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e AREA Sommario PA G I N A

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finis terrae ritorno al sogno

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itinerari

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magico natale

gorè

generazione 0

alimentazione

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a natale si festeggia con la dieta appropriata!

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gusto

la beef revolution è in rete

macondo

Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno La pazzia di Dio

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intervista

uno sguardo acuto e curioso sul mondo

intervista

alberto fortis: celebrating life through music!

alien tra gli alieni

teatro sistina sette

eccellenze

quando il lavoro fa la storia

design

in vicolo xmas, moda.arte.design nei vicoli della capitale

teatro quirino

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canto perchè non so nuotare… da 40 anni

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musica

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teatro olimpico

l’astice al veleno

lifestyle

il lusso di essere green

arte

erik satie: il genio stravagante

arte

stefania rosichetti

tendenze

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ski, scelta glamour

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vladi polo

vladi polo e èarea: polo d’emozione

golf

dubai world championship: robert karlsson vincitore

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Creare Regali è un Mestiere. Fare Regali è un’Arte.

Fiera di Roma dal 16 al 19 dicembre 2010

Arti&Mestieri La mostra mercato dell’artigianato e dell’enogastronomia

Giovedì: ore 14-22 - Venerdì, Sabato e Domenica: ore 10-22 Ingresso gratuito - Fiera di Roma, Porta Nord - info 06 65074525-522 - www.artiemestieriexpo.it Con la partecipazione di

ASSESSORATO ATTIVITA’ PRODUTTIVE E POLITICHE DEI RIFIUTI

Organizzata da


F focus A CURA DI

Flaminia Colonna Bereti

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Dopo aver diretto la campagna elettorale di Barack Obama in qualità di esperto di comunicazione in Rete, Chris Hughes, cofondatore di Facebook, lancia un nuovo progetto: Jumo, un social network destinato principalmente alle iniziative degli attivisti per semplificare loro la strada verso la ricerca di fondi per le iniziative nelle quali sono coinvolti. Grazie a Jumo, che significa

Spinto dalla straordinaria reazione che la comunità online ha avuto in occasione del terremoto di Haiti, Hughes si è detto persuaso che l’impegno civile non debba essere speso solo in relazione a eventi eccezionali, ma debba, invece, essere duraturo. Con 3.500 organizzazioni presenti al momento del lancio, Jumo si propone di segnalare ai filantropi le cause benefiche e le comunità no profit alle quale associarsi. Le pagine del nuovo social network si riempiranno col tempo degli articoli più rilevanti, di contenuti aggiuntivi come post su

Est Area magazine pubblicazione mensile freepress Anno 2 n° 11, gennaio 2011 Direttore Responsabile: Maria Laura Cruciani Direttore Editoriale: Antonio Feliziani Progetto e Direzione Esecutiva: Alessandro Coccia Coordinamento Editoriale: Stefania Ricci Consulente: Giovanna Amato Amministrazione: Cristina Meloni Editor: 3Aadvertising Registrato presso il Tribunale di Tivoli n. 20/2008 In copertina photo Alex Filz Grafica e impaginazione: IMG.ZEROUNO srl Pubblicità: Claudio Maltese, Stephanie Mayer. Abruzzo e Emilia-Romagna: Emilio Patacchiola 328 33 56 354 Umbria: Gianni Civica 335 53 83 084

letteralmente “unirsi” in lingua Yoruba, organizzazioni non-profit ed utenti riescono a stare a stretto contatto, così da permettere alle prime di sensibilizzare i propri ascoltatori sulle tematiche più importanti che coinvolgono il mondo intero o comunque una grossa fetta della popolazione del pianeta. Un semplice click e argomenti come la lotta all’AIDS, all’inquinamento globale o alla caccia di animali a rischio di estinzione entrano nelle case degli iscritti di Jumo. Internet assume dunque un ruolo ancora più importante sia nella comunicazione che nella ricerca di fondi per sostenere cause importanti: le donazioni attraverso la rete sono ancora in percentuale sensibilmente inferiore rispetto a quelle effettuate con i metodi più tradizionali, ma negli ultimi anni il trend sembra essere piuttosto positivo.

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Twitter o video su YouTube e permetteranno agli iscritti di documentarsi ed esprimere la propria opinione. «Più una persona è coinvolta da vicino in un problema di proprio interesse, più è alta la probabilità che lo sia per un periodo lungo» spiega Hughes, sempre più convinto che Internet possa essere il mezzo ideale per «abbattere barriere e alleviare frizioni», così da poter avvicinare parti apparentemente lontane. L’invito è quello di creare nuove pagine, opportunità offerta a chiunque voglia seguire la propria missione sociale, per allargare il raggio d’azione del progetto. Per evitare frodi, lo staff del social network accetterà però solo fondazioni la cui essenza non-profit sia certificata in maniera opportuna. fonte webnews.it author Davide Falanga

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Direzione, Redazione e Segreteria: via Montenero, 36 -00012 Guidonia (RM) 388 1185198 – 335 6156 737 – 392 9290702 estarea@gmail.com www.estarea.it Stampa: Grafica Ripoli snc Hanno collaborato: Alto Adige Marketing, Tito Barbini, Sara De Bonis, Francesco Calvani, Donatella Lavizzari, Magenta Comunicazione, Giusy Ferraina, F.I.G, Ufficio Stampa Teatro Sistina, Ufficio Stampa Teatro Quirino, Ufficio Media Relation, Ufficio Comunicazione Vladi Polo, Marta Rossi, Secondome Edizioni, Dr. Raffaele Vincenti Crediti Fotografici: Sara De Bonis, Raimondo Luciani, Joel Mann,Stefano Mileto, Laurin Moser, Katerine Phair, Claudio Riccio, Guglielmo Rota, Alessandro Trovati, flickr.com, google.com.

Tutto il materiale cartaceo e fotografico inviato alla redazione non verrà restituito. Tutte le collaborazioni ad articoli o servizi sono considerate a titolo gratuito. La riproduzione di testi e immagini anche parziale deve essere autorizzata dall’editore.

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F finis terrae A CURA DI Tito Barbini

RITORNO ALSOGNO è A R E A

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Photo Joel Mann f i n i s

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Me la ricordo come fosse ora, quella sera. Mi ero fermato su una piccola insenatura di un promontorio ispido e ventoso. Una delle quattro case di pescatori ospitava per la notte i rari viaggiatori. Era l’estate australe del 2005. Ero solo. Soprattutto, ero a Capo Horn. Fin lì ero arrivato con uno sgangherato cargo postale, lento e incerto nel navigare, che consegnava la posta e le merci partendo da Punta Arenas, nell’estremo Cile meridionale, per arrivare fino alle isole che ora potevo scorgere in lontananza. E non so spiegare questa sensazione, però sentivo che non avrei potuto essere da nessun’altra parte, se non proprio lì dove ero. L’indomani, in realtà avrei dovuto partire. Verso nord, purtroppo: perché quel posto fuori dal mondo e dove il mondo sembrava ormai finito, era davvero il punto più remoto raggiunto durante alcuni mesi trascorsi a girovagare per l’America latina; e perché oramai mi restavano solo i passi del ritorno, ognuno dei quali mi avrebbe portato un po’ più vicino a casa. In realtà mi aspettava ancora Ushuaia, la città più a sud del mondo, e che quindi era quasi

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paradossale pensare a nord; mi aspettava la Terra del Fuoco e quel- l’altra distesa, la Patagonia, dove anche le storie e le narrazioni diventano estreme. Dal crinale sul quale mi ero sistemato, era stato facile smarrirmi nella contemplazione del cielo sopra di me; e non mi stancavo di ammirare la più bella delle costellazioni, la Croce del Sud, per poi rimirarla anche sotto di me, rispecchiata nell’altra immensità che si spalancava davanti a me, quella dell’Oceano. Spesso, anche d’estate, le notti laggiù sono buie e tempestose, ma questo dicembre, perché è questo il mese che regala alle ultime propaggini australi un po’ di tepore questo dicembre, dicevo, mi aveva riservato l’incanto di un cielo luminoso. Un tripudio di stelle quale non avevo mai visto e leggermente discosta, come un’ospite che stenta a sentirsi pienamente a suo agio, l’enigma della luna australe. Splendeva in alto, la luna, e già spingeva la notte verso una nuova alba, perché la notte, nell’estate australe, è cedevole ed effimera, sparisce che pare quasi non sia cominciata: quattro ore, forse nemmeno, reggono le oscurità a queste latitudini. E forse fu proprio grazie a quel disco bianco magico e strano che per qualche istante mi rabbrividii come un Pierrot stregato dalla

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luna che riuscii a scoprirmi parte di qualcosa di enormemente più grande di me: e questa sensazione mi rinnovò un desiderio sepolto. Tornai a rimirare la Croce del Sud, che per me è sempre stata sinonimo di libertà, di quella libertà che si assapora nella distanza e negli spazi aperti. Fosse solo per questo: che la Croce del Sud non appartiene ai miei cieli, si può scorgere solo nella parte meridionale del pianeta. Ma certo non è solo questo, a far sì che me la porti nel cuore. Mi piace che non sia una costellazione vistosa, mi verrebbe da dire ingombrante. Mi piace che sia tra le più piccole, con le sue quattro stelle colorate e una quinta, più piccolina e pallida, che pare vagare spaesata tra i bracci della croce: per questo da queste parti la chiamano Intrometida, come si fosse intrufolata in una festa a cui nessuno l’ha invitata. Però fu guardando la Magellanica, l’ultima stella, quella più luminosa e più vicina al polo Sud, che mi sembrò di scorgere nel cielo il riflesso e il chiarore del continente antartico.

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E fu proprio in quell’istante che il desiderio spiccò il volo e divenne una sorte di solenne promessa fatta a me stesso: un giorno o l’altro sarei arrivato laggiù, laggiù nel mondo fuori del mondo; un giorno o l’altro avrei messo piede perfino in Antartide. Poi, si sa, di promesse a se stessi se ne fanno tante. Molte si perdono nel cammino, sono un po’ come le buone intenzioni di cui è lastricata la strada per l’inferno... Potevo immaginarmi in Antartide solo in un giorno molto lontano, così lontano da smarrirsi in un’altra vita. In realtà solo una possibilità, di quelle che è bello tenersi stretta anche se non ci credi: e mai avrei pensato di ripartire così presto...

L’ANTARTIDE È STATO IL MIO VIAGGIO PIÙ BELLO

E invece... invece... l’Antartide è stato il mio viaggio più bello.

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itinerari IN COLLABORAZIONE CON

Alto Adige Marketing

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Si inizia a respirare l’aria di feste e i mercatini di Natale sono il luogo ideale per trascorrere una giornata o un week end all’insegna dei primi acquisti natalizi. Dal 26 novembre a poco prima di Natale, per tutto il periodo dell’Avvento, nelle più belle piazze di Bressanone, Brunico, Bolzano e Merano tornano i Mercatini Originali dell’Alto Adige. Un occasione unica non solo per fare acquisti, ma soprattutto per vivere la magica atmosfera montana dove arte, storia, natura, cultura, tradizioni, artigianato e ottima cucina per circa un mese saranno fruibili nelle caratteristiche casette di legno. Le fragranze delle bevande calde, delle spezie e della pasticceria natalizia aleggieranno nell’aria fondendosi e confondendosi con la musica e le antiche tradizioni dell’Avvento. In ogni mercatino saranno allestiti forni all’aperto, dove imparare a fare i dolci tipici, come “Zelten & Strudel”, ma anche biscotti e altre ricette natalizie e la vendita dei famosi “Lebkuchen”, il dolce tradizionale con ricetta speciale. Dimostrazioni di vari artigiani

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ed anche laboratori per bambini, sono in programma nelle cinque città altoatesine. Da segnalare in modo particolare a Bolzano lo stand di uno degli artisti-artigiani più estrosi e conosciuti in città. Cobo, che d’estate gestisce i famosi “Fischbänke”, un lounge bar artistico sugli antichi banchi del pesce, e per il Mercatino di Natale prepara uno stand fatto di portafortuna, di piccoli animaletti e di fatine fatti esclusivamente con materiali del bosco. Presepi fatti a mano in grandezza naturale o in miniatura accompagnano gli ospiti a Bressanone in un percorso di riflessione e di devozione, che segna la via al Museo Diocesano per la visita alla preziosissima collezione di presepi. Anche a Vipiteno grande attenzione sarà riservata ai presepi con esposizione in vari punti della cittadina. Oltre ai cinque Mercatini Originali, vale la pena segnalare anche alcuni mercatini speciali, piccoli e particolari, che di solito sono aperti solo durante le giornate del weekend, come l’Avvento Alpino a Sarentino dove assaggiare il vin brulé rosso “Jangger” (www.alpenadvent. sarntal.com) e il “Trenatale del Renon” (www. trenatale.it).

UN PERCORSO DI RIFLESSIONE E DI DEVOZIONE

Da non perdere inoltre: la Mostra dei presepi a San Paolo (www.appiano.com) e il Museo “Maranatha” a Lutago in Valle Aurina (www. tures-aurina.com), a Laces il mercatino con una mostra di maschere (www.lacesmartello.com), i mercatini di Glorenza (www. valvenosta-altoadige.info), Santa Cristina Val Gardena (www.valgardena.it) e Castelrotto (www.alpedisiusi.info). Per chi volesse visitare altro oltre ai mercatini l ’Alto Adige ha molto da offrire ad appassionati di sci e snowboard con impianti di risalita all’avanguardia per confort, sicurezza e modernità, con piste sempre perfettamente innevate e preparate, con circuiti e percorsi sciistici di grande fascino, con una fitta rete di baite lungo le piste per soste golose, ma ha altrettanto da offrire a chi non scia o a chi é in cerca proprio delle esperienze autentiche e della neve “slow”. Passeggiate e camminate con o senza racchette da neve (o ciaspole), slittino, sci di fondo, nordic walking invernale, scialpinismo. In Alto Adige queste discipline si possono praticare nelle tradizionali stazioni sciistiche come alternativa o in aggiunta allo sci e snowboard. In molte località e vallate, che non sono inserite nei grandi circuiti del circo bianco. Tutte le informazioni, pacchetti e suggerimenti per i Mercatini Originali dell’Alto Adige sul sito www.suedtirol.info/mercatini

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Photo ©AltoAdigeMarketing/Alessandro Trovati i t i n e r a r i


G goré A CURA DI

Stefania Ricci

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Photo Claudio Riccio g o r é


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Definiti narcisisti, e g o i s t i , “bamboccioni”, ipertecnologizzati, cresciuti nel mondo della globalizzazione, del terrorismo internazionale e della crisi economica, nati in un contesto che ha messo in discussione da tempo le classi sociali e le unità familiari, i giovani sono accusati di tradire quello che è il loro ruolo nella società e cioè di essere interpreti del proprio tempo, di anticipare ed esprimere i cambiamenti. In realtà, dietro questa generazione sotto accusa si intravedono modelli comportamentali e culturali innovativi che potrebbero essere considerati dei potenziali in un Paese che alcuni giudicano ormai “solo per vecchi”. Andrea Di Tillo, giovane studente romano, con l’aiuto di alcuni coetanei, Giovanni Nacca, Valerio Moretti e molti altri, ha dato vita ad un progetto innovativo e creativo. Coadiuvato da un staff composto interamente da giovani dall’ufficio relazioni fino al responsabile marketing, ha girato un corto che dà voce alla sua generazione: “Generazione Zero”. Nei 15 minuti di corto i giovani intervistati hanno risposto a domande semplici, quali libri o musica preferiscono, come definiscono la generazione a cui appartengono con tutti i pregi e difetti; rivelano piccole visioni personali sul mondo che li circonda, sulle incertezze e i dubbi che li affliggono, con un unico scopo: rendere chiaro allo spettatore che la Generazione Zero è composta da giovani del nuovo millennio che si interessano di politica, lottano per il diritto all’istruzione manifestando il loro disaccordo ai tagli imposti dalla Gelmini, esprimono il proprio dissenso e impegno sociale in forme di partecipazione civile che passano anche attraverso i nuovi linguaggi del web quali facebook e twitter, non sono affatto assenti, bensì vivono in modo diverso rispetto agli adulti i fenomeni sociali che li circondano. Una generazione mai raccontata prima che non si rispecchia nei libri che spesso la vede protagonista nei romanzi di alcuni scrittori, uno in particolare, Federico Moccia, il quale ha spesso descritto l’attuale come la generazione dei lucchetti dell’amore, inconsistente e vacua. Andrea racconta che il progetto ha preso forma quando, trovandosi a Ginevra, tra gli scaffali di una libreria vide una copia di “Amore 14”, ultima fatica letteraria di Moccia. È  nata così l’idea di realizzare il primo corto per dar voce ad un’accesa critica nei confronti del mondo giovanile rappresentato dall’erede di Pipolo. Riconoscendosi nel motto “Lui sta Tre Metri Sopra il Cielo, io sto con i piedi

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per terra”, Generazione Zero ha riscosso grande successo diffondendosi rapidamente tra i licei romani destando vasto consenso, tanto che non è più solo un cortometraggio, ma lo specchio di una generazione viva culturalmente, appassionata di arte, cinema e musica, una generazione che come i suoi padri e zii sessantottini ha ritrovato l’arrogante audacia di lottare senza timore per ciò in cui crede, di manifestare in maniera creativa la voglia di cambiamento anche attraverso le pagine del sito: generazionezero.com, dove chiunque può lasciare un commento, idee o punti di vista nel pieno rispetto di quella che è la partecipazione democratica ad un progetto che la vede protagonista. I giovani sono il domani della nostra vita, sono il futuro che noi sogniamo e al quale non prenderemo più parte, sono la riprova delle nostre debolezze e delle nostre incapacità educative e al contempo sono la novità dell’uomo e sono felice di poter fare l’elogio di questa nuova generazione, di quanto sta vivendo e di quanto spera di realizzare. In bocca al lupo ragazzi!

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“LUI STA TRE METRI SOPRA IL CIELO, IO STO CON I PIEDI PER TERRA”

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RESORT & SPA

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Aquapetra Resort & Spa è a Borgo Montepugliano, un luogo di grande bellezza adagiato nella campagna della Valle Telesina, questo era il dominio della gente fiera del Sannio che combattè Roma per tre secoli. S’incontrano ancora oggi quei guerrieri valorosi, quei cacciatori abilissimi, quei pastori che tramandarono i segreti di un’arte casearia famosa in tutto il mondo. Il Resort è facilmente raggiungibile dall’aeroporto Napoli Capodichino distante appena settanta chilometri. Il silenzio, l’aria leggera, il riposo è fatato nel borgo al riparo della pietra, che accoglie chi si appoggia per riflettere aspettando l’alba o chi fuma un eccellente sigaro nella notte stellata. L’albergo ha quaranta camere doppie e cinque suites, il ristorante offre piatti della tradizione campana; grazie al tartufo di queste terre, grazie alla squisitezza del formaggio di pecora beneventano, all’uva che esalta la dolcezza delle torte, a quel filo d’olio intenso e gentile, grazie a chi rispetta e perpetua una fulgida tradizione, nessun piatto sarà confuso con un altro. Ognuno avrà il suo gusto. Autentico e inimitabile. La Spa, dotata di piscina coperta e all’aperto, sauna, bagno turco, idromassaggio e area relax, propone manipolazioni all’avanguardia per il viso e per il corpo. Mente e corpo, corpo e anima.Trattamenti intelligenti che procurano benessere e sottolineano la bellezza. Il Resort & Spa Aquapetra è l’oasi perfetta per vivere sensazioni ed emozioni uniche in un’atmosfera di raffinata tranquillità.

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IL DESIDERIO È L’ESSENZA DELL’UOMO (Spinoza)

RESORT & SPA

Borgo Montepugliano di Telese Benevento S.S. Telesina, 1 Tel. +39.0824 94 18 78 fax +39.0824 90 15 57 reservation@aquapetra.com www.aquapetra.com

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intervista A CURA DI Marta Rossi

ALIEN tra gli alieni è A R E A

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A stabilire un forte contatto con il pubblico, in uno scambio continuo di emozioni e sorrisi, è stato Giovanni Allevi, ospite alla FNAC di Porta di Roma per presentare il suo nuovo album “Alien”. Al “Forum FNAC”, lo spazio dedicato alle esibizioni dal vivo degli artisti, Giovanni si è esibito suonando il pianoforte di fronte ad un caloroso pubblico. Ha dimostrato di essere un artista di grande umiltà e straordinario livello, trasmettendo forti emozioni attraverso la sua musica e con parole di gran valore. Parlando del titolo del suo nuovo album, Allevi ha spiegato di avere l’impressione di essere in un mondo parallelo e di sentirsi come un alieno circondato da alieni. Ha voluto rendere ancora

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più chiaro questo concetto attraverso la foto sulla copertina del cd, dove appare a busto scoperto, senza vestiti, a significare “mi tolgo di qualsiasi definizione, di quanto è stato detto nel bene e nel male, per affermare ancora una volta di essere me stesso e sentirmi ancora una volta un alieno”. Questa immagine d’impatto nasconde un significato psicologico, come ha spiegato l’artista: “Il fatto di non riuscire ad appartenere a nessun genere musicale, che la mia musica sia qualcosa di diverso, che sfugge a qualunque etichetta, a qualunque modello predefinito”. L’album “Alien” è disponibile anche nella versione Deluxe che contiene una traccia esclusiva: l’esecuzione del “Notturno Op. 27 n°2 in Reb maggiore di F.Chopin”, perché, come Giovanni ha precisato “Chopin è il più grande compositore della storia della musica che abbia dedicato la propria arte al pianoforte”.

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Alla domanda che gli abbiamo posto, sulla presenza di un brano dell’album che lo rappresenti particolarmente, ha risposto chiarendo bene un concetto chiave riguardo al rapporto con la sua arte: “È la musica che viene a trovarmi, io non ho scelta, arriva e io resto lì sorpreso, è lei a dirmi cosa devo fare” e ha aggiunto ancora “posso dire che in alcuni brani mi ritrovo, in altri magari in quel momento meno. Può arrivare nella mia testa il brano Joli che è un’esplosione di allegria e in quel momento però sono depresso, è strana questa cosa…io non ho scelta di fronte alla musica.”. Il disco è stato registrato presso il prestigioso Auditorio dell’RSI – Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana a Lugano, considerato il luogo sacro della musica classica dove si sono esibiti grandi artisti. Riguardo alle emozioni provate in un luogo così, Giovanni non ha smentito la propria grandezza interiore

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chiarendo: “La cosa più importante è il cuore di chi mi ascolta, la persona, l’essere umano, piuttosto che il prestigio del luogo dove mi sto esibendo”. Un momento di grande ilarità ha reso caratteristico quest’incontro con il pubblico, quando un bambino molto piccolo in prima fila ha preso la parola dicendo: “Giovanni, come devo fare a diventare bravo come te?” tra le risate generali e lo stupore dello stesso artista per il coraggio del piccolo, Allevi ha trovato ancora una volta le parole giuste, per ribadire che “ci vuole pazienza” e che “la fortuna non esiste” bensì “esiste una passione travolgente in ognuno di noi, che se messa in gioco è in grado di creare dei cambiamenti virtuosi attorno a noi, indipendentemente dalla desolazione che ci circonda”. Il compositore, di fronte alla grande presenza di giovani nel pubblico, ha raccontato i propri difficili esordi, narrati anche nel libro “La musica in testa”. Ha concluso il meeting proprio rivolgendosi ai ragazzi, incitandoli a credere nei propri sogni, attraverso parole che spesso gli adulti non pronunciano, forse dimenticando di essere stati a loro volta giovani: “Ci sono persone che predicano la rinuncia, dicendo che è impossibile arrivare senza una raccomandazione, vivendo in un’epoca dove intorno è un disastro. Io dico che tutte queste cose negative ci sono, ma la passione bruciante e il sogno hanno una forza straordinaria, riescono a creare dei cambiamenti nonostante la desolazione che ci circonda, ho fiducia in questa scintilla che è in ognuno di noi” e ancora “la felicità è quel momento in cui la scintilla che è dentro di te per un attimo è al posto giusto, perché tu stai facendo qualcosa per realizzare il tuo sogno”.

STAI FACENDO QUALCOSA PER REALIZZARE IL TUO SOGNO

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intervista A CURA DI Donatella Lavizzari

ANDREA DE CARLO:

UNO SGUARDO ACUTO E

CURIOSO SUL MONDO

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Un disco si ascolta anche molte volte di seguito, un libro che amiamo lo rileggiamo più volte. Ma anche senza rileggerlo, la sua musica ci resta dentro. Rimettiamo ogni volta quel libro sul giradischi della memoria e ne rimaniamo incantati. Questo mi accade con Andrea De Carlo, artista poliedrico che conosce bene la chimica e la fisica della parola, e, soprattutto, ne conosce l’eros. La sua scrittura è fatta di immagini, suoni, colori e fragranze che danno vita ad un incantevole groviglio di emozioni. Con LEIELUI, il suo nuovo romanzo, De Carlo riconferma una grande forza descrittiva ed una profonda capacità analitica nel raccontarci i rapporti umani. Ciao Andrea, in una società che riduce la comunicazione al’osso, scrivere romanzi, per di più di 570 pagine, è quasi controcorrente. Come si vince questa sfida oggi? Credendo nell’unicità del romanzo, nella sua capacità insostituibile di raccontare il mondo. Nessun’altra forma di comunicazione è in grado di attivare un processo altrettanto profondo, che coinvolge il cuore e il cervello con la stessa intensità. Scrivere è “un lavoro che dipende dalla luna e dalle nuvole come l’arte della pasticceria”, quali sono gli ingredienti che più ami aggiungere ad un tuo romanzo? Gli ingredienti della vita: i sentimenti, i rapporti, i sogni, le richieste, i nodi, le domande, le complicazioni. Per Marcel Proust ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. Cosa ne pensi? Credo che qualunque romanzo rifletta chi lo scriva, ma solo un bel romanzo riesca anche a riflettere chi lo legge. Dipende dalla capacità di analizzare e capire situazioni ed esperienze, e poi renderle leggibili nella loro complessità.

C’è una quota autobiografica e generazionale oltre a quella di pura invenzione nei personaggi e nelle situazioni che descrivi? Scrivo sempre di cose che conosco bene, solo così riesco a riversare nei miei romanzi

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l’autenticità che ricerco. In questo senso tutti i miei romanzi sono autobiografici: non perché raccontino dei miei fatti personali, ma perché parlano del mio tempo. Ogni testo, ogni libro che scrivi ha un preciso mood? E uno solo? Ogni romanzo ha un suo ‘mood’ di fondo: il colore, o la luce, che distingue quella storia particolare dalle altre. Ma poi all’interno dello stesso romanzo c’è una varietà di atmosfere, a seconda dei punti di vista dei diversi personaggi, dei luoghi in cui si trovano, degli sviluppi della trama.

mi sembra di avere l’occasione di ripartire da zero, raccontare come se non l’avessi mai fatto prima. Però ci sono fili che collegano tra loro tutti i miei romanzi: idee ricorrenti, predisposizioni. In altre parole, il mio carattere che si riflette in quello che faccio. Oltre ad essere scrittore, sei anche musicista, regista e fotografo, quali sono i punti in comune, le contaminazioni tra queste espressioni artistiche che più ti affascinano? In che modo hanno influenzato il tuo modo si scrivere?

Ogni nuovo libro aggiunge un cerchio ai precedenti. Ne costituisce la somma e contemporaneamente crea una specie di spirale che ci conduce più in là, ma sempre facendoci passare per gli stessi punti?

Ogni linguaggio artistico offre a chi lo pratica specifiche possibilità espressive. E’ per questo che frequentarne più d’uno è stimolante, suggerisce idee, sollecita l’invenzione. Se da scrittore dovessi vivere in un mondo di soli libri, finirei per sentirmi in prigione, senza più voglia né slancio per raccontare niente.

Ogni volta che inizio a scrivere una nuova storia

La musica non rasserena mai tanto Daniel

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Deserti, il personaggio maschile di LEIELUI, anzi, finisce quasi sempre per approfondire la sua tristezza o accrescere la sua tensione. Quali sono le emozioni che provi ascoltando musica o suonando? Dipende dal momento in cui l’ascolto o la suono. Alcune canzoni, o anche solo alcune tonalità, mi caricano di energia, oppure mi suscitano malinconia, mi commuovono. La musica ha una dimensione misteriosa e affascinante, difficile da spiegare in modo razionale. La musica sa raccontare e le parole sanno suonare? La musica racconta, certo. Basta pensare a canzoni come “Yesterday”, “Ruby Tuesday”, “Romeo and Juliet”: ognuna è una storia intera. A loro volta le parole scritte di un romanzo hanno una musicalità, che si sviluppa nell’articolazione delle frasi, nel ritmo della punteggiatura, nella scansione dei paragrafi. Tu hai composto le musiche del cd “Alcuni nomi”, la colonna sonora del film “Uomini & donne, amori & bugie” e del cd “Dentro Giro di vento”. Se tu dovessi tradurre in musica LEIELUI, a quale sound ricorreresti? Creerei diversi climi musicali, che corrispondano ai diversi momenti del romanzo:

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dal blues incalzante e sommerso nella scena in cui lui guida sull’autostrada nella pioggia, al rhythm ‘n blues di quando lei fa ginnastica nella sua stanzetta alla periferia milanese. Poi ci vorrebbe una bella musica di piano solo per quando sono insieme la prima volta nel giardino degli olivi, la notte… Il viaggio è una costante nei tuoi romanzi, se chiudi gli occhi, tra tutti i paesaggi che hai descritto/conosciuto qual è il primo che ti torna in mente? Forse il deserto di Atacama, in Cile, con la sua estensione apparentemente illimitata, la sua terra rossastra che ricorda la superficie di Marte. C’è un aneddoto divertente o peculiare che si è fissato nel tuo cuore o nel tuo ricordo? Ricordo la visita a una scultrice un po’ matta, nella foresta australiana del Queensland. Si era costruita da sola una casa di legno in cui ospitava ogni tipo di animali, tra cui un emu, una sorta di struzzo australiano, che si avventava a colpi di becco sui biscotti che la padrona di casa mi offriva con il te.

il “genius loci” ai tuoi lettori. Quanto ha influito l’aver avuto un padre architetto come Giancarlo De Carlo? Il fatto che mio padre fosse architetto e urbanista ha certamente influito sulla mia percezione degli spazi, e del modo in cui vengono vissuti. I luoghi, costruiti e no, determinano in buona parte i comportamenti di chi ci vive, ed è indispensabile che un romanziere riesca a raccontarli. Partendo dal presupposto di pensare al progetto d’architettura fondato sui presupposti dei luoghi e delle culture degli uomini che vi partecipano, come immagini le città del futuro? Come me le immaginavo da bambino: piene di spazi verdi, silenziose, con tapis roulant per i pedoni, mezzi di trasporto elettrici per le merci, vie d’acqua, ponti, piazze dove gli abitanti possano incontrarsi, angoli per la musica…

Nei tuoi romanzi, mi colpiscono molto la puntuale descrizione di luoghi, ambienti, arredi e oggetti, l’attenzione agli aspetti sensoriali e la volontà di fare percepire

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E eccellenze A CURA DI

Magenta Comunicazione

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In quegl’anni si chiamava Estraba (estrazione travertino cave antiche del Barco), e nel 1989 entrò a far parte delle Industrie Caucci, non aveva le potenzialità di oggi ma la qualità del lavoro e l’importanza delle opere che realizzava e tutt’ora realizza, non hai mai conosciuto battute d’arresto. Prova tangibile e al tempo stesso imponente, della dinamicità di quest’azienda, che affonda le sue radici nel passato della Roma di Mussolini e nota per aver fornito il Travertino Romano, per innumerevoli opere sparse in tutto il mondo, è il Ponte Flaminio di Roma. Le Industrie Caucci per il Ponte che nacque sotto il nome di “Ponte XXVIII ottobre” (in onore della marcia su Roma), hanno fornito una notevole quantità di Travertino Romano, e i relativi lavori per la sua costruzione hanno subito una lunga pausa, forzata dallo scoppio della seconda guerra mondiale. Il “Ponte

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Mussolini” come venne amichevolmente appellato, vide l’inaugurazione dei lavori nel 1938, ma il completamento solo nel 1951. Storicamente la costruzione venne decisa un pò per l’insufficienza di Ponte Milvio, come passaggio di entrata e uscita da Roma attraverso le consolari Cassia e Flaminia, ma soprattutto per dare una degna ed imponente cornice scenografica per l’ingresso nord della Capitale. A questo aspetto scenografico, aveva ben pensato l’architetto Brasini, che nel progetto iniziale aveva previsto un enorme arco monumentale, sull’esempio degli archi di trionfo romani e sulla tendenza delle grandezze tipiche del Ventennio. Progetto che vide poi, la mano del Duce apportare correzioni, tolse l’arco e ne semplificò diversi particolari, Brasini si disse soddisfatto delle modiche, “migliorano ampiezza ed originalità” queste le parole che gli storici ci riportano. Lungo più di 250 metri e largo quasi trenta, si sviluppa in cinque arcate, realizzato in calcestruzzo e interamente rivestito dal tipico Travertino Romano, vistoso per le

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LA STORIA, QUELLA VERA, QUELLA DEL NOSTRO PAESE, DELLA NOSTRA ROMA

Photo Sara De Bonis e c c e l l e n z e


calde tonalità del bianco, ha un corredo a dir poco monumentale, scenografiche scalinate sopraelevano i due ampi marciapiedi laterali, su cui si innalzano cippi e fusti cilindrici con aquile e lampioni. Infine, ad onor della storia e della nuova Repubblica, il ponte avrebbe dovuto acquistare l’ennesimo nuovo nome: Ponte della Libertà, ma poi prevalse la scelta della toponomastica. Molte delle informazioni che ci sono pervenute, relative ai lavori, al trasporto e alle maestranze, sono a tutt’oggi disponibili grazie alla memoria orale di diversi operai delle Industrie Caucci, che hanno fedelmente raccontato la loro storia, quella vera, quella del nostro paese, della nostra Roma. Sara De Bonis Travertini Caucci Estraba SPA Industrie Caucci SPA Caucci Mario SPA www.cauccinet.it Tel. 0774 32 65 21 - 0774 52 90 77 Fax. 0774 53 39 29 - 0774 52 76 41

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Moda.Arte.Design nei vicoli della capitale

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Parte l’8 dicembre da Piazza Pasquino un fascinoso itinerario composito tra arte, moda e design che percorrendo Via del Governo vecchio abbraccerà Via dei Banchi nuovi e dei Banchi vecchi fino ad arrivare a Piazza Capodiferro, un percorso evidenziato che si snoda dunque nei vicoli e strade parallele a Corso Vittorio Emanuele. Sulle facciate di storici Palazzi verranno effettuate delle videoproiezioni di artisti di fama internazionale: dalla “Spider Mama Rome” del francese Pascal Lievre a Piazza Dell’Oro, all’opera del finlandese Charles Sandison sulla facciata di Palazzo Spada; mentre “When in Rome” degli artisti sperimentatori di Fabrica che elaborano le foto di Pasquale De Antoniis sarà visibile sulla facciata dell’Accademia di Costume e di Moda a Via della Rondinella 2, e l’istallazione di Andrea Salvetti “Il mazzolin di Fiori” in Piazza Dell’Orologio. Quattro artisti contemporanei e le installazioni/abito di Tudini & Fantinuoli che daranno un senso molto diverso al cuore più autentico, sebbene meno conosciuto e meno commerciale, della capitale. Dall’8 dicembre all’8 gennaio 2010/2011 Roma si propone come luogo dell’espressione artistica e artigianale per tutti, dove per la prima volta la Moda, l’Arte e il Design si incrociano generando uno scenario colto ma accessibile. All’interno dei negozi selezionati saranno esposti gli abiti di luce. L’idea è quella di convogliare sia i turisti che il pubblico romano, su percorsi che hanno subito una importante trasformazione in questi ultimi anni: non più solo gallerie ed antiquari ma spazi contemporanei che lavorano cambiando l’immagine della città rendendola internazionale. È proprio uno di questi luoghi nuovi a proporre l’idea. Le installazioni forniranno una particolare prospettiva fisica e concettuale che individuerà un percorso nei luoghi e per i luoghi. Parliamo dell’itinerario fisico necessario per transitare da uno all’altro, ma anche di quello concettuale che renderà concreto il senso collettivo delle scelte e delle relazioni tra le opere. Il progetto “In Vicolo Xmas” è stato ideato e realizzato dalla Secondome Edizioni con la direzione artistica di Claudia Pignatale. SECONDOME è una galleria di arte e design su via degli Orsini che collabora con le più importanti realtà di settore italiane e straniere, capace di comprendere le esigenze di chi si mette in gioco non solo commercialmente ma anche nell’ottica di dare un segno di crescita

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via dei Banchi nuovi: DELFINA - Swimwear SINOPIA - galleria antiquaria Via dei Banchi vecchi: LOULOU - fashion BERNARDINI - arredamenti –gallery Via Monserrato: Galleria Il ponte contemporanea - Claude Lebet –liutaio Via delle carceri: Sfera 8

PERCORSO IN QUATTRO TAPPE CON INSTALLAZIONI

Via dei cartari: Elisabeth the first - vintage fashion. Per ulteriori informazioni

DI ARTE E ARCHITETTURA

Secondome Edizioni 06.45505750 e-mail info@secondome.eu La manifestazione è realizzata con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione di Roma Capitale. al contesto in cui opera. La sua idea è quella di segnare un percorso di una Roma storica ma poco “illuminata” con l’aiuto di artisti, designer. Quattro eventi per presentare un centro storico contemporaneo. L’idea si è concretizzata grazie alla forte volontà del Presidente della Commissione Turismo e Moda del Comune di Roma Alessandro Vannini, da sempre attento a quelle iniziative capaci di definire un’immagine cittadina attuale in grado di superare la logica di un turismo troppo veloce. Nel progetto Invicolo Xmas il Comune ha sperimentato l’idea di coinvolgere la strada in esibizioni di moda, arte, fotografia per comunicare l’immagine di Roma che ha moltissimo da offrire anche su itinerari commercialmente alternativi. In quest’ottica di promozione culturale ha partecipato anche l’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, con il patrocinio di Altaroma. Gli abiti di luce sono ospitati nelle seguenti vetrine: Piazza Pasquino: SBU - jeans and fashion SOCIETY - tessuti e complementi d’arredo L’UNA E L’ALTRA – fashion Via Del Governo Vecchio: ALCHEMILLA MATE’ - creazioni floreali artificiali via degli Orsini: ISITUTO MELODIA - fashion designer

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Hybrid, ultima evoluzione dello scooter a tre ruote in commercio dal 2006 e prodotto in 72 mila esemplari , ha un costo di 7990 euro circa. Non sarà “regalato”, ma le caratteristiche di questo scooter ne fanno un veicolo che può risolvere una buona parte delle questioni legate alla mobilità urbana ed extraurbana. Il primo scooter ibrido plug – in al mondo che può andare anche in autostrada, infatti, viene equipaggiato con un motore da 278 cc da 22,5 CV di potenza, accoppiato a un propulsore elettrico, alimentato da batterie al litio che possono essere ricaricate completamente in tre ore attraverso una comune “presa” domestica, e che permette un’autonomia in modalità “emissioni zero” (vale a dire con la sola trazione elettrica) di 30 km, mentre il consumo di carburante è di appena un litro per 60 km. Le emissioni rilasciate da questo “tre ruote” possono fare la felicità di chi, pur spostandosi a bordo di un veicolo a motore, tiene sempre un occhio alla difesa dell’ambiente: 40 g/km di CO2. Niente male, per uno scooter che può essere utilizzato anche nelle giornate di blocco del traffico, grazie al “lasciapassare” offerto dal commutatore posto sul manubrio, che trasforma l’PM3 Hybrid 300 in un veicolo completamente elettrico. Un mezzo alternativo per spostarsi ad emissioni zero è Segway, basato su una tecnologia di “stabilizzazione dinamica” è in grado di coniugare elevata efficienza e sostenibilità. Segway Personal Transporter è il primo mezzo di trasporto elettrico, auto-bilanciato e progettato per circolare nelle aree pedonali, nelle piste ciclabili e sui marciapiedi. Caratterizzato da tecnologia LeanSteer e da una chiave wireless InfoKey che ne rendono ancora più semplice e intuitivo l’utilizzo, oltre a fornire una serie utili di funzionalità.

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Donatella Lavizzari

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ERIK SATIE:

IL GENIO STRAVAGANTE E

Eric Satie compositore e pianista francese, nato ad Honfleur nel 1866 e deceduto a Parigi nel 1925, ha avuto una singolare collocazione di intellettuale, quella di “gran suggeritore” di cose, tanto che i giovani della Parigi di allora, i “grandi giovani” come Picasso, Picabia e Cocteau gli commissionavano musiche non solo per film. Questo artista dalla ponderosa intelligenza contribuì all’Avanguardia e, fra le pieghe, influì su molti: dall’Impressionismo musicale di Debussy (che amava definire Satie come un musicista “medievale e dolce, smarritosi nel nostro secolo”) alla “musica per ambienti” di Brian Eno. “Musica d’arredamento”, “Musica difficile trascritta per un solo dito”, “musica “felice”,

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senza pause o interstizi: Satie aveva capito la direzione in cui stava andando il mondo, la semplificazione dell’immagine del mondo, l’arguzia e la spietatezza che realmente fa parte della vita. Igor Stravinskij incontrò questo eccentrico artista a casa di Debussy e ne fu molto colpito: “Mi piacque sin dal primo istante. Era un becco fino, pieno di astuzia e intelligentemente cattivo”. Ma Satie fu un “indicatore di vie” non solo nella musica ma anche nel disegno. Nei suoi disegni c’è contaminazione tra generi diversi di rappresentazione, tra cultura alta e zona del sentimento. Giocava con il paradosso, dove il paradosso consisteva nell’invenzione di un genere che non esisteva: l’assurdo diventava indicazione. Siamo lontani da De Chirico e da Dalì, dove l’immissione di un oggetto alieno (l’incontro fortuito sul tavolo operatorio di una macchina da cucire e di un ombrello), rimane qualcosa di

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inspiegabile e proprio nella sua inspiegabilità consiste il suo potere di straniamento. In Satie tutto è spiegabile, nel senso che nelle sue opere non c’è mai un’immissione gratuita ma tutto è progetto, anche lo stregone del castello: il disegno deve essere preciso nel contenuto e nella rappresentazione per poter esprimere arguzia profonda. Lo humour è per Satie un modo per affacciarsi, per guardare il mondo. In America di humour, soprattutto fra gli artisti ce n’era ben poco, mentre in Europa godeva di uno statuto speciale (non solo Satie ma anche il Rossini delle ultime composizioni per pianoforte: “Un treno di piacere”). In Satie c’è humour, non tanto l’ironia propria dei surrealisti: non è un’ironia che segue un fantastico che parte per la tangente ma è una fantasia ironica inerente le cose di cui parla, con un rifiuto del rimando metaforico, del rimando all’altrove. In Satie c’è dunque magrezza e precisione.

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A arte A CURA DI

Francesco Calvani

STEFANIA ROSICHETTI è A R E A

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Photo Stefano Mileto a r t e


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Stefania Rosichetti, giovane artista trevana, innamorata da sempre dell’arte, in tutte le sue espressioni, ha cominciato dal 2006 una personale produzione, dedicandosi alla pittura in maniera costante. Pur avendo già una sua identità pittorica definita e riconoscibile, l’artista continua la sua sperimentazione percorrendo sentieri sempre nuovi spinta da una mai paga curiosità. Una donna di deliziosa raffinatezza che ha straordinariamente intrapreso, con imprevedibile favore della critica, un viaggio di rinascita artistica che forse desiderava da sempre.                      Una pittura smaliziata, senza preclusioni alcune, una dottrina che si rinnova quotidianamente in una riservata individualità creativa; la fantasia che si presta all’esaltazione del bello. Elegante, sensuale, discreta   è la sua donna; una donna che si presta quale testimone di una consapevole e razionale apologia del femminismo d’avanguardia; una sorta di emancipazione femminile pittorica. Stupisce questa coscienza artistica così ben definita ed esauriente; una continua

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produzione di opere che giustificano l’incessante bisogno di comunicare in astratto. Dice di lei il Professor Giovanni Zavarella: “Italo Svevo scrive nella “Coscienza di Zeno” che “uno dei primi effetti della bellezza femminile su di un uomo è quello di levargli l’avarizia”. E noi aggiungiamo: e non solo. La donna che da sempre ha ispirato poeti e scrittori, musicisti e pittori, è forse, la risorsa maggiore per le trasfigurazioni artistiche. Non solo per la sua dimensione di creazione secondaria che la rende unica sull’aiuola di memoria dantesca, quanto invece per la personificazione della valoriale bellezza identitaria ed elitaria al femminile. In quest’ambito di attenzione artistica si pone l’esito pittorico della pittrice Stefania Rosichetti. Da alcuni anni, con squisita sensibilità femminile e passione spontanea, persegue un progetto figurativo, laddove la centralità della tavolozza è occupata da una donna, dalla donna che si propone sia per la grazia e la leggiadria delle sue colme forme, sia per una sua elegante e intrigante espressività del volto. Mai aggettivata da eccessivi attributi”.

UNA PITTURA SMALIZIATA, SENZA PRECLUSIONI ALCUNE

Dott.re Francesco Calvani Prof.Giovanni Zavarella

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T tendenze A CURA DI

Stefania Ricci

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Firme prestigiose e case di moda si contendono la creazione di accessori sportivi rigorosamente marchiati a vista, il logo in primo piano, esibito per soddisfare un’innata voglia di lusso da ostentare senza però prescindere da due coordinate importanti: funzionalità e qualità.

e all’alluminio sono adatti sia per principianti che per esperti . Il logo è trionfalmente evidente nella parte posteriore dello sci. Per concludere potrete indossare dei boots in gomma dal costo di 720 euro, total black, con suola in robusta gomma antiscivolo e cerniera al polpaccio con taschina interna e logo Sport, non mancano neppure le racchette e le visiere per completare un look da neve per le sciatrici che non sanno rinunciare allo charme nemmeno a basse temperature.

Per tutte le donne che vogliono essere sportive, senza per questo rinunciare ad un tocco di femminilità ed eleganza, Chanel lancia una linea completa da sci, snowboard e accessori per la neve studiati appositamente per chi non vuole rinunciare a charme e lusso. La tavola da snow, in vendita al prezzo di 2100 euro, grazie all’anima in resina e fibra di vetro, garantisce delle evoluzioni da capogiro ed il legno la rende più solida, per condurre meglio le discese.

Se siete appassionati di montagna e motori ruggenti non potete perdervi i nuovi sci firmati Aston Martin, prodotti utilizzando materiali moderni e performanti come alluminio e carbonio, al fine di garantire robustezza ma anche praticità e leggerezza, sono disponibili in quattro diverse colorazioni: morning frost white, quantum silver, almond green e silver blonde.

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La perfezione della linea ne consente l’uso in tutti i tipi di situazione, free style free ride, basica. Al suo interno è incastonato un autentico quadrifoglio come auspicio di buona fortuna. Gli sci, costano 2500 euro, in legno di pallissandro, grazie alla fibra di vetro

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Come nelle sartorie di altri tempi nella sartoria su misura e Boutique Ripense si esprime il senso più profondo della parola “mestiere”. Manualità, materiali, concetti sono gli elementi fondamentali che si combinano in questo laboratorio. È un percorso di perfezione, dalla prima prova al modello finito, attraverso tutte le possibili declinazioni di uno stesso capo o accessorio. Ogni passo, ogni fase è fondamentale, dalla selezione dei tessuti, alle misure, al taglio, fino all’ultima delle rifiniture. Tutto inizia davanti a uno specchio, con un dialogo, uno scambio di idee; da li nasce la “relazione creativa” fra il cliente e professionisti a sua disposizione, dai sarti al consulente che lo affianca nelle scelte, sotto la guida di esperienza ed empatia. Dentro ogni abito ci sono 50 ore, 2000 punti, 100 metri di filo, segni indelebili di quel prezioso “lavoro invisibile”. Ci racconta Andrea Luparelli, titolare della sartoria, “ La figura del sarto è da sempre nella mia storia. Il Sarto era mio nonno, che amavo osservare mentre era intento a cucire. Seguivo le sue mani semplici e sapienti, i suoi gesti intuitivi, precisi... e assistevo così al piccolo prodigio della nascita di un abito su misura. Era l’arte “dell’ago e filo”, erano i tempi in cui il sarto era un consigliere di fiducia, quasi un amico. I tempi del vestito buono, quello fatto per durare una vita”. In nome di quell’esempio e per non dimenticare quel nobile mestiere, nasce nel cuore di Roma la Sartoria Ripense nella quale Andrea offre ai suoi clienti la propria passione ed esperienza.

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...il mix vincente di Federica Fabrizio che ha dato vita al marchio Charming Bijoux, una linea innovativa, diversa e studiata sempre nei minimi dettagli. Ogni pezzo della sua linea è unico, non troverete mai un gioiello uguale al vostro, perché lei crea senza schemi, le piace vedere nella sua mente il risultato prima di crearlo…è questo il segreto. Da tre anni è un’appassionata di tutto ciò che riguarda il mondo dei gioielli, i preziosi, le pietre... Ha cominciato creando piccole cose, finchè un giorno ha deciso di fare a Milano un corso di approfondimento, si è aggiornata, ha imparato tecniche nuove e le ha messe in pratica utilizzando la sua fantasia, la sua voglia di emergere e soprattutto il desiderio di distinguersi! Ha intenzione di continuare i suoi studi indirizzati verso questo settore; l’anno prossimo infatti vorrebbe fare un corso di alta formazione in design del gioiello al Politecnico di Milano. Il suo sogno è quello di vedere i suoi gioielli indossati da grandi personaggi dello spettacolo, lavorare nel mondo della moda, crescere, imparare, imparare e ancora imparare, allargare le sue conoscenze, aprire una sua boutique e sentirsi realizzata professionalmente. Potete ammirare le sue creazioni su http://charmingbijoux.jimdo.com/

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Uff. Com. Vladi Polo

VLADIPOLO ED èAREA

POLO d’emozione

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Photo Katherine Phair v l a d i

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Il Polo è un gioco adrenalinico, appassionante, che racchiude in sé un mondo variegato fatto non solo di competizione e cavalli, ma anche di arte, di cultura, di storia millenaria. Ci sono paesi che ne fanno il loro gioco nazionale, altri non lo conoscono e altri ancora che lo stanno scoprendo gradualmente. Dall’Argentina all’Italia, dal Kazakhstan all’Inghilterra chi incontra il polo ne viene subito catturato, c’è qualcosa di magico in questo sport, uno stile di vita complesso ed affascinante. Forza e virilità sono le doti fondamentali per partecipare a questo gioco equestre tra più antichi del

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mondo, una sfida fra cavalieri, che in sella ai loro cavalli lanciati al galoppo sfiorano addirittura i 70 chilometri orari, eseguendo rapidi cambiamenti di traiettoria e colpendo la palla con la stecca per spingerla in goal o per toglierla all’avversario e ripartire con un’azione offensiva. Da sempre considerato lo sport di re, principi, duchi e ufficiali, il Polo ricorda le giostre medievali e come allora i cavalieri si trovano l’uno contro l’altro mettendo a dura prova il loro equilibrio. Uno degli scopi della Vladi Polo Associazione è quello di dare l’opportunità al grande pubblico di avvicinarsi a questo gioco, democratizzare il Polo e fare in modo che tutti, soprattutto i giovani, si avvicinino a questo mondo e dar loro l’opportunità di intraprendere un percorso affascinante, educativo e stimolante. Per raggiungere questo obiettivo Vladlena B.G. Hermes, Presidente dell’Associazione, ha ritenuto utile avvalersi della professionalità e competenze di alcune testate giornalistiche, una in particolare: èArea Magazine. Indipendenti da sempre e con una forte volontà narrativa ci occupiamo di donne, uomini, luoghi,azioni e fatti osservati e commentati, per tentare il difficile cammino della condivisione di esperienze. Come le storie d’amore c’è un inizio e si spera mai una fine. Erano i mesi che precedevano il 1st International Rome Polo Challenge quando il primo incontro sancì l’inizio di una collaborazione che avrebbe fatto entrare èAREA nel mondo del Polo e VLADI POLO nel mondo di èAREA. Uno scambio di idee,

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di contenuti, di culture ed emozioni. Il Polo è una fonte infinita di emozione, divertimento ed adrenalina e èAREA è il contenitore perfetto per trasmettere a tutti questa passione: questo è il sentimento che contraddistingue i due attori di questa storia. Il desiderio di divulgare quello che c’è di nuovo, di entrare nella profondità di ogni concetto ed estrapolarne la linfa, l’essenza stessa. L’amore prima di tutto per il Polo d’emozione

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G golf A CURA DI F.I.G.

DUBAI WORLD CHAMPIONSHIP:

ROBERT KARLSSON

VINCITORE L Lo svedese Robert Karlsson ha vinto il Dubai World Championship e il tedesco Martin Kaymer si è imposto nella Race to Dubai, ossia nell’ordine di merito dell’European Tour 2011. Questi i verdetti emessi dal percorso dell’Hearth (par 72). Karlsson ha concluso con 274 colpi (65 75 67 67), quattordici sotto par, alla pari con l’inglese Ian Poulter (69 66 69 70), poi lo ha superato con un birdie alla seconda buca di spareggio. Sono rimasti fuori dal play off per un colpo lo spagnolo Alvaro Quiros e l’inglese Lee Westwood, ha concluso al quinto posto con 276 l’irlandese Rory McIlroy ed è terminato al sesto con 277. dopo l’ennesima ottima prestazione stagionale, Francesco Molinari (71 67 68 71) alla pari con l’inglese Paul Casey. E’ sceso dal 20° al 32° Matteo Manassero con 287 (74 68 70 75) e ha chiuso al 41° con 290 Edoardo Molinari (75 73 69 73).

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Quanto a Kaymer, dopo una buona partenza che gli ha permesso di staccare decisamente l’irlandese Graeme McDowell (unico che poteva sorpassarlo) e quindi di garantirsi la leadership nell’ordine di merito, ha un po’ mollato. Ha occupato la 13ª piazza con 282 colpi, dove è stato raggiunto proprio dal rivale, il quale ha avuto un’impennata d’orgoglio dopo aver vivacchiato a metà classifica. Prove anonime dello spagnolo Sergio Garcia, 21° con 283, del sudafricano Ernie Els, 28° con 286, dell’irlandese Padraig Harrington e del sudafricano Retief Goosen, 39.i con 289, e dell’iberico Miguel Angel Jimenez, 48° con 293. Poulter ha iniziato il giro finale al comando con due colpi di vantaggio su Molinari, Jaidee e Ross Fisher e tre su Westwood e Karlsson. Questi è partito con la sequenza birdie-birdieeagle, poi però ha rallentato con due bogey e ha permesso a Poulter di riprendere il primo posto, Da quel momento, però, c’è stato molto equilibrio, le differenze sono state minime e le sorti del torneo si sono decise praticamente sull’ultimo green dove Karlsson ha ripreso

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Poulter con un birdie. Quanto a Molinari, dopo una bell’avvio con un birdie, si è defilato con due bogey (5ª e 7ª), poi è è stato costretto ad inseguire e ha conquistato la sesta posizione con l’ausilio di due birdie (14ª e 18ª). Il 41enne di Katrineholm ha colto l’undicesimo titolo nel circuito e il secondo stagionale, che gli ha fruttato 910.349 euro su un montepremi di 5.530.000 euro. A Francesco Molinari sono andati 168.021 euro, a Manassero E 43.697, a Edoardo Molinari E 32.226. Quanto a Kaymer ha vinto l’ordine di merito con 3.368.592 euro davanti all’irlandese Graeme McDowell (E 3.077.682), all’inglese Lee Westwood (E 2.676.213), a Ian Poulter (E 2.590.041), che ha superato Francesco Molinari, quinto con E 2.417.346. Hanno perso due posizioni Edoardo Molinari, 11° con 1.818.164 euro, e Matteo Manassero, 31° con 890.402 euro. Il torinese ha segnato un 73 nell’ultimo giro con tre birdie e quattro bogey, mentre Manassero ha assommato 75 colpi dopo quattro bogey e l’unico birdie sul green della buca 18.

In alto Robert Karlsson g o l f


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A A Natale si festeggia

alimentazione A CURA DI

Dr. Raffaele Vincenti

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con la dieta appropriata! La stagione delle diete e della depurazione…..viene e va. Con tanti auguri ci si ingrassa!

Si avvicina il natale e i suoi rischi sempre concreti: mangiare troppo e di tutto senza regola. Classicamente le persone rimandano il pensiero del sovrappeso e della dieta alla tarda primavera ma come sapete questa è una rubrica di prevenzione e alimentazione, questo è il periodo giusto per aiutarsi in senso

dal fai da te?. È necessario ribadire di consigliarsi con esperti del settore che sappiano ben inquadrare le problematiche del singolo e quindi guidare soprattutto verso uno stato di salute ideale e consapevole. La dieta è bene che sia individualizzata su queste necessità eliminando quei “CAMPI DI DISTURBO ALIMENTARE” che sempre più spesso bloccano la riuscita di una dieta fai da te. Tra queste diete ricordiamo per chi ha problemi di metabolismo lento per esempio con tendenza a iperglicemia e ipercolesterolemia la dieta a zona di Barry Sears magari utilizzando molte proteine di origine vegetale (soia, tofu; legumi in genere) in alternativa alle proteine animali (carne animale). Oppure la dieta tisanoreica, una dieta proteica molto rapida, efficace e sicura. Questa dieta è possibile solo per poche settimane (max 6) comunque seguite dal medico per quei soggetti che abusano di

naturale per non affaticare il metabolismo. I grassi e i dolci e le quantità esagerate ovviamente sono i responsabili di quello che da un po’ di anni ironicamente chiamo “Effetto Panettone”. Per molti il miglioramento della vita e dello stato di benessere “ concreto” sono fisiologicamente: la dieta e la depurazione e spesso vanno di pari passo: migliorare una la resa dell’altra. Il sovrappeso oltre ad essere un problema per molti di sicurezza e percezione del proprio corpo (e spesso di non accettazione) è, dobbiamo ricordarlo, una causa/concausa di possibili malattie serie e purtroppo diffuse: diabete, aterosclerosi, ipertensione, problemi cardiaci, tumori…. Ma come dimagrire nel periodo in cui “fioriscono” le diete consigliate dall’amica e

carboidrati. Per altri è fondamentale una dieta metabolica che personalizzi quella richiesta fisiologica dell’organismo di utilizzare quegli alimenti che sono in difetto nella quotidianità in modo da riequilibrare le carenze di nutrienti a carattere prevalente anabolico o più spesso a carattere catabolico.

principalmente che sono molto spesso coinvolti (intossicazione, ritenzione idrica , stitichezza) Ovviamente per campi di disturbo alimentare intendiamo anche le “alterate tolleranze agli alimenti”cioè per tutti quegli alimenti che usati più frequentemente possono provocare disturbi alle varie funzioni dell’organismo. Le più frequenti sono: 1) farine e cereali raffinati (pane e pasta ma non solo) soprattutto del grano/frumento 2) i lieviti 3) il latte e i derivati
4) le solanacee (pomodori, patate, peperoni, melanzane) e altre verdure (carote/lattuga/finocchio..) 5) gli oli cotti e il burro 5) alcuni tipi di carne e pesce 6) alcuni tipi di frutta 5) i nervini cioè sostanze attive sul sistema nervoso (caffè/tè/cioccolata/vino) 6) zuccheri raffinati 7) conservanti e additivi alimentari in tutti i casi e in tutte le diete un primo passo è una buona depurazione cioè eliminazione di tossine o drenaggio degli emuntori (fegato/ reni/intestino) ma anche del sistema linfatico con estratti di piante o con prodotti omeopatici complessi idonei. Nel frattempo effettuare una rieducazione del sistema immunitario soprattutto con farmaci omeopatici mirati. Tanti auguri di un sano e naturale Natale.

È importante anche il cosidetto Test Metabolico SRT che verifica la natura del blocco del metabolismo e permette una rapida e pratica stimolazione del metabolismo. Ovviamente è fondamentale valutare bene i vari assetti ormonali e metabolici della persona e cioè della funzionalità tiroidea, surrene, ovaio, testicoli, pancreas endocrino ed esocrino. Inoltre la capacità di eliminazione tossine da parte degli emuntori: fegato, reni, intestino

Dr. Raffaele Vincenti farmacista e membro docente dell’Associazione Internazionale di Clinica e Terapia Olistica Farmacia Rossetti Laura Via Maremmana Inf. 300 Villanova di Guidonia 0774325418

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a l i m e n t a z i o n e


G gusto A CURA DI

Giusy Ferraina

LA BEEF REVOLUTION

È IN RETE D Dal 4 novembre è on line il blog Beefrevolution by Fabio Campoli, www. beefrevolution.it/blog un nuovo spazio web di news, curiosità, cucina e ricette sulla carne. Un blog pensato dallo chef, testimonial del progetto Beefrevolution, per dare consigli e commenti agli utenti, ma soprattutto per creare uno spazio dedicato alla cultura della carne, spesso non adeguatamente trattata dagli altri media. Dalle notizie di attualità sul mondo della carne e della regolamentazione che vige, alla descrizione dei tagli, i consigli come scegliere una carne di qualità, come cuocerla con le giuste tecniche e ingredienti, lo chef Fabio Campoli interagirà con gli utenti che vorranno avere notizie e che lasceranno i loro post. Come lo stesso chef dichiara di fronte a questo nuovo progetto che lo coinvolge: “mi piace l’idea di condividere con le persone, amanti come me della buona cucina e dei prodotti di qualità, le informazioni giuste per trattare gli alimenti senza far perdere il gusto. Specialmente la carne, di cui non si parla così spesso e su cui ci sono tante cose da sapere”. Continua lo chef: “in questo blog parleremo di tanti tipi di carne, di selezioni che arrivano da tutto il mondo come la black angus americana, la speciale carne giapponese e quella neozelandese, oltre della migliore carne italiana. Inoltre fornirò consigli utili su come cuocere bene la carne in casa proprio come al ristorante e delle proprietà che la carne ha.

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È importante rispettare un certo tipo di dieta dove la carne sia presente, meglio se una carne di qualità”.

L’idea, dunque, nasce dall’esigenza di diffondere una cultura e un’educazione alimentare tra gli utenti e il web è il mezzo più diretto per arrivare a tutti. La cucina oggi ha monopolizzato i media, ma quello che intende fare questo spazio web è dare un’informazione ragionata, per far conoscere prodotti, qualità e tecniche giuste per una alimentazione sana. Alle notizie del blog si affiancano anche i video dello chef di Rai Uno, che farà vedere i procedimenti giusti per preparare un buon pranzo a base di carne: il barbeque, la fiorentina, la bistecca a casa, gli straccetti o le scaloppine, l’hamburger fatto in casa. Altra sezione dedicata agli utenti buongustai, sarà il Forum di Beef Revolution, dove ci sarà la possibilità porre domande tecniche, chiedere consigli sia direttamente allo chef che tra gli stessi utenti, ma soprattutto da un’idea di Fabio Campoli, di dare la possibilità agli iscritti di proporre le proprie ricette, che verranno commentate dallo chef. Un progetto dedicato, dunque, agli amanti della buona tavola e dei seguaci della qualità alimentare, ma anche ai curiosi e a chi vuole conoscere caratteristiche delle carne e il modo più giusto per cuocerla bene a casa, che dà la possibilità di creare un’area web interattiva e partecipata dove trovare tutti i segreti di un celebre chef come Fabio Campoli. www.beefrevolution.it/blog

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Photo Stefano Mileto g u s t o


IL NATALE DI MAIORANA

COMET

CONVENIENZA ANCHE NEGLI AUGURI!

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Il ristorante la Parolina si trova a Trevignano, un piccolo borgo di 150 abitanti, risalente al 1100, al confine tra Lazio, Umbria e Toscana. Dopo esperienze presso importanti ristoranti (Heinz Beck e Salvatore Tassa su tutti) la giovane Iside De Cesare, che guida con il marito Romano il ristorante, si è affermata come una delle chef più interessanti dell’intero panorama nazionale con ricette voluttuose che esprimono un’elegante sintesi tra tradizione e modernità. Iside, maestra in cucina, e Romano in sala sono un po’ lontano dai flussi dei viaggi consueti ma vi assicuriamo che questo piccolo ameno ristorante di campagna con la possibilità di cenare nella terrazza esterna durante le calde sere d’ estate vale il viaggio. Nel periodo autunnale si possono assaggiare i funghi dell’ Amiata, i tartufi delle crete senesi, la cacciagione dal capriolo alla lepre, dai piccioni fino alle rinomate razze vaccine che pascolano in queste terre. Il

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pesce sempre fresco, proveniente sia dal vicino Lago di Bolsena sia dal mar Tirreno, viene scrupolosamente e quotidianamente selezionato. Tutto fatto in casa dalla pasta tirata al mattarello, come la tradizione vuole, al pane servito in diversi assortimenti, ai grissini, ai dolci, ai gelati e in conclusione anche i cioccolatini e la piccola pasticceria. Oltre a dimostrare attenzione per le materie prime e la genuinità degli ingredienti, Iside si esprime in alcune proposte particolari, come il torrone di foie gras o l’uovo spumoso dal tuorlo croccante. Ottima la cantina, interessante per l’attenzione a etichette laziali di produttori consolidati e emergenti e vini della migliore vinificazione italiana e francese.

CENARE NELLA TERRAZZA ESTERNA DURANTE LE CALDE SERE D’ ESTATE VALE IL VIAGGIO.

RISTORANTE LA PAROLINA

Via Giovanni Pascoli, 3 01021 Trevinano Acquapendente (VT) Tel Fax : 0763 717130 Cell : 347 5308914 www.laparolina.it

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Via Tiburtina km 18,300 - Guidonia Montecelio (RM) Tel. 0774 353506 - info@ocres.it


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L’Agriturismo l’Olimpo inaugurato nel giugno 2005 ha riscosso da subito notevole successo, grazie alla freschezza dei prodotti, alla passione che la direzione e il personale mette nello svolgere il proprio lavoro e al giusto rapporto qualità prezzo. Le proposte dell’agriturismo Olimpo attingono a piene mani dalla tradizione e dai prodotti locali tipici . Gli chef rielaborando antiche ricette fanno rivivere gli antichi sapori dell’Abruzzo affinché non ne vada pesa la memoria. Una cucina volutamente semplice ma raffinata per esaltare i prodotti di prima qualità utilizzati. L’Olimpo è la location perfetta per i matrimoni vista l’ampiezza e l’eleganza degli spazi, sia interni che esterni. Un ambiente raffinato che nella sua semplicità ed accoglienza può comodamente ospitare tavolate di ogni dimensione. L’Olimpo si adatta ad ogni circostanza, numerose sono le richieste per commemorare compleanni o feste di laurea, pranzi d’affari, meeting e feste in genere.

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GLI ANTICHI SAPORI DELL’ABRUZZO

Via Mausonia Bazzano (AQ) Tel. 340 376 7836 - 348 042 8537 www.agriturismoolimpo.com

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“Gioverà questo libro in special modo alla cura dell’isteria, alle sindromi minori da fissazione orale, all’alopecia e al prurito da polvere grattagratta.”
SIGMUND FREUD

macondo A CURA DI

Redazione èArea

70 RICETTE

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Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno Roberta Deiana edizioni Bietti euro 16

Un ricettario originale e spiritoso, in cui 70 ricette riscritte nei modi più imprevedibili danno vita ad un insolito libro di cucina, creativo e divertente. Dalla ricetta in stile romanzo erotico a quella in terzine dantesche, dalla ricetta stile noir anni ‘50 a quella scritta come una canzone di Paolo Conte, è tutto un susseguirsi di trovate ed invenzioni, affettuosamente irriverenti. Roberta Deiana - appassionata food stylist, cuoca e blogger non ha resistito alla tentazione di raccontare queste ricette riprendendo qualcosa dell’esistere. Leggendo il Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno ci si diverte, incontrando la ricetta dello zabaione in forma di sms, i fiori di zucca mischiati al palinsesto televisivo e, giusto per stare in tema, “E.R. - Emergenza Ripieno”.
Ci sono le canzoni di Paolo Conte, di Francesco Guccini e di Laura Pausini, i ritmi rap dell’Insalata di Natale, il curriculum vitae “Margherita Pizza”, il telegramma “Lessato borlotti”, la telepromozione “Mangia anche tu le lasagne A modo mio” e il decreto legislativo. Bellissimo l’Haiku del pane dorato, ma anche l’insa_riso 1.0. La premessa è in forma di lista da dieci comandamenti, e raccomanda le cose da sperimentare in cucina almeno una volta nella vita, quelle che non dovrebbero mancare mai nel frigo e quelle che non mancano mai, gli utensili che si trovano e quelli che non si trovano, i piaceri feticisti, qualcosa della tradizione, come i dieci proverbi sul cibo e le cose che si dicono dei cuochi.

“Delizioso. Con una copertina così chic, si intonerà perfettamente con il guardaroba di ogni donna veramente elegante.”
COCO CHANEL

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RISCRITTE NEI MODI PIÙ IMPREVEDIBILI DANNO VITA AD UN INSOLITO LIBRO DI CUCINA,

La pazzia di Dio Luigi De Pascalis La Lepre Edizioni euro 22

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In un solare paesino della Maiella, nel 1895, nasce il bambino, Andrea, che assisterà, da rampollo della fiera e nobile famiglia Sarra, allo sgretolarsi del mondo contadino e alla fine politica e poetica dell’Ancien Régime. Tra gli indimenticabili personaggi di questo libro ci sono un lupo mannaro che si aggira nelle notti di luna piena, il fantasma di un antenato vissuto nel Seicento elettosi custode della casa e delle sue memorie e mastr’ Alfredo, il ciabattino stregato dalla musica. E c’ è Abebath, la “regina di Saba”, misteriosa bellezza di Zanzibar di cui fino alla

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morte papà Filippo custodirà gelosamente le fotografie tra i libri della biblioteca. C’è il perduto erotismo degli accoppiamenti fin de siècle, qui rurali e imperativi, che istillano nostalgia; c’è l’umbratile palazzo del borgo dove transitano i vivi e i morti; c’è il collegio dei preti “scarrafoni” nella Napoli del Grand Tour; l’avvento della prima Guerra Mondiale. Prima l’ euforia interventista, poi il sanguinoso richiamo all’essenzialità dei fatti. Andrea tornerà a casa profondamente cambiato e tutto gli apparirà irreale, come se il mondo conosciuto da ragazzo agonizzasse. Poi, il rapido e penoso tramonto di un mondo di cui l’epidemia di spagnola e l’avvento del fascismo celebrano il funerale. Il romanzo spicca per la semplicità – non accademica – dei temi e della lingua; suscita la speranza di avere in mano un precedente letterario, il prodotto di una nascente narrativa abruzzese: fiera e naturale, a tratti persino  sbrigativa, fanciullesca ma severa come sono gli abruzzesi. Scritto in una lingua venata di dialetto che contribuisce a rendere vivi e naturali dialoghi e personaggi, il romanzo fa parte di una trilogia dedicata alla famiglia Sarra, uno straordinario affresco di un mondo destinato a sparire che ricorda Cent’ anni di solitudine di Garcìa Marquez.

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M musica A CURA DI

Donatella Lavizzari

ALBERTO FORTIS: CELEBRATING LIFE THROUGH MUSIC! è A R E A

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Photo Raimondo Luciani m u s i c a


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ALberto Fortis è un artista sensibile che nella sua densa carriera artistica si è misurato con le molteplici forme della “poesia” ed ha prodotto capolavori indimenticabili quali Duomo di Notte, La Sedia di Lillà, Settembre… Autore di tre libri di poesie, Tributo giapponese, Dentro il giardino, A meno che… e di Berty, libro-fumetto, realizzato in collaborazione con il pittore Pino Pece e il disegnatore Tiziano Riverso, con la sua biografia “AL. Che fine ha fatto Yude?” Fortis ci racconta il suo cammino non solo dal punto di vista artistico, facendoci conoscere l’uomo impegnato nel sociale, ambasciatore Unicef, innamorato di cause umanitarie e sempre dedito alla ricerca spirituale. Il suo è un universo fatto d’amore, emozioni, angeli, arcobaleni e “Fragole Infinite”. E proprio con questa sua song, di chiara citazione “beatlesiana”, ALberto ci ha incantato, suonando e cantando canzoni dei Fab Four in un mood particolare, coinvolgente, in occasione della presentazione del libro “Beatles a fumetti” di Enzo Gentile e Fabio Schiavo a Milano. Fortis, con un lungo ed appassionato intervento, racconta l’amore per i 4 ragazzi di Liverpool. “I Beatles rimangono i Mozart della nostra epoca anche se questa affermazione potrebbe fare scandalo tra i puristi della musica classica. La genialità, in qualche modo l’anticipazione che i Beatles con la loro musica hanno realizzato, a livello epocale e generazionale, è sorprendente. C’è stata un’alchimia che ha fatto sì che questi 4 ragazzi di Liverpool anticipassero ciò che la musica negli anni successivi avrebbe continuato ad attingere dalla sorgente dei Beatles.

della collettività, un senso della musica come unione anche tra diverse fasce sociali, tra diversi paesi. Il mondo è cambiato, la musica è cambiata con internet ma credo che ci sia una gran voglia di “rinascimento” perché ci sono dei segni da un paio di anni che stanno tendendo a questa direzione. I Beatles rimarranno sempre una luce in fondo al tunnel, luce che, secondo me, molto presto risplenderà sempre più anche in tutti gli altri artisti, nel loro modo di fare musica. Quando ho scritto Fragole infinite mi sono sentito attirato, come tanti, nel vortice della musica beatlesiana ma non era tanto un atteggiamento da fan ma quello di una persona che, facendo questo lavoro, ha il respiro di musica e di arte, sente e metabolizza la materia da noi trattata con dei codici che qualcuno è riuscito ad esprimere con altezze somme, come hanno fatto i Beatles, ma che, in qualche modo, legano tra loro modi di pensare e modi di agire. Non sto parlando solo di musica ma della vita in generale, del piccolo grande credo di ognuno di noi. E’ importante ascoltare questo richiamo. Dobbiamo ricordarci che anche nei periodi più difficili e più bui l’arte aiuta. Dobbiamo ricordarci che l’arte, quella autentica, e la nostra vita non nascono mai come merce da buttare sul mercato ma sono un fiore che cresce sul ciglio della strada senza chiedere niente a nessuno, ma sempre pronto a farsi cogliere da chi davvero lo sa riconoscere. Dobbiamo ricordarci di straordinarie persone, legate tra loro da un’unica catena e cito per primo Gesù, Mahatma Gandhi, Martin Luther King jr., i fratelli Kennedy, i primi ministri Istzak Rabim e Benazir Bhutto, i giudici Falcone e Borsellino, Pier Paolo Pasolini e John Lennon da ultimo, che sono persone, bandiere di pace che, in qualche modo, hanno condiviso una fine cruenta voluta da un vertice che non ha capito che questo mondo potrebbe essere migliore e che così tutti potremmo celebrare il vero senso della vita. Siamo qui per questo, per celebrare la nostra esistenza.”

Ho avuto occasione di registrare ‘Fragole infinite’ proprio nei loro studi a Londra, in Abbey Road. Ho provato la gioia di usare lo stesso microfono che Lennon usò per registrare ‘Strawberry fields forever’ e di ascoltarne delle versioni mai pubblicate, grazie alla partecipazione al mio album di www.albertofortispeople.com George Martin, il loro produttore. Sentendo l’uso delle chitarre e delle sonorità in queste versioni inedite, sembrava di ascoltare la musica di quel gruppo che avrebbe dato vita 30 anni dopo al fenomeno del grunge: i Nirvana. I Beatles probabilmente hanno fatto una cosa irraggiungibile ad oggi perché l’epoca è cambiata, perché allora c’era un senso

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teatro sistina IN COLLABORAZIONE CON

Ufficio Stampa Sistina

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Nancy Brilli torna a Teatro portando in scena 7 donne, 7 madri, sette storie diverse come i sette peccati capitali. Uno sguardo divertito e divertente sulla vita moderna, sui suoi vizi, sulle sue paure e sulle sue nevrosi.

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Un confronto di esperienze. Un viaggio attraverso luoghi, situazioni, atmosfere e humus sociali diversi e lontani. Un’impegnativa prova d’attrice per Nancy Brilli che avrà come unico supporto una band musicale. Uno spettacolo per far ridere e far riflettere gli spettatori. Un grande ritorno per Nacy Brilli in un spettacolo scritto a più mani sul filo conduttore della parola mamma.

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Dal 15 Febbraio 2011 AL TEATRO SISTINA

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teatro quirino IN COLLABORAZIONE CON

Ufficio Stampa Quirino

CANTO PERCHÈ NON SO NUOTARE … da 40 anni

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Dopo quattro stagioni, più di 500 repliche e ben oltre un milione di spettatori, lo show di Massimo Ranieri sta continuando il suo tour in tutta Italia e in prestigiosi teatri europei come l’Olympia di Parigi e il Palais di Montecarlo. Un successo senza precedenti, tale da dover rinnovare il titolo: Canto perché non so nuotare …da 500 repliche. Nato in occasione dei 40 anni di attività, lo show è andato ben oltre quella ricorrenza, in scena Ranieri canta balla e recita, interpretando i suoi successi più popolari, accanto a brani dei

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più grandi cantautori italiani. Nella nuova veste, lo spettacolo ideato e scritto da Gualtiero Peirce e Massimo Ranieri, si arricchisce di novità: Ranieri interpreta una canzone inedita, che si aggiunge al suo repertorio più amato; all’orchestra e al balletto di sole donne si uniscono tre formidabili, giovani voci femminili; e non mancherà qualche spettacolare sorpresa nel racconto delle tappe più emozionanti della sua vita, che costituisce il filo conduttore dello show. I costumi sono di Giovanni Ciacci. Le coreografie di Franco Miseria. Il light designer è Maurizio Fabretti. La regia è di Massimo Ranieri

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Dal 21 Dicembre 2010 AL TEATRO QUIRINO

Ufficio stampa Teatro Quirino Paola Rotunno responsabile  339.3429716 Francesca Melucci Tel 06/6790616 Fax 06/6791346 paolasilvia.rotunno@fastwebnet.it stampa@teatroquirino.it

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teatro olimpico IN COLLABORAZIONE CON

Ufficio Media Relation

L’astice al veleno è A R E A

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Dal 14 Dicembre 2010 Al Teatro Olimpico

Con Vincenzo Salemme , Benedetta Valanzano , Antonella Morea , Nicola Acunzo , Domenico Aria , Antonio Guerriero , Giovanni Ribaud Scene Alessandro Chiti Costumi Giusi Giustino Musiche Originali Antonio Boccia Produzione Valeria Esposito Organizzazione Gianpiero Mirra

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L’astice al veleno è una commedia che ho scritto nell’autunno appena trascorso. E’ basata su un meccanismo comico farsesco ma ha un linguaggio tipico della commedia brillante e romantica. Protagonisti sono Barbara e Gustavo. Lei è un’attricetta, amante, addolorata e delusa, del regista dello spettacolo che sta provando, il quale regista è a sua volta è un inseparabile ammogliato. Gustavo invece è un pony express che porta in giro pacchi dono per il natale imminente. La vicenda infatti nasce e finisce nella giornata del 23 dicembre. Si svolge nel teatro dove Barbara debutterà tra pochi giorni ma in scena coi protagonisti ci saranno 4 figure molto particolari: sono le statue

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raffigurate nella scenografia, una lavandaia del cinquecento, uno scugnizzo di Gemito, un poeta rivoluzionario tratto dal Regno delle Due Sicilie, un “munaciello”, figura mitologica dell’iconografia popolare napoletana, che si esprime come un primitivo. Barbara è una bellissima donna ma molto suscettibile e sognatrice e proprio per questa sua fragilità psicologica, parla con figure inanimate che però nella sua fantasia prendono vita. Solo lei (e il pubblico in sala) le vede “vivere”. Sono come gli amici immaginari dei bambini. E invece quando in teatro arriva Gustavo col costume di Babbo Natale per consegnarle il dono di una ditta teatrale, anche per lui le statue si muovono. E’ il segno che tra i due c’è molto in comune. Barbara però per mettere fine alla sua relazione con il regista adultero ha un piano diabolico: invitarlo a una cenetta a lume di candela lì in teatro e

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avvelenarlo con un vino al cianuro di potassio e poi togliersi la vita allo stesso modo. Quindi l’arrivo di Gustavo complica le cose perché le statue gli impediscono di uscire dal teatro in modo che la sua presenza renda impossibile il piano omicida di Barbara. Il tutto condito dalle incursioni di un astice vivo da cucinare ma che nessuno ha il coraggio di ammazzare. Infine il ritmo delle battute sarà ammorbidito da una decina di pezzi inediti cantati dai nostri personaggi. L’idea di introdurre questi passaggi musicali in un meccanismo narrativo di genere assolutamente comico rappresenta uno degli elementi di maggiore novità nella mia proposta per la prossima stagione. Sarà uno spettacolo molto natalizio, adatto a portare nei teatri una ventata di festosa allegria. Vincenzo Salemme www.vincenzosalemme.it

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èArea MAGAZINE - dicembre