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Rotocalco di informazione telematica Lunedì 1 Luglio 2019

L’INCHIESTA NON BASTA A Mazzocchio si muore ancora di puzza

Comitati cittadini riuniti sul piede di guerra: “si chiuda immediatamente lo stabilimento e si capisca a macchine ferme cosa c’è che non va”. Mercoledì scorso in molti sono stati costretti ad abbandonare abitazioni e luoghi di lavoro in cerca di un po’ di ossigeno. PARLA DI FRANCIA

Bando complesso ha fatto saltare eventi Ma mai fatti favoritismi L’assessore alla cultura spiega i motivi che hanno portato a dei ritardi nella predisposizione del cartellone estivo ma ribadisce: “Con me dialogano tutti e il mio assessorato è vicino allo stesso modo a qualsiasi progetto culturale”

LA QUERELLE ADUNATA ALPINI Il comitato scagiona il Comune

Il presidente del circolo cittadino: “Mai in conflitto con l’amministrazione comunale o con gli uffici tecnici”.

PRIVERNO Live e grandi ospiti per il rock festival Spazio per cover di Rino Gaetano, Pink Floyd e Nirvana. C’è attesa per l’esibizione del batterista internazionale Will Hunt che ha suonato anche con Vasco Rossi


Mercoledì cittadini costretti ad abbandonare case e posti di lavoro

I SIGILLI ALLA SEP NON FERMANO LE PUZZE. SITUAZIONE AL LIMITE La richiesta: “Si fermi l’attività per capire cosa non va nell’impianto”

Quanto accaduto pochi giorni fa aveva fatto tirare un sospiro di sollievo ai residenti di Mazzocchio (Pontinia) e a tutti quelli dei comuni limitrofi che da anni lottano contro il mostro della Sep. Il nuovo sequestro delle quote societarie da parte della Dda di Roma e l’indagine che accusa gli ormai ex vertici dell’azienda e non solo di traffico illecito di rifiuti sembrava rappresentare la fine di un incubo per migliaia di persone. Le cose purtroppo non stanno così: la Sep infatti continua a essere operativa. A ranghi ridotti, sot-

to una nuova guida (scelta proprio dai magistrati che hanno curato le indagini) sicuramente ora mettendo in moto quei meccanismi atti a produrre compost e non rifiuto che secondo le indagini sarebbe stato comunque spanso sui terreni della zona e non solo. Il problema, tuttavia, pare non essere il processo ma l’impianto stesso. Nella giornata di mercoledì diversi residenti della frazione di Mazzocchio hanno dovuto abbandonare i luoghi di lavoro e anche le proprie case perché l’aria si è fatta irre-


spirabile. “Abbiamo mandato una Pec ai sindaci e anche agli investigatori ma davvero siamo ormai quasi senza speranza- scrivono all’unisono gli iscritti dei comitati Mazzocchio, il Fontanile, Il Boschetto Gricilli Macallè e Pontinia Salute e Ambiente -. Le puzze sono state avvertite nella frazione di Cotarda, sulla Migliara 53, a Capocroce addirittura a Sonnino scalo, Priverno e Roccasecca dei Volsci. Speravamo che la fine delle indagini rappresentasse un punto di svolta ma così non è stato . Purtroppo non basta cambiare il gestore perché un impianto evidentemente vetusto e sottodimensionato lavori a regola d’arte. E basterebbe che la nuova amministrazione fosse presente in zona giornalmente per capire che non ci stiamo inventando nulla. Pensavamo e speravamo che la

mala gestio dell’impianto fosse la causa dei nostri malesseri. Dobbiamo purtroppo constatare che è l’impianto stesso che non funziona” La richiesta dei comitati è perentoria: “non esiste altra via se non quella di chiudere i battenti. La Sep deve chiudere e fermare le lavorazioni. A macchine spente si capirà cosa non funziona ma questo inferno deve finire. Siamo sfiniti, è vero, ma anche più arrabbiati rispetto ad alcune settimane fa. Siamo cittadini come tutti gli altri e non possiamo essere trattati come dei numeri o come dei residenti di serie B. I riflettori si sono spenti su Mazzocchio dopo la grande operazione che pare aver smascherato un traffico illecito di rifiuti. E’ bene che l’attenzione non cali perché davvero, in queste zone, non è purtroppo cambiato nulla”


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L’assessore alla cultura Di Francia ammette i disguidi ma si dice fiducioso

EVENTI SALTATI? COLPA DELLA NOVITÀ

Sulle facilitazioni per Lievito: “non credevo fosse espressione di Lbc, io valuto le proposte”

Non c’è stata alcuna facilitazione nei confronti di Rinascita Civile e della sua Lievito. I problemi per gli altri (Pro Loco e scuole di danza su tutti) sarebbero il frutto da una parte di problemi non prevedibili (i lavori al teatro) e dall’altra della novità di un bando per la stagione estiva lungo e complesso che ha richiesto una fase di rodaggio da parte degli uffici. Questo il sunto della lunga intervista rilasciata a Diario Pontino dall’assessore alla cultura del Comune di Latina Silvio Di Francia che ha risposto alle critiche mosse nell’articolo di apertura del numero del 24 giugno scorso del settimanale sfogliabile di Latina e provincia. “Io non mi occupo di vita di partiti, sono un assessore, vengo da Roma e

non mi interessano le vicende partitiche, di certo non ho mai ricevuto alcuna forma di pressione o di suggerimento nello svolgere il mio lavoro” Per Lievito, insomma, non ci sarebbe stata alcuna facilitazione: “Ho guardato semplicemente al contenuto e all’interesse pubblico che potesse suscitare – prosegue Di Francia -. Questo inverno ho ospitato all’interno della programmazione invernale un dibattito portato avanti dall’associazione Mi Chiamo Littoria con la quale non tutti erano d’accordo ma ho ritenuto che la proposta si basasse su un impianto culturale ed è stata accettata”. Più vaghe le considerazioni sulle facilitazioni strumentali che hanno riguardato Lievito rispetto


ad altre associazioni con la propaggine culturale di Lbc che ha ricevuto numerosi spazi comunali a titolo gratuito per svolgere le sue attività. “Non abbiamo concesso alcun finanziamento a quella manifestazione. Io penso che il Comune debba offrire, a chiunque lo chieda, la possibilità di esprimersi. Non potendo dare risorse mi è sembrato doveroso concedere spazi. Pensi che il Foyer è stato concesso per manifestazioni di Fratelli d’Italia, del partito di Emma Bonino, dei Cinque Stelle e dell’Ugl. Anche Rinascita Civile non ha ricevuto lo spazio a titolo gratuito ma con una riduzione del prezzo”. In realtà, come sottolineato nell’articolo del 24 giugno scorso e messo nero su bianco sulla delibera comunale 113/2019 firmata dallo stesso assessore di Francia a Rinascita Civile sono stati concessi diversi spazi a titolo gratuito come la Sala multimediale del Museo Cambellotti ma è lo stesso assessore a sottolineare come non può ricordarsi a menadito una delibera e come medesime agevolazioni (che cercheremo) siano già state concesse ad altri. Per quanto riguarda i problemi burocratici che

hanno ritardato altri eventi (come quelli allo stadio di Latina e quelli programmati dalla Pro Loco) la causa, per l’assessore Di Francia, sarebbe da ricercare nella novità. “Ho letto dell’incidente di percorso che ha riguardato la Pro Loco – sottolinea l’assessore – c’è stato un problema di comunicazione dovuto a un bando molto lungo e complesso con cui gli uffici si devono allineare ma mi pare che già sia stato tutto risolto”. Nella realtà la pro loco sembra che gli eventi non li realizzi proprio più, evenienza che da un certo punto di vista potrebbe comunque rappresentare una soluzione al caso. L’ultimo passaggio l’assessore di Francia lo fa anche sulle scuole di danza, rimaste quest’anno orfane del teatro comunale. “A me angosciava che le scuole di Latina non fossero in grado di fare i saggi e per questo abbiamo trovato delle alternative come il Palabianchini o come l’arena Cambellotti dove il 2 e 3 luglio si svolgerà il saggio di una scuola di danza. Certo non è il teatro ma non essendoci quello ci siamo messi a disposizione per organizzare in sinergia anche questi eventi”.


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Gli organizzatori dell’evento spiegano tutti i motivi dello slittamento della manifestazione

GLI ALPINI TORNERANNO

a Latina, parola di comitato Il presidente del circolo cittadino: “Il ritardo è un bene, avremo più fondi”

Tra i tanti eventi saltati in città in questa stagione estiva quello che ha fatto più parlare di sé è stato quello che il 29 e 30 giugno avrebbe dovuto far rivivere, in parte, quanto accaduto nel 2009, quando Latina venne festosamente invasa da decine di migliaia di Alpini. Un evento che si terrà in autunno, ad ottobre, in due giornate ancora da fissare. il Comitato per le celebrazioni del decennale dell’Adunata Nazionale degli Alpini a Latina, costituito per l’occasione, ha motivato lo slittamento della manifestazione con la volontà di rendere ancor più partecipata la rievocazione che è stata promossa dal circolo cittadino. Diario Pontino ha incontrato il presidente del circolo Alfredo De Santis e il presidente del comitato il gen. Domenico Rossi. “E’ vero abbiamo riscontrato dei ritardi che ci han-

no spinto a spostare questa sentita manifestazione – ci ha spiegato De Santis – i ritardi però non sono da imputare al Comune con cui non siamo in polemica. Anzi ci tengo a sottolineare come per superare le tante richieste burocratiche, nel comitato sia stato inserito un rappresentante degli uffici comunali che ci ha guidato in questi lunghi mesi di preparazione”. A fargli eco il generale Rossi. “Organizzare un evento del genere, molto sentito, non è facile. Porteremo a Latina sei bande e sei cori provenienti dalle più svariate parti d’Italia, addirittura abbiamo avuto l’ok per far arrivare in città il labaro dell’associazione nazionale Alpini che ovviamente è richiesto da più parti della penisola. A questo aggiungiamo il concorso legato alle scuole e i tanti incontri previsti all’interno degli istituti. Insomma per rendere tutto perfetto abbiamo preferito rimandare a dopo l’estate”. Una notizia negativa per gli appassionati ma positiva per il comitato che promette una festa più ricca. “Rendendo noto e dettagliando il programma – ha spiegato il presidente del circolo cittadino – abbiamo incontrato il favore, oltre che del Comune, anche della Provincia e della Regione. Ebbene oltre ai patrocini morali potrebbero arrivare anche dei fondi che ci aiuteranno a rendere questa manifestazione davvero degna della grande adunata del 2009. Per perfezionare il tutto ci serve però tempo ed è per questo che abbiamo pensato al mese di ottobre, dove sicuramente anche l’aria sarà più fresca e quindi anche per i cittadini scendere in piazza ed abbracciare gli Alpini sarà più semplice e divertente”


PRIVERNO ROCK FESTIVAL Tre giorni di grande musica In piazza Vittorio Emanuele spazio a Rino Gaetano, Nirvana e Pink Floyd C’è attesa per l’esibizione del batterista Will Hunt, che ha suonato anche con Vasco Rossi In un luogo capace di raccontare il profumo del tempo, un matrimonio pagano sta per celebrarsi. E’ l’anima della musica rock nel cuore medievale della Città di Priverno. Tre intense serate di musica sul palco della storia del Rock stanno per incontrare il fervore dei fan nell’ammaliante Piazza Vittorio Emanuele. Mercoledì 3 luglio, a mano a mano con l’amica Rino Gerad Band, per cantare e danzare sulle parole del genio Rino Gaetano Giovedì 4 luglio, in esclusiva Lazio, come Unica piazza Lazio, Will Hunt, il batterista più eclettico e più importante degli ultimi venti anni della storia del rock e metal. Fondatore degli Evanescence e dei Black Label Society, portò il suo tocco rock nel tour di Vasco Rossi rivoluzionando completamente il ritmo dei pezzi storici del cantante emiliano. Will Hunt e la sua formazione presentano un eccezionale tributo, band numero uno, riconosciuta negli Usa: i Nirvanna; un nome facilmente riconducibile, indimenticabile per omaggiare i Nirvana ed il maestro Kurt Cobain che venticinque anni fa lasciò un vuoto incolmabile nel genere Grunge. Ultima serata, venerdì 5 luglio, muri di gomma della diversità saranno abbattuti dalla musica psichedelica dei Pink Floyd. The Dark Zone in squadra con il coro Mavra, diretto dal Maestro Gallo, e l’esclusiva partecipazione del Pianista Simoni, presentano ed omaggiano la band che scrisse la storia della musica. Nel corso delle tre giornate, Priverno accoglierà il Rock a carattere internazionale dedicando aree Street Food, mercatini artigianali ed aree giochi con gonfiabili ed intrattenimenti per i più piccoli tra le antiche porte della città.


L’appello dell’Upi Lazio che invia un documento al Governo

LE PROVINCE: ISTITUZIONI SVUOTATE CHE SERVONO A POCO Vincenzo Carnevale: Si faccia chiarezza su compiti e funzioni degli enti

L’Unione Province d’Italia – UPI Lazio – si rivolge al Governo e al Parlamento attraverso un documento nel quale si sottolinea la necessità di avere chiarezza sui compiti e le funzioni degli Enti Provincia. Non si è mai affievolito il dibattito nazionale sul ruolo ben preciso che gli enti provincia dovrebbero avere dopo la riforma. Sul territorio pontino la discussione ha assunto toni coscienziosi e soprattutto responsabili da parte di chi, come il vice presidente della provincia Vincenzo Carnevale, chiede a gran voce al governo di definire gli strumenti necessari per garantire una gestione non solo istituzionale, ma dinamica ed attiva al fine di agevolare le richieste e le necessità dei cittadini. Carnevale si fa portavoce anche dell’UPI, l’Unione Provincie D’Italia, di cui è vice presidente regionale, e che in queste settimane ha redatto un ordine del giorno, da sottoporre alla sottoscrizione dei sindaci delle città che compongono la provincia di Latina, da inviare all’attenzione del governo e del parlamento, nel quale si fanno una serie di richieste. Al governo i sindaci chiederanno: “di considerare le Province quali istituzioni costitutive della Repubblica, con un ruolo e attribuzioni peculiari nel sistema Paese; di proseguire senza indugi e con determinazione nel percorso di revisione della Legge 56/14 sia rispetto alle funzioni fondamentali che rispetto alla governance, poiché presentano limiti che hanno causato instabilità e incertezze a danno esclusivo delle comunità e dei territori; di porre fine alla situazione di incertezza finanziaria di questi enti - ormai unanimemente acclarata - con misure strutturali e programmatiche e al di fuori di interventi tampone fin qui adottati,restituendo alle Province piena agibilità e autonomia, così da potere permettere l’erogazione dei servizi essenziali loro affidati dalla Costituzione e dalle leggi; di considerare le Province quali enti strategici per il rilancio dello sviluppo del territorio, sia permettendo la messa in campo di investimenti nelle opere pubbliche e nel patrimonio in gestione,

sia come strutture a sostegno degli enti locali del territorio”. Il documento parte da un input importante dato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che alla XXXIV Assemblea Generale dell’UPI, ha sottolineato: “Permane l’esigenza di presidiare adeguatamente funzioni di delicata e impegnativa rilevanza per la vita dei territori, dall’edilizia scolastica alla viabilità, che impattano direttamente su diritti primari delle persone, quali istruzione, mobilità, sicurezza”. Al parlamento inoltre i sindaci chiedono: “Di avviare immediatamente un dibattito costruttivo sul futuro delle Province, rifiutando qualunque implicazione di tipo propagandistico, nel pieno rispetto delle istituzioni; di assicurare nella prossima Legge di Bilancio interventi tali da garantire ai territori e alle comunità risorse per i servizi essenziali assegnati alle Province, nel rispetto dei diritti dei cittadini che noi Sindaci rappresentiamo”. Lo stesso Vice Presidente, Carnevale, sottolinea: “L’importanza che, nell’azione quotidiana al servizio delle città che i sindaci amministrano, rivestono le Province; istituzioni chiave per la coesione e il governo dei territori e attraverso cui sono garantiti servizi essenziali ai cittadini, quali la sicurezza nelle scuole superiori, la gestione ed efficienza delle strade provinciali, gli interventi per contrastare il dissesto idrogeologico. Servizi che sono diritti inalienabili che non possono essere assicurati a livello comunale ma che necessitano di un ente intermedio per l’erogazione ottimale”.


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Diario Pontino settimanale 1 luglio  

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