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PROFESSIONE

VETERINARIA A.N.M.V.I.

Editoriali 1592 hanno detto “no” di Carlo Scotti Come è ormai noto a tutti i lettori, l’Anmvi ha portato avanti una forte opposizione all’Ordinanza emanata dal Ministro della Salute riguardante i cosiddetti cani pericolosi. La nostra Associazione ha assunto posizioni chiare nei confronti del Ministero circa questo problema: no alla ghettizzazione delle razze canine, no a leggi o decreti che non vedessero coinvolti a pieno titolo i Medici Veterinari che operano sul campo, no a provvedimenti che vengono pensati, decisi e promulgati senza il coinvolgimento di chi ha un contatto diretto con la professione pratica. Per ottenere ciò l’Anmvi ha iniziato a percorrere tutte le strade lecite e democratiche di opposizione. (...)

ORGANODIINFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE M EDICI VETERINARI ITALIANI

10 2003

1592 firme possono bastare

E il Ministro Sirchia incontrò i veterinari un dialogo tecnico sui “cani pericolosi”

( in q ue st o num ero:)

con la professione veterinaria A PAG. 3

Una firma perché?

di Maria Fausta Melley Presidente APVAC È con grande piacere che mi accingo a scrivere su Professione Veterinaria in qualità di presidente dell’APVAC (Associazione Parmense Veterinari per Animali da Compagnia), associazione locale federata ANMVI, tra le prime sorte in Italia nel lontano 1982, ancora prima della SCIVAC! L’idea nacque dall’esigenza di un gruppo di colleghi parmigiani, di confrontarsi nell’affrontare le problematiche inerenti alla professione e dal desiderio di promuovere iniziative atte all’aggiornamento professionale: partimmo in una decina ed oggi siamo una settantina. (...) CONTINUA A PAG. 5

Il Presidente dell’ENPAV Alessandro Lombardi

Il Ministro della Salute ha avviato

CONTINUA A PAG. 3

Dai colleghi di Parma

MENSILE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE Anno 13, numero 10, mensile, ottobre 2003 Spedizione in abbonamento postale - 45% Art. 2 comma 20/b-Legge 662/96 - Filiale di Piacenza Concessionaria esclusiva per la pubblicità E . V. srl - Cremona

’ANMVI sperava di arrivare a mille firme. Ne sono state raccolte più di millecinquecento in soli 10 giorni. Un buon segno: 1592 firme dimostrano che la categoria veterinaria vuole essere protagonista del proprio futuro e rafforzare il proprio ruolo. La professione veterinaria, pur ribadendo il desiderio di mantenersi all’interno del Ministero della Salute è stanca di sentirsi trattare come l’ultima ruota del carro, ultima fra tutte le categorie professionali sanitarie dopo i medici, i farmacisti, i biologi, ecc. È stanca anche di subire le decisioni di un Ministro senza essere consultata. Ha subito l’ECM, per il qua le continua a chiedere modifiche per renderlo realisticamente applicabile, ha subito una politica universitaria che apre nuovi corsi di laurea, ha assistito al declassamento del settore, che oggi, all’interno del Ministero della Salute, non ha più la dignità di “dipartimento”, ha assistito allo scippo dell’anagrafe equina da parte del Ministero delle politiche agricole, senza alcuna reazione dal Dicastero della Salute. Dulcis in fundo, la veterinaria sta ancora aspettando un tariffario nazionale, una normativa per le strutture, un decreto per l’istituzione del veterinario aziendale. È giusto riconoscere al Sottosegre-

L

tario Sen. Cursi, che ha la delega per la veterinaria, attenzione e disponibilità verso la categoria, così come è doveroso ricordare la collaborazione con la Direzione Generale della Sanità Pubblica Veterinaria, ma non vi è dubbio che il Ministro Sirchia si ricorda troppo raramente che nel suo ministero ci sono anche i veterinari. Le 1592 firme sono state mandate oltre che a Sirchia, al Presidente del Consiglio, a testimonianza del disagio e dell’insofferenza che il mondo veterinario esprime per la difficoltà di collaborazione con il suo Dicastero di riferimento. Ci sono voluti mesi di richieste, convegni, pagine sui giornali, servizi nei telegiornali nazionali e sollecitazioni di esponenti politici, perché il Ministro ci incontrasse. L’incontro, presente l’istituzione della categoria, la FNOVI, è stato allargato per “par condicio” anche alla SISVET, alla Conferenza dei Presidi e alla Società di Medicina Preventiva Veterinaria. Si è limitato al tema dei “cani pericolosi”. Non è proprio tutto quello che chiedevamo. Speriamo che sia il primo gesto di apertura da parte del ministro per avviare un franco e rispettoso confronto con la nostra categoria. ■

1 Prima Pagina:

11 ANMVIInforma:

E il Ministro Sirchia incontrò i veterinari Avviato un dialogo tecnico sui “cani pericolosi”

Presentate le linee guida sull’aggressività e l’educazione del cane

Rubrica Legale: Contratti di locazioneconduzione di ambulatori e cliniche veterinarie

di Roberto Lomolino

di M.T. Semeraro

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Attualità: I quattro moschettieri della sicurezza alimentare

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ANMVIRegione: Riuniti a Perugia i Consigli Regionali dell’ANMVI

Rubrica Fiscale: La “riforma Biagi” delle collaborazioni coordinate e continuative

di Giovanni Stassi

di Fabrizio Pancini

a cura di Lara Zava

8 Attualità:

20 30 Osservatorio farmaco: Riflessioni:

Analisi del DNA canino

L’Agenzia Nazionale del Farmaco è una grande iniziativa

di Andrea Rosati

Dove sono i “crumiri”?

di Luigi Poretti

A cura di Aldo Vezzoni

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L’Intervista: Vet.journal:nocchiero dell’informazione scientifica on line

21 Attualità:

39 Dalle Aziende:

Trasporto bombole, violazioni e sanzioni

Ecco la “nuova” Pfizer

di Giorgio Neri

a cura della redazione

di Sabina Pizzamiglio

Global Leader in Pet Nutrition *Marchi di fabbrica di proprieta’della Hill’s PetNutrition,Inc ©2002 Hill’s PetNutrition,Inc.

w w w. a n m v i . i t

@nmviOggi.

L’inf ormaz ione q uot idiana on line

A.N.M.V.I.


PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003

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DALLA PRIMA PAGINA l Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha avviato un percorso di consultazione con la professione veterinaria esponendo idee e proposte per la prevenzione delle aggressioni canine, in vista di un futuro disegno di legge in materia.

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L’ha fatto nel corso di un incontro formale presso la sede del Ministero in cui sono state convocate le rappresentanze istituzionali e di categoria della veterinaria. Per la FNOVI era presente il Segretario Aldo Vezzoni, per l’ANMVI sono intervenuti Laura Torriani e Raimon-

Il Ministro Sirchia risponde all’ANMVI dal TG1 Il 10 novembre il TG1 ha dedicato un servizio al Convegno sull’aggressività e l’educazione del cane organizzato a Roma dall’ANMVI. Nel servizio si dava notizia dell’esito della raccolta di firme promossa dall’As sociazione per chiedere al Ministro Sirchia di consultare la professione veterinaria non solo sui cani pericolosi, ma su tutti gli argomenti di diretto interesse per la categoria e di immediata ripercussione sul quotidiano dei medici veterinari, dei proprietari e soprattutto degli animali. Dal TG1 il Ministro ha risposto all’appello dell’ANMVI e ai 1592 medici veterinari che l’hanno sottoscritto.”Il Consiglio Superiore di Sanità- ha dichiarato il Ministroè il massimo organismo scientifico che mi coadiuva; questi veterinari sono già stati sentiti, ma se ci sono altri pareri siamo felici di ascoltarli”. Il Vice Presidente ANMVI Carlo Scotti: “Riteniamo sicuramente che il Consiglio Superiore di Sanità sia un organismo autorevolissimo, tanto che abbiamo insistito perché in quella sede fossero ascoltate le rappresentanze della veterinaria professionale. Sirchia forse non ricorda che anche in quella occasione abbiamo dovuto fare pressione sul Ministero per essere convocati. La nostra presenza non era scontata come avrebbe invece dovuto essere”.

do Colangeli. “Siamo tenuti a mandare per iscritto le nostre considerazioni alla luce di questo incontro”, ha precisato Vezzoni, che ha chiesto a Sirchia di modificare l’Ordinanza in linea con il parere del Consiglio Superiore di Sanità. Ma il Ministro, che all’incontro era affiancato dall’ufficio legislativo del Dicastero e dal Direttore Generale Romano Marabelli, ha detto chiaramente di non ritenere opportuna la revoca o la modifica dell’ordinanza, preferendo lavorare su un progetto più globale che comprende anche campagne di informazione al pubblico. L’Ordinanza del 9 settembre dunque non sarà revocata e resterà in vigore fino al 12 settembre del 2004. Il passo successivo sarà un disegno di legge che il Ministero della Salute proporrà al Consiglio dei Ministri e al Parlamento. Per ora però il provvedimento è ancora in fase di studio. “Siamo pronti a fornire al Ministro i suggerimenti che ci ha richiesto- ha detto Raimondo Colangeli commentando positivamente il fatto di essere stati consultati. All’incontro hanno preso parte anche il Prof. Cinotti per la Conferenza dei Presidi, il Prof. Tamanini per la SISVET e i rappresentanti della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva, Enrico Loretti della Regione Toscana e i Colleghi Masciotta e Perrone della ASL di Roma. Sui contenuti della proposta del Ministro Sirchia c’è il massimo riserbo. Tutto ciò che si può dire è che il Ministro intende proseguire nell’approfondimento della materia ed ha aggiornato tutti i presenti a successive consultazioni. Il 13 novembre il Tar del Lazio ha respinto il ricorso di alcune associazioni contro l’ordinanza del sulla tutela dai cani potenzialmente pericolosi (sentenza n.5670-2003). Il ricorso era stato proposto, tra gli altri, dall’associazione “Dalla parte dei cani’’ che aveva chiesto la sospensione immediata del provvedimento. I ricorrenti avevano anche messo in dubbio la legittimità costituzio-

SEGUE DALLA COPERTINA

1592 hanno detto “no” (...) Innanzi tutto il nostro ufficio stampa con un’opera caparbia e continua è riuscito a “bucare” i media, infatti le nostre posizioni sono uscite su molte testate giornalistiche e televisive, inoltre Anmvi ha organizzato un Convegno a Roma sul tema, al fine di dimostrare che non eravamo solo portatori di sterili proteste, ma il nostro movimento è in grado di produrre progetti reali anche in questo settore. Infine, i Colleghi sono stati chiamati ad esprimere il loro disappunto attraverso una raccolta di firme che si è dovuta eseguire in tempi assolutamente rapidi e quindi non ha potuto avere la diffusione che meritava sui nostri giornali, ma in soli dieci giorni hanno risposto al nostro appello 1592 Medici Veterinari!

Ad istituzionalizzare questo movimento di protesta non si può dimenticare il supporto dato dalla Fnovi. La nostra Federazione infatti- senza il clamore proprio di una Associazione di Categoria nella sua veste di movimento di opinione- ma forte della nostra protesta, si è mossa con estrema dinamicità e, nel suo ruolo istituzionale ha supportato e coordinato le nostre richieste riuscendo ad ottenere un tavolo dove la professione pratica sarà presente al fine di discutere nuovamente il provvedimento sui cani pericolosi. L’ondata di protesta ha contribuito, insieme alle pressanti richieste della Fnovi, alla prossima nascita di un tavolo per la veterinaria, che auspichiamo possa essere finalmente il luogo dove,

di Carlo Scotti presente chi vive la professione sul campo, si possa tracciare un progetto per la veterinaria del futuro. Una riflessione finale riguarda la coesione dimostrata dal nostro movimento nel gestire l’opposizione all’ennesimo sopruso perpetrato ai nostri danni, segno della raggiunta maturità e della consapevolezza dei Medici Veterinari italiani che solo un movimento unito, forte ed organizzato può ottenere questi risultati. Grazie quindi a tutti coloro i quali all’interno dell’Anmvi, della Fnovi hanno lavorato duramente per ottenere questi risultati e grazie a tutti i Colleghi che ci aiutano e ci stimolano a continuare e che, quando sono chiamati a dimostrare di esserci, sono presenti. ■

nale delle parti dell’ordinanza che riguardavano l’obbligo di assicurazione e il divieto di possesso di cani da parte di pregiudicati e delinquenti abituali. Secondo il Tribunale Amministrativo del Lazio “l’ordinanza non afferma tout-court che i cani appartenenti al 1° e al 2° gruppo della classificazione FCI abbiano spiccate attitudini aggressive, bensì il divieto di addestramenti intesi ad esaltare la naturale aggressività o la potenziale pericolosità di quei cani che, se non sviluppate o enfatizzate, non s’attualizzano e, quindi non creerebbero allarme sociale; i divieti posti da detta ordinanza al più implicano l’irrogazione di sanzioni amministrative, indipendentemente da ogni altro profilo; già l’articolo 2052 c.c. pone la responsabilità

per i danni cagionati da animale, in capo ai proprietari tranne che per il caso fortuito (fatti straordinari o imprevedibili) e quindi una presunzione assoluta di colpa, che giustifica sia forme di assicurazione obbligatoria sia l’obbligo di interessare la ASL in caso di non assoggettamento all’ordinanza; quest’ultima disposizione serve a responsabilizzare i proprietari a non abbandonare i cani e, quindi, risponde ad esigenze etiche di salvaguard i a della vita e del benessere degli animali”. Tra le ragioni che hanno motivato la decisione dei giudici anche la mancanza, nell’ordinanza, della definizione di “pit bull come una razza canina e l’irrilevanza di atti regionali in materia, in quanto inefficaci a risolvere il problema’’. ■

A.N.M.V.I. ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

I MEDICI VETERINARI ITALIANI CHIEDONO DI ESSERE ASCOLTATI! Appello urgente promosso dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari italiani (ANMVI)

AL MINISTRO DELLA SALUTE,PROF. GIROLAMO SIRCHIA I sottoscritti Medici Veterinari italiani premesso che: • la Professione Medico-Veterinaria è istituzionalmente collocata all’interno del Ministero della Salute; • ogni atto normativo attinente la salute e il benessere animale coinvolge, direttamente o indirettamente, la Professione Veterinaria; • il Ministro della Salute non può continuare a disconoscere le competenze di un’intera Categoria professionale; • non può continuare ad adottare provvedimenti che interessano la Professione Veterinaria senza coinvolgerla preventivamente; considerato che: • l’Ordinanza contingibile e urgente per la tutela dell’incolumità pubblica dal rischio di aggressioni da parte di cani potenzialmente pericolosi, del 9 settembre 2003, coinvolge direttamente la Professione Veterinaria; • è stata emanata senza aver interpellato la Professione Veterinaria; • non avendo fondamento tecnico-scientifico è inapplicabile; • l’incarico affidato alla IV Sezione del Consiglio Superiore di Sanità non contempla una revisione radicale e sostanziale del provvedimento; • che le sole audizioni, in seno alla IV Sezione del CSS, di Medici Veterinari con competenza ed esperienza in materia di scienze comportamentali applicate non bastano ad affrontare in maniera pragmatica ed esaustiva la materia dell’ordinanza;

dissentono da provvedimenti per i quali non è stata coinvolta la Professione Veterinaria e che penalizzano la salute e il benessere animale esprimono la loro indignata protesta e chiedono: • un incontro urgente con il Ministro della Salute Girolamo Sirchia, per presentargli le proposte e i contributi della Professione Medico-Veterinaria sul problema delle aggressioni da parte di cani; • l’avvio di un nuovo rapporto con la Professione Veterinaria, rispettoso del ruolo e delle competenze che i Medici Veterinari italiani sanno e vogliono mettere a disposizione del Ministero della Salute; Le firme raccolte saranno trasmesse anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Perugia, 17/19 ottobre 2003


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ATTUALITÀ

Riuniti a Cremona protagonisti della sicurezza alimentare e consumatori

di Fabrizio Pancini

I quattro moschettieri della sicurezza alimentare Presentate in anteprima due interessanti ricerche della Doxa e di Eurisko

ll’insegna del motto: “tutti per uno ed uno per tutti”,si è svolta la tavola rotonda organizzata da AISA in occasione della 58ª edizione della fiera internazionale del bovino da latte di Cremona. Il filo rosso che univa il tema di questa edizione e quello della passata stagione è stato la tracciabilità della filiera che produce alimenti d’origine animale, ma in quest’ultimo incontro si è messo al centro del dibattito, oltre agli operatori del settore, anche il consumatore, non più come elemento passivo del sistema, ma come individuo che agisce attraverso esigenze ed aspettative che si fondano sulla ricerca della qualità e della sicurezza. A questo proposito sono state presentate due interessanti ricerche: la prima basata su un’indagine condotta dalla Doxa per conto dell’Istituto delle Vitamine, tesa ad approfondire le aspettative dei consumatori in merito a termini come qualità, sicurezza e garanzia; la seconda ricerca, realizzata da Eurisko per Indicod (Istituto per le Imprese di beni di consumo), che analizzava soprattutto la percezione dei consumatori su alcuni temi delicati come la sicurezza e la qualità dei prodotti alimentari, soprattutto d’origine animale. Oltre alle due aziende appena citate, erano presenti Giuseppe Pradella (Presidente AISA), Silvio Ferrari (vice Presidente ASSALZOO), Domenico D’Addario (Presidente della FNOVI), Carlo Bianchi (Responsabile Controllo Produzione Carni e Ittico della COOP) e Franca Braga (Supervisore Ricerche Alimentari di ALTROCONSUMO). La prevista partecipazione di Nino Andena (Presidente AIA) è andata delusa per

A

espressa decisione dell’Associazione Allevatori, che ha ritenuto di non partecipare in quanto impegnata in manifestazioni di protesta nei riguardi di alcune scelte di politica economica del Governo. A moderare la tavola rotonda è stato chiamato Luciano Lombardi, giornalista scientifico molto noto anche al pubblico televisivo in quanto ex direttore del TG1 della Rai ed attuale direttore di ADN Kronos Salute, una tra le più importanti agenzie nazionali d’informazione scientifica. Gilberto Litta, dell’Istituto delle Vitamine, ha illustrato i risultati dell’indagine che partivano da una ricerca di mercato qualitativa, effettuata attraverso sei colloqui di gruppo con dei consumatori e venti colloqui individuali svolti con operatori dell’industria di settore e da una ricerca di mercato quanti tativa, realizzata con oltre mille interviste domiciliari a consumatori che partiva dall’età di quindici anni in avanti. Obiettivi dello studio erano quelli di comprendere quali sono i concetti relativi ai prodotti alimentari più rilevanti per gli attori della filiera (consumatori e operatori del settore), su aspetti come la qualità di un prodotto alimentare, il concetto di sicurezza nell’alimentazione, il ruolo del marchio, della marca, della tracciabilità e dell’etichetta in funzione di garanzia dei prodotti e l’importanza attribuita dai consumatori a questi concetti, con un particolare approfondimento sugli alimenti arricchiti e vitaminizzati. In termini quantitativi, per il consumatore la qualità delle materie prime è il fattore determinate della qualità del prodotto finito (57,3% del totale), mentre, in circa il 35,8% delle preferenze, garante della qualità è da conside-

rarsi la marca dei prodotti che si acquistano. Per gli operatori del settore, il prodotto alimentare è al centro di tutto il sistema produttivo ed è frutto di un processo di costruzione che soggiace a rigorosi controlli di filiera su materia prima, tecnologia, confezione e strategia. La “materia prima” è una delle componenti fondamentali di un prodotto alimentare, la “tecnologia” è lo strumento che consente il controllo delle caratteristiche del prodotto alimentare, la “confezione” è il volto del prodotto alimentare, mentre la “strategia” definisce il posizionamento del prodotto. Il concetto di sicurezza richiama l’attenzione sul prodotto industriale: prodotto da un’industria e distribuito in modo industriale. Secondo l’inchiesta, la marca, che è il “volto del produttore/distributore”, garantisce la sicurezza del prodotto alimentare industriale, mentre cresce l’importanza dell’informazione, fonte di conoscenza attraverso confezione, etichetta, pubblicità, house organ e, in particolare, la marca viene percepita come garante della sicurezza. Per il consumatore, i fattori di sicurezza di un prodotto alimentare derivano per il 58,7% dal rispetto delle norme igienico-sanitarie, mentre all’ultimo posto della graduatoria è l’affidabilità del punto vendita (11,2%). Un prerequisito del prodotto alimentare è certamente la sicurezza, così si esprimono gli operatori del settore per i quali il concetto di qualità è molto vicino a quello della sicurezza, come costruzione e controllo dei diversi passaggi che portano al prodotto finito. Per il consumatore, la garanzia di un prodotto alimentare è un aspet-

SEGUE DALLA COPERTINA

Dai colleghi di Parma (...) In tutti questi anni abbiamo organizzato molti incontri culturali, prima brevi, qualche serata, una domenica mattina, poi, crescendo sempre più l’interesse anche da parte di colleghi di province limitrofe, le serate sono diventate giornate intere, a volte anche fine settimana. Da tre anni a questa parte, abbiamo poi avviato una felicissima collaborazione con l’Ordine di Parma e con la Facoltà di Medicina Veterinaria di Parma; dopo un inizio un po’ incerto, abbiamo superato, nel nostro ultimo seminario, le cento presenze ed i prossimi incontri che faremo avranno anche l’accreditamento ECM. Ogni anno abbiamo cercato di affronta-

re un argomento mono-tematico nel 2001 “il paziente anziano”, nel 2002 “le emergenze mediche e chirurgiche negli animali da compagnia” e quest’anno “anestesiologia e terapia del dolore” (ultimo incontro sabato 13 dicembre). Nel corso di questi anni i nostri soci si sono resi disponibili per cercare di risolvere il problema del randagismo nella nostra provincia, collaborando sia con l’ENPA, sterilizzando gratuitamente gatte di colonie selvatiche, che con l’AUSL e il comune, sterilizzando gatte a prezzi convenzionati. Un fiore all’occhiello della nostra associazione è la Guardia Medica Veterinaria che fra mille

di Maria Fausta Melley problematiche esiste sul territorio parmense da circa 10 anni e consiste nella reperibilità notturna e festiva costante di un collega libero professionista, iscritto all’APVAC. È un servizio che l’APVAC offre alla cittadinanza anche il giorno di Natale o di ferragosto, e che si avvale di un responsabile che organizza i turni dei colleghi disponibili. Spero anche per il futuro che l’APVAC continui a crescere sia come adesioni di nuovi soci sia come iniziative atte a migliorare la professionalità di tutti noi che svolgiamo un’attività in continua evoluzione e importante sia per la salute animale che per la salute dell’uomo. ■

A fianco del giornalista Luciano Lombardi, il Presidente FNOVI Domenico D’addario e il presidente di AISA Giuseppe Pradella.

to specifico della sicurezza. La garanzia, quindi, è la sicurezza di accedere ad un prodotto con caratteristiche specifiche e non ad una qualità intesa in senso generico. Per il consumatore, il concetto di garanzia passa attraverso una conoscenza precisa del processo produttivo di filiera così come l’apposizione del marchio che deve essere apposto da un organismo super partes esterno alla produzione. L’etichetta è invece il luogo d’informazione per eccellenza, dove vengono descritti la qualità e le caratteristiche del prodotto. Sorprendente è il dato che emerge dall’inchiesta, circa la volontà da parte del consumatore di non voler conoscere nei dettagli le varie fasi della catena produttiva. In fatto di controlli, per i consumatori l’industria alimentare dovrebbe effettuarne di più sulle materie prime utilizzate per il 69% del campione, nei supermercati per il 60% degli intervistati, nonché fornire maggiori informazioni su confezioni ed etichette (46%) e sulle modalità di produzione (23%). A conclusione del suo intervento Litta ha ribadito che la marca non è spesso sufficiente a garantire la qualità a differenza del marchio che sembra soddisfare le esigenze sia dei produttori, sia dei consumatori. All’interno della filiera è quindi importante fare e comunicare in sinergia e lavorare su una politica del “marchio” a garanzia del consumatore e dello stesso operatore. La ricerca presentata da Stefano Bergamin per conto di Indicod e realizzata da Eurisko, è uno studio permanente che si svolge a più riprese (i dati presentati si riferiscono alla quarta rilevazione effettuata tra l’aprile ed il giugno di quest’anno), che analizza la percezione dei consumatori sul tema della sicurezza e la qualità dei prodotti alimentari.

In merito alla metodologia adotta ta, l’inchiesta è scaturita dalla elaborazione di una serie statisticamente significativa di interviste telefoniche condotte con cadenza quadrimestrale su una fascia di consumatori compresa tra i 18 e i 64 anni. Sul piano delle risposte complessive e rispetto al più recente passato, l’inchiesta mostra l’immagine di un consumatore reattivo, con elevato interesse al tema della sicurezza dei prodotti alimentari ed intenzionato a conservare i propri livelli di consumo e a difenderli soprattutto in relazione alla qualità dei prodotti alimentari che acquista. Dall’inchiesta, però, emerge da parte del consumatore una certa separazione tra il riconoscimento dei segnali di qualità di un prodotto ed il loro utilizzo. A questo proposito è stato approfondito il “grado di soddisfazione” del consumatore rispetto all’informazione ricevuta: i risultati in termini di percezione sono esigui rispetto alle massicce campagne informative fin qui condotte da aziende, associazioni ed istituzioni che, tuttavia, sono state colte con chiarezza dal consumatore. Tutto ciò potrebbe essere da un lato, la conseguenza diretta dell’aumento di informazioni fornito agli utenti da parte di tutti gli atto ri della filiera attraverso i format mediatici e, dall’altro lato, la non altrettanto efficace acquisizione di conoscenze da parte degli stessi consumatori. Non a caso, nonostante l’accresciuta sensazione del ricordo (67%) di fonti informative, sia istituzionali (29% ministeri; 24% SSN) che da parte dell’industria (19% aziende di marca), in merito al concetto di qualità e di sicurezza alimentare, l’inchiesta ha messo in evidenza il fatto che il consumatore dichiara di possedere una scarsa conoscenza in mate-


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ATTUALITÀ

ria, esprimendo un forte bisogno di approfondimento in relazione a tutti quegli aspetti che lui stesso individua come criteri per il riconoscimento di un prodotto alimentare di qualità. Dall’inchiesta, dunque, emerge la figura di un consumatore “disorientato”, che riceve una massa considerevole di informazioni che, tuttavia, ha notevoli difficoltà a decodificare correttamente. È evidente, quindi, l’incapacità del consumatore ad interpretare il lin-

guaggio che viene utilizzato nella comunicazione/informazione e la necessità da parte degli attori della filiera e di tutti gli “addetti ai lavori” del comparto agro-alimentare, di adottare i correttivi più idonei per superare tale problema. A conforto di questa tesi un dato emerso dall’inchiesta circa il “grado di soddisfazione” del consumatore nei confronti dell’informazione: le percentuali mostrano che il gradimento è “scarso” per il 38% degli intervistati e “modera-

to” per il 29%. Dopo l’esposizione delle due ricerche ha preso la parola Giuseppe Pradella, presidente di AISA, che ha fatto gli onori di casa in qualità di organizzatore della tavola rotonda. Pradella, dopo aver ricordato il terzo anno di partnership di AISA con Cremonafiere, ha sottolineato che l’organizzazione dell’incontro è scaturita dalla necessità di operare di tutti gli attori della filiera con sempre maggior spirito di collaborazione, at-

traverso un vero e proprio lavoro di squadra. “È un desiderio e un dovere della filiera trasmettere in modo costante al consumatore i propri valori professionali. Questo significa rassicurarlo sulla qualità e garantirlo sulla sicurezza di tutti i prodotti a ogni livello della filiera”. Con queste parole AISA, per bocca del suo presidente, ha voluto sottolineare l’importanza dell’industria sul fronte della sicurezza alimentare e “… in questa edizio -

ne della fiera di Cremona”, ha proseguito Pradella, “abbiamo fortemente voluto coinvolgere il consumatore per creare l’occasione concreta di un rapporto di comunicazione e fiducia.” Proprio per rendere partecipe il consumatore delle scelte produttive dell’industria, è stata invitata alla tavola rotonda una rappresentante di ALTROCONSUMO, la notissima associazione privata senza fini di lucro, nata oramai da trent’anni e che vanta oltre trentamila soci, sorta in difesa dei diritti di tutti i consumatori. Franca Braga, supervisore delle ricerche alimentari di Altroconsumo, ha ringraziato per l’invito affermando che: “se veniamo invitati a questo tipo di convegni, significa che in Italia la cultura su questi temi sta cambiando ”. La relatrice si è quindi soffermata sulla ancora poco chiara etichettatura di molti prodotti in commercio, una scarsa comprensibilità che talvolta sfocia in forme di pubblicizzazione ingannevole. Il consumatore, secondo Braga, è ancora troppo lontano dal prodotto che consuma, occorre, quindi, una informazione più mirata (un mezzo di informazione di massa come la televisione spesso è trop-

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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ATTUALITÀ po superficiale e non approfondisce gli argomenti legati alla corretta alimentazione), in modo da rassicurarlo su qualità e sicurezza di ciò che viene consumato. Silvio Ferrari, vice presidente di ASSALZOO (Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici, costituita nel 1945, riunisce tutte le principali aziende italiane che producono alimenti per animali), ha affermato che il settore mangimistico che lui rappresenta (specie per quanto riguarda le materie prime), è il primo filtro che può garantire la qualità del prodotto alimentare finale. Rispetto al passato, il settore è certamente molto migliorato (tesi confermata anche dall’intervento di Alberto Palma della Unità Operativa Veterinaria della Regione Lombardia), oggi esistono un codice deontologico e delle severe procedure di autocontrollo che garantiscono la qualità dei prodotti venduti in commercio dalle aziende associate. Fanno parte di Assalzoo circa 200 aziende, espressione di tutte le tipologie di alimenti: produttori di alimenti per le varie specie di ani mali da reddito (avicoli, bovini, suini e altre), di alimenti a base di latte e di alimenti per animali familiari; la rappresentatività è di circa l’80% della produzione nazionale di alimenti zootecnici, costituita da oltre 12 milioni di tonnellate, per un valore superiore ai 4 miliardi di euro. Carlo Bianchi, responsabile del controllo e della produzione delle carni e del settore ittico di COOP, ha ribadito che le carni bovine a marchio Coop, prima di arrivare sulle tavole dei consumatori affrontano un lungo viaggio fatto di controlli, ispezioni e certificazioni che si aggiungono ai controlli di legge. Bianchi ha annunciato che ha preso il via, in collaborazione con il consorzio pubblico CO.AN.AN., il progetto di tracciabilità genetica, unico nel suo genere in Italia. Alla base del progetto esiste, infatti, la possibilità di identificare la carne in vendita, risalendo al singolo animale nato, cresciuto e macellato secondo le rigorose regole di Coop, mediante l’analisi del DNA. Coop Italia, inoltre, è dotata di un proprio laboratorio (accreditato S.I.N.A.L.) che opera prevalentemente in quei settori dove si ritiene strategico avere un controllo diretto. A conclusione del suo intervento Carlo Bianchi ha sottolineato che “l’informazione sui prodotti alimentari e sulla tracciabilità degli stessi deve essere figlia di dati certi, verificabili e di facile comprensibilità per i consumatori.” Domenico D’Addario (Presidente della FNOVI), ricollegandosi ai temi della sicurezza nelle filiere alimentari, ha difeso l’operato e l’impegno profuso dalla veterinaria pubblica, soprattutto in quelle fasi di criticità a cui si è andati incontro in questi ultimi anni (Bse, Vaiolo ovino, Blue tongue, ecc), a garanzia dei consumatori. Veterinari

compresi! Per D’Addario, sentir parlare di ri dimensionamento degli organici nel settore veterinario pubblico, è un fatto grave, anche alla luce di quanto è accaduto ed accade negli altri Paesi della U.E. dove si sono verificati sconcertanti episo di di mala sanità veterinaria. In fatto di sicurezza alimentare, occorre semmai essere in grado di fornire informazioni corrette ed univoche da parte degli organi preposti a farlo: primo fra tutti il

Ministero della salute. Un accenno è stato anche fatto sugli ECM, che D’Addario ha auspicato vengano introdotti anche per tutti gli altri operatori della filiera alimentare. Un denominatore comune a tutti gli intervenuti è stato il tema della comunicazione e della corretta informazione da parte degli organi di stampa. Luciano Lombardi, che riveste anche la carica istituzionale di Segretario Generale in seno all’Associazione Stampa

Medica Italiana (ASMI), che raggruppa gran parte dei giornalisti scientifici, ha preso atto della quasi completa mancanza di dialogo tra operatori della filiera alimentare (ci aggiungerei anche i medici veterinari n.d.r.) e media generalisti, a testimonianza del fatto che la gestione dei rapporti tra gli organi di stampa e le varie categorie professionali andrebbe affidata a dei professionisti della comunicazione. A tal proposito ha ricordato che la Legge 7 giugno

2000, n. 150, “Disciplina delle attività di informazione e di comuni cazione delle pubbliche amministrazioni”, settore già normato dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29, rende obbligatorio da parte delle Pubbliche Amministrazioni (ASL comprese) di istituire un ufficio stampa, il cui personale deve essere iscritto all’albo dei giornalisti. Ma questo è un argomento che meriterà un numero a parte di Professione veterinaria… ■


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ATTUALITÀ

Analisi del DNA canino

di Andrea Rosati*

Un Nuovo Servizio che i Veterinari possono offrire ai propri clienti

Identificazione L’identificazione certa del cane di razza è uno dei problemi che toccano più da vicino gli allevatori, i veterinari, l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) e le strutture sanitarie locali e nazionali. La corretta identificazione, infatti, permette di soddisfare alcune esigenze come l’iscrizione all’anagrafe canina; la verifica della corretta genealogia; la ricerca e l’individuazione delle malattie genetiche; il rilascio di certificati sanitari per l’esportazione degli animali e, infine, la risoluzione di casi di smarrimento e furto. Le soluzioni d’identificazione sino ad oggi adottate (medaglietta, tatuaggio, microchip) non sono sempre soddisfacenti, perché non tengono in considerazione la complessità del sistema dell’allevamento canino e la velocità di spostamento degli animali. Inoltre, i tre siste mi, possono facilmente subire delle alterazioni casuali ma anche delle vere e proprie manipolazioni volontarie. È necessario pertanto pensare ad una soluzione che possa fornire un dato permanente ed inalterabile. L’identificazione individuale dei cani può essere svolta con la stessa tecnologia che permette alle polizie di tutto il mondo di identificare i responsabili dei reati mediante l’analisi del loro DNA. Il DNA può essere estratto da qual siasi cellula nucleata dell’organismo. Di preferenza, per questo tipo di analisi il DNA è estratto da sangue opportunamente raccolto in una provetta contenente anticoagulante o anche, può essere raccolto con un opportuno tampone dalla saliva del cane, che contiene sempre cellule di desquamazione dell’epitelio boccale. Il test si basa sull’utilizzo di una classe particolare di marcatori del DNA: i Microsatelliti. I microsatelliti sono delle corte sequenze, distribuite a caso lungo tutto il ge-

noma, e possono essere considerati come dei veri e propri geni, anche se non codificano per nes sun carattere fenotipico, e, come tali, in molti casi, presentano forme diverse (alleli). Tutto ciò comporta un’alta probabilità che individui, presi a caso in una determinata razza, abbiano genotipo diverso, presentino, cioè, alleli diversi. I microsatelliti, quindi, possono essere utilizzati per l’identificazione degli animali, infatti, ogni singolo individuo sarà caratterizzato da un genotipo ben definito per ogni singolo microsatellite analizzato. Il Laboratorio Gruppi Sanguigni di Cremona (LGS) con oltre 55.000 analisi genetiche eseguite ogni anno, è da sempre al servizio delle maggiori associazioni nazionali di razza e di specie degli animali d’interesse zootecnico, ha definito, per la specie Canina, un protocollo, basato sull’analisi del DNA per l’identificazione individuale.

Diagnosi di paternità e/o maternità I microsatelliti utilizzati sono stati validati dalla Società Internazionale di Genetica Animale (ISAG), di cui LGS è socia, che ha tra i suoi obiettivi il compito di standardizzare a livello mondiale le metodiche per le analisi genetiche. Pertanto, l’analisi può essere confrontata con tutte quelle effettuate nei migliori laboratori di tutto il mondo. In questo modo, inoltre, sarà possibile importare ed esportare qualsiasi cane con un identificativo genetico universalmente riconosciuto. I microsatelliti possono però soprattutto essere utilizzati per le diagnosi di paternità e/o maternità, poiché il genotipo dei singoli individui è costituito da due alleli, uno d’origine paterna e uno d’origine materna. Il confronto dei genotipi del padre, della madre e del presunto figlio permetterà di attribuire o meno la

MALATTIA

RAZZA

Canine Leukocyte Adhesion Deficiency (CLAD)

Irish Setter

Congenital Stationary Night Blindness (RPE65-CSNB)

Briard

Copper Toxicosis

Bedlington Terrier

Cystinuria

Newfoundland

Fucosidosis

English Springer Spaniel

GM-1 gangliosidosis

Portuguese Water Dog

Globoid Cell Leukodystrophy (also known as Krabbe’s Disease)

Cairn Terriers, West Highland White Terriers

Myotonia Congenita

Miniature Schnauzer

Narcolepsy

Dachshund, Doberman Pinscher, Labrador Retriever

Phosphofructokinase (pfk) Deficiency

American Cocker Spaniel, English Springer Spaniel

Phosphofructokinase (pfk) Deficiency

American Cocker Spaniel, English Springer Spaniel

Phosphofructokinase (PFK) Deficiency

English Springer Spaniel, American Cocker Spaniel, Mixed Breeds

Prcd form of Progressive Retinal Atrophy (PRA)

Chesapeake Bay Retriever, English Cocker Spaniel, Labrador Retriever Portuguese Water Dog

Progressive Retinal Atrophy (PRA)

Irish Setter, Cardigan Welsh Corgi

Progressive Retinal Atrophy (PRA)

Irish Setter

Progressive Retinal Atrophy (PRA) form Rcd1

Irish Setter

Progressive Retinal Atrophy (PRA) – Type A

Miniature Schnauzer

Progressive Retinal Atrophy (PRA) – X-Linked

Samoyed, Siberian Husky

Pyruvate Kinase Deficiency

Basenji

Pyruvate Kinase Deficiency

Basenji, West Highland White Terrier

Renal Dysplasia

Lhasa Apso, Shih Tzu, Soft Coated Wheaten Terrier

Von Willebrand’s Disease

Doberman Pinscher, Manchester Terrier, Pembroke Welsh Corgi, Poodle, Shetland Sheepdog

Von Willebrand’s Disease

Doberman Pinscher, Manchester Terrier, Pembroke Welsh Corgi, Poodle, Scottish Terrier, Shetland Sheepdog

paternità e/o la maternità. L’atten dibilità dell’analisi è pari allo 0.9999. Questo significa che in qualsiasi caso è sempre possibile risalire ai reali genitori di un determinato cucciolo. Il Laboratorio Gruppi Sanguigni, inoltre, è l’unico laboratorio europeo ad essere accreditato rispetto alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e alle prescrizioni SINAL per i test di parentela per la specie canina (Accreditamento N 289). Con le tecniche attualmente in uso nei laboratori LGS è possibile determinare inoltre a quale razza appartiene un determinato cane. La caratterizzazione genetica delle singole razze rende possibile la messa a punto e l’applicazione di protocolli statistici per l’assegnazione di un individuo alla popolazione. Questo si può fare impiegando gli alleli dei 22 microsatelliti analizzati fissati in alcune razze, l’utilizzo d’opportuni software permette, infine, in modo semplice l’attribuzione di razza.

Analisi dei Geni di Interesse Nella tabella seguente sono riportate le più importanti malattie genetiche, su cui è possibile effettuare un’analisi di tipo molecolare, e le razze interessate. Il servizio proposto da LGS permetterà di individuare tutti i cani portatori dei geni responsabili della manifestazione di tali malattie, facilitando per i

club di razza, con appropriati piani selettivi, l’eradicazione della malattia in questione e per gli allevatori l’eliminazione dalla riproduzione dei soggetti apparentemente ma portatori della malattia nel proprio genotipo e che potrebbero quindi produrre una progenie affetta.

La Banca del DNA LGS con la “Banca del DNA” offre la possibilità a tutti gli allevatori di archiviare presso il laboratorio il DNA dei propri cani, in questo modo si avrà sempre il modo di controllare l’identità dei cani allevati. Infatti, sarà sempre possibile confrontare il DNA depositato con quello estratto da qualsiasi materiale biologico dello stesso cane (campioni di sangue intero, urina, saliva, raschiato gengivale, liquido seminale, pelo con bulbo, tessuti vari, materiale autoptico). Inoltre sarà possibile effettuare in qualsiasi momento il test di parentela e tutte le analisi genetiche (malattie ereditarie e test genetici per la valutazione delle caratteristiche di razza) che contribuiranno al miglioramento genetico degli animali allevati.

Conclusioni L’analisi del DNA, pertanto, potrà introdurre un nuovo livello di tutela per l’allevatore ed il compratore ed aggiungere un nuovo valore ai cani e, di conseguenza, alla reputa-

zione dell’allevatore come allevatore di animali di qualità. Infatti, se è possibile dichiarare, in un contratto di vendita, che l’identità ed il pedigree di un determinato cane sono stati scientificamente convalidati dall’analisi del DNA, il cane avrà, certamente, un maggior valore per il compratore. Si potrà, persino, scegliere di annotare il genotipo del cane direttamente sul pedigree. L’analisi del DNA può indiscutibilmente convalidare la parentela e l’esatto pedigree di qualsiasi cane. Offre agli estimatori di nuove e rare razze un mezzo ideale di stabilire iniziali registri genealogici delle linee di sangue ed il riconoscimento sicuro e veloce da parte del Club. Garantisce, ancora, l’integrità del registro genealogico, fornendo un mezzo potente con il quale far richiesta del proprio pedigree e stimolare buone regole per la registrazione dei dati. Conoscere il corretto pedigree degli animali in selezione è la chiave che apre il vero potenziale genetico di una razza. I libri genealogici, basati sul DNA, sono già in uso nelle maggiori specie di interesse zootecnico, inclusi i cavalli, i bovini, i bufali, gli ovini, i caprini e i suini. L’analisi del DNA, infine, è considerata il metodo più accurato anche per l’identificazione umana. ■ *Direttore Laboratorio Gruppi Sanguigni Cremona


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 L’INTERVIST A

Intervista a Maria Grazia Monzeglio

di Sabina Pizzamiglio

Vet.journal: nocchiero dell’informazione scientifica on line La veterinaria italiana ha un portale unico d’informazione scientifica. Lo ha ideato il Direttore Editoriale di EVsrl, Enrico Febbo. Lo dirige Maria Grazia Monzeglio, curatrice delle edizioni bisettimanali di V

o scambio di informazioni scientifiche è una delle principali risorse della Rete, la prima che Internet abbia esplorato per non dire la primigenia ragion d’essere del w.w.w. La ricerca e la divulgazione del sapere scientifico via web permette alle comunità scientifiche di tutto il mondo di scambiare informazioni in tempi rapidissimi e di monitorare lo scibile con notevoli vantaggi economici e culturali. Ma in Rete non sempre chi cerca trova. Bisogna saper navigare... Vet.journal, ideato dalla Direzione Editoriale di EV srl come portale unico dell’informazione scientifica veterinaria, nasce proprio con l’obiettivo di fornire al veterinario, qualunque sia il suo ambito professionale e di interesse, un’informazione a tutto campo dal mondo delle bioscienze. Maria Grazia Monzeglio che lo dirige insieme ad Enrico Febbo ci ha spiegato che “Vet.journal vuole essere un occhio aperto sul mondo delle novità in campo medico, veterinario e delle scienze in generale, selezionando gli argomenti più interessanti dal panorama scientifico internazionale”.

L

Dottoressa Monzeglio, come sta andando Vet.journal? Dalla sua inaugurazione l’11 aprile scorso, Vet.journal è in continua evoluzione e scopre strada facendo nuovi modi di fare aggiornamento scientifico. Non si tratta di un aggiornamento scientifico di immediata utilità pratica per il veterinario, bensì di una possibilità di approfondimento e ampliamento della cultura scientifica personale a cui spesso il professionista non ha tempo di provvedere. In questo modo, il lettore può selezionare gli argomenti di interesse e approfondirli di persona, utilizzando anche i link alle fonti che vengono forniti con la notizia. Vet.journal si occupa poi anche di eventi congressuali, scegliendo alcune tematiche scientifiche d’interesse trattate in congressi, seminari, corsi nazionali e internazionali e riportandone dei sintetici estratti, permettendo un parziale aggiornamento anche a chi non ha partecipato all’evento. Come funziona la ricognizione dell’informazione scientifica e quali sono i principali riferimenti? Internet ha senz’altro enormemente facilitato l’accesso alle informazioni scientifiche, in particolare per quanto riguarda il vasto mondo delle pubblicazioni. Diversa è la questione dell’aggiornamento sulle notizie “dell’ultima ora”, quali

et.journal è stato ideato dalla Direzione Editoriale di EV srl come portale unico dell’informazione scientifica veterinaria ed è stato inaugurato l’11 aprile 2003. La redazione scientifica, la prima del suo genere in Italia, è diretta dal dottor Enrico Febbo e dalla dottoressa Maria Grazia Monzeglio. Essa si avvale di una estesa rete di collaboratori ed è inserita nel circuito delle agenzie di informazione specializzate; provvede a fornire un flusso informativo continuo sugli eventi della medicina veterinaria e sul mondo delle bioscienze, documentando inoltre con inchieste e reportage gli eventi congressuali nazionali ed internazionali. La newsletter di Vet.journal viene inviata gratuitamente a tutti gli iscritti alla Vetlink-list il mercoledì e il venerdì. A partire da gennaio 2004 la pubblicazione si arricchirà del numero del lunedì. Questo sistema di aggiornamento scientifico permanente integra inoltre l’archivio bibliografico che contiene tutti i lavori scientifici pubblicati dal 1987 dalle riviste edite da SCIVAC prima e poi da EV srl (PDF integrali disponibili dal 1995) e lavori reperiti nella letteratura internazionale. www.evsrl.it/vet.journal/

V

Maria Grazia Monzeglio si è laureata in medicina veterinaria presso l’Università degli Studi di Milano nel 1992 e diplomata Dottore di ricerca in Oncologia comparata nel 1997. All’attività clinica e di ricerca nella medicina dei piccoli animali che ha svolto principalmente presso l’Istituto di Clinica chirurgica veterinaria della facoltà di Milano, ha da sempre affiancato la passione e l’attività nel campo dell’editoria medicoscientifica, svolgendo lavori di traduzione, correzione e revisione di testi di medicina veterinaria e partecipando all’elaborazione di numerosi articoli scientifici. scoperte scientifiche, anticipazioni dei risultati di ricerche in corso, efficacia di nuovi farmaci, ecc. In questo ambito infatti il livello di guardia verso l’affidabilità di tutto ciò che è reperibile nell’immenso contenitore che è la Rete deve innalzarsi. Spesso a un allettante titolo che annuncia sensazionali novità in campo medico segue un testo di più modeste pretese che rivela magari una ricerca in stadio embrionale o dal futuro ancora incerto. Quante volte ci è stata annunciata la definitiva vittoria della lottacontro il cancro? La ripresa di notizie da una fonte all’altra può generare banalizzazioni e, alla peggio, grossolani errori e imprecisioni. Che in campo scientifico fanno la differenza. Il compito forse più delicato di Vet.journal è forse proprio quello di cercare di “pulire” la notizia scientifica da tutto ciò che non sembra fondarsi su evidenti basi di scientificità e di arricchirla, quando possibile, di nozioni di maggiore interesse per il mondo veterinario. Vet.journal è anche un immenso archivio bibliografico. In che modo i Colleghi possono servirsene per le loro ricerche? Il nostro sistema di aggiornamento scientifico permanente integra un archivio bibliografico che contiene tutti i lavori scientifici pubblicati dal 1987 dalle riviste edite da SCIVAC prima e poi da EV srl e lavori reperiti nella letteratura internazionale a partire, in questa fase iniziale, dal 2001 in avanti. L’ag-

giornamento è continuo ed è previsto l’inserimento progressivo di lavori stranieri pubblicati anche nel 1999 e 2000. È messo a disposizione anche il link con il Journal Browser di Medline per risalire ai dati della rivista. Quale evoluzione prefigurate per

Vet.journal? L’obiettivo principale è sempre quello di migliorarsi, e per una newsletter scientifica ciò non può prescindere dall’ampliamento e raffinamento delle fonti di informazione. Altro intento è quello di produrre un numero sempre maggiore di riassunti ed estratti delle pubblicazioni

et.journal

scientifiche che via via vengono diffuse da strumenti utilissimi come ad esempio PubMed. Anche in questo caso, uno strumento immediato per dare uno sguardo alle novità della letteratura, con link alla fonte per poter approfondire. ■

1000 utenti per l’OEMF a banca dati dei prodotti medicinali ad uso veterinario, messa a disposizione da OEMF (un marchio Masson) e aggiornata ogni quindici giorni, ha raggiunto i 1000 utenti registrati. L‘informatore Farmaceutico di Veterinaria e Zootecnia dell’OEMF è una Banca Dati ufficiale, aggiornata on line in collaborazione con le Aziende produttrici e il Ministero della Salute. Una novità assoluta per il settore che, dalla sua attivazione nel maggio del 2003, ha già doppiato un traguardo da record.

L

www.anmvi.it/oemf

ARCOSAN S.r.l.

VETERINARY CHIRURGICAL ORGANIZATION

Via Bainsizza, 41 - 21042Caronno Pertusella - Varese Tel. 02/96459129 - Fax 02/96459711 www.arcosan.com - Email: arcosan@tiscalinet.it


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ANMVI INFORMA

Convegno ANMVI

di Roberto Lomolino

Aggressività ed educazione del cane: le linee guida presentate a Roma puntano al “cane buon cittadino” Elaborata da tre Commissioni (FNOVI, ANMVI, SISCA) la proposta della veterinaria per una normativa nazionale di prevenzione dell’aggressività canina Si è svolto a Roma lunedì 10 novembre 2003, presso la Camera dei Deputati nella Sala del Cenacolo a Palazzo Valdina in p.zza di Campo Marzio al n° 42, il convegno dal titolo “L’aggressività e l’educazione del cane: il contributo della medicina veterinaria” per presentare proposte al Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, in tema di aggressioni da parte di cani e tutela dell’incolumità pubblica. L’A.N.M.V.I (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), organizzatrice dell’evento, ha colto l’occasione per presentare ai rappresentanti del Ministero e ai relatori del convegno un documento redatto in collaborazione con apposite commissioni F.N.O.V.I. (Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari) e la S.I.S.C.A (Società Italiana Scienze Comportamentali Applicate) sulle linee guida per una normativa nazionale sulla corretta convivenza dell’uomo con il cane e la prevenzione di episodi di aggressione canina.

Puntuali alle ore 9.30 di lunedì 10 novembre scorso i relatori del convegno: il dr. Roberto Marchesini noto zooantropologo e membro della commissione F.N.O.V.I. sul benessere animale, il dr. Raimondo Colangeli consigliere nazionale S.I.S.C.A., la dr. Diana Levi responsabile Servizio Sanità Animale della ASL di Milano, la dr. Laura Torriani Segretario Nazionale A.N.M.V.I. e il dr. Sergio Papalia Dirigente Ufficio X della Direzione di Sanità Pubblica Veterinaria del Ministero della Salute moderati dal collega Onorevole Gianni Mancuso hanno intrapreso i lavori del Convegno dal titolo “L’aggressività e l’educazione del cane: il contributo della medicina veterinaria” per presentare proposte al Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, in tema di aggressioni da parte di cani e tutela dell’incolumità pubblica. Subito, dopo aver salutato i relatori e tutti i presenti al convegno, il Presidente A.N.M.V.I., dr. Paolo Bossi, ha messo sul tavolo le 1592 firme di veterinari raccolte via internet in soli 10 giorni che supportano i contenuti del documento A.N.M.V.I. che l’On. Mancuso si è formalmente impegnato a traghettare al Ministro Girolamo Sirchia, grande assente della giornata per improcrastinabili impegni istituzionali come da lui stesso scritto nel telegramma inviato agli organizzatori dell’evento. L’amarezza dell’esperto in zooantropologia Il primo a parlare è stato il dr. Roberto Marchesini, noto zooantro-

pologo e membro della commissione F.N.O.V.I sul benessere animale, egli ha messo in evidenza il ruolo del medico veterinario nel rapporto uomo-animale come arbitro della corretta convivenza. Ha espresso profonda amarezza per come è stata condotta l’intera vicenda e di come sia sopravalsa l’emotività creata dai mass-media a scapito della competenza di chi si occupa di zooantropologia, dei comportamentalisti e della categoria veterinaria tutta. La socializzazione interspecifica, secondo Marchesini, è alla base di un corretto sviluppo ontogenetico dell’uomo e il rapporto con il cane è l’archetipo di questa socializzazione, la visione antropocentrica (propria di questa Ordinanza del Ministro) esclude il feed-back positivo che arriva dalla convivenza con l’animale domestico. In zooantropologia il confronto e l’ibridazione del rapporto uomoanimale costituisce l’identità stes sa dell’uomo e il cane entra e vive con la società umana costruendo l’uomo. Dice Marchesini se si privilegia la prevenzione sanitaria tout-court, come in questo ultimo episodio, prescindendo da quanto esposto dalle teorie zooantropologiche, la società si impoverisce e si priva del rapporto uomoanimale. Se invece si concepisse l’importanza del rapporto dell’uomo-animale in ambito sociale, formativo e sanitario (vedi pet-therapy) la società ne trarrebbe beneficio e ovviamente il veterinario occuperebbe un ruolo di serie A come importante arbitro di questo rapporto. L’animale, continua Marchesini, ha un ruolo non solo con le persone che hanno problemi, sarebbe svilirne la sua importanza, ma è un perno della realtà umana che è per sua natura interspecifica. Quindi non è corretto concepire l’animale come una cosa ma è altrettanto scorretto antropoformizzarlo. L’animale quindi come un componente a se stante della esistenza ma che in quanto domestico assume un ruolo fondamentale all’interno della società umana. Se questo è vero, emerge quindi l’importanza del benessere animale in senso generale e diventano fondamentali le competenze per la tutela della salute animale, del suo benessere e del corretto rapporto con l’uomo. Volergli bene non è sufficiente per garantirgli un elevato grado di benessere. Le relazioni però, ribadisce Marchesini, portano anche dei problemi che sono poca cosa se si intravede il valore di questa relazione. La contropartita è minima, sentenzia Marchesini, se pensiamo a cosa potremmo perdere da questo rapporto che data 50.000 anni.

I contenuti delle linee guida “L’obbiettivo da centrare è il benessere animale”, esordisce così il dr. Raimondo Colangeli consigliere nazionale S.I.S.C.A. che si accolla l’onere di elencare i contenuti del documento A.N.M.V.I. volto a stabilire le linee guida per una normativa nazionale sulla corretta convivenza dell’uomo con il cane e la prevenzione di episodi di aggressione canina. Per prima cosa, continua Colangeli, bisogna applicare l’anagrafe canina (legge 281 del 14/8/1991) la quale costituisce uno strumento per la responsabilizzazione del possessore di un cane. Questa legge ancora largamente disattesa necessita di un adeguato rilancio operativo e di una modernizzazione del sistema anagrafico e dei mezzi di identificazione animale. La S.I.S.C.A., in particolare preferisce il microchip come mezzo di identificazione animale che presenta i vantaggi di una facilità di applicazione, di controllo ed è conforme con quanto si sta facendo nel resto di Europa. Altro punto da evidenziare è il possesso responsabile di un cane. Questa responsabilità si riversa su due soggetti, il cane e la società. Per fare scelte responsabili però, continua Colangeli, è di fondamentale importanza la formazione, la conoscenza ed il rispetto dell’etologia del cane della sua interazione con l’uomo e con gli altri animali. Diviene quindi importante l’educazione in età scolastica dei futuri cittadini da parte dei medici veterinari avvalendosi di materiale informativo e dei mass-media per raggiungere il maggior numero di persone possibili. Per ciò che attiene alla sicurezza nei luoghi pubblici, Colangeli dice che la definizione stessa di luogo pubblico dovrebbe essere sostitui-

Il Presidente A.N.M.V.I., dr. Paolo Bossi, Diana Levi (ASLMI), Sergio Papalia (Min Sal) e l’on.Mancuso ta da quella di luogo affollato e che bisognerebbe creare dei “parchi etologici” per permettere al cane di esercitare il sacrosanto diritto di comunicare. E, a questo proposito, Colangeli ha mostrato alla platea un delizioso filmato dal titolo “il minuetto della comunicazione” da lui stesso ripreso, in cui due cani maschi entrambi dominanti si muovevano, con un sottofondo musicale di minuetto, ritualizzando i comportamenti aggressivi e prendendosi il tempo necessario per la comunicazione e per la conoscenza senza che nessuno dei due fosse tenuto al guinzaglio o che indossasse la museruola. Due cani il cui processo di socializzazione evidentemente aveva seguito il suo iter naturale. È evidente quindi che la socializzazione riveste un ruolo chiave nella sicurezza dei cittadini, a tale scopo quindi, continua Colangeli, dovrebbero essere attivati dei corsi di formazione di “cane buon cittadino” con relativi test di selezione simili a quelli regolamentati nel 1989 negli Stati Uniti e riconosciuti

con valore di legge in altri stati quali il Canada, la Danimarca, la Svezia e la Finlandia. I corsi indirizzati al proprietario dell’animale dovrebbero essere svolti dal veterinario e andare dalla scelta del cucciolo, passando dalla prevenzione dei principali disturbi comportamentali, fino ad arrivare all’educazione e alla gestione del cane. Mentre i corsi indirizzati ai cittadini in generale partirebbero dalle scuole, gestiti da diversi organismi (senza specificare quali) e dovrebbero riguardare la bio-diversità e la corretta interazione uomoanimale. Dovrebbe essere concesso ai cani che superano il test, e ai cuccioli di età inferiore agli 8 mesi, in deroga all’Art. 83 del Regolamento di Polizia Veterinaria, di frequentare spazi verdi recintati, non attrezzati come parco giochi per i bambini, senza guinzaglio e museruola al fine di favorire il processo di socializzazione e salvaguardare l’equilibrio psico-fisico del cane.

Mancuso scrive a Sirchia: si ricordi dei veterinari “Abbiamo già nel Sottosegretario Cursi un alleato non vedo perché non tentare anche con il Ministro. Io farò la mia parte”. Così Gianni Mancuso, veterinario parlamentare di Forza Italia si impegnava di fronte alla platea del convegno romano dell’ANMVI a sostenere l’appello dell’ANMVI. Impegno mantenuto. Mancuso ha infatti inviato una lettera al Ministro nella quale, in data 20 novembre, scrive: “il tono di questo appello è duro ma rappresenta bene i sentimenti di una Categoria che ha dato fiducia all’attuale maggioranza politica che governa il Paese e che si attende di essere interpellata e coivolta sui temi di propria competenza. Anche la FNOVI che rappresenta l’intera Categoria soffre della mancanza di un luogo di concertazione permanente sulla materia Medico Veterinaria. Fino ad oggi questo mondo professionale ha trovato in me, unico veterinario in Parlamento, e nel Sottosegretario Sen. Cesare Cursi i soli interlocutori attenti, ma non può bastare. Non c’è dubbio che i problemi della sanità siano complessi, articolati e, spesso, di difficile soluzione, ma almeno per quelli che toccano la competenza veterinaria si ricordi di questa risorsa intellettuale che vuole mettersi a disposizione del Ministero della Salute”.

Dr. Marchesini zoo-antropologo e membro della Commissione sul Benessere Animale della F.N.O.V.I. “Sono rimasto molto amareggiato dall’Ordinanza del Ministro G. Sirchia, non tiene conto del millenario rapporto fra uomo e cane, del ruolo del cane nello sviluppo ontogenico dell’uomo e della società umana e per ultimo ma non meno importante delle competenze zooantropologiche, dei comportamentalisti veterinari e della nostra categoria tutta!”


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ANMVI INFORMA

Anche l’allevamento dovrebbe essere tenuto sotto controllo attraverso l’istituzione di un registro degli allevatori e dei rivenditori di cani. Colangeli afferma che i primi 5 mesi sono fondamentali per lo sviluppo del cane vanno quindi banditi gli allevamenti troppo affollati, gli allevamenti in batteria e andrebbe regolato anche l’allevamento dei privati. E poi fondamentale che il cucciolo resti con la madre per un periodo minimo di 8 settimane per apprendere i meccanismi di autocontrollo e di inibizione del morso. Per ciò che riguarda la repressione

degli episodi di aggressione canina, dice Colangeli, non bisogna parlare di razze ma di individui. Invocare la differenza tra razze è un segno di degrado sociale. È molto più corretto definire il cane morsicatore come un soggetto con patologia comportamentale che produce lesioni. Va quindi costruito un meccanismo di controllo che preveda la classica visita del veterinario ufficiale ASL per la profilassi rabigena, integrata dalla valutazione del caso da parte di un esperto comportamentalista. Ovviamente deve aumentare l’at-

tenzione delle forze dell’Ordine alla repressione di quella parte di criminalità che fomenta l’allevamento e l’addestramento di cani per i combattimenti clandestini e che costituisce uno dei bacini di produzione di cani ad elevata pericolosità sociale che difficilmente poi possono essere reinseriti nella società. L’esperienza nordista Diana Levi, responsabile Servizio Sanità Animale della ASL di Milano, esordisce ribadendo la parzialità dei dati presentati al convegno

che riguardano la città di Milano ma sottolinea subito l’importanza dell’analisi dei dati presentati dal Ministro sulle 70.000 morsicature che annualmente interessano il nostro Paese. La Levi dice che di queste morsicature solo l’80% hanno come responsabili i cani il restante 20% è da attribuire ad altri animali e che le lesioni gravi sono rarissime, nei primi 6 mesi del 2003 a Milano ce ne è stata una sola (dato interessante, dice lei però da prendere con le pinze visto che le segnalazioni ospedaliere non sono molto puntuali).

Interessante è poi una tabella con la percentuale di episodi di morsicatura che la Levi mostra alla platea in cui ritroviamo i Pit-Bull con il primato del 10% seguiti da pastori tedeschi, rott-weiler, pastori maremmani e american staff. terrier all’8%, barboncini al 4%, bassotti al 3% e in ultima posizione boxer e meticci che mordono per il 2% dei casi. Ovviamente, e la conferma arriva proprio dalla Levi, negli ultimi 6 mesi sono aumentati i Pit-Bull che arrivano al canile rifugio e che non possono essere riadottati e pensiamo purtroppo che con l’Ordinanza Sirchia il numero non tenderà a diminuire. Quali i suggerimenti della Levi per la risoluzione del Problema? Prima di tutto il rispetto de D.P.R. 08/02/54 Art. n° 320 Regolamento di Polizia Veterinaria, adeguate sanzioni, accurata analisi dei dati statistici (la maggior parte delle morsicature avvengono in ambito domestico) e provvedimenti restrittivi per quei cani che hanno provocato lesioni guaribili sopra i 20 giorni a persone od animali. Obbligo quindi di museruola e guinzaglio al di fuori dell’ambito domestico e in ambito condominiale con la proposta di sterilizzazione se questa fosse in grado di diminuire l’aggressività del soggetto. Emanazione di una normativa nazionale che preveda la museruola e il guinzaglio ai soli cani morsicatori con delle aree preposte alle loro passeggiate. Prevenire le morsicature, per la Levi sarebbe possibile, se si tenesse conto dei giudizi dei veterinari esperti di comportamento animale su i cani potenzialmente pericolosi, attraverso dei test di valutazione comportamentale e il rilascio di un apposito patentino, elevando sanzioni di una certa consistenza e in caso di reiterazione del reato giungere fino al sequestro dell’animale senza però arrivare alla rieducazione e alla lungo degenza. Esercitare un controllo della riproduzione animale soprattutto di quella gestita dai privati (cittadina) a cui spesso consegue una cattiva gestione della cucciolata (cuccioli ceduti a 1 mese di età). L’esempio degli altri paesi Per Laura Torriani Segr. Nazionale A.N.M.V.I. i cani pericolosi non esistono e forse sarebbe meglio parlare delle morsicature da cani. Per lei la causa risiederebbe nell’aumento del numero dei cani (anche se i dati non sono certi viste le carenze dell’anagrafe canina), alla presenza di numerose tipologie di cani e contribuirebbe anche la divisione in cani di grossa e piccola taglia. Per la Torriani è necessario fare un’informazione corretta sulle diverse tipologie di razza e non lasciarsi influenzare dall’informazione di massa o dagli eventi mediatici (film e telefilm più o meno di successo) per ciò che riguarda la scelta del proprio animale da compagnia. Un aiuto in questo potrebbe arrivare da una corretta educazione scolastica sull’antropologia che attualmente invece è saltuaria, scoordinata e spesso delegata a insegnanti non professionisti. Una buona conoscenza dell’antropologia, secondo la relatrice, dimi-


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ANMVI INFORMA nuirebbe di certo le aggressioni casalinghe dovute alla mancata conoscenza del proprio animale e per niente influenzate dalle leggi relative alla conduzione di un animale nei luoghi pubblici (ordinanza Sirchia compresa ovviamente). Torriani evidenzia come le scelte legislative sull’argomento possono essere di due tipi: leggi basate sull’identificazione razziale o morfologica dei cani potenzialmente pericolosi oppure leggi che si applicano ai singoli soggetti responsabili del danno. A livello internazionale non si ha una parità di vedute sulla definizione dei cani pericolosi. In Francia per esempio i cani vengono divisi in due categorie, cani da attacco (che dovrebbero scomparire in 10 anni di tempo) e cani da guardia (per i quali sono previste solo alcune restrizioni). La Spagna invece ha elencato una serie di caratteristiche morfologiche per arrivare a definire il cane pericoloso tra cui anche la tipologia del pelo (quelli a pelo corto sarebbero più pericolosi). Il regno Unito ha definito come pericolosi tutti i cani Pit-Bull e simili e i Tosa Giapponesi e simili. La Germania nella sua definizione di cane pericoloso tiene conto della morfologia oltre ad elaborare una lista di razze potenzialmente pericolose. In California, sembrano essere più cauti, non hanno emanato leggi al riguardo e vietano una eventuale messa al bando di cani partendo solo dal concetto razziale anche se tutti si prodigano nella prevenzione delle morsicature. In Pennsylvania si adotta lo stesso modello di comportamento ed è vietato alle assicurazioni non assicurare i cani potenzialmente pericolosi. Ma che definizione salta fuori di cane pericoloso, analizzando le varie tipologie legislative internazionali, continua la Torriani, “è definito cane pericoloso un animale che morde se non provocato oppure se addestrato al combattimento fra cani”. E nei confronti di questi animali che tipo di precauzioni prendono gli altri paesi? Ne vietano la commercializzazione, l’importazione e l’esportazione, viene vietata la riproduzione, il possesso ai minori, la frequentazione dei luoghi pubblici, vengono soppressi e non rieducati, vengono identificati e segnalati con dispositivi particolari (collari fosforescenti etc), il possessore necessita di un certificato di abilitazione per il possesso e di una certificazione genealogica, vengono registrati presso albi specifici dell’anagrafe canina. In conclusione, per la Torriani, la via migliore per limitare il problema delle morsicature da cani è perseguire il proprietario anziché mettere al bando delle specifiche razze. Ottimismo ministeriale Per Sergio Papalia, Dirigente Ufficio X della Direzione di Sanità Pubblica Veterinaria del Ministero della Salute, ci sono molte controversie nell’Ordinanza del Ministro Sirchia ma questa è pur sempre una base per legiferare più saggiamente. Il Ministro d’Altronde si è trovato pressato dall’opinione pubblica e dagli organi di stampa è ha dovuto fare qualcosa colmando il vuoto legislativo che si era impegnato di

riempire il Ministero delle Risorse Agricole e Forestali. Già con il Ministro Bindi, continua Papalia, si era tentato di legiferare sull’argomento con un D.L. datato 5 novembre 1991 già approvato dal Consiglio dei Ministri ma che raccolse molti pareri ostili anche se già allora prevedeva norme per prevenire i combattimenti tra cani. Nel frattempo le morsicature non sono tuttavia diminuite, sentenzia Papalia, e il Ministro della Salute ha indicato di mettere insieme alcune norme contenute nel vecchio D.L. per promulgare l’Ordinanza

Contingibile e Urgente. Secondo il collega del ministero in questa Ordinanza qualcosa di buono c’è, come l’affermazione dell’esigenza del benessere animale, il divieto di commercializzazione e di importazione di pelli derivate dal cane e dal gatto, l’importanza della PetTherapy (Decreto del 6/02/03 Conferenza Stato-Regioni G.U. 03 marzo 03) come mezzo terapeutico, quest’ultimo punto assume particolare importanza se si considera che il Ministro Sirchia è un medico aggiunge Papalia, la regolamentazione della detenzione degli ani-

mali, e delle gare animali e l’opportunità di destinare risorse, attraverso un prelievo regionale da fare sulle prestazioni degli animali impiegati nelle pubblicità etc, per la tutela del benessere animale. Il Ministro comunque riconosce che questa Ordinanza è carente, continua Papalia, e che ha turbato i delicati equilibri esistenti ma la considera un preludio a uno studio dei problemi più approfondito e che necessita della consultazione delle varie categorie professionali invischiate nella faccenda al fine di legiferare in un secondo tempo

con più calma e saggezza. I punti da rivedere, secondo Papalia, sono: la lista delle razze con il famoso gruppo I e II fornito dall’ENCI e la definizione di luogo pubblico perché proviene dalla vecchia legislazione del 1954 che non rispecchia la situazione attuale. Papalia appare quindi positivo perché si è comunque iniziato a disciplinare la materia e pensa già a una legge proiettata nell’ottica dell’Unione Europea. ■ Il testo delle Linee guida è disponibile al sito www.anmvi.it


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congresso nazionale scivac 17-19 Ottobre 2003 - PERUGIA in collaborazione con AVULP

Chirurgia dei tessuti molli negli animali da compagnia

scvi SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA

SOCIETÀ DI CHIRURGIA VETERINARIA ITALIANA

SCIVAC ringrazia gli sponsor per il loro contributo alla realizzazione di questo congresso e tutte le aziende espositrici che vi hanno preso parte Animal Health

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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ANMVI IN BREVE

Pet therapy, audizione ANMVI in Parlamento l presidente della Commissione Affari Sociali della Camera,on. Palumbo (FI) ha invitato l’ANMVI ad una audizione informale sul testo unificato delle proposte di legge sulla disciplina delle attività e delle terapie assistite. Per conto dell’Associazione, il 16 ottobre scorso si è espresso il collega Raimondo Colangeli (SISCA). Il testo unico in discussione raccoglie 3 proposte di legge depositate in materia in Parlamento ed è stato curato dall’Onorevole Gianni Mancuso (AN). La proposta “definisce e promuove le attività e le terapie assistite da-

gli animali, ne individua gli obiettivi e gli ambiti di applicazione, ne riconosce l’utilità in campo sociale nonché la validità come possibile metodo di cura in sinergia con le terapie tradizionali”. Questa la sintesi dell’audizione: “Valutare questa proposta di legge ci permette in primis di riportare nella giusta collocazione ed importanza la relazione uomo animale, scavalcando quella zoointolleranza che sembra colpire una parte della società italiana, preoccupata dagli ultimi eventi aggressivi che hanno interessato cani lasciati colpevolmente incustoditi e non

socializzati dai loro proprietari. L’ANMVI quindi accetta con grande soddisfazione il riconoscimento dell’utilità degli animali nei programmi di attività assistite e delle terapie assistite. Il successo della Pet therapy è strettamente legato alla relazione emozionale che si instaura tra il paziente e l’animale. Le figure del medico veterinario, del medico veterinario esperto in disciplina comportamentale e in zooantropologia rispondono perfettamente ai seguenti requisiti richiesti dalla legge: 1. La scelta della specie, della razza in relazione alle finalità

Rifiuti sanitari: è in vigore la nuova disciplina

goria veterinaria con un piano assicurativo arricchito di una nuova opzione. Dal 1 gennaio 2004, infatti, salgono a quattro i piani di assistenza sanitaria fra i quali il Medico Veterinario può individuare la migliore formula assicurativa, valida per sé e per il suo nucleo familiare. Viene così potenziato uno strumento assicurativo premiato fin dalla sua nascita, nel 2000, dal consenso della categoria medico-veterinaria, la quale ha confermato il crescente ricorso della popolazione italiana a formule di assistenza sanitaria integrativa. L’indagine condotta dal Censis nel 2002 ha infatti rilevato come “a livello di comportamenti sanitari individuali, si consolidano sia le strategie di ricorso al pri-

vato che quelle di autotutela”. Fra le prestazioni per le quali gli italiani fanno maggiore ricorso al privato, il Censis annovera le prestazioni specialistiche, quelle dentistiche e quelle diagnostiche. Il 37% degli italiani si rivolge a strutture private, il 24,4% motiva la scelta di una polizza sanitaria per la possibilità di accedere a servizi e prestazioni sanitarie private, mentre il 49,1% dichiara di voler maggiori garanzie in caso di eventi sanitari straordinari. Il Fondo Sanitario ANMVI è un fondo di categoria, pensato in esclusiva per i medici veterinari che, in virtù della sua maggior forza contrattuale, permette ai suoi associati di beneficiare delle condizioni più competitive offerte dal mercato assicurativo.

I

Una circolare della FNOVI a tutti gli Ordini ricorda che dal 26 settembre scorso è in vigore il nuovo DPR sui rifiuti sanitari. Il provvedimento abroga alcune p r evisioni sull’assimilazione dei rifiuti sanitari a quelli urbani. Il 26 settembre 2003 è entrato in vigore il nuovo DPR 254/2003 che va a sostituire, abrogandoli, sia l’art. 45 del d.leg. 22/1997, che tratta di rifiuti sanitari, sia il decreto 219/2000 che ne rappresenta il relativo regolamento. In proposito la FNOVI ha diramato il 30 settembre scorso una circolare a tutti gli ordini veterinari provinciali. “Oltre a queste disposizioni – precisa Giorgio Neri- il DPR citato abroga anche un’altra norma, meno conosciuta: l’articolo 2, comma 1-bis, della legge 16 novembre 2001, n. 405. La legge 405/ 2001 recava “Interventi urgenti in materia di spesa sanitaria” e l’articolo 2, comma 1bis quello che tanto stupore provoca negli addetti ai lavori e tanta inquietudine causa alle associazioni ambientaliste. Questo, infatti, permetteva di considerare assimilati ai rifiuti urbani non solo i rifiuti infettivi sottoposti a sterilizzazione con complesse (e costose) pro c e d u re, ma anche quelli “disinfettati” con prodotti che abbattessero la carica microbica di almeno il 99,999%.

Fondo sanitario ANMVI: riaprono le sottoscrizioni Allo scadere del primo triennio di operatività il Fondo Sanitario ANMVI riapre le sottoscrizioni generali e si ripresenta alla Cate-

psicologiche-educative, psichiatriche, mediche, motorieriabilitative della terapia.

del genere umano, una tolleranza alla manipolazione da parte di quest’ultimi.

2. Il controllo clinico e comportamentale delle condizioni di allevamento da dove derivano i soggetti.

5. La valutazione delle manifestazioni di stress a cui può essere sottoposto il soggetto durante la terapia.

3. La valutazione clinica del soggetto.

6. La valutazione periodica clinica e comportamentale del soggetto per ribadirne l’idoneità al programma. (R a imondo Colangeli/ sintesi dell’audizione informale depositata presso la Commissione Affari Sociali della Camera) ■

4. La valutazione e controllo dello sviluppo comportamentale del soggetto in accrescimento, mirante all’acquisizione di una corretta omeostasi sensoriale, una corretta socializzazione con le diverse categorie

Le condizioni di copertura ed il piano assicurativo vengono concordate ogni anno con Assidim Assistenza, per il tramite del maggior broker assicurativo su scala mondiale: Marsh spa. Il Fondo consente di portare in copertura il nucleo familiare del medico veterinario associato, senza indagini anamnestiche, né limiti di numero o di età per i suoi componenti. Dalla sua nascita, nel 2000, ad oggi il Fondo ha coperto 1.038 nuclei familiari, per un totale di 3.247 persone, e ha rimborsato spese sanitarie per circa 428.000 €. Per le adesioni di nuovi sottoscrittori c’è tempo fino al 31/12/2003 (per saperne di più: www.anmvi.it). ■

TESTATA A MURO PER ANESTESIA P.A.

È legittimo il ritiro trimestrale dei rifiuti? Desidererei cortesemente ricevere delle chiarificazioni in materia di trasporto e smaltimento di rifiuti speciali. Mi è stato fatto notare che l’unica raccolta ammessa dalla legge è la raccolta mensile. M.B., Treviso Risponde il Collega Giorgio Neri: Non solo è possibile, per i rifiuti sanitarinon infettivi (che rappresentano pressoché la totalità di quelli da noi prodotti), il conferimento trimestrale, ma addirittura questo termine può, a termini di legge, essere prolungato fino ad un anno! Per quanto riguarda, poi, i rifiuti sanitari infettivi, dal 26 settembre 2003 il conferimento a terzi autorizzati deve essere fatto, è vero, entro 30 giorni, ma dalla chiusura del contenitore.

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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ANMVI REGIONE

Riuniti a Perugia i Consigli Regionali ANMVI

a cura di Lara Zava

Una giornata per approfondire l’attività dell’ANMVI a livello regionale n occasione del 47° Congresso SCIVAC, si sono incontrati, a Perugia il 16 ottobre scorso, i presidenti e vicepresidenti delle ANMVI regionali costituite, per un convegno sull’attività organizzativa di ANMVI regione. Per la prima volta, dall’inizio della regionalizzazione dell’ANMVI, nel giugno del 2002, alcuni membri dei consigli direttivi regionali si sono riuniti per fare il punto sul ruolo, sull’attività e sui rapporti che le ANMVI regionali devono avere per essere interlocutori privilegiati della professione veterinaria.

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LOMBARDIA

Salute dei consumatori e aflatossine nel latte a Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia ha segnalato ad allevatori, coltivatori diretti e agricoltori che le granelle di mais attualmente in uso negli allevamenti potrebbero essere contaminate “in modo significativo” da aflatossina. La comunicazione, inviata per conoscenza il 21 ottobre scorso ai responsabili dei dipartimenti di prevenzione veterinari, indica nelle particolari situazioni atmosferiche della scorsa estate le possibili cause della contaminazione. La Direzione chiede ai destinatari di provvedere “con effetto immediato” alla sospensione della somministrazione di granelle di mais alle vacche, per le contaminazioni che queste possono provocare nel latte, a livelli superiori ai limiti previsti dalle norme comunitarie. Il provvedimento, da adottarsi in via cautelativa, può essere evitato dalle produzioni che avessero già disposto analisi di autocontrollo. La DGS informa inoltre che avvierà un piano di controllo sulle aflatossine in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia. Per la Regione Lombardia ci sono soglie troppo basse per un Paese dal clima caldo umido come l’Italia. I produttori dicono che i limiti

L

Devolution e federalismo, decentramento e regionalizzazione sono termini diversi che stanno ad indicare quel processo di riforma delle istituzioni che sta cambiando il volto delle Regioni, ormai divenute interlocutrici imprescindibili in molti ambiti politico-amministrativi. La stessa proposta di riordino delle professioni intellettuali ha dovuto confrontarsi con una nuova definizione dei rapporti fra Ordini e Regioni per le rispettive competenze sulle professioni. Anche la professione veterinaria avverte l’esigenza di un rapporto con le amministrazioni regionali, che vanno acquisendo sempre più peso in ambito sanitario. L’ANMVI, per essere presente in modo capillare a livello locale, sia direttamente sia attraverso le Associazioni Federate, ha fatto propria questa esigenza assumendosi l’impegno di garantire alla categoria la presenza in ogni regione di un corpo direttivo formato da

colleghi disposti all’impegno professionale e alla rappresentanza, ogni volta che la professione stessa lo renderà necessario, presso le istituzioni regionali, provinciali, comunali, le ASL, gli Istituti Zooprofilattici, le Università e le delegazioni territoriali delle organizzazioni di categoria. Tra gli argomenti trattati e discussi anche i rapporti con la FNOVI, con CONSILP-Confprofessioni per la partecipazione ai tavoli di concertazione regionale e con le istituzioni. Ciascuna ANMVI Regione è un interlocutore attento e presente sul territorio in quanto molto della politica sanitaria e di quella generale è demandata alle Regioni, ed è in grado quindi di cogliere i mutamenti e le esigenze della base veterinaria anche a livello locale, cercando di risolverle in modo da non fare sentire il professionista abbandonato a se stesso a livello locale. Per Carlo Scotti – coordinatore ANMVI Regione – la riunione a Pe-

rugia delle ANMVI regionali segna una tappa importante nell’evoluzione del progetto di avvicinamento alle esigenze locali di ANMVI. “Infatti – continua Scotti – nel Convegno si è avuto modo di rilevare una maturità consapevole del ruolo che i nostri organismi regionali hanno nei confronti dei Colleghi e, fatto molto importante, quali inter locutori degli organi regionali di amministrazione e di tutto quello che può coinvolgere o venire semplicemente a contatto con la Medicina Veterinaria”. “Oggi in quasi tutte le regioni italiane è presente un Consiglio Direttivo ANMVI regionale e tutto questo si è creato nell’arco di quattro an ni dalla costituzione dell’ANMVI. Questo rapido processo di regionalizzazione – conclude Scotti – è stato reso possibile grazie alla consapevolezza di molti Colleghi, nostri dirigenti regionali, che solamente con un coinvolgimento personale ed entusiasmo potranno garantire

un futuro alla nostra professione ed una sua riqualificazione”. ■

europei avvantaggiano le nazioni del Nord. Secondo L’Assessore all’Agricoltura Viviana Beccalos si “i limiti per le aflatossine nel latte sono troppo bassi per noi, l’Ita lia ha maggiori difficoltà per motivi climatici rispetto alla Germania, per esempio, a restare sotto la soglia. Intendo chiedere la revisione del livello di 50 nanogrammi. Basti pensare che la Food and Drug Administration lo ha fissato a 500. È vero che in Europa siamo più garantisti, ma non si capisce perché allora manchino parametri di riferimento per le aflatossine nei formaggi. Ci sarà proprio da discutere. L’emergenza passerà presto e non creerà gravi danni.” Osserva Giancarlo Belluzzi, Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria di Cremona: “La minaccia alla tutela della salute del consumatore, scatenata dalla recente impennata delle aflatossine nel latte, sta gradualmente attenuandosi; la dura prova sostenuta dai sanitari delle ASL della Lombardia e da quelli del laboratorio di Brescia sta dando positivi risultati, dopo che in solo 15 giorni sono riusciti a campionare, in tutta la Regione, quasi 700 autocisterne e centinaia di allevamenti. La sola provincia di Cremona, in questa dura battaglia condotta contro la temibile tossina ed il tempo, per uscire alla svelta dal cono d’ombra del dubbio, ha prodotto in poco più di 2 settimane ben 144 esami sulle cisterne di latte, campionato 220 allevamenti e bloccato il latte di oltre 50 aziende, fino a quando il loro latte non è sceso sotto i 50 nanogrammi/ki-

lo, la soglia di tolleranza ammessa dalla CEE. Il piano, messo a punto dalla Regione Lombardia, aveva previsto che, alla positività dell’autocisterna, scattasse il blocco dei conferenti; questi, campionati uno ad uno, avrebbero ripreso a consegnare latte per la trasformazione solo dopo che il campione ufficiale avesse dimostrato la bontà del risultato. Contestualmente, i medici veterinari delle ASL impartivano disposizioni e consigli sulla modi fica della dieta dei bovini, affinché venissero tolte le granaglie infestate dalla pericolosa muffa, responsabile della intossicazione alimentare dei bovini. Ebbene, questo imponente lavoro sta dando i suoi frutti ed il livello di contaminazione sta sensibilmente scendendo, confermando la validità del piano studiato a tavolino fin dalla fine di ottobre, quando il laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia aveva lanciato il primo allarme. Solo in provincia di Cremona, capitale della zootecnia nazionale, si trattava di campionare il latte di quasi 400 mila bovine, allevate in 1500 allevamenti; un lavoro immane che avrebbe messo a dura prova la credibilità del sistema. La scelta di campionare, in prima battuta, solo un centinaio di autocisterne, invece, ha abbreviato i tempi, scongiurando la minaccia che la tossina entrasse nel circuito alimentare, con grave pericolo per la salute dell’ignaro consumatore. Anche la validità degli esami svolti dal centro latte di Brescia non è

stata minata. Reggendo l’urto dell’impennata dei campioni, fornendo risultati attendibili, nonostante qualche denigratoria nota giornalistica, l’Istituto bresciano ha svol to appieno il suo compito esaminando migliaia di campioni giornalieri e fornendo il risultato in 24 ore; ciò ha consentito di limitare i danni all’agricoltura ma bloccando, comunque, quel latte che tutti i laboratori di confronto davano fuori quota.

si mantiene nella norma. I dati si riferiscono ad un piccolo campione conoscitivo - ha dichiarato il direttore della Sanità pubblica piemontese, Mario Valpreda - ma siamo comunque di fronte a una situazione che può essere gestita intensificando i controlli e aumentando le precauzioni dei produttori sia negli allevamenti che nei caseifici”. Gli esiti dell’analisi quantitativa sui campioni positivi saranno pronti tra quattro giorni. Domani, presso la Direzione della Sanità pubblica si terrà una riunione per definire “un piano mirato di interventi”. E sempre nei prossimi giorni si conta di poter risalire alla fonte della contaminazione per interrompere la trasmissione delle tossine attraverso il latte. (ANSA)

PIEMONTE

Aflatossine: nessun caso allarmante a Regione Piemonte, in seguito all’allarme lanciato nei giorni scorsi in Lombardia, ha avviato una campagna straordinaria di controlli sul latte per la ricerca di eventuali concentrazioni anomale di aflatossine, le sostanze tossiche di origine naturale che, in quantità superiori ai 50 nanogrammi al litro, sarebbero potenzialmente cancerogene. Solo in due delle 29 aziende piemontesi produttrici di latte controllate e in 3 cisterne su 9 sono state trovate aflatossine, ma in nessuna in concentrazione “superiore ai livelli di guardia”. Lo rivelano i primi risultati degli esami condotti dall’Istituto Zooprofilattico di Torino su disposizione della Direzione di Sanità pubblica della Regione Piemonte. La contaminazione del latte alla stalla, “pur essendo in crescita rispetto alle rilevazioni precedenti,

L

I PRESIDENTI DEI CONSIGLI REGIONALI ANMVI ANMVI EMILIA ROMAGNA – Marco Gariboldi ANMVI FRIULI VENEZIA GIULIA – Stefano Candotti ANMVI LAZIO – Marzio Gargiulo ANMVI LIGURIA – Giuseppe Carlisi ANMVI LOMBARDIA – Marina Perri ANMVI MARCHE – Marco Principi ANMVI MOLISE – Roberto Carluccio ANMVI PIEMONTE – Piermario Piga ANMVI PUGLIA – Sergio Spirito ANMVI SARDEGNA – Elio Cresci ANMVI SICILIA – Francesco Antoci ANMVI TOSCANA – Carlo Pizzirani ANMVI TRENTINO ALTO ADIGE – Maurizio Cornali ANMVI UMBRIA – Amato Violini ANMVI VENETO – Antonio Castellucci Sono in via di costituzione ANMVI Abruzzo, ANMVI Basilicata, ANMVI Calabria, ANMVI Campania e ANMVI Valle D’Aosta.

A Torino corsi di informazione per gli affidatari dei cani l Comune di Torino si fa promotore di una campagna di corretta gestione degli animali domestici. Con una delibera approvata dalla giunta comunale, si avviano, infatti, alcune iniziative destinate ad informare ed educare i possessori di animali domestici. Tra i servizi il comune si occuperà di fornire attività di consulenza, consigli e suggerimenti presso i canili municipali per i cittadini possessori o affidatari di cani, organizzazione di un ciclo di serate a tema dedicate “alla gestione degli animali da compagnia”, la predisposizione di vari

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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ANMVI REGIONE opuscoli informativi contenenti le informazioni di base per la cura ed il mantenimento degli animali e l’organizzazione di un corso di formazione per coloro che prendono in affidamento cani presso i canili cittadini. “L’iniziativa - spiega una nota del comune - prende spunto non solo dalla necessità di instaurare un corretto rapporto tra uomo ed animale ma anche da recenti episodi di cattiva gestione di animali con i relativi danni alle persone”.

LAZIO

In vigore la legge sui cani pericolosi ntro il 20 gennaio del 2004 i cani morsicatori e quelli appartenenti alle razze previste dalla Legge Regionale del Lazio n. 33 del 6 ottobre scorso dovranno essere iscritti in un registro speciale. Recita l’articolo 1 della legge: in ogni azienda unità sanitaria locale, di seguito denominata azienda USL, presso gli uffici competenti alla tenuta dell’anagrafe del cane, di cui all’articolo 12 della legge regionale 21 ottobre 1997, n. 34 (Tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo) è istituito un registro speciale al quale devono essere iscritti i cani appartenenti alle seguenti razze: pitbull, staffordshire terrier, staffordshire bull terrier, bullmastiff, dogo argentino, dogue de Bordeaux, fila brasileiro, cane corso e loro incroci. Al registro di cui al comma 1 devono essere iscritti anche i cani che abbiano morso o commesso aggressioni nei confronti di p8ersone tali da provocare lesioni e tali da richiedere intervento sanitario, medico o chirurgico. La legge prevede corsi e il rilascio di un patentino per i

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BOLOGNA Arriva “Pet passaport” per cani e gatti A Bologna arriva il “Pet Passport”, un passaporto vero e proprio per cani e gatti che contiene anche una piccola guida per i proprietari. La novità, realizzata dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl Città di Bologna e distribui ta gratuitamente, è stata presentata il 18 ottobre nel corso di un incontro dedicato ai cani, alla loro salute, all’aggressività reale o presunta, all’educazione ma anche ai loro problemi emotivi e psicologici. (Adnkronos Salute) Il “Pet passaport” è un libretto informativo redatto dal servizio veterinario di Bologna in collaborazione con l’Ordine dei Medici Veterinari di Bologna. Il passaporto contiene informazioni per il trasporto, detenzione espatrio e gestione legale del cane ed il comportamento da tenere in varie situazioni.

proprietari dei cani appartenenti alle razze sopraelencate. I corsi sono organizzati dalla Regione per il tramite dei servizi veterinari delle aziende USL, al fine di accrescere l’educazione civica ed il senso di responsabilizzazione dei proprietari medesimi. I proprietari dei cani appartenenti alle razze di cui all’articolo 1, comma 1 sono tenuti a far frequentare ai propri animali dei corsi organizzati dalla Regione per il tramite dei servizi veterinari delle aziende USL. Al termine dei corsi sono rilasciati appositi patentini.

Per l’espletamento dei corsi le aziende USL possono avvalersi di esperti iscritti in un apposito albo istituito presso la struttura regionale competente. I requisiti e le modalità per l’iscrizione a tale albo sono stabiliti con deliberazione della Giunta regionale. La legge stabilisce anche precisi obblighi per i medici veterinari: i cani devono essere sottoposti ogni dodici mesi a visita veterinaria presso i servizi veterinari delle aziende USL competenti per territorio. Qualora nel corso delle visite venga accertato che l’ani-

male presenta segni di lotta, i servizi veterinari delle aziende USL sono tenuti a segnalare l’animale ed il proprietario alle competenti autorità di pubblica sicurezza ed a ripetere la visita due mesi dopo. Dopo tre segnalazioni i servizi veterinari delle aziende USL trattengono l’animale in osservazione e provvedono, se necessario, alla rieducazione del medesimo prima di restituirlo al proprietario. Gli oneri economici connessi alle visite veterinarie e alla rieducazione dell’animale sono interamente a carico del pro-

prietario, possessore o detentore dello stesso. Una Commissione Regionale di valutazione e di controllo si occuperà dell’applicazione della legge. È presieduta dal dirigente della struttura regionale competente ed è formata da un rappresentante dei veterinari delle aziende USL, da un veterinario esperto in terapia comportamentale e da un etologo indicati dall’ordine dei medici veterinari. Commenta Tullio Paolo Scotti, Presidente dell’Ordine dei Veterinari di Roma: “Esprimo grandi perplessità su


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ANMVI REGIONE

questa legge, perché le uniche cose che siamo riusciti ad ottenere sono state il coinvolgimento dell’ordine in fase di discussione del provvedimento e un paio di emendamenti, fra cui l’inserimento di un comportamentalista nella Commissione. Purtroppo le nostre rimostranze sul coinvolgimento dei liberi professionisti non hanno trovato ascolto nella Regione. È tutto statalizzato come se questo fosse l’uni-

co modo per intervenire concretamente sul problema. Il servizio pubblico può certamente fare molto, ma non tutto, e dovrà oggettivamente coinvolgere il veterinario privato. Abbiamo anche ottenuto per l’animale di comprovata e irrecuperabile pericolosità la previsione dell’eutanasia piuttosto di una crudele reclusione. Complessivamente, non possiamo leggere senza forti perplessità questa legge”.

VENETO

PESCARA Un regolamento sulla tutela degli animali Approvato dal comune di Pescara il regolamento che vieta la presenza in città di tutti i circhi con animali. Previsto il divieto di cattura, la detenzione e il commercio di fauna selvatica nonché l’abbandono e l’avvelenamento di animali con conseguenti multe per i trasgressori.

Anagrafe bovina: accordo fra allevatori e veterinari delle Ulss i è tenuta una riunione congiunta tra la Coldiretti e i responsabili veterinari delle Ulss vicentine per definire i termini della collaborazione operativa nella gestione dell’anagrafe bovina. Al l’incontro erano presenti i responsabili veterinari dell’Ulss di Bassano Scarlassare e Cappellari, di Thiene Maistro, di Vicenza Bellotto e Riondato e di Arzignano Cristiani e, per la Coldiretti, il presi-

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dente Diego Meggiolaro, il direttore Toffoli e il responsabile del Caa Garbin. A fronte di difficoltà nell’aggiornamento dell’anagrafe, le organizzazioni professionali agricole hanno chiesto ed ottenuto di gestire direttamente - tramite i propri Centri di assistenza agricola (Caa) - l’immissione e l’aggiornamento dei dati nella banca nazionale e regionale dell’anagrafe. L’operatività dei Caa ha lo scopo di snellire i tempi e di permettere agli allevatori di interloquire una volta sola direttamente con il proprio Caa. Il problema dell’aggiornamento si è fatto più impellente a seguito dell’ordinanza del commissario straordinario dell’anagrafe, Cursi, che ha stabilito che i dati debbano essere aggiornati e allineati tra banche dati regionali e quella nazionale entro il 15 novembre. Ciò obbliga ad un estenuante lavoro di controllo ed implementazione. Ora, nel passaggio delle operazioni dalle Ulss al Caa, si è ritenuto opportuno esaminare congiuntamente gli eventuali problemi pratici e di procedure, e dall’incontro sono uscite chiarificazioni soddisfacenti sul piano operativo e lo spirito di un’ampia collaborazione tra settori veterinari e organizzazioni professionali per permettere

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alle aziende agricole di agevolare gli adempimenti burocratici. L’anagrafe bovina è la banca dati informatizzata in cui sono raccolte tutte le informazioni relative al registro di stalla di ogni allevamento e alla vita di ciascun bovino. È stata istituita dal Ministero della sanità, in una banca dati nazionale ed alcune regionali, al fine di controllare ogni capo in relazione alla sicurezza sanitaria, e la sua gestione è stata fin dall’origine di competenza dei settori veterinari delle Ulss. La funzione pratica dell’anagrafe non è però solo di controllo sanitario, ma anche economica, perché i suoi dati sulla consistenza delle stalle sono di riferimento anche per il pagamento dei premi comunitari. Per cui, se i dati non sono aggiornati, i pagamenti non vengono effettuati. (Il Giornale di Vicenza, giovedì 30 ottobre)

CAMPANIA

Diossina, 2800 capi da abbattere

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l 28 ottobre scorso il Servizio Veterinario dell’Asl di Caserta ha dato il via alle procedure per l’abbattimento e la distruzione di circa 2800 bovini. Gli animali della Visocchi, una delle aziende zootecniche più grandi d’Europa, furono sequestrati insieme ad altri allevamenti della zona nel marzo scorso dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, poiché dalle analisi effettuate sul latte prodotto, fu riscontrato un tasso di diossina superiore al limite stabilito dalle norme europee. A sette mesi dal sequestro e dopo numerosi controlli del latte, il tasso di diossina dei bovini dell’azienda e di circa 3000 ovini di altri allevamenti della zona non è rientrato nei parametri europei, per cui la Regione Campania, ha disposto l’abbattimento e la distruzione dei circa 6 mila animali con la possibilità di un indennizzo per i proprietari. La decisione della giunta regionale ha messo in allarme i lavoratori della Visocchi sul mantenimento dei livelli occupazionali. Sotto la vi-

VALLE D’AOSTA Regione stanzia 536mila euro di contributo agli allevatori La Giunta regionale ha impegnato circa 3,5 milioni di euro per attività connesse al settore agricolo. Nel complesso si trat ta del maggior stanziamento deliberato dalla giunta. 536 mila euro sono stati stanziati per contributi a 380 allevatori per l’abbattimento di animali, nell’ambito del piano di lotta alla mastite; 1.671.000 euro sono stati impegnati a favore di consorzi di miglioramento fondiario; 1.235.000 euro per contributi a favore di 7 beneficiari per la costruzione e sistemazione di fabbricati rurali. (ANSA).

gilanza del Servizio Veterinario dell’Asl Ce 1, diretto dal dottor Giovanni Costanzo, dei carabinieri del Nas, della Polizia e degli agenti del Corpo Forestale, i primi 56 bovini dell’allevamento Visocchi, a bordo di due automezzi sono stati così condotti nella struttura della Frigo Sud di Nocera Inferiore dove sono stati abbattuti e dissanguati. Le carcasse sono state inviate alla Intergras di Buonabitacolo, nel salernitano, per l’incenerimento. Da martedì riprenderà l’abbattimento degli animali che saranno inviati anche in altre due strutture di macellazione, a San Marcellino ed Atena Lucana al ritmo di circa 500 viventi a settimana. (fonte: animalieanimali.it)

BASILICATA

A Macerata ovini colpiti dalla scrapie

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aranno abbattute ad Appignano, in provincia di Macerata, circa duemila pecore, colpite dal virus della scrapie, virus affine a quello della BSE. A scoprire il focolaio è stato il servizio veterinario della Asl di Macerata. Campioni di encefalo sono stati prelevati e mandati all’Istituto Zooprofilattico di Torino dove è stata diagnosticata la malattia. La scrapie è la malattia che, dagli ovini, sarebbe passata ai bovini provocando la BSE, l’encefalopatia spongiforme più nota come mucca pazza. La scrapie, non è pericolosa per l’uomo. Il sindaco di Appignano, Maurizio Raffaelli, ha già emanato l’ordinanza per disporre l’abbattimento di tutti i capi. Tutte le operazioni saranno eseguite dalla Asl. (Il Resto del Carlino)

SARDEGNA

A Cagliari sono 30mila gli ovicaprini uccisi dalla “lingua blu” Allevatori hanno manifestato per ottenere aiuti economici Gli allevatori sono tornati in piazza. Coldiretti, Cia e Confagricoltura hanno inviato una lettera al presidente della Regione, Italo Masala, dichiarandosi esasperati dalle continue emergenze che attanagliano il settore, beffati dagli industriali caseari riguardo le proposte economiche sul prezzo del latte ovino, delusi dall’impegno mostrato dalla Regione in merito alla risoluzione del problema. Per questi motivi, venerdì 14 novembre hanno manifestato davanti al Consiglio regionale, oltre 10 mila allevatori e produttori. Ad oggi sono morti oltre 30 mila capi ovicaprini. È necessaria un’adeguata profilassi con l’adozione di un piano sanitario aziendale, con il potenziamento dell’attività di controllo e di monitoraggio dei servizi sanitari che limiti il diffondersi di nuove epizoozie e fitopatie, e un immediato risarcimento per l’indennizzo degli animali morti o abbattuti, per le maggiori spese sostenute da tutti gli allevatori per l’ennesimo blocco della movimentazione. (fonte:animalieanimali) ■


SOCIETÀ CULTURALE ITALIANA VETERINARI PER ANIMALI DA COMPAGNIA

in collaborazione con

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Rimini, 27-30 Maggio 2004 PALACONGRESSI DELLA RIVIERA DI RIMINI


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 OSSER VA TORIO FARMACO

L’Agenzia Nazionale del Farmaco è una grande iniziativa l Consiglio dei Ministri ha approvato, sotto forma di decreto legge, la costituzione dell’Agenzia Nazionale per il Farmaco. È una grande iniziativa di cui si sentiva veramente la necessità. L’Agenzia, che comprenderà anche l’attività della CUF, si propone, fra l’altro, di rafforzare il sistema della farmacovigilanza, raffrontare farmaci in uso con farmaci innovativi e garantire l’informazione scientifica. C’è da augurarsi che l’Agenzia riguardi anche il farmaco veterinario, prevedendo dei percorsi semplificati di registrazione per medicinali veterinari di impiego ridotto a particolari situa zioni cliniche o a specie minori e per i quali le Aziende farmaceutiche non sono in grado di sopportare i costi ed i tempi delle prassi standard di registrazione. Affinché l’Agenzia possa operare nel vero interesse degli utenti sarà necessario che nelle sue commissioni vi sia chiamata anche una rappresentanza di chi il farmaco lo utilizza quotidianamente e non solo, come è sempre stato, di figure accademiche; queste, pur potendo senz’altro portare un elevato contributo scientifico, spesso non hanno la conoscenza dei problemi operativi che la clinica pratica incontra quotidianamente sul territorio. L’Agenzia Nazionale per il Farmaco assolve a diversi compiti. Innanzitutto riunisce competenze oggi disperse a vari livelli e quindi unifica la problematica del farmaco e coloro che se ne occupano. In particolare, comprenderà l’attività della Commissione Unica del Farmaco, cioè l’organismo scientifico che ha cura di valutare i farmaci proposti per la registrazione e, con criteri scientifici, decide se

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È in linea il nuovo sito sulla Farmacovigilanza Veterinaria all’indirizzo: www.farmacovigilanzaveterinaria.uniss.it Il centro di farmacovigilanza, sorto all'interno della Facoltà di Medicina Veterinaria di Sassari a livello sperimentale, conduce studi statistici sulle segnalazioni. Riporta anche le schede di segnalazione per sospetta reazione avversa ed inefficacia terapeutica state ricavate dalla circolare ministeriale del maggio 1995 e riadattate secondo

confronto tra i farmaci attualmente in uso e quei farmaci che vengono proposti come innovativi. Ma per essere davvero innovativi i farmaci che vengono proposti come tali devono essere verificati confrontando il loro effetto clinico con quello dei medicinali già esistenti. Solo così si potranno premiare i farmaci che sono veramente nuovi rispetto a quelli che sono soltanto leggermente diversi nella loro composizione chimica. Tutte queste procedure di indagine e di ricerca saranno sostenute e finanziate dal Ministero della Salute. Un ultimo punto riguarda la sponsorizzazione da parte delle aziende farmaceutiche dei congressi medici. Ai congressi i medici de-

a cura di Aldo Vezzoni Commissione Terapia del Dolore del Ministero della Salute

Linee guida per la fabbricazione di medicinali veterinari Sono state pubblicate sulla G.U. del 17/10/03 le Linee guida per la fabbricazione di medicinali veterinari.Il decreto consta di un solo articolo con il quale il Minsitro della Salute stabilisce che «Ai fini dell’interpretazione delle norme sulle buone prassi di fabbricazione dei medicinali veterinari, si applicano i principi e le linee guida dettagliate delle buone prassi di fabbricazione dei medicinali veterinari, pubblicati dalla Commissione europea nella “Guida alle norme di buona fabbricazione delle specialità medicinali” e nei suoi allegati, edita dall’Ufficio delle pubblicazioni delle Comunità europee, comprese successive modifiche e integrazioni».

vono partecipare per essere aggiornati. Le aziende possono sostenere le spese dei convegni ma questi de-

vono avere un contenuto scientifico indipendente e non essere un mezzo promozionale. (fonte ministerosalute.it)

le esigenze del settore.

inserirli nel Prontuario farmaceutico e quindi renderli rimborsabili oppure no dal Servizio sanitario nazionale. Ma numerose sono le iniziative che l’Agenzia prenderà. Si vuole fare in modo che tutta l’informazione che riguarda il farmaco sia basata su solidi criteri scientifici e che quindi possa prescindere dalla pur legittima attività promozionale che le aziende fanno per sostenere il loro farmaco. L’Agenzia, inoltre, attiverà gli strumenti di sicurezza sul farmaco. La vigilanza continua e sistematica sugli effetti collaterali del farmaco sarà ulteriormente rafforzata con la partecipazione di centri regionali di alta specialità oltre che dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta perché al primo apparire di eventuali effetti collaterali questi vengano immediatamente segnalati e si possa fermare o comunque modificare l’uso di questo farmaco. Un altro elemento importante è che si dovrà attuare il

Dati AISA 2002: farmaco del pet in crescita ell’ambito della 58a Fiera Internazionale del Bovino da Latte, l’AISA ha presentato i dati del mercato dei medicinali veterinari e degli additivi per l’alimentazione animale riferiti al 2002. Dall’indagine condotta dall’Associazione Nazionale Industria Salute Animale, (36 industrie di comparto in rappresentanza di circa il 90% del mercato nazionale) risulta che

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il mercato dei prodotti per gli animali da reddito è saturo (stabile sui 230 milioni), mentre il settore del farmaco per gli animali da compagnia e sportivi è in crescita fino a raggiungere i 161,6 milioni (+ 9%). Secondo il Presidente di AISA “Giuseppe Pradella” quello degli animali da compagnia “è un comparto da cui ci si attende anche un ulteriore miglioramento. La spinta

è data dall’attenzione sempre maggiore verso gli animali d’affezione assieme al lancio di nuovi prodotti specifici e di elevata qualità”. In ambito zootecnico è stabile anche il settore degli additivi e delle premiscele impiegate nei mangimi (315 mln di Euro), ma si tratta di un comparto nel quale AISA avverte molta attenzione al controllo di tutto il processo produttivo, con l’obiettivo di realizzare una tracciabilità di filiera, e che punta all’adozione di standard qualitativi sempre più elevati. Rispetto al 2001, il fatturato globale del 2002 è aumentato dell’1,8%, un dato che comprende stime anche di aziende non AISA, per un totale di 706,8 mln di Euro. All’interno di questo dato, ben 392 mln di euro si riferiscono al farmaco veterinario. I dati, ex factory, sono dettagliati al link di seguito indicato. ■

Per un codice degli animali a cura di Anna Mannucci e Mariachiara Tallacchini Giuffrè Editore pagg. 328 - euro 24,79, Il pubblico a cui si rivolge il testo è vasto e diversificato. I destinatari ideali sono anche i medici veterinari. L’individuazione di questo pubblico corrisponde all’intento teorico e operativo di questo volume che propone orientamenti e analisi filosofiche sulla condizione animale, vuole porgersi come strumento interpretativo-applicativo della normativa esistente e promuovere interventi più consapevolmente sistematici da parte del legislatore.


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 ATTUALITÀ

Trasporto bombole, violazione e sanzioni icuramente molti di voi utilizzano, nella loro pratica professionale, almeno una bombola contenente gas medicali. E magari anche voi, come il sottoscritto, quando esaurite il contenuto della bombola la caricate allegramente (si fa per dire, visto il peso) sulla vostra automobile per portarla a riempire. E forse anche voi come me, durante il viaggio rimuginate se, ad un controllo, gli organi preposti potrebbero contestarvi qualcosa per il fatto che trasportare un contenitore a pressione non è la stessa cosa che trasportare un flacone di medicinale. Bene! Se avete risposto positivamente almeno alle prime due domande preparatevi a dissipare i vostri dubbi e, purtroppo, accingetevi anche ad aggiungere qualche onere burocratico ed economico alla lunga lista che siete abituati ad osservare. Il tutto nasce dalla modifica della normativa europea ADR (sul trasporto delle merci) che con decorrenza dal 1° gennaio 2003 prevede delle norme ben precise per il trasporto dei recipienti a pressione. Questa normativa prescrive che il veicolo e le modalità di trasporto debbano essere a norma ADR. È, tuttavia, prevista una deroga per chi trasporti, come noi, merci in quantità minima. In questo caso, però, ai fini della sicurezza e della regolarità del trasporto il conducente dovrà ottemperare ad alcune disposizioni. Vediamole tutte, secondo una suddivisione che non è prevista dalla legge ma che vuole avere solo il fine di renderne meno complicata la memorizzazione: Dotazioni del veicolo: il veicolo dovrà essere dotato di un “estintore da 2 kg in polvere o equivalente per motore e cabina” sigillato, con marchio di conformità e riportante la data (mese ed anno) limite di validità, nonché di una “lampada tascabile antiscintilla”. Accorgimenti e precauzioni a cura del conducente: è previsto che il conducente sia stato addestrato all’uso dell’estintore (ovviamente è più che sufficiente il corso antincendio previsto dal d.leg. 626/ 1994); l’automezzo deve essere adeguatamente aerato e ventilato (tenere i finestrini almeno socchiusi); durante il trasporto è vietato fumare; il veicolo deve essere controllato prima del carico e deve risultare pulito (presumo che le condizioni di pulizia facciano riferimento soprattutto allo stato in cui possano risultare i veicoli commerciali, piuttosto che quelli per il trasporto di persone); durante le soste è obbligatorio l’uso del freno a mano; durante il trasporto è permessa la presenza sull’automezzo di altre persone oltre al conducente. Caratteristiche delle bombole: le bombole devono essere collaudate (salvo quanto riportato più sotto), punzonate, etichettate e fissate all’automezzo. Documento di trasporto: deve essere del tipo riportante anche la classificazione ADR; nel documento la denominazione dei prodotti

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deve essere quella prevista dalla normativa ADR; deve essere riportata una dichiarazione che il trasporto è conforme ADR; deve essere riportata la quantità totale trasportata, secondo la formula “quantità trasportata ADR ….”; deve essere riportata la dicitura “trasporto non superiore ai limiti di esenzione prescritti al 1.1.3.6”; se si trasportano bombole vuote deve

essere inserita la dicitura “recipienti vuoti, 2, ADR”; nel caso il trasporto sia relativo a bombole scadute da avviare al collaudo, deve essere riportata la dicitura “trasporto secondo 4.1.6.6”. Dulcis in fundo, le sanzioni, che non sono certo trascurabili: - per la violazione dell’art. 168, comma 9 del Codice della Strada (trasporto di materie pericolose

senza osservare le prescrizioni ministeriali relative ad idoneità tecnica e dispositivi di equipaggiamento dei veicoli) vengono irrogate la sanzione pecuniaria di 343,35 € più la sospensione della patente e della carta di circolazione per un periodo da 2 a 6 mesi più la sottrazione di 10 punti dalla patente; - per la violazione dell’art. 168,

di Giorgio Neri Medico Veterinario, Novara comma 9-bis del Codice della Strada (trasporto di materie pericolose senza osservare le prescrizioni ministeriali per la tutela dei conducenti o dell’equipaggio e la adeguata compilazione dei documenti di trasporto e delle istruzioni di sicurezza) vengono irrogate la sanzione pecuniaria di 343,35 € più la sottrazione di 2 punti dalla patente. ■


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003

RUBRICA LEGALE

Contratti di locazione/conduzione di ambulatori e cliniche veterinarie ollecitata da alcuni vete rinari che si vedono recapitare, alla prima scadenza contrattuale, lettere di disdetta del contratto di locazio-

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ne/conduzione dei locali adibiti a loro ambulatorio veterinario, reputo opportuno fornire alcuni chiarimenti al riguardo. La legge N° 392/78 e successive

modifiche e/o integrazioni sub Capo Secondo, alla rubrica “Locazioni di immobili urbani adibiti ad uso diverso da quello di abita zione” ex art. 27 “Durata della lo-

cazione” stabilisce che la durata della locazione di immobili urbani non può essere inferiore a sei anni se gli immobili sono adibiti all’esercizio abituale e

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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003

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RUBRICA LEGALE sere considerata priva di effetto giuridico. Segnalo che in caso di fondati sospetti circa la veridicità delle dichiarazioni del locatore, la loro fondatezza può essere accertata dal giudice. Oltre a ciò è utile che il conduttore sappia che, qualora il locatore, ottenuta la disponibilità dei locali per i motivi previsti nel sopra richiamato art. 29 lett. a) b) c) d), nel termine di sei mesi dall’avvenuta consegna dell’immobile non abbia ottemperato agli obblighi assunti richiedendo il diniego è tenuto ex art.31 L.392/78, e sempre che il conduttore ne faccia istanza al ripristino del contratto, al rimborso delle spese di trasloco e degli altri oneri soppor tati, oppure al risarcimento del danno nei confronti del conduttore in misura non superiore a 48 mensilità del canone di locazione percepito prima della risoluzione del contratto. In presenza di rifiuto del locatore di adempiere al suddetto obbligo, il conduttore può adire il Giudice competente per ottenere la tutela dei suoi diritti. Ciò precisato, risulta evidente che i contratti di locazione/conduzione di ambulatori veterinari hanno, per legge, una durata minima di sei anni più sei anni, stante l’eccezionalità delle situazioni in cui al locatore è consentito di disdire il contratto allo scadere dei primi sei anni. Dopo il primo rinnovo di sei anni del contratto, il locatore, è libero di disdire il contratto di locazione/conduzione inviando, sempre dodici mesi prima la scadenza del secondo sessennio, una lettera in cui dichiari semplicemente, senza obbligo di alcuna motivazione, il diniego al rinnovo del contratto. In assenza di tale comunicazione il contratto si rinnoverà di sei anni in sei anni. Tali norme hanno natura di norme imperative. Ciò significa che la loro applicazione è garantita anche in presenza di contratti in cui le parti abbiano pattuito in modo difforme. I patti contenuti nei contratti di locazione/conduzione che prevedono una durata del contratto inferiore a quella indicata nella normativa qui richiamata, sono nulli (art. 27 IV° comma L. 392/78). È, invece, legittimo e consigliabile che nello stipulare il contratto di conduzione/locazione del proprio ambulatorio il veterinario inserisca la clausola prevista ex art. 27 VII° comma L. 392/78, che prevede la possibilità per il conduttore di recedere in qualsiasi momento dal contratto, con obbligo di dare comunicazione al locatore, mediante lettera raccomandata, almeno sei mesi prima della data in cui si intende rilasciare l’immobile locato. Ritengo utile richiamare l’attenzione sulla natura dell’attività libero professionale del veterinario che non va confusa con l’attività commerciale e/o artigianale sia al fine dell’ottenimento dell’indennità di

avviamento in caso di disdetta del contratto di locazione/conduzione, seppure legittimamente esercitata dal locatore, sia al fine dell’esercizio del diritto di prelazione (riscatto) in caso di vendita a terzi dell’immobile locato e/o in caso di nuove locazioni. Il legislatore non ha, infatti, riconosciuto ai conduttori liberi professionisti né il diritto di ricevere l’indennità di avviamento né il diritto di prelazione nei casi sopra richiamati.

Anche su tale aspetto, così come in caso di “cessione” di ambulatori tra veterinari, non è previsto nessun riconoscimento economico a favore del veterinario a titolo di avviamento. Il tema richiede una riflessione da parte della categoria dei veterinari che, a differenza di altri professionisti, potrebbero essere interessati a riconsiderare alcuni profili di natura economica connessi all’ubicazione del loro ambulatorio. ■

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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 RUBRICA FISCALE

La “riforma Biagi” delle collaborazioni coordinate e continuative

di Giovanni Stassi

l 31.7.2003 il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il decreto legislativo attuativo della L. 14.2.2003 n. 30 (c.d. “legge Biagi”), in materia di riforma del mercato e dei rapporti di lavoro. Sulla Gazzetta Ufficiale del 9 ottobre 2003 è stato pubblicato il decreto attuativo della predetta Legge che pertanto è entrato in vigore il 24 ottobre 2003 (15 giorni dopo la pubblicazione) Le principali novità della riforma riguardano: • la riforma della disciplina in materia di somministrazione ed intermediazione di lavoratori, che sostituisce l’attuale lavoro interinale; • la modifica della disciplina del rapporto di lavoro dipendente a tempo parziale, di apprendistato e del contratto di formazione e lavoro; • la disciplina dei rapporti di lavoro di tipo “intermittente” e “ripartito”; • la riforma delle collaborazioni coordinate e continuative, che vengono sostituite dal “lavoro a progetto”; • la previsione di una specifica disciplina per le prestazioni di lavoro occasionale ed accessorio. Nel presente articolo ci occuperemo esclusivamente delle collaborazioni coordinate e continuative e delle prestazioni occasionali.

possano essere ricondotte ad un progetto o ad una fase di esso, che esse mantengono efficacia fino alla loro scadenza e, in ogni caso, non oltre un anno dalla data di entrata in vigore del medesimo Decreto.

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Nuovo concetto di collaborazione coordinata e continuativa Il primo comma dell’articolo 61 del citato Decreto Legislativo stabilisce che: “....i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione, ...... devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con l’organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l’esecuzione dell’attività lavorativa”. Le collaborazioni coordinate e continuative vengono pertanto sostituite dalla disciplina del “lavoro a progetto”. Non sarà più possibile pertanto stipulare contratti di collaborazione a tempo indeterminato, con oggetto indefinito e con retribuzione periodica prestabilita. Lo scopo del legislatore è stato quello di porre un freno all’abuso delle collaborazioni coordinate e continuative che in realtà mascheravano rapporti di lavoro dipendente.

Per quanto riguarda l’esatta qualificazione dei termini progetti specifici, programmi di lavoro e fasi di lavoro sarà opportuno attendere i necessari chiarimenti ministeriali potendosi adesso solamente affermare che dovrà trattarsi di lavori particolari che vanno al di là della normale attività dell’impresa alla quale saranno invece preposti i lavoratori dipendenti. Nel nuovo “lavoro a progetto” assume rilievo l’autonomia da parte del collaboratore nella gestione del progetto. I rapporti esclusi dalla nuova disciplina Il terzo comma dell’articolo 61 del D.Lgs. esclude dal campo di applicazione della nuova disciplina del “lavoro a progetto” i seguenti soggetti: • le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali, esistenti alla data di entrata in vigore dello stesso D.Lgs.; • i rapporti e le attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese ed utilizzate a fini istituzionali in favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive as sociate e agli enti di promozio ne sportiva riconosciute dal CONI, come individuate e disciplinate dall’art. 90 della L. 27.12.2002 n. 289 (Finanziaria 2003)6; • i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società (ad esempio amministratori e sindaci); • i partecipanti a collegi e commissioni; • coloro che percepiscono la pensione di vecchiaia. Per i predetti soggetti continueranno ad applicarsi le regole attualmente vigenti e pertanto: • i professionisti iscritti in Albi produrranno reddito di lavoro autonomo professionale (con tutti gli obblighi fiscali conseguenti); • gli altri soggetti produrranno redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. Il secondo comma dell’articolo 61 del D.Lgs. esclude dal campo di applicazione della nuova disciplina del “lavoro a progetto” le prestazioni occasionali di cui si farà cenno in seguito. La forma del contratto L’articolo 62 del D.Lgs. prescrive che il contratto di collaborazione deve essere redatto per iscritto e deve contenere i seguenti elementi obbligatori:

a) indicazione della durata, determinata o determinabile, della prestazione di lavoro; b) indicazione del progetto o programma di lavoro o fasi di esso, individuato nel suo contenuto caratterizzante; c) il corrispettivo ed i criteri per la sua determinazione, nonché i tempi e le modalità di pagamento e la disciplina dei rimborsi spese; d) le forme di coordinamento del lavoratore a progetto con il committente, ai fini dell’esecuzione della prestazione lavorativa che in ogni caso non possono essere tali da pregiudicare l’autonomia nell’esecuzione del lavoro; e) le eventuali misure per la tutela della salute e sicurezza del collaboratore. Rispetto all’attuale collaborazione coordinata e continuativa non sarà più possibile stipulare contratti di collaborazione a progetto a tempo indeterminato e con oggetto indefinito. Corrispettivo L’articolo 73 del D.Lgs. stabilisce che il compenso per i collaboratori a progetto deve essere proporzionato alla quantità ed alla qualità del lavoro eseguito e deve tenere conto dei compensi che normalmente vengono corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo. Obblighi e diritti del collaboratore a progetto L’articolo 64 del citato Decreto Legislativo evidenzia gli obblighi del collaboratore che: • non potrà svolgere attività in concorrenza con i committenti; • non potrà diffondere, in ogni caso, notizie ed apprezzamenti attinenti ai programmi e alla organizzazione di essi; • non potrà compiere, in qualsiasi modo, atti in pregiudizio dell’attività dei committenti medesimi. Gli articoli 65 e 66 evidenziano i diritti del collaboratore: • il collaboratore potrà svolgere la sua attività a favore di più committenti, salvo diverso accordo tra le parti; • egli dovrà essere riconosciuto autore dell’invenzione fatta nello svolgimento del rapporto; • in caso di gravidanza, malattia ed infortunio il rapporto contrattuale non si estinguerà ma rimarrà sospeso, senza l’erogazione del corrispettivo (salvo diverso accordo tra le parti in caso di malattia ed infortunio, la sospensione del rapporto non comporta una proroga della durata del contratto, che si estingue alla scadenza; in caso di gravidanza, la durata del

rapporto è prorogata per un periodo di 180 giorni, salva la più favorevole disposizione del contratto individuale); • al lavoratore a progetto si applicheranno tutte le norme di sicurezza ed igiene del lavoro (D.Lgs. N. 626/94) quando la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi di lavoro del committente, nonché le norme di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, la tutela previdenziale prevista per gli iscritti alla gestione separata INPS (Legge 335/95) le disposizioni sul processo del lavoro (Legge 533/73). Estinzione del contratto L’art. 67 del D.Lgs. prescrive che i contratti di lavoro a progetto si risolvono al momento della realizzazione del progetto o del programma o della fase di esso che ne costituisce l’oggetto. È consentito il recesso anticipato prima della scadenza ove ricorra giusta causa ovvero secondo diverse modalità stabilite nel contratto. Conversione del contratto L’articolo 69 del D.Lgs. stabilisce che i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati senza l’individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso, sono considerati rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto. Occorrerà pertanto prestare la massima attenzione nell’individuare l’oggetto del rapporto di collaborazione. Norme transitorie Il primo comma dell’articolo 86 del D.Lgs. prescrive, in ordine alle collaborazioni coordinate e continuative già stipulate alla data di entrata in vigore dello stesso Decreto Legislativo e che non

Dottore Commercialista, Torino

Disciplina fiscale Anche se il Decreto Legislativo non contiene alcuna norma per il trattamento fiscale delle nuove collaborazioni a progetto si ritiene tuttavia che tali collaborazioni po tranno continuare ad essere inquadrate nell’ambito dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 47, comma 1, lettera cbis), D.P.R. 917/86). PRESTAZIONI OCCASIONALI Le nuove norme sulle prestazioni occasionali individuano due tipologie: • prestazioni occasionali di tipo accessorio rese da particolari soggetti; • altre prestazioni occasionali. Prestazioni occasionali di tipo accessorio rese da particolari soggetti Le norme su tale tipo di prestazioni occasionali sono evidenziate negli articoli dal 70 al 74 del D.Lgs. Il secondo comma dell’articolo 70 stabilisce che si intendono prestazioni occasionali le attività: a) che coinvolgono il lavoratore per una durata complessiva non superiore a 30 giorni nel corso dell’anno solare, anche rese a favore di più committenti; b) che in ogni caso non danno luogo a compensi superiori a 3.000 Euro (sempre nel corso di un anno solare). I “particolari soggetti” a cui fa riferimento la norma sono costituiti da soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro oppure in procinto di uscirne e sono

Medici: convenzione per tirocinio giovani laureati Varata una convenzione tra la Facoltà di medicina e chirurgia dell’università di Firenze e l’Ordine dei medici cittadino per le attività di tirocinio dei giovani professionisti. L’accordo formalizza un’esperienza già avviata in collaborazione con i medici di base, e prevede che l’Ordine e la Facoltà organizzino congiuntamente l’attività formativa dei laureati e laureandi in medicina. Il periodo di formazione clinica richiesto per la laurea in medicina, ma anche il tirocinio cosiddetto valutativo da seguire prima di sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione, potranno così svolgersi presso gli ambulatori dei medici di medicina generale. “In questo modo lo studente può completare la sua preparazione con un’esperienza diretta sul territorio - ha sottolineato il preside della Facoltà di medicina presso l’ateneo fiorentino Gian Franco Gensini, illustrando oggi i contenuti dell’accordo in occasione della firma - e nello stesso tempo la formazione universitaria si fa carico in modo più specifico dei contenuti e delle esigenze della medicina generale alla quale si indirizza la maggior parte dei nostri laureati’’.


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 RUBRICA FISCALE esplicitamente indicati nell’articolo 71 che li individua in disoccupati da oltre un anno, casalinghe, studenti, pensionati, disabili, sog getti in comunità di recupero e lavoratori extra comunitari, regolarmente soggiornanti in Italia, nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro. Per poter ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio occorrerà comunicare la propria disponibilità ai Servizi per l’impiego delle Province (ex Uffici di collocamento) i quali rilasceranno un’apposita tessera magnetica dalla quale risulterà la condizione di prestatori di lavoro accessorio. La tipologia di prestazioni che può essere svolta secondo la presente disciplina è individuata dall’articolo 70 del D.Lgs. come segue: a) piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa l’assistenza domiciliare ai bambini, alle persone anziane, am malate o con handicap; b) prestazioni di insegnamento privato supplementare; c) piccoli lavori di giardinaggio, di pulizia e manutenzione di edifici e monumenti; d) realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli; e) collaborazione con enti pubblici e associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di emergenza, come quelli dovuti a calamità o eventi naturali improvvisi, o di solidarietà. Trattamento economico, previdenziale, assistenziale e fiscale Per poter usufruire delle prestazioni di lavoro accessorio come sopra delineate i beneficiari delle prestazioni dovranno acquistare presso rivendite autorizzate uno o più carnet di buoni per prestazioni di lavoro accessorio del valore nominale unitario pari a 7,50 euro, con i quali potranno corrispondere il compenso al prestatore di lavoro. Quest’ultimo presenterà i predetti buoni presso gli enti accreditati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, incassando una somma pari ad Euro 5,80 per ogni buono consegnato (la differenza di Euro 1,70 (7,50-5,80) viene destinata agli Enti previdenziali ed assistenziali). La somma incassata dal prestatore di lavoro è esente da imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato dello stesso. Le altre prestazioni di lavoro occasionale Al di fuori delle prestazioni occasionali di tipo accessorio come sopra delineate, l’articolo 61 comma 2 del D.Lgs. consente prestazioni di lavoro occasionali che rispettino i seguenti requisiti: • le prestazioni possono essere rese anche a favore di più committenti; • ogni prestazione occasionale con lo stesso committente non deve essere superiore a 30 giorni nel corso dell’anno solare; • il compenso complessivamen-

te percepito nel medesimo anno solare, in relazione a tutti i rapporti intrattenuti, non deve superare i 5.000 Euro. Nel caso in cui uno dei suddetti parametri venga superato la prestazione non potrà più essere considerata “occasionale”, ma il rapporto dovrà essere inquadrato nella disciplina del “lavoro a progetto” o di un rapporto di lavoro subordinato, con le relative conseguenze ai fini fiscali e contributivi. ■

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La bicicletta strumentale e i casi di deducibilità In merito al quesito “in quali casi è possibile ammortizzare la bicicletta”,pubblicato sull’Esperto risponde 38/2003, vorrei sapere. Se il professionista che ha alle dipendenze 4 collaboratori, può recuperare il costo e l’Iva di tutte le biciclette;se esistono limiti di deducibilità, avendo il professionista in carico anche un motorino e un’autovettura;infine, come potrebbe dimostrare l’attività occasionale di consu-

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lenza il soggetto che percorre 20 chilometri per raggiungere il posto di lavoro. Una bicicletta utilizzata nell’esercizio di una attività professionale o imprenditoriale è un bene strumentale ammortizzabile. Peraltro, la bicicletta, in quanto priva di motore, non rientra tra i mezzi di trasporto per i quali l’articolo 121-bis del Tuir prevede limiti specifici di deduzione. Ciò premesso, si risponde nell’ordine, alle domande del lettore: - il costo di acquisto delle biciclette utilizzate dai collaboratori è deduci-

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bile. Parimenti, l’Iva pagata è detraibile; - la deduzione è ammessa anche se il professionista possiede un mezzo di trasporto a motore ammortizzabile; - il costo di acquisto di una bicicletta, per contro, appare difficilmente deducibile nella determinazione dei redditi di natura occasionale per i quali, a norma dell’articolo 85, comma 2 del Tuir, rilevano solo le spese specificamente inerenti alla loro produzione (cioè le spese senza il sostenimento delle quali, i redditi stessi non potreb-


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 RUBRICA FISCALE

bero essere conseguiti). Il Sole 24Ore-L’Esperto risponde, 17 agosto 2003

Così lo studio associato deduce i costi dell’auto In uno studio associato fra due professionisti è possibile detrarre i costi relativi a un’autovettura (ammortamenti, carburanti, assicurazioni) che nel libretto di circolazione risulta intestata a un solo associato? Si precisa che la fattura di acquisto dell’autovettura è intesta ta allo studio. La risposta è affermativa, in quanto l’acquisto dell’auto da parte di uno studio associato avviene indicando

nel pubblico registro automobilistico le generalità di uno o più associati o di tutti gli associati. Per quanto concerne la deduzione fiscale dei costi e delle spese relative all’auto, è, senz’altro, sufficiente che le fatture siano intestate allo studio associato (identificato mediante la dizione “studio associato” seguita dai nominativi di alcuni o di tutti gli associati). Il Sole 24Ore-L’Esperto risponde, 10 agosto 2003

L’intestazione dell’auto dello studio associato Siamo due notai che svolgono la professione in forma associata, par-

tecipando agli utili in misura diseguale (35 e 65%). Attualmente, uno dei due associati ha intenzione di acquistare un’autovettura. È possibile intestare l’auto all’associato persona fisica ma far emettere la fattura all’associazione ai fini dell’ammortamento e della detrazione dell’Iva consentiti dalla legge? L’acquisto dell’auto da parte di uno studio associato avviene indicando nel pubblico registro automobilistico le generalità di uno o più associati o di tutti gli associati. Agli effetti fiscali, le fatture dei costi e delle spese (acquisto dell’auto, oneri di assicurazione per la responsabilità civile, spese di manutenzione) dovranno essere intestate allo studio associato (identi-

ficato mediante la dizione “studio as sociato” seguita dai nominativi di alcuni o di tutti gli associati).

Anche le copie gratuite nella base imponibile Una ditta individuale in campo edi toriale vuole realizzare una rivista da distribuire gratuitamente al pubblico. Gli unici introiti saranno quelli pubblicitari (assoggettati a Iva). Deve essere applicato il regime speciale Iva alle copie distribuite? In caso affermativo,come, dato che non esiste base imponibile? In linea di principio, il regime specia le Iva per l’editoria si applica com-

prendendo nella base imponibile le copie cedute a titolo gratuito, salvo che si tratti di copie cedute a titolo di campione. La base imponibile è quindi costituita dal numero di copie consegnate o spedite, comprese quelle in abbona mento. Il lettore ha un’unica possibilità per non assolvere l’Iva sulla base imponibile decurtata a titolo di resa forfetaria per l’80% delle copie spedite o consegnate: stampigliare una dicitura recante la precisazione che si tratta di una rivista completamente gratuita. In questo caso, infatti mancando completamente un prezzo”, viene meno la possibilità di calcolar e l’imposta. Il Sole 24Ore- L’Esperto risponde, 8 settembre 2003

Se il conduttore tiene animali in casa In una casa di cinque appartamenti tutti affittati,tre anni fa è stato accordato il permesso a un conduttore di tenere un cane di piccole dimensioni,dato che si trattava di un regalo di Natale. Il conduttore, in seguito si è procurato un nuovo cane di piccole dimensioni senza chiedere il permesso al locatore. In merito, non sono stati presi provvedimenti,anche se il conduttore è stato più volte richiamato verbalmente perché permette ai cani di stare in corridoio da soli al mattino presto ed è successo più di una volta che facessero i bisogni sugli zerbini.Ora,il conduttore si è procurato un terzo cane, sempre di piccole dimensioni, che però ha suscitato proteste da parte degli altri conduttori.Il locatore ha la possibilità di richiamare il conduttore e non permettere che possa esserci il terzo cane? L’assemblea condominiale non può, a maggioranza, impor re a un condo mino il divieto di tenere cani nel proprio appartamento; l’assemblea ha potere di disciplina solo per quanto concerne l’uso di cose o servizi comuni e non per i beni di proprietà esclusiva del singolo condomino. È, quindi, da escludere che un regolamento, oppure una delibera appr ovata dall’assemblea a maggioranza possa stabilire i limiti ai diritti e ai poteri dei condomini sulla loro proprietà esclusiva e, in particolare, il divieto di tenere cani in casa. Limiti del genere, possono essere in trodotti da un regolamento o da una delibera approvata all’unanimità dai condomini; mancando una delibera assembleare unanime o un regolamento “contrattuale”, la presenza dell’animale nell’edificio non può essere evitata. D’altra parte, la detenzione di anima li in casa non può compromettere diritti primari spettanti ai singoli abitanti dell’edificio condominiale, in relazione all’igiene, alla salute, all’incolumità. Soccorre, in proposito, l’articolo 844 del Codice civile che vieta espressa mente le immissioni moleste (rumori…) che superano la normale tollerabilità. Ciò premesso, per quanto riguarda il rapporto interno tra il locatore e il conduttore, l’articolo 1576 n.1 del Codice civile obbliga quest’ultimo a osservare la diligenza del buon padre di famiglia nel servirsi dell’immobile locato. Il locatore, pertanto, in mancanza di un regolamento contrattuale o di una delibera assembleare unanime richiamata nel contratto di locazione non potrà impedire al conduttore di tenere piccoli animali; potrà, tuttavia, esigere che i cani non danneggino l’immobile e il suo arredamento, pena la risoluzione del contratto. In ogni caso, se il numero dei cani comporta l’emissione di rumori che superano la normale tollerabilità il locatore potrà esigere che i cani stessi non possano convivere nell’abitazione. Il Sole 24Ore-L’Esperto risponde, 12 ottobre 2003

La formazione è un obbligo anche nella sanità privata L’ a rticolo 16-quarter del Dlgs 229/99 prevede l’obbligo di formazione continua per le professioni sanitarie operanti per conto di


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 RUBRICA FISCALE aziende ospedaliere, università, Usl e strutture sanitarie private. Gli infermieri professionali operanti presso case di riposo e Rsa deb bono considerarsi esentati da quest’obblighi? La partecipazione alle attività di formazione continua costituisce requisito indispensabile per svolgere attività professionale, in qualità di dipendente o libero professionista, per i diversi profili, fra i quali quello di infermiere, indipendentemente dalla loro collocazione lavorativa. Il Sole 24Ore-L’Esperto risponde, 20 ottobre 2003

In società, ma senza di me Lavoro da 12 anni con due colleghi. Ho partita IVA e sono pagata dietro fatturazione delle mie prestazioni. Da pochi giorni i colleghi hanno deciso di costituire una società senza coinvolgermi. La mia collaborazione pluri-decennale mi è stata comunque confe r m a t a . Avevo diritto all’ingresso in società o almeno ad una proposta d’ingresso? Benché lei si aspettasse comprensibilmente di essere coinvolta nel progetto societario, non aveva purtroppo diritto a quanto richiede. A.M.

L’“avviso di parcella” Sono un professionista che talvolta è costretto a emettere un avviso di parcella. A tale proposito, volevo conoscere se gli adempimenti Iva relativi all’operazione , quindi regi strazione e liquidazione dell’imposta, dovevano essere effettuati rispettivamente nel giorno o,nel caso di liquidazione nel mese, di emissione dell’avviso di parcella o nel momento in cui si emetterà la vera parcella? Normalmente, la liquidazione Iva deve avvenire con l’emissione della parcella definitiva. Le prestazioni di servizi si considerano effettuate, ai sensi dell’art. 6, comma 3 del dpr26/10/1972 n. 633, al momento del pagamento del corrispettivo. Ciò significa che il termine giusto per il rilascio della fattura è quello del giorno in cui si riceve il compenso e non quello entro cui si eseguono le prestazioni. La stessa si considera emessa il giorno di consegna o di spedizione al cliente. Ovviamente versamenti di “anticipi”, rispetto al saldo finale, da parte di clienti a professionisti dovranno essere tempestivamente fatturati con Iva. In qualche occasione, è prassi consolidata quella di rilasciare parcella anteriormente all’incasso, magari su richiesta del cliente o allo scopo di sollecitarne il pagamento. Tale parcella, mentre risulta irrilevante stante il criterio di cassa ai fini delle imposte dirette, assumerà invece pieno rilievo ai fini Iva, generando l’obbligo del versamento dell’imposta anche nel caso di mancata riscossione. Nel caso in cui, quindi, il cliente non risulti particolarmente sollecito nella liquidazione della parcella, o addirittura risulti dubbio che la stessa venga effettivamente saldata, sarà senz’altro opportuno presentare in luogo della fattura un “avviso di parcella” o “nota provvisoria” non numerata e con esplicita avvertenza che la “stessa non costituisce fattura ai sensi dell’art.21 del dpr 633/72, e non dovrà essere annotata sul libro acquisti, nonché che la fattura sarà emessa all’atto del pagamento”. Da rilevare, al riguardo, che alcune pronunce giurisprudenziali (si veda in particolare, Ctc, dec. N. 3592 del 12 maggio 1990), equiparano l’avviso di parcella a una vera e propria fattura, anche se irregolare in virtù della mancanza di numero, costringendo quin di l’emittente al versamento dell’Iva, in essa prevista. Per evitare tale rischio potrebbe essere opportuno evitare di costruire tale avviso in forma di fattura, inviando semplicemente al cliente una lettera con l’invito a eseguire entro determinati termini il pagamento del corrispettivo. In ogni caso su detti documenti emessi per pa-

gamenti di corrispettivi di regola soggetti a Iva, non è dovuto il bollo, ai sensi dell’art.6 della tab. all. B) al dpr 26/10/1972, n. 642 e successive modificazioni. Tale dicitura andrà riportata sul documento. Italia Oggi - Quesitario, 21 luglio 2003

Il professionista fattura il canone di locazione Un professionista lavoratore autonomo è proprietario di un appartamento adibito a proprio studio professionale. Cede in locazione, a titolo oneroso, un vano di questo immobile a un collega. All’atto

dell’incasso del canone pattuito, deve emettere fattura assoggettata a Iva? Ha rilevanza a questo fine che l’immobile sia classificato, nella concessione edilizia, commerciale o di civile abitazione? L’addebito delle spese sostenute dal professionista per la gestione della sede di attività (vale a dire per l’ufficio) rappresenta operazione rilevante ai fini dell’Iva, a prescindere dalla classificazione urbanistica dell’immobile. Il principio secondo cui, in virtù dell’addebito, il professionista che divide le spese realizza un’ipotesi maggiorativa dei propri compensi, infatti, prevale sulla natura oggettiva

delle spese addebitate. Il lettore, pertanto, dovrà emettere regolare fattura per l’addebito delle spese in oggetto (sul punto, si veda Nicola Forte, “Il reddito dei professionisti”, pagina 66 e seguenti). Il Sole 24Ore-L’Esperto risponde, 21 luglio 2003

Lo studio può dedurre i compensi dell’associato Uno studio associato di commercialisti ha definito, con transazione, un’azione di responsabilità promossa contro un proprio associato,sindaco di una società dichiara-

ta fallita.Vorrei sapere se le somme pagate a seguito della transazione , regolarmente autorizzata dal giudice delegato, sono deducibili dal reddito prodotto dallo studio asso ciato nell’anno in cui è avvenuto il pagamento ai fini Irap e Irpef. Se i compensi percepiti dall’associato per l’attività di sindaco rientrano tra quelli dello studio associato, si può ritenere che la spesa dovuta per la transazione è caratterizzata dal requisito dell’inerenza, in quanto riferibile all’attività esercitata dall’associazione professionale. Ricorrendo la sopra citata situazione, la somma pagata è deducibile. Il Sole 24Ore-L’Esperto risponde, 17 agosto 2003


AGGIORNAMENTO SCIENTIFICO PERMANENTE

Vet.journal

è stato ideato dalla Direzione Editoriale di EV srl come portale unico dell'informazione scientifica veterinaria ed è stato inaugurato l'11 aprile 2003. La redazione scientifica, la prima del suo genere in Italia, è diretta dal dottor Enrico Febbo e dalla dottoressa Maria Grazia Monzeglio. Essa si avvale di una estesa rete di collaboratori ed è inserita nel circuito delle agenzie di informazione specializzate; provvederà a fornire un flusso informativo continuo sugli eventi della medicina veterinaria e sul mondo delle bioscienze, documentando inoltre con inchieste e reportage gli eventi congressuali nazionali ed internazionali. La newsletter di vet.journal viene inviata gratuitamente a tutti gli iscritti a VETLINK il mercoledì e il venerdì. A partire da gennaio 2004 la pubblicazione si arricchirà del numero del lunedì. Questo sistema di aggiornamento scientifico permanente integra inoltre l'archivio bibliografico che contiene tutti i lavori scientifici pubblicati dal 1987 dalle riviste edite da SCIVAC prima e poi da EV srl (PDF integrali disponibili dal 1995) e lavori reperiti nella letteratura internazionale.


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 IN RETE

Guida all’acquisto di fotocamere digitali da utilizzarsi nella pratica professionale

di Fabrizio Pancini

Diagnosticare con le immagini digitali attraverso la rete osì come l’universo della tecnologia digitale anche la medicina veterinaria sta evolvendo in modo rapido e per molti aspetti affascinante. Fino a pochi anni fa, infatti, era impensabile immaginare che la diagnostica per immagini potesse svilupparsi per merito della moderna tecnologia digitale. La facilità di utilizzo delle fotocamere e delle videocamere digitali ha consentito il rapido diffondersi della produzione, digitalizzazione, archiviazione e dell’invio per posta elettronica o su pagine web di immagini e video che riguardano la medicina più in generale e la veterinaria in particolare. Qualsiasi collega, anche quello più sprovveduto, ha compreso l’importanza di saper utilizzare la tecnologia multimediale a proprio vantaggio, ma anche di poter mettere a disposizione dei veterinari interessati materiale video-fotografico oppure di richiedere una consulenza o una visita collegiale on-line. È ormai risaputo che il mondo della fotografia e del video digitali stanno prendendo il sopravvento sui sistemi tradizionali più datati, come quello analogico. La possibilità, poi, di poter visualizzare immediatamente la foto scattata è una opportunità talmente importante e di pratica utilità, che i sistemi analogici (tra l’altro più costosi di quelli digitali e quindi meno competitivi sul mercato commerciale), sono divenuti di quasi esclusivo utilizzo di fotografi e cineoperatori professionisti. A conforto di questa tesi è la constatazione che, nel caso il risultato della fotografia non sia di nostro gradimento, si può cancellare il frame che non ci interessa e ripetere lo scatto fino a quando non saremo soddisfatti del risultato. No-

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nostante tutti questi evidenti vantaggi, resta comunque difficile scegliere la più adeguata fotocamera digitale, soprattutto in relazione alle esigenze più disparate dell’utilizzatore finale (nel nostro caso un medico veterinario). In sostanza, cioè, occorre avere da subito le idee chiare su cosa si vuole fare con la fotocamera e quali prestazioni si intendono raggiungere. Un’altra considerazione da fare nella scelta di una digicamera riguarda le dimensioni: in commercio sono presenti tutta una serie di apparecchiature compatte o tascabili. Il loro punto di forza è, da un lato, la leggerezza e la praticità d’uso, a discapito tuttavia della funzionalità e della presenza di un eventuale zoom ottico che può risultare molto utile. Quest’ultima caratteristica, che può variare da ingrandimenti che vanno da 3x a 4x e raggiungere, con zoom digitale, diverse decine di ingrandimenti a scapito però della qualità delle fotografie, permette di realizzare immagini in lontananza o, più utilmente, di avvicinare il caso clinico più da vicino, zumando sulla parte da evidenziare. L’uso delle fotocamere digitali compatte, la cui risoluzione supera difficilmente i due Megapixel, è consigliato invece agli utenti che hanno bisogno di una apparecchiatura facile da usare e rapida nello scatto. Chi invece vuole effettuare fotografie di migliore qualità dovrà orientare la propria scelta su modelli più grandi e costosi, dotati anche di diverse funzioni manuali che le apparecchiature compatte non dispongono, se non in minima parte. In queste fotocamere la risoluzione supera anche i sei Megapixel per fotografie di altissima qualità, che possono subire notevoli ingrandi-

http://www.vet.unipi.it/ ltre ai servizi offerti agli studenti,in fatto di didattica,orientamento,scuole di specializzazione e master attivati per i laureati in medicina veterinaria,l’omonimo sito della facoltà di Pisa è da consultare anche per numerosi link di interesse veterinario e non solo. Tra le new, di particolare significato la pubblicazione di una recente indagine relativa alle prospettive occupazionali del Veterinario nei prossimi anni. Il Rapporto VET 2020, pubblicato sul sito in questi giorni, analizza in dettaglio l’universo veterinario a livello europeo (il documento è in lingua inglese) e varrebbe la pena di essere letto anche in prospettiva delle nuove normative europee in materia veterinaria. Un ulteriore spunto d’interesse è dato dalla presenza di un link di riferimento che fa capo al sito: http://www.ideavideo.net/Sito/home.htm, curato dalla professoressa Francesca Abramo, all’interno del quale sono in via di pubblicazione interessanti casi clinici di interesse dermatologico che possono essere implementati da tutti coloro che hanno casi clinici e materiale fotografico utile a creare un database in prospettiva certamente molto utile e interessante. Per ora il sito non è ancora sul server di facoltà, ma a breve vi verrà trasferito.

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menti senza far rimpiangere più di tanto le immagini stampate su carta fotografica. Con l’uso delle fotocamere digitali

VETLINK Lista telematica A.N.M.V.I.

collegati con la tua professione per iscriverti http://www.anmvi.it/servizi/liste/index.html

si possono anche realizzare ed inserire in fase di elaborazione, straordinari effetti che difficilmente sono riproducibili con i sistemi analogici, anche se queste caratteristiche hanno poco a che vedere con la pratica ambulatoriale. Un particolare gruppo di fotocamere, denominate reflex digitali, che dispongono di risoluzioni superiori ai sei megapixel, sono del tutto simili alle reflex che siamo stati abituati ad utilizzare finora (obiettivo intercambiabile, accessori e design accattivante). A fronte dei notevoli pregi e delle spiccatissime caratteristiche innovative, un aspetto decisamente negativo di queste macchine è dato dal prezzo d’acquisto, che risulta spesso di molto superiore ai 1.500 euro. Dato l’interesse del pubblico e la incapacità delle aziende produttrici di far fronte alle richieste del mercato, è consigliabile aspettare ancora qualche tempo prima di decidere un acquisto così importante, specie se si vogliono acqui-

stare i modelli appena entrati in produzione. Le novità, è noto, si pagano molto salate e spesso non sono all’altezza delle aspettative. Quindi, dopo aver pazientemente atteso, i prezzi dovrebbero sostanzialmente diminuire ed è proprio in quel momento che sarà più saggio comprare la fotocamera che ci eravamo ripromessi di acquistare. L’ultimo aspetto rilevante da analizzare per un corretto acquisto di una digicamera è la disponibilità di componenti a corredo: la cosa fondamentale riguarda innanzitutto le dimensioni della scheda di memoria (almeno 64 mega se si dispone di un apparecchio con molta risoluzione) e la batteria. Quest’ultima dovrà essere possibilmente ricaricabile, pena l’aumento incontrollato dei costi di gestione, visto il consumo di energia che queste fotocamere necessitano, soprattutto utilizzando il flash. Questo accessorio, infatti, si rende necessario per realizzare foto di buona qualità, soprattutto se scattate in un ambiente poco illuminato. ■


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 RIFLESSIONI

Dove sono i “crumiri”? H o letto su Corriere Lavoro che dovranno essere assunti centinaia di giovani per la gestione dell’anagrafe bovina. La notizia mi ha sinceramente colpito perché sembrava che il problema fosse già stato superato affidando l’anagrafe alle associazioni degli allevatori (APA). Non ho mai condiviso questa scelta, forse dovuta al desiderio di rendere celer-

mente operativo il progetto, perché non ho mai creduto ai sistemi basati sull’autocontrollo. Sono convinto che gli allevatori che vorranno fare i furbi continueranno a farlo e non sentiranno minimamente il senso di responsabilità e professionalità che gli viene implicitamente riconosciuto. Basta pensare ai traffici delle quote latte, al latte in nero, ai silenzi sulla BSE, ecc. Se

poi vogliamo un esempio eclatante di fallimento dell’autocontrollo basta pensare al caso aflatossine scoppiato negli ultimi giorni in Lombardia. Tanti, produttori di mangimi, allevatori, trasformatori, ecc. erano a conoscenza da giorni, se non da mesi, della presenza di aflatossine nel mais e quindi nel latte oltre i limiti di legge, presenza del resto rilevata, sembra, anche dalle analisi che

di Luigi Poretti

vengono effettuate dai trasformatori, ma nessuno ha ritenuto suo dovere comunicarlo subito alle autorità. Meglio per tutti far finta di niente ed aspettare che il problema venga superato. Anche la prima circolare delle autorità regionali a tutti i responsabili si sarebbe preferito che restasse riservata perché se arrivava in mano a qualche giornalista sarebbero stati problemi seri.

Non bisogna mai spaventare il consumatore, altrimenti il mercato va in crisi... In verità quello che mi sembra veramente in crisi è il sistema della sicurezza alimentare in Italia. Chiediamo di ospitare a Parma l’Authority Europea Alimentare e noi non abbiamo ancora uno straccio di agenzia, o come la si vuol chiamare, che possa svolgere seriamente un compito di coordinamento e di controllo a livello nazionale. Invece di riqualificare la Veterinaria Pubblica e di rafforzarla si tende a smantellarla riducendo il numero degli occupati, non sostituendo i pensionati, e sottraendole compiti che vengono affidati ad altre figure professionali. L’intramoenia riconosciuta ai colleghi pubblici non viene limitata a settori di primaria importanza istituzionale ma viene dispersa spesso in attività di scarso rilievo. Non sarebbe meglio eliminare tutti gli impegni e le attività svolte in settori che non hanno carattere di urgenza e necessità o che sono già ampiamente coperti dal mondo veterinario privato? Se mancano i veterinari per fare controlli seri e programmati negli allevamenti, nei macelli, nei mangimifici, nelle aziende di trasformazione perché occuparli in ospedali per cani e gatti a mettere il microchip o fare sterilizzazioni? Perché l’anagrafe bovina che è un sistema fondamentale per la tracciabilità e quindi per la sicurezza alimentare non deve essere affidato ai veterinari? Veterinari pubblici e veterinari privati (veterinari aziendali)? Perché si affidano ai vigili urbani, alle guardie forestali, ai NAS, ecc. compiti che sono specifici, per competenza, del veterinario? Certamente la veterinaria pubblica dovrà ritrovare al suo interno la forza e la capacità di trasformarsi e di qualificarsi per essere all’altezza dei nuovi e difficili compiti che dovrà affrontare ma credo che tutta la categoria veterinaria debba difendere questi posti di lavoro non solo perché nel nostro settore la disoccupazione è ormai insostenibile ma anche perché sono ruoli professionali di grande qualificazione. Bisogna riuscire a far capire al Ministro alla Salute ed al mondo politico che solo una veterinaria pubblica forte e preparata in un rapporto di collaborazione con i professionisti privati, sempre più stretto e rispettoso dei ruoli, potrà garantire al nostro paese una sicurezza alimentare degna di un paese civile. I problemi di bilancio, sia dello Stato che delle ASL o degli IZS, non giustificano lo smantellamento o il ridimensionamento della veterinaria pubblica a vantaggio di altre figure professionali o convenzioni con professionisti privati in rapporti occasionali e temporanei. Un dirigente veterinaro di una ASL lamentava che uno sciopero era parzialmente fallito perché tutti i professionisti privati in convenzione non si erano astenuti dal lavoro. Certamente la loro condizione di precari e la speranza di un incarico rinnovato od un posto più sicuro non consente il lusso dello sciopero facendoli diventare per l’occasione i “crumiri” del caso, mal sopportati dai colleghi pubblici. È incredibile come a volte le parti si modifichino, si cambino o si ribaltino. ■


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 L’OPINIONE

Duello per la morte amica Dopo pochi giorni dal convegno di Cremona sull’eutanasia (Convegno nazionale ANMVI. L’eutanasia nella professione veterinaria ndr), che pare aver suscitato notevole interesse, mi è capitato di “duellare” ancora una volta con Renato Farina, vice direttore di Libero, sul tema della morte amica, sia in campo veterinario che umano. Mi è parso istruttivo affidare questa diversità di vedute al vostro giudizio e alla vostra meditazione. Caro Farina, la morte amica, quella che io dispenso spesso agli animali che soffrono, non avendo davanti che pochi giorni d’inutile dolore, è dunque un atto d’egoismo. Ah, già, ma qui si tratta di animali, non di uomini. Molto più semplice, molto più sbrigativo. Un cane o un gatto non sono un marito o una mamma. Vero, fino ad un certo punto. Ci sono anziani, generalmente rimasti soli, che hanno come unico familiare un botolo peloso che li obbliga a sgranchire le articolazioni cigolanti la mattina e caccia via i fantasmi di quello che Churchill chiamava “il cane nero”, la sera. Talvolta la differenza tra il buttarsi dal balcone in una tetra sera d’autunno o tirare avanti cambiando la sabbia nella cassetta e aprendo una scatoletta, sta in quel gatto guercio che domani non saprebbe su quali ginocchia andare a fare le fusa. Quando la malattia è devastante e non lascia scampo ci guardiamo negli occhi e le rughe dei vecchi si bagnano di lacrime nel pensare che la condanna finale la emettono loro, il magone sale in una gola serrata che non riesce a parlare, quando pensano che tra poco quella vita, quell’affetto, quell’amore non ci sarà più. Decidiamo e rimandiamo, decidiamo e rimandiamo ancora, fino a quando la sofferenza per una vita che non ha più alcuna dignità d’essere vissuta, prende il sopravvento. Se ne vanno con una cesta e una traversina azzurra, ringraziandomi o forse maledicendomi, sicuri che da quella sera in poi il pane avrà un gusto amaro, la luce in cucina sarà una candela in chiesa e le ombre della sera avanzeranno i loro rami nodosi sulle pareti grigie. Se, come tu scrivi, dare la morte amica è pur sempre “ammazzare”, allora questi vecchi, me complice, hanno ammazzato quanto avevano di più caro, hanno ammazzato l’unico affetto che gli dava ancora una scintilla di vita. Cos’è la normalità della sofferenza, giustamente ti chiedi? Esiste un tasso normale di sofferenza? Non lo so, francamente non so rispondere, come non so rispondere dove finisce il bene e dove comincia il male. Se tu hai la visione di un confine preciso ti prego di mandarmi almeno la fotografia. Sarà il più grande regalo che avrò mai ricevuto in vita mia. Ma trovare il confine non deve essere tanto facile, anzi più invecchio più mi rendo conto che forse è impossi-

bile, visto che, per quanto abbia chiesto, invocato, supplicato, nessuno mi ha mai inviato un cesto, una busta che contenesse quel dono prezioso. Nell’attesa che qualcuno rimedi, vado avanti con quella povera miscela di educazione e genetica che si compendiano nell’istintualità, nell’arroganza di sapere riconoscere che

questo è bene e questo è male (forse) e che la normalità della sofferenza è finita e il dolore inuti le, per chi come me non crede, ha varcato la soglia. Un carissimo amico è appena uscito dall’incubo dell’Alzheimer. Si alzava di notte, aprendo la porta del salotto dove dozzine di uova erano scagliate ovunque sui

di Oscar Grazioli Medico Veterinario, Reggio Emilia

muri, assieme alla crema che una vecchia nuda e sghignazzante spalmava a piene mani sui mobili e sul televisore acceso ad impastare un’improbabile torta. Era sua madre. Quando finalmente quelle mani si sono fermate per sempre l’ho visto per la prima volta sorridere piangendo. Ringraziava Dio per-

ché gli aveva portato via sua madre. Anche questo allora è ammazzare come l’uomo che amava troppo sua moglie per lasciarle in regalo anni di follia. Sarà egoismo, ma se mi dovesse capitare chiedo a chi di dovere il rispetto delle mie volontà e se il problema è solo lessicale lo chiarisco subito: ammazzatemi pure. ■


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003

LETTERE AL DIRETTORE

Siti web di colleghi: chi vigila? Segnalo che c’è disparità di trattamento nel modo in cui gli Ordini affrontano la presenza di siti web personali con cui molti Colleghi ormai si fanno pubblicità. So di Colleghi richiamati dall’Ordine ed altri no. Chi ha ragione?

Molti ordini fanno il loro dovere correttamente. Comunque, la normativa vigente è uguale per tutti. Per chiarezza, dobbiamo dire che la legge 362/92 non ha previsto né disciplinato l’utilizzo della rete come mezzo di informazione e di diffusione del messaggio pubblicitario. La FNOVI nel 2000 ha colmato la lacuna indicando agli Ordini come devono comportarsi: attenersi ai limiti previsti dalla legge 175/92, rilasciare al medico vete-

rinario richiedente il nulla osta, dato che si tratta di un messaggio che viene diffuso in modo universale, previo controllo sulla correttezza del messaggio proposto. Ad oggi non c’è norma sulla pubblicità sanitaria che indichi esplicitamente come comportarsi. Per contro ci sono molte pressioni, anche a livello comunitario, affinché il Legislatore renda meno anacronistico e limitante il dettato normativo. Carlo Scotti

Ministri pericolosi… Ho partecipato al convegno tenu tosi lo scorso 10 novembre nella bellissima sala del cenacolo, di palazzo Valdina ospite della Camera dei Deputati per assistere in veste di addetto stampa al convegno sull’aggressività e l’educazione del cane: il contributo della medicina veterinaria. A dire la verità questa vicenda mi

Una cosa buona non ci piace, se non ne siamo all’altezza. Friedrich Nietzsche

dovrebbe interessare poco visto che per la maggior parte del mio tempo mi occupo di animali da reddito. E invece una volta che sono entrato all’interno della sala e ho iniziato ad ascoltare i relatori e ciò che avevano da dirci mi sono sentito profondamente coinvolto nella vicenda e particolarmente toccato nella mia umanità e nella mia professionalità. Ho ascoltato tutti con molta attenzione gli zoo-antropologi, i comportamentalisti, le autorità, i politici presenti e non presenti (quest’ultimi hanno inviato dei telegrammi di scuse e di buon lavoro), gli animalisti, ognuno con argomentazioni valide. C’era chi salvaguardava gli interessi dei morsicati, chi quelli dei morsicatori, chi presentava le istanze degli animali non-morsicatori e chi enunciava le leggi fatte e non fatte che tutelano i non proprietari di animali ma anche i doveri dei proprietari degli animali. Ero lì che ascoltavo, ma come possessore di animale non-morsicatore (almeno fino ad adesso) e come uomo, che come dice Marchesini ha seguito il suo iter naturale nello sviluppo ontogenico, non ero per niente soddisfatto. Mi è sembrato che anche in questo caso abbiamo imboccato una strada senza uscita e che come al solito, anziché tornare indietro e cercarne una nuova, via abbiamo cominciato a scavare una galleria buia e profonda. Il punto focale della questione risiede secondo me nella regolamentazione del diritto/dovere di avere un cane caro Ministro. Parlo solo di cane e non di animali domestici in generale sia per la millenaria storia che ci lega a questo carnivoro sia perché per questo animale è stata fatta una legge apposita, la 281 del 14 agosto 1991. Questa legge, all’avanguardia del mondo per i principi in essa contenuti tra cui il fatto di non abbattere i cani sprovvisti di proprietari, emanata dai politici sotto la pressione delle associazioni animaliste che sapevano che sarebbe stata una legge per cui i governi non avrebbero stanziato risorse per la sua attuazione, si basa sullo strano, ma affascinante, meccanismo delle adozioni. Che cosa è successo, infatti, con l’emanazione di questa legge? È avvenuta una rivoluzione inconsapevole. Con la 281 i proprietari di cani da gente frou-frou che possedeva un cane per piacere, snobbismo, per lavoro, guardia, difesa o quant’al-


PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003

@ LETTERE AL DIRETTORE

tro sono stati di colpo trasformati in persone che volenti o non svolgono un ruolo per la società e che permettono l’attuazione (adesso solo in parte, viste le carenze dell’anagrafe canina) della fantomatica “legge senza risorse”. Il “proprietario di cane” è quindi diventato “possessore di cane” ma la vera trasformazione non è ancora avvenuta. Per liberare la crisalide del suo fastidioso guscio che le impedisce di volare, attuando tutti i precetti della zoo-antropologia sullo sviluppo ontogenico tanto cara a Marchesini, il “possessore di cane” deve ancora diventare “convivente con un cane” ed era questo che mi aspettavo di sentire in quel convegno... ma nessuno lo ha detto. Se ciò avvenisse la società dovrebbe riconoscere il ruolo sociale di chi possiede un cane e dell’importanza del rapporto di convivenza con il cane. Questi animali esistono ed è un dato di fatto e, a meno che la parte della nostra società che non ama i cani non voglia assumersi la responsabilità di farli tutti fuori in un forno crematorio, per evitare il pur minimo contatto con i loro figlioli, bisogna che tutti inizino a tirare fuori dalla cantina l’impolverato ricordo della tolleranza civile. Se questo principio viene sancito verranno meno anche le contraddizioni agostine dello Stato che da un lato ti dice che il “bastardo sei tu”, e dall’altro ti impedisce di frequentare luoghi pubblici, autobus, alberghi, negozi, spiagge e luoghi turistici in genere. Trasformando il cane e il suo proprietario in detenuti agli arresti domiciliari. Se questo principio viene compreso si smetterà di continuare a girare la vite, con razzismi, sanzioni, divieti e collari colorati ma si inizierà ad agevolare la vita di chi ha deciso responsabilmente di convivere con un cane per dare gioia a se stessi e agli altri assumendosi l’onere di occuparsi per la vita di un fedele compagno che richiede impegno se gli si vuole creare un’esistenza dignitosa e felice. Purtroppo l’Ordinanza Sirchia in quest’ottica è stata una battuta di arresto a questo processo di trasformazione. Anzi credo che gli abbia fatto fare un passo indietro. La cosa strana è che il Ministro forse non ha riflettuto sul fatto che per mantenere in vigore la 281 ha bisogno dell’aiuto dei possessori dei cani e che a meno che non voglia vedere straboccare i rifugi di poveri animali, magari scatenando una qualche emergenza sanitaria, o deve mettere mano al portafoglio e creare delle strutture capienti e confortevoli per le migliaia di cani che verranno abbandonati la prossima estate se continua a legiferare in questo modo, oppure deve ammorbidire la sua linea legislativa regolando il “diritto della coppia” uomo-animale, rendendo efficiente l’anagrafe canina e sentendo il parere di chi si occupa in prima persona della questione e cioè i possessori di cani, i loro medici di fidu-

cia e le autorità responsabili dell’anagrafe canina facendo orecchie da mercante alla stampa di bassa lega e a coloro che non amano i cani. D’altronde l’esperienza insegna, caro Ministro, che l’opinione pubblica quando sentita dall’alto di un balcone è stata capace di mandare Gesù Cristo sulla Croce. Roberto Lomolino (Membro del Comitato per la Bioetica dell’Ordine dei Veterinari della Provincia di Roma)

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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 DALLE ASSOCIAZIONI

Master SCIVAC in Chirurgia: 14 i diplomati ono 14 i Colleghi che hanno conseguito il Master in Chirurgia, il primo di una serie di percorsi formativi di eccellenza proposti dalla SCIVAC. I diplomi sono stati consegnati a Perugia durante il 47° Congresso Nazionale della SCIVAC, al termine di un percorso di studio iniziato il 29 settembre del 2002. Quattordici i Colleghi che hanno conseguito il prestigioso traguardo. Il livello d’eccellenza delle proposte d’aggiornamento realizzate dalla SCIVAC si avvale di relatori diplomati presso il college europeo di chirurgia veterinaria (ECVS) di esperienza nazionale ed internazionale. Dalla sua nascita, uno degli obiettivi statutari di SCIVAC è quello di occuparsi della formazione permanente post universitaria del medico veterinario che si interessa di animali da compagnia, l’evoluzione delle esigenze di formazione ha portato negli anni a fornire al professionista diverse opportunità di aggiornamento. L’ulteriore esigenza colta è quella di dare un senso all’iter formativo scientifico portandolo ad un logico traguardo che possa essere significativo del proprio grado di apprendimento. È questo il traguardo che si propongono i MASTER SCIVAC. Al Master possono accedere solo i medici veterinari che hanno conseguito un background formativo valutato dal coordinamento scientifico in

S

Carta Modena 2002: anche la SCIVAC tra i firmatari del documento on il patrocinio di SCIVAC, dell’Alma Mater Studiorum della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna, della FNOVI, del Ministero della Salute e della SIUA – Scuola di Interazione Uomo Animale e in collaborazione con Purina è stata stipulata la Carta Modena 2002. Grazie alla partecipazione di professionisti che provengono da aree disciplinari diverse si è infat ti riusciti a costituire una carta di valori con molteplici obiettivi tra cui la definizione di un contesto applicativo sia nella pet therapy che nella zooantropologia didattica. “Il rapporto con l’animale domestico costituisce un valore fondamentale per l’uomo e il proces so di domesticazione è da ricono-

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1000 crediti, conseguibili attraverso la frequenza di iniziative di ag giornamento organizzati da SCIVAC, ACVS, ECVS e ESVOT. Il Master SCIVAC si pone come obiettivo quello di portare il Medico Veterinario ad una preparazione teorico pratica nella disciplina scelta, tale da consentirgli di affrontare con competenza casistica di base ed avanzata. Il Master in Chirurgia sarà riproposto nel 2004, articolato in due parti: la prima dal 20 al 24 settembre e la seconda dal 7 all’11 febbraio 2005. Limite massimo per iscriversi il 31 maggio 2004. Per accedere all’anno di MASTER SCIVAC è necessario aver conseguito la laurea in Medicina Veterinaria non successivamente al 5° anno sola -

re precedente l’inizio dell’anno di Master ed aver acquisito un numero di crediti pari almeno a 1000 che si ottengono frequentando Congressi e Corsi organizzati da SCIVAC, ACVS, ECVS, e ESVOT, Seminari SCIVAC inerenti la disciplina scelta o eventi formativi di altre organizzazioni scientifiche se specificate nell’elenco sempre inerenti la disciplina del Master scelto. Al termine delle lezioni i partecipanti dovranno superare l’esame finale. L’esame potrà essere sostenuto direttamente al termine dell’anno Master e non oltre i tre anni seguenti. Soddisfatti il Coordinatore del Master, Carlo Scotti, e il Direttore scientifico della SCIVAC Fulvio Stanga che annuncia altri Master... ■

a cura di Lara Zava

chirurgia

I Diplomati al Master in Chirurgia… Alberto Bernava, Med Vet Codroipo UD, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Giovanni Bertazzoli, Med Vet Brescia, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Claudio Bisio, Med Vet Sestri Levante-GE, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Luciano Borghetti, Med Vet Marina di Carrara, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Dino Buzzigoli, Med Vet Reggio Emilia, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Giuseppe Carbone, Med Vet Agrigento, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Carlo De Feo, Med Vet Perugia, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Massimo Frizzi, Med Vet Cavalese-TN, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Enrico Gabassi, Med Vet UD, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Marco Mariotti, Med Vet Egna-BZ, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Egidio Massei, Med Vet Siena, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Georg Moser, Med Vet Bolzano, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Giovanni Raduzzi, Med Vet Rimini, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003 Gianluca Zanaboni, Med Vet Tradate-VA, Dipl Master in Chirurgia 2002/2003

Gli italiani diplomati ECVS… Paolo Buracco, Med Vet Torino, Dipl ECVS 1998, Specialist Small Animal Antonio de Gresti, Med Vet Milano, Dipl ECVS 1994, Specialist Large Animal (Equine) Antonio Ferretti, Med Vet Legnano-MI, Dipl ECVS 1993, Specialist Small Animal Stefano Pizzirani, Med Vet Firenze, Dipl ECVS 1993, Specialist Small Animal Giorgio Romanelli, Med Vet Cusano Milanino-MI, Dipl ECVS 1993, Specialist Small Animal Gian Luca Rovesti, Med Vet Cavriago-RE, Dipl ECVS 1997, Specialist Small Animal Matteo Tommasini Degna, Med Vet Roma, Dipl ECVS 1993, Specialist Small Animal Fabio Torre, Med Vet Casalecchio di Reno-BO, Dipl ECVS 2001, Specialist Large Animal (Equine) Aldo Vezzoni, Med Vet Cremona, Dipl ECVS 1993, Specialist Small Animal

scersi come patrimonio dell’umanità. L’interazione uomo-animale presenta importanti valenze emozionali, cognitive, formative, assistenziali e terapeutiche che vanno promosse, tutelate e valorizzate all’interno della società. Per portare a eccellenza tali valenze si ritiene indispensabile promuovere un rapporto uomo-animale che sia equilibrato e consapevole, caratterizzato da reciprocità e corretta espressione etologica nel rispetto delle specifiche individualità”. Questo è quanto enunciato nei primi due articoli del documento, nato dalla necessità di istituire un Codice di buone pratiche sia di ordine tecnico-scientifico che di ordine bioetico per la creazione di principi di corretta fruizione della relazione uomo animale. In particolare nel titolo 1 “La tutela degli animali” viene sottolineato nell’art. 5 come “ogni progetto operativo deve riconoscere l’animale come paziente morale nel rispetto di alcuni interessi specifici e imprescindibili riferibili alla senzienza, al benessere, all’espressione delle preferenze, all’integrità genetica”. L’animale non deve esser considerato

né in modo reificatorio né attraverso proiezione antropomorfica. Per gli animali coinvolti nei progetti di pet therapy dovrà essere assicurata una corretta tutela del benessere a fine carriera. Gli animali saranno scelti secondo una attenta valutazione delle caratteristiche fisiologiche e comportamentali affinché siano compatibili con gli obiettivi del progetto. L’animale deve essere mantenuto nelle condizioni compatibili con le sue caratteristiche fisiologiche e comportamentali e salvaguardato da qualunque trauma fisico e psichico e deve poter usufruire di adeguati periodi di riposo e poter trarre benefici dall’attività svolta. Nella fase progettuale e nella fase di monitoraggio è necessaria la presenza di un’équipe costituita da figure qualificate da esperienze documentate e da un curriculum di competenza specifica; a ciò si aggiungono le figure specialistiche di riferimento relative al progetto. Dovrà inoltre essere presente un “team prescrittivo” formato da figure professionali quali psicologo, medico veterinario zooiatra, medico

veterinario o biologo che abbia adeguata conoscenza ed esperienza nelle scienze comportamentali applicate ed infine un operatore tecnico con specifica p reparazione nell’interazione con l’animale. Prevista infine l’istituzione di una commissione che si faccia carico di attuare e promuovere i principi ispiratori della carta attraverso una banca dati, la consulenza tecnico informativa a chiunque ne faccia richiesta; la definizione di linee guida relative ai campi di applicazione e la raccolta delle notifiche dei progetti di ricerca con verifica della corrispondenza ai principi della carta e successiva certificazione su richiesta degli interessati. La SCIVAC, con la collaborazione di SISCA, ha organizzato anche quest’anno dei corsi in zooantropologia applicata alla didattica. Sia quello avanzato, che si è concluso con grande soddisfazione da parte del direttore del Corso – Maurizio Pasinato – e del relatore – Roberto Marchesini – che quello base che si è tenuto a Perugia nel mese di novembre intendono formare un

pool di docenti di didattica zooantropologica che andranno a far parte del programma nazionale della “Scuola di Interazione Uomo Animale” ponendosi come obiettivo l’educazione dei giovani delle scuole dell’obbligo sui temi dell’interazione uomo-animale e del benessere animale.

Aggiornamento “L’anestro post parto nella vacca da latte” l programma del secondo se mestre 2003 delle iniziative di SIVAR si è aperto con due incontri dedicati alle problematiche della riproduzione svoltesi ad Asti e a Mantova, rispettivamente giovedì 2 e venerdì 3 del mese di ottobre. Entrambe le giornate, organizzate grazie alla collaborazione di Ceva Vetem e in particolare del Dr. Schachter, sono state dedicate a “L’anestro post parto

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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 DALLE ASSOCIAZIONI nella vacca da latte”. L’argomento è stato trattato da due relatori di grande esperienza, il Dr. Geert Opsomer, Professore presso il D i p a rtimento di Ripro d u z i o n e , Ostetricia e Sanità Animale della Facoltà di Medicina Veterinaria di Ghent in Belgio, e il Dr. Vittorio Marchi, L.P. di Cremona esperto di management aziendale e riproduttivo. Nelle due relazioni svolte, il Dr. Opsomer ha affrontato i problemi legati all’anaestro post part o partendo dalle modificazioni fisiologiche a cui vanno incontro le bovine da latte ad elevata produzione fino ad arrivare all’analisi dei principali fattori di rischio che possono indurre o aggravare la fertilità di un allevamento. Confrontando i risultati di vari autori della letteratura mondiale con quelli evidenziati dalle proprie ricerche, il Dr. Opsomer ha confermato la tendenza delle nos t re mandrie a peggiorare le

performaces riproduttive (intervallo parto concepimento e interparto) con le conseguenti ripercussioni sulla efficienza dell’allevamento. In particolare l’utilizzo dei dosaggi del progesterone ha messo in evidenza l’elevata percentuale di animali che nel post parto presentano una ritardata ripresa dell’attività ovarica oppure fasi luteali prolungate (entrambe al 21,5% del campione). Nell’analisi dei fattori di rischio relativi a tali disturbi, il bilancio energetico negativo e le patologie dell’utero sono risultate le principali cause predisponenti. Il Dr. Marchi nella sua relazione ha descritto le tecniche di sincronizzazione dell’estro utilizzabili oggi in allevamento, analizzando per ciascuna di esse vantaggi,

svantaggi e modalità di intervento. Con un taglio molto pratico, ha dato indicazioni per la loro applicazione nelle varie tipologie di azienda e rimarcato la necessità di considerare le pratiche di sincronizzazione degli strumenti gestionali e non terapeutici. In entrambe le sedi la partecipazione dei Veterinari è stata molto incoraggiante, con circa 90 colleghi presenti ad Asti e addirittura 170 a Cerese di Virgilio (Mn), dove si è dovuta allestire una sala supplementare con un maxi schermo per permettere a tutti gli iscritti di poter seguire l’evento. Il gradimento delle giornate si è anche manifestato con sessioni di discussione partecipate e ricche di domande in entrambe le sedi. Marco Colombo

Del Piero in Italia per la SIVAR o scorso 24 ottobre, la SIVAR,nell’ambito della Fiera Internazionale del Bovino da Latte che si è svolta a Cremona dal 23 al 26 ottobre, ha ospitato il P ro f. Fabio Del Piero per un seminario sulla patologia nei suini. “È un tema - ha dichiarato Del Piero- di grande attualità ed utilità per tutti coloro che si occupano dell’allevamento dei suini e del controllo delle loro malattie”. Alla platea dei Colleghi che hanno ascoltato le sue relazioni su approccio diagnostico e patologia multisistemica, Del Piero si è presentato con una prestigiosa

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qualifica, recentemente acquisita presso l’Università d e l l a P e n n s y l v ania dove si trova da alcuni anni: è stato infatti nominato “Senior Associate Professor of Pathology”. Questa promozione giunge dopo quattro anni di attività a UPenn, e con notevole anticipo se cronologicamente paragonata ai tempi medi della carriera universitaria negli USA. Alla SIVAR, che si onora di ospitarlo, Del Piero ha dichiarato che “questo viaggio italiano a scopo divulgativo è anche un modo

VI Congresso Nazionale Multisala SIVAR Cremona, 21-22 Maggio 2004

DELEGAZIONE REGIONALE SIVAR UMBRIA La SIVAR organizza venerdì 4 dicembre 2003, presso il Centro Studi SCIVAC-AVULP un in contro d’aggiornamento dal titolo “Ruolo del veterinario prati-

PREMIO “BENVENUTO IN SIVAR” Vetrina di tesi di laurea in Medicina Veterinaria su argomenti pratici nel settore degli Animali da Reddito. Con l’intento di creare un’occasione di incontro e conoscenza fra giovani colleghi che si affacciano alla professione ed altri già inseriti nel mondo del lavoro, SIVAR ha deciso di ospitare all’interno delle sessioni congressuali contributi originali di tipo pratico-applicativo che siano stati oggetto di tesi di laurea in Medicina Veterinaria nei seguenti settori di interesse:

co nella gestione del farmaco e gestione della qualità del latte negli allevamenti bovini”. L’iniziativa è riservata ai soci SIVAR -AIVEMP in regola con la quota associativa 2003. Non è necessario inviare la pre-iscrizione, presentarsi direttamente in sede congressuale. All’evento la Commissione Nazionale per la formazione continua in Medicina ha assegnato 4 crediti ECM. Si

ringrazia

Pfizer

Animal

Health per il contributo organizzativo.

Relatore:dr. EnricoCHIAVASSA (Med Vet Libero Professionista,

- Bovini da Carne - Bovini da Latte - Suini - Altri Animali da Reddito (avicoli, cunicoli, fauna selvatica, ittici, ovi-caprini, struzzi) - Filiera degli Alimenti La partecipazione è riser vata a Medici Veterinari neolaureati in Facoltà italiane che abbiano discusso la propria tesi negli anni accademici 2002/2003; a tutti i colleghi che faranno pervenire la propria tesi verrà offerta l’iscrizione al Congresso SIVAR 2004. I partecipanti dovranno far pervenire alla segreteria SIVAR una copia della propria tesi di laurea entro il 31 marzo 2004 accompagnata da un abstract redatto secondo i seguenti criteri: 1. lunghezza abstract: da uno a tre cartelle su supporto cartaceo e floppy disk in formato A4, corpo 12, interlinea singola 2. settore della tesi presentata 3. facoltà, dipartimento e/o istituto di appartenenza 3. domicilio fiscale e recapiti telefonici per comunicazioni

Cuneo) 08.30

Registrazione partecipanti

09.00 Ruolo del veterinario pratico nella gestione

Il materiale inviato verrà valutato dalle specifiche commissioni professionali SIVAR che indicheranno il miglior lavoro per ciascun settore; l’abstract di ogni tesi verrà pubblicato sulla rivista LARGE ANIMALS REVIEW ed ai vincitori del premio di ciascuna sezione verrà offerta la partecipazione gratuita ad uno dei Corsi di aggiornamento promossi dalla SIVAR nel periodo intercongressuale dal 01/07/2004 al 31/12/2004.

del farmaco 10.45 Pausa Caffè 11.00

Gestione della qualità del latte negli alleva-

Verrà inoltre assegnato un premio di 516 € all’autore della tesi considerata migliore per ciascuno dei settori menzionati.

menti bovini 13.00 Test di valutazione di

Info: Segreteria SIVAR - Paola Orioli - Tel. 0372/40.35.39, info@sivarnet.it, www.sivarnet.it

apprendimento ECM e chiusura lavori 13.30

Pranzo

in collaborazione con

Animal Health


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 DALLE ASSOCIAZIONI

molto piacevole per festeggiare la mia promozione in un ambiente come il vostro sempre pronto ad apprezzare la professionalità dei Colleghi, anche quelli come me lontani che hanno intrapreso una carriera accademica in terra straniera. La vostra disponibilità, professionalità e generosità permettono a me e a Colleghi che hanno fatto scelte simili di essere molto vicini ai veterinari italiani e di

f o rn i re loro un adeguato aggiornamento”. La nomina a Senior Associate Professor of Pathology è stata approvata dopo che il curriculum vitae di Del Piero è stato valutato dai docenti dei due dipartimenti a cui appartiene, il dipartimento di scienze patobiologiche ed il dipartimento di scienze cliniche, da tutti i docenti senior della facoltà di medicina veterinaria di UPenn, dal preside, dal

presidente di UPenn e da un comitato federale ed internazionale di specialisti del settore. La decisione è stata basata sull’eccellenza del candidato nel campo dell’insegnamento, della diagnostica e della ricerca, che è testimoniata da num e rosissime pubblicazioni di rilevanza internazionale nei campi della patologia comparata, dell’infettivistica e dell’oncologia. ■

Si avvisano i medici veterinari interessati che sono ancora aperte le iscrizioni al corso SIVAR di “Chirurgia del dito bovino” che si terrà a Cremona dall’11 al 14 dicembre 2003. Crediti ECM: 28. Per informazioni, contattare la segreteria SIVAR (Paola Orioli tel. 0372/40.35.39, info@sivarnet.it).

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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 DALLE AZIENDE

Dopo l’aquisizione di Pharmacia A.H.

Ecco la “nuova” Pfizer Nuovi prodotti in listino e informazione scientifica potenziata. Con un occhio di riguardo per il medico veterinario...

Con l’acquisizione del listino veterinario della Pharmacia, la “nuova” Pfizer Animal Health ha acquisito nuovi prodotti, sia nel campo degli antinfettivi che nel campo dei prodotti ormonali. L’Azienda si sta preparando al lancio di nuovi farmaci, con un occhio di riguardo per la qualità dell’informazione scientifica ed il riconoscimento del Medico Veterinario come interlocutore privilegiato. Ce ne parlano Paolo Doncecchi (Responsabile biologici, antiparassitari e ormonali) e Alberto Salvaneschi (Responsabile antinfettivi) della Direzione Marketing di Pfizer Animal Health per il settore degli animali da reddito. P.V. È la prima volta che la Pfizer si accosta ai prodotti ormonali. A. SALVANESCHI: Sì, è una novità, un nuovo programma integrato per la terapia delle metriti che include sia la terapia antibiotica, “Excenel”, che la terapia ormonale “Dinolytic”. Altra grossa novità sarà il lancio in campo europeo di “Orbeseal”, il primo sigillante interno per la prevenzione delle infezioni intramammarie acquisite nel periodo dell’asciutta. Si tratta di un prodotto non antibiotico che inaugura l’era della terapia selettiva nel periodo dell’asciutta delle vacche da latte: “Orbeseal” è destinato agli animali non infetti che non necessitano di terapia, ma soltanto di azione preventiva. Questo è un segnale di attenzione della Pfizer alla salute animale e all’uso prudente dell’antibiotico. Molte altre novità saranno disponibili nel prossimo fu-

Paolo Doncecchia (in piedi) e Alberto Salvaneschi. turo nel campo degli antinfettivi, degli antinfiammatori e dei biologici, ma essendo novità, non vogliamo anticipare troppo!!! P.V. Sul piano delle risorse umane cosa è cambiato? A.SALVANESCHI: È stata un’acquisizione importante anche sul piano umano, con l’ingresso di persone interessanti e competen ti sia per quanto riguarda la sede di Roma che per l’attività di campo. L’arricchimento in termini di persone e competenze cui ha permesso inoltre la rivisitazione del nostro approccio all’informazione medico-scientifica. P.V. Come è articolata la vostra forza vendita? P. DONCECCHI: Prima di questa acquisizione gestivamo le attività promozionali per linee di prodotto, oggi invece per gruppi terapeutici. Ne abbiamo individuati 4: patologia della mammella, terapia

della fertilità, patologie che si manifestano nella movimentazione degli animali e poi il gruppo delle patologie generali. La nostra forza vendita al nord è divisa in due gruppi, ogni funzionario cioè gestisce due di questi gruppi terapeutici: uno (mammella e movimentazione) è il gruppo legato alle produzioni e l’abbiamo chiamato “Gruppo Demetra” come la dea greca delle produzioni, l’altro è il gruppo della fertilità e delle patologie generali e si chiama “Gruppo Galeno” come il medico romano. Nel contempo abbiamo rafforzato la struttura della forza vendita del centro-sud che oggi si chiama “Gruppo Mercurio”. Cerchiamo, con il nuovo approccio, di essere ancora più vicini alle esigen ze del Medico Veterinario non so lo con l’offerta di prodotti, ma anche con la proposta di programmi terapeutici, assistenza nell’attività diagnostica e consulenze di Esperti. Confidiamo che i nostri Clienti ne traggano vantaggio. P.V. Secondo i dati ex factory presentati da AISA il mercato dei farmaci per animali da reddito nel 2002 ha subito uno stallo. Che riscontri avete in questo senso? P. DONCECCHI: Questi dati non coincidono completamente con le nostre fonti europee, ma al di là dei numeri, la componente di farmaco nel settore dell’animale da reddito è effettivamente stabile. Sta avvenendo un graduale incremento delle pratiche preventive rispetto alla terapia tradizionale; i prodotti nuovi, innovativi stanno vivendo certamente un trend po-

N O V I T À ECOGRAFIA E RIPRODUZIONE DELLA SCROFA Basi e applicazioni pratiche Françoise Martinat-Botté, Guy Renaud, François Madec, Patrick Costiou, Michel Terqui Edizione italiana a cura di Roberto Preti E.V. srl, 2003, 104 pagine Prezzo di listino: € 47,00 Prezzo soci delle associazioni federate ANMVI: € 39,00

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sitivo a discapito dei prodotti storici e più convenzionali. Al contempo, le fonti ufficiali ci dicono, ad esempio, che la popolazione bovina risulta stabile in termini numerici, pur vivendo un processo di integrazione, cioè di riduzione del numero degli Allevatori. P.V. Le emergenze sanitarie che ruolo hanno? A.SALVANESCHI: Questo tipo di evenienze ha risvolti che vanno al di là del business farmaceutico. Certamente diventano emergenze anche per noi e per i nostri programmi. In molte occasioni abbiamo dovuto rivedere i nostri piani aziendali, ma non abbiamo mai dovuto operare scelte dolorose. La crisi della BSE del 2001 è stato un momento critico a vari livelli, ma siamo stati vicini a Veterinari ed Allevatori con lo sviluppo e la realizzazione di Progetti per la rivalutazione della carne qualità e con supporti di informazione. I nostri Esperti sono stati coinvolti in continue consultazioni, ma la gestione diretta dell’emergenza è politica e non ci riguarda. P.V. Cosa significherebbe per voi la presenza del Veterinario riconosciuto in azienda,

specie nelle grandi realtà zootecniche? P. DONCECCHI: Il fatto di avere il Veterinario in azienda chiude il cerchio della nostra informazione, perché ci cautela da eventuali abusi, o semplicemente da cattivi utilizzi del farmaco. È una figura auspicabile, che siamo contenti venga istituzionalizzata. Per noi è importante avere un interlocutore intellettualmente qualificato nell’allevamento moderno e con lui la certezza che il farmaco venga utilizzato nel miglior modo possibile, con un approccio corretto alla diagnosi, limitando lo spreco del farmaco, il rischio di resistenze e quindi anche con maggiori capacità di farmacovigilanza e di garanzia per quanto riguarda le produzioni. A. SALVANESCHI: È una figura chiave per il nostro lavoro di informazione. Lavoriamo per produrre e vendere farmaci veterinari ma ci interessa che i Veterinari ci aiutino ad utilizzarli correttamente. La nostra informazione è concentrata sui Veterinari. Il nostro sforzo giornaliero è di un utilizzo mediato dalla scelta veterinaria, che è sempre una scelta consapevole e professionale. Il nostro interlocutore è il Veterinario. ■

Favole vere di animali speciali Oscar Grazioli Prefazione di Vittorio Feltri Paco Editore 140 pagine – Prezzo 12,50 eur o Un nuovo libro per Paco Editore, scritto da Oscar Grazioli, veterinario, giornalista e scrittore molto noto e apprezzato dai lettori di Libero, della Gazzetta di Reggio e di diverse riviste specializzate per i suoi articoli forti ma equilibrati che svelano realtà troppo spesso ignorate in cui gli animali sono vittime di soprusi. Il ricavato è come sempre destinato al Fondo amici di Paco, per aiutare i cani e i gatti senza famiglia. Favole vere di animali speciali è il secondo libro scritto da Oscar Grazioli, che dopo il successo del primo (Quello che gli animali non dicono, ed. Geo) ha deciso di racchiudere in un libro altri racconti di vita vissuta, seppur romanzata. Sono storie vere ma raccontate come favole: storie di animali e di umani, accomunati a volte da una vita vissuta insieme, a volte da pochi atti mi in cui le rispettive vite si intersecano per poi seguire ognuna, di nuovo, la propria strada. Eppure di questi incontri, lunghi o brevi che siano, rimane sempre un segno: a volte una semplice riflessione, a volte una vera e propria svolta. Favole vere di animali speciali è una raccolta di sagaci quadretti raccontati con arguzia e maestria, con disincanto ma anche profondo amore. Storie vere, anche se a volte sembrano favole, che colpiscono per lo stile volutamente giornalistico, quindi privo di sbavature ed eccessi, ma da cui traspare la simpatia, a volte l’amore non solo per gli animali, ma anche per gli umani che con gli animali vivono e che gli animali amano. Sono storie belle, scritte da un veterinario che, come spesso capita ai veterinari, è anche un po’ psicologo e anche fine umorista. Sennò non si capirebbe come mai, alla fine di tante di queste “Favole vere di animali speciali” ci si ritrova a sorridere o a ridere rumorosamente. Questi brevi racconti sono stati negli anni pubblicati in una seguitissima rubrica sul quotidiano “Libero” e per la prima vol ta vengono pubblicati in una raccolta che verrà apprezzata anche da chi li ha già letti sul giornale oltre che da tutti gli amanti degli animali e della bella lettura.


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 DALLE AZIENDE

Dermatologia: Padova fa il tutto esaurito Si è registrata una grande affluenza di Medici Veterinari mercoledì 15 ottobre 2003 alla prima delle tre serate di aggiornamento scientifico, organizzate da Innovet in collaborazione con la Clinica Veterinaria San Marco di Padova. Sede dell’incontro: la moderna e confortevole sala congressi interna alla Clinica. Argomento: il prurito nel gatto. Relatore: Silvia Auxilia (nella foto) nota dermatologa diplomata ECVD (College Europeo di D e rm a t o l ogia Veterinaria) e CertVD (British Certificate in Dermatologia Veterinaria). Non mancava niente per decretare il successo della serata: una struttura di prestigio che ospitasse questo primo incontro del progetto Innovet di informazione e divulgazione scientifica; un relatore altamente qualificato; un argomento affascinante, quanto controverso per difficoltà di inquadramento diagnostico e gestione terapeutica. Il prurito del gatto, appunto. E il successo c’è stato, a giudicare dall’affluenza dei parte cipanti, provenienti da tutte le province del Veneto, che hanno letteralmente gremito la sala congressi della Clinica S. Marco. “A differenza dell’uomo e del cane, nel gatto è difficile identificare il prurito, quella sensazione spiacevole raccolta dalle sottili fibre nervose di tipo C, che induce questo animale a grattarsi e/o leccarsi fino a provocarsi lesioni multiple, anche gravi, come escoriazioni, ulcerazioni, croste emorragiche, ipotricosi ed alopecie conclamate.” Così ha iniziato la sua prolusione Silvia Auxilia che, con esposizione chiara ed accattivante, è passata, poi, ad analizzare i principali quadri clinici associati al prurito nel gatto: l’alopecia simmetrica autoindotta, il prurito della testa e del collo, la dermatite miliare, il complesso del granuloma eosinofilico. Per tutte e quattro le entità nosografiche, la Auxilia ha tracciato un puntuale quadro diagnostico differenziale, basato sulla raccolta di una scrupolosa anamnesi e su un altrettanto accurato esame clinico, sia generale che dermatologico. “Solo seguendo scrupolosamente questa griglia metodologica – ha proseguito la dermatologa – si può arrivare a distinguere le principali diagnosi di prurito del gatto dalle ectoparassitosi, agli stati di ipersensibilità, alle infezioni, alle reazioni a corpi estranei o a farmaci, alle neoplasie, alle malattie su ba-

se autoimmune o comportamentale.” Infine, un breve accenno alla lunga lista di terapie sintomatiche oggi disponibili – dai glucocorticoidi, agli antistaminici di prima generazione, agli acidi grassi essenziali, al Palmidrol, alla ciclosporina – ha preceduto l’animata discussione interattiva di alcuni emblematici casi clinici. La seconda serata di aggiornamento scientifico Innovet presso la Clinica Veterinaria S. Marco si è tenuta il 29 ottobre 2003, sempre alle 20.30, con la relazione “ I n t roduzione alla Medicina Comportamentale” di Maria Cristina Osella. Gli Atti della serata sono disponibili in PDF nel sito Innovet http://www.innovet.it/meetings/atti_auxilia_15102003.pdf

Profilassi dell’influenza equina e del tetano ProteqFluTM -Te Il primo vaccino ricombinante contro l’Influenza Equina. ProteqFluTM-TeTM l’unico vaccino contro l’influenza equina realiz zato grazie alla rivoluzionaria tec nologia PureVax♦ ProteqFlu-Te è un vaccino a vettore virale sviluppato usando la più recente tecnologia PureVax in grado di offrire i vantaggi di un vaccino vivo attenuato con la sicurezza di un vaccino inattivato. PureVax è un ceppo attenuato ricombinante del virus del vaiolo del canarino che esprime gli antigeni dell’emoagglutinina (HA) dei due virus dell’influenza equina: A/equi-2/Newmarket/2/93 (ceppo europeo) e A/equi-2/Kentucky/94 (ceppo americano) associato alla anatossina tetanica. La composizione di ProteqFlu-Te soddisfa quindi le più recenti rac comandazioni dell’OIE (2001). La purezza degli antigeni HA Il virus del vaiolo del canarino usato come vettore esprime solo gli antigeni HA che inducono la risposta protettiva contro l’influenza equina, senza la presenza di alcun materiale patogeno. Gli antigeni HA sono responsabili dell’induzione della risposta immunitaria cellulare e umorale che controlla la replicazione virale ed elimina il virus dell’influenza dal cavallo. La presentazione naturale degli antigeni HA stimola una forte e ampia risposta immunitaria umorale e cellulare, il vettore (virus del vaiolo del canarino) penetra nelle cellule del cavallo e induce la sintesi delle proteine HA immunogene. Gli antigeni HA vengono presentati alla cellula come avviene durante una infezione naturale, sti-

molando così i linfociti B (producono anticorpi che neutralizzano il virus circolante dell’influenza equina) ed i linfociti T-citotossici (distruggono le cellule del cavallo infettate dal virus dell’influenza equina). Sicurezza del virus del vaiolo del canarino utilizzato come vettore Il virus ricombinante del vaiolo del canarino utilizzato non è in grado di replicarsi nelle cellule di mammifero e non viene eliminato nell’ambiente. La tecnologia produttiva che impiega il virus ricombinante del vaiolo del canarino è alla base di diversi vaccini usati in campo veterinario (cimurro del cane e del furetto, rabbia del gat to e leucemia felina [Eurifel, FeLV, Merial]) e in campo umano (attualmente in corso di sperimentazione). Studi effettuati su cavalli vaccinati con ProteqFlu-Te sottoposti a infezione sperimentale eterologa con il ceppo virale A/equi-2/Sussex/89 dell’influenza equina, hanno dimostrato che livelli di protezione anticorpale sono presenti già 2 settimane dopo la 1a vaccinazione di base. Infezioni sperimentali condotte 5 mesi dopo il completamento della vaccinazione di base con ProteqFlu-Te hanno evidenziato che la protezione è presente già al momento della 3 a vaccinazione. Infezioni sperimentali condotte 12 mesi dopo la 3a vaccinazione hanno mostrato una riduzione significativa dell’escrezione virale e dei sintomi clinici nonché un rapi do aumento del titolo anticorpale SRH che dimostra la risposta protettiva della vaccinazione. ProteqFlu-Te è sicuro in tutte le tipologie di cavalli Studi di campo hanno dimostrato che la vaccinazione di richiamo effettuata con una dose di ProteqFlu-Te, 6 mesi dopo la vaccinazione di base, ha indotto risposte sierologiche efficaci nei confronti di entrambi i ceppi dell’influenza H3N8 e contro la anatossina tetanica in puledri precedentemente vaccinati con due diversi vaccini di “tipo classico”. Nel corso di prove di sicurezza condotte in campo su puledri (113), fattrici gravide (240) e cavalli adulti (996) di differenti razze, non sono state osservate reazioni di tipo sistemico. ProteqFlu-Te:programma vaccinale: • Prima iniezione: a partire da 5-6 mesi di età • Seconda iniezione: 4-6 settimane dopo • Richiamo: 5 mesi dopo la vaccinazione di base Vaccinazioni di richiamo: • Un anno dopo la terza iniezione di vaccino, quindi ogni anno In caso di aumentato rischio di infezione o di insufficiente assunzione di colostro, una prima iniezione può essere praticata all’età di 4 mesi, seguita dal programma

vaccinale completo (vaccinazione di base a 5-6 mesi di età, seconda iniezione 4-6 settimane più tardi, seguita dalle vaccinazioni di richiamo). ® PureVax è un marchio registrato di Merial. ™ ProteqFlu è un marchio di Merial.

D.A.P. controlla i comportamenti derivati dalla paura dei rumori (fuochi d’artificio) nel cane D.A.P. (Dog Appeasing Pheromone), distribuito in Italia da CEVA VETEM, è costituito da feromone appagante materno del cane secreto dalla cagna nel corso dell’allattamento ed ha il compito di rassicurare la cucciolata e di indurre stabilità emotiva: tali proprietà persistono anche in età adulta regolando lo stato emozionale del cane per tutta la vita. D.A.P. (Dog Appeasing Pheromone) cani è ormai ampiamente apprezzato anche in Italia da Veteri nari e proprietari per la sua efficacia nella prevenzione e nel controllo dei segni correlati a stress e paura come vocalizzazioni, distruzioni, eliminazione inappropriata e leccamento eccessivo. D.A.P. rassicura il cane che si trova in un ambiente stressante (ospiti, visite veterinarie, ecc) e facilita l’adozione di un cucciolo in una famiglia evitando l’insorgenza di problemi comportamentali tipici dei cani giovani (es. vocalizzazioni notturne). Ora esiste un nuovo ed importante impiego di D.A.P.: il controllo della paura di rumori forti come nel caso dei fuochi d’artificio. Il nuovo depliant illustra un importante studio clinico pubblicato su una rivista internazionale (The Veterinary Record – Aprile 2003) che dimostra l’efficacia di D.A.P. in questa indicazione con un miglioramento del 90% dei sintomi di paura ed una soddisfazione dei proprietari di oltre il 70%. Per questo impiego è necessario applicare D.A.P. nell’ambiente due settimane prima dell’evento e mantenerlo per 1-3 settimane dopo; i cani riconoscono la comparsa dello stimolo rumoroso ma manifestano una significativa riduzione della risposta alla paura senza dover ricorrere all’ausilio di farmaci. D.A.P. non ha effetti sedativi ed è di facile impiego per i proprietari. Visti i risultati ottenuti nella paura dei fuochi d’artificio, l’uso del D.A.P. può essere esteso anche ad altre paure di rumori intensi come nel caso di temporali. Per que-

sto impiego D.A.P. può essere at tivato nell’ambiente nel corso dei periodi a maggior probabilità di temporali. D.A.P. diffusore si inserisce in una presa di corrente e rilascia per un mese i feromoni coprendo un’area di 50-70 metri quadrati. Per ottenere i migliori risultati è importante posizionare il diffusore nella stanza più utilizzata dal cane e lasciarlo inserito continuativamente con la superficie superiore libera da ostacoli per consentire una omogenea e costante diffusione nell’ambiente. Per trattamenti che superano il periodo di 1 mese, è disponibile la sola ricarica da 48 ml. D.A.P. diffusore è un prodotto efficace e sicuro che consente un approccio naturale allo stress e alla paura del cane. D.A.P. diffusore è un prodotto di libera vendita disponibile in 2 presentazioni: D.A.P. Diffusore + flacone da 48 ml € 27.50 D.A.P. ricarica da 48 ml € 18.50 Per ulteriori informazioni e per ricevere il nuovo depliant rivolgersi agli informatori medico-scientifici CEVA VETEM o direttamente a: CEVA VETEM – via Colleoni, 15 – 20041 Agrate Brianza (MI). Tel. 039.6559.442 – Fax 039.6559.244 – e-mail marketing.italy@ceva.com.

Formenti Divisione Veterinaria del Gruppo Grunenthal Formenti per dare più specificità alla sua mission “diventare una azienda leader nel settore della salute animale”, diventa Formevet S.p.A. Formevet S.p.A., già operativa dal 1 ottobre 2003, focalizzerà le sue migliori risorse nello sviluppo, produzione e commercializzazione di importanti molecole per uso veterinario, caratterizzandosi in particolare nella terapia del dolore. Direttore della nuova Società è il Dr. Sergio Asperges. Formevet S.p.A. - Sede amministrativa: Via Correggio 43 - 20149 Milano - tel.:+39-02.43.05.1 – Fax: +39-02.43.05.381- Sede legale: Viale Tunisia 43 - 20124 Milano - E-mail: info@formevet.com – www.formevet.com – www.baomiao.com R.I. Milano - Cod. Fisc. e P. IVA n. 03707670968 – R.E.A. n. 1696246 - Capitale Sociale € 1.000.000,00


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 DALLE AZIENDE

Aiutiamo con un libro Il successo dell’iniziativa FECAVA-IAMS “Aiutiamo con un libro” ha permesso di ricostruire la biblioteca della facoltà di medicina veterinaria in Turchia I LIBRI USATI AIUTANO I COLLEGHI E POTREBBERO FAR VINCERE UN PREMIO Oltre trecento libri di testo fra i più necessari raccolti attraverso l’iniziativa FECAVA-IAMS “Aiutiamo con un libro” verranno resi disponibili alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Ankara all’inizio dell’anno accademico 03-04. La Facoltà ha subito gravi danni a causa del terremoto ed i libri di testo risultano essere una risorsa gradita per consultazione o studio da parte di medici veterinari e studenti. Il ringraziamento va ai generosi medici veterinari e studenti in tutta Europa che hanno cercato nei loro scaffali utili libri di testo per aiutare i loro colleghi in difficoltà. Il progetto FECAVA-IAMS “Aiutiamo con un libro” è nato nel 2002 da una collaborazione tra la Iams Company e la società FECAVA in forma di iniziativa continua con l’intento di aiutare le Facoltà di Medicina Veterinaria in vari Paesi che si trovano in circostanze difficili. L’iniziativa “Aiutiamo con un libro” si prefigge di aiutare, raccogliendo libri di testo veterinari, di medicina e chirurgia, le istituzioni veterinarie che ne hanno bisogno. Sono stati raccolti libri di testo in inglese e tedesco e, per garantire che il contenuto fosse aggiornato ed ancora pertinente, sono stati preferiti libri di testo che avevano un massimo di cinque anni. Sono stati anche accettati testi di anatomia che avevano al massimo dieci anni. Come incentivo aggiuntivo, sono stati messi a disposizione premi consistenti per coloro che dona-

vano un libro. Il primo premio, consistente in una macchina fotografica digitale ed un anno di f o rnitura gratuita di alimenti Eukanuba o Iams per un animale, è stato vinto da Lone Dahl, medico veterinario proveniente dalla Danimarca. Il secondo premio è stato vinto da un altro danese, Jette Hagedon che ha ricevuto l’iscrizione gratuita al Congresso WSAVA-FECAVA del 2004 ed un anno di fornitura gratuita di alimenti Eukanuba o Iams per un animale. Silvia Morreiros, del Portogallo, terza classificata, ha vinto l’iscrizione gratuita al convegno FECAVA-CE 2003 a Dublino, Irlanda, e 6 mesi di fornitura gratuita di alimenti Eukanuba o Iams per un animale. L’iniziativa si protrarrà al 20032004 e c’è urgente necessità di altri libri. Gli organizzatori del progetto “Aiutiamo con un libro” si augurano che quest’anno sia possibile raccogliere un numero ancora maggiore di testi. I libri possono essere donati presso lo stand Iams Company in occasione di congressi in ambito internazionale durante i prossimi 12 mesi. Chiunque doni un libro, se fortunato, potrà diventare un felice possessore di una macchina fotografica digitale, destinatario di una fornitura di alimenti gratuiti per i propri animali o di un’iscrizione gratuita al Congresso FECAVA. Destinataria della raccolta dei testi durante il periodo 2003-2004 sarà la Yugoslav Association of Small Animal Pratictioners (YASAP). I libri saranno consegnati ad ottobre 2004, quando saranno impiegati quale prima fornitura di libri per la fondazione di una biblioteca veterinaria. Informazioni sulla Iams Company La Iams Company da oltre 50 anni contribuisce in modo determinante ad acquisire innovative conoscenze nel campo dell’alimentazione canina e felina. Informazioni in merito agli alimenti prodotti dalla Iams Company, Eukanuba e Iams per cani e gatti, potranno essere richieste al numero verde 800-801333 o consultando i siti www.iams.com e www.eukanuba.com

Amici! Aiuta 20 canili d’Italia con Missione Crocchetta L’Associazione Amici! ha organizzato per il terzo anno consecutivo Missione Crocchetta, il primo help on line a favore degli animali abbandonati, con il sostegno di Royal CaninItalia, che si è concluso il 15 settembre 2003. Tutti i partecipanti erano inviati a rispondere a semplici domande sul mondo del cane e del gatto totalizzando punti-crocchette, che per i canili vincitori, saranno trasformate in giornate reali di alimentazione gratuita. In tre mesi di gioco ecco i principali numeri di Missione Crocchetta: • 14.243 giocatori • 183 quiz • 209 squadre • oltre 1.100 visitatori al giorno con oltre 84.000 pagine viste quotidianamente Le prime venti strutture in classifica, si dividono equamente oltre 18.450 kg di crocchette messe in palio gratuitamente da Royal Canin Italia pari a 90.000 giornatedi alimentazione gratuita. I venti canili vincitori sono: SQUADRA- CANILE

PUNTI

GIOCATORI

I

RIFUGIO COMUNALE PER CANI DI VICENZA

54.153

494

II

CANILE MUNICIPALE DI PARMA

45.595

397

ISCRITTI

III

CANILE COMUNALE DI CORIANO (RN)

41.613

277

IV

ASTAD DI TRIESTE

36.418

221

V

S.O.S. ANIMALI DI VILLASTELLONE (TO)

36.218

332

VI

ASSOCIAZIONE PLUTO DI SANT’ELPIDIO A MARE (AP)

35.259

240

VII

CANILE INTERCOMUNALE DI BUDRIO (BO)

34.675

249 266

VIII

RIFUGIO ENPA DI TORTONA (AL)

33.858

IX

CANILE RIFUGIO DI CAVOUR (TO)

31.639

311

X

RIFUGIO FILETTO DE L’AQUILA

30.203

207 305

XI

G3A - GRUPPO AMICI ANIMALI ABBANDONATI DI MAGENTA (MI)

30.078

XII

CANILE DI BUSTO ARSIZIO (VA)

29.646

272

XIII

ENPA DI LEGNANO (MI)

28.985

351 453

XIV

COCCONE & COMPAGNI DI ROMA - A.I.D.A. & A

28.590

XV

AMICI DEL CANE E DEL GATTO DI SESTO FIORENTINO (FI)

26.291

483

XVI

CANILE DI MONTE ARGENTO (TR)

23.473

198

XVII CANILE COMUNALE DI VIA RAIALE (PE)

20.731

214

XVIII CANILE L.E.P.A. DI BRINDISI

20.371

194

XIX

CANILE DI LUCCA

18.311

134

XX

RIFUGIO DI CHIETI

18.125

108

Tutta l’Italia è quindi rappresentata equamente.

Missione Crocchetta continuerà ad aiutare gli animali abbandonati anche in futuro. Per saperne di più è possibile visitare il sito www.amici.it dove verranno pubblicate anche le foto delle consegne dei premi ai venti canili vincitori. Per ulteriori informazioni: AMICI! Jana Panigalli Tel: 02-29.52.31.16 Fax: 02-29.52.30.25 e-mail: ufficiostampa@amici.it

Cari Colleghi, i libretti di vaccinazione del cane e del gatto, realizzati dalla SCIVAC, secondo le indicazioni della FSA e della FECAVA, sono nuovamente disponibili. Nella loro versione originale, senza inserzioni pubblicitarie, i libretti possono essere richiesti alla tipografia Press Point, al puro costo di stampa e con contributo di spese di spedizione. Non sono invece più disponibili le copie sponsorizzate che, in collaborazione con alcune aziende farmaceutiche e mangimistiche, la SCIVAC distribuiva gratuitamente negli anni scorsi.

500 COPIE Euro 87,80 Richiedere a

Press Point srl Via Cagnola 35 - 20081 Abbiategrasso Tel. 02/9462323 02/94965467 Fax 02/94969304 Email fulvio@presspoint2000.it


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PROFESSIONE VETERINARIA 10/2003 CALENDARIO ATTIVITÀ

INCONTRO MACROREGIONE NORD ORIENTALE SIVE

1 nov.

SIMIV

1 nov.

CORSO SCIVAC

4-7 nov.

RIPRODUZIONE EQUINA:LA FATTRICE - Ferrara - Relatore: F. Camillo Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel.0372/403502 - email info@sive.it ENDOCRINOLOGIA - Cremona Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403502 - email socspec@scivac.it

A.N.M.V.I. ASSOC IA ZIONE NAZION ALE MEDICI VETERINA RI I TALIAN I

CORSO DI ONCOLOGIA CHIRURGICA - Cremona - Crediti ECM:31 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403508 - email info@scivac.it Seminario nazionale

SEMINARIO SIVE

6 nov.

CORSO ESVD

6-9 nov.

CORSO SIVE

7-8 nov.

SEMINARIO SCIVAC

8-9 nov.

GIORNATA SCIVAC

9 nov.

SVIDI

9 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC MOLISE

9 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC CAMPANIA

9 nov.

CORSO SCIVAC

11-15 nov.

INCONTRO REGIONALE AIVEMP

14 nov.

CORSO SISCA

14-16 nov.

SICIV

16 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

16 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC LIGURIA

16 nov.

INCONTRO GRUPPO DI STUDIO PRACTICE MANAGEMENT

16 nov.

GIORNATE DI APPROFONDIMENTO

17-19 nov.

CORSO SCIVAC

20-22 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SIVAR LIGURIA/PIEMONTE

22 nov.

SINVET

22-23 nov.

SIOVET

22-23 nov.

SIARMUV

23 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC FRIULI VENEZIA GIULIA

23 nov.

CORSO SCIVAC

27-29 nov.

SOVI

29-30 nov.

SISCA

30 nov.

DELEGAZIONE REGIONALE SCIVAC BASILICATA

30 nov.

MALATTIE DEL CAVALLO ANZIANO E RELATIVO TRATTAMENTO - Verona Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel.0372/403502 - email info@sive.it Cremona Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403502 - email socspec@scivac.it CITOLOGIA - Cremona Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel.0372/403502 - email info@sive.it AGGIORNAMENTI IN ENDOCRINOLOGIA DEL CANE E DEL GATTO - Palermo - San Paolo Palace Hotel,Via Messina Marine 91 Relatore:dr.ssa Claudia Reusch - Crediti ECM:6 - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403508 - email info@scivac.it

LA GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI IN STRUTTURA VETERINARIA PRIVATA Cremona, Palazzo Trecchi, sabato 28 febbraio 2004

GIORNATA DI APPROFONDIMENTO IN NEFROLOGIA - Cremona - Crediti ECM:7 - Relatore:dr. Andrea Zatelli - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403508 - email info@scivac.it PRESENTE E FUTURO DELLA DIAGNOSTICA PER IMMAGINI DELLO SCHELETRO IN MEDICINA VETERINARIA Cremona - Per info: Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel. 0372/403502 - email socspec@scivac.it ITER DIAGNOSTICO E TERAPEUTICO NEL PAZIENTE CON ADDOME ACUTO - Campobasso,Hotel s.Giorgio - Relatore:dr. Luca Formaggini - Crediti ECM 4 - Per info:Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403511 - email delregionali@scivac.it

con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio

Evento accreditato ai fini del programma ECM

L’ARTE E LA SCIENZA DELLA CITOPATOLOGIA DIAGNOSTICA - Capodrise, Novotel Caserta Sud - Relatore:dr. Davide De Lorenzi - Crediti ECM 5 - Per info:Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403511 - email delregionali@scivac.it CORSO DI CITOLOGIA - Cremona - Crediti ECM:36 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403508 - email info@scivac.it IL VETERINARIO UFFICIALE NEL CASEIFICIO INDUSTRIALE - Lecce - Hotel President - Relatore:Dr. Luca Nicolandi Richiesto accreditamento ECM - Per info:Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel.0372/403541 - email segreteria@aivemp.it CORSO BASE DI ZOOANTROPOLOGIA APPLICATA - Perugia - Centro Studi SCIVAC/AVULP - Crediti ECM: 19 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403508 - email info@scivac.it Cremona Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403502 - email socspec@scivac.it MEDICINA DI BASE DEL CONIGLIO DA COMPAGNIA - Parma,Hotel Parma e Congressi - Relatore:dr.ssa Marta Avanzi Crediti ECM:4 - Per info:Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403511 - email delregionali@scivac.it LE ZOPPIE NEL CANE - Recco,Hotel Manuelina La Villa - Relatore:dr. Aldo Vezzoni - Crediti ECM 4 Per informazioni:Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403511 - email delregionali@scivac.it AGGIORNAMENTI SULLE STRUTTURE VETERINARIE - Cremona - Crediti ECM 4 Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403502 - socspec@scivac.it MASTER IN PRACTICE MANAGEMENT - Cremona - Crediti ECM:19 - Relatori:prof. Fabrice Clerfeuille, dr. Yannick Poubanne - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403508 - email info@scivac.it CORSO DI METODOLOGIA CLINICA IN MEDICINA INTERNA - Perugia - Crediti ECM:25 - Centro Studi SCIVAC/AVULP - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403508 - email info@scivac.it CHIRURGIA NEL VITELLO - Nuova sede: Zona Foro Boario, Fossano - Relatori: Dr. E.Chiavassa,Dr. A.Pirovano - Dr. M.Sarotti Richiesto accreditamento ECM - Per info: Paola Orioli - Segreteria SIVAR - Tel.0372/403539 - email info@sivarnet.it

PROFESSIONE

VETERINARIA

La rivista è un mensile specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore. Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Comitato di Redazione Pier Paolo Bertaglia Paolo Bossi Marco Eleuteri Giuliano Lazzarini Pier Mario Piga Sabina Pizzamiglio Capo Redattore Fabrizio Pancini Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Rubrica fiscale Giovanni Stassi

XV INCONTRO SINVET - Cremona Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403502 - email socspec@scivac.it

Rubrica legale Maria Teresa Semeraro

ORTOPEDIA - Cremona Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403502 - email socspec@scivac.it

Coordinamento Editoriale Angelo Franceschini info@anmvi.it

TERAPIA INTENSIVA - Cremona Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403502 - email socspec@scivac.it

Progetto Grafico Germano Pontevichi

CORSO AVANZATO DI MEDICINA COMPORTAMENTALE - Cremona - Crediti ECM:23 Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403508 - email info@scivac.it

Editore SCIVAC Via Trecchi, 20, Cremona Iscrizione registro stampa del tribunale di Cremona, n. 263 del 9/7/1991

Cremona Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403502 - email socspec@scivac.it

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl, Cremona

IL PRURITO E TUTTE LE SUE CAUSE - Cervignano del Friuli, UD - Hotel Internazionale - Relatore:dr.ssa Fabia Scarampella Crediti ECM 5 - Per info:Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403511 - email delregionali@scivac.it

Cremona Per informazioni:Elena Piccioni - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403502 - email socspec@scivac.it ARGOMENTI DI NEUROLOGIA VETERINARIA - Matera,Ostello Le Monacelle - Relatore:dr. Marco Bernardini Crediti ECM 4 - Per info:Monica Borghisani - Segreteria SCIVAC - Tel.0372/403511 - email delregionali@scivac.it

Ufficio Pubblicità Francesca Manfredi tel. 0372/40.35.38 marketing@evsrl.it Per aggiornare il professionista sulla evoluzione delle tematiche professionali Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI tel. 02/94965467 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B Legge 662/96 - Filiale di Piacenza a cura di Nacor di G. Manfredi, Bobbio - PC - tel 0523/936546 La rivista è gratuita per gli iscritti alle Associazioni Federate ANMVI. Per i non soci è disponibile al costo di € 31,00 come contributo spese di spedizione. Viene inoltre inviata gratuitamente ad Enti Pubblici, Università, Ordini, ASL, Istituti Zooprofilattici e alle aziende di settore. Chiuso in stampa il 20 novembre 2003

Professione Veterinaria, Anno 2003, Nr 10  

Professione Veterinaria è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore

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