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Anno II, Numero 2

Notizie di rilievo:  Una testimonianza di libertà

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 Basta!!!

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 Dalla scomparsa...

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 Diario di scuola

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 Ad un passo dal traguardo

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Data 10/04/2008

La voce di Einstein

LICEO SCIENTIFICO DI MOLFETTA

Bentornata primavera! Bentornate mie care lettrici e lettori, il secondo numero de La Voce è arrivato! Siamo già ad aprile, bentornata primavera... il tempo da trascorrere ancora all‟interno di queste quattro mura è quasi agli sgoccioli. Tra poco l‟anno scolastico terminerà per la maggior parte di voi, già ansiosi di indossare il costume da bagno ma, per molti altri, e mi ci metto anch‟io, (l‟avventura continuerà in vista degli Esami di Stato). I pagellini, spero vi abbiano soddisfatti e, se ciò non è stato, non disperate, potete ancora migliorarvi! Ora mi sento in vena di dare alcuni consigli:  ai ragazzi: ragà dovete fare tesoro dei miei suggerimenti, siate più bravi e studiosi (me

compresa)! Ai professori: siate più clementi e vogliateci bene!  Alla Preside: siate meno formale e più partecipe della vita del nostro Istituto (del Liceo Scientifico, naturalmente)! Ma forse mi sembra già di essere agli addii, eppure la scuola non è per niente finita! E allora, bando ai rimpianti e agli accorgimenti, un po‟ tediosi a dire il vero e… chissà se io sia veramente in grado di darli a tutti! Buona primavera e, dal momento che i viaggi d‟istruzione sono alle porte, divertitevi, ma senza esagerare, perchè ogni divertimento ha i suoi limiti, come purtroppo hanno tutte le cose belle!!! 

Simona V C Sommario: LA NOSTRA SCUOLA

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SOCIALE

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RECENSIONI

8

MONDO WEB

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PAPARAZZIAMOCI CON...

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INTERVISTA SINGOLA

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UNA POESIA AL GIORNO

13

MUSICA

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SPORT

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VARIE

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L A V O CE D I E I NS TE I N

UNA TESTIMONIANZA DI LIBERTÀ Un‟enorme distesa verde, che si congiunge a fine sabbia dorata, per poi incontrare il profumo forte dell‟Adriatico, quasi imponente e romantico, giusto sfondo per un discorso sulla libertà, come quello pronunciato da don Luigi Ciotti il 15 marzo a Bari per la “XIII Giornata della memoria e dell‟impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. Centomila persone pronte ad ascoltare e testimoniare, centomila coscienze che la mafia voleva soffocate nell‟oblio dell‟omertà e che, invece, in una soleggiata giornata di marzo, si sono radunate nell‟area di Punta Perotti, per ricordare e testimoniare la presenza co-

stante e decisa di una società civile ancora in fermento, non disposta a cedere ai ricatti e alle prepotenze dei potenti, di chi compra il silenzio e distrugge la dignità. Il Liceo Scientifico, purtroppo, ha partecipato solo con una “modesta” delegazione di circa venti persone (potevamo essere di più), per dimostrare simbolicamente la propria vicinanza a chi ogni giorno combatte contro la malavita organizzata e a chi ancora porta le ferite di questa lotta senza fine, risultato di una caparbia e decisa volontà di non piegare la testa dinanzi a qualsiasi forma di sopruso. Il corteo ha percorso un lungo itinerario attraverso le strade del capoluogo pugliese, tra la composta partecipazione dei numerosi studenti giunti da tutta Italia e da altri paesi europei, che hanno silenziosamente accompagnato lo

scorrere dei nomi delle vittime di mafia, scandite mestamente da un altoparlante. E‟apparso per una volta uno spiraglio luminoso in un tunnel buio e interminabile che ha condannato onestà e giustizia ad un esilio sofferto e tormentato e che ha determinato l‟incapacità produttiva ed evolutiva del Meridione d‟Italia. Si è colta questa flebile, ma decisa speranza di cambiamento più che nelle parole commosse del sindaco di Bari, Michele Emiliano e del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, negli occhi sinceri dei giovani, vera scommessa per il Sud Italia e unica speranza di rivincita per questa

terra. Si spera soltanto che quelle centomila presenze non siano state solo partecipazioni momentanee e di circostanza e che il messaggio lanciato in questa giornata abbia davvero lasciato un segno negli studenti, nelle istituzioni e, perché no, abbia partorito un dubbio permanente nelle menti di chi vive di sopraffazione e violenza.

Manuel Minervini VA


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BASTA!!! Milletrecento morti sul lavoro ogni anno in Italia, poco meno di 4,5 morti al giorno. Questo è ciò che accade nel nostro Paese, uno dei più ricchi e “progrediti” al mondo. Proprio così, progrediti, eppure le virgolette stanno ad indicare quanto l‟Italia, dal punto di vista della sicurezza, sia alla stregua di un Paese in via di sviluppo! Le statistiche ci dicono che il numero dei morti sul lavoro, in Italia, ogni anno, è maggiore del numero dei soldati americani morti nella guerra in Iraq. Tuttavia, anche se i nostri lavoratori non combattono per il petrolio, ogni giorno rischiano la pelle per portare a casa quel po‟ di soldi che, molto spesso, non sono sufficienti per coprire le spese mensili, in assenza di tutela e di sistemi di sicurezza adeguati. Perlopiù le morti sul lavoro non sono incidenti, ma sono il risultato dell‟avidità di coloro che rifiutano di rispettare le leggi sulla sicurezza e che, da questo punto di vista, rifiutano di rispettare la vita della gente onesta, la vita degli operai, naturalmente ci riferiamo agli operai edili, ai braccianti, alla vita dura di chi, per tirare avanti, è costretto a lavorare più di dieci ore al giorno circondato dal pericolo costante di potersi far male o, purtroppo, di morire. Recentemente la piaga delle “morti bianche” è venuta a farci visita più da vicino, dando alla luce un‟altra e direi l‟ennesima, tragedia: la strage della “Truck Center” di Molfetta. Erano circa le ore sedici del tre marzo quando, nel capannone della zona industriale di Molfetta,

si consumava la strage. Una pompa stava lavando una cisterna all‟interno dello stabilimento, un operaio avvicinatosi per controllare come procedeva il lavoro ma, investito da un‟esalazione mortale, cadeva all‟interno della cisterna; l‟autista della cisterna e un altro operaio senza perder tempo si sono calati all‟interno dell‟enorme serbatoio ma, anche loro, restano uccisi dall‟aria velenosa; qualcuno chiama il titolare dell‟azienda e quest‟ultimo, mentre correva verso lo stabilimento chiama il 118 ma, quando i soccorritori arrivano, non c‟è più nulla da fare, tranne che per il più giovane, il quale però, muore dopo qualche ora all‟ospedale di Monopoli. Davanti alla “Truck Center” la gente si è mischiata a carabinieri, politici e vigili del fuoco e fra tutte queste persone emerge una donna incinta la quale darà al mondo una bambina, ma la bambina non vedrà mai il suo papà. L‟unico “aspetto positivo”, se si può così definire, della strage di Molfetta e di tutte le altre stragi precedenti, è stata la riapertura della discussione sulla sicurezza sul lavoro, un problema difficilissimo al quale tutt‟oggi non si riesce a trovare la soluzione ma, soprattutto, è da ricordare che è in gioco una cosa importantissima: la vita! È arrivato il momento di dire “BASTA” alle morti sul lavoro, è arrivato il momento di mettere la parola fine a questa tragica catena di morti…

Francesco Modugno II D


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L A V O CE D I E I NS TE I N

DALLA SCOMPARSA, AL TRAGICO RITROVAMENTO...

Nel cielo ci sono due nuovi angeli: Ciccio e Tore Sono le ore 19.30 quando i tg di tutte le reti danno la notizia di un tragico ritrovamento: dopo 20 mesi di ricerca e di indagini, sono stati ritrovati nel „cuore‟ della loro città i corpicini, ormai senza vita, di Ciccio e Tore Pappalardi. Era la mattina del 6 giugno 2006, quando Filippo Pappalardi e Rosa Carlucci, denunciavano la scomparsa dei loro figli Francesco e Salvatore, rispettivamente 13 e 11 anni all‟epoca. All‟inizio delle indagini si pensava alla fuga volontaria da parte dei fratellini, forse per attirare l‟attenzione sulla loro situazione di disagio familiare (i genitori infatti erano separati da tempo), o perché non volevano stare con il padre, a cui erano stati affidati 15 giorni prima, proprio come sosteneva la madre, affermando inoltre che i bambini avessero paura del padre. Ma il 14 giugno, dopo dieci frenetici giorni di ricerche senza però alcun risultato, l‟ipotesi di fuga volontaria viene accantonata e iniziano gli interrogatori ai genitori e alla compagna di Filippo Pappalardi, Maria Ricupero. Con l‟inizio degli interrogatori si apre la „pista romena‟ avallata da Filippo Pappalardi, secondo cui una giovane donna romena (ex-badante della madre naturale di Rosa Carlucci) avrebbe aiutato Ciccio e Tore a fuggire, ma anche questa pista è infruttuosa. L‟11 luglio, papa Benedetto XVI fa sapere di “seguire con viva trepidazione la vicenda” e, dopo qualche giorno, la Questura di Bari diffonde un filmato di un avvistamento di Francesco, il giorno della scomparsa, intorno alle 18.00 fuori da una banca, nelle vicinanza della casa paterna.

Intanto c‟è la testimonianza di un amico dei due fratellini, il quale afferma di averli visti salire la sera di quel maledettissimo 5 giugno sull‟auto del padre. Poi, dopo un anno e mezzo di indagini, di ispezioni e di intercettazioni telefoniche, arriva al GIP Giuseppe De Benedictis la richiesta da parte del Procuratore Marzano dell‟ordinanza di custodia cautelare in carcere, così il 27 novembre scorso Filippo Pappalardi viene arrestato con l‟accusa di duplice omicidio con occultamento di cadaveri. Ma, sono passati 1 anno, 7 mesi e 20 giorni quando arriva una notizia… Sono circa le 17.00 di lunedì 25 febbraio, quando alcuni ragazzini danno l‟allarme: mentre stavano giocando un loro amico, Michele, uno di loro, è caduto in un pozzo. Passata poco meno di mezz‟ora, in via G. Consolazione arrivano vigili del fuoco e carabinieri; e intanto la masseria di questa via, un tempo adibita a convento, viene circondata dai gravinesi. I vigili del fuoco iniziano l‟operazione di salvataggio di Michele, calandosi nella cisterna, “eccolo è lì, grida per il dolore ma è abbastanza tranquillo” – sono le urla di uno dei soccorritori – ma il ragazzino non poteva sapere che la sua caduta avrebbe messo in luce un‟orrenda realtà, quale la morte di Ciccio e Tore; non poteva sapere che a pochi metri da lui giacciono i loro corpicini mummificati. Possibile che nessuno aveva pensato di andarli a cercare lì?! Tutti sapevano che i bambini andavano a giocare in quella casa delle „100 stanze‟, che è stata le tomba dei due fratellini per quasi due anni. Eppure quella maledetta


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casa era stata ispezionata…ma sicuramente non da cima a fondo! Un ragazzino svela di aver detto ai carabinieri di averli visti entrare in quella casa, ma non gli hanno creduto! Certo che la morte di Ciccio e Tore rimane un enigma, la ricostruzione è da brividi solo ad ascoltarla, svariate sono le ipotesi della caduta, perché di caduta si tratta, dalla stessa posizione dei due fratellini si può capire che erano vivi quando sono finiti là dentro. Entrambi in posizione fetale, a 6 metri di distanza l‟uno dall‟altro: Tore con il pollice in bocca e Ciccio con le mani tra le gambe. Ma come sono caduti? Chi pensava ad una caduta fatale; chi al fatto che i bambini stessero scappando dal padre, irritato poiché non erano rincasati all‟orario concordato; o forse non erano caduti, ma li aveva buttati il padre, che conosceva bene quel casolare. La settimana successiva al ritrovamento, iniziano i vari esami della scientifica, dopo l‟autopsia e i suoi risultati: i bambini non riportano alcun segno di violenza. Francesco è morto dopo un paio d‟ore, lui aveva riportato fratture al femore, al bacino e sul lato sinistro a tibia, con conseguente perdita di sangue. Salvatore, invece, solo una microfrattura al piede, è morto circa 48 ore dopo, di sete, fame, freddo e naturalmente, di paura: una vera e propria agonia! (Stando agli ultimi risvolti delle indagini, dovrebbero essere precipitati fra le 20:00 e la mezzanotte del 5 gugno 2006). Sono le otto di sera dell‟11 marzo (del 2008), quando Filippo Pappalardi torna nella sua casa: ad accoglierlo più di 200 gravinesi e ad aspettarlo in casa ci sono Maria Ricupero con le sue due figlie e la figlia che ha avuto con il suo compagno circa cinque anni fa. Il GIP, Giulia Romanazzi, ha deciso per la sua scarcerazione, mettendo prima Filippo Pappalardi agli arresti domiciliari, perché accusato di abbandono di minori seguito dall‟evento morte, poi, è una notizia di questi giorni (del 4 aprile), scarcerandolo definitivamente facendo quindi decadere definitivamente le altre due accuse di sequestro di persona e occultamento di cadavere mosse dalla procura. Proprio in questi giorni, infatti, si sono esaminati alcuni oggetti rinvenuti nella cisterna, come per esempio la batteria di un cellulare, le scarpe numero 37, le due palline da biliardino e il palloncino che è stato trovato nella tasca dei pantaloni di Tore (proprio quel 5

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giugno, i fratellini stavano giocando con i loro amici, lanciandosi palloncini pieni d‟acqua!), che hanno dato voce, insieme all‟autopsia, ad una nuova dinamica dei fatti. Salvatore Pappalardi, una volta precipitato insieme al fratello nel pozzo, a Gravina in Puglia, trascinò Francesco dalla base della scarico del pozzo fino al luogo all'interno della cisterna nel quale sono state ritrovate le due salme lo scorso 25 febbraio. Secondo i i medici legali Tore, che riuscì a sopravvivere più tempo, trascinò Ciccio tirandolo dalla gamba non lesionata, la sinistra, forse per salvarlo. Tanti sono gli interrogativi che ognuno di noi si è posto in questi ultimi mesi, speriamo che la verità venga definitivamente chiarita per rendere giustizia alla morte dei due fratellini! La vita è bella, non può e non deve essere stroncata soprattutto a quell‟età, quando si è ancora piccoli, quando si crede nei sogni, quando non si conosce il rancore, il vero significato della sofferenza; eppure loro, così piccoli, così indifesi si sono trovati dentro un baratro, che li ha condotti verso la morte. Spero vivamente che la felicità negata, strappata alla loro fanciullezza, la stiano trovando lassù, insieme a tutti quei bambini vittime della crudeltà degli uomini.

Monica Bellifemine II D


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“AMICI” DI MARIA DE FILIPPI Sono ormai sette anni che va in onda su Canale 5 “Amici” di Maria de Filippi, uno show che attrae i giovani e non solo, ma anche bambini e adulti. È finora l‟unico programma che dà la possibilità ai giovani di esibirsi, mostrare il loro talento in determinate discipline, quali la danza, il canto e la recitazione; dando così loro uno sbocco nel mondo dello spettacolo. I ragazzi così facendo, non solo studiano la loro materia, ma si trovano anche di fronte a nuove realtà, ossia le restanti discipline, obbligate ad essere studiate. Questa è forse l‟unica qualità positiva di questa trasmissione. Sono ormai tre anni circa che il programma non è più lo stesso. Prima infatti i ragazzi nell‟appun tamento serale dimostravano non solo di essere migliorati nella loro disciplina, ma di aver appreso anche nozioni di altre materie, esibendosi in diretta attraverso sfide singole; alla fine del programma poi vinceva colui che, con l‟impegno e la volontà si era dimostrato il ragazzo più completo. Ora invece purtroppo non è più così: ogni ragazzo si esibisce solo e soltanto nella sua disciplina ma, la cosa più sconcertante, è la formazione delle squadre e quindi la divisione automatica anche di parecchi insegnanti. Così sono nate le diverse discussioni non solo tra i ragazzi della scuola, ma anche tra alunno e professore, facendo intervenire il pubblico. Pertanto, da essere un programma da ammirare per il suo fine, è diventato un programma diseducativo anche per i più piccoli, che affronteranno la realtà in modo diverso e scorretto seguendo l‟esempio sbagliato di questi media. Cosa manca nel programma? Io credo proprio il rispetto! Non è per niente accettabile che un adolescente si rivolga ad un insegnante in modi assurdi, addirittura, oltraggiando la sua professionalità e, a volte, la stessa persona, o che addirittura ciò accada fra gli stessi insegnanti (e ciò è ancor più diseducativo per tutti). E‟ quanto è accaduto infatti nel diverbio tra il prof. Jurman e Grazia (entrambi insegnanti di canto), tant‟è che addi-

rittura vi è stata una diffida. Ma è da criticare anche la stessa Maria de Filippi che, per “difendere” i ragazzi ma, a questo punto, per screditare i professori, ha mostrato in tv dei filmati denigratori relativi ad alcuni insegnanti, così come è accaduto quando ha mostrato alcune gaffes dell‟insegnante Alessandra Celentano in un suo vecchio provino. Si, lei forse chiede troppo dai ragazzi ma, in fin dei conti, la danza richiede non solo impegno, ma anche requisiti fisici. Se i ragazzi non fossero così esuberanti la Celentano non farebbe pesare questa cosa, anzi, forse la nasconderebbe; invece, poichè ormai nel programma va avanti l‟arroganza, penso che lei si senta quasi costretta a farlo. Ebbene, ora Amici è diventato un reality non è più una scuola e, come tutte le scuole che si rispettino, dovrebbe insegnare non solo le discipline, ma soprattutto formare una persona con principi educativi. Tutto questo non c‟è più, assolutamente! La colpa io la attribuirei agli autori, che non si adoperano per migliorare la situazione. Il nome stesso “Amici” dimostra che dovrebbe essere un programma che inculchi il senso di cooperazione e non di competizione fine a se stessa, anticostruttiva e diseducativa. Parecchi sono arrivati al punto di non seguire più direttamente la trasmissione, preferendo piuttosto andare su You Tube per vedere i video delle esibizioni, senza assistere al resto del programma che, ormai, non saprei più come definire. Bè ragazzi io vi saluto e, spero di essere stata chiara e magari di avervi fornito qualche spunto in più sulla trasmissione. Ragionate prima di dedicare del tempo a programmi a dir poco VERGOGNOSI!!! A presto...

Lorena III C


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“A 18 anni voglio la macchina!!” Genitori alla ricerca di un parafulmine per le richieste dei figli…. … Quanto costerà la macchina nuova? E come sarà? Maggiore età = auto. E‟ ormai un binomio inscindibile per molte famiglie italiane. Il problema è: che auto prendere? Quale sarà il suo prezzo? Sarà affidabile e sicura? Al momento le migliori risposte a tutte queste domande sono due: Peugeot 207 e Seat Ibiza. Entrambe facenti parte della categoria “supermini” conciliano ottime prestazioni con consumi adeguati e sicurezza soddisfacente. Partendo dalla piccola francese abbiamo diverse motorizzazioni con i relativi allestimenti e prezzi. La versione base è la 1.4 ONE Line 3 porte al costo di 11.700 €. I suoi 73 cavalli non sono male data la coppia di 118 Nm a 3300 giri, un‟accelerazione da 0 a 100 km/h in 14.5 secondi e una percorrenza di 15.9 km a litro dati i 1213 kg di peso. La versione senz‟altro consigliata è la 1.6 HDI XS 5 porte che si accontenta di modeste quantità di carburante nonostante i 90 cv che in accelerazione si sentono tutti. Questa versione ha un costo di 17.200 € (finanziabili). La coppia è sorprendente: 215 Nm ad appena 1750 giri. La velocità massima è limitata a 182 km/h ma potrebbe egregiamente raggiungere i 200. Ovviamente i sistemi di sicurezza sono proporzionati. ABS ed ESP, 6 airbag che si avvalgono anche della tecnologia di apertura a “tendina” per proteggere gli occupanti anche da eventuali scheggie di vetro. Quest‟auto arriva a 100 km/h in 11.5 secondi e la sua percorrenza è di 22.2 km con un litro nonostante i suoi 1280 kg di peso. La versione massima di questa vettura è tuttavia la 1.6 GTI 3 porte al costo di 22.800 € che percorre 13.9 km a litro e, con i suoi 173 cv arriva da 0 a 100 in 7.1 secondi. La coppia è di 240 Nm a 1600 giri con una velocità massima di 220 km/h. Insomma, un‟auto che offre tanto a prezzi sicuramente più moderati rispetto alle altre case automobilistiche. A tutto questo però risponde energicamente la piccola spagnola che

gode pienamente della logica di costruzione proveniente dal gruppo Volkswagen. Infatti la nuova Seat Ibiza si piazza come una delle auto più giovanili. Nonostante la sua linea risalga a quasi 5 anni fa, l‟Ibiza conserva ancora un‟aspetto “fresco”. L‟abitacolo è spazioso e ben rifinito. L‟unico neo è che la versione “Free” non ha il climatizzatore di serie. La 1.9 TDI và forte. Sportive la FR e la Cupra. La versione base per questa Seat è la 1.2 Free 3 porte. Ovviamente il 3 cilindri è poco soddisfacente. I 60 cv di potenza riescono a spingere i 1103 kg di questa versione a 100 km/h in 16.5 secondi. La coppia è di 108 Nm a 3000 giri e la velocità massima è di 155 km/h. Il prezzo è naturalmente proporzionato. Infatti la Ibiza parte da 9000 €. La versione consigliata è la 1.9TDI Sport DPF al costo di 16.360 €. I suoi 101 cv la spingono fino a 100 km/h in 10.8 secondi. La coppia è di 240 Nm a 1800 giri e la percorrenza è di 20 km a litro. La velocità massima è di 190 km/h. I sistemi di sicurezza sono adeguati e gli airbag sono ben disposti per permettere una protezione ottimale in caso di incidente. La versione massima di quest‟auto ha un motore alquanto sorprendente. Nonostante la Seat Ibiza faccia parte della categoria “supermini” alla versione massima dispone di un prestante 1.8 Turbo che eroga ben 180 cv. Ovviamente le prestazioni sono estremamente soddisfacenti. 245 Nm a 2000 giri, velocità massima di 230 km/h (autolimitata) e da 0 a 100 km/h in 7.0 secondi con una percorrenza di 12.5 km a litro. Il costo è di 20.580 €. Ovviamente i sistemi di sicurezza sono proporzionati a queste prestazioni degne di una berlina di lusso. Che dire, queste due auto sono al momento le migliori nel rapporto qualità-prezzo. Tra le due la più economica è la Seat Ibiza anche se la differenza di prezzo è giustificata dagli equipaggiamenti che nella 207 abbondano. A questo punto bisogna decidere in base alle esigenze di chi acquista l‟autovettura. Buona fortuna!

Mauro Zezza II B


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DIARIO DI SCUOLA I SUCCESSI DI DANIEL PENNAC DOPO LA SCUOLA „Non diventerai niente‟ è una delle frasi più ricorrenti del nuovo libro dello scrittore francese Daniel Pennac intitolato „Diario di scuola‟. Il libro affronta la scuola dal punto degli alunni, o meglio dei „somari‟, degli „sfaticati‟, dei „fannulloni‟, insomma di quelli che vanno male a scuola. Lo scrittore, ex somaro lui stesso, descrive e studia questa figura tratteggiandola nei minimi particolari, parlando inoltre del peso d‟angoscia e del dolore che gli appartiene. Nelle prime pagine del libro, Pennac, dice di aver impiegato un anno per imparare la lettera A su cui il padre ironizzava dicendogli: “ninte panico, tra 26 anni padroneggerai perfettamente l‟alfabeto!”. Buffo, vero? E pensare che adesso Daniel Pennac è un professore e uno scrittore affermato, infatti nel 2002 ha vinto il Premio Internazionale G. Cavour „Una vita per la letteratura‟. Lo scrittore nel libro ha voluto mescolare la sua vita da studente incapace, indisponente e diciamolo pure, menefreghista, con la sua attuale vita da scrittore e insegnante. Nel libro racconta poi alcune esperienze da „somaro‟ come per esempio le numerose bocciature, il collegio, il tanto atteso e impensabile diploma, la laurea e, soprattutto, parla del ruolo decisivo che gli insegnanti hanno avuto, ossia quello di “salvarlo”. Loro hanno creduto in lui ed hanno pensato che potesse uscire da questo baratro dell‟ignoranza; primo tra tutti un professore del collegio, dove era stato mandato dai genitori; è lui che appunto ha iniziato a capirlo dandogli un compito ben preciso: scrivere un libro entro la fine del primo trimestre, rispettando alcune scadenze. Così iniziò a crescere il nostro piccolo somaro, avvicinatosi sempre più alla lettura e avendo sempre a portata di mano il dizionario (si, proprio così, il tanto bistrattato Dizionario di Italiano!!!) rispettando poi le date concordate con il

docente, proprio come uno scrittore professionista (così lui si definisce). Ora che non ha più il ruolo di studente, bensì di professore („il più bel mestiere del mondo‟ come lui afferma), lo esercita ricordando i problemi che lo assillavano da piccolo, cercando quindi di salvare anche lui ragazzini che pensavano di non riuscire a prendere un voto maggiore di zero in ortografia. Bè,che dire di più, penso che Pennac sia un esempio per tutti noi poiché, con la sua enorme forza di volontà, è riuscito a superare se stesso e, naturalmente, i pregiudizi della gente che si erano formati su di lui. Speriamo che non solo in Francia, ma anche in Italia ci siano professori capaci da salvare i propri alunni da una situazione a dir poco disastrosa. Quindi colgo l‟occasione per invitare sia i miei coetanei, che i professori, alla lettura di questo affascinante libro!!!

Monica Bellifemine II D


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SWEENEY TODD Ambientato in una Londra vittoriana talmente piovosa da non potervi distinguere il giorno dalla notte, è uscito nelle sale italiane dal 22 Febbraio il nuovo film di Tim Burton: “Sweeney Todd”. E‟ stato definito un musical horror, quindi molto diverso da“High School Musical” e vietato a quei quattordicenni, che sono invece i primi fruitori didel musical sulla scuola, dal quale si evince lo spirito del registra: un‟attrazione fatale verso tutto ciò che è oscuro e misterioso e un mondo più affascinante di una semplice fiaba; il terrore e il cattivo odore di una civiltà prevalentemente composta da adulti, che si contrappone a quella dei fanciulli spesso maltrattati. Il film è ispirato a un musical degli anni ‟70 di un famoso compositore americano Stephen Sondheim e Hugh Wheeler tratto dal romanzo di Thomas Peckett Prest,che a sua volta prende spunto dalla storia di un barbiere giustiziato con l‟accusa di aver ucciso 600 uomini nel „700. Il protagonista è un diabolico barbiere di Fleet Street, Benjamin Barker (è questo il suo reale nome, prima di prendere il “nome d‟arte” Sweeney Todd), interpretato da un Johnny Deep tramutatosi quasi in una Crudelia Demon (dalla pelle cerosa e una pettinatura alquanto originale dai capelli neri scompigliati con un candido ciuffo), ma affascinante come sempre. E‟ un uomo molto felice, contento della sua vita, un affermato barbiere, padre affettuoso e devoto marito. Accusato e condannato ingiustamente di crimini non commessi, il giudice Turpin (Alan Rickman) lo esilia lontano in una prigione australiana violentando la sua bellissima moglie Lucy Barker (Laura Michelle Kelly) e adottando la sua prole, Johanna Barker ( Jayne Wisener), eleggendo quest‟ultima come sua “pupilla”. Mosso da quest‟atroce sopraffazione torna a Londra per compiere la sua giustizia faida-te. Non sarà difficile calmare la sua sete: i ferri del mestiere sono a portata di mano… ma

soprattutto di gola… Turpin e gli altri poveri avventori scopriranno che la vendetta per Mr.Todd è un piatto da servire caldo, cotto e sfornato. Infatti come ogni serial killer che si rispetti anche il barbiere ha una macabra complice: la signora Nellie Lovett (Helena Bonham Carter) abitante del vecchio appartamento del barbiere in Fleet Street sopra al suo negozio. Sarà ella che penserà a far scomparire i corpi trasformandoli in succulenti pasticci di carne. Ma i loro piani di vendetta vengono sfasati dall‟arrivo di un bambino Tobias "Toby" Ragg (Ed Sanders), che assumeranno nel loro negozio. Il ragazzino si accorgerà in seguito delle strane manovre dei suoi “genitori adottivi” e cercherà di scappare… gli abitanti di Londra faranno notare alle autorità dello “strano odore” che esce dal loro camino… La situazione si complica per i due assassini e questa volta ingannare servirà a poco. Ha ricevuto tre nomination, tra cui quella per Johnny, come migliore attore, ma ne ha vinta, purtroppo, solo una, quella di “Best Picture”. La scenografia tenebrosa, viene spesso spezzata dagli effetti al computer inquietanti allo stesso modo. Le musiche, sono divine e coinvolgenti, tutte “in rima”! Non sono state tradotte in italiano -per l‟amor del cielo grazie- quindi hanno dato un po‟ di problemi a chi scarica i film da internet…e hanno un po‟ innervosito chi non ama troppo né i sottotitoli, né l‟inglese… forse molti, purtroppo! Una volta visto il film vi consiglio di visitare il sito ufficiale con divertenti animazioni: www.sweeneytoddmovie.com. Per chi è interessato il 1° Aprile è in vendita il dvd in due diverse versioni…io non vedo l‟ora! P.S.: We always have to die!

Annarita Spaccavento, II D & Adriana Ceci, II B


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Dialer, truffe silenziose Cosa sono, come funzionano e come fare per proteggersi 2.

Internet col passare degli anni è cresciuto ad un ritmo rapidissimo e, insieme alla venuta del web 2.0, abbiamo tutti potuto ben constatare la comparsa dei virus. Molte volte questi programmini mirano a danneggiare il sistema operativo mentre altri, chiamati “Dialer”, mirano alle tasche del povero malcapitato. Il loro funzionamento è simile a quello del cd di installazione della connessione ad internet poichè anch‟essi modificano o a creano una connessione che però in questo caso costa all‟utente il decuplo e quando ce ne si accorge (alla fine del mese con la bolletta) ci si trova davanti a cifre esorbitanti. Questi attacchi ci vengono portati tramite script nelle pagine web in cui si naviga o email dannose che, aperte, scaricano questo software sul computer. Tuttavia i modi per difendersi sono molteplici: 1. Il primo consiste nel bloccare ogni creazione di una nuova connessione di accesso remoto: Dovremo abilitare l‟opzione

visualizza cartelle e file nascosti, dopo di che dovremo andare in

C:\DocumentsandSettings\AllUsers\Dati applicazioni\Microsoft\Network\Connecti ons\Pbk\rasphone.pbk ,

cliccare con il tasto destro su questo file e nelle proprietà impostarlo come di sola lettura. Tale impostazione andrà modificata nel caso dovessimo installare noi una nova connessione. 3. Il secondo metodo consiste nel disabilitare gli active X dalle opzioni di internet explorer selezionando un livello di protezione personalizzato e disabilitando i suddetti. Tale soluzione risulta però svantaggiosa data l‟impossibilità di visualizzare successivamente gli active X sicuri. Questi sono i metodi più semplici per essere sicuri ma in generale la prudenza nella navigazione ed il buonsenso bastano. Alla prossima…

Eughenes


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PAPARAZZIAMOCI CON… …ANBETA TORROMANI Il nuovo personaggio che voglio presentarvi è Anbeta Torromani. È curioso sapere che una professionista della danza classica come Anbeta, in realtà si è avvicinata a questa disciplina solo per ripiego. Anbeta com i n c i a all‟età di 5 anni a studiare ginnastica artistica ma, in seguito ad un infortunio, rinuncia al suo sogno di diventare una ginnasta, optando invece per la danza classica, con un misto di entusiasmo e di scetticismo. Ad Anbeta bastarono poche settimane per scoprire questo suo grande amore per la danza classica, una passione che è ancora viva e forte dentro di lei. E' nata a Tirana (Albania), dove ha frequentato l'Accademia Nazionale di Danza. Conseguito il diploma si è perfezionata a Baku, in Azerbaijan. Rientrata in Albania, è immediatamente entrata a far parte del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Tirana, dove ha ricoperto i ruoli principali di balletti celebri quali "Giselle", "Don Chisciotte", "Cenerentola", "Carmen". Ogni volta che balla l‟emozione è sempre alle stelle e, il suo grande obiettivo, è quello di riuscire a comunicare quelle emozioni alla gente che la guarda. Nella vita non rinuncerebbe mai ad amare ed essere amata dalla sua famiglia, dai suoi amici e il proprio lavoro. La famiglia è la cosa più importante della sua vita della quale dice: “mi

sento fortunata ad avere una famiglia come la mia , ogni cosa che ho realizzato fino a questo punto è anche grazie al loro sostegno, incoraggiamento e insegnamento.”

L‟oggetto dal quale non si separerebbe mai è invece un anello, che la mamma ha regalato a tutte le figlie, un anello semplicissimo, ma ricco di valore simbolico. Anbeta è entrata nella scuola di “Amici” con l'obiettivo principale di migliorarsi nel ballo e nelle altre discipline dello spettacolo. Ora lavora nella scuola come assistente agli insegnanti e ai ragazzi, oltre ad esibirsi con la consueta grazia durante gli speciali e i serali.

Lorena Germinario III C


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Meglio solo che... Nome

Angelo Michele Pappagallo

43 Età Coniugato Stato civile 19 Anni di insegnamento Tantissimo Ama il suo lavoro Cosa l‟ha spinta a intraprendere questa pro- L'inclinazione all'insegnamento fessione Scienze Religiose Laureato in Ottimale, anche nei momenti di conflitto, che non Com‟è il suo rapporto con gli alunni? mancano mai

Idem E con i suoi colleghi Se la stima è un fattore rilevante nei rappor- Tantissima, con la consapevolezza che la stima non scada in inutile demagogia ti interpersonali, quanta stima ha dei suoi studenti? Tantissima E dei colleghi? E quanta pensa ne abbiano i colleghi di Lei? Bisognerebbe chiederlo ai colleghi

Dopo diversi anni di insegnamento, c‟è un Ce ne sono tanti, ma ricordo sempre con piacere i episodio che ricorda con maggiore piacere? momenti di saluto con i colleghi che ogni anno vanno in pensione

Ha rimpianti? Cosa mette al primo posto nella sua vita?

Sulla scelta della professione no I valori intesi come rispetto delle regole e la famiglia Ricoprendo un ruolo di tale importanza nella E‟ importante tale ruolo? E‟ esclusivo? Di certo ci struttura scolastica, crede di svolgere sem- metto tutta la buona volontà

pre adeguatamente il suo incarico? Crede nella rottura del “muro” tra banco e cattedra? Se si, per quale motivo? Cosa ama maggiormente dei ragazzi? Cosa ne invidia? E cosa le provoca disturbo?

Si, nel rispetto dei ruoli e delle competenze Perchè i tempi sono cambiati e la scuola è un ambito dove le relazioni hanno importanza primaria La schiettezza e la caparbietà La giovane età

I comportamenti non ponderati e supportati da irrazionalità, atti di vandalismo e di pura trasgressione fine a se stessa È sua abitudine leggere il nostro Giornalino Lo seguo con molta attenzione

d‟Istituto? È soddisfatto di questa intervista? Cosa vorrebbe dire ai colleghi? Cosa agli alunni? Un saluto generale

Tantissimo Di considerare la scuola come la risultante di una sinergia di azioni Di agire sempre con coscienza e di non perdere tempo negli studi Vi voglio bene!


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UNA POESIA AL GIORNO NON HO MAI Non ho mai creduto ai miei amici quando mi dicevano che avremmo fatto una coppia perfetta. Non ho mai pensato che la nostra amicizia sarebbe diventata più importante. Non ho mai saputo quel che valevi per me. Non ho mai… …capito che sarebbe finita così, eppure gli altri me lo dicevano… forse volevo nascondere ciò che avevo scoperto da tempo, che come le piante non possono vivere senza acqua, io non posso vivere senza di te…

LA NOSTRA CANZONE L‟ascolto e ritorno a quel 12 maggio. L‟abbiamo ballata e di colpo mi sono innamorata. Forse anche tu, o più tardi o neanche m‟hai amata. Quella canzone parla di noi, di me, di te. La nostra canzone. Il nostro amore.


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C’ERA UNA VOLTA IL FESTIVAL…. Un flop. Così è stato definito dalla maggior parte delle riviste specializzate. “Gli ascolti non sono bassi, ma non sono quelli che ci si aspetta per una trasmissione di cotanta importanza”, queste le parole di Del Noce, direttore di Rai Uno, una sera dopo il Festival. Ebbene si, purtroppo per gli amanti del Festival, il “Sanremo 2008” è decisamente fallito. La colpa? Domanda che la maggior parte degli Italiani, che lo ha seguito, si è posta a tale fallimento. La risposta è da ricercare negli spettatori: infatti gli attratti dal festival sono pochissimi giovani e altrettanti adulti, l‟ancora di salvezza sono gli imperterriti veterani più anziani. Ormai, forse, il caro vecchio Baudo “nazionale”, che però quest‟anno si potrebbe definire la spalla del vero conduttore, nonché Chiambretti, non riesce più ad attrarre il pubblico giovanile, a causa forse della scelta delle canzoni ma, soprattutto, dei cantanti, a volte troppo lontani dal nostro mondo. Cominciando dal caro vecchio, quasi immortale Little Tony, il quale imperterrito si è presentato a con una canzone che preannuncia il suo ritorno certo al prossimo festival, dal titolo “Non finisce qui”. Poi il grande Grigniani con “Cammina nel sole”, orecchiabile ma moltoooo simile alle sue precedenti, che si è piazzato all‟ottavo posto. Segue Cammariere il quale, malgrado la inoltrata età, si è presentato con una canzone decisamente triste ma accettabile: “L‟amore non si spiega”. Al sesto e quinto posto abbiamo avuto un giovane e un gruppo altrettanto moderno ma, considerando le canzoni, decisamente poco vitali e non molto adrenaliniche, di attuale hanno solo l‟aspetto…. Meneguzzi e i Finley, con rispettivamente “Grande” e “Ricordi”. Ora pero, prima di arrivare ai primi tre classificati sono “costretto” a parlare di Cutugno, che si è presentato con una canzone molto apprez-

zata da un pubblico…… post-quarantenne, dal nome “Un falco chiuso in gabbia”. Infine, arriva il tanto atteso podio: ecco, infatti, trionfare al terzo posto il beneamato Moro che, con “Eppure mi hai cambiato la vita”, dal ritmo piacevole e dal testo poco impegnativo, riesce a conquistare il cuore di molteplici fanciulle. Al secondo posto la “promessa al primo”, la bella Tatangelo che, con una sviolinata al suo Gigi, il quale le ha scritto la canzone portata al festival, nonché “Lì mio amico”, durante la premiazione, come si suole dire, si dà la mazza sui piedi! E per ultimi elencati, ma primi al Festival, la coppia Giò Di Tonno e la bellissima Lola Ponza con un‟altrettanto stupefacente canzone( per chi non la conosca) “Colpo di fulmine”, la quale è stata molto criticata in quanto definita “canzone da musical”. Effettivamente ciò si è riscontrato dato che alla radio in quesi giorni, per quanto sia bella, non è molto proposta e, tanto meno, lo è in famosi programmi televisivi musicali. Ma, prima di concludere, come non citare la combattuta, frenetica, trasgressiva, ma soprattutto amata Bertè, la quale si è presentata con un atteggiamento molto discutibile, come la sua canzone. Tirando lo somme: il Festival della musica italiana di quest‟anno è tutto da dimenticare, forse per colpa di Pippo, forse per colpa delle canzoni…..il Festival non attrae più il pubblico. La domanda conclusiva, ma realistica è allora questa: Perché non apprezziamo più il Festival, ma piuttosto la TV spazzatura? Forse perché, come i “barbari” romani erano attratti dalle sanguinose lotte fra gladiatori, ora noi rimaniamo incantati nell‟osservare litigi fra i, cosiddetti, V.I.P. Il tutto mentre la musica di Sanremo diventa sempre più….arte per pochi.

Eduardo De Benedictis II B


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Musica top-ten 1. Jovanotti: „Safari‟ 2. Gianna Nannini: „Gianna Best‟ 3. Eros Ramazzotti: „E2‟ 4. Ligabue: „Primo tempo‟ 1.

Zucchero: „All the best‟ 6. Antonello Venditti: „Dalla pelle al cuore‟

7. Amy Winehouse: „Back to black‟ 8. Laura Pausini: „San Siro‟ 9. Mario Biondi: „I love you more live‟ 10. Adriano Celentano: „Dormi amore la situazione non è buona‟

Eccoci di nuovo alla sezione del giornalino dedicata alla MUSICA. Al primo posto nella classifica degli album si trova Jovanotti con „Safari‟ che, con la sua canzone „A te‟, è riuscito a salire al terzo posto nella classifica dei singoli. Al secondo posto c‟è con la sua grinta ed energia Gianna Nannini con „Gianna Best‟. Mentre al terzo posto c‟è Eros Ramazzotti, che con „E2‟, non vuole lasciare il podio nemmeno nella classifica dei singoli, dove è al secondo posto con la canzone „Non siamo soli‟ in collaborazione con Ricky Martin. Monica „92


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AD UN PASSO DAL TRAGUARDO Come ogni anno il nostro Liceo ha partecipato ai Giochi Studenteschi di pallavolo. Dopo lo sfortunato torneo dell‟anno scorso, quest‟anno invece bisognava tentare la rincorsa al primo posto cittadino, che poi ci avrebbe permesso di passare alla fase successiva. Con una squadra nuova e con solo due elementi che avevano partecipato all‟edizione precedente, abbiamo dato del filo da torcere a tutte le squadre, nonostante i pareri negativi che ci davano sfavoriti in tutti i match. Il nostro sestetto iniziale era formato da Depergola e Manzoni come palleggiatori, il capitano Palmiotto affiancato da Labombarda, Mastropasqua e Mancini invece nel ruolo di schiacciatori. Con un solo allenamento alle spalle, abbiamo affrontato i nostri pari età del Commerciale di Molfetta: dopo il primo set, perso malamente, spronati dalla nostra prof. Serrone, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo conquistato gli ultimi due a disposizione vincendo per 2-1. Questa vittoria allora ci ha permesso di pensare tranquillamente alla trasferta in quel di Ruvo e così è stato fatto. Infatti, in una palestra gremita di studenti (causa assemblea d‟Istituto) che tifavano contro di noi, abbiamo battuto 3-0 il Liceo Scientifico di Ruvo in quella che è stata la nostra partita più bella del torneo. Dopo c‟era l‟impegno più abbordabile, contro l‟IPSIAM di Molfetta: anche questa partita è finita 3-0, nonostante qualche acciacco fisico dei nostri giocatori più validi. Infine, l‟ultimo match, contro

l‟ITIS di Molfetta, è stato fatale per noi, dal momento che chi vinceva passava il turno. Purtroppo a vincere sono stati loro, con un 3-0 combattuto, che ha infranto tutti i nostri sogni e la consapevolezza di aver buttato un‟occasione al vento. Infatti l‟ITIS nella fase successiva ha affrontato squadre meno forti di noi circostanza che gli ha permesso di arrivare fino alla finale, poi persa malamente contro l‟Altamura. Insomma, c‟è il rammarico di non aver passato il turno, nonostante tre vittorie e una sconfitta. Concludo tuttavia con un caloroso invito ai ragazzi, che ora frequentano il primo anno e che probabilmente ritorneranno a giocare l‟anno prossimo, non potendo più falo io e i miei compagni perché fuori-quota, a ritentare, spero riuscendoci definitivamente, l‟assalto alla qualificazione.

Giuseppe Depergola II D


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GIOVINAZZO-MOLFETTA, TANTO SPORT IN SOLI 7 KM Due città divise da una manciata di chilometri, a pochi passi dall‟Adriatico. Molfetta e Giovinazzo sono vicine e dividono, oltre ad un pezzo del territorio, anche i soliti problemi di queste zone, che forse solo lo sport riesce a lenire. La Giovinazzo delle rotelle, dopo ben tredici anni di attesa, ha nuovamente varcato la soglia della serie A1, con un presidente totalmente molfettese Vito Favuzzi e un grande allenatore di esperienza Giuseppe Marzella, che ha a sua disposizione un manipolo di atleti ventenni, tra cui molti talenti molfettesi come Messina Roberto autore di 2 reti e Lezoche Luigi autore di ben 5 reti. A Giovinazzo, c‟è anche il calcio a cinque, in serie A2 per la prima volta, dopo aver ottenuto la promozione sui tavoli della giustizia sportiva. In ambito cestistico poi vive la favola della Fidens, prima nel torneo di Promozione. Molfetta, dal canto suo, risponde con la B2 di basket e con il primato della Virtus, quest‟ultima è una società solida e minuziosamente organizzata e con un pubblico che merita palcoscenici più rilevanti. Molfetta inoltre può godere anche di una seconda squadra di basket la Fulgor Molfetta, che naviga tra le prime posizioni della serie D. Nel calcio a 5 invece il Real Molfetta è pronta per il salto in serie B, visto che milita al secondo posto a pochi punti dal Biancoazzurro Fasano. Il Real annovera poi giovani giovinazzesi tra cui il portiere Antonio Camporeale, il laterale Ambrogio Mariano Casaburi e l‟universale Alessandro Ciardi.

Molfetta, si coccola inoltre la palla bianca: in serie B1 con l‟ Indeco Cattolica Popolare e in serie B2 con la Ragno Volley, in ambito maschile, ma anche in serie C con due formazioni femminili e soprattutto con una che sta facendo ritornare in alto il volley tinto di rosa. Pallavolo invece in decadenza a Giovinazzo, con tre collettivi impelagati nelle zone paludose della C e della D, mentre Molfetta tenta di non far scomparire il calcio. Le ultime sconfitte in Eccellenza paiono scongiurare rischi di retrocessione, mentre in Seconda ed in Terza, si gioca e ci si diverte. Un comune denominatore anche di Giovinazzo, dove le due squadre annaspano in fondo ai rispettivi tornei di Seconda e Terza Categoria. Molfetta, inoltre vuole spingere l‟Hockey Club verso la nuova riconquista dell‟A1 con a sua disposizione talenti giovinazzesi tra cui Pierluigi Amendolagine e Matteo Turturro. Una novità ha fatto il giro della Puglia: “Una domenica sportiva casereccia”, un appuntamento fisso, ogni domenica alle 21:00, presso il circolo “Arci Tressett”, in località Ponte a Giovinazzo. Un dibattito con tanto di conduttore, ospiti e pubblico, per spegnere le polemiche, ma anche per sopire i soliti problemi, che forse solo lo sport riesce a nascondere!

Alessandro Bologna II D


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DOPO IL GIARDINIERE E L’AUTISTA DEGLI SPOT, ECCO MICHAEL SCHUMACHER IN “VERSIONE TASSISTA” L’ex pilota Ferrari, lo scorso 11 dicembre, ha preso il posto dell’autista del suo taxi per non tardare all’aeroporto sista ha poi proseguito raccontando che Schumacher "ha fatto dei sorpassi incredibili e ha preso le curve a grande velocità". Il tutto per arrivare a destinazione in tempo per prendere l'aereo. Alla fine della corsa l'ex pilota tedesco ha, ovviamente, pagato al tassista la tariffa e gli ha inoltre dato una buona mancia. Schumacher, insieme a moglie e figli, era arrivato a Coburgo per prendere un cane da un abitante di un villaggio vicino. Insomma, dopo aver fatto il giardiniere e l‟autista in recenti spot per Fiat, ecco uno Schumacher versione tassista, questa volta però invece che negli spot nella vita reale. Un consiglio accorato, però, non imitatelo, per noi, “comuni mortali” potrebbe essere, molto, ma molto, rischioso!!!

MILANO – 11 dicembre 2007. L‟ex ferrarista Michael Shumacher si trova in un taxi diretto allo scalo di Coburgo dove lo aspetta un aereo. E‟ tardi. L‟ex pilota si stanca della “lentezza” del tassista e decide di chiedergli il posto di guida. Appena al volante Michael Shumacher si imbatte in una serie di “evoluzioni” come diversi sorpassi in condizioni estreme e curve veloci. Il tassista è strabiliato: “mi sono ritrovato a fianco del guidatore – ha spiegato – e vicino avevo Schumacher: è stato incredibile". Lo stesso tas-

Mauro Zezza II B


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FERRARI, TRA GIOIA E AMAREZZA 11 punti nelle prime due gare; questo il bilancio non proprio esaltante della Rossa di Maranello in questo inizio del Campionato Mondiale 2008. La Ferrari si era presentata come la favorita nella gara inaugurale sul circuito di Melbourne, in Australia, ma la vittoria è andata a Lewis Hamiton, principale nemico del Campione del Mondo Kimi Raikkonen. Il week-end, infatti, era iniziato nel peggiore dei modi. Nelle qualifiche del sabato, Felipe Massa aveva ottenuto un deludente quarto posto mentre Raikkonen partiva addirittura in sedicesima piazza per via di un problema di pressione del carburante. La gara, però, finiva ancora peggio; il brasiliano, concludeva la gara in testacoda dopo appena una curva nel tentativo si guadagnare posizioni per il podio. Il finlandese, invece, partendo dall‟ottava fila cercava una disperata rimonta ma, a soli quattro giri dal termine la sua monoposto lo tradiva a causa di un problema al propulsore. A fine gara, comunque, il Campione del Mondo porterà a casa un punto. Rubens Barrichello, infatti, arrivato sesto sul traguardo, verrà squalificato dai direttori di gara per aver superato il limite di velocità all‟interno della corsia dei box. Da notare che solo sette piloti su ventidue sono riusciti a portare a termine la gara; oltre ai semplici problemi di affidabilità, questo è dato anche dai continui errori dei piloti provocati dall‟eliminazione del controllo della trazione, il cosiddetto “traction control”. Lo stesso Kimi Raikkonen, infatti, nel tentativo di sorpassare il connazionale Heikki Kovalainen, è uscito fuori pista per ben due volte. In questa prima gara, da registrare il settimo posto del debuttante Bourdais, pilota francese reduce da numerose gare negli Stati Uniti, e l‟ottima prova del giapponese della Williams

Nakajima, piazzatosi sesto. La settimana seguente si attendeva la reazione della Ferrari, e così è stato. Contrariamente alla gara di Melbourne, infatti, la prima fila era tutta rossa con il brasiliano Massa in pole position che precedeva Raikkonen. Anche la gara filava liscia per gli uomini di Maranello con ben venti secondi tra la Ferrari n.1 e la Sauber-BMW del polacco Robert Kubica. Una gara molto semplice, insomma, come lo stesso Raikkonen ha ammesso nell‟intervista postgara: ”Mi è sembrato di guidare in un‟autostrada sgombra…”. Felipe Massa, però, rappresentava l‟unica nota stonata in una giornata perfetta; infatti, dopo trenta giri ha compromesso la sua gara con un clamoroso testacoda. Un errore che ha subito scatenato le voci di mercato che vogliono l‟iberico Fernando Alonso al volante della Ferrari al posto del brasiliano; quest‟ultimo, comunque, ha affermato nelle ultime conferenze stampa di non sentire la pressione e di avere la fiducia del team. Per quanto riguarda i piloti italiani, invece, quest‟inizio di stagione ha presentato un Jarno Trulli in grande spolvero con la sua Toyota, anche se si è ritrovato tra i quindici ritirati in Australia, infatti, ha terminato la gara malese in quarta posizione, ad un gradino dal podio. Inoltre, è sempre riuscito a sfoderare grandi prestazioni in qualifica (sesto a Melbourne, quinto in Malesia). Da Giancarlo Fisichella, invece, è difficile chiedere di meglio. Come sappiamo, in questa stagione è passato dalla Renault alla debuttante Force India, scuderia che certamente non può regalare al pilota romano palcoscenici molto alti; tuttavia, “Fisico” è sempre riuscito a precedere sia in gara che in qualifica il suo compagno di squadra Sutil. Alla prossima…

Nando Turtur II D


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INTER, UN’ALTRA CHAMPIONS LEAGUE INDIGESTA Anche se da poco l‟Inter ha festeggiato il suo centenario, nonostante la sua lunga storia, anche quest‟anno i ragazzi di Mancini dovranno fare a meno di aggiungere la tanto attesa terza Champions League nella loro bacheca. La missione dei nerazzurri si era presentata subito ostica dopo che l‟urna di Nyon aveva designato il Liverpool come loro avversario: certamente a Ibra e compagni poteva capitare un impegno più abbordabile ma, dopo l‟esito del sorteggio, non restava che lottare. La trasferta in terra inglese spegneva subito gli animi dopo la sconfitta per 20 maturata nei minuti finali con le reti di Gerrard e Kuyt. Quella del ritorno si presentava come una vera e propria impresa nella quale però mai nessuno ha smesso di credere. L‟11 Marzo, però, è un‟altra data da aggiungere negli annali delle disfatte interiste. Con una prova d‟orgoglio la banda Mancini ha provato a ribaltare il risultato dell‟andata ma, condizionata dall‟espulsione di Burdisso, si è vista sbancare il Meazza con una sconfitta di misura firmata Fernando Torres. Mai come quest‟anno la delusione ha raggiunto un livello così elevato e prova tangibile è stata l‟annuncio shock, anche se poi smentito, delle dimissioni di mister Mancini. Dall‟altra sponda di Milano i rossoneri di via Turati hanno dovuto affrontare un‟altra squadra inglese, i Gunners dell‟Arsenal con i gioielli Fabregas e Van Persie. Dopo l‟andata conclusasi sullo 0-0 in Inghilterra, il discorso qualificazione era ancora aperto. Contro tutti i pronostici, però, i giovanissimi di Wenger, ancora storditi dal gravissimo infortunio di Eduardo, hanno surclassato i “vecchietti” del Milan con uno 2-0, che ha stroncato i sogni dei campioni in carica. Se c‟era una squadra la cui qualificazione era più che dubbia, quella era la Roma, capitata contro i Blancos del Real Madrid. Raul e compagni non si sarebbero mai aspettati una Roma

così forte, vivace e ricca di inventiva. Con la sorpresa di tutti i bookmakers la banda Spalletti ha addirittura confezionato una doppia vittoria andata-ritorno per 2-1. Mattatori per i giallorossi sono stati Pizarro e Mancini all‟Olimpico e con Taddei e Vucinic si è conclusa l‟impresa della squadra capitolina. Chiuso il capitolo sulle italiane in Champions ecco il resoconto delle restanti gare degli ottavi di finale. La partita dalla quale ci si aspettava di più era il match clou LioneManchester Utd. ma, la doppia sfida GerlandOld Trafford, ha relativamente deluso con un pareggio per 1-1 all‟andata e uno squallido 1-0 a favore degli uomini di Ferguson, al ritorno. Molto più emozionanti si sono rivelate le due partite, che erano state definite da “Coppa UEFA”: Siviglia e Fenerbache si sono date battaglia per più di 210 minuti (supplementari compresi) dopo aver vinto una volta ciascuno per 32 con una serie di goal anche molto belli. L‟esito finale è arrivato dopo la vittoria ai rigori per 3-2 da parte dei turchi di Zico e Roberto Carlos. Schalke 04-Porto, seppur con pochi goal, si è rivelata una gara molto intensa dalla quale i tedeschi ne sono usciti vincitori solo dopo i calci di rigore. Forse le uniche due squadre che hanno rispettato i pronostici sono state il Chelsea, che ha distrutto i greci dell‟Olympiakos dopo aver sofferto all‟andata e il Barcellona che senza problemi ha annientato gli scozzesi del Celtic, che avevano sperato invano in un miracolo di Vennegoor of Hesselink. Con le quattro inglesi che hanno passato il turno e la Roma, ultima rappresentante italiana rimasta in corsa, non ci resta che goderci la fine di questa splendida, quantomai imprevedibile competizione.

Tur(x2) Nando Piccininho IID


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La scarcella Con lauto ritardo, rispetto alla passata Pasqua, volevo fornirvi una ricetta molfettese di un dolce tra i più rinomati della nostra tradizione: le scarcella. Esistono due tipi di scarcella: quella semplice e quella che una volta era destinata ai bambini più ricchi, in mostra dai pasticceri. Quest‟ultima è quella tramandata negli anni della tradizione popolare pugliese.

Ingredienti: 500 gr. di farina 1/2 bustina di lievito per dolci 100 gr. di zucchero 1 pizzico di ammoniaca 70 gr. di olio extra vergine di oliva 1 bustina di vaniglia 2 uova Glassa PREPARAZIONE: mettete la farina a corona sul tavolo da lavoro. Nel centro mettete lo zucchero, le uova e impastate. Aggiungete la bustina di vaniglia, l'olio, il lievito per dolci, l'ammoniaca e amalgamate il tutto servendovi, se necessario, di un po' di latte. Ungete una teglia con olio e spolverartela con la farina. Prendete l'impasto con le mani unte d'olio e posizionatelo nella teglia dandogli la forma desiderata. Infornate e a cottura ultimata ricoprire il dolce con la glassa.

NOTE: prima di infornare il dolce è tipico, in alcune zone, porre sul dolce 1 o più uova sode fermate con due fascettine della medesima pasta messi in croce; con un tuorlo d'uovo cospargete la superficie della pasta e decorate la scarcella anche con piccoli confetti colorati all'anice.

Alessandra Serrone III C


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TEST SULL’IGNORANZA Assegnati un punto per ogni risposta esatta, dopo aver controllato qui sotto (senza barare!)

1 No 2 No 3 No 4 No 5 Sì 6 No 7 Sì 8 Sì 9 No 10 No 11 Sì 12 Sì 13 No 14 No 15 No RISPOSTE

1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15.

Carlo Magno era il nipote di Alessandro Magno. I Lapponi sono animali con le corna. Gli ovini sono animali che fanno le uova. I Polacchi sono gli abitanti di Pola. Quale non si apostrofa mai. I Mamelucchi sono gli abitanti delle Molucche. La spatola è un uccello di palude. Il cattivello è l‟anello di ferro cui è attaccato il battaglio della campana. Galileo Galilei disse a Niccolò Copernico che la Terra gira intorno al Sole. Il serpollo è un serpentello d‟acqua innocuo. L‟equicrure è forse il triangolo isoscele? Con la cazza si fondono i metalli. Con le cicigne in Toscana si preparano zuppe squisite. Il dragomanno era un mostro fantastico della mitologia vichinga. La stanza della poesia era un salone dei palazzi rinascimentali dove si recitavano poesie.

0= Bravissimo collega! Hai vinto! Non c‟è più sapiente di chi non sa niente. Prosegui così. 1-3=Complimenti! Sei un asso.Sei un ignorante quasi perfetto; ancora un piccolo sforzo e potrai essere annoverato tra i sapienti. 4-6=Mamma, aiuto! Il Sapere mi insegue.Sei sulla buona strada: non farti raggiungere. L‟ignoranza perpetua ti attende. 7-9=Studia di meno!E‟ evidente che, purtroppo, qualche cosa sai; ma hai ancora molto da imparare: l‟ignoranza bisogna conquistarsela! 10-12=Fermati, sei ancora in tempo!Che cosa fai! Da quanto tempo ti sei messo a studiare? Roba da matti. Ti stai avviando su una brutta strada. 13-14=Rovinerò le tue vacanze!Sei un rinnegato, un sapientone del cavolo. Buttarsi dalla parte del nemico, darsi allo studio! Tempo perso. 15=Confessa la tua ignoranza!Non vantarti! Hai azzeccato le risposte con un po‟ di fortuna. Non è oro tutto quel che luccica: sotto sotto sei un ignorante.


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S.O.S. BATTUTE Vi raccontiamo alcune delle frasi e delle discussioni più esilaranti che hanno coinvolto alunni e professori in 2^B. Non riveleremo i nomi dei diretti interessati ma, se volete conoscere gli autori delle frasi che seguono, ogni vostra curiosità sarà soddisfatta chiedendo informazioni alla nostra mitica classe!

Alunno: “ Prof prenotiamo il laboratorio per sabato?” Prof: “ Massari…c‟ho un mal di schiena!!!” Prof: “ Chi ti ha dato le fotocopie? Trentadue?” Alunno: “ No prof! Le fotocopie sono 19!” Prof: “ Pascarè…Trentadue è il cognome della ragazza!” Eugenio ( a Giovanni): “ Posso mungerti?”

Prof: “Allora ragazzi vi lascio al posto, in piedi, seduti!” Prof: “ …quindi quell‟ uomo mi mise la SBARRA TRA I PIEDI” Alunno: “ Prof….il bastone tra le ruote!!!” Alunno 1 : “ Ma sabato scioperi?” Alunno 2 : “ Sì, ma non lo faccio!” Prof: “ Eh ragazzi, quando l‟amore è forte, in bocca può entrare di tutto!” Prof: “ Eh signorì, o così, o colì, là la devi dare!!!” Alunno: “ Ma noi non sappiamo se è ETERO o SESSUALE!” Prof: “Io sto a fare un bel lavoretto con una ragazza!” Alunno 1: “Raga chiudiamo la finestra?” Alunno 2 : “No wegnè sto raffreddato!” Prof: “ Come si chiama una persona col quoziente intellettivo minore di 18???” Alunni : “ Boh!” Prof: “ CREETIINO!!!” Alunno: “ praticamente il fratello di un omosessuale era omosessuale!” Prof: “ Eh si! Gobbo il padre, gobba la madre, gobba la figlia della sorella”


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Un ingegnere si presenta sul posto di lavoro. E' il suo primo giorno. Il principale gli mette una scopa in mano e gli dice: - Ecco, questa è una scopa, come prima cosa potresti dare una spazzata all'ufficio. - Una scopa?! Ma guardi che io sono un ingegnere! - Hai ragione, scusa, vieni di là che ti faccio vedere come funziona. Due bimbi parlano: “Io per il mio compleanno mi faccio regalare un trenino elettrico e tu?” L'altro: "Io una scatola di Tampax". "E che e'?" “Non lo so!, ma so che si puo' giocare a tennis, saltare, nuotare, sciare e fare tante altre cose…”

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Un giornalista intervista Bossi: - Se Lei un domani diventasse il capo del governo, risolverebbe per primo il problema dei terroni o quello degli extracomunitari. - Quello degli extracomunitari. - ??? - Prima il dovere e poi il piacere. Per 10 anni ho dovuto sopportare le mie zie che ai matrimoni di fratelli e cugini, si avvicinavano con un sorrisetto e, dandomi una pacca sulla spalla, mi dicevano: - Allora, sarai tu il prossimo? Poi ho iniziato a fare lo stesso ai loro funerali ed hanno smesso.

ANNUNCI ECONOMICI: A.A.A. Scambio suocera, per serpente. Pago la differenza.

Docente: Sguera Ruggero Antonio Studenti: Bellifemine Monica, Ceci Adriana, De Benedictis Eduardo, De Pinto Giusy, Germinario Lorena, Gervasio Eugenio, Giampietro Paola, Introna Giusy, Magarelli Eugenio, Modesti Davide, Modugno Francesco, Piccininni Giuseppe, Serrone Alessandra, Serrone Simona, Spaccavento Annarita, Turtur Nando, Zezza Mauro

Liceo Scientifico “A. Einstein” Dirigente scolastico: M Depalma Via Togliatti-Molfetta (BA) Tel. 0803384621 Fax. 0803384822 www.liceoscientificoeinstein.it Email: scientifico.molfetta@libero.it


La voce di einstein 2008