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TWEN /// 2007

ESPOSIZIONE DI CHARLES & RAY EAMES

CONSIGLI-RISPARMIO PIÙ SOLDI PER VIVERE

LINKS INDIRIZZI UTILI Informazioni su un comportamento consapevole nell'acquisto e nell'impiego di apparecchi elettrici: U www.energybrain.ch oppure U www.topten.ch Idee a colori per dipingere le proprie quattro mura: U www.tapeten wechsel.ch Vecchi mobili si trovano in innumerevoli mercatini: p. es. a Rivera da Emmaus o presso L'esercito della salvezza: U www.brocki.ch Chi vive per conto suo dovrebbe essere bene assicurato. Un must: economia domestica e responsabilità civile. Entrambe in un'unica polizza si trovano nell'offerta di assicurazioni della Mobiliare. Per informazioni in merito e altri consigli sull'abitare vai su: U www.mobijeunes.ch Trasloco in vista? Il telefono viene con te. Informazioni, fra l'altro, su U www.sunrise.ch/trasloco Costi sotto controllo – calcolare il budget è facile con il calcolatore UBS U www.ubs.com/young-budget calculator

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PRODOTTI, PROCESSI, PROTOTIPI Una chicca sull'arredamento: l'esposizione presso la Vitra, a Weil am Rhein nel sud della Germania, a un passo da Basilea, offre una panoramica sull'opera della coppia di designer americani Charles e Ray Eames. Da ammirare alcuni schizzi di mobili degli Eames, che vengono oggi prodotti dalla Vitra, prototipi e pezzi d'esposizione presenti in Europa per la prima volta. Fino al 28 ottobre 2007. Informazioni su orari e visite su U www.vitra.ch. Più che abitare nel Museo del design della Vitra: «MyHome – sette esperimenti per un nuovo abitare» in mostra fino al 16 settembre 2007. Info: U www.design-museum.de

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ABITARE RISPARMIANDO • Risparmiare soldi e al contempo salvaguardare l'ambiente comincia dall'acqua. Doccia invece del bagno, acqua chiusa lavando i denti o risciaquando i piatti, tasto risparmia-acqua sullo sciacquone del WC – tutto ciò fa scorrere molta meno acqua verso l'appartamento e molti meno soldi verso l'azienda dell'acqua potabile. Ancora un'idea per evitare gli sprechi: installare rubinetti e doccia risparmia-acqua. Così ne scorrono 3 litri al minuto invece di 12. • Su TV e impianto HiFi brilla sempre una lucina rossa, un'altra luce si accende e si spegne sulla segreteria telefonica – nelle nostre economie domestiche si arriva presto ad una

dozzina di apparecchi sempre collegati all'elettricità. E che ne consumano in continuazione. Si può evitare! Secondo i calcoli, il 3% del consumo totale casalingo è dato da apparecchi in stand-by. Secondo Roger Ruch del Consiglio per l'energia di Basilea, non sarebbe nemmeno necessario discutere di una nuova centrale nucleare, se tutti rinunciassero a lasciare gli apparecchi in stand-by. Al contrario: «Potremmo spegnerne una di quelle già esistenti». Quindi: goodbye stand-by! • Altre idee-risparmio: le lampadine salva-energia consumano fino all'80% in meno di elettricità rispetto alle comuni. Stendere il bucato invece di buttarlo nell'asciugatrice: risparmia energia e i vestiti.

ABITARE

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I TEMI DI TWEN PER SAPERNE DI PIÙ: ORDINA ALTRI ESEMPLARI GRATUITAMENTE! TWEN // 2007

TWEN / 2007

+ VACANZE

+ CARRIERA

TWEN //// 2007

TWEN /// 2007

+ AMORE

+ ABITARE

CARRIERE

Partire dal basso, arrivare in alto

Rilassarsi lontano dalla fiumana di turisti

VACANZE DIVERSE

I giovani d'oggi vivono così

ABBIAMO CURIOSATO

Come trovare il partner giusto

Come riuscire professionalmente

7 PASSI VERSO IL FUTURO

Per evitare che il più bel periodo dell’anno si trasformi in stress

SUGGERIMENTI PER VACANZE AUTENTICHE

Cosa considerare, quando finalmente si va a vivere da soli

IL PRIMO NIDO

Perché il paradiso in terra non diventi un vero inferno

MI PRESENTO

VACANZE RESPONSABILI

COME ABITARE CORRETTAMENTE

COPPIE GIOVANI

Candidarsi con successo

TWENCARRIERA pubblicato con TWEN / 2007 Carriere: Partire dal basso, arrivare in alto / 7 passi verso il futuro: Come riuscire professionalmente / Mi presento: Candidarsi con successo.

Viaggiare in modo ecologico e socialmente equo

Consigli su: arredamento, trasloco e la vita da inquilino

ADDIO VITA DA SINGLE OCCHIO ALLE RELAZIONI Vivere insieme, sposarsi, avere figli e dividere le spese

ABBIAMO CURIOSATO I giovani d'oggi vivono così

TWENVACANZE pubblicato con TWEN // 2007 Vacance diverse: Rilassarsi lontano dalla fiumana di turisti / Suggerimenti per Vacance autentiche: Per evitare il stress / Vacance responsabili: Viaggare in modo ecologico e socialmente equo

TWENABITARE È PUBBLICATO GRAZIE A:

TWENABITARE Puoi ordinare lo special di EURO<26 in set per classi da dieci esemplari: via Internet U www.euro26.ch/ abitare, via mail con il concerne «Carriera», «Vacance» oppure «Abitare» a info@euro26.ch.

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TWENAMORE sarà pubblicato con TWEN //// 2007 Addio vita da single: come trovare il partner giusto / Occhio alle relazioni: perché il paradiso in terra non diventi un vero inferno / Coppie giovani: vivere insieme, sposarsi, avere figli e dividere le spese.

EURO<26 Speciale è il supplemento di TWEN /// 2007 a tema Abitare, www.euro26.ch Editore SJAG, Berna Idea/Coordinatione gedankensprung, Berna Concetto/realizzazione Basel West, Basilea Testo Stephan Lichtenhahn, Basilea Traduzione Darma Lupi Raimondi Stampa Weber SA, Biel/Bienne Foto Frédéric Giger 1–8, 12; form.c 10, 11; Hans Hansen/Vitra 10/11, Eames Office 12 Disclaimer SJAG non assume responsabilità alcuna per prezzi, offerte e contenuti redazionali di terzi.

IL PRIMO NIDO Cosa considerare, quando finalmente si va a vivere da soli

COME ABITARE CORRETTAMENTE Consigli su: arredamento, trasloco e la vita da inquilino


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U www.euro26/wohnen TWENABITARE lo trovi anche nel web: G FINO AI 30, GLI

ITALIANI RESTANO VOGLIONO SEMPRE CON MAMMA PIÙ SPAZIO

* Fonti: risultati di uno studio della University of Essex/GB del 2002, intervistate 73 000 economie domestiche di 13 nazioni dell'UE. Veniva richiesta l'età della partenza da casa di metà dei figli.

I maschi in Europa restano più a lungo con la mamma: più abitano a sud, più aspettano ad abbandonare la casa dei genitori. La metà dei giovani italiani, malgrado i 30 anni, alloggia ancora all'Hotel Mammà, così come succede in altri Paesi europei del sud. Molto diversi i danesi o i finlandesi. Ce la fanno a sopportare mamma e papà solo fino al 22º compleanno, i tedeschi fino al 25º. Denominatore comune in tutti i Paesi: le ragazze lasciano prima la casa dei genitori rispetto ai ragazzi, a volte molto prima. In Danimarca, Finlandia, Olanda, Inghilterra o Germania metà delle figlie lascia i genitori a 22 anni. Anche le greche non perdono tempo: con appena 23 anni la metà di esse se n'è già andata, mentre le portoghesi, le spagnole, le italiane e le irlandesi aspettano un po' di più, fino ai 25-27 anni, come mostra lo studio UE, che non ha preso in considerazione la Svizzera. Secondo l'Ufficio federale di statistica, nella Confederazione la discendenza resta nel nido dei genitori fino ai 23 anni.*

La superficie abitativa aumenta in continuazione: nel 1980 in Svizzera, ci si accontentava di 34 metri quadrati, nel 1990 dovevano già essere 39, nel 2000 la superficie media per persona arrivava a 44 metri quadrati. Nel frattempo, sempre meno gente convive nella stessa economia domestica: nel 2000 in media 2,24 persone dividevano lo stesso appartamento. In città sono ancora meno, a Basilea e Zurigo in media ne troviamo 1,8. Se gettiamo uno sguardo al passato, vediamo che 100 anni fa erano 4,5 persone a vivere insieme! Motivo della tendenza: le economie domestiche dei singles aumentano. Nel 1950 sono 1 persona su 10 viveva da sola. In 50 anni il cambiamento è stato drastico: nel 2000 le economie domestiche di una sola persona rappresentavano un terzo. Le differenze regionali sono estreme. Nella città di Basilea già la metà degli alloggi ospita un o una single. Il grafico a destra mostra l'aumento delle persone che abitano sole. Nel 1960, il 4,1% degli svizzeri abitavano da soli, nel 2000 erano già il 15,4% (1,1 milioni di persone).

LA RICERCA DI UN APPARTAMENTO

CHECK-LIST

QUASI COME CERCARE UN POSTO DI LAVORO

FAI SAPERE A TUTTI CHE CERCHI UN APPARTAMENTO

Proprio nelle città, dove lo spazio abitativo è limitato, la ricerca del proprio nido si rivela particolarmente difficile. I giovani adulti alla ricerca di un alloggio vivono spesso vere e proprie odissee e ricevono innumerevoli rifiuti. Come ci si deve "candidare" per un appartamento, come comportarsi correttamente durante la visita? All'appuntamento per la visita dell'appartamento ci si presenta vestiti in modo adeguato e puntuali, consiglia Boris Sterki, «né trascurati, né con la barba di due giorni.». Altro consiglio: attirare l'attenzione. Se qualcuno dell'amministrazione è presente, fare domande del tipo: dove si può parcheggiare la bici, com'è regolato l'uso del giardino. Ancora un suggerimento dell'assistente sociale JUWO: portare con sé tutti i documenti necessari, per esempio un estratto dal casellario giudiziale; ideale addirittura consegnare un piccolo dossier personale o spedirlo per posta all'amministrazione. Per sottolineare il proprio interesse per l'appartamento, Sterki consiglia di farsi vivi per e-mail o telefono pochi giorni dopo la visita.

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L'INIZIO DELL' AVVENTURA

GLI SVIZZERI

SEMPRE PIÙ ECONOMIE DOMESTICHE SINGLE

OLTRE 1,1 MILIONI VIVONO SOLI 1960

2000

Lo Jugendwohnnetz di Zurigo (JUWO) nel 2006 ha procurato alloggio ad oltre 500 giovani dai 15 ai 25 anni, quasi sempre il primo passo fuori dal nido. L'assistente sociale della JUWO, Boris Sterki, grazie ai molti colloqui, sa cosa significa andare a vivere da soli. A cosa devono stare attenti i giovani, quando decidono di prendere il loro primo appartamento? BORIS STERKI È consigliabile conservare in un classificatore tutti i documenti che riguardano l'alloggio, preparare un budget e stipulare un'assicurazione per l'economia domestica. Con i giovani che chiedono alloggio presso di noi tengo un colloquio preliminare. Parliamo del budget, spiego i contenuti del contratto di locazione, il regolamento della casa, aggiungo anche qualcosa sulla convivenza con gli altri inquilini. Consiglio di presentarsi personalmente a portinaio e vicini. E ricordo che il frigo non si riempie automaticamente e il sacco della spazzatura non esce da solo a cercarsi un container per l'immondizia.

G Economia domestica con 1 persona G Coppie senza figli G Coppie con figli G Famiglie monoparentali G Persone singole con genitori G Economie domestiche non famigliari G Economie domestiche collettive

G Chi cerca casa farà bene a dirlo a tutti: invia

e-mail o SMS a tutti gli amici, parenti e conoscenti. Poichè si sa: quando si cerca, non di rado, si trova grazie al passaparola. U Mano al computer, naviga fra le innumerevoli pagine di annunci immobiliari: indica il luogo di residenza desiderato, l'affitto che intendi pagare, clicca su return, p. es. www.tuttoclick.ch, www.immoclick.ch, homegate.ch, wgzimmer.ch, students.ch. Alzati alle prime luci dell'alba e sfoglia gli annunci immobiliari dei vari giornali – e poi telefona al più presto possibile. Nel quartiere dei tuoi sogni, lascia annunci dal panettiere, leggi con attenzione gli annunci degli altri, annota i numeri di telefono. Trovato niente? Perché non preparare un Durante la viflyer da distribuire nel quartiere? sita dell'appartamento: non contano solo costo e posizione. Valuta anche lo stato dell'appartamento, il vicinato, il locatore e i servizi pubblici.

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COSTI SOTTO CONTROLLO?

ABITARE RICHIEDE SOLDI «Mi posso permettere un appartamento?». Per scoprirlo, la cosa migliore è preparare un budget. È semplicissimo con i modelli che puoi scaricare, per esempio da U www.ubs.com/young-budgetcalculator oppure U www.maxmoney.ch. Regola d'oro per vivere da soli: l'affitto non deve mai superare un terzo del reddito.

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ABITARE: ALTRE IDEE? Spazi abitativi per giovani vengono proposti anche da altre strutture. Pro Filia, offre diverse possibilità di alloggio, soprattutto a giovani donne: U www.profilia. ch. Altre opportunità grazie alle Università o in Internet sotto U www.sub.unibe.ch, www.wove.ch, www.woko.ch, www.wohnen.ethz.ch.

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LO JUGENDWOHNNETZ Lo Jugendwohnnetz di Zurigo aiuta i giovani e i giovani adulti fino ai 25 anni nella ricerca di un alloggio. Premessa: un reddito annuo lordo inferiore a 30 000 franchi. L'idea: «I giovani devono investire le proprie energie nella formazione invece che nella ricerca di un appartamento», dice Boris Sterki. Informazioni: U www.juwo.ch

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È difficile per un giovane ottenere un appartamento? BORIS STERKI Molti hanno già ricevuto innumerevoli risposte negative. Uno dei problemi principali: diversi proprietari non si fidano molto dei giovani inquilini alle prime armi. Temono che l'affitto non venga pagato oppure che i giovani non si attengano al regolamento della casa o non rispettino la quiete notturna. Questi timori sono fondati? BORIS STERKI Naturalmente i giovani al loro primo appartamento han-

no diverse cose da imparare. Però, dati alla mano, possiamo dire che presso di noi la percentuale dei problematici è più bassa rispetto alle altre amministrazioni di immobili. Qual è la maggiore difficoltà di chi vive da solo? BORIS STERKI Ci sono ragazzi che non hanno le idee chiare su cosa significhi avere il proprio appartamento. Molti hanno problemi di puntualità, visto che non c'è più la mamma a buttarli giù dal letto alle sette in punto. Spesso si verificano problemi di pulizia e ordine nell'alloggio oppure, durante la bella stagione, per via delle grigliate sul balcone. In tutti questi casi faccio da mediatore. Qual è il motivo che spinge a lasciare la casa dei genitori? Ci sono situazioni che invogliano ad andarsene? BORIS STERKI La maggior parte studia a Zurigo e deve abitare in zona. Altri hanno semplicemente voglia di vivere da soli o in comunità. Poi ci sono i casi di ragazzi che escono da casa per via di conflitti coi genitori. In alcune situazioni è meglio che la figlia o il figlio viva, almeno temporaneamente, separato dai genitori. Ciò per impedire che il conflitto si accuisca al punto da non volersi più parlare per i vent'anni seguenti.


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ABBIAMO CURIOSATO COSÌ VIVONO I GIOVANI IN SVIZZERA Dividono l'appartamento, abitano soli o con l'amico, l'amica. Una cosa è certa: la maggior parte dei giovani abita in affitto – proprio come circa i due terzi della popolazione. Sì, perché gli svizzeri sono un popolo di inquilini. La percentuale di persone che posseggono un'abitazione è bassissima: la quota di proprietari in Svizzera si fissa al 37%. Nel resto d'Europa, molte più persone possiedono le loro

Affitto Inquilini Chi abita così… Particolarità

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LOFT CHF 2150.– Steve, Simon ... deve essere tollerante, perché la privacy è scarsa. Gli sbalzi di temperatura del piano superiore: in estate da sauna con 34°. In inverno: appena 18.°

quattro mura. In testa troviamo l'Ungheria, con una quota dell'89%; Spagna, Norvegia e Irlanda la seguono da vicino e anche nelle nazioni che ci circondano, i proprietari sono molti di più. Curiosando, abbiamo però appurato che anche senza esserne i proprietari, si può stare benissimo in un appartamento in affitto – e di sicuro a prezzo interessante, se si è disposti a dividerselo.

IN DUE CHF 980.– Maya, Anina …deve avere riguardo per i vicini. Malgrado la posizione in centro, nella Kleinbasel, il cortile visto dal balcone è una cascata di verde!

ALLOGGIO COMUNITARIO CHF 1700.– Makru, Petra, Marco, Rainer …non è un solitario, ama avere gente intorno a sé. Al mattino presto, la coda per il bagno – ma non in questo caso. La casa dispone di doppi servizi!

ALLOGGIO PER SINGLE CHF 1030.– Irene …alla sera, non è accolto da un allegro «Bentornato!» Irene non solo ha un ristorantino sotto casa. Le basta una breve passeggiata a piedi per raggiungere la Germania!

ARIOSO COME UN LOFT Porte chiuse? Non esistono nell'appartamento di Steve Wehrle e Simon Gyger. Il musicista e l'architetto di interni vivono in un unico locale dall'autunno 2005. Non in un monolocale, bensì in un loft. Cucina, ufficio, salotto e soggiorno, camere e ripostigio – tutto in uno, 150 metri quadrati, su due piani. Solo bagno e WC si possono chiudere. LASCIAR FLUTTUARE L'ANIMA «Mi sento a mio agio in questo grande locale, non soffocato come in quelli piccoli», dice Simon del loft nella città vecchia di Aarau. Pure Steve ne apprezza le dimensioni, «abbiamo un mucchio di spazio, è arioso, insomma qui si riesce bene a lasciar fluttuare la propria anima.» RISPETTO Nella convivenza di due persone indipendenti in un loft può pesare la mancanza di privacy. Si sente tutto dell'altro, si è costantemente vicini. Possibilità di uno spazio privato? Nessuna. Premessa indispensabile perché la cosa

funzioni: «rispetto e riguardo», dice Steve, «dire apertamente ciò che disturba, parlarsi.» Se per esempio la ragazza di uno è in visita, l'altro pianifica qualcosa fuori casa. Vantaggi: i due amici vivevano già insieme, hanno molti amici comuni, sono entrambi persone tolleranti «non dei testardi che pensano di avere sempre ragione», abbiamo un ritmo di vita simile, «prima di mezzanotte raramente siamo a letto.» Mentre Steve racconta, sa che presto dovrà parlare al passato. Perché proprio poco dopo la visita di TWEN, Simon si è sposato. E Steve ha lasciato il loft ai novelli sposi. AL CENTRO: IL TAVOLO L'arredamento di un loft è particolare. Un grande mobile a muro o armadi imponenti sono al posto sbagliato in un loft. Chi ci abita, deve piuttosto saper giocare con piante, luce, stoffe per separare gli spazi, per dare struttura al locale, per sottolineare certe caratteristiche. Al centro del loft di Aarau troneggia un grande tavolo. Simon aggiunge «è il perno della nostra casa, tutto passa da lì.»


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A 19 GIÀ AL SECONDO ALLOGGIO PROPRIO

«DA NOI SUCCEDE SEMPRE QUALCOSA»

Maya Aliesch si è rallegrata moltissimo del cambiamento: in maggio la basilese e l'amica Anina si sono trasferite in un appartamento di 3 locali con balcone. Maya ha solo 19 anni ma il nuovo appartamento è già il suo secondo. Nel luglio 2006 Maya, suo fratello e un amico iniziarono a convivere. Ma ci si viveva accanto, non insieme. «Avevamo orari di lavoro irregolari, restavo spesso sola, mi sentivo sola.» I primi tempi dopo aver lasciato la casa materna non furono facili per Maya. Oggi si è abituata all'indipendenza, anzi le piace.

«Vivere da solo? Non fa per me. A me piace la compagnia», dice Rainer Käser che vive con amici. «Qui succede sempre qualcosa, abbiamo molte visite», racconta il presto laureato educatore sociale «quasi sempre c'è qualcuno per chiacchierare. Per me è molto arricchente.»

DA NON SOTTOVALUTARE Nella sua cerchia di amiche e amici, Maya è la prima ad aver lasciato i genitori. «Molti affermano di voler fare la stessa cosa, finalmente lontani dalle di-

scussioni», ma lei li rende attenti, che un appartamento proprio non significa solo feste e libertà, bensì: «significa fatture da pagare, pulire, fare la spesa, cucinare eccetera.» PIÙ INDIPENDENTE Maya sostiene di essere cambiata in questo anno. Come? «Più adulta suona male, direi piuttosto più indipendente.» Più posata, dicono gli amici. «Non saprei. Più responsabile di sicuro: è logico quando si deve pagare un affitto tutti i mesi.» Al momento lavora nella ristorazione, uno stage di preparazione alla scuola alberghiera che inizierà nel 2008. A Zurigo! Maya può già prepararsi al prossimo trasloco.

ALLOGGIO COMUNE: FATE UN ACCORDO, ANCHE SE ANDATE D'ACCORDO Se tre o più persone vogliono vivere insieme, si pone la domanda di come formalizzare l'accordo. Tre sono i possibili modelli UN LOCATARIO PRINCIPALE, DIVERSI SUBLOCATARI Uno sottoscrive il contratto di locazione a suo nome e gli altri sono considerati sub-locatari. Indispensabile l'accordo del proprietario. Svantaggio per il locatario principale: porta da solo la responsabilità per il pagamento regolare dell'affitto. Però gli è data la facoltà di dare la disdetta ai sub-locatari. Necessario è un contratto stipulato fra i coinquilini della comunità che, oltre all'ammontare di affitto e spese accessorie, menzioni l'impossibilità di disdire l'appartamento senza l'accordo di tutti. Variante: se tutti i coinquilini sono molto giovani, i genitori di uno possono fungere da locatario principale.

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UN'ASSOCIAZIONE DEI CONVIVENTI I coinquilini fondano un'associazione, la quale affitta l'appartamento. Questo significa però che a rispondere è solo il capitale dell'associazione – per alcuni proprietari una garanzia insufficiente. In questo caso, i coinquilini dichiarano per scritto al proprietario di essere solidali di fronte ad eventuali pretese. Questa formula di convivenza è molto vantaggiosa, poiché i coinquilini possono cambiare senza troppe complicazioni. TUTTI SONO LOCATARI PRINCIPALI Tutti i conviventi sottoscrivono il contratto come locatari. Il locatore ha così diversi interlocutori di pari grado. Ma: «se si è in due o quattro a sottoscri-

vere il contratto, ciò non significa che si risponde solo per la metà o un quarto, bensì in modo solidale», puntualizza Patrizia Bernasconi dell'Associazione Svizzera Inquilini. In parole povere: «Il locatore può avanzare tutte le sue richieste presso uno qualsiasi dei locatari e richiedere che vi faccia fronte!» UN ACCORDO FRA LE PARTI Un must! Un contratto fra i membri della comunità, che indichi: l'importo versato da ognuno sul conto comune per affitto, elettricità, assicurazione, TV ecc., le modalità per lasciare la comunità, conseguenze in caso di inadempienze. Non tralasciare: un inventario aggiornato su cosa è di chi.

CASETTA CON GIARDINO Quattro persone convivono nella comunità, una casetta con una grande cantina e un giardino. I quattro si conoscono da anni, oltre a Rainer c'è Makru, Petra e Marco, tutti sui 30. Petra e Marco sono una coppia. Può funzionare? «Ne dubitavo anch'io», dice Rainer «ma funziona benone da oltre due anni.» A volte basta mettere dei limiti. «Non ci sono problemi» aggiunge Petra.

Il suo ragazzo è spesso fuori per lavoro, ma nell'alloggio comune lei non è mai sola «più avanti avremo ancora molto tempo per noi due.». Vantaggi della vita comunitaria: i costi. 700 franchi mensili per l'affitto, spese accessorie incluse, e per tutto quello che serve per vivere. Ideale, visto che tre dei conviventi sono ancora in formazione. PROIBITO STARE ZITTI Un must per far funzionare un alloggio comunitario: «Comunicare spesso fra di noi» puntualizza Rainer, «non possiamo farci il muso. Dobbiamo cercare delle soluzioni quando qualcosa non va per il verso giusto, quando gli incarichi non vengono svolti come pattuito.»

DIETRO LE QUINTE DELLA COMUNITÀ Argomento scottante in molte comunità: le pulizie. Di solito esiste un piano o una lista di incarichi. Così è stato per lungo tempo in quella di Petra Vogel & Co. Ogni due mesi, a rotazione, toccava ad un altro. Ultimamente però la lista è stata tolta. «Non sempre funzionava» racconta Petra, «ora ognuno può scegliere di fare quello che preferisce. È un tentativo!» Altri contano sul senso di responsabilità individuale, come a Basilea: «Lista delle pulizie? Non ne abbiamo», dice Jon Schubert «troppo burocratico. Ogni settimana ognuno pulisce qualcosa, anche così funziona» naturalmente non sempre, «e in comunità ci vuole tolleranza. Chi non è d'accordo, pulisca.» «Quello che più mi dà sui nervi», ammette Petra, «è iniziare la giornata, trovando in cucina i piatti sporchi o il fornello non pulito.» Regola d'oro nella comunità: in cucina lavare e riporre subito tutto, lasciare pulito. Così è anche in un alloggio comune zurighese, dove 12 (!) studenti convivono: «Quello che resta in giro viene buttato senza pietà», dice Raphael Jecker, studente al poli.

La ricerca di subentranti: nelle grandi comunità, la scelta di nuovi coinquilini è un vero e proprio casting, ci racconta Raphael, del gruppo dei 12 di Zurigo: «Ci raduniamo, gli interessati si presentano e noi decidiamo a chi assegnare la camera libera.» Per scegliere, fra l'altro, si fanno domande su disponibilità finanziaria, hobby (allevatore di serpenti?), animali, attitudine verso i lavori domestici.

Chi fa la spesa? Problema risolto nella comunità di Zurigo: uno degli inquilini ordina via Internet la scorta di base, consegnata a domicilio. La spesa viene divisa. Ognuno si compra poi quello che desidera. A Basilea tutti segnano sulla lista della spesa cosa manca, ognuno compra, gli scontrini vengono conservati e ogni due mesi si fanno i calcoli.


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PROBLEMI, INQUILINO?

COSÌ È CORRETTO Abitare in affitto può essere molto snervante: aumenti delle pigioni, pretese per danni o massicci aumenti delle spese accessorie possono avvelenare l'esistenza. Ecco cosa tenere presente spiegato da Patrizia Bernasconi, responsabile dell'Associazione Svizzera Inquilini di Basilea Città.

FINALMENTE ME LA CAVO DA SOLA All'inizio di quest'anno, Irene Forte ha realizzato il suo sogno. La venticinquenne ha messo su casa. «Finito l'apprendistato volevo cavarmela da sola, diventare finalmente indipendente.» La posizione dell'appartamento: ideale, nella parte vecchia di Rheinfelden, vicino al Reno, a poca distanza dalla stazione e a 10 minuti di treno da Basilea, dove lavora come segretaria. Cresciuta a Rheinfelden, desiderava restarci, «non riesco ad immaginare di vivere in una città come Basilea.» NON SONO TIPO DA COMUNITÀ Irene risiede in un appartamento di 3 locali, con uso della terrazza in comune, e un ristorante al pianterreno. «Quando non mi va di cucinare, mi com-

pro uno spring roll.» Vivere sola è stata una scelta precisa. «Vivere in una comunità non fa per me e non ho nessun conoscente che lo faccia», sottolinea. «MI PIACE STARE SOLA» La solitudine non è una novità per Irene. La sorella maggiore era uscita di casa da tempo, entrambi i genitori lavorano, Irene era spesso a casa da sola e ha cucinato, pulito, fatto il bucato. «Mi piace stare per conto mio, mi piace starmene tranquilla.» Questo non significa naturalmente che sia sempre sola, al contrario. Spesso riceve visita da parte di amici e conoscenti, «mangiamo insieme e a volte si fermano anche a dormire.»

Preso in affitto il primo appartamento. A cosa fare attenzione? PATRIZIA BERNASCONI L'errore più diffuso: rallegrarsi per il nuovo appartamento, l'arredamento e dimenticarsi di completare la lista dei danni. Così più avanti non si potrà dimostrare che alcuni difetti erano già presenti e si dovrà pagarne la riparazione. Conviene essere pignoli, controllare l'appartamento da cima a fondo.

Cosa fare in caso di danni, per i quali non sono responsabile? PATRIZIA BERNASCONI Danni per i quali l'inquilino non è responsabile e che pregiudicano l'abitabilità, p. es. danni alle condutture dell'acqua o una lavatrice difettosa, devono essere segnalati al locatore tramite richiesta scritta di intervento adeguato. Nessun intervento? Si richiede la riparazione del danno entro un termi-

ne di tempo preciso, p. es. tre settimane, e si minaccia, sempre per scritto, di depositare altrimenti la pigione presso l'Ufficio di conciliazione. Ancora niente? Entro il 1º del mese si deposita l'importo della pigione, si informa di ciò il locatore, si richiede di nuovo la riparazione del danno e addirittura una riduzione dell'affitto. Una procedura complicata, sulla quale in casi gravi è bene informarsi meglio. Come inquilino, posso modificare qualcosa nell'appartamento? PATRIZIA BERNASCONI Sì, con l'autorizzazione del locatore. Meglio scritta, per avere nero su bianco. Però quest'ultimo può richiedere che il locatario ripristini la situazione originale. Oppure, se la modifica apporta un significativo aumento di valore del bene locato, ci si può accordare su una restituzione dell'investimento, detratto l'ammortamento. La premessa indispensabile è naturalmente l'accordo del locatore. Tema spese accessorie: cosa fare quando i conguagli sono molto alti? PATRIZIA BERNASCONI malgrado il pagamento di acconti mensili, ac-

cade a volte che i conguagli siano esagerati. Il locatario deve controllare, se nel contratto sono stati indicati chiaramente e se sono fatturati correttamente. Ciò è difficile, poiché si devono visionare le fatture presso il locatore. Se qualcosa non quadra, si segnala per scritto. E se il reclamo non dà frutti, ci si dovrebbe rivolgere all'Ufficio di conciliazione o all'Associazione inquilini per farsi consigliare. Se l'ammontare del conguaglio è giustificato, si può chiedere al locatore di concedere un pagamento rateale dell'importo. A cosa devo stare attento, se do la disdetta anticipata? PATRIZIA BERNASCONI in fondo è sufficiente trovare un subentrante che paghi l'affitto e che sia "accettabile", cioè adatto all'alloggio. Meglio comunque presentarne due o tre. Importante: come inquilino bisogna mantenere regolarmente i contatti con gli interessati all'appartamento e con il locatore e chiedere se è necessario continuare nella ricerca di subentranti. Chi lascia l'appartamento di punto in bianco deve calcolare di pagare per un mese l'affitto raddoppiato.

PATRIZIA BERNASCONI PAROLE CHIAVE DEL VIVERE IN AFFITTO

NUOVO APPARTAMENTO IN VISTA: CHECK-LIST PER UN TRASLOCO RIUSCITO CON LARGO ANTICIPO I riservare l'auto, mobilitare amici o contattare lavoratori a ore I cogliere l'occasione per fare piazza pulita di tutto quanto non serve più I procurarsi materiale d'imballaggio, da ordinare via U www.bananenkiste.ch I fare uno schizzo dell'appartamento e decidere in grandi linee dove andrà cosa I iniziare ad imballare quello che si usa raramente. Non preparare delle scatole troppo pesanti, scriverci sopra il contenuto e dove vanno depositate

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UNA, DUE SETTIMANE PRIMA I annotare sui mobili in quale locale devono essere depositati, smontare quanto possibile, raccogliere viti ecc. in sacchetti di plastica I provvede-

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re affinché vengano letti i contatori di acqua, elettricità, gas I riparare i piccoli danni POCHI GIORNI PRIMA DEL TRASLOCO I riservare dei parcheggi presso il vecchio e il nuovo appartamento I fissare le ante degli armadi e i cassetti con nastro adesivo, togliere le chiavi e contrassegnarle I vuotare e sbrinare il frigo I preparare una borsa con l'indispensabile per il nuovo alloggio: lampadine, sapone, sacchi per la spazzatura, carta igienica, asciugamani ecc. I comprare cibo e bibite per gli aiutanti IL GIORNO DEL TRASLOCO I indossare vestiti e scarpe comode I nei due appartamenti: badare alla sicurezza (illuminazione

adeguata, copertura antisdrucciolevole dei pavimenti) I istruire gli aiutanti, appendere un piano dei mobili nel nuovo alloggio I riporre chiavi e altri piccoli oggetti in sacchetti, contrassegnare NON DIMENTICARE: di dire a tutti che hai traslocato. Non solo a I parenti, I amici e conoscenti. Anche ad I AVS, I datore di lavoro, I medico, I banca, I ufficio controllo abitanti, I cassa malati, I provider della carta di credito, I posta, I ufficio delle imposte e della circolazione, I operatore telefonico, I assicurazione, I per l'invio del tuo quotidiano ecc. Scarica altri suggerimenti per il trasloco da: U www.umzugsratgeber.ch oppure www.homegate.ch/umziehen

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AUMENTO DELLA PIGIONE «Dopo otto anni di riduzioni, al momento i tassi ipotecari stanno di nuovo salendo. I locatori possono perciò aumentare le pigioni. A patto che nel passato le abbiano abbassate. Se questo non è stato il caso, è possibile contestare l'aumento. Inoltre il locatore può ritoccare l'affitto nella misura del 40% del tasso di inflazione calcolato a partire dall'ultima modifica. In caso di migliorie straordinarie dell'immobile, il locatore può aumentare proporzionalmente le spese accessorie o la pigione. Anche questi aumenti possono essere contestati, se ingiustificati.» Informazioni: gli aumenti della pigione devono essere contestati entro 30 giorni.

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Su U www.asi-infoalloggio.ch è possibile verificare la legittimità dell'aumento. Si trovano inoltre informazioni su come far valere i propri diritti. DISDETTA Un tema inesauribile. Presso l'Associazione Svizzera Inquilini si trova un prospetto sull'argomento di 32 pagine!. Patrizia Bernasconi: «Si pensa sempre di avere dei diritti che proteggono da una disdetta. Ma non è così. Gli inquilini devono tenerne conto. Ci si può però difendere in caso di disdetta abusiva, per esempio se si sono fatti valere i propri diritti o chiesto delle riparazioni di danni, e dopo due giorni arriva la disdetta. Questo può essere interpretato come una ven-

detta. Per questi motivi, consigliamo di inoltrare richieste e reclamazioni sempre per lettera raccomandata, così da poter documentare dettagliatamente tutti i passi intrapresi.» In caso di disdetta, è consigliabile ricorrere ad una consulenza dell'Associazioni Svizzera Inquilini. DEPOSITO DI GARANZIA Di norma tre volte l'importo della pigione. «Il deposito non deve semplicemente essere consegnato al locatore, magari senza neppure chiedere la ricevuta. Per legge, l'importo deve essere depositato su un conto vincolato, al quale nessuna delle due parti ha accesso singolarmente. Gli interessi spettano al locatario.»

RICONSEGNA DELL'APPARTAMENTO Alla riconsegna del bene locato, il locatore redige un protocollo che riassume tutti i danni. Importante: quale inquilino, firmarlo solo se si è veramente responsabili dei danni. Perché non tutto ciò che non è più intatto, dopo anni deve necessariamente esserlo. Un lavandino per esempio non dura in eterno. È possibile procurarsi informazioni sulla durata presunta di diverse installazioni presso l'Associazione Svizzera Inquilini o l'Associazione dei proprietari di immobili. Alcuni esempi: cinghie delle tapparelle 8 anni, moquette 10 anni ecc. U www.hev-schweiz.ch U www.asi-infoalloggio.ch

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TWENABITARE / 11

ARREDARE SIGNIFICA SPERIMENTARE

il bordo, così da lasciare liberi due terzi della parete. PORRE DEGLI ACCENTI Oppure: se lasciamo vuota una parete, appenderemo sull'altra diversi quadri raggruppati. Un esempio tratto dal lavoro di form.c: in una cucina rinnovata recentemente dall'architetto d'interni zurighese, sono state conservate le vecchie piastrelle, ma solo su una parete. L'altra è stata dipinta di bianco. Con le piastrelle rimaste è stata fatta una panca riscaldata.

Determinante nell'arredare l'appartamento: il coraggio di essere individualisti, la voglia di sperimentare. «Arredare», così afferma l'architetto di interni Flavia Spahr dell'azienda zurighese form.c, «deve essere motivo di gioia.» Arredare inizia prima dell'acquisto dei mobili. Inizia già nella testa – con domande come: come amo vivere, quali sono i miei bisogni, cosa è importante per me? Quando ci si è fatti un elenco delle proprie esigenze, si continui prendendo in considerazione la disposizione e la logistica dell'appartamento: dove sorge il sole, com'è la luce di sera? Il tavolino per la prima colazione verrà sistemato di preferenza dove il sole batte al mattino e il divano sarà posizionato così da permettere di godersi il panorama dalla finestra. IL CORAGGIO DI ABBINARE... «Nell'arredare non esiste il giusto e lo sbagliato», dice Flavia Spahr. Importante: «L'arredamento non deve risultare noioso.» Noioso diventa l'appartamento che è stato arredato in un solo giorno. La-

sciare che gli spazi evolvano. E osare abbinamenti inediti: I divani da 2 e 3 posti non devono essere identici «come presentati sul catalogo. È troppo noioso. Non riesco a capirlo.». Chi davvero necessita di due divani, ne compri due diversi, abbini un divano ad una poltrona o ad uno sgabello imbottito, si procuri nuovi elementi ad un mercatino brocante. Inoltre: i vecchi mobili che non piacciono più non sono ancora pronti per la raccolta degli ingombranti: dipingerli, ricoprirli con una nuova fodera o una stoffa colorata. Per illustrare il suo pensiero, Flavia Spahr tira fuori un vecchio sacco di juta. «Con questo desidero ricoprire una vecchia poltrona con lo schienale alto» ci spiega. Abbinamenti sono possibili anche fra i pezzi acquistati nel loca-

le negozio di mobili e oggetti comprati in Paesi lontani, lo sgabello del Marocco o l'arazzo indiano «si può certamente mostrare che si è stati un po' dappertutto nel mondo.»

CONSIGLIO: ABBINAMENTI INEDITI P. es. un vecchio divano con una sedia design, come questa Plastic Armchair degli americani Charles e Ray Eames del 1948, in vendita presso Vitra.

…E DI USCIRE DAGLI SCHEMI La mia esperienza di architetto d'interni mi insegna che molte persone attribuiscono grande valore ad una disposizione simmetrica dei mobili. «Distribuiscono gli oggetti simmetricamente nel locale. Ma anche quello che in natura ci appare come simmetrico, ha in realtà delle differenze» ci ricorda e fa riferimento alle piante o al guscio delle lumache. Piuttosto badare alla famosa proporzione ideale, vale a dire al concetto di un terzo per due terzi. Nella pratica: un quadro non verrà appeso al centro della parete, bensì spostato verso

METTERE IN GIUSTA LUCE Infinite possibilità di arredamento sono offerte anche dall'illuminazione. «Niente è più noioso di una plafoniera in ogni locale, magari piazzata nel bel mezzo del soffitto, così vicina da sembrarvi appiccicata» dice Flavia Spahr e sottolinea che nel suo appartamento è appesa un'unica plafoniera «la luce deve accarezzare, deve far apparire belle le persone che vi abitano. Un'abbagliante plafoniera non ci riuscirà mai.» Meglio utilizzare una prolunga collegata alla presa nell'angolo di ogni locale per piazzare la luce, laddove si desideri. O perché non appendere una lampada ad un metro dal suolo e lasciarla dondolare? E il tavolo può anche essere illuminato da una lampada a stelo, «non esiste una legge che prescrive una lampada appesa sopra ogni tavolo!» Bisogna poi distinguere fra luce da lavoro, per esempio in cucina o in ufficio, e luce d'ambiente; lampade ricoperte di stoffa creano un effetto più caldo di un tubo al neon. Vale anche per il bagno: chiaro, per truccarsi o fare la barba serve una buona illuminazione. «Ma per godermi un bagno voglio un'atmosfera raccolta, sottolineata dalla luce adeguata.»

form.c: architettura per gli interni L'architetto di interni Flavia Spahr lavora da cinque anni nell'azienda form.c, fondata da Claudia Silberschmidt Jösler nel 1999. L'ufficio ha, tra l'altro, rinnovato l'Hotel Seehof di Arosa come pure la sala d'attesa dei tram di una volta «Caffé + Bar» sulla zurighese Bellevue-Platz. Informazioni: U www.form-c.ch

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CONSIGLI PERCHÉ ABITARE SIA UN PIACERE

Abbinamento riuscito di vecchio e nuovo: le belle piastrelle antiche diventano una panca. In contrasto con il tavolo slanciato di form.c, sedia design di Hans J. Wegner.

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Una camera dell'Hotel Seehof di Arosa. I comodini, originariamente di legno naturale, sono dipinti di bianco, le maniglie d'ottone sostituite con cuoio. In tema con il mondo alpino di Arosa: il grande fiocco di neve sulla parete.

PRENDETE LE DISTANZE, PREGO Meglio evitare: «I divani incollati alle pareti», dice Flavia Spahr. L'idea: lasciare un po' di spazio, almeno 15 cm, fra divano e parete. L'effetto: «Il locale apparirà più spazioso.»

evitare il rosso intenso o il giallo. «L'effetto è di disturbo.» Puntare piuttosto su sobri colori naturali, verde oliva o un caldo tono di grigio. «Per introdurre nell'arredamento colori più marcati, useremo gli accessori, per esempio dei cuscini.»

TENDE STILE «ACQUA IN CASA» Le tende devono arrivare fino al pavimento – anche se la finestra è più piccola. «Le tende stile "acqua in casa" sembrano misere, paiono pantaloni troppo corti.»

MOBILI IN DIAGONALE Si ribella decisamente Flavia Spahr contro i mobili disposti diagonalmente. «È un delitto! Non funziona, hanno un effetto irritante, sono uno stress per gli occhi e influiscono sul benessere.»

VIVERE A COLORI Oggigiorno si può di nuovo osare dipingere una parete con dei colori. Poiché pareti colorate donano profondità al locale e fanno sembrare più grandi anche i locali piccoli. Meglio

ACUSTICA SGRADEVOLE? Se in un locale ci sono solo materiali duri, come parquet, divani di pelle liscia, molto vetro; mentre scarseggiano le stoffe, non solo apparirà poco

accogliente ma avrà anche l'acustica di una caverna. Per evitare lo strano rimbombo di voci e suoni, combinare diverse superfici, un tavolo di marmo con un divano imbottito per esempio. FAR SPARIRE LA MOQUETTE Arcistufi della moquette del vostro appartamento in affitto? Proibito toglierla? Allora copritela con i vostri tappeti, fatti per esempio di bambù. ARMADIO SCHIACCIA LETTO Per favore non fatelo: un letto basso accanto ad un armadio gigantesco. «Mobili molto bassi, vicini a mobili molto alti danno un effetto opprimente, quasi angosciante.» Inoltre i mobili alti come armadi o librerie non vanno posti troppo vicino alle fineste.

Motivo: «Impediscono la vista, riducono la luce.» PER FARE LA NANNA... Il letto non va appoggiato ad una parete esterna, men che meno se non ha una testata. Le pareti esterne sono più fredde, si dorme peggio. Posizionate il letto, così da poter sbirciare dalla finestra standovene sdraiati. LA TV INVISIBILE Lo scatolone deve proprio dominare il salotto, quasi fosse un altare casalingo? No. Quando è spenta, la TV può anche diventare invisibile. Ci si può procurare beamer e schermo, facili da riporre. Oppure, come negli anni 70, l'apparecchio televisivo scompare in un armadio.


TWEN Abitare (2007)