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Novembre 2008

FC

® FINANCIAL CLONES WORLD

Newsletter Economico Finanziaria

CONTENUTI Presentazione Temi affrontati nel diciassettesimo numero di FCWorld 2

Speciale e Novità -Gli ETF Obbligazionari e JPMorgan: una simbiosi perfetta -Un ETF Monetario per chi cerca la sicurezza 3

Approfondimento - Il ruggito del leone africano segna l’inizio di un forte sviluppo economico

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Scenari -L’ndice FTSE - JSE e JSE 40 con l’Analisi di Gann, l’Analisi Tecnica e Fondamentale 10

Focus Intervista a S. Trezzi Country Head di Invesco Italia -

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1 / FinancialClonesWorld / n.17 / Novembre 2008


FC WORLD Delia Maria Fassi - Amministratore D.M.F. S.r.l.

Financial Clones World Il Mondo del Cloni Finanziari

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L'Africa è un'area economica da scoprire e che può diventare il nuovo mercato emergente del futuro

Un altro mese è trascorso e la situazione economica non sembra dare segnali di miglioramento, ed anzi quasi non passa giorno senza che la parola recessione venga associata a nuovi paesi, anche quelli che sembravano immuni da questo problema. In realtà lo sviluppo di questa crisi, pur presentando singolarità a livello di ampiezza, non si discosta molto dall'andamento di molte altre crisi finanziarie che si sono sviluppate all'interno dei mercati regolamentati. Normalmente l'andamento in questi casi segue delle fasi abbastanza prevedibili, ed a notizie negative seguono dati sempre meno positivi, fino ad arrivare al punto in cui tutto sembra irreversibilmente perduto e proprio da quel momento in poi la situazione inizia a cambiare e dapprima inpercettibilmente e poi sempre con maggior forza ci si accorge che la crisi è passata e che un raggio di sole appare all'orizzonte. Nell’ottica di fornire spunti positivi di valutazione, in questo numero affrontiamo le seguenti tematiche: Speciale: Il mercato obbligazionario ultimamente sta vivendo una riscoperta da parte degli investitori ed un nuovo ETF obbligazionario è da poco stato quotato sulla piattaforma di Borsa Italiana. Presentiamo quindi in queste pagine un ETF sui titoli di stato americani e ne vediamo le caratteristiche ed il possibile utilizzo. Novità: Nel mese di ottobre ha iniziato a scambiare un nuovo ETF monetario, molto semplice, in grado di fornire agli investitori, oltre ad un interessante rendimento, anche una notevole dose di tranquillità, in quanto utilizza, come sottostante, titoli di stato di sette paesi appartenenti all'area Euro. Approfondimento: Il continente Africano può riservare delle sorprese positive presentando elementi che potrebbero preludere all'avvio di una fase di crescita simile a quella già conosciuta da alcuni paesi asiatici. Nell'articolo analizziamo gli indici SGI PAN AFRICA ed il FTSE JSE Africa Top 40 e gli strumenti utilizzabili per prendere posizione su quest'area. Scenari - Mercato: Il mercato azionario dell'Africa e del Sud-Africa viene studiato utilizzando l'Analisi Tecnica applicata all’indice FTSE/JSE – JSE 40 analizzato con Gann, l’Analisi Tecnica e Fondamentale. Intervista: In questo numero presentiamo un'intervista effettuata con Sergio Trezzi Country Head di Invesco Italia, che ci ha spiegato la visione di questa società nella creazione dei propri prodotti, ovvero trasparenza e semplicità.

Delia Maria Fassi

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SPECIALE Ufficio Studi DMF SRL Consulenza in Investimenti Finanziari

teri di capitalizzazione di mercato dei titoli di debito che lo compongono viene ribilanciato su base mensile.

Gli ETF obbligazionari e JPMorgan: una simbiosi perfetta Un nuovo ETF obbligazionario sui titoli di stato americani, quotato dal 7 ottobre 2008

Le duration dei titoli presenti nell'indice variano da 1-3 anni a più di 10 anni e non vi è alcuna limitazione, dal punto di vista della dimensione delle emissioni per l’ingresso dell’Indice. Un'elemento che va sottolineato è l'uso intenso che di questo indice sono soliti fare gli investitori istituzionali e che ora, grazie a questo ETF, diventa disponibile anche agli investitori privati.

Caratteristiche e particolarità di un nuovo clone finanziario che utilizza un'indice amato dagli investitori istituzionali Molti emittenti di ETF presentano uno spettro molto ampio di prodotti e questo permette loro di poter presidiare in modo efficace ambiti diversi del mercato degli Exchange Traded Funds. Un'emittente in particolare dimostra di credere in un'approccio diverso e con mosse caparbie e costanti, sta incrementando il numero dei propri strumenti quotati sulla piattaforma ETFPlus di Borsa Italiana. Quest'emittente è JPMorgan e l'ambito nel quale dimostra di muoversi completamente a suo agio è quello degli ETF Obbligazionari, che da poco si è arricchito di un altro clone denominato JPMorgan ETF GBI Local US. Questo ETFil cui codice ISIN è FR0010561365 e il cui codice di negoziazione (codice Alfa) è JPMUS, utiliz-

za come sottostante l'indice JPMorgan Government Bond Index, calcolato da JPMorgan dal 1989, che costituisce un sottoinsieme del JPMorgan Global Government Bond Index per i titoli di debito (a tasso fisso con rimborso a scadenza) emessi dallo Stato federale e/o dagli Stati federati degli Stati Uniti.

Le commissioni totali annue dell'ETF sono dello 0,20% mentre il massimo spread Bid/Ask è dell'1,00%.

Sono espressamente esclusi da questo indice i titoli di debito a tasso variabile, a durata indeterminata, di maturità inferiore a un anno, che possono essere rimborsati anticipatamente su richiesta dell’emittente o del portatore ovvero che possono dare diritto di attribuzione di altri titoli.

I dividendi come già anticipato non vengono distribuiti ma reinvestiti, essendo l'indice di tipo total return.

Si tratta di un indice di tipo total return: tutte le cedole vengono infatti immediatamente reinvestite nell’indice.

E' presente il rischio cambio, in quanto la valuta nella quale sono quotati le obbligazioni presenti nell'indice è chiaramente diversa dall’Euro.

In definitiva non si può che accogliere positivamente questo nuovo arrivo che permette agli investitori di prendere posizione sul mercato dei titoli di stato americani. R iproduzione R iservata

L’Indice che è ponderato secondo i cri-

SCHEDE ETF & CERTIFICATES F inancial Clones dell' indice EuroMT S G overnment Bill I ndex Descr. T ipologia Direzione Nome del Prodot t o Codice I SI N T icker Prodot t o di Prodot t o Replica l' andament o dell' indice EuroMT S G overnment Bill I ndex ETF

ETF

Dir. Indice

PowerShares EuroMTS Cash 3 M.

IE00B3BPCH51 PEU

F raz. Comm I ndice . G est n.d.

Dat a Scad.

0,15% Illimitato

Non è previsto un rapporto indicativo ETF/Indice che sia pari a un numero intero e che rimanga sostanzialmente invariato nel tempo Fonte: www.ETFWorld.com

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NOVITA’

Un ETF monetario per chi cerca la sicurezza I titoli di stato dell'area euro protagonisti in un nuovo clone di Invesco Powershare

bond che hanno una scadenza residua inferiore ai 6 mesi e superiore al periodo di settlement di ciascun bond (tipicamente da 1 a 3 giorni) più un giorno lavorativo.

Il nuovo ETF quotato dal 10 ottobre è in grado di assicurare agli investitori una nuova fiducia nei propri investimenti

I titoli di stato eleggibili sono quelli quotati sul mercato MTS e con una maturity massima di 6 mesi ed ogni emittente è limitato ad un massimo del 34,5% dell'indice.

Il mercato finanziario ha deciso di mettere a dura prova le coronarie di tutti gli investitori alternando a sedute di forte difficoltà, periodi di euforia, e questi movimenti stanno senza alcun dubbio minando la tranquillità del mercato che sembra aver perso la propria direzionalità. In queste situazioni, nelle quali risulta difficile orientare i propri investimenti, avere la possibilità di gestire la propria liquidità tramite uno strumento semplice ed immediato ed in grado di garantire una buona remunerazione, come un'ETF può risultare una scelta vincente.

Non sono selezionati bond non oggetto di attiva quotazione sulla piattaforma MTS.

utilizza come sottostante un nuovo indice, l'EuroMTS Government Bill Index. Quest’indice, calcolato e pubblicato da EuroMTS, è composto da titoli di stato a breve scadenza senza cedole (zero coupon) emessi da sette paesi appartenenti all’area Euro (Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna) e quotati sul mercato MTS. In particolare sono inseriti nell’indice i

La crisi di fiducia ha toccato anche il segmento degli ETF monetari e con una tempistica sicuramente indovinata, dal 10 ottobre 2008 è stato quotato un nuovo ETF monetario di Invesco Powershare.

Il ribilanciamento dell'indice avviene settimanalmente con una nuova selezione che viene pubblicata il venerdì della precedente settimana per diventare effettiva dal lunedì successivo. A settembre 2008 la composizione dell'indice è composta dai seguenti paesi: Italia: Francia: Germania: Belgio: Olanda: Spagna: Portogallo:

34,50% 8,12% 13,19% 8,12% 7,35% 4,85% 2,38%

All'interno di questo indice sono presenti soltanto titoli di stato di sette paesi dell'area euro e quindi non utilizzano, di regola, swap e derivati e come conseguenza finale non scontano il rischio emittente.

La particolarità di questo clone è che SCHEDE ETF & CERTIFICATES F inancial Clones dell' indice EuroMT S G overnment Bill I ndex Descr. T ipologia Prodot t o di Prodot t o ETF

ETF

Direzione

Nome del Prodot t o

Direz. Indice

PowerShares EuroMTS Cash 3 M.

Codice I SI N

T icker F raz. Comm I ndice . G est Replica l' andament o dell' indice EuroMT S G overnment Bill I ndex IE00B3BPCH51 PEU

n.d.

Dat a Scad.

0,15% Illimitato

Non è previsto un rapporto indicativo ETF/Indice che sia pari a un numero intero e che rimanga sostanzialmente invariato * nel tempo Fonte: www.ETFWorld.com

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Ufficio Studi DMF SRL Consulenza in Investimenti Finanziari

Questi elementii assicurano una notevole tranquillità all'investitore, permettendo di recuperare quella fiducia così fortemente intaccata dalle ultime vicende internazionali.

ziario sono le seguenti: PowerShares EuroMTS Cash 3 Months Fund, codice ISIN IE00B3BPCH51, codice di negoziazione (codice Alfa) PEU.

redditi derivanti da questo ETF (operata automaticamente dal proprio intermediario) e nessun provento deve essere riportato nella propria dichiarazione dei redditi.

In sostanza tramite questo ETF l'investitore acquistando dei titoli di stato di sette delle più solide economie europee, si mette al riparo dal possibile rischio insolvenza dello strumento, in quanto oltre alla sicurezza derivante dalla tipologia tipica dei fondi, la possibilità che le economie europee collassino, pur teoricamente possibile, è di fatto un'evento difficilmente ipotizzabile.

Commissioni totali annue 0,15%, mentre il massimo spread Bid/Ask è dello 0,25%.

In definitiva questo ETF monetario presenta dei costi uguali alla concorrenza, e comprende al suo interno titoli di stato dell'area euro senza utilizzare, di regola, strumenti derivati.

Le caratteristiche di questo clone finan-

La natura dell'indice è di tipo Total Return è quindi non è prevista la distribuzione di dividendi.

R iproduzione R iservata

Anche questo clone, come gli altri monetari, usufruisce nel caso di regime di risparmio amministrato di una ritenuta fiscale a titolo di imposta del 12,5% sui

db x-trackers Alti rendimenti a portata di mano

Una semplice alternativa ai depositi bancari db x-trackers II EONIA Total Return Index® ETF Tasso d’interesse EONIA medio di ottobre 3,82%1 Tassazione solo del 12,5%2 Fondo monetario negoziato in Borsa Commissioni di gestione annue 0,15% Codice ISIN LU0290358497 Codice di negoziazione XEON Per maggiori informazioni: www.dbxtrackers.it Numero Verde 800 90 22 55

Deutsche Bank Exchange Traded Funds

A Passion to Perform.

Fonte Global Markets Research Deutsche Bank. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Il trattamento fiscale dipende dalla situazione individuale di ciascun investitore. Il livello e la base della tassazione possono variare nel corso del tempo. Avvertenze – Prima dell’adesione leggere attentamente il prospetto, completo e semplificato, nonché il documento di quotazione relativo al comparto db x-trackers di riferimento. Potete ottenere gratuitamente tali documenti presso Deutsche Bank AG, Via Santa Margherita 4, 20121 Milano e sul sito www.dbxtrackers.com. Deutsche Bank AG e gli sponsor degli indici non rilasciano alcuna dichiarazione o garanzia circa i rendimenti che possono essere ottenuti dall’utilizzo del relativo indice. La pubblicazione del presente documento non costituisce una modalità di offerta al pubblico da parte di Deutsche Bank AG e non costituisce o intende fornire alcun giudizio, da parte della stessa, sull’opportunità dell’eventuale investimento ivi descritto.

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APPROFONDIMENTO

significa schiavo.

Il ruggito africano segnala l'inizio di un forte sviluppo

Il mondo arabo iniziò la tratta degli schiavi, e pur ostacolata nella seconda metà del 800 dalle nazioni europee, questa è continuata ancora per lungo tempo, visto che ancora nei primi anni 60 del ventesimo secolo, mentre il mondo occidentale viveva la stagione utopistica hippy, al mercato di Aden si vendevano schiavi africani.

E' adesso possibile investire su tutto il continente nero e non soltanto su un singolo paese

Le potenze occidentali, pur in un lasso di tempo più breve, hanno scritto pagine di assoluta vergogna in questo campo, e hanno lasciato intere regioni private quasi totalmente delle nuove generazioni, deportandole in catene verso altre nazioni europee od americane.

Lyxor crede fortemente nell'evoluzione economica dell'Africa e permette agli investitori di prendere posizione su questo mercato L'Africa è ormai universalmente riconosciuta come la culla dell'umanità, in quanto i più antichi reperti umani sono stati ritrovati nella parte subsahariana dell'Africa. L'Africa è il secondo continente per estensione dopo l'Asia e la sua superficie rappresenta il 20,3% delle terre emerse del pianeta, mentre i suoi abitanti, superiori come numero agli 800.000.000, costituiscono un settimo della popolazione mondiale. Leggendo dei dati come questi, e non

sapendo a quale area geografica del nostro pianeta si riferiscono, tutti penserebbero che il continente al quale sono associati non possa che essere un protagonista sulla scena mondiale a tutti i livelli, ma così non è. Il continente africano, pur ricchissimo di risorse ha sempre subito un'intensa e sistematica opera di sfruttamento delle proprie risorse, in primo luogo degli stessi abitanti. Lo stesso nome del continente, Africa, sembra derivi da una radice fenicia che

Nell'ottocento le potenze europee rivolsero la loro attenzione verso l'Africa ed iniziò il periodo del colonialismo, che vide Francia ed Inghilterra scegliersi le aree migliori del continente, lasciando ad Italia, Germania e Spagna soltanto le briciole. Questa situazione terminò con la fine della seconda guerra mondiale e con l'indipendenza dei territori coloniali negli anni 60. L'ordinamento democratico fu quasi subito spazzato via dall'avvento del monopartitismo e dalla presidenza a vita da parte di molti dirigenti della classe

SCHEDE ETF & CERTIFICATES F inancial Clones dei principali indici af ricani Descr. T ipologia Direz. Prodot t di Prodot t o o ETF ETF ETF Inv.Cert. Inv.Cert.

ETF ETF ETF Benchmark Benchmark

Nome del Prodot t o

Codice I SI N

T icker

F raz. I ndice

C o mm . G est

Dat a Scad.

Replicano l' andament o dei principali indici af ricani

Dir. Ind. Lyxor ETF PAN AFRICA ( A) Dir. Ind. Lyxor ETF South Afr FTSE JSE TOP 40 ( A) Dir. Ind. Mark.Acc.FTSE/JSE Africa Top 40 Ind.Fund Dir. Ind. Bi Top40CerI10 Dir. Ind. Abntop40Cerf10

FR0010636464 FR0010464446 LU0270000028 IT0004123615 NL0000194884

LAFRI SAFRI AFRI I12361 N19488

n.d. 0,85% Illimitato n.d. 0,65% Illimitato n.d. 0,70% Illimitato 0,01 15/12/10 0,001 18/06/10

Fonte: www.ETFWorld.com

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politica che ha rallentato notevolmente l'evoluzione economica oltre che democratica di molti paesi africani. Adesso la crescita della società civile sta facendo incamminare molti stati africani verso uno sviluppo democratico e un nuovo e forte sviluppo economico. L'Africa sta iniziando adesso a svilupparsi e già c'è chi la vede come la prossima “tigre” dei mercati emergenti, visto anche l'abbondanza di risorse naturali, la crescente domanda di servizi di comunicazione e la conseguente necessaria crescita dell'industria e dei servizi.

no selezionate le dieci società con maggiore capitalizzazione, fermo restando che nessuna componente dell’Indice può superare il 10%. La ripartizione settoriale è la seguente: MateriePrime: 32,8% Oil & Gas: 23,42% Telecomunicazioni: 20,66% I principali titoli presenti nell'indice sono: TULLOW OIL PLC 11,09% MAROC TELECOM 8,62% SASOL LTD 6,15%

La ripartizione geografica vede prevalere nelle prime tre posizioni: Sud Africa: 34,39% Marocco: 21,39% Egitto: 12,99% l codice ISIN di questo ETF è FR0010636464, mentre il suo codice di negoziazione (codice Alfa) è LAFRI. Le commissioni totali annue sono dello 0,85% mentre il massimo Bid/Ask è del 3,50%. Esiste il rischio cambio in quanto i titoli che compongono l'indice sono quotati

Oggi il mercato dei cloni finanziari permette finalmente di prendere posizione sull'intero mercato africano e non soltanto su un singolo paese. L'ETF in questione è emesso da Lyxor ed è denominato Lyxor ETF Pan Africa (Quote A). Questo clone utilizza come benchmark l'indice SGI PAN AFRICA index, che è un indice azionario calcolato e pubblicato da Standard and Poor’s e gestito dall’Equity Research Department of Société Générale (index sponsor), composto da titoli quotati su mercati africani e/o di società che svolgono in via principale attività in Africa. Da un punto di vista geografico, l’Indice si compone per un terzo di azioni di società della Repubblica Sudafricana, per un altro terzo di società quotate o che svolgono in via principale la loro attività nei Paesi del Nord Africa e per l’ultimo terzo di società che svolgono invia principale la loro attività nell’Africa subsahariana – esclusa la Repubblica Sudafricana. Per ciascuna di queste tre zone vengo-

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Ufficio Studi DMF SRL Consulenza in Investimenti Finanziari

in valute diverse dall'Euro. E' prevista la distribuzione di un dividendo con cadenza annuale, nel mese di settembre. In Borsa Italiana sono quotati altri due ETF che permettono di prendere posizione sul mercato africano ed esattamente sudafricano. Questi due strumenti utilizzano come sottostante l'indice FTSE JSE Africa Top 40, e si tratta di un indice di prezzo calcolato e gestito dal fornitore di indici internazionali FTSE che rappresenta l’evoluzione continua dei corsi delle principali 40 società del Sud Africa quotate sulla borsa di Johannesbourg. Il primo ETF è denominato Lyxor ETF South Africa FTSE JSE TOP 40 (Quo-

te A) ed ha come codice ISIN FR0010464446 mentre il suo codice di negoziazione è SAFRI.

Esiste il rischio cambio in quanto i titoli che compongono l'indice sono quotati in valute diverse dall'Euro.

Le commissioni totali annue sono dello 0,65% mentre il massimo Bid/Ask è del 3,00%.

E' prevista la distribuzione di un dividendo con cadenza annuale.

Esiste il rischio cambio in quanto i titoli che compongono l'indice sono quotati in valute diverse dall'Euro. E' prevista la distribuzione di un dividendo con cadenza annuale. Il secondo ETF è denominato Market Access FTSE/JSE Africa TOP 40 Index Fund ed ha come codice ISIN LU0270000028 mentre il suo codice di negoziazione è AFRI. Le commissioni totali annue sono dello 0,70% mentre il massimo Bid/Ask è del 2,50%.

Per gli investitori che privilegiano i Certificates, su Borsa Italiana sono quotati due strumenti denominati Bi Top40Cerl10 e Abntop40Cerf10 emessi rispettivamente da Banca IMI e da ABN Amro Bank. Il primo certificates ha come scadenza il 15/12/2010 e come codice ISIN IT0004123615 mentre il secondo scade il 18/06/2010 ed il suo codice ISIN è NL0000194884 R iproduzione R iservata

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MERCATI GLI SCENARI

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L’indice S.Africa JSE secondo Gann Il quadro settimanale presenta una struttura di mercato prossima all’esaurimento

Il chart weekly individua una fortissima zona di supporto angolare a 16.000\16.500 LUNGO E MEDIO PERIODO

1998.

La scadenza nel 2007 di un doppio setup yearly ha decretato la fine di nove anni di trend rialzista e la rottura al ribasso del bottom di setup di 24.000 pur in outside – il top storico corrente appartiene al 2008 pari a 33.309 – ha sancito l’inversione al ribasso del trend annuale dopo una crescita del 650% dal

E’ dunque in atto una nuova stagione correttiva che dovrebbe prolungarsi fino alla scadenza del prossimo setup annuale in scadenza nel 2010 ( P\T: 14.350\7.320) e il posizionamento del nuovo angolo 1x2 a 14.400 suggerisce il target di prezzo nel 2010 con massima negatività stimata a 7.300.

Breve Periodo Il quadro settimanale presenta una struttura di mercato certamente negativa ma prossima all’esaurimento dopo ventitré settimane di forte dinamica correttiva grazie alla scadenza del fortissimo setup weekly del 17-21 Novembre (P\T: 20.290) in grado di generare l’inversione al rialzo del trend di breve secondo il fattore tempo. In sostanza il passaggio dell’angolo 1x1 tendenziale a 16.520 rappresenta il target naturale di prezzo dopo la perforazione del precedente angolo 1x1 il 10 Ottobre a 21.230 e la circostanza che l’indice JSE abbia anticipato il raggiungimento dell’obiettivo P\T del setup del 1721 Novembre di 20.290 – bottom mensile corrente di 17.812 – rafforza l’aspettativa di conclusione o comunque di stop del trend ribassista entro metà Novembre in prossimità di 16.500. Non dimentichiamo che il dimezzamento del top storico di 33.310, pari a 16.650, coincide con l’angolo tendenziale 1x1 di 16.500 fortissimo pivot psicologico la cui coincidenza con il fatto tempo è attesa nella prima settimana del 2009. Certamente la scadenza del doppio quadrato naturale di 144 settimane il 3-7 Novembre non esclude la possibilità di un tentativo di ripresa della positività prima del setup temporale, con obiettivo di prezzo 23.000 così che un eventuale top a metà Novembre rispedirebbe l’indice sotto 20.000. Ma indipendentemente da tale eventualità, il chart weekly individua una fortissima zona di supporto angolare a 16.000\16.500 in cui è attesa la formazione del bottom annuale, pena un collasso dell’indice a 10.500\11.000.

10 / FinancialClonesWorld / n.17 / Novembre 2008


A cura di Maurizio Masetti -Gann’s World

Ma la scadenza di un forte setup di chiusura nel 2008 con P\T 14.635 anticipa nel 2009 una dinamica contrastata intorno all’angolo 1x1 di 19.600 e all’interno del trend negativo, dal momento che pur in presenza di nuovi minimi annuali di periodo l’indice JSE tenderà a chiudere il 2009 sopra la chiusura del 2008, pena il collasso del mercato a 7.300. In merito al quadro mensile, la scadenza dell’ultimo setup di acquisto del Gennaio 2008 – bottom di 24.005 – ha permesso il completamento dell’ultima onda di impulso del trend rialzista, partita dall’Aprile 2003 e culminata con il setup di vendita del Maggio 2008 – top di 33.310 – la cui conferma in Giugno su rottura di 29.610 ha decretato l’inizio di un nuovo movimento ribassista rafforzato dalla violazione in down-trend anche del successivo di Luglio al di sotto di 26.810. Ma il segnale oggettivo di inversione del trend mensile è arrivato dalla perforazio-

ne del bottom del Gennaio 2008 di 24.000 che dall’angolo 1x1 tendenziale di 23.950 in Settembre, eventi che hanno determinato il crollo di Ottobre tuttora in corso.

l’indice sta scendendo da cinque mesi consecutivi manifesta un forte grado angolare di inclinazione, segno di un cedimento psicologico in atto destinato a stabilizzarsi non prima di Dicembre.

Il passaggio dell’angolo 1x2 in Novembre stimato a 15.950 e della tolleranza di medesima inclinazione a 12.280 suggerisce critica l’attuale quadro di mercato e la scadenza del prossimo setup mensile in Dicembre (P\T: 20.250\26.140) indica l’evoluzione negativa dell’indice JSE vista in mantenimento fino alla fine dell’anno con target di prezzo naturale stimato a 15.900\16.200.

Il passaggio dell’angolo “0” a 15.610 mai perforato negli ultimi dieci anni rappresenta l’obiettivo naturale di prezzo entro Dicembre, aspettativa che avvalora il target angolare naturale stimato a 15.900\16.200 – il successivo angolo “0” 1x2 è stimato a 7.840 R iproduzione R iservata

Nell’eventualità che tale area di prezzo non dovesse reggere alla forte pressione ribassista, il successivo canale angolare rialzista responsabile di tutta la stagione positiva 1998-2008 passa a 12.000\12.200, ma trattasi di evento poco probabile grazie al passaggio del forte angolo “0” a 15.610. E’ indubbio che la velocità con il quale

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Exchange Traded Physical Gold Coperto per il 100% dall’allocazione di oro fisico

• ETFS Physical Gold non ha rischi di credito • ETFS Physical Gold replica il prezzo spot dell’ oro al netto delle commissioni • ETFS Physical Gold si scambia in Euro su Borsa Italiana, ed è anche quotato su borse estere come Londra, Francoforte ed Amsterdam in varie valute • ETFS Physical Gold si scambia e regola come le azioni • ETFS Physical Gold ISIN: JE00B1VS3770

Per maggiori informazioni chiama: +44 (0) 20 7448 4330, o visita: www.etfsecurities.com PHAU è il codice di borsa di ETFS Physical Gold in Borsa Italiana. Prima dell’investimento leggere la Nota Sintetica in italiano e/o il Prospetto in lingua inglese. ETF Securities Ltd regolato dalla commissione finanziaria di Jersey.


MERCATI GLI SCENARI

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A cura di Luca Colasurdo Responsabile Consulenza Mercati Finanziari Bank Insinger De Beaufort

L’indice FTSE JSE Top 40

In area 19.000 punti transita la resistenza della media mobile di breve termine La sua violazione permetterebbe ai corsi di puntare a un ampio recupero Da un’analisi di lungo termine, che abbiamo voluto far partire dai minimi del dicembre 2002, risulta chiaro come l’indice sudafricano abbia ripiegato in maniera rilevante dopo aver toccato i massimi dei 31355 punti sul finale del 2007, condizionato dal break down del supporto dinamico passante in area 26600 punti. La fuoriuscita dal canale rialzista, di cui suddetto supporto costituiva la base, ha innescato un brusco sell off interrotto, almeno per il momento, sui 16000 punti, dove troviamo il 61,8% di ritrac-

ciamento Fibonacci calcolato proprio tra i minimi 2002 e i massimi 2007. Sfruttando questo importante supporto statico, toccato in questo mese di Ottobre, l’indice ha saputo reagire e trovare la forza per effettuare quello che si usa denominare come “rimbalzo tecnico” visto il forte ipervenduto, facendo tornare le quotazioni in area 19.000 punti dove transita la resistenza della media mobile di breve termine (21 giorni). Una violazione di questa prima resistenza permetterebbe ai corsi di punta-

re ad un recupero più ampio, cioè quello costituito dal raggiungimento dei 21.700 punti, dove oltre al 38,2% di ritracciamento troviamo anche un importante livello di supporto statico che in più di un’occasione (marzo e dicembre 2007) ha interrotto la discesa delle contrattazioni permettendo poi a queste ultime di continuare il proprio trend all’interno del canale rialzista sopra citato. Al contrario se le contrattazioni si dovessero dimostrare incapaci di andare oltre questi livelli allora ci dovremmo aspettare quantomeno un consolidamento dei corsi tra quota 16.000 e 20.000 punti, che potrebbe costruire comunque una base per una ripartenza dell’indice nel medio periodo. Solo la rottura di quota 15.000 punti potrebbe compromettere ancora di più lo scenario ribassista in atto. In effetti rompere questa soglia psicologica implicherebbe una discesa dell’indice fino a quota 11.300 punti, dove troviamo i massimi toccati a maggio del 2002. R iproduzione Riservata

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MERCATI GLI SCENARI 3/3

L’Africa

fra i paesi del continente.

Un continente con una economia basata sulla pastorizia e sull'agricoltura Il quadro il rischio finanziario indotto dalla crisi attuale sia molto alto anche per l’Africa Si dice che chi va in Africa, prima o poi ci ritorna. Non so se sia vero o meno. Mutuando la massima, vediamo però se può essere vero che chi investe in Africa prima o poi ritorna ad investire. Per fare questo occorre capire come è strutturata l’economia di quel continente. Le economie di gran parte dei paesi africani sono affidate all'esportazione di uno o di alcuni prodotti. Il flusso commerciale riguarda per lo più i paesi industrializzati interessati all'acquisto di materie prime e alla vendita di beni industriali e di consumo. il commercio interno tra gli stati africani è limitato dalla natura concorrenziale più che complementare dei loro prodotti ed in misura decrescente dalla barriere commerciali (tariffe doganali e di cambio).

di Lomé, e beneficiano della riduzione di tariffe doganali. Pochi sono gli organismi economici interafricani che si sono formati e hanno avuto successo. I più duraturi sono la Comunità economica degli Stati dell' Africa occidentale e la Comunità economica degli stati centro-africani. Quelli di maggior successo sono la Comunità di sviluppo dell'Africa meridionale e l'Area di scambio preferenziale degli stati dell'Africa orientale e meridionale. L'Organizzazione per l'unità africana (OUA) promuove inoltre il commercio

Un quarto dell'Africa è coperto da foreste, infatti si esporta il legno duro dalla Costa d'Avorio, Liberia, Ghana e Nigeria. In Africa il legname è usato come combustibile. La pesca è praticata soprattutto nei laghi della Rift Valley, ma anche in mare aperto ed ha un rilievo commerciale importante in alcuni stati quali Marocco, Mauritania, Namibia, Mozambico e nella Rep. Sudafricana. L'Africa è in prevalenza un continente con un’economia basata sulla pastorizia e sull'agricoltura. A nord si coltivano cereali, quali avena, orzo e mais, ma anche datteri, olive e molte specie di ortaggi. Nella regione del Sahara, i nomadi allevano cammelli e capre. Oltre a questi animali in Africa, si allevano pecore, asini, cavalli. Nelle regioni del Sahel a sud del Sahara e nelle regioni costiere a nord vengono bruciati piccoli pezzi di foreste per ripulirli e poi coltivarli.

Un grosso ostacolo all’export è rappresentato dalle valute, che hanno corso legale solamente all' interno di ciascun paese: ciò costringe a regolare gran parte degli scambi in dollari USA o in sterline UK. Quasi tutte le ex colonie britanniche in Africa continuano a godere di relazioni di libero scambio con la gran Bretagna e a conservare le proprie riserve monetarie a Londra. Ex colonie francesi hanno invece per lo più mantenuto stretti legami con la Francia. Inoltre, quasi tutti gli stati africani intrattengono rapporti economici con l'Unione Europea in virtù della Convenzione

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Negli altopiani costieri e nelle aree boscose si ha la produzione di banane, e manioca. Molti prodotti come chiodi di garofano, caffè, ananas, cotone, cacao, zucchero, tè, mais, caucciù, agave, arachidi, tabacco sono diffusi in tutto il continente e sono destinati all'esportazione. L'attività d'estrazione è molto importante in Africa per il commercio estero e per le fabbriche del settore. La Repubblica Sud Africana possiede miniere di oro, diamanti, rame, cromo, carbone e amianto. Si trovano anche giacimenti di Uranio. La Libia esporta petrolio, la Nigeria petrolio, gas naturale, carbone e stagno. La Namibia, diamanti e uranio, l'Algeria petrolio, gas naturale e minerali di ferro. Sono tante e tali le risorse del continente, che possiamo stare certi che nei prossimi decenni, l’Africa sarà un continente importate per gli equilibri del mondo. Ed in realtà, qualcosa ha già cominciato a muoversi. E sembra che ci siano buone notizie per l'economia dell'Africa. Nel corso degli ultimi anni, molti paesi sono riusciti a promuovere una crescita economica prolungata, diversamente da quanto avvenuto negli anni '80 e in gran parte degli anni '90. Per quanto riguarda l'Africa sub-sahariana, a partire dal 2000, la crescita annua ha superato il 4%. Crescita importante, ma ancora tuttavia ancora troppo bassa, che richiederebbe più di 15 anni perchè il livello del reddito pro-capite possa raddoppiare. Tassi di crescita che tuttavia non hanno ancora permesso all’Africa il raggiungimento della maggior parte degli obiettivi prefissati

nel Millenium Development Goals e che sembrano diventare ora meno raggiungibili alla luce delle diverse e numerose normative basate sul rispetto ambientale. Tutto ciò venne rilevato da A.J. Venables, professore di Economia all'Università di Oxford, uno dei più grandi studiosi di economia internazionale, che ha anche contribuito con il premio nobel Paul Krugman, alla fondazione della ricerca moderna sulla geografia economica. Ciò che sostanzialmente essi sostengono è che in alcuni paesi Africani come l'Angola, la Nigeria e il Sudan, l'aumento del reddito è stato determinato dall'aumento dei prezzi delle materie prime. Anche se questa non è questa però l'unica spiegazione, dal momento che gran parte dei paesi Africani sono importatori netti di petrolio e il continente è, nell'insieme, un importatore netto di prodotti alimentari. Ciò che ha aiutato la crescita è stato

quindi in buona parte anche il miglioramento delle politiche economiche in gran parte dei paesi. L'inflazione è stata ridotta in modo consistente, i deficit fiscali sono stati in media dimezzati e gli indicatori sociali della “governance” sono migliorati. I progressi compiuti sono però ancora parziali dal momento che i livelli di questi indicatori sono ancora modesti rispetto alla media mondiale e sono disastrosi in paesi come la Somalia, la Repubblica Democratica del Congo e lo Zimbabwe. Che fare allora per consolidare questi progressi. Preservare l'attuale fase di crescita è fondamentale per promuovere un ciclo virtuoso di aspettative positive. Questo richiede disciplina macroeconomica in modo che la pressione inflazionistica esercitata dai prezzi delle materie prime non provochi una spirale di aumento dei prezzi. E' necessario inoltre rimuovere gli ostacoli alla crescita messi in luce dal-

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A cura di Antonio Tognoli Vice Presidente ANPIB - Associazione Nazionale Priv. & Investment Banking

l'espansione degli ultimi anni, soprattutto nelle infrastrutture per l'energia elettrica e per il trasporto che sono del tutto inadeguate. Affinchè l'Africa arrivi poi ad una sostanziale riduzione della povertà ed ad una trasformazione economica, è necessario che essa riesca ad accedere al mercato manifatturiero globale, sviluppando prodotti ad alta intensità di lavoro, così come è già accaduto in Asia. L'aumento dei salari e la maggiore specializzazione in settori a più alto valore aggiunto che si stanno osservando in Cina, lasciano spazio ad altri paesi nella produzione di beni a basso valore aggiunto. Le nazioni africane potrebbero occupare questa fascia di mercato, ma il loro successo dipende in modo cruciale dal “business climate” che sono in grado di offrire. Sebbene in molti Paesi il quadro istituzionale e di politica economica sia ormai al livello di paesi asiatici come il Bangladesh o il Pakistan, rimane molto lavoro ancora da fare.

molti paesi a causa delle norme di origine previste dalle regole del commercio internazionale. Ci sono produttori in Africa che possono esportare capi di abbigliamento in America grazie all'accordo AGOA (African Growht and Opportunity Act) ma che non possono esportare gli stessi beni in Europa. L'Unione Europea dovrebbe allora impegnarsi ad aprire i propri mercati alle importazioni dall'Africa - anche per i beni che utilizzano materie prime provenienti dalla Cina - se si vuole permettere alla regione sub-sahariana di mettere a frutto i progressi ottenuti con tanta fatica. La situazione economica dell'Africa sub-sahariana è sicuramente migliorata nel corso degli ultimi decenni, ma è necessario realizzare ulteriori e molto consistenti miglioramenti. La crisi finanziaria in corso negli Stati Uniti comincia a preoccupare la Comunità dell'Africa Orientale per lo sviluppo (Comesa). Quali le conseguenze sui mercati africani. Difficile dirlo. Soprat-

tutto alla luce del fatto che le esportazioni africane negli Stati Uniti nel 2007 hanno raggiunto quasi la quota di 68 miliardi di dollari e la stesso ammontare dovrebbero far registrare anche nel 2008. Data l'attuale crisi finanziaria occorrerebbe accrescere le esportazioni dal continente africano verso i paesi asiatici tipo Cina e India. Non sono infatti pochi gli economisti dei paesi africani che pensano che il rischio finanziario indotto dalla crisi attuale sia molto alto anche per l’Africa. Il punto fondamentale è che la crisi in corso dimostra chiaramente che la formula del capitalismo attuale non potrà rimanere immutata, ed una nuova regolamentazione governativa sembra quindi inevitabile. In altre parole un nuovo ordine mondiale sembra necessario. E possiamo stare certi che la fase di transizione non possa non riguardare anche il continente Africano. R iproduzione R iservata

Sarebbe necessario istituire nuove “zone economiche speciali”, in cui le infrastrutture e il business climate siano di livello internazionale. I tentativi fatti in precedenza per istituire queste zone sono falliti, ma il miglioramento della situazione economica degli ultimi anni fornisce delle basi più solide per attrarre gli investitori. Tuttavia, un deciso miglioramento del business climate è necessario ma non sufficiente per attrarre le imprese manifatturiere. I paesi sviluppati devono tenere conto del fatto che le capacità dei paesi africani saranno all'inizio limitate. Potrebbero per esempio far cucire capi di abbigliamento utilizzando tessuti importati dall'Asia. Ma l'importazione di questo genere di manufatti non è tuttavia permessa in

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FOCUS

Intervista a Sergio Trezzi Country Head di Invesco Italia ETF Monetari, una novità assoluta irrompe all'interno di uno dei segmenti di maggior successo Trasparenza e Semplicità, due parole d'ordine per questo peso massimo degli emittenti di ETF I mercati finanziari hanno subito negli ultimi tempi violenti scossoni e navigano a vista alternando a momenti di sconforto, attimi di euforia ed il periodo che stiamo vivendo non si può ancora definire normalizzato. Alla luce di queste considerazioni e della crescente insicurezza avvertita dagli investitori anche per strumenti semplici e di uso immediato come gli ETF, il segmento dei cloni finanziari sembra volere in qualche modo ripensare il proprio business, sempre più lanciato verso strumenti evoluti e strutturati. Il segmento degli ETF Monetari è uno di quelli di maggior successo, e voi da poco avete lanciato sul mercato un nuovo ETF monetario, ma che racchiude in sé alcune particolarità che saranno sicuramente apprezzate dal mercato, oggi più che mai. Ce ne può parlare e spiegare in dettaglio le caratteristiche salienti di questo prodotto? La richiesta di sicurezza e trasparenza ci ha guidato nella realizzazione di PowerShares EuroMTS Cash 3 Months,

ETF monetario unico nel suo genere in Europa. Il nostro ETF replica l’indice EuroMTS Government Bill, investendo unicamente in titoli governativi, zero coupon bond (come BOT e CTZ), con scadenza residua compresa tra 0 e 6 mesi, senza ricorrere a strumenti derivati e swap. Sono inclusi quindi solo titoli Governativi emessi dai 7 principali paesi europei (Italia, Francia, Germania, Spagna, Portogallo, Belgio e Olanda), con un’esposizione massima di 34,5% per paese al fine di assicurare una buona diversificazione geografica. I titoli selezionati godono del massimo rating di S&P per le scadenze a breve termine, A-1+, e sono negoziati costantemente sulla piattaforma EuroMTS al fine di garantire la più alta liquidità. Se è vero che la “semplicità è un’arte”, PowerShares EuroMTS Cash 3 Months ne è la massima espressione per trasparenza e realizzazione. Il portafoglio è costituito esclusivamente da circa 40 obbligazioni, visibili giornalmente sul nostro sito Per ogni Area geografica Invesco

Powershares è in grado di proporre ETF basati su metodologie differenti, come nel caso del mercato americano. Ci può spiegare le ragioni di questa scelta? Riteniamo che gli ETF stiano entrando in una seconda fase di sviluppo. La prima, per altro tuttora in atto, consiste nella copertura “geografica” dei mercati, ovvero permettere di investire in mercati prima non accessibili tramite questi strumenti o, più in generale, tramite prodotti di risparmio gestito. La seconda di scegliere all’interno di ciascuna area geografica l’indice che meglio soddisfi le caratteristiche di investimento di ciacun cliente, sia esso retail che institutionale, così come già oggi accade per i fondi comuni tradizionali analizzando la metodologia sottostante. Mi spiego. Se un cliente volesse partecipare al mercato americano Nasdaq, la scelta ricadrebbe inevitabilmente sull’EQQQ. Un altro cliente potrebbe, invece, desiderare di avere accesso alle migliori aziende americane selezionate per i loro fondamentali, importante driver di performance; in questo caso la risposta sarebbe PowerShares FTSE RAFI US 1000 . Infine, un investitore potrebbe ricercare esposizione sul mercato azionario statunitense nel suo complesso, mantenendo tramite un unico ETF una buona diversificazione di settore e di capitalizzazione di mercato; il PowerShares Dynamic US Market offre questa possibilità grazie ad un indice quantitativo rivisto trimestralmente. In altre parole, gli ETF si posizionano sempre più come uno strumento d’investimento trasparente ed economico finalizzato a soddisfare le diverse esigenze degli investitori, pur replicando un unico indice all’interno di un’area

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Ufficio Studi DMF SRL Consulenza in Investimenti Finanziari

geografica. La vostra struttura, che vi permette di proporre sia fondi che ETF, vi pone in una posizione privilegiata per una visione del mercato a 360 gradi. Alla luce di questa premessa cosa ci può dire di questi due mercati, così contigui ma anche così fortemente in competizione. Vede un travaso di utilizzatori da un mercato all'altro o la situazione è molto più fluida di come sembra esternamente? La forza di Invesco è di essere un gestore mondiale indipendente avente come unico obiettivo la gestione di capitali per conto terzi; il management e le risorse di Invesco non sono quindi “inquinate” da altre priorità legate ad attività finanziarie, bancarie o assicurative. In questo contesto, noi siamo interessati ad identificare soluzioni di investimento

più efficienti e durevoli per i nostri clienti. Fondi ed ETF non sono altro che “veicoli”, le cui caratteristiche li rendono preferiti da differenti tipologie di clienti in funzione delle loro preferenze ed esigenze. Per altro non tutte le strategie di investimento possono essere rinchiuse efficientemente dentro ETF, viceversa altre ottengono vantaggi rispetto ad essere realizzate tramite fondi. Non credo quindi in una concorrenza diretta tra i due veicoli, ma anzi la loro complementarità può aggiungere valore al portafoglio dei clienti. Essere, quindi, un gestore indipendente attivo sia negli ETF che nei fondi rappresenta un patrimonio di ricchezza per i nostri clienti In questo mese accendete la prima candelina dal vostro debutto sul mercato italiano degli ETF. Visto il periodo senza alcun dubbio difficile

che il mercato ha attraversato, quali sono le vostre valutazioni su questo primo anno d'attività, e quali le aspettative sul futuro? Siamo contenti dei progressi che abbiamo fatto, la raccolta è positiva nonostante un contesto economico e finanziario non semplice. Dobbiamo e possiamo fare ancora di più soprattutto nei confronti del mercato retail, sfruttando appieno l’esperienza accumulata negli Stati Uniti dove il nostro business è prevalentemente orientato alla clientela finale. 5) Due correnti di pensiero nel settore degli ETF stanno sempre più acquistando forza e rischiano di contrapporsi causando tensioni all'interno dell'intera filiera dei soggetti interessati. Da una parte troviamo chi auspica ETF semplici e in grado di clonare un indice senza far ricorso a strumenti particolari e dall'altra chi ritiene che i nuovi ETF strutturati e l'utilizzo di derivati al loro interno siano la migliore evoluzione possibile. Voi cosa pensate di questa diatriba e vi sentite più vicini all'una o all'altra linea di pensiero? “La semplicità è un arte”; l’innovazione finanziaria è importante ma esistono due limiti chiamati trasparenza e semplicità. Se si perdono questi due valori, il rischio è di non mettere il cliente al centro delle nostre priorità. Direi che gli avvenimenti dell’ultimo periodo dovrebbero essere un monito forte. R iproduzione R iservata

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MERCATO ETFPLUS Ufficio Studi DMF SRL Consulenza in Investimenti Finanziari

L'obiettivo di gestione dell'ETF è di replicare la performance del relativo indice benchmark, il EuroMTS Government Bill Index:

ETFPlus

I nuovi arrivi nel mese di Ottobre 07 ottobre 2008: Borsa Italiana dà il benvenuto all'ETF "JPMorgan ETF GBI Local US" emesso da J.P. Morgan Structured Fund Management. L'obiettivo di gestione dell'ETF è di replicare la performance del relativo indice benchmark, il JPMorgan Government Bond Index local Currency US. 09 ottobre 2008: Lyxor espande la sua offerta con due nuovi ETF: "Lyxor ETF short strategy Europe", il primo ETF short di Lyxor e il "Lyxor ETF

MSCI EMU". L'obiettivo di gestione dell’ ETF short è di replicare la performance del relativo indice benchmark, il SGI Europe Short Strategy Index offrendo un rendimento inverso alla performance giornaliera dell' indice Dow Jones Stoxx 600. 10 ottobre 2008, in quotazione il "PowerShares EuroMTS Cash 3 Months Fund" Il "PowerShares EuroMTS Cash 3 Months Fund" è emesso dalla SICAV PowerShares Global Funds Ireland Plc.

Analisi Mensile ETFWorld.com Flash mensile sul mercato ETFPlus di Borsa Italiana Il mese di Ottobre ha chiuso con pesanti perdite per i principali mercati azionari europei. In particolare il mercato domestico ha registrato una discesa del 16,30%.Questo mese ha visto il debutto di cinque nuovi ETF, due emessi da Invesco Powershares, due da Lyxor ed uno da JPMorgan.

ETF Liquidità quotati sul segmento ETFPlus di Borsa Italiana; in particolare è da citare l'ETF FED FUND RATE DB che nel mese in questione ha guadagnato il 10,76%; al secondo posto si sono posizionati a pari merito gli ETF EUROMTS EONIA LY e l'ETF DB EONIA DB con un rialzo dello 0,34%.

Nel mese preso in considerazione, tra i 211 ETF Azionari quotati sul segmento ETFPlus, soltanto 15 ETF hanno terminato il periodo in rialzo. In particolare fra gli ETF che hanno chiuso le contrattazioni con le performance migliori segnaliamo: l'ETF DJBANKS SHORT DB che ha terminato in rialzo del 38,41% e l'ETF S&P 500 SHORT DB che ha chiuso il mese con un vantaggio del 23,58%. Fra gli ETF che hanno subito le maggiori perdite ricordiamo l'ETF DJ TURKEY MKAC che ha terminato con un ribasso del 43,19% e l'ETF DJES50 LEV LYX che ha chiuso il mese con una perdita del 39,18% .

Mese positivo per gli ETF Obbligazionari. Ventotto dei quarantuno ETF appartenenti a questo comparto e quotati sull'ETFPlus, hanno infatti chiuso il periodo in rialzo. Fra gli ETF che hanno chiuso il mese con le performances migliori segnaliamo l'ETF USDTREASUR13 ISH che ha chiuso in rialzo dell'10,83% e l'ETF USD CORPBOND ISH che ha terminato il mese con un rialzo del 9,48%. Fra i peggiori ricordiamo invece, l'ETF EMERG. MKTS LIQUID DB che ha terminato con un ribasso del 13,92% e l'ETF IBOXX GL INFL DB che ha chiuso con un ribasso del 8,75%.

Mese positivo per cinque dei sei

Fra i sei ETF che replicano indici di Credito solamente due sono riusciti

27 ottobre 2008, in negoziazione il "PowerShares Global Agriculture NASDAQ OMX Fund" Il "PowerShares Global Agriculture NASDAQ OMX Fund" emesso dalla SICAV PowerShares Global Funds Ireland Plc. L'obiettivo di gestione dell'ETF è di replicare la performance del relativo indice benchmark, il NASDAQ OMX Global Agriculture Index. Riproduzio ne Riservata ha chiudere il mese in positivo; l'EETF ITRX CROS5 SH DB ha guadagnato il 13,81% e l'ETF ITRX HIV5 SH DB che ha chiuso il mese con un rialzo del 6,11%. Il peggiore ETF del comparto è risultato invece essere l'ETF ITRX CROS5 DB che ha perso l'8,14%. Nessuno dei dieci ETF sulle Commodities quotati sull'ETF Plus ha chiuso il mese in rialzo: Il migliore è risultato l'ETF CRB NON ENERGY LYXOR che ha terminato con un ribasso del 9,08%; il peggiore è stato l'ETF GLD BUGS MKAC che ha terminato con una discesa del 30,18%.

I Volumi registrati nel mese di Ottobre sono saliti in modo consistente rispetto al mese precedente passando da 148.464.963 quote a 168.607.042 quote. Per numero di quantità scambiate troviamo Barclays al primo posto con l'ETF ISHARES S&P 500 con il 15,00%, al secondo posto si posiziona invece Lyxor con l'ETF EURO STOXX 50 L con l' 8,09% e al terzo posto ritroviamo iShares con l'ETF ISHS EUROSTOXX50 con il 7,55%. R iproduzione R iservata

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FINANCIAL CLONES IN CIFRE 1/3 Ufficio Studi DMF SRL Consulenza in Investimenti Finanziari

ETF - Exchange Traded Funds I migliori e i Peggiori del Mese su ETFPlus ETF IN CIFRE I 10 migliori ET F - dal 30/ 09 al 31/ 10 N o me ET F ETF DJBANKS SHORT DB ETF S&P 500 SHORT DB ETF XBR S&P/MIB SGAM ETF DJES50 SHORT DB ETF BER S&P/MIB SGAM ETF USDTREASUR13 ISH ETF FED FUND RATE DB ETF DJTECNO SHORT DB ETF SHORTDAX DB ETF EUROMTS 10-15Y L

Codice I SI N LU0322249037 LU0322251520 FR0010446666 LU0292106753 FR0010446146 IE00B14X4S71 LU0321465469 LU0322250043 LU0292106241 FR0010037242

Dat a Rilevazione 3 1 -o t t -0 8 54,34 58,60 68,65 46,76 53,95 100,20 134,01 33,66 87,37 118,87

Perf . Mese 38,41% 23,58% 21,42% 12,35% 11,81% 10,83% 10,76% 10,18% 10,07% 9,76%

Perf . T re Mesi -45,18% -51,73% -41,26% -23,44% -21,05% -23,05% -15,40% -30,67% -23,23% -11,67%

I 10 peggiori ET F - dal 30/ 09 al 31/ 10 N o me ET F

ETF DJ TURKEY MKAC ETF DJES50 LEV LYX ETF MSCI SMLL CAP DB ETF DJSTOXXINS TR DB ETF LEV S&P/MIB SGAM ETF DJSTXINDUS ISHDE ETF DJSTXBASRE ISHDE ETF ALTER ENERGY LYX ETF DAXBRIC MKAC ETF S&P CL ENERG ISH

Codice I SI N

LU0269999362 FR0010468983 LU0322253906 LU0292105193 FR0010446658 DE000A0F5T44 DE000A0D8Q72 FR0010524777 LU0269999792 IE00B1XNHC34

Dat a Rilevazione 3 1 -o t t -0 8 59,55 15,57 10,39 18,36 16,14 23,45 52,23 19,82 23,00 9,6

Perf . Mese

Perf . T re Mesi

-43,19% -39,18% -36,34% -35,65% -35,47% -35,17% -34,73% -33,42% -32,55% -32,44%

51,19% 51,04% 32,79% 33,07% 48,25% 40,98% 49,97% 45,43% 48,31% 46,46%

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FINANCIAL CLONES IN CIFRE 2/3 Ufficio Studi DMF SRL Consulenza in Investimenti Finanziari

Investment Certificates Commodities I migliori e i Peggiori del Mese sul Sedex CERTIFICATES IN CIFRE I 10 migliori Cert if icat es sulle Mat erie Prime - dal 30/ 09 al 31/ 10 N o me Cert if icat es ABNPALLAD CER GN10 ABNFHOIL CER GN10 BI FSOY CER MZ12 ABNFORJU CER GN10 BI FNGAS CER MZ12 SG ORO CER GN09 BI FALUN CER MZ12 ABNFALUM CER GN10 ABNFCOFF CER GN10 ABNFSUG CER GN10

Codice I SI N NL0000401263 NL0000472074 IT0004157464 NL0000472041 IT0004157449 FR0010087247 IT0004157381 NL0000471951 NL0000471993 NL0000472124

Dat a Rilevazione 3 1 -o t t -0 8 1,55 1,21 64,45 0,50 28,16 5,92 13,99 1,48 0,52 0,51

Perf . Mese 9,15% 0,00% 0,00% -1,98% -3,73% -4,52% -5,54% -6,35% -6,50% -6,79%

Perf . T re Mesi -36,99% -10,81% -14,92% -15,50% -21,23% -2,95% -15,16% -16,67% -3,54% -5,75%

Dat a Scadenza 18-giu-10 18-giu-10 30-mar-12 18-giu-10 30-mar-12 17-giu-09 30-mar-12 18-giu-10 18-giu-10 18-giu-10

I 10 peggiori Cert if icat es sulle Mat erie Prime - dal 30/ 09 al 31/ 10 N o me Cert if icat es GSJFWTITWQ120%73,F11 ABN AMXGB CER ST11 BI FCOP CER MZ12 BI FWTI CER MZ12 BI FZINC CER MZ12 UC FWTIL8 CER NV08 ABNFCOP CER GN10 BI FHOIL CER MZ12 ABNFWTI CER GN10 UC ARGENT QUANTODC09

Codice I SI N GB00B14W8B52 NL0000705044 IT0004157407 IT0004157480 IT0004157498 IT0004101728 NL0000472009 IT0004157431 NL0000472090 IT0004091838

Dat a Rilevazione 3 1 -o t t -0 8 95,90 67,30 34,35 47,10 8,15 5,09 4,25 14,36 3,41 0,97

Perf . Mese -40,25% -33,53% -28,66% -26,52% -25,37% -25,15% -24,51% -24,22% -22,68% -22,64%

Perf . T re Mesi -42,64% -39,31% -32,71% -36,74% -23,76% -36,22% -26,72% -32,33% -38,34% -42,95%

Dat a Scadenza 30-giu-11 30-set-11 30-mar-12 30-mar-12 30-mar-12 13-nov-08 18-giu-10 30-mar-12 18-giu-10 18-dic-09

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I dati della Tabella Investment Certificates si riferiscono al mercato Sedex e riguardano gli Investment Certificates su Commodities.

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FINANCIAL CLONES IN CIFRE 3/3 Ufficio Studi DMF SRL Consulenza in Investimenti Finanziari

ETC - Exchange Traded Commodities I migliori e i Peggiori del Mese su ETFPlus ETC IN CIFRE I 10 migliori ET C - dal 30/ 09 al 31/ 10 N o me ET C ETFS PH PALLADIUM ETFS LIVE CATTLE ETFS LIVESTOCK DJAIG ETFS FWD LIVESTOC DJ ETFS FWD ALLCOMM DJ ETFS FWD EXENERGY DJ ETFS FWD INDMETAL DJ ETFS FWD NATURAL GAS ETFS LEAN HOGS ETFS COFFEE

Codice I SI N JE00B1VS3002 GB00B15KY096 GB00B15KYK92 JE00B24DMM47 JE00B24DMC49 JE00B24DMG86 JE00B24DMJ18 JE00B24DM351 GB00B15KXZ70 GB00B15KXP72

Dat a Rilevazione 3 1 -o t t -0 8 15,44 6,40 3,61 14,09 23,00 12,56 18,92 19,73 1,20 2,00

Perf . Mese 10,29% 6,14% 2,56% 2,47% 0,00% 0,00% 0,00% -0,15% -0,83% -2,44%

Perf . T re Mesi -35,42% 4,92% 2,70% -0,70% -9,09% -5,99% -3,96% -16,82% -4,78% -3,15%

I 10 peggiori ET C - dal 30/ 09 al 31/ 10 N o me ET C ETFS BRENT OIL ETFS COPPER ETFS CRUDE OIL ETFS ENERGY DJAIG ETFS FWD PETROL DJ ETFS GASOLINE ETFS HEATING OIL ETFS PETROLEUM DJAIG ETFS WTI OIL ETFS ZINC

Codice I SI N GB00B0CTWC01 GB00B15KXQ89 GB00B15KXV33 GB00B15KYB02 JE00B24DMF79 GB00B15KXW40 GB00B15KXY63 GB00B15KYC19 GB00B0CTWK84 GB00B15KY872

Dat a Rilevazione 3 1 -o t t -0 8 39,76 17,22 30,48 15,89 52,87 22,00 18,40 26,45 48,02 3,93

Perf . Mese -29,05% -28,78% -27,26% -18,76% -25,60% -32,18% -22,13% -24,75% -25,86% -20,77%

Perf . T re Mesi -40,75% -38,89% -36,37% -30,91% -34,76% -38,03% -31,85% -35,49% -36,98% -24,64%

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