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ANNO 1 | NUMERO 4 | LUGLIO 2013

Bimestrale di Arte e Cultura

www.espressionelibri.it


EDITORIALE Librerie in crisi

di Alessandra Caputo Bimestrale di Cultura e Arte Luglio - Agosto 2013 / N° 4 Iscritto presso il Registro della Stampa del Tribunale di Brindisi n. 12 del 30 novembre 2012 Editore Maria Capone Direttore Responsabile Alessandra Caputo Grafica e web Simone Aretano Immagine di copertina Alessandra Agostini Stampa Poolgrafica - Milano Direzione e Redazione Largo Guglielmo da Brindisi 17/a Info espressionelibri@yahoo.it tel: 348.1584540 www.espressionelibri.it rivistaespressionelibri. wordpress.com Facebook: Espressione Libri (rivista)

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A Napoli un monumento come la libreria Guida Merliani non c’è più, a Roma hanno chiuso (tra le altre) la storica Croce, su Corso Vittorio, Bibli e Amore&Pische a due passi dal Pantheon. Ad Ancona la Città, a Firenze il Porcellino, la Martelli e la Le Monnier. La lista è lunga. In Italia le librerie muoiono come mosche, non solo quelle piccole e indipendenti, anche quelle storiche: la Sherlockiana a Milano, la Carducci a Udine, l’Agorà a Torino, la Cultura a Catania, la Ghelfi & Barbato a Verona. Una media di due a settimana. Da far rabbrividire. L’affitto, il costo del personale, il crollo degli acquisti ne minacciano la sopravvivenza. Ma non solo. Lo scenario editoriale sta mutando radicalmente. La barriera tra mercato del libro fisico e mercato del libro digitale viene vista sempre più come un limite. Dall’America fa capolino l’e-book, prima ancora Internet, i multicenter e i megastore hanno cancellato la figura romantica del libraio, generoso dispensatore di opinioni e consigli sui libri da acquistare. Nel Bel Paese non si compra e non si legge. Perché c’è crisi. Ma la crisi c’è anche in Francia dove il ministro della cultura, Aurélie Filippetti, ha destinato svariati milioni di euro alle librerie indipendenti. Solo per l’ente che si occupa della promozione libraria ne eroga sessanta.


la redazione

Sommario 3

redazione

Maria Capone

Chi l’ha fatto? 4 Alessandra Agostini

Alessandra Caputo

Recensioni 7 L’acciaieria di Marina Romano

Davide Gorga Emanuele Tanzilli

Nadia Beldono Oliviero Angelo Fuina Rossana Lozzio Pietro Loi Fabrizio Ago Francesca Coppola Sabrina La Rosa Serena Carnemolla

Il ragazzo del destino di M.Elena Gattuso Tregua nell’ambra di Ilaria Goffredo

interviste 19 Flavio Standoli autore di Il deserto e la neve sgrammaticando 22 Ruzzle mania Riflettori puntati su... 24 I buchi neri e l’arcobaleno (parte quarta) di Emanuele Tanzilli

liberamentE 28 Audiolibri non solo libri 31 Libro: cartaceo o elettronico? bibliomania 34 Donald Vergari l’arte che gira intorno 38 Valerio Ziglioli “Tao” Dal Blog 42 Anna Maria Benone In Mostra 43 Antony Barrow

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Chi l’Ha fatto? Alessandra Agost

ini

Una mia fotograf ia ha ottenuto la segnalazion La passione per la e speciale da fotografia è pa rte della giuria ne nata recentemente, ll’ambito ca e grazie ad Interne sualmente di un concorso nazional t. Avvicinar- to molte fotografie, la e. Scatmi a questa form natura è a d’arte non di vent è stato semplice, ci sono voluti rit ato il mio soggetto prefeo. Mi piacciono m mesi di studi da oltissimo i autodidatta fio ri e per impratichirmi del linguag- crea fotografandoli cerco di re giochi di luce e gio tecnico e capi re colori in gliavo. Ho cambia dove sba- un atmosfera surrea le. Fonte to la tecnica di ispirazione sono i fotografica ma quad non ovvero il mio mod l’occhio, Monet; lo studio della ri di o di creare dei colori di questo ar luce e le foto. I miei prim tista è lo i scatti ave- stes so vano come soggett o paesaggi graf che si ripropone in fotoe scorci, poi ho ca ia e il gioco delle sf pi oc tografare oggetti to che fo- mi permette di render ature e a mio in an im at i modo poteva essere inter essante e mi nist l’immagine “impressioa”. sono dedicata allo “s tecnica che permett till life”, La ricerca dell’original e di compor- mio ità è il obiettivo. Spesso m re fotografie in m odo artistico, pa etto da rte la tecnica e fo gestendo materiali tografo e iniziato a collabora luci. Ho con dei fuori fuoco. Ci ò che re con alcu- cont a pe ni siti di microstock fotografico. re og r me è personalizzaIl livello tecnico ni scatto, imprimer richiesto era og ni foto la mia impr e su veramente alto e onta. non poche le La tec mie opere rifiutate; poi sono ar- ma nica è importante, la rivate le prime sodd isfazioni… tore creatività è il fatnon solo online. H X della fotograo vinto alcuni fia , che deve rispecconcorsi di riviste specializzate ch iare il e diversi concorsi fotografici. do di proprio movedere le cose.

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Speciale Giveaway

Cari lettori, in occasione del quarto numero della nostra rivista, abbiamo deciso di riservare ancora una volta un adeguato spazio al giveaway, introdotto e lanciato poco tempo fa proprio sulle nostre pagine. Nell’angolo dedicato alle interviste con gli autori, infatti, troveremo i nomi – e le penne – dei vincitori del nostro concorso. Andremo a conoscere più nel dettaglio i primi quattro classificati, attraverso le recensioni delle loro opere e un’intervista esclusiva realizzata ad hoc per valutare l’esperienza del giveaway. Potremo inoltre, come già annunciato, leggere gli incipit delle opere che hanno consentito loro di agguantare le prime posizioni ed incidere così le storie, le memorie e i ricordi di quel che ci auguriamo possa diventare un lungo cammino. Di seguito, iniziamo proponendo le prime righe de «L’Acciaieria» di Marina Romano. Buona lettura!

Incipit de «L’Acciaieria» di Marina Romano. Sono passati circa due minuti da quando ho ripreso conoscenza, ma non mi è chiaro cosa ci faccio qui, a fissare nel vuoto, dalla finestra di questa vecchia acciaieria abbandonata. E’ notte fonda, non so che ore sono, ho perso ogni cognizione del tempo. So di essere sola. Non c’è niente, a parte un cadavere che giace sul pavimento, proprio dietro di me. La stanza nella quale mi trovo non è molto grande, non quanto gli enormi spiazzali che sono giù, al piano terra. Probabilmente, quando la fabbrica aveva conosciuto il suo massimo splendore, questo doveva essere un ufficio. Sfidando il buio di quel posto, mi avvicino a quel povero corpo senza vita. E’ una ragazza sui vent’anni, è ridotta proprio male: reca un taglio molto profondo allo stomaco. Scorgo la sua carne, le ferite grondano ancora sangue, per quanto ormai raggrumato. Deve essere morta da poco. Oso guardarla in volto, e noto che il suo viso, pallido e liscio, è sfregiato da un taglio alla guancia sinistra, dal quale esce un rivolo di sangue ormai secco. I miei occhi finalmente incontrano i suoi. Sono aperti, mi fissano, nonostante non abbiano più nulla da fissare. Mi soffermo sulle sue labbra, ma la mia spavalderia crolla, e mi allontano immediatamente da quella visione. Che cazzo aveva da sorridere, quella, un attimo prima di morire? Espressione Libri | 5


Per trattenere un conato di vomito, avvicino entrambe le mani alla mia bocca, ma le sento strane, il mio naso avverte un odore molto forte, e come se non bastasse, la mia mano destra non è libera: sta stringendo un pugnale: presa dallo sgomento trasalisco e lo lancio via inorridita. Guardo poi le mie mani: sono macchiate di sangue. Abbassando gli occhi, un’altra enorme macchia dello stesso tipo imbratta la mia camicetta rosa, all’altezza dello stomaco. Comincio a tremare, vorrei lanciare un grido, ma non ci riesco. La domanda di poco prima torna a farsi strada nella mia mente in modo più violento, seguita da tante altre non meno bastarde: cosa ci faccio qui? Cosa ho fatto? Perché non mi ricordo nulla? Perché mi ritrovo davanti una ragazza morta ammazzata mentre ho un pugnale tra le mani imbrattato di sangue? I miei interrogativi non trovano tempo per una risposta, perché vengo attratta da delle luci blu intermittenti che noto sulle pareti della stanza. Provengono dall’esterno. Adagio mi avvicino alla finestra, e vedo una volante della polizia. A breve distanza, un’altra volante si fa strada nell’immensa distesa d’erbacce che circonda l’intero edificio, raggiungendo la prima. Sento anche dei passi: è meglio che mi allontani. Non so niente di questa situazione del cazzo! Qualcuno deve avermi incastrata! Avranno ucciso quella povera ragazza e mi avranno drogato o qualcosa del genere. A stento vengo qui da sola a riflettere quando tutto mi va di merda, ma non ci ho mai incontrato nessuno, né mai mi ci sono fatta accompagnare da qualcuno. La famiglia e gli amici mi hanno sempre giudicata strana, figuriamoci 6 | Espressione Libri

un po’ se dovessi dire in giro di avere l’abitudine di andare in un capannone abbandonato in piena notte, per di più da sola. Quando sento i passi farsi più vicini, cerco di lasciare la sala. Attraverso un lungo corridoio che trovo alla mia destra: esso da accesso ad altri uffici. Da lì poi dovrei scendere le scale, ma torno subito indietro, percorrendolo dall’altra parte appena noto le luci delle torce che si dirigono proprio dalla mia parte. Oddio! La polizia è già salita fin qui! Corro come una lepre braccata dai cani da caccia, alla ricerca di un nascondiglio che possa salvarmi. Quando vedo un’uscita d’emergenza aumento la velocità della mia corsa, e appena raggiunta, senza pensarci troppo, spingo con un po’ di sforzo l’enorme maniglia: so che dall’altra parte troverò le scale esterne che mi condurranno dritta verso la salvezza. Ogni mia euforica speranza viene però bloccata dalle luci di altre torce: altri poliziotti stanno salendo quelle scale, e mi troveranno. Sono in trappola, la cosa più logica da fare è arrendersi. Tuttavia, un ultimo disperato tentativo mi ferma dal consegnarmi con le mani in alto e dire: “Sono qui, prendetemi! Ma sappiate che non ho fatto niente”. C’è un ripostiglio, un insignificante ripostiglio proprio alla mia sinistra, che riaccende un ultimo, fievole, barlume di speranza, l’unica piccola luce, l’unico “forse” in un mare di disperata certezza. Mi infilo in quel buco senza neanche chiudere completamente la porta: ho troppa paura del rumore che posso provocare con lo scatto della serratura o il cigolio della porta. Le luci dal corridoio si fanno sempre più forti, sempre più vicine.


Luce lunare la sfida dell’ombra

di Davide GORGA Dura, spietata, glaciale, l’acciaieria si staglia nella notte nera; al suo interno una ragazza, sola, ed il cadavere di una sconosciuta. Null’altro; alla Romano interessa l’essenziale e la narrazione procede sicura sugli accordi di un particolare ed unico realismo psichico, in cui l’universo interiore della protagonista diviene l’ambientazione in cui scorre rapida la trama. Così, nel primo capitolo, “le ferite grondano ancora sangue, per quanto ormai raggrumato”; l’azione è ancora presente, il tempo si piega alle necessità della psiche. Le scene si susseguono come brani musicali; alla concitazione dell’inizio segue il confronto e la fusione mistica con la natura, non matrigna bensì amica, sorella, simbolo e segno in cui ritrovare sé stessi. Tra le fronde del salice le voci dell’infanzia; nel chiarore della luna la saggezza e la conoscenza che oltrepassa l’illusione del fenomeno sino a giungere al cuore del mondo – al noumeno – nel vento il sussurro della sapienza innata, nell’albero e nelle sue foglie

la comunione della vita tra tutti gli esseri viventi, il mistero avvertito e inauditamente compreso per quanto arcano e non rivelato. Ed è nel candore della luce fioca che l’innocenza perduta ritorna, una rivelazione in cui le lacrime sono di gioia. Del resto, l’Autrice usa un termine volutamente alto, redenzione, per esprimere questo momento d’estasi. Il timbro, eccelso, stempera il colore in un arcobaleno di vibrazioni: stile veloce, lirismo, elegia, lingua parlata, digressioni che dileguano in un attimo, ed ancora citazioni di Goethe e riflessione filosofica1, magistralmente composti in un fluido divenire che mai interrompe l’agilità della trama. Anzi, la spontaneità d’espressione cala il sublime e il divino nel quotidiano senza che questo possa perdere nulla della sua nobiltà né della sua 1 Da Schopenhauer a Nietzsche passando per la riflessione filosofica cristiana.

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Recensioni bellezza: “Sì, Signore mio, siamo degli idioti che fissano una palla volante, ma è anche questo che ci redime: è la contemplazione delle piccole cose che ci impedisce di lasciarci trascinare per sempre nel baratro della nostra caducità, delle nostre miserie…” La coerenza emotiva della protagonista, Sara, non cede mai, solidamente ancorata ad una tensione etica sottesa a tutta l’opera: verità, giustizia, rispetto di sé, restano punti fermi anche nel baratro del dubbio. Il soccorso, l’unico, arriva dalla preghiera, la più dolorosa dell’intera vita; alla fine del secondo movimento narrativo, in cui inizia l’identificazione tra carnefice e vittima, un confronto in controcanto dell’anima nell’anima stessa. Il ricordo si libera come un fiume in piena – e l’incontro con la ragazza il cui corpo giace esanime nell’acciaieria si snoda nel crescendo di un dialogo che muove da esperienze personali comuni, esposte tuttavia con una sincerità assoluta, sino a raggiungere il punto più alto e dolente, il senso della vita, del dolore, della solitudine. In questa evoluzione troviamo brani dalla trasparenza cristallina, crudeli ed esatti, rochi e vivi, sulla società dell’apparenza, “che rende te stessa una merce da mettere in vendita al miglior offerente!” o, meglio, della morale quale egoismo ben mascherato od utilitarismo, che trasforma i deboli in colpevoli, che giudica in base alla laurea, il ceto, la posizione sociale. 8 | Espressione Libri

La dicotomia dell’anima geminata risulta, per molti versi, superiore ad altri precedenti2, in quanto il contraltare della protagonista è poliedrico, sfumato, tratteggiato con un’acutezza d’introspezione estrema, capace di ondeggiare tra crinali di saggezza e follia. Al termine del confronto, Sara giungerà a comprendere la misteriosa ragazza, la controparte nascosta di sé e, amandola, comprenderà anche che il compito più arduo è amare finalmente sé stessa, la propria famiglia, la vita. Alcuni francesismi (come l’uso insistito dell’aggettivo possessivo nell’indicare le parti del corpo) e qualche scelta lessicale infelice (ad es. spiazzali nel primo capitolo o, nell’ultimo, manico in luogo di elsa ad indicare l’impugnatura dell’arma bianca) denotano una lieve mancanza d’esperienza, così come minime sbavature morfologiche. Si tratta tuttavia di inezie che in nulla sminuiscono il valore dell’opera. «L’Acciaieria» si presenta quale una ghost–story degna del miglior Montague Rhodes James ma con una profondità, una tensione psicologica e, ancor più, esistenziale e metafisica, di gran lunga predominanti rispetto alla pura narrazione, intrise di quotidianità e tuttavia in grado di giungere al più alto grado di riflessione – e per questo vissute, sentite, autentiche. Un capolavoro. 2 Come «Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde» di Robert Louis Stevenson.


Titolo: L’Acciaieria Autore: Marina Romano Editore: Amazon ASIN: B00B032OWS L’eccentrica e solitaria Sara si risveglia in un luogo a lei familiare, la vecchia acciaieria abbandonata dove spesso si rifugia da un mondo a cui sente di non appartenere. Al momento del risveglio non ricorda come sia finita lì, ma soprattutto, non sa niente del cadavere che giace a pochi metri da lei. Tentando di ricordare tutto ciò che è accaduto nelle ultime ore, intraprenderà un viaggio nella sua mente, che la condurrà dritta verso la verità. Marina Romano è nata a Napoli nel 1987. Afferma di non aver mai avuto una spiccatissima proprietà di linguaggio, per tale ragione ha cercato di colmare questa sua piccola “lacuna” esprimendosi attraverso la scrittura e il racconto, che le sono sempre apparsi come modi più semplici di comunicare. Ha scritto il suo primissimo “libro” (se così possiamo definirlo) all’età di 7 anni, una sorta di raccolta di favole per bambini, che non ha mai pubblicato. Ad esso si sono aggiunti altri scritti, appunti e riflessioni che ha tenuto sempre per sé. Attualmente studia Psicologia presso l’Università Federico II di Napoli e svolge volontariato ospedaliero nel reparto di Oncologia all’Ospedale Cardarelli di Napoli. Spera di diventare un giorno una brava psicoterapeuta. «L’Acciaieria» è il primo libro pubblicato, nato in un momento particolare della sua vita, che le ha dato modo di riflettere su alcuni temi che spera di poter condividere come ha sempre fatto: raccontando.

Note sull’Autore

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Anna Maria Benone «Il suono nel testo » Edizioni R.E.I. ISBN: 9788897362357

Elena Fasulo «Bianco e nero» Book Sprint Edizioni ISBN: 9788867428403

Alessandra Pallanca «Diario di un risveglio» Il Ciliegio Edizioni ISBN: 9788897783084

Andrea Alfani «Coccinelle sui fili d’erba del seppuku» Edda Edizioni ISBN: 9788897124153

Editing grafico: Elisa Pesce (Shiwa) 10 | Espressione Libri


L’imprevedibilità del destino

di Serena CARNEMOLLA L’ebbrezza dei primi amori, la dolcezza delle prime amicizie, l’affanno sui banchi di scuola, temi tanto ricorrenti in queste pagine come nella quotidianità di ogni giovane e di ogni adulto che li abbia vissuti, mantenendoli vivi nel cuore. Un’aura di magia accompagna il lettore lungo il corso di questo romanzo a tratti fiabesco, a tratti tanto calato nella realtà da evocare momenti che ognuno di noi ha vissuto e proprio per questo ancora più magici nel ricordo, ambientati nel periodo più sereno della vita, quando tutto deve ancora accadere, quando i cambiamenti devono ancora stravolgere la gioventù, quando il momento di diventare adulti sembra lontano nel tempo. Rebecca Laida, la protagonista, incarna perfettamente la figura della giovane studentessa timida, alle prese con un amore tormentato per Dario, il bello e impossibile della scuola.

La ragazza vive una situazione familiare difficile, in cui il padre è assente e la madre è completamente assorbita dal proprio lavoro, tanto da non avere abbastanza tempo da dedicarle e per di più, a differenza delle sue spensierate compagne, si ritrova a dover fare i conti con il Destino in persona. Sebbene questi ogni giorno venga a far visita ad ognuno di noi sotto forma di evento inspiegabile stravolgendo ogni piano, Rebecca ha la possibilità di incontrarlo faccia a faccia e di sfidarlo. Originale l’idea di un Destino che si incarna in chiunque sia utile al suo scopo e che spaventa la gattina della protagonista introducendosi a casa sua nelle vesti di un’amica d’infanzia, così come è originale la trovata di una sfida in cui il destino offre la possibilità di cambiare il corso degli eventi e di salvare la vita del giovane amato dell’eroina di questo romanzo. Ben definiti i personaggi che popoEspressione Libri | 11


Recensioni lano la vicenda, un po’ forzati alcuni dialoghi, così come il tentativo di rendere misteriosi alcuni passaggi che, anziché creare suspense, sembrano invece acquisire un carattere di artificiosità. Interessanti, invece, i f lashback che la protagonista rivive con grande trasporto, in quanto scandiscono la vicenda creando dei nostalgici ritorni al passato – quando ancora la lunga settimana contro il Destino doveva aver inizio – che permettono di comprendere meglio quanto accade nel presente. L’atmosfera sognante e sospesa delle feste di fine anno, l’emozione vibrante di uno spettacolo teatrale in allestimento, il suono della campanella che scandisce puntuale la pausa tra le lezioni, tutti elementi che fanno da cornice ad una vicenda insolita, quasi onirica, ma saldamente ancorata alla realtà di ogni giovane liceale. Infatti, tra le pagine di questo romanzo, emerge la piaga giovanile del bullismo che rischia di rendere amari gli anni della spensieratezza, tema che viene affrontato intrecciando la violenza con gli amori distratti e confusi del bulletto per eccellenza e della sua capricciosa fidanzatina, creando una catena di eventi che disturberà il sereno scorrere dell’anno scolastico. Sarà coinvolta in tutto ciò anche Rebecca, la quale, nonostante tutte le difficoltà poste sul suo cammino dal Destino, continuerà ad ardere di un amore smisurato per un giovane appena diciottenne destinato a rimanere vittima dei suoi vizi. Il Destino si presenta sotto le spoglie 12 | Espressione Libri

di uno sconosciuto che irrompe nella vita della giovane e le annuncia che il ragazzo di cui è innamorata non rimarrà a lungo nella sua vita e che farebbe bene ad accettare che il vero amore nascerà con un’altra persona, il giovane Raffaele, di cui egli indossa le vesti durante l’insolito colloquio. Da quel momento la vita della protagonista sarà costellata di avvenimenti inspiegabili, di emozioni inattese, di sentimenti contrastanti, sino a culminare in un fantasioso tuffo nel futuro, in perfetto stile “Mary Poppins quando decide di tuffarsi dentro a un quadro”, in compagnia del Destino stesso e in un dialogo con la Rebecca del futuro. Ma i colpi di scena non finiscono qui. Il finale lascia il lettore senza fiato e riempie i vuoti percepiti nel corso della storia con l’inaspettata maturità dei protagonisti che da liceali sembrano evolvere rapidamente in adulti consapevoli delle difficoltà della vita, pur mantenendo la freschezza della loro giovane età. Nel corso di questa particolare ed intensa settimana Rebecca acquisisce forza e consapevolezza. Impara che la vita non è fatta solo di piccole sfide quotidiane, ma anche di grandi decisioni, insoliti imprevisti e dolorosi cambiamenti; impara anche a far pace col Destino e ad amarlo almeno un po’, poiché in fondo sta a lui governare il gioco e a tutti gli altri accettarne le regole, incondizionatamente.


Titolo: Il ragazzo del destino Autore: Maria Elena Gattuso Casa editrice: Il Ciliegio ISBN: : 9788888996790 “Quel giorno sarei dovuta morire. Quel giorno sarei andata direttamente al Creatore. O forse me la sarei cavata con un trauma cranico e un paio di costole rotte. E invece no. Il Destino aveva altri progetti per me”. Rebecca, liceale sedicenne, al Destino non riesce proprio a sfuggire. Tra i due un patto. La ragazza avrà sette giorni per tentare di sconfiggere il fato. Una storia originale che riserva più di una sorpresa. Maria Elena Gattuso è nata a Montalcino (Siena) nel 1988 e risiede a Scandicci (Firenze). Ha conseguito la laurea in Comunicazione Linguistica e Multimediale, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli studi di Firenze. Attualmente è iscritta alla Laurea Magistrale in Scienze dello spettacolo (Prosmart), situata a Prato. Contemporaneamente frequenta la scuola di formazione per giovani attori “Il Mestiere del Teatro” del Teatro Stabile Metastasio di Prato.

Note sull’Autore

«Il ragazzo del destino» è la sua opera prima. L’ispirazione le è venuta in seguito a un fatto realmente accaduto: un ragazzo a lei sconosciuto un giorno le salvò la vita, catturando in modo insolito la sua attenzione. Non ha mai potuto ringraziarlo. L’opera è stata adottata presso il liceo Bertacchi di Lecco e presso L’ITT Marco Polo di Firenze come testo formativo.

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Leonardo Manetti «sChianti» Casa Editrice: Tempo al Libro ISBN: 9788895297446

Rossana Lozzio «Una favola per Asia» Edizioni Miele ISBN: 9788863321579 Concesion Gioviale «Prendi e Vai, Una band, un amore, un sogno» Sovera Edizioni ISBN: 9788866520771

Stefania Onidi «Con un filo di voce» La Riflessione – Davide Zedda Editore ISBN: 9788862116091 14 | Espressione Libri


Un amore per non dimenticare

di Oliviero Angelo FUINA «Tregua nell’ambra» è un romanzo (il terzo pubblicato dalla brava scrittrice pugliese Ilaria Goffredo), che mi ha particolarmente colpito per ciò che, con una sorta di alchimia empatica, ci fa vivere. O rivivere. Come nel suo romanzo d’esordio («Amore e guerra», ambientato in Rwanda), la Goffredo è molto brava a ritagliare angoli di nobile sentimento e passione negli orrori tipici di ogni guerra. Siamo a Martina Franca, un paese in provincia di Taranto (al confine con le province di Brindisi e Bari), agli inizi del 1943, a tre anni dall’ingresso del Regno d’Italia nel conflitto che ne avrebbe segnato la sorte, la seconda guerra mondiale. Elisa, la protagonista, è una ragazza di diciotto anni, che vive con il padre imbianchino e un fratello bracciante. Con lei riviviamo gli stenti, la fame, la paura e tutti i disagi psicologici di questo oscuro periodo al termine della dittatura fascista. Ci ritroviamo in coda, tessera annonaria in mano, davanti al Palazzo Ducale del suo paese per una patata o una

manciata di legumi, e una fetta di pane nero; oppure siamo accanto a lei sui tetti, a sognare sotto le stelle e scrutare nel contempo il temuto arrivo dei bombardieri nemici per riuscire a dare in tempo l’allarme e rifugiarsi in buie cantine, nel cieco terrore di una morte che cade dal cielo. Un giorno Elisa conosce Alec, il misterioso e affascinante figlio dagli occhi di ambra della sua amica Marisa. Tra i due presto nasce un grande, travolgente amore. Purtroppo Alec deve ripartire pochi giorni dopo per motivi che al momento non vuole rivelare. Per la ragazza sono giorni d’intensa nostalgia e naturali timori, amplificati dalle sgradite attenzioni di Francesco, uomo di spicco della potente gerarchia fascista. In una escalation continua di terrore e angherie ad opera delle Camicie Nere del posto, una mattina all’alba si compie un dramma che costringe Elisa e suo fratello a trovare rifugio in un casolare nascosto a pochi chilometri dal paese. Qui la giovane scopre che esiste una resistenza operante e che addirittura suo fratello ne è a capo. Espressione Libri | 15


Recensioni Per una serie di vicissitudini legate alla loro attività antifascista, Elisa si ritrova prigioniera in un Campo di lavoro di Alberobello. Ora ditemi: chi ha mai davvero sentito di “Campi di lavoro” – veri e propri lager – in Italia? Ebbene, la Goffredo ne spalanca le porte e ci fa entrare con la protagonista oltre i recinti di filo spinato, rendendoci spettatori di realtà nostrane spesso taciute o coperte da un ostinato silenzio. L’orrore non ha precisi luoghi geografici quando la bestia umana può dire impunemente la propria. L’anello di ferro avuto in dono da Alec, e tenuto opportunamente nascosto dall’amata, rappresenterà per Elisa il sole e la forza per resistere nel pieno di questa orribile notte dell’anima. Incredibilmente da quell’orrore Elisa viene fatta fuggire e ritrova il suo Alec. Scopre il vero ruolo che questi ricopre e insieme si rifugiano al Castello Svevo di Bari dove è già acquartierato il contingente inglese. Siamo nei giorni immediatamente seguenti l’Armistizio e l’arresto di Mussolini. Ma la storia della seconda guerra mondiale, come sappiamo, ha ancora ulteriori finali dolorosi guizzi, e dopo solo tre giorni Alec deve ripartire ancora in ottemperanza al proprio ruolo. I due si ritroveranno ancora ma il finale – drammatico, sospeso nelle parole di chiusura – lascia in bocca un gusto amaro d’ingiustizia. «Tregua nell’ambra» ha il pregio di non far dimenticare gli orrori, perpetrati e subiti durante la seconda guerra mondiale, perché non accadano mai più. Questa la preghiera di cui le righe sono intrise. 16 | Espressione Libri

Scritto con ottima padronanza linguistica e descrizioni vivide, quasi tangibili, dal ritmo narrativo imperniato su un susseguirsi d’eventi, anche se prevedibili, mai scontati o banali nella narrazione. I personaggi sono altamente credibili e i dialoghi sono perfettamente adeguati al periodo storico e alla caratterizzazione psicologica. Ulteriore pregio del libro è quello di riuscire a farci comprendere le vicende italiane della seconda guerra mondiale con occhi nuovi, in prima persona. Da notare, nel raccontare gli incubi notturni di Elisa, nella sua stanza al Castello Svevo, che ripercorrono senza soluzione di continuità le situazioni drammatiche vissute, e paure presenti, la tecnica di reiterare le stesse situazioni accadute nella narrazione, proprio per sottolineare l’ossessiva ripetitività di eventi impressi indelebilmente nella mente. Il titolo, Tregua nell’ambra, è, a mio avviso, un’ottima metafora, un’isoletta nel bel mezzo di uno dei mari più tempestosi e drammatici della nostra Storia e delle esperienze patite da Elisa. Un libro da leggere assolutamente, anche “per non dimenticare” come la stessa Goffredo sottolinea nella sua nota finale rivolta ai lettori, prima dei ringraziamenti di rito. E a lei va il mio, di grazie, per questa sua preziosa indiretta testimonianza. Per chi ha amato, o amerà, questa vicenda così ben raccontata sono felice di comunicarvi che il secondo capitolo di «Tregua nell’ambra» è stato già scritto ed attualmente la Goffredo sta lavorando alla terza parte di questa saga così particolare ed avvincente.


Titolo: Tregua nell’ambra Autore: Ilaria Goffredo Edizioni: il mio libro.it Martina Franca, Puglia, gennaio 1943. L’Italia è entrata in guerra da tre anni e la vita della popolazione peggiora di giorno in giorno. Il coraggio di una ragazza che diventa donna. La tenacia di un amore in bilico sull’abisso. Il ritratto di un’Italia che non c’è più. La coscienza di ciò che siamo stati nel flusso della grande Storia. In un romanzo che ha il sapore di sole e calce, terra e pane nero, la vita rincorre e sfida gli orrori della dittatura e dei campi di concentramento, spera nelle attività antifasciste e incassa le perdite. Ilaria Goffredo è nata nel 1987 e vive in Puglia. Ha viaggiato in tutta Europa e lavorato in agenzie di viaggi e grandi villaggi turistici. Nel 2005 ha lavorato come volontaria in una scuola professionale di Malindi, in Kenya. Lì si è innamorata di quella terra meravigliosa e della sua gente straordinaria. Ad ottobre 2010 si è laureata in Scienze della Formazione. Cura una rubrica di recensioni letterarie sul blog di Itodei. È stata giurato ufficiale del concorso “Casa Sanremo Writers Edizione 2013”. Ha vinto diversi premi letterari per racconti e diari di viaggio. Con il romanzo «Tregua nell’ambra» si è classificata finalista nel concorso nazionale “ilmioesordio 2012”. Ha pubblicato: – «Amore e guerra», 0111edizioni, 2012 – «Il cavaliere d’Africa», 0111edizioni, 2012 – «Il cavaliere d’Africa» – Libro secondo, Libro terzo – Lulu, 2012 – «Un regalo per Kaninu», 0111edizioni, 2012 – «Tregua nell’ambra», ilmiolibro, 2012.

Note sull’Autore

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Andrea Passini «L’incantatore dei sigilli. La crescita del druido» Caliel Edizioni ISBN: 8890715669

Vincenzo Lubrano «L’impronta del pensiero» Esserre Press ASIN: B00A94QOAC

Orazio Andrea Santagati «L’amico del Führer» Iris 4 Edizioni ISBN: 9788889322152 Orazio Andrea Santagati risveglia il più terribile incubo della storia, Adolf Hitler, e lo rende co-protagonista di un romanzo che tiene insieme rigore storico e racconto paranormale, avventura individuale ed epica contemporanea. «L’amico del Führer» parla dell’eterna lotta tra bene e male da una prospettiva inedita e con stile fresco, appassionante. Andrea è, suo malgrado, l’inaspettato eroe della vicenda contattato da inspiegabili presenze paranormali. Chiede il suo aiuto un giovane militare austriaco che afferma di essere morto durante la Prima Guerra Mondiale. Fermare Hitler prima che sia troppo tardi, questa l’assurda richiesta dello spirito. Ma come arrestare il delirio nazista del Führer a mezzo secolo dalla sua morte? 18 | Espressione Libri


Il debutto di Flavio Standoli

di Sabrina LA ROSA Tre storie abilmente collegate in un romanzo a metà strada tra un documento storico e un thriller. «Il deserto e la neve», primo, appassionante lavoro di Flavio Standoli, è un racconto avvolgente, che scorre fluido dalla prima all’ultima pagina, non risparmiando sorprese e colpi di scena. Per saperne di più, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l’autore. Flavio corre voce che lei sia affascinato dalle persone... ordinarie. Uso questo termine con quella connotazione positiva che solo la vita quotidiana, vissuta nella semplicità e nell’impegno, porta con sé. Che mi dice a riguardo? È vero, e troppo spesso chi conduce una vita semplice non viene preso in considerazione dagli altri. Attorno a questo concetto c’è però molta confusione. In verità le persone ordinarie non esistono, sono prodotte dalla nostra mente per paura, presunzione, a volte semplicemente pigrizia. Abbiamo così bisogno dell’ordinario che spesso rivolgiamo questo esercizio anche verso noi stessi, smussando, più o meno consapevolmente,

le asperità di cui siamo naturalmente dotati. Fondamentalmente è una questione di prudenza, perché il quotidiano ci induce a trovare un equilibrio, un compromesso fondato sulle motivazioni che ci spingono a vivere, e già questo è comunque qualcosa di straordinario. Per scoprire il nostro lato eccezionale, che alcuni preferiscono ignorare e reprimere per tutta la vita, ci sono solo due modi: attendere l’occasione che ci persuade a usarlo oppure scegliere autonomamente con tutta l’anima di liberarlo. Lei crede che le difficoltà d’ogni giorno e in particolare il dolore siano una chance per raggiungere livelli di comprensione altrimenti neanche percepibili dalla coscienza? Non possiamo comprendere gli altri se non affrontando le stesse difficoltà. L’idea che inizialmente avevamo di un’esperienza cambia radicalmente quando il destino ci costringe a vivere la stessa circostanza. Ciò che ritengo fuorviante invece è la convinzione che siano le esperienze negative a formare il carattere. Questo accade perché la specie umana appartiene al regno animale, e come tale Espressione Libri | 19


interviste possiede un forte istinto di conservazione. Il ricordo del dolore ci protegge dalla nostra stupidità, ma solo in parte. Se ci concentrassimo sulle emozioni positive, coscienti della loro valenza, con la ferma volontà di memorizzarle e ripeterle, magari in favore di altri, allora avremmo molto meno da imparare dalle dure lezioni della vita.

Flavio Standoli Immagini di dovermi inviare un SMS in cui mi spiega cosa vuol dire malavita. Cosa verrebbe fuori? Malavita= una vita sprecata. Marocco, Italia, Israele, Russia: c’è un filo conduttore che unisce questi luoghi? Oppure si tratta semplicemente di una scelta stilistica d’utilità pratica? La scelta dei luoghi non è del tutto casuale. Dell’Italia sarebbe difficile farne a meno e meriterebbe un discorso a parte. Il Marocco è il Paese d’origine di mia moglie e ho potuto approfittare della sua esperienza per reperire informazioni utili. Russia e Israele conservano intatto il mistero politico e sono lo sfondo ideale per la realizzazionedi un buon thriller. 20 | Espressione Libri

Sono diverse le donne che lei descrive nel suo libro. Giamila in particolare è il ritratto di qualcuno che lei conosce? Può anche non rispondere se crede. Nessuna donna mi ha ispirato particolarmente nella creazione di questo personaggio. Giamila è il ritratto di una ragazza comune, piena di pregi e difetti. Forte e istruita, è al tempo stesso emancipata e profondamente legata ai genitori e alle tradizioni locali. La sua vittoria più grande è sul piano psicologico, quando riesce a superare paure e sofferenze. Ovviamente sono gli avvenimenti che le piombano addosso a metterla di fronte a una scelta, e senza di essi non avremmo mai potuto conoscerla veramente. E le altre donne? Si tratta forse di contorni, di sfaccettature dell’essere donna e del modo in cui lei percepisce l’universo femminile? Qual è secondo lei il loro contributo alle dinamiche della trama? Ritengosia impossibiletracciare il profilodi un personaggiosenza prenderne in prestito cuore e cervello. Non faccio distinzioni tra l’universo femminile e quello maschile. L’animo umano per comprenderlo va respirato, vissuto. La mia avventura personale è quella di essere stato uomo, donna, vecchio e bambino, senza pregiudizi, tentando di percepirne i bisogni e le aspirazioni. Le donne nel romanzo, come nella vita, sono indispensabili protagoniste, e con i personaggi maschili condividono stupidità e bellezza, senza alcuna eccezione o limitazione. L’amore fa superare il dolore? Sembra che la risposta sia ovvia. Potrebbe tuttavia articolare meglio il suo pensiero a riguardo? Persuperare i propri limiti ciascuno di noi ha bisogno di una forte motivazione. L’amore


è certamente la leva che più mi entusiasma perdescrivere levittorie dell’animo sul corpo. Mi consenta di farle una domanda che certamente le avranno proposto tante persone. Quanto c’è di lei in Massimo, il giovane studente protagonista del suo romanzo? Ho qualcosa in comune con tutti i personaggi del romanzo, e naturalmente con Massimo. Entrambi amiamo una donna marocchina e studiamo la lingua araba. I punti d’incontro finiscono qui purtroppo. Dall’osservazione di questo personaggio sembra emergere il senso di una ingiustizia “cosmica” che agisce al di là della volontà o delle azioni dell’uomo. Massimo non ha coscienza di quanto stia avvenendo alle sue spalle eppure si troverà a subirne in pieno le conseguenze. Questo rispecchia pienamente la sua personale sensibilità? Sono convinto che il destino di ognuno sia formato dall’interazione di due componenti fondamentali: l’ambiente e la volontà. L’ambiente non conosce il significato della parola giustizia; un professore come Damiani, le simpatie di Angela, un killer alle costole, l’amore di Giamila, sono tutti aspetti su cui Massimo non ha controllo. Nella vita reale siamo pronti a giurare l’esistenza di un complotto, o un’ingiustizia cosmica, se due o più eventi negativi si susseguono a distanza ravvicinata. L’ambiente in realtà ignora totalmente i nostri sospetti, ma non può restare indifferente alle nostre reazioni. È l’autodeterminazione dell’individuo a influenzare in modo definitivo il compimento del proprio destino. La volontà si esprime con una scelta,

ed è questa a chiudere finalmente il cerchio e a influenzare contemporaneamente l’ambiente per decine o centinaia di altri soggetti. Il dolore e le difficoltà che provengono dunque da quest’architettura di eventi voluti e pianificati da altri divengono dunque una possibilità di redenzione? Solo soffrendo è possibile comprendere veramente l’amore? Gli eventi negativi possono dunque essere una chance per raggiungere un livello di comprensione superiore, tuttavia non è il dolore a far innamorare Massimo e Giamila, ma il modo in cui ognuno vede affrontare l’altro i pericoli e le difficoltà. Massimo in particolare ammette: “si è lasciato attrarre dalla sua forza d’animo, da quel corpo minuto e coriaceo sorretto da un’autorevolezza spontanea”. Fino alla penultima pagina c’è la paura di un ragazzo che reputa singolare essere attratti non dal fisico, ma dalle virtù interiori di una giovane coetanea. La coscienza di questo lo mette in agitazione e… non chiedetemi di svelare la fine.

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SGRAMMATICANDO

RUZZLE MANIA... LA MIA?

di Nadia BELDONO Due minuti di tempo per sfidare un amico o un avversario casuale su Internet.

R L N A

U E I M

Z M A I

Z A L A

Solo un griglia quattro per quattro, sedici lettere alla rinfusa e la nostra conoscenza della lingua italiana. O forse no. Sicuramente una buona dose di fantasia talvolta aiuta a vincere le partite di questo nuovo gioco. Traccia una linea continua tra i segni dell’alfabeto per formare parole di senso compiuto nella lingua prescelta. Possono essere anche bisillabi, verbi, aggettivi, parole volgari o sconosciute, parole sboccate ma anche inventate, esistenti o inesistenti. O almeno così può pensare chi non conosce la lingua italiana come se fosse un computer. Perché Ruzzle, in realtà, utilizza come base il vocabolario italiano Zingarelli, con i suoi oltre 80.000 lemmi; a 22 | Espressione Libri

questi vanno aggiunti le declinazioni dei verbi, i singolari e i plurali, i vezzeggiativi, gli accrescitivi e quant’altro. Non sono accettati i nomi propri, questo sì. Ma mi raccomando, non staccare mai il dito dallo schermo altrimenti perdi la parola! Altra regola importante da ricordare: devi collegare solo lettere adiacenti. Non vorrai mica unire la prima in alto a sinistra con l’ultima in alto a destra senza passare per le due centrali? È proprio vero, la ruzzle–mania occupa le nostre menti e i nostri pensieri. Adesso che ne dite di dar sfogo alla fantasia e divertirci un po’ con il titolo di questo articolo? La mia mania? Amare le mani amare. Una mia zia, i muri li ama neri. Mai amar un maiale! Né amai l’IMU!! Ma ama il mare in rima. Amami, minima malia.


Mario D’Onofrio «Maturità (viaggio nel cuore e nelle emozioni)» Edizioni Drawup ISBN: 9788898017386

Monica Cucinelli «L’isola del vento» Book Sprint Edizioni ISBN : 9788868232979 Mauro Fodaroni «Bar Mattatoio» Cicorivolta Edizioni ISBN: 978889742416 1

Gianluca Salmi «Il cerchio dei prescelti» Edizioni Pedragon ISBN: 9788865980828 Espressione Libri | 23


I buchi neri e l’arcobaleno

Prosegue il racconto di Emanuele Tanzilli, in arte Diamond Phoenix, pubblicato per la prima volta nella raccolta Realfiabe, 2006, Montedit 15 Non poteva rimanere a casa, in quelle condizioni. Kirk non avrebbe mai potuto immaginare che suo figlio sarebbe arrivato a tanto. Ha provato ad uccidersi. Dunque, teneva così tanto alla pittura? Era così afflitto dall’impossibilità di vedere da mandare al diavolo ventiquattro anni di vita? Dove ho sbagliato? No, non poteva rimanere con lui. Per la prima volta in vita sua, Kirk cominciò a rendersi conto dei suoi errori di valutazione. Aveva sempre dato per scontato l’affetto di suo figlio, ma capiva di non conoscerlo bene come 24 | Espressione Libri

avrebbe voluto, come pensava che fosse. Mai dare l’affetto per scontato, andava ripetendosi freneticamente in quei giorni. E intanto i secondi che fluivano si laceravano in uno stillicidio d’incertezza, e gli laceravano l’animo tumefatto dalla costernazione. Aveva sbagliato. E se provava a giustificarsi con le difficoltà di allevare un figlio da solo, con il lavoro opprimente e mille altre invenzioni, finiva inevitabilmente a piangersi addosso impugnando un cristallo di Boemia ricolmo di scotch e cubetti ghiacciati su cui si rifrangevano con poliedrica mestizia i riflessi


riflettori puntati su... delle pareti. Decise quindi di affidare Wesley di nuovo alle cure di Deirdre Cunningham e ad Esteban Roa, i medici della clinica. 16 Quando Wesley, in piena vacuità di spirito, accettò il nuovo trasferimento alla clinica senza protestare né accennare reazioni, Kirk capì a malincuore di stare facendo la cosa giusta. I dottori l’avrebbero curato, e rimesso in migliore disposizione d’animo. Un giorno suo figlio sarebbe tornato a casa con la serenità dell’infanzia, e la voglia di vivere di un tempo. Sono menzogne, e lo sai. Inganni te stesso. –Non è vero! –Signor Fletcher, c’è qualcosa? –…No, no. Voglio che vi occupiate di mio figlio Wesley. Dovete fornirgli le migliori cure possibili, mi sono spiegato? –Non si preoccupi, suo figlio starà meglio. Lo affideremo ai nostri psichiatri. –Sarà meglio per voi. 17 Nella rassegnazione di chi sa di non potersi permettere altro, Wesley si abbandonò alle mani di Cunningham e Roa. La prima gli ripeteva con l’affabilità dell’eterna ottimista di tranquillizzarsi: avrebbe voluto, forse in altre condizioni l’avrebbe fatto, metterla a tacere con qualche frase secca e distruttiva. Ma sentiva di non farcela. Il secondo, invece, gli dava l’impressione del menefreghista: qualche parola con la puzza sotto il naso ogni

tanto, e via, il contentino quotidiano è servito. Già, ma cosa facevano veramente per lui? L’avrebbero imbottito di Prozac? Questo non sarebbe sicuramente servito a ridargli la vista, a ridargli la vita. Stava ormai pensando che sarebbe marcito, consumandosi come un cerino, lentamente e dolorosamente in quel posto, quando accadde qualcosa che non si sarebbe aspettato. Antima venne a fargli visita. –Wesley? –Chi è? –Antima. –Ciao. Come va? Una meraviglia il mondo, vero? –Volevo sapere…come stai. –Oh, non lo vedi? Una meraviglia! Il cibo è sano, la compagnia allegra, il posto, poi…un paradiso. Potessi vederlo! –Wesley, se c’è qualcosa che posso fare… –A meno che tu non abbia una rètina in più, no, non credo. … Anzi, sì, una cosa ci sarebbe. –Dimmi. –Portami via di qui. –Cosa?! –Via. Fammi uscire da questa Alcatraz. Voglio tornare libero, cieco o vedente. –Wesley, sai che non posso… –Certo, certo. Come ho fatto a dimenticare? Io sono un pazzo. Fra poco verranno con una camicia bianca, e mi legheranno le braccia. –Tu non sei pazzo. Anch’io, nelle tue condizioni, sarei esplosa. –E allora dammi un’altra possibilità: portami via da qui. Espressione Libri | 25


–Ma… Come pensi di poter fare? COSA pensi di ottenere fuggendo? –La libertà, Antima. Li–ber–tà. Senti che suono magnifico? Sai, da quando non ci vedo, ho imparato ad apprezzare di più i suoni. I suoni, i profumi, la consistenza delle cose, i sapori… ma non VEDO, Antima, io non VEDO. Fu uno scatto. La parola “vedo” pronunciata così aspramente, con così tanto distacco, le fece sobbalzare il cuore. E lì, il suo cervello scattò, annerendosi. Afferrò Wesley per il braccio sollevandolo quasi di peso dalla poltrona, trascinandolo per porte e corridoi fino all’atrio d’ingresso. E nessuno che domandasse cosa stesse facendo. –Dove mi stai portando? –Dalla libertà. Andiamo. Uscirono dalla struttura (con una facilità quasi disarmante: era in quel posto che curavano i malati di mente?); si sedettero nella vettura di Antima (gli pareva di ricordare che la macchina fosse blu cobalto) e, ingranando con il gas, sfrecciarono sugli pneumatici. Per la prima volta dopo svariate decine di giorni, sulle labbra di Wesley riaffiorò una mezza parvenza di sorriso. –Lo sapevo. –Cosa? –Che avevi fegato. Dopotutto, quella palla al piede di Ashley non può frenarti, quando ti ci metti. –Non parlar male di lei: è mia amica. –Anche io sono tuo amico, no? 26 | Espressione Libri

–Tu… allacciati la cintura. Stiamo per imboccare l’autostrada. Non ebbero più coraggio, né forza di parlare per un tempo che parve interminabile. L’auto avanzava silenziosa e nessuno osava contraddirla. Era forse una pazzia. Lo sai questo, vero? –Lo so. –…Cosa? –Questa è una follia. –È vero, ma se ci pensi, tutto ha un senso. Dove mi stai portando? –Cutter’s peak. –In montagna? –È il primo posto che mi è venuto in mente. Preferisci tornare in clinica? –No, no, no. Dico solo che farà un po’ fresco, lì. –Non preoccuparti, ho un maglione addosso. 18 Cutter’s peak era il rifugio estivo e il luna park invernale di qualche appassionato sciatore. La corsa all’oro turistico aveva trasformato quell’ameno monticello in una struttura super attrezzata, con tanto di chalet, funivie, piste per principianti, hotels, ristoranti, sentieri per il passeggio: una contorta fusione metallica tra il cristallo verde della natura e la mano rossa dell’uomo. In mezzo, un bel po’ di bianco, che fin dall’autunno s’inoltrava subdolo per le strade e sui tetti. A Wesley venne in mente che, pur essendo un luogo abbastanza vicino alla sua città, era un posto che aveva


sempre voluto visitare. Perché? Ah, sì… perché sarebbe bellissimo dipingerne il panorama. –Cutter’s peak, capolinea. –Siamo arrivati? –Sì. C’è una buona quantità di persone in mezzo a cui nasconderci. Scendiamo. Antima diceva il vero, sebbene Wesley potesse solo avvertirlo. In particolare, i primi giorni di Ottobre erano l’ideale per una scampagnata nevosa, e neppure quell’anno aveva fatto eccezione, trascinando come un irresistibile richiamo decine di famigliole, coppiette avventurose ed impavidi semi–atleti sui pendii ricoperti di ghiaccio e sciolina. Un brulicare saltuario di cappotti rossi e snowboards, racchette e sciarponi. Profumo d’inverno. 19 Passi incerti, braccia legate a chissà quale illusione. La prima stanza del primo albergo della prima strada incrociata. Il primo giorno. –Mi spieghi una cosa? –… –Cosa diavolo pensi di fare, adesso? –… Non lo so. Ma rimanere in quella clinica… lo sai. –D’accordo. Un po’ di tempo lontano dal mondo ti farà bene. Ma nessuno deve venire a sapere che ti ho portato io qui, non voglio finire nei guai. –Non finirai nei guai. Mi assumerò io ogni responsabilità. D’altronde, ormai sono io il pazzo della situazione.

… –Wesley. –Sì. –Perché? –Perché cosa? –Perché hai gettato all’aria la tua vita? –Io… –L’aver perso la vista non significa che non ci siano più orizzonti, per te. –Tu non sai. –Cos’è che non so? –In tutta la mia vita, non ho desiderato altro che dipingere. Studiare, parlare, camminare… tutto assumeva secondaria importanza. Nel mio cassetto c’è sempre stato spazio per un unico sogno. Ma all’improvviso ho scoperto che qualcuno l’aveva svuotato. –È stata colpa mia? Non dovevo assillarti. –Non è stata colpa tua. Mio padre. Kirk Fletcher. Tanti anni di presunto appoggio e poi, all’improvviso, come uno stupido delirio che finisce, la realtà. –È per questo che quel giorno tu…? –Sì. Ero furioso, e ho dato in pasto alla furia tutta la mia vita. Un accecante scatto di funesta sciagura. –Oh, Wesley… –Ma adesso è finita. Non ho più nulla. Il cassetto… è vuoto. Forse lo è sempre stato. Non finirò a marcire in una clinica. (Perché io ti aiuterò)

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Rubrica a cura di Maria CAPONE

approfondire la lettura

di Maria CAPONE La buona volontà non sempre è sufficiente per affrontare la lettura di uno dei capolavori della letteratura. Nonostante i buoni propositi, ci ritroviamo a recedere dal nostro approccio subito dopo esserci resi conto dell’enorme mole di pagine che si interpongono tra noi e il libro che desideriamo leggere. Si rischia così di lasciare il libro in bella mostra sulla nostra libreria personale, spolverandolo di tanto in tanto, e ripromettendoci di trovare un “momento migliore” per “leggerlo liberamente”, ossia senza l’obbligo di professori che troppe volte ce l’hanno imposto come materia d’esame o più semplicemente come argomento di un compito in classe. I termini farraginosi, gli stili di scrittura appartenenti a secoli passati, non sono altro che scuse da noi addotte per colorire e giustificare la nostra rinuncia. Perché riprendere in mano libri affascinanti e nello stesso tempo ostici non è quasi mai una nostra libera scelta, come preferiamo credere, ma una sorta di auto–impo28 | Espressione Libri

sizione, da noi stessi indotta, per migliorare la qualità delle nostre letture. Come fare allora per superare questi ostacoli? Un valido aiuto lo possiamo trovare negli audio–libri. Pensate non sia la stessa cosa? Chi come me ha fatto parte di quegli studenti degli anni ’60 – ’70, ricorderà senz’altro quanto ci sia stato utile il registratore come mezzo per imparare le nostre lezioni. Leggere il testo e al contempo ascoltare le nostre stesse parole a commento è stato un supporto non indifferente per affrontare gli esami di maturità. Maurizio Falghera – sociologo e studioso di Cibernetica della Comunicazione ed Ecologia della Mente, oltre che direttore editoriale e artistico de «Il Narratore audiolibri», nel saggio «Lettura + Ascolto. Come migliorare l’apprendimento linguistico, emotivo ed empatico con gli audiolibri» ci spiega come agisce questa doppia funzione di “lettura + ascolto”, procedimenti che attivano nello stesso


liberamente

istante aree del cervello addette a funzioni diverse. La sinergia non può che far bene e i benefici derivanti dalla lettura abbinata all’ascolto sono molto più ampi e duraturi di quanto si sia portati a credere. Ascoltare audio–libri non soltanto porta alla scoperta del piacere di leggere, ma costituisce un vero e valido ausilio per l’approfondimento e l’accelerazione dell’evoluzione delle competenze linguistiche, immaginarie ed emotive di adulti e bambini. Chi ascolta l’audio–libro, se questo viene ben letto e ben recitato, trova personaggi caratterizzati e differenziati, e può percepire le diverse sfumature della prosa, ricevendo così dal libro e dalla storia un’impressione vivida, autentica, vitale. Questo è ciò che ci viene spiegato da Maurizio Falghera; per esserne certi, tuttavia, ci rimane soltanto una strada: provare. In effetti, da sempre, i professori hanno spiegato che l’ap-

prendimento è più veloce se leggiamo ad alta voce. Ascoltare la nostra stessa voce è una cosa che già facciamo quando abbiamo bisogno di maggiore concentrazione e di un apprendimento duraturo. E forse, proprio per questo stesso motivo, l’audio–libro può diventare un ottimo supporto per la nostra cultura. Facendo un passo indietro sino alla nostra infanzia potremo confermare di aver imparato molte cose ascoltando – dalle favole raccontate dai nostri genitori, alle parole di una canzone, per finire poi ai più recenti corsi di inglese. Allo stesso modo, ci saranno toni di voce che rimarranno indelebilmente nel nostri ricordi. La lettura, quindi, se accompagnata dall’ascolto del testo effettuato con una corretta dizione, arricchito dalla recitazione e dalle giuste pause, non può far altro che allietare la mente e il cuore di chi vuole fruirne. Espressione Libri | 29


Lorenzo Carbone «Memorie dal nulla» Un semplice viaggio nell’assoluto Edizioni: Mondolibri

Stella Stollo «Algoritmi di Capodanno» Edizioni: ARPABook ISBN: 9788874261406

Carola Orciani «Uno, due tre... la via Lattea a passo di donna» Fenoglio Editore ISBN: 978889074540 «Uno, due, tre... la via Lattea a passo di donna» non è semplicemente il racconto di un pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Il libro di Carola Orciani è la storia di una donna che, attraverso il proprio corpo, arriva a scoprire ogni parte di sé. Il lungo percorso per giungere al santuario si rivela un crescendo di emozioni, di gioia, di speranza. Il pensiero dell’autrice viaggia attraverso il respiro, risplende delle ricchezze acquisite e, parola dopo parola, emozione dopo emozione, arriva alle persone che vogliono ascoltare. Un cammino di fede e d’amore grazie al quale l’autrice ritrova il senso della via. 30 | Espressione Libri


Rubrica a cura di Emanuele TANZILLI

dal papiro all’ebook come cambia il libro

di Emanuele TANZILLI Il desiderio, la naturale e spontanea inclinazione dell’uomo ad esprimere sé stesso attraverso la scrittura, affonda le sue ancestrali radici negli albori dei tempi. È sufficiente pensare alle pitture rupestri, o ancora alle incisioni su pietra, su pelli di animali, su papiri e via dicendo, per rendersi conto di quanto tale forma di comunicazione sia stata percepita come importante da praticamente tutte le civiltà della storia antica e moderna. Bisogna tuttavia attendere il XV secolo e Gutenberg per ottenere una vera rivoluzione nella stampa, e da allora i progressi sono stati innumerevoli, portando a metodi sempre più economici, precisi e sofisticati, in grado di soppiantare per sempre la faticosa pratica della copiatura a mano (effettuata dagli amanuensi). Quel che accade oggi, da un certo punto di vista, potrebbe essere simile a quanto sperimentato allora. Ci riferiamo ovviamente al grande mondo di Internet e alla prepotenza con cui la realtà virtuale sta soppiantando svariati aspetti

della quotidianità, trasformandola, semplificandola, a volte anche svilendola. Accedere a internet è facile, poco costoso e rapido; lo scambio di informazioni diventa così questione di pochi attimi, e di conseguenza anche la diffusione di testi, libri, articoli. Persino la nostra rivista fa un ampio uso della rete per giungere al suo pubblico. E questo perché, è inutile negarlo, internet è il presente ed il futuro della comunicazione. Ma fino a che punto è lecito pensare che possa sostituire i mezzi d’informazione tradizionali? Libri e giornali sono destinati a sparire come fu per i papiri, o è plausibile immaginare una convivenza pacifica tra il cartaceo e l’elettronico? L’e-book, per chi ancora non lo sapesse, ricava il suo nome dalla contrazione dei termini inglesi electronic book, ed è per l’appunto un documento di testo in formato digitale, leggibile dunque su computer, palmari, tablet, smartphone, oltre che sugli ebook reader, supporti appositamente ideaEspressione Libri | 31


non solo libri

ti per la consultazione dei libri elettronici. Sebbene la loro diffusione sia relativamente recente, gli e-book possono considerarsi risalenti al 1971, anno in cui il primo progetto di realizzazione, il Progetto Gutenberg, venne lanciato. I primi progressi, anche a causa della tecnologia dell’epoca, furono scarsi, e solo verso la fine del secolo i siti di vendita iniziarono a diffondersi un po’ ovunque, spinti anche dagli autori che iniziarono a rendere disponibili le proprie opere in formato digitale, come Stephen King e il suo racconto “Riding the Bullet”. Oggi la scelta è enormemente più vasta, e i più grandi colossi di vendite online, come Amazon ed Ebay, si fanno una concorrenza spietata nel settore. Ma da qui a profetizzare che, un giorno, gli e-book possano soppiantare i libri tradizionali ce ne passa. Nonostante l’ampliamento progressivo delle fette di mercato, è ancora presto per parlare di vero e proprio sorpasso: la cara vecchia carta stampata resta nelle preferenze di autori e lettori, sebbene 32 | Espressione Libri

cominci ad accusare i primi colpi. Proviamo dunque a mettere a confronto le due soluzioni, evidenziandone pregi e difetti, per cercare di capire la tendenza di fondo di questo fenomeno: l’e-book rappresenta il progresso tecnologico, sospinto dalla forza travolgente di internet e della sua diffusione massiccia; permette inoltre praticamente a chiunque, con una basilare conoscenza tecnica, di auto-pubblicarsi approfittando di piattaforme appositamente dedicate a questo, con costi irrisori o addirittura gratis. Un e-book di solito costa poco, e consente all’autore di conservare una percentuale di introiti molto maggiore rispetto a quella dei libri tradizionali. Le difficoltà, tuttavia, stanno nella ancora scarsa propensione del pubblico verso questo particolare tipo di formato, nonché nell’immane lavoro da svolgere per pubblicizzarsi adeguatamente, attraverso blog, social network, siti per recensioni e così via. Dall’altro lato, invece, il buon vec-


chio libro di carta conserva ancora intatto il fascino delle pagine, del profumo d’inchiostro, della copertina ben curata, del piacere che si può provare nel toccare materialmente l’opera; è meglio diffuso, attraverso i circuiti di biblioteche, librerie e siti di vendita online. Conserva, tuttavia, costi ben maggiori e una difficoltà d’accesso alla pubblicazione che spesso si pale-

sta qualitativo.

sa nell’atteggiamento superficiale delle case editrici, disposte a pubblicare praticamente qualsiasi cosa a patto che venga preventivamente pagata, mancando così ogni genere di selezione e inondando gli scaffali di titoli “usa e getta”, sospinti ad arte dalle campagne pubblicitarie o dalle mode ma ben poco validi da un punto di vi-

ra personale, purché avvenga sempre con piacere e consapevolezza. Perché, come suggeriva già Herman Hesse, “Non dobbiamo leggere per dimenticare noi stessi e la nostra vita quotidiana, ma al contrario, per impossessarci nuovamente, con mano ferma, con maggiore consapevolezza e maturità, della nostra vita”.

In definitiva, azzardare una previsione non è per nulla semplice, e certo conciliare la nostalgia per la tradizione con la curiosità per il progresso sarà un compito arduo che starà al tempo svolgere. Noi non possiamo che invitarvi a leggere il più possibile, a leggere di tutto, per svago o cultu-

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Rubrica a cura di Alessandra CAPUTO

Donald vergani, dal libro al cinema

fotografia di Sabrina CIFERRI Pubblicare un libro, soprattutto il primo, affidandosi alle case editrici, si sa, non è impresa facile. Se poi il libro viene anche scelto come soggetto per un film, si può gridare al miracolo. O forse no. Donald Vergari, il Mago di Az portato al successo da Striscia la notizia, ai miracoli non crede, almeno non in senso lato, eppure l’avventura capitatagli un che di miracoloso ce l’ha. Un paio di anni fa, smessi i panni di inviato del varietà di Antonio Ricci, si improvvisa scrittore. Mossa tutt’altro che azzardata. Il libro d’esordio, Il ragioniere della Mafia, si rivela un successo, tanto insperato quanto travolgente. Nei primi due giorni di prenotazione riservati alle librerie, vengono richieste oltre 1.000 copie. Il numero da mandare in stampa in 34 | Espressione Libri

prima tiratura passa dalle 1.500 preventivate a 10.000. La De Agostini, cui è affidata la campagna promozionale, anticipa di un paio di mesi l’uscita del libro. La presentazione ufficiale, il 17 novembre 2010 al Teatro nell’Università della Legalità, bene confiscato alla camorra, di Casal di Principe. Scelta non casuale. Segue un tour promozionale in giro per l’Italia accompagnato da consensi di pubblico e critica. Il ragioniere della Mafia si conferma una scommessa vinta. Non solo in libreria. Un gustoso e avvincente romanzo pulp che irride gli stereotipi della cultura mafiosa degli anni ’90, raccontato con uno stile innovativo. Ispirazione perfetta per un film. La Elleffe Group, con il contributo di Apulia Film Commission, decide di


bibliomania investirci su. La regia è affidata a Federico Rizzo, tra i registi emergenti più accreditati a livello nazionale. Nel cast Lorenzo Flaherty, Tony Sperandeo, Ernesto Mahieuz, Ciro Petrone, Francesca Testasecca, Sara Izzo, Alessia Tedeschi, Benedetta Piscitelli, Anna Munafò, Simona Borioni, Rosalinda Celentano, Luca Lionello e Nando Irene. Location per le riprese Italia, Stati Uniti, Sudamerica. Il film uscirà nelle sale tra dicembre e gennaio 2014. Nell’attesa di vedere Il Ragioniere della Mafia sul grande schermo, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l’autore.

tore dall’inizio alla fine.

Allora Donald, partiamo dall’inizio. Come è ‘nato’ Il Ragioniere della Mafia? Per caso. Ho iniziato la prima stesura mentre scrivevo una storia completamente differente e non sono più riuscito a fermarmi.

Come mai la data di uscita del film è slittata a fine 2013? I costi per girare un film di buon livello sono esorbitanti, si aggirano intorno ai 200 mila euro, ed il nostro è un film di altissimo livello, con un regista di talento e un cast stellare. Avendo prodotto un film hollywoodiano con un budget da cortometraggio abbiamo dovuto affrontare diversi problemi, anche di natura economica, ma non ci arrendiamo. Il film è praticamente ultimato, sono già state prenotate 100 sale.

Caratteristica del tuo romanzo è lo stile “assolutamente nuovo”. Di che si tratta? Amo definirlo realibry: situazioni e personaggi verosimili, in luoghi reali, che seguono un copione, come potrebbe essere per il Grande Fratello, ma in una nuova dimensione, quella del libro. La criminalità organizzata viene raccontata attraverso gli occhi di chi ne fa parte, personaggi, situazioni e avvenimenti prendono spunto dalla realtà, il tutto raccontato con un ritmo incalzante, senza pause. Ho cercato di imprimere al romanzo una velocità cinematografica così da mantenere viva l’attenzione del let-

Veniamo all’avventura cinematografica… Mi son letteralmente immerso in questo progetto come solo un incosciente può fare. Ho seguito il cuore più che la mente, ma tornando indietro rifarei quasi tutto. L’importante nella vita è avere dei sogni e cercare di realizzarli. Ho portato a Brindisi il cinema, per due settimane attori noti hanno girato per le vie della mia città. A prescindere da come andrà a finire quest’avventura, essere riuscito in questo mi rende orgoglioso.

Durante le riprese hai dato qualche suggerimento? Ti sei confrontato con il regista? No. Chi ha letto il mio libro e andrà a vedere il film noterà sicuramente delle differenze. La trasposizione cinematografica comporta una diversa lettura della storia, ma quella di Rizzo è fedele all’essenza del mio romanzo. Espressione Libri | 35


Cosa ti ha emozionato di più, veder pubblicato il tuo romanzo d’esordio o la scelta di realizzarne un film? Sono due emozioni diverse…Vendere 18.000 copie, trovare il tuo romanzo nelle librerie di mezza Italia accanto a quelli di Saviano, ricevere complimenti e premi è una gran soddisfazione. Veder realizzata e poter partecipare alla trasposizione su grande schermo del libro è un sogno che si realizza. Restando in tema di libri, l’editoria non sta attraversando un buon momento, sono sempre più numerose le librerie di catena costrette a chiudere. I libri sopravviveranno alla crisi? Proprio come i film i libri sono il solo mezzo che abbiamo per viaggiare con la fantasia, per vivere altre vite, conoscere altri mondi, per questo le librerie, son sicuro, avranno una seconda vita, come il vinile tornato ultimamente di moda. È importante che nuovi libri vengano pubblicati, che si dia spazio a scrittori emergenti, ma è altrettanto importante che ci sia gente che i libri li compra. Tu lo fai? Assolutamente sì. (ride ndr) Autori preferiti? L’autore che prediligo è Harold Robbins, unico nel raccontare un mondo di ricchezza, lusso e spreco facendolo apparire quasi leggendario ed esotico. Sento molto vicini anche Andrea De Carlo e soprattutto Gianrico 36 | Espressione Libri

Carofiglio. La sua, come la mia, è una scrittura visiva. Lo scenario editoriale sta mutando radicalmente, con gli e-book viene messo in discussione il format consolidato del libro. Il tuo parere a riguardo? Personalmente non amo la tecnologia, per lo meno non applicata a tutto. È senza dubbio molto più facile pubblicare la tua opera online, meno complicato e costoso dell’affidarsi ad una casa editrice, ma è una dimensione, questa, che non mi appartiene. Gli e-book hanno sicuramente dei vantaggi, ma vuoi mettere il piacere di tenere un libro tra le mani, sfogliarlo, sentirne il profumo, farlo tuo annotando pensieri e considerazioni a piè di pagina. Prima di lasciarci, una domanda sui progetti futuri del Donald scrittore. Il Ragioniere della Mafia fa parte di una trilogia. Pronto il secondo romanzo? È quasi terminato e sarà una storia diversa dalla prima, verterà sul riscatto, ma anche in questo caso ci sarà il riferimento a fatti reali ed incredibili. Sono inoltre alle prese con un libro sui Templari, ambientato tra Malta e Brindisi, e con un romanzo, Gli angeli non muoiono mai, in cui affronterò, alla mia maniera, tematiche forti quali il lavoro, gli homeless, la fecondazione assistita, le adozioni. Sarà un libro cattivo, un pugno nello stomaco.


Titolo: Il ragioniere della mafia Autore: Donald Vergani Editore: FBE Collana: La bicicletta ISBN-10: 8863980624 ISBN-13: 978-8863980622 Al termine degli anni ‘90 un trentenne ragioniere milanese scelto per la sua abilità con i numeri, si trova a gestire i profitti su scala mondiale di una particolare holding formata dalle maggiori organizzazioni criminali italiane. La sua ultima grande sfida sarà quella di uscire vivo dalla Mafia e per questo dovrà realizzare uno dei piani più ingegnosi nella storia del crimine. Donald Vergani quarantuno anni, originario di Brindisi, vive tra Savona, Milano e Padova. Personaggio eclettico e sicuramente sopra le righe, si forma come animatore nei villaggi dei maggiori Tour operator internazionali. È stato il vincitore come miglior Animatore Europeo del XIII Premio Internazionale all’Opera Bastille di Parigi. Nel 2008 viene eletto Mago dell’Anno da una giuria di giornalisti ed esperti da «Quantica Milano». Da gennaio 2009 ha collaborato come inviato del Centro-Antitarocco di Striscia la Notizia con il personaggio del Mago di Az, realizzando numerose inchieste. Attualmente lavora nel mondo della televisione collaborando con Rai , Mediaset e Sky, senza mai abbandonare la passione per il contatto diretto con il pubblico. Partecipa attivamente a manifestazioni e tour promozionali in tutto il territorio italiano.

Note sull’Autore

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QUANDO IL ROCK VIAGGIA in autobus

di Rossana LOZZIO È con grande piacere che introduco Valerio Ziglioli, in arte TAO, polistrumentista, cantante e produttore, noto soprattutto per avere ideato il progetto TAO Love Bus Experience, il primo rock ’n’ roll tour in movimento a bordo di un fantastico pulmino Volkswagen del 1974, decorato “hippie style”. All’interno, una band che suona dal vivo e diffonde il rock ’n’ roll lungo le strade italiane. TAO ha all’attivo quattro album («Forlìverpool» del 2005, «L’ultimo James Dean» del 2007, il doppio «Love bus – Love burns» del 2010 e «Spirit of rock» del 2012), quest’ultimo in lingua inglese. Aggiungo ciò che vi sarà chiaro leggendo questa intervista ma, che tengo a sottolineare e cioè che Valerio è soprattutto un’anima bella. Di quelle che raramente ci è dato di incontrare e per cui è giusto ringraziare il destino quando accade. 38 | Espressione Libri

TAO Love Bus Experience: Valerio ci racconti questa incredibile esperienza? Più che un’esperienza potrebbe sembrare fantascienza: 650 concerti in sei anni, 400 città toccate, 140.000 km percorsi, un tour europeo di 20 giorni rigorosamente documentato da 300 ore di riprese. Non potrei mai riassumere in poche parole il bagaglio di emozioni che la mia band ed io ci portiamo appresso dal 2007 ad oggi. Posso solo dire, proprio citando la fantascienza, che quella a bordo del TAO Love Bus è un’esperienza “ai confini della realtà”, che ci ha portato “là dove nessun uomo è mai giunto prima”. Milioni di persone hanno visto in azione il pulmino dell’amore e del rock ’n’ roll, centinaia di migliaia hanno cantato in coro le nostre canzoni, migliaia hanno portato a casa almeno uno dei dischi di TAO. Un’avventura che ti cambia la vita…


l’arte che gira intorno Come definiresti la musica che scrivi? Anni fa un giornalista mi definì un “cantautorock” e devo dire che colse le tre cose fondamentali del mio fare musica: sono un cantautore, suono in auto e faccio rock. Per “rock” non intendo tanto un genere musicale quanto un’attitudine, con la mia mu-

Nel 2008 sei stato premiato al MEI (Meeting Etichette Indipendenti) per l’originalità del tuo tour e per la novità della distribuzione musicale rappresentata dalla “TAO Love Bus Experience”. Quanto ritieni contino i riconoscimenti ufficiali in una carriera artistica? Come tutti gli artisti, sono uno a cui

fotografia di Marco Beck Peccoz

sica racconto esperienze vere, vissute, viscerali e spesso drammatiche. Le mie canzoni talvolta sono venate di ironia ma sono scritte e interpretate sempre con passionalità. Per me la parola “rock” (roccia) è sinonimo di Amore. La mia dedizione alla musica, alla performance, al pubblico è totale. Ed è un costante atto d’amore.

piace sentirsi apprezzato, ma non ho mai accettato l’idea di prostituirmi per poter raggiungere il cosiddetto “successo”. Il vero successo è potersi guardare allo specchio senza sputarsi in faccia, sapendo di valere qualcosa ma senza avere addosso l’angoscia dei grandi numeri. Poi è ovvio che i complimenti e i riconoscimenti fanEspressione Libri | 39


no sempre piacere. Preferisco comunque un complimento d’amore verso una mia canzone ad uno sulla mia eventuale fama. Apprezzo di più una persona che mi chiede un autografo perché intende portarsi a casa il ricordo di un concerto magico del TAO Love Bus piuttosto che sentirmi dire: “firma, firma che magari un giorno diventi famoso e potrò dire di avere il tuo autografo!” Cosa pensi dell’attuale situazione discografica italiana? La discografia delle grosse multinazionali sta colando a picco. A questo aggiungiamo che l’Italia da vent’anni è considerata un “non mercato” da Sony, Warner, Universal e ne ricaveremo un quadretto disastroso. Se però per discografia intendiamo una situazione in cui l’artista è anche il produttore, l’arrangiatore, l’ufficio stampa, il manager di se stesso… be’ allora forse, e dico forse, potrai riuscire a stare in piedi. Pessimista? Catastrofico? Non direi. Del resto è questa la situazione che vivo da sei anni a questa parte: il TAO Love Bus è la nostra vera agenzia di management (io e la mia band veniamo contattati grazie al passaparola) ed è anche il nostro palco. Tornare ad auto-prodursi è la chiave. Certo, comporta sbattimenti e difficoltà notevoli, ma oggi è impensabile che un artista si svegli alle due di pomeriggio con l’unica preoccupazione di trovare l’ispirazione giusta. Oggi l’artista deve pensare in primis a come veicolare la sua musica. È un po’ una giungla, lo so, devi alzare il sedere e lottare per sopravvivere. 40 | Espressione Libri

Hai avuto modo di collaborare con artisti famosi come Alberto Fortis, Virginio, Diego Mancino, Roberto Dell’Era (Afterhours), Sandro Mussida e Garbo. C’è un ricordo, fra quelli che vi legano, che ti va di condividere con noi? Posso dire di aver collaborato veramente solo con Alberto Fortis e Garbo, per gli altri nomi citati si è trattato di una partecipazione (intensa ma breve) in una canzone contenuta nell’album “L’ultimo James Dean”, che, fra l’altro, è anche l’album contenente “Spirito del Rock”, la canzone simbolo del nostro incredibile tour a bordo del Love Bus. Sono molto legato a questo pezzo anche per un altro motivo: Alberto Fortis, con il quale ho suonato come chitarrista per ben 7 anni, ha prestato la sua gran voce e la sua perizia pianistica proprio a “Spirito del Rock”, regalandomi un pomeriggio indimenticabile ed una performance incredibile. A Garbo invece mi lega un’altra canzone, “Voglio morire giovane”, che ho scritto per lui e che ha goduto di una certa popolarità nell’ambiente underground. Questa canzone, che reputo una delle più intense che abbia mai scritto, ha avuto anche svariati passaggi su Radio Dj. Progetti futuri? Sono tanti e provo ad elencarli velocemente: rimanere vivo, pubblicare un paio di dischi (uno in inglese e uno in italiano), vedere realizzata una serie tv sul tour europeo fatto l’estate scorsa, diventare papà. Quest’ultimo è il progetto più difficile ma voglio crederci, anche se i tempi in cui vi-


viamo inducono a perdere fiducia nel futuro, nell’uomo e nell’amore. Ma io faccio rock perché sono rock. Cioè, duro a morire. Ultima domanda che sento quasi obbligatoria, considerando che la nostra rivista si occupa di editoria. Cosa leggi, se leggi. Ti piacerebbe scrivere un libro? Anche se da anni ho pochissimo tempo per farlo, leggo un po’ di tutto e devo dire che è stato proprio un libro ad ispirarmi l’idea del TAO Love Bus, «Peace & Love», scritto da Ezio Guaitamacchi (con il quale poi ho collaborato, suonando in svariati suoi spettacoli). Il libro racconta lo scenario della West Coast americana, in particolar modo San Francisco, durante la fine degli anni ’60. Epoca, quella, piena di fermento, ribellione, cambiamenti e droghe. L’avevo letto tutto d’un fiato e mi ero immaginato di ambientare “lo sballo” all’interno del pulmino Volkswagen che avevo appena comprato (si parla del 2005). Chiaramente non mi sono mai interessate le droghe in quanto la Musica è sempre stata il mio solo ed unico stupefacente, ma l’effetto allucinogeno che il TAO Love Bus tutt’oggi crea nello spettatore al suo passaggio è assolutamente sbalorditivo e le “good vibrations” che i colori del bus, uniti alla nostra musica, producono nell’ascoltatore sono quanto di più bello si possa percepire… Riguardo all’idea di scrivere un libro, ti posso solo dire che sono già a metà dell’opera. Non ho resistito infatti

fotografia di Marco Beck Peccoz

all’idea di mettere nero su bianco quella che è stata la devastante esperienza del tour europeo dell’estate scorsa: venti giorni on the road, tre / quattro ore di sonno per notte, otto ore di viaggio più quattro / cinque ore di rock ’n’ roll giornaliere, casini a non finire, problemi di tutti i tipi… ma anche soddisfazioni inimmaginabili. Tutto questo e molto di più diventerà un libro. Il mio primo libro. Si chiamerà «Spirito del rock»… Conosci qualche editore?

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DAL BLOG

Esistere nelle parole...

di Francesca COPPOLA Vi è mai capitato di sentirvi un tutt’uno con il foglio? Con le parole? Con i vostri pensieri che fluiscono sino a materializzarsi su carta? Sono sicura di sì. Poeti, scrittori, sceneggiatori e tutti coloro che operano nel mondo della scrittura sanno benissimo quale tipo di sensazione sto cercando di descrivere. Poiché il “sentire” molto spesso non si può esprimere con il linguaggio, provare a delinearne un’idea sarà comunque un primo passo verso una maggiore presa di coscienza. “Tutti siamo tra le righe” sostiene Anna Maria Benone, vincitrice del prestigioso premio “Alda Merini” conferitole dall’Accademia dei Bronzi per la lirica “In attesa”, inserita nell’opera «Mille voci per Alda». “Tra le righe è qualcosa di detto e non detto, qualcosa di sottile che si legge, ma non tutti sanno leggere... Qualcosa che è palese ma può nascondersi... Qualcosa - aggiunge - che esiste e nell’esistenza tra le righe svela l’IO... 42 | Espressione Libri

il nostro essere.” L’esistenza intesa come un fluire continuo di emozioni, sentimenti, istanze dell’Essere. Uno sgorgare di stati d’animo che erompono in versi: questo è ciò che la Benone ha trascritto nel componimento che segue. Un traboccare che non si esaurisce mai, che sgocciola in righe volte a trovare un senso. TRA LE RIGHE Seduta sulla panchina scrivo. Rincorro l’inchiostro, il fluire di parole vuote, da riempire... Io esisto. “Sono tra le righe...”


IN MOSTRA

l’arte deL colore

Facciamo insieme un salto in Inghilterra? Voglio presentarvi Anthony Barrow, artista anglosassone membro del NAPA, National Acrylic Painters Associations (Associazione Nazionale dei Pittori di Acrilico). Svolge la sua attività di pittore da oltre trent’anni. Detiene una laurea in arte ed educazione, ed è un artista e docente professionista, nonché membro dell’Istituto per l’Insegnamento. Anthony è fondamentalmente un pittore figurativo con una gran quantità di opere eseguite che muovono dalla pittura paesaggistica alla pittura astratta. Il suo lavoro estende i confini tra le immagini rappresentative e la memoria, esplorando tecniche che diventano addirittura molto più importanti dello stesso processo pittorico. La sua vasta esperienza e il talento naturale nel carpire la figura umana ed i suoi ritratti, che esplorano il carattere sottostante dei modelli, gli sono valsi numerosi premi. Tra le sue influenze troviamo Gerhard Richter, Lucian Freud, Eric Fischl, l’Impressionismo e il Rinascimento italiano. La sua filosofia gravita attorno alla seguente massima: “Il contesto in cui noi sperimentiamo un fenomeno determinerà la maniera in cui noi interpreteremo e conserveremo tale fenomeno”. Anthony ha esposto in Gran Bretagna e altri Paesi, e ha lavorato in collezioni private in Europa e in America. Nel 2007 è stato invitato ad apparire nel programma dell’emittente BBC “Rolf

on Lowry”, un evento televisivo in cui ha lavorato al fianco di Rolf Harris nella riproduzione del dipinto di Lowry dal titolo “Piccadilly Gardens”. Nel 2008 Tote Sports gli ha commissionato otto ritratti di varie celebrità

da realizzare usando il crine del cavallo Numbersixvalverdie, vincitore nel 2006 del Grand National. I dipinti sono stati esposti ad Aintree durante i tre giorni di svolgimento del Grand National, e in seguito messi all’asta per raccogliere fondi da destinare alla fondazione benefica di Alder Hey. Espressione Libri | 43


Espressione Libri n.4  

Bimestrale di arte e cultura

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