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Lo scorso 2 maggio a Cagliari, nella sede dell’Assostampa, si è tenuta la prima riunione di GiULiA Sardegna, associazione che si aggiunge alla rete nazionale GiULiA - Giornaliste indipendenti, unite, libere e autonome - nella lotta per un giornalismo equo e paritario e nella difesa dell’immagine della donna nei media, contro le discriminazioni e gli stereotipi. GiULiA, nata a livello nazionale nel 2011, e ora anche ente formatore, è «l’unica associazione di categoria che si occupa di tematiche delle e sulle donne», come ci racconta Susi Ronchi, già giornalista di politica di Rai Sardegna, presidente di GiULiA Sardegna. È stata lei insieme a Roberta Celot, responsabile di Ansa Sardegna e vicepresidente dell’associazione; e ad Alessandra Addari, direttrice dell’emittente televisiva TCS – Tele Costa Smeralda, a fondare l’associazione isolana, accolta con grande entusiasmo dalle colleghe giornaliste: «Ciò dimostra – spiega Ronchi - il grande desiderio di avere degli spazi entro i quali confrontarsi, dibattere, far emergere le problematiche comuni, parlare di sé stesse». L’incredibile accoglienza ricevuta si è tramutata in decine di richieste di adesione e in 21 iscritte che hanno già aderito all’associazione. Ma com’è nata GiULiA Sardegna? «Tutto è partito lo scorso anno, quando abbiamo presentato il film “Desdemona e le altre”, prodotto dall’Ordine dei Giornalisti e da GiULiA, nel carcere di UTA e nella Biblioteca Universitaria di Cagliari, al quale è seguito un grande dibattito con l’Assostampa, l’Ordine e l’Università sulla parità di genere e sul femminicidio. Lì ci siamo accorti che c’era molto da fare e una

Illustrazione Marcella Brancaforte

di Manuela Stacca

NASCE GIULIA SARDEGNA Giornaliste sarde unite a difesa dell'immagine della donna grande volontà di fare», racconta la giornalista. Secondo i risultati del Global Media Monitoring Project 2015, raramente le donne vengono interpellate dai media in qualità di esperte. In Italia, le fonti femminili sono solo il 18%, a causa di stereotipi ancora presenti da battere: «Questo è quello che vuole fare GiULiA», spiega Ronchi, «tutelare l’immagine della donna nella narrazione dei media». Tra gli obiettivi dell’associazione femminile, la volontà di monitorare «la condizione delle donne giornaliste, dentro e fuori le redazioni», coinvolgendo tutte le strutture giornalistiche della Sardegna, con

una grande attenzione anche per le cosiddette fasce deboli, come gli omosessuali, i disabili, i non abbienti. A ciò si aggiunge la voglia «di non rimanere tagliati fuori da un circuito nazionale. Noi siamo in misura ridotta rispetto alle altre realtà regionali, e dobbiamo quindi cercare di trovare maggiori tutele», continua Ronchi, per «migliorare la qualità dell’informazione». Questo percorso però non va compiuto in solitudine. Fondamentale sarà il supporto della Regione Sardegna, dell’Ordine, dell’Assostampa, del Corecom e dell’Università di Cagliari (con il Corso di Scienze della

Comunicazione e di Filosofia del Linguaggio), con i quali è già iniziata una collaborazione. Ma quali sono i progetti in programma? C’è il Festival della Scienza di Cagliari, che ha riservato a GiULiA uno spazio nel quale parlare di donne e media; la creazione di corsi di formazione e la messa in scena di uno spettacolo teatrale sul linguaggio di genere, ironico, dissacrante, con attori e professionisti locali. Quello della lingua, infatti, è un punto focale del programma di GiULiA: «Con il linguaggio si può compiere una rivoluzione epocale. È un’arma potentissima», spiega la giornalista, nonché ex docente di lettere. «Se la realtà cambia, il linguaggio deve fotografare quei cambiamenti. L’Accademia della Crusca ha approvato l’uso di sostantivi declinati al femminile proprio per questo». Alla fine, è solo una questione di abitudine, sostiene Ronchi, che incalza sull’importanza della scuola e dell’educazione al linguaggio di genere già nelle scuole primarie. Perché solo attraverso «un riconoscimento delle competenze delle donne possono essere abbattuti gli stereotipi», e ciò avviene anche attraverso il linguaggio. Intanto, la neonata GiULiA Sardegna ha già ottenuto un importante riconoscimento: a seguito delle elezioni nazionali dell’associazione, tenutesi il 9 giugno, è stata annunciata la vittoria di due sarde, Alessandra Addari e Carmina Conte: la prima eletta come rappresentante nel Consiglio Direttivo e la seconda, all’unanimità, come presidente del Gran Giurì di Garanzia. “Un risultato straordinario”, afferma Susi Ronchi, entrata anche lei di diritto del Direttivo nazionale.

S&H Magazine n. 250 • Luglio 2017  

Edizione Sassari

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