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È vero che ogni famiglia è infelice a modo suo? A conclusione di questa breve cronaca ci vengono le parole di Gould (Otto piccoli porcellini): “L’evoluzione è però la scienza della storia e della sua influenza”. Come possiamo rispondere agli appelli alla natura promossi da chi ritiene che ci sia un legame inscindibile tra il naturale e il normale? Per costoro è breve il passo che porta a ricercare nella natura leggi statistiche che divengono poi etiche: un comportamento sessuale è più naturale e normale di un altro e un modello di famiglia è più adeguato a rispondere alle esigenze dei suoi appartenenti. Queste considerazioni sembrano frutto di quel tentativo di traslare all’ambito sociale il discorso darwinista , travisandone i contenuti. Dal darwinismo sociale al determinismo socio-biologico di Spencer, per arrivare all’eugenetica di Galton. Le cose però sono differenti: le teorie moderne dell’evoluzione considerano l’influenza reciproca di patrimonio biologico e ambiente, per stabilire come un organismo riesce a risolvere i problemi che l’ambiente gli pone: l’organismo cambia, modificando le proprie funzioni, per contribuire a trasformare l’ambiente e creare così insieme ad esso una nicchia ecologica, cioè un modo di vivere in un particolare ambiente. Tra queste teorie il concetto di exattamento (Gould, Vrba) prevede che un carattere assuma nuove proprietà: le piume, la cui funzione primaria era la regolazione termica, divengono utili per il volo. Tutto ciò implica che il comportamento dell’uomo sia visto in interazione con l’ambiente e con la cultura. Con Pievani (Sotto il velo della normalità) ci sentiamo di dire che ciò che è definito come naturale è un’idea, una costruzione culturale, mutuata dalle idee sulla natura: che non è sempre una cosa rassicurante e non si diletta di costruzioni ingegneristiche finalizzate alla creazione di organismi ottimali. Come nella teoria evoluzionistica anche nello studio del comportamento umano bisogna distinguere la funzione dalla struttura: la prima, elemento discreto, c’è o non c’è, la seconda è solo una forma che permette di assolvere un compito. Una funzione può venir assolta in più modi, da più forme: l’accudimento e lo scambio affettivo possono esserci in molte tipologie relazionali, anche dai figli ai genitori. Lo stesso discorso si può traslare ai comportamenti di cura o, più semplicemente ancora, alla relazione: l’importante è che ci sia. La famiglia è la struttura umana che si è dimostrata più efficace per fornire connessioni, concordanze, dipendenze, legami e vincoli. Sappiamo che ne possono scaturire anche disagio e sofferenza. Ma tutte le relazioni, se viste in termini evolutivi di ridondanza, cioè di riproposizione di occasioni di incontro, possono venir lette come esplorazioni di possibilità in un mondo culturalmente -non naturalmente- definito, dove la famiglia è uno “spazio etico aperto” (Barbetta, Lo schizofrenico della famiglia). E gli umani hanno delle grandi competenze apprese nella storia, tali da renderci dei possibili bricoleur delle strutture relazionali. Così possiamo smettere di tenere in primo piano una struttura relazionale ritenuta “giusta” (la famiglia mononucleare), per esplorare come, indipendentemente da una struttura le relazioni possano far sentire visti i suoi membri con un loro riconoscimento reciproco.

Il signor Palomar, sulla spiaggia, cerca di isolare una singola onda, separarla

MN Palazzo TE / 2-5 settembre 09

VR

Sala Maffeiana / settembre 09

CR

Teatro Monteverdi / ottobre-novembre 09

BS

Auditorium San Barnaba / ottobre-novembre 09

dalle altre, ma non ci riesce. La parte finale di una è l’inizio dell’altra e le due onde si fondono insieme a una terza. È questo il fenomeno della ridondanza, il ritorno su se stesso di un processo, una replicazione che arriva al superfluo. Il genoma fa duplicati di sequenze, gli organismi hanno strutture ridondanti e gli esseri umani possiedono molti modi di comportarsi, a cui danno un senso con la

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cultura: ma i modelli culturali possono diventare un ostacolo?

transatlantico17

Transatlantico #5  

speciale Darwin

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