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Anno 3 n째 9, Ottobre 2011


www.beautypoint.it


ROMA

APPIA 1: Via Appia,162/164 Tel. 06/77250242 APPIA 2: Via Cerveteri, 21 Tel. 06/70475550 AXA 1: Via Eschilo, 72/T (Centro Comm.le Axa) Tel. 06/52361226 AXA 2: Piazza Eschilo, 72 Tel. 06/52355380 CASALPALOCCO: Via F. Il Macedone ed. 2 isola 53 Tel. 06/50931055 CASSIA: Via Cassia, 925 F Tel. 06/30363906 CENTRO STORICO 1: Via Barberini, 10/12 Tel. 06/42020202 CENTRO STORICO 2: Via Belsiana, 67 Tel. 06/69190754 CENTRO STORICO 3: Via del Corso, 312/313/314 Tel. 06/6780734 CENTRO STORICO 4: Via del Tritone, 20 Tel. 06/69190745 CENTRO STORICO 5: P.zza di Spagna, 12 Tel. 06/69924534 CENTRO STORICO 6: Via Nazionale, 50 Tel. 06/48989371 CENTRO STORICO 7: Via della Croce, 23 Tel. 06/6781901 CENTRO STORICO 8: Via di Ripetta, 16 Tel. 06/3211587 CENTOCELLE 1: Via dei Castani, 107/109/115 Tel. 06/2314116 CENTOCELLE 2: Viale Primavera, 182 Tel. 06/24408101 COLLI ANIENE: Via Palmiro Togliatti, 1592 Tel. 06/4070398 EUR 1: Via Duccio Di Boninsegna, 48/50/52 Tel. 06/5035862 EUR 2:Via Cesare Pavese, 451/453/455 Tel. 06/50524529 EUR 3: (Fiera di Roma) Via Mantegna, 25/27/29 Tel. 06/5433231 EUR 4: Via Oceano Pacifico, 83 (Centro Comm.le EUROMA2) Tel. 06/97606149 MONTAGNOLA: Via Benedetto Croce, 81 Tel. 06/5407672 MONTEVERDE: Via di Donna Olimpia, 191/195 Tel. 06/53276830 COLLATINA: via Collatina, 67/69 Tel. 06/45547637 OLGIATA: Via A. G. Bragaglia (Centro Comm.le Olgiata) Tel. 06/30887245 PARIOLI 1: Via Stoppani, 12/14 Tel. 06/80687157 PARIOLI 2: Via Filippo Civinini, 113 Tel. 06/8072535 PORTUENSE: Via della Pisana, 280 (Centro Comm.le Saving) Tel. 06/66149211 PRATI: Via Attilio Regolo, 12-12/A Tel. 06/32507021 PRENESTINO: Piazza R. Malatesta, 9/10 Tel. 06/2148324 QUARTIERE AFRICANO: Viale Libia, 217/223 Tel. 06/86204145 QUARTIERE CALTAGIRONE: Via Nino Taranto, 21/23/25 Tel. 06/5258794 SALARIO 1: Via Salaria, 25 Tel. 06/8417757 SALARIO 2: Via Po, 128/130/132 Tel. 06/8548161 SAN GIOVANNI: Via Corfinio, 13/15 Tel. 06/7008611 SAN LORENZO: Via dei Sabelli, 117 Tel. 06/490502 SAN PAOLO 1: Viale Marconi, 122 Tel. 06/55301201 SAN PAOLO 2: Viale Marconi, 286/288 - Tel. 06/55300428 TIBURTINA: Via Tiburtina, 375-377 Tel. 06/4386349 TORREVECCHIA 1: Via di Torrevecchia, 293/A - 295/B Tel. 06/35511324 TORREVECCHIA 2: Via di Torrevecchia, 46/54 Tel. 06/30610471 TUSCOLANA: Via Tuscolana, 977 Tel. 06/71077184 TRASTEVERE: Viale Trastevere, 133/139 Tel. 06/5885188 BALDUINA: Piazza Carlo Mazaresi, 1 Tel. 06/35404267 FONTE NUOVA: Via Palombarese, 154 G-M Tel. 06/90532121 VIGNA CLARA: Piazza Stefano Jacini, 16/17/18 Tel. 06/3292912

PROVINCIA

ALBANO:(Rm) Corso Matteotti, 176 Tel. 06/93260647 BRACCIANO: Via Sandro Pertini, 2 (Centro Comm.le Bracciano) Tel. 06/9987174 CAPENA:(Rm) Via Tiberina Km. 16, 400 (Centro Comm.le Arca) Tel. 06/9073508 CASTEL MADAMA: (Rm) Via della LibertĂ , 24 Tel. 0774/449367 COLLEFERRO: (Rm) Via Casilina km. 49 (Centro Comm.le Colleferro) Tel. 06/9770410 FIUMICINO: (Rm) Via Giorgio Giorgis, 1/a/b/c Tel. 06/65025349 FORMELLO: (Rm) Viale Africa, 1 Loc. Le Rughe (Centro Comm.le Le Rughe) Tel. 06/90127722 FROSINONE: (Fr) Via Le Lame, 1 Tel. 0775/292061 (Centro Comm.le Le Sorgenti) FROSINONE1: (Fr) Via Aldo Moro, 209/211 Tel. 0775/874482 GUIDONIA: (Rm) Via maremmana inferiore, 218 Tel. 0774/526171 INFERNETTO: (Rm) via maurice ravel, snc (Centro Comm.le I Parchi )Tel. 06/5053484 LADISPOLI: (Rm) Piazza Marescotti, 1/1 A Tel. 06/99223520 LATINA: (Lt) Corso della Repubblica, 222 Tel. 0773/473450 MONTALTO DI CASTRO: (Vt) Via Ferento, 11 Tel. 0766/879686 MONTEPORZIO: (Rm) Via Roma, 25 Tel. 06/9447315 MORENA: (Rm) Via Di Morena, 123 Tel. 06/7910701 NETTUNO: (Rm) Via Scipione Borghese (Centro Comm.le Le Vele) Tel. 06/98579184 OSTIA 1: (Rm) Via delle Baleniere, 70 Tel. 06/5698290 OSTIA 2: (Rm) Via orazio dello sbirro, 16 Tel. 06/5696753 PALESTRINA:(Rm) Via Prenestina Antica, 220 Loc. I Cori (Centro Comm.le I Platani) Tel. 06/95310047 POMEZIA 1: (Rm) Via Castelli Romani, 14 (Centro Comm.le I Padiglioni) Tel. 06/9105543 POMEZIA 2: (Rm) Via Roma, 76a/80/82 Tel. 06/91622078 RIETI: (Ri) Via Roma, 39 Tel. 0746/491666 TIVOLI: (Rm) Via V. Pacifici, 3 Tel. 0774/317576 VELLETRI: (Rm) Via Filippo Turati, 20/22/24/26 Tel. 06/97609586 VITERBO: (Vt) Via dell'Orologio Vecchio, 3 Tel. 0761/332029

CAMPANIA

NAPOLI: in Piazza Garibaldi, Stazione Napoli Centrale Tel. 081/201357

UMBRIA

PERUGIA: in Via Cortonese, 131 Tel. 075/5000748 FOLIGNO: (Pg) Via Daniele Manin, 22 Tel. 0742/699432

SARDEGNA

VILLACIDRO: (CA) Zona Industriale Strada C1 (Centro Comm.le S. Ignazio) Tel. 070/9313075


e AREA Sommario PA G I N A

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finis terrae

poipet mecca della miseria PA G I N A

viaggi

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mikonos l’isola della libertà assoluta

arte

paolo rosa, opere di pura musicalità

PA G I N A

vela

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si issano le vele 32° edizione rolex middle sea race.

vladi polo

sotto il tetto del polo

intervista PA G I N A

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attualità

carmen consoli:la cantantessa “per niente stanca”

golf

eurotour: in olanda prevale simon dyson

qual è la mia miglior dieta?

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green economy gusto

PA G I N A

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under forty

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Insieme per una passione

maison

lando buzzanca: incorreggibile ottimista

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musica

a kind of magic: jam burrasca!

PA G I N A

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PA G I N A

la melodia della ‘monnezza’

funghi spontanei che passione PA G I N A

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il grande spettacolo dell’acqua

alimentazione PA G I N A

PA G I N A

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moleskine

1821-2011 la filarmonica compie 190 anni

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architettura il giardino della gioia

PA G I N A PA G I N A

52 PA G I N A

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light design

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dalla luce al led: forme uniche dell’innovazione tecnologica

design

“fioriness lamps” le lampade di laurent cori

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s o m m a r i o


RE O BENESSE R T N E C A I ESTETIC RE TERMAL U C I G G A S MAS E RISTORANT PISC

RA

I ACQUA PU

RGENTI D INE CON SO


FOCUS | di Flaminia Colonna Bareti

Febbre del MARCHIO

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Seduti davanti a un Big Mac gigante e a un bicchiere di Cocacola, in una mano un Nokia e nell’altra un iPhone, cerchiamo disperati su Google le Nike dei nostri sogni...

Questa all’apparenza potrebbe sembrare una scena qualunque, invece nasconde una realtà ben più complessa. Il nostro linguaggio, il nostro modo di consumare e di vivere sono spesso influenzati dalla forza delle marche, anche se il più delle volte non ce ne rendiamo conto. E quando il successo di un prodotto è tale da sbaragliare il mercato, il suo nome viene perfino sostituito al termine comune. Così, quando vogliamo la carta da cucina, chiediamo la Scottex, il nastro adesivo lo Scotch, la penna a sfera la biro. 
Che il marchio sia da tempo un elemento sempre più importante per le aziende è dimostrato dall’attenzione crescente nei confronti delle classifiche sul valore economico dei primi 100 marchi, stilata ogni anno dalla multinazionale della consulenza Interbrand. Vero e proprio simbolo del capitalismo americano, la Coca-Cola si è piazzata anche quest’anno in testa alla graduatoria, per un valore stimato di 68,73 miliardi di dollari. Seguono IBM, Microsoft e General Electric, mentre il primo marchio europeo è Nokia, al quinto posto, seguito ancora dallo statunitense Mc Donald’s. Al settimo posto figura Google, che

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nel 2008 era già salito dal ventesimo al decimo rango e che presenta l’incremento di valore più forte (25% a 31,98 miliardi). 
A perdere terreno, invece, sono soprattutto i marchi legati al mondo della finanza. Tra questi anche l’UBS che in un anno ha visto il suo valore dimezzarsi, scendendo dal 41° al 72° posto. 
«Un marchio di valore deve prima di tutto avere un posizionamento chiaro, una filosofia esplicita e coerente», spiega Manfredi Ricca, business director di Interbrand Italia. «Può trattarsi di un’associazione di elementi molto razionali e funzionali, oppure di un universo emotivo di riferimento in cui molte persone si riconoscono: l’importante è che tutti riescano ad associare a questo brand la stessa cosa, che il messaggio sia unico e inconfondibile». Così, se la Apple diffonde un’immagine di creatività e facilità nell’uso, la Nike si concentra sulla performance e sull’idea di vittoria. 
Al di là del valore prettamente commerciale, il marchio ha anche un valore simbolico. Se chiunque può produrre delle scarpe da ginnastica, in pochi riescono a rappresentare qualcosa di più di un semplice strumento per la corsa. La forza di una marca sta proprio nel permettere alla gente di identificarsi in un prodotto e di esprimere parte della propria identità. 
“Siamo ciò che compriamo” è vero, ma proprio per questo sarebbe più opportuno tornare a dei consumi più consapevoli e solidali, contro queste stesse logiche di mercato. Affermare la propria individualità, scegliendo di non scegliere o per meglio dire privilegiando ciò che la massa ha scelto di non privilegiare. (Fonte: swissinfo.ch)

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Est Area magazine pubblicazione mensile freepress Anno 3 n° 9, ottobre 2011 Direttore Responsabile: Roberta Tito Direttore Editoriale: Antonio Feliziani Progetto e Direzione Esecutiva: Alessandro Coccia Coordinamento Editoriale: Stefania Ricci Consulente: Giovanna Amato Amministrazione: Cristina Meloni Editor: 3Aadvertising Registrato presso il Tribunale di Tivoli n. 20/2008 Grafica e impaginazione: IMG.ZEROUNO srl Pubblicità: Stephanie Mayer. Referente per Abruzzo e Emilia-Romagna: 335 6156737 Referente per l’Umbria: Gianni Civica 335 53 83 084 Referente per Rieti e provincia: Se.Ge.Co.V srl 0746 27 10 10 Direzione, Redazione e Segreteria: via Montenero, 36 -00012 Guidonia (RM), 388 1185198 335 6156 737 – 392 9290702 estarea@gmail.com www.estarea.it Stampa: Grafica Ripoli snc Photo copertina © Luigi Orru

Hanno collaborato: Accademia filarmonica Romana, Eugenia Benelli, Tito Barbini, Flaminia Colonna Bareti, F.I.G, Laura Lattuada, Donatella Lavizzari, Malta Tourism Authority, Eva Peach, Teresa Pontillo, Ufficio Comunicazione Vladi Polo, Marta Rossi, Scarti di produzione, Dr. Raffaele Vincenti, Katerina Shlyakhina. Crediti Fotografici: Guido Antonelli, Roberto Cosentino, Malta Tourism Authority, Luigi Orru, Katerina Phair, Fabrizio Ricci, Alessandro Vannucci, flickr.com, google.com.

Tutto il materiale cartaceo e fotografico inviato alla redazione non verrà restituito. Tutte le collaborazioni ad articoli o servizi sono considerate a titolo gratuito. La riproduzione di testi e immagini anche parziale deve essere autorizzata dall’editore.

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FINIS TERRAE | di Tito Barbini

POIPET mecca della miseria

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Photo Alessandro Vannucci f i n i s

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Sono entrato in Cambogia un pomeriggio caldo e appiccicoso con l’umidità che mangia le ossa e il sudore che dilaga a chiazze sulla camicia. Per arrivarci dalla Thailandia bisogna percorrere un lungo ponte, ingombro all’inverosimile di uomini e cose in perenne transito. Molti si trascinano dietro vecchie carrette di legno e lì dentro, è plausibile, custodiscono tutti i loro beni, il poco che hanno racimolato in un’esistenza di stenti. C’è anche chi prova a venderti qualcosa.  Soprattutto donne: sopra i loro sarong, consumati dal tempo e dall’uso, hanno steso il poco da cui dipenderà la propria giornata: un casco di banane annerite o qualche ananas ammaccato. E poi ci sono tanti bambini, tantissimi, che sul ponte presumibilmente vivono, bambini che a ogni passo ti sbucano davanti e ti strattonano da dietro, bambini quasi nudi che ti rincorrono, implorano l’elemosina o ti propongono il loro niente. Né dalle donne né dai bambini ti aspetteresti quei sorrisi impenetrabili, quegli sguardi che non sono mortificati: forse, proprio per questo, gli uni e gli altri sono altrettanti pugni allo stomaco. Ho attraversato questo ponte a piedi, senza curarmi delle proposte di sgangherati taxi abusivi. E così, a piedi, ho varcato anche la frontiera. Dall’altra parte del ponte c’è Poipet. Questa città – esito a definirla in questo modo – ospita ventimila famiglie di diseredati, migrati qui da zone ancora più povere del paese: da quale orrore più insopportabile di questo siano fuggiti, io non riesco proprio a concepirlo!. Ora sopravvivono in stamberghe di lamiera e foglie prive di acqua potabile e di fognature. Gli escrementi finiscono in rivoli di melma putrida e nera che scorrono a due passi, dove giocano i bambini o si vendono gli alimenti. I più disperati frugano nell’immondizia, assieme a cani spelacchiati che da soli basterebbero a deprimerti. I giornali locali l’hanno battezzata “Mecca della miseria”; strade sterrate e polverose che terminano, al confine, in una grottesca Las Vegas asiatica, con otto scintillanti casinò costruiti per clienti d’oltre frontiera, dove il gioco d’azzardo è illegale. A pochi metri dal torrente si aprono le porte di casinò, che forse non saranno lussuosi come a Macao o a Hong Kong, però scintillano in questo mare di fango. Qui turisti e nuovi ricchi del sud-est asiatico possono sperperare a cuor leggero cifre con cui sfameresti tutta Poipet. Poipet,  è anche la principale base cambogiana del traffico di bambini verso la Thailandia.

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Bambini da vendere per adozioni illegali, bambini da usare come mendicanti o da utilizzare come forza lavoro a costi irrisori. Bambini da ridurre in schiavitù o da avviare alla prostituzione. In posti come questi si può davvero toccare con mano che il comunismo è riuscito a produrre effetti esattamente agli antipodi di quelli auspicati e proclamati. Un mondo senza classi doveva cancellare l’economia di mercato e invece ora il mercato è  padrone di tutto. E tutto si può vendere e comprare. Ma questa è la Cambogia. E se dici Cambogia, non puoi non tornare continuamente alla mente a quello che è stato, che ha fatto, che ha rappresentato Pol Pot. Allo stesso modo degli orrori del nazismo, nessuno potrà mai spiegare i tre anni, otto mesi e venti giorni di questa pazzia criminale. Come è potuto succedere che un popolo così sereno e dolce precipitasse in questo inferno? Me lo chiedo più volte e non ho risposte. Però, per quanto mi riguarda, avverto il bisogno di una espiazione perché quello che è accaduto in Cambogia riguarda tutti. Siamo parte della stessa storia, degli stessi ideali. Nessuno di coloro che hanno combattuto per una società più libera e giusta poteva immaginarsi Pol Pot, ma è nel nostro album di famiglia e con lui un genocidio nel nome del comunismo.

BAMBINI QUASI NUDI CHE TI RINCORRONO, IMPLORANO L’ELEMOSINA O TI PROPONGONO IL LORO NIENTE.

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VIAGGI | di Stefania Ricci

MIKONOS

l’isola della libertà assoluta

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Dopo poco più di due ore di volo arrivo a Mykonos, l’atterraggio non è proprio dolce ma l’applauso italico, aimè, scatta ugualmente tra i passeggeri. La prima sensazione è abbagliante, bianco ovunque insieme al blu cobalto delle balaustre, dei tetti e del mare, balconi elegantemente ornati di gerani e basilico, scale piccole e strette, un’atmosfera cosmopolita. Colline fiorite, campi profumati, piccole chiese un po’ ovunque costruite come ex-voto dai marinai sopravvissuti ai naufragi in questo mare spesso irrequieto, un mare che nei secoli ha disegnato sull’isola baie, rade, spiagge e calette di rara bellezza. Nonostante sia considerata da decenni la più internazionale, mondana e trasgressiva delle Cicladi, Mykonos, a prima vista, appare come

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Photo Fabrizio Ricci www.fabrizioricci.com v i a g g i


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la perfetta realizzazione del classico villaggio di pescatori: dalla zona del porto infatti si dirama un labirinto di stretti vicoli che lasciano il posto ad improvvise piazzette su cui si affacciano case cubiche con gli infissi colorati e piccole chiese dalle cupole azzurre. Seduta al tavolino di un caffè nel vecchio centro abitato, la Chora, osservo un vecchio contadino e un’anziana signora appena arrivati dalla campagna accompagnati dal loro mulo carico di prodotti della terra; quella degli asini è una tradizione antica, che oggi riveste i tratti del folklore, ma fino a non più di dieci anni or sono rappresentava l’unica alternativa per il trasporto di cose e persone dal porto vecchio alla sommità dell’isola. Osservo il movimento di chi arriva e di chi parte, molti sono croceristi: giungono sull’isola per poche ore, il tempo di scattare qualche foto, scrivere due cartoline e poi ripartire, convinti che Mykonos sia tutta qui.
Io, per fortuna, ho il tempo di visitarla

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con calma. Lo scorcio più suggestivo dell’isola è quello che si gode dai mulini a vento di Kato Myli, sul promontorio a sud ovest della Piccola Venezia. Le vele dei mulini, simbolo dell’isola, sono mosse dal Meltemi, il vento che soffia sull’arcipelago 200 giorni all’anno. Alefkandra, il quartiere degli artisti, soprannominato la “Piccola Venezia” per i colorati balconi in legno a loggiato sospesi sul mare e fondamenta immerse nell’acqua come quelle della città lagunare, ospita atelier e gallerie, ma soprattutto caffè e locali gay. In effetti l’isola fu, e lo è tutt’ora, una delle prime e più importanti località elette dalla comunità omosessuale mondiale quale luogo di incontro e di divertimento durante le vacanze estive. Dopo averla scoperta agli inizi degli anni ’70, molti di loro, provenienti da tutta Europa, se ne sono innamorati eleggendola a nuova patria ed ora qui gestiscono bar, alberghi e boutique. Le spiagge più famose di Mykonos si trovano

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quasi tutte sul versante orientale dell’isola. La prima che incontro è Paraga beach, sulla battigia si assapora ancora per un po’ la tranquillità che precede l’arrivo della massa. 
Poco più in là c’è Paradise Beach. Più grande ed attrezzata, durante l’alta stagione si contende il primato delle spiagge più gettonate con la vicina Super Paradise che mi suggeriscono di visitare.
La baia è splendida: con un’acqua cristallina in cui viene voglia di farsi una nuotata. Sulla sabbia dorata c’è anche chi si crogiola al sole ma lo scopo per cui tanti ragazzi arrivano fin qui è un altro: la musica e i beach-parties a tutto volume. L’isola è sicuramente più indicata per il divertimento e la vita notturna che non per riposarsi, ma basta cambiare vicolo, spostarsi sulla spiaggia vicina e, per magia, si passa dal caos alla quiete più assoluta. Passeggiando fra le vie, però, si percepisce il mutamento che l’isola ha subito nel corso di questi anni, da quando cioè il turismo l’ha scoperta. Da semplice villaggio Mykonos è andata sempre più trasformandosi in una specie di “Capri anni ’60 dell’Egeo”, piena di boutique e “locali à la page”, frequentata da una clientela internazionale, ricca, alternativa e trasgressiva, composta soprattutto di giovani.

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Voliamo per farti sognare! presente in italia da 30 anni, air mauritius opera voli non-stop da milano malpensa e giornalieri via parigi con collegamenti dalle più importanti città italiane. il segreto del successo di air mauritius nasce da un perfetto mix di tre elementi: la ricchezza e flessibilità delle destinazioni e dei voli, la qualità del servizio di bordo e l’elevato standard di sicurezza degli aeromobili. Da questo incontro nasce tutto il piacere di un volo air mauritius, un’esperienza indimenticabile che rende ogni passeggero veramente speciale. Con air mauritius… la vacanza inzia a bordo!

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ATTUALITÀ | di Donatella Lavizzari

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C’è un luogo dell’anima, dove ogni sera, nel mese di agosto, si è ripetuta la stessa magia: quella de Il Grande Spettacolo dell’Acqua®, il progetto di solidarietà della Fondazione Insieme per..., che nell’oasi naturalistica del Lago di San Pietro a Monteverde, in provincia di Avellino, si è tradotto nella realtà di una messa in scena affascinante. Un sipario d’acqua dove il gioco delle luci, dei colori, delle fontane e gli archi musicali hanno

accompagnato gli attori, il corpo di ballo e le intense voci narranti di Elena Sofia Ricci e Leo Gullotta, in un viaggio emozionale dove il racconto si è intrecciato al sogno.

ra di rocce aride e di campagne rigogliose, di acque sotterranee e di montagne imprevedibili, dove la luce stessa ha un colore di un altro colore.

Il testo di questo spettacolo è ispirato a Gerardo Maiella (1726-1755), il Santo del popolo, l’uomo che si è rivelato un outsider straordinario, che senza indugio ha messo la propria fede al servizio degli umili, degli ultimi.

A Monteverde, piccolo borgo rurale in Provincia di Avellino, ai confini della Puglia e della Basilicata, oltre duecento volontari e un’intera comunità solidale hanno reso il Grande Spettacolo dell’Acqua con il suo progetto umanitario un evento assolutamente unico e coinvolgente.

Attraverso i dialoghi è la vita di Gerardo a scandire i ritmi della narrazione, restituendoci una riflessione sull’essenza stessa dell’uomo. Tutto cominciò qui. Da questa terra. Una ter-

Il Grande Spettacolo dell’Acqua® nasce nel 2006 e, ad oggi, con 174 repliche su un im-

ILGRANDE

SPETTACOLO DELL’ACQUA è A R E A

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PAN Advertising - PH Sergio Grandi

MA> LIHKM <EN;

ED ORA… L’ESTATE! VIENI A NUOTARE NELLA NOSTRA PISCINA OLIMPIONICA www.aquaniene.it | Viale della Moschea, 130 - Roma E-mail: info@aquaniene.it Tel: 06.808.40.59


pianto scenico di 20.000 mq, ha registrato un grande successo con punte di 3000 spettatori a sera, per un totale di 110.000 presenze. Gli incassi realizzati ammontano a euro 854.000 e sono stati interamente devoluti a progetti umanitari – quali, Madagascar per costruire un liceo, San Giovanni Rotondo per sostenere l’Agape e i bambini emopatici, Filippine per aiutare una clinica, Lecce per sostenere il reparto di onco-ematologia pediatrica all’ospedale Vito Fazzi, Zambia per assistere una missione francescana, Bari per sostenere l’Apleti e le cliniche pediatriche, Bisceglie per soste-

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nere la Pegaso e i diversamente abili, India per collaborare con una missione umanitaria, Ucraina per i bambini senza famiglia degli istituti “Chynadievo” di Zakarpattya e “Teremok” di Kherson, e tanti altri – e ad associazioni di volontariato che operano ogni giorno per la solidarietà.

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Regia Gianpiero Francese Coreografie Carmen Vella, Piergianni Manca Direzione tecnica fontane Piero Moscariello Scenografie e costumi Vincenzo Pacilio Luci e suoni Vidio e Roberto Carbone Produzione e postproduzione multimediale Gennaro Tritto Testi Gianpiero Francese e Nino D’Agata

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GREEN ECONOMY | di Teresa Pontillo

la melodia della

‘MONNEZZA’

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Dopo quasi trent’anni da quando Toto Cutugno cantava orgogliosamente “L’Italiano”, ci si ritrova oggi a cantare con rabbia e speranza le canzoni di Capone & Bungt Bangt che con i loro canti, descrivendo un’Italia abbandonata, governata da incompetenti e invasa dalla “monnezza”…un Paese da salvare, cercano di stimolare la responsabilità ambientale e la creatività ecologica. La band è nata in Campania nel 2000: più di 450 concerti, performance divertenti e originali,

ricche di messaggi sociali ed ambientali. Testi con parole semplici e dirette, come “Lisca di Pesce” che al ritmo di D’n’B’ elenca e denuncia i problemi ambientali, le difficoltà nel realizzare la raccolta differenziata, la parodia della discarica come arma a doppio taglio e l’incapacità della politica: un inno alla voglia di riscatto dell’Italia. Suonano la loro “musica ecologica” con strumenti fatti di materiale riciclato e beni di uso comune trovati nelle loro cantine, perché la “monnezza” è una risorsa e fonte di ispirazione non solo per l’arte figurativa ma anche per la musica. E così ‘suonano il caos’ con i loro congegni dai nomi singolari: la Tanicammore, una tammarra fatta con una vecchia tanica da percuotere; la Scopa Elettrica, una comune scopa che ha un elastico come corda, un rametto di legno per ponticello, una chiavetta di chitarra e un microfono riciclato da un giocattolo; la Buatteria, fatta di bidoni, pezzi di lamiera, catene e coperchi; il Basso da Ponte, fatto di pezzi di

parquet riciclato, lamiera e un catarifrangente come coperchio per la parte elettrica; la Chitarra Geografica (classica): una cassetta di vini e per manico un pezzo di parquet; lo Scatolophon Bass (il contrabbasso): una scatola di polistirolo contenente una cassetta di legno e per corde degli elastici da sartoria; la Pianola Cinese, fatta con pianole giocattolo... “Oggetti musicali” capaci di emettere suoni armonici, che ascoltati singolarmente sembrano delle voci, ma suonati insieme con maestria danno vita a melodie ricche di energia che fanno vibrare i corpi di chi le ascolta; ritmi caldi e travolgenti che richiamano l’atmosfera e gli odori delle danze propiziatorie degli schiavi d’America. La “monnezza” come risorsa da assemblare per creare oggetti e sculture, ma anche da rigenerare, perfino i rifiuti particolarmente “ingombranti”. Perché non ci sono solo rifiuti di piccole dimensione che trovano spazio nelle nostre cantine…e così nasce il RistoAereo di Fiumicino! Si tratta di un vecchio aereo presidenziale dismesso che è stato adibito a ristorante, un’idea innovativa ed ecologica visto che l’ambiente è stato liberato da una grossa quantità di scarti. Questo nell’attesa che vengano realizzate nuove tecniche di smaltimento intelligenti e meno inquinanti….un cambio di destinazione d’uso che ha regalato alla natura qualche attimo di vita in più.

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Grand Hotel &

Thalasso SPA Kalidria, viaggio sensoriale attraverso

natura bellezza e salute è A R E A

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Nella Puglia Jonica, oasi di sabbia trasparente e di acqua cristallina, ai confini di una pineta biogenetica , si trova il complesso Nova Yardinia Resort, riserva naturale per l’uomo, spettacolo della natura di sensibilità progettuale, di comfort e di design. All’interno del resort sorge Il Grand Hotel cinque stelle e centro Thalasso SPA Kalidria che offre ai suoi clienti una vacanza di benessere, bellezza, salute e natura. Un nome antico, unione delle parole greche Kalos, vaso, e Hydria, acqua. Kalidria è charme, bellezza, salute e benessere. All’interno del Grand Hotel i benefici dell’acqua di mare, la professionalità di personale specializzato, e raffinati ambienti dedicati al benessere - più di 3500 metri quadri - contribuiscono alla remise en form dei

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suoi ospiti. Il design contemporaneo e a tratti avanguardista degli interni, la bioarchitettura che incastona le suites nella natura che le ospita, i profumi e i sapori autentici della cucina, concepita per coniugare gusto e salute e, non ultima, la sapienza della medicina che incontra le coccole del centro Thalasso SPA, rappresentano l’essenza di Kalidria. Centodieci tra camere e suites dotate di ogni comfort si affacciano da una parete giardino ad anfiteatro sulla verde pineta della riserva biogenetica Stornara. Direttamente collegato al centro di Thalasso SPA, attrezzato con piscina di acqua di mare riscaldata interna ed esterna, si trovano cabine per idro e cromoterapia, sauna, bagno turco, area relax, centro fitness, Kalidria è un hotel di ricercata raffinatezza concepito per coccolare i suoi ospiti con il meglio delle spezie, dei frutti e delle arti del benessere giunte in Puglia sulle rotte dei Greci. Squisitamente piacevoli. Meravigliosamente locali. L’Hotel &

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Thalasso SPA dispone di un immensa spiaggia di sabbia fine ad uso esclusivo. Fondale marino sabbioso e la profondità graduale, è ideale per lunghe e salutari passeggiate. Nel 2011 il Grand Hotel Kalidria è entrato a far parte della prestigiosa affiliazione MGallery del gruppo ACCOR , conferma che le cinque stelle del Kalidria sono molto di più di una convenzione: sono l’impegno ad interpretare con autenticità lo stile di vivere la vacanza marina, come un viaggio sensoriale attraverso bellezza, salute e natura, che ha come unica destinazione il benessere.

Loc. Principesca SS106 Km 466,6 74010 Castellaneta Marina www.kalidria.it

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INTERVISTA | di Marta Rossi

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Photo Luigi Orru www.luigiorru.com i n t e r v i s t a


Carmen Consoli: la Cantantessa “per niente stanca”

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“Una magnifica combinazione tra una rocker e un’intellettuale, una voce piena di dolore, compassione e forza” così la definisce il New York Times nel 2008. Ultimo inedito estratto dal suo best of “Per niente stanca” è “AAA Cercasi”, che descrive, attraverso una sonorità electro rock, uno spaccato dell’Italia, delle vicende politiche degli ultimi anni e della figura della donna contemporanea. Dal titolo della sua raccolta di migliori successi si evince che Carmen Consoli non è “per niente stanca” di esprimere la sua arte, di raccontare la “storia” dalla parte dei perdenti, perché come è lei stessa ad affermare “è la storia che nessuno conosce e nessuno racconta, che aiuta ad avere una visione generale delle cose”. La sua voce e i suoi testi sono stati spesso associati alla figura della donna, alla sua emancipazione, ma come Carmen ha spiegato in svariate interviste, sente l’esigenza di descrivere il mondo interiore dell’essere umano al di là del genere, servendosi di personaggi femminili solo perché appartengono alla realtà che conosce meglio, in quanto donna.

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E’ proprio attraverso le figure di Elettra (2009), Maria Catena (da “Eva contro Eva” album del 2006) e Matilde (dall’album “L’Eccezione” del 2002), protagoniste di alcune sue canzoni, che Carmen denuncia il bene e il male della società e gli effetti che questa ha sugli esseri umani e sulle loro anime. I personaggi che racconta, ognuno particolare per una propria diversità, “devono lottare contro il pregiudizio degli altri, la sofferenza della propria vita, devono trasformare il dolore, avendo la fortuna di riscattarsi”. La “cantantessa”, praticante del buddismo e spesso critica nei confronti della Chiesa, ha dichiarato di trovare ispirazione nella figura di Gesù, che ha definito personaggio illuminato, predicatore di fratellanza e del “porgere l’altra guancia”, messaggio d’avanguardia per un tempo così lontano, che secondo la Consoli dovrebbe essere attualizzato e applicato per una vita ricca di serenità e pace. Dotata di grande sensibilità ed intelligenza, abile nel filtrare la realtà attraverso l’arte della

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musica, ma soprattutto della parola, nel 2010 Carmen ha vinto il Premio Amnesty Italia, con la canzone “Mio zio” contenuta nel suo settimo album “Elettra” uscito nel 2009. Per la stessa canzone è stata anche eletta Ambasciatrice dalla Onlus “Telefono Rosa”, come, infatti, si legge nella motivazione: “Carmen Consoli ha spesso cantato di tematiche femminili, dosando con rara bravura, delicatezza e ironia tragedie che le donne vivono in tutta la loro drammaticità”, con “Mio zio” la cantautrice “affronta un argomento ancora più delicato, la più terribile delle violenze: l’abuso sessuale commesso da un pedofilo in un ambiguo contesto familiare dove molto spesso queste vergogne avvengono e sono taciute per omertà e vergogna e dove le vittime vengono abbandonate ad una terribile solitudine”. Ad un anno da quando il suo album “Elettra” ha vinto la Targa Tenco 2010 nella categoria “miglior album dell’anno”, prima volta in cui è proprio una donna ad accaparrarsi l’ambito premio in questa categoria, i nostri più cari auguri di compleanno (4 settembre) vanno proprio a lei, una tra le maggiori interpreti della musica italiana d’autore.

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VIA DI RIPETTA, 38 | ROMA | TEL +39 06 32 33 727 www.sartoriaripense.com | info@sartoriaripense.com


UNDERFORTY | di Katerina Shlyakhina

Insieme per una passione ��¨ A R E A

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Photo Max Palmieri u n d e r f o r t y


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L’Italia è il paese dove si faceva cinema di qualità. Una caratteristica che si è persa negli anni per colpa di una televisione sempre più commerciale e globalizzata, non ci si sofferma più sulla qualità, ma la quantità. C’era un tempo, poi, quando i giovani talentuosi di questo settore si cimentavano in progetti d’avanguardia sostenuti ampliamente dal pubblico, dagli opinionisti e dalla società in generale che sapeva godere della bellezza di lavori di maestria cinematografica. Si è persa anche questa di caratteristica, perché adesso, come in quasi tutti i settori, ma specialmente quelli creativi, artistici, i giovani devono combattere contro le lobby, contro il “solito giro” impenetrabile di questo mondo. Eppure, ve ne sono tanti di talenti che, oltre la professionalità, ci mettono anche una passione instancabile che non viene minimamente scalfita da nessun “le faremo sapere”. Quindi, e per fortuna, nascono progetti indipendenti, sorretti dall’impegno e la serietà di coloro che, per colpa di altri, vengono annoverati tra quelli che fanno parte dell’era dei bamboccioni, ma che a conti fatti non si avvicinano minimamente a questa elite poco rappresentativa, ma continuano a lottare per realizzare i loro sogni: i film. Così nasce la RICH ART Group. Di base è un progetto culturale, un team di professionisti che ha come scopo la creazione di prodotti audiovisivi altamente professionali. È la passione unita alla professionalità. È un gruppo di persone che mette a disposizione dei progetti la propria esperienza e capacità in base al loro settore di provenienza. L’idea è quella di collaborare in maniera ottimale per creare prodotti audiovisivi capaci di soddisfare ogni tipologia di pubblico. La RICH ART Group è una realtà ambiziosa che predilige contenuti artistici innovativi. È un centro di continua ricerca artistica volta a valorizzare e a promuovere talenti e iniziative. Nasce dal desiderio di creare un gruppo eterogeneo, che possa adattarsi a progetti di vario stampo. È un’officina artistica sempre aperta a idee e al continuo miglioramento delle proprie capacità e soprattutto è fatta da giovani. Come tutte le idee è nata per gioco, conquistando piano piano una serietà ed una realtà tangibile con il coinvolgimento di più di venti persone, tra i quali due giovani registi, che hanno alle spalle cortometraggi, documentari, video, pubblicità. Due talenti, due regie diverse, un’età che insieme fanno solamente cinquant’anni, lavorano, si appassionano, si divertono nel realizzare i prodotti della RICH ART Group. Come Gianluca D’Ercole, attore professionista, che ha un ruolo fondamentale di collaborazione con quest’ultimi e gli attori- il

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coach. Prepara, segue passo dopo passo ogni singolo elemento legato alla recitazione. E poi il montatore, il fonico, il direttore della fotografia, e tutto il cast tecnico che un set serio deve avere. Oltre, ovviamente ad attori professionisti che vengono selezionati attraverso dei casting e tutto ciò a low budget. Proprio per quella passione che non si ferma davanti alle difficoltà economiche. Che continua a

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combattere per poter fare quello che si ama. Dimostrando che la giovane età non vuol dire ingenuità. Oltre ad un cast tecnico ed artistico, infatti, c’è che si occupa dell’organizzazione e del marketing, analizzando l’auditel e le nuove tendenze. Perché è la professionalità che li contraddistingue. Perché uno degli obiettivi finali della RICH ART Group è di creare per il proprio gruppo un valore economico e sociale

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nel lungo periodo ed aumentare la sua visibilità nel panorama artistico italiano. Venti e più persone per un solo obbiettivo. Per la passione, per una professione unica, vera, che fa parte della storia dell’Italia. Per poter dimostrare che si può essere dei grandi creando prodotti di qualità anche se si è UNDER FORTY.

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MAIS ON | di Laura Lattuada

LANDO BUZZANCA:

incorreggibile ottimista è A R E A

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Photo Katherine Phair m a i s o n


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Ci sono dei quartieri di Roma che sono particolarmente belli d’estate: certe vie, certi scorci, gli stessi palazzi, colpiti dai raggi di un sole estivo, acquistano un fascino unico e irripetibile. Sarà che sono nata e cresciuta in un luogo dove la luce è, spesso, un indefinibile tono di grigio, ma per me questa è una delle caratteristiche impareggiabili della città eterna. Quando sono arrivata davanti al cancello del condominio dove abita Lando Buzzanca, sono stata investita dalla luce di un caldissimo pomeriggio di luglio: quella luce che ti fa sembrare tutto più chiaro del dovuto e che sfuma quasi i contorni. Il portiere mi fa salire all’ultimo piano, al primo trillo Lando mi apre. Mi ritrovo in un grandissimo salone che è un tutt’uno con un altrettanto gran terrazzo. Un salone dove la luce entra dalle grandi vetrate e si sparge dovunque! Letteralmente: l’impressione è di non trovarsi all’interno di un appartamento, ma di continuare ad essere all’aperto. E a me viene subito da pensare che un uomo proveniente da quell’isola piena di sole e di calore che è la Sicilia, potrebbe vivere solo in quella casa. E poi c’è lui:camicia larga di lino, jeans stinti e ai piedi sandali francescani molto glamour. Alto e atletico, occhi che sorridono ironici e penetranti in un viso abbronzato. Non so esattamente quanti anni abbia, ma di persona ne dimostra sicuramente molti di meno. Lando mi travolge, è un fiume in piena, salta da un lato all’altro della casa e, allo stesso modo, da un argomento all’altro. Durante le tre ore abbondanti che sono stata da lui, non si è mai fermato un secondo, mostrando gentilezza e allegria, charme e galanteria tipica degli uomini del Sud. Cominciamo parlando della casa, ovviamente: vi abita dal 1966. L’ha fatta esattamente come gli piaceva: “Moquette sul pavimento e legno alle pareti” dico io. E lui subito mi corregge: “Che legno!!!!Noce!!! E si: moquette,anziché il bellissimo marmo che c’era sotto! Tutti ancora mi dicono che il marmo sarebbe molto più bello della moquette, ma non mi importa nulla, mi piace camminare per casa a piedi nudi”. Continua entusiasta e mi dice che la casa è così com’è dal 1996, non la cambierebbe per nessun motivo al mondo né vorrebbe provare nuove soluzioni architettoniche. Questa casa per lui ha significato molto: mi racconta di un Lando poco più che ragazzino, che a soli 17 anni lasciò la Sicilia, interruppe gli studi liceali e venne a Roma perché voleva fare l’attore. Suo padre lo lasciò fare, convinto che dopo pochi mesi sarebbe ritornato a casa senza soldi e senza possibilità di sopravvivere nella capitale da solo…e invece

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no: lui rimase. E mi racconta cose che di solito non si dicono: per frequentare l’Accademia d’Arte Drammatica Pietro Sharoff (di cui oggi è presidente onoraraio), fece letteralmente la fame. C’erano giorni che non sapeva neppure dove andare a dormire. Dormiva alla stazione, nei portoni aperti di qualche palazzo…e la cosa che colpisce è che mentre mi racconta queste cose, oggettivamente molto tristi, i suoi occhi continuano a sorridere e il suo corpo si muove agile come quello di un gatto! E io, come faccio di consueto, non smetto di ascoltarlo e mi guardo intorno: nel salone ci sono molte poltrone, divani e oggetti vari. Direi che non c’è un centimetro libero sulle pareti né sui mobili: foto, quadri, locandine di film e di spettacoli teatrali appese ai muri. La scacchiera, che nessuno usa, un presepe di cartapesta che rimane esposto tutto l’anno… “Così il Bambinello rinasce tutti i giorni” dice ridendo Lando. E ancora tantissimi premi, riconoscimenti importanti per tutti gli anni di carriera divisa tra cinema,teatro e televisione,dalla laurea ad honorem conferitagli dal Centro Sperimentale di Cinematografia al Globo d’Oro, ambito premio assegnato ogni anno dalla stampa estera in Italia. La sua carriera è stata davvero incredibile e piena di incontri e quando gli domando quale personaggio è stato più incisivo per la sua crescita d’attore, mi cita due film: “Il merlo maschio” di Pasquale Festa Campanile e “Il prete sposato” di Marco Vicario,e aggiunge il Principe ne “I vicerè” di Roberto Faenza. Mentre parlavamo del suo lavoro, siamo entrati nel piccolo studio, i cui muri sono ricoperti di libri. La scrivania e sepolta sotto cataste di copioni e fogli vari; Lando, vedendo che il mio sguardo si ferma su tutta questa allegra confusione, mi spiega subito che lui ha un suo “ordine-disordine” precisissimo, si accorge immediatamente se qualcuno gli sposta anche un solo foglio. Quando prepara un personaggio deve avere la possibilità, in qualsiasi momento, di prendere in mano il copione con i suoi appunti e vuole trovarli esattamente nel punto in cui li aveva lasciati. Mentre mi parla, sorride sornione. Sempre come un gatto:un gatto che fa le fusa. E io non riesco più a trattenermi e gli sparo la domanda che ho sulla punta della lingua da metà della nostra chiacchierata: “Ma tu sei sempre così allegro” Gli occhi gli brillano furbetti “Certo! Io sono un incorreggibile ottimista: vedo sempre il bicchiere mezzo pieno”. Mentre mi saluta, questo siciliano simbolo del maschio latino, oggi attore drammatico in tante fiction tv, con grande galanteria mi invita a cena.

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DO YOU NEED AN IDEA?

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ARCHITETTURA | di Eugenia Benelli

Il Giardino della Gioia

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Photo Eugenia Benelli www.eu-genia.it a r c h i t e t t u r a


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…Se la vita è un gioco di carte noi nasciamo senza conoscerne le Regole. Nonostante ciò siamo tutti chiamati a giocare una mano. I Tarocchi sono solo un gioco o indicano una filosofia di vita?...” Niki de Saint Phalle La verde natura delle colline della Maremma s’illumina di riflessi speciali a Garavicchio, frazione del Comune di Capalbio, ben visibili all’osservatore più attento che percorre in auto la via Aurelia. Segnali preziosi che richiamano lo sguardo verso una meraviglia inattesa, dove arte e natura si fondono in un’esperienza straordinaria tutta da scoprire: Il giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle (1930-2002), percorso esoterico tra sculture-architetture ciclopiche ispirate al tema dei tarocchi, un’impresa incredibile che ha richiesto all’artista francostatunitense un lavoro di circa vent’anni. “…Questo giardino è stato fatto con difficoltà, con amore, con folle entusiasmo, con ossessione e, più di ogni altra cosa, con la fede. Niente e nessuno avrebbe potuto fermarmi. …” L’opera comprende i ventidue Arcani Maggiori, tradotti sotto forma di sculture gigantesche, alcune abitabili, alte dodici-quindici metri, ricoperte di mosaici realizzati con specchi, vetri colorati, ceramiche e microsculture, ispirate dall’opera dell’architetto Antoni Gaudì. “Nel 1955 andai a Barcellona e vidi per la prima volta il meraviglioso Parco Güell di Gaudì. Capii che mi ero imbattuta nel mio maestro e nel mio destino. Tremavo in tutto il corpo. Sa-

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pevo che anche io, un giorno, avrei costruito il mio Giardino della Gioia. Un piccolo angolo di Paradiso. Un luogo di incontro tra l’uomo e la natura. Ventiquattro anni dopo mi sarei imbarcata nella più grande avventura della mia via: Il giardino dei Tarocchi. Questo giardino si trova in Toscana su un terreno di proprietà dei miei amici Marella, Carlo e Nicola Caracciolo. Essi hanno approvato il progetto iniziale che però, nel tempo, ho continuato a modificare. Il Giardino dei Tarocchi è infatti molto più grande di come lo avevo concepito inizialmente. Non essendomi imposta un limite di tempo ho lavorato nella più completa libertà. …” Nel 1979 Niki de Saint Phalle inizia quest’impresa rivoluzionaria in quello che, all’epoca, era un angolo sperduto di Maremma, ben lontano dalla vita sociale e culturale di oggi. Il Giardino si configura come una vera e propria opera d’arte totale dove scultura, pittura, architettura, meccanica e arti applicate si fondono. Di particolare interesse è anche l’intreccio sonoro che si percepisce tra i suoni propri della natura del luogo, i giochi d’acqua pensati dall’artista e i rumori dei meccanismi innestati da Jean Tinguely, marito di Niki, su alcune sculture. 
L’opera è stata realizzata negli anni in maniera corale, con il coinvolgimento di un’équipe di nomi noti dell’arte e dell’architettura contemporanea oltre che beneficiando dell’esperienza della manodopera locale. “…Il giardino dei Tarocchi non è il mio giardino ma appartiene a tutti coloro che mi hanno aiutata a completarlo. Io sono l’architetto di questo giardino. Ho imposto la mia visione perché non ho potuto fare altrimenti. …” La struttura delle sculture più grandi è stata realizzata con armature di acciaio saldato e piegato a mano, ricoperte da una rete metallica completata con gettate di cemento su cui sono poi stati applicati i rivestimenti multi-materici variopinti: un vero e proprio mondo artigianale.
“…Il Ventesimo secolo non esisteva. Lavoravamo nello stile degli antichi Egizi. Ogni pezzo di ceramica veniva modellato direttamente, nella maggioranza dei casi, sulla scultura da ricoprire. Veniva poi numerato preso e portato al forno dove veniva cotto e smaltato e infine rimesso al suo posto sulla scultura. Quando le ceramiche vengono cotte si rimpiccioliscono di un dieci per cento. Gli spazi tra una ceramica e l’altra, quindi, sono stati riempiti a mano con pezzi di vetro. …” La visione simbolica di Niki de Saint Phalle si traduce in un viaggio che spazia dal micro al macro design come paradigma di sogni, paure, aspirazioni e potenzialità dell’essere umano: dal Mago che rappresenta l’intelligenza attiva, la luce e l’energia pura alla Papessa, che simboleggia l’intuizione femminile, dalla Morte interpretata come spinta coraggiosa verso il rinnovamento, all’Imperatrice/Sfinge, madre protettiva e scultura-dimora, dove l’artista visse

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per anni mentre supervisionava il cantiere. Un giardino dell’Eden sospeso e separato dal mondo esterno. “… Ho chiesto al mio amico l’architetto Mario Botta di creare un’entrata al giardino che facesse da contrasto con il mio lavoro. Mario ha concepito una struttura molto maschile: un muro di pietra locale simile ad una fortezza che marca chiaramente la separazione tra il mondo esterno e quello interno. Il muro simboleggia per me una protezione, come il drago che nelle fiabe protegge il tesoro. …” Il giardino è stato aperto al pubblico nel 1998 e da allora è la “gioia” e la meraviglia di migliaia

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di visitatori. La Fondazione Il Giardino dei Tarocchi, si occupa attualmente di preservare e mantenere l’opera supportandola come centro di aggregazione per gli amanti dell’Arte e gli appassionati dei lavori di Niki de Saint Phalle.. Tutteleinformazioni,ledateeglioraridiaperturasu:

http://www.nikidesaintphalle.com Gli estratti di Niki de Saint Phalle sono tratti da: N. Saint Phalle, Il Giardino dei Tarocchi (trad. Marella Caracciolo), Edizioni Benteli, Berna, 1997.

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Gruppo

CAUCCI

C’È CHI LA CHIAMA SEMPLICEMENTE PIETRA.

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Arte

ESTRABA s.p.a.

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LIGHT DESIGN | di Donatella Lavizzari

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Photo Guido Antonelli l i g h t

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La memoria si progetta e si produce: attraverso i ricordi dei protagonisti, di chi ha vissuto l’esperienza che si intende rievocare, ma anche attraverso i materiali di chi – con mezzi di comunicazione e con intenzioni diverse – ha voluto documentare quell’esperienza. E, infine, si produce anche attraverso i confronti e le sensibilità di chi, di volta in volta, “legge” quei ricordi e quei materiali e li rielabora. La memoria, quindi, è il risultato di un “work in progress” che non si arresta mai e risente costantemente dei mutamenti d’epoca, delle trasformazioni della realtà. La memoria, infatti, è sempre il frutto dell’intreccio tra “esperienza di vita” ed “esperienza simulata”.

DALLA LUCE

AL LED: FORME UNICHE

DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA è A R E A

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Inaugurata dal light designer Marco Pollice, in occasione del cinquantesimo anniversario del Salone del Mobile, la mostra “DALLA LUCE AL LED: forme uniche dell’innovazione tecnologica ” è dedicata al design della luce, attraverso 30 lampade dagli anni ‘50 ad oggi, che ripercorrono la storia del design italiano scritta da uomini, idee, aziende e progetti “illuminati” che hanno contribuito a diffondere la cultura della luce, in termini di qualità ed innovazione. Al piano terra dello Spazio Pollice Illuminazione sono esposte lampade “icone” progettate da Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Vico Magistretti, Giò Ponti, Angelo Mangiarotti, Gae Aulenti ed altri illustri protagonisti del Design

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Italiano. In un’ottica di continua ricerca tecnologica e sperimentazione che, da sempre, contraddistingue Pollice illuminazione, le lampadine in dotazione agli apparecchi sono state sostituite da LED e OLED di ultima generazione per garantire una miglior efficienza, resa cromatica, risparmio energetico e benessere psicofisico. Lo spazio è illuminato da un sofisticato sistema a LED che simula la luce naturale nelle diverse ore del giorno, dall’alba al tramonto, mostrando le potenzialità dell’applicazione di questa nuova tecnologia all’edilizia abitativa. La comparsa di LED e OLED offre nuove possibilità di realizzare in esterno e negli interni

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progetti di alta qualità, con effetti luminosi di grande suggestione. Al piano interrato sono presentate, per la prima volta, 10 prototipi originali ed inediti di Pollice Illuminazione, realizzati dagli anni ‘30 ad oggi, ispirati al funzionalismo del Bauhaus e caratterizzati da forme lineari e disadorne. Proprio in quegli anni, infatti, il nome dell’industria Pollice si andava affermando nella costellazione della nascente illuminotecnica nazionale, sul piano dell’innovazione, produzione di qualità e capacità di espansione commerciale.

www.polliceilluminazione.it

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DESIGN | di Stefania Ricci

“FIORINESS

LAMPS”

le lampade di Laurent Corio

per Secondome è A R E A

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Photo Courtesy Design Gallery Secondome d e s i g n


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“Fioriness è l’espressione di un atteggiamento che potrebbe tradursi nella mia immaginazione come un flirt, un primo incontro alla luce di una candela o del sole di agosto. La luce che lo definisce come un fiore tenuta in un vaso come il testimone di una storia”. Corio spiega che queste due lampade sono state ispirate da l’idea di una cena a lume di candela e un tramonto estivo. Il nome è un ibrido di linguaggi diversi: “fiore” e “flirt” . Le lampade sono contenute all’interno di un vaso di vetro in cui lo stelo del fiore

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è il tubo trasparente che protegge il filo e la corolla è la lampadina, coperta da due diverse forme soffiate. Eleganti e leggere come un fiore dentro al vaso, completamente realizzate in vetro soffiato a mano, di dimensioni perfette, alte 42 centimetri, sono un oggetto interessante e suggestivo, fragile e duraturo al tempo stesso. Le “Fioriness Lamps” sono state esposte per la prima volta nello stand della romana “Secondome” in occasione della mostra “Maison & Objet” di Parigi, dal 9 al 13 settembre. La rassegna è una finestra sullo stile e le tendenze dell’abitare contemporaneo in un’atmosfera di creatività e internazionalità. Disegno, moda, casa, oggetti decorazione e

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arti. La Maison & Objet costituisce un appuntamento fieristico irrinunciabile per il comparto artigianato artistico e complementi d’arredo e rappresenta una meta fondamentale per architetti, interior designer e buyer di tutto il mondo.

www.laurent-corio.com

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La classe A

è il più importante riconoscimento perchè una casa possa definirsi “Casa Sostenibile” per classe A si intende la certificazione, come da parametri di legge1, attesta che la “macchina casa” sia efficiente da un punto di vista dell’involucro edilizio come pure da quello degli impianti: massimo comfort, funzionalità degli spazi e finiture di pregio, ma soprattutto produzione di energie rinnovabili, bassi consumi, bassa emissione di CO2 e utilizzo di materiali bio.

i voti di una casa MARUAL risparmio energetico e risparmio in bolletta rispetto per l’ambiente funzionalità della casa finiture e materiali costruttivi sicurezza

dieci dieci dieci dieci dieci

IlIl benessere collettivo è conseguente nostro concetto di CASA a quello del pianeta, sia negli spazi chiusi, nei quali trascorriamo gran parte della nostra vita, che in quelli aperti, dai quali riusciamo a trarre le energie vitali per un vivere di qualità. Nel progettare e costruire le case, noi di MARUAL utilizziamo solo materiali ecologici, nel risparmio delle risorse esistenti e a garanzia di un basso impatto ambientale.


Risparmio energetico e in bolletta: la casa, integrando scelte architettoniche ed impiantistiche consuma poco. Per la presenza dell’impianto fotovoltaico si possono richiedere gli incentivi previsti dal meccanismo d’incentivazione, noto come “Conto Energia”, ai sensi del Decreto Intermin. del 19/02/07 al Gestore 2 dei Servizi Energetici Spa (GSE)

Rispetto per l’ambiente: bassissima emissione di CO2 dovuta ai bassi consumi; 3 utilizzo di materiali bio; recupero acque piovane;

Funzionalità della casa:

ogni ambiente è stato studiato curando nel dettaglio la distribuzione, i percorsi e le funzioni della casa

Finiture e materiali costruttivi: pavimenti e rivestimenti di qualità sia all’interno che all’esterno; tetto in legno; sanitari e rubinetterie dal design innovativo; materiali costruttivi di qualità;

Sicurezza:

l’intera casa è provvista di grate o persiane; portoncino blindato; impianto Video-citofono; predisposizione allarme perimetrale e volumetrico

in collaborazione con:


ARTE | di Giovanna Amantico

Paolo Rosa opere di pura musicalità P

Paolo Rosa si impegna nella quotidiana ricerca dell’equilibrio tra occhio e sentimento. Il suo lavoro pittorico, che unisce al valore professionale, ha evidenziato una delicata sensibilità.Con la sua tavolozza limpida e chiara ama ritrarre la carnale sostanza di esseri e cose nella loro semplice verità. L’esperienza artistica di Paolo è maturata in una

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serie di viaggi a contatto con le tradizioni culturali e risoluzioni estetiche più disparate. Infatti il filtro della sensibilità di Paolo Rosa semplifica il gioco combinatorio delle immagini,archetipi precolombiani e suggestioni orientali in contesti lirici evocativi evidenti, quanto le architetture che lo sostengono. L’anima informale e il corpo astratto convivono, per così dire, nella sintesi pittorica dell’artista,con rimandi sobri e sorvegliati ai grandi della pittura come Kandinskij, Matta e Klee,ma con scansioni, ritmi,evocazioni segni-

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che e ricerca cromatica certamente peculiari. Le varie esperienze dell’artista si concretizzano a volte in sfumature tonali, melodiose grafie che nel loro movimento rielaborano immagini vigorose che si agitano  a livello inconscio e riemergono in vissuti di realtà oniriche,che guidano la mano e la mente consapevole dell’artista in creazioni che esprimono delicati simbolismi, sottili allusioni, sospese in un clima d’incanto. Infine si possono leggere le sue opere non solo in chiave animistica o di astrazione lirico visionaria,ma come pagine di pura musicalità.

Photo Stefano Schiara a r t e


LA MADDALENA

UNA CASA

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LA VOSTRA VACANZA

Un pacchetto vacanze pensato per gli amanti del mare e della vela che non vogliono rinunciare alla comodità di una casa: escursioni giornaliere nell'arcipelago della Maddalena a bordo di barche a vela abbinati a soggiorni in eleganti appartamenti finemente arredati. A bordo del 45été, barca appositamente progettata per vivere al

meglio e con il maggior comfort possibile la nostra soluzione vacanza, sarete seguiti e coccolati da personale qualificato, grandi prendisole, comodi divani e un impianto multimediale apple vi faranno vivere un soggiorno indimenticabile. Sul 30été, potrete trascorrere la giornata alternando la navigazione a vela con quella da diporto. L’ampio pozzetto e il grande prendisole la rendono particolarmente adatta all'uso giornaliero.

Vela pura e divertimento saranno i vostri compagni di vacanza. Gli appartamenti sono posizionati in un borgo appena costruito, con centro servizi e piscina, a ridosso dell’agglomerato urbano della Maddalena e vista suggestiva su Caprera, Santo Stefano e Costa Smeralda. Tre le tipologie a disposizione: mono, bilo e trilocale che rispettivamente possono accogliere da due a sei persone.


Trilo

Trilo

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Media Stagione 28/5_25/6 10/9_24/9

Alta Stagione 25/6_30/7 27/8_10/9

Altissima Stagione 30/7_27/8

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VELA | di Adam Integrated Communications

Si issano le vele

32° edizione Rolex

Middle Sea Race.

R o l e x M i d d l e S ea Race Malta P h o t o M TA / © Carlo Borlenghi

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Una delle più belle e complesse gare velistiche del Mediterraneo salperà dal porto di Valletta per il prestigioso testa a testa lungo sette giorni.

Sabato 22 ottobre conviene farsi strada fino al Grand Harbour di Malta e guardare la partenza di uno spettacolo che vale la pena attendere: la Rolex Middle Sea Race, la competizione velistica che parte dalla splendida cornice delle fortificazioni di Valletta. La 32a edizione della Rolex Middle Sea Race prenderà vita nel cuore del Mediterraneo ed è considerata una delle gare di vela dal percorso più bello al mondo: anzitutto perché si tratta di ben 606 miglia di lunghezza complessiva e poi perché inizia e termina nello stesso luogo, la capitale di Malta. Nata come una sfida sportiva tra amici negli Anni Sessanta tra Paul e John Ripard, gli storici fondatori della Middle Sea Race, è un must do in cui hanno partecipato nomi illustri tra i quali Ted Turner, fondatore della CNN e di TBS e Herbert von Karajan, l’indimenticato direttore d’orchestra e del Berliner Philarmoniker che gareggiò con il suo maxi “Helisara IV”. Grazie alla sponsorship Rolex, insieme al fondamentale supporto fornito dal Malta Tourism Authority e dal Malta Maritime Authority, la gara ha assunto ancor più prestigio negli ultimi anni, richiamando moltissimi equipaggi alle iscrizioni: l’anno record di partecipanti è stato il 2008, con ben 78 iscritti. Barche di alto profilo dei migliori designer del mondo prendono parte alla Rolex Middle Sea Race, la maggior parte a caccia del record: la estrema Open 60s, il Riviera di Rimini and la Shining; i maxi Mistress Quickly, Zephyrus IV e Sagamore e le pocket rocket 41foot J-125 Strait Dealer e DK46. Finora il record imbattuto è di 47 ore, 55 minuti e 3 secondi e appartiene al team USA Rambler, che nel 2007, sotto lo skipperaggio di George David, bruciò il precedente record del 2000 conquistato dalla Zephirus IV di Bob McNeil. Neanche il glorioso Lucky, il maxi di 30 metri dell’armatore sloveno Igor Simcic, vincitore dell’edizione 2010 è riuscito a batterlo, pertanto la sfida è aperta. Il percorso, in senso antiorario, passa come di consueto dalla Sicilia per le Isole Eolie (inclusa Strombolicchio), prosegue attorno alle Egadi (eccetto l’isola di Marettimo), Pantelleria e Lampedusa (escluse dall’itinerario Ustica, Linosa e Lampione). Si attraversa poi il Canale a sud di Comino e si rientra al porto di Marsamxett con premiazioni il 29 ottobre. Le iscrizioni rimangono aperte fino al 14 ottobre sul sito ufficiale della gara

Rolex Middle Sea Race M a l t a Photo MTA/©  Kurt Arrig o

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www.rolexmiddlesearace.com Tra gli avversari temibili in lizza per quest’edizione 2011 troviamo il team RAN, co-fondato da Niklas Zennström da poco vincitore per la seconda volta della Rolex Fastnet Race. Ci sarà da guardarsi le spalle anche da Near Miss, il TP 52 che gareggia per la Svizzera e che ha vinto diverse volte la Giraglia Rolex Cup nelle gare inshore; Ambersail dalla Lituania, che sarà seguito da uno stuolo di giornalisti locali durante l’evento, o ancora AOC Rockall, direttamente dall’Australia e infine da segnalare, la massiccia presenza di equipaggi russi.

www.visitmalta.com/events www.rolexmiddlesearace.com www.adam.it

R o l e x M i d d l e S e a Race Malta P h o t o M TA / ©  Kurt Arrigo

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VLADI POLO | di Vladi Polo

Sotto il tetto

del Polo

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Molte le autorità e le persone di spicco intervenute al 2° VLADI International Rome Polo Challenge: tre giorni di sport, passione e competizione che hanno visto gareggiare i migliori cavalieri in un’entusiasmante gara. Il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, a proposito dell’evento, ha dichiarato: “Esprimo il mio convinto apprezzamento per l’evento da Voi allestito, che puntando su uno sport “pulito” avvicina i giovani ad altre culture, comprese quelle che si ritengono d’elite, ma che, in realtà, sono accessibili a molti. In una società che tende all’isolamento dell’individuo fin dall’infanzia, la pratica di uno sport si rivela quanto mai importante nella vita di ogni giovane, poiché aiuta a socializzare, a crescere, a rispettare le regole e a vivere in società. Una festa della gioventù a cavallo, quindi, che porterà i ragazzi ad apprezzare l’esclusività di uno sport il quale, pur conservando il valore etico della lealt�� verso l’avversario, fa del divertimento un elemento irrinunciabile. Tutti avranno, inoltre, la possibilità di accostarsi ad uno sport storico, il polo è infatti uno sport che nasce dall’evoluzione naturale dell’esercitazioni che la cavalleria inglese praticava per l’addestramento al combattimento a cavallo nell’ambito delle campagne militari. Nell’augurarmi che in questa occasione molti giovani possono scoprire e appassionarsi ad uno sport come il polo, rinnovo a Lei (presidente di VLADI POLO, dot.ssa Vladlena B.G. Hermès) e alla VLADI POLO le mie congratulazioni”.

Sono tre anni ormai che gioco settimanalmente a polo”. Fabrizio Facello “HARPA Italia” si è innamorato del Polo al punto da sponsorizzare un’intera squadra: l’Italiana Polo Team 2010-2011: “È il secondo anno che sponsorizziamo il progetto di VLADI POLO, perché è coinvolgente e ci trasmette entusiasmo e grande passione. Viviamo una bellissima esperienza insieme ai nostri familiari, amici e clienti. È un mondo nuovo per noi e abbiamo scoperto mille iniziative legate a questo mondo: culturali, sportive e sociali. È stata un’ottima opportunità di

vivere le giornate insieme ai nostri partner di azienda. Ci crediamo e siamo ben contenti di partecipare, raggiungendo gli obbiettivi di VLADI POLO. Presto proverò anch’io a giocare a polo.”

Marco Elser, il presidente dell’Acquedotto Romano Polo Club, durante la gara ha sottolineato che: “il Polo non è necessariamente uno sport per ricchi, è importantissimo capire questo. Quando si parla di gioco del Polo si pensa al film “Pretty Woman”, a quelli con Clark Gable, al Principe Carlo di Inghilterra. Il Polo può essere praticato in famiglia e con un investimento ragionevole. Gioco a polo con mio figlio, mio fratello, mio nipote, e considero questo uno sport estremamente accessibile”. Raimondo Visconti di Modrone (giocatore HP -2, Polo Lover), nel corso della manifestazione, durante una pausa ha raccontato come è nato il suo amore per questo sport: “Sono stato contagiato 3 anni fa dalla “febbre del polo.” Un pomeriggio mi recai all’Acquedotto Romano accompagnato da Max Elser per fare una passeggiata a cavallo. Non ero mai salito su un cavallo prima di quel giorno. Ho galoppato su un vasto campo da polo, mai avrei pensato di poterlo fare. È una sensazione bellissima.

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GOLF | di F.I.G.

Eurotour: In Olanda

prevale Simon Dyson,

43° Lorenzo

Gagli

S

Simon Dyson, 34enne inglese di York, ha colto il secondo titolo stagionale e il sesto in carriera nell’European Tour imponendosi con 268 colpi (65 66 71 66), dodici sotto par, nel KLM Open svoltosi sul percorso dell’Hilversumsche Golf Club (par 70) di Hilversum in Olanda. E’ terminato al 43° posto Lorenzo Gagli con 279 colpi (69 71 70 69, -1), mentre Edoardo Molinari è uscito al taglio dopo 36 buche (101° con 143 - 70 73, +3). Dyson, con un parziale di 66 (sei birdie, di cui quattro nelle ultime sette buche, e due bogey per un -4), ha rimontato dal quarto posto e ha preceduto il connazionale David Lynn (269, -11), il nordirlandese Rory McIlroy (270, -10), lo scozzese Gary Orr (271, - 9), leader dopo tre turni insieme al sudafricano James Kingston, sceso in sesta posizione con 273 (-7) occupata anche dagli inglesi Ross Fisher e David Horsey, dallo spagnolo José Manuel Lara, dall’olandese Joost Luiten e dall’irlandese Paul McGin-

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ley. Recupero di Lee Westwood, numero due mondiale, da 18° a quinto con 272 (-8) dopo un 66. Prova molto deludente del tedesco Martin Kaymer, numero tre del world ranking, rimasto fuori a metà torneo. La gara è stata bersagliata dal maltempo nelle prime due giornate con stop e ritardi, poi tutto è tornato nei termini alla fine della terza. Gagli ha concluso la sua prestazione con uno score di 69 colpi (-1) frutto di due birdie e un bogey. Ha ricevuto 9.900 euro che gli hanno permesso di rimanere tra i primi 60 dell’ordine di merito (53°), ossia tra coloro che andranno a fine stagione a disputarsi il ricchissimo montepremi del Dubai World Championship (8-11 dicembre). Il fiorentino ha un margine di oltre 30.000 euro sul danese Soren Kjeldsen, al momento 61°. A Dyson sono andati 300.000 euro su un montepremi di 1.800.000 euro.

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Forte o flessibile? E

E perché non entrambi? È un mito diffuso che diventando forti si perda l’elasticità dei muscoli e che si diventi sciolti a scapito della potenza muscolare. Non è esattamente così, con un giusto allenamento si riesce a potenziare sia la forza, che permette una buona padronanza corporale, sia la flessibilità, che dona vitalità e decontrae le fibre muscolari. Per chi desidera non solo apparire ma soprattutto stare bene, l’allenamento ideale è quello isometrico, un sistema estremamente sicuro poiché lavora sul muscolo senza movimenti delle fibre muscolari. Nel nostro Metodo, si esegue una posizione senza ripeterla per poi passare a quella successiva, aumentando nello stesso tempo potenza, resistenza ed elasticità muscolare. Il risultato è un corpo scolpito di benessere, pieno di vigore e che mostra una forma smagliante. La differenza più sorprendente di questa

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pratica è che non c’è bisogno di soffrire per allenarsi e mantenersi in forma perché, rispettando il ritmo del praticante, tutto viene fatto con piacere. È impressionante la carica di energia che si sente alla fine della sequenza di questi esercizi, invece della stanchezza del solito allenamento che fa perdere la voglia di ritornare… Ma la non ripetizione funziona? Se hai dubbi basta guardare una tigre (se non hai una tigre a casa osserva il tuo gatto): per allenarsi traziona una zampa, poi l’altra, si allunga bene, contrae la muscolatura con forza, ma tutto una volta sola. È al momento del bisogno, quando deciderà di reagire, che ti dimostrerà le sue straordinarie capacità fisiche: prima lo osservi profondamente rilassato, poi scatta in un attimo con riflessi velocissimi; è capace di camminare lungo un muro largo pochi centimetri, ha molta forza (tenendo in considerazione la sua massa muscolare) e sulla sua flessibilità non c’è neanche bisogno di fare commenti… Per praticare queste tecniche isometriche del nostro Metodo non serve nessun tipo di attrezzo o macchinario. Il praticante riesce ad eseguire facilmente una scheda completa di esercizi anche a casa, con la consapevolezza di continuare ad allenarsi con sicurezza ed efficacia, anche da solo. Però se la posizione viene fatta senza coscienza non è altro che un semplice allenamento isometrico che, nonostante produca un eccellente risultato nella circolazione e ossigenazione dei tessuti muscolari, si limiterà ad agire a livello fisico. Se invece viene eseguita con una respirazione adeguata, con una visualizzazione precisa e con un atteggiamento mentale corretto, diventa una tecnica molto costruttiva per lo sviluppo della persona perché, agendo anche sull’area energetica, emozionale e mentale, trasmette al praticante una buona padronanza a tutti i livelli di coscienza. È molto simile a quello che succede nella vita: se ti limiti a vivere senza coscienza e in maniera passiva gli avvenimenti, non diventerai mai padrone della tua esistenza, che in alcuni momenti può diventare perfino caotica. Se invece vivi con un atteggiamento mentale corretto, cioè affrontando gli ostacoli con l’entusiasmo della sfida e non

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come difficoltà imposte ingiustamente dagli altri, respirando correttamente (che agisce direttamente sull’area emotiva ed energetica) e visualizzando regolarmente i tuoi obiettivi, la tua vita segue una direzione diversa, incanalata verso un percorso più felice, evoluto ed appagato. Il Metodo De Rose non si limita all’allenamento fisico ma insegna un allenamento integrale al praticante. Con questa proposta di sviluppo personale, non si raggiunge soltanto una buona forma. Le sue tecniche respiratorie, di concentrazione e di decontrazione portano ad una crescita multilaterale, migliorando la vitalità, la stabilità emozionale e le capacità intellettive. Come conseguenza, si riesce ad aumentare il benessere, la produttività nel lavoro, migliorare i rapporti personali e la resa sportiva. Il lavoro svolto a livello corporale è solo il primo passo, la parte più affascinante del Metodo viene dopo…

Carlo Mea

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ALIMENTAZIONE | di Farmacia Rossetti

Qual è la mia miglior dieta?

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Mettersi a dieta secondo alcuni vuol dire “fare sacrifici”, mangiare poco, rincorrere modelli di linea non propri e, quindi, spesso può procurare un pericoloso stress psicofisico… Con questo articolo si intende dare chiarimenti su come orientarsi verso l’alimentazione più idonea e come migliorare la nostra vita “anche” attraverso la dieta, equilibrando l’individuo sui vari livelli psico/neurormonale/immunologico e, aggiungerei, emotivo. Innanzitutto ricordiamo che la parola DIETA vuol dire “stile di vita”, non è solo “quanto mangio” ma “cosa mangio” (che vuol dire qualità degli alimenti e associazioni alimentari corrette) e come mangio (mangiare cioè con regolarità e ritmi che rispettino il più possibile le necessità fisiologiche). Uno degli aspetti fondamentali è che è poco professionale consigliare la stessa dieta a tutti, “il metabolismo” di ogni individuo è caratterizzato dal proprio aspetto ormonale. Sono molte le diete naturali che rispettano la fisiologia di “una determinata COSTITUZIONE in quella FASE della vita”. Tra queste sicuramente ricordiamo le seguenti: 1- la dieta ZONA per tutti quei soggetti che hanno un sovrappeso legato a cattiva alimentazione cioè spostata eccessivamente verso carboidrati (pasta/pane/pizza/dolci) e scarso utilizzo di frutta

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e verdura. Normalmente sono soggetti stressati che hanno bisogno di eccitanti quali caffè, cioccolata, vino, te nero. Questa dieta è bilanciata (carboidrati/proteine e grassi vegetali con apporto calorico stabilito per BLOCCO di 100 kcal con la formula rispettivamente di 40/30/30) tiene conto del ritmo alimentare attraverso 5-6 pasti al dì (da 1 o 3 blocchi bilanciati) e così regolando la glicemia spinge l’organismo quindi a regolare l’insulina. In questo modo l’organismo utilizza altre fonti di energia (per esempio il grasso in eccesso) e perde peso. È molto consigliata per chi ha problemi di iniziale iperglicemia, (diabete tipo alimentare) e aiuta molto chi fa uso di farmaci ipoglicemizzanti . Inoltre è interessante la regolazione che questa dieta può dare ai soggetti che hanno un iniziale alterazione della funzionalità tiroidea, anche grazie all’utilizzo massiccio di Omega 3. 2- la dieta Hay invece considera l’importanza dell’acidità relativa degli alimenti e quindi la necessità di equilibrare l’alimentazione tra acidi (carne/formaggi stagionati, farinacei raffinati, riso, caffè) e alcalini (frutta e verdura principalmente). È indicata per quelle persone che sono in soprappeso per un’alimentazione troppo spostata su cibi troppo acidi e che non bevono acqua. Infatti queste persone hanno certamente un certo sovraccarico del fegato ma soprattutto una vita stressante da iperattività in cui manca la cosiddetta fase di recupero (per esempio non dormono bene). Spesso hanno infiammazioni come dolori

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reumatici, mal di testa ricorrenti e fanno uso di antiinfiammatori. 3- Dieta Kousmine ottima per supportare con nutrienti sani ed essenziali (ma anche con preparazioni dei piatti idonei). Utilissima per la prevenzione e il supporto di malattie degenerative. Presta molta attenzione alla qualità dei cibi necessariamente biologici, all’integrazione di minerali, acidi grassi insaturi, vitamine e ha come primo obiettivo la regolazione del transito intestinale e quindi anche del sistema immunitario di difesa. È consigliata per chi si ammala spesso o ha una patologia cronica o viene da un periodo prolungato di stress ossidativi e invecchiamento precoce. È piacevole da scoprire per la sua naturalità. 4- La Dieta metabolica tende al riequilibrio del metabolismo attraverso una dieta diversa per ogni soggetto che ha necessità diverse per uno squilibrio ormonale e del bilancio idricosalino. In realtà è un approccio che tiene conto sia dell’indice glicemico ( come la dieta a Zona) che dell’acidità (dieta Hay) ma anche Kousmine e che è utile proprio per INTEGRARE I CIBI E I NUTRIENTI IN DIFETTO. È questa una dieta utilissima nei casi in cui il soggetto pur facendo diete non riescono minimamente a scendere di peso cioè quando il metabolismo è bloccato non per ciò che è in eccesso ma per ciò che è in difetto. Per questo è necessaria un’analisi dettagliata del comportamento alimentare (diario) e delle funzioni dell’organismo (digestione, funzioni renale e intestinale, qualità del sonno, energia e abitudini, reattività generale) al fine di individuare la dieta idonea. 5- La Dieta Tisanoreica è una dieta fortemente sbilanciata e si basa sulla eliminazione drastica di zuccheri per un periodo molto limitato. Questo provoca nell’organismo uno stato particolare detto chetosi che comporta una produzione di energia a scapito delle riserve di grasso. Il risultato è una perdita di peso molto rapida con una diminuzione di tessuto adiposo localizzato e mantenimento della tonicità della massa muscolare. È importante che questo tipo di dieta sia seguita da un medico in quanto vanno valutate attentamente delle precondizioni. Non possono seguirla i diabetici, chi ha sofferenze epatiche e renali, problematiche cardiache, donne in gravidanza e bambini. È una dieta utile per sbloccare situazioni di scarsa risposta ad altre diete a chi per un periodo molto limitato può sostenere una privazione assoluta di zuccheri.

Dr. Vincenti Raffaele

Per approfondimenti o chiarimenti Farmacia Rossetti Laura Via Maremmana Inferiore, 300 Villanova di Guidonia.

a l i m e n t a z i o n e


GUSTO | di Eva Peach

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Andar per funghi spontanei, soprattutto nel primo autunno quando il bosco ha i colori più belli, l’aria è pulita e l’invasione dei forzati delle vacanze si è dissolta con l’ultima estate è un’esperienza appagante; è un’ottima scusa per una camminata nel silenzio muniti di cestino e scarponi alla ricerca di un’autentica delicatezza gastronomica, nulla a che vedere con quelli importati a quintali o di quelli scialbi e insapore che si trovano sugli scaffali della grande distribuzione. Le varietà di funghi commestibili, presenti in natura allo stato selvaggio, sono probabilmente oltre un migliaio. Secondo la classificazione di Roch, circa una quindicina sono specie innocue, di particolare pregio ( ad ex porcino, ovulo, spugnola gialla e rossola) mentre un centinaio circa sono specie innocue, ma di minor pregio ( ad ex prataioli, galletti, finferli e cantarelli). Circa duecento le specie debolmente tossici, pochissime specie contengono sostanze emolitiche, talora distrutte dal calore, o dall’ambiente acido, o più semplicemente dall’esposizione all’aria. Una ventina contengono acidi resinoidi, irritano l’apparato gastro-intestinale umano, provocando vomito e diarree. Ed infine esistono pochissime specie che possono provocare avvelenamenti mortali per degenerazione cellula-

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Funghi

spontanei che passione

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POMEZIA | ROMA


re, come l’Amanita phalloides, l’Amanita verna o virrosa. È comunque consigliabile che la raccolta dei funghi spontanei sia effettuata solo da coloro che possiedono nozioni certe sul riconoscimento delle specie commestibili lasciando da parte molte delle leggende ritenute infallibili per distinguere un buon fungo selvatico da uno cattivo: una moneta o un cucchiaino d’argento non diventano neri solo durante la cottura di funghi velenosi; l’aglio o la cipolla (sempre tenuti in grande considerazione per i loro poteri antimalefici) non anneriscono a contatto con esemplari tossici, le lumache o le formiche mangiano anche le specie pericolose. Nessuna di queste affermazioni si basa su verità scientifiche. Un consiglio prezioso per i “patiti del bosco” è quello di specializzarsi su tre o quattro tipologie di funghi come i porcini i cantarelli e gli ovuli, gli altri meglio lasciarli ai cercatori più in-

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formati. Solo la pratica, l’esperienza e un esperto micologo possono scongiurare un tragico dopocena. E quando un fungo appare sospetto, il miglior consiglio è non raccoglierlo, ma lasciarlo dove il buio l’ha messo, evitando di distruggerlo per non alterare l’equilibrio del bosco. Sebbene i funghi siano principalmente caratterizzati dall’insieme di aromi e sapori che ne rendono unico il gusto ed eclettica l’utilizzazione gastronomica, essi presentano un interessante profilo nutrizionale. I prodotti freschi hanno un elevato contenuto idrico, pochissimi grassi e pochi composti glucidici; 10 grammi forniscono mediamente 20 Kcal. A confronto con gli ortaggi, cui vengono di solito aggregati nelle tabelle merceologiche, mostrano un discreto apporto proteico ed un interessante contenuto in vitamine del complesso B ed in alcuni minerali. Tutti i funghi andrebbero cucinati entro poche

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ore dalla raccolta. Al limite per un giorno, massimo due è possibile lasciarli in frigo, nella parte bassa, dentro un sacchetto di carta o involto di canapa: nelle buste di plastica sarebbero aggrediti dalle muffe entro un paio d’ore. Dura a morire la credenza che vuole che i funghi non vadano lavati ma solo raschiati. Purtroppo per chi crede a questa baggianata è scientificamente dimostrato che la struttura del fungo non riesce ad assorbire la minima quantità d’acqua e quindi non perde ne’ gusto ne’ nutrienti. Qualche minuto di ammollo in acqua fresca e un dolce risciacquo in acqua corrente può scongiurare noiose parassitosi, soprattutto se i funghi provengono da aree in cui pascolano cinghiali o cervi. Tutti i funghi sono creature delicate e sensibili; mal sopportano i condimenti importanti e rifiutano con sdegno la vicinanza con la cipolla che ne guasta il gusto e l’aroma. Ricordatelo!

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La Tenuta di Rocca Bruna

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Tradizione e innovazione nella semplicità degli ingredienti selezionati con passione e cucinati con tecnica rigorosa e fantasia, questi gli elementi che sintetizzano i piatti proposti dal ristorante La Tenuta di Rocca Bruna. Cura nella scelta delle materie prime, attenzione all’aspetto cromatico, precisione nell’esecuzione sono ingredienti insostituibili di ogni pietanza proposta dallo chef Fernando Maruccia. Una cucina ricercata, legata al territorio, capace di spaziare oltre la tradizione con idee fresche ed accattivanti.

Coscio d’agnello farcito con carciofi, coppa di testa e mentuccia. Ingredienti per 4 persone: 100 gr guanciale 100 gr coppa di testa 100 gr carota 100 gr cipolla 100 gr sedano 1 coscio d’agnello 5 carciofi 4 fette di pane in cassetta 4 uova 1 arancia sale, pepe, olio extravergine d’oliva, mentuccia, rosmarino, alloro, burro, farina, vino bianco, rete di maiale QB

Preparazione:

Disossare il coscio d’agnello e batterlo. Saltare i carciofi in una padella, dopo averli mondati e tagliati a julienne. Utilizzare lo stesso taglio per la coppa di testa. Successivamente sbriciolare il pane in casseta e unire ad esso l’arancio grattuggiato. Unire i carciofi, il pane, le uova e la coppa di testa per realizzare una farcia che servirà a farcire il coscio. Una volta farcita, la carne deve essere arrotolata e avvolta in una rete di maiale, la quale provvederà a chiuderla. Successivamente legare il tutto con uno spago. Preparare il fondo di cottura utilizzando le verdure e le erbe e sfumarlo con del vino bianco. Cuocere il tutto in forno ad una temperatura pari a +160 °C, per 45 minuti. Prima di essere tagliato il coscio deve essere lasciato raffreddare. Tirare il fondo di cottura rendendolo più denso con il roux e frullare il tutto per poi passarlo a chinois.

Il Sommelier consiglia: Red Angel - Vinnaioli Jerman I.g.t.

Strada Rocca Bruna n. 30 00010 Villa Adriana - Tivoli (Roma) Telefono (0039) 0774535985 Telefax (0039) 0774535984 E-mail: info@latenutadiroccabruna.it

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MUSICA | di Donatella Lavizzari

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Ci sono brani che entrano dentro, ti sfiorano, ti accarezzano, ti avvolgono in un abbraccio morbido e vellutato... e tu stai lĂŹ, immobile. Ascolti, respiri, chiudi gli occhi... e ti lasci andare, in quellâ&#x20AC;&#x2122;incanto chiamato musica.

Carlo Marrale

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Photo Roberto Cosentino m u s i c a


A KIND OF MAGIC:

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Da un’idea di Franco Malgioglio è nato nel settembre 2009 il progetto Jam Burrasca, una jam session non stop itinerante, animata inizialmente da una settantina di artisti del panorama musicale italiano con l’intenzione di riunire amici vecchi e nuovi per sostenere cause sociali, devolvendo interamente gli incassi in beneficenza ad Associazioni no-profit che si occupano di bambini poveri ed in difficoltà. La prossima Jam Burrasca, a favore di Emergency, è prevista alla BLUESHOUSE di Milano, sarà articolata in due date, il 6 Ottobre la JAM BURRASCA JAZZ-FUSION-BLUES – POP e il 7 Ottobre la JAM BURRASCA BEAT-ROCK ANNI 60/70 , e registrerà una line-up d’eccezione con artisti di rilievo sia nella storia della musica italiana che di fama internazionale che ci emozioneranno con brani di maggior successo dei rispettivi repertori e cover internazionali. Alcuni nomi? Walter Calloni, Giorgio Palombino, Gigi Cifarelli, Salvo Correri, Michele Fazio, Tullio De Piscopo, Donatello, I Bisonti, I Camaleonti, I ragazzi della via Gluk, I Trolls, Ronnie Jones, Gabriele Lorenzi (Formula 3), Martina Malgioglio, Damiano Marino, Pino Montalbano, Pietruccio Montalbetti (Dik Dik), Leano Morelli, Pachi dei Nuovi Angeli, Mauro Pagani, Antonio Petruzzelli, Gianni Pettenati, Mauro Rattaggi (Analogy), Marco Rinalduzzi, Maurizio Salvi Gonzaga (New Trolls), Daniel Santacruz en Ensamble, Gino Santercole, Dagmar Segber, Paolo Siani & Friends, Gianluca Tagliavini (PFM), Joe Vescovi e Furio Chirico (Trip), … Come sempre, una tale partecipazione, riconferma l’eccezionalità dell’evento e la validità delle idee sostenute dalla Jam Burrasca. Groove incalzante, energia ed entusiasmo sono assicurati. Un plauso doveroso a Franco Malgioglio, a tutto il team Jam Burrasca e ai generosi musicisti che si dedicano ogni volta con grande passione all’organizzazione e alla realizzazione di questo evento.

LA MUSICA È L’ARTE PER UN MONDO MIGLIORE.

Gigi Cifarelli

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MOLESKINE | di Accademia Filarmonica Romana

1821-2011

La Filarmonica compie 190 anni

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Quasi due secoli di storia per la più antica istituzione di concerti romana che nella stagione 2011-12 “gioca” a far musica con i bambini e i ragazzi, con grandi solisti e giovani artisti su cui scommette, con prime esecuzioni assolute accanto al repertorio antico. Portando la musica da camera nel cuore di Roma al Teatro Argentina, invitando nella nostra città quattro formidabili compagnie di danza. Dopo quasi due secoli di vita, e con quello stesso spirito di ricerca e curiosità che dà sempre l’ha animata, la Filarmonica conferma il ruolo centrale nella promozione musicale e culturale nella città capitale d’Italia. E lo fa rimanendo fedele alla sua più autentica tradizione: “18212011: se la Filarmonica Romana ha potuto attraversare un arco di tempo così lungo – spiega il Direttore artistico Sandro Cappelletto –, è perché non si è mai stancata di interrogarsi sul senso della sua presenza in questa città. La prossima stagione – prosegue Cappelletto –, che si svolgerà nelle tre sedi del Teatro Argentina, del Teatro Olimpico e della Sala Casella, è attraversata da un filo rosso che vorremmo passasse di mano in mano: Giocare da grandi. Sono i piccoli che giocano a fare i grandi (sono i ragazzini dell’Orchestra di Fiesole che giocano – e sul serio! – a fare musica con Salvatore

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Accardo), e sono anche i grandi che qualche volta e per fortuna si ricordano il piacere che dà giocare. Poi, la musica da camera, l’alternarsi di artisti di indiscusso carisma e di musicisti ansiosi di far conoscere le loro qualità. Cinque prime esecuzioni (Ravinale, Ambrosini, Boccadoro, Panfili e Franceschini, quest’ultimo compositore in residence presso la Filarmonica), le collaborazioni con tante istituzioni cittadine, nazionali, internazionali. I quattro spettacoli del Festival Internazionale della danza 2012, realizzato in collaborazione con Teatro Olimpico. E con particolare piacere accogliamo il debutto romano dell’Accademia di danza del Teatro alla Scala: anche in questo caso, protagonisti sono dei ragazzi”. Il tutto sarà supportato dalla preziosa collaborazione di Rai Radio Tre che registrerà numerosi concerti in programma. CONCERTO INAUGURALE Domenica 23 ottobre ore 18 – Teatro Olimpico Giocare da grandi

Montserrat Figueras soprano Elio Pandolfi voce narrante Giovedì 10 novembre ore 21.15 – Teatro Argentina Boris Petrushansky pianoforte Musica di Schubert e Šostakovi

Salvatore Accardo violino solista e direttore Orchestra dei ragazzi della Scuola di musica di Fiesole Musica di Mozart

Giovedì 17 novembre ore 21 –Teatro Olimpico Roma capitale barocca

Giovedì 3 novembre ore 21 – Teatro Olimpico Roma capitale barocca

Ensemble La Risonanza Fabio Bonizzoni direttore Musica di Corelli (I concerto del ciclo triennale)

Don Chisciotte della mancia Il romanzo e la musica di Jordi Savall Hespèrion XXI La Capella Reial Catalunya

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Giovedì 1° dicembre ore 21 – Teatro Olimpico Giocare da grandi PaGAGnini Debutto a Roma con Ara Malikian, Eduardo Ortega, Fernando Clemen-

Photo Riccardo Crimi m o l e s k i n e


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te, Gartxot Ortiz Musica di Sarasate, de Falla, Boccherini, Pachelbel, Mozart, U2, Gainsbourg, Paganini, Vivaldi Martedì 6 dicembre ore 21 – Sala Casella (fuori abb.) Serenata per il XXI secolo
in coproduzione con Nuova Consonanza Ensemble Algoritmo Marco Angius direttore musica di Baggiani, Petrassi, Franceschini, Clementi Giovedì 8 dicembre ore 21.15 – Teatro Argentina Quintetto Musici Aurei Umberto Chiummo baritono Musica di Mahler, Brahms, Ravinale Domenica 18 dicembre ore 11 – Teatro Olimpico (fuori abb.) Giocare da grandi PlayToy (l’orchestra che suona su strumenti giocattolo) Debutto a Roma Musica di Beetohven, Rossini, Brahms, Caikovskij e temi popolari Giovedì 22 dicembre ore 21 – Teatro Olimpico Concerto di Natale Coro dell’Accademia Filarmonica Romana Pablo Colino maestro del coro

Giovedì 19 gennaio ore 21.15 – Teatro Argentina Sonig Tchakerian violino Roberto Prosseda pianoforte Musica di Beethoven e Ambrosini Giovedì 26 gennaio ore 21 – Teatro Olimpico Sarah Chang violino Andrew Von Oeyen pianoforte Musica di Beethoven, Brahms, Franck Venerdì 27 gennaio ore 10.30 e 21 Sala Casella (fuori abb.) Concerto per la giornata della memoria Monica Bacelli e Fabrizio Gifuni voci Luisa Prayer pianoforte Giovedì 2 febbraio ore 21 – Teatro Olimpico Back to Bach Paolo Fresu tromba e flicorno I Virtuosi italiani Alberto Martini violinista e direttore Musica di Bach, Nyman, Colombo, Piazzolla, Tartini, Di Bonaventura, Giannelli, Caine, Händel Giovedì 16 febbraio ore 21.15 – Teatro Argentina Giuseppe Albanese pianoforte

Musica di Beethoven, Debussy, Liszt, Bartók, Boccadoro Giovedì 23 febbraio ore 21 – Teatro Olimpico Giocare da grandi Panfili: Frecciarotta (prima assoluta, commissione dell’Accademia Filarmonica Romana) Tosatti: Partita a pugni Daniela Mazzuccato soprano Max René Cosotti tenore Carlo Riccioli baritono Marco Zannoni voce Orchestra sinfonica abruzzese Coro in via di definizione Marcello Bufalini direttore Dal 6 marzo al 22 aprile: Festival internazionale della danza (Teatro Olimpico) 6-11 marzo - Compagnia Miguel Ángel Berna: Mudéjar… bailando mi tierra! 13-18 marzo – Compagnia Jant-Bi Senegal: Waxtaan 20-25 marzo – Accademia Teatro alla Scala: Nuove stelle 11-22 aprile - Compagnia Emiliano Pellisari: Paradiso/ Trilogia Divina Commedia Domenica 18 marzo ore 21 – Teatro Olimpico Julian Rachlin violino e viola Itamar Golan pianoforte Musica di Beethoven, Brahms, Penderecki Lunedì 2 aprile ore 11 e 21 – Sala Casella (omaggio per gli abbonati) Le ultime sette parole di Nostro Signore
di Franz Joseph Haydn; con un testo di José Saramago
Quartetto Sinopoli Alfonso Veneroso voce narrante Giovedì 12 aprile ore 21.15 – Teatro Argentina Roma capitale barocca Il concerto delle Dame Ensemble Arte Musica Francesco Cera clavicembalo e concertazione Musica di Frescobaldi, Gesualdo, Luzzaschi, Wert, Selma Giovedì 19 aprile ore 21 – Teatro Olimpico Isabelle Faust violino Sonate e partite di Bach (I concerto del ciclo) Giovedì 26 aprile ore 21.15 – Teatro Argentina Trio Cajkovskij Musica di Beethoven, Šostakovic, Caikovskij Giovedì 10 maggio ore 21 – Teatro Olimpico Opera Domani - Giocare da grandi Mozart: Il flauto magico (ovvero Sconfiggere mostri) con i vincitori del concorso AsLiCo 2012 Orchestra 1813 Stefano Simone Pintor regia Gregorio Zurla scene Gregorio Zurla, Stefania Barreca costumi Giovedì 17 maggio ore 21.15 – Teatro Argentina Maurizio Zanini pianoforte Musica di Schubert e Chopin info abbonamenti Tel. 06-3201752, email promozione@filarmonicaromana.org info@filarmonicaromana.org www.filarmonicaromana.org

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èArea anno 3° N. 9 Ottobre 2011