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PROFESSIONE

lVaETERINARIA 92005

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

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A.N.M.V.I.

Brevi ONAOSI È fissata per il 2 maggio p.v. la data di comparizione presso il Tribunale di Bologna relativa alla controversia sull’obbligo di contribuzione all’ONAOSI. Il giudice ha fissato per quella data la discussione della causa. L’azione legale è promossa e sostenuta dall’ANMVI. ENPAV Un nuovo servizio è a disposizione degli iscritti e dei pensionati Enpav: una convenzione con numerosi stabilimenti termali dislocati sull’intero territorio nazionale e strutture alberghiere collegate. L’elenco degli stabilimenti sarà costantemente aggiornato con l’indicazione degli aderenti all’iniziativa. (www.enpav.it) MASTROCOLA In data 18 febbraio 2005, il Ministro della salute ha nominato il dott. Mastrocola come nuovo componente della CNFC con funzioni di vicepresidente, in sostituzione del dott. Raffaele D’Ari che lascia l’incarico, “per raggiunti limiti d’età”. ECM Sono “confortanti” i dati rilevati per il mese di febbraio dal call center della Segreteria ECM: “le chiamate pervenute in orario di servizio sono state 5.649, delle quali 4.964 trattate immediatamente e 130 ricevute in segreteria telefonica ed esaminate successivamente”. Il call center è stato istituito per guidare organizzatori, valutatori, operatori sanitari e i membri della Commissione Nazionale alla corretta fruizione delle informazioni di cui necessitano. EDUCATORI La Regione Lazio istituirà entro il 10 maggio l’Albo regionale degli esperti da utilizzare per corsi per proprietari ed animali. L’Albo è composto da tre sezioni: Sanitaria-comportamentale, Giuridico-amministrativa; Educativo-cinofila. L’Albo è previsto dalla Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio 3 settembre 2004 n. 847. MACELLAZIONE RITUALE La Presidenza della Repubblica ha risposto agli Animalisti Italiani che chiedono l’abolizione della macellazione rituale in Italia. Il Presidente Ciampi ha risposto di condividere i sentimenti di rispetto per gli animali ma le norme costituzionali non gli consentono di intervenire. La richiesta degli Animalisti Italiani è stata pertanto inviata al Ministero della Salute “per un’attenta e approfondita valutazione”. BSE Prende il via la Banca dati selezione genetica (Bdnsg), presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Torino. Lo prevede il decreto (17 dicembre 2004) del ministero della Salute, pubblicato sulla G.U. del 4 marzo. Resta su base volontaria l’adesione ai Piani di selezione e di profilassi per la Bse fino al primo aprile mentre diventa obbligatoria, a partire dal 1 aprile, l’adesione per tutti i greggi di elevato merito genetico.

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

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Disciplinare Mipaf-ENCI

Un Albo per addestratori L'ENCI avrà addestratori professionali. L'ANMVI chiede limiti all'attribuzione di competenze

Coinvolgere il MinSal e i veterinari di Paolo Bossi, Presidente ANMVI* pprendiamo che è in fase di definizione uno schema di disciplinare riguardante gli addestratori cinofili dell’ENCI con l’obiettivo di istituire, presso il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, un albo per questa figura professionale riservato ai collaboratori dell’Ente stesso. (v. Professione Veterinaria N° 8-2005, pag. 7; ndr). Osservato il configurarsi di un riconoscimento formale di questi operatori, si ritiene altresì doveroso annotare che per gli addestratori cinofili sono previsti non solo compiti coerenti con l’attività dell’Ente Nazionale Cinofilia Italiana, ma anche competenze più ampie. Ci riferiamo a titolo esemplificativo al controllo dell’equilibrio psichico dei cani, fino alla previsione di migliorare la responsabilità del proprietario nella gestione del proprio cane. Pur rispettando la piena autonomia dell’ENCI ed apprezzandone la volontà di disciplinare i propri operatori- purché ciò avvenga nei limiti delle sue finalità istituzionali - e pur osservando che l’addestramento non rientra nella medicina veterinaria, dobbiamo tuttavia puntualizzare che le competenze professionali dell’addestratore cinofilo non devono e non possono sovrapporsi a quelle attribuite al Medico Veterinario dal suo stesso ordine professionale. Si osserva pertanto che l’addestramento del cane non può prescindere da risvolti comportamentali e da dirette conseguenze sul suo benessere e sulla sua salute. Il mancato rispetto di queste implicazioni- sempre negativamente stigmatizzato dai medici veterinari come contrario alle norme sulla tutela del benessere animale- è in queste settimane oggetto di accese critiche da parte dell’opinione pubblica. Recenti sono anche le iniziative parlamentari che hanno evidenziato casi di ricorso a metodi coercitivi e di addestramento alla difesa che portano in ultima analisi all’insorgenza di aggressività e di squilibri comportamentali, tali da rendere l’animale potenzialmente pericoloso nell’interazione con l’uomo. A nostro parere, dopo attenta lettura del testo proposto, ci appare inoltre non adeguatamente considerato il necessario controllo da parte di osservatori esterni e neutrali. Auspichiamo quindi che le competenze attribuite all’addestratore, l’accesso ad un eventuale albo, la formazione e il controllo della sua attività, vengano definite di concerto con il Ministero della Salute e con il coinvolgimento di Medici Veterinari esperti del settore, i quali garantiscono fin da ora la loro piena collaborazione per la migliore riuscita del progetto.

A

(*lettera del 3 marzo 2005 inviata dal Presidente ANMVI al Ministro per le Politiche Agricole e Forestali On. Gianni Alemanno e al Sottosegretario al Mipaf On. Paolo Scarpa Bonazza Buora, al Ministro della Salute Prof. Girolamo Sirchia, al Sottosegretario alla Salute Sen. Cesare Cursi, al Direttore Generale della Sanità Veterinaria dott. Romano Marabelli e al Direttore dell’Ufficio X Prof. Sergio Papalia)

www.anmvi.it

Anno 2, numero 9, dal 7 al 13 marzo 2005

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

CASTELLI IN ARIA a venti anni, almeno, il mondo professionale attende la riforma delle professioni intellettuali. Venti anni passati a confrontarsi con vari Governi che ogni volta esprimevano posizioni diverse e che costringevano il mondo professionale a ricominciare da zero. L'evoluzione, spesso veloce, che le professioni hanno vissuto in questi ultimi anni e le continue sollecitazioni da parte degli organismi europei e del nostro Antitrust rendono ormai urgente una seria riforma che tenga conto non solo delle esigenze della società e del mercato ma anche delle richieste sempre più pressanti del mondo professionale. È doveroso, quindi, che il governo consideri con grande attenzione anche le necessità di molte categorie professionali che puntano con impegno e serietà ad una revisione del proprio settore per poter offrire al cliente prestazioni sempre più aggiornate e qualificate e poter far fronte ad una concorrenza internazionale sempre più forte ed agguerrita. Sembrava che con questo Governo si fosse partiti con il piede giusto. La bozza Vietti era stata approvata dal CUP e da Confprofessioni, ma osteggiata dalle nuove

D

professioni che si vedevano ostacolato il riconoscimento si è arrivati ad una Vietti Bis che poteva essere discussa trovando un accordo. Poi il ministro Castelli ha voluto diventare il diretto protagonista, ha preso in mano il testimone proponendo più di 60 emendamenti al testo Cavallaro-Federici già in discussione al Senato. Rendendosi poi conto che i tempi erano ormai molto ristretti, senza accogliere i pareri del Cup e di Confprofessioni, sta ora pensando di inserire il suo testo come emendamento al decreto legge sulla competitività, di imminente emanazione. Una riforma attesa da venti anni e di così grande importanza rischia così di diventare un emendamento di un decreto su tutt'altro tema. L'incapacità di Castelli a confrontarsi con le parti coinvolte nelle riforme di sua competenza sembra evidente, per questo chiediamo al Governo di bloccare questa ipotesi perché la proposta di riforma del ministro non è assolutamente condivisibile. Preferiamo aspettare un altro anno piuttosto che trovarci approvato un testo che il giorno dopo dovrà già essere completamente rifatto. ■

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■ PROFILI A COSTO RIDOTTO

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A.N.M.V.I.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005 ATTUALITÀ Indagine AlmaLaurea 2004

di Antonio Manfredi

Sempre più difficile trovare un’occupazione Dopo 5 anni dalla laurea il 14,30% cerca ancora un lavoro nche quest’anno, a Ferrara, AlmaLaurea, Consorzio che riunisce 27 atenei italiani, ha presentato l’indagine sugli sbocchi occupazionali dei laureati, riferita al 2004. I dati che sono stati pubblicati evidenziano una situazione in netto e continuo peggioramento. Infatti se confrontiamo la percentuale di laureati del 2000 che avevano trovato un’occupazione entro un anno dalla laurea, il 57,50%, con quella dei laureati del 2003, 54,20%, vediamo una continua riduzione di questo dato che, oltrettutto, nella situazione attuale, difficilmente potrà fermarsi o rallentare. Un altro indice importante che evidenzia la situazione di crisi che si è sviluppata in questi ultimi anni è la percentuale degli occupati a distanza di uno, tre e cinque anni dalla laurea. Nella tabella 3 sono evidenziati questi dati in riferimento ai laureati del 1999, dopo cinque anni dalla laurea l’86,40% ha dichiarato di avere un’occupazione mentre il 7% sta ancora cercando un lavoro. Questi valori sono peggiorativi rispetto a quelli riferiti ai laureati del 1998 che dopo cinque anni, in cerca di lavoro, erano solo il 6,5%. Se andiamo a vedere nell’indagine AlmaLaurea le tabelle riferite ai laureati in Medicina Veterinaria i dati che si evidenziano sono ancora più preoccupanti rispetto a quelli medi già riportati. Prima di entrare nel merito dei valori dell’indagine è giusto però ricordare i limiti che esprime il sistema AlmaLaurea, almeno per quanto riguarda il settore veterinario. Al Consorzio non aderiscono alcuni atenei dove sono presenti facoltà di Medicina Veterinaria: Camerino, Milano, Napoli, Pisa, Perugia, Teramo che rappresentano un numero rilevante di laureati. Questo limita il valore del campione utilizzato per la ricerca. L’indagine non tiene conto della tipologia occupazionale e pur addentrandosi negli aspetti retributivi generali, un neolaureato oggi guadagna meno di mille euro al mese, non considera gli aspetti della sottoccupazione

A

TABELLA 1 - CONDIZIONE OCCUPAZIONALE AD 1 ANNO DALLA LAUREA - SESSIONE ESTIVA 2003/2002/2001/2000 OCCUPATI

NON LAVORANO E NON CERCANO

NON LAVORANO MA CERCANO

2003

2002

2001

2000

2003

2002

2001

2000

2003

2002

2001

2000

VALORI RIFERITI ALLA LAUREA IN MEDICINA VETERINARIA

52,40%

49,60%

56,70%

54,70%

18,90%

23,70%

19,60%

24,40%

28,70%

26,70%

23,70%

20,90%

VALORI RIFERITI A TUTTI I CORSI DI LAUREA

54,20%

54,90%

56,90%

57,50%

22,30%

22,40%

26,40%

24,40%

23,50%

22,70%

16,70%

18,10%

TABELLA 2 - LAUREATI SESSIONE ESTIVA 2001 CONDIZIONE OCCUPAZIONALE AD UNO E TRE ANNI DALLA LAUREA NON LAVORANO E NON CERCANO

OCCUPATI

NON LAVORANO MA CERCANO

3 ANNI

1 ANNO

3 ANNI

1 ANNO

3 ANNI

1 ANNO

VALORI RIFERITI ALLA LAUREA IN MEDICINA VETERINARIA

77,60%

56,70%

13,00%

19,60%

9,40%

23,70%

VALORI RIFERITI A TUTTI I CORSI DI LAUREA

72,90%

56,90%

13,70%

26,40%

13,40%

16,70%

TABELLA 3 - LAUREATI SESSIONE ESTIVA 1999 CONDIZIONE OCCUPAZIONALE AD 1, 3, 5 ANNI DALLA LAUREA NON LAVORANO E NON CERCANO

OCCUPATI

NON LAVORANO MA CERCANO

5 ANNI

3 ANNI

1 ANNO

5 ANNI

3 ANNI

1 ANNO

5 ANNI

3 ANNI

1 ANNO

VALORI RIFERITI ALLA LAUREA IN MEDICINA VETERINARIA

81,60%

80,50%

51,30%

4,20%

13,90%

16,10%

14,30%

5,60%

32,60%

VALORI RIFERITI A TUTTI I CORSI DI LAUREA

86,40%

77,00%

56,80%

6,60%

14,30%

19,40%

7,00%

8,70%

23,80%

che spesso è difficile definire "lavoro". Inoltre, non è chiaro come viene valutato il momento dell’esame di Stato. Come può un neolaureato avere una sua attività lavorativa se non è ancora iscritto all’Ordine? Questo aspetto non influisce molto, probabilmente, per il settore veterinario visto che normalmente l’esame di accesso alla professione viene affrontato quasi subito dopo la laurea ed i respinti sono casi rarissimi, ma per altre lauree potrebbe incidere in modo pesante. Ad esempio gli occupati dopo un anno dalla laurea in Giurisprudenza sono solo il 27% anche perché l’esame è molto selettivo mentre per i Medici è del 30,8% perché quasi tutti devono continuare gli studi per acquisire una specializzazione. Dando comunque per buoni i dati che ci fornisce l’indagine ve-

diamo che solo il 52,4% dei laureati del 2003, dopo un anno, stava lavorando. Il dato, però, sul quale dobbiamo concentrare la nostra attenzione è quello riferito ai laureati del 1999. Dopo cinque anni solo l’81,60% ha una occupazione e ben il 14,30% è ancora alla ricerca di un lavoro. Se questi valori li confrontiamo con quelli dei laureati dell’anno prima, 96,40%, possiamo constatare un forte calo del 14,80%. Parlando in termini percentuali forse, questo confronto, non fa molto

effetto, mentre se parliamo di numero di veterinari il discorso risulta più chiaro. Tenendo conto che nel 1999 i laureati in Medicina Veterinaria erano circa un migliaio, i dati riportati significano che ci sono circa 140 veterinari che dopo cinque anni non hanno ancora un’occupazione. Non vi è dubbio che detto in questo modo l’impatto è molto diverso soprattutto se teniamo conto che hanno tutti superato i trent’anni. È certamente interessante anche vedere le differenze che ci sono

TABELLA 4 - CONDIZIONE OCCUPAZIONALE AD 1 ANNO DALLA LAUREA SESSIONE ESTIVA 2003/2002/2001/2000 2003

2002

2001

BARI

30,40%

22,20%

/

2000 /

BOLOGNA

52,40%

59,60%

69,60%

60,90%

MESSINA

39,30%

13,30%

16,70%

43,30%

PADOVA

53,30%

63,60%

25,00%

/

PARMA

75,00%

60,00%

46,70%

70,00% 54,50%

TORINO

53,30%

47,40%

65,60%

SASSARI

63,20%

50,00%

57,10%

/

VALORE MEDIO COMPLESSIVO

52,41%

45,16%

46,70%

57,20%

TABELLA 5 - CONDIZIONE OCCUPAZIONALE A 5 ANNI/3 ANNI/1 ANNO SESSIONE ESTIVA 1999 OCCUPATI 5 ANNI

3 ANNI

BOLOGNA

82,40%

94,70%

1 ANNO 47,60%

MESSINA

75,00%

62,50%

62,50%

PARMA

83,30%

80,00%

50,00%

TORINO

85,70%

84,20%

45,00%

VALORE MEDIO COMPLESSIVO

81,60%

80,35%

51,28%

fra le diverse facoltà. Osservando la tabella 4 che evidenzia le percentuali di occupati ad un anno dalla laurea si nota un andamento altalenante che non permette la determinazione di un trend chiaro ed univoco. I dati complessivi evidenziano una leggera ripresa dopo anni di calo. Ripresa che però deriva principalmente da alcune facoltà del meridione che hanno avuto un forte aumento della loro percentuale pur restando a livelli molto bassi. Ad esempio Messina è passata dal 13,30% al 39,90% mentre Bari dal 22,20% al 30,40%. Anche Parma e Sassari esprimono valori in crescita mentre Bologna e Padova sono in diminuzione. L’ultima tabella, la 5, evidenzia, per le sole facoltà per le quali sono disponibili i dati, le percentuali di occupazione riferite ai laureati del 1999 dopo un anno, tre anni e cinque anni. A parte Messina che esprime un valore a cinque anni veramente molto basso, il 75%, significa che il 25% dei laureati non ha un lavoro, le altre facoltà sono tutte su valori simili: Bologna 82,4%, Parma 83,30% e Torino 85,70%. Un dato che colpisce è però quello di Bologna dopo i tre anni, 94,70%. Se il dato è esatto, e non vi è motivo apparente per contestarlo, significa che un 10% dei laureati di Bologna del 1999 aveva un’occupazione dopo tre anni dalla laurea e poi prima di arrivare al quinto anno l’ha persa. Sarebbe interessante capire il motivo ed il significato di questa particolare situazione che si è evidenziata solo a Bologna. Un ultimo dato che emerge dalla ricerca AlmaLaurea si riferisce alle retribuzioni rilevando che il guadagno medio mensile di un laureato è aumentato dal 2003 al 2004 dell’1,7%, meno dell’indice inflazionistico, mentre dal 2002 al 2003 si era avuto un calo del 4,5%. Fra l’altro, mentre tutti gli indici occupazionali sono comunque in crescita, solo quello dei laureati continua a diminuire. Dopo tanti anni di studio, di fatica e di investimenti diventa anche più difficile trovare un lavoro. ■ I dati riportati nel testo e nelle tabelle sono di fonte AlmaLaurea, www.almalaurea.it http://www.almalaurea.it/


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laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005 ATTUALITÀ

Circolare alle Regioni

Procedure di controllo sul benessere dei suini Dalla Direzione Generale della Sanità Veterinaria indicazioni per la corretta applicazione delle norme a Direzione Generale della Sanità Veterinaria ha firmato il 2 marzo una circolare diretta a tutti gli Assessorati Regionali alla Sanità riguardante Procedure per il controllo del benessere animale negli allevamenti di suini. Le disposizioni discendono dal decreto legislativo n. 53/2004 che attua le direttive 2001/88/CE e 2001/93/CE che stabiliscono le norme minime per la protezione dei suini. Le nuove norme introdotte da questo decreto comportano cambiamenti sia strutturali che gestionali in vigore dal 15 marzo 2004 per le aziende di nuova costruzione, ricostruite o adibite all’allevamento del suino per la prima volta. Negli allevamenti preesistenti al citato decreto le disposizioni dovranno essere applicate a partire dalla stessa data solo in parte, ma dal 1 gennaio 2013 il rispetto dei requisiti previsti dalla nuova normativa sarà obbligatorio per tutte le aziende.

L

Educare i proprietari/detentori La nota citata- a firma del Direttore Generale Romano Marabelli- dà indicazioni dettagliate sull’attuazione della norma allo scopo di evitare difformità interpretative che potrebbero compromettere il benessere degli animali allevati che, si legge nel documento, “oltre ad essere un principio fondamentale della nostra Società, implica l’utilizzazione di tecniche di allevamento che migliorando le produzioni animali coincidono anche con gli interessi dell’allevatore”. La nota sottolinea inoltre che “i Servizi veterinari hanno anche il compito di “educare i proprietari/ detentori di animali all’osservanza della normativa in materia di benessere, fornendo agli stessi indicazioni in merito alle esigenze strutturali ed alle corrette pratiche di allevamento. La valutazione dell’idoneità delle condizioni di benessere degli animali allevati non può essere basata sull’analisi soggettiva, ma deve essere il risultato di procedure standardizzate nell’esecuzione di controlli. La presente nota si prefigge pertanto anche lo scopo di uniformare le procedure di controllo e di raccolta dei dati. È opportuno in ogni caso precisareprosegue la nota- che la valutazione finale del benessere animale nei singoli allevamenti non deve essere ascritta unicamente a parametri metrici, ma deve tener conto della gestione ed organizzazione complessiva dell’azienda, il giudizio conclusivo del Veterinario Ispettore, infatti deve essere globale e relativo a molteplici aspetti dell’allevamento. Infine- conclude Marabelli- appare necessario chiarire che l’ampliamento delle strutture di allevamento, derivante dalla necessità del rispetto delle norme sul benessere degli animali, per quanto concerne gli spazi minimi

da attribuire agli animali stessi, non va inteso come una conseguenza negativa per l’ambiente, ma al contrario come impatto ambientale favorevole”. Verbale di sopralluogo La circolare mette a disposizione un fac-simile del verbale di sopralluogo e un fac-simile per il riepilogo annuale dei controlli effettuati presso le aziende. Nel verbale del sopralluogo si ritiene opportuno che vengano sempre registrate alcune particolari informazioni come i dati identificativi dell’allevamento, le caratteristiche del controllo effettuato, eventuali irregolarità e i provvedimenti adottati. Il documento, firmato dal proprietario detentore e dal veterinario ufficiale, dettaglia in 13 tabelle la conformità o la eventuale non conformità relativamente alle seguenti situazioni: il personale addetto agli animali, il controllo degli animali, la registrazione di trattamenti farmacologici, la libertà di movimento dell’animale, i requisiti dei fabbricati in cui si trovano gli animali (es. materiali presenti, luce, rumore, pavimenti, ecc.) impianti di ventilazione, mangimi e alimentazione (modalità di nutrizione e attenzione a che non venga somministrata alcuna sostanza non autorizzata ad eccezione di quelle somministrate a fini terapeutici o profilattici o in vista di trattamenti zootecnici), mutilazioni (tutte praticate da un veterinario o da altro personale specializzato con tecniche e mezzi adeguati e in condizioni igieniche, mentre è prevista l’esecuzione unicamente da parte di un medico veterinario quando la castrazione o il mozzamento della coda vengono eseguite con anestesia dopo il settimo giorno di vita), pratiche di allevamento, e particolari requisiti per verri, scrofe e scrofette, lattonzoli e suini e suinetti all’ingrasso. Il ruolo del veterinario La circolare riepiloga le disposizioni già vigenti in tutte le aziende e dettaglia quelle di recente introduzione (v.box) che diverranno universalmente obbligatorie a partire dal 1 gennaio 2013. Le regioni che non vi hanno ancora provveduto sono tenute a promuovere “corsi di formazione in materia di benessere animale rivolti agli operatori del settore”. Quanto alle mutilazioni, accennate nel paragrafo precedente, si tenga presente che “sono vietate tutte le mutilazioni (operazioni che determinano la perdita di una parte sensibile del corpo o un’alterazione della struttura ossea) fatta eccezione di quelle effettuate per fini terapeutici, diagnostici o di identificazione”. Tuttavia sono consentite - solo per documentate esigenzela riduzione degli incisivi entro i primi 7 giorni di vita, il taglio di una parte della coda entro i primi 7

Dal 2013 niente più sconti Disposizioni da applicare a partire dal 15 marzo 2004 nelle aziende nuove o ricostruite o adibite all’allevamento del suino per la prima volta. Applicabili dal 1° gennaio 2013 in tutte le aziende. 1) La superficie libera totale per ciascuna scrofa e scrofetta dopo la fecondazione allevati in gruppo, deve essere pari ad almeno: mq 1,64 per le scrofette dopo la fecondazione mq 2,25 per le scrofe Tuttavia se i gruppi sono costituiti da meno di 6 animali le superfici devono essere aumentate del 10% Se i gruppi sono costituiti da 40 o più animali le superfici possono essere ridotte del 10%. 2) Per le scrofe gravide e le scrofette dopo la fecondazione una parte della predetta superficie libera totale a disposizione di ciascuna di esse deve essere costituita da pavimento pieno continuo, le cui dimensioni minime devono essere di: mq 0,95 per le scrofette dopo la fecondazione mq 1,3 per le scrofe gravide una parte di tale pavimento pieno, non eccedente il 15% dello stesso, può essere riservata alle aperture di scarico (pozzette, griglie etc). 3) Le scrofe e scrofette devono essere allevate in gruppo nel periodo compreso tra le 4 settimane dopo la fecondazione e una settimana prima della data prevista per il parto. Il recinto in cui viene allevato il gruppo di tali scrofe e scrofette deve avere i lati di lunghezza superiore a m. 2,8; se il gruppo è costituito da meno di 6 animali tale misura deve essere superiore a m. 2,4. 4) Nelle aziende con meno di 10 scrofe è consentito allevare, nel suddetto periodo compreso tra le 4 settimane dopo la fecondazione e una settimana prima del parto, le scrofe e scrofette in recinti individuali, a condizione che questi consentano agli animali di girarsi facilmente. 5) Le scrofe e scrofette devono avere accesso permanente al materiale per le attività di ricerca e manipolazione. Tale materiale può essere costituito da prodotti di varia natura, quali ad esempio: paglia, fieno, legno, segatura, composti di funghi, torba, miscugli di questi materiali etc. L’uso del materiale manipolabile deve essere tale da non compromettere la salute ed il benessere degli animali allevati. 6) I recinti individuali, nei quali possono essere temporaneamente tenuti i suini particolarmente aggressivi o malati o feriti, devono essere di dimensioni tali da permettere agli animali di girarsi, salvo ovviamente diversa indicazione del medico veterinario responsabile della cura degli animali stessi. 7) Per quanto attiene alle caratteristiche dei pavimenti fessurati per i suini allevati in gruppo le ampiezze massime delle aperture e quelle minime dei travetti indicate al punto 2 dell’articolo 1 del D.Lgs 53/04, devono intendersi riferite esclusivamente ai pavimenti fessurati in calcestruzzo, così come si evince dal testo originale in lingua inglese della direttiva 2001/88/CE, articolo 1, punto 2, lettera b) “concrete slatted floors”

Attività ispettiva nnualmente deve essere effettuato un numero adeguato di ispezioni per la verifica del rispetto del be-

Anessere animale negli allevamenti, programmato in base ai seguenti parametri: numero complessivo

degli allevamenti; specie animale e caratteristiche produttive; tecnologie di allevamento che determinano maggior incidenza del rischio per il benessere animale, risultati di precedenti ispezioni. Se non è possibile procedere annualmente all’ispezione di tutti gli allevamenti presenti sul territorio è opportuno prevedere un’adeguata “rotazione” nel programma dei sopralluoghi, al fine di assicurare che, nel corso di più cicli, possano essere controllate tutte le aziende. Nella predetta circolare era già stato evidenziato che l’attività di vigilanza sul benessere animale può essere svolta anche in occasione dei sopralluoghi programmati presso gli allevamenti per altre finalità (profilassi, controlli sui mangimi, farmaci etc), pertanto, si desidera rimarcare l’importanza di un efficace coordinamento e di un’attiva collaborazione tra i Servizi Veterinari delle diverse Aree funzionali, affinché non venga trascurato il rispetto delle norme minime per la protezione degli animali allevati. Si sottolinea, inoltre, l’importanza di mantenere una documentazione scritta dell’attività di controllo svolta, pertanto per ogni ispezione effettuata deve essere redatto apposito verbale da conservare agli atti. La base documentale dei dati relativi ai controlli è indispensabile non solo quando vengono riscontrate irregolarità che comportano l’applicazione delle sanzioni amministrative, ma anche in caso di assenza di violazione delle norme o qualora vengano disposte prescrizioni di adeguamento. A tale proposito si sottolinea che la violazione delle disposizioni normative in materia di benessere dei suini allevati, pur comportando in ogni caso di rilievo e la verbalizzazione dell’irregolarità riscontrata, presuppone di volta in volta una valutazione da parte del Veterinario Ispettore ai fini dell’applicazione delle sanzioni amministrative, che debbono essere sicuramente comminate nei casi di gravi inadempienze o reiterazione delle irregolarità, ma in caso di violazioni di minor entità possono essere applicate delle “prescrizioni”, con indicazione dei relativi tempi di adeguamento. Dai “verbali di sopralluogo” potranno essere desunti i dati per la compilazione della “scheda riepilogativa annuale”, riportante i risultati dei controlli effettuati presso le aziende, che i Servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) dovranno inviare alle Regioni/Province autonome entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento. Le Regioni e Province autonome, dopo aver aggregato i dati dovranno inviare la “scheda riepilogativa annuale”, sia in formato cartaceo, che in formato elettronico (all’indirizzo e-mail che verrà successivamente comunicato), al Ministero della salute - D.G.S.V.A - Ufficio X entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Per quanto concerne i dati relativi all’anno 2004 ed esclusivamente per tale anno, le suddette scadenze sono posticipate al 31 marzo per le ASL ed al 30 aprile (termine perentorio) per le Regioni e Province autonome e possono essere ancora utilizzate le schede riepilogative allegate alla circolare 5 novembre 2001, n. 10 (allegato 3 della stessa circolare n. 10), qualora sia già in fase avanzata la raccolta dei risultati dei controlli effettuati nel medesimo anno. giorni di vita e l’apposizione di anello al naso solo in caso di allevamento all’aperto. Gli interventi devono essere praticati da un veterinario “o da personale appositamente formato (conformemente a quanto previsto dall’articolo 5 bis del Dlgs 53/04). Qualora la castrazione o il mozzamento della coda debbano essere praticati dopo il settimo giorno di vita del soggetto

devono essere eseguiti da un medico veterinario previo impiego di anestetici e la somministrazione prolungata di analgesici”. Il mancato rispetto di tale prescrizione presuppone sanzioni amministrative pecuniarie da 1.550 a 9.260 euro e potrebbe comportare la denuncia per esercizio abusivo della professione veterinaria. Relativamente alle condizioni per le diver-

se categorie di suini, le vigenti disposizioni prevedono che per suini e suinetti all’ingrasso “la somministrazione di tranquillanti al momento del mescolamento deve avvenire esclusivamente previa prescrizione medico-veterinaria ed essere limitata a condizioni eccezionali; deve essere assolutamente vietato l’impiego routinario di tali sostanze farmacologiche”. ■


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Norme valide fino al 31/12/2005

Lingua blu, in vigore una nuova ordinanza Il provvedimento firmato l’8 febbraio da Sirchia e Alemanno riorganizza le disposizioni vigenti al 31 maggio 2005. Via libera inoltre a nuovi vaccini autorizzati e messi a disposizione dal ministero della Salute. Ecco cosa prevede l’ordinanza firmata l’8 febbraio dai Ministri Sirchia e Alemanno.

’aveva annunciata in Parlamento all’inizio di febbraio il Sottosegretario alla Salute Cesare Cursi: la nuova ordinanza sulla febbre catarrale degli ovini è ora approdata in Gazzetta Ufficiale (serie generale n. 50 del 02/03/2005) e sarà in vigore fino al 31/12/2005. Il provvedimento sostituisce le precedenti ordinanze (2 aprile 2004 e 10 giugno 2004), dà maggiore organicità alle norme vigenti e mantiene le disposizioni relative alla movimentazione degli animali sensibili dalle zone di protezione per la macellazione adottate con l’ordinanza interministeriale 25 ottobre 2004. “L’ordinanza - aveva anticipato Cursi -

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“tiene conto della decisione comunitaria del 2004 che fissa le modalità per la movimentazione degli animali’’ e consente alle Regioni che hanno predisposto piani di lotta “una certa elasticità’’ nella valutazione della movimentazione. Il provvedimento indica il 30 aprile come scadenza delle vaccinazioni per ovini e caprini, con la possibilità per le regioni di avvalersi di veterinari aziendali appositamente autorizzati. Ma le regioni e le province autonome possono concedere, in base ai risultati della sorveglianza entomologica, delle condizioni climatiche e delle condizioni fisiologiche degli animali, una proroga alle vaccinazioni fino

Vaccinazione (art. 1) 1. Nell’ambito della campagna di vaccinazione per la febbre catarrale degli ovini, relativa all’anno 2004-2005, devono essere sottoposti a vaccinazione entro il 30 aprile 2005: a) gli animali della specie ovina e caprina presenti negli allevamenti situati nei territori delle regioni e delle province autonome individuati nell’allegato I al provvedimento del direttore generale della sanità veterinaria e degli alimenti del Ministero della salute prot. n. DGVA-VIII-2601-P I.8.d./18 del 5 febbraio 2004, e successive modifiche secondo le modalità già stabilite con Protocollo per la vaccinazione nei confronti della febbre catarrale degli ovini (blue tongue) trasmesso dal Ministero della salute alle regioni con nota prot. DGVA. VIII-2751-P I.8.d/l8 del 6 febbraio 2004; b) ai fini dello spostamento, gli animali della specie bovina e bufalina, situati nei territori delle regioni e delle province autonome individuati nell’allegato I al provvedimento di cui alla lettera a). 2. Per l’effettuazione della campagna di vaccinazione di cui al comma 1, le regioni possono avvalersi di veterinari aziendali appositamente formati e autorizzati. 3. A parziale deroga del comma 1, le regioni e le province autonome possono concedere, in base ai risultati della sorveglianza entomologica, delle condizioni climatiche e delle condizioni fisiologiche degli animali, una proroga nell’attuazione della campagna di vaccinazione 2004-2005, in ogni caso non eccedente la data del 31 maggio 2005. 4. Nell’ambito delle strategie e dei piani di lotta specifici regionali, le regioni e le province autonome individuate nell’allegato I al provvedimento indicato al comma 1, lettera a), possono utilizzare eventuali, nuovi vaccini autorizzati e messi a disposizione dal Ministero della salute, tenuto conto della effettiva disponibilità degli stessi. Movimentazione (art. 2) 1. La movimentazione, verso le zone non soggette a restrizione e anche all’interno delle stesse zone, dalle zone di protezione e di sorveglianza, può avvenire solo se, indipendentemente dalle specie d’appartenenza: a) si tratta di ammali vaccinati da più di trenta giorni e da non di più di un anno prima della data dell’invio, nei confronti del sierotipo o dei sierotipi presenti nelle zone di origine; b) il Piano di sorveglianza dei vettori nelle zone di destinazione ha dimostrato che

Osservatorio epidemiologico (art. 8 dell’ordinanza) istituito presso il Ministero della salute un osservatorio composto da tre rappresentanti del Ministero della salute, tre rappresentanti del Ministero delle politiche agricole e forestali e sei rappresentanti delle regioni, designati dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano. L’Osservatorio supporta le Amministrazioni statali e regionali al fine di valutare: a) l’efficacia e l’efficienza dei Piani vaccinali adottati, con particolare riferimento a quelli su bovini e bufalini; b) la divulgazione dei dati epidemiologici per la blue tongue; c) l’uniformità, l’efficacia e l’efficienza dei Piani regionali per il controllo dei vettori; d) l’applicazione delle regole per il rilevamento e la valutazione degli eventuali danni vaccinali; e) l’analisi del rischio sanitario ed economico che tenga conto anche della possibile diffusione della blue tongue nelle regioni indenni; f) l’impatto della blue tongue e delle altre malattie sugli attuali sistemi allevatoriali; g) l’incidenza della patologia e/o degli interventi profilattici diretti ed indiretti sulle caratteristiche del latte e delle carni, specie in relazione ai prodotti DOP (formaggi) e IGP (carne dell’agnello sardo e carne del vitellone dell’Appennino). L’Osservatorio si avvale della collaborazione delle Ausl, del Centro di referenza nazionale di Teramo, degli istituti zooprofilattici sperimentali e delle associazioni di categoria.

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non vi è attività di Culicoides imicola adulti. 2. Per i fini di cui al comma 1, in aggiunta alle prescrizioni in esso contenute, occorre, inoltre: 1) nel caso delle specie ovina e caprina, che si tratti di animali che provengono da allevamenti sottoposti a vaccinazione secondo lo specifico programma vaccinale; 2) nel caso delle specie bovina e bufalina, che si tratti di animali singolarmente sottoposti a vaccinazione.

Animali sensibili non vaccinati (art. 3) 1. Gli animali sensibili non vaccinati, solo se provenienti dalle zone di sorveglianza, possono essere movimenti su tutto il territorio nazionale per essere destinati direttamente alla macellazione, nel rispetto delle seguenti prescrizioni: a) il Servizio veterinario di destinazione deve essere stato preavvisato almeno quarantotto ore prima dell’invio della partita;

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b) prima del carico, gli ovini e i caprini devono essere stati sottoposti, con esito favorevole, a visita clinica da parte del veterinario ufficiale; c) gli animali devono essere inviati, sotto vincolo sanitario e senza alcuna sosta intermedia, allo stabilimento presso il quale devono essere macellati. L’arrivo degli animali allo stabilimento di macellazione deve essere verificato dal veterinario ufficiale che effettua la vigilanza sullo stabilimento in questione. L’avvenuta macellazione deve essere annotata in calce al documento che accompagna gli animali e trasmesso ai Servizi veterinari della Ausl di partenza della partita; d) il trasferimento degli animali dalle zone di sorveglianza deve preferibilmente avvenire nelle ore diurne. Quando ciò non sia possibile gli animali devono essere sottoposti a trattamento con piretroidi; in tal caso, il veterinario ufficiale deve riportare la data e l’ora del trattamento antiparassitario effettuato sul modello 4 per consentire di determinare e rispettare il necessario periodo di sospensione prima della macellazione. 2. Con provvedimento motivato, le regioni di destinazione possono vietare l’arrivo di partite di animali sensibili verso stabilimenti di macellazione situati nel proprio territorio, dandone preventiva comunicazione al Servizio veterinario della regione di partenza e al Ministero della salute. 3. Non è consentita la movimentazione di cui al comma 1, nel caso di animali sensibili non vaccinati provenienti da territori epidemiologicamente sconosciuti o da territori in cui si sia accertata circolazione virale negli ultimi sessanta giorni.

Movimentazione (art.4) 1. È consentita la movimentazione di vitelli da latte scolostrati, nati da madri non vaccinate provenienti da zone di restrizione, esclusivamente verso quelle regioni nei confronti delle quali esiste un comprovato e consolidato flusso commerciale di tale categoria di animali, nel rispetto delle seguenti prescrizioni: a) gli animali devono essere movimentati in vincolo sanitario con preavviso di quarantotto ore via fax al Servizio veterinario della Ausl di destinazione che, in relazione a quanto indicato nel comma 2, deve aver dato preventivamente il proprio nulla osta all’invio; b) il modello 4 di accompagnamento della partita deve riportare la dicitura “animali di età inferiore alle quattro settimane, movimentati ai sensi della presente ordinanza ...” ed essere integrato riportando: 1) i codici identificativi degli animali; 2) la data del trattamento antiparassitario effettuato e il nome del prodotto utilizzato; c) gli animali devono essere sottoposti a trattamento con piretroidi prima della partenza e trasferiti direttamente a destino, senza transitare per stalle di sosta e/o centri di raccolta. 2. Nelle aziende di destinazione degli animali di cui al comma 1, devono essere applicate le seguenti misure: a) prima dell’arrivo dei vitelli in azienda devono essere individuati quindici soggetti sieronegativi da utilizzare come animali-sentinella. Successivamente all’introduzione degli animali di cui al comma 1, gli animali-sentinella devono essere sottoposti, con cadenza mensile, ad un controllo sierologico nei confronti della febbre catarrale degli ovini; b) gli animali introdotti devono essere posti in vincolo e possono essere movimentati all’azien-

da solo verso uno stabilimento di macellazione, senza alcuna sosta intermedia. 3. Le prescrizioni di cui ai commi 1, si applicano anche nel caso di movimentazione di vitelli da latte scolostrati, figli di madri vaccinate. Indennizzi (artt. 5-6) Art. 5) 1. Oltre agli indennizzi per gli animali abbattuti o morti nei focolai accertati di febbre catarrale degli ovini, agli aventi diritto spettano gli indennizzi per eventuali aborti o mortalità rilevati, determinati dalla profilassi immunizzante nei confronti della febbre catarrale degli ovini, a condizione che tali eventi e la loro dipendenza dalla profilassi immunizzante contro la malattia siano stati preventivamente sottoposti a verifica, da parte del Servizio veterinario competente, con gli allevatori interessati ed attestati dagli assessorati regionali. 2. Gli indennizzi di cui al comma 1, gravano sulla quota a destinazione vincolata del Fondo sanitario nazionale, per la parte afferente alla profilassi delle malattie infettive e diffusive degli animali, ai sensi della legge 2 giugno 1988, n. 218. Art. 6. 1. Agli aventi diritto spettano gli indennizzi per i danni indiretti determinati dalla profilassi immunizzante nei confronti della febbre catarrale degli ovini rilevati ed attestati dagli Assessorati regionali competenti per le seguenti fattispecie: calo della produzione del latte, sia in termini qualitativi che quantitativi, ridotta inseminabilità o fecondabilità; atassia, alterazioni a carico del vello con distacco di parti dello stesso. Agli allevatori sono altresì riconosciuti indennizzi per il blocco della movimentazione dei ruminan-

ti a seguito dei provvedimenti emessi dalla autorità sanitaria competente per aree diverse da quelle individuate nei provvedimenti di cui all’art. 1, comma 1. 2. Gli indennizzi sono corrisposti dalle regioni competenti per territorio nei limiti delle risorse finanziarie trasferite dal Ministero delle politiche agricole e forestali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, a valere sulle disponibilità di cui all’apposito capitolo derivante da quelle di cui alla legge n. 499/1999. Nel medesimo provvedimento sono determinati criteri e modalità di calcolo ed

erogazione degli indennizzi avuto riguardo anche agli elementi di valutazione fatti pervenire dall’Associazione italiana degli allevatori. Campagna informativa (art. 7) 1. Il Ministero della salute ed il Ministero delle politiche agricole e forestali, avvalendosi della collaborazione tecnica delle associazioni di categoria, promuovono una campagna d’informazione concernente gli aspetti tecnici e pratici degli interventi vaccinali contro la blue tongue, ivi compresi rilievi documentali degli effetti collaterali, l’attività di controllo ed i metodi di lotta diretta ed indiretta. ■

Sottosegretari, riassegnate le deleghe ono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le deleghe riattribuite dal

SMinistro Sirchia ai Sottosegretari di Stato alla Salute, sen. Cesare Cursi, on. Antonio Guidi e sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati. Nelle materie delegate, i Sottosegretari di Stato firmano i relativi atti e provvedimenti da inviarsi alla firma per il tramite dell’Ufficio di Gabinetto del Ministro. Al Sottosegretario di Stato Cesare Cursi è conferita la delega a trattare gli affari di competenza ministeriale nelle seguenti materie: attività di contenzioso in materia di personale dipendente e convenzionato con il Servizio sanitario nazionale; igiene, prevenzione e sicurezza del lavoro; rapporti con il Coni per le problematiche relative alla medicina dello sport; sanità pubblica veterinaria, alimenti e nutrizione limitatamente ai seguenti settori: procedure ed altri adempimenti comunitari ed internazionali; import ed export di animali e prodotti di origine animale e controlli alle frontiere esterne; additivi, aromi, imballaggi, contaminanti, tecnologie alimentari, nuovi alimenti, igiene generale della distribuzione e vendita degli alimenti; sanità animale ed anagrafe del bestiame; igiene dei prodotti di origine animale; tutela del benessere animale; riproduzione animale fecondazione artificiale; igiene zootecnica; igiene veterinaria e lotta al randagismo; farmaco veterinario; prodotti dietetici, integratori alimentari e prodotti salutistici; alimentazione animale; alimenti di origine vegetale; prodotti fitosanitari; professioni sanitarie relativamente all’area infermieri, veterinari e farmacisti. Al Sottosegretario Antonio Guidi, fra le altre, è attribuita la competenza sulla prevenzione limitatamente ai seguenti settori: coordinamento degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera. Al Sottosegretario di Stato Maria Elisabetta Alberti Casellati è conferita anche la delega sulla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie e problemi di bioetica in materia sanitaria.


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Accordi Stato-Regione e libertà d’azione delle amministrazioni regionali ’Accordo Stato Regioni per la definizione dei requisiti minimi delle strutture veterinarie non è ancora stato recepito da tutte le Regioni italiane. Fatte poche doverose eccezioni, l’attuazione dell’Accordo (a cui si doveva arrivare entro il 23 dicembre 2004) ha creato e sta creando qualche problema: molte Regioni ritengono di non doversi limitare al suo recepimento, ma “riscrivono” l’Accordo, minandone le basi e compromettendo il lavoro di elaborazione che è stato compiuto fino alla sua approvazione in Conferenza Stato-Regioni. Il problema è stato affrontato dalla FNOVI in una recente circolare agli Ordini: “Nonostante l’anno sia già trascorso - scrive il presidente D’Addario - in molte Regioni il provvedimento è ancora in fase di attuazione, e la Federazione intende rivolgere un invito ai Presidenti degli Ordini Provinciali affinché si at-

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tivino presso le rispettive Giunte Regionali, allo scopo di avviare un tavolo di produttiva collaborazione nella programmazione di tutte quelle attività di stretta rilevanza con l’esercizio della professione di medico veterinario, con la finalità di diventare i più corretti interlocutori in tutti i casi in cui gli interventi da adottarsi abbiano stretta rilevanza anche con esigenze di profilassi o di tutela della salute pubblica”. La domanda che abbiamo rivolto al consulente legale dell’ANMVI, Avv Maria Teresa Semeraro, parte dall’Accordo sulle strutture veterinarie, ma vale per provvedimenti analoghi, per i quali si è giunti ad una intesa su scala nazionale ma si demanda poi la sua attuazione alle singole regioni: quali sono i limiti entro cui le Regioni possono o devono muoversi nel dare attuazione ad un Accordo già siglato in Conferenza Stato Regioni? ■

Veterinari pubblici e libera professione limiti all’esercizio della libera professione dei veterinari pubblici dipendenti sono stati oggetto di una massima del Tar dell’Emilia: in assenza di una specifica normativa regionale, il libero esercizio dell’attività professionale viene precluso, in assoluto, in attesa di disposizioni che stabiliscano le relative modalità e i conseguenti limiti. Per i giudici del Tar dell’Emilia Romagna, è legittimo ritenere che le aziende sanitarie abbiano il potere di definire regole provvisorie, secondo criteri desumibili dalla normativa statale e “ non appare fondata la tesi che vuole esclusi i veterinari dall’ambito di applicazione dell’art. 4, comma 7, della legge n.412 del 1991” (Legge 30 dicembre 1991, n. 412 “Disposizioni in materia di finanza pubblica” (Pubblicata nella G.U. 31 dicembre 1991, n. 305.) La norma si riferisce dunque a tutte le categorie di medici, “ivi compresa quella dei medici veterinari”. Il citato articolo prevede che “Con il Servizio sanitario nazionale può intercorrere un unico rapporto di lavoro. Tale rapporto è incompati-

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bile con ogni altro rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, e con altri rapporti anche di natura convenzionale con il Servizio sanitario nazionale. Il rapporto di lavoro con il Servizio sanitario nazionale è altresì incompatibile con l’esercizio di altre attività o con la titolarità o con la compartecipazione delle quote di imprese che possono configurare conflitto di interessi con lo stesso. (...) L’esercizio dell’attività libero-professionale dei medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale è compatibile col rapporto unico d’impiego, purché espletato fuori dell’orario di lavoro all’interno delle strutture sanitarie o all’esterno delle stesse, con esclusione di strutture private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale”. Queste disposizioni valgono anche per il “personale di cui all’articolo 102 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382”, ovvero il personale docente delle università. “Per detto personale, all’accertamento delle incompatibilità provvedono le autorità accademiche competenti”. ■

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A.N.M.V.I.

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Osservazioni sul diritto regionale econdo l’avv. Maria Teresa Semeraro- “all’oggi non esistono disposizioni specifiche nelle quali rinvenire l’esatta indicazione dei limiti ai quali devono attenersi le Regioni nel dare attuazione ai suddetti accordi, con la conseguenza che, per individuare tali limiti è necessario fare riferimento ai principi fondamentali dell’ordinamento. La disciplina degli accordi che intercorrono tra lo Stato e le Regioni - ha osservato l’avvocato dell’ANMVIsoffre, infatti, dello stato di transizione nel quale il diritto regionale si trova dopo le riforme costituzionali che, nel 1999 e nel 2001, hanno delineato un nuovo assetto del regionalismo italiano, e soffre altresì della circostanza che il Governo non ha ancora dato attuazione alla l. 5.6.2003 n.131 (cd. legge La Loggia), nella quale è contenuta delega al Governo medesimo affinché individui, con lo strumento del decreto legislativo, i principi fondamentali cui devono conformarsi le disposizioni regionali nelle materie di legislazione cd. concorrente, tra le quali rientra anche la tutela della salute”. Tuttavia, il Governo non ha ancora emanato i suddetti decreti legislativi, e non resta che affidarsi ai principi generali del nostro ordinamento; quando potrà considerarsi illegittimo il provvedimento regionale? Per l’avv. Semeraro, potrà esserlo “il provvedimento regionale, il quale - sia detto a titolo di esempio - introduca disposizioni in materia di previdenza sociale, materia che la Costituzione riserva alla legislazione esclusiva dello Stato”. Ciò significa che le modificazioni introdotte dalle Regioni nel dare attuazione all’Accordo sulle strutture “non possono considerarsi illegittime, in quanto espressione dell’autonomia nell’ambito della quale, come lo stesso accordo prevede (art.3, comma 1), ogni Regione può dare attuazione alle disposizioni concordate in sede di Conferenza Stato-Regioni.Ciò non toglie - conclude l’avvocato- che una eventuale perplessità, da parte della categoria destinataria del provvedimento regionale attuativo dell’accordo, possa e debba essere fatta valere sul piano dei rapporti politici, nel senso che è sicuramente possibile chiedere ed ottenere di “rinegoziare” il contenuto del provvedimento attraverso l’intervento degli organi rappresentativi della categoria dei medici Veterinari, allo scopo di ottenerne la modifica. Giova infine evidenziare che, anche nella eventualità di un provvedimento regionale illegittimo, non si potrebbe impugnare direttamente (davanti al Giudice amministrativo) il provvedimento medesimo, in quanto nel nostro ordinamento il privato, sia come singolo sia (in alcuni casi) come gruppo portatore di interessi collettivi, non può dolersi della illegittimità di un provvedimento generale, ma soltanto della illegittimità di una ulteriore disposizione (ad esempio una sanzione) che, attuando il provvedimento generale, vada a ledere direttamente un suo diritto soggettivo o un suo interesse legittimo”.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005 ATTUALITÀ

Iniziativa del sen. Bucciero

Interpellanza sul traffico di animali dall’Est e sui controlli veterinari

l Senatore Ettore Bucciero (AN) ha predisposto un’interpellanza al Ministro della Salute per denunciare che importatori e negozianti perseverano impuniti nel vendere cuccioli di cane e gatto provenienti dall’Est Europa senza passaporto e di età sempre inferiore ai tre mesi. L’interpellanza si richiama al Regolamento n. 998 del 26 maggio 2003 del Parlamento e del Consiglio europeo relativo ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia. Immediatamente esecutivo nel nostro ordinamento sin dal 1° ot-

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tobre 2004, il regolamento ha modificato in parte la direttiva 92/65/CEE, che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e importazioni a carattere commerciale di animali. In particolare, Bucciero spiega che “al fine precipuo di evitare che movimenti commerciali siano dissimulati fraudolentemente come movimenti non commerciali di animali da compagnia (n. 11 della premessa del regolamento) l’articolo 22 del regolamento n. 998/03 dispone la sostituzione integrale dei commi 1 e 2 dell’art. 10 della direttiva citata (e del decreto legislativo citato) in relazione alle condizioni per lo scambio di cani, gatti e furetti, rimandando espressamente anche ai requisiti di cui agli articoli 5 e 16 del regolamento stesso”. Dunque, oggi cani, gatti e furetti, per poter essere importati nel nostro paese allo scopo di vendita e/o scambio devono essere muniti di regolare passaporto con attestazione di buona salute dell’animale eseguita con esame clinico risalente a 24 ore prima della spedizione da un veterinario abilitato dall’autorità compe-

tente ed attestazione dell’eseguita vaccinazione antirabbica, nonché devono recare tatuaggio o microchip di riconoscimento e, soprattutto, non possono avere età inferiore ai tre mesi, salva espressa autorizzazione nei soli casi consentiti. “L’allontanamento forzato di un cucciolo di cane o gatto dalla propria madre prima del compimento dei tre mesi di età - osserva Bucciero- è un gesto deplorevole, nocivo per la corretta crescita dell’animale e a volte anche per la sua salute e sicuramente contrario alle caratteristiche etologiche dell’animale stesso, salvo che configuri addirittura il reato di maltrattamento”. L’inosservanza di questa disposizione è espressamente punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 516,42 euro a 1.549,26 euro per ogni singola violazione, ma “nonostante il tenore della vigente normativa, importatori e negozianti perseverano impuniti nel vendere cuccioli di cane e gatto provenienti dai paesi dell’est Europa, sforniti di passaporto, vaccinazioni, tatuaggio o microchip e di età sempre inferiore ai tre mesi”.

Addirittura, aggiunge l’interpellante “tale fenomeno si verifica su vasta scala laddove vengono consentite, nonostante le ispezioni delle ASL locali, mostre/mercato itineranti di cuccioli, per la maggior parte importati, tutti privi dei suddetti requisiti e spesso malati ed infettivi, come è stato denunciato dalle associazioni animaliste alle autorità competenti per i casi avvenuti nel mese di novembre 2004 a Roma presso il Palalottomatica ed a Lecco presso il Palataurus, alla “Mostra del cucciolo” organizzata da Francesco Crusco nonché, nel mese di gennaio 2005, a Grugliasco (Torino) alla mostra “Eurocucciolo”; ad ulteriore esempio, un importatore con sede in Formia, per il tramite di propri rivenditori sparsi in quasi tutta Italia persevererebbe indisturbato, stando alle denunce di alcuni cittadini, a vendere in copiosi quantitativi cani importati di non più di due mesi di età, privi di ogni requisito di legge e spessissimo affetti da malattie che li portano alla morte in pochi giorni dall’acquisto. Sembra dunque all’interrogante

Grasselli: l’ONAOSI è un nostro gioiello

UnireLab e la “Città del Cavallo” ascerà a Settimo Milanese la “Città del Cavallo”, un centro di eccellenza a servizio degli sport equestri, della ricerca nel campo della medicina forense e dell’allevamento. La prima pietra di questo progetto è stata posta con UnireLab, il laboratorio di diagnostica per l’industria ippica inaugurato dal Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno. “Con UnireLab abbiamo sancito una scelta strategica - ha spiegato il ministro nel corso della conferenza stampa di presentazione della struttura realizzata alla porte di Milano - l’obiettivo è quello di valorizzare questa sede e di coglierne appieno le potenzialità”. In prospettiva si lavora per ampliare gradualmente questo laboratorio all’avanguardia e potenziare l’offerta di servizi, sportivi e scientifici, fino a trasformare l’area in un’autentica “Città del cavallo”, una realtà che sappia collegare le tante attività legate all’ippica e alla cultura degli sport equestri. Uno stile di vita che individua nel rapporto con questo mondo l’occasione di arricchimento culturale e di benessere fisico. Il centro si estende attualmente su una superficie di 14 ettari, occupa 50 dipendenti tra personale ammini-

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strativo, tecnici e ricercatori distribuiti tra Settimo Milanese e il laboratorio gemello di Pomezia (RM), un bilancio di 8 mln. di Euro e ambisce a diventare un punto di eccellenza dal punto di vista scientifico e per lo sviluppo del territorio. “UnireLab rappresenta una autentica sfida - ha aggiunto Alemanno - la struttura dovrà diventare un punto di riferimento complessivo per l’Italia e per il nostro sistema per i controlli antidoping per cavalli e fantini, per le azioni di carattere sanitario e le indagini sulla certificazione. UnireLab sarà ulteriormente potenziata al fine di arricchirne l’offerta di servizi e creare un mercato di riferimento sempre più vasto, che ol-

trepassi il rapporto con le strutture legate all’Unire e al Mipaf e renda la struttura di ricerca economicamente attiva e vitale”. UnireLab ha eseguito l’anno scorso più di 38 mila analisi antidoping per i cavalli e 2 mila per i fantini. Inoltre, il centro di analisi e ricerca è specializzato in esami di genetica forense, avendo condotto oltre 15 mila accertamenti sulla paternità equina. Per questo, ha osservato Antonio Matarrese, Presidente dell’Unire, “UnireLab deve essere soprattutto una struttura di garanzia per assicurare la trasparenza del mondo ippico e combattere contro tutti gli aspetti poco etici e illeciti, perché il mondo dell’ippica deve essere pulito”. La valenza sportiva ed economica della struttura di Settimo Milanese renderà possibile anche altre attività collaterali. “Sono in programma cospicui investimenti sugli impianti - ha detto Alessandro Galeazzi, presidente di UnireLab - e ci candidiamo a ospitare convegni scientifici e sportivi, a proporci come punto di riferimento per le aste dei purosangue e organizzare qui grandi eventi agonistici in collaborazione con la Federazione italiana sport equestri”. (FONTE: Agricolturaitalianaonline)

che “i locali servizi veterinari delle ASL non abbiano compiutamente recepito il contenuto della citata normativa o, quanto meno, non abbiano stabilito l’operatività e le modalità dei necessari e conseguenti controlli”. Al Ministro della salute, il sen Bucciero chiede di sapere: se rientri tra gli intendimenti del Ministro in indirizzo emanare un apposito provvedimento onde chiarire ai cittadini e alle istituzioni locali competenti l’efficacia e la portata, anche sanzionatoria, della succitata normativa, che si estende senz’altro anche agli animali da compagnia importati al fine di commerciarli, esortando altresì tutte le autorità preposte all’effettuazione di controlli presso importatori, negozianti e mostre di animali; se il nostro paese consenta o meno nei casi specifici previsti dall’articolo 5, comma 2, del regolamento citato i movimenti di animali di età inferiore ai tre mesi e quale sia il mezzo legale con cui eventualmente dimostrare che il cucciolo “abbia soggiornato dalla nascita nel luogo in cui è nato senza entrare in contatto con animali selvatici”. ■

nche il segretario nazionale del SIVEMP Aldo Grasselli è stato eletto per entrare nel Consiglio di Amministrazione ONOASI: “Sono molto soddisfatto di questo riconoscimento - ha dichiarato Aldo Grasselli - perché ha una larga base di consensi e perché denota l’apprezzamento dell’azione di mediazione e di costruzione unitaria che ho cercato di realizzare in questi anni”. “L’ONAOSI è un nostro gioiello - ha ribadito Grasselli - il mio impegno per preservarla e migliorarla sarà assoluto e in continuità con quello svolto sin qui da coloro che mi hanno preceduto nel CdA. Un ringraziamento per la fiducia accordatami va a tutti i Presidenti di Ordine Provinciale e a tutti i colleghi italiani che con i loro contributi sostengono l’ONAOSI. Ai colleghi che mi hanno preceduto nel CdA e che mi hanno passato il testimone va un saluto riconoscente per l’impegno spassionato che hanno dedicato all’Onaosi. Mi felicito infine con i colleghi neoeletti con i quali affronterò il lavoro che ci aspetta ricordando a me stesso che: Siamo stati chiamati a servire chi ha bisogno”. La Fondazione ONAOSI ha ufficialmente comunicato l’esito delle operazioni di voto il 26 febbraio scorso. Risultano eletti, in ordine di categoria di appartenenza (e riportati in ordine alfabetico): Per i Medici Chirurghi ed Odontoiatri - Dott. Fulvio Borromei (Medico chirurgo), in rappresentanza degli iscritti dell’Ordine di Ancona; - Dott. Giorgio Cavallero (Medico chirurgo), in rappresentanza degli iscritti dell’Ordine di Torino; - Dott. Carlo Gianformaggio (Medico chirurgo - Ordine di Trapani); - Dott. Franco Mascia (Medico chirurgo - Ordine di Caserta); - Dott. Aristide Paci (Medico chirurgo - Ordine di Terni); - Dott. Umberto Rossa (Medico chirurgo - Ordine di Belluno); Per i Farmacisti - Dott. Andrea Giacomelli (Farmacista - Ordine di Pistoia); - Dott. Michele Rinaldi (Farmacista - Ordine di Campobasso); Per i Medici Veterinari - Dott. Aldo Grasselli (Medico Veterinario - Ordine di Savona); - Dott.ssa Laura Torriani (Medico Veterinario - Ordine di Milano).

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Gli stessi sono stati proclamati eletti nella medesima seduta del 25 febbraio 2005.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005 RIFLESSIONI

A proposito di tracciabilità del farmaco veterinario iceviamo e volentieri pubblichiamo le considerazioni di ASCOFARVE (Associazione Nazionale Distributori di Medicinali Veterinari) in merito alla tracciabilità del farmaco veterinario. Come noto, l’applicazione di un codice a barre per i medicinali veterinari è stata prorogata nuovamente dal Legislatore e il termine è ora slittato al 31/12/2007. Dalle pagine di Professione Veterinaria abbiamo espresso preoccupazione per la diffusa circolazione di medicinali veterinari in allevamento che sfuggono al controllo del medico veterinario. Ringraziamo il Presidente Vaira di questo contributo. Carlo Scotti, Direttore editoriale

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i complimentiamo veramente per il Vostro settimanale che tratta con garbo, competenza ed obiettività i problemi della professione veterinaria, ma anche della veterinaria italiana in genere. Seguiamo con interesse le molte notizie riportate e sviluppate, ma naturalmente c’interessano in particolare le comunicazioni relative alla filiera distributiva del medicinale veterinario, per cui vorremmo fare una osservazione sull’articolo “Un codice per controllare il farmaco” apparso nell’ultimo numero del settimanale (7/2005). Sapete come nei tanti confronti avuti con Voi e con i vari interlocutori della classe veterinaria, abbiamo condiviso molte situazioni di problematiche comuni, anche se viste da operatori diversi, ma credo che sempre, tutte le volte, abbiamo messo “in primis” il rispetto dell’imprescindibile attenzione che va posta verso la salute umana. Come operatore del settore però mi permetto di non condividere pienamente la Vostra affermazione quando dite che il solo codice a barre consentirà una rintracciabilità del prodotto in tutto il sistema distributivo. Il controllo della movimentazione, e quindi di tutti gli attori della filiera, può essere fatto solo gestendo la movimentazione con un sistema informatico. La soluzione al problema fa ancora una volta riferimento al nostro progetto del 1999, quando presentammo a diversi interlocutori lo studio sulla tracciabilità del medicinale veterinario destinato agli animali da reddito. Forse siamo stati troppo antesignani, ma come vedete, al giorno d’oggi si parla di tracciabilità di filiera da tantissime parti ed in molti settori, sia alimentari che non. Già allora avevamo previsto e suggerito la possibilità di una “Banca Dati Nazionale” della movimentazione del medicinale veterinario che coprisse tutto l’iter dei

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suoi passaggi, dalla produzione alla somministrazione, senza interruzione alcuna di continuità, e ne avevamo studiato approfonditamente tutta la sua applicazione. Ci siamo confrontati allora, con molti operatori del farmaco veterinario e dopo una prima difficoltà di comprensione del progetto, ricordo benissimo di aver ricevuto plausi

unanimi per la chiarezza e trasparenza che avrebbe portato nel farmaco; in sintesi avrebbe lasciato spazio solamente alla corretta movimentazione dello stesso su tutta la linea della distribuzione. La situazione è oggi insostenibile, il “flaconcino” arriva da tutte le parti, e una sostanziosa fetta del fatturato passa per canali irrego-

lari, a danno di tutti e naturalmente della salute del consumatore. Conveniamo pienamente con voi che è ora di mettere un po’ di chiarezza e pulizia, come auspicate nell’articolo apparso su “Professione veterinaria”; naturalmente l’ulteriore rinvio al 2007 dell’applicazione del codice a barre per una lettura informatizzata delle

di Luigi Vaira Presidente ASCOFARVE AIC e del numero di lotto non agevolerà senz’altro il nostro lavoro. Non per voler copiare un illustrissimo Presidente, ma mi sentirei di dire proprio “stringiamoci a coorte”. Credo dobbiamo veramente far fronte unico per riportare il farmaco nella sua giusta espressione di un utile e delicato strumento delle nostre professioni. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005

INFO REGIONI

PSR 2005-2007

Sì della Toscana alle medicine non convenzionali V ia libera della giunta regionale alle medicine non convenzionali. La decisione della Regione è contenuta nel piano sanitario regionale 2005-2007 che si pone l’obiettivo di garantire l’integrazione definitiva all’interno del SSR delle medicine non convenzionali che presentano

un sufficiente livello di evidenza scientifica, da definirsi come medicine complementari (agopuntura, fitoterapia, omeopatia e medicina manuale). Per queste medicine è prevista l’introduzione all’interno dei LEA regionali e del nomenclatore tariffario; l’approvazione della legge regionale che ne disciplini

l’esercizio prevedendo, altresì, l’istituzione di albi o registri professionali tenuti dai relativi ordini professionali; l’inserimento dei rappresentanti di tali medicine complementari all’interno dei gruppi di lavoro del Consiglio Sanitario Regionale (CSR); l’introduzione nelle linee guida regionali quando tali ti-

pologie di medicine complementari sono riconosciute efficaci come terapia sostitutiva, complementare o come alternativa accettabile per indicazioni specifiche; la promozione della conoscenza di tali tipologie di medicine complementari nei corsi di laurea dell’area sanitaria e l’attuazione di ogni attività utile rea-

lizzare una completa integrazione nel sistema sanitario regionale. Attraverso il coinvolgimento degli organismi competenti in ambito di accreditamento e formazione il psr si impegna inoltre a promuovere la qualità delle prestazioni professionali delle medicine complementari e delle medicine non convenzionali in ambito pubblico e privato, a tutela della salute dei cittadini e della popolazione animale. L’utilizzo delle MNC è in continuo aumento. Per la Regione Toscana questa tendenza è stata confermata dall’analisi dei dati ISTAT realizzata dall’Agenzia Regionale di Sanità. L’esperienza fino ad oggi realizzata in Toscana ad integrazione delle MNC nei programmi per la salute rappresentano un importante riferimento a livello nazionale riscontrando apprezzamento da parte del mondo medico e accademico toscano. Tra le linee di sviluppo e gli impegni per questo triennio la giunta regionale è impegnata a predisporre, in collaborazione con l’OMS, linee guida per l’uso appropriato della medicina complementare che saranno realizzate attraverso l’avvio di studi clinici, ricerche e sperimentazioni cliniche presso le strutture del Servizio sanitario regionale. ■

LAZIO

Campagna di sterilizzazione a Roma vrà inizio dalla prima metà di marzo la campagna di sterilizzazione degli animali di proprietà. L’iniziativa è promossa dal Comune di Roma in collaborazione con l’Ordine dei Veterinari di Roma e provincia. “L’Amministrazione comunale di Roma - spiega Monica Cirinnà, consigliera delegata del Campidoglio per i diritti degli animali - è da sempre vigile per garantire il controllo delle nascite dei nostri animali a quattro zampe e limitare al massimo il randagismo. Sterilizzare il proprio cane o gatto è un atto consapevole e responsabile e soprattutto è l’unico modo per colpire il randagismo alla fonte. La nostra campagna vuole essere anche una risposta all’ultimo tipo di randagismo a Roma, le cucciolate indesiderate. Il contributo del Comune sarà di 71 euro per un cane maschio e 95 euro per una femmina; 28 euro per un gatto maschio e 61 euro per una femmina. Ulteriori 15 euro se i gatti sono microchippati. Per prenotare il contributo i cittadini potranno rivolgersi all’ufficio diritti animali del Comune di Roma (06/32650570) o all’Ordine dei veterinari (06/85356677). La sterilizzazione dovrà essere effettuata entro 15 giorni, poi sarà possibile incassare in contanti il contributo presentandosi alla cassa comunale del canile di Muratella. (Fonte: animalieanimali.it)

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laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005

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INFO REGIONI

Rimini, guardia veterinaria senza approvazione D al 1° marzo è attivo il Servizio veterinario notturno e festivo della Provincia di Rimini. I proprietari di cani, gatti o altri animali domestici, in caso di bisogno di prestazioni veterinarie in orari notturni, domenicali o festivi potranno rivolgersi al Servizio Veterinario dell’Azienda USL di Rimini. Tramite il n.118 potranno contattare

LOMBARDIA

Lodi: veterinari in aula entonovantacinque studenti del quarto e quinto anno della Facoltà di Veterinaria della Statale di Milano sono approdati nell’Università di Lodi. Frequenteranno le lezioni teoriche in aula e quelle pratiche nella clinica per grandi animali. Spiega Mario Finazzi, presidente del corso di laurea in veterinaria al Corriere Lombardia: “Alcuni studenti rimarranno a Lodi a rotazione, anche nel fine settimana per garantire i servizi di guardia medica e di assistenza degli animali ricoverati”.

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FRIULI VENEZIA GIULIA

Dalla giunta regionale linee guida sugli OGM a Giunta Regionale ha appena approvato le linee guida del disegno di legge per la coesistenza tra le coltivazioni, in attesa che lo Stato costituisca un apposito comitato tecnicoscientifico con il compito di approfondire la questione e dare indicazioni alle Regioni. Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse Agricole del FriuliVenezia Giulia, Enzo Marsilio intervenendo in un convegno che si è tenuto a Udine. “Il Friuli-Venezia Giulia - ha concluso Marsilio - intende assegnare priorità al principio della precauzione, a tutela della salute dei cittadini, optando per la coesistenza delle colture Ogm e Ogm free; ma crede fermamente che il modello di agricoltura da perseguire sia quello delle produzioni tradizionali e tipiche, che sono un valore di eccellenza per il FriuliVenezia Giulia’’. (Fonte: ANSA)

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SICILIA

Agrigento: operazione Dolly2 a guardia di finanza, con la collaborazione del servizio veterinario provinciale, ha portato a termine in provincia di Agrigento l’operazione “Dolly2”. Durante l’operazione sono stati trovati quasi 3 mila animali affetti da brucellosi e tubercolosi, sequestrati 38.143 capi di bestiame e denunciate 227 persone. (Fonte: Animali e animali)

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un ambulatorio veterinario attivo anche in questi orari. Spiega l’amministrazione provinciale che “in caso di cani o gatti randagi, o di proprietario al momento sconosciuto, verranno informati i competenti servizi di soccorso e recupero, mentre per un animale selvatico ferito o incidentato interverrà direttamente il Servizio Veterinario dell’A.U.S.L.

che provvederà alle prime cure, trasporto e ricovero dell’ animale presso il Centro Recupero Animali Selvatici (C.R.A.S.). Contattando quindi un unico numero, il 118, i cittadini potranno trovare una risposta in ogni situazione d’emergenza relativa sia agli animali d’affezione che selvatici, evitando inutili trafile”. Non risulta che il servizio abbia ottenuto

l’approvazione dell’Ordine dei Medici Veterinari di Rimini. Infatti, la Provincia di Rimini conclude il comunicato dicendo: “A questo risultato si è giunti grazie alla collaborazione fra la Provincia di Rimini e le Associazioni animaliste operanti sul territorio, e alla competente disponibilità del Servizio Veterinario dell’A.U.S.L. di Rimini”. ■

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A.N.M.V.I.

Incontro regionale ANMVI PIEMONTE in collaborazione con l’Ordine dei Medici Veterinari di Torino in collaborazione con l’Associazione Consigli Ordini Provinciali Medici Veterinari Regione Piemonte

La gestione dei rifiuti sanitari da attività veterinarie 20 marzo 2005, Rivalta di Torino ECM: Crediti 2 Per informazioni: Tel.0372/403541 Web www.anmvi.it


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laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

La convergenza tra salute umana e animale

di Maria Grazia Monzeglio

Delle 1620 malattie infettive umane, il 60% è rappresentato dalle zoonosi alute umana e animale convergono in maniera crescente. L’influenza aviare in Asia, che arreca con sé la minaccia di una pandemia globale, è solo uno dei tanti esempi. Ne ha parlato Lonnie King, preside del College di Medicina veterinaria della Michigan State Uni-

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versity, dinnanzi agli ufficiali di polizia pubblica a Washington. La convergenza tra salute umana e animale è iniziata 10.000 anni fa con l’avvento dell’agricoltura. È in questa prima era epidemiologica che le malattie hanno iniziato a diffondere in maniera sostanziale tra uomo e animali. È l’i-

nizio dell’era delle zoonosi. Seguì la seconda era epidemiologica, ai tempi della rivoluzione industriale (tardo XVIII-inizio XIX secolo). La morbilità e mortalità delle malattie infettive cala in questo periodo, i vaccini divengono fondamentali per la salute pubblica, e sembra che le malat-

tie cardiache, il cancro e altre malattie croniche abbiano preso il posto delle malattie infettive nella gerarchia delle maggiori minacce per la salute pubblica. Ma le malattie infettive non sono debellate. Tornarono alla ribalta circa 30 anni fa, aprendo l’attuale periodo epidemiologico: quello delle zoonosi. Delle 1620 malattie infettive umane, il 60% è rappresentato dalle zoonosi. Delle 35 maggiori epidemie umane verificatesi nelle ultime due decadi e mezzo, il 75% sono zoonosi. Le condizioni favorevoli per le malattie nuove ed emergenti, che ricorrono nei secoli, si stanno verificando con maggiore frequenza e accelerano in maniera allarmante. I microbi sono competitivi, si adattano ed evolvono per sopravvivere. Molti acquisiscono la capacità di passare da un ospite all’altro, indipendentemente dalla specie. Altri possono divenire immuni ai farmaci. In questa battaglia tra uomo e germi, questi ultimi sembrano avere la meglio. E spesso è l’uomo a dargli una mano, con gli spostamenti internazionali di uomini e cose, con l’espansione verso la natura e gli ecosistemi incontaminati. West Nile virus, Sars, Vaiolo delle scimmie sono giunti in Occidente nel passato recente. Anche il clima può creare condizioni favorevoli alle malattie infettive, come nel caso di leptospirosi e febbre della Rift Valley. E poi c’è l’incremento demografico, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. La suscettibilità dell’ospite è un altro fattore chiave. Gli USA sono esenti da Afta epizootica e altri devastanti patogeni animali attivi in altre parti del mondo. Una condizione che può tuttavia essere un’arma a doppio taglio, perché questi animali sono particolarmente suscettibili a germi esotici come il virus dell’afta e altri agenti zoonosici. E poi c’è la fauna selvatica. La TB bovina, dopo essere passata al cervo selvatico, sembra ora tornare all’ospite d’origine. Salute animale e salute pubblica devono rientrare in un’unica medicina, afferma King, e la medicina veterinaria deve fare parte dell’equazione. Fortunatamente, conclude King, governi e sanità pubblica stanno iniziando a considerare i veterinari qualcosa di più che “dottori per cani e gatti”, ma occorre fare molto di più per integrare i sistemi di sanità pubblica e animale. ■

Le notizie di Vet Journal sono consultabili on line all'indirizzo http://www.evsrl.it/vet.journal/ • Notizie scientifiche • Archivio bibliografico • Servizio Cytovet


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laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

I benefici del vivere con un pet

di Maria Grazia Monzeglio

Riduzione della pressione ematica, minore predisposizione ad ansia e depressione tra i positivi effetti apparentemente indotti dalla presenza di cani e gatti sitiva. Negli ultimi 25 anni sono molti i benefici per la salute che sono stati associati al vivere con un animale da compagnia. Molti studi hanno mostrato che i pazienti cardiopatici vivono più a lungo se in compagnia di un cane o un gatto; nell’uomo sembrano anche abbaso stress causato dal lavoro in borsa si attenua se l’agente di borsa possiede un pet. Uno studio condotto da Karen Allen, ricercatore della State University di New York, Buffalo, e presentato alla American Heart Association, ha riscontrato che, nelle situazioni ad elevato stress, la pressione ematica degli operatori di borsa che adottavano un cane o un gatto era inferiore rispetto a quella dei loro colleghi che non possedevano un animale. Lo studio ha riguardato 48 operatori di cambio maschi e femmine che utilizzavano farmaci per il controllo dell’ipertensione. Tutti guadagnavano più di 200.000 dollari l’anno, vivevano da soli e avevano un lavoro molto stressante. Metà dei soggetti sono stati scelti a caso per adottare un cane o un gatto all’inizio dello studio. In seguito, durante i test sullo stress in cui si misurava la pressione ematica, la risposta di stress era doppia nei non possessori di animali. Ci sono molte teorie sull’effetto psicologico prodotto dal possedere un pet, ma non si conosce ancora il motivo per cui vivere con un cane o un gatto possa ad esempio aiutare a ridurre l’ipertensione. Si pensa che avere accanto “qualcuno” su cui contare e che non ci giudica sia sufficiente per creare una benefica atmosfera po-

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L’intossicazione da pseudoefedrina all’ASPCA (Animal Poison Control Center) americano l’invito ai veterinari ad informare i loro clienti circa i pericoli derivanti dall’ingestione accidentale di pseudoefedrina da parte di cani e gatti. “La pseudoefedrina ha un margine di sicurezza molto stretto in cani, gatti e altri animali” ha affermato Steve Hansen, vice-presidente senior dell’ASPCA. La sostanza si trova in alcuni farmaci ad uso umano utilizzati contro le malattie da raffreddamento e le allergie. Una compressa contenente 30 mg di pseudoefedrina è in grado di indurre segni clinici in un cane di media taglia, quali nervosismo, iperattività e altre modificazioni comportamentali, affanno, tachicardia e aumento della pressione ematica. Tre compresse da 30 mg possono essere letali. Gli effetti clinici della sostanza possono comparire anche entro 30 minuti dall’ingestione e richiedono un immediato intervento veterinario. L’esposizione può essere accidentale oppure intenzionale da parte del proprietario, come per altre sostanze farmacologiche. Anche le confezioni a prova di bambino possono non essere sicure per cani e gatti, in grado di aprirle o romperle con i denti.

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sarsi i livelli di trigliceridi e colesterolo. Ancor più interessanti sono poi gli effetti psicosociali, secondo Lynette Hart, professore associato presso la School of Veterinary Medicine della University of California, Davis. “Gli studi hanno mostrato che i pazienti affetti da Alzheimer

hanno meno episodi di ansietà se in casa c’è un animale, soprattutto un gatto.” Beneficiano ancora dei pet i bambini, gli anziani, i predisposti alla depressione e all’ansia, i malati di Aids. Ma gli aspetti positivi del vivere con un animale non possono essere trasposti universal-

mente a tutti. Il beneficio sembra essere reale con le persone che amano effettivamente gli animali. Non si può semplicemente “prescrivere” un animale a chi soffre, perché i benefici sembrano concretizzarsi meglio in coloro che se li aspettano. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005 LEGGI IN GAZZETTA

Autocontrollo e metodo HACCP per i mangimi Il regolamento entrerà in vigore il 1° gennaio 2006 “La produzione animale svolge un ruolo molto importante nel settore agricolo della Comunità. I risultati soddisfacenti di tale attività dipendono in larga misura dall’uso di mangimi sicuri e di buona qualità. L’obiettivo principale delle nuove norme in materia di igiene contenute nel rego-

lamento è di assicurare un elevato livello di protezione dei consumatori per quanto concerne la sicurezza degli alimenti e dei mangimi.” Sono alcune delle considerazioni del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione Europea che il 12 gennaio 2005 con il regolamento n. 183 hanno

fissato i requisiti per l’igiene dei mangimi. Il regolamento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dell’8 febbraio scorso abroga le direttive 95/69/CE (Condizioni e modalità per il riconoscimento e la registrazione di taluni stabilimenti e intermediari operanti nel settore

dell’alimentazione degli animali) e 98/51/CE recante misure di applicazione della stessa direttiva 95/69. Il provvedimento stabilisce le norme generali in materia di igiene dei mangimi, le condizioni e le disposizioni atte ad assicurare la rintracciabilità nei mangimi e le condizioni per la re-

gistrazione e il riconoscimento di stabilimenti. Novità importante del regolamento è l’introduzione del principio dell’autocontrollo e del metodo HACCP. All’articolo 6, è previsto l’obbligo di applicare il sistema di analisi di rischio e i punti critici di controllo per tutti gli operatori del settore mangimistico, con la sola esclusione per i produttori di mangimi per autoconsumo. In riferimento all’ambito di applicazione, il regolamento si applica a tutte le fasi dell’attività degli operatori del settore mangimistico, a partire dalla produzione primaria all’immissione dei mangimi sul mercato, dalla somministrazione dei mangimi ad animali destinati alla produzione di alimenti, alle importazioni e alle esportazioni di mangimi da e verso paesi terzi. Non si applica invece alla produzione domestica privata di mangimi: per gli animali quindi destinati alla produzione di alimenti per consumo domestico privato e per gli animali non allevati per la produzione di alimenti. ■

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GAZZETTA UFFICIALE Serie Generale n. 46-47 del 25-26 Febbraio 2005 Variazioni al Prontuario Farmaci Veterinari. Provvedimenti di autorizzazione e modifica di autorizzazioni all’immissione in commercio di specialità medicinali per uso veterinario Serie Generale n. 50 del 2 Marzo 2005 Ministero Della Salute. Ordinanza 8 Febbraio 2005 Blue Tongue - Campagna di vaccinazione 2004/2005 e regolamentazione della movimentazione degli animali sensibili Serie Generale n. 51 del 3 Marzo 2005 Ministero della Salute. Decreto 17 Dicembre 2004. Piano Nazionale di selezione genetica per la resistenza alle Encefalopatie Spongiformi negli Ovini GAZZETTA UFFICIALE DELL’UNIONE EUROPEA L. 55 del 01 Marzo 2005 Regolamento (CE) n. 349/2005 del 28 Febbraio 2005 che stabilisce norme sul finanziamento comunitario degli interventi urgenti e della lotta contro certe malattie animali ai sensi della decisione 90/424/CEE del Consiglio (Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea) L. 57 del 02 Marzo 2005 Regolamento (CE) n. 358/2005 del 2 Marzo 2005 concernente le autorizzazioni a tempo indeterminato per taluni additivi e l’autorizzazione di nuovi impieghi di additivi già autorizzati nell’alimentazione degli animali


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DALLE ASSOCIAZIONI

Intervista

di Antonio Manfredi

Marco Pepe nuovo presidente SIVE no del settore equino. Sotto il profilo gestionale ci sono state alcune modifiche tecniche che hanno portato alla formazione delle società specialistiche (SIRE, SIOCE e SIPE) segno della volontà di molti soci di creare delle “aree di approfondimento specifiche” su cui discutere e con le quali implementare le conoscenze di settore.

Il nuovo presidente della SIVE, Marco Pepe La SIVE compie 10 anni, cosa è cambiato dalla fondazione della società ad oggi? Credo che sotto il profilo dell'entusiasmo poco o nulla, gli scopi che hanno permesso la nascita e la crescita della società sono rimasti gli stessi, ovvero la voglia e l’interesse da parte di tutti di avere una valida società scientifica, indispensabile all’aggiornamento dei medici veterinari che si interessa-

LE PROSSIME INIZIATIVE SIVE fitto di appuntamenti il calendario delle iniziative SIVE che per l’anno 2005, ha previsto numerosi corsi, seminari di aggiornamento e incontri regionali. I programmi e le informazioni relative agli eventi organizzati dalla società, sono disponibili al sito www.sive.it. Da gennaio 2005 è iniziata anche l’attività della nuova società specialistica affiliata alla SIVE, la SIPE (Società Italiana di Podologia Equina) che si occuperà dell’aggiornamento scientifico sia per medici veterinari che per maniscalchi. Riportiamo di seguito alcune delle attività che saranno organizzate nel primo semestre.

È

GIORNATE DELLE MACROREGIONI Approcci diagnostici nelle malattie respiratorie del cavallo Relatore: Angela Mascioni Macroregione Nord Occidentale, 2 aprile 2005 - Macroregione Centrale, 7 maggio 2005 Principi di cardiologia in clinica equina Relatore: Francesco Porciello Macroregione nord orientale, 16 aprile 2005 - Macroregione Meridionale, 21 maggio 2005 CORSI Corso base di odontostomatologia 20-21 maggio 2005 Relatore: Paddy Dixon (UK) Istruttori: Attilio Ponzo (I), Ruggero Benedetti (I) Sede: Osp. Vet. Militare di Montelibretti - RM Corso Base di management dello stallone In data da definirsi Relatori: Charles Love (USA), Denis Necchi (I), Giovanna Romano (I) Sede: Centro Equino Arcadia Vigone (TO)

In occasione del Congresso del decennale è stato eletto il nuovo Consiglio della SIVE che resterà in carica per i prossimi due anni. Quale è la composizione del nuovo CD e quale sarà la sua linea politica? Si, esatto, a Pisa è stato eletto all'unanimità il nuovo Consiglio. Sono usciti dal CD il Dr. Frione che per statuto non poteva più essere riproposto e che voglio ringraziare personalmente, per il suo costante interessamento e per l’apporto dato in questi anni alla società ed il Dr. Barbacini passato ora PastPresident. A lui devo dire che dobbiamo moltissimo in termini di equilibrio, organizzazione, presenza costante, e soprattutto apertura mentale, cosa cui spero questo nuovo CD continuerà ad ispirarsi. Sono entrati quindi due colleghi il Dr. Raffaello Ciampoli, di Siena ed il Dr. Marco Livini di Milano mentre la dottoressa Paola Gulden ed il Dr. Duccio Pellegrini sono invece stati confermati nel CD. Tutti loro oltre che professionisti seri sono colleghi che conosco da tempo, per cui ci sono tutte le prerogative per continuare la strada dei CD passati. E poi non voglio dimenticare nemmeno Elena Piccioni e Fulvio Stanga i due veri motori della società.

I programmi della SIVE per i prossimi anni quali sono? Per quanto riguarda il programma scientifico sono già in cantiere tre corsi (due di riproduzione ed uno di odontostomatologia), due seminari nazionali (scarso rendimento atletico e medicina d’urgenza) e tre seminari delle società specialistiche (SIRE, SIOCE, SIPE), più gli incontri delle macroregioni. Insomma mi sembra un programma ricco per tutto il 2005; il 2006 è già in cantiere. Per quanto concerne il programma di lavoro del CD, questo cercherà di indirizzarsi verso due strade. La prima è cercare di perfezionare, cosa non semplice, il percorso della formazione continua permanente. L’ECM è un problema, anzi un aspetto dell’aggiornamento con cui dobbiamo confrontarci definitivamente per il futuro. La seconda strada da percorrere sarà quella della internazionalizzazione sempre maggiore della SIVE. I benefici di questo passo saranno legati non solo ad una maggior potenzialità di investimento del settore dell’aggiornamento scientifico, ma permetterà ai liberi professionisti italiani di interagire su più larga scala con colleghi stranieri, dare maggior visibilità a quello che succede in Italia nell’aggiornamento e perché no, far rientrare i vari eventi della SIVE e delle società correlate come potenziali obiettivi, vista la qualità, anche per i veterinari stranieri. Le prerogative ci sono, visto che la SIVE rappresenta, nel settore della medicina equina, in termini di iscritti, la terza società del mondo dopo la AAEP e la BEVA. La cosa difficile è ora cercare di trovare le strade giuste.

Quali sono I rapporti tra la SIVE e le altre società di settore e gli enti che ruotano intorno al mondo del cavallo? Intanto la SIVE è una società scientifica e quindi rivolta agli aspetti scientifici del settore. Attraverso questi però può mettere a disposizione di Enti pubblici e privati o Società le proprie conoscenze e quelle dei propri soci per risolvere alcuni problemi. Non a caso ci sono dei tavoli di discussione e lavoro, vedi quello sul farmaco, sul benessere animale, sulla figura del veterinario in Europa, ect. in cui la SIVE è presente da tempo. Voglio poi ricordare che a proposito di rapporti con altre Società, grazie allo sforzo del Dr. Barbacini e del Dr. Bergero, è stato deciso di fare insieme alla SIDI un unico seminario scientifico comune, a Verona, nell’ambito dell’annuale appuntamento della Fiera del Cavallo. Che effetto le fa come docente universitario avere una carica in una società di veterinari per lo più pratici? Questa cosa mi ha sempre fatto sorridere, non penso esista una differenza tra chi lavora in università e chi lavora nel settore libero professionale sotto il profilo della ricerca, dell’aggiornamento e della organizzazione dell’aggiornamento scientifico. Per alcune cose esiste un antico retaggio per cui guardiamo forse l’aggiornamento come una cosa diversa se fatta in università o presso società scientifiche non universitarie. La differenza non esiste e credo anzi che, come per molte delle società che si occupano dei piccoli ani-

mali, ove anche diversi universitari si adoperano con le loro conoscenze, capacità di relazionarsi con il mondo scientifico e del lavoro, ad una fattiva partecipazione all’attività delle stesse, anche nella SIVE si dovrebbe incentivare, per chi ne avesse voglia, questo percorso. ■

CONVEGNO INTERNAZIONALE: INTERAZIONI TRA MICRORGANISMI E IL MONDO UMANO ED ANIMALE i svolgerà a Rovereto il 6/7 maggio, il convegno internazionale dal titolo “CROSSING THE SPECIES BARRIER microorganism and infections as a bridge between humans and animals”. Il Convegno, è organizzato da AMCLI (Associazione Microbiologi Clinici Italiani), in collaborazione con SEIMC (Sociedad Espanola de Enfermedades Infecciosas y Microbiologia Clinica), con il patrocinio tra gli altri di A.N.M.V.I. L’evento sarà aperto a Medici Chirurghi, Biologi, Veterinari e Tecnici di Laboratorio. Nel Convegno saranno trattate le complesse interazioni tra i microrganismi ed il mondo umano ed animale, che intervengono nella genesi dei fenomeni che sostengono la comparsa di patologie emergenti, nuove zoonosi e variazioni epidemiologiche nella resistenza agli antibiotici. Riteniamo infatti che lo sviluppo professionale non possa essere disgiunto dalla conoscenza e dall’aggiornamento su tali problemi biologici di base. Per informazioni: tel. 02/66802323 - fax. 02/6686699 e-mail piera.quaglini@mzcongressi.com web site www.mzcongressi.com

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laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005

LETTERE AL DIRETTORE

BPV nel Bel Paese Ho letto con piacere i commenti di Oscar Grazioli sull’adozione delle BPV europee anche da parte dell’Italia, segnatamente della FNOVI. Tralascio i complimenti assolutamente immeritati e da dividere semmai con tutti quanti hanno creduto ed hanno lavorato per contribuire alla realizzazione ed all’adozione di questo codice. Ciononostante qualche precisazione e chiarimento vanno fatti sulle osservazioni espresse da Grazioli.

Partiamo innanzitutto da un concetto di fondo: la professione cambia tanto velocemente quanto le esigenze e l’evoluzione culturale di una società glielo impone. Vale per noi, ma anche per ogni altra professione, sanitaria e non. Difatti la medicina umana ha percorso una strada analoga alla nostra e gli stessi farmacisti hanno già un codice di Buone Pratiche Farmaceutiche. La cosa non è casuale. Volontarietà ed efficacia del codice: a parte lo stupore nel vedere difendere

la necessità della regola obbligata e della sanzione in un paese come il nostro da parte di un vecchio antiproibizionista come Oscar, in generale ne condivido la riflessione, ma comunque devo attenermi allo specifico. Nello specifico, allora, le BPV, pur essendo, potremmo dire, un codice generale di deontologia professionale aggiornato ai tempi attuali, è nato volontario e si sviluppa secondo la concezione assoluta della volontarietà. Per due motivi essenzialmente. Il primo è legato al suo potenziale utilizzo come

base per realizzare le certificazioni di qualità della professione, secondo un modello già largamente usato da anni in UK e in USA. La certificazione di qualità infatti non può prescindere dal concetto di volontarietà, proprio perché serve per distinguere e per ufficializzare delle distinzioni qualitative tra chi adotta determinati “protocolli” e chi liberamente non ritiene di doverli seguire. Il secondo è che se poi le BPV fossero un obbligo, sarebbero non linee guida ma leggi, sarebbero rigide e sarebbero so-

“La forte recessione che il settore zootecnico sta attraversando è ormai sotto gli occhi di tutti e non ci sono segnali che facciano sperare in un’inversione di tendenza” Nino Andena, Presidente AIA

prattutto difficilmente aggiornabili e modificabili con la necessaria rapidità in base al mutare delle esigenze e dell’evoluzione dei tempi. La volontarietà a questo punto può diventare uno stimolo all’adozione, perché l’adozione diventa certificabile, riconoscibile ufficialmente e quindi un valore aggiunto della professione, così come ora (con le attuali regole), invece non è, in tempi in cui tutto ed il suo contrario hanno lo stesso valore presso noi professionisti e presso l’utenza. La libertà decisionale quindi verrà rispettata dal carattere volontario, ma allo stesso tempo la certificabilità a cui si dovrà tendere sarà ciò che fa la differenza, che ci renderà riconoscibili concretamente con l’utenza. E che, in fondo, farà sì che oltre ad aprire uno squarcio nella vetusta mentalità professionale italiana (e non solo…), le BPV non resteranno solo belle intenzioni sulla carta, ma incideranno eccome sul nostro futuro professionale. Stefano Candotti

Poveri noi Scrivo facendo riferimento ad un articolo comparso su Professione Veterinaria 7/2005 il cui titolo recita: “Sei Laureati ogni dieci iscritti”. In questo articolo viene evidenziato con soddisfazione l’aumento del rapporto fra iscritti e laureati. Il problema però, a mio giudizio, è questo: ma di che lauree stiamo parlando? Il livello culturale di un diplomato di questi anni è del tutto sovrapponibile a quello di una licenza media di venti anni fa. Le facoltà attuali hanno bisogno di sfornare il maggior numero possibile di laureati per riuscire a sopravvivere economicamente. Ma la qualità delle lauree dove è andata a finire? È possibile che tutto all’improvviso, gli studenti attuali siano diventati dei genialoidi? O forse adesso le lauree sono paragonabili ai bollini dei supermercati? Mi è capitato di assistere ad esami universitari e vi garantisco che mi è venuta la pelle d’oca. Fino a dieci anni fa i trenta di adesso sarebbero stati delle bocciature o poco più. Non raccontiamo la favolina della riqualificazione del sistema universitario, ma guardiamo la realtà delle cose. Adesso è più facile laurearsi perché la scuola attuale, partendo dalle scuole medie inferiori non è più selettiva. Personalmente, vista la situazione dell’istruzione attuale, se in futuro avrò bisogno della prestazione di un professionista, gli chiederò prima la data della sua laurea. Graziano Ronchi


laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005

DALLE AZIENDE

Covel Italia cresce... I l 28 gennaio 2005 si è svolta l’Assemblea Generale annuale dei Soci COVEL ITALIA. A pochi giorni dal trasloco nella nuova sede, a circa 300 mt. dalla vecchia, il Presidente ed i Colleghi membri del Consiglio di Amministrazione, il Direttore e la sua èquipe hanno dato il benvenuto a tutti i partecipanti. Non ci sarebbe stata occasione migliore per l’inaugurazione: è stato veramente emozionante, un po’ come aprire le porte di una casa nuova a dei “familiari”! La nuova COVEL ITALIA dispone oggi di un ampio e moderno magazzino, oltre 1000 mq, e di uffici commerciali e amministrativi per oltre 500 mq, attentamente studiati ed attrezzati affinché il personale possa lavorare in condizioni ottimali ed i Clienti beneficiare di un servizio di massima qualità. Sono presenti anche una show room dove poter visionare i materiali con estrema tranquillità e riservatezza, sempre affiancati da un esperto incaricato, ed una grande sala riunioni/didattica, riservata ai Veterinari. Sarà sicuramente un piacere ricevere i Veterinari Soci e Clienti, ed anche quelli che ancora non ci conoscono o che ci conoscono solo di fama, per scoprire insieme ciò che COVEL ITALIA ha saputo realizzare in pochi anni, grazie al contributo di tutti i Colleghi che hanno creduto in questo progetto: una Società Europea al 100% di Veterinari. Il supporto e la fiducia dei Soci che costantemente aumentano (30 nuovi Colleghi ci hanno raggiunto nello scorso 2004) e dei tantissimi Clienti, sono il motore e la benzina che ci fanno volare. Nonostante la professione continui a subire una situazione economica non del tutto favorevole, abbiamo confermato il trend positivo degli ultimi anni, con un incremento delle vendite nell’anno contabile 2003/2004 pari al 19,53%. Nel primo quadrimestre di quest’ultimo anno contabile (ottobre 2004/gennaio 2005) registriamo una crescita del 20,17%. Questi risultati derivano dal fatto che lo scopo principale di COVEL ITALIA non è mai stato quello di accumulare capitali, aumentando a qualsiasi costo i “numeri”, ma quello di arrivare ad essere il partner dei veterinari, uno strumento di lavoro a disposizione di tutti i Colleghi che ne vogliono beneficiare. Noi ci impegniamo con determinazione a far progredire la nostra Professione nel suo insieme, perché crediamo che questa sia una necessità per l’avvenire dei Veterinari Italiani ed Europei. Siamo certi che la crescita della nostra Società oggi ci permetterà di avere il futuro nelle nostre mani domani. Per il 2005 non inventiamo nulla di nuovo: affidabilità, trasparenza,

servizi, disponibilità, competenza, professionalità a fianco del Medico Veterinario! Un grazie particolare ai Colleghi di Alcyon Francia, Alcyon Belgio e Alcyon Iberica per la collaborazione ed il sostegno, e naturalmente a tutti i Colleghi Italiani che contribuiscono a qualsiasi livello a fare sì che COVEL ITALIA sia una

Società di Veterinari al servizio dei Veterinari. Sperando di aver incuriosito anche quelli che ancora non ci conoscono, vi invito a contattarci o a prendere informazioni sul nostro conto. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Dr. Enrico Chiavassa

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laPROFESSIONE VETERINARIA 9/2005 CALENDARIO ATTIVITÀ

CORSO SCIVAC

15-17 mar.

CORSO AIVEMP

17 mar.

SEMINARIO SCIVAC

19-20 mar.

INCONTRO SIVAE

19-20 mar.

INCONTRO SIMVENCO

20 mar.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC FRIULI VEN.GIULIA

20 mar.

INCONTRO

20 mar.

INCONTRO REGIONALE ANMVI PIEMONTE

20 mar.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC BASILICATA

20 mar.

CORSO SCIVAC

21-25 mar.

SEMINARIO SCIVAC

2-3 apr.

INCONTRO MACROREGIONE NORD OCCIDENTALE SIVE

2 apr.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VALLE D’AOSTA

3 apr.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CALABRIA

3 apr.

CORSO SCIVAC

6-8 apr.

CORSO SCIVAC / SISCA

6-8 apr.

INCONTRO REGIONALE AIVEMP CAMPANIA IN COLLABORAZIONE CON ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI BENEVENTO

INCONTRO SICARV

8 apr.

9 apr.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LOMBARDIA CON PATROCINIO DELL’ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI BERGAMO

INCONTRO SIRVAC

10 apr.

16 apr.

INCONTRO SIOVET

16-17 apr.

SEMINARIO SCIVAC

16-17 apr.

INCONTRO MACROREGIONE NORD ORIENTALE SIVE

16 apr.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC EMILIA ROMAGNA

17 apr.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

20-23 apr.

INCONTRO REGIONALE AIVEMP PIEMONTE

22 apr.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC LAZIO

24 apr.

INCONTRO SOVI

27-28 apr.

INCONTRO SOVI

29-30 apr.

GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: 19 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it IL CONTROLLO VETERINARIO IN CASEIFICIO: UN APPROCCIO ALLA LUCE DEI NUOVI REGOLAMENTI COMUNITARI SULL’IGIENE DEGLI ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 7 Crediti - Per info: Lara Zava - Segr.AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 - E-mail: segreteria@aivemp.it ONCOLOGIA VETERINARIA PRATICA: IL PUNTO DI VISTA DEL CLINICO E QUELLO DEL CHIRURGO Hotel de la Ville, Avellino - Via Palatucci, 20 - ECM: 6 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it PROBLEMI UROGENITALI NEGLI ANIMALI ESOTICI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 E-mail: info@sivae.it INCONTRO SIMVENCO - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 E-mail: socspec@scivac.it FONDAMENTI DI PRONTO SOCCORSO E TERAPIA INTENSIVA - Hotel Internazionale, Cervignano del Friuli (UD) - Via Ramazzotti, 2 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it ESPERIENZE DI ZOOANTROPOLOGIA DIDATTICA EVENTO SPOSTATO IN DATA DA DEFINIRSI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it LA GESTIONE DEI RIFIUTI SANITARI DA ATTIVITÀ VETERINARIE - Orbassano - TO - ECM: 2 crediti - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria ANMVI - Tel. +39 0372 403541 E-mail: inforegione@anmvi.it CITOPATOLOGIA E PROBLEMI DIAGNOSTICI IN DERMATOLOGIA VETERINARIA - Ostello Femminile Le Monacelle, Matera - Via Riscatto, 9/10 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO DI OFTALMOLOGIA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it ZOPPIE: DAI CASI CLINICI ALLE LINEE GUIDA DIAGNOSTICHE E TERAPEUTICHE - Eurocongressi Hotel, Cavaion Veronese (VR) - Via L. Fiume, 24 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it APPROCCI DIAGNOSTICI NELLE MALATTIE RESPIRATORIE DEL CAVALLO - Malpensa Fiere, Busto Arsizio (VA) - Via XI Settembre 16 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it MALATTIE INFETTIVE NELLA PRATICA CLINICA - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it AGGIORNAMENTI IN OFTALMOLOGIA - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it CORSO DI CARDIOLOGIA I PARTE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 19 Crediti Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO AVANZATO DI ZOOANTROPOLOGIA APPLICATA ALLA DIDATTICA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 18 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it FILIERA CONTROLLATA E RINTRACCIABILITÀ - Ordine dei Medici Veterinari, Via S. Cristiano 118 - Benevento ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 E-mail: segreteria@aivemp.it INCONTRO SICARV - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 E-mail: socspec@scivac.it ONCOLOGIA CLINICA DEL CANE E DEL GATTO - Hotel San Marco Excelsior - Bergamo - P.zza Della Repubblica,6 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it INCONTRO SIRVAC - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 E-mail: socspec@scivac.it INCONTRO SIOVET - Centro Studi SCIVAC - Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 E-mail: socspec@scivac.it AGGIORNAMENTI IN CHIRURGIA DEI TESSUTI MOLLI - Hotel Leonardo Da Vinci, Milano - Via Senigallia, 6 ECM: 6 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 E-mail: info@scivac.it PRINCIPI DI CARDIOLOGIA IN CLINICA EQUINA - F.A.VER.SOC. COOP. ARL - (Verona Foro Boario) ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 E-mail: info@sive.it FONDAMENTI DI ANESTESIA GASSOSA - Park Hotel Piacenza - Strada Valnure, 7 - ECM: 3 Crediti Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 E-mail: delregionali@scivac.it DIAGNOSTICA PER IMMAGINI - PARTE 2: ECOGRAFIA (CORSO BASE) - Centro Studi SCIVAC/AVULP, Perugia - Via Morettini, 19 - ECM: 29 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it FILIERA CONTROLLATA E RINTRACCIABILITÀ - Ordine dei Medici Veterinari di Cuneo - Via Mameli, 4/bis ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Lara Zava - Segreteria AIVEMP - Tel. +39 0372 403541 E-mail: segreteria@aivemp.it PATOLOGIE DEL CAVO ORALE NEL CANE E NEL GATTO - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 E-mail: delregionali@scivac.it CORSO AVANZATO SOVI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 E-mail: socspec@scivac.it GIORNATE SOVI DI CONTINUING EDUCATION - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it

lVPROFESSIONE aETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Angelo Franceschini, Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; € 92,00 per l’estero Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 4 marzo 2005

SOLUZIONI

Insieme di soggetti che operano in autocontrollo Insieme di soggetti che assicurano, ognuno per la parte di propria competenza, la gestione degli aspetti di produzione che hanno impatto sulla salubrità del prodotto

scompenso cardiaco generalizzato

ipertensione arteriosa polmonare

shunt sinistro destro

shunt destro sinistro

QUIZ 1 Seminario AIVEMP “Filiera controllata e rintracciabilità”, Dic. 2004 Risposta corretta: c)

Insieme di soggetti sotto il controllo di un capofiliera

Un ingrossamento contemporaneo delle arterie e vene polmonari molto evidente a quale patologia corrisponde? QUIZ 2 Corso SCIVAC, sett. 2004 Risposta corretta: c)

Cosa si intende per “filiera controllata”?



Professione Veterinaria, Anno 2005, Nr 9