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P O R T F O L I O

E ttore F abio G iua


curriculum vitae


curriculum vitae

Etto re Fa bio Giu a To r i n o, 12 m aggi o 1981

Strada antica di Grugliasco 201/40/A, 10142 Torino 011/7701221 3405862617 ettore.giua@gmail.com atropo99@hotmail.com


istruzione e formazione Settembre 2010 - Gennaio 2011 En.A.I.P. Piemonte

Tecnologie CAD avanzate - Rendering e animazione 3d

Febbraio 2008 - Luglio 2010 Politecnico di Torino, seconda facoltà di Architettura. Progettazione architettonica, rilievo architettonico, disegno informatizzato, disegno a mano, storia dell’architettura, fisica tecnica ambientale, statica, elementi di restauro, elementi di matematica.

Laurea specialistica in Architettura con votazione 106/110 Febbraio – Giugno 2007 Immaginazione e Lavoro Torino, società cooperativa. Disegno informatizzato su software CAD, tecniche di rappresentazione e di progettazione informatizzate. Stage in studio della durata di 260 ore

Tecnico di sistemi cad 2002 - 2008 Politecnico di Torino, prima facoltà di Architettura. Progettazione architettonica, rilievo architettonico, disegno informatizzato, disegno a mano, storia dell’architettura, fisica tecnica ambientale, statica, elementi di restauro, elementi di matematica.

Laurea primo livello con votazione 96/110 1996 - 2001 Istituto Maria Ausiliatrice. Psicologia, Pedagogia, Sociologia, Statistica, Matematica, Fisica, Inglese, Italiano, Scienze, Storia, Filosofia, Latino, Storia dell’arte

Diploma di licenza media superiore con votazione 79/100


esperienze lavorative Novembre 2010 - A tutt’oggi Rostagno s.r.l., via Antonelli, 44, 10093 Collegno (To).

Progettazione ed allestimento d’interni per teatri, cinema, sale da concerto, sale polifunzionali, verifica dei requisiti acustici passivi, allestimento cantieri, direzione lavori. Contratto a tempo determinato

Febbraio 2010 - Giugno 2010 Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi, 24, 10129 Torino.

Assistenza a docente in aula, rilievi cartografici su territori del Niger. Collaborazione part - time

Settembre 2008 - Giugno 2009

urriculum vitae

Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi, 24, 10129 Torino.

Assitenza a docente in aula, correzione di elaborati progettuali, organizzazione del lavoro in aula, assistenza a docente agli esami di profitto. Collaborazione part - time

Maggio 2007 - Giugno 2007 Studio aCd, Corso Turati 25/7, 10128 Torino.

Rilievo architettonico, computi metrici estimativi, disegno AutoCAD, progettazione di interni ed esterni. Collaborazione part - time

Dicembre 2005 - Aprile 2007 Sagat Handling SPA, Aeroporto di Torino, Strada San Maurizio 12, 10078 Caselle Torinese (To).

Accettazione ed imbarco passeggeri. Somministrazione a tempo determinato


capacita e competenze Lingue conosciute Italiano

Inglese

Madrelingua

Ascolto Parlato Scritto

Francese Ascolto Parlato Scritto

Buono Buono Buono

Discreto Discreto Discreto

Capacità e competenze sociali Buona attitudine a lavorare sia in ambito individuale che in squadra. Dinamicità e recettività. Buona attitudine al cambiamento, capacità di dialogare, confrontare e relazionarsi, anche con persone disabili, acquisite grazie ad esperienze di volontariato. Desiderio di approfondire le proprie conoscenze. Autonomia decisionale.

Capacità e competenze organizzative Buone capacità organizzative e di problem-solving, ottenute grazie alla gestione di lezioni didattiche a studenti universitari.

Capacità e competenze informatiche Microsoft Office Word

Excel

Access

ottimo

ottimo

discreto

Powerpoint

ottimo

Outlook

discreto

Autodesk Autocad

3d Studio Max

ottimo

discreto

Rhinoceros

discreto

Google SketchUp

ottimo

Adobe Photoshop

InDesign

Premiere

ottimo

discreto

ottimo

Capacità e competenze artistiche Musica: basso elettrico, contrabbasso Disegno a mano Fotografia analogica e digitale

Patente B

Klimhaus Casaclima

ottimo


lavori accademici


lavori accademici


2010 - Una proposta residenziale cohousing per la riqualificazione dei quartieri portuali d’Arenc a Marsiglia Il progetto, improntato su di una pianificazione per blocchi aperti, si sviluppa sugli isolati del Parc Habité. La decisione di sviluppare a livello architettonico il progetto su due isolati è determinata dalle caratteristiche del piano guida, poiché sono collocati nel cuore di una nuova trama intersecata da un asse pedonale di collegamento tra il quartiere Nord, limitrofo ad Arenc, ed il mare. Allo stesso tempo i due isolati si misurano diversamente col nuovo contesto urbano: uno è modellato dal disegno dell’arteria pedonale, mantenendo un rapporto diretto con lo spazio pubblico, mentre l’altro si inserisce nella scansione regolare della Trame Mirès, mediando maggiormente il suo rapporto con lo stesso. All’interno dell’isolato 2B sono stati progettati due blocchi di edifici (blocco A e blocco B) per una SLP di 4656 mq, per il blocco A, e 4256 mq per il blocco B, su 3368 mq complessivi della parcella fondiaria. Questi, disposti ad L lungo i margini dell’isolato, racchiudono una corte privata nella quale abbiamo inserito delle aree a giardino e delle aree coltivabili ad orto. Il blocco A, disposto lungo Rue de Ruffi, possiede due differenti altezze; lungo la via sono presenti sette piani fuori terra, mentre l’ala sviluppata all’interno dell’isolato consta di sei piani fuori fuori terra. Per quanto riguarda il blocco B, la manica che si sviluppa lungo Boulevard Mirabeau, parte da sei piani fuori terra per scendere progressivamente a quattro nella manica disposta lungo Rue Peyssonnel. L’organizzazione degli spazi del blocco A è suddivisa in 33 unità abitative, che si sviluppano dal piano terreno su tutti i piani. Per ottenere il giusto livello di eterogeneità sia delle abitazioni che degli abitanti, abbiamo progettato differenti tipologie abitative che vanno dal monolocale all’alloggio con quattro vani; questo ci ha permesso di soddisfare in parte le esigenze dell’abitare contemporaneo. Seguendo i principi della progettazione cohousing, abbiamo pensato ad un utenza socialmente differenziata, in modo da incoraggiare un forte senso di comunità. Il blocco A, a differenza del blocco C, è caratterizzato dalla presenza di unità abitative disposte su due livelli, di cui quello inferiore osputa la zona giorno, mentre quello superiore contiene la zona notte. La maggior parte delle unità abitative del blocco possiede due o più affacci, pensati in modo da rispettare gli standard di illuminazione e di ventilazione naturale. Per risolvere il problema dell’affaccio delle zone notte dei duplex, con esposizione a Sud – Ovest, abbiamo arretrato il fronte di queste in modo da ottenere un maggiore ombreggiamento dato dallo sporto del piano superiore. Questo gioco di volumi sfalsati ci ha permesso di ottenere una facciata movimentata. Il blocco B prevede 27 unità caratterizzate da due o tre vani di differente metratura; queste possiedono tutte un doppio affaccio in direzione Est – Ovest e Nord – Sud, in modo da favorire il naturale ricircolo dell’aria. In un progetto cohousing gli spazi comuni sono parte integrante della pianificazione delle funzioni: questo ha influenzato molto le nostre scelte per tutti gli edifici. Per quanto riguarda l’isolato 2B la dislocazione dei locali ad uso della comunità è stata pensata in base al tipo di attività prevista. Questo ci ha permesso di poter gestire questi spazi non solo tradizionalmente al piano terra, ma anche a quelli superiori. A livello terreno gli abitanti possono usufruire dei locali: lavanderia/stireria, deposito dei rifiuti per la raccolta differenziata, grande aula dotata di cucina che si adatta a molteplici usi, come mensa, cinema o di semplice sala riunioni ed deposito biciclette. Salendo ai piani gli spazi comuni assumono una duplice funzione: quella di soddisfare le esigenze della comunità e quella di porsi come spazio di filtro e di passaggio per i residenti. Il piano interrato, che ospita i parcheggi per i residenti, serve entrambi i blocchi residenziali dell’isolato 2B; l’accesso carraio al parcheggio, che conta almeno un posto auto per ogni unità abitativa, avviene da Rue Peyssonnel, mentre, per quanto riguarda l’accesso pedonale, questo avviene da vani scala ( appositi per l’accesso al parcheggio ) che portano direttamente a piano terreno o tramite ascensori. L’isolato 3B ospita il blocco residenziale C, disposto lungo Boulevard Mirabeau, Rue de Ruffi ed il viale pedonale, lasciando il fronte su Rue Peyssonnel permeabile alla vista della corte interna. Le altezze del complesso variano da un massimo

di otto piani fuori terra ad un minimo di cnque, pensate in modo da favorire il miglior soleggia mento possibile per le unità abitative. Queste sono 52, di diversa tipologia variando da due a quattro locali per unità, di cui alcune disposte su due livelli. I duplex sono differenziati nelle loro caratteristiche spaziali poiché taluni possiedono la zona giorno a doppia altezza mentre altre no. Tutte le unità abitative sono caratterizzate da una doppia esposizione traversante la manica dell’edificio permettendoci di garantire il soddisfacimento degli standard di ventilazione e illuminazione naturali. Al primo piano fuori terra troviamo: il locale lavanderia / stireria, il deposito biciclette, il locale compostaggio di rifiuti organici, il deposito per la raccolta differenziata oltre che un ampio locale destinato a molteplici usi, come feste, riunioni o semplice intrattenimento degli abitanti. Ai piani superiori ci sono una biblioteca ed una grande sala da pranzo comune, oltre che una palestra ed, al piano attico, un asilo nido. La volontà di collocare questa attività nel nostro progetto è dettata dalla necessità di tutelare la privacy dei bambini, nascondendoli alla vista di utenze esterne al complesso. L’asilo nido è l’unica attività pensata come comune per tutti i blocchi di edifici. I due piani interrati ospitano 52 posti auto destinati ai residenti, uno per ogni unità abitativa. L’accesso carraio ai piani parcheggio avviene, come per i blocchi A e B, da Rue Peyssonnel, quello pedonale direttamente dall’interno dell’edificio attraverso due vani scala ( appositi per i piani parcheggio ) affiancati da tre vani ascensore. L’accesso al blocco C avviene attraverso tre accessi; il primo è situato in prossimità dell’angolo dell’edificio e direttamente collegato al vano scala, mentre gli altri due sono sulla corte esterna e, attraverso percorsi che la attraversano, si accede ai vani di distribuzione. Il cortile del fabbricato è disposto su tre livelli, sfalsati di 60 cm ognuno, per assecondare l’andamento altimetrico del terreno, nei quali sono state inserite diverse funzioni tra le quali un’area gioco bimbi, un orto ed uno spazio pavimentato centrale. Altra caratteristica comune ai tre blocchi progettati è il sistema di distribuzione a ballatoio degli accessi alle unità abitative. Questa configurazione deriva direttamente da quella tradizionale delle case di ringhiera, sebbene si discosti da essa nel livello di privacy che riesce a garantire. Questa tipologia distributiva si presta molto bene alla progettazione di unità abitative cohousing ma, nel pensiero comune, è un luogo di passaggio dove chiunque può, a livello visivo, invadere l’intimità altrui; nel nostro caso, per ovviare a questo problema, abbiamo bucato la soletta ed inserito delle fioriere riducendo così l’intromissione visiva agli appartamenti dall’esterno. Il dibattito sulla progettazione di edifici di civile abitazione a basso costo è stato per molto tempo dimenticato, perché schiacciato dall’interesse suscitato in questi ultimi anni dal mondo della moda architettonica. Nel nostro caso abbiamo cercato di seguire i dettami di questa nuova “corrente verde”, utilizzando tecnologie, attive e passive, che garantissero ai nostri edifici le giuste prestazioni per soddisfare i bisogni dell’utenza ed, al tempo stesso, rispettare l’ambiente. L’impianto microeolico, allo stesso tempo, è posizionato sulle coperture, sfruttando così il frequente apporto dato dal Mistral, vento predominante nel territorio marsigliese. Lo studio del clima e della frequenza degli eventi atmosferici ci hanno portato prevedere un buon riscontro nell’uso di queste tecnologie attive. La nostra scelta delle tecnologie passive ricade sulle prestazioni dell’involucro opaco e dei serramenti. Tutte le tecnologie ecosostenibili operano in maniera corretta solo se sono accompagnate da una giusta coscienza civica e dal rispetto verso l’ambiente. Ci siamo resi conto, nel corso dell’elaborazione del nostro progetto di fine studi, che la risposta più efficace per correggere gli errori prodotti dalla cultura tecnologico – scientifico – industriale nel campo delle trasformazioni del territorio non consiste solo nell’aumentare l’efficienza di un singolo componente edilizio, ma nel ripensare la struttura urbana attuale. Anche l’edificio per prestazioni, a zero emissioni ed a zero consumo, se inserito in un contesto urbano non sostenibile, degradato e non attraente non ha alcun valore.


lavori accademici


Sezione urbana trasversale

Sezione urbana longitudinale


lavori accademici

Pianta Piano Terra


Profilo sull’asse pedonale

Profilo Rue de Ruffi


lavori accademici

Sezione Trasversale dei Blocchi A e B


De

lavori accademici

Dettaglio del ballatoio


ettaglio del tetto Pacchetto di facciata

Dettaglio del balcone


lavori accademici


lavori accademici

Render


2009 - Progetto di edilizia residenziale a Susa


lavori accademici


Piano guida scala 1:2000

Il corso “Il progetto di architettura”, tenuto dal professor Bagliani ha come finalità la progettazione di edifici residenziali “Social Housing” nella città di Susa. Il sito dell’intervento è composto da una vasta area dismessa,attualmente utilizzata in parte come parcheggio non custodito e in parte lasciata in stato di completo abbandono,che si trova nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria della città, dall’area attualmente interessata dalla presenza della stazione ferroviaria e dall’area di Piazza della Repubblica. Abbiamo sviluppato, nel corso del laboratorio, un’idea di progetto urbano comprendente tutte queste diverse zone del comune di Susa, ed approfondendo a livello architettonico l’area denominata “ex – Assa” e l’area immediatamente a Sud di questa, oltre il fiume Dora. L’area di Piazza della Repubblica, nei nostri progetti, è stata oggetto di una riqualificazione urbana, attraverso l’eliminazione del grande parcheggio attualmente presente al centro della piazza e la creazione, al posto di questo, di uno spazio pedonale di aggregazione, in parte riparato da coperture, sul quale confluiscono tre percorsi che collegano il sito con gli altri fulcri del progetto e con il tessuto urbano esistente. Sulla nuova piazza, prospicente a una delle arterie principali di Susa, corso Stati Uniti, insiste un centro commerciale, pensato anch’esso come luogo di scambi culturali oltre che di commercio. La vecchia stazione, nelle nostre idee di progetto, è stata restaurata, senza modificarne la volumetria originaria, ed ospita uno spazio coperto per esposizioni, mostre ed attività di tipo culturale ed anche sociale. Prospicente a questa, abbiamo pensato di creare una seconda piazza pedonale, caratterizzata da forme più lineari rispetto alla prima, che porta alla nuova area mercato, in cui le coperture per le attività mercatali ordinarie e straordinarie riprendono il disegno degli scambi ferroviari attualmente presenti. La stazione, fulcro di collegamento per la città e per i comuni satellite è stata spostata leggermente più a valle, appena oltre il torrente Cenischia. L’area di progetto interessata dal complesso residenziale social housing e dal parco pubblico è solcata dal letto del fiume Dora Riparia che la divide in due parti. Il progetto da noi sviluppato prevede la riqualificazione del sito che in parte verrà adibito a edificazione residenziale e in parte a verde pubblico. Abbiamo preso come riferimento, sia per quanto riguarda la progettazione architettonica che per la composizione degli edifici il progetto per il quartiere di Nieuw Terbregge a Rotterdam dei Mecanoo.

L’impianto dei Mecanoo si sviluppa su quattro penisole artificiali,di differente lunghezza e intervallate da specchi d’acqua, le penisole sono collegate tra loro da ponti in legno che interrompono la fila di abitazioni in diversi punti. Le automobili transitano e sostano su strade ricavate sotto piani di calpestio esclusivamente pedonali, decks che separano,su ciascuna penisola artificiale,due blocchi contrapposti di abitazioni. Scale,rampe e bucature di diversa forma e dimensione connettono il livello dei parcheggi con la pedana sovrastante che, realizzata con assi di legno semplicemente accostate tra loro come nelle impalcature dei ponteggi, si trasforma in un diaframma che determina un interessante gioco di luci e ombre sul piano inferiore. Questo si iscrive all’interno di un programma sperimentale europeo di edilizia ecosostenibile, e si evidenzia per le qualità ambientali, le caratteristiche di vivibilità e l’originalità nel configurare un ambiente a misura d’uomo, puntando a risolvere il problema delle interconnessioni tra il traffico veicolare e i percorsi pedonali evitando, nel contempo, soluzioni troppo radicali. Proprio a partire da queste caratteristiche il programma da noi realizzato prevede un’intensa edificazione sul versante Nord del sito, mentre sul versante Sud abbiamo previsto una grande area a verde pubblico, un’area verde attrezzata e un parcheggio pubblico. L’area a Nord del progetto prevede l’insediamento di circa 156 abitanti in tre edifici a pianta curva disposti secondo uno schema radiale. Due di questi edifici sono collegati da un piano pedonale rialzato a tre metri e mezzo di altezza sul piano di campagna, riservato agli abitanti del complesso e pensato come spazio comune e luogo di socializzazione. Su questa pedana si svolge la vita comune del complesso: qui i bambini possono giocare senza pericoli, gli anziani sostare indisturbati, i giovani incontrarsi. Il terzo edificio, segue lo schema radiale dei primi due in verso opposto ed è circondato dal verde. L’intera area del lotto è percorsa da numerosi viali pedonali, di diversa dimensione e gerarchia, che, coniugando la geometria dello schema radiale degli edifici ai percorsi esistenti nel comune di Susa, permettono di integrare il progetto al tessuto urbano esistente. Il numero di piani di tutti i fabbricati non supera il numero di cinque fuori terra, nel rispetto dello skyline del luogo e le coperture, di diversa altezza, sono a falda unica. Le facciate di tutti gli edifici alternano un rivestimento in listelli di legno di abete chiaro, disposti in senso longitudinale, al semplice intonaco da esterno. Su di esse si inseriscono le aperture verticali delle abitazioni, che seguono uno schema a moduli alternati. Le tipologie di unità abitativa sono state pensate per meglio rispondere alle diverse domande del mercato; abbiamo quindi progettato alloggi ad uso singolo o doppio e appartamenti per tre, quattro persone di tipologia semplice o duplex. Nel lotto è stato previsto l’inserimento di parcheggi pubblici in superficie, di vialetti di collegamento tra i vari edifici, di un parcheggio interrato ad uso privato di uno degli edifici e di parcheggi ubicati in superficie, ad uso esclusivamente privato, coperti dalla soletta pedonale che unisce due dei tre edifici. Abbiamo inoltre previsto di inserire in quest’area degli esercizi commerciali, ubicati a piano terra di due dei tre edifici, ad uso dell’intera zona. Il versante Sud dell’area è stato esclusivamente adibito a verde insediandovi un parco pubblico, un campo polisportivo ed un parcheggio pubblico in superficie. Abbiamo inoltre deciso di conservare la centrale idroelettrica in quanto, per noi, pregna di grande valenza storica. Una volta sviluppato il progetto preliminare ci siamo soffermati sull’involucro edilizio con l’obbiettivo di renderlo energeticamente e acusticamente efficiente. Abbiamo inoltre posto particolare attenzione alla verifica dell’illuminamento interno delle unità abitative, all’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, al rispetto degli standard minimi previsti dalla legge per il soddisfacimento dei requisiti acustici, termici ed illuminotecnici degli edifici.


lavori accademici


Pianta Piano Primo scala 1:500


lavori accademici


Pianta unitĂ  abitativa tipo scala 1:50


lavori accademici


Sezione Trasversale Nord

Vista del modellino

Sezione Trasversale Sud


lavori accademici

GLI ASSI IL


2008 - Rifunzionalizzazione del Palazzo del Lavoro

RETICOLO

IL PARCO


lavori accademici

Il progetto di riqualificazione dell’area di Italia ’61, comprende un territorio molto vasto, in cui gli edifici più importanti per il loro carattere architettonico - strutturale sono il Palazzo del Lavoro e il PalaVela. Il nostro progetto prevede più specificatamente la rifunzionalizzazione del Palazzo del Lavoro e dell’area verde a lui circostante. Nello studio dell’area attraverso le lezione svolte in aula e il sopralluogo ci siamo domandati quale potesse essere la più appropriata funzione da affidare a questo grande edificio monumentale. Ci siamo accorti, che il Palazzo del Lavoro oltre a trovarsi in una vasta area verde di Torino, è situato in un punto dove il traffico è molto intenso. Infatti il grande complesso è costeggiato da grandi assi viari come via Ventimiglia, corso Maroncelli e corso Unità d’Italia che costituisce l’imbocco per l’autostrada per Savona, Piacenza e altre diramazioni. Inoltre poco distante da questa area si trova piazza Bengasi dove si svolge giornalmente uno dei mercati più grandi di Torino. E’ quindi immaginabile la quantità di vetture che transitano in quest’area durante le ore di punta e durante lo svolgimento del mercato, con un conseguente innalzamento incredibile del livello di smog e di inquinamento acustico. Oggi nella progettazione è indispensabile una sensibilità considerevole sulle problematiche ambientali, visti i livelli di inquinamento raggiunti dalle metropoli e non solo, e dagli effetti devastanti dell’effetto serra nei cambiamenti climatici. L’Italia come altri Paesi del Mondo ha firmato il Protocollo di Kyoto, il trattato che prevede l’obbligo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di diazoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 — considerato come anno base — nel periodo tra il 2008 e il 2012. Il protocollo di Kyōto prevede il ricorso a meccanismi di mercato, i cosiddetti Meccanismi Flessibili; il principale meccanismo è il Meccanismo di Sviluppo Pulito. L’obiettivo dei Meccanismi Flessibili è di ridurre le emissioni al costo minimo possibile; in altre parole, a massimizzare le riduzioni ottenibili a parità di investimento. Per questi motivi per operare nella professione dell’architetto è indispensabile che nell’approccio alla progettazione si tenga conto il più possibile dell’eco-sostenibilità di ciò che si costrisce; e

quindi si faccia ricorso il più possibile alle fonti di energia “pulite”. Il nostro progetto tiene conto di questi aspetti e attraverso lo studio dell’inclinazione del sole e dell’esposizione che il nostro edificio ha nei suoi confronti abbiamo effettuato le nostre scelte progettuali. La nostra proposta di progetto è quella di ospitare all’interno del grande palazzo fieristico una stazione di interscambio sostenibile. La funzione principale è quella di creare un terminal di autobus elettrici, che permetta la comunicazione con il centro della città e alla futura fermata della metropolitana di piazza Bengasi. Con questa scelta abbiamo l’intenzione di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici “puliti” nel centro cittadino a quella del mezzo privato, indispensabile per una metropoli come Torino. Il nostro progetto tiene conto di questi aspetti e attraverso lo studio dell’inclinazione del sole e dell’esposizione che il nostro edificio ha nei suoi confronti abbiamo effettuato le nostre scelte progettuali. La nostra idea è di sfruttare il grande parcheggio sotterraneo creato sui lati sud e ovest dell’edificio, per far sostare le auto al suo interno ed usufruire dei mezzi pubblici “puliti” per spostarsi al centro cittadino come precedentemente detto. Le batterie degli autobus elettrici sono ricaricate grazie all’energia ricavata dai pannelli fotovoltaici posti su metà della copertura dell’ex palazzo espositivo. Grazie all’energia ricavata dai pannelli, pensiamo che sia possibile l’approvigionamento energetico dell’intero edificio e del parco attorno ad esso. Per ricavare gli spazi esterni abbiamo tenuto conto dei assi stradali che costeggiavano il nostro isolato e quelli limitrofi, e prolungandoli abbiamo ricavato un reticolo ben definito. Dal negativo degli spazi ottenuti dai tracciati definiamo il nostro parco attorno al Palazzo del Lavoro. Successivamente abbiamo così suddiviso la superficie del palazzo del lavoro in 2 parti grazie ad un grande boulevard che lo taglia da est a ovest, dedicando la parte a sud alla stazione degli autobus elettrici e l’altra a nord ad aree culturali e commerciali che riprendessero nella loro conformazione la prosecuzione degli spazi regolari ottenuti nel parco esterno. Per valorizzare questa retta che taglia l’edificio, abbiamo collocato ai suoi estremi 2 prismi che fuoriescono rispettivamente dalle facciate est e ovest come se fossero dei corpi indipendenti al palazzo. Queste due forme uscenti dall’edificio sono costituite da materiale in parte trasparente e in parte opaco. Infatti grazie allo studio fatto sull’inclinazione e l’incidenza del sole sull’edificio abbiamo fatto filtrare la luce attraverso le pareti trasparenti, in modo che si riflettesse sulla parete opaca e portasse così la luminosità sui piani sfalsati che ospitano degli spazi espositivi che i prismi contengono, che altrimenti sarebbero completamente oscurati. Gli autobus si trovano al piano terreno della corte creata a sud del palazzo, dove ai piani superiori le solette sfalsate si trovano gli uffici della Gtt. La completa parete vetrata posta a nord permette la visione dall’interno verso l’esterno e viceversa del complesso edilizio senza mutarne le caratteristiche monumentali. Quest’ultima abbiamo cercato di ridisegnarla, con vasche d’acqua e aiuole verdi con una forma più schematica e regolare. Non modificando molto della struttura esistente del Palazzo del Lavoro, abbiamo però sostituito i brisesoleil con delle lastre di lamiera microforata agganciata ai montanti verticali che sostenevano i frangisole. Creando un alternanza tra lamiera e vetrata retrostante abbiamo ottenuto un movimento di facciata su tre lati del palazzo (est-sud-ovest). Oltre a tutto ciò siamo intervenuti sul lato costeggiato dal corso Unità d’Italia, creando delle collinette sfalsate che per la loro altezza fungano da barriera acustica al rumore del grande asse veicolare.


distribuzione interna

uffici commercio spazi museali terminal autobus spazi espositivi


lavori accademici

illuminazione diretta

luce riflessa

solette interne parete riflettente


esploso dell’edificio


il pa dehor sull’acqua

aiuole alberate

lavori accademici

percorsi nel ve


arco terrazza panoramica

erde

barriera antirumore


FOTOGRAFIA


FOTOGRAFIA

Lo schiaccianoci


FOTOGRAFIA

Scilla e Cariddi


FOTOGRAFIA

L’Antispazio


PORTFOLIO Ettore Fabio Giua  

PORTFOLIO LAVORI ETTORE FABIO GIUA

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