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marcodelvaglio

Il maestro Sergio Orabona apre il 7 agosto la I Edizione dei “Vespri d’organo in costiera” Mercoledì 21 settembre, ore 20.30  Classe di Organo del Conservatorio di Matera Per ulteriori informazioni Associazione Organistica Giovanni Maria Trabaci  Via Duca di San Donato, 28 – Napoli Tel.: 081.5634518 Cell.: 339.5389103 e.mail: associazionetrabaci@alice.it  sito web: www.associazionetrabaci.it

Programma Domenica 7 agosto 2011, alle ore 20.30, nella Chiesa Madonna della Lobra di Massa Lubrense (NA), Sergio Orabona terrà il concerto inaugurale della I edizione della rassegna “Vespri d’organo in Costiera”, organizzata dall’Associazione Trabaci, il cui direttore artistico è il maestro Mauro Castaldo. Coordinatrice e referente M° Olga Laudonia.

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In programma musiche di Domenico Scarlatti, Petrali, Morandi, Capocci, Bossi, Dubois

Domenico Scarlatti (1685 – 1757) Sonata K 287 Sonata K 288 Sonata K 328 Vincenzo Petrali (1830 – 1889): Versetto per il Gloria Giovanni Morandi (1777 – 1856): Rondó con imitazione de’ Campanelli Filippo Capocci (1840 – 1911): Andantino Pastorale

L’ingresso è libero

Marco Enrico Bossi (1861 – 1925): Ave Maria

Prossimi concerti

Théodore Dubois (1837 – 1924): Toccata

Giovedì 11 Agosto, ore 20.30  Olga Laudonia (organo) Colomba Staiano (soprano) Domenica 18 settembre, ore 20.30  Elisa Teglia (organo)

Sergio Orabona  Sergio Orabona, nato nel 1978 a Napoli, figlio d’arte, intraprende gli studi musicali in giovanissima età. Nel 1998 consegue il diploma di “Organo e Composizione Organistica” con il massimo dei voti e la

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Il maestro Sergio Orabona apre il 7 agosto la I Edizione dei “Vespri d’organo in costiera” lode sotto la guida del M° Vincenzo De Gregorio, e si perfeziona successivamente con Arturo Sacchetti, Daniel Roth, Harald Vogel, Ennio Cominetti, e all’Istituto Pontifico di Musica Sacra di Roma con Giancarlo Parodi. Ha inoltre conseguito i diplomi di “Pianoforte” e “Musica Corale e Direzione di Coro”. Nel 1994 incide un compact disc edito dalla casa discografica “Terzo Millennio” e dedicato agli autori della scuola organistica napoletana sull’antico organo Thomas De Martino della Basilica di S. Restituta in Napoli. Dal 1995 al 2001 è organista della Basilica Santuario della Madonna del Carmine in Napoli. Ha tenuto numerosi concerti in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Spagna, USA, esibendosi per prestigiose organizzazioni tra cui Landsberger Orgelsommer, Festival Città di Ragusa, Estate Musicale Sorrentina, Pietà de’ Turchini, Teatro San Carlo, Cattedrale di San Gallo (Svizzera), Diessen OrgelMatinee, Rossini in Wildbad, OrgelMatinee um Zwolf (Ingolstadt), Internationale ZugerOrgelTage, Organ Manl (Francia), Orgue en Charente, Istituto Italiano di Cultura di Monaco, Euro Via Festival, Weggiser SonntagsKonzerte, EuroVia Festival Claudia Augusta, Duomo di Lindau, Ordre Constantinien de Saint-Georges nella Cattedrale del Principato di Monaco alla presenza del principe Ranieri. Negli ultimi anni si è dedicato alla letteratura francese dal 1800 ad oggi, eseguendo l’opera omnia di Maurice Duruflé, e collaborando con The Choral Scholars nell’esecuzione di opere di Fauré e Duruflé. Nell’ottobre 2003 ha eseguito per Rai Uno il Requiem di Maurice Duruflè in diretta dalla Basilica di S. Chiara, Napoli. Ha svolto servizio liturgico in occasione della S. Messa celebrata dal Cardinale Piacenza in diretta dalle Catacombe di San Gennaro su Rete 4 e, in Piazza del Plebiscito, in occasione dell’ultima visita pastorale di Papa Benedetto XVI su Rai Uno. Ha inoltre effettuato registrazioni radiofoniche, tra cui l’esecuzione di brani inediti di Francesco Durante, Giovanni Furno e Carlo Cotumacci per la

Radio Bavarese. Ha pubblicato trascrizioni e volumi didattici per le Edizioni Setticlavio, ed é membro dell’Associazione Organistica Giovanni Maria Trabaci. **P**U**B**B**L**I**C**I**T**A’** Nefeli, il nuovo Cd di canzoni folk internazionali alternate a 3 brani classici per violoncello solo tutto cantato e suonato da Susanna Canessa e la sua band. Acquistalo su:

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Sergio Orabona esalta la tradizione organistica tedesca e francese

E

’ stato Sergio Orabona ad illuminare il secondo appuntamento della IV edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli - Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci, il cui direttore artistico è il maestro Mauro Castaldo Nella Chiesa dell’Immacolata al Vomero, il giovane organista ha proposto un repertorio compreso fra Settecento e gli inizi del Novecento, incentrando il suo recital su quattro autori: Bach, Mendelssohn, Bossi e Vierne. Di Bach sono stati eseguiti la Fantasia in sol maggiore BWV 572 ed il Preludio e fuga in mi minore BWV 533, appartenenti alla produzione giovanile e piuttosto particolari.

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Infatti il primo, oltre a presentare le indicazioni dei tre movimenti in francese, almeno nel primo dei tre tempi risulta privo di quelle architetture poderose, che caratterizzano la musica bachiana, per cui non sembra opera dell’autore tedesco. Dal canto suo il secondo, scritto nel periodo in cui risiedeva fra Arnstadt e Weimar (1703-1708), è noto per la brevità, al punto che viene a volte definito Preludio e fuga “Piccolo”. Pezzo forte della serata, la successiva e monumentale Sonata n. 1 in fa minore-fa maggiore di Men-

delssohn, tratta dalle Sei sonate, op. 65 , composte nel 1844-45. All’epoca il musicista era molto più famoso in Inghilterra che in Germania, ed aveva avuto l’incarico, dall’editore londinese Coventry & Hollier, di revisionare le opere organistiche di Bach. In aggiunta gli furono chiesti alcuni nuovi brani, possibilmente ispirati al “voluntary” ma, poiché Mendelssohn non aveva alcuna idea al riguardo di questo genere esclusivamente britannico, decise di dare vita ad una raccolta, ispirata ai corali luterani ed alla musica di Bach, dove è comunque riconoscibile anche il suo stile, divenuta uno dei capisaldi della musica organistica dell’Ottocento. Il successivo Stunde der Weihe, op. 132 n. 4, apparteneva ai “Cinque pezzi in stile libero” di Marco Enrico Bossi, uno dei pochi autori di musica per organo che l’Italia abbia avuto negli ultimi due secoli. Nato a Salò, abbinò una solida formazione ad un respiro europeo, e il succitato brano ne è un chiaro esempio, con il suo titolo in tedesco ed uno stile che invece rimanda alla scuola francese. A quest’ultima appartenevano i due brani conclusivi, Andantino, dai “24 Pièces de Fantaisie, op. 51 (1926) e Carillon de Longpont, dai “24 Pièces en style libre” (1913), entrambi del grandissimo compositore transalpino Louis Vierne. Venendo a Sergio Orabona, splendido interprete della serata, gli va innanzitutto dato il merito di aver confezionato un programma molto equilibrato, contraddistinto da brani prevalentemente di raro ascolto.

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Sergio Orabona esalta la tradizione organistica tedesca e francese

Inoltre, ha fornito una esecuzione di elevatissimo livello, brillante e molto raffinata, mettendo nel contempo in evidenza le potenzialità dello splendido organo Mascioni.

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In conclusione, pur se è giunta appena al suo secondo appuntamento, vi sono tutte le premesse affinché la rassegna organizzata dall’Associazione Trabaci confermi, anche in questa nuova edizione, la sua principale peculiarità, consistente nell’affidare la diffusione della musica organistica a prestigiosi interpreti.

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Un concerto di altissimo livello

E Mauro Castaldo.

’ toccato a Sergio Orabona il primo appuntamento con la seconda parte della quarta edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli - Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci, il cui direttore artistico è il maestro

Nella chiesa di S. Caterina a Chiaia, davanti ad un pubblico numeroso, il giovane talento napoletano ha voluto iniziare il suo concerto con due inediti del Settecento, da lui scoperti nella biblioteca del Conservatorio di S. Pietro a Majella.

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Il primo, Legatura, apparteneva a Giovanni Furno (1748 – 1837), noto soprattutto per essere stato fra i docenti di Bellini, mentre il secondo, Trattenimento, era di Carlo Cotumacci, organista che ebbe fra gli allievi Paisiello ed entrambi i musicisti insegnarono al S. Onofrio a Porta Capuana, uno dei quattro conservatori che Napoli vantava all’epoca. Di spessore decisamente diverso il successivo Preludio e fuga in la minore BWV 543 di Johann Sebastian Bach (1685-1750), scritto presumibilmente nel periodo in cui il grande musicista lavorava alla corte di Weimar (1708-1717), anche se c’è chi ipotizza che la fuga risalga agli anni della maturità.

esempio di musica organistica moderna, ma abbastanza moderata Per quanto riguarda l’interprete, il maestro Orabona ha dato vita ad un ottimo concerto, dimostrando ancora una volta di essere un musicista di grande talento ed estrema versatilità. Dai brani proposti è stato possibile ricavare, inoltre, alcune considerazioni legate alla letteratura organistica, a partire dal fatto che la musica di Bach, oltre ad appartenere ad un altro pianeta, non ammette cedimenti di tensione da parte dell’esecutore. Gli inediti del Settecento ci hanno invece riportato a una stagione artistica quanto mai felice per Napoli, dove però gli organi avevano ridotte potenzialità, per cui i pezzi ascoltati erano abbastanza leggeri e poco elaborati. Infine, le pagine degli autori francesi, compreso il bis finale, dedicato a due movimenti della Suite Gothique, op. 25 di Léon Boëllmann (1862-1897), hanno evidenziato l’apporto fondamentale della scuola transalpina al repertorio organistico degli ultimi due secoli. Prossimo appuntamento, di una stagione che a Napoli è unica nel suo genere, sabato 16 ottobre, nella Chiesa dell’Immacolata al Vomero, con il concerto di Maurizio Rea e Angelo Trancone.

Ultimi due brani in programma, il Prélude di Louis Vierne (1870 - 1937) , risalente al 1926, posto in apertura dei 24 Pièces de Fantaisie e la Suite Médiévale di Jean Langlais (1907 - 1991), datata 1947, classico

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Un duo inedito ai Vespri d’organo

P

rosegue la IV edizione della rassegna “Sette secoli di musica sacra per organo a Napoli - Vespri d’organo”, organizzata dall’Associazione Trabaci, il cui direttore artistico è il maestro Mauro Castaldo. Il recente appuntamento, nella chiesa dell’Immacolata al Vomero, ha avuto come protagonista il mezzosoprano Rosa Montano e l’organista Sergio Orabona, impegnati in un programma che prevedeva l’alternanza fra brani strumentali e pezzi per voce ed organo. In apertura abbiamo ascoltato la Fantasia e fuga in do minore BVW 537 per organo di Johann Sebastian Bach, brano dalle sonorità molto dense, risalente al periodo in cui il sommo compositore prestava il suo servizio alla corte di Weimar (1708-1717).

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Non molto noti i successivi due pezzi per mezzosoprano e organo, “Ave Verum” di Franz Schubert e “Adoro te devote” di Charles Gounod, che hanno preceduto Chant héroïque di Jean Langlais (dai Neuf pièces, datati 1942-43), tributo ad uno dei maggiori autori di musica per organo della seconda parte del Novecento.

perato da un manoscritto presente nella biblioteca del Conservatorio di Napoli, molto probabilmente opera di Leonardo Leo. A seguire la delicata Berceuse (dai 24 Pièces en style libre, op. 31 del 1913), appartenente alla produzione di Louis Vierne, altro prestigioso rappresentante della musica organistica transalpina. Il recital si è chiuso con tre brani tratti dallo “Stabat Mater” di Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736), doveroso omaggio nel terzo centenario della nascita del grande compositore. Uno sguardo sugli interpreti per sottolineare la consueta bravura dei due artisti, che abbiamo avuto già modo di apprezzare, separatamente, in altre occasioni, con Sergio Orabona, ex ragazzo prodigio e ora, nonostante sia ancora molto giovane, esecutore di grande maturità, e Rosa Montano, mezzosoprano che spazia con estrema sicurezza dall’opera buffa alla musica sacra. A questo va aggiunto un particolare di non secondaria importanza, consistente nel fatto che, in origine, il concerto doveva essere tenuto dal duo formato da Rosa Montano e Mario Eritreo.

E’ stata poi la volta dell’ “Ave Maria” di Giulio Caccini (1550-1618), oggi ritenuta un clamoroso falso storico, in quanto sarebbe stata scritta dal liutista russo Vladimir Vavilov (1925-1973).

A quest’ultimo, per motivi tecnici, è subentrato qualche giorno prima il maestro Orabona, con risultati eccezionali, a riprova della grande professionalità e bravura sia dell’organista che della cantante, e non è detto che questo duo, nato praticamente per caso, ma dimostratosi molto affiatato, non ci riservi in futuro altre graditissime sorprese.

Sicuramente del Settecento, anche se ancora appare incerta la sua attribuzione, il “Pange Lingua”, recu-

Nel frattempo vi invitiamo al prossimo concerto, che sarà tenuto il 10 aprile da Nicola Florio, nella chiesa

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Un duo inedito ai Vespri d’organo

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di S. Caterina a Chiaia, per una stagione, giunta a metĂ della prima parte, che continua a contraddistinguersi per il suo elevato livello.

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MONTAG, 5. JULI 2010

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Feuilleton

NUMMER 151

„Bilder einer Ausstellung“ getanzt von den Eleven der Ballettschule Klein: Die Tänzerinnen begeisterten mit Anmut und ihrem Können. Fotos: Thorsten Jordan

Wunderschöne Musik und hochsommerliche Temperaturen. In der Aula der staatlichen Berufsschule in Landsberg ging es heiß her. Christoph Hartmann und das Berliner Ensemble boten eine Uraufführung.

Eine besondere Perle Eröffnungskonzert Großer Andrang beim Berliner Ensemble VON ALOIS KRAMER

Der „Kleine traurige Ton“ – ein Melodram für Kontrabass und einen Erzähler mit Ulrich Wolff und Hans-Jürgen Schatz als Erzähler.

Konzert für Kinder Sommermusiken Wunderbare Ideen VON ROMI LÖBHARD Landsberg Ob den Machern jemals die Ideen ausgehen? Es ist kaum vorstellbar, denn die Organisatoren der Landsberger Sommermusiken sind Jahr für Jahr um eine Überraschung nicht verlegen, wenn es darum geht, ansprechende und gleichzeitig fesselnde, gut in Tanz umzusetzende Musikstücke zu finden, die sich für das zur lieben Tradition gewordene „Konzert für Kinder“ eignen. Heuer war es die Komposition „Bilder einer Ausstellung“ von Modest Mussorgsky, die Wolfgang Renz in bewährter Weise für das Ensemble Berlin arrangiert sowie Christine Steininger vom Landsberger Ballettstudio Klein hinreißend choreographiert und, gemeinsam mit Beatrix Klein, mit Eleven einstudiert hat. Ein Glücksfall ist auch HansGünter Schatz; er kleidet seine Rolle als Erzähler ganz vortrefflich aus und hält damit auch jüngere Kinder bei der Stange. Zu Beginn der beiden Kinderkonzerte erzählte der Vorleser vom „Kleinen traurigen Ton“, der sich beim Spazierengehen verlaufen hatte und damit seine Instrumentenkollegen ganz schön in Verlegenheit brachte. Schatz zur Seite stand Ulrich Wolff mit seinem Kontrabass, der sich mächtig freute, als der kleine Ton wieder zu Hause war. „Dann bin ich nicht mehr so allein hier unten.“ Bevor das Herzstück des Konzerts unter der Leitung von Rudolf Piehlmayer zur

Aufführung kam, stellte wiederum Schatz die einzelnen „Bilder einer Ausstellung“ kurz vor, jeweils musikalisch untermalt mit ein paar typisch klingenden Takten. Danach begab sich das gewohnt hervorragende, hochkonzentriert aufspielende Ensemble Berlin in den Orchestergraben und die von Peter Klein in Zusammenarbeit mit Elke Schneweis phantasievoll ausgestattete Bühne gehörte nur noch den Tänzerinnen. Sehr schön und witzig war die Auflösung der jeweiligen Bilder gelöst. Das jeweils musikalisch beschriebene Bild wurde kindgerecht aufbereitet und gut verständlich in einen kleinen Bilderrahmen am seitlichen Bühnenrand projiziert, die dazugehörige Figur stieg einfach aus „ihrem“ riesigen Bilderrahmen und tanzte mit. Bei der Auswahl der Tänzerinnen für die einzelnen Bilder hatten die Tanzpädagogen sehr viel Fingerspitzengefühl bewiesen und die Rollen gut verteilt. Auffällig war das hohe Niveau mit einer ganzen Reihe von Schülerinnen, die bereits auf Spitze tanzten.

Landsberg Die Landsberger Sommermusiken sind eine besondere Perle im Festival-Kalender der Stadt am Lech. Beim Eröffnungskonzert zur zwölften Ausgabe dieses herausragenden Kammermusikereignisses am vergangenen Freitag in der Aula der Berufsschule – wegen des großen Andranges wechselte das Ensemble der Sommermusiken zum ersten Mal von der traditionellen Spielstätte des Auftaktabends, dem Festsaal des historischen Rathauses, dorthin – wurde das wieder ganz deutlich. Musiker von Weltrang, die meisten von ihnen Mitglieder der Berliner Philharmoniker, spielen in einer nahezu ungezwungenen und, fast möchte man sagen, familiären Atmosphäre ungewöhnliche Werke. Clemens Weigel, Cellist des Ensembles und, wie in den vergangenen Jahren auch, angenehmer Moderator des Abends, brachte es auf den Punkt: Das Experiment, meinte er, trotz wenig oder nahezu unbekannter Namen auf dem Programm, das Haus zu füllen, ist gelungen. Mit

Bravorufen und begeistertem Beifall dankte das Publikum den Künstlern. Werke von Komponisten wie Dirk-Michael Kirsch, 1965 auf der Insel Sylt geboren, oder der beiden Franzosen Albert Roussel und Vicent d’Indy, beides Zeitgenossen, gehören in der Tat nicht gerade zu den Publikumsrennern. Selbst ein selten gespielter Francis Poulenc ragt da schon hervor.

Reizvolles Arrangement Der einzige, wohl den meisten vertraute Name, war an diesem Abend George Gershwin. Seinen „Amerikaner in Paris“ bot das Ensemble der Sommermusiken in einem überaus reizvollen Arrangement von Wolfgang Renz als Abschlussstück dar. Richtiger Swing durchfuhr da die Musiker. Das Septett für Oboe (Christoph Hartmann), Fagott (Mor Biron), zwei Violinen (Christoph von der Nahmer und Cornelia Gartemann), Viola (Martin von der Nahmer), Violoncello (Clemens Weigel) und Kontrabass (Ulrich Wolff) von Kirsch brachte frischen Wind in die Aula. Die klassischen Hörgewohn-

heiten wurden bei dieser Uraufführung aufgebrochen, die Instrumente kamen in ein ungewohntes Gespräch, Melodielinien wurden angerissen, „kaleidoskopartig“ geordnet, wie der Komponist selbst sagt, und dabei in kleinste Motive zerteilt.

Ein spritziges Stück Die beiden Stücke von Albert Roussel, das Divertissement für Flöte, Oboe, Klarinette, Fagott, Horn und Klavier aus opus Nr. 6, und sein Trio für Flöte, Viola und Violoncello aus opus Nr. 40 waren da wesentlich konventioneller und erinnerten tatsächlich an einen impressionistischen Kompositionsstil, wie es zu Recht in dem höchst instruktiven Programmheft heißt. Nach einem schweren Beginn löste sich das Trio für Oboe, Fagott und Klavier von Francis Poulenc in ein überraschend spritziges Stück auf, das insbesondere durch die irrwitzigen schnellen, gemeinsamen Läufe der beiden Bläser, Christoph Hartmann und Mor Biron, begleitet am Klavier von der souveränen Angela Gassenhuber, charakterisiert war.

Fantasievolle Kostüme . . .

. . . und prächtige Bühnenbilder.

Bilder und Musik: Überall im Theater Eine hübsche Idee war es, der Musik von Mussorgsky auch über die produzierende Kunst Ausdruck zu verleihen. Die in Kaufering wohnhafte Kunstpädagogin Elke Schneweis hat sich der malerischen Umsetzung angenommen und zeigte die dabei entstandenen Bilder im Foyer des Stadttheaters.

Wolfgang Renz hatte „Bilder einer Ausstellung“ für diese bunte Inszenierung bearbeitet und die Ballettschule Klein bot es in gewohnter Qualität dar.

Hübsche und elegante Sonaten Orgelsommer Sergio Orabona spielte in der Landsberger Stadtpfarrkirche VON ALOIS KRAMER Landsberg Es muss wohl im Jahre 1709 in der Ewigen Stadt gewesen sein. Der geltungssüchtige römische Kardinal Ottoboni wollte wissen, wer besser Orgel und wer besser Cembalo spiele: Der aus dem Norden stammende Georg Friedrich Händel oder sein Kollege, der gleichaltrige Neapolitaner Domenico Scarlatti, Sohn des berühmten Opernkomponisten Alessandro Scarlatti. Händel gewann an der Orgel, Scarlatti am Cembalo. Händel zog es nach London, Scarlatti an den portugiesischen und dann an den spanischen Hof. Mit drei großartigen Werken aus der Feder des natu-

ralisierten Engländers Händel begann vor einer Woche in der Stadtpfarrkirche Mariä Himmelfahrt der 25. Landsberger Orgelsommer. Johannes Skudlik, der Initiator desselben, eröffnete an der Orgel der Stadtpfarrkirche die Reihe.

Helle und schlichte Klänge Mit zwei hübschen und eleganten Sonaten von Domenico Scarlatti, Sonata K 287 (Kirkpatrick-Verzeichnis) und Sonata K 288 begann das zweite Konzert am vergangenen Samstag. Sergio Orabona, wie Scarlatti in der Stadt am Vesuv geboren, saß am Spieltisch hoch über dem Kirchenraum. Der gerade etwas

mehr als 30 Jahre alte und doch jugendlich wirkende Orabona ließ zu Anfang eine leichte Nervosität spüren, die sich aber rasch legte. Kaum waren die hellen und schlichten Klänge der Sonaten Scarlattis verklungen, drangen ein mächtiges Präludium und eine gewaltige Fuge von Johann Sebastian Bach (Bachwerkeverzeichnis 533) in den Kirchenraum. Mit der Tonart e-moll drückt Bach Größe und Majestät aus, wie etwa auch im Präludium und Fuge BWV 548. Mendelssohn-Bartholdy verwendet sie übrigens im Sommernachtstraum. Der südlichen Leichtigkeit setzte Orabona die Wucht und Kraft der

norddeutschen Orgelschule, wie sie sich in Bachs Komposition zeigt, entgegen. Mit zwei Werken zweier bei uns nicht so geläufiger Komponisten beendete Orabona die Matinee.

Zugabe für das begeisterte Publikum Es folgte der Versetto per il Gloria, ein gefälliges, schön melodiöses Orgelzwischenspiel von Vincenzo Petrali (1830-1889) und schließlich ein Pezzo eroico von Marco Enrico Bossi (1861-1925). Eine Zugabe erklatschte sich das Landsberger Publikum für die „ora bona“, die gute Stunde, die Sergio Orabona ihnen gebracht hatte.

In der Stadtpfarrkirche Mariä Himmelfahrt spielte Sergio Orabona aus Neapel. Foto: Thorsten Jordan


2011-07-18, 15:31:59my.

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Non Sola Scripta:Nie takie smutne i poważne organy - wroclawskie lato organowe 2011 non sola scripta program impart bilety  Niestety, instrument wymaga remontu. – Możliwe, że w przyszłym roku będziemy musieli przenieść w inne miejsce, bo organy w Kościele Uniwersyteckim przestaną działać – smuci się Anna Wołek, dyrektor CS Impart, który jest organizatorem festiwalu. Jak jednak zapewnia Piotr Rojek, zaproszeni na Non Sola Scripta goście są artystami z najwyższej półki, którzy są w stanie ujarzmić ten instrument i wydobyć z niego najlepsze dźwięki. Non Sola Scripta zainauguruje 3 lipca koncert Marka Stefańskiego, który wystąpi wraz z Chórem Domkantorei z Niemiec. W kolejnych tygodniach zaprezentują się muzycy m.in. z Korei Południowej, Belgii oraz Włoch. 

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Festiwal potrwa do 4 września. Bilety w cenie 15 (u) i 20 zł (n) do nabycia w CS Impart, Sklepie Muzycznym Demolka przy ul. Kazimierza Wielkiego 65 oraz na www.eventim.pl

Najwybitniejsi organiści z Polski i ze świata zjadą do Wrocławia. Na początku lipca rozpocznie się XXVIII edycja festiwalu muzyki organowej Non Sola Scripta. – Organy, wbrew powszechnemu odbiorowi, nie są wcale instrumentem smutnym i poważnym – zapewnia Piotr Rojek z wrocławskiej Akademii Muzycznej. 

Marcin Szewczyk  (marcin.szewczyk@dlastudenta.pl) Na zdjęciu Sergio Orabona, fot. organizatorzy

Koncerty będą się odbywać w każdą niedzielę o godz. 19:30 w Kościele Uniwersyteckim. - Znajdują się tam organy naprawdę cudowne, na których grałem swoje najwspanialsze recitale – mówi Rojek.

http://wroclaw.dlastudenta.pl/sztuka/artykul/Non_Sola_Scripta_Nie_takie_smutne_i_powazne_organy,69930.html

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Non Sola Scripta:Nie takie smutne i poważne organy - wroclawskie lato organowe 2011 non sola scripta program impart bilety Matthias Schluebeck - fletnia Pana /Niemcy/  24 lipca                                   Sergio Orabona – organy /Włochy/ 31 lipca             Matthias Janz - organy  /Niemcy/ Aleksandra Kubas –sopran /Polska/     Zdzisław Madej –tenor /Polska/ Sierpień/Wrzesień 2011  7  sierpnia             Park, Jeon Eon  -organy /Republika Korei/  Ji,  Suk – Mi – sopran /Republika Korei/             14 sierpnia             Christoph Geiser – organy /Szwajcaria/ Chór Akademii Muzycznej im. K. Lipińskiego /Polska/      21 sierpnia             Bogusław  Raba /Polska/                  MANTRA  -TRIO Dyrektor Artystyczny  Romuald Erenc /Polska/        

Program koncertów:  Lipiec 2011 

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3   lipca 2011     Marek Stefański - organy /Polska/     DOMKANTOREI - Schleswig  pod dyrekcją Rainera Selle    /Niemcy/         10 lipca             Józef  Serafin /Polska/             CLARIBEL – kwartet klarnetowy /Polska/

            28 sierpnia             Vincent de Pol –organy  /Niemcy/ Hanna Turonek – flet /Polska/                  4 września                        Roman Perucki –organy /Polska/      SERVI DOMINI CANTORES /Polska/ w  składzie: Ks.  Piotr Sobierajski – tenor    Rafał  Kobyliński – tenor    Zdzisław Madej  - tenor   

17 lipca             Ignace  Michelis – organy /Belgia/ 

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Italienische Orgelnacht der Weltklasse in Füssener Kirchen | all-in.de Es ist keine Übertreibung: Das Konzertangebot in Füssen hat hohes Niveau. Die «Italienische Orgelnacht» am Samstag in sieben Kirchen der Stadt hat sich das Prädikat «Weltklasse» verdient. Der Füssener Rechtsanwalt Till Twardy hat alle drei Konzerte in der evangelischen Christuskirche erlebt - somit auch das Finale, das kurz vor Mitternacht begann. Dass er begeistert war, lag an Marco Lo Muscio, Donato Cuzzato sowie Marco Davola. In einer besonderen Liga

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ie Instrumentalisten aus Rom, Treviso und dem sizilianischen Ragusa sind auch mit eigenen Kompositionen angereist. Sie spielten Arrangements, die man ansonsten nicht zu hören bekommt. Alle Konzerte in der Christuskirche waren großartig», sagt Twardy, der sein Hobby Musizieren für die Gemeinde im Gottesdienst ausübt. Diese italienischen Gäste spielten in einer anderen Liga, betonte er. Eigene Werke brachte Marco Lo Muscio in der Christuskirche zu Gehör. Der 1971 geborene Ausnahmemusiker ist Organist der römischen St. Alexanderkirche. Sein Programm verbeugte sich auch vor Bach mit Contrapunctus I aus «Die Kunst der Fuge». Als Kontrast erklang eine Toccata von Rick Wakeman. Seine Gruppe «Yes» gehörte in den 1970er Jahren zu Pionieren, die Popmusik und Klassik mit Brücken verbunden hatten, damals ein Tabubruch.

«Super» schwärmte Ingrid Schneider aus Weißensee nach dem Besuch der Frau am Berg Kirche. Wie andere Musikliebhaber wollte die Leiterin des Kirchenchors von St. Walburga zum nächsten Konzert und war auf dem Weg zur Franziskanerkirche San Sebastian. «Die italienische Kirchenmusik hat ihren eigenen Stil. Die Komponisten schreiben heitere, gefühlvolle Musik», schwärmte nicht nur Schneider. Wie Regionalkantor und Kirchenmusiker Albert Frey, der mit dem Rad von Kirche zu Kirche unterwegs war, in einer Pause an der Lechhalde bestätigt, «läuft der Abend einfach wunderbar». Ganz anderes Programm Das «mal ganz andere Programm» wurde Johannes Skudlik gedankt. Zur Freude von Stadtpfarrer Frank Deuring und Albert Frey hatte Skudlik, künstlerischer Leiter des Bayerischen Orgelsommers, sechs «seiner» Organisten hierher gelotst. Der 33-jährige Sergio Orabona aus Neapel zeigte vollen Einsatz in dieser Nacht der Musik. Er hatte das Programm eröffnet, wechselte vom Chorgestühl der von St. Mang nach Bad Faulenbach in die Kapelle St. Max und saß um 23 Uhr an einer Orgel, die er auch besonders gerne spielt: in der Heilig Geist Kirche beim Bürgerspital. Der Organist mit vollem Terminkalender war bereits zum dritten Mal in Füssen. Daher konnten seine Kollegen von ihm erfahren, wo man nach getaner

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Italienische Orgelnacht der Weltklasse in F端ssener Kirchen | all-in.de

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k端nstlerischer Arbeit in der Altstadt gut Italienisch essen kann.

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Dienstag, 9. August 2011 Von Alois Kramer

Hübsche und elegante Sonaten Nachrichten Landsberg

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andsberg Es muss wohl im Jahre 1709 in der Ewigen Stadt gewesen sein. Der geltungssüchtige römische Kardinal Ottoboni wollte wissen, wer besser Orgel und wer besser Cembalo spiele: Der aus dem Norden stammende Georg Friedrich Händel oder sein Kollege, der gleichaltrige Neapolitaner Domenico Scarlatti, Sohn des berühmten Opernkomponisten Alessandro Scarlatti. Händel gewann an der Orgel, Scarlatti am Cembalo. Händel zog es nach London, Scarlatti an den portugiesischen und dann an den spanischen Hof. Mit drei großartigen Werken aus der Feder des naturalisierten Engländers Händel begann vor einer Woche in der Stadtpfarrkirche Mariä Himmelfahrt der 25. Landsberger Orgelsommer. Johannes Skudlik, der Initiator desselben, eröffnete an der Orgel der Stadtpfarrkirche die Reihe.

Mit zwei hübschen und eleganten Sonaten von Domenico Scarlatti, Sonata K 287 (KirkpatrickVerzeichnis) und Sonata K 288 begann das zweite Konzert am vergangenen Samstag. Sergio Orabona, wie Scarlatti in der Stadt am Vesuv geboren, saß am Spieltisch hoch über dem Kirchenraum. Der gerade etwas mehr als 30 Jahre alte und doch jugendlich wirkende Orabona ließ zu Anfang eine leichte Nervosität spüren, die sich aber rasch legte. Kaum waren die hellen und schlichten Klänge der Sonaten Scarlattis verklungen, drangen ein mächtiges Präludium und eine gewaltige Fuge von Johann Sebastian Bach (Bachwerkeverzeichnis 533) in den Kirchenraum. ANZEIGE Mit der Tonart e-moll drückt Bach Größe und Majestät aus, wie etwa auch im Präludium und Fuge BWV 548. Mendelssohn-Bartholdy verwendet sie übrigens im Sommernachtstraum. Der südlichen Leichtigkeit setzte Orabona die Wucht und Kraft der norddeutschen Orgelschule, wie sie sich in Bachs Komposition zeigt, entgegen. Mit zwei Werken zweier bei uns nicht so geläufiger Komponisten beendete Orabona die Matinee. Zugabe für das begeisterte Publikum

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In der Stadtpfarrkirche Mariä Himmelfahrt spielte Sergio Orabona aus Neapel. Foto: Thorsten Jordan Foto: Thorsten Jordan Helle und schlichte Klänge

Es folgte der Versetto per il Gloria, ein gefälliges, schön melodiöses Orgelzwischenspiel von Vincenzo Petrali (1830-1889) und schließlich ein Pezzo eroico von Marco Enrico Bossi (1861-1925). Eine Zugabe erklatschte sich das Landsberger Publikum für die «ora bona», die gute Stunde, die Sergio Orabona ihnen gebracht hatte.

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Dienstag, 9. August 2011

H端bsche und elegante Sonaten - Nachrichten Landsberg

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09/08/2011 20:23 gogol medien GmbH & Co. KG

23. Landsberger Orgelsommer: Sergio Orabona - Landsberg am Lech Was: 23. Landsberger Orgelsommer: Sergio Orabona  Wo: Stadtpfarrkirche Mariä Himmelfahrt Wann: 22.07.2006 11:15 Uhr bis 22.07.2006 00:00 Uhr

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andsberg: Stadtpfarrkirche Mariä Himmelfahrt | Sergio Orabona aus Neapel spielt bei seinem Orgelsommer Gastspiel drei große Werke: die «Suite op.5» von Duruflé, «Dieu parmi nous» von Messiaen, und die «Trois Esquisses op. 41» von Dupré

Zusätzliche Informationen:  Karten gibt es ab 11 Uhr an der Tageskasse Leser über: Suchmaschinen: 4 externe Links: 3 Weiterempfehlungen: 0 sonstige: 80

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