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PSICANALISI 3° ANNO LEZIONE ONLINE n° 2

ALCUNE SITUAZIONI FREQUENTI

L’energia psichica può essere produttiva oppure alienata: in questo secondo caso siamo di fronte a quella che Erich Fromm definisce ALIENAZIONE.

L’ALIENAZIONE Dice E. Fromm: “ogni astrazione o alienazione dalla concretezza dell’esperienza personale influisce profondamente sulla salute psichica”. Che cosa significa ciò? Egli vuol dire che quando l’energia non è utilizzata a servizio della nostra crescita o ci è impedito di manifestare appieno le nostre capacità d’azione e di pensiero, ossia quando ci alieniamo, noi mettiamo a repentaglio la nostra salute. Esiste un’energia puramente fisica (il tratto che lasciamo sul foglio, non importa se molto o poco marcato) che ci dà la dimensione della nostra energia vitale, che, così sostiene Fromm, inizia a declinare già dopo il 25° anno di vita. Ma esiste anche un'altra fonte d’energia psichica che è molto importante per la realizzazione dei nostri progetti, della nostra vita emozionale e della nostra capacità di scambio con il mondo: è quella che deriva dallo scorrere dell’energia stessa tra parte corporea e parte spirituale. L’una spinge all’azione, l’altra costruisce l’azione; se manca l’interesse per la vita l’energia psichica viene meno e ci sentiamo alienati. Ci sono persone fisicamente inattive, ma che mentalmente e spiritualmente producono dei capolavori. L’energia non si consuma, ma piuttosto si attiva con una vita vissuta in modo intenso e compartecipativo. Quando, magari per esperienze negative, ci lasciamo prendere dalla noia e dall’apatia, dobbiamo fare in modo che esse


non ci debbano sopraffare, e dobbiamo quindi lasciarci coinvolgere dall’amore verso noi stessi e verso i nostri simili. E’ una sorta di ricarica che ci garantisce la salute, sia psichica che mentale e fisica. Per SALUTE PSICHICA s’intende il superamento della fase primaria non risolta. Dice Fromm

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: “Io credo che la salute psichica abbia a che fare con il

superamento del narcisismo, ovvero, per dirla in termini positivi, con il raggiungimento dell’amore e dell’obiettività che ne consegue“. Freud ha avuto una grande intuizione quando ha formulando l’idea del narcisismo come alienazione nell’esperienza umana. Dice a tal proposito Fromm: “Credo che niente sia più significativo e determinante del narcisismo per lo sviluppo delle malattie psichiche”. Freud nel definire la personalità narcisistica aveva stabilito che il suo modo di vivere si fonda sul possesso assoluto: “Tutto ciò che gira attorno a me, mi appartiene”. L’esempio più clamoroso lo troviamo nel bambino. Per il piccolo non esiste altra realtà che se stesso e i suoi bisogni. Quando ha fame, vuole essere subito saziato, poiché la percezione del mondo esterno per lui non esiste. Per Freud la personalità sana è quella che è in grado di amare e di lavorare e che ha stabilito un equilibrio tra le forze dell’Io, dell’Es e del Super-Io.

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E. Fromm, I cosiddetti sani, ed. … , pag. 91


IL NARCISISMO Il narcisista è incapace di stabilire relazioni paritetiche. Può essere una persona mentalmente abile, ma emozionalmente in preda della propria immagine (mito di Narciso). Egli si specchia dentro le proprie idee e non importa quello che gli altri pensano di lui poiché è lui stesso il mondo. Se è toccato nella sua immagine o urtato nei suoi sentimenti, egli può reagire: con la persona debole reagisce utilizzando la collera, mentre con le persone forti adotta un meccanismo di ritiro attraverso, ad esempio, la depressione ansiosa. Se la ferita narcisistica non è risolta con la consapevolezza basata sul rispetto dell’altro, sulla capacità di amare e sulla rinuncia all’adorazione del proprio Io, il narcisista diventerà una persona “asserragliata” e imprigionata da se stesso, rendendo difficile la convivenza con chi gli sta accanto. Una forma di narcisismo tacito è anche quella d’incorporare le persone con la giustificazione logica di amarle, purché esse appartengano a lui solo. Il narcisismo può albergare anche all’interno di una normale famiglia, mascherato magari da un eccessivo possesso (mia moglie, i miei figli, “non mi mangia”) che è erroneamente scambiato per amore.

L’EGOTISMO Pur avendo caratteristiche di primarietà, ossia legate al principio del piacere e all’oralità, per cui è portato più a ricevere che a dare, l’egotista ha una percezione della realtà più obiettiva, poiché tende a far risaltare la propria immagine senza peccare però di egoismo. Si trova pertanto a cavallo tra narcisismo ed egoismo. L’egotista può apparire narcisista perché è molto attento ai suoi interessi e, attaccato alla soddisfazione che gli fornisca piacere, per cui rifugge da tutto ciò che mette a repentaglio la sua sicurezza anche economica. C’è quindi una componente di avarizia mentale e relazionale. Le scelte saranno sempre indirizzate verso cose e persone che non abbiano a metterlo in pericolo in alcun modo.


Un aspetto particolare del narcisismo riguarda la tendenza all’immodestia, all’amor proprio eccessivo alla vanità. Nonostante essa faccia parte di questo quadro, va però considerata a parte poiché in genere non è patologica non limitando le potenzialità, anzi a volte fa da sprone alla riuscita.

LA VANITA’ Pur non implicando un eccessivo narcisismo, di solito si tratta di persone insicure, alla ricerca di continue approvazioni e di costanti conferme. Sono astute e cercano prevalentemente amicizie che diano sicurezza e protezione. Temono invece la responsabilità. Sono persone che, pur non avendo i segni dell’inganno, tendono tuttavia a mascherare i propri sentimenti, ad apparire irreprensibili. Sono dei moralisti o, almeno, cercano di dare tale impressione. Dice Moretti: “A tale specie appartengono i bigotti e chi inganna il prossimo facendo ampie elargizioni per essere seganti a dito e riscuotere stima si da favorire i propri interessi”.

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