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PROFESSIONE

la VETERINARIA A.N.M.V.I.

“Il rilancio della veterinaria, fra proposta e dibattito” è il titolo della consultazione promossa dall’ANMVI presso la propria sede di Palazzo Trecchi il 22 aprile p.v. Adesione libera e gratuita. La presenza può essere confermata a info@anmvi.it

PUBBLICITÀ La FNOVI ha avviato un confronto con la Federazione dei medici allo scopo di fornire linee guida di comportamento ai sanitari iscritti. Per la FNOVI la pubblicità sanitaria è “utile come leva concorrenziale, ma dovrà rispondere a trasparenza, correttezza e verità e verrà verificata dagli Ordini”.

MNC “Sarebbe opportuno che il legislatore approvasse in tempi brevi la legge sulle medicine alternative, che da tempo giace in Parlamento”. Il Ministro Livia Turco ha sollecitato il Parlamento affinché stabilisca “paletti normativi precisi e fornisca strumenti adeguati per garantire la qualità della formazione e delle cure”.

IVA AUTO L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello da utilizzare per la domanda del rimborso forfetario dell’IVA detraibile relativa agli acquisti di autovetture e motoveicoli, nonché alle spese accessorie. Fac-simile e istruzioni al sito www.agenziaentrate.it

CVE Proporre il proprio lavoro con un curriculum “europeo”. Il CVE (Curriculum Vitae Europeo) è un modello comune a disposizione dei cittadini europei per valorizzare competenze ed esperienze di lavoro. È possibile scaricare il CVE sul sito www.welfare.gov.it/Europalavoro.

CANI RAPITI “Sta accadendo uno strano fenomeno: cani di proprietà che spariscono nel nulla, probabilmente rapiti”. L’allarme è di Monica Cirinnà delegata del sindaco Veltroni ai diritti degli animali, che in una nota invita i cittadini a “vigilare sui cani portati a spasso” ed informa che per la città girano “camion sospetti”. Individuato anche un furgone con la scritta ‘Polizia Veterinaria.

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

Anno 4, numero 10, dal 12 al 18 marzo 2007

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Università e Professione insieme

Brevi ASSEMBLEA

102007

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Meno studenti e laurea in 6 anni Presentate al Ministro Mussi le proposte condivise della Veterinaria l Ministro dell’Università, Fabio Mussi, ha incontrato il 6 marzo a Padova le rappresentanze istituzionali, accademiche e professionali della Veterinaria. All’incontro, richiesto da ANMVI e FNOVI, erano presenti il Presidente della Federazione, Gaetano Penocchio, il Presidente della Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Medicina Veterinaria, Massimo Castagnaro, e il Direttore dell’ANMVI, Antonio Manfredi, in rappresentanza del Presidente Carlo Scotti. Presente anche il consulente veterinario del Sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta, Fernando Sbizzera, che ha promosso i contatti con il Ministero dell’Università, in occasione della presenza del Ministro a Padova per l’inaugurazione dell’Anno Accademico. La presenza del Prof. Castagnaro - richiesta dal mondo professionale che da tempo ha trovato in lui un riferimento attento ai problemi della categoria- ha permesso di dare all’incontro un significato qualificante, consentendo alla veterinaria di avanzare alcune richieste condivise. Nei colloqui che il Ministro Mussi ha riservato ai rappresentanti della veterinaria sono stati illustrati due punti: 1. l’assoluta urgenza di una forte riduzione del numero programmato degli iscritti ed una loro maggiore qualificazione- in considerazione della forte disoccupazione rilevata nel settore veterinario e spesso la scarsa preparazione professionale dei laureati - 2. la richiesta di portare il corso di laurea in Medicina Veterinaria a sei anni integrando nell’ultimo anno il tirocinio curriculare. I sei anni sono giustificati dal fatto che le esigenze formative sono fortemente cambiate negli ultimi anni e si sono allargate a nuovi ambiti e settori (igiene e sicurezza alimentare, benessere animale, etologia e medicina comportamentale, practice management, ecc.). I sei anni permetterebbero anche alle Università di affrontare con meno difficoltà finanziarie la riduzione del numero degli iscritti. Il Ministro ha valutato positivamente la richiesta di una riduzione del numero programmato, se giustificato da reali necessità che del resto sono facilmente dimostrabili, mentre ha richiesto una relazione precisa sulla proposta dei sei anni dimostrandosi comunque attento e disponibile a valutarla con attenzione se ci saranno motivazioni precise che la giustifichino. Poco prima dei colloqui riservati, il Ministro Mussi è stato protagonista di un interessante confronto con alcuni docenti universitari durante il quale ha ribadito la sua ferma contrarietà alla proliferazione di sedi e di corsi universitari, l’esigenza di ridurre il numero dei settori scientifico-disciplinari, di una maggior qualità della didattica, di un maggior impegno dei docenti e di avere più attenzione agli sbocchi professionali.

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Da sin. il Prof. M. Castagnaro, il Presidente G. Penocchio, il Ministro Fabio Mussi, il dott. F. Sbizzera e il Direttore dell’ANMVI A. Manfredi.

ATTENTI AI FARMACI! Dagli ultimi dati diffusi dall'AISA (Associazione Industrie Salute Animale), con la quale negli ultimi anni l'ANMVI ha sviluppato un significativo rapporto di collaborazione, rispettoso dei diversi ruoli ed interessi espressi nel settore veterinario, il mercato dei farmaci veterinari in Italia è leggermente cresciuto ma continua ad essere lontano dai livelli espressi da altri mercati europei che hanno un numero di animali, da compagnia e da reddito, molto vicino al nostro. I motivi che portano a queste differenze significative sono vari e sono i soliti. Il Medico Veterinario non approfitta della possibilità di gestire direttamente il farmaco veterinario preferendo ricettarlo, con il rischio che spesso venga sostituito da altri prodotti di uso umano. Questo perché valuta poco conveniente, da un punto di vista economico, la cessione diretta del farmaco (differenza di aliquota IVA) e perché la ritiene controproducente per Studi di settore o controlli fiscali. Il mercato "nero" di questi prodotti, soprattutto nel settore degli animali da reddito, continua ad essere consistente e sfugge o elude le vie commerciali delle aziende utilizzando canali alternativi ed ovviamente illegali. È ancora molto dif-

fusa l'abitudine, nel settore degli animali da compagnia, di prescrivere farmaci ad suo umano con la motivazione che costano meno e sono reperibili ovunque. Questa prassi che era forse giustificata quando i prodotti proposti sul mercato italiano erano veramente limitati e di difficile reperibilità, non trova alcun motivo oggi visto che le aziende farmaceutiche veterinarie hanno un campionario farmaci quasi per ogni necessità. Prescrivere o consigliare un farmaco umano quando sono disponibili quelli specifici veterinari, oltre all'illecito, significa anche rinunciare alla grande potenzialità che avrebbe il farmaco veterinario se i medici veterinari fossero i primi a sostenerlo e a favorire l'introduzione sul mercato nazionale di nuove specialità veterinarie specifiche. Infine si è sviluppato sempre di più un mercato di importazione illegale, anche via online, che diventa sempre più pericoloso per la mancanza di controlli veterinari e per il fatto che spesso questi prodotti non sono semplicemente copiati ma sono contraffatti o senza la presenza di alcun principio attivo. Riteniamo che il nostro ruolo di garanti della salute animale e pubblica ci impegni a rispettare le regole e farle rispettare. ■

Udine fa crescere la petizione opo l’annuncio del 15° corso di laurea a Udine le sottoscrizioni della petizione al Presidente della Repubblica per dire basta alla proliferazione di sedi universitarie ha avuto un’impennata. Mandaci la tua firma e quella di chi hai sensibilizzato ad aderire. Ci rivolgiamo al Quirinale affinché intervenga sul Ministero dell’Università per dire basta a questo sistema universitario. Le firme sono più di 4.000. www.anmvi.it

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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 ATTUALITÀ

Audizione dell’AGCM

L’ipotesi zero del Garante Catricalà Il mercato tutela più degli Ordini: c’è il rischio che esercitino il loro potere nell’interesse proprio anziché nell’interesse generale ’“ipotesi zero” del Garante della Concorrenza e del Mercato, Antonio Catricalà, è questa: arrivare a “non imporre, in relazione a determinati servizi, l’obbligatorietà di alcun requisito, lasciando la selezione dei professionisti migliori alle normali dinamiche di mercato e la tutela degli utenti e dei consumatori alle ordinarie regole in tema di responsabilità contrattuale”. Catricalà l’ha illustrata in 15 cartelle nel corso della sua audizione parlamentare sulla riforma delle professioni, alle Commissioni Giustizia e Attività Produttive. L’8 marzo, il Garante ha infatti aperto il ciclo delle audizioni sul Disegno di Legge Mastella per il riordino giuridico delle professioni intellettuali, promuovendolo ma non a pieni voti. È “innovativo”, ha detto, ma in sostanza se l’avesse scritto l’Antitrust agli Ordini sarebbero state riservate meno righe, perché, “le normali dinamiche di mercato, lasciate libere di agire, riescono meglio degli interventi del pubblico potere a selezionare i servizi nella quantità, qualità e gamma ritenuti più adeguati dagli utenti”. Ma il garante è realista e dichiara: “siccome in pratica possono esserci delle situazioni in cui il mercato non è in grado di raggiungere spontaneamente gli esiti di efficienza indicati, o comunque quegli esiti che fossero socialmente auspicabili, si prevede la possibilità di interventi regolatori”. Ma minimi, s’intende, altrimenti il Decreto Bersani, già poco applicato dalle professioni, che senso avrebbe? E proprio sul Decreto Bersani il Presidente Catricalà svolge passaggi incisivi, fino a darne una sorta di interpretazione autentica.

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Un minimum di regole Il Presidente Catricalà dice dunque sì ad una riforma, purché inserita in un “processo decisionale di riforma graduale, meditato, ma anche tendenzialmente generale”. La delega al Governo (DDL Mastella) dovrebbe infatti limitarsi a definire “quel minimum di regole per il buon funzionamento dei mercati dei servizi e i criteri per lo svolgimento di un’accurata regulation review e per la predisposizione della conseguente e coerente regolazione efficiente del settore.” In questa fase, secondo l’Antitrust, si dovrebbero individuare gli interessi generali da tutelare, con l’ausilio magari di una Commissione tecnica composta dai ministeri competenti, dalla stessa Autorità e dai rappresentanti delle professioni. L’interesse generale è la chiave di volta che sorregge tutto l’impianto dell’audizione, di seguito sintetizzata. Accesso alle professioni

Sia libero in linea di principio, salve le ipotesi in cui dimostrate esigenze di tutela di interessi generali richiedano che siano stabiliti particolari requisiti di ordine morale e/o tecnico, alla luce di effettive e dimostrate esigenze di interesse generale. Le esclusive La riserva di attività costituisce un altro grave ostacolo al funzionamento dei mercati. Se non adeguatamente limitate le esclusive rischiano ritradursi in una protezione per i professionisti titolari, con danno per i consumatori ed il mercato. Si potrebbe prendere in considerazione la possibilità di prevedere un processo di riesame di tutte le riserve attualmente previste dalla legislazione vigente volto a verificare la loro obiettiva giustificazione. I consumatori negli Ordini Censire la situazione attuale, mantenere tali particolari istituzioni soltanto nei casi in cui in cui esse siano effettivamente giustificate da interessi generali e disporne l’eliminazione quando tale giustificazione non fosse in concreto rinvenibile. L’apparato ordinistico costituisce una misura di controllo pubblico delle attività private incisiva, che deve dunque essere giustificata da particolari esigenze di tutela, che sarebbe opportuno definire nominativamente, in sede legislativa. Si potrebbe pensare, ad esempio, alla tutela della salute. Poiché storicamente gli ordini nascono come espressione autonoma delle varie corporazioni e successivamente si vedono spesso affidate competenze regolatorie autoritative in ordine alla stessa professione, il rischio alto che resta è quello di un esercizio del potere nell’interesse proprio della categoria, anziché nell’interesse generale. Tale rischio potrebbe essere neutralizzato ipotizzando le seguenti cautele: ridisegnare i compiti degli ordini (tutela dei terzi, della correttezza nello svolgimento della prestazione professionale e aggiornamento professionale) e inoltre sarebbe opportuno che gli organi di governo degli ordini non siano più espressione esclusiva degli appartenenti ma siano composti in prevalenza da soggetti che rappresentino effettivamente interessi pubblici, da individuare tra appartenenti all’amministrazione vigilante e tra rappresentanti delle associazioni di consumatori. I codici deontologici Dovrebbero limitarsi a contenere norme di tipo etico a garanzia. Essi non dovrebbero mai riguardare questioni relative al comportamento economico degli stessi professionisti nella loro offerta di servizi sul mercato.

Tariffe Da un primissimo esame delle informazioni ad oggi raccolte nell’ambito dell’Indagine conoscitiva, il quadro che emerge non è confortante. Molti ordini infatti hanno mantenuto nei propri codici deontologici disposizioni intese a limitare i comportamenti economici dei professionisti, in termini di prezzi offerti e di promozione della propria attività. Pubblicità È comune a molti dei codici deontologici oggetto di esame nell’Indagine conoscitiva la previsione secondo cui il professionista è tenuto ad ottenere la previa autorizzazione dell’ordine per le proprie iniziative pubblicitarie (ad esempio, il codice dei farmacisti), altri codici prevedono invece la preventiva comunicazione (quello degli avvocati e dei commercialisti). Invero, il decreto Bersani postula un’attività degli ordini di verifica ex post della trasparenza e veridicità dei messaggi diffusi dai professionisti, ma non di autorizzarne la diffusione ex ante. Società tra professionisti Il decreto Bersani appare far salvi i principi della personalità della prestazione e della responsabilità diretta ed individuale del professionista. Sul punto, si può valutare la possibilità di interpretare tali principi alla luce dell’evoluzione del settore, al fine di ricondurli non tanto all’obbligo del professionista di eseguire direttamente la prestazione, ma facendone piuttosto derivare l’obbligo per il professionista medesimo di assumere la direzione e la responsabilità dell’erogazione del servizio. In tal modo, potrebbe essere consentita la partecipazione alle società di professionisti anche a soggetti che non prestano il servizio. Simili soluzioni non farebbero venir meno la vigilanza dell’ordine sul professionista che opera all’interno della società, nella misura in cui si consentisse la partecipazione di soci di capitale in misura limitata, prevedendo che la maggioranza del capitale sociale e dei voti sia comunque detenuta dai professionisti che esercitano la professione all’interno della società. Credibilità e decoro, una scusante? Con riguardo ai poteri disciplinari, per i quali il Ddl Mastella si richiama alla nozione di “credibilità” e “decoro” (“comportamenti contrari alla credibilità a al decoro della professione” (art. 7, lett. f), e ai codici deontologici (che devono “garantire la credibilità della professione” (art. 7, lett. a), il Garante ammonisce: “sarebbe

E la FNOVI corregge l’Antitrust ’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha reso noto il 7 marzo scorso che sono venuti meno “i profili anticoncorrenziali oggetto dell’istruttoria avviata il 24 maggio 2006, che è stata di conseguenza chiusa senza accertamento dell’infrazione”. Gli impegni presentati dall’Ordine dei Medici Veterinari di Torino e dalla Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani sono stati accettati e “resi obbligatori dall’Antitrust”: via libera, scrive l’Autorità, “alla pubblicità, archiviazione di tutti i procedimenti disciplinari nei confronti dei veterinari che promuovevano la loro attività e non applicavano il tariffario, abolizione del tariffario; modifica dell’intero codice deontologico adeguandolo ai principi della concorrenza”. Come al solito l’Antitrust è molto disinvolta nel redigere i suoi comunicati stampa e non rinuncia a toni più giudicanti che equidistanti, più euforici che equilibrati. Il Presidente della FNOVI ha così dovuto intervenire “al fine di ripristinare un corretto livello di informazione”. Non è vero che… La revisione del codice deontologico dei medici veterinari, ha precisato il Presidente Gaetano Penocchio, non è stata conseguenza del procedimento avviato dall’Antitrust, “ma conseguente agli impegni in precedenza assunti dal nuovo Comitato Centrale. Il nuovo codice deontologico ha rivisto completamente il vecchio impianto normativo, adeguandolo all’evoluzione della professione e andando ben oltre alle valutazioni sulla concorrenza, ma occupandosi del rapporto con il destinatario delle prestazioni mediche, l’animale, essere senziente per il quale va promosso il benessere ed il rispetto”. Inoltre, la radiazione del medico veterinario adottata dall’Ordine dei medici veterinari di Torino “è stata conseguente a violazioni del codice relative a pratiche professionali; ovvero il sanitario non è stato radiato (pena ridotta dalla CCEPS Ministero della salute alla sospensione per 6 mesi) dall’Ordine per violazione della normativa sulla pubblicità sanitaria o per mancato rispetto dei minimi tariffari”. Il Garante ha invece disinvoltamente scritto: “Il procedimento era stato avviato dall’Autorità dopo la denuncia di una professionista, direttrice sanitaria di un ambulatorio veterinario di un’associazione al servizio degli animali e dei loro padroni, che era stata oggetto di tre procedimenti disciplinari, conclusi con la sospensione dall’esercizio dell’attività professionale. Tra le attività pubblicizzate dalla veterinaria l’opportunità di usufruire di prestazioni medico-veterinarie pagando soltanto un ticket relativo ai servizi forniti”. La precisazione è oltremodo necessaria, conclude il Presidente della FNOVI, dato che “testate giornalistiche, evidentemente disinformate, hanno attribuito all’AGCM ed al medico veterinario sanzionato sensibilità verso gli animali che, in un contesto quale quello rappresentato, è cosa assolutamente inopportuna ed incoerente con i fatti”.

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Nove veterinari nella Commissione che giudica gli Ordini er l’esame degli affari concernenti la professione di medico veterinario, la Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS)- nel quadriennio 2007-2011- sarà composta dal Dott. Pier Giuseppe Facelli - dirigente veterinario di II fascia - designato dal Ministro della Salute; dal Dott. Sergio Apollonio, Dott. Thomas Bottello, Dott. Laurenzo Mignani, Dott. Domenico Mollica, Dott. Gaetano Penocchio (membri effettivi), Dott. Federico Fassi, Dott. Roberto Giordani Dott. Carlo Pizzirani (membri supplenti) - designati dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei medici veterinari. La nomina arriva con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 febbraio 2007. La Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie è un organo di giurisdizione speciale, istituito presso il Ministero della Salute ed è preposta all’esame dei ricorsi presentati dai professionisti sanitari contro i provvedimenti dei rispettivi Ordini e Collegi professionali in determinate materie (tenuta degli albi professionali, irrogazione di sanzioni disciplinari), nonché sulla regolarità delle operazioni elettorali per il rinnovo degli organi direttivi; inoltre, esercita il potere disciplinare nei confronti dei propri membri professionisti e dei componenti i Comitati centrali delle Federazioni nazionali. La CCEPS sarà presieduta dal Dott. Gerardo Mastrandrea - Componente del Consiglio di Stato.

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opportuno che la legge individuasse un contenuto minimo di tali due concetti indeterminati, al fine di delimitarne l’ambito di applicazione e di non permetterne

un uso improprio teso a reintrodurre limitazioni ai comportamenti concorrenziali”. (testo integrale dell’audizione al sito agcm.it) ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 ATTUALITÀ

di Gabriella Chiusano, Anna Lisa Ferraris, Giovanni Mattalia, Sergio Pippione

Controllo del benessere animale durante il trasporto: ieri oggi domani

Med. Vet., UVAC Piemonte

Tabella analitica della densità di trasporto dei bovini Peso

Superficie PER CAPO

Numero capi sul singolo piano 18,30 metri quadri per Autotreno (7,30 x 2,50)

NUMERO MASSIMO DI CAPI TRASPORTABILI SU AUTOTRENO E SEMIRIMORCHIO Densità massima su camion rimorchio e semirimorchio a due piani

’U.V.A.C. Piemonte (Ufficio Veterinario per gli Adempimenti Comunitari) è un ufficio periferico del Ministero della Salute. I compiti di tali uffici (17 in tutto) dislocati sul territorio nazionale, comprendono - tra le altre competenze - anche i controlli delle merci (animali vivi e prodotti di origine animale) provenienti dagli altri Paesi Membri della Comunità europea. Tra questi compiti è previsto il controllo del benessere animale durante il trasporto negli scambi comunitari. Tale obbligo discende dal D.M. 18-2-93 (art. 3 lettera b)- Determinazione di funzioni e compiti degli uffici veterinari del Ministero della sanità. La base giuridica specifica per l’espletamento di tali controlli era il D.L.vo 532/92 come modificato dal D.L.vo 388/98-Attuazione della Direttiva 91/628/CEE, come modificata dalla Direttiva 95/29/CE, relativa alla protezione degli animali durante il trasporto. Tale decreto è decaduto in virtù del nuovo Reg. (CE) 22-12-2004 n. 1/2005: Regolamento del Consiglio sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento (CE) n. 1255/97, pubblicato nella G.U.C.E. 5 gennaio 2005, n. L 3. ed entrato in vigore il 25 gennaio 2005. Il Regolamento, che come tale non ha bisogno di ulteriori decreti di recepimento, obbliga tutti gli Stati Membri alla sua piena applicazione a partire dal 5-1-07.

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Corretta applicazione della normativa L’UVAC Piemonte nel corso degli anni, si è attivato per assolvere a questo compito di controllo durante il trasporto degli animali vivi, con impegno per superare di volta in volta i numerosi limiti oggettivi che ostacolavano l’applicazione pratica delle disposizioni di legge. Ad esempio grande ostacolo era rappresentato dall’assenza sul territorio piemontese di aree di sosta (ora punti di controllo) da dedicare a riposo, alimentazione ed abbeveraggio, per eventuali trasbordi in caso di trasporti problematici, ricoveri temporanei di animali, anche feriti ecc. In caso di controlli con esito sfavorevole (eccessiva densità di carico) infatti si poneva il problema: applicazione delle sanzioni e proseguimento del trasporto fino a

destinazione, oppure applicazione delle sanzioni e contestuale adozione di provvedimenti accessori (es. scarico immediato- trasbordo ecc.). Al fine di applicare correttamente la normativa vigente, l’UVAC Piemonte aveva a suo tempo richiesto un parere all’Avvocatura di Stato competente. Il parere (C.S. 219/96 del 03/07/96) pervenuto chiariva che: “ …l’obbligo di scarico e stabulazione discende infatti direttamente dall’art. 9 dir. 91/628/CEE (nonché chiaramente dal corrispondente art. 9 d.l. 532/92): l’ applicazione della sola sanzione amministrativa prevista all’art. 14 del d.l. 532/92 in luogo degli obblighi precisati comporterebbe violazione da parte dell’amministrazione delle norme comunitarie, violazione che esporrebbe lo Stato ad eventuali azioni di responsabilità in sede comunitaria.” Questo parere esprimeva di fatto il principio che l’organo di controllo non può limitarsi ad erogare la sola sanzione amministrativa, ma deve esso stesso sopperire quanto prima alle carenze oggettive del benessere degli animali. Infatti tali infrazioni non vengono riscontrate nelle stalle di sosta, alla partenza od a destino, ma durante il percorso, magari a molti chilometri dalla meta, su autostrade lontane da possibili luoghi di scarico e ristoro per gli animali. Da qui l’esigenza di organizzare i controlli, pianificando tutti i possibili interventi da attuare in situazioni di emergenza al fine di intervenire quanto prima sull’eventuale stato di malessere animale e senza per altro incorrere in nessun rischio giuridico. Una procedura in tre fasi Scopo del lavoro è di illustrare brevemente la procedura “controllo benessere- nei trasporti internazionali” e la relativa organizzazione. La procedura si articola fondamentalmente su 3 momenti: 1) PIANIFICAZIONE DEL CONTROLLO: a collaborazione e comunicazione tra le seguenti parti in causa: - Ambasciate dei paesi membri di presumibile provenienza degli animali; - Forze dell’ordine: tutti i controlli vengono effettuati in collaborazione con: Corpo Forestale, Polizia stradale o Carabinieri

➨ 50 ➨ 110 ➨ 200 250 300 ➨ 325 350 400 450 500 ➨ 550 600 <650

X PROPOSTA 0,439 0,563 0,81 0,934 1,058 1,15 1,181 1,305 1,429 1,553 1,676 1,8 1,913

X TABELLA CE 0,30 0,40 0,70 0,80 0,90 0,95 0,98 1,06 1,14 1,22 1,30 1,40 1,50

X PROPOSTA 42 32 23 20 17 15 15 14 13 12 11 10 9

X TABELLA CE 60 46 26 23 20 19 18 17 16 15 14 13 12

X PROPOSTA 252 su 3 piani 128 92 80 68 60 60 56 52 48 44 40 36

X TABELLA CE 360 su 3 piani 184 104 92 80 76 72 68 64 60 56 52 48

NUMERO MASSIMO TRASPORTABILE PER IL CODICE DELLA STRADA PARI A KG. 24.000 480 218 120 96 80 74 68 60 53 48 43 40 36

Legenda: • X benessere: secondo la proposta di regolamento di modifica CE del 16.07.2003 • X tabella: secondo i valori calcolati con funzioni lineari con riferimento la tabella del D.L.gs 532/92 • ULTIMA COLONNA: numero massimo di animali trasportabili su mezzi di trasporto con peso netto massimo trasportabile di 24.000 kg • ➨ Le freccette rosse indicano gli intervalli di peso riportati nella tabella comunitaria

del NAS; - Veterinari ASL sia del territorio in cui si svolgerà il controllo sia sede delle ditte autotrasportatrici; - Veterinari UVAC delle altre Regioni di transito o di destino dei trasporti. b individuare i punti di appoggio più vicini, indispensabili per porre rimedio nel minor tempo possibile alle irregolarità riscontrabili: - Stalla di sosta pubblica o convenzionata ed autorizzata; - Macello; - Punti di controllo autorizzati; - Sardigna. c scegliere tempi e luoghi più idonei (strade di maggior percorrenza ed orari di maggior frequenza di circolazione di automezzi di animali vivi). 2) CONTROLLO: Per agevolare il compito di controllo e la raccolta statistica dei dati, è stata predisposta una CHECK - LIST con vari punti- corredati ciascuno dal riferimento normativo che devono essere oggetto dell’azione di verifica (conformità del mezzo di trasporto, certificazione di accompagnamento, salute e benessere degli animali). È stato predisposto anche un programma informatico che, partendo dalla data di nascita dei bovini, permette un rapido calcolo dei pesi (stima) dei capi bovini in buono stato di nutrizione. Da tale dato si riesce a determinare la densità di carico degli animali oggetto del controllo e compararla con i dati fissati dall’U.E. nell’Allegato I Capo VII del Reg . 12005. A tal fine sono state allestite delle tabelle riportanti il numero massimo di animali trasportabili in rapporto alla specie e alle diverse tipologie dell’automezzo (autotreno od autoarticolato a 1, 2, 3 ecc. pia-

ni): tutto ciò è risultato determinante per rilevare celermente in autostrada eventuali irregolarità, senza prolungare o procurare stati di sofferenza agli animali a causa di una eccessiva sosta forzata. La normativa infatti prevede che nessuno possa, per alcun motivo, fermare un trasporto di animali vivi per più di 2 ore, salvo qualora sia veramente indispensabile per il benessere degli animali. Altro aspetto di estrema importanza è la verifica dei tempi di percorrenza: anche in questo caso si sono predisposte delle tabelle con i tempi di percorrenza previsti per diversi itinerari nella Comunità Europea, particolarmente utili quando non ci si può avvalere del calcolo delle distanze tramite supporti informatici (internet: www.viamichelin.it o altri …). Al fine di documentare al meglio le irregolarità riscontrate e contestate (densità di carico, animali feriti, mezzi vuoti non puliti e disinfettati o fatiscenti) il personale dell’UVAC si avvale di strumenti come fotocamera digitale, termometro a sonda, metro lineare, torce elettriche, ecc. 3) DATI STATISTICI dell’U.V.A.C. Piemonte: L’elaborazione statistica dei dati a cura del dottor Giovanni Mattalia (presentazione in power-point “U-

VAC PIEMONTE DATI 2001-2006 BENESSERE ANIMALE”) Controlli e sanzioni Da quando l‘UVAC Piemonte ha iniziato i controlli sul trasporto, si è potuto constatare un netto miglioramento specialmente per quanto riguarda la conformità dei mezzi di trasporto: presenza di acqua da bere, posizionamento corretto delle transenne, lettiera sufficiente, ecc. Poco o nulla purtroppo è cambiato relativamente alle eccessive densità di carico particolarmente per i trasportatori stranieri. A tale proposito si sottolinea che le tabelle riportate dalla normativa in vigore rappresentano già il limite massimo del carico consentito nel rispetto del benessere animale, ed inoltre occorre evidenziare come alcuni valori che risultano conformi per la norma sul benessere animale siano invece eccedenti per il CODICE DELLA STRADA (vedi Tabeella). Tale incongruenza, fatta presente più volte alle autorità competenti e non da ultimo alla Commissione europea, purtroppo non è stata presa in considerazione: il nuovo reg. 1/2005/CE, ha lasciato invariate rispetto alla vecchia normativa le tabelle di densità di carico, creando non pochi problemi ge-

Incidenza delle irregolarità riscontrate nei controlli sui trasporti - anni 20012006- (fonte UVAC Piemonte).


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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 ATTUALITÀ stionali agli organi di controllo ed alle forze dell’ordine. A questo si deve aggiungere come le sanzioni amministrative comminate finora, per infrazioni alla normativa, sono state pagate solo dai trasportatori italiani in quanto non esistendo, almeno fino all’entrata in vigore del nuovo regolamento, una “armonizzazione dell’iter sanzionatorio” nella UE, era possibile notificare all’obbligato in solido la sanzione amministrativa ma non di eseguire, in caso di non pagamento, la riscossione forzata. Tra l’altro la vecchia normativa (art. 14 d.l. 532/92) prevedeva che la sanzione amministrativa ricadesse solo sul trasportatore, non coinvolgendo né lo speditore né il destinatario. Questo creava un’assurda situazione, per la quale anche se esistevano trasportatori onesti, italiani e stranieri, che alla partenza si rifiutavano di caricare animali in soprannumero, questi venivano automaticamente estromessi da quelli aditi ai compromessi illegali, determinando una vera e propria distorsione del mercato. Il nuovo reg. 1/2005 sembra porvi finalmente rimedio, prevedendo la responsabilità oltre che per i trasportatori, anche gli speditori ed i destinatari della partita. Si auspica che per il futuro, tutti i successivi decreti sanzionatori, emanati da tutti gli Stati Membri, prevedano l’obbligatorietà in solido del pagamento delle sanzioni per tutte le figure che ruotano attorno alla movimentazione degli animali. Questo potrebbe evitare u-

na discriminazione finora purtroppo presente tra trasportatori italiani e stranieri. Altri aspetti positivi del nuovo regolamento saranno: • l’armonizzazione, in tutta la UE, della documentazione relativa al mezzo di trasporto (autorizzazione dei trasportatori nella lingua dello Stato Membro e in lingua inglese) compilata in doppia lingua (di origine e destino); • la presenza del Giornale di viaggio quale accurato documento di autoverifica del trasporto; • l’istituzione di punti di contatto riconosciuti in ogni Stato Membro per i necessari scambi di informazioni, notifiche di irregolarità ecc. tra le Autorità competenti; • l’istituzione di una banca dati elettronica in ogni S.M. per la registrazione di tutte le autorizzazioni ai trasportatori, dei certificati di omologazione dei mezzi e delle possibili infrazioni alla normativa, allo scopo di consentire una rapida consultazione da parte delle autorità competenti in tutti gli stati. Per contro elenchiamo i punti che per noi rimangono insoluti: • i tempi di durata del viaggio, con relative soste, differenti a seconda dell’età e specie trasportate sono rimasti invariati rispetto la vecchia normativa. La sosta obbligata di 1 ora (dopo 9 ore di trasporto per gli animali non svezzati e dopo 14 ore per

bovini- ovini e caprini adulti), in qualunque punto si trovi il veicolo (in genere autostrada) ed a qualsiasi ora (anche nelle ore più calde) invece di procurare sollievo agli animali, potrebbe generare una situazione di grave malessere negli animali. • non è stata accolta la proposta di modifica del regolamento per creare una sorta di manuale di “Buone Pratiche di Viaggio” che obbligasse i trasportatori a programmare il trasporto in modo da far coincidere le soste con le ore più fresche della giornata e con l’obbligo di verificare sempre ad intervalli di 4 ore lo stato degli animali, con l’obbligo di attestarlo sul Giornale di viaggio e con la possibilità di intervenire, se necessario, anche prima di 9-14 ore di possibile ininterrotto viaggio. • non è stata presa in considerazione l’elevata mortalità dei suini nel periodo estivo, data la particolare sensibilità di questi animali al caldo. La sofferenza di questi animali è facilmente percepibile anche nei viaggi di breve durata. Non è comunque passata la proposta di vietare, per questa specie, i lunghi viaggi (superiori alle 8 ore) nei periodi estivi, se non con mezzi adeguatamente climatizzati. • il Giornale di viaggio, come modello cartaceo che sostituirà l’attuale ruolino di marcia e che dovrà essere compilato dal trasportatore risulta problematico per complessità e difficoltà in-

terpretativa, sia per chi deve compilarlo (trasportatore) sia per chi deve verificarlo (organi di controllo). • durante la lunga esperienza maturata in questi controlli, abbiamo potuto costatare come l’esigenza di abbeverare gli animali sia un punto critico non pienamente risolto: l’obbligo infatti di dotare i veicoli di dispositivi fissi per l’acqua secondo la tecnologia più innovativa (“tazze” per i bovini adulti; “pipette” per vitelli, suini e ovi-caprini) di fatto non risolve il problema: esempio “tazze fisse a parete” per bovini allevati fino al giorno precedente allo stato brado o “pipette” non consoni come struttura e come posizione alla specie trasportata, possono rivelarsi inutili per gli animali anche se adeguati strutturalmente. Sarebbe pertanto auspicabile un’attenta verifica, all’atto dell’autorizzazione del veicolo, della idoneità degli impianti in rapporto alle specie e alle età degli animali trasportabili. Conclusioni L’esperienza sin qui maturata dall’UVAC Piemonte nei controlli sul benessere nel trasporto internazionale, può costituire una base per l’adozione di procedure finalizzate alla raccolta di dati utili alle autorità competenti nazionali e comunitarie; in generale inoltre, i controlli finora effettuati hanno certamente costituito un buon deterrente nei confronti delle irregolarità, con un

indubbio miglioramento delle condizioni di trasporto degli animali. L’avvio di tale attività ha successivamente innescato anche altre iniziative quali: 1) corsi di formazione tenuti dal nostro ufficio in varie località italiane sia per le forze dell’ordine (Corpo forestale dello stato, Polizia stradale) che per il Servizio veterinario pubblico (A. S. L.); 2) predisposizione di un manuale in collaborazione con la FNOVI, le Università, gli autotrasportatori, le Associazioni degli allevatori e con la L.A.V. e gli Animals Angels quale rapido ed agevole promemoria consultabile da tutti gli attori coinvolti nel controllo (volontari, trasportatori, forze dell’ordine, veterinari); 3) consulenza su tutto il territorio nazionale per forze dell’ordine e volontari che nel corso della loro attività intercettano veicoli con trasporto irregolare. I cinque anni di controlli effettuati su circa 250 automezzi hanno evidenziato come la figura del veterinario sia fondamentale perché l’applicazione delle norme sul benessere animale durante il trasporto avvenga sulla base delle conoscenze e della professionalità, abbinate al buon senso ed alla fermezza di chi espleta tale delicata attività spesso in condizioni di operatività tutt’altro che ottimali. ■ Si ringrazia per la collaborazione il Dr. Mario Sapino responsabile dell’UVAC Piemonte

SERVIZI AL TUO SERVIZIO... In occasione del 56° CONGRESSO INTERNAZIONALE MULTISALA SCIVAC che si terrà a RIMINI dall’1 al 3 GIUGNO 2007 all'interno dello Stand ANMVI troverai tutte le informazioni sui servizi offerti ai Soci delle Associazioni Federate ANMVI e potrai parlare direttamente con i nostri consulenti. CONSULENZA

GIORNO

ORARIO

Regolamentazione della sicurezza elettrica nelle strutture veterinarie - Marco Maggi

VENERDÌ

10.00-13.00 – 14.00-17.00

Sicurezza e salute sui luoghi di lavoro-D.lgs 626/94 - Carlo Pizzirani

VENERDÌ

14.00-17.00

Rifiuti Sanitari, Legge sulla Privacy e Farmaco Veterinario - Giorgio Neri

VENERDÌ

14.00-17.00

Legale - Avv. Maria Teresa Semeraro

SABATO

10.00-13.00 – 14.00-17.00

Sicurezza e salute sui luoghi di lavoro-D.lgs 626/94 - Carlo Pizzirani

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Rifiuti Sanitari, Legge sulla Privacy e Farmaco Veterinario - Giorgio Neri

SABATO

10.00-13.00 14.00-17.00

Rifiuti Sanitari, Legge sulla Privacy e Farmaco Veterinario - Giorgio Neri

DOMENICA

10.00-13.00

L'ANMVI ringrazia i Colleghi Maggi, Neri, Pizzirani per il contributo di competenza e la collaborazione. Un ringraziamento anche all'Avv. Semeraro per l'eccezionale occasione di incontro diretto con i medici veterinari.

Fissa il tuo appuntamento con il consulente al numero 0372/403541 La consulenza è gratuita per i Medici Veterinari.

Allo stand sarà inoltre possibile avere informazioni sugli ulteriori servizi che l'ANMVI eroga agli iscritti alle Associazioni Federate quali: Fondo Sanitario ANMVI, Polizza RC Professionale, Polizza Infortuni, Polizza Cane e Gatto, Servizi finanziari, Servizio di controllo delle installazioni radiologiche e Carta di Credito ANMVI-VISA.

A.N.M.V.I. ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI


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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 ATTUALITÀ

Piattaforma comune su ecm e professioni

ECM, la FNOMCEO e 18 sindacati sottoscrivono l’obbligo Defiscalizzazioni per i liberi professionisti obbligati a conseguire i crediti

Il presidente della FNOMCEO Amedeo Bianco a Federazione degli ordini medici (Fnomceo) e diciotto sindacati medici (fra cui la CIVEMP- Confederazione Italiana Veterinari e Medici della Prevenzione) hanno firmato insieme una piattaforma di lavoro comune sul sistema di formazione continua in medicina (ecm). Il modello su cui impostarla è quello della

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governance con la partecipazione e cooperazione dei soggetti in causa, recuperando lo spirito del decreto legislativo 229. Nel progetto c’è un livello nazionale e regionale di accreditamento, con la definizione di livelli nazionali di qualità nella formazione dei professionisti.Quanto all’obbligo di frequenza del programma ECM, il documento recita: “Riteniamo che, in linea di principio, destinatari dell’obbligo della Formazione Permanente siano tutti gli operatori sanitari che direttamente operano nell’ambito della tutela della salute indipendentemente dalle modalità di esercizio dell’attività, compresi dunque i liberi professionisti. Nei fatti, è evidente che un eventuale obbligo per i liberi professionisti, di per sé non previsto dal Dlgs 229/99, deve fondarsi su alcune precise garanzie normative ed agevolazioni sui costi sopportati. Ad esempio le rappre-

85 milioni di euro in 5 anni ono “ingenti” le somme versate al Ministero dell’Economia sulla base del V comma dell’articolo 92 della legge Finanziaria 388/2000, quale contributo a carico dei provider che, nel quinquennio sperimentale, hanno accreditato i loro eventi: circa 85 milioni di Euro. La stima è della FNOMCEO, la quale considera il problema delle risorse economiche necessarie a far funzionare la “macchina” dell’ECM e nel contempo richiede una congrua defiscalizzazione degli oneri sostenuti per la partecipazione ad attività accreditate da parte dei liberi professionisti. Se il sistema ha bisogno di risorse, attinga a quelle versate, insomma: nessun onere deve ricadere sui professionisti, per le finalità ed attività del sistema ECM siano recuperati quegli 85 milioni di Euro.

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sentanze istituzionali dei liberi professionisti (Commissioni di Ordini e Collegi già esistenti o allo scopo individuate) dovranno essere le uniche autorità abilitate a programmare, gestire e valutare le attività formative anche nella individuazione delle coerenze con gli obiettivi nazionali e regionali. Parimenti dovrebbe essere diversamente individuato il debito complessivo dei crediti e la composizione del portfolio, infine attivate norme di defiscalizzazione degli oneri sostenuti”. Sanzioni e verifiche per ora non ce ne sono, ma secondo i medici è decisamente da scartare ogni ipotesi di attribuire all’ECM il compito di rivalidare l’abilitazione all’esercizio professionale, potendo al massimo rappresentare uno degli elementi costitutivi la più complessa ed articolata valutazione tecnico professionale di ciascun operatore. È la prima volta che la Federazione, insieme alle Sigle Sindacali, scende in campo per esprimere in maniera assolutamente compatta un percorso comune, per comuni obiettivi. “Questa spinta comune - ha detto a margine della Conferenza il presidente Fnomceo, Amedeo Bianco - non nasce da una voglia di trincea ma dal desiderio di scendere insieme in campo per affrontare le sfide del moderno esercizio delle nostre professioni”. ■

Bianco: Stp copertura per abusivismo ull’ipotesi di società tra professionisti, Amedeo Bianco, presidente della Fnomceo si è detto molto perplesso, perché possono diventare dei contenitori-copertura di fenomeni di abusivismo e prestanomismo, vera piaga in ambito odontoiatrico sul piano della sicurezza, dell’evasione ed elusione fiscale. La Fnomceo e i sindacati hanno anche sottoscritto un documento sulla riforma delle professioni, nel quale si avanzano dubbi sulle Stp in campo sanitario. Nel documento si legge anche: “Respingiamo dunque quelle posizioni sempre emergenti in settori, per fortuna limitati e circoscritti ma molto vivaci, di opinione pubblica, di partiti politici e di impresa, che sollecitano un’abolizione degli Ordini professionali considerandoli vere e proprie palle al piede di un sistema di mercato dei servizi professionali che, anche per questo, stenterebbe ad intercettare la modernità. Gli obiettivi di tali orientamenti sono ovviamente riassumibili nel concetto delle mani libere”, di ridurre le nostre attività professionali a mere prestazioni di opera qualificate, di omologare il professionista ad una raffinata macchina banale da inserire in cicli produttivi sui quali non ha alcuna competenza”.

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La progressione dei crediti er l’anno 2007 il debito formativo per gli operatori sanitari è stato fissato in 30 crediti (minimo 5, massimo 60). Ciascun operatore potrà acquisire il numero di crediti utile ai fini del completamento del debito formativo (fissato in 150 crediti per il periodo sperimentale 2002-2007). I crediti formativi già acquisiti dagli operatori sanitari in numero eccedente rispetto a quello stabilito per il periodo 20022006, possono valere ai fini del debito formativo stabilito per l’anno 2007. I crediti per il primo quinquennio (2002-2006) erano stati fissati in complessivi 120 crediti, con un obbligo progressivo di crediti da 10 per il primo anno fino a 30 per il quinto anno (10-20-30-30-30) con un minimo annuale di almeno il 50% del debito formativo previsto per l’anno e con un massimo annuale del doppio del credito formativo previsto per l’anno: • 2002: 10 crediti (con un minimo di 5 ed un massimo di 20) • 2003: 20 crediti (con un minimo di 10 ed un massimo di 40) • 2004: 30 crediti (con un minimo di 15 ed un massimo di 60) • 2005: 30 crediti (con un minimo di 15 ed un massimo di 60) • 2006: 30 crediti (con un minimo di 15 ed un massimo di 60)

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RECENSIONI

Il testamento biologico

Verso una proposta di legge Autori: Maurizio De Tilla, Lucio Militerni, Umberto Veronesi Editore: Sperling & Kupfer Editori Pagg. 346 Testamento biologico e testamento di vita, direttive anticipate: con questi termini si indica una dichiarazione con la quale ciascuno di noi, in piena libertà e consapevolezza, può esprimere la propria volontà circa le cure da ricevere nel caso perdesse la facoltà di decidere, a causa di una malattia o di lesioni traumatiche irreversibili. Quali che siano i nostri sentimenti e le nostre convinzioni riguardo alla morte e il significato del dolore, il problema resta lo stesso: di fronte alla capacità, che la medicina possiede, di allontanare il termine naturale della vita, chi fissa il limite degli interventi? La scienza, i medici, la legge? Gli autori di questo libro non hanno dubbi in proposito: nessuna autorità può decidere senza tenere conto della volontà del malato. È giunto il momento di dare sicuri fondamenti giuridici al diritto inalienabile di scegliere come morire, come è già avvenuto in altri Paesi europei. La Fondazione Umberto Veronesi ha promosso la costituzione di un Movimento per il testamento biologico al quale aderiscono esperti in materia giuridica e medica che hanno lavorato alla presentazione di una proposta di legge. Il libro si inserisce all’interno di tale iniziativa e raccoglie gli elementi di conoscenza e dibattito relativi a questo tema, offrendo un quadro completo delle problematiche connesse: il rapporto medico-paziente, le questioni di ordine etico-religioso, le esperienze di altri Stati, i casi clamorosi che hanno messo in crisi le coscienze. In appendice si possono inoltre consultare i disegni di legge presentati nella XV legislatura.


offerto da


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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 ANMVI INFORMA

Aperte le adesioni dei veterinari

Fido Park 2007: si riparte dal ponte di Pasqua NMVI e Autogrill hanno riconfermato l’accordo per l’attivazione nel 2007 del progetto Fido Park. Per il quarto anno consecutivo, all’esterno di 16 punti di ristoro Autogrill, i proprietari in sosta potranno ricevere assistenza per i loro animali e avvalersi della consulenza di un medico veterinario.

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L’iniziativa coprirà i seguenti periodi: il Ponte di Pasqua (Venerdì 07 Aprile e Lunedì 9 Aprile 2007 - dalle ore 12.30 alle ore 14.30) e il Periodo Estivo (dal 6 Luglio al 26 Agosto 2007 - dalle ore 12.30 alle ore 14.30). I medici veterinari interessati a partecipare all’iniziativa possono prendere contatti con l’ANMVI per

conoscere le modalità operative dell’iniziativa, le condizioni di adesione e la pianificazione delle aree di sosta autostradali: relazioniesterne@anmvi.it La Segreteria ANMVI ricontatta in via prioritaria i Colleghi che hanno già prestato servizio per Autogrill nelle passate edizioni di FIDO PARK. Le aree sono pensate per la sosta

degli animali da compagnia che viaggiano verso le vacanze con i loro proprietari; quella del medico veterinario è una presenza professionale e qualificante e per questo regolarmente retribuita (compenso pari a 70 € + iva + enpav e un buono pasto pari a 10 €). Si richiede inoltre che il medico veterinario indossi il camicie e il Badge in modo che possa essere facilmente riconoscibile. Al medico veterinario presente nell’area di sosta Fido Park non vengono di norma richieste prestazioni professionali, ma un servizio di consulenza su come prevenire stress da viaggio e colpi di calore o su come trattare l’animale nei luoghi di vacanza, in montagna o al mare. In caso di bisogno, l’animale in difficoltà viene indirizzato verso la struttura veterinaria territorialmente più vicina al Fido Park dove potrà ricevere cure adeguate. Il partner animalista è, anche quest’anno, la Lega Antivivisezione Onlus (LAV). ■

Boom di chiamate all’800 189 612

Dal 1 marzo il pubblico dei proprietari chiama il numero verde della Stagione della Prevenzione a ritmo incessante: all’800 189 612 due operatrici rispondono a circa duecento chiamate al giorno e hanno già segnalato più di 700 strutture veterinarie fra quelle aderenti. Nei primi giorni della Stagione della Prevenzione hanno chiamato soprattutto donne e proprietari di cani. Omogenea la provenienza geografica delle chiamate, fra Nord, Centro e Sud Italia. Per facilitare i contatti è stato anche attivato un indirizzo di posta elettronica: stagioneprevenzione@anmvi.it I momenti di maggior contatto coincidono con i passaggi informativi a mezzo stampa (radio, TV, giornali, Internet, ecc.) e c’è da aspettarsi un’impennata di chiamate in concomitanza con le uscite pubblicitarie sui quotidiani (23 testate) e sui periodici (11) nazionali e regionali. Quest’anno, Hill’s Pet Nutrition ha studiato un piano di comunicazione della Stagione della Prevenzione di elevato impatto mediatico, che privilegia i periodici e i quotidiani più seguiti dai lettori. Quella che riproduciamo è l’immagine della pagina pubblicitaria rivolta al pubblico.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 ANMVI INFORMA

Comportamentalisti

“Guai a scambiarla per un veterinario” Urgente definire la questione delle specializzazioni non riconosciute a tempo i comportamentalisti chiedono il riconoscimento delle loro competenze, una qualifica istituzionalmente approvata e visibile (cfr. Perché è importante che la FNOVI riconosca i medici veterinari

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comportamentalisti, Professione Veterinaria 7/2007). Non sono i soli Colleghi ad avere questa esigenza. Il settore degli animali esotici soffre le stesse limitazioni. Reclamano un proprio status anche coloro che praticano le medicine non

convenzionali. Più in generale, il problema si pone nei confronti di tutti gli specialisti che - a parte Scuole di specializzazione universitarie, Master o College Europeirestano inquadrabili, per il nostro ordinamento, come medici veteri-

nari tout court. Dal criceto all’elefante. Questo malgrado abbiano investito anni di studio e di esperienza in una formazione specialistica. Il Consiglio Direttivo dell’ANMVI nel corso dell’ultima riunione del 10

“Guai a scambiarla per un veterinario. Non indossa il camice bianco e lo fa per convinzione”. AIRONE di marzo non ha reso un buon servizio alla Categoria e al pubblico presentando la figura dello “psicologo comportamentalista” come una figura dalla qualifica incerta che può avere una laurea in biologia, veterinaria o psicologia. L’articolo prende le mosse dall’attività esercitata su animali aggressivi dalla dr.ssa Eleonora Mentaschi” La dr.ssa, che non è laureata in veterinaria ha conseguito il Master in comportamento all’università di Pisa, durante la prima edizione aperta anche a non medici veterinari.

febbraio ha iniziato, presenti SISCA e SIVAE a ragionare sul problema. Quello dei comportamentalisti è uno dei fronti più esposti all’abuso di professione e alla pressione di figure concorrenti (etologi, addestratori, ecc.). Il settore degli animali esotici non è da meno. È di questi giorni la notizia che la Toscana ha deliberato in favore della creazione di elenchi separati presso gli Ordini professionali per coloro che esercitano le mnc. È la strada giusta? La questione non può non essere discussa con la stessa FNOVI alla quale il Presidente dell’ANMVI ha inviato una lettera, in data 9 marzo, per chiedere di affrontare l’esigenza espressa da tanti Colleghi. “La liberalizzazione introdotta dal Decreto Bersani - scrive Scotti- permette già al singolo professionista di pubblicizzarsi più che in passato e di descrivere al pubblico “ le caratteristiche del servizio”, ovvero di identificare chiaramente il settore in cui si opera. È stata inoltre espressa la necessità di poter rendere disponibili elenchi di colleghi per permettere al pubblico di trovare facilmente un collega che opera in quel settore specifico. Ci rendiamo benissimo conto che queste esigenze possano trovare dei limiti normativi e deontologici che devono essere attentamente valutati e che possano essere, in un certo senso, in contrasto con la abilitazione “generalista” della nostra Laurea, ma riteniamo anche che lo sviluppo e l’evoluzione del settore e le esigenze del pubblico richiedano una seria ed approfondita disamina del problema. Per questo ci permettiamo di sollecitare un momento di confronto e discussione che veda presenti oltre ai rappresentanti della FNOVI e dell’ANMVI anche quelli delle associazioni e società che da tempo evidenziano queste esigenze:SISCA (Società Italiana Scienze Comportamentali Applicate), SIMVENCO (Società Italiana di Medicina Non Convenzionale), UMNCV (Unione Medicina Non Convenzionale Veterinaria) e SIVAE (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici) riconoscendo comunque che il problema possa interessare o riguardare anche altri settori”. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 ANMVI REGIONE

ANMVI Basilicata

Assistenza zootecnica e mancata concertazione Lisanti: necessario un confronto con Agricoltura e APA ura la reazione di ANMVI Basilicata in merito alla Delibera di Giunta regionale (n. 1791 del 27/11/2006) relativa al “Programma biennale dei servizi di assistenza zootecnica - periodo 2007/2008” e al conseguente finanziamento delle Associazioni Provinciali Allevatori di Potenza e Matera, dopo il varo del provvedimento redatto dal Dipartimento Agricoltura. Il consiglio regionale di ANMVI Basilicata con una lettera alla Regione (v. n. 2/2007 di Professione Veterinaria pg. 11, ndr) e con successivi comunicati alla stampa, ha lamentato il mancato confronto con i vertici istituzionali e chiesto un ulteriore approfondimento delle questioni in considerazione dell’inevitabile ricaduta del provvedimento sul territorio regionale, sul comparto zootecnico e quindi, sulla salubrità dei prodotti di origine animale. “L’ANMVI è stata accolta al tavolo della concertazione per i Piani di Sviluppo Rurale 2007/2013 ed è già un passo avanti, - afferma Lisanti - ma tale passo rischia di essere vanificato considerando la delibera che non dà alcuna garanzia al consumatore finale. Avremmo desiderato - prendere parte alla stesura del provvedimento redatto dal Dipartimento per suggerire modalità e servizi in grado di qualificare sempre più le attività veterinarie finanziate”. Sono due i punti che ANMVI Basilicata ha sottoposto all’attenzione della III commissione regionale che si appresta a discutere la delibera: 1) l’istituzione di una graduatoria regionale dei veterinari che prenda in esame la residenza, l’anzianità di iscrizione all’Ordine delle due Province, in modo da ridurre il sistema clientelare nella stipula delle convenzioni; 2) l’applicazione ai veterinari convenzionati con le due Apa dell’Accordo Collettivo Nazionale (9/2/2005) per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ed altre professionalità (Biologi, Chimici, Psicologi e Veterinari) ai sensi del D.L.Vo 502/92.

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Il comunicato dei veterinari convenzionati APA In risposta all’articolo pubblicato sulla

Piani di sviluppo rurale, ANMVI Basilicata in Regione o scorso 23 febbraio il Vice Presidente e il Segretario di ANMVI Basilicata, (rispettivamente Dr. Antonio Agostinacchio e Dr. Felice Lisanti) hanno partecipato in Regione al II incontro del tavolo di concertazione per discutere dei Piani di Sviluppo Rurale 2007/2013. I membri del consiglio regionale ANMVI Basilicata hanno sottoposto alla Regione un documento contenente alcuni spunti alle linee programmatiche proposte sui PSR facendo riferimento in particolare: alla sicurezza alimentare; ai processi di sviluppo rurale; alle buone pratiche veterinarie; ai disciplinari e rintracciabilità dei prodotti animali; alla gestione dei rifiuti zootecnici (biomasse); al monitoraggio parassitario sul territorio. Consapevole delle nuove problematiche che interessano il comparto dell’agricoltura ed in modo particolare o quello zootecnico, ANMVI Basilicata auspica che i suggerimenti e le motivazioni che il mondo veterinario sottopone all’attenzione del Dipartimento Agricoltura, siano da spunto per un proficuo e sereno dibattito sugli argomenti posti in essere.

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Gazzetta del Mezzogiorno del 24 febbraio scorso (foto in basso a sinistra), i veterinari convenzionati APA hanno inviato un comunicato in cui disconoscono l’ANMVI regionale. Nell’esprimere giudizio positivo in merito ai programmi di assistenza zootecnica approvati con D.G.R. 1791 del 27/11/06 i veterinari convenzionati APA precisano che alla stesura dei suddetti piani hanno contribuito attivamente, e a vario titolo, gli stessi e i colleghi del Dipartimento Agricoltura. “Nel rimarcare che gli unici titolati ad affrontare le tematiche connesse ai rapporti veterinari convenzionati APA e Regione Basilicata sono quelli ufficialmente nominati dall’assemblea dei veterinari in data 13/12/2004, firmatari del presente comunicato - si legge nel documento - si invita tutti i Consiglieri Regionali a sostenere ed approvare il Piano Tecnico, così come presentato dalla Giunta Regionale. I veterinari convenzionati APA, nel riconoscere all’APA un buon rapporto con i propri tecnici, lontano da ogni logica clientelare, comunicano che è in atto una discussione sulle problematiche riguardanti la soluzione dei problemi sia di natura tecnica che contrattuale. Ribadiscono che l’ANMVI sicuramente non rappresenta i veterinari convenzionati APA della Regione Basilicata. Non si comprende del resto - conclude la nota - quale sia l’obiettivo che oggi l’ANMVI persegue, utilizzando una informativa che non corrisponde alla realtà”. La replica dell’ANMVI A seguito di questo comunicato l’ANMVI ha inviato in una nota indirizzata ai vertici regionali, alcune riflessioni affinché si possa vagliare al meglio le situazioni venutesi a creare. “Stupore e amarezza, - afferma il Presidente ANMVI, Carlo Scotti - sono le prime parole che mi vengono in mente per definire la situazione della Basilicata e che ha vi-

sto nei giorni scorsi lettere poco edificanti riguardo l’attività del Consiglio Regionale ANMVI Basilicata, un incedere di polemiche gratuite e fuorvianti sulla rappresentatività e sulle azioni della nostra struttura regionale che mal si conciliano con i risultati di collaborazione istituzionale e rappresentatività professionale sin qui raggiunti. In quale passaggio dell’associazione si è mai messo in dubbio l’attività delle APA? Tutt’altro, in tutti gli incontri presso le componenti politiche si è posto in risalto la precarietà del lavoro che i professionisti svolgono con spirito totale di abnegazione. Si è posto in risalto la discrezionalità del rapporto di lavoro e la irregolarità delle convenzioni; lo scarso coinvolgimento dei veterinari nella stesura dei Piani elaborati da persone non pertinenti il mondo veterinario e che quindi non sanno nulla delle problematiche che possono emergere sul campo”. “Gli emendamenti proposti dal nostro gruppo dirigente regionale - conclude Scotti - sono punti che sono stati oggetto di continua ed accesa discussione e null’altro vogliono essere che il tentativo di dare un senso concreto alle parole che spesso escono dalle nostre bocche: democrazia, correttezza, trasparenza, diritti”. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 INFO REGIONI

Lazio, nuove linee guida per il microchip Liberi professionisti autorizzati all’applicazione e alla iscrizione in anagrafe mento o furto. Possono essere espletate anche dal libero professionista, che stabilisce il costo delle prestazioni, le seguenti attività: visita clinica, l’applicazione del microchip, la registrazione e la sola applicazione del microchip per i cani già registrati. Il rilascio della certificazione attestante l’avvenuta iscrizione ai sensi della legge regionale 34/97 costituisce attività anche del libero professionista e il corrispettivo è devoluto all’Azienda USL di riferimento per la struttura. Il medico veterinario libero professionista dovrà presentare domanda di accreditamento alla ASL di riferimento ed essere in possesso di idonea attrezzatura (lettore e supporti informatici). La Delibera riporta in allegato moduli e certificazioni per l’espletamento e l’attestazione delle attività. La precedente deliberazione di Giunta regionale n. 176 del 18 febbraio 2005 è revocata. ■

pubblicata sul Bollettino del Lazio la Delibera della Giunta Regionale 21 dicembre 2006, n. 920 (BUR n. 4 del 10-2-2007 ) che adotta nuove Linee Guida relative all’applicazione del microchip, quale sistema di identificazione ai fini dell’anagrafe canina ed al rilascio del passaporto europeo per cani, gatti e furetti. Con l’istituzione della Banca Dati Regionale Informatizzata sono possibili la contestuale applicazione di microchip e l’iscrizione del cane all’anagrafe canina e per tale operazione ci si può avvalere di Veterinari Liberi Professionisti autorizzati alla sola applicazione del microchip. Costituiscono attività esclusive del Servizio Veterinario ASL il Rrilascio del passaporto, la registrazione della vaccinazione antirabbica, la titolazione anticorpale, altre vaccinazioni, trattamenti antiparassitari, legalizzazione e rilascio di nuovo passaporto in caso di smarri-

È

MARCHE

Blue tongue, UE: Regione indenne on Decisione della Commissione, 2007/146/CE, del 28 febbraio 2007, che modifica la decisione 2005/393/CE per quanto riguarda le condizioni di deroga al divieto di uscita ai fini di scambi intracomunitari e per quanto riguarda la delimitazione delle zone soggette a restrizioni in Bulgaria, Francia, Germania e Italia, la Commissione europea considera esente da febbre catarrale dei piccoli ruminanti tutto il territorio della regione Marche. Tale decisione è stata adottata a seguito della relazione, presentata dall’Italia al comitato permanente per la catena alimentare e la salute animale, nella quale si dichiara che il sistema di sorveglianza messo a punto dall’Italia ha dimostrato che non si è verificata alcuna sieroconversione nella Regione Marche, dopo l’aprile 2005. Di conseguenza la regione Marche viene cancellata dall’elenco delle regioni italiane che figurano nella Zona B dell’allegato I della Decisione 2005/393/CE, e quindi non è più soggetta alle restrizioni nella movimentazione degli animali sensibili previste da questa decisione. (Fonte: Regione Marche)

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PIEMONTE

Recepito l’accordo sulla Pet Therapy pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte (n. 10 dell’8 marzo 2007), la Delibera della Giunta Regionale del 12 febbraio 2007, n. 35-5274 che recepisce un accordo firmato nel 2003 tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy.

È

MOLISE

Leucosi bovina enzootica, prosecuzione del piano di profilassi e operazioni di risanamento per la eradicazione della leucosi bovina enzootica dagli allevamenti bovini e bufalini saranno proseguite in forma obbligatoria in tutti gli allevamenti esistenti sul territorio regionale anche per l’anno 2007. È quanto stabilito dal Presidente della giunta regionale con decreto n. 34 del 12 febbraio 2007.

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Cremona, 12/14 Aprile 2007 Centro Studi SCIVAC

ECM: In fase di accreditamento

ECM: In fase di accreditamento

DIRETTORE

DIRETTORE

Alessandro Piras, Med Vet, Spec in Chirurgia Vet, MRCVS, Newry, Irlanda

Raimondo Colangeli, Med Vet, Dipl Comport. ENVF, Roma

RELATORI E ISTRUTTORI

RELATORI E ISTRUTTORI

Paola Badino, Biologa, PhD, Torino Raimondo Colangeli, Med Vet, Dipl Comport. ENVF, Roma Franco Fassola, Med Vet, Asti Sabrina Giussani, Med Vet, Dipl Comport. ENVF, Busto Arsizio (VA) Cristina Osella, Med Vet, PhD, Chivasso (TO) Marzia Possenti, Med Vet, Roma Giovanni Re, Med Vet, PhD, Dipl ECVPT, Torino

DIAGNOSTICA PER IMMAGINI AVANZATA DELL’ADDOME

ISCRIZIONE

DIRETTORE

Partecipazione a numero chiuso (36)

Massimo Vignoli, Med Vet, Spec Rad Vet, Bologna

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Soci SCIVAC: € 600,00 + IVA 20% Non soci: € 750,00 + IVA 20% Tirocinio pratico facoltativo: 25 ore da concordare con il Direttore del corso. Supplemento quota: € 150,00 + IVA 20%

Cremona 03/05 Maggio 2007 Centro Studi SCIVAC ECM: In fase di accreditamento

RELATORI E ISTRUTTORI Patrick Kircher, Med Vet, Dipl ECVDI, Berna Federica Rossi, Med Vet, Spec Rad Vet, Dipl ECVDI, Bologna Giliola Spattini, Med Vet, Reggio Emilia Massimo Vignoli, Med Vet, Spec Rad Vet, Bologna

ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (36)

QUOTE

Soci SCIVAC: € 700,00 + IVA 20% Non soci: € 850,00 + IVA 20%

Brian S. Beale, DVM, Dipl ACVS, Texas, USA Jon F. Dee, DVM, MS, Dipl ACVS, Florida, USA Alessandro Piras, Med Vet, Spec in Chirurgia Vet, MRCVS, Newry, Irlanda Kenneth J. Johnson, DVM, MVSc, PhD, FACVSc, Dipl ACVS, Dipl ECVS, Ohio, USA Rico Vannini, Dr Med Vet, Dipl ECVS, Regensdorf, CH

CHIRURGIA ARTICOLARE E PERIARTICOLARE Cremona, 14/16 Giugno 2007 Centro Studi SCIVAC ECM: In fase di accreditamento

DIRETTORE

Filippo Maria Martini, Med Vet, Parma

ISCRIZIONE Partecipazione a numero chiuso (30)

QUOTE

Soci SCIVAC: € 1.150,00 + IVA 20% Non soci: € 1.300,00 + IVA 20%

RELATORI E ISTRUTTORI

Filippo Maria Martini, Med Vet, Parma Bruno Peirone, Med Vet, PhD, Università di Torino Alessandro Piras, Med Vet, Spec in Chirurgia Vet, MRCVS, Newry, Irlanda Antonio Di Meo, Med Vet, Perugia Ullrich Reif, Dr Med Vet, Dipl ACVS, Dipl ECVS, Boebingen, Germania

ISCRIZIONE

Partecipazione a numero chiuso (36)

QUOTE

Soci SCIVAC: € 750,00 + IVA 20% Non soci: € 900,00 + IVA 20%


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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 LEGGI IN GAZZETTA

Convenzionati, si perfeziona il quadro normativo Definito il testo per l’attuazione della norma finale n. 6 dell’accordo collettivo nazionale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7-3-2007 il Testo per l’attuazione della norma finale n. 6 dell’Accordo collettivo nazionale per la medicina specialistica “veterinaria” - Testo integrazione dell’art. 21 dell’Accordo collettivo nazionale della specialistica “veterinaria” - Testo di in-

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tegrazione dell’articolo 21 dell’Accordo collettivo nazionale della specialistica ambulatoriale ed altre professionalità (biologi, psicologi, chimici). Il provvedimento perfeziona il quadro normativo della veterinaria convenzionata con il SSN e integra l’ACN del 23 marzo 2005 con norme specifiche per la veteri-

naria. Oltre ad essere estese le incompatibilità di incarico e la rappresentatività all’interno dei Comitati Zonali (gli enti preposti alle graduatorie), sono inoltre integrate le norme dell’ACN applicabili ai medici veterinari in materia di compenso: “gli accordi regionali definiscono le modalità di organizzazio-

ne dell’attività e le modalità di retribuzione, la loro tipologia. Qualora l’attività sia organizzata non su base oraria, ma a prestazione il relativo compenso sarà definito dagli accordi regionali, avendo quale riferimento un criterio retributivo quantitativo equivalente al trattamento economico orario”. Viene i-

noltre prevista l’attivazione di un “tavolo di monitoraggio delle attività svolte dai medici veterinari anche per la definizione del nomenclatore delle prestazioni aggiuntive”. Ai professionisti incaricati l’azienda versa il contributo nelle modalità e quantità in essere alle rispettive casse previdenziali (INPS e ENPAV)”. Alla prima graduatoria può partecipare anche il medico veterinario in attività presso il servizio sanitario nazionale alla data di entrata in vigore dell’ACN del 23 marzo 2005 purché abbia maturato: a) in caso di attività oraria un numero minimo di seicento ore in una delle specifiche aree di attività; b) in caso di attività a prestazione almeno due anni di attività. Ai medici sopracitati non verrà attribuito il punteggio per l’attività di servizio computata quale requisito di ammissione nella graduatoria. Fermo restando il rispetto delle scelte delle Regioni nella organizzazione dei Servizi Veterinari, “le parti concordano che le risorse economiche finalizzate alla copertura dei posti previsti nella dotazione organica, unitamente ai ruoli e alle funzioni che la legislazione vigente assegna alla dirigenza nell’ambito dei servizi veterinari, non possono essere utilizzate per l’attivazione delle ore di attività convenzionata ed analogamente le risorse economiche impiegate per l’attivazione di ore di attività convenzionale non possono essere utilizzate per far fronte alla dotazione organica della dirigenza veterinaria”. ■

Riorganizzato il Dipartimento di Veterinaria pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2007 il decreto del Ministro della Salute che individua gli uffici dirigenziali di livello non generale del Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti, istituito con Legge 30 novembre 2005, n. 244. Il Dipartimento è articolato in tre uffici di livello dirigenziale generale: Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario (dott. Gaetana Ferri), Direzione Generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione (dott. Silvio Borrello) e Segretariato Nazionale della valutazione del rischio della catena alimentare il cui vertice non è ancora stato designato. Il Decreto 14 novembre 2006 ridefinisce gli assetti per consentire al Dipartimento di fronteggiare il complesso panorama normativo comunitario, con particolare riguardo al settore alimentare. L’organigramma delle articolazioni presso le due Direzioni e il Segretariato non è ancora stato reso noto. Nel Dipartimento è confluito “l’istituendo Centro nazionale, nonché il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare”. ■

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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007

★★★★ ★ ★ ★ ★

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EUROPA

Action Plan 2006-2010

Benessere animale, le azioni della Commissione UE nel 2007 a Commissione Europea ha messo a punto il calendario di adempimenti per il 2007 in materia di benessere e tutela degli animali. All’ordine del giorno la consultazione sull’adozione di direttive rivedute per il ricovero e la cura nell’ambito della Convenzione del Consiglio d’Europa ETS 123 (protezione degli animali vertebrati utilizzati a fini sperimentali o ad altri scopi scientifici) e della proposta della Commissione di revisione della direttiva 86/609 sulla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o altri scopi scientifici. La Commissione è già al lavoro per l’elaborazione di due proposte, una riguarda la revisione della legislazione comunitaria sulla protezione degli animali durante la macellazione e l’abbattimento, incluso quello ai fini di lotta alle malattie. L’altra verte sull’impiego di sistemi di navigazione via satellite nel contesto della protezione degli animali durante il trasporto e la creazione di un sistema di monitoraggio in tempo reale della salute degli animali in viaggio. La Commissione si propone quest’anno di compiere l’integrazione di una strategia specifica di comunicazione sulla protezione e il benessere degli animali alle altre forme di comunicazione già elaborate dalla Commissione nel settore agro-alimentare, e di elaborare strumenti di formazione online per informare meglio la società e soprattutto i bambini su tematiche connesse alla tutela e benessere dei loro ‘migliori amici’. La Commissione si propone anche la creazione sollecita di strumenti specifici di comunicazione per operare con partner commerciali internazionali al fine di raggiungere un’intesa sull’attuazione di standard comuni sul benessere degli animali. Prenderanno il via nel corso dell’anno i corsi di formazione già previsti destinati al personale delle autorità competenti degli Stati membri, responsabili dell’attuazione di

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Team di veterinari contro le crisi ruxelles potrà contare su un team di veterinari per intervenire rapidamente, già dall’apparire di un focolaio di crisi, in Europa e nei paesi terzi. Già ora Bruxelles, in caso d’urgenza, fa ricorso alle professionalità presenti nei vari stati membri a livello nazionale. Ora però queste squadre saranno strutturate e potranno agire, se richieste nelle 24 massimo 36 ore, dall’identificazione di un’epidemia. Particolarmente soddisfatto della decisione il commissario europeo alla sanità Markos Kyprianou: grazie al team veterinario di crisi potremo reagire con rapidità ed efficacia alle epizoozie sul territorio dell’Ue e offrire un’assistenza rapida ai paesi che ne avranno bisogno’’.

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norme sul benessere animale, anche per partecipanti provenienti da paesi terzi e in particolare da quelli in via id sviluppo. Si stanno inoltre mettendo le basi per l’istituzione di un centro o laboratorio europeo per la protezione e il benessere degli animali. A tale centro potranno essere attribuite le funzioni chiave correlate allo sviluppo del piano d’a-

zione connesso alla strategia tematica sul benessere animale. Esso potrà partecipare in particolare al processo di normalizzazione e di certificazione dei nuovi indicatori e potrà coordinare e stimolare la ricerca intesa a rafforzare le norme esistenti e promuovere un esame più approfondito del nesso che intercorre tra benessere e le relative

implicazioni per la sicurezza e la qualità degli alimenti. Si prevede che il centro ospiterà un centro di eccellenza che consenta gli scambi attivi di informazione in tutti i settori connessi con il benessere degli animali, prime tra tutte quelle relative alle buone pratiche. Dopo un sondaggio presso l’opinione pubblica europea e le stati-

stiche raccolte da Eurobarometro, la Commissione Europea ha adottato documento che formalizza l’impegno delle istituzioni comunitarie ad adottare nuove strategie politiche in materia di tutela e benessere animale dal 2006 al 2010. (Community Action Plan on the Protection and Welfare of Animals 2006-2010). ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Effetto della sedazione sullo screening radiografico per la displasia di anca e gomito

di Maria Grazia Monzeglio

Solo la diagnosi di displasia dell’anca è influenzata dai farmaci utilizzati, secondo uno studio svedese no studio svedese ha indagato l’effetto del protocollo di sedazione sui risultati dello screening radiografico per la displasia dell’anca e del gomito rispettivamente in 5877 e 5406 cani appartenenti a otto razze: Bernese, Boxer, Pastore tede-

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sco, Golden Retriever, Labrador Retriever, Terranova, Rottweiler e San Bernardo. Il tipo di contenimento chimico utilizzato per la sedazione influenzava i risultati dello screening per la displasia dell’anca ma non quelli della displasia del gomito. L’utilizzo di acepromazina

era associato a meno della metà della probabilità di errori nella valutazione della displasia dell’anca, rispetto all’associazione di medetomidina e butorfanolo (il metodo più comune), medetomidina da sola o xilazina. Lo studio descrive inoltre alcuni aspetti epidemiologi-

ci delle due displasie considerate. Le femmine avevano una probabilità del 25% superiore di sviluppare la displasia dell’anca e i maschi del 40% superiore di sviluppare la displasia del gomito. San Bernardo, Terranova e Pastore tedesco avevano la maggiore probabilità di

sviluppare la displasia dell’anca, mentre Rottweiler e Labrador quella minore. I Boxer avevano il minore rischio di displasia del gomito, seguiti dai Labrador. San Bernardo e Rottweiler avevano la maggiore probabilità di displasia del gomito. Al crescere dell’età aumentava la probabilità di displasia sia dell’anca sia del gomito, di circa il 2,5% al mese. A seguito dei risultati di questo studio, in Svezia è divenuta obbligatoria la registrazione del tipo di contenimento chimico utilizzato per la sedazione durante lo screening per la displasia dell’anca. Ciò consente di considerare gli effetti del metodo di sedazione in un modello per prevedere il valore riproduttivo per la displasia dell’anca. ■

Metaflumizone per il controllo delle pulci l metaflumizone, un derivato del semicarbazone, si aggiunge all’elenco delle molecole oggi disponibili per la prevenzione e il trattamento delle pulci nel cane e nel gatto. Il nuovo antiparassitario per il cane e il gatto è stato lanciato da Fort Dodge durante un evento organizzato il 28 febbraio a Milano (Cafè Atlantique). Il farmaco spot on è disponibile esclusivamente su prescrizione veterinaria. Nella versione per il cane, il metaflumizone è associato all’amitraz per fornire una protezione contro le pulci (Ctenocephalides canis e C. felis) per almeno 6 settimane e contro le zecche (Ixodes ricinus, Ixodes hexagonus, Dermacentor reticulatus, Dermacentor variabilis, Rhipicephalus sanguineus) per 4 settimane. La versione per il gatto contiene il solo metaflumizone, efficace contro le pulci per 6 settimane. Il metaflumizone è un nuovo composto che è stato identificato da IRAC (Insecticide Resistance Action Committee) in una Classe a parte (classe 22) sulla base del nuovo meccanismo d’azione. Non è stato utilizzato in precedenza per il controllo delle pulci. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMEA) ne ha autorizzato l’introduzione in commercio lo scorso 19 dicembre 2006 ed i farmaci sono ora disponibili solo dietro prescrizione veterinaria. È un ectoparassiticida appartenente al gruppo di derivati del semicarbazone. Paralizza il sistema nervoso centrale e periferico delle pulci bloccando i canali del sodio e causando prima la paralisi del parassita e poi la morte in seguito a esposizione al composto. Si distribuisce rapidamente sulla superficie cutanea; la concentrazione massima sul mantello si raggiunge generalmente in 1-2 giorni dopo il trattamento e diminuisce gradualmente nei 56 giorni successivi.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 DALLE ASSOCIAZIONI

Attività TAA

di Maria Chiara Catalani

SISCA, progetto di Pet Therapy per gli anziani

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gioia, curiosità, apertura all’altro, stimolazione del senso di cura e dell’apertura affettiva (Foto 2-3). Gli operatori, in coppia coi loro cani, si sono formati presso i corsi tenuti da Roberto Marchesini (Presidente SISCA) ed hanno, pertanto, nella loro formazione zooantropologica, un’impostazione adeguata del lavoro, una forte attenzione per il benessere dei collaboratori animali, una facilità nel recepire gli obiettivi del progetto e realizzarli attraverso le attività pianificate. Masterfoods, come società finanziatrice del progetto, in fase preliminare, ha espresso il forte desiderio di coinvolgere quante più persone possibili e per un adeguato numero di incontri distribuiti nel tempo; da ciò la scelta di differenziare le AAA e TAA e coinvolgere un buon numero di fruitori

pur mantenendo la specificità negli obiettivi. Il progetto, perciò, è stato destinato a 23 persone di età compresa tra i 70 e i 96 anni, con problematiche molto differenti che vanno dalla demenza senile al Morbo di Alzheimer. Per tale varietà di destinatari si è utilizzato un approccio innovativo con la differenziazione in 4 gruppi: 2 gruppi per le AAA, 2 piccoli

gruppi per le TAA. Le attività, quindi, sono state differenziate ed adeguate alle capacità cognitive e fisiche dei pazienti e sulla base degli obiettivi fissati per ciascun gruppo. Per costruire questo intervento è stato importante comporre un gruppo di lavoro che operasse in sintonia, che seguisse lo stesso approccio e lo stesso metodo di lavoro. Grazie alla formazione comune in zooantropologia applicata del medico veterinario e degli operatori ciò è stato possibile ed ha offerto un forte affiatamento nel lavoro e risultati molto incoraggianti sin dalla prima seduta. La persona affetta da Morbo di Alzheimer, ad esempio, con gravi problemi di chiusura relazionale, da 3 anni isolata in sé stessa ed immotivata a verbalizzare, ha in-

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l 4 ottobre 2006, in occasione del World Animal Day, SISCA ha inaugurato una collaborazione con Masterfoods S.p.A. (Whiskas® e Pedegree®), rivolta alla divulgazione ed il sostegno della Pet Therapy. Col supporto di questa azienda, SISCA ha contribuito ad un’importante campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’importanza della Pet Therapy, le sue applicazioni, i principi su cui si fonda, nell’intento di far conoscere questa attività e coinvolgere i cittadini nel finanziamento di progetti accreditati. La collaborazione ha preso il via attraverso la pubblicazione di un giornalino dal titolo “Pet Therapy: la cura a 4 zampe” distribuito gratuitamente su larga scala da Masterfoods ai consumatori. Attraverso tale mezzo è stato possibile informare il cittadino sul valore della relazione uomo-animale e della sua applicazione nelle Attività e Terapie Assistite da Animali (A-TAA) offrendo, inoltre, la possibilità di devolvere 1€ della spesa a favore di due progetti, uno dei quali ideato e realizzato da SISCA. Il progetto SISCA (coordinato dalla Dott.ssa Maria Chiara Catalani) è stato destinato alla Casa Protetta per Anziani di Senigallia (An) ed ha proseguito un’attività assistita da animali realizzata all’inizio del 2006 che aveva dato ottimi risultati e ricevuto un ampio consenso dai pazienti ed i loro parenti così come dai responsabili della struttura. Così, dopo un lungo periodo di programmazione, le sedute hanno avuto inizio il 15 gennaio scorso offrendo immediatamente grandi soddisfazioni ai promotori e agli operatori che lo realizzano. Il gruppo di lavoro è costituito da Referee Pet Operator, Monica Leonardi, Claire-Pauline Chiaruzzi e Tomas Pirani affiancati dai loro collaboratori a quattro zampe Brenda, una Labrador retriver, Nicky, meticcia Labrador retriver e Pebeta una meticcia di grossa taglia. Nel team c’erano anche uno Psicologo Clinico, la dottoressa Laura Corona ed un Medico Fisiatra dell’ASUR4 - Senigallia (AN), la dottoressa Panarelli. La dottoressa Corona ha partecipato alla fase progettuale per delineare gli obiettivi delle AAA e

delle TAA, stilando i questionari per il monitoraggio; la dottoressa Panarelli ha effettuato una valutazione su 3 pazienti, indicando per ciascuno un percorso di riabilitazione motoria da realizzare nelle sedute. La memoria, la concentrazione, la partecipazione ad attività di gruppo, il miglioramento del tono dell’umore sono stati gli obiettivi principali individuati per questo progetto, destinato a persone che vivono stabilmente presso la struttura e che talvolta difficilmente accettano la loro condizione di precarietà psico-fisica o si sentono abbandonate ed ignorate nella routine quotidiana che vivono. Le attività osservative, affiancate da quelle di interazione con i cani, sono state pensate con lo scopo di aprire uno spiraglio relazionale in questi individui, di offrire momenti di gioia e distensione accanto all’impegno mentale, il gioco, la condivisione ed il dialogo. Il progetto, così come la scelta di tutti gli operatori, è stato realizzato sui presupposti sanciti da “Carta Modena 2002 - Carta dei Principi e valori della Pet relationship”, scaturita nel 2002 dalla collaborazione di varie associazioni e con il Patrocinio di: Ministero della Salute, FNOVI, SCIVAC, SIUA (Scuola di Interazione Uomo Animale), Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Facoltà di Medicina Veterinaria e Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” di Teramo. L’impostazione del progetto sui principi di Carta Modena 2002 ha permesso di evidenziare il valore della relazione con l’animale e di promuovere non un semplice approccio basato sulla performance dell’animale ma sui contenuti referenziali insiti nella relazione uomo-animale. Il progetto, infatti, programmato su 15 incontri di 2 ore ciascuno, è stato organizzato su diversi livelli di intervento. Sono state previste attività osservative (video, fotografie, riviste) aventi come principale obiettivo il coinvolgimento dei fruitori con deficit motori e cognitivi, con scarsa disposizione a relazionarsi, demotivati e spesso chiusi nella loro condizione di sofferenza e solipsia (Foto 1). Altre sedute hanno realizzato, invece, attività referenziali ovvero in assenza dell’animale. Queste sono state fondate su giochi di ruolo, scambio di informazioni, lavori di gruppo tutti incentrati sugli animali e sulla capacità di evocazione simbolica che questi hanno, sulla possibilità di utilizzarne le loro diversità come modello da seguire, sulla motivazione che questi sono in grado di stimolare nella persona. In alternanza, poi, sono state programmate attività di interazione con i cani apportando un beneficio relazionale, di distensione,

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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 DALLE ASSOCIAZIONI

teragito con gli operatori afferrando gli oggetti mostrati in seduta, osservando i filmati proposti per la prima attività di tipo osservativo, rispondendo “Sì” alla richiesta di incontrare il cane e “Ciao” al termine della seduta. I pazienti con deficit motorio e demenza senile hanno espresso grande entusiasmo, partecipato attivamente con domande ed interventi alla visione del filmato, collaborato all’allestimento dell’angolo di accoglienza dei cani. Anche i responsabili della struttu-

ra ed i volontari che collaborano hanno espresso grande soddisfazione nel vedere questo folto gruppo di anziani così coinvolto dall’attività, nell’apprezzare la partecipazione vivace anche di persone che normalmente sono molto chiuse e restie a relazionarsi col prossimo. I cani che lavorano nel nostro team hanno dato grande prova delle loro qualità e del fortissimo affiatamento che hanno con i loro conduttori, partecipando pazientemente, allegramente e con “pro-

fessionalità” alle sedute di attività relazionali. Certamente il lungo percorso formativo che coinvolge operatori e cani si evidenzia immediatamente in seduta sottolineando quanto ciò garantisca sia il benessere del cane sia la buona riuscita del progetto. Durante le sedute si è potuto apprezzare la concentrazione dei cani, l’assenza di segnali di stress, la complicità e l’entusiasmo che questi impiegano quando si sentono guidati e protetti dai

loro conduttori. Questi ultimi, d’altra parte, hanno mostrano di avere una grande cura per i loro collaboratori animali, molto attenti al rispetto dei tempi, mai hanno superato la linea che separa il lavoro concentrato dallo stress che questi potrebbero manifestare. Il forte affiatamento del gruppo rende questo lavoro, per quanto intenso nell’impegno fisico ed emotivo, estremamente piacevole e fonte di grande soddisfazione. Lavorare in pet therapy, infatti, è

molto complesso, emotivamente impegnativo, gravoso nel percorso formativo che richiede, ma certamente è altrettanto gratificante poiché offre un’occasione di impegno sociale mirato, utile, estremamente efficace e fonte di grande soddisfazione nella collaborazione con l’animale. Lavorare in un team composto da diverse figure professionali, inoltre, diviene costruttivo e semplice quando alla base c’è un percorso condiviso e una comunione di linguaggi. Tutto ciò è notevolmente favorito e garantito nei risultati da un approccio, quello zooantropologico, promosso da SISCA nella formazione del medico veterinario, perché strutturato e poggiato non semplicemente su delle performance ma sulla possibilità di arbitrare ogni incontro tra uomo e animale in funzione di molteplici obiettivi raggiungibili grazie ad un ricco contenuto referenziale. Non si usa l’animale nella pet therapy realizzata su basi zooantropologiche ma si usa il suo enorme potenziale referenziale, fatto di capacità di evocare ricordi, stimolare curiosità, produrre scacchi e stimolare, così, la persona a conoscere l’altro e le sue diversità, confrontarsi, migliorare, imparare da un magister diverso e, come tale, unico. Questo e molto altro viene offerto dalla zooantropologia applicata ed è proprio da queste esperienze professionali che SISCA vorrebbe partire per stimolare la categoria veterinaria ad impegnarsi nell’approfondimento di tale disciplina, nella diffusione di un compito fondamentale del veterinario come mediatore di una relazione importante, come professionista capace di promuovere, valorizzare, migliorare la relazione uomo-animale, qualunque sia l’ambito in cui questa si realizza. ■

ANNUNCI NBF Lanes, leader nel settore dei prodotti nutriceutici per animali da compagnia (Ribes petOmega pet), ricerca informatore medico scientifico per la provincia di Varese. È preferibile una buona introduzione nel canale veterinario per animali d’affezione. Si offre un interessante compenso mensile e forti incentivi legati all’attività svolta. Inviare Curriculum Vitae a: NBF Lanes - Corso di Porta Vittoria 14 - 20122 Milano - tel. 0255184064 - fax 0255182976 - E mail info@nbflanes.it (c.a. Sig.ra Paola Rossi) Si prega di citare espressamente l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi della legge 375/96”


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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 DALLE ASSOCIAZIONI

Seminario SIVE a Cremona

di Paola Gulden

AIE, il punto sulla situazione epidemiologica

i è svolto sabato 3 marzo, a Palazzo Trecchi, il seminario SIVE sull’Anemia Infettiva Equina. L’incontro, al quale hanno partecipato numerosi colleghi, ha cercato di fare il punto della situazione, comparando l’esperienza clinica italiana con quella irlandese, ed evidenziando i punti principali della legislazione italiana ed europea, nonché quelli dell’ordinanza ministeriale del 14 Novembre 2006. Il Dottor Fabrizio Passamonti, dell’Università di Perugia, ha introdotto l’argomento presentando l’eziopatogenesi della malattia, nonché le caratteristiche dei casi clinici riferiti all’Università di Perugia, i primi correlabili all’utilizzo di plasma equino nei puledri. Ha evidenziato la complessità del procedimento diagnostico, dovuta ad una sintomatologia molto aspecifica e alle molteplici diagnosi differenziali possibili. A questo proposito ha sottolineato l’importanza della trombocitopenia, associata a febbre alta con presenza o no di anemia, nell’indirizzo diagnostico della malattia, elemento evidenziato anche dal Dr. Des Leadon, responsabile dell’Irish Equine Centre, nella relazione sulla patologia clinica dell’anemia infettiva. L’esperienza italiana è stata comparata con quella irlandese, entrambe accomunabili per la probabile natura iatrogena dell’infezione. Proprio questa via di trasmissione è stata presentata come la maggior responsabile della diffusione della malattia, come è emerso dalla relazione del prof. Simon More, docente di epidemiologia veterinaria al Veterinary College di Dublino. Il dottor Riccardo Forletta, responsabile del CRAIE (Centro di Referenza nazionale per l’Anemia Infettiva Equina) ha poi illustrato la situazione epidemiologica italiana, mettendo in evidenza come i casi dello scorso anno fossero riferiti non solo a soggetti d’importazione o autoctoni, destinati alla produzione di carne, ma soprattutto a cavalli e puledri appartenenti o destinati al circuito ippico-sportivo. La dottoressa Bessi del Ministero della Salute, ha delineato i punti principali dell’ordinanza del 14 Novembre 2006, sottolineando che non si tratta di un provvedimento di profilassi, bensì di uno strumento, a validità annuale, per delineare una situazione epidemiologica che sembra sfuggire ad un inquadramento preciso, dato il tipo di controllo “a campione” effettuato sul territorio negli ultimi anni. Ha sottolineato l’obbligatorietà di un test diagnostico negativo, valido per un anno da effettuarsi dal 31.08.06 al 22.04.07, per accedere a qualunque luogo

S

ove vi sia un raggruppamento di cavalli di diversa provenienza. L’obbligatorietà di tali accertamenti diagnostici non riguarda gli equini destinati esclusivamente alla produzione di carne. La discussione su questa esclusione ha messo in evidenza come l’attuale effettiva mancanza di un’anagrafe equina rappresenti il punto cruciale su cui convergono alcuni argomenti non completa-

mente chiariti dell’ordinanza, tra cui anche l’esatta validità dell’allegato A, ovvero il modulo di identificazione da compilare al momento del prelievo, in caso di soggetto privo di documento d’identificazione ufficiale, da parte del veterinario dell’Asl o del libero professionista formalmente incarico dall’Asl per l’effettuazione dei prelievi. La Dott.ssa Eva Rigonat dell’Asl di

Modena, ha fornito un chiaro inquadramento della legislazione vigente in Italia e nell’ambito della comunità europea, sottolineando anche l’obbligo di denuncia scritta da parte del libero professionista che sospetti la presenza della malattia e che richieda un accertamento diagnostico per un determinato soggetto. Infine l’ultima relazione, presentata dal Dr. Leadon e dal Prof. Mo-

re, ha evidenziato come il veterinario possa avere un ruolo positivo e uno negativo nella diffusione delle patologie infettive. Infatti, se da un lato il libero professionista rappresenta la base di uno schema piramidale di epidemio-sorveglianza, dall’altro la non osservanza di severe e rigide norme igieniche può rappresentare il presupposto per la diffusione delle patologie a carattere infettivo. ■

in collaborazione con RICHIESTO ACCREDITAMENTO SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA

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laPROFESSIONE VETERINARIA 10/2007 CALENDARIO ATTIVITÀ Per visualizzare i programmi degli eventi di tutte le società clicca su www.evsrl.it/eventi

INCONTRO SIRVAC

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18 mar.

21-24 mar.

INCONTRO MACROREGIONE MERIDIONALE SIVE

24 mar.

INCONTRO SIANA Attenzione: Date evento modificate. INCONTRO SICARV Attenzione: Date evento modificate.

25 mar.

25 mar.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC ABRUZZO

25 mar.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA IN COLLABORAZIONE CON L’ORDINE DEI MED. VETERINARI DI BRESCIA INCONTRO REGIONALE SCIVAC UMBRIA

25 mar.

25 mar.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

29-31 mar.

CORSO SIVAR

29-31 mar.

SEMINARIO SIVE

31 mar.

SEMINARIO SCIVAC

31mar. 1apr.

INCONTRO SIODOV

1 apr.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

12-14 apr.

INCONTRO SINVET / SIOVET Attenzione: Date evento modificate.

14-15 apr.

INCONTRO SICIV

15 apr.

INCONTRO SISCA

15 apr.

INCONTRO SIMIV

15 apr.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LAZIO

15 apr.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LIGURIA

15 apr.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PUGLIA

15 apr.

CORSO SCIVAC

16 apr.

ITINERARIO DIDATTICO SIVAE

18-21 apr.

SEMINARIO NAZIONALE SIVAR

20 apr.

CONVEGNO AIVEMP

20 apr.

CORSO SCIVAC

21-22 apr.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VALLE D’AOSTA

29 apr.

LINEE GUIDA ALLA VALUTAZIONE E MONITORAGGIO DEL CICLO ESTRALE NELLA CAGNA E NELLA GATTA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it UN APPROCCIO SEMPLICE AL PRACTICE MANAGEMENT - Renaissance Naples Hotel Mediterraneo, Napoli - Via Nuova Ponte di Tappia, 25 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it FISIOTERAPIA RIABILITATIVA NEL CANE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LAMINITE E RADIOLOGIA DIGITALE: VECCHI PROBLEMI E NUOVE SOLUZIONI - Catania, Museo Diocesano - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it ALIMENTAZIONE DEL GATTO IN ALCUNE SITUAZIONI FISIOLOGICHE E PATOLOGICHE - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it NUOVE METODICHE IN ECOCARDIOGRAFIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - Email: socspec@scivac.it QUANTI DETTAGLI CI SFUGGONO IN UNA RADIOGRAFIA ADDOMINALE? - Hotel Miramare, Città Sant’Angelo (PE) - Via Tito De Caesars, 8 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it L’OCCHIO DOLENTE - Brescia, Centro Mater Divinae Gratiae - Via S. Emiliano 30 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DIAGNOSI DIFFERENZIALE DELLE DERMATOPATIE PRURIGINOSE DEL GATTO - Perugia- Facoltà di Medicina Veterinaria - Via San Costanzo 4 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it ODONTOSTOMATOLOGIA E CHIRURGIA ORALE: II PARTE - ESTRAZIONI DENTALI NEL CANE E NEL GATTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 20 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO DI ALIMENTAZIONE E MANAGEMENT DELLA VACCA DA LATTE - Istituto Zooprofilattico Sperim. Lombardia-Emilia Romagna, sede di Cremona - Via Cardinal Massaia, 7 - ECM: 17 Crediti - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it STATO DELL’ARTE NEL TRATTAMENTO DELLE LESIONI DI TENDINI E CARTILAGINI - Malpensa Fiere, Busto Arsizio (VA) - Via XI Settembre 16 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it LA DEBOLEZZA NEL CANE: INTERNISTA, CARDIOLOGO E NEUROLOGO A CONFRONTO - Grand Hotel Vittoria, Montecatini Terme (PT) - Via Baccelli, 2 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CITOLOGIA DELLA CAVITÀ ORALE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it MEDICINA COMPORTAMENTALE: III PARTE - LA TERAPIA COMPORTAMENTALE E FARMACOLOGICA DEL CANE, GATTO, CONIGLIO, FURETTO, PSITTACIDI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: 21 Crediti - Per info: Paola Gambarotti - Segr. SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it APPROCCIO TERAPEUTICO ALLE PATOLOGIE SPINALI DI INTERESSE CHIRURGICO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it DISORDINI ISTIOCITARI: CLASSIFICAZIONI, ISTOPATOLOGIA E CITOLOGIA DIAGNOSTICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it IL LEGAME DI ATTACCAMENTO E LA MEDICINA DEL COMPORTAMENTO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it PATOLOGIE VASCOLARI EPATICHE: DALLA DIAGNOSI ALLA TERAPIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - Pomezia - Hotel Selene - VIA PONTINA KM 30 - ECM: 3 Crediti Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - Email: delregionali@scivac.it L’INSUFFICIENZA RENALE CRONICA (IRC) NELLA PRATICA CLINICA - Sala Quadrivium -Genova - P.zza Santa Marta 2 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it EMATOLOGIA: UN GIOCO DI LUCI E COLORI - Palace Hotel Bari - Via Lombardi,13 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it GIORNATA DI APPROFONDIMENTO: TECNICHE TERAPEUTICHE ECOASSISTITE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it ANIMALI ESOTICI: III PARTE - MEDICINA E CHIRURGIA DEI CHELONI - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: 23 Crediti - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - Email: info@sivae.it COSTI SANITARI E COSTI DI PRODUZIONE. CONFRONTO ITALIA - EUROPA - SIPER (Fiere Reggio Emilia) - Rassegna Suinicola Internazionale - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Orioli - Segreteria e Commissione Scientifica SIVAR - Tel. +39 0372 403539 - E-mail: info@sivarnet.it LA SICUREZZA ALIMENTARE: UN NUOVO APPROCCIO PER LA SANITÀ PUBBLICA - Hotel Villa Carlotta - Via Sempione 121/125 - Belgirate - Via Sempoione 121/125 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA MEDICINA D’URGENZA - Atahotel Quark, Milano - Via Lampedusa, 11/A ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - Auditorium - Comune di Nus, Nus (AO) - Via Circonvallazione Sud S.S. 26, 24 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it

Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 12 marzo 2007

SOLUZIONI

I microrganismi ambientali causano: Mastiti cliniche

Disinfezione del capezzolo prima della mungitura

Mastiti subcliniche

Disinfezione della sala di mungitura

Mastiti croniche

QUIZ 1 Risposta corretta: a) Delegazione Regionale SIVAR (Trentino A.A.. 2005) Aggiornamenti sulle mastiti

Disinfezione del capezzolo dopo la mungitura

QUIZ 2 Risposta corretta: a) Delegazione Regionale SIVAR (Trentino A.A.. 2005) Aggiornamenti sulle mastiti

Per post-dipping si intende:



Professione Veterinaria, Anno 2007, Nr 10