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Laboratorio “Cantieri d’Europa” 2012/2013 Professore LUCIANO MONTI Tutor Claudia Ferrante Gruppo di lavoro Formazione immigrati

Relazione finale sul lavoro svolto presso l’UPTER-17 maggio 2013

Membri del Gruppo di lavoro: Roberto Cerroni Daniele De Bernardin Ilaria Gasparre Giovanni Sangiorgio


INDICE

I-PRESENTAZIONE DELL’ENTE: L’UPTER ............................................... 3 1.1 Natura giuridica e breve storia ......................................................... 3 1.2 Struttura organizzativa .................................................................... 4 1.3 Bacino di utenza ............................................................................. 4 1.4 Capacità finanziaria/sostenibilità dei progetti .................................... 6 1.5 Principali partners ........................................................................... 6

II-PROGETTO: “L’ITALIANO CON 1 EURO” ..................................... 7 2.1 Descrizione, natura e finanziamento del progetto .............................. 7 2.2 Riferimenti interni all’ente................................................................ 7 2.3 Analisi dettagliata dei destinatari finali.............................................. 8 2.4 Soggetti da coinvolgere esterni all’ente ............................................ 8 2.5 Sedi idonee per il progetto .............................................................. 9

III-OBIETTIVO DELLO STUDIO E INDICATORI…………………………….10

IV-RISULTATI DELLO STUDIO ......................................................... 12 4.1 Analisi quali-quantitativa ................................................................. 12 4.2 Analisi di benchmarking................................................................... 13 4.3 Finanziabilità .................................................................................. 17

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V-ANALISI DEI PUNTI DI FORZA E DELLE DEBOLEZZE.................. 18

SITOGRAFIA ...................................................................................... 19

ALLEGATI: ALLEGATO A ........................................................................................ 20 ALLEGATO B ........................................................................................ 22 ALLEGATO C ........................................................................................ 23 ALLEGATO D ........................................................................................ 25

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I-PRESENTAZIONE DELL’ENTE: L’UPTER 1.1 NATURA GIURIDICA E BREVE STORIA L’UPTER nasce il 30 marzo 1987 come Università Popolare della Terza Età di Roma ma in poco più di due decenni di attività estende il suo bacino di utenza a centinaia di migliaia di persone di tutte le età e di differenti culture, superando in tal modo la suddetta denominazione per acquisire quella di “Università Popolare di Roma”. Per quel che concerne la sua natura giuridica, l’UPTER nasce come una Associazione di Promozione Sociale (iscritta nel registro delle Associazioni di Promozione Sociale con Decreto Direttoriale del 19/05/2005 al n. 63) e possiede personalità giuridica di diritto privato (iscritta al registro prefettizio di Roma ai sensi del DPR 361/2000 al numero 265/2004). Ha ricevuto dapprima il riconoscimento dalla Regione Lazio attraverso l’iscrizione all’Albo delle Università della Terza Età (Legge Regionale del 20 settembre 1993 n. 53) e poi dal Comune di Roma come Centro di educazione degli adulti e degli anziani e osservatorio dei bisogni culturali ed educativi dei cittadini (Delibera del Consiglio Comunale, n. 156 del 29 luglio 1997). Infine, oltre ad essere iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche, l’UPTER risulta un ente accreditato presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali alla Prima Sezione del Registro delle Associazioni e degli Enti che svolgono attività a favore degli immigrati. Obiettivo dell’associazione è quello di ampliare l’offerta formativa e culturale, puntando sulla diversificazione e la generalità degli insegnamenti (circa 2.050 corsi), e di offrire un nuovo approccio all’apprendimento, abbandonando i tradizionali e rigidi schemi di insegnamento e venendo incontro al desiderio delle persone di poter derivare da un’esperienza formativa e professionalizzante non solo l’acquisizione e il miglioramento di un insieme di competenze (attestate eventualmente da certificazioni) ma anche la possibilità di una crescita personale, sociale e culturale attraverso la condivisione e la socializzazione. Dal 1987 ad oggi si sono iscritte all’UPTER oltre 300.000 persone: soprattutto anziani ma, in misura sempre crescente, anche adulti, giovani, studenti, donne, lavoratori, stimolati pure dalla presenza capillare dell’associazione sul territorio romano. Grazie ai progetti realizzati e ai risultati conseguiti l’associazione viene poi riconosciuta sia in ambito nazionale che europeo (attraverso rispettivamente il Rapporto Eurispes 2007 e il Premio UE Grundtvig 2006) come una delle eccellenza nel campo della formazione e della promozione dell’apprendimento permanente (lifelong learning).

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1.2 STRUTTURA ORGANIZZATIVA L’UPTER si compone di una governance costituita da: -

Presidente (Francesco Florenzano) e due Vice Presidenti (Tonino Tosto e Graziana Delpierre)

-

Consiglio direttivo: dirige e coordina tutte le attività dell’UPTER assicurando che vengano svolte conformemente alla sua natura di associazione di promozione sociale. Membri: Presidente, Vice Presidenti, Francesca Landi, Cristina De Luca, Raffaele Bracalenti, Francesco Scalco.

-

Consiglio dei Revisori dei Conti: controlla la gestione dell’attività economico-finanziaria dell’UPTER garantendone una corretta amministrazione. Membri: Cesidio Tulliani (Presidente), Alessandro Cioccoloni, Edmond Galasso.

L’associazione è inoltre dotata di una serie di uffici e dipartimenti: -

Segreteria centrale. Cristina Pierlugi (Responsabile segreteria) Ufficio Programmazione corsi e didattica. Coordinamento: Rita Pergolini, Titti di Punzio, Gioia Pagliarini.

-

Ufficio Redazione web. Eleonora Argentieri, Lazarin Kouchev (Webmaster, Corsi Online), Vittorio D'Amore (Promozione, Editor, News), Stefania Laurenti (Direttore UPTERARTE)

-

Ufficio Viaggi Ufficio Convenzioni

DIPARTIMENTI DIDATTICI: Lingua inglese, Lingua italiana per stranieri, Lingua francese, Lingua spagnola, Lingua tedesca, Lingua e Cultura Basca, Storia dell'Arte e archeologia, Arti Figurative, Studi Storici e del Pensiero, Teatro e Spettacolo, Musica e Canto, Psicologico-Sociale, Tecnico-Economico-Scientifico, Attività Corporee e Sportive (UpterSport).

1.3 BACINO DI UTENZA Come già accennato, l’UPTER ha visto profondamente cambiare il suo bacino di utenza nel corso degli anni: se originariamente era costituito principalmente (se non unicamente) dalla popolazione anziana, ora conta un’ampia percentuale della popolazione adulta, nonché una discreta percentuale di giovani. Dunque, sebbene sia la categoria dei pensionati ad avere numericamente la maggioranza, nell’ambito della professione, troviamo in qualità di iscritti un ampio numero di impiegati, seguiti da studenti, insegnanti, casalinghe, liberi professionisti, etc. Infine se il titolo di studio pare un discrimine nell’iscrizione ai corsi 4


UPTER, dato che partecipano in netta prevalenza persone dotate di maturità o laurea, dal punto di vista dello stato civile si può osservare una partecipazione pressoché paritaria di persone coniugate e celibi/nubili.

Età degli iscritti a partire dal 2006 Fino a 18 anni 2%

Over 75 7%

19-24 anni 2% 25-34 anni 15%

65-74 anni 18%

Fino a 18 anni 19-24 anni 25-34 anni

35-44 anni 21%

55-64 anni 19%

35-44 anni 45-54 anni

45-54 anni 21%

55-64 anni 65-74 anni Over 75

Professione campione 2325 iscritti Dirigente 2% Libero professionista 8%

Commerciante 2%

Altro 6%

Impiegato Impiegato 45%

Casalinga 9%

Studente Insegnante Casalinga

Insegnante 12%

Libero professionista Altro

Studente 15%

Dirigente Commerciante

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Titolo di studio campione 5370 iscritti Licenzia media 6%

Laurea 46%

Licenza elementare 1%

Maturità 47%

Maturità Laurea Licenza media Licenza elementare

Fonte: UPTER Dati relativi al 2010-2011

1.4 CAPACITÀ FINANZIARIA/SOSTENIBILITÀ DEI PROGETTI Considerando l’attuale congiuntura, l’UPTER può contare su una buona capacità finanziaria, data pressoché interamente dalle entrate derivanti dalle iscrizioni ai vari corsi (circa 4 milioni di euro l’anno), che ha reso possibile sinora la sostenibilità dei progetti avviati e sviluppati. La partecipazione ai fondi europei o a bandi di gara regionali o nazionali, a causa dei cronici ritardi nel funzionamento delle pubbliche amministrazioni italiane, ha generato tensioni alla tesoreria dell’associazione che ha perciò deciso di contare solo sull’autofinanziamento per la realizzazione dei propri progetti e delle proprie attività.

1.5 PRINCIPALI PARTNERS Tra i principali partners (istituzioni pubbliche, enti privati, autorità religiose) con cui l’associazione collabora attivamente troviamo: Camera dei Deputati, Provincia di Roma, Consiglio Comunale di Roma (in particolare i Consiglieri Aggiunti e la Consulta cittadina per la rappresentanza delle comunità straniere), Università Ca’ Foscari di Venezia, Università per Stranieri di Siena, Scuola Dante Alighieri di Roma, Imam della Moschea di Roma, etc.

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II-PROGETTO: “L’ITALIANO CON 1 EURO” 2.1 DESCRIZIONE, NATURA E FINANZIAMENTO DEL PROGETTO L’intento di favorire e promuovere l’inclusione sociale di una specifica categoria di persone, quella degli immigrati, si è esplicitato nella realizzazione di una serie di progetti diretti all’insegnamento della lingua italiana, tra i quali possiamo citare: il progetto finalizzato all’accesso alla lingua e alla cultura italiana per una cittadinanza attiva degli immigrati, il progetto relativo all’insegnamento dell’italiano agli immigrati nelle carceri, il progetto intitolato “Le avventure di Prosit” che avremo modo di spiegare più avanti e il progetto “L’italiano con 1 euro” che rappresenta l’oggetto del presente lavoro. Quest’ultimo si inserisce nelle attività di Ricerca e Sviluppo promosse dall’UPTER in linea con la prospettiva delineata dalla Strategia di Lisbona che evidenzia il ruolo centrale dell’incremento e miglioramento delle conoscenze per promuovere l’inclusione sociale, l’occupazione e lo sviluppo economico. In particolare, tale progetto risulta finalizzato a fornire agli stranieri immigrati con una scarsa conoscenza della lingua italiana la possibilità di iscriversi e seguire un corso di 1 euro l’ora per sviluppare le competenze di base della nostra lingua. Il corso si svilupperà in 30 ore e avrà un costo totale per gli iscritti pari a 30 euro, di cui 5 diretti all’acquisto della tessera UPTER (che comporta la copertura assicurativa per gli immigrati iscritti) e 25 destinati al corso. Nell’articolazione del corso l’UPTER ha dimostrato una particolare attenzione alle esigenze della popolazione immigrata e ciò si è manifestato, per esempio, nella creazione di corsi per sole donne e nella possibilità offerta di seguire le lezioni (ciascuna di due ore) con frequenza settimanale o bisettimanale e di superare il test di lingua italiana per ottenere il permesso di soggiorno, nonché quella di frequentare un corso di approfondimento per la Certificazione CISL dell’Università per stranieri di Siena. Sono, inoltre, previsti 9 coordinatori docenti e un numero di insegnanti pari a 30 ha dato la sua disponibilità su base volontaria a tenere i corsi. Si tratta tra l’altro di un progetto ideato in connessione con un’altra iniziativa denominata “Le avventure di Prosit” che, tramite 30 film animati trasmessi sugli schermi di metro e autobus e la possibilità di un loro approfondimento online sul sito dell’UPTER, mira a far acquisire agli stranieri immigrati poche semplici parole di uso quotidiano durante i tempi di attesa dei mezzi pubblici. Tuttavia, differentemente da “Le Avventure di Prosit”, il progetto in esame non usufruirà dei fondi europei ma verrà finanziato con le risorse proprie dell’associazione.

2.2 RIFERIMENTI INTERNI ALL’ENTE -

Dott. Francesco Florenzano (Presidente)

-

Dott. Francesco Scalco (membro del Consiglio Direttivo)

-

Dott.ssa Silvia Alessandrini (coordinatrice degli insegnanti del corso di italiano per stranieri) 7


2.3 ANALISI DETTAGLIATA DEI DESTINATARI FINALI Il corso oggetto della presente analisi è destinato ad immigrati di qualsiasi nazionalità ed età con una pressoché nulla conoscenza della lingua italiana e nasce da una forte esigenza sociale dato che, come tutte le grandi città, Roma, negli ultimi anni, sta ricevendo una forte spinta demografica dal crescente numero di stranieri residenti. Grazie ai dati forniti dal IX Osservatorio Romano sulle Migrazioni realizzato da Caritas, Camera di Commercio e Provincia di Roma è possibile, anno dopo anno, stilare i numeri e le statistiche dell’immigrazione nella Capitale. I dati più recenti sono stati rilasciati a fine 2012, e riguardano l’annata 2011. Dato fondamentale è l’aumento del 1.9% della popolazione straniera a Roma, per un totale di 352.264 residenti, con un incidenza sulla popolazione della Capitale del 12.5%. La maggioranza (rispettivamente il 53%) risulta essere di sesso femminile. Dei 352.264 residenti, circa 162 mila dichiarano di essere occupati. Nonostante la popolazione straniera sia aumentata rispetto al 2010, un decremento c’è stato riguardo la concessione della cittadinanza italiana, con un -8.5%, per un totale di 2.750 persone nel 2011. Per quanto riguarda le maggiori comunità straniere presenti a Roma, ormai le prime dieci si stanno stabilizzando, con nessun dato di particolare rilievo. In ordine troviamo rumeni (79.636), filippini (36.150), bangladesi (19.025), polacchi (15.148), cinesi (13.870), peruviani (13.742), ucraini (11.782), egiziani (9.844), ecuadoriani (8.110), moldavi (7.466). Questo quadro generale è fondamentale per capire il contesto in cui i corsi dell’UPTER si stanno muovendo e dati ancora più interessanti del rapporto sono quelli che riguardano il dislocamento geografico degli immigrati nella capitale. I municipi con maggiore presenza di immigrati sono il I, XX e il VIII. A seguire abbiamo il XIII, IXX, XVIII, e il II.

2.4 SOGGETTI DA COINVOLGERE ESTERNI ALL’ENTE L’importanza attribuita dall’UPTER al valore della reputazione si manifesta nella cura con cui vengono scelte e sviluppate le collaborazioni esterne e con cui viene realizzata l’attività promozionale di qualsiasi attività o progetto. Relativamente al corso oggetto d’esame, l’attività promozionale è iniziata sin dalla fase della pianificazione/programmazione, nel momento in cui sono stati coinvolti i Consiglieri Aggiunti e la Consulta cittadina per la rappresentanza delle comunità straniere. Una scelta intelligente dato che tali enti rappresentano il più naturale e diretto collegamento istituzionale con le comunità di immigrati presenti sul territorio romano, oltre a dotare il progetto di un maggior impatto a livello di immagine poiché patrocinato dal Comune di Roma. Ma il cuore dell’attività promozionale verrà condotto con diversi mezzi basati su metodi semplici ed efficaci: spot offerto da Moby Tv (che già collabora per il summenzionato progetto Prosit) e trasmesso sugli 8


schermi dei trasporti pubblici di Roma; produzione di un depliant con un messaggio semplice e dalla lettura immediata; presidi nei luoghi di ritrovo degli stranieri immigrati per distribuire loro i depliant e diffondere le informazioni relative al corso e al relativo test di livello (es: Moschee); contatto con le autorità religiose perché offrano la loro collaborazione nel promuovere il corso presso le comunità di fedeli (es: Imam); invio di una email relativa al progetto alla mailing list dell’UPTER (circa 47.000 indirizzi di utenti sia stranieri che italiani) in modo tale che si crei un passaparola; creazione di eventi in cui poter sponsorizzare il progetto (es: Convegno presso la Sala refettorio della Camera dei Deputati); pubblicità mobile sui mezzi di trasporto pubblico ATAC; pubblicità sul quotidiano gratuito Metro News. Inoltre, la stabile collaborazione con l’Università per Stranieri di Siena e con la Scuola Dante Alighieri di Roma permetterà, come detto, di offrire la possibilità di frequentare presso le sedi UPTER un corso di approfondimento per la certificazione CISL la quale avrà un costo compreso tra 1 e 5 euro.

2.5 SEDI IDONEE PER IL PROGETTO L’UPTER può contare su circa 50 sedi disponibili, sparse in tutta Roma. Le aule selezionate sono state quelle che avevano i “criteri” necessari, intendendo per questi, le ore disponibili ancora da sfruttare essendo le aule già state prenotate e pagate. Si può dire quindi, che la scelta delle sedi per i corsi di italiano è stata fatta seguendo puramente la necessità del momento, senza tenere troppo

in

considerazione

l’effettiva

presenza o meno di una forte componente di immigrati stranieri in quei luoghi. Le sedi selezionate sono state 18, ricoprendo buona parte della Capitale.

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III-OBIETTIVO DELLO STUDIO E INDICATORI L’obiettivo dello studio consiste in una valutazione ex-ante del progetto UPTER “L’italiano con 1 euro l’ora”, finalizzata alla formulazione di un giudizio sulla sua efficacia e la sua finanzi abilità prospettica attraverso la rilevazione dei relativi punti di forza e aree di miglioramento. Il parametro di valutazione dell’intervento dell’associazione è rappresentato dall’efficacia del progetto su un certo numero di immigrati e prevede un duplice criterio, di tipo quantitativo e qualitativo:

1. Indicatore quantitativo. Verosimilmente, perché l’intervento risulti efficace, la soglia di tolleranza relativa al numero di iscritti a ciascun corso è definita da un minimo di 10 a un massimo di 20 partecipanti. Infatti, il risultato del progetto sarebbe ugualmente inefficace se il numero di iscritti di ogni classe risultasse inferiore a 10 o superiore a 20: nel primo caso, l’esiguo numero, oltre ad essere di per sé indice di esito fallimentare, minerebbe la sostenibilità finanziaria prospettiva del corso, mentre, nel secondo caso, l’apprendimento dei partecipanti in classi con un numero di iscritti tanto elevato potrebbe risultare inficiato. 2. Indicatore qualitativo. Come mostrato dai dati raccolti dal Ministero dell’Interno, le nazionalità straniere che risultano essere le più a rischio di esclusione sociale e, dunque, quelle più inclini a delinquere sono quella rumena e quella marocchina soprattutto nella fascia d’età giovanile, compresa orientativamente tra i 14 e i 35 anni, con la percentuale più elevata tra i 18 e i 24. La tipologia di reati considerata comprende perlopiù rapine e furti, entrambi condotti in prevalenza da immigrati di sesso maschile. Date queste premesse, per avere risultati rilevanti, il progetto dovrà impattare su una percentuale significativa della suddetta fascia d’età di immigrati rumeni e marocchini: la conoscenza della lingua italiana potrebbe, infatti, dar loro l’opportunità di trovare un impiego e conseguentemente impedire che essi commettano reati. Infatti, come affermato nell’ “Estratto del rapporto sull’andamento semestrale del mercato del lavoro degli immigrati” del Ministero del Lavoro, “aumenta, in misura molto significativa, il numero di stranieri in cerca di lavoro, soprattutto nell’ultimo anno. I disoccupati stranieri, infatti, passano dai 264 mila nel terzo trimestre 2011 a 318 mila nel terzo trimestre 2012, con una crescita della componente UE pari a +5 mila lavoratori, ma soprattutto di quella extra UE, con un aumento di circa 48 mila disoccupati. Negli ultimi di quattro anni, è aumentato significativamente il numero degli stranieri inattivi (tra i 15 e i 65 anni), che passano dai 765 mila del terzo trimestre 2008 a 1,25 milioni del terzo trimestre del 2012, con una crescita prevalentemente concentrata tra gli stranieri extra UE (+370 mila lavoratori)”.

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Autori di rapine in Italia secondo il sesso e l’età (tassi per 100.000 abitanti) Somma anni 20042006

Autori di alcuni tipi di furto, secondo l’età e il genere, in Italia, tassi su 100.000 abitanti. Triennio 2004-2006

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IV-RISULTATI DELLO STUDIO 4.1 ANALISI QUALI-QUANTITATIVA Come summenzionato, sono 18 le sedi che sono risultate essere idonee per lo svolgimento dei corsi di italiano e, dato che l’UPTER ritiene di riuscire ad attivare 2 corsi in ciascuna sede, si avrà un totale di 36 corsi distribuiti sull’area di Roma. Il numero di studenti attesi per ciascun corso è pari a 15 e dunque, stando alle previsioni, dovrebbe iscriversi un totale di 540 stranieri immigrati. In base ai risultati di questo progetto sarà possibile strutturare meglio la “Scuola di italiano per stranieri” cui l’associazione mira a dar vita e che rappresenta l’obiettivo a lungo termine dello stesso progetto. Paragonando una mappa delle sedi UPTER e una mappa della presenza straniera a Roma, si può notare un’altissima presenza di corsi nella zona Centro-Nord della città, elemento positivo considerando in questo 12


modo una buona copertura dei Municipi I, II e XVIII. Lo stesso non si può dire dei Municipi VIII, XX e XIII, coperti con una numero minore di sedi, probabilmente non sufficienti per soddisfare l’altissimo bacino potenziale di utenti. Per venire incontro alle esigenze della domanda, uno studio ex-post della prima “tornata” dei corsi potrebbe essere fondamentale per ottimizzare le energie sul campo. Vedendo quali zone ottengono più domanda e quali zone di Roma hanno una maggiore presenza demografica di stranieri residenti, la selezione delle sedi per la seconda “edizione” dei corsi potrebbe essere fatta non tanto per necessità ma basandosi sui fattori qui sopra menzionati e per assicurare una maggiore efficacia sugli immigrati bersaglio

4.2 ANALISI DI BENCHMARKING Una valutazione completa sul progetto dell’UPTER non si può limitare semplicemente ad uno studio sulla sostenibilità e i relativi costi per l’impresa sociale, ma necessita di un ulteriore approfondimento. Il nostro gruppo di lavoro ha ritenuto fondamentale svolgere un’analisi di benchmarking, individuando tutte le principali associazioni della Provincia di Roma che organizzano corsi di italiano per stranieri migranti. Questa comparazione ha indirettamente l’obiettivo di evidenziare i possibili punti di forza e di debolezza della proposta UPTER rispetto ai progetti promossi dagli altri enti sulla medesima tematica. Tramite la fonte “ReteScuoleMigranti” abbiamo identificato 106 enti, di natura giuridica profondamente diversa, e siamo riusciti a contattare il coordinatore del progetto, il Dott. Augusto Venanzetti, che ringraziamo per la sua gentile disponibilità. Al termine di questa ricerca abbiamo recuperato interessanti informazioni sui corsi e sulle eventuali differenze nella loro organizzazione. I corsi organizzati dalle associazioni aderenti alla rete Scuolemigranti sono completamente gratuiti. Ecco il primo dato da evidenziare. La completa gratuità dell’insegnamento di italiano agli stranieri è la condizione per far parte della rete. Si tratta, quindi, di progetti che non prevedono, salvo rarissime eccezioni, contributi monetari da parte dei beneficiari migranti. Sono solo tre (su 106) le associazioni che prevedono il pagamento di una quota, ma questi enti, cofirmatari di un protocollo di collaborazione, non fanno parte a tutti gli effetti della rete. Un secondo elemento particolarmente rilevante è l’assoluta sostenibilità finanziaria degli enti promotori di questi corsi di italiano. Pur riconoscendo la loro totale autonomia nella scelta di partecipare ai bandi europei (ricordiamo che l’UPTER volontariamente ha deciso di fare a meno di tali finanziamenti), non si deve avere l’impressione che l’ossatura dei corsi di italiano del volontariato sia sorretta dai fondi strutturali UE. I corsi coperti dai finanziamenti – nella media delle associazioni collegate alla rete Scuolemigranti – si aggirano sul 10%. Tutto il resto è, portato avanti senza alcun sostegno e in puro regime di volontariato. I soggetti beneficiari, ossia gli stranieri migranti, non solo sono di varie nazionalità (ne sono state individuate 142 nell’ultima rilevazione del maggio 2011- giugno 2012), ma posseggono anche un diverso 13


status. Quest’ultimo, tuttavia, non pregiudica la fruibilità del servizio. Le associazioni della rete, infatti, operano con il fine dell’accoglienza, del sostegno e dell’inclusione sociale; pertanto, salvo rare eccezioni, sono aperte a tutti a prescindere dallo status amministrativo. Uno degli aspetti più significativi della nostra analisi di benchmarking era costituito dal potenziale legame

presente

tra il

corso

di

italiano

per

stranieri organizzato

dall’associazione

e

la

certificazione/attestazione della conoscenza della lingua, in linea con il Quadro Comune Europeo di Riferimento. In particolare, ci interessava capire se, al termine del periodo di insegnamento, il migrante potesse direttamente accedere all’esame o comunque fossero state stipulate specifiche convenzioni con enti riconosciuti a livello europeo. Ciò che è emerso dalla nostra approfondita ricerca è la complessità della procedura. Il migrante, infatti, ai fini dell’ottenimento dei titoli di soggiorno (Carta di soggiorno di lungo periodo o Permesso di soggiorno), deve essere in possesso di un’attestazione dalla quale risulti una conoscenza dell’italiano pari come minimo ad un livello A2 del QCER. Questa può essere l’attestazione semplicemente rilanciata da un CTP (Centro Territoriale Permanente) al termine della frequenza di un corso; oppure può essere la certificazione rilasciata da uno dei quattro Enti certificatori (Università di Siena, Università di Perugia, Università di Roma Tre, Soc. Dante Alighieri), dopo aver sostenuto un esame sempre a pagamento. In particolare con l’Università per stranieri di Perugia, la Rete Scuolemigranti ha stabilito delle intese- attraverso un associazione (la CEDIS)- per fruire di opportuni sconti sulla prova d’esame (35 euro invece di 60), e per poter disporre di sessioni aggiuntive durante l’anno (è stata aggiunta la data di marzo, oltre quelle di giugno e novembre). Quindi, se alla fine del corso presso il volontariato ci sono studenti che vogliono la certificazione, le associazioni convenzionate con gli Enti di Certificazione –per cui sono anche sede d’esame- lo segnalano agli Enti medesimi e allestiscono la prova. Il costo, come precedentemente sottolineato, è interamente a carico dell’immigrato e le associazioni si limitano a fare dei servizi (consegna bollettini di c/c, corrispondenza on l’Ente certificatore, ritiro delle certificazioni ecc.). Tornando all’attestazione, che può essere utilizzata solo per l’ottenimento dei titoli di soggiorno e non ha altro valore in ambito nazionale (a differenza della certificazione), la Rete Scuolemigranti ha stipulato un’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, tramite il quale si è fatto in modo che i corsi di italiano svolti presso le associazioni di volontariato abbiano lo stesso valore di quelli svolti presso i CTP con i quali stipulano dei protocolli. Prima della fine delle lezioni, l’insegnante dell’associazione e l’insegnante referente CTP si incontrano e definiscono la prova finale da sottoporre per verificare il profitto raggiunto. Tuttavia, non si tratta di un esame, ma di un “accertamento di competenze” stabilito congiuntamente. Gli studenti migranti vengono condotti presso il CTP e lì vengono sottoposti alle prove che vengono valutate da entrambi gli insegnanti citati. In termini di durata dell’insegnamento, le associazioni presentano una manifesta variabilità. Non c’è nessuna regola specifica: normalmente un corso A1 sta sulle 80-100 ore, mentre un corso di A2 (in base alle 14


caratteristiche degli utenti) può essere anche di 60 ore. Infine, in termini di livello dell’insegnamento (di base, A1/A2, o più avanzato B1/B2/C1/C2), la nostra ricerca evidenzia una maggiore offerta di corsi A1/A2. Le associazioni che preparano per un B1/B2 sono assolutamente episodiche. Per completare la nostra analisi di benchmarking e svolgere un preciso lavoro di comparazione abbiamo individuato, con il supporto del Dott. Venanzetti, sei associazioni tra le 106 della Rete, che per storia e tradizione sono le principali nella promozione dei corsi di italiano per stranieri: 

Asinitas Onlus

Acse (Associazione Comboniana Servizi Emigranti e Profughi)

Associazione “Che Guevara”

Associazione Passaparola

Associazione “Koinè Casa dei Popoli”

Caritas Roma

A questi soggetti abbiamo rivolto il seguente questionario: 1) La vostra associazione riceve fondi strutturali europei di natura diretta o indiretta? 2) I corsi di italiano per immigrati da voi organizzati sono completamente gratuiti oppure sono previsti contributi monetari (anche di natura limitata) a carico del migrante? 3) Al termine del corso, il migrante può direttamente accedere all’esame per il conseguimento della certificazione di lingua italiana, in linea con il Quadro Comune Europeo di Riferimento del Consiglio d’Europa? In tal senso, avete stipulato convenzioni con uno dei quattro Enti certificatori (Università di Siena, Università di Perugia, Università Roma Tre, Soc. Dante Alighieri)? 4) Da quanti immigrati è composto ogni corso? Per poter partecipare è necessario il possesso del permesso di soggiorno oppure i corsi sono aperti anche per gli immigrati non regolari? 5) Quanto durano mediamente i vostri corsi di italiano, in termini di ore e di settimane/mesi? 6) I corsi organizzati si limitano all’insegnamento dell’italiano di base (livello A1/A2) oppure la didattica si estende a livelli più elevati di conoscenza della nostra lingua (livello B1/B2/C1/C2)? I risultati sono stati trascritti nella tabella riportata qui di seguito.

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Associazioni campione

Fondi strutturali europei

Gratuità del corso

Asinitas Onlus

SI

SI

Acse

NO

SI

Che Guevara

NO

Passaparola

N° immigrati per corso

Immigrati non regolari

Tra 15 e 35

Università di Perugia

SI

NO

SI

Koinè Casa dei popoli

NO

SI

Caritas Roma

SI

SI

NO

NO (30 euro)

UPTER

Esame di certificazione/E nte di riferimento Non direttamente

Durata media del corso Ore Mesi

Livello del corso

SI

400

9 mesi

A1;A2; B2;B2

Tra 15 e 25

SI

100/ 120

12 mesi

A1;A2; B1

Università di Perugia

Tra 10 e 15

SI

50

Tra 3 e 4 mesi

A1;A2

Università di Perugia Università di Perugia

10

SI

36

3 mesi

7

SI

50

Tra 4 e 5 mesi

A1;A2; B1;B2 A1;A2; B1;B2

Università di Siena Università di Siena

Tra 5 e 15

SI

//

15

SI

20/ 30 30

A1;A2; B1;B2 Tra 4 e 8 A1; A2 mesi

Questi dati raccolti possono essere confrontati con quelli relativi al progetto dell’UPTER preso in esame dal nostro gruppo di lavoro. Come già sottolineato, la prima differenza immediatamente evidente riguarda la completa gratuità del corso: rispetto a tutte le altre associazioni considerate, l’UPTER prevede il pagamento di una quota di 30 euro, anche se il costo effettivo è di 1 euro per ciascuna delle 30 lezioni. Di conseguenza, l’apparente svantaggio è quasi impercettibile per il migrante e dunque non rilevante Il secondo dato da confrontare riguarda il sostegno o meno di fondi strutturali europei. La scelta volontaria dell’UPTER di fare a meno di tali finanziamenti è seguita da altre tre associazioni, più una quarta (Passaparola) che, però, ha espresso la sua intenzione di partecipare ai bandi futuri. L’esame di certificazione della lingua italiana costituisce il principale vantaggio del corso per stranieri dell’UPTER rispetto agli altri soggetti promotori. Come già spiegato precedentemente, la ReteScuoleMigranti ha stabilito delle intese con l’Università per stranieri di Perugia, ottenendo uno sconto considerevole del prezzo dell’esame (35 invece di 60). L’impresa sociale oggetto del nostro studio va ben oltre: tramite una speciale convenzione con l’Università di Siena è possibile affrontare l’esame ad un prezzo compreso tra 1 e 5 euro (con un risparmio di almeno 30 euro rispetto alla concorrenza). Tutte le altre variabili considerate nella nostra analisi (numero immigrati per corso; presenza di immigrati non regolari; durata media e livello del corso) non evidenziano particolari differenze tra l’UPTER e le sei associazioni studiate. Il numero futuro atteso degli immigrati per corso è di circa 15 persone (rientrando così nella media), la partecipazione di stranieri non regolari è assolutamente consentita (in linea con le altri soggetti considerati), la durata media di 30 ore e il livello dell’insegnamento sono in linea con gli altri soggetti promotori di corsi. 16


4.3 FINANZIABILITÀ Dando per assodata la finanziabilità del progetto dell’UPTER con il Fondo europeo per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi (FEI) nell’ipotesi che venga previsto un partenariato con un ente pubblico, come per esempio la Camera di Commercio o vengano modificate le regole che allo stato limitano la partecipazione diretta del terzo settore a questo programma, in questa sezione della nostra analisi valuteremo la possibilità di un finanziamento del suddetto progetto attraverso il Fondo sociale europeo (FSE). Il Programma operativo regionale (POR) FSE del Lazio 2007-2013, in linea con la strategia Europa 2020, è caratterizzato da sei Assi prioritari d’intervento: Adattabilità, Occupabilità, Inclusione sociale, Capitale umano; Trasnazionalità e interregionalità, Assistenza tecnica. La nostra analisi è incentrata esclusivamente sul terzo, ossia su quello relativo all’inclusione sociale, asse per il quale la Regione Lazio stanzia circa 47.845.041 euro. Come emerge dalla tabella “Italiano per stranieri in Italia”, presente in allegato, abbiamo individuato sull’intero territorio italiano 122 progetti relativi all’insegnamento della lingua italiana per gli stranieri e ne abbiamo selezionati 25. Di questi solo 2 sono ubicati nella Provincia di Roma, rientrando quindi nell’obiettivo Competitività, a differenza dei restanti che si inseriscono nell’obiettivo Convergenza. Il soggetto attuatore di entrambi i corsi, intitolati “Io parlo italiano: corso di italiano per stranieri”, è LINGUISTICA SRL, che riceve un finanziamento totale di 51.240 euro (di cui 38.400 per il primo progetto e 12.840 per il secondo). Tale finanziamento complessivo è così ripartito: 25.620 euro (19.200 per il primo e 6.420 per il secondo) da parte dell’UE; 24.779 euro (6.209 per il primo e 18.570 per il secondo) di cofinanziamento nazionale; 839 euro (629 per il primo e 210 per il secondo) provenienti dalla Regione Lazio. L’analisi del suddetto caso specifico ci consente di operare una comparazione con il corso organizzato dall’UPTER con la finalità di capire il potenziale di finanziabilità del corso stesso. Infatti, un dato fondamentale emerso dal nostro studio è che esso non si inserisce all’interno dei progetti finanziati dall’Unione Europea (FSE, FSER), ma in quella fascia del Terzo settore che, invece, promuove la propria attività progettuale attraverso il finanziamento autonomo. Come già precedentemente spiegato, tale progetto conta innanzitutto di 18 sedi, già inserite in una rendicontazione generale, del personale d’ufficio distaccato da quello della sede centrale, del personale d’insegnamento (30) e dei coordinatori (9). Il progetto prevede molti partners a titolo gratuito per pubblicizzare l’evento, fra i quali troviamo un’agenzia grafica che provvede alla realizzazione dei depliant e della grafica cartacea del progetto. Altri partners importanti sono l’azienda municipale dei trasporti del Comune di Roma Capitale, la Consulta cittadina per la rappresentanza delle comunità straniere di Roma Capitale e la Presidenza della Camera dei Deputati. In aggiunta bisogna considerare anche l’acquisto da parte dell’UPTER del materiale didattico, il libro d’insegnamento “Facile facile. Libro di italiano per studenti stranieri. Livello principianti” che avrà un costo 17


pari a 2.50 euro a copia. Come si evince dalla scheda allegata B “Finanziabilità del progetto UPTER”, un eventuale finanziamento europeo potrebbe andare ad sostenere un costo totale stimato di 119.550 euro. Per concludere, nonostante il costo effettivo del progetto UPTER ammonti ad un valore quasi tre volte superiore a quello del caso confrontato (LINGUISTICA SRL), la decennale reputazione dell’impresa sociale e la sua capacità di crearsi un network di collaboratori sia nel mondo delle istituzioni pubbliche che private fa sì che essa possa essere riproposto anche nel quadro di una iniziativa sostenuta dalla nuova programmazione operativa della Regione Lazio per il periodo 2014-2020.

V-ANALISI DEI PUNTI DI FORZA E DELLE DEBOLEZZE Come detto, nell’ambito del presente lavoro ci siamo occupati di analizzare il progetto UPTER “L’italiano con 1 euro”, analisi finalizzata a fornire una valutazione ex-ante del progetto. La metodologia utilizzata è consistita principalmente nella raccolta di dati e informazioni utili alla realizzazione della valutazione attraverso diversi strumenti: partecipazione alle riunioni dell’UPTER, consultazioni di vari siti e contatto diretto con i relativi coordinatori. Nel corso della nostra analisi abbiamo rilevato dei punti di forza: -

Specificità dei partecipanti

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Sostenibilità finanziaria del progetto

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Ampia e diversificata promozione e promulgazione del corso

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Ampia rete di collaborazione con istituzioni pubbliche e private

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Possibilità di una certificazione CISL ad un costo notevolmente inferiore a quello previsto da Rete ScuoleMigranti

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Orari e giorni delle lezioni stabiliti per cercare di venire incontro alle esigenze degli immigrati (es: orari serali post-lavoro)

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Concezione dello straniero immigrato non come mero cliente ma come parte attiva del progetto

Tuttavia, abbiamo rilevato anche degli aspetti da monitorare durante l’erogazione del corso e da approfondire in fase di riprogettazione per una nuova edizione.: -

Maggiore organicità e precisione nella progettazione/valutazione ex-ante del progetto

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Posticipo della scelta delle sedi idonee per i corsi rispetto alle iscrizioni dei partecipanti

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Maggiore attenzione alla sostenibilità finanziaria che potrebbe risultare al limite 18


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Maggiore focalizzazione sul target

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Non gratuitĂ  del corso rispetto a quelli offerti dalle associazioni della ReteScuoleMigranti considerate

SITOGRAFIA -

www.upter.it

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www.caritasitaliana.it

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www.retescuolemigranti.wordpress.com

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www.opencoesione.gov.it

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www.lavoro.gov.it

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www.interno.gov.it

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Cantieri d'Europa - Progetto UPTER