti dell’intera collettività che dai professionisti intellettuali pretende competenza e professionalità”. Inoltre, il testo licenziato dalla 7a Commissione è “in netto contrasto anche con le posizioni ufficialmente espresse dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Università”. La Federazione ha definito l’emendamento “un vero e proprio scardinamento del principio della programmazione degli accessi ai corsi di laurea per i quali è previsto il numero chiuso”.
4 ATTUALITÀ
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
Facoltà di Medicina GIUGNONOVEMBRE TOTALI Veterinaria 1a SESSIONE2a SESSIONE TOTALE 1.434 BARI 3457 91 BOLOGNA 123 89 212 (di cui 2 extracomunitari)(di cui 2 extracomunitari) CAMERINO 1721 38 MESSINA 4156 97 MILANO 92 82 174 (di cui 4 extracomunitari)(di cui 6 extracomunitari) NAPOLI 6267 129 PADOVA * 39 PARMA 8154 135 (di cui 2 extracomunitari)(di cui 1 extracomunitario) PERUGIA 10837 145 PISA * 63 SASSARI 3259 91 TERAMO 4729 76 TORINO 76 68 144 (di cui 1 extracomunitario)(di cui 4 extracomunitari)
Il senatore Cesare Cursi
Il senatore Antonio Tomassini
Obiettivi formativi ECM, proposta “aperta” della FNOVI
La Sezione Ordini e Collegi della Commissione nazionale per l’educazione continua in medicina si è riunita il 31 marzo per discutere gli obiettivi formativi per l’anno 2004 e successivi. Questione spinosa e, come noto, fondamentale per risolvere il più difficile e grave empasse del sistema ECM. Spiega GaetanoPenocchio che quando gli obiettivi saranno definiti “verranno vagliati dalla Conferenza Stato Regioni”.
La strada è lunga, ma nel frattempo la FNOVI ha predisposto una prima ipotesi di confronto con la Commissione, allo scopo di raddrizzare le storture di un sistema che, sempre più vittima delle proprie regole burocratiche, ha finito con l’escludere una fetta di aggiornamento scientifico-professionale, a danno degli operatori sanitari veterinari. Le conseguenze sono note: decine di eventi per medici veterinari sono stati congelati dal sistema.
La proposta sugli obiettivi formativi formulata dalla FNOVI è una proposta “aperta”, ovvero suscettibile di modifiche, sulla base di indicazioni e suggerimenti che il Commissario per l’ECM in veterinaria, Penocchio, vaglierà all’indirizzo info@fnovi.it, oppure gapenoc@tin.it
ELENCO DEGLI OBIETTIVI NAZIONALI ANNO 2004 (Proposta F.N.O.V.I.per Commissione Nazionale ECM)
OBIETTIVI TIPICI DELLA PROFESSIONE VETERINARIA
1.sistemi di valutazione, verifica e miglioramento degli interventi e dei percorsi preventivi diagnostici, clinici e terapeutici e di misurazione dell’efficacia in medicina veterinaria;
2.farmacoepidemiologia, farmacoeconomia e farmacovigilanza veterinaria;
3.innovazione tecnologica: valutazione, miglioramento dei processi di gestione delle tecnologie biomediche e dei dispositivi medici e implementazione delle abilità e delle manualità nella pratica medica veterinaria;
4.progettazione ed utilizzo della ricerca clinica ed epidemiologica in medicina veterinaria;
5.aggiornamento in tema di tutela della salute e del benessere degli animali utilizzati a fini scientifici e tecnologici;
6.formazione manageriale in medicina veterinaria;
7.sicurezza degli alimenti;
8.sviluppo delle attività e degli interventi di sanità pubblica veterinaria, con particolare riferimento all’igiene degli allevamenti e delle produzioni animali, alla sanità animale ed all’igiene degli alimenti di origine animale;
9.sviluppo delle attività relative alla clinica degli animali da compagnia inclusi i piccoli animali, gli equini e gli animali non convenzionali con particolare riferimento alla salute e benessere degli animali che vivono con rapporto di affezione a stretto contatto con l’uomo;
10.sviluppo delle attività relative alla clinica degli animali da reddito, comprendendo, oltre alla medicina
e chirurgia individuale, il management gestionale di allevamento nei settori produttivo e riproduttivo;
11.sviluppo delle attività relative alle scienze comportamentali e all’etologia, con particolare riferimento al benessere animale e all’interazione uomo-animale, zooantropologia, terapie e attività assistite dagli animali, educazione al corretto rapporto uomo-animale;
12.tutela della salute e del benessere animale;
13.sviluppo e aggiornamento delle conoscenze in materia di salvaguardia e tutela degli ecosistemi e delle biodiversità, ivi comprese le patologie della fauna selvatica, includendo le specie protette nei parchi, le specie esotiche protette e quelle a rischio di estinzione;
14. sviluppo e aggiornamenti in mate-
ria di controllo delle malattie ereditarie ed oncologiche negli animali;
15.aggiornamento in tema di medicine alternative e complementari nella zootecnia biologica, nell’acquacoltura biologica e nella tutela della salute degli animali da compagnia.
OBIETTIVI NON TIPICI DELLA PROFESSIONE VETERINARIA
1.promozione di una comunicazione
corretta ed efficace;
2.apprendimento e miglioramento dell’inglese scientifico;
3.gestione del rischio biologico, chimico e fisico;
4.sistema informativo e suo utilizzo per valutazioni epidemiologiche;
5. cultura gestionale;
6. educazione sanitaria;
7. etica, bioetica e deontologia;
8. diritto sanitario.
5 ATTUALITÀ
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
Igiene degli animali domestici
Parassiti esterni, un fastidio anche per i proprietari
La maggior parte degli animali vive sia dentro che fuori casa e condivide divani, letti e seggiole
Da un’indagine realizzata dall'istituto di ricerca Quadra Research su un campione rappresentativo della popolazione italiana risulta evidente il ruolo essenziale del veterinario nell'informazione ed educazione del proprietario di animali nella eliminazione dei parassiti.
Il campione selezionato attraverso 300 interviste telefoniche è costituito da persone che gestiscono personalmente il proprio animale domestico (cane o gatto) e residenti in grandi centri urbani. Per dare valore ai dati raccolti è bene ricordare anche che il campione era composto per il 75% da donne e 25% maschi, distribuiti per il 21,3% dai 29 ai 34 anni, per 29% dai 35 ai 44, e per il 49,7% dai 45 ai 54. Un altro dato particolarmente importante per cogliere il significato è la ripartizione del campione per tipologia di animale posseduto: il 46% è proprietario di cane/i, il
41,3% di gatto/i ed il 12,7% sia cani che gatti. La ricerca era orientata a definire un panorama dei diversi comportamenti o atteggiamenti che il proprietario ha verso i parassiti che possono infestare il suo animale, era quindi importante capire subito se l’animale è tenuto all’interno della casa o fuori e quali sono le sue abitudini.
La tabella riferita alla prima domanda, “Il suo animale dove sta di solito?”, evidenzia il fatto che tutti gli animali, anche quelli più liberi, vivono comunque momenti della loro vita all’interno della casa dividendosi più o meno in parti uguali fra le tre possibilità previste dal questionario: in casa e fuori, in casa ed esce per la passeggiata, in casa. Questo aspetto è particolarmente rilevante in quanto la presenza dell’animale in ambito domestico dovrebbe creare maggiore attenzione verso il problema dell’igiene e dei parassiti che infat-
Domanda 1 - Il suo animale dove sta di solito?
TOTALEPERCENTUALE
In casa e fuori11337,7%
In casa ed esce per la passeggiata9431,3%
In casa9331%
Solo fuori00
Totale300100%
Domanda 3 - Quali ritiene siano i problemi principali che bisogna affrontare nel tenere un animale in casa? (risposta multipla)
TOTALEPERCENTUALE
Pulizia (generico: sporcizia, parassiti…)14548,3%
Tempo5217,3%
Nessun problema5117%
Costo/i5117%
Vacanze4715,7%
Malattie3612%
Spazio in casa196,3%
Parassiti (specifico)134,3%
Disturbi/rumori82,7%
Danni ai mobili/arredi72,3%
Vaccinazioni/alimentazione adeguata51,7%
Aggressioni/violenza 41,3%
Cuccioli/figli31%
Allergie20,7%
Altri problemi00
ti risulta essere al primo posto fra le risposte nella tabella riferita alla terza domanda, “Quali ritiene siano i problemi principali che bisogna affrontare nel tenere un animale in casa?”. Alla quarta domanda, “Quali sono i luoghi specifici della casa in cui di solito sta il suo animale?” le risposte evidenziano a grande maggioranza: divano, letto, sedia, poltrona, tutti luoghi dove la convivenza con la famiglia è molto ravvicinata e dove è più facile la diffusione di parassiti. Per animali che vivono gran parte del loro tempo in casa ma che hanno comunque momenti, anche prolungati, all’esterno è difficle pensare che non abbiano mai avuto problemi di parassiti esterni, risultano quindi molto strane e poco veritiere le risposte alla domanda 7: “Il suo animale ha o ha avuto pulci o zecche?”. Il 53,3% ha risposto “Mai avute”, il 45,3% “Ha avuto in passato” e solo l’1,3% “Ha attualmente”. Non è credibile che al momento della ricerca il 98,7% degli animali non avesse o non avesse mai avuto parassiti. I casi sono due, o le risposte non sono del tutto vere e motivate dal fatto di non fare brutta figura o tutti i proprietari utilizzano massicciamente antiparassitari. Questa ultima ipotesi contrasta un po’, però, con le risposte alle successive domande visto che, ad esempio, alla domanda 8, riferita all’importanza di proteggere l’animale dai parassiti, solo il 90% la ritiene “molto importante” e ben il 13,7% dichiara di “non utilizzare alcun prodotto antiparassitario” in risposta alla domanda 9. Le ultime domande del sondaggio evidenziano come ci sia ancora molta ignoranza sul problema da parte dei proprietari. Alla domanda 10, infatti, solo il 46,3% di quanti avevano dichiarato di utilizzare antiparassitari conferma di svolgere questa azione non solo sull’animale ma anche nell’ambiente dove vive e le risposte all’ultima domanda evidenziano da parte dei propietari scarsa informazione sul problema e grande confusione. Il veterinario nel suo ruolo ha quindi un compito insostituibile di informazione su come affrontare correttamente il problema dei parassiti consigliando, o anche cedendo direttamente nell’ambito del Petcorner, il prodotto più adatto in funzione della tipologia dell’animale e della specificità della situazione. Ciò che sarebbe però più importante è poter prevenire il problema dando al proprietario le giuste indicazioni informandolo sulla disponibilità di prodotti specifici, oggi ampiamente disponibili sul mercato, e che hanno già dimostrato la loro efficacia. ■
Domanda 4 - Quali sono i luoghi specifici della casa in cui di solito sta il suo animale? (risposta multipla)
TOTALEPERCENTUALE
Divano13946,3%
Sul letto10735,7%
Nella sua cuccia/lettiera9331%
Sulla sedia5016,7%
Poltrona4314,3%
Sul tappeto279%
Sul pavimento279%
Sotto il letto134,3%
Sotto il tavolo124%
Altro82,7%
Sul termosifone/calorifero62%
Sul cuscino51,7%
Sul caminetto51,7%
Sul tavolo41,3%
Sul davanzale della finestra41,3%
Sul televisore31%
Sotto la sedia31%
Nel garage31%
Sul balcone/terrazzo20,7%
Nel ripostiglio 20,7%
Sull’asse da stiro10,3%
Nell’armadio10,3%
Domanda 7- Il suo animale ha o ha avuto pulci o zecche?
TOTALEPERCENTUALE
Mai avute16053,3%
Ha avuto in passato13645,3%
Ha attualmente41,3%
Totale 300100%
Domanda 8 - Quanto è importante,secondo lei,proteggere il suo animale dai parassiti come pulci e zecche?
TOTALEPERCENTUALE
Molto importante27090%
Abbastanza importante 268,7%
Poco importante20,7%
Per nulla importante20,7%
Totale 300100%
Domanda 9 - Lei utilizza dei prodotti per la cura/difesa del suo animale dai parassiti? Se sì,quali? (risposta multipla)
TOTALEPERCENTUALE
Spot-on (gocce tra la pelle sulle scapole) 11638,7%
Spray con o senza gas7023,3%
Collare4916,3%
Shampoo4314,3%
Polvere206,7%
Vaccinazioni3110,3%
Schiuma/spuma41,3%
Pastiglie72,3%
Pomata10,3%
Fazzolettini umidificanti10,3%
Altri 00
Non utilizzo alcun prodotto 4113,7%
Domanda 10 - In casa vostra curate i parassiti del vostro animale solo su di lui o anche negli ambienti in cui vive?
TOTALEPERCENTUALE
Solo sull’animale12949,8%
Anche negli ambienti12046,3%
Non sa103,9%
Totale 259100%
Domanda 12 - Qual è la sua reazione se pensa che il suo animale ha disseminato nell’ambiente in cui vive uova e larve?
TOTALEPERCENTUALE
Fastidio15351%
Indifferenza6421,3%
Sorpresa/incredulità 5719%
Disgusto268,7%
Totale 300100%
6 ATTUALITÀ
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
La ricerca è stata realizzata per conto della Merial ed è stata proposta il 4 Marzo in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo antiparassitario Frontline Combo.
La laurea non paga più
L’Istat ha pubblicato l’indagine “Università e lavoro: statistiche per orientarsi”. Questa ricerca è rivolta agli studenti dell’ultimo anno delle superiori che devono decidere quale corso di laurea scegliere. La logica farebbe pensare che la scelta avvenga sulla base delle future possibilità di lavoro ma in
realtà non è così. Non vi è dubbio che oggi il desiderio per la famiglia di vedere il proprio figlio diventare medico, ingegnere, professore porta a trascurare la prima domanda che ci si dovrebbe porre quando si sceglie un percorso di studi: troverà lavoro? È vero che se dovessimo tener conto soltanto di questo aspetto i giovani dovrebbe-
ro andare tutti a fare l’idraulico, il piastrellista, l’elettricista che guadagnano più di un laureato ed incominciano a lavorare dieci anni prima.
È anche vero però che oggi abbiamo migliaia di laureati disoccupati e per trovare un idraulico dobbiamo a volte impazzire. Senza arrivare ai casi estremi sarebbe giusto
trovare un equilibrio indirizzando gli studenti verso i corsi di laurea più richiesti dal mercato del lavoro.
Tornando alla ricerca dell’Istat già altre volte abbiamo avuto modo di contestare i valori riportati dall’istituto che normalmente considerava come occupato libero professionista il laureato non dipendente iscritto all’ordine. Questo ha sem-
di Luigi Poretti
pre fatto emergere il settore veterinario fra quelli dove era più facile trovare una occupazione in quanto il tempo trascorso dalla laurea all’iscrizione all’ordine, non essendoci un periodo di praticantato post laurea ed avendo un esame di stato che più o meno promuove tutti, è brevissimo.
Anche i dati riportati da questa ultima ricerca sono tutti da discutere e ragionare. Ad esempio la ricerca ammette una maggior difficoltà a trovare lavoro per i laureati, soprattutto per quelli di alcuni settori, ma ribadisce che il laureato ha maggior possibilità di trovare lavoro rispetto a chi ha conseguito titoli di studio inferiori e per dimostrare questo riporta i seguenti dati: 1519enni con licenza di scuola media presentano un tasso di disoccupazione al 34,4%, 20-24enni diplomati scuola superiore al 25,8% e 25-29enni laureati al 20,4%.
Guardando queste percentuali sembrerebbe che i laureati abbiano maggior possibilità di trovare lavoro ma in realtà confrontare questi dati non ha alcun senso. Il ragazzo di 15 anni nei dieci anni che sono serviti al laureato per completare il corso di studi avrà trovato un lavoro, avrà iniziato una propria attività, avrà guadagnato mentre l’altro ha investito, e molto, sperando di arrivare ad un titolo che dovrebbe garantirgli un futuro. Quale? Anche se avrà più facilità a trovare una occupazione, e sappiamo benissimo che non è cosi per tutti i settori, quanti anni dovrà lavorare per recuperare gli investimenti fatti ed i guadagni persi nei dieci anni?
Come potrà mai riuscirci se lo stipendio di un laureato è sostanzialmente uguale a quello di un diplomato e dalle indagini pubblicate i riconoscimenti economici per chi ha una laurea sono percentualmente diminuiti negli ultimi anni? Come sarà possibile se il 36% dei laureati pur di lavoraredeve accontentarsi di occupazioni per le quali non era necessario il suo titolo di studio? Un altro dato interessante che emerge dalla ricerca è che oggi è più facile trovare lavoro per chi ha un diploma universitario (75%) rispetto a chi si è laureato (63%). In effetti in alcuni settori la specificità dei diplomi rispetto agli spazi occupazionali ha reso più facile l’inserimento nel mondo del lavoro ma ciò che sta avvenendo con le lauree brevi nel settore veterinario non ha seguito queste logiche in quanto in alcuni casi non si è ancora capito quali saranno i compiti di questi “dottori” ed in altri casi questi diventeranno diretti concorrenti dei medici veterinari senza che nessuno si sia preoccupato di andare a rivedere il numero programmato per questo corso di laurea. Si è pensato, al contrario, di aumentarlo inventandosi una cattedrale nel deserto a Catanzaro. Se al MIUR che finanzia tutte queste ricerche incominciassero anche a leggerle sarebbe meglio per tutti. ■
8 RIFLESSIONI
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
L’email
Posta elettronica, ignorarla non è più possibile
Sono
gli account di posta elettronica italiani e 121 mila le imprese che comunicano on line. Eppure, c’è uno zoccolo duro che riesce a resistere. Fino a quando?
L’e-mail come la raccomandata A.R.Per la posta elettronica certificata ci vorrà un adeguamento tecnologico di qualche mese, ma il dado è tratto: il consiglio dei ministri di giovedì 25 marzo ha stabilito che gli scambi di corrispondenza via posta elettronica, fra privati e fra cittadini e pubblica amministrazione, assumeranno valorelegale La vera novità sta tutta in questo riconoscimento giuridico, dato che, dal punto di vista tecnico, già oggi esistono possibilità di verifica e di controllo della corrispondenza on line. Ma, a breve, il sistema sarà standardizzato e certificato e i gestori dei servizi on line sono già in corsa per aggiudicarselo. Per loro, si tratta di ottenere l’abilitazione a fornire ai clienti un servizio aggiuntivo, a pagamento, da inserire nei normali programmi di posta elettronica. In sostanza, il mittente del messaggio e-mail riceve dal suo gestore una nota che certifica la data e l’ora dell’avvenuta spedizione, mentre il gestore del destinatario invierà la conferma dell’arrivo del messaggio, in-
dipendentemente dal fatto che quest’ultimo l’abbia o meno
aperto
70 miliardi di email
L’idea è del Ministro per l’Innovazione, LucioStanca, e del Ministro alla Funzione Pubblica Luigi Mazzella, i quali puntano a far risparmiare soldi alla pubblica amministrazione (uno degli obiettivi di questo governo è di arrivare, entro la fine della legislatura, all’utilizzo della posta elettronica per tutte le comunicazioni interne alla pubblica amministrazione), ma anche ad incentivare il ricorso alla posta elettronica da parte dei privati e fra i privati. “Il provvedimento è un atto di modernità”- ha detto Stanca- la posta elettronica sta diventando sempre di più strumento quotidiano di comunicazione”. Si stima che gli account di posta elettronica italiani siano 37,5 milioni. Le imprese che utilizzano le e-mail sono 121 mila. Secondo il provider Italiano Netscalibur nel 2002 gli Italiani hanno inviato 70 miliardi di email; nel 2001 ne erano stati inviati 55 milioni.
UTENTI ISCRITTI ALLE LISTE TELEMATICHE ANMVI (rilevazioni Digicolor al 29/03/2004)
A.N.M.V.I.
Vetlink-list2.392
Scivac Forum1.893
Sivae Forum692
Sive Forum315
Sivar Forum300
Aivemp Forum161
MESSAGGI NELLE LISTE TELEMATICHE ANMVI (rilevazioni Digicolor al 29/03/2004)
PERIODON.MESSAGGI
Gen/Mar 20044.680
200319.605
200213.905
20013.751
TOTALE41.941
E-MAIL ACCOUNT SOCI ANMVI (rilevazioni EVsrl al 29/03/2004)
DATO%
6457: gli iscritti alle Ass. Naz. ANMVI Pari al 50,4% degli iscritti che hanno una casella e-mail
M.V. ISCRITTI A BANCHE DATI ON LINE
BANCA DATIVETERINARI
GIOFIL/ANMVI1.331
1.400
500 (Totale annunci 450)
200 (Totale annunci 261)
I veterinari stanno al passo
Un popolo all’avanguardia? Letta nel dettaglio la cifra degli account rivela che il 71% dei loro titolari ha un’età compresa fra i 18 e i 24 anni; sono gli uomini ad andare di preferenza on line piuttosto che le donne (queste rappresentano solo il 26% degli utenti); fra i professionisti, gli avvocati sono quelli considerati più restii a collegarsi alla rete.
E i veterinari? Il ricorso alla posta elettronica è in crescita costante, ma secondo AntonioManfredi, Direttore dell’ANMVI, “molti medici veterinari non hanno ancora confidenza con questo strumento o non sanno gestirlo secondo convenienza. Lo dico pur riconoscendo a questa categoria professionale un ottimo grado di ricettività e di adattamento alle novità”. Per avere un’idea più precisa di ciò di cui si parla, si consideri che la metà circa dei medici veterinari iscritti alle Associazioni Nazionali federate ANMVI non ha indicato fra i propri recapiti un indirizzo di posta elettronica, mentre tra coloro che ne hanno fornito uno la percentuale di accesso ai servizi on line del circuito ANMVI è circa del 65%. ■
L’email non è un dato pubblico
L’indirizzo di posta elettronica non è un dato rilevato da elenchi pubblici.Per poter inviare un messaggio è necessario ottenere ilconsenso del titolare dell’indirizzo e-mail. Lo ha stabilito il Garante della Privacy a fronte di numerose segnalazioni sulla posta indesiderata, il cosiddetto spamming.
Non è vero quindi che Internet sia una zona franca per il diritto. Se una informazione è reperibile nel mondo virtuale, non è vero che questa informazione, se dato personale riferibile a persona determinata o determinabile, possa essere usata senza limiti. Il facile reperimento dell’indirizzo di posta elettronica non significa facoltà d’uso indiscriminato e incontrollato. Un indirizzo scovato su Internet non è come un numero di telefono sugli elenchi telefonici.
Il problema riguarda molto spesso l’invio di messaggi non graditi. Lo spamming commerciale, al primo posto fra i più sgraditi dagli italiani, non è in linea con la legge, anche se molto spesso è difficile riconoscere il marketing lecito da quello che viola la privacy. Formalmente anche un primo invio con il solo scopo di chiedere il consenso al successivo inoltro di comunicazioni commerciali andrebbe preceduto dal consenso. La mera conoscibilità dell’indirizzo e-mail non autorizza all’invio di informazioni di qualunque genere. Se gli indirizzi sono evidenziati nei siti, l’utilizzo deve essere conforme alle finalità per cui essi sono pubblicati on line: inutile e scorretto inviare proposte di viaggi ai tropici all’indirizzo email di un sito istituzionale. Del tutto illecito poi è il rastrellamento di indirizzi di posta elettronica possibile tramite particolari software in grado di reperire migliaia di indirizzi via Internet o di crearli a tavolino a prescindere dalla loro esistenza o meno.
• L’indirizzo di posta elettronica è soggetto agli artt. 10 e 11 della legge 675/96 (obbligo di informativa e di acquisizione preventiva del consenso).
• Illegale anche l’invio di una prima comunicazione per chiedere il consenso al successivo inoltro di comunicazioni commerciali.
Secondo i dati rilevati dall’ultimo rapporto 2004 dell’Osservatorio
Aie (Associazione italiana editori) sull’editoria digitale,sono ormai 21 milioni gli italiani che navigano, pari al 43% della popolazione. Almeno l’85% del totale visiona siti di informazione. Dalla ricerca emerge che quasi la metà di coloro che fanno uso di Internet sono disposti anche a pagare per continuare ad accedere a contenuti editoriali e informativi. Tra i dati della ricerca, molto ricca e complessa, questo: cresce la frattura culturale tra gli italiani definiti “tecnologici” (17%), e quelli definiti “tradizionalisti” (47%). I secondi consultano Internet come se sfogliassero un libro; i primi ne sono a tal punto fruitori da arrivare a ragionare e a parlare secondo il linguaggio delle nuove tecnologie.
Tipologia delle e-mail indesiderate (fonte: Ferris Research) pubblicità19% pornografia19% finanza17% catene di sant’antonio10% annunci su servizi internet10% salute9% sport e viaggi scontati9% religione 3% altro4%
9 ATTUALITÀ
avrà valore legale
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
ormai 37,5 milioni
Italiani divisi tra “tecnologici” e “tradizionalisti”
Una giornata in una clinica irlandese, ovvero com’è diverso fare il veterinario all’estero
si sa mai nella vita”, e nei minuti rimasti cerco di dare consigli su come insegnare al cucciolo a non urinare in casa, ma il cliente mi dice che tanto il cane vive fuori nel-
la baracca in giardino e quindi non è un problema. Io guardo gli alberi agitati dalla tempesta fuori dalla finestra, e mi viene un brivido alla sola idea di dormire fuori
senza riscaldamento.
Il paziente successivo ha un problema dermatologico che non sembra voler guarire, avrebbe bisogno di un raschiato cutaneo,
di Diego Tronca
Ambientazione: clinica Primrose Hill a Dun Laoghaire (pron. dan liri), 20 minuti a sud di Dublino, composta da sala d’attesa con reception con vendita di cibo e farmaci, una stanzina per le visite, una saletta con libri e computer, una sala di preparazione per la chirurgia e per le radiografie, una per la chirurgia e infine una stanza per i ricoveri.
Personaggi: un collega irlandese, chirurgo e unico oftalmologo d’Irlanda, e il sottoscritto che si occupa della parte clinica e delle emergenze (oltre che delle anestesie “difficili”), due infermiere e due aiutanti/receptionist, tutte part-time.
Il tempo è denaro
La nostra giornata inizia alle 9, il mio collega si occupa di chirurgia e per lui oggi ci sono due castrazioni di gatti, due sterilizzazioni di gatte, una di una cagna, un’ulcera corneale, un’asportazione di una massa cutanea, una radiografia e una pulizia dei denti, il tutto in tre ore e mezza, insomma il solito tran tran. Tutti gli animali vengono sedati allo stesso momento, il mio collega non vuole perdere tempo, perché qui in Irlanda il tempo è denaro. Venti minuti per le sterilizzazioni, cinque per le castrazioni, 15 per le pulizie dei denti se ci sono anche estrazioni, 10 minuti per le masse da asportare. Se ci si mette di più, costa di più e si fa pagare di più. La mia giornata invece si svolge nella saletta visite, guardo sul computer cosa mi attende: sei clienti nella prima ora e mezza, poi niente fino alle 11, quindi altri sei clienti. Ho solo 15 minuti per cliente, meglio di dove lavoravo quando ero arrivato in Irlanda all’inizio quando avevo solo sette minuti per cliente, erano più le volte che guardavo l’orologio che i pazienti.
Quando i clienti arrivano, vanno alla reception e vengono registrati nel computer dall’infermiera, che poi si occuperà di riscuotere i soldi della visita e di dare i farmaci che io prescrivo.
Da una vaccinazione a un problema dermatologico I primi due appuntamenti sono per la prima vaccinazione; consiglio di fare l’assicurazione visto che per ora sono cuccioli ma “non
ma 15 minuti non mi bastano e dopo questa visita, lo devo fare tornare un’altra volta. Stessa cosa con il paziente dopo che ha bisogno di una lastra, zoppica da un
11 DALL’EUROPA
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004 ★ ★ ★★★★ ★ ★
Diego Tronca
mese (!), lo rivedrò domani mattina perché qui le lastre si fanno tutte solamente in anestesia generale e ancora una volta 15 minuti non bastano.
Emergenza cani
Niente di interessante per il resto della mattina, fino a quando entra correndo un cliente con l’ennesimo cane investito. Purtroppo non ce la faccio neanche a metterlo sul tavolo che è già morto. Il cliente disperato mi dice “L’avevo lasciato uscire come al solito al mattino, di solito ritorna a casa alla sera, al massimo sta via un paio di giorni, ma credevo che dopo 13 anni ormai avesse imparato ad attraversare la strada senza rischi”.
Ormai ci sono abituato, qui moltissimi cani vengono semplicemente lasciati andare in giro per tutto il giorno, e recuperati alla sera quando (e se) decidono di tornare per cena. L’infermiera prende nota dei dettagli per far cremare il povero Snowy, io mi ritiro a sbollire l’arrabbiatura.
Al pomeriggio ancora un po’ di clienti, niente di speciale, poi un’altra emergenza. Ancora un cane investito, questa volta ce la fa, grazie anche all’aiuto dell’infermiera che allestisce i fluidi endovena ed esegue gli esami del sangue di base mentre io controllo le funzioni vitali e comincio le terapie d’urgenza. Il tempismo in questi casi è vitale, non so cosa farei senza il suo aiuto.
Più tardi ricevo una telefonata da una signora che ha perso il cane, ancora una volta non è tornato a casa la sera, ed è preoccupata perché manca da più di tre giorni e sa che qui nei canili gli animali randagi vengono soppressi dopo solo tre giorni.
Nessuno dei nostri clienti ha trovato il povero Sam, e al canile non ne sanno niente, chissà che fine ha fatto, un altro desaparecido. Dopo qualche altra visita di routine, arrivano due clienti con i cani messi a dieta da una delle infermiere che ha creato il programma dimagrante per i nostri pazienti: entrambi i cani hanno
perso peso dall’ultima volta. Le faccio i complimenti e le chiedo se posso entrare anch’io a far parte del programma prima che arrivi l’estate.
La giornata si conclude con un consulto telefonico che di regola non deve durare più di 2-3 minuti perché, ancora una volta, “il tempo è denaro”. Alle 7 me ne vado finalmente a casa.
Gioie e dolori d’Irlanda
Lavorare all’estero, e in particolare in Irlanda ha le sue gioie e dolori. La veterinaria per piccoli animali qui è un’invenzione recente e, come molte altre cose, si basa sul modello inglese, filtrato dalla particolare cultura irlandese, molto più rurale.
L’aggiornamento professionale è ancora quasi inesistente e non esistono società specialistiche, quindi tutto l’aggiornamento professionale dipende dalla voglia di aprire un libro nel tempo libero o di fare un viaggio nella vicina Inghilterra per seguire qualche corso o congresso.
È però molto facile farsi strada perché in generale qui le conoscenze veterinarie, come l’insegnamento all’università, si basano sulla pratica, e poco sulla teoria. Basta saperne solo un po’ più in qualche campo e avere una lista di diagnosi differenziali un po’ più lunga degli altri per essere subito definito un esperto. È anche più facile entrare nell’ambiente universitario, sia perché esiste una sola facoltà di veterinaria e sia perché l’Irlanda è una delle nazioni meno popolate d’Europa e quindi di posto ce n’è per tutti.
Quel che non ammazza ingrassa...
F are esperienza all’estero è sempre e comunque molto utile,dona elasticità mentale perché ci si trova ad affrontare situazioni completamente nuove che devono essere risolte utilizzando lingua, modi, costumi e reazioni diversi da quelli che ci si aspetta normalmente nelle relazioni con i propri connazionali. “What doesn’t kill you makes you stronger”, ossia “Ciò che non uccide rende più forte”, e questo comprende tutte le esperienze inusuali e a volte negative nelle quali ci si imbatte durante la vita di esuli. Forse l’Irlanda non è il paese ideale dove andare a cercar fortuna come veterinario, ma in fondo io la mia fortuna l’ho trovata, avendo avuto la possibilità di lavorare per più di un anno nella facoltà di Dublino, e ora da quasi un anno in una delle cliniche più moderne di tutta la nazione. I limiti della vita all’estero dopo un po’ però si sentono, oltre alla crescente nostalgia per il nostro bel paese, e questo mi spingerà a tornare presto in Italia. Sicuramente però non dimenticherò mai quel giorno di sei anni fa quando io e mia moglie ci siamo detti: “oggi si parte, da questo momento inizia l’avventura”. (D.T.)
Farmaci,assicurazioni e infermieri
A causa delle regole strette sull’importazione dei farmaci dall’estero, la scelta terapeutica è più limitata rispetto ad altri paesi, e a causa del costo elevatissimo della vita, i costi di gestione di una clinica sono molto più alti, e di conseguenza anche le parcelle. La presenza di un’assicurazione che copre le spese veterinarie dei clienti e che viene proposta da noi veterinari in clinica con la prima vaccinazione allo stesso tempo ci rende la vita più facile, permettendo di effettuare percorsi diagnostici che altrimenti costerebbero troppo per il cliente medio. La presenza di infermiere specializzate è l’altro lato positivo della nostra vita in clinica, figure essenziali per la gestione di una clinica dove la vendita del cibo e dei farmaci a volte fa riempire la sala d’attesa di clienti, oltre che a far squillare il telefono ogni cinque minuti. Oltre ad aiutare nella gestione dei pazienti ricoverati, le infermiere si occupano del rapporto con il cliente, sia per i pagamenti delle parcelle, che dell’organizzazione degli appuntamenti, delle pulizie e degli ordini dei farmaci, lasciando il veterinario principalmente libero di occuparsi del lato medico.
Si lavora sul complaint
Il modo di lavorare dei colleghi irlandesi è molto diverso da quello di noi italiani.
Come ho già detto prima, il tempo è denaro, e quindi tutto deve rientrare nei limiti di tempo stabiliti per la tal visita o chirurgia, altrimenti si deve far pagare di più.
Le visite cliniche si concentrano solo sul problema (“complaint”) per cui viene portato l’animale; per esempio se il problema è una zoppia, si esamina solo la zampa dolente, e se il complaint è una congiuntivite, si esaminano solo gli occhi, e solo raramente si effettua una visita clinica completa, a meno che non ci siano segni evidenti di malattia sistemica. In fondo in pochi minuti non si possono fare miracoli!
Per finire, i colleghi irlandesi tendono a improvvisarsi chirurghi tuttofare, specialmente in campo ortopedico dove non esistono specialisti, a parte all’università, sen-
za peraltro avere le strutture e le condizioni igienico-sanitarie necessarie, con frequenti conseguenze disastrose.
Deregulation professionale e VDS
Un’altra grossa differenza fra l’Irlanda e l’Italia riguarda l’ordine professionale.
Non esistono tariffe minime, né contributi obbligatori, non c’è regolamento sulla concorrenza fra professionisti, e la figura dell’ordine è solo quella di riscuotere la quota annuale che permette di esercitare la professione. I controlli sanitari obbligatori per aprire una nuova clinica sono fatti molto superficialmente, ed è addirittura possibile aprire una clinica abusivamente senza avere alcun permesso; se va bene, dopo sette anni di abusivismo la clinica viene ufficialmente legalizzata.
Non è possibile essere riportati all’ordine per errori o incuria, l’ordine non interviene e né si occupa di questi problemi, ma allo stesso tempo fioccano le cause legali da parte dei clienti.
Di norma tutti i veterinari irlandesi e inglesi si iscrivono al VDS (Veterinary Defence Society) che fornisce aiuto legale in questi casi. La situazione “diritti degli animali” è molto primitiva, non è possibile fare quasi niente di fronte ai maltrattamenti sugli animali, e la loro difesa è lasciata solo in mano ai gruppi di volontariato, cosa che spesso si rivela pericolosa e non attuabile.
Verso la modernità
Gli animali da compagnia in Irlanda vengono ancora spesso tenuti solo per la loro utilità, il cane per la guardia o per la cura del gregge, e il gatto per tenere lontano i topi, anche se questa visione sta rapidamente cambiando, specialmente qui a Dublino, e sempre più si vedono animali che possono essere definiti propriamente “da compagnia”. Lentamente la veterinaria irlandese sta proseguendo sulla strada della modernità, in fondo l’Irlanda è un paese che solo negli ultimi anni si è ripreso economicamente dopo secoli di povertà, e da paese principalmente povero e rurale sta cercando di raggiungere gli standard degli altri paesi europei. ■
la
PROFESSIONE VETERINARIA 13/2004 12 DALL’EUROPA ★ ★ ★★★★ ★ ★
Diego Tronca alla reception con una infermiera
Bilancio delle sottoscrizioni generali
Fondo Sanitario ANMVI per 1.205 veterinari
Da quest’anno le opzioni di copertura sono in tutto quattro. Successo della nuova opzione intermedia che garantisce tutti i tipi di ricovero
Il 19 marzo è stato convalidato lo “stato di rischio”del Fondo Sanitario ANMVI,sono cioè stati notificati in via definitiva ed irrevocabile i nuclei familiari risultanti in copertura dal 1 gennaio 2004. D’ora in poi, potranno aderire al Fondo solo i medici veterinari che per la prima volta nel 2004 risulteranno iscritti ad una delle Associazioni Federate ANMVI. Sono garantiti per le prestazioni del Fondo Sanitario ANMVI 1.205 medici veterinari ed i loro rispettivi nuclei familiari dichiarati, corrispondenti a premi annui- 2004 di € 510.641,76. Per contro, i rimborsi che sono stati elargiti dal Fondo Sanitario dall’anno di attivazione (2001) al 31/12/2003 ammontano ad € 913.258,82
Con la riapertura delle sottoscrizioni generali al Fondo, scaduto il primo triennio 2001-2003, i nuovi
DETTAGLIO DELLE SOTTOSCRIZIONI
Opzione MINIMA “L” = n. 682
Opzione INTERMEDIA “Y” = n.147
Opzione MEDIA “O” = n. 236
Opzione MASSIMA”P” = n. 140
ingressi al Fondo sono risultati
227 Buona l’adesione alla nuova opzione intermedia “Y”, introdotta per la prima volta nei piani assi-
curativi, per la copertura di tutti i casi di ricovero. Tutte le informazioni sulle coperture del Fondo Sanitario ANMVI sono pubblicate al sito www.anmvi.it ■
Da sinistra: il Presidente ANMVI
Paolo Bossi, l’On. Gianni Mancuso, il Presidente del Gruppo Consiliare della Regione Lombardia Romano La Russa e il Tesoriere dell’ANMVI Giancarlo Belluzzi.
Il 26 marzo, presso gli uffici del gruppo consiliare di AN della Regione Lombardia, l’ANMVI, accompagnata dall’on. Mancuso (AN), ha incontrato Romano La Russa per un aggiornamento delle attività della Regione in materia di sanità e professione veterinaria: sicurezza alimentare, veterinario aziendale e revisione del farmaco.
RC PROFESSIONALE
In esclusiva per l’ANMVI, Sicuramente srl (Bernese Assicurazioni- Gruppo Allianz) ha realizzato una Polizza di Responsabilità Civile Professionale rivolta a i medici veterinari iscritti ad una Associazione Federata ANMVI. Per informazioni è attivo il numero verde: 800906377.
Si veda anche al sito www.sicuramente.it
13 ANMVI INFORMA
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004 DETTAGLIO RIMBORSI ANNON. RIMBORSIVALORE TOT. 2001123 € 183.008,69 2002270 € 342.269,83 2003277 € 387.980,30
A.N.M.V.I.
Randagismo e sterilizzazioni Potenza, quel camper è fuori dall’Accordo Stato-Regioni sulle Strutture
Vezzoni: no alle sterilizzazioni di cani padronali. Scotti: camper contrario alla dignità della professione e del paziente
Dal 26 novembre 2003 c’è un Accordo siglato da tutte le Regioni,Basilicata compresa, che definisce i requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi richiesti per le prestazioni veterinarie. La campagna di prevenzione del randagismo canino promossa dall’Azienda Sanitaria
USL n.2 di Potenza, non ne tiene conto e viola il punto 4 dell’Accordo, là dove dice che “non sono ammesse strutture veterinarie mobili”. La campagna, infatti, prevede che un camper del Comune e della Asl 2 sia presente due giorni alla settimana in città per sterilizzare gratuitamente i cani. Fino al 25 giugno il
camper visiterà a turno i quartieri il giovedì e il venerdì. Per il Vice Presidente dell’ANMVI Carlo Scotti: “il camper non risponde alle definizioni delle strutture veterinarie previste dall’accordo Stato-Regioni. E poi è un’iniziativa che non tiene conto delle più elementari condizioni per il benessere dell’animale-paziente,
la cui dignità non può certo essere rispettata sottoponendo l’animale ad un intervento chirurgico girando fra i quartieri della città. Non vedo quindi nulla che possa essere riconducibile a quella educazione al rispetto dell’animale con la quale si vuole ammantare l’iniziativa. Pensare che la prestazione veterinaria
possa essere disinvoltamente eseguita in un camper è gravemente offensivo per la nostra professionalità, declassata ad attività ambulante come fossimo degli arrotini. Sarebbe ora che la sanità pubblica ci desse delle spiegazioni. I liberi professionisti, intanto, sono sempre a disposizione per convenzionarsi”. Si legge al sito della ASL che “Le attività riguardano principalmente la sensibilizzazione dei cittadini sull’obbligo di iscrivere i propri cani all’Anagrafe Canina (L.R. n.6/93), l’educazione e formazione del proprietario o detentore del cane per un corretto rapporto uomo-animale ed il controllo della riproduzione effettuata con la sterilizzazione chirurgica, che rappresenta solo uno degli aspetti del controllo del fenomeno del randagismo. L’Unità Mobile Veterinaria (Camper) effettuerà principalmente le sterilizzazioni chirurgiche dei cani padronali, assicurando comunque l’iscrizione all’anagrafe canina. Senza appello il giudizio del Segretario FNOVI - Aldo Vezzoni - alla campagna di sterilizzazione avviata a Potenza: “Innanzitutto- ha detto- risulta discutibile l’utilizzo di una struttura mobile, quando l’Accordo Stato-Regionisiglato il 26 novembre scorso e che tutte le Regioni sono tenute ad attuare - non ammette strutture veterinarie mobili, se non quelle per il soccorso di animali feriti o gravi ed utilizzate per lo svolgimento di attività collegate ad una struttura di riferimento”.
Non è quindi ammissibile eseguire interventi chirurgici su un camper e questo non solo perché non lo prevede l’Accordo sui requisiti minimi per l’erogazione di prestazioni veterinarie, validi sia per le strutture private che pubbliche, ma anche perché, aggiunge Vezzoni “solo nella struttura fissa di riferimento è possibile garantire un livello adeguato di prestazioni”. Il fatto poi che la campagna preveda la sterilizzazione a favore di cani padronali, secondo Vezzoni, “non rientra nel piano sanitario nazionale e nei livelli essenziali di assistenza (LEA) che la sanità pubblica è tenuta a garantire ai cittadini”. Per il Segretario della FNOVI, l’iniziativa del Comune e della ASL di Potenza “è discriminante per i cittadini non proprietari e si configura come distrazione di fondi pubblici. In una situazione di difficoltà economica come quella che la nostra sanità sta vivendo, la destinazione di risorse finanziarie ad attività non previste dai LEA è uno sperpero inammissibile. La sanità pubblica dovrebbe darsi altre priorità, orientate ai bisogni dei cittadini. Prevenire il randagismo è giusto, ma le sterilizzazioni sui cani di proprietà sono fuori dai LEA. Oggi la veterinaria privata è largamente sufficiente a coprire i bisogni dei cittadini proprietari ed è diffusa tanto capillarmente da non consentire la minima giustificazione a simili sperperi di denaro pubblico”. ■
14 ANMVI REGIONE
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
Imminente l’approvazione di tre pdl
Anche in Lombardia una consulta dei
Professionisti
Ordini e associazioni al “tavolo” regionale
Èin dirittura d’arrivo il provvedimento che prevede l’istituzione di una Consulta dei Professionisti in Lombardia. Dopo Calabria, Emilia Romagna e Friuli, anche in Lombardia nascerà un tavolo per formulare proposte sui temi professionali. La Consulta sarà composta da cinque membri del Consiglio Regionale e un rappresentante per ogni Ordine e associazione professionale su base volontaria. Lavorando anche con l’ausilio di sotto-commissioni, la Consulta analizzerà i problemi legati alle professioni intellettuali, proponendo studi, ricerche e iniziative di respiro europeo. La Consulta formulerà anche pareri su proposte di legge e questioni di politica economica. Dovrà inoltre proporre alla giunta studi e ricerche sulla libera professione; promuovere iniziative su scala europea; formulare proposte su interventi programmatici e progetti di legge attinenti all’esercizio delle attività professionali; favorire il coordinamento degli interventi dei vari organi regionali; fornire indicazioni sulle esigenze dei professionisti e promuovere studi per la tutela dei professionisti non iscritti ad Albi, Ordini ed Associazioni. La proposta di legge doveva ricevere il 30 marzo il suo via libera definitivo ma, a sorpresa, la votazione in seno al Consiglio della Lombardia è stata rinviata alla prossima seduta consiliare, a causa del mancato raggiungimento del numero legale di votanti. Per Paolo Danuvola, relatore in Consiglio regionale, il ta-
volo permanente servirà ad istituzionalizzare un dialogo costruttivo tra legislatore regionale e categorie professionali, senza voler alterare minimamente l’autonomia degli Ordini, né la competenza dello Stato. Il progetto nasce da tre proposte formulate da AN, Lega e Margherita.I testi sono stati abbinati e quindi approvati il 3 marzo
2004 dalla Commissione Cultura e Formazione Professionale del Consiglio Regionale. Il PDL, proposto su iniziativa diFerrari, Belotti, Reguzzoni, Galli,è un progetto di legge che intende riconoscere e regolamentare tutte quelle nuove figure professionali non riconducibili ai tradizionali ordini professionali o collegi. La proposta di legge 247 Costituzione e disciplina della Consulta per la valorizzazione degli Ordini, Collegi, Associazioni professionali”su iniziativa di: Ferrazzi, La Russa, Macconi, Fatuzzo si propone di istituire una Consulta regionale per qualificare le libere professioni, assicurare una adeguata tutela del cliente, promuovere iniziative di informazione. Mentre la proposta diPaolo Danuvola, Guido Galperti e Giovanni Orsenigopropone l’istituzione di una Consulta regionale di Ordini, Collegi e Associazioni professionali per esprimere pareri su problematiche relative allo sviluppo delle professioni, correttezza e qualità delle prestazioni nel rispetto delle regole deontologiche, iniziative amministrative e legislative inerenti le libere pro-
LOMBARDIA
Carbonchio ematico: reso obbligatorio il vaccino contro la malattia
Considerato che in alcune zone del territorio delle Province di Brescia e Milano,pochi anni addietro,si sono manifestati focolai di carbonchio ematico e che perdura il rischio di ricomparsa dell’infezione, la Direzione Generale della Sanità della Lombardia ha reso obbligatoria la vaccinazione anticarbonchiosa per tutti i bovini, gli equini, gli ovini ed i caprini allevati in alcuni Comuni delle Province di Brescia e Milano. Le operazioni di vaccinazione saranno eseguite dai Veterinari Ufficiali competenti per territorio e da Veterinari Liberi Professionisti appositamente autorizzati dai Direttori Generali delle AA.SS.LL. (DECRETO N. 767 DEL 27/01/2004 - Profilassi del carbonchio ematico. Vaccinazione obbligatoria degli animali recettivi).
“Il carbonchio ematico - spiega Giancarlo Belluzzi, Vice Presidente AIVEMP - è una malattia che provoca negli animali una setticemia dopo che questi hanno ingerito delle spore attraverso l’assunzione di foraggio contaminato dal terreno. Occasionalmente la malattia è trasmissibile all’uomo; più esposti sono coloro che lavorano a stretto contatto con gli animali infetti. In Lombardia permangono stranamente alcune zone a rischio, dove la bonifica dei terreni, specialmente malghe adibite al pascolo, non è riuscita ad eliminare totalmente il rischio delle spore nei terreni. L’Assessorato alla Sanità lombardo- conclude Belluzzi- mediante l’intervento obbligatorio della vaccinazione preventiva, ordinato dal suo dirigente veterinario, ha inteso correre ai ripari; con la vaccinazione del bestiame, eseguito al massimo entro i primi dieci giorni dall’arrivo in malga e prima che gli animali siano liberati sui pascoli, intende scongiurare l’infezione ed annullare il pericolo per l’uomo.“
fessioni. Si legge nella relazione della proposta di legge:“il presente PDLsi colloca nella prospettiva di una legge quadro che costituisca un punto di riferimento nazionale, perché l’eventuale regionalizzazione delle professioni prospetterebbe una problematica differenziazione territoriale che renderebbe difficile i confronti necessari, che già si pongono a livello europeo. Ma nello stesso tempo il PDLattiva quei livelli regionali che hanno un significato di consulenza, dibattito, supporto che non può non coinvolgere i livelli regionali.
Nessuna sovrapposizione quindi
con quella che si ritiene una competenza statale, nessun vincolo o nuove obbligatorietà; ma promozionalità, confronto, attivazione delle competenze. In questa prospettiva il PDLvalorizza - nella Consulta - Ordini, Collegi e Associazioni professionali, queste ultime con riferimento al rapporto del CNEL (art. 1 e 4); individua i settori (sviluppo professioni, qualità dei servizi, tutela dell’utenza...) su cui essa esprime pareri prevalentemente su richiesta della Giunta, dei singoli Assessori, delle Commissioni consiliari (art. 2); indica le modalità di svolgimento dell’attività (art. 3). Il PdL potrebbe anche costituire
momento di riflessione regionale che porta un contributo al processo legislativo che si auspica venga sviluppato in tempi realisticamente brevi, anche a livello parlamentare”. ■
19 ANMVI REGIONE
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
Paolo Danuvola un
La Toscana passa al microchip
L’Assessore Rossi: il tatuaggio è ormai superato
Sì della Giunta al nuovo “Regolamento per l’identificazione elettronica dei cani iscritti all’anagrafe canina”. I cani identificati sono circa 550mila. Grazie ai liberi professionisti la Toscana vuole raddoppiare la cifra. Costo dell’operazione: 15 euro. Queste le novità contenute nel nuovo “Regolamento per l’identificazio-
ne elettronica dei cani iscritti all’anagrafe canina” approvato nell’ultima seduta dalla giunta regionale.
“La Toscana è tra le prime regioni italiane a dotarsi di questo sistemaspiega l’assessore al diritto alla salute Enrico Rossi - Quello del tatuaggio era ormai un metodo superato e soprattutto facile da aggirare.
Con il microchip l’identificazione è
semplice, sicura, indolore e permanente”. Si calcola che attualmente in Toscana i cani tatuati siano 550.000. Ogni anno vengono sottoposti a questo tipo di intervento circa 40.000 esemplari. Con il sistema del microchip, che potrà essere impiantato anche dai veterinari libero professionisti, si spera di raddoppiare questa cifra.
L’identificazione sicura del cane consente inoltre di rendere più efficace la lotta al randagismo. Ogni anno vengono catturati e affidati ai canili circa 3500-4000 animali. I cani già tatuati non dovranno essere “chippati”. La nuova procedura interessa i cuccioli (entro 60 giorni dalla nascita, entro gli 8 mesi se si tratta di cani di piccola taglia) e gli
animali acquistati o trasferiti in Toscana da altre zone. Per rendere ancora più efficace la rete di vigilanza il regolamento prevede che la banca dati sia resa disponibile a tutti gli interessati: le Asl, la polizia provinciale e municipale e i veterinari liberi professionisti. Anche le guardie ambientali volontarie, le associazioni cinofile, animaliste e di protezione degli animali sono chiamate a collaborare al fianco dei servizi veterinari delle Asl.
(Dal sito della Regione Toscana)
CAMPANIA Randagismo e linee guida da modificare
Vertice presso la sede dell’Ordine dei Medici Veterinari di Avellino, il 1 Marzo 2004. Gli esponenti istituzionali della Medicina Veterinaria Campana pubblica e privata hanno affrontato numerosi argomenti, fra i quali il randagismo e le linee guida promulgate dalla Regione Campania. Dopo attenta valutazione, si è deciso, unitamente, di chiedere alla Regione Campania, attraverso il Settore Veterinario Regionale, l’applicazione da parte di quelle ASL che non hanno ancora adempiuto ai dispositivi promulgati dall’art. 5 della Legge Regionale sul randagismo. Un’ulteriore richiesta è quella di modificare la Legge n. 16 della R.C. nella parte che consente ai cani ed ai gatti di proprietà di poter fruire, gratuitamente, della prestazione professionale erogata dalle ASL, pregiudicando così gravemente la concorrenza con i liberi professionisti. Chiesto, infine l’istituzione di un tavolo tecnico che possa, in tempi brevi, valutare e monitorare la corretta applicazione di quanto segnalato, anche per ciò che concerne l’erogazione dei fondi predisposti ad hoc. All’incontro era presente per ANMVI CAMPANIA il Collega Carlo Damiani.
(Dal sito dell’Ordine di Napoli)
SICILIA
Blu tongue, la vaccinazione non è più d’obbligo
L’Assessore alla Sanità del governo Siciliano,Ettore Cittadini,ha varato un decreto (n. 3149) che non obbliga la vaccinazione per la “blue tongue” su tutto il territorio dell’Isola e che nei fatti disattende l’applicazione dell’Ordinanza del Ministro Sirchia del 15 dicembre su tutto il territorio Isolano. La vaccinazione viene resa volontaria per la movimentazione su tutta la Sicilia ed obbligatoria qualora lo spostamento ha destinazione extra Regionale. ■
20 ANMVI REGIONE
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
Prescrizione ed impiego di medicinali ad uso umano classificati come stupefacenti o psicotropi
L’art.3,comma 5 del D.L.vo 119/92 integrato dal D.L.vo 47/97 autorizza il medico veterinario, qualora non esistano medicinali autorizzati per una determinata malattia, al fine, in particolare, di evitare agli animali evidenti stati di sofferenza, a somministrare ad uno o più animali un medicinale registrato per un’altra specie animale o, in mancanza anche di questo, un medicinale autorizzato in Italia per l’impiego sull’uomo.
Quest’impiego del medicinale come uso improprio consentito si applica anche ai medicinali stupefacenti, per la prescrizione e l’utilizzo dei quali devono essere rispettate le norme previste dal
D.P.R. 309/90 e successive modifiche ed integrazioni. Come già dettagliato all’interno di questa rubrica (ProfessioneVeterinaria, n. 12/2004, pag. 13, ndr), l’art. 43 del
D.P.R. 309/90 richiede che la prescrizione al proprietario dell’animale di preparazioni medicinali registrate per uso veterinario o registrate per uso umano, in caso di uso improprio consentito, e comprese nelle Tabelle I,II e III debba essere effettuata unicamente mediante l’apposito ricettario ministeriale (ricettario giallo,madre e figlia,distribuito dagli Ordini).
Costituisce eccezione alla suddetta norma la prescrizione al proprietario dell’animale di preparazioni medicinali contenenti le sostanze comprese nell’allegato IIIbis degli art. 41 e 43 del D.P.R. 309/90 introdotto dalla legge n. 12 dell’8 febbraio 2001 (buprenorfina,
Sanzioni previste per violazione delle norme sulla prescrizione e somministrazione di medicinali stupefacenti e psicotropi
Ai sensi dell’art.42 del D.P.R. 309/90,salvo che il fatto non costituisca reato, l’acquisto di preparazioni medicinali incluse nelle Tabelle I, III e IV in misura eccedente in modo apprezzabile quelle occorrenti per le normali necessità è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire duecentomila a un milione.
Le sanzioni previste per chiunque viola le disposizioni sulla prescrizione al proprietario dell’animale di medicinali stupefacenti e psicotropi inclusi nelle Tabelle I e III sono state cancellate dalle modifiche dell’art. 43 del D.P.R. 309/90 apportate dalla legge n. 12 dell’8 febbraio 2001; ciò non toglie che il medico veterinario è tenuto alla rigorosa osservanza delle disposizioni richieste come anche ad un comportamento corretto e responsabile nell’impiego di questi medicinali. In ogni caso gli errori,le irregolarità od omissioni di registrazione sono considerati illecitiamministrativi e non penali; diventano illeciti di rilevanza penale qualora vi fosse un uso personale illecito od uno spaccio di questi medicinali a persone tossicodipendenti. (A.V.)
codeina, diidrocodeina, fentanyl, idrocodone, idromorfone, metadone, morfina, ossicodone, ossimorfone) allo scopo di favorire la terapia del dolore e prescritte per la terapia del dolore severo di origine neoplastica o degenerativa; in tali casi la prescrizione di queste sostanze deve essere effettuata
sul ricettario speciale unificato (medici e veterinari) individuato dai DM 24 maggio 2001 e 4 aprile 2003, e distribuito dalle ASL. La prescrizione al proprietario dell’animale di preparazioni medicinali contenenti le sostanze comprese nelle Tabelle IV,V e VI viene effettuata mediante una ricetta or-
dinaria in copia semplice non ripetibile, salvo quando è richiesta dall’A.I.C. (autorizzazione all’immissione in commercio), per la somministrazione ad animali produttori di alimenti per l’uomo, la ricetta veterinaria non ripetibile in triplice copia (decreto del Ministro della sanità del 28-9-93). ■
a cura di Aldo Vezzoni
Campioni gratuiti di medicinali stupefacenti e psicotropi I l D.Lgs.541/92 all’art.13 comma 9,vieta la distribuzione di campioni gratuiti di medicinali disciplinati dal D.P.R. 309/90 e, pertanto, di tutti quelli compresi nelle sei Tabelle dei medicinali stupefacenti o psicotropi del citato D.P.R. (A.V.)
21 OSSERVATORIO FARMACO
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Transfert evasivo: veterinari “in nero” ma non troppo...
Nella percezione dei cittadini i veterinari evadono il fisco più di dentisti e medici specialisti
Quali sono le categorie economiche maggiormente tendenti all’evasione fiscale? La risposta è contenuta in un’indagine dell’EURES, che ha rilevato il grado di “correttezza fiscale percepita” dai cittadini.
La classifica della tendenza al nero vede ai primi posti artigiani e operatori addetti ai servizi alla persona (es. collaboratrici domestiche e baby sitter), seguiti dai liberiprofessionisti e dai pubblici esercizi.
Fra i liberi professionisti, nella percezione dei cittadini, i medici veterinari evadono meno di architetti (al primo posto), psicologi, geometri e avvocati. Dal loro 5° posto, i medici veterinari evadono più di dentisti, medici specialisti, notai e commercialisti. La percezione dell’evasione viene misurata dai cittadini sulla base della mancata emissione di ricevute, fatture e scontrini. Centro-sud in testa al “nero”. Dalle interviste è inoltre emerso che per due italiani su tre la lotta all’evasione dovrebbe essere tra i primi obiettivi del Governo e che otto su dieci vorrebbero maggiori controlli fiscali.
L’indagine dell’EURESè stata realizzata attraverso interviste su un campione di mille cittadini.
L’EU.R.E.S - Ricerche Economiche e Sociali - è un istituto di ricerca impegnato nella realizzazione di attività di studio, di formazione e di analisi applicata in campo economico, sociale e culturale.
Emissione “spontanea”della fattura
Nel rapporto con i professionisti, molti la fattura la esigono.
Per quanto riguarda il comportamento pienamente regolare, ovvero l’ emissione “spontanea” della fattura, questa è avvenuta nel 74% dei casi da parte dei commercialisti, dal 72,2% dei notai, dal 62,8% dei veterinari, dal 59,1% degli avvocati, dal 54,8% dei medici specialisti e dal 53,9% dei dentisti.
Un numero particolarmente alto di intervistati, nel caso del medico specialista (19,8%) e del dentista (18,4%), ha ottenuto la fatturazione relativa agli importi pagati soltanto dopo averne preteso l’emissione; nella medesima direzione sembra andare la quota significativa dei professionisti che hanno accordato uno sconto al cliente in cambio della mancata fatturazione: la percentuale più alta di questo comportamento si registra tra gli psicologi/psichiatri (14,5%), seguiti dai dentisti (10,5%) e dagli avvocati (7%).
La classifica degli evasori “percepiti”
(fonte: Eures)
1.architetti (42,5%)
2.psicologi/psichiatri (39,3%)
3.geometri (37,8%)
4.avvocati (32%)
5.veterinari (27,9%)
6.dentisti (27,7%)
7.medico specialista (25,5%);
8.notai (21,9%)
9.commercialisti (21,4%)
Fattura con corrispettivo inferiore
Più consistente, invece, il numero di quanti emettono la fattura con un corrispettivo inferiore, evadendo cioè soltanto per una parte gli obblighi fiscali. Una pratica diffusa fra geometri (6,1%), avvocati (5,7%), notai (5,6%) e veterinari (5%); questo espediente non riscuote invece l’interesse delle professioni mediche, essendo adottata soltanto dal 3,4% dei dentisti e degli psicologi/psichiatri e dal 2,6% degli specialisti.
Al Centro-Sud si evade di più Tra i professionisti evadono maggiormente al Sud i veterinari e gli avvocati, rispettivamente il 44% ed il 41,1% dei casi, contro il 21,2% e il 22,7% al Nord; anche tra i commercialisti l’evasione della fattura “raddoppia” da Nord a Sud, passando dal 14,9% al 29,7%; medici e dentisti si orientano complessivamente allo stesso modo, anche se con scarti più contenuti tra le due aree. La sola
Ma quale evasione?
Dice bene chi ha parlato di analfabetismo fiscale.
Scorrendo i dati dell’indagine dell’Eures, risulta evidente che gli italiani non sanno ancora che noi professionisti, insieme al Ministero delle Finanze, abbiamo realizzato gli Studi di Settore, uno strumento fiscale che predetermina il nostro reddito in base a rigidi parametri, per dare al fisco una corretta interpretazione della nostra posizione fiscale.”
Commenta Carlo Scotti Vice Presidente dell’ANMVI
eccezione è costituita da psicologi e psichiatri, “evasori” nel 45,1% dei casi con i clienti del Nord, nel 43,6% con i clienti del Sud e “soltanto” nel 22,2% dei casi con quelli del Centro. I cittadini-clienti del Centro segnalano invece il record degli evasori tra i geometri (51,7% rispetto al 37,8% complessivo) e, soprattutto tra gli architetti che evaderebbero al Centro nel 65,2% dei casi, a fronte di valori decisamente più contenuti al Nord (26,7%), ma anche a Sud (46,7%).
Gli italiani chiedono più controlli
Appare incontrovertibile il giudizio degli intervistati sul ruolo della lotta all’evasione fiscale all’interno di un ideale programma di governo: questa, infatti, per il 62,4% degli intervistati dovrebbe essere inserita tra i primi tre obiettivi e per un altro 15,6% costituisce il primo degli obiettivi programmatici auspicati. A tale richiesta di attenzione si accompagna l’indicazione di un inadeguato impegno del
Governo nella lotta all’evasione fiscale, definita da oltre 7 intervistati su 10, poco o per niente efficace, contro il 16,5% di opinione contraria; più in particolare, il 34,9% del campione indica “per niente efficace” l’azione del Governo in materia mentre il 36,6% la ritiene “poco efficace”; sul fronte opposto il 14,7% la definisce “abbastanza efficace” e soltanto l’1,8% “molto efficace”, apprezzando l’utilità finanziaria delle azioni prodotte (normative, controlli). ■
Parcelle professionali: così gli interessi di mora
Esiste una direttiva comunitaria in materia di interessi di mora su crediti derivanti da parcella di consulenza per prestazione occasionale? In caso affermativo,come si applica concretamente a crediti derivanti da parcelle emesse da professionisti italiani ad aziende italiane?
L’esercizio delle professioni intellettuali è regolato dagli articoli 2229-2238 del Codice civile e dalle leggi speciali. Secondo i principi codicistici, il credito del professionista per il compenso derivante dall’attività svolta in esecuzione di un contratto d’opera intellettuale, è credito di valuta, soggetto al principio nominalistico e determina, in caso di ritardo nel pagamento, l’obbligo per il committente di corrispondere gli interessi, indipendentemente dalla prova di un ulteriore danno. La richiesta di un maggior danno da svalutazione monetaria impone al creditore l’onere di provare - o quantomeno allegare - elementi concreti di verifica del danno lamentato, relativi alle qualità personali del creditore e all’attività svolta (Cassazione, 29 aprile 2002, n. 6224). Con il decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, in attuazione della direttiva Ue 200/35, finalizzata alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, è stato invece introdotto il principio della corresponsione automatica di interessi moratori. Il decreto si applica ai contratti conclusi successivamente all’8 agosto 2002, a ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo di transazioni commerciali concluse tra imprenditori e/o professionisti con altri imprenditori o professionisti, o con la pubblica amministrazione. Gli interessi di mora scattano ex lege, scaduto il termine di pagamento e sono commisurati al tasso di riferimento del periodo della Ban-
ca centrale europea, maggiorato di sette punti percentuali (articolo 5, Dpr 231/02). Per il secondo semestre 2002, il saggio è stato pari al 10,35%, mentre per il primo semestre 2003 al 9,85 per cento. (L’esperto risponde - Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2004) ■
Numerazione fatture
Quale è la corretta interpretazione in merito alla regola sulla numerazione delle fatture? In altri termini,è corretto ogni anno riprendere la numerazione delle fatture attive da zero?
L’art. 21 comma 2 del dpr 633/72 impone la numerazione progressiva (e puntuale) delle fatture emesse da parte del contribuente; nulla è detto a livello legislativo in merito alla possibilità di riprendere ogni primo gennaio la numerazione dal precedente 31 gennaio piuttosto che ricominciare con una nuova numerazione. A livello di prassi, il ministero delle finanze aveva già prevista la possibilità di indicare accanto al numero della fattura l’indicazione dell’anno di riferimento lasciando quindi intendere che fosse lecito per il contribuente proseguire la numerazione di anno in anno, sal-
vo precisare per personale opportunità, l’anno solare cui si riferiscono i singoli documenti. Giova tuttavia ricordare che autorevole dottrina ritiene che, sebbene non sia espressamente previsto, la numerazione cronologica su base annuale, sia da preferirsi ai fini di una contabilità Iva più organica e sistematica. (Quesitario - Italia Oggi7, 19 gennaio 2004)
Il riscatto della laurea è detraibile dal reddito
Sono nato nell’ottobre 1963 e mi sono laureato nel luglio 1993. Esercito la libera professione di dottore commercialista dal gennaio 1998,con iscrizione alla Cassa nello stesso anno.Alla luce delle attuali disposizioni,mi conviene riscattare il corso di laurea di quattro anni? A quanto ammonterebbe il relativo onere? Il riscatto del corso legale di laurea appare conveniente non fosse altro per il fatto che il relativo costo è detraibile dal reddito complessivo ai fini dell’Irpef. La determinazione del costo dipende da una serie di fattori. (L’esperto risponde - Il Sole 24 Ore, 2 febbraio 2004)
Requisiti delle strutture ASL
È vero che le strutture ASL che fanno prestazioni al pubblico non necessitano di alcun tipo di idoneità e autorizzazioni?
La ASL che intendesse allestire una struttura per erogare prestazioni veterinarie deve dotare i suoi ambulatori di tutti i requisiti previsti per le strutture veterinarie ambulatoriali o di ricovero, al pari di tutte le altre private per le quali sono pretesi i medesimi requisiti. Dirò di più: in alcune realtà non è sufficiente la semplice autorizzazione sanitaria. Utilizzando l’esempio delle strutture adibite alla medicina o all’assistenza umana, se un regolamento prevedesse la dotazione di requisiti ulteriori al fine di qualificare al meglio le prestazioni (ad esempio, pretendesse una dotazione standard di personale, specifici parametri di qualità, requisiti di locali particolarmente onerosi) anche gli ambulatori ASL dovrebbero adeguarsi ed accreditarsi secondo questi parametri.
Belluzzi dr. Giancarlo, - Vice Presidente AIVEMP
22 RUBRICA LEGALE EFISCALE Indagine EURES
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
Professionale e detraibilità dei premi assicurativi
L’Asl in cui presto servizio come dirigente medico non ha ottemperato all’obbligo del Ccnl di dotarsi di una polizza assicurativa per la responsabilità civile rischi professionali dei medici.Ho pertanto provveduto a stipulare personalmente una polizza assicurativa di tale tipo.In tale caso è possibile dedurre o detrarre dalla mia dichiarazione dei redditi l’importo del premio annuo di tale assicurazione professionale?
Risponde L’Esperto del Sole 24 Ore: Laddove il lettore non svolga un’attività professionale e, quindi, non sia possibile determinare il reddito imponibile come differenza fra compensi percepiti e spese inerenti, sostenute nel relativo esercizio (fra le quali ultime rientrano i premi di assicurazione per rischi professionali), occorre verificare se l’onere in esame sia incluso tra quelli che danno diritto a deduzioni o a detrazioni ai fini Irpeg (artt. 10 e 13bis del Tuir). Poiché i suddetti premi assicurativi non sono contemplati dalle citate disposizioni, in quanto sono previsti i soli premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente, ne consegue che non è possibile dedurre o detrarre l’importo del premio annuo pagato
Commenta il Dott Michele Stabile di Sicuramente srl: “Può essere constatabile nella pratica, anche da quella che rilevo dal mio punto di osservazione, che la detrazione del costo dell’Assicurazione RC Professionale è largamente praticata nell’ambiente veterinario in quanto la stragrande maggioranza dei Medici Veterinari esercita la professione,individualmente o in forma associata, nella modalità di libero professionista e non già come dipendente di una entità societaria pubblica o privata che sia. Peraltro nel caso di Associazione Professionale, essa stessa soggetto fiscalmente rilevante, è uso indicare l’Associazione come Contraente della polizza RC e il Medico Veterinario come soggetto Assicurato. Diverso è il discorso dei premi infortuni e vita che seguono un destino di detraibilità (personale) secondo i disposti di legge richiamati nella risposta dell’Esperto”. ■
Lo studio associato
Due professionisti che sono in attività già nel 2001 nel 2003 hanno costituito uno studio associato mantenendo però anche la loro posizione individuale.È possibile in questo caso
accedere al concordato preventivo per le loro posizioni individuali per i rispettivi redditi professionali?
In questo caso appaiono soddisfatti tutti i requisiti richiesti ai fini della applicazione del concordato preventivo e, dunque, con riferimento alla attività svolta individualmente dai professionisti si ritiene che non vi siano particolari ostacoli per l’ammissione al concordato medesimo.
Quesitario, Italia Oggi7, 1 marzo 2004
Sbaglia cura, veterinario condannato
Il Giudice di Pace di Tivoli (Roma), con una sentenza innovativa, ha riconosciuto al signor S. F., un risarcimento di 516,46 euro per il danno biologico conseguente alla morte del suo pastore maremmano. Il cane, nel novembre 2001 era stato investito da un’automobile ed aveva riportato la frattura della tibia della
zampa posteriore destra. Una lesione curata, tra l’altro, con due interventi chirurgici e con l’inserimento di un chiodo nell’arto fratturato.
Le condizioni del pastore maremmano però non davano segni di miglioramento anzi, da analisi successive agli interventi, si vedeva chiaramente che il chiodo, inserito non in asse con l’osso, aveva provocato una gravissima infezione ai tessuti molli circostanti, che si è rivelata mortale. Nell’aprile del 2002 il signor S. F., patrocinato dall’avvocato Roberta Palamara, ha intenta-
to una causa contro il veterinario che aveva curato il pastore maremmano, chiedendo il risarcimento, oltre che dei danni materiali e morali, anche del danno biologico subito, per le ripercussioni che la perdita del cane aveva provocato nella sua sfera psichico-affettiva. Il Giudice di Pace di Tivoli, Muzzi, con sentenza del dicembre 2003, pubblicata in questi giorni, ha accolto tutte le richieste dell’avvocato, anche quella di risarcimento del danno biologico. (animalieanimali.it)
RC
23 laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004 RUBRICA LEGALE EFISCALE 12/03
L’utilità degli esperimenti sugli animali
Scienziati inglesi chiedono la revisione di alcune procedure della sperimentazione animale
Gran parte delle ricerche mediche sugli animali è inutile perché effettuata in modo errato. Lo sostengono alcuni eminenti medici in un articolo sulla rivista “British Medical
Journal”, chiedendo un’urgente revisione formale delle attuali procedure di ricerca. Ian Roberts della London School of Hygiene and Tropical Medicine e colleghi hanno identificato sei caratteristi-
che degli esperimenti sugli animali pubblicati nella letteratura scientifica che rivelano gravi mancanze nel contributo che tali ricerche forniscono alla medicina clinica. Fra queste, gravi errori di pia-
nificazione o la conduzione simultanea di trial su animali e trial clinici. Se gli esperimenti sugli animali non forniscono informazioni alla ricerca medica, o se la qualità degli esperimenti è così bassa da
rendere inconcludenti i risultati, allora la ricerca è stata condotta senza una reale necessità.
Alcuni potenziali difetti della sperimentazione animale sono: utilizzo di specie tanto diverse dall’uomo che i risultati non sono applicabili; dosaggi dei farmaci molto diversi da quelli utilizzati per l’uomo; conclusioni deboli generate da piccoli gruppi di sperimentazione; variabilità dei criteri di selezione degli animali; eccessiva differenza nel modo di indurre la malattia o la lesione con quanto accade nell’uomo.
Gli scienziati auspicano un programma di ricerca che analizzi i dati già esistenti, per scoprire se effettivamente gli studi sugli animali possano essere applicati agli esseri umani. “Chiediamo soltanto - spiega Roberts - che gli stessi standard applicati nelle ricerche sugli esseri umani vengano applicati alle ricerche sugli animali. Non tolleriamo analisi a caso o potenzialmente distorte per la ricerca sugli umani, e dunque perché le dovremmo tollerare per la ricerca sugli animali? I nuovi studi dovrebbero essere eseguiti soltanto dopo un’analisi sistematica delle ricerche già esistenti”. Chiediamo un parere in proposito ad Alberto Petrocelli, Specialista in Scienza e Medicina degli Animali da Laboratorio, Incaricato ANMVI Comitato di Revisione D.Lgs.116/92. “Personalmente sono d’accordo con quanto riportato dall’articolo in quanto ritengo che la utilizzazione degli animali in procedure sperimentali, perché abbia un senso, debba essere rigorosa sia per quanto riguarda il rispetto dell’animale sia per quanto riguarda il rispetto delle procedure della sperimentazione stessa.
La correttezza della pianificazione degli esperimenti è la base su cui deve fondarsi la ricerca con gli animali, in caso contrario i risultati saranno inattendibili, non riproducibili né estrapolabili all’essere umano, determinando con ciò un inutile spreco di vite di animali, di tempo e di denaro (anche pubblico).
M. G. Monzeglio
24 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
Dieta e ipertiroidismo felino
Analizzato il rischio di malattia in relazione al consumo di cibo in scatola
raggruppati e classificati utilizzando alcuni database elettronici come BIDS, ISI, BIOSIS, MEDLINE e Cab Abstracts. Dal 1981 al 2000 sono stati raccolti 1373 articoli, 914 dei quali in lingua ingle-
se, a cui si aggiungono 93 estratti delle maggiori e più recenti conferenze sulla zoppia del bovino. Trasparenza e ripetibilità sono assicurate da un protocollo di ricerca scritto. La ricerca potrà inoltre
essere aggiornata in futuro. La bibliografia completa e classificata è disponibile in un database di ricerca online: http://cattlelameness.dhs.org/
M.G. Monzeglio
Uno studio retrospettivo e caso controllo hanno valutato l’associazione traaumento della prevalenza di ipertiroidismo felino, invecchiamento della popolazione felina e consumo di cibo in scatola in diversi stadi della vita. La popolazione studiata era composta dalle cartelle cliniche di 169.576 gatti, di cui 3.570 con ipertiroidismo, compilate in 9 ospedali universitari in un periodo di 20 anni, da 109 gatti con ipertiroidismo felino e da 173 gatti esenti da ipertiroidismo (controlli). La prevalenza specifica per età dell’ipertiroidismo felino è aumentata significativamente dal 1978 al 1997 nell’ospedale considerato. Nel complesso, il consumo di cibo umido in scatolette pop-top (o easy open, con apertura facile) (vs. cibo secco) in vari momenti nel corso della vita e in ogni ulteriore anno di vita era associato a un maggior rischio di sviluppare ipertiroidismo. Nelle femmine, l’aumento del rischio era associato al consumo di cibo contenuto in scatole pop-top o pop-top e non poptop combinate. Nei maschi, era invece associato al consumo di cibo pop-top e all’età. I risultati suggeriscono che l’aumentata prevalenza di ipertiroidismo felino non è solo il risultato dell’invecchiamento della popolazione felina, ma che anche il cibo in scatola potrebbe giocare un ruolo.
M.G. Monzeglio
http://www.evsrl.it/vet.journal/
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Le zoppie del bovino
Un database di ricerca delle principali pubblicazioni sul tema
U na revisione sistematica della letteratura in tema di zoppia del bovino. Gli articoli più rilevanti pubblicati su questo argomento sono stati identificati,
***
25
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL
creato inizialmente qualche problema organizzativo. Il Presidente della Delegazione SCIVAC Abruzzo - Claudio D’Antonio - scusandosi per gli imprevisti organizzativi, e dispiaciuto per non essere riuscito subito a risolvere i problemi logistici ha affermato: “la gior26 DALLE ASSOCIAZIONI
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
Delegazione SCIVAC Abruzzo
mazioni utili per aiutare il clinico ad utilizzare nel modo migliore gli esami complementari e a familiarizzare con la terminologia che viene usata nei referti dermatopatologici. La discussione clinica di casi interattivi che si è tenuta nel pomeriggio, ha permesso inoltre,
di focalizzare il modo con cui formulare diagnosi differenziali con particolare attenzione alle trappole diagnostiche ed alle difficoltà terapeutiche più comuni. 120 i medici veterinari presenti all’incontro. L’elevata affluenza dei partecipanti, non prevista, ha
nata, nonostante i disagi iniziali, ha riscosso notevole successo ed è stata un’ottima occasione di aggiornamento, grazie soprattutto alla bravura della relatrice e alla qualità scientifica delle relazioni. Mi scuso con tutti i partecipanti per gli imprevisti organizzativi e per aver scelto una sala risultata inadeguata per capienza rispetto al numero dei partecipanti, ma non ci aspettavamo un numero così elevato di iscritti. Mi auguro comunque, di rivedervi ai prossimi incontri in una struttura pronta ad accogliere comodamente tutti i veterinari presenti. Vi ricordoconclude il Presidente D’Antonioche il prossimo incontro della Delegazione Regionale SCIVAC Abruzzo si terrà il 26 settembre a Pescara. Tema dell’incontro “L’arte e la scienza della citopatolgia diagnostica”. ■
MANUALE SIVAR Chirurgia ombelicale del vitello
Sarà spedito prossimamente ai soci SIVARil manuale SIVAR “Chirurgia ombelicale del Vitello” indirizzato sia ai colleghi che già lavorano nel campo degli animali da reddito sia agli studenti interessati a questo ramo della medicina veterinaria. Autori del manuale il Dott. Paolo Bossi, medico veterinario, libero professionista, Milano e il Dott. Alfonso Pirovano, medico veterinario, libero professionista, Lecco. Il testo si propone come ulteriore capitolo della raccolta dei manuali pratici SIVAR di chirurgia e, pertanto, si aggiunge a quelli relativi al taglio cesareo e alla dislocazione abomasale nel bovino.
“Il testo - sottolineano Bossi e Pirovano - è frutto delle nostre esperienze maturate nel tempo in campo e intende illustrare le più comuni tecniche utilizzabili per risolvere le patologie ombelicali del vitello, con l’ausilio di una raccolta di immagini originali. Il manuale si occupa quindi degli aspetti eminentemente pratici ed è finalizzato prevalentemente alla descrizione delle tecniche chirurgiche necessarie per la risoluzione delle patologie ombelicali.
Auspichiamo - concludono Bossi e Pirovano - che il lavoro possa essere motivo di confronto ed approfondimento per i colleghi che condividono la nostra passione per la buiatria”.
Si è svolto domenica 21 marzo l’incontro regionale organizzato dalla DelegazioneSCIVAC Abruzzo. A parlare di “Dermatologia nella pratica ambulatoriale” la Dr.ssa Antonella Vercelli, che durante la giornata ha cercato di dare infor-
La Dermatologia nella pratica ambulatoriale
Quegli spot da cani
Cani e gatti sono diventati in tv e ancor più in pubblicità delle cartine ditornasole; degli indicatori sociali e valoriali che consentono anche di registrare il mutamento che ha interessato il mondo dello spettacolo. Tra Lessie e il commissario Rex ci sono di mezzo non solo decenni, cioè l’inevitabile passare del tempo, ma soprattutto la trasformazione di un animale intelligente, che però sta in cortile e mangia gli avanzi, in un fenomeno che abbaia, e perciò si siede al tavolo del ristorante. Ciò anche in sintonia e coerenza con gli inediti diritti di cittadinanza che gli animali domestici si sono guadagnati in questi anni, diventando a ogni effetto membri della famiglia. Ma se i numeri sono al proposito assai significativi, visto che nelle case italiane ci stanno quasi 8 milioni di gatti e più o meno altrettanti cani, colpisce, forse, ancor più il ruolo da assoluti protagonisti che essi hanno ora nello star system e i modi con i quali si rappresentano e vengono rappresentati. E rispetto ai quali, senza alcun moralismo, però con qualche legittimo motivo di umana preoccupazione, si possono muovere alcune fondate critiche e obiezioni.
Cominciamo dai gatti che sono perfettamente intonati allo spirito d’oggi, in cui tutti hanno bisogno d’affetto, ma poco tempo per coltivarlo; essendo altresì di carattere e dimensioni giuste per single e famiglie i cui membri sono tutti molto presi. La pubblicità dei prodotti dedicati, soprattutto cibo, colpisce perché manifesta bene un’assenza (della compagna ma ancor più del compagno che non c’è o non si vuole) e una grazia felina che non ha pari in altri animali e che perciò viene gratificata con autentiche leccornie.
Lo spot attualmente on air di She-
ba, con atmosfere di indicibile passione, segnala però che siamo entrati in una dimensione patologica. Così come la visione che ai gatti viene dato patè alla provenzale rafforza il sospetto che è anche da simili spettacoli che i terzi e quarti mondi sono stati mossi verso la terra promessa ita-
liana. O non è forse il paese di Bengodi quello in cui si danno ai gatti bocconcini di gourmet? Il cane in pubblicità si segnala invece per il ruolo da protagonista, da testimonial di prodotti (dai chewinggum ai telefonini) che di canino hanno poco o niente. Per lo meno in apparenza, perché se si inda-
gasse forse si scoprirebbe che la classica vita da cani ora la facciamo noi umani. Certo è fragorosa l’ascesa di Ettore, il molosso di Tim, a superstar del momento. Prima insignito di un oscar, anzi un’oscaressa, con madrina Sophia Loren, entusiasta di recitare con un cane.
Poi spedito a Sanremo a fare coppia con Al Bano. Che però, come attacca Felicità, viene subito stoppato. “Albà a letto senza telefonino”, gli intima Ettore, dando voce a quel che molti umani pensano ma solo un cane può pubblicamente dire.
(ItaliaOggi, 24 marzo 2004)
P roteste da parte di numerose associazioni animaliste che lamentano le condizioni nelle quali l’animale sarebbe costretto a vivere “senza tener conto delle esigenze del cucciolo, psicologiche e comportamentali”. Nella lettera inviata ai responsabili del programma per denunciare le condizioni del cane viene sottolineato come il cucciolo “da poco strappato alla madre è stato gettato in uno spazio, dove ha vissuto momenti di terrore.” Replica da parte della Endemol, società produttrice del programma che ribadisce di non aver mai trattato male gli animali.
(Fonte: Corriere della Sera)
27 LETTO SU...
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004
Gli animalisti:
“liberate il cucciolo del Grande Fratello”
di Giorgio Triani
È meglio rinunciare?
Sono medico veterinario da un anno. Da poco ho trovato una clinica veterinaria che mi fa lavorare, però mi ha chiesto di aprire una partita IVA. Con i turni da me coperti non arrivo a guadagnare più di 500 euro al mese (solo di affitto ne pago 330). Come faccio a pagarmi un commercialista? posso gestire da sola o tramite
Ordine, Enpav? o è meglio rinunciare?
Spero in qualsiasi vostro consiglio, credo di poter aumentare il volume di lavoro da luglio in poi... ma rimane solo una speranza. Per ora grazie. Lettera firmata
Gentilissima Collega, comprendo perfettamente la tua condizione di giovane medico-veterinario e lo dico senza timore di sembrare retorico,perché ho vis-
suto anch’io le difficoltà dell’esordio e perché dall’interno dell’ANMVI svolgo insieme ad altri Colleghiun’opera di attento monitoraggio della condizione occupazionale del nostro settore. So bene come vanno le cose, ma permettimi di essere molto franco. La libera professioneche abbiamo scelto comporta rischi e assunzioni di responsabilità.L’apertura della partita IVA è il primo passo per lavorare all’interno delle regole della libera professione
e, di conseguenza, per esserne tutelata.
Nei primi tempi è più facile che la professione ti imponga dei sacrifici piuttosto che darti gratificazioni economiche, specie in un tempo di concorrenza esasperata come il nostro. Ma abbiamo tutti cominciato così. Anzi, molti di noi hanno iniziato senza nemmeno avere alle spalle un’associazione professionale che offre molti servizi, compresa la consulenza fiscale, a costo zero. Poi ci sono la quota all’ordine e i versamenti all’ENPAV, certo, ma questi sono i fondamenti della nostra professione e del nostro futuro. Il guadagno, se hai tenacia e pazienza, arriverà. Nella libera professione non si è mai veramente “arrivati”, ma come si dice, “chi ben comincia è a metà dell’opera”.
“Vicino al luogo di vita si guarisce prima e meglio” Antonio Guidi, Sottosegretario alla Salute
Cordiali saluti, Carlo Scotti
collegati con la tua professione per iscriverti http://www.anmvi.it/servizi/liste/index.html
LEGGI IN GAZZETTA
GAZZETTA UFFICIALE DELL’UNIONE EUROPEA
L 91,30 marzo 2004
Regolamento (CE) n. 585/2004 della Commissione, del 26 marzo 2004, recante modifica del regolamento (CE) n. 282/2004, che adotta un documento per la dichiarazione e il controllo veterinario degli animali che provengono dai paesi terzi e sono introdotti nella Comunità.
L 94,31 Marzo 2004
REGOLAMENTO (CE) n. 599/2004 DELLA COMMISSIONE del 30 Marzo 2004 concernente l’adozione di un modello armonizzato di certificato di verbale d’ispezione relativi agli scambi intracomunitari di animali e di prodotti di origine animale
CIRCOLARI ANMVI/GIOFIL
EMEA - Agenzia Europea per la Valutazione dei Medicinali Revisione della Scheda Tecnica del Farmaco Veterinario Nobivac Bb (per Gatti)
Indicato per: Immunizzazione attiva dei gatti a partire da un mese di età per la riduzione dei sintomi clinici da Bordetella Bronchiseptica associati a patologia del tratto respiratorio superiore
Tredici filmati del Convegno SIVAR - Società Italiana Veterinari Animali da Reddito CRISI DELLA BOVINICOLTURA
- Prospettive e problematiche della conversione di aziende bovine in bufaline (Roma, 26 Marzo 2004)
la
PROFESSIONE VETERINARIA 13/2004 28 LETTERE AL DIRETTORE @
VETLINK Lista telematica A.N.M.V.I.
Redonyl®: doppia azione sull’allergia cutanea
Abbassa l’iper-reattività infiammatoria ed innalza la soglia del prurito. Questa la doppia azione del nuovo Redonyl®, il supplemento nutrizionale sviluppato da Innovet, che ha già ottenuto buoni risultati ed ampi consensi nel trattamento delle dermatopatie da ipersensibilità del cane e del gatto
nare e/o migliorare la qualità della cute e del mantello. Ultima novità di Redonyl® è la nuova formulazione efacap: pratici birilli mono-
dose (capsule apribili di gelatina molle) che permettono una facile e precisa somministrazione ad animali di taglia media e grande.
Per quanto riguarda i gatti ed i cani di piccola taglia è stata ideata la formulazione in gel orale (efagel), erogata mediante una sirin-
ga da 15 dosi. Maggiori informazioni alla pagina http://www.innovet.it/reactive/redonyl.html
Agire “secondo Natura”. Questa la strategia con cui Redonyl® trova utile impiego nelle allergie cutanee di cani e gatti. Redonyl®, infatti, non agisce in maniera farmacologica classica; bensì, è in grado - grazie, soprattutto, all’elevata concentrazione di Palmidrol - di potenziare i naturali meccanismi endogeni preposti all’auto-regolazione dei fenomeni allergico-infiammatori, da una parte, e nocicettivi dall’altra. Palmidrol è un’ALIAmide capace di modulare finemente la funzionalità degranulatoria di quella cellula - il mastocitaoggi universalmente riconosciuta al centro delle risposte immunoinfiammatorie dei tessuti. Ed è proprio attraverso il potenziamento di questo meccanismo endogeno di auto-regolazione che Redonyl® esercita il doppio effetto sullo stato allergico: 1) abbassa l’iper-reattività infiammatoria, avviata, sostenuta ed amplificata dall’eccessiva liberazione di mediatori vasoattivi, chemotattici e neurosensitizzanti; 2) innalza la soglia del prurito, cioè a dire quel livello di stimolazione delle fibre nervose cutanee deputate alla trasmissione pruritogena, superato il quale l’animale risponde con grattamento, mordicchiamento, leccamento. Oltre a Palmidrol, Redonyl® contiene anche biotina ed elevate quantità di EFA delle serie omega-6 ed omega-3, in rapporto pari a 8:1. Tali sostanze, oltre ad agire in sinergia con il Palmidrol, consentono al Redonyl® di essere utilmente impiegabile per ripristi-
Ghislandi & Ghislandi
A
zienda leader nella fornitura di prodotti e sistemi per l'identificazione degli animali, già fornitore ufficiale di UNIRE e di CITES, informa di aver vinto la gara dell'ASL/Sondrio, e che per i prossimi due anni fornirà alle ASL, ed a tutti i veterinari, della Lombardia, i trasponder (microchip) per l'identificazione dei cani nell'operazione "dal tatuaggio al microchip" di cui si è dato ampio spazio sul corriere della sera di Martedì 27/01/2004.
29
AZIENDE
DALLE
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004 ▲ ▲
CONGRESSO SCIVAC/SIDEV
SIRVAC
DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC FRIULI VENEZIA GIULIA
CORSO AIVEMP
CORSO SIVAR
CORSO FSA
CONGRESSO NAZIONALE SULLA LEISHMANIOSI - Napoli - Relatori:Francia,G.Bretagna,Italia,Spagna,Stati Uniti - Crediti
ECM:8 - Per informazioni:Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it
Cremona - Richiesto accreditamento ECM
Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it
ITER DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO NEL PAZIENTE CON ADDOME ACUTO - Hotel Internazionale- Via Ramazzotti,2 Cervignano del Friuli -UDRelatore:dr.Luca Formaggini - richiesto accr.- Per info:Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email:delregionali@scivac.it
IL CONTROLLO VETERINARIO NELLA PRODUZIONE DI FORMAGGI FRESCHI E STAGIONATI - Perugia,Centro Studi SCIVAC/AVULP,Via Morettini
n.19 - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni:Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel 0372/40.35.41 - email segreteria@aivemp.it
PRINCIPI FONDAMENTALI E ASPETTI SANITARI E MANAGERIALI DI ALIMENTAZIONE DELL’ALLEVAMENTO DEL SUINO (max 20 iscritti) - Cremona Centro Studi P.zzo Trecchi.Rel.:dr.E.Marco - Crediti ECM:14 - Info:Segreteria SIVAR,Paola Orioli - tel.0372/40.35.39,info@sivarnet.it,www.sivarnet.it
Preparazione al controllo della displasia dell’anca e del gomito nel cane.Cremona,Centro Studi - Palazzo Trecchi.Relatore: Dr.Aldo Vezzoni - Richiesto accr.ECM - Per informazioni:Catia Arisi - Segreteria FSA - Tel:0372/403511 - e.mail:info@fsa-vet.it
DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC MOLISEDAL SEGNO CLINICO ALLA DIAGNOSI ECOGRAFICA - Hotel Garim,Lungo Mare Cristoforo Colombo 132 Termoli- Relatore:dr.Sergio Fanfoni - Richiesto accr.ECM - Per info:Monica Borghisani - Segr.SCIVAC - Tel 0372/403506 - email:delregionali@scivac.it
CORSO AIVEMP
CONVEGNO NAZIONALE SIVAR
SEMINARIO SIVAE
IN QUESTO NUMERO
COPERTINA:
PARODI: LA MIA CURA PER LA SANITÀ ATTUALITÀ
• A CHI SERVE L’INFERMIERE VETERINARIO?
• ECM, PROPOSTA ”APERTA” DELLA FNOVI
DALL’EUROPA
UNA GIORNATA IN UNA CLINICA IRLANDESE, di Diego Tronca
ANMVI INFORMA
• FONDO SANITARIO PER 1.205
VETERINARI
ANMVI REGIONE
LA SICUREZZA SUL LAVORO NEI SERVIZI VETERINARI PUBBLICI:VALUTAZIONE DEL RISCHIO E MISURE DI PREVENZIONE - Cremona,Palazzo Trecchi - Richiesto accr.ECM - Per info:Lara Zava - Segr.AIVEMP - Tel 0372/403541 - email segreteria@aivemp.it
IL RUOLO ED IMPORTANZA DELL’ACQUA NELL’ALLEVAMENTO DEL SUINO - Sede:Reggio Emilia,“Suinitalia”(Meeting della Suinicoltura) Via dei Filangieri 15. Relatori:dr.M.A.Beghian,F.Persico,G.Savoini,A.Zaghini.Crediti ECM:3 - Info:Segreteria SIVAR,Paola Orioli - Tel.0372-40.35.39,info@sivarnet.it,www.sivarnet.it
MEDICINA E CHIRURGIA DEL FURETTO - Cremona Palazzo Cittanova - Richiesto accreditamento ECM Per informazioni:Sara Cazzaniga- Segreteria SIVAE - Tel 0372/460440 - email:info@sivae.it
INCONTRO REGIONALE AIVEMPIL VETERINARIO UFFICIALE NEL CASEIFICIO INDUSTRIALE - Archeotour,Loc.Paulilatino - OR - Relatore:Dr.Luca Nicolandi Crediti ECM 3 - Per informazioni:Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel 0372/403541 - email segreteria@aivemp.it
INCONTRO REGIONALE AIVEMPTECNICHE DI COMUNICAZIONE IN MEDICINA VETERINARIA - IZS del Mezzogiorno,Portici - NA - Relatore:Dr.Bartolomeo Griglio - Richiesto accr.ECM - Per informazioni:Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel 0372/403541 - email segreteria@aivemp.it
INCONTRO REGIONALE AIVEMPIL VETERINARIO UFFICIALE NELLA FILIERA LATTIERO-CASEARIA IN APPLICAZIONE AL D.P.R.54/97 - IZS Lazio Toscana,Sezione di Firenze - Richiesto accr.ECM - Per info:Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel 0372/403541 - email segreteria@aivemp.it
48°CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC MULTISALA
CORSO SOVI
CORSO SCIVAC
SISCA
CORSO SCIVAC
CORSO SCIVAC/SISCA
MERIAL
SIMESC
CORSO SCIVAC
SIMIV
DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE
DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC CALABRIA
CORSO SCIVAC
SIMEF
SEMINARIO SCIVAC
ARGOMENTI (IN SIMULTANEA SU 9 SALE) CON TUTTE LE SOCIETÀ SPECIALISTICHE:ALIMENTAZIONE E NUTRIZIONE ANIMALE,ANESTESIA E RIANIMAZIONE,ANIMALI ESOTICI,CARDIOLOGIA,CHIRURGIA,CITOLOGIA,DERMATOLOGIA,DIAGNOSTICA PER IMMAGINI,MEDICINA FELINA, MEDICINA INTERNA,MEDICINA NON CONVENZIONALE,MEDICINA SPORTIVA DEL CANE,MEDICINA D’URGENZA,NEUROLOGIA,OFTALMOLOGIA,ODONTOSTOMATOLOGIA,ONCOLOGIA,PRATICE MANAGEMENT,ORTOPEDIA,RIPRODUZIONE,SCIENZE COMPORTAMENTALI APPLICATE
- Rimini - Palacongressi della Riviera di Rimini - Richiesto accreditamento ECM -
Per informazioni:Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it
CORSO AVANZATO SUL TRAPIANTO DELLA CORNEA - Rimini
Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it
CORSO DI MEDICINA COMPORTAMENTALE DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA - Perugia - Centro Studi SCIVAC/AVULP
CREDITI ECM:26 - Per informazioni:Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it
ESPERIENZE DI ZOOANTROPOLOGIA DIDATTICA - Cremona - Richiesto accreditamento ECM
Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it
CORSO DI CITOLOGIA MIDOLLARE- Cremona - Richiesto accreditamento ECM
Per informazioni:Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it
CORSO AVANZATO DI ZOOANTROPOLOGIA APPLICATA ALLA DIDATTICA - Perugia - Centro Studi SCIVAC/AVULP - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni:Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it
6°CONGRESSO INTERNAZIONALE MERIAL - Riccione - Centro Congressi Le Conchiglie
Per informazioni:New Team - Tel.0521/293913 - Fax 0521/294036 - www.newteam.it
Cremona - Richiesto accreditamento ECM
Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it
CORSO DI FISSAZIONE ESTERNA - Cremona - Richiesto accreditamento ECM
Per informazioni:Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it
ARTROPATIE D’INTERESSE INTERNISTICO NEL CANE E NEL GATTO - Cremona - Richiesto accreditamento ECM
Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it
FONDAMENTI DI PRONTO SOCCORSO E TERAPIA INTENSIVA - Egna (BZ)- Relatore:dr.Fabio Viganò - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni:Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email:delregionali@scivac.it
LA SINCOPE:DALLA DIAGNOSI ALLA TERAPIA Centro Congressi Palagarden -C/Da Marchesino - Roges di Rende -CS- Relatore:dr.Roberto Santilli - Richiesto accreditamento ECM - Per informazioni:Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403506 - email:delregionali@scivac.it
CORSO DI ECOGRAFIA - Perugia - Centro Studi SCIVAC/AVULP - Crediti ECM:23
Per informazioni:Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it
PATOLOGIE DELLE ALTE VIE RESPIRATORIE - Cremona - Richiesto accreditamento ECM
Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel 0372/403502 - email socspec@scivac.it
CARDIOLOGIA - Cavaion Veronese (VR) - Eurocongressi Hotel,Via L.Fiumi 24 - Relatori:dr.Michele Borgarelli,dr.Claudio Bussadori, dr.David Chiavegato,dr.Gino D’Agnolo,dr.Roberto Santilli - Richiesto accr.ECM - Per info:Paola Gambarotti - Segr.SCIVAC - Tel 0372/403508 - email info@scivac.it
• POTENZA, QUEL CAMPER È FUORI DALL’ACCORDO
OSSERVATORIO FARMACO
• MEDICINALI AD USO UMANO CLASSIFICATI COME STUPEFACENTI, di Aldo Vezzoni
RUBRICA LEGALE/FISCALE
• VETERINARI IN NERO, MA NON TROPPO
LE RUBRICHE
• RIFLESSIONI
• LA RASSEGNA DI VET
JOURNAL
• DALLE ASSOCIAZIONI
• LETTO SU...
• LETTERE AL DIRETTORE
laVETERINARIA PROFESSIONE
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Chiuso in stampa il 2 aprile 2004
laPROFESSIONE VETERINARIA 13/2004 30 CALENDARIO ATTIVITÀ
17-18 apr. 18 apr. 18 apr. 22 apr. 22 apr. 24-25 apr. 25 apr. 30 apr. 29-30 apr. 1-2 mag. 7 mag. 11 mag. 20 mag. 27-30 mag. 28 mag. 2-5 giu. 6 giu. 10-11 giu. 10-12 giu. 11-13 giu. 13 giu. 16-18 giu. 20 giu. 20 giu. 20 giu. 23-25 giu. 26 giu. 26-27 giu.