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PROFESSIONE

la VETERINARIA 62006

SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

A.N.M.V.I.

Brevi

ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI

Anno 3, numero 6, dal 13 al 19 febbraio 2006

Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano

Concessionaria esclusiva per la pubblicità E.V. srl - Cremona

Stagione della Prevenzione

ESAMI DI STATO Gli esami di Stato per l'abilitazione a veterinaria si svolgeranno il 20 giugno per la prima sessione e il 28 novembre per la seconda. Modalità e requisiti di partecipazione nell’ordinanza del Ministro Moratti pubblicata al sito www.miur.it

ONAOSI Il Presidente della Fondazione ONAOSI, Dr. Aristide Paci, ha comunicato che il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, in data 21 gennaio 2006, ha nominato Direttore Generale il Dr. Enzo Del Monaco, già Dirigente della Federazione Nazionale Ordini Medici e Odontoiatri.

DOPING Il Sen Fiorello Cortiana ha riunito FISE, UNIRE e CONI sulla questione del doping nell’ippica. Dalla FISE un kit di controllo su pelo e cute. UNIRELAB farà la lista delle sostanze da ricercare. Il parlamentare verde vorrebbe “che la responsabilità penale prevista dalla legge 376 sia estesa ai cavalli".

LEISHMANIOSI La Facoltà di Veterinaria di Napoli, l’ISS e la ditta Fort Dodge hanno avviato la sperimentazione clinica di un presidio immunizzante per la profilassi della leishmaniosi canina. Il protocollo sperimentale coinvolgerà numerosi veterinari della Campania.

POLLI Gli atleti olimpici di Torino 2006 potranno continuare a mangiare pollo. I primi casi di aviaria riscontrati in Italia non hanno indotto gli organizzatori dei Giochi invernali a togliere la pietanza dai menù degli atleti. Il pollo cotto, assicurano, non comporta nessun rischio per gli esseri umani e per il momento le autorità sanitarie regionali non hanno adottato misure speciali in materia.

FARMACI ALLA COOP Sono 174.722 le firme raccolte per la proposta di legge a sostegno della vendita dei farmaci da banco nei supermercati. La delegazione Coop le ha presentate al vice presidente della Camera. Secondo il presidente delle Coop, i punti cardine sono 4: vendere farmaci senza prescrizione in altre attività commerciali; vendita in spazi identificabili con presenza obbligatoria di un farmacista; libertà di sconto, ma divieto di vendita sottocosto o a premi.

Meglio prevenire che curare ANMVI, FSA e Hill's insieme per un grande progetto di educazione dei proprietari irca l'8-10% dei proprietari di animali non li porta mai dal medico veterinario. Se si rompono una zampa passeranno la loro vita a trascinarla, se il problema è più grave, non importa, di cani ce ne sono tanti. Quale sia poi la percentuale di quelli che vanno dal veterinario solo per l'emergenza è quasi impossibile determinarlo ma sono ancora veramente tanti quelli che tirano avanti e si arrangiano accontentandosi della propria esperienza o dei consigli dell'amico, del farmacista o dell'allevatore. Quello che manca nel nostro paese non è soltanto una cultura animalista ma anche, purtroppo, una cultura della prevenzione. Da anni, negli USA o in altri paesi europei, sono state sviluppate importanti iniziative per sensibilizzare ed educare i proprietari di animali da compagnia verso una maggior attenzione alla loro salute ed al loro benessere. Da anni in questi paesi si è riusciti a far capire ai proprietari che la medicina preventiva è assolutamente il punto fermo per avere il proprio animale in buone condizioni di salute, di benessere e di qualità di vita. Il progetto della "Stagione della prevenzione", nei mesi di aprile e maggio, voluto dall'ANMVI, dalla FSA e dalla Hill's, che ha portato nell'iniziativa, non solo un forte sostegno organizzativo ed economico, ma anche la sua ampia esperienza internazionale, è quindi una proposta che esprime valenze sanitarie e sociali di grande importanza nell'interesse soprattutto degli animali ma anche dei medici veterinari. Questi, infatti, potranno iniziare a sviluppare meglio ed in modo più regolare e continuativo il rapporto con i propri clienti. Il progetto è dedicato a tutti i proprietari che saranno sollecitati a rivolgersi ad un medico veterinario per una visita di controllo preventivo con la certezza, o almeno la speranza, che col tempo diventi un'abitudine quella di sottoporre i propri animali a controlli sanitari periodici e regolari. Le strutture che vorranno aderire a questa iniziativa, entro il prossimo 24 febbraio, avranno inoltre la possibilità di distribuire ai propri clienti del materiale illustrativo sul tema della medicina preventiva. I nominativi delle strutture e dei veterinari che avranno aderito alla "Stagione della prevenzione" saranno pubblicati sul sito dell'ANMVI e potranno essere comunicati ai proprietari di animali. L'istituzione di un numero verde, 800 189 612, aiuterà gli interessati a trovare le strutture veterinarie, aderenti all'iniziativa, territorialmente più vicine. A partire dal 15 marzo inizierà un'ampia campagna di informazione rivolta al pubblico sia con comunicati stampa, articoli ed interviste su quotidiani e periodici a diffusione nazionale, sia attraverso una specifica campagna pubblicitaria che raggiungerà tutti i proprietari di animali da compagnia. "Finalmente grazie alla Hill's che ha creduto in questo progetto" ha dichiarato Carlo Scotti, presidente dell'ANMVI, "riusciamo anche in Italia a sviluppare una forte iniziativa di sensibilizzazione dei proprietari di animali verso la medicina preventiva".

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CI VIENE QUASI DA RIDERE! e un giorno si avrà mai voglia di fare un'analisi seria sull'iter seguito per l'approvazione del nuovo Corso di Laurea in Medicina Veterinaria a Catanzaro, verrà fuori una delle tante storie all'italiana, zeppe di superficialità, pressioni fatte, favori concessi e soldi buttati. Il Ministro al Miur, Letizia Moratti, con decreto del 3 settembre 2003, approva il nuovo corso di laurea. La sua decisione che giustifica con "la particolare necessità ed urgenza anche al fine di soddisfare le esigenze formative del bacino di utenza calabrese" è contraria alle reali esigenze della regione, alla posizione espressa il 1° agosto, all'unanimità, dalla Conferenza dei Presidi che chiedeva di fermare ogni nuova richiesta di corsi di laurea, al parere espresso dal CONVSU (Comitato Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario), alle conclusioni dell'indagine svolta dalla Nomisma sul settore veterinario italiano ed alle stesse dichiarazioni del Ministro che pochi giorni prima aveva espresso la necessità di considerare le esigenze del mondo professionale. Di fronte alle dure contestazioni espresse dalla Fnovi e, soprattutto, dall'ANMVI che diramava un co-

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municato molto critico, il Ministro rispondeva giustificando la sua autorizzazione data "per corrispondere ad una esigenza molto sentita in ambito locale". Si è parlato anche di forti pressioni da parte di esponenti politici calabresi che dovevano mantenere promesse elettorali. L'On. Gianni Mancuso, su sollecitazione dell'ANMVI, presenta una prima interrogazione parlamentare il 2/10/2003, senza risposta, ed una più ampia, rifacendosi al Libro Bianco FNOVI ed alle ultime ricerche dell'ANMVI, il 28/7/2005. Questa volta la Moratti risponde dichiarando, in riferimento alla crisi economica ed occupazionale del settore veterinario, che:" Il problema naturalmente è noto anche al Ministero dell'istruzione che è ovviamente al corrente dei dati...". Scusateci ma ci vien quasi da ridere. Nel frattempo l'ANMVI, nel gennaio 2004 ha presentato un ricorso al Tar del Lazio e dopo tre udienze siamo ora in attesa che venga definita la data della prossima, che speriamo conclusiva. Qualche giorno fa, dopo vari ricorsi, è stata concessa la pensione ad un invalido della campagna di Russia che nel frattempo è deceduto. Speriamo che a noi vada meglio. ■

ERRATA CORRIGE

Se lo sai già... l'hai letto su @nmviOggi

www.anmvi.it

Lo scorso mese di novembre il Prof. Ezio Lodetti, ha rassegnato le dimissioni da coordinatore dei Direttori e rappresentanti legali degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Gli succede nell’incarico il dottor Guido Petracca, Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche. Non si tratta dunque di un avvicendamento di ruoli all’interno dell’IZS dell’Umbria e delle Marche come erroneamente riportato nel numero 4/2006 del nostro giornale (Novità all’IZS di Umbria e Marche fra emergenze e finanziaria, PV 4/2006, pag 4, ndr). Ci scusiamo con gli interessati e con i lettori.

@nmviOggi. L’informazione quotidiana on line

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laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006 ATTUALITÀ

Risposta scritta all’interrogazione dell’On. Mancuso

Troppi veterinari? Letizia Moratti: “il problema è noto” Il Ministro dell’Università conosce i dati del settore e rimanda al tavolo tecnico istituito a fine 2005 opo circa sette mesi il Ministro Moratti ha risposto all’interrogazione parlamentare presentata dall’On Gianni Mancuso (v. box) sull’esubero di facoltà e di veterinari in Italia. L’interrogazione era stata sollecitata dall’ANMVI dopo la pubblicazione di due importanti ricerche sul settore veterinario: “Strutture veterinarie private per animali da compagnia” (ANMVI - Data Research, maggio 2005) e il “Libro Bianco della Professione Veterinaria” (FNOVI-Nomisma, presentato al Sottosegretario Siliquini nel giugno del 2005). Entrambe le ricerche, frutto di non poco lavoro ed impegno, conducono a considerazioni scoraggianti sulla situazione economico-occupazionale della professione e additano l’Università come principale responsabile e al tempo stesso come il vero potenziale artefice di una svolta risolutiva. “La risposta del Ministro Moratti ha commentato il Presidente dell’ANMVI Carlo Scotti- è profondamente deludente, almeno quanto lo era stata la spiegazione con cui aveva liquidato la creazione del corso di laurea di Catanzaro come urgente e aderente ai bisogni del territorio. Contro l’interateneo di Catanzaro l’ANMVI ha promosso un ricorso nelle sedi giudiziarie appropriate. Quanto al tavolo con l’Università - conclude Scotti- non avevamo bisogno delle parole del Ministro per sapere che è con le nostre facoltà che ci dobbiamo innanzitutto confrontare e negli ultimi mesi stiamo portando avanti un dialogo che mi sembra molto promettente”.

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Frazionamento insensato di corsi di laurea L’On. Delmastro Delle Vedove la

scorsa settimana ha nuovamente interrogato il Ministro Moratti sulla situazione universitaria nazionale. “Il nostro Paese registra la presenza di oltre ottanta Atenei - afferma il parlamentare - poiché, con logica francamente un po’ provinciale, ogni capoluogo di provincia ha cercato di avere il proprio”. Le università - aggiunge - “debbono invero mettersi in discussione costantemente, cercando di verificare la propria competitività rapportandosi ad altre università nazionali, europee e mondiali; i giovani che escono dalle università sconosciute, o da città che ospitano corsi di laurea, inevitabilmente faticano a trovare adeguata sistemazione occupazionale, difficoltà non accusata dai giovani che si laureano nelle tradizionali università di prestigio”. La domanda che Delmastro Delle Vedove rivolge al Ministro dell’Università è quindi “se ritenga che l’attuale strutturazione del sistema universitario nazionale, con la sua dispersione geografica e con un frazionamento insensato di corsi di laurea, corrisponda ad un disegno pedagogico moderno o, al contrario, non costituisca l’abbandono di ogni ambizione di riuscire a creare poli culturali di prestigio e, quindi, non costituisca un serio e per certi versi irreparabile danno agli studenti che si laureano e che non risultano provenire da aree culturali prestigiose”. Il valore legale della laurea Non siamo lontani dalle riflessioni che spingono gli intellettuali liberal-bocconiani del nostro Paese a chiedere con insistenza che si tolga il valore legale alla laurea. Da Mario Monti a Francesco Giavazzi, l’idea è che la competizione guarisca il sistema.

Scriveva Giavazzi in un articolo ormai famoso pubblicato sul Corriere della Sera il 26 novembre 2005: “Per migliorare la qualità delle nostre università, l’unico modo è metterle in concor-

renza l’una con l’altra. Chi mette in cattedra delle capre solo perché amici del preside o del rettore deve sapere che rischia di restare senza studenti. Ma per arrivarci bisogna abolire il valore

28 luglio 2005: l’interrogazione dell’On. Mancuso Interrogazione a risposta scritta n. 4-16193 MISURE CONTRO LA DISOCCUPAZIONE, SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE, VETERINARI Primo firmatario: MANCUSO GIANNI Co-firmatari: Sandro Delmastro Delle Vedove (AN) Agostino Ghiglia (AN) Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Per sapere - premesso che: • recenti indagini e analisi statistiche, condotte da autorevoli organismi rappresentativi della categoria medico-veterinaria italiana, mettono in evidenza la grave crisi economico-occupazionale che questa professione sta attraversando; • la progressiva contrazione occupazionale registrata dal Libro Bianco sulla Professione Veterinaria Italiana realizzato dalla FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) interessa tanto l’impiego pubblico del SSN, quanto la professione esercitata in regime privato (oggi il 23,7 per cento dei professionisti); • fra le principali cause della crisi, un’indagine condotta dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), consultato un campione rappresentativo dei medici veterinari italiani che si occupano di clinica degli animali da compagnia, indica l’eccessivo numero di laureati in medicina veterinaria; • anche le conclusioni del citato Libro Bianco additano il numero di laureati fra le cause della contrazione occupazionale, numero spropositatamente superiore al fabbisogno occupazionale e all’attuale domanda sociale di prestazioni veterinarie in tutti i settori; • il numero programmato degli studenti ammissibili alle facoltà di medicina veterinaria italiana è fissato per decreto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; con DM 1° luglio 2005 (Determinazione del numero dei posti disponibili per le immatricolazioni ai corsi di laurea specialistica in Medicina Veterinaria per l’anno accademico 2005/06) il Ministro Moratti ha fissato in 1415 il numero dei posti disponibili contro i 1.426 di un anno fa, il che equivale a sole 11 immatricolazioni in meno, a fronte di ben 23.130 medici veterinari già iscritti all’ordine professionale; • nel citato provvedimento ministeriale non si dà adeguato riscontro alle indicazioni del Ministero della Salute che invitano ad avviare una riduzione delle immatricolazioni per la laurea specialistica in medicina veterinaria, ritenuto invece “di dover tener conto delle considerazioni espresse dal Ministero della Salute, ma di non trascurare neppure lo spazio europeo dell’istruzione superiore e la mobilità dei professionisti”; • in Italia il numero di studenti in medicina veterinaria era per l’anno accademico in corso di 15.954 unità, pertanto, nella U.E. uno studente in medicina veterinaria su cinque è italiano; • il numero facoltà di medicina veterinaria nel nostro Paese è oltre il doppio di quello rilevabile negli altri Paesi europei: 14 corsi di laurea attivati contro le 4 facoltà della Francia, le 5 della Germania e le 6 del Regno Unito, con il risultato, a parere degli interroganti paradossale, che un veterinario su 6 in Europa è italiano e che l’Italia registra la maggior sproporzione fra consistenza della popolazione animale e medici veterinari -: 1. quali iniziative intenda adottare per conseguire una sensibile razionalizzazione dell’offerta formativa universitaria in medicina veterinaria, proporzionata al fabbisogno professionale e alle esigenze del mercato occupazionale, attraverso una più approfondita consultazione con il Ministero della Salute; 2. se non intenda porre in essere misure atte a scongiurare l’attivazione di ulteriori corsi di laurea di medicina veterinaria; 3. se non intenda valutare la possibilità di riconversione di alcune delle attuali facoltà di medicina veterinaria in scuole di specializzazione post-laurea più consone al fabbisogno di formazione specialistica richiesto dal mercato professionale.

legale della laurea, come in Gran Bretagna, dove le università sono le migliori d’Europa. Il ministro Moratti si è sempre opposto. Chi ha il coraggio di impegnarsi a farlo?” ■

10 febbraio 2006, la risposta del Ministro Moratti on l’atto di sindacato ispettivo indicato in oggetto l’On. interrogante riporta il problema della sproporzione esistente tra il numero di studenti ammissibili alle facoltà di medicina veterinaria, il numero dei laureati e quello delle stesse facoltà rispetto al fabbisogno professionale ed alle esigenze del mercato a seguito della grave crisi economico-occupazionale che il settore sta attraversando. Il problema naturalmente è noto anche al Ministero dell’istruzione che è ovviamente al corrente dei dati risultanti dalle indagini e dalle analisi statistiche richiamate nell’atto di sindacato ispettivo e che per affrontare la situazione, anche attraverso una più efficace ed incisiva programmazione dell’area sanitaria, proprio con particolare riferimento al corso di laurea specialistica in Medicina Veterinaria, ha provveduto ad attivare, con Decreto ministeriale 23 novembre 2005, un tavolo tecnico costituito da rappresentanze designate dal Ministero della Salute, dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario, dall’Osservatorio delle professioni sanitarie, dalla Conferenza delle regioni e delle Province autonome, nonché dalla Conferenza dei Presidi delle facoltà di Medicina Veterinaria. Detto tavolo, operante presso il MIUR, ha già avviato il proprio lavoro con una prima riunione svoltasi in data 5 dicembre 2005. Dei risultati raggiunti si terrà conto per la determinazione del numero di posti disponibili per le immatricolazioni ai corsi di Laurea specialistica in Medicina Veterinaria da effettuare per l’anno accademnico 2006/2007. Il Ministro - Letizia Moratti

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A.N.M.V.I.

CONVEGNO NAZIONALE

Il “consenso informato” nella professione veterinaria Domenica, 2 aprile 2006 Cremona, Palazzo Trecchi (h. 9.30-17.30)


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laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006 ATTUALITÀ

Decreto-La Loggia in vigore dal 23 febbraio

Principi fondamentali in materia di professioni Rispetto della concorrenza, ma anche della riserva professionale e delle tariffe pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto- La Loggia per la ricognizione dei principi fondamentali in materia di professioni. Entrerà in vigore il 23 febbraio (Decreto Legislativo 2 febbraio 2006, n.30 Ricognizione dei principi fondamentali in materia di professioni, ai sensi dell’articolo 1 della legge 5 giugno 2003, GU n. 32 del 8-2-2006). Il Decreto è stato emanato su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per gli affari regionali, di concerto con i Ministri della giustizia, per le politiche comunitarie, dell’istruzione, dell’università e della ricerca, delle attività produttive, della salute e per i beni e le attività culturali. Fra i pareri favorevoli acquisiti si sottolineano quello dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e della Conferenza StatoRegioni. I principi fondamentali in materia di professioni sono individuati sulla base dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione: nelle materie di legislazione concorrente spetta alle regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. (Sempre in base al vigente articolo 117 della Costituzione le professioni sono materia di legislazione concorrente). In base al provvedimento (Capo I, DISPOSIZIONI GENERALI, Art. 1. Ambito di applicazione, comma 2) le Regioni esercitano la potestà legislativa in materia di professioni nel rispetto dei principi fonda-

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Addio alla riforma dell’Esame di Stato? l mondo professionale è fiducioso che la riforma sull’accesso agli Albi sarà fatta, ma vi è ormai poca convinzione che si possa attuarla in questa Legislatura. Il parere del Consiglio di Stato sul Regolamento-Siliquini è perentorio: rivedere il testo perché poco chiaro ed utilizzare una legge, anziché un regolamento, per innalzare il titolo di studio di alcune categorie professionali. Questo significa per il ministero riformulare radicalmente il testo del decreto anche alla luce dei principi contenuti nel decreto legge La Loggia. Ci vorranno quindi almeno 15 giorni prima che il Miur possa inviare al Consiglio di Stato le sue contro-deduzioni. Nonostante i tempi veramente stretti il Sottosegretario al Miur, Maria Grazia Siliquini, continua ad essere convinta di riuscire a far approvare il nuovo regolamento prima della fine della legislatura: “stiamo lavorando serenamente per trovare una soluzione ai rilievi del Cds”.

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mentali di cui al Capo II (v. box). La potestà legislativa regionale si esercita sulle professioni individuate e definite dalla normativa statale. 1. Per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano resta fermo quanto previsto dall’articolo 11 della legge 5 giugno 2003, n. 131. Non rientrano nell’ambito di applicazione del decreto: la formazione professionale universitaria; la disciplina dell’esame di Stato previsto per l’esercizio delle professioni intellettuali, nonché i titoli, compreso il tirocinio, e le abilitazioni richiesti per l’esercizio professionale; l’ordinamento e l’organizzazione degli Ordini e dei collegi professionali; gli albi, i registri, gli elenchi o i ruoli nazionali previsti a tutela dell’affidamento del pubblico; la rilevanza civile e penale dei titoli professionali e il riconoscimento e l’equipollenza, ai fini dell’accesso alle professioni, di quelli conseguiti all’estero. Spianata la strada alla riformaSiliquini? La firma del Presidente della Repubblica del Decreto La Loggia è arrivata troppo tardi: prima di poterne tenere conto il Consiglio di Stato ha rinviato ai Ministeri competenti le nuove regole sull’esame di stato per alcune professioni sanitarie, fra cui quella veterinaria. I giudici hanno chiesto al Ministero dell’Università di riesaminare, d’intesa con il Ministero della Giustizia, il DPR-Siliquini. Per il Consiglio di Stato per riformare il DPR 328/2001 non basta un regola-

Libertà professionale (art. 2) 1. L’esercizio della professione, quale espressione del principio della libertà di iniziativa economica, è tutelato in tutte le sue forme e applicazioni, purché non contrarie a norme imperative, all’ordine pubblico ed al buon costume. Le regioni non possono adottare provvedimenti che ostacolino l’esercizio della professione. 2. Nell’esercizio dell’attività professionale è vietata qualsiasi discriminazione, che sia motivata da ragioni sessuali, razziali, religiose, politiche o da ogni altra condizione personale o sociale, secondo quanto stabilito dalla disciplina statale e comunitaria in materia di occupazione e condizioni di lavoro. 3. L’esercizio dell’attività professionale in forma di lavoro dipendente si svolge secondo specifiche disposizioni normative che assicurino l’autonomia del professionista. 4. Le associazioni rappresentative di professionisti che non esercitano attività regolamentate o tipiche di professioni disciplinate ai sensi dell’articolo 2229 del codice civile, se in possesso dei requisiti e nel rispetto delle condizioni prescritte dalla legge per il conseguimento della personalità giuridica, possono essere riconosciute dalla regione nel cui ambito territoriale si esauriscono le relative finalità statutarie.

tariffe e dei corrispettivi professionali, nonché della pubblicità professionale. 2. L’attività professionale esercitata in forma di lavoro autonomo è equiparata all’attività d’impresa ai fini della concorrenza di cui agli articoli 81, 82 e 86 (ex articoli 85, 86 e 90) del Trattato CE, salvo quanto previsto dalla normativa in materia di professioni intellettuali. 3. Gli interventi pubblici a sostegno dello sviluppo delle attività professionali sono ammessi, secondo le rispettive competenze di Stato e Regioni, nel rispetto della normativa comunitaria.

Tutela della concorrenza e del mercato (art. 3) 1. L’esercizio della professione si svolge nel rispetto della disciplina statale della tutela della concorrenza, ivi compresa quella delle deroghe consentite dal diritto comunitario a tutela di interessi pubblici costituzionalmente garantiti o per ragioni imperative di interesse generale, della riserva di attività professionale, delle

Regolazione delle attività professionali (art. 5) 1. L’esercizio delle attività professionali si svolge nel rispetto dei principi di buona fede, dell’affidamento del pubblico e della clientela, della correttezza, della tutela degli interessi pubblici, dell’ampliamento e della specializzazione dell’offerta dei servizi, dell’autonomia e responsabilità del professionista.

mento: quello predisposto dal Sottosegretario all’Università è uno strumento “inidoneo”. Dopo la firma di Ciampi molte professioni interessate dal provvedimento del Ministro La Loggia speravano di sbloccare il Regolamento. Malgrado varie pronunce della Corte Costituzionale che hanno bocciato molte leggi regionali che pretendevano di istituire nuovi

Accesso alle professioni (art. 4) 1. L’accesso all’esercizio delle professioni è libero, nel rispetto delle specifiche disposizioni di legge. 2. La legge statale definisce i requisiti tecnico-professionali e i titoli professionali necessari per l’esercizio delle attività professionali che richiedono una specifica preparazione a garanzia di interessi pubblici generali la cui tutela compete allo Stato. 3. I titoli professionali rilasciati dalla regione nel rispetto dei livelli minimi uniformi di preparazione stabiliti dalle leggi statali consentono l’esercizio dell’attività professionale anche fuori dei limiti territoriali regionali.

profili professionali (e relativi ordinamenti ed albi) la confusione sulla titolarità dello Stato e delle Regioni regna sovrana. Il Decreto-La Loggia, nelle intenzioni almeno, si propone di sanarla. Le sorti del Decreto L’orizzonte delineato dal Decreto La Loggia rischia tuttavia di essere superato se il referendum sulla

devolution dovesse confermare la nuova riforma costituzionale che riporta alla competenza esclusiva dello stato le professioni intellettuali e lascia alla legislazione concorrente esclusivamente le professioni non regolate da Ordini. La sorte e l’efficacia concreta del decreto legislativo La Loggia sono dunque rimessi al giudizio degli elettori. ■

9° Corso di II livello di ecografia addominale ed ecocardiografia del cane 10°

31 Marzo-1-2 Aprile 2006

anno

Centro Congressi Quattro Torri Ellera Scalo (Perugia) Relatori Prof. Gabriele Fruganti, professore ordinario di Clinica Medica Veterinaria Prof. Fabrizio Rueca, professore ordinario di Patologia Medica Veterinaria Prof. Rolando Arcelli, professore associato Prof. sa Angela Polisca, professore associato Prof. Francesco Porciello, professore associato Dott. Francesco Birettoni, ricercatore Universitario Dott. Riccardo Zelli, ricercatore Universitario 1° giorno - 31 Marzo 2006 Sessione teorica 8.30-8.45 Registrazione partecipanti 8.45-9.00 Presentazione del corso da parte del Prof. Moriconi 9.00-10.30 Indici ecografici di funzionalità cardiaca e rilievi in corso di versamento pericardico - Prof. Porciello 10.30-10.45 Pausa caffè 10.45-11.30 Esame ecografico del tratto digerente, linfonodi e milza - Prof. Arcelli 11.30-12.30 Rilievi ecografici in corso di talune nefropatie parenchimali e malattie delle basse vie urinarie - Prof. Rueca 12.30-13.30 Esame ecografico del pancreas e delle ghiandole surrenali - Prof. Arcelli 13.30-14.30 Pranzo 14.30-18.00 Esercitazioni pratiche

2° giorno - 1 Aprile 2006 Sessione teorica 8.30-9.30 Aspetti ecografici delle principali patologie valvolari cardiache - Prof. Porciello 9.30-10.30 Malattie non neoplastiche del fegato e delle vie biliari - Dott. Birettoni 10.30-10.45 Pausa caffè 10.45-11.30 Aspetti ecografici delle neoformazioni in cavità addominale - Prof. Arcelli 11.30-12.30 Ecografia delle principali malattie miocardiche - Prof. Porciello 12.30-13.00 Biopsia ecoguidata degli organi addominali - Prof. Arcelli 13.00-13.30 Ecografia oculare - Prof. Arcelli 13.30-14.30 Pranzo 14.30-18.00 Esercitazioni pratiche 3° giorno - 2 Aprile 2006 Sessione teorica 8.30-10.30 Aspetti ecografici delle più comuni patologie dell’apparato femminile e monitoraggio della gravidanza Prof. Polisca 10.30-10.45 Pausa caffè 10.45-12.15 Aspetti ecografici delle più comuni patologie dell’apparato genitale maschile - Dott. Zelli 12.15-12.45 Questionari ECM 12.45 Termine lavori

Il corso è riservato a 30 Laureati in Medicina Veterinaria. Saranno ammessi a partecipare i primi 30 richiedenti che inoltreranno domanda di iscrizione a partire dal 6 marzo 2006. ESCLUSIVAMENTE PER VIA TELEFONICA a: Tower Viaggi - Centro Direzionale Quattro Torri - tel 075 5170564 La quota di partecipazione è di 300 € + IVA ed è comprensiva di: • partecipazione alle sessioni teoriche e pratiche che si articoleranno nei giorni 31 marzo, 1 e 2 Aprile 2006 • materiale didattico • 5 pause caffè • 2 colazioni di lavoro Gli strumenti per l’attività pratico-applicativa sono messi a disposizione da TAI, divisione di Bio98srl Milano, responsabile della gestione organizzativa del corso. Verrà rilasciato attestato di partecipazione. Si raccomanda la partecipazione ai soli Medici Veterinari con esperienza ecografica di base.

ECM RICHIESTI


laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006



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RUBRICA LEGALE

Sentenza della Cassazione

Danni indiretti da randagio: paga l’ASL Chiarimenti sulla posizione dell’Azienda Sanitaria rispetto al Comune l’Asl a dover pagare circa 13.000 euro (24 milioni di lire) di risarcimento danni e non il Comune: la Cassazione (v. box) ha dato ragione al Sindaco di Arnesano (Lecce) sollevandolo dall’onere di dover risarcire i danni determinati dalla caduta di una bambina durante una corsa per sfuggire a una torma di randagi. E i danni sono da risarcire anche se non c’è stata aggressione diretta da parte dei cani. La sentenza della Cassazione entra nel merito delle competenze e della posizione delle aziende sanitarie locali rispetto ai Comuni chiarendo che le AUSL, dotate di autonomia amministrativa, con legittimazione sostanziale e processuale, nonché inserite nell’organizzazione sanitaria regionale e nazionale - devono essere considerate soggetti giuridici autonomi rispetto agli enti locali. Di conseguenza, non è legittimamente possibile far ricadere sull’ente locale il giudizio di imputazione dei danni subiti dal soggetto aggredito da un randagio. Il Comune di Arnesano sosteneva infatti che: “a) che le unità sanitarie locali e le aziende sanitarie lo-

È

cali non sono organi dei Comuni, ma sono soggetti giuridici dotati di autonomia personalità giuridica e di autonomia patrimoniale; b) che l’art. 6 della legge della Regione Puglia n.12 del 1985 dispone che spetta ai servizi veterinari delle usl il recupero dei cani randagi”. Per i giudici della Cassazione “i motivi sono fondati”; essi ritengono infatti che “non può essere contestato che la vigilanza sui cani randagi spettava alle unità sanitarie locali e, per esse, alla aziende sanitarie locali succedute per legge alle prime”. Con questa sentenza la Cassazione si discosta dal precedente orientamento secondo cui, nel caso di danni subiti da un cittadino, a seguito dell’aggressione di un randagio, deve ritenersi sussistente la responsabilità solidale dell’ente locale nel cui territorio si è verificato il fatto dannoso, e della AUSL competente. Il commento Annota Ottavio Carparelli di Altalex, quotidiano d’informazione giuridica online, illustrando la sentenza: “non può certo negarsi che, in ogni caso, il fenomeno

Sospesa l’Ordinanza 26 agosto 2005 sulle malattie dei volatili da cortile Il Consiglio di Stato: non è ispirata a scopi di sanità pubblica l Consiglio di Stato ha sospeso l’ordinanza del Ministero della salute del 26/8/2005, modificata parzialmente il 10/10, riguardante le misure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili da cortile (validità fino al 31 dicembre del 2007). I giudici della quinta sezione hanno accolto il ricorso in appello della società Plus Food Italia che aveva chiesto la sospensione dell’ordinanza. In prima istanza il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso “ritenendo prevalente l’interesse pubblico alla tutela della salute dei consumatori’’. Entrambi i tribunali dovrebbero presto tornare ad occuparsi della questione in sede di giudizio di merito. L’ordinanza sospesa, emanata “vista la decisione comunitaria che prevede l’obbligo per tutti gli stati membri di predisporre indagini sull’influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici’’, prevede, tra l’altro, l’obbligo di registrazione delle aziende commerciali di carni avicole, misure di quarantena e di controllo, l’obbligo di riporto sulle carni fresche di volatili da cortile di una serie di indicazioni mediante apposizione di una etichetta indicante l’allevamento di provenienza degli animali, il numero del lotto di macellazione, il numero di riconoscimento dello stabilimento. Le motivazioni Su interessi di natura commerciale relativi al settore delle carni da volatile “le valutazioni del ministero della salute non sono idonee a sovrapporsi a quelle degli operatori del ramo e non appaiono ispirate a scopi generali o specifici di sanità o igiene pubbliche’’. È questa la principale motivazione della decisione del Consiglio di Stato, “con riferimento all’esclusione -si legge nel dispositivo- dall’obbligo di etichettatura imposta per le confezioni di carni avicole sulle quali sia attestato che il prodotto è stato sottoposto ad un trattamento termico ad almeno settanta gradi centigradi’’. La società Plus Food aveva impugnato l’ordinanza nella parte in cui impone l’etichettatura speciale, con indicazione dell’origine e della data di introduzione sul mercato, anche sulle carni avicole sottoposte a trattamento termico ad almeno settanta gradi centigradi. La misura era stata adottata nell’ordinanza come “ausilio nello svolgimento dei controlli ufficiali da parte degli organi pubblici, e nell’intento di recuperare la fiducia dei consumatori e stabilizzare il mercato delle carni avicole’’. Secondo il Consiglio di Stato tale giustificazione “non attiene al caso in esame, in dipendenza della riconosciuta non pericolosità delle carni cotte, sancita dalla Commissione europea che ammette importazioni di prodotti a base di carni di pollame che abbiano subito il trattamento termico’’.(ANSA)

I

Il testo della sentenza (CORTE DI CASSAZIONE - SEZ. III CIVILE - sentenza 7 dicembre 2005 n. 27001) Va esclusa la legittimazione passiva di un ente locale, nel giudizio civile intrapreso da un soggetto nei confronti del comune, al fine di conseguire il risarcimento dei danni subiti in conseguenza di una caduta determinata dalla necessità di fuggire da alcuni randagi e di sottrarsi all’aggressione degli stessi, atteso che, da un lato, con particolare riferimento alla Regione Puglia, l’art. 6 della legge n. 12/1985 dispone testualmente che spetta ai servizi veterinari delle Usl il recupero dei cani randagi e, dall’altro, le Ausl devono essere considerate soggetti dotati di autonomia giuridica rispetto allo stesso ente locale; ne discende che non può ricadere sul comune il giudizio di imputazione dei danni subiti da un soggetto in conseguenza dell’aggressione di cani randagi. (- cfr., in senso differente, CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE, Sentenza 20 luglio 2002 n.10638, con cui legittimamente un Comune viene condannato, in solido con la locale ASL, a risarcire i danni materiali e personali riportati da un cittadino aggredito da una torma di cani selvatici, ove risulti che non si è trattato di un episodio isolato, ma il ripetersi di una situazione di pericolo pubblico che abbia messo in allarme la comunità, tanto da essere riportata più volte dalla stampa). SVOLGIMENTO DEL PROCESSO 1. Maurizio C. ed Elisabetta S., genitori della minore Anna, con atto di citazione del 9 settembre 1996, hanno convenuto in giudizio davanti al pretore di Lecce il Comune di Arnesano, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni riportati dalla figlia, caduta il precedente giorno 19 aprile mentre correva per fuggire da alcuni cani randagi. Il Comune si è costituito nel giudizio ed ha eccepito di non essere passivamente legittimato, svolgendo altre difese nel merito. 2. Il pretore ha accolto la domanda ed ha condannato il Comune al risarcimento dei danni, determinati in oltre lire 24 milioni. 3. La decisione è stata impugnata dal Comune, il quale, per quanto interessa, si è doluto dei seguenti errori della sentenza di primo grado: a) non avere ritenuto che la legittimazione passiva apparteneva alla Regione Puglia, alla quale è devoluta la prevenzione del randagismo, o allo Stato, b) non avere considerato la mancanza di un obbligo giuridico del Comune nel senso ipotizzato dagli attori. 4. La Corte di appello di Lecce, con sentenza del 25 giugno 2001, ha riformato quella di primo grado, rigettando la domanda degli attori.

del randagismo è in continua crescita e, paradossalmente, si connota come una delle tante essenze della modernità. Sicché onde evitare eventi dannosi - talvolta con conseguenze veramente gravi - sarebbe auspicabile un intervento del legislatore al fine di individuare limpidamente, su tutto il territorio nazionale, il soggetto giuridico in capo al quale ritenere preesistente e sussistente l’obbligo legale di impedire l’evento dannoso, ed allo scopo di individuare e porre in essere coerente attività di prevenzione,

Queste le ragioni della decisione. Nella fattispecie non si applicava la legge n.142 del 1990, perché essa conferisce al sindaco un potere di vigilanza limitato alla sicurezza ed all’ordine pubblico e non alla tutela igienico sanitario degli animali. Questa, secondo la legge 3 aprile 1985 n.12 della Regione Puglia, è esercitata dal sindaco attraverso i servizi delle unità sanitarie locali, che debbono provvedere anche al recupero dei cani randagi. Pertanto, gli eventi dannosi prodotti dai cani randagi possono essere addebitati ai comuni. L’istruttoria compiuta, nondimeno, non aveva fatto emergere né che al Comune fosse stata tempestivamente segnalata la presenza di cani randagi nei pressi dell’abitazione della minore, né che questa caduta perché aggredita dai cani. 5. Maurizio C. ed Elisabbetta S. hanno proposto ricorso per cassazione. Resiste con controricorso il Comune di Arnesano, che ha proposto anche ricorso incidentale. MOTIVI DELLA DECISIONE 1. Il ricorso principale e quello incidentale hanno dato luogo a procedimenti diversi, che debbono essere riuniti, perché riguardano impugnazioni proposte separatamente contro la stessa sentenza (art. 335 cod. proc. civ.). 2. Nell’ordine logico deve essere esaminato per primo il ricorso incidentale del Comune di Arnesano che pone la questione preliminarmente di merito, rilevabile d’ufficio, della legittimazione passiva del Comune: Cass. 6 agosto 2004, n. 15161. 2.1. La Corte di appello di Lecce, in punto di legittimazione passiva, ha rigettato l’eccezione di carenza della legittimazione, svolgendo queste considerazioni. L’art. 6 della legge della Regione Puglia 3 aprile 1985 n. 12 dispone che il recupero dei cani randagi spetta ai servizi sanitari delle unità sanitarie locali, le quali sono organi che esercitano funzioni proprie dei Comuni. Pertanto a carico del Comune di Arnesano esisteva un vero e proprio obbligo giuridico di vigilare sul fenomeno del randagismo e di intervenire tramite le unità sanitarie locali. Con i motivi del ricorso incidentale il Comune sostiene in contrario: a) che le unità sanitarie locali e le aziende sanitarie locali non sono organi dei Comuni, ma sono soggetti giuridici dotati di autonomia personalità giuridica e di autonomia patrimoniale; b) che l’art. 6 della legge della Regione Puglia n.12 del 1985 dispone che spetta ai servizi veterinari delle usl il recupero dei cani randagi. I motivi sono fondati.

caratterizzata da maggiore efficacia”. Ricorda infine Carparelli che è stato affermato “che secondo il principio di responsabilità penale personale, la condizione di “garante” rispetto a un bene da tutelare (nel caso concreto, la tutela dell’incolumità della collettività, sotto il profilo di evitare pericoli alla stessa dall’aggressione di cani randagi) presuppone in capo al soggetto il potere giuridico di impedire la lesione del bene, ovverosia quell’evento (reato) evocato dal capoverso dell’art. 40 c.p.

2.2. In questo giudizio non può essere contestato che la vigilanza sui cani randagi spettava alle unità sanitarie locali e, per esse, alla aziende sanitarie locali succedute per legge alle prime. Lo dispone l’art. 6 della legge della Regione Puglia n.12 del 1985, secondo la quale spetta ai servizi veterinari delle USL il recupero dei cani randagi. Il problema da risolvere, piuttosto, è quello della posizione delle unità sanitarie locali o delle aziende sanitarie locali verso i Comuni. 2.3. Dopo la soppressione delle USL, operata dal d.lgs n.502 del 1992, istitutivo delle AUSL, i soggetti obbligati ad assumere a proprio carico i debiti degli organismi soppressi mediante apposite gestioni a stralcio (di pertinenza delle Regioni anche dopo la trasformazione in gestioni liquidatorie affidate ai direttori generali delle nuove aziende) sono le stesse Regioni: articoli 6, primo comma, della legge n. 724 del 1994 e 2, quattordicesimo comma, della legge n. 549 del 1985. Prima di queste trasformazioni, le unità sanitarie locali erano costituite come organi d’ufficio del comune ed erano munite di autonoma soggettività nella gestione del servizio presidi ed istituti sanitari. 2.4 Da questa premessa si ricava che, con riferimento all’oggetto di questo giudizio, la locale azienda sanitaria, succeduta alla usl, doveva essere considerata soggetto giuridico autonomo rispetto al Comune di Arnesano, sul quale, quindi, non poteva ricadere il giudizio di imputazione dei danni subiti della minore Anna C. 3. Le conclusioni raggiunte non consentono l’esame del ricorso principale proposto da Maurizio C. ed Elisabetta S., i quali, con i tre motivi del ricorso, hanno addebitato alla sentenza impugnata i seguenti errori: a) omessa valutazione dei risultati dell’istruttoria compiuta sulla causale del danno; b) omessa e contraddittoria motivazione sul punto del mancato riconoscimento di un danno superiore a quello liquidato nella sentenza di primo grado. 4. Le spese di questo giudizio possono essere interamente compensate, ricorrendo giustificati motivi. p.q.m. La Corte riunisce i ricorsi, accoglie il ricorso incidentale e dichiara assorbito l’esame del ricorso principale. Spese compensate. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della terza sezione civile della Corte di cassazione, il giorno 14 ottobre 2005. Depositato in cancelleria il 7 dicembre 2005.

Quando questa norma precisa che “non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo” fonda la responsabilità penale dell’omittente non solo sull’obbligo, ma anche sul connesso potere giuridico di questi di impedire l’evento. Responsabilizzare un soggetto per non aver impedito un evento, anche quando egli non aveva alcun potere giuridico (oltre che materiale) per impedirlo, significherebbe vulnerare palesemente il principio di cui all’art. 27 Cost.”. (www.altalex.com) ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006 ANMVI INFORMA

Legge Comunitaria 2005

Rifiuti sanitari, nessun obbligo in più per i veterinari a Legge Comunitaria 2005 (LEGGE 25 gennaio 2006, n.29 - Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2005) è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. All’articolo 11 vengono definiti gli adempimenti in materia di rifiuti

L

pericolosi: 1. I produttori di rifiuti pericolosi che non sono inquadrati in un’organizzazione di ente o di impresa adempiono all’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni, attraverso la conservazione, in ordine cronologico, delle copie del for-

mulario proprie del detentore, di cui all’articolo 15 del citato decreto legislativo n. 22 del 1997. 2. I soggetti di cui al comma 1 non sono tenuti alla comunicazione annuale al Catasto, di cui all’articolo 11, comma 3, del citato decreto legislativo n. 22 del 1997, e successive modificazioni. 3. Le disposizioni di cui al presente articolo non si

applicano ai rifiuti urbani. La Legge consente di adempiere all’obbligo previsto dalla normativa europea sui rifiuti pericolosi, tenendo conto che dai formulari di identificazione sono desumibili tutti i dati richiesti, e sana il contenzioso fra il Ministero dell’Ambiente e la Corte di Giustizia Europea, a causa del quale si era mes-

so in dubbio che gli adempimenti messi in atto dai liberi professionisti fossero sufficienti. Il commento di Giorgio Neri La Comunitaria 2005 - spiega Giorgio Neri, consulente ANMVI per la normativa sui rifiuti sanitari adempie alle indicazioni della normativa europea disponendo che tutti i produttori di rifiuti speciali pericolosi tengano un registro di carico e scarico. Tale registro, nel caso di produttori che non si configurano né come enti né come imprese, è surrogato dalla conservazione dei formulari di identificazione dei rifiuti in ordine cronologico per il periodo di cinque anni” I veterinari libero professionisti possono quindi tranquillizzarsi circa gli adempimenti dovuti: “la metodica fino ad ora attuata è e continuerà ad essere a norma di legge”. E per quanto riguarda il MUD, chiarisce Neri “è confermato che solo gli enti e le imprese debbano presentarlo”. Origine del contenzioso La Corte di Giustizia UE si era pronunciata su richiesta del tribunale civile di Genova. Il caso, promosso dalla Eco Eridania contro il Ministero dell’Ambiente e la Presidenza del Consiglio dei Ministri prendeva avvio da dubbi interpretativi sull’articolo 4 della direttiva 91/689/Cee e terminava con la seguente posizione della Corte: l’obbligo di tenere un registro dei rifiuti pericolosi riguarda anche gli studi medici, nonostante non svolgano la loro attività sotto forma di impresa o ente e in base a tale articolo i produttori di rifiuti pericolosi sono soggetti alla tenuta di un apposito registro. Nell’applicare la Direttiva il nostro Ministero dell’Ambiente non impone la tenuta del registro ai singoli professionisti che svolgono una professione medica non inquadrata in un’organizzazione d’impresa. Da qui il contenzioso. La soluzione del MinAmbiente Fin dall’emanazione dell’ordinanza della Corte, il nostro Ministero dell’Ambiente e di conseguenza l’ANMVI davano indicazione ai medici e veterinari privati che “l’ordinanza non fa decadere la normativa italiana”. A maggior ragione con l’emanazione della Comunitaria 2005. Pertanto, i liberi professionisti non inquadrati in un’organizzazione d’impresa, ad oggi, sono tenuti solo all’obbligo della compilazione del formulario di identificazione dei rifiuti, nonché della conservazione per cinque anni di copia dello stesso, previsto all’articolo 15 del citato decreto n.22 del 1997, a riprova sia del corretto affidamento dei rifiuti in questione a ditta autorizzata al trasporto, sia dell’avvio degli stessi alla destinazione finale di smaltimento. Non è invece prevista né la tenuta del registro, di cui all’articolo 12, né la sopraccitata dichiarazione annuale (MUD ). ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006 RUBRICA FISCALE

Comunicazione annuale dei dati IVA I l modello per la Comunicazione annuale dati IVA, approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate in data 22 novembre 2004, non ha subito rilevanti modifiche rispetto a quello relativo alla Comunicazione Dati per l’anno 2004. La comunicazione annuale deve riportare le risultanze sintetiche complessive delle liquidazioni IVA periodiche relative all’esercizio 2005.

d) i piccoli esercenti attività di giochi ed intrattenimento; e) le imprese individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda; f) le associazioni che hanno optato per l’esonero dagli adempimenti IVA; g) le amministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, ecc.; h) i soggetti sottoposti a procedure concorsuali (fallimento, concordato, ecc.).

Composizione del modello Il modello è composto da due facciate: • la prima è il classico frontespizio simile a quello della dichiarazione annuale e contiene l’informativa relativa al trattamento dei dati personali; • la seconda, divisa in 3 sezioni, riporta i campi relativi ai dati generali del contribuente (Sezione I), i dati relativi alle operazioni effettuate nell’anno (Sezione II), i dati relativi alla determinazione dell’IVA dovuta o a credito (Sezione III), oltre al campo per la sottoscrizione ed ai campi per l’impegno alla trasmissione telematica.

Termini di presentazione Il modello deve essere presentato entro il mese di febbraio di ciascun anno e qualora l’ultimo giorno del mese di febbraio cada di sabato, la scadenza viene prorogata al primo giorno feriale successivo. La comunicazione dei dati IVA per l’anno 2005 andrà quindi presentata entro martedì 28 febbraio 2006. Il modello di comunicazione dati IVA si considera presentato nel giorno in cui viene trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

Caratteristiche del modello Il modello richiede solamente, come sarà in dettaglio esposto in seguito, l’indicazione complessiva delle operazioni attive e passive effettuate nell’anno, del totale dell’IVA esigibile (IVA sulle operazioni attive) e dell’IVA detratta (IVA sulle operazioni passive) e per differenza dell’IVA dovuta o a credito. Soggetti obbligati alla comunicazione In linea generale sono obbligati alla presentazione della comunicazione annuale dei dati IVA i titolari di partita IVA che devono presentare la dichiarazione annuale IVA, anche se non hanno effettuato nel periodo d’imposta operazioni imponibili ovvero non siano tenuti ad effettuare le liquidazioni periodiche. Soggetti esonerati dall’obbligo di comunicazione Il comma 2 dell’articolo 8 bis del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, prevede alcuni esoneri dall’obbligo di presentazione. In particolare, risultano esonerati: a) le persone fisiche che hanno realizzato nell’anno 2005 un volume d’affari uguale od inferiore ad Euro 25.822,84. Ai fini della determinazione del volume d’affari realizzato nell’anno, il contribuente deve fare riferimento al volume d’affari complessivo relativo a tutte le attività esercitate ancorché gestite con contabilità separata; b) i soggetti che hanno registrato nell’anno (2005) solamente operazioni esenti, salvo che non abbiano effettuato operazioni intracomunitarie; c) i produttori agricoli in particolari casi;

Modalità di presentazione Il modello deve essere presentato in via telematica, è quindi esclusa ogni altra modalità di presentazione. La trasmissione telematica può essere effettuata: • direttamente dal contribuente • tramite intermediari abilitati. Per quanto riguarda la trasmissione telematica effettuata direttamente dal contribuente si ricorda che la presentazione deve avvenire: a) tramite il servizio telematico Entratel qualora sussista l’obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770) per un numero di soggetti superiore a venti; b) tramite il servizio telematico Internet qualora sussista l’obbligo di presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770) per un numero di soggetti non superiore a venti oppure non sussista l’obbligo di presentare tale dichiarazione. Nel caso in cui si scelga la presentazione tramite intermediario abilitato si ricorda che l’intermediario deve: • rilasciare al contribuente l’impegno a presentare in via telematica la comunicazione che gli è stata consegnata per la trasmissione o è stata direttamente da lui predisposta; • rilasciare al contribuente, entro 30 giorni dal termine previsto per la presentazione (e quindi entro il 30 marzo 2006 per la comunicazione relativa all’anno 2005), l’originale del modello di comunicazione dati IVA unitamente alla ricevuta rilasciata dall’Agenzia delle Entrate che ne attesta l’avvenuto ricevimento; • conservare copia delle comu-

nicazioni trasmesse.

Sanzioni Ai sensi dell’articolo 11 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997 n. 471 l’omissione, l’incompletezza o l’inesattezza della Comunicazione annuale dati IVA è punita con una sanzione amministrativa da Euro 258,00 ad Euro 2.065,00 Secondo le istruzioni ministeriali non sono applicabili le disposizioni in materia di ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del Decreto legislativo 472/97. Le stesse istruzioni chiariscono però che gli eventuali errori commessi in sede di redazione della comunicazione dati possono essere corretti in sede di dichiarazione annuale.

Modalità di compilazione del modello di comunicazione dati IVA Sezione I - Dati generali In questa sezione occorre indicare oltre all’anno d’imposta a cui si riferisce la comunicazione, gli altri dati relativi al contribuente: partita Iva, codice attività, ecc. La casella “contabilità separata” deve essere barrata se il contribuente ha esercitato nell’anno d’imposta 2005 più attività per le quali ha tenuto contabilità separate ai sensi dell’articolo 36 del D.P.R. 633/72. La casella “eventi eccezionali” deve essere barrata qualora il termine di presentazione della comunicazione cada durante il periodo di sospensione dagli adempimenti previsto in dipendenza del verificarsi di un evento eccezionale. Nell’ipotesi in cui il dichiarante, ossia colui che sottoscrive la comunicazione, sia diverso dal contribuente cui si riferisce la comunicazione (ad esempio nel caso di associazioni professionali) occorrerà indicare nell’apposita casella il codice fiscale del “dichiarante” ed indicare il codice carica che verrà desunto dalla tabella riportata nelle istruzioni ministeriali. La casella “codice fiscale società dichiarante” non interessa i professionisti in quanto in tale casella deve essere esclusivamente in-

dicato il codice fiscale della società dichiarante solo nell’ipotesi in cui il dichiarante sia una società che presenta la comunicazione per conto di un altro contribuente. Sezione II - Dati relativi alle operazioni effettuate Gli importi da indicare in questa sezione devono essere espressi in unità di Euro con arrotondamento per eccesso se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi di Euro o per difetto se inferiore a detto limite.

Operazioni attive Rigo CD 1 - campo 1 In tale campo deve essere indicato l’ammontare complessivo al netto dell’Iva, delle operazioni attive effettuate nel periodo di riferimento (sia operazioni imponibili che non imponibili od esenti od ad aliquota zero) annotate nel registro delle fatture emesse (o in quello dei corrispettivi). Rigo CD 1 - campo 2 In tale rigo va indicato l’ammontare complessivo delle operazioni non imponibili (esportazioni) già comprese nel campo 1. Rigo CD 1 - campo 3 In tale rigo andrà indicato l’ammontare complessivo delle operazioni esenti di cui all’articolo 10 del DPR 633/72, già comprese nel campo 1. Rigo CD 1 - campo 4 In tale rigo andrà annotato l’ammontare complessivo delle cessioni intracomunitarie di beni, già comprese nel campo 1. Operazioni passive Rigo CD 2 - campo 1 In tale campo deve essere indicato l’ammontare complessivo al netto dell’Iva, degli acquisti ed importazioni di beni e servizi effettuati nel periodo di riferimento (sia operazioni imponibili che non imponibili od esenti od ad aliquota zero) annotate nel registro degli acquisti. Rigo CD 2 - campo 2 In tale rigo va indicato l’ammontare complessivo degli acquisti non imponibili (importazioni) già com-

Esempio: Proponiamo qui di seguito un esempio di compilazione delle sezioni II e III: Ipotesi: • Fatture emesse per un imponibile di Euro 40.000,00 più Iva al 20% di Euro 8.000,00 • Fatture d’acquisto per un imponibile di Euro 12.000,00 più Iva al 20% di Euro 2.400,00 • Fatture d’acquisto per un imponibile di Euro 4.000,00 più Iva al 10% di Euro 400,00 • Acquisti esenti per Euro 800,00 • Acquisti intracomunitari per Euro 1.000,00 gravati di Iva al 20% pari ad Euro 200,00 Compilazione della sezione • rigo CD1, campo 1 • rigo CD2, campo 1 • rigo CD2, campo 3 • rigo CD2, campo 4

II: 40.000 17.800 (12.000 + 4.000 + 800 + 1.000) 800 1.000

Compilazione della sezione III: • rigo CD4 8.200 (8.000+200) • rigo CD5 3.000 (2.400 + 400 + 200) • rigo CD6 5.200

di Giovanni Stassi Dottore Commercialista, Torino presi nel campo 1. Rigo CD 2 - campo 3 In tale rigo andrà indicato l’ammontare complessivo degli acquisti esenti di cui all’articolo 10 del DPR 633/72, già compresi nel campo 1. Rigo CD 2 - campo 4 In tale rigo andrà annotato l’ammontare complessivo degli acquisti intracomunitari di beni, già compresi nel campo 1. Rigo CD 3 Tale rigo non interessa i professionisti in quanto riguarda esclusivamente le importazioni di oro e rottami. Sezione III - Determinazione dell’Iva dovuta o a credito Rigo CD 4 In tale rigo andrà indicato l’ammontare complessivo dell’Iva esigibile relativa alle operazioni attive effettuate nel periodo di riferimento, annotate nel registro delle fatture emesse o dei corrispettivi. Andrà compresa in tale campo anche l’imposta relativa agli acquisti intracomunitari nonché l’imposta relativa agli acquisti da soggetti non residenti (con emissione di autofattura ex art. 17, c. 3, DPR 633/72). Rigo CD 5 In tale rigo andrà indicato l’ammontare complessivo dell’Iva detraibile relativa agli acquisti registrati nel periodo d’imposta, per i quali viene esercitato il diritto alla detrazione. Andrà compresa in tale campo anche l’imposta relativa agli acquisti intracomunitari nonché l’imposta relativa agli acquisti da soggetti non residenti (con emissione di autofattura ex art. 17, c. 3, DPR 633/72). Rigo CD 6 - campo 1 Tale rigo indicherà l’ammontare dell’Iva a debito risultante dalla differenza tra l’importo indicato al rigo CD 4 e quello indicato al rigo CD 5. Rigo CD 6 - campo 2 Tale rigo indicherà l’ammontare dell’Iva a credito risultante dalla differenza tra l’importo indicato al rigo CD 5 e quello indicato al rigo CD 4. Firma della comunicazione La comunicazione deve essere sottoscritta dal contribuente. Impegno alla presentazione telematica Tale riquadro andrà compilato dall’intermediario abilitato incaricato di trasmettere la comunicazione. Reperibilità del modello Il modello per la comunicazione dei dati Iva potrà essere reperito sul sito internet del Ministero delle Finanze o su quello dell’Agenzia delle Entrate ai seguenti due indirizzi: www.finanze.gov.it www.agenziaentrate.gov.it


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laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006 INFO REGIONI

A Torino, veterinari in aiuto dei cani aggressivi L a Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Torino (Dipartimento di Patologia animale) ha offerto la sua collaborazione gratuita regolata da una specifica convenzione con la città di Torino per il recupero dei cani diventati mordaci a causa di esperienze negative e traumi. Nei Canili municipali della città sono numerosi i cani che hanno sviluppato un carattere altamente aggressivo e pericoloso per l’uomo e

per gli altri animali. Oggi quasi il 40 percento dei circa 350 cani presenti nelle due strutture presentano problemi comportamentali a livelli diversi di gravità. Ciò determina gravi problemi di gestione dei cani (pulizia box, alimentazione, cure etc.) e l’impossibilità di affrontare un percorso di adozione. Alcuni di questi cani possono essere recuperati attraverso un percorso di rieducazione, preceduto da una valutazione clinico-comportamentale

compiuta da veterinari specializzati. Presso la facoltà è stato costituito un Consultorio di medicina legale veterinaria ed etologia clinica applicata. Da pochi mesi inoltre, la Facoltà, in collaborazione con SCIVAC SISCA, ha istituto un Master universitario di 2° livello in Clinica delle Malattie Comportamentali del Cane e del Gatto, che prevede, oltre alle attività didattiche di tipo frontale e i tirocini, anche lezioni pratiche. La Convenzione prevede

che l’Università, anche tramite il Consultorio e nell’ambito delle attività pratiche del Master, effettui visite comportamentali e valutazioni etologiche di alcuni dei cani mordaci ospiti dei canili; per ogni cane visitato l’Università provvederà a redigere una relazione peritale nella quale verrà tra l’altro segnalato se risulta comprovata la sua pericolosità. Se il cane risulterà rieducabile, verrà indicato l’idoneo percorso terapeutico. L’Università si

SCUOLA DI FORMAZIONE VETERINARIA POST-UNIVERSITARIA

Si informano i colleghi del settore animali da compagnia che sono ancora disponibili posti per i seguenti Corsi: APPROCCIO DIAGNOSTICO AI PROBLEMI DERMATOLOGICI 1° Parte Itinerario didattico di Dermatologia 8/10 Marzo 2006 - Palazzo Trecchi - Cremona DIRETTORE: Fabia Scarampella, Med Vet, Dipl ECVD, Milano QUOTA DI ISCRIZIONE: Soci SCIVAC: € 650,00 + IVA 20%

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impegna inoltre a fornire, agli addetti alla gestione dei cani, le conoscenze di base necessarie per un corretto approccio con i cani mordaci o morsicatori, così come per gli eventuali destinatari di affidamenti mirati. Dal 2002 la Città di Torino, su proposta dell’assessore Dario Ortolano, ha inoltre stipulato una convenzione con alcune associazioni allo scopo di accompagnare l’affidamento presso le famiglie degli ex ospiti dei Canili e verificare il loro corretto inserimento, anche per evitare possibili casi di maltrattamento. In questi tre anni il numero di affidamenti è assai cresciuto ed è necessario che i controlli avvengano in modo tempestivo. La convenzione è stata rinnovata con l’associazione Onlus Lida (Lega italiana diritti animali) e l’associazione Onlus Enpa (Ente nazionale protezione animali). (fonte: Comune di Torino) ■

Dal 1 gennaio 2006

Piemonte, sanzioni per i proprietari di cani non identificati scaduto il 31 dicembre

È 2005 il termine della sanaFISICA, APPARECCHIATURE E FARMACOLOGIA PER L’ANESTESISTA 1° Parte Itinerario didattico di Anestesia

23/25 Marzo 2006 - Palazzo Trecchi - Cremona DIRETTORE: Emilio Feltri, Med Vet, Castelnuovo Scrivia (AL) QUOTA DI ISCRIZIONE: Soci SCIVAC: € 570,00 + IVA 20%

Con Carta di Credito ANMVI-VISA in 12 rate mensili a tasso zero: € 47,50 + IVA 20% al mese Non soci: € 720,00 + IVA 20% ECM: In fase di accreditamento

ANATOMIA, FISIOLOGIA E FISIOPATOLOGIA DELL’APPARATO CARDIOVASCOLARE 1° Parte Itinerario didattico di Cardiologia

6/8 Aprile 2006 - Palazzo Trecchi - Cremona DIRETTORE: Francesco Migliorini, Med Vet, Roma QUOTA DI ISCRIZIONE: Soci SCIVAC: € 550,00 + IVA 20%

Con Carta di Credito ANMVI-VISA in 12 rate mensili a tasso zero: € 45,83 + IVA 20% al mese Non soci: € 700,00 + IVA 20% ECM: In fase di accreditamento Limite di Iscrizione: 28/02/2006

PROGRAMMI COMPLETI E SCHEDE DI ISCRIZIONE DISPONIBILI SUL SITO www.scivac.it (Itinerari didattici) ISCRIZIONE La scheda di iscrizione deve essere spedita a Segreteria della Scuola - Itinerari di medicina per animali da compagnia: FAX 0372 457091 - Via Trecchi 20, 26100, Cremona Il modulo di iscrizione (disponibile e scaricabile dal sito), debitamente compilato in ogni sua parte e firmato, deve essere spedito unitamente al pagamento relativo alla caparra confirmatoria di € 200,00. MODALITÀ DI PAGAMENTO DEL SALDO La quota di iscrizione può essere versata • Al momento della registrazione (primo giorno del programma) nel caso di versamento con assegno o contanti o carta di credito • In 12 rate mensili A TASSO ZERO per i possessori di Carta di Credito ANMVI-VISA

La Carta di Credito ANMVI può essere richiesta contestualmente al finanziamento. Per informazioni e per richiedere la Carta ANMVI telefonare al numero verde 800 000 444 o contattare la Segreteria ANMVI 0372/403536. PER ULTERIORI INFORMAZIONI RIVOLGERSI A: SEGRETERIA ORGANIZZATIVA Paola Gambarotti - Tel. 0372403508 - Fax 0372457091 - E-mail info@scivac.it

toria concessa a tutti i proprietari o detentori di cani, per mettersi in regola con la legge regionale che impone l’identificazione tramite microchip di tutti i cani adulti di proprietà ancora privi di identificativo. Il mancato rispetto della normativa può far incorrere in una multa da 38 a 232 euro. Giuliana Moda, responsabile del settore sanità animale della Regione, ha spiegato che “il provvedimento sulla registrazione elettronica degli animali di affezione e sull’istituzione della banca dati informatizzata ha ottenuto un riscontro favorevole: dal 5 novembre 2004 al 31 dicembre 2005 sono stati identificati elettronicamente 135.450 cani, di cui 106.223 (78%) in regime di sanatoria (cani adulti) e 29.227 (22%) in regime di regolarità, ovvero cuccioli”. Far identificare il proprio animale entro il 60° giorno di vita e comunque prima di cederlo a un nuovo proprietario è il primo passo verso una detenzione responsabile. Non meno responsabilità deve mostrare colui che intende acquisire un cane e che è tenuto, ai termini di legge, a verificare che il cane sia stato precedentemente registrato, prima di entrarne definitivamente in possesso. “Soltanto un atteggiamento consapevole e rispettoso delle nuove disposizioni da parte dei cittadini - conclude Moda - può condurre a buoni risultati nella lotta al randagismo, facendo dell’anagrafe canina un punto di forza del sistema. I proprietari di cucciolate sono quindi invitati a rivolgersi al più presto ai Servizi veterinari delle ASL o ai veterinari liberi professionisti per identificare i loro animali”.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006 INFO REGIONI

Aviaria

Lombardia, chiesti interventi straordinari al Governo on un accordo siglato nella sede della Giunta regionale a Milano, la Regione Lombardia insieme alle Organizzazioni professionali e sindacali agricole e alle Associazioni imprenditoriali ha chiesto una serie di interventi straordinari a tutela delle imprese della filiera avicola e dei loro addetti. Nel documento comune - si legge al sito della Regione - si chiede, in particolare al Ministero del Welfare, di valutare con attenzione la crisi del settore determinata dal crollo del mercato dei prodotti avicoli. “Una crisi - ricorda Viviana Beccalossi, vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura - che non è stata determinata da fattori controllabili dal settore avicolo e non è imputabile a soggetti appartenenti a tale filiera In Lombardia sono interessati al problema circa 5.000 lavoratori delle aziende appartenenti all’intera filiera agro-alimentare avicola e, allo stato attuale, è già stata rilevata per questi lavoratori una riduzione delle giornate di lavoro e un minore impiego di dipendenti a tempo

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CALABRIA

Riunita la Consulta delle professioni n seguito all’approvazione della legge sugli ordini professionali, lo scorso 9 febbraio si è riunita a Catanzaro la Consulta regionale delle professioni sanitarie. L’organismo, che riunisce le professioni infermieristiche, ostetriche, tecniche sanitarie, della riabilitazione e della prevenzione, ha avanzato richiesta di convocazione da parte dell’assessore regionale Doris Lo Moro per discutere di alcune tematiche di stringente importanza. All’incontro ha partecipato il direttore generale dell’Assessorato alla Salute, Raffaele Faillace che - è detto in un comunicato della Consulta - si è soffermato sulle questioni che riguardano il settore riconoscendo all’organismo un ruolo attivo nella riorganizzazione del servizio sanitario regionale. “È da rilevare però con grande rammarico - è scritto nel comunicato - che fino ad oggi non c’è stata molta attenzione verso le professioni sanitarie’’. L’organismo, si legge nel comunicato, ha manifestato la propria disponibilità a collaborare per quanto concerne, tra l’altro, l’applicazione della legge regionale sulla disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica e discutere eventuali emendamenti al Piano sanitario regionale relativi alla costituzione della Commissione Regionale Educazione continua in medicina. (ANSA).

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determinato”. “Nel documento sottoscritto da tutte le parti interessate - aggiunge Alberto Guglielmo, assessore al Lavoro, Formazione e Istruzione - si è pertanto ritenuto necessario richiedere al Governo l’attuazione di strumenti straordinari in deroga alla vigente normativa ai fini della concessione del trattamento di inte-

grazione salariale, quale ammortizzatore sociale di supporto temporaneo al superamento della crisi produttiva e occupazionale connessa alle difficoltà di collocazione sul mercato del prodotto avicolo”. “La Regione - conclude Alessandro Cè, assessore alla Sanità - ad ogni livello istituzionale è al lavoro

per tutelare l’intera filiera avicola. Oltre a interventi di natura sanitaria e prettamente agricoli, con questo accordo dimostriamo una grande attenzione verso le problematiche di natura occupazionale”. I firmatari dell’Accordo si attiveranno per il superamento dell’attuale fase di crisi del settore avicolo confermando le iniziative

volte a rassicurare il consumatore con un’informazione chiara e corretta, anche con il coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori, e avviando un confronto continuo per il monitoraggio dell’evolversi della situazione di crisi e la rapida individuazione di ulteriori necessità di intervento a sostegno dei lavoratori. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006 LEGGI IN GAZZETTA

Nuove dotazioni organiche dell’Istituto Superiore di Sanità Modificato l’allegato A del decreto del 24 gennaio 2003 on decreto del 30 dicembre 2005, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità - Enrico Garaci, ha modificato l’allegato A del Regolamento del 24 gennaio 2003 recante norme per l’organizzazione strutturale e la disciplina del rapporto di lavoro dei dipenden-

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ti dell’Istituto Superiore di Sanità. L’allegato A riportante le dotazioni organiche dell’ISS è stato sottoposto anche alla valutazione da parte del ministero della Salute e del Ministero della funzione pubblica che non hanno espresso alcuna osservazione. Ecco di seguito, le nuove dotazioni orga-

niche dell’Istituto Superiore di Sanità determinate dal Presidente. Per ognuna è indicato profilo professionale e dotazioni organiche: Dirigente di ricerca -133; Primo ricercatore - 228; Ricercatore - 297; Dirigente tecnologo 10; Primo tecnologo - 17; Tecnologo - 25; Dirigente di prima fa-

scia - 2; Dirigente di seconda fascia - 15; Funzionario di amministrazione (IV-V livello) - 81; Collaboratore tecnico enti ricerca (IV V VI livello) - 571; Collaboratore di amministratore (V-VI VII livello) - 170; Operatore tecnico (VI-VII VIII livello) - 229; Ausiliario tecnico (VIII - IX livello) - 26; Consu-

lente professionale R.E. (III livello) - 3; Assistente tecnico R.E. (VII livello) - 1. Il decreto è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 30 del 6 febbraio. ■

LEGGI IN GAZZETTA GAZZETTA UFFICIALE DELL’UNIONE EUROPEA L 29, 2 febbraio 2006 Decisione del Consiglio, del 23 gennaio 2006, che modifica la decisione 90/424/CEE relativa a talune spese nel settore veterinario. L 3, 3 febbraio 2006 Decisione della Commissione, del 2 febbraio 2006, che modifica l’allegato C della direttiva 89/556/CEE del Consiglio con riguardo al modello di certificato sanitario applicabile agli scambi intracomunitari di embrioni di animali domestici della specie bovina [notificata con il numero C(2006) 193] (1). L 32, 4 febbraio 2006 Direttiva 2006/13/CE della Commissione, del 3 febbraio 2006, che modifica gli allegati I e II della direttiva 2002/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle sostanze indesiderabili nell’alimentazione degli animali per quanto riguarda le diossine e i PCB diossina-simili (1). Decisione della Commissione, del 1° febbraio 2006, che modifica la decisione 2005/393/CE per quanto riguarda le zone soggette a restrizioni per la febbre catarrale degli ovini in Spagna e in Portogallo [notificata con il numero C(2006) 180] (1). L 34, 7 febbraio 2006 Regolamento (CE) n. 205/2006 della Commissione, del 6 febbraio 2006, che modifica gli allegati I e II del regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio che definisce una procedura comunitaria per la determinazione dei limiti massimi di residui di medicinali veterinari negli alimenti di origine animale per quanto riguarda il toltrazuril, l’etere monoetilico di dietilenglicole e il monooleato di poliossietilensorbitano (1). L 36, 8 febbraio 2006

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Decisione della Commissione, del 31 gennaio 2006, relativa a un contributo finanziario della Comunità per l’attuazione di un’indagine epidemiologica e di misure di sorveglianza della febbre catarrale degli ovini nell’ambito delle misure di emergenza prese per combattere questa malattia in Portogallo nel 2004 e nel 2005 [notificata con il numero C(2006) 166]. Decisione della Commissione, del 1° febbraio 2006, che concede ad alcuni Stati membri la deroga di cui all’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 92/102/CEE del Consiglio relativa all’identificazione e alla registrazione degli animali [notificata con il numero C(2006) 172]


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laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Influenza canina: un salto di specie documentato

di Maria Grazia Monzeglio

Come si è sviluppato il nuovo virus influenzale del cane virus influenzali possono essere trasmessi da un ospite a un altro attraverso due meccanismi fondamentali. Il primo meccanismo è la trasmissione diretta di un virus essenzialmente inalterato da una specie a un’altra, come è successo recentemente con il passaggio del sottotipo H5N1 dell’influenza aviare all’uomo. La maggior parte delle trasmissioni di questo tipo non è seguita da una trasmissione orizzontale sostenuta del virus nel nuovo ospite. Il secondo meccanismo è costituito dalla co-infezione dell’ospite da parte di virus provenienti da specie diverse, seguita dal riassortimento del genoma virale e dallo sviluppo di un nuovo virus. Esempi di trasmissione di questo tipo si sono verificati nelle epidemie aviarie e umane del 1957 e del 1968. Una trasmissione interspecifica senza precedenti è quella del virus com-

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Mastite da S. aureus: vaccinazione + antibiotico locale no studio clinico randomizzato controllato ha valutato l’efficacia dell’associazione tra vaccinazione e trattamento antibiotico intramammario prolungato nell’eliminazione delle infezioni mammarie croniche da Staphylococcus aureus nelle vacche da latte in lattazione. Su 50 vacche con mastite cronica da S. aureus, 20 erano sottoposte a trattamento con 3 dosi di batterina di S. aureus polivalente il giorno 1, 15 e 21 dello studio e somministrazione intramammaria di pirlimicina in tutti i quattro quarti una volta al giorno per 5 volte (giorno 16 e 20). I soggetti di controllo (n=23) non ricevevano alcun trattamento. Per determinare l’efficacia del trattamento, si effettuava un follow-up prelevando campioni per la coltura batteriologica per almeno tre mesi dopo la terapia. Il numero di infezioni da S. aureus eliminate era significativamente maggiore nelle vacche trattate (8/20 [40%]) che in quelle non trattate (2/23 [9%]). Anche la proporzione di quarti infetti negativi durante il periodo di follow-up era significativamente maggiore nelle vacche trattate (13/28 [46%]) che in quelle di controllo (2/41 [5%]). I risultati indicano che l’associazione tra vaccinazione e terapia antibiotica può essere efficace nell’eliminare alcuni casi di infezione intramammaria cronica da S. aureus nella bovina da latte. Occorre però considerare con attenzione i trattamenti prolungati perché molte vacche possono comunque rimanere infette nonostante il trattamento e la vaccinazione.

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pleto dell’influenza equina al cane, seguito dallo sviluppo di un nuovo virus influenzale specifico per il cane responsabile di malattia respiratoria acuta. Le epidemie di influenza canina sostenute da questo virus sono state descritte negli USA a partire dal 2001, dapprima nei Levrieri da corsa, in seguito anche nella popolazione canina do-

mestica. Le analisi molecolari e genetiche dei virus isolati nel cane hanno rivelato la stretta parentela con il virus H3N8 dell’influenza equina. Ulteriori analisi hanno indicato che i genomi dei virus influenzali canini appartenevano a un unico gruppo monofiletico, coerente con la trasmissione interspecifica del virus. Il virus ha subito quindi

delle mutazioni adattative. L’espansione geografica e la persistenza dell’infezione indicano un’efficiente trasmissione del virus tra i Levrieri. L’evidenza sierologica della presenza del virus in cani domestici con malattia respiratoria ne suggerisce inoltre il potenziale zoonosico anche in questa popolazione. Si tratta di una delle rare

occasioni di documentazione accurata del salto di un virus da una specie (cavallo) a un’altra (cane), seguito dalla trasmissione diretta ad altri membri della seconda specie. L’epidemia di influenza canina è tuttavia caratterizzata da morbilità e mortalità non elevate, inferiori a quelle del parvovirus canino delle origini. ■


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laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006 LA RASSEGNA DI VET-JOURNAL

Il cane, modello di studio delle malattie animali e umane

di Maria Grazia Monzeglio

Il sequenziamento del genoma canino è di grande interesse per la medicina veterinaria e umana on più di 400 razze in tutto il mondo e una sequenza genetica recentemente completata, il cane è emerso come organismo modello per la dissezione genetica dei caratteri morfologici e patologici. Oltre al significato medico per la specie canina, di grande interesse è il fatto che molte malattie dei cani di raz-

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za hanno anche rilevanza medica per l’uomo. Uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Science di gennaio e condotto dal College of Veterinary Medicine dell’Università del Texas, ha individuato una mutazione nel gene SILV del cane responsabile del colore merle, il mantello caratterizzato da chiazze di pigmento

diluito presente in varie razze canine domestiche. Sorprendentemente, i cani con mantello merle manifestano disordini uditivi e oftalmici simili a quelli osservati nella sindrome di Waardenburg dell’uomo, caratterizzata da disordini uditivi e della pigmentazione e responsabile del 2-5% di tutti i casi di sordità umana congenita. L’ereditarietà di

questo carattere è autosomica a dominanza incompleta. I cani eterozigoti od omozigoti per il locus merle esibiscono un’ampia gamma di anomalie uditive e oftalmiche simili a quelle della sindrome di Waardenburg. Mutazioni in almeno cinque geni sono state identificate come responsabili di questa sindrome, ma non è stata de-

terminata la base genetica di tutti i casi. Nello Shetland Sheepdog con fenotipo merle è stato individuato uno squilibrio di linkage per un marker microsatellite. Il marker è localizzato in una regione del genoma umano che contiene SILV, gene importante per la pigmentazione dei mammiferi. Questo gene è stato quindi candidato per il pattern merle. I dati dello studio mostrano che SILV è responsabile del pattern merle ed è associato a un’anomala funzionalità del sistema uditivo e visivo. ■

Radiologia toracica e IAD nel cavallo a diagnosi di malattia infiammatoria delle vie respiratorie (IAD) si basa sull’esame citologico del lavaggio broncoalveolare (BAL), sui test di funzionalità polmonare e sulla broncoprovocazione con istamina ((HBP), nessuno dei quali in grado di fornire informazioni dirette circa le alterazioni strutturali polmonari. Uno studio ha ipotizzato che la radiologia toracica potesse rivelare meglio le alterazioni strutturali dei polmoni e fornire quindi una buona valutazione clinica della IAD. È stato sviluppato un sistema di punteggio radiografico per valutare l’estensione delle alterazioni bronchiali e interstiziali nei radiogrammi toracici delle regioni dorsocaudale, dorsocraniale e caudoventrale in 16 cavalli di controllo e 33 cavalli affetti da IAD. Sono stati confrontati i punteggi medi per verificare se i radiogrammi toracici potessero differenziare i due gruppi. Sono state esaminate le correlazioni tra il punteggio radiografico, la citologia BAL, i test di funzionalità polmonare mediante tecnica oscillatoria forzata e l’HBP. Il punteggio radiografico non mostrava differenze tra i due gruppi. Non vi erano correlazioni tra citologia BAL, test di funzionalità polmonare, HBP e punteggio radiografico. Gli autori concludono che la radiologia toracica è una metodica a basso valore diagnostico nei cavalli con anamnesi clinica compatibile con IAD. In assenza di evidenze cliniche di malattie infettive più estese, la radiologia toracica non definisce né migliora la diagnosi di IAD, mentre ne aumenta i costi.

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laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006

DALLE AZIENDE

Agrolabo, Filarcheck: un nuovo test per la filaria nel cane ziosa esperienza che ci ha permesso di sviluppare un prodotto calibrato sulle specifiche esigenze del Medico Veterinario. L’affidabilità tecnologica del test e l’elevata specificità faranno sicuramente del Filarcheck il prodotto diagnostico di riferimento di questa importante patologia cardiaca del cane” afferma il Dr. Graziano Lusuardi direttore della di-

visione diagnostici BIOPRONIX. “La collaborazione tra i ricercatori Agrolabo e il Dipartimento di Patologia Animale dell’Università di Torino ha consentito di mettere a punto un test innovativo per la diagnosi di filariosi del cane, caratterizzato da elevate sensibilità e specificità, basato su reagenti e metodiche perfezionate grazie ad accurate indagini di laboratorio.

L’impegno dei ricercatori nel controllo e nella messa a punto di ogni singolo componente del test, nonché la particolare attenzione posta nell’esclusione delle possibili reazioni crociate con antigeni correlati, hanno consentito di ottenere un prodotto diagnostico all’avanguardia. Filarcheck rappresenta pertanto per il Medico Veterinario un sussidio diagnostico moderno, al-

tamente affidabile, di rapida e semplice esecuzione” a dirlo è il Prof. Enrico Bollo docente dell’Università degli Studi di Torino. Il nuovo test è disponibile sul mercato a partire da Gennaio 2006, preliminarmente in Europa, in due versatili confezioni da 48 e 96 pozzetti. Per informazioni: marketing@agrolabo.it

Dr. Paolo Poletti - Direttore Generale - Agrolabo. on un’esperienza pluriennale nel settore della diagnostica veterinaria, Agrolabo lancia sul mercato internazionale la seconda generazione del test ELISA per la determinazione della Filaria nel cane (Dirofilaria immitis), il FILARCHECK. Colmando un’ampia lacuna del mercato, BIOPRONIX, divisione diagnostici del gruppo Agrolabo S.p.A., ha sviluppato un innovativo test ELISA su metodo Sandwich, di rapido utilizzo. In soli 20 minuti il Medico Veterinario ha la possibilità di analizzare da 1 a 94 campioni con una sensibilità del 98% ed una specificità del 100%. Rapidità e soprattutto specificità, sono alla base dell’innovativo test diagnostico, frutto di due anni di investimenti mirati. L’ampia validazione del test eseguita su più di 500 campioni provenienti da tutto il mondo, è la più significativa garanzia di affidabilità della nuova generazione di test. “Filarcheck apre una nuova ed innovativa alternativa al controllo diagnostico preventivo della filariosi nel cane. Il nuovo test sviluppato sulla base dell’attuale situazione epimediologica della patologia, è la più moderna risposta alle nuove esigenze maturate alla luce dei positivi effetti delle campagne di trattamento preventivo, che hanno determinato importanti e significativi adeguamenti dei sistemi di indagine sierologica. Lanceremo il prodotto inizialmente in Europa, per arrivare a breve ad essere presenti sui mercati internazionali maggiormente significativi”, afferma il direttore generale della Agrolabo S.p.A., Dr. Paolo Poletti. “Agrolabo attraverso la propria affermata divisione diagnostici BIOPRONIX, testimonia la continua volontà di fronteggiare le attuali complesse situazioni di mercato, attraverso il continuo impegno nella ricerca sia per il miglioramento che per lo sviluppo di nuovi prodotti”, sostiene il Dr. Germano Cagliero CEO del gruppo. “Abbiamo la possibilità di offrire una nuova ed innovativa carta vincente al Medico Veterinario. La seconda generazione del prodotto nasce dall’esperienza di più di dieci anni di presenza nel mercato della filariosi; una pre-

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SOCIETÀ ITALIANA VETERINARI PER EQUINI SOCIETÀ FEDERATA ANMVI

La SIVE ringrazia, tutti i congressisti, i relatori, i collaboratori, gli sponsor e le aziende espositrici per il buon esito del XII Congresso Multisala SIVE.


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laPROFESSIONE VETERINARIA 6/2006 CALENDARIO ATTIVITÀ

INCONTRO GRUPPO DI STUDIO DI PRACTICE MANAGEMENT SEMINARIO SCIVAC

18-19 feb.

18-19 feb.

CORSO SCIVAC

18-19 feb.

CORSO SCIVAC

18-19 feb.

INCONTRO SIONCOV

18-19 feb.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC VALLE D’AOSTA

19 feb.

CORSO SCIVAC

22-24 feb.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

23-25 feb.

SEMINARIO SCIVAC

25-26 feb.

INCONTRO

26 feb.

INCONTRO SIANA

26 feb.

INCONTRO SIARMUV IN COLLABORAZIONE CON MEDICINA D’URGENZA ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

26 feb.

2-4 mar.

INCONTRO SINVET / SVIDI

5 mar.

INCONTRO SICIV

5 mar.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC CALABRIA

5 mar.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

8-10 mar.

CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON SINUV E SIMIV CORSO SIVE

10-12 mar.

17-18 mar.

INCONTRO SCVI

18-19 mar.

INCONTRO SIDEV

19 mar.

INCONTRO SIRVAC

19 mar.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC ABRUZZO

19 mar.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC PUGLIA

19 mar.

ITINERARIO DIDATTICO SCIVAC

23-25 mar.

SEMINARIO SCIVAC IN COLLABORAZIONE CON IZS PALERMO E AIVEMP

25-26

INCONTRO SIVAE

25-26

mar.

mar.

INCONTRO SIARMUV

26 mar.

INCONTRO REGIONALE SCIVAC TRENTINO ALTO ADIGE

26 mar.

LA COMUNICAZIONE: STRUMENTO DI RELAZIONE NELLA PROFESSIONE VETERINARIA COME VALORE AGGIUNTO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per info: Elena Piccioni - Segr. Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it DIAGNOSI E TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE SPINALI - Hotel Melià Roma Aurelia Antica, Roma - Via degli Aldobrandeschi 223 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO INTRODUTTIVO ALLA PRATICA DELL’APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA (POA) - Hotel Leonardo Da Vinci, Milano - Via Senigallia, 6 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LA RICERCA DOCUMENTARIA NELLE BANCHE DATI SPECIALIZZATE IN MEDICINA VETERINARIA: CAB E PUBMED - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Crediti non previsti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it IL LINFOMA - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it PRIMO INTERVENTO NELLE PATOLOGIE SPINALI DEL CANE - Auditorium Comunale - Villair di Quart (AO) - Fraz. Bas Villair ,19 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it GIORNATE DI APPROFONDIMENTO IN PRACTICE MANAGEMENT - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 19 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 2° IT. NEUROLOGIA VETERINARIA: I PARTE - ESAME NEUROLOGICO E LOCALIZZAZIONE - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 31 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it MALATTIE TRASMESSE DA VETTORI NEL CANE E NEL GATTO - Hotel Excelsior, Bari - Via Giulio Petroni, 15 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it LA COMUNICAZIONE E IL SETTING - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 4 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it ALIMENTAZIONE DEL CANE DURANTE L’ACCRESCIMENTO E PATOLOGIE CONNESSE - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 5 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it EMERGENZE CARDIOCIRCOLATORIE, COME AFFRONTARLE? - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it NEUROLOGIA VETERINARIA: III PARTE - GLI ESAMI COLLATERALI - Centro Studi SCIVAC, Cremona Via Trecchi, 20 - ECM: 18 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it INTRODUZIONE ALLA DIAGNOSTICA PER IMMAGINI AVANZATA: TAC E RMN - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it NEOPLASIE MESENCHIMALI. QUANDO L’ESAME CITOPATOLOGICO CI PUÒ ESSERE DI AIUTO? Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it QUANTI DETTAGLI CI SFUGGONO IN UNA RADIOGRAFIA ADDOMINALE? - Hotel San Domenico Soverato (CZ) - Via della Galleria - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it DERMATOLOGIA: I PARTE: APPROCCIO DIAGNOSTICO AI PROBLEMI DERMATOLOGICI - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 22 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it 52° CONGRESSO NAZIONALE SCIVAC - Grand Hotel Barone Di Sassj, Sesto San Giovanni (MI) - Via Padovani, 38 - ECM: 11 Crediti - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it CORSO BASE DI DIAGNOSTICA PER IMMAGINI DEL PIEDE, DEL NODELLO E DELLA GRASSELLA Cremona, Palazzo Trecchi - Via Trecchi, 20 - ECM: 13 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria SIVE - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: info@sive.it LE PATOLOGIE DELL’ORECCHIO ESTERNO E MEDIO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: 6 Crediti - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 E-mail: socspec@scivac.it PRESENTAZIONE DA PARTE DEI SOCI DI CASI CLINICI DI DERMATITI NODULARI NON NEOPLASTICHE NEL CANE E NEL GATTO - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accr. - Per info: Elena Piccioni - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it L’IMPORTANZA DI UNA SCELTA ALIMENTARE IN PEDIATRIA IN CONSIDERAZIONE DELLE PRINCIPALI PATOLOGIE DELL’ACCRESCIMENTO - Centro Studi - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accr. - Per info: Elena Piccioni - Segr. Soc. Spec. SCIVAC - Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it DIAGNOSI E TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE DELLE GHIANDOLE SALIVARI, DELL’ARTICOLAZIONE TEMPOROMANDIBOLARE E DELLE PIÙ COMUNI AFFEZIONI ODONTOSTOMATOLOGICHE - Hotel Miramare, Città Sant’Angelo (PE) - Via Tito De Caesars, 8 - ECM: 4 Crediti - Per info: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

LA GESTIONE DELLE PIÙ COMUNI CARDIOPATIE DI RISCONTRO AMBULATORIALE - Palace Hotel Bari - Via Lombardi,13 - ECM: 3 Crediti - Per informazioni: Monica Borghisani - Segreteria Delegazioni Regionali SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it ANESTESIA: I PARTE - FISICA, APPARECCHIATURE E FARMACOLOGIA PER L’ANESTESISTA - Centro Studi SCIVAC, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it AGGIORNAMENTI SULLA LEISHMANIOSI: DALL’APPROCCIO DIAGNOSTICO AI PROTOCOLLI TERAPEUTICI - Grand Hotel Vittoria, Montecatini Terme (PT) - Via Baccelli, 2 - ECM: Richiesto Accr. - Per info: Paola Gambarotti - Segreteria SCIVAC - Tel. +39 0372 403508 - E-mail: info@scivac.it PRIMO SEMESTRE: “AGGIORNAMENTO IN MEDICINA DEGLI ANIMALI ESOTICI I” - Centro Studi, Cremona - Via Trecchi, 20 - ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elisa Feroldi - Segreteria SIVAE - Tel. +39 0372 403500 - E-mail: info@sivae.it ANESTESIA DEL PAZIENTE CRITICO IN EMERGENZA - Palazzo Trecchi, Cremona - Via Trecchi, 20 ECM: Richiesto Accreditamento - Per informazioni: Elena Piccioni - Segreteria Soc. Specialistiche SCIVAC Tel. +39 0372 403502 - E-mail: socspec@scivac.it AGGIORNAMENTI PRATICI IN RIPRODUZIONE DEL CANE E DEL GATTO: DALLA CHIRURGIA D’URGENZA ALLA CHIRURGIA PROSTATICA - Ordine dei Medici Veterinari di Trento - Via V. Zambra, 36 - ECM: Richiesto Accr. - Per info: Monica Borghisani - Segr. Del. Reg. SCIVAC - Tel. +39 0372 403506 - E-mail: delregionali@scivac.it

PROFESSIONE la VETERINARIA La rivista è un settimanale specializzato rivolto a Medici Veterinari e operatori del settore Direttore Carlo Scotti Direttore Responsabile Antonio Manfredi Coordinamento Editoriale Sabina Pizzamiglio info@anmvi.it Comitato di Redazione Pierpaolo Bertaglia, Paolo Bossi, Marco Eleuteri, Giuliano Lazzarini, Pier Mario Piga, Sabina Pizzamiglio, Aldo Vezzoni Rubriche Fabrizio Pancini, Oscar Grazioli, Maria Teresa Semeraro, Giovanni Stassi Segreteria di Redazione Lara Zava professioneveterinaria@anmvi.it Grafica Francesca Manfredi grafica@evsrl.it Editore SCIVAC - Via Trecchi, 20 26100 Cremona Iscrizione registro stampa del Tribunale di Vigevano, n. 1425/03 del 30/12/2003 Concessionaria esclusiva per la pubblicità EV srl, Cremona marketing@evsrl.it

Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Stampa Press Point, Abbiategrasso - MI fulvio@presspoint2000.it Prezzo di copertina: € 3,00 Prezzo Abbonamento annuo: € 62,00 per l’Italia; Servizio abbonamenti: 0372-403507 Spedizione in abbonamento postale 45%, art. 2 comma 20/B legge 662/96 Filiale di Milano a cura di Centro Produzione Mailings Scarl - Cusago (MI) Chiuso in stampa il 13 febbraio 2006

SOLUZIONI

Infiammazione intestinale

una frattura diafisaria

Reflusso gastroesofageo

una frattura spiroide

Doxiciclina

una frattura da avulsione

Corpi estranei ed ernia iatale

una frattura con frammento a farfalla

QUIZ 1 Seminario SCIVAC di Gastroenterologia, ottobre 2005 Risposta corretta: b)

Che tipo di frattura si forma quando un raggio osseo è sottoposto a una forza di tensione?

QUIZ 2 Congresso Nazionale SCIVAC, Perugia, ottobre 2005 Risposta corretta: c)

Quale delle seguenti NON è una causa importante di esofagite nel cane e nel gatto?


Hill’s*



Professione Veterinaria, Anno 2006, Nr 6