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IL GIORNALE DI VICENZA

Sabato 8 Marzo 2014

ECONOMIA VICENTINA

BENETTON.Acquisita“Nadella”

“21Investimenti”,gruppofondatoeguidatodaAlessandro Benetton,haacquisitoil56,1%diNadella,societàcheproduce guidelineariecomponentiperl’industriameccanica.

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Così ho fatto

l’impresa

AGROALIMENTARE. L’industriadi Grisignanoaiutaa crearsiun nuovolavoroecombatte l’attualecalo dipanificazione

Icreatoridel“pane di giorno”

Ilsistema“EsmachLab” che sfornaprodottinaturaliogni mezzoraha conquistato Bistrot Oramiraa Madrid e Düsseldorf Cinzia Zuccon Morgani “È meglio crearsi un lavoro che cercarsi un lavoro”. Mai come di questi tempi, verrebbe da aggiungere. Non a caso è questo lo slogan scelto dalla Esmach di Grisignano - da oltre 40 anni leader nel mercato delle macchine per panetteria - che innova, sostanzialmente, cambiando un mestiere, quello del panettiere. Non più massacranti turni di notte, ma “Panettiere di Giorno”. È possibile con EsmachLab, un innovativo sistema di produzione che, in un mini laboratorio completo a partire da 32 metri quadri, consente di sfornare prodotti completamente naturali du-

In questo caso, appunto, avete creduto in loro ed è già molto. Ma quanto costa aprire un’attività di questo tipo?

Quanto una gelateria: 70/80 mila euro di macchinari, più l’arredamento del punto vendita. Lo spazio necessario è molto ridotto, quindi si riducono anche i costi fissi. Inoltre, con i macchinari, forniamo una formazione completa e ricette collaudate.

rante tutto il giorno e in soli 30 minuti. A promuovere questa rivoluzione Luciano Delpozzo, ad di Esmach che a questo sistema ha già convertito con successo il Bistrot di Autogrill della stazione centrale di Milano che presto aprirà all’aeroporto di Düsseldorf, poi in piazza Duomo a Milano e a Madrid.

Cos’ha di speciale il “pane di giorno” e come è nata l’idea di EsmachLab?

È un modello flessibile, perché è il panettiere che si adatta alle richieste della clientela per tipo e quantità di produzione di pane o pizza e può sfornarli tutto il giorno. Inoltre, pane e pizza vengono prodotti

Nientebrevetti:preferiamo innovaresempre perbatterela concorrenza LUCIANODELPOZZO Amministratoredelegato di Esmach

E quanto si può guadagnare?

Unesempio diEsmachLab, struttura snellache stacreando i “panificatoridigiorno” in tuttaItalia con lievito madre, non sono surgelati e non contengono alcun additivo o lievito chimico. Sostanzialmente volevamo rompere un paradigma con un paradosso: fare prodotti di altissima qualità, di diversi tipi e in grande quantità ma in piccoli spazi. Unendo la logica lean, già propria della nostra azienda, alla filosofia Slow food-Eataly di Petrini e Farinetti, ci siamo riusciti.

Secondo uno studio della Coldirettiil 2013 èstato l’anno incuisièvendutomenopanein assoluto in Italia, meno di una fettaatestaperpasto.Ilmerca-

to del pane non è in crisi?

Proprio per questo anche noi dovevamo cambiare. Tiene la grande distribuzione, ma la panificazione tradizionale a livello di mercato si è dimezzata, i panettieri iscritti in Italia alle Camere di commercio sono scesi da 22mila a 16mila: i costi fissi per molti di loro sono diventati insostenibili; un segnale che è necessario cambiare modello di produzione e anche modello di business. E c’è chi l’ha fatto con successo.

Chi sono le persone che diventano panettieri di giorno?

Proprio perché si tratta di cam-

biare mentalità e approccio rispetto al passato, le resistenze al cambiamento sono forti. Infatti chi diventa panettiere di giorno non ha mai fatto questo mestiere. Un caso su tutti: una coppia di Carpìno, in provincia di Foggia: lei disoccupata, lui raccoglitore di olive in autunno e bagnino in estate. Hanno deciso di aprire questa attività, il nostro agente ha creduto in loro, li abbiamo aiutati ad avviarsi e oggi sfornano 100 chili di pane e 70 chili di pizza al giorno; dopo due anni e mezzo stanno già aprendo il loro secondo laboratorio a S. Giovanni Rotondo.

I numeri hanno sorpreso anche noi: a seconda della grandezza del laboratorio e della zona di vendita, i ricavi variano da 300mila fino a 800mila euro l’anno per i laboratori più grandi in aree molto frequentate. E la redditività è tra il 15 e il 30%.

Brevettatetuttiivostriprodotti industriali?

No, preferiamo innovare di continuo ed essere sempre più avanti dei concorrenti. Proprio per questo per le nuove assunzioni che ci apprestiamo a fare non ci rivolgeremo a chi è del settore, ma a chi lavora nell’arte, nel design o nelle tecnologie avanzate. Per innovare servono competenze trasversali, persone che sappiano gestire la complessità ma anche guardare il nostro lavoro da nuovi punti di vista. • © RIPRODUZIONERISERVATA

LaEsmach

Nata45anni fa,oraleader dimercato Fondata 45 annifa a Grisignanodalla famiglia Sartori,Esmach è rapidamente diventataleader dimercato nellemacchine perpanetteria e dal2010 appartieneadAli group;Aliè il gruppoitaliano della famigliaBertiedè il più grandealmondonelsettore delleattrezzatureper la produzionee distribuzione di ciboe bevande:fattura oltre un miliardoe 500 milioni dieuro l’annoe raggruppa 70aziende (tracui Carpigiani)e una decina sonovenete. Dopo ilpassaggio adAlidal gruppofrancese Bongard- dal qualeEsmach era stataacquistata negli anni’90conLuciano Delpozzo alla guidadell’azienda Esmach ha cominciatoa riguadagnare quotedimercatoesteroche nelfrattempoerano scesedal 60%a sotto il 5%.Dopouna impegnativa riorganizzazione conriduzionedi personale,oggi Esmachconta 65dipendentie 50tra tecnicie agentiesterni. Oltreai panettieriartigiani, utilizzanomacchine Esmach Esselunga,Conad,Autogrill e Eataly;il mercato esterovale il 15%diun fatturatoannuo da 20milioni dieuro,i bilanci sono rimastistabili,nonha debiti, la redditivitàè aumentata del 30%e resta il benchmarkper il settore. • C.Z.M.

MODA. IlgruppovuolerilanciarelagriffemilaneseepuntasulmadeinItaly

CONFINDUSTRIA. Visitaailaboratori delRossi

DallaRovere:«Ilmondodellelicenzeèinnettocalo» «Costodellavoro?Èlaproduttivitàilveroproblema»

Il consiglio direttivo della sezione Chimica di Confindustria Vicenza è stata in visita ai laboratori di chimica dell'Itis Rossi. «Abbiamo condiviso spiega Alberto Castegnaro, presidente della sezione - un obiettivo utile a tutti, quello di una collaborazione nelle attività di orientamento scolastico; come imprenditori possiamo contribuire facendo conoscere da vicino, con la nostra esperienza e le nostre aziende, la realtà dell'industria chimica moderna, chiarendo quali sono le esigenze del mondo dell'im-

LaSinvfashopping in“PiazzaSempione” Orail marchio èsuo Paolo Mutterle Piazza Sempione ora si trova anche a Schio. Al termine del contratto di affitto d’azienda siglato l’anno scorso con Sinv spa, la griffe milanese di prét-à-porter femminile entra ufficialmente nell’orbita della società che fa capo alla famiglia Dalla Rovere. Il gruppo vicentino detiene già partecipazioni nei marchi Moschino e Luca Roda, oltre alle licenze per le collezioni Love Moschino e See by Chloé. Con questa operazione il portafoglio di Sing si arricchisce del brand meneghino fondato nel 1991 e presente all’interno di boutique e department store in Nordamerica, Europa ed Estremo Oriente, con showroom a New York, Parigi e Tokyo. «L’acquisizione di Piazza Sempione - spiega Ambrogio Dalla Rovere, fondatore e amministratore delegato del gruppo Sinv - rientrava nella nostra strategia già da un paio d’anni. Crediamo infatti che il mondo delle licenze nella moda sia destinato a ridimensio-

narsi, Per questo abbiamo messo gli occhi su un brand importante, anche se in difficoltà, che si trovava in fase di dismissione. Abbiamo colto la palla al balzo. Siamo ben contenti che rimanga un marchio italiano; ora punteremo a rilanciarlo confermando la produzione al 100% made in Italy, fondamentale per un prodotto di lusso, e ampliando la gamma di prodotti per avere una visibilità ancora maggiore. Nel giro di qualche mese presenteremo un piano triennale; prima non è stato possibile perché con il concordato preventivo in corso la nostra preoccupazione principale era acquisire il marchio». In precedenza Piazza Sempione era controllato da L Capital, fondo d’investimento sponsorizzato dal polo del lusso Lvmh. Il ritorno del brand in mani italiane è un segnale in controtendenza in un settore, quello della moda e del tessile, dove più di frequente il percorso che avviene è quello contrario (vedi Pal Zileri). Secondo Dalla Rovere «si tratta di operazioni positive, purché

ci siano capacità finanziarie e manageriali adeguate. Queste condizioni spesso generano occupazione e investimenti, come avvenuto per Bulgari e Loro Piana. In generale nel tessile le società quotate si stanno comportando molto bene, mentre chi sta sotto soffre. Noi siamo tra i fortunati, perché esportiamo per oltre l’80% e non siamo penalizzati da oneri finanziari». Di recente il gruppo Sinv ha investito nell’incubatore HFarm, acquisendone il 4,7%. «Un investimento al quale crediamo molto, dato che coinvolge i giovani e le nuove tecnologie», spiega Dalla Rovere. Che sul costo del lavoro, uno degli argomenti più dibattuti nella politica economica nazionale, ha le idee chiare. «È importante, ma non determinante. Il vero problema è il Clup, il costo del lavoro per unità di prodotto. Per essere competitivi con gli altri Paesi occorre aumentare la produttività, non basta concentrarsi sull’aspetto monetario del lavoro. È un aspetto al quale non si dedica sufficiente attenzione, mentre la

«Chimica,unosbocco perdiplomati tecnici»

GliIndustriali invisitaal Rossi presa e quale tipo di preparazione è richiesta ai giovani che escono da questo indirizzo. La collaborazione reciproca può dare risultati importanti». •

DANNIDANUBIFRAGIO. Soccorso vicentino Due modelle conoutfit dell’ultima collezionedi PiazzaSempione

AmbrogioDalla Rovere

questione andrebbe approfondita con i sindacati». Tornando a Piazza Sempione, alla guida del marchio di abbigliamento alto di gamma è confermata Sandra Spinacè (che è anche direttore generale di Sinv). «Abbraccio e condivido la visione della famiglia Dalla Rovere - commenta l’ad Spinacè - . Nutro una particolare passione per Piazza Sempione, un brand tutto italiano, modernamente elegante e versatile, caratterizzato dai forti contenuti qualitativi del Made in Italy, sul quale stiamo già lavorando per definire il nuovo corso strategico». • © RIPRODUZIONERISERVATA

Liguria,ponte crollato LoricostruisceOmba Una mano esperta vicentina contro i danni da alluvione. È crollato di notte in Liguria, il 22 ottobre, il ponte di Carasco sul torrente Sturla: non resse il nubifragio che colpì duramente il Levante ligure. Ora-segnala Confindustria Vicenza - «sarà la Omba impianti&engineering, società di Torri di Quartesolo della famiglia Malacalza leader in Italia nel settore delle costruzioni di strutture in acciaio, a dotare il Comune genovese di una nuova struttura». L’assegnazione dei lavori è stata effettuata dalla Provin-

cia di Genova. La Omba ha già dotato di sue opere la terra ligure: ha realizzato i due ponti ferroviari ad arco sul Polcevera, e quello stradale sul lungomare Canepa di Genova. In giugno, poi, ha contribuito alla realizzazione del nuovo ponte della Colombiera in prossimità della foce del fiume Magra nel comune di Ameglia (provincia di La Spezia). L’Omba ha realizzato il manufatto metallico “in casa” in soli tre mesi, e poi ha seguito le successive fasi di montaggio sul luogo. •

I Creatori del "pane di giorno"  

Da Il Giornale di Vicenza, Sabato 8 Marzo 2014

I Creatori del "pane di giorno"  

Da Il Giornale di Vicenza, Sabato 8 Marzo 2014