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Pag. 97

Foto dal mondo Tre doppie pagine con foto dal mondo dei nostri reporter

Fuori dalla comunitĂ Ultima comunitĂ  autogestita in Danimarca

Pag. 17 Situazione energetica italiana Editoriale su come lâ&#x20AC;&#x2122;Italia utilizza le energie rinnovabili

Pag. 19 Riciclo mobilia Coperative sul riciclo dei mobili delle abitazioni

Pag. 28

TREE

Carta, plastica e vetro Il ciclo dei vari materiali che ogni giorno buttiamo

Pag. 69 Radio Mango La radio che aiuta le foreste dellâ&#x20AC;&#x2122;indocina

Pag. 71 Biofuel Dalle alghe il composto che rivoluzionerĂ le nostre automobili

Pag. 79 Lampade in bottiglia Lampade solari senza utilizzo di elettricitĂ

Pag. 100 Incontri internazionali Se i summit mondiali possono cambiare il nostro futuro

Pag. 107 Slow food Carlo Petrini ci illustra come alimentarsi in maniere solidale

Pag. 81 Piano urbanistica Verde Progetti per cittĂ future che paiono sempre piĂš prossime

In questo numero: Tecnica

Scienza

Sviluppo

Energia alternativa

Ecologia

SocietĂ

Life style

Riciclo

Pag. 83 Pag. 36 Africani nel mondo La vita di un popolo sparso in ogni angolo del globo

Cibo a Km0 Acquistare alimenti che vengono prodotti vicino alle nostre case

Pag. 109        Dove sistemare la propria bicicletta in una cittĂ come milano

Pag. 44

Pag. 113

Carta e inchiostri Lo smaltimento della carta e degli inchiostri dopo lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di ogni giorno

   Riutilizzare le acque dei lavandini e della lavatrice domestica

Pag. 49

Pag. 117

               hanno sulla storia dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo

Pag. 53

Pag. 85

Dossier fotovoltaico Informazioni selezionate sulle nuove frontiere dellâ&#x20AC;&#x2122;energia solare

Green Guerrilla Lâ&#x20AC;&#x2122;attivismo ecologico nato in Inghilterra

Pag. 66

Pag. 88

Car sharing Un ottimo modo per risparmiare negli spostamenti e nei carburanti

Orti pensili Sui tetti crescerĂ il nostro cibo di domani

Rimboschimento Gli alberi tagliati per le cartiere verranno piantati ancora

Pag. 127 Come cambiare la propria vita Editoriale di chiusura sulla vita di ogni giorno


SEZIONI FISSE MONOTEMATICHE Domus plus

For third world Invenzioni progettate per migliorare la vita nel terzo mondo

Domotica e innovazione per le case di ogni persona

Fuori dalla comunitĂ

Web & Movement Iniziative ambientali con il supporto di movimenti e social network

Nouve possibilitĂ di vita sociale allâ&#x20AC;&#x2122;interno     

Funky Food Un modo diverso di mangiare, piĂš responsabile e attento

Il carattere Recensioni dei migliori libri del mese che trattano di temi ambientali o energetici

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3 STRADE PER UNA RIVISTA e

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ENERGIA La strada per chi vuole esplorare le nuove potenzialitĂ della ricerca, le frontiere che lâ&#x20AC;&#x2122;uomo moderno tenta di infrangere e come integrare queste funzionalitĂ  alla propria vita di tutti i giorni

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SOCIETĂ&#x20AC; La strada pre chi vuole capire le dinamiche sociali, i moderni fraintendimenti, le tradizioni piĂš antiche e le nouve caratteristiche della societĂ moderna.

RICICLO La strada pre chi vuole       personali e pubblici, come riutilizzare i materiali di scarto e come sfruttare i nostri scarti.


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OLIO SULLE COSTE CINESI Foto di Sally Anthon Costa sud cinese nel distretto di Fozhou Secondo il China Daily la perdita coinvolge alcune piattaforme del giacimento Penglai 19-3 della ConocoPhillips, colosso petrolifero americano, quinto al mondo per capacitĂ     

  Si tratta di una delle prime compagnie petrolifere che hanno sottoscritto il famoso impegno per la protezione dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente: lâ&#x20AC;&#x2122;accordo U.S. Climate Action Partnership (USCAP). La fuoriuscita di petrolio risale ad inizio di giugno di questâ&#x20AC;&#x2122;anno e secondo lâ&#x20AC;&#x2122;autoritĂ cinese, la State Oceanic Administration (SOA), ha interessato unâ&#x20AC;&#x2122;area marina pari a circa 840 km quadrati. Ovviamente lo stesso giornale minimizza dicendo che il disastro non ha niente di paragonabile a quello del Golfo del Messico e che la compagnia, oltre ad essere giĂ  stata multata dallâ&#x20AC;&#x2122;autoritĂ  cinese per lâ&#x20AC;&#x2122;accaduto, ha provveduto a recuperare e ripulire lâ&#x20AC;&#x2122;area interessata. 9


OCCUPY WALL STREET Foto di Michael Worth Zuccotti Park, New York

Qualunque cosa pensiate delle proteste di Occupy Wall Street, voi allenati alle news dall’economia globale, dovete ammettere che la cosa comincia a fare un certo effetto. Le massicce manifestazioni a New York, il gruppo di hacker Anonymous, i violenti pestaggi della polizia con arresti di massa, i camion WikiLeaks mentre il movimento arriva anche da noi con manifestazioni a Roma contro la Banca d’Italia, sono forse la facciata “mediatica” della faccenda. Ammesso che il tutto sperabilmente non degeneri in violenza il messaggio pero’ e’ gia’ gravido di serie conseguenze collaterali in quanto sintomo di un fenomeno non piu’ occultabile: il capitalismo e’ nel pieno della sua piu’ pericolosa e patologica involuzione. Per questo Wall Street Italia da oggi avra’ in prima pagina il logo di Occupy Wall Street in alternanza alla testata: per enfatizzare con i nostri 500.000 utenti unici. 10


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KAMIKAZE ANTI-SCIITI Foto di Noa Windsor Baghdad nei pressi del mercato sciita, Iraq Lo Stato islamico in Iraq, ramo iracheno di al Qaeda, ha rivendicato online gli attentati compiuti giovedì 22 dicembre a Baghdad, che hanno provocato 63 morti, affermando che si tratta d’una campagna di contrasto ai piani egemonici dell’Iran sciita. Lo ha annunciato Site, il centro Usa per la sorveglianza dei siti islamici. «Lo Stato Islamico in Iraq sa dove e quando colpire e i mujaheddin non resteranno con le mani in mano mentre il pericoloso progetto iraniano che sta per svelare il suo brutto volto», si è letto. Intanto un alktro kamikaze a bordo di un’autobomba ha ucciso, il 26 dicembre, almeno sei persone e ferito altre 30 facendosi esplodere fuori dal ministero dell’Interno iracheno, a Baghdad. Lo hanno riferito fonti di polizia e ospedaliere. L’ennesimo attacco è arrivato a soli quattro giorni dalla serie di attentati che giovedì 22 dicembre ha ucciso almeno 72 persone nella capitale irachena. 13


REDAZIONE direttore responsabile Stefano Boeri co-editor and art director Mario Piazza corrispondenti speciali Anna Foppiano, Konstantin Grcic, Stefano Mirti, Hans Ulrich Obrist, Matteo Poli, Alice Rawsthorn, Gianluigi Ricuperati, Lucia Tozzi redazione redazione@tree.com caporedattore centrale Maria Giulia Zunino consulente del direttore Fabrizio Gallanti caporedattore produzione Mia Pizzi consultente per le traduzioni John Foot design editor Anniina Koivu art editor Paola Nicolin online editor   Anita Silva contributing editor Alessia Pincini manuals editor Salottobuono photo editor Giovanna Silva consulente dellâ&#x20AC;&#x2122;art director Fabio Grazioli caposervizio Carla Brusaferri caposervizio a.p. Elena Liberatore web site design Gergely Agoston â&#x20AC;&#x201C; aapa.it assistente del direttore Gabriella Orlandi segretaria di redazione Monica Guala collaboratori Maria Chiara Pastore traduttori David A. Lowry Henry Neuteboon Gabriele Oropallo Stephen Thorne correzione bozze Pietro Bisanti   Giancarlo Gerosa product manager Catia Vollero[/lang_it] [lang_en]magazine founded by Piera Peroni, 1961 editor in chief Stefano Boeri co-editor and art director Mario Piazza

â&#x20AC;&#x153; IO SONO ME PIĂ&#x2122; IL MIO AMBIENTE E SE NON PRESERVO QUESTâ&#x20AC;&#x2122;ULTIMO NON PRESERVO ME STESSO. â&#x20AC;? EDITORIALE

ELSA MINOLI Capo redattore

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he tempo fa? Che tempo farĂ ? Eâ&#x20AC;&#x2122; quel che ogni giorno vien spiegato e previsto dai meteorologi. Qual è il clima, e cosa succede del clima, è invece una domanda del tutto diversa che verte, nel lungo periodo, sulle condizioni di siccitĂ , calore, inquinamento e vivibilitĂ  del nostro pianeta. Eppure moltissime persone confondono le due cose. Lâ&#x20AC;&#x2122;anno scorso â&#x20AC;&#x201D; dicono â&#x20AC;&#x201D; ha piovuto poco e ha fatto molto caldo; ma questâ&#x20AC;&#x2122;anno ha piovuto molto e siamo stati bene. Dunque â&#x20AC;&#x201D; concludono â&#x20AC;&#x201D; quelle dei climatologi sono balle. E se la pensa cosĂŹ anche un bravo giornalista come Pietro Calabrese, mi tocca di rispiegare tutto daccapo. Lâ&#x20AC;&#x2122;indicatore piĂš ovvio del riscaldamento climatico è che i ghiacciai si stanno sciogliendo, con una velocitĂ  imprevista, dappertutto: in Asia, Africa, Europa, sulle Ande, ai Poli. Abbiamo poi misure precise della quantitĂ  crescente di anidride carbonica e di altri gas serra nellâ&#x20AC;&#x2122;atmosfera. Pertanto la disputa non è piĂš sul riscaldamento del clima terrestre â&#x20AC;&#x201D; il fatto è indubbio â&#x20AC;&#x201D;ma sulle sue cause. Chi dubita che la causa prima, primaria, ÂŤsiamo noiÂť, ricorda che i cicli di riscaldamento e di raffreddamento della Terra sono sempre avvenuti, e quindi che possono soltanto dipendere da cause astronomiche. SĂŹ, ma nel ciclo che stiamo vivendo sono entrate due nuove variabili: la societĂ  industriale, che è fortemente inquinante, e un gigantesco ÂŤsaltoÂť in popolazione. E lâ&#x20AC;&#x2122;entrata in gioco di questi due nuovi                   degli studiosi ritiene che il riscaldamento in corso non appartiene alla naturale variabilitĂ  del clima. Beninteso la scienza non è mai unanime. Câ&#x20AC;&#x2122;è ancora chi nega, per esempio, che il virus dellâ&#x20AC;&#x2122;Hiv sia la causa dellâ&#x20AC;&#x2122;Aids. Inoltre, e soprattutto, il problema del clima e dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente è davvero un macro- problema, tanto grande e complesso da non consentirci di stabilire chi sia un competente e chi no, chi abbia davvero voce in capitolo e chi no. Ma non câ&#x20AC;&#x2122;è dubbio che la scienza nel suo complesso punti il dito su un malfare e strafare dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo, su cause ÂŤantropicheÂť. Ciò posto, a che punto siamo? La buona notizia è che ci siamo liberati del ÂŤtexano tossicoÂť, del nefasto ex presidente Bush, e che il suo successore Obama ha giĂ  fatto approvare dal Congresso una severa legge anti-inquinamento che prevede una riduzione dei gas serra dellâ&#x20AC;&#x2122;83% entro il 2050. E lâ&#x20AC;&#x2122;America è un Paese che quando si mobilita, si mobilita sul serio. I modelli econometrici hanno un valore di predizione necessariamente limitato, tanto piĂš quando si tratta di prevedere il comportamento dei prezzi, da qui a quarantâ&#x20AC;&#x2122;anni. Se prestiamo fede ai piĂš recenti esercizi degli economisti, tuttavia, meno 

            della Northwestern University, tagliare le emissioni del 50 per cento comporterebbe, negli Stati Uniti, un aumento generale del prezzi al consumo non superiore, in media, al 5 per cento. Ă&#x2C6; vero, però, che, per arrivare ad un taglio globale del 50 per cento delle emissioni, i paesi industrializzati dovrebbero ridurre le loro (come ha giĂ annunciato di voler fare Obama), dellâ&#x20AC;&#x2122;80 per cento. Ma anche questo taglio non avrebbe effetti drammatici, secondo il Pew Center on Global Climate Change: â&#x20AC;&#x153;Anche tagliare le emissioni dellâ&#x20AC;&#x2122;80 per cento nellâ&#x20AC;&#x2122;arco di quattro decenni avrebbe, nella gran parte dei casi, un effetto molto limitato sui consumatoriâ&#x20AC;?. Lo stesso vale per lâ&#x20AC;&#x2122;Europa. La rivista New Scientist ha commissionato a Cambridge Econometrics - una societĂ  di consulenza che fornisce regolarmente, sul cambiamento climatico, modelli econometrici al governo britannico, ma a scadenza piĂš ravvicinata - una previsione dellâ&#x20AC;&#x2122;impatto sui prezzi, per i consumatori inglesi, di un taglio delle emissioni, al 2050, dellâ&#x20AC;&#x2122;80 per cento, rispetto al 1990. I ricercatori ci sono arrivati, prendendo come riferimento lâ&#x20AC;&#x2122;esperienza storica.

Entra nel mondo della carta stampata nel 1972 collaborando con la Gazzetta del Popolo di Torino, occupandosi soprattutto del terrorismo nero degli anni di piombo. Proprio a causa dei suoi articoli sul terrorismo viene pedinato a lungo dal brigatista rosso Patrizio Peci in vista di un possibile attentato che poi fortunatamente non ebbe luogo. Nel 1981 passa a La Stampa di cui è inviato speciale, responsabile della politica interna e corrispondente dagli Stati Uniti dâ&#x20AC;&#x2122;America. Dal 1988 lavora per la Repubblica come corrispondente da Mosca.


TRA ARTE E AMBIENTE Ogni mese viene selezionata dal caporedattore lâ&#x20AC;&#x2122;installazione, la tela o la performance che riesce meglio a sintetizzate il binomio arte-cultura dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente.

WATER VS OIL 2010

Lâ&#x20AC;&#x2122;installazione muove dal confronto/ scontro tra lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente e gli elementi inquinanti, tra lâ&#x20AC;&#x2122;acqua e il petrolio,     !  stiamo continuamente alla trasformazione che subisce lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente a causa dellâ&#x20AC;&#x2122;inquinamento, non ultima la tragedia del Golfo del Messico, punto di         ! ra si presenta come una grande onda nera, sospesa, immobile, che cerca di mantenere il suo moto e che invece, viene bloccato dal petrolio. Lo stesso,    

     dola in una struttura, i cui elementi sono intesi come le diverse particelle che caratterizzano la struttura dellâ&#x20AC;&#x2122;acqua, particelle rivestite di sabbia nera, compromessa ormai dalla massa oleosa. Tuttavia essa mantiene la propria forza, caratterizzata dal susseguirsi di sinuose curve, dal moto perpetuo, incessante, dallâ&#x20AC;&#x2122;alternarsi delle maree. Eâ&#x20AC;&#x2122; la scansione eterna del tempo che la fa liberare dallâ&#x20AC;&#x2122;inquinamento, processo lento al quale assistiamo impotenti ormai da troppo


Nella seconda metĂ del secolo la terra si troverĂ  in pessime condizioni

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LA TERRA CON TRE GRADI IN PIĂ&#x2122; COSĂ&#x152; SARĂ&#x20AC; SCONVOLTO IL PIANETA EDITORIALE

TOMMASO CHIATTI Vice redattore

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Delegazioni di 192 paesi membri

ONU

AUMENTO DEL 5-8% DELLE ZONE DESERTICHE

DISTRUZIONE DELLâ&#x20AC;&#x2122;80% DELLE FORESTE AMAZZONICHE

SCIOGLIMENTO DI UN TERZO DEI GHIACCIAI TIBETANI

STRESS IDRICO PER 3,5 MILIARDI DI PERSONE

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DI SPECIE ANIMALI A RISCHIO ESTINZIONE

     i Le responsabilitĂ ambientali dei vari luoghi della nostra terra Africa Europa Asia

America

n pianeta che nella seconda metĂ del secolo si troverĂ  in bilico sulla catastrofe, con una popolazione vicina ai 9 miliardi di esseri umani e gli ecosistemi in ginocchio, non piĂš in grado di fornire abbastanza acqua, cibo ed energia. Eâ&#x20AC;&#x2122; lo scenario post Copenaghen: un mondo soffocato dai gas serra, piĂš caldo di 3 gradi. Mentre le delegazioni dei 192 paesi che hanno partecipato alla conferenza sul clima salgono sullâ&#x20AC;&#x2122;aereo portando a casa un mini accordo teorico, senza i target per il taglio delle emissioni di anidride carbonica, è stata messa a punto una prima analisi, che Repubblica è in grado di anticipare, che proietta a )"""!&(!*."#&( '!( ,#%#%' %!#ce per mostrare le conseguenze della resa di fronte alla minaccia climatica. Ecco cosa succederebbe se, continuando a bruciare petrolio e carbone e a tagliare foreste, permettessimo al global warming di crescere al di lĂ  di ogni controllo. Il ritmo dei monsoni cambierĂ , gli uragani diventeranno piĂš intensi e piĂš frequenti, il livello dei mari crescerĂ  spazzando via decine di cittĂ  costiere e di isole (gli ar# "#!!&&"!""##"&'-!",(' "#''"%&&"'% ''!' !%-('!"&-% %,!'& %%& %! % &&#!%!!" !"#%!'"&#%%+-!",#%!'" foresta pluviale amazzonica, la taiga cinese, la tundra siberiana e la tundra canadese saranno seriamente colpite. Il Polo Nord diventerĂ  presto navigabile dâ&#x20AC;&#x2122;estate. Un rialzo di 3 gradi della temperatura media distruggerebbe un terzo dei ghiacciai tibetani in 40 anni. La popolazione mondiale sottoposta a un crescente stress idrico passerebbe dal miliardo attuale a 3,2 miliardi. E altri 200-600 milioni di persone si aggiungerebbero allâ&#x20AC;&#x2122;elenco di chi non ha abbastanza cibo per sopravvivere. !-') &'!*"! &"!" #%)&' ! '(''"  #!'   %&" (! '%*"  specie. Spariranno il 15-40 per cento delle specie endemiche negli hot spot della biodiversitĂ  mondiale. In America latina rischia lâ&#x20AC;&#x2122;estinzione il 25 per cento delle specie arboree della savana. Lâ&#x20AC;&#x2122;onda dâ&#x20AC;&#x2122;urto sulla qualitĂ  e sulla durata della vita sarebbe devastante. â&#x20AC;&#x153;Con un aumento di 3 gradi, 3,5 miliardi di persone nel mondo saranno a rischio di contrarre la dengue e 2 miliardi a rischio malaria, una malattia che giĂ  oggi uccide 1 milione di persone lâ&#x20AC;&#x2122;annoâ&#x20AC;?, precisa Roberto Bertollini, responsabile del settore cambiamenti climatici dellâ&#x20AC;&#x2122;Organizzazione mondiale di sanitĂ . â&#x20AC;&#x153;Inoltre, a causa della carenza di acqua, aumenteranno le vittime della diarrea, che uccide 2,2 milioni di persone lâ&#x20AC;&#x2122;anno, e della siccitĂ , che moltiplicherĂ  per sei il suo impatto. Nel nord America si prevede il 70 per cento di crescita dei giorni a rischio ozono. La Ue stima che nel continente ci saranno 86 mila morti in piĂš allâ&#x20AC;&#x2122;anno: diventeranno frequenti le ondate di calore che in Europa hanno provocato 70 mila morti aggiuntivi nellâ&#x20AC;&#x2122;estate del 2003â&#x20AC;?. Anche in Italia lâ&#x20AC;&#x2122;impatto si annuncia pesante. â&#x20AC;&#x153;Se il livello del mare salisse di un metro nel 2100, lâ&#x20AC;&#x2122;Italia dovrebbe proteggere buona parte delle sue costeâ&#x20AC;?, calcola Angelo Bonelli, presidente dei Verdi. â&#x20AC;&#x153;Da uno studio che abbiamo commissionato a un gruppo di ricercatori risulta che in Italia il 22,8 per cento delle coste è soggetto a erosione: sono 1.733 chilometriâ&#x20AC;?. A rischio risultano le coste dellâ&#x20AC;&#x2122;alto Adriatico  !* -!"  %"  )%&" ( -! $(&   ! !'% )%&" ,!'%!" lâ&#x20AC;&#x2122;acqua potrebbe arrivare sino a Ferrara. In Toscana sarebbero in pericolo le coste )!" )"%!")%&""%$(" ""-!", %!"  %%%)% alla periferia di Pisa. Nel Lazio, Latina verrebbe sommersa e verso sud il Tirreno ruberebbe gran parte delle coste vicino al Golfo di Gaeta. Sul versante opposto, la Puglia vedrebbe sommergere Manfredonia e le coste che si snodano verso Barletta, mentre la Sardegna potrebbe dire addio alle coste del Golfo di Oristano, a parte della penisola del Sinis e allo Stagno di Cagliari. Lâ&#x20AC;&#x2122;aumento del livello del '%%!" #%")"% !"'% (! '%" #%"   ,!-'%*"! &! ! falde acquifere che comprometterebbe una parte importante delle risorse idriche, soprattutto in Puglia e Sicilia.

Di famiglia bellunese, si è laureato in giurisprudenza allâ&#x20AC;&#x2122;UniversitĂ di Milano, esordisce nella professione giornalistica nel 1973, come praticante, al Corriere dei ragazzi. Lavora successivamente per il Corriere dâ&#x20AC;&#x2122;Informazione, Corriere della Sera, Lâ&#x20AC;&#x2122;Europeo. Nel frattempo si laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano. Nel 1987 torna al Corriere della Sera come caporedattore dellâ&#x20AC;&#x2122;economia. Firma il giornale per sei anni intensi, caratterizzati tra lâ&#x20AC;&#x2122;altro dalle morti di due grandi vecchi del giornalismo italiano, Indro Montanelli e Tiziano Terzani, e dellâ&#x20AC;&#x2122;attentato mortale a Maria Grazia Cutuli, inviata in Afghanistan. Durante la direzione gestisce le notizie relative agli attentati dellâ&#x20AC;&#x2122;11 settembre 2001, si reca a New York per chiedere            tornare a scrivere articoli dopo undici anni di silenzio. Nel 1999 è stato tra i primi giornalisti a pubblicare il proprio indirizzo di posta elettronica in calce a un articolo.


NOTIZIE

IN LIBERTĂ&#x20AC;

ELETTRIC-CAR... Câ&#x20AC;&#x2122;Eâ&#x20AC;&#x2122; SPERANZA? Il 2011 si è concluso con il grande evento del MOTORSHOW, rassegna internazionale che richiama grandi folle di appassionati al mondo dei motori. Anche questâ&#x20AC;&#x2122;anno numerose le novitĂ e i concept per innovativi mezzi di trasporto, anche numerosi modelli â&#x20AC;&#x153;greenâ&#x20AC;?. Questo è ormai un tema di elevato interesse sia per i costruttori ma soprattutto per il pubblico sempre piĂš desideroso di assistere alla rivoluzione in ottica ecologica delle quattroruote. A Elettric city, evento nellâ&#x20AC;&#x2122;evento by ENEL, si è svolta la rassegna dedicata alla presentazione delle novitĂ  relative ai motori elettrici. Questi mezzi stanno guadagnando sempre piĂš interesse agli occhi del grande pubblico tantâ&#x20AC;&#x2122;è che, da una ricerca realizzata da Interactive Market Research, il 67% degli italiani afferma di essere interessato allâ&#x20AC;&#x2122;acquisto di una auto elettrica. Espansione, Pulizia, SilenziositĂ  e Innovazione, sono

le principali caratteristiche che si ricercano nei nuovi mezzi rispettosi dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente. Un intero padiglione presentava una sezione espositiva dedicata ad auto, prodotti e servizi correlati e, gradita al pubblico, unâ&#x20AC;&#x2122;area test drive che ricreava la dimensione cittadina urbana dove si troveranno a operare i mezzi presentati. Ormai la mobilitĂ sostenibile è pronta a diventare il main trend. Il percorso, ormai iniziato anni fa con le ibride come la Toyota Prius, ora è giunto ad un ribaltamento concettuale straordinario grazie ad Audi che sta progettando la A1 e-tron, una interessante macchina elettrica â&#x20AC;&#x153;aiutataâ&#x20AC;? da un serbatoio di 10 litri di benzina, cosĂŹ da affrontare viaggi piĂš lunghi, che sarĂ  &    invece il mercato delle â&#x20AC;&#x153;elettriche pureâ&#x20AC;? numerose le novitĂ : i mezzi a due ruote hanno visto la riproposizione del modello esposto da Smart che aveva giĂ  riscosso numerosi riconoscimenti positivi al Salone di Parigi. Completamente nuovo invece il modello

Lâ&#x20AC;&#x2122;ORO ROSSO E Lâ&#x20AC;&#x2122;ENERGIA TERMICA

Igloo-Pulitori in azione

Chi ha buona memoria ricorda bene la fortuna commerciale conquistata da imprenditori capaci ed intraprendenti, nellâ&#x20AC;&#x2122;agro nocerino sarnese, tra le pendici del Vesuvio ed i monti interni della Campania. Tra Napoli e Salerno. Terra estremamente fertile. Terra di pelati e di conserve alimentari. Si parlò di oro rosso. La varietĂ piĂš preziosa era il celebre pomodoro di San Marzano. Diverse centinaia di chilometri piĂš a nord, lungo lâ&#x20AC;&#x2122;italico stivale, a Maccastorna, piccolo paese, di neanche 70 abitanti, in provincia di Lodi, hanno pensato bene di utilizzare gli scarti di lavorazione dei pomodori per produrre energia termica in discreti quantitativi.

Finalmente possiamo assistere allâ&#x20AC;&#x2122;oro rosso che sostituisce, una volta tanto, lâ&#x20AC;&#x2122;oro nero. P

Telefonia sostenibile

%"& %&  &za energetica, utilizzo di materiali riciclati e riduzione dei materiali di involucro da buttare, tra i fattori che !"&"ne. La suddivisione sarĂ fatta secondo fasce qualitative che vanno dallâ&#x20AC;&#x2122;argento, allâ&#x20AC;&#x2122;oro, al platino, cosĂŹ da ren& & la qualitĂ  dei prodotti ed il loro impatto sullâ&#x20AC;&#x2122;ambiente prima di procedere allâ&#x20AC;&#x2122;acquisto in modo da effettuare scelte consapevoli.

UL Environment sta lavorando per lo sviluppo di un nuovo standard per la produzione di telefoni cellulari che renderĂ piĂš sostenibile ed a minor impatto ambientale lâ&#x20AC;&#x2122;intera industria. Si terrĂ  conto dellâ&#x20AC;&#x2122;intero ciclo di vita del cellulare, dalle materie prime allo   # &  !   platinum. Considerando che attualmente circolano circa 5 miliardi di cellulari, piĂš quelli prodotti giornal    &   $  di produzione, risulta, oltre che necessario per un maggior grado di sicurezza, molto importante per la salvaguardia dellâ&#x20AC;&#x2122;ecosistema. In una ricerca del 2009 emerge che ci sarebbe unâ&#x20AC;&#x2122;ampia preferenza da parte dellâ&#x20AC;&#x2122;utenza nella scelta del proprio dispositivo mobile per quei telefoni che saranno etichettati come â&#x20AC;&#x153;dispositivi preferiti dallâ&#x20AC;&#x2122;ambienteâ&#x20AC;?. Lo standard considererĂ  lâ&#x20AC;&#x2122;intero ciclo di vita 22

presentato da Peugeot, giĂ disponibile dal 2011, EVivacity; Renault ha proposto il suo modello Twizy. Le grandi case automobilistiche hanno confermato un !& ben chiaro il concetto proposto dai grandi marchi: la macchina elettrica è femminile. Ă&#x2C6; concepita per essere una utility car, per fare shopping in centro e muoversi in cittĂ . Tutto questo a causa dalle sue capacitĂ  tecnologiche relative soprattutto a esigenze di ricarica e autonomia.

Conosciuti come â&#x20AC;&#x153;Poo-Gloosâ&#x20AC;? (igloo-mangia-escrementi) questi piccoli strumenti sono degli apparecchi un poâ&#x20AC;&#x2122; particolari a forma di igloo che servono   '  provenienti dagli scarichi cittadini. Fred Jaeger che rappresenta una delle aziende produttrici di questi piccoli â&#x20AC;&#x153;ripulitoriâ&#x20AC;?, col nome di Bio-Dome, afferma che a breve verrĂ presentato uno studio che dimostrerĂ  quanto è possibile risparmiare nel bilancio di  #& !   & ! scarichi di piccole comunitĂ  rurali rappresenta unâ&#x20AC;&#x2122;im&  Il trattamento che viene applicato a questi scarichi prevede la disinfezione e la rimozione degli agenti inquinanti pericolosi per la salute.


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IN LIBERTĂ&#x20AC;

Blitz anti-carbone in Australia Gli ecoattivisti si sono introdotti nella centrale ÂŤpiĂš inquinante al mondoÂť. Il portavoce di Greenpeace chiede che ÂŤil governo australiano abbandoni il carboneÂť. Arrestati alcuni manifestanti, poi rilasciati su cauzione Clima, cooperazione Ue-Australia LA PROTESTA. Per protestare contro la politica di contenimento delle emissioni del governo laburista di Canberra,14 attivisti di Greenpeace si sono introdotti allâ&#x20AC;&#x2122;alba di oggi in una delle maggiori centrali termoelettriche in Australia. Sette di essi hanno bloccato una draga per carbone incatenandosi alla struttura. Lâ&#x20AC;&#x2122;IMPIANTO. La centrale a carbone di Hazelwood, nello stato di Victoria, ha una capacitĂ di 1.600 megawatt e fornisce lâ&#x20AC;&#x2122;8% del mercato di elettricitĂ  del Paese. Secondo Greenpeace è una delle piĂš inquinanti al mondo. Ogni anno emette 19 milioni

Bioedilizia per le aree povere degli USA Architettura sostenibile e bioedilizia. La bioedilizia si fa strada negli Stati Uniti e investe lâ&#x20AC;&#x2122;ulteriore ruolo  & statunitensi come il sud del Bronx e a New York. Si tratta di case eco-popolari mirate sia al nobile scopo di aiutare le persone meno abbienti dando loro un tetto sotto il quale vivere, che allâ&#x20AC;&#x2122;altrettanto nobile obiettivo di salvaguardare lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente abbattendo in tale modo le emissioni di CO2. Si tratta di una pratica ormai ampiamente diffusa sul territorio statunitense; nella stessa New York sono state aperte 128 unitĂ allâ&#x20AC;&#x2122;interno di una struttura è stata progettata e concepita in base a criteri di massima sostenibilitĂ  ambien  &"     &  Miami sono in costruzione 145 appartamenti costituiti

STOP AL LEGNO ILLEGALE: NUOVE NORME SALVA-FORESTA IN BRASILE Risoluzione detta norme tecniche per la gestione forestale sostenibile Le industrie brasiliane che si occupano di commercio di legname saranno tenute sottocchio dal governo dello Stato sudamericano. Eâ&#x20AC;&#x2122; stata infatti recentemente approvata dal Conselho Nacional do Meio Ambiente, il corrispondente Ministero dellâ&#x20AC;&#x2122;Ambiente in Brasile, una risoluzione che razionalizza i parametri tecnici e che dunque impone ai commercianti di legname di attener           ri di rendimento, standard e nomenclatura per specie uguali per tutto lâ&#x20AC;&#x2122;immenso territorio Brasiliano. Questo permetterĂ di integrare i dati e di avere un quadro piĂš uniforma e controllabile . Il Brasile sta infatti da tempo

di tonnellate di gas serra. LA RICHIESTA. ÂŤIl governo australiano deve intervenire contro il cambiamento climatico abbandonando il carbone e deve investire in energia rinnovabile, per proteggere lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente e creare centinaia di migliaia di posti di lavoro - ha detto il portavoce di Greenpeace Simon Roz - Lo schema di riduzione dellâ&#x20AC;&#x2122;inquinamento da gas serra annunciato dal governo non diminuirĂ le emissioni per decenni a venireÂť..GLI ARRESTI. Da quanto si apprende da un portavoce della centrale pare che non vi siano state interruzioni alla produzione ed che grazie allâ&#x20AC;&#x2122;intervento della polizia siano stati â&#x20AC;&#x153;liberatiâ&#x20AC;? i manifestanti. Con lâ&#x20AC;&#x2122;accusa di violazione di zona riservata sono scattate le manette ai polsi per alcuni di loro, che sono stati rilasciati su cauzione.

  &cate Leed, Leadership in Energy and Environmental Design, mentre a Chicago il progetto â&#x20AC;&#x2DC;Homesâ&#x20AC;&#x2122; offre alloggi verdi a prezzi accessibili e destinati prima di tutto, a conclusione dei lavori, agli anziani. A favore della condizione sociale degli utenti delle future abitazioni va anche il risparmio energetico garantito da tutte queste abitazioni del 30% mediante lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di elettrodomestici a basso consumo, illuminazione ' ! % "%&

mettendo in campo una nuova politica forestale che mira a proteggere il polmone della terra. Il principale obiettivo del documento è â&#x20AC;&#x153;stabilire i parametri tecnici per la preparazione, la presentazione, lâ&#x20AC;&#x2122;esecuzione e la valutazione dei piani di gestione forestale sostenibileâ&#x20AC;?, ma il documento si applica solamente alle foreste naturali, non alle piantagioni di legname. Paulo Amaral, delIâ&#x20AC;&#x2122;Instituto do Homem e Meio Ambiente da AmazĂ´nia, commentando lâ&#x20AC;&#x2122;azione del Ministero : ÂŤ Tutto ciò è necessario per garantire le condizioni e gli incentivi perchĂŠ le persone abbandonino lâ&#x20AC;&#x2122;illegalitĂ , visto che esiste una grande offerta di prodotti forestali illegaliÂť.

IL SAHARA ILLUMINA TUTTA Lâ&#x20AC;&#x2122;EUROPA Il Sahara potrebbe illuminare le case di tutta Europa. Dal deserto lâ&#x20AC;&#x2122;energia arriverebbe direttamente ai nostri contatori. Alcuni chilometri quadrati di pannelli solari nel deserto piĂš esteso del mondo, infatti, basterebbero a rifornire, senza inquinare, il fabbisogno energetico dellâ&#x20AC;&#x2122;Europa intera. Lo rivela uno studio presentato allâ&#x20AC;&#x2122;European Open Forum di Barcellona da Arnulf Jaeger-Walden, responsabile dellâ&#x20AC;&#x2122;Istituto Europeo per lâ&#x20AC;&#x2122;Energia. Secondo i suoi calcoli - scrive il  &   luce che cade sul Sahara per soddisfare tutti i nostri bisogni senza emissioni nocive.

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LA SVOLTA VERDE DEL MAROCCO Il Marocco si pone alla testa dei paese africani per la tutela dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente: è quanto emerge dalle consultazioni effettuate in questi giorni e che porteranno, entro il mese di marzo, alla redazione di una Carta Ambiente da parte dellâ&#x20AC;&#x2122;esecutivo. Istruzioni precise al Governo in merito alla questione sono state rilasciate dal sovrano Mohamed VI a piĂš riprese, durante gli scorsi mesi e rientrano nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito di un piĂš ampio programma di tutela ambientale che passa anche per la riduzione dellâ&#x20AC;&#x2122;uso dei sacchi in polietilene a favore di altri imballaggi piĂš ecologici. La svolta verde del Marocco, in realtĂ , non costituisce soltanto la necessaria risposta al problema dei cambiamenti climatici e alla necessitĂ  di fondare uno sviluppo che sia anche sostenibile, ma affonda le proprie motivazioni nello stesso Corano e nei precetti islamici che ne costituiscono il fondamento. Lâ&#x20AC;&#x2122;esi-

stenza dellâ&#x20AC;&#x2122;individuo, infatti, viene qui precisato che debba essere dedicata alla preservazione della vita umana, alla protezione dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente e alla moderazione nellâ&#x20AC;&#x2122;uso delle sue risorse. Di fatto, un piccolo breviario sulla sostenibilitĂ che esprime la maggiore lungimiranza del passato riguardo alla tutela e al rispetto della natura. La questione è di interesse nazionale. E ciascuna delle 16 regioni del Marocco dovrĂ  presto dotarsi di un osservatorio ad hoc in partenariato con le autoritĂ  centrali per monitorare la situazione e, insieme, proporre eventuali misure di tutela. In questo modo, scienziati, ricercatori, esponenti di varie ONG e della pubblica amministrazione, nonchĂŠ privati cittadini e professionisti saranno coinvolti in maniera trasversale e a tutti i livelli per effettuare le necessarie proposte in unâ&#x20AC;&#x2122;ottica di ampio coinvolgimento della popolazione locale.

ARRIVA LA SETTIMANA DEL BARATTO Finite le vacanze si torna spesso con la mente ai ricordi dei bei momenti passati, del relax goduto e viene voglia di poter presto organizzare un nuovo viaggio! Il network di B & B Poi, lâ&#x20AC;&#x2122;entusiasmo si infrange ripensando alle spese sostenute e siamo costretti ad accantonare nel cassetto il sogno di un nuovo viaggio. Allora perchĂŠ non !+##!## !## *"ne di scambio tra i gestori di molteplici B&B italiani aderenti allâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa e quei viaggiatori che hanno qualcosa da offrire in cambio. Dopo il successo degli anni scorsi, dal 14 al 20 novembre 2011 torna la Settimana del Baratto: i bed and !"#+#!#&&&!"## che aderiranno allâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa â&#x20AC;&#x153;baratteranno il soggiorno in cambio di beni o servizi svincolando gli ospiti dal

Finalmente un chewing biodegradabile in 30 giorni!

gum Elettrosmog, in arrivo 20.000 nuove antenne

Si stima che, in tutto il mondo, vengano masticate oltre 500 tonnellate di gomme allâ&#x20AC;&#x2122;anno, la maggior !# $+" $!*#!costante per 5 lunghi anni, perchĂŠ è questo il tempo medio che impiegano per biodegradarsi. La nuova frontiera per la risoluzione di questi fastidiosi problemi è chiamata Rev 7: un chewing gum compostabile in grado di biodegradarsi in 30 giorni, trasformandosi in una sottile e innocua polverina. A differenza della tradizionale gomma, la quale è totalmente e irrimediabilmente impermeabile, questa â&#x20AC;&#x153;ciccaâ&#x20AC;? si scioglie parzialmente con lâ&#x20AC;&#x2122;acqua, pur rimanendo in parte immune per permetterle di essere masticata. 24

Tra qualche mese sarĂ quindi possibile navigare piĂš velocemente con i telefonini ma a quale prezzo? Forse non tutti sanno che nellâ&#x20AC;&#x2122;ottobre scorso il governo "$#% !$"+#"$*##!#"!!%'!+  gli attuali limiti per gli impianti di telefonia mobile. Infatti nel nostro paese il valore limite di esposizione previsto dal DPCM 199/2003 per i campi ad alta frequenza delle onde elettromagnetiche non ionizzanti, emesse da antenne di stazioni radio base di operatori telefonici, è pari a 6 V/m. Secondo i tecnici sarebbe #!#(""* $!!+# per permettere alle diverse compagnie telefoniche di installare le nuove antenne per la tecnologia 4G.

valore del denaro per condividere qualcosa di molto diverso e privilegiando lâ&#x20AC;&#x2122;aspetto umano dellâ&#x20AC;&#x2122;ospitalitĂ â&#x20AC;?. Prodotti fatti in casa, assistenza, servizi come giardinaggio, riparazioni, insegnamenti, corsi, qualsiasi sia la vostra specialitĂ  che potete offrire, sarĂ  scambiabile con un soggiorno in una delle mete prescelte! Il baratto è unâ&#x20AC;&#x2122;operazione di scambio bilaterale o multilaterale di beni o servizi fra individui, imprese, enti e altro ancora senza uso di moneta ed è nato come la prima forma di scambio commerciale. E sullo scambio equo tra le parti prende vita lâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa della Settimana del Baratto, giunta questâ&#x20AC;&#x2122;anno alla sua terza edizione. Ottima occasione per chi non vuole rinunciare ad una breve vacanza, per visitare lâ&#x20AC;&#x2122;Italia.

Fino ad oggi i valori limite internazionali, imposti dagli standard normativi, ci proteggevano dalle radiazioni elettromagnetiche e dai conseguenti effetti anomali riscontrati su piante ed animali, sottoposti ad un continuo bombardamento radioattivo grazie ad un valore +""#%!#$###"#!#! sulla base del picco massimo dei valori giornalieri. Con la nuova normativa, questo valore di 6 v/m è va " ! *#!  +  "  "$ media giornaliera. â&#x20AC;&#x153;Di conseguenza, come denuncia anche Giorgio Assennato -presidente dellâ&#x20AC;&#x2DC;AssoARPA (lâ&#x20AC;&#x2122;associazione che raduna tutte le Agenzie Regionali per lâ&#x20AC;&#x2122;Ambiente) â&#x20AC;&#x201C; tutte le aeree di pertinenza esterne delle abitazioni come i balconi, terrazzi, giardini e cortili potranno essere sottoposti a valori di campo di gran lunga superioriâ&#x20AC;&#x153;.


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IN LIBERTĂ&#x20AC;

DANNI AMBIENTALI NEL DELTA DEL NIGER Vi ricordate la storia della Shell e del delta del Niger? Ă&#x2C6; diventata tristemente celebre, tra lâ&#x20AC;&#x2122;altro, dopo che la giornalista e attivista canadese Naomi Klein le consacrò alcune pagine nel suo best-seller â&#x20AC;&#x153;No logoâ&#x20AC;?. La storia parla di inquinamento e degrado ambientale da un lato, e dallâ&#x20AC;&#x2122;altro di violenza, di contestazioni soffocate nel sangue â&#x20AC;&#x201C; il sangue della popolazione Ogoni e dello scrittore Ken Sar-Wiwa, giustiziato nel 1995 insieme ad altre persone che avevano manifestato contro la compagnia petrolifera Shell. Costretta dalle reazioni indignate della comunitĂ internazionale e di varie organizzazioni ambientaliste e umanitarie, nel 2009 la Shell ha accettato di pagare un indennizzo di oltre 11 milioni di euro. Ma adesso un nuovo rapporto dellâ&#x20AC;&#x2122;Unep, lâ&#x20AC;&#x2122;agenzia ONU per

LA RUSSIA ESTENDE LA DURATA DEI VECCHI REATTORI COME QUELLI DI TIPO CHERNOBYL: Notizie â&#x20AC;&#x201C; preoccupanti â&#x20AC;&#x201C; dalla Russia. Il direttore generale della Rosatom (lâ&#x20AC;&#x2122;agenzia russa per lâ&#x20AC;&#x2122;energia nucleare) Sergej Kirienko ha dichiarato la volontĂ della Russia di estendere la vita dei vecchi reattori nucleari dellâ&#x20AC;&#x2122;epoca sovietica a 45 anni. Tra questi, ben 11 reattori sono costruiti sullo stile di Chernobyl, e gli ingegneri nucleari sovietici concordavano sulla necessitĂ  di dismetterli dopo non piĂš di 30 anni. Lâ&#x20AC;&#x2122;elemento preoccupante sta nel fatto che questi vecchi reattori non possiedono alcune delle moderne tecnologie che li rendono piĂš sicuri, come quelli generalmente diffusi in Europa, Stati Uniti o Giappone, e in caso di sismi â&#x20AC;&#x201C; si veda il disastro di Fukushima â&#x20AC;&#x201C; o altre calamitĂ  atmosferiche, hanno maggiori probabilitĂ  di andare incontro ad incidenti anche

KEN E GREENPEACE CE Lâ&#x20AC;&#x2122;HANNO FATTA! BARBIE SCEGLIE UN PACKAGING PIUâ&#x20AC;&#x2122; ECO-SOLIDALE Ricordate la campagna virale messa in moto da Greenpeace per protestare contro le scelte di packaging poco eco-friendly della Mattel? Quando i giochi diventano ecologici: la Barbie diventa ambientalista? La famosa casa produttrice di Barbie era stata accusata di intrattenere rapporti commerciali con aziende  $#'' +!  $" !%#  ! delle foresti pluviali indonesiane, come il gruppo Asia Pulp and Paper. Greenpeace aveva pertanto attirato lâ&#x20AC;&#x2122;attenzione * $  "  + della relazione di Barbie con Ken, che annunciava %#  #!  )!*  "$ "#! +danzata, colpevole di essere amica dei deforestatori.

lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente, reso pubblico nel mese di agosto 2011, mostra che i danni arrecati allâ&#x20AC;&#x2122;ecosistema sono molto piĂš gravi di quanto previsto: il recupero ecologico del territorio richiederĂ tra i 25 e i 30 anni e un investimento economico decisamente maggiore di quello pattuito. I danni ambientali sono causati soprattutto dalle !#  ##   " ,! $ # che consiste nel bruciare a cielo aperto il gas naturale  %  "$!+  *"#!'  ! ",!!%!# riguarda solo la Shell: è praticato anche da altre compagnie petrolifere che operano nella regione, tra cui il gruppo Eni. I punti chiave individuati dal rapporto Unep sono !# "$!+#!!!## non a rischio sono in realtĂ  minacciate dalla contaminazione del sottosuolo; lâ&#x20AC;&#x2122;acqua â&#x20AC;&#x153;potabileâ&#x20AC;? di cui fanno uso almeno 10 comunitĂ  Ogoni è

contaminata da alte percentuali di idrocarburi, mentre in un villaggio lâ&#x20AC;&#x2122;acqua dei pozzi è inquinata dal benzene; inoltre, le consistenti perdite dagli oleodotti hanno gravemente compromesso il ciclo vegetativo delle mangrovie, le cui radici costituiscono a loro volta lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente necessario per la riproduzione di #"##+!'"# di terreno potrĂ essere portata a termine entro cinque anni, per le zone acquitrinose popolate di mangrovie la previsione è di 30 anni. Achim Steiner, direttore della Unep, oltre a esortare un intervento immediato e consistente, ha proposto soluzioni innovative e lungimiranti, come la costituzione nella regione Ogoni di un Centro di ricerca per il recupero ambientale, in modo che il ripristino e la salvaguardia dellâ&#x20AC;&#x2122;ecosistema del delta del Niger possano essere gestiti in futuro dalla stessa popolazione locale.

gravi. La maggior parte degli esperti per la sicurezza nucleare internazionale ha espresso preoccupazione per la decisione della Russia. I reattori dellâ&#x20AC;&#x2122;epoca sovietica, infatti, non prevedono una struttura per il contenimento delle radiazioni in caso di perdite in seguito ad incidenti, struttura tipicamente utilizzata nei modelli occidentali nonchĂŠ nelle moderne strutture russe. La mancanza di questa costruzione di contenimento causò, nellâ&#x20AC;&#x2122;incidente di Chernobyl del 1986, la diffusione delle radiazioni per centinaia di kilometri in tutta Europa. Si pensi che 4 degli 11 reattori sovietici in parola sono disposti entro un raggio di 80 km da San Pietroburgo, metropoli di piĂš di 5 milioni di abitanti.

Ebbene, i fan della â&#x20AC;&#x2DC;biondaâ&#x20AC;&#x2122; di plastica possono tirare un sospiro di sollievo perchĂŠ pace è fatta tra le due icone della Mattel. La campagna â&#x20AC;&#x153;Barbie, ti mollo!â&#x20AC;? di Greenpeace, infatti, ha sortito gli effetti sperati portando lâ&#x20AC;&#x2122;azienda produttrice della bambola piĂš famosa al mondo ad impegnarsi nello sviluppo di nuove politiche per lâ&#x20AC;&#x2122;acquisto della carta.

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IN LIBERTĂ&#x20AC;

Australia: bando alle bottigliette! In Italia, invece sconti se ricicli! Nella terra dei canguri le bottigliette PET per lâ&#x20AC;&#x2122;acqua sono state bandite. In Italia, invece, si possono riciclare e ricevere â&#x20AC;&#x153;bonusâ&#x20AC;? da spendere al proprio supermercato.  $ .$ # ) "%#$  "  # sacchetti di plastica, sebbene alcuni â&#x20AC;&#x153;furbettiâ&#x20AC;? cerchino di vendere come biodegradabili buste che biodegradabili non sono. Lâ&#x20AC;&#x2122;UniversitĂ di Canberra, in Australia, ha proibito invece la vendita di acqua in bottiglia. Al suo posto, ci saranno distributori di acqua refrigerata, liscia o gassata a prezzi inferiori rispetto a quella imbottigliata. In questo modo, oltre a salvaguardare lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente, gli studenti potranno risparmiare qualche soldo.

Questa iniziativa, lanciata dal gruppo ambientalista â&#x20AC;&#x153;Do Something!â&#x20AC;? ha creato quindi un precedente che si spera diventi un modello per il resto del Paese. E in Italia? Nel nostro Paese non è ancora stato assunto nessun impegno di questo tipo, anche se câ&#x20AC;&#x2122;è una certa attenzione ai tappi delle bottiglie di cui spesso si fa la raccolta per obiettivi diversi (dallâ&#x20AC;&#x2122;acquisto di carrozzine per i disabili a quello di macchine per la dialisiâ&#x20AC;Ś.) in quanto sono fatti di una plastica piĂš pregiata che viene pagata al momento della sua raccolta/consegna nei centri di smaltimento.

RAP BIOLOGICO

ENERGIA PULITA A TUTTI GLI EFFETTI

Sia luce! E luce fu!

 "$.-"$%"ca e la canzone â&#x20AC;&#x153;Kick the plastic state of mindâ&#x20AC;? sulle note di â&#x20AC;&#x153;Empire State of Mindsâ&#x20AC;? di Alicia Keys. Dallâ&#x20AC;&#x2122;Inghilterra arriva lâ&#x20AC;&#x2122;ultima novitĂ in fatto di video e musica: un rap tutto dedicato allâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura biologica! Gli artisti Yeo Boyz e Lilâ&#x20AC;&#x2122; Massey, a seguito di una  #% "$$."$'"ganic, hanno realizzato un video in cui mostrano che lâ&#x20AC;&#x2122;essere contadini non ha piĂš nulla di obsoleto o poco trendyâ&#x20AC;Ś Ebbene sĂŹ, lâ&#x20AC;&#x2122;ambientalismo è cambiato, non è piĂš fatto di calzettoni e zappa, ma di giovani per i quali sinceramente il sudore del lavoro agricolo sembra davvero lontano ma che hanno comunque conquistato il pubblico, tanto che la canzone â&#x20AC;&#x153;ruraleâ&#x20AC;? è super cliccata su Youtube e talmente richiesta che iTunes lâ&#x20AC;&#x2122;ha dovuto inserire nelle proprie suonerie scaricabili.

Trarre energia dalle biomasse consente dâ&#x20AC;&#x2122;eliminare gli scarti prodotti dalle attivitĂ agroforestali e contemporaneamente produrre energia elettrica, riducendo la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio. Energia pulita a tutti gli effetti.La combustione delle biomasse libera nellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente la quantitĂ  di carbonio assimilata dalle piante durante la loro crescita e una quantitĂ  di zolfo e di ossidi di azoto nettamente inferiore a quella rilasciata dai combustibili fossili. Le opere di riforestazione in zone semidesertiche permettono di recuperare terreni altrimenti abbandonati da destinare alla produzione di biomasse e indirettamente migliorare la qualitĂ  dellâ&#x20AC;&#x2122;aria che respiriamo.

Scoperto il pannello che funziona di notte a infrarossi. Boom solare in Italia: la nuova potenza fotovoltaica installata lâ&#x20AC;&#x2122;anno scorso sarebbe pari a 1.850 MW, con un incremento del 160% rispetto alla potenza entrata in esercizio nellâ&#x20AC;&#x2122;anno precedente (711 MW). La potenza complessiva degli impianti installati, se pure non ancora tutti collegati alla rete elettrica, potreb##" ". #% impianti. GiĂ nel 2011 potrebbe essere giĂ  raggiunto il target di 8.000 MW previsto per il 2020. Intanto la ricerca non si ferma e propone soluzioni sostenibili sempre piĂš interessanti. Lâ&#x20AC;&#x2122;ultima scoperta è un pannello solare... che è attivo di notte!

EOLICO...TRA MILLE DUBBI E SCARSE INFORMAZIONI

quello di aerogeneratore. Una serie di aerogeneratori compone un impianto eolico o una Wind Farm.

Dalla canna la nuova benzina...

Lâ&#x20AC;&#x2122;eolico è una tecnologia in grado di trasformare lâ&#x20AC;&#x2122;energia cinetica del vento in energia elettrica. Il suo principio di funzionamento è tra i piĂš antichi del mondo. Il vento è una delle principali fonti rinnovabili di energia, basti pensare ai mulini a vento o alla navigazione con imbarcazioni a vela. Ă&#x2C6; però errato pensare che lâ&#x20AC;&#x2122;eolico #%$#  #.#$$ ##$no tipologie molto variegate di aerogeneratori. Alcuni  $$"#".  metri circa di altezza. Ve ne sono alcuni in commercio con potenze superiori ai 2-3 MW. Le stesse pale eoliche possono essere molto lunghe, anche 40 metri. I moderni mulini a vento sono anche conosciuti con il nome comune di â&#x20AC;&#x2DC;pale eolicheâ&#x20AC;&#x2122;, le quali sono tuttavia soltanto una parte del sistema. Il nome piĂš corretto è 20

â&#x20AC;&#x153;...Dalla canna al serbatoio: le nuove frontiere del biocarburante... è migliore della canna da zucchero brasiliana... Recupera terreni marginali non utilizzati dallâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura...â&#x20AC;? Queste le parole di alcuni quotidiani nazionali per annunciare i risultati eccezionali ottenuti da un gruppo di ricercatori piemontesi. Il loro lavoro potrebbe rivoluzionare il mondo dei biocarburanti. La canna comune rappresenta il futuro dei biocarburanti, in particolare dellâ&#x20AC;&#x2122;etanolo che può essere addizionato alla benzina. In Brasile lâ&#x20AC;&#x2122;etanolo ricavato dalla canna da zucchero è una realtĂ da piĂš di 30 anni: come impiantarla anche ai nostri climi, in modo da farla rendere? Invece di trasperire da noi una coltivazione estera, si è studiato (con successo) come ricavare biocarburante da una pianta tipica del nostro territorio.


NOTIZIE

IN LIBERTĂ&#x20AC;

Addio sigarette, fra 50 anni?

sembra che sempre piĂš persone, consumatori di tabacco, prendano a cuore la loro salute e il benessere dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente. Lâ&#x20AC;&#x2122;esempio di Londra è emblematico, ma con essa si parla della maggior parte delle cittĂ nei paesi sviluppati, accomunate da un declino del numero dei fumatori. Lo studio effettuato da Citigroup, pone dunque delle previsioni positive, anche se non va dimenticato che, a contrastare il progressivo abbandono della sigaretta, vi è la tendenza negativa che vede far uso di tabacco ad etĂ  sempre minore. Giovani che nonostante tutto sembrano incuranti delle ripercussioni che la si"$$ %*&"#%".# Lâ&#x20AC;&#x2122;attenzione deve rimanere altissima; le campagne anti-fumo devono sempre piĂš cercare di prevenerire lâ&#x20AC;&#x2122;approccio al tabagismo cosĂŹ da evitare di dover intervenire, poi, per aiutare un â&#x20AC;&#x153;fumatore incallitoâ&#x20AC;?.

Uno studio afferma che sarĂ possibile che entro 50 anni alcune cittĂ  siano libere dal fumo di sigaretta. Tra gli aumenti del prezzo e il divieto di fumo allâ&#x20AC;&#x2122;interno dei locali, il numero di tabagisti dovrebbe diminuire in maniera netta. Sarebbe una vittoria per uomo e ambiente: infatti secondo alcuni dati pubblicati dal Telegraph, noto giornale inglese, il tabacco ucciderebbe una persona ogni 6 secondi, ovvero 5,4 milioni di persone allâ&#x20AC;&#x2122;anno. Secondo una previsione di â&#x20AC;&#x153;scenari possibiliâ&#x20AC;?, il diminuire di fumatori porterebbe addirittura alla presenza, nel 2050, di una Londra senza sigarette. Ci vorranno !%-"  "".$&$ le sigarette, ma il trend è giĂ  in atto! Non sembrano leggere i dati altrettanto positivamente, invece, le multinazionali del tabacco. Ma ormai

Addio sacchetto di plastica... non ci mancherai! Li usiamo tutti i giorni, sono necessari, sono utili, fondamentali per il processo di acquisto e quindi per sostenere lâ&#x20AC;&#x2122;economia anzi, essi stessi sono un economia.... ma contemporaneamente sono tra i maggiori elementi inquinanti che utilizziamo quotidianamente in quantitativi smisurati. Secondo uno studio dellâ&#x20AC;&#x2122;ONU i sacchetti di materiale plastico producono danni gravi allâ&#x20AC;&#x2122;ambiente: ogni anno uccidono 100.000 mammiferi marini e ne feriscono un numero incalcolato danneggiando lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura e la pesca. Essi hanno una vita brevissima, ma per la produzione sono necessari enormi quantitativi di petrolio (per produrne 200 mila tonnellate vengono bruciate 430 mila tonnellate di petrolio) e di altre sostanze chimiche necessarie al processo di trasforma-

Milano, smog record! Complice lâ&#x20AC;&#x2122;alta pressione sul nord dâ&#x20AC;&#x2122;Italia, Milano si è ritrovata sin dalle prime settimane di gennaio 2011 â&#x20AC;&#x201C; come del resto buona parte dei comuni e delle provincie della pianura padana - a dover fronteggiare unâ&#x20AC;&#x2122;emergenza inquinamento che appare quasi senza precedenti. Quotidianamente si supera sistematicamente la soglia di allarme e ritorna lâ&#x20AC;&#x2122;esigenza inderogabile di trovare una soluzione seria e duratura al problema, anche perchĂŠ lâ&#x20AC;&#x2122;Europa minaccia di comminare una maxi multa a Milano. Al problema si aggiungono altri problemi. I verdi chiedono lâ&#x20AC;&#x2122;elezione dei garanti per i referendum promossi sul tema, lâ&#x20AC;&#x2122;ecopass non funziona, la legge regionale che prevedeva blocchi domenicali e targhe alterne con lo smog oltre il livello di guardia non è piĂš valida e, davanti ad una sostanziale assenza di regole che

si traduce in inazione, lâ&#x20AC;&#x2122;unica soluzione per ridurre polvere sottili e smog al momento è sperare nel maltempo che potrebbe arrivare e â&#x20AC;Ś.risolvere parzialmente la situazione! Il comitato Milanosimuove, chiede un intervento dâ&#x20AC;&#x2122;emergenza ed indica alcune misure correttive di rapida applicazione. Dallâ&#x20AC;&#x2122;altra parte della barricata, il vice sindaco Riccardo De Corato, ribatte che lâ&#x20AC;&#x2122;aria di Milano è â&#x20AC;&#x153;in costante miglioramentoâ&#x20AC;? e che la procedura dâ&#x20AC;&#x2122;infrazione Ue vale per buona parte  #%" #%#$#$%$$."

zione, oltre alle energie consumate per la lavorazione. .$"%!%"$ miliardi di sacchetti consumati annualmente in Europa vengono importati per la maggioranza da paesi asiatici come Cina, Thailandia e Malesia (che oltre ad intaccare le economie nazionali, rappresentano un danno/pericolo in termini di mancato rispetto delle "  #%"(( #$$ ".%$ &" #$topagato...ecc.ecc) e che il 28% di questi sacchetti &$".%$"-$  anni (a seconda del tipo di plastica utilizzato - 200 )#$$ "##"#$$.nitivamente, distrutti dai raggi ultravioletti e dal calore o eliminati dal tempo e dagli agenti atmosferici (in # ##."+!%#"$,

Come funziona la geotermia? La temperatura del suolo aumenta man mano che si scende in profonditĂ , in media ogni 100 metri la temperatura delle rocce cresce di +3° C. In alcune particolari zone questa caratteristica naturale del pianeta si accentua con temperature nel sottosuolo leggermente piĂš alte della media, ad esempio a causa di fenomeni vulcanici o tettonici. In queste zone calde lâ&#x20AC;&#x2122;energia può essere facilmente recuperata anche basse profonditĂ  tramite la geotermia. I vapori provenienti dalle sorgenti dâ&#x20AC;&#x2122;acqua nel sottosuolo sono convogliati verso apposite turbine adibite alla produzione di energia elettrica. Il calore sprigionato dai vapori può anche essere riutilizzato per il riscaldamento, le coltivazioni in serra e il termalismo. 21


Articolo di   Illustrazioni a cura di Renata Lansecchi

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carta

Dal punto di vista economico, il riciclaggio eâ&#x20AC;&#x2122; sicuramente meno costoso che lâ&#x20AC;&#x2122;incenerimento. Infatti, il costo dellâ&#x20AC;&#x2122;incenerimento di una tonnellata di rifiuti varia, a valle dei costi di raccolta e secondo lâ&#x20AC;&#x2122;impianto, tra 96 e 192 euro/tonnellata, mentre il trattamento della carta straccia costa tra 64 e 96 euro/tonnellata (fonte: UFAFP, Ufficio Federale (svizzero) dellâ&#x20AC;&#x2122;Ambiente, delle Foreste e del Paesaggio) .eâ&#x20AC;&#x2122; ovvio che la carta riciclata non produce un pari peso di carta â&#x20AC;&#x153;nuovaâ&#x20AC;? (siccheâ&#x20AC;&#x2122; per fare una tonnellata di carta nuova ci vuole normalmente - e comunque in misura variabile a seconda degli impianti e del prodotto fabbricato - anche una certa percentuale di cellulosa fresca, proveniente da alberi), e che il procedimento ha i propri costi - economici, energetici e di inquinamento. Tuttavia: la fonte indicata sopra sostiene, ad esempio, che nelle fabbriche che producono carta per giornali da carta da giornali riciclata non si usa piuâ&#x20AC;&#x2122; cellulosa proveniente da alberi. il costo della materia prima riciclata eâ&#x20AC;&#x2122; notevolmente piuâ&#x20AC;&#x2122; basso di quello della pasta di legno, i relativi scarti possono essere utilizzati come combustibile cogeneratore del vapore necessario al processo di fabbricazione.

D

opo due anni di ricerche, nel dicembre del 1798, il francese LouisNicolas Robert depositò un brevetto di una macchina per fare una carta lunghissima. Il brevetto fu acquistato da Didot Saint-LÊger, proprietario della cartiera di Essonnes, con la promessa di una grossa somma prelevata dagli utili. Didot fece invece perfezionare il progetto dal cognato, tal Gamble, il quale a sua volta fuggÏ in Inghilterra, dove depositò il brevetto. Perfezionata ulteriormente nel 1803, la nuova macchina diede il via alla produzione industriale della carta. Durante la prima metà del XIX secolo i continui miglioramenti ridussero sempre piÚ i costi di produzione, ma la limitata offerta della materia prima, gli stracci, impose la ricerca di nuove fonti. La sola introduzione della macchina a vapore raddoppiò la produzione nel 28

decennio 1850-1860. Furono fatti tentativi con lâ&#x20AC;&#x2122;ortica, la felce, il luppolo e il mais, ma nessuno dei surrogati riuscĂŹ a competere in qualitĂ e costi con gli stracci. Nel 1844 un tessitore di Heinicken, in Sassonia, di nome Federico Gottlob Keller[7], depositò un brevetto per una pasta preparata dal legno. Il tedesco Heinrich Voelter nel 1846 lo migliorò con lâ&#x20AC;&#x2122;invenzione di un       costituito da una grossa mola in gres che sminuzza il legno. Il prodotto ottenuto era mediocre ma adatto ad un utilizzo nascente: la stampa periodica.       dopo il 1860 quando ad esso    mento: quello chimico. I primi trattamenti furono con soda e potassa a caldo, seguiti da sbianca con cloro. Emicellulosa e lignina si sciolgono, mentre la cellulosa rimane intatta.

In Cina la tecnologia di fabbricazione della carta da corteccia, stracci e reti da pesca fu descritta per la prima volta         corte Tsâ&#x20AC;&#x2122;ai Lun. Nel 1986 a Dunhuang (Gansu), scavi archeologici in una tomba della prima metĂ del II secolo a.C. portano          tracciata una mappa. Questo ritrovamento lascia supporre che la carta fosse giĂ  nota in quellâ&#x20AC;&#x2122;epoca, retrodatando cosĂŹ le prime fabbricazioni di circa due secoli.[2] La diffusione della tecnica al di fuori del paese fu lenta; altri popoli avevano visto la carta ma non riuscivano a capire come venisse prodotta, e i cinesi erano riluttanti a diffonderne il segreto. Secondo la tradizione, la carta fu prodotta per la prima volta nel 105 da Tsâ&#x20AC;&#x2122;ai Lun, un eunuco della corte cinese han dellâ&#x20AC;&#x2122;imperatore Ho Ti. Il materiale usato era probabilmente la corteccia dellâ&#x20AC;&#x2122;albero del gelso da carta (Brussonetia papyrifera), op      in uno stampo di bastoncini di bambĂš. La piĂš antica carta conosciuta di cui ci sia pervenuto un campione fu fabbricata con stracci intorno al 150. Per altri cinquecento anni circa, lâ&#x20AC;&#x2122;arte della fabbricazione della carta fu      introdotta in Giappone e, intorno al 750, nellâ&#x20AC;&#x2122;Asia centrale.

Soda e potassa vennero pre      opera in ambiente acido. Dal 1880 un nuovo procedimento al solfato permise di ottenere una carta molto robusta chiamata carta Kraft che rivoluzionerĂ il mondo dellâ&#x20AC;&#x2122;imballaggio. La carta offrĂŹ la possibilitĂ  di scrivere documenti personali e corrispondenza, non piĂš come lusso riservato a pochi. La stessa classe impiegatizia può essere considerata nata dalla rivoluzione della carta cosĂŹ come dalla rivoluzione industriale. Con la contemporanea inven        della produzione di massa di matite, del processo di stampa rotativa, la carta ha avuto un peso notevole nellâ&#x20AC;&#x2122;economia e nella societĂ  dei paesi industrializzati. In sintesi il processo di fabbricazione consiste in vari stadi che portano alla formazione della carta a partire dal legno. I principali stadi sono:      polamento (pulping) Sbiancamento (bleaching) Formazione del foglio e pressatura     Essiccamento. Il legno è formato indicativamente da: Cellulosa (circa 45%) Emicellulosa (circa 30%) Lignina (circa 20%) Estraibili vari: terpeni, resine, acidi grassi (circa 5%). Cellulosa ed emicellulosa co                  che le tiene unite. Agli albori dellâ&#x20AC;&#x2122;industria cartaria si creavano i fogli manualmente, poi furono sviluppate macchine per la produzione in continuo della carta.


  

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plastica

Sono dette materie plastiche ,quei materiali artificiali con Sviluppo storico struttura macromolecolare che in determinate condizioni di Di seguito vengono riportate tappe dello sviluppo temperatura e pressione subiscono variazioni permanenti di alcune delle materie plastiche. forma. Si dividono in termoplastici, termoindurenti ed elastomeri. Le gomme, pur avendo chimicamente e tecnologicamente 1855: il chimico Audemars produce in laboratorio il rayon molti aspetti in comune con le materie plastiche, non sono 1860: lo statunitense John Wenormalmente considerate tali. sley Hyatt scopre la celluloide Termoplastiche: sono dette termoplastiche quelle materie 1909: Leo Hendrik Baekeland             produce la bachelite 1920: il chimico tedesco Hersotto lâ&#x20AC;&#x2122;azione del calore. Staudinger ipotizza la In questa fase possono essere modellate o formate in oggetti mann struttura macromolecolare delle finiti e quindi per raffreddamento tornano ad essere rigide. materie plastiche                  1926: Waldo Semon introduce

                    

    del polivinilcloruro (PVC) Termoindurenti: sono un gruppo di materie plastiche che, dopo tesi 1928: viene sviluppato il polimeuna fase iniziale di rammollimento dovute al riscaldamento, tilmetacrilato (PMMA) induriscono per effetto di reticolazione tridimensionale; 1935: Wallace Hume Carothers nella fase di rammollimento per effetto combinato di calore della DuPont sintetizza il nylon vengono messe in come pressione risultano formabili. Se questi materiali vengono 1937: mercio le resine polistireniche               1938: viene sintetizzato il politema si decompongono carbonizzandosi.     

L

a plastica, intesa come nome generico di un gruppo di materie polimeriche, è uno dei materiali piĂš comuni, ma anche piĂš in#'  &  .  %&$ tra quelli che si ritrovano nei $.'&%! Le materie plastiche, infatti, non sono biodegradabili e possono resistere anche per centinaia di anni allâ&#x20AC;&#x2122;azione degli agenti atmosferici; molte di esse, inoltre, se incenerite generano sostanze estremamente tossiche, come la diossina. Per questo motivo il metodo ",."$!%& &! $.'& "%&+$gio, che però è possibile solo per alcuni tipi di plastica, e in ogni caso comporta costi e risultati variabili a seconda del materiale utilizzato. Le tipologie di plastica riciclabile grazie alla raccolta differenziata sono 7, ciascuna  &.&' !$"!$tato anche sulla confezione del prodotto o dellâ&#x20AC;&#x2122;oggetto: PET, HDPE, PVC, LDPE, PP (polipropilene), PS (polistirene) e

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altri. I primi due tipi sono quelli piÚ facilmente riciclabili e proprio per questo vengono utilizzati per la produzione di imballaggi per prodotti alimentari di largo consumo. In particolare, il PET (polietilene tereftalato) è il materiale comunemente utilizzato per le bottiglie di plastica e può essere riciclato con due metodi: quello meccanico è piÚ economico, ma non permette di riutilizzare il materiale per usi alimentari, mentre quello chimico è in grado di riportare i polimeri allo stato originale, scomponendoli in una serie di materie prime che possono successivamente essere usate per la produzione di nuovo PET. Questo secondo metodo è applicabile anche al PVC ma, dati i suoi costi elevati, può essere preso in considerazione solo per grandi quantità di materiale da riciclare. In generale, quello economico è il problema piÚ rilevante nel riciclaggio della plastica: per alcuni materiali, specialmente quelli che si induriscono con il

1941: viene prodotta la prima 

    1941: viene sintetizzato il poliuretano da William Hanford 1953: il chimico tedesco Karl Ziegler sintetizza il polietilene 1954: il chimico italiano Giulio Natta produce il polipropilene isotattico (commercializzato con il nome Moplen) 1963: Ziegler e Natta ottengono il premio Nobel per la chimica come riconoscimento dei loro studi sui polimeri

calore (termoindurenti), il processo di lavorazione può avere un costo molto superiore alla produzione di nuova plastica. Esistono poi alcune materie plastiche, come il polipropilene, che possono essere riciclate solo per un certo numero di volte (tipicamente 3 nel caso del PP) prima di diventare inutilizzabili. Le diversità nel trattamento tra i vari tipi di materiale plastico comportano la necessità di una rigida divisione delle materie da riciclare, da effettuarsi in genere già nella fase della raccolta differenziata. Ad esempio, il polietilene o PVC, utilizzato per produrre i tappi delle bottiglie (oltre che componente principale dei sacchetti di plastica), dovrebbe essere separato dal PET, di cui sono composte le bottiglie stesse. Negli ultimi anni sono stati tuttavia introdotti alcuni metodi "$%'($$.'&"%& a seconda della materia di cui sono formati, per mezzo di detector elettronici a raggi X oppure di sistemi idraulici che distinguono i materiali in base alla loro densità. In generale, i tipi di plastica riciclabile sono elencati sommariamente su raccoltadifferenziata.com a queste pagine: Cosa si può riciclare e Regole e consigli per conferire !$$&& &$.'& scrizione piÚ dettagliata la faremo in seguito, appena preso contatto con alcune aziende di smaltimento per fare un raffronto sui tipi di plastica effettivamente smaltibili.


  

  

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vetro

Da un punto di vista chimico, il termine vetro si riferisce a Se il vetro è desing materiali che sono ottenuti tramite la solidificazione di un La Coca-Cola è famosa per particolari contenitori che la liquido non accompagnata da cristallizzazione. I vetri sono irendono facilmente distinguibiquindi solidi amorfi, assimilabili a liquidi sottoraffreddati le rispetto alle altre confezioni             di bevande analcoliche; in particolare, le frequenti variazioni attriti interni che ne mantengono inalterata promozionali nella decorazione la forma per un tempo lunghissimo. delle lattine in presenza di evenIn linea teorica, i vetri potrebbero essere ottenuti a partire ti, quali il Natale o eventi sponda qualunque liquido, attraverso un rapido raffreddamento, sorizzati dalla bevanda, hanno per cui le strutture cristalline non hanno il tempo di formar- reso queste ultime oggetto di Le bottiglie con       collezionismo. tour, comparse nel 1916, hanno             una forma particolare con mar          chio registrato, probabilmente ispirata alle curve anatomiche Alcuni di questi materiali sono: lâ&#x20AC;&#x2122;ossido di silicio (SiO2), il Mae West che indosdiossido di germanio (GeO2), lâ&#x20AC;&#x2122;anidride borica (B2O3), lâ&#x20AC;&#x2122;anidri- dellâ&#x20AC;&#x2122;attrice sava il particolare abito aderente de fosforica (P2O5) e lâ&#x20AC;&#x2122;anidride arsenica (As2O5). detto hobble skirt.           Il design del prototipo è stato Nel linguaggio comune (e nella seguente trattazione), il ter- ideato nel 1915 da Earl R. Dean, Root Glass Company di            della Terre Haute, Indiana, che posolamente ai vetri costituiti prevalentemente da ossido. trebbero essersi ispirati alla for-

S

econdo Plinio il Vecchio (nel suo trattato Naturalis Historia), il primo utilizzo del vetro risale al III millennio a.C. in Fenicia. Nel 2000 a.C. il vetro veniva impiegato in Egitto per produrre stoviglie, altri utensili e monili (detti perle di vetro). Intorno al 1000-500 a.C. risalgono piccoli vasi in vetro ritrovati in India e Cina. Nella metĂ del I secolo a.C. circa fu sviluppata la tecnica del          che oggetti prima rari e costosi divenissero molto piĂš comuni. Durante lâ&#x20AC;&#x2122;Impero Romano il vetro fu plasmato in molte forme, principalmente vasi e bottiglie. I primi vetri erano di colore verde a causa della presenza di impuritĂ  di ferro nella sabbia utilizzata. Nel V-VII secolo d.C. si sviluppa lâ&#x20AC;&#x2122;uso del mosaico in vetro nellâ&#x20AC;&#x2122;arte bizantina. Oggetti in vetro risalenti ai secoli VII e VIII 32

sono stati rinvenuti sullâ&#x20AC;&#x2122;isola di Torcello, vicino a Venezia. Una svolta nella tecnica produttiva si è avuta intorno allâ&#x20AC;&#x2122;anno 1000, quando nel nord Europa la soda fu sostituita con la potassa, piĂš facilmente ottenibile dalla cenere di legno. Da questo momento i vetri del nord differirono signi    

  ri dellâ&#x20AC;&#x2122;area mediterranea, dove si è mantenuto lâ&#x20AC;&#x2122;impiego della soda. Lâ&#x20AC;&#x2122;XI secolo vide lâ&#x20AC;&#x2122;emergere, in Germania, di una nuova tecnica per la produzione di lastre

       le sfere in cilindri, tagliando questi ancora caldi e appiattendoli quindi in fogli. Questa tecnica fu poi perfezionata nel XIII secolo a Venezia (centro di produzione vetraria del XIV secolo), dove furono sviluppate        commercio di stoviglie, spec-

ma di un baccello di cacao. Il prototipo venne scartato perchÊ inadatto alle macchine imbottigliatrici; tuttavia ispirò le for  

         entrò in produzione nel 1916.

chi ed altri oggetti di lusso. Alcuni vetrai veneziani si spostarono in altre aree dâ&#x20AC;&#x2122;Europa diffondendo cosĂŹ lâ&#x20AC;&#x2122;industria del vetro. Fino al XII secolo il vetro drogato (cioè con impuritĂ coloranti come metalli) non fu impiegato. Nel 1271 lo statuto chiamato Capitolare di Venezia tutelava la manifattura del vetro veneziano, proibendo che venissero importati vetri dallâ&#x20AC;&#x2122;estero e negando ai vetrai stranieri la possibilitĂ  di operare a Venezia. Nel 1291 viene decretato il trasferimento delle vetrerie da Venezia allâ&#x20AC;&#x2122;isola di Murano, in  

       incendi.          colo, si fa risalire lâ&#x20AC;&#x2122;invenzione degli occhiali con lenti in vetro quando i â&#x20AC;&#x153;cristalleriâ&#x20AC;? della Serenissima, per le lenti da vista, iniziarono a sostituire il berillo,   

     vetro. Al 1369 risale la produzione di specchi a Murano. Nel 1450 Angelo Barovier inventa il â&#x20AC;&#x153;cristalloâ&#x20AC;? a Murano, ottenendolo a partire dal vetro con lâ&#x20AC;&#x2122;aggiunta di sodio e manganese. Manifattura artigianale del vetro. Il processo di produzione Crown fu impiegato a partire

      al XIX secolo. In questo pro           circa 4 kg di massa vetrosa fusa allâ&#x20AC;&#x2122;estremitĂ di una barra 

        di circa 1,5 metri di diametro. Il disco viene quindi tagliato in lastre. Nel XVII-XVIII secolo nasce il cristallo di Boemia. Il vetro veneziano ebbe un costo elevato tra i secoli X e XIV,         rono a mantenere segreta la tecnica.


 

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riciclo centro-sud Italia

    PET polietilentereftalato PE (HDPE) Polietilene alta densitĂ PVC Cloruro di polivinile PE (LDPE) Polietilene a bassa intensitĂ  PP Polipropilene PS Polistirolo

Tutte le altre resine

    

 

 







 

 

  

  

 

 

  

  

 

 

  

  

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Africa

è mondo Reportage di Jhon Mc Nam

I

n 40 anni 500 miliardi di dollari sono stati inviati in Africa sotto forma di aiuti. Solo nel 2010 in Africa sono arrivati (da aiuti bilaterali) 29.3 miliardi di dollari di cui 26.5 nell’Africa Sub-Sahariana, il 6.4% in più rispetto al 2009. Che cosa ne è stato se ancora oggi il 72% della popolazione dell’area vive con meno di 2 dollari al giorno? Che cosa ne è stato se la media dell’aspettativa di vita è 54

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anni? E se lâ&#x20AC;&#x2122;Africa rimane uno dei continenti piĂš poveri (sebbene il piĂš ricco di risorse) e la malnutrizione, le            uscire da una condizione a volte disperata? Se ancora oggi nella lista elaborata dalla World Bank tra i 44 Paesi compresi nellâ&#x20AC;&#x2122;elenco di quelli a piĂš basso Indice di sviluppo umano solo 7 non fanno parte dellâ&#x20AC;&#x2122;Africa Sub-Sahariana, allora vuol dire che câ&#x20AC;&#x2122;è qualcosa che non ha funzionato. E che continua a non funzionare. La domanda se la sono posta al 4th High Level Forum on Aid Effectiveness che questâ&#x20AC;&#x2122;anno si è svolto in Corea. Ă&#x2C6; ben chiaro ormai che il raggiungimento degli 8 Obiettivi del Millennio non saranno rispettati. Almeno

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non entro il 2015, data limite che i 191 Stati membri dellâ&#x20AC;&#x2122;ONU si erano dati nel 2000, per concertare e mettere in atto azioni tese a: eliminare fame e povertĂ , assicurare lâ&#x20AC;&#x2122;istruzione primaria universale, promuovere la paritĂ  dei sessi, ridurre la mortalitĂ  infantile, migliorare la salute materna, combattere lâ&#x20AC;&#x2122;HIV/AIDS, la malaria e altre malattie, garantire la sostenibilitĂ  ambientale, sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo. Certo, darsi una scadenza certa e degli obiettivi precisi è servito a controllarne gli sviluppi e a spingere allâ&#x20AC;&#x2122;attuazione di programmi concreti. Ma non è bastato. GiĂ  lâ&#x20AC;&#x2122;Accra Agenda for Action seguita allâ&#x20AC;&#x2122;incontro del 2008, aveva insistito sulla necessitĂ  di â&#x20AC;&#x153;prendere provvedimenti coraggiosi per riformare le modalitĂ  di

aiuto e di attuazione della spesaâ&#x20AC;?. â&#x20AC;&#x153;I Paesi in via di                 impegnati ad assumersi la responsabilitĂ del proprio futuro, i donatori a coordinarsi meglio tra di loro ed entrambi a rendere conto gli uni agli altri e ai cittadiniâ&#x20AC;?. Prima ancora câ&#x20AC;&#x2122;era stata la Dichiarazione di Parigi (2005) e proprio per dare la misura di quanto fatto nellâ&#x20AC;&#x2122;arco degli ultimi 5 anni è stata pubblicata unâ&#x20AC;&#x2122;analisi comprensiva di dati e crifre. Nella stessa si ammette: â&#x20AC;&#x153;I risultati sono preoccupanti. A livello glo               â&#x20AC;&#x201C; coordinamento della cooperazione tecnica (misura voluta per far sĂŹ che i donatori coordinassero i loro A sinistra la cantante Skin durante un esibizione.A destra Bi Kidude, la piĂš famosa voce africana.


37


38


39


40


sforzi per sostenere la capacitĂ di raggiungimento degli obiettivi di sviluppo) â&#x20AC;&#x201C; è stato raggiunto. Tuttavia è importante notare che notevoli progressi sono stati fatti per il raggiungimento degli altri obiettiviâ&#x20AC;?. (Qui, il Report completo). Per lâ&#x20AC;&#x2122;Africa Sub-Sahariana dunque, i temi chiave individuati per incrementare lo sviluppo locale sono: !                        !         !        glianza di genere, la capacitĂ  di inviare aiuti concreti in situazioni particolari, aiuti per il commercio e cooperazione.      !            esamina la situazione attuale e ancora una volta si rafforzano gli impegni tra Stati e donors. â&#x20AC;&#x153;PovertĂ  e

ineguaglianza rimangono i problemi principali [â&#x20AC;Ś] e il nostro successo dipende dai risultati e dallâ&#x20AC;&#x2122;impatto dei nostri sforzi congiunti nellâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo degli aiutiâ&#x20AC;?. Si è â&#x20AC;&#x201C; ancora â&#x20AC;&#x201C; insistito sulla necessitĂ di accelerare          !   giungere quegli 8 Obiettivi che cosĂŹ ambiziosamente erano stati dichiarati allâ&#x20AC;&#x2122;inizio del nuovo Millennio. E per rendere fattibili gli impegni è importante â&#x20AC;&#x201C; si legge nel documento â&#x20AC;&#x201C; che ci sia trasparenza tra i donors, condivisione e accesso alle informazioni, compresa lâ&#x20AC;&#x2122;implementazione di pubblicazioni e dati online. Il coordinamento è un fattore indispensabile per evitare lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo â&#x20AC;&#x2DC;inconsistenteâ&#x20AC;&#x2122; e infruttuoso del denaro, soprattutto â&#x20AC;&#x201C; è stato detto â&#x20AC;&#x201C; nelle aree che vivono   !    "       ambientali.

Anche il raccordo con gli investitori privati è stato se          ! vestimenti raggiungano anche le parti più povere della               !  soltanto le multinazionali e le grandi aziende che vedono in quei Paesi una fonte di guadagno.

Afroamericani alla fermata di un autobus nella periferia di New york A sinistra una ragazza mostra una sua foto in cui mostra le sue condizioni passate di malnutrizione. A destra un bambino del Congo nelle mani degli assistenti umanitari.

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Nuova vita alla

CARTA La carta è talmente importante per scrivere che non potremmo farne a meno, eppure è stata inventata diversi millenni dopo lâ&#x20AC;&#x2122;invenzione della scrittura. Allora su cosa scrivevano gli uomini prima dellâ&#x20AC;&#x2122;invenzione della carta? Alcune decine di migliaia di anni fa, gli uomini primitivi cominciarono a tracciare graffiti e a dipingere scene di caccia su rocce e sulle pareti di caverne. Essi incidevano anche delle tacche su bastoni, conchiglie, ossa e sassi. Sembra che essi si servissero di questi segni per contare cose come giorni, i mesi lunari, gli animali che allevavano. Articolo a cura di Matteo Giovani

Gli ultimi dati I prodotti di base

per la fabbricazione della carta sono dâ&#x20AC;&#x2122;origine vegetale: piante conifere e latifoglie; inoltre vengono utilizzate anche resti di piante annuali (in particolare graminacee) e i residui di              prodotti di recupero come: carta, cartoni e stracci che subiscono trattamenti diversi (disinchiostrazione, sgrassagio, decolorazione) in funzione del loro stato. La cellulosa che è ricavata in particolare dagli alberi ad alto fusto. Il legname utilizzato dallâ&#x20AC;&#x2122;industria cartaria proviene da foreste gestite con criteri che mirano a migliorarne la qualitĂ e la quantitĂ , salvaguardando nel frattempo la fertilitĂ  del suolo.

forniti dalla FAO dimostrano che il 56% del legname raccolto è utilizzato come legname da combustione e viene usato          questa percentuale nei paesi in via di sviluppo arriva ad essere lâ&#x20AC;&#x2122;80% del legname raccolto. La prima operazione relativa alla lavorazione del legname, è eseguita sul luogo dâ&#x20AC;&#x2122;origine della pianta e consiste nella scortecciatura; il legno viene poi spezzettato a tronchetti e quindi sminuzzato; in seguito i minuzzoli vengono cotti in una soluzione acquosa detta â&#x20AC;&#x153;liscivioâ&#x20AC;? a temperatura e pressione elevata in particolari bollitori; e durante questa fase il legno viene disintegrato: la lignina, infatti, viene attaccata dalla soluzione e si isolano le cellulose ancora grezze.

Lâ&#x20AC;&#x2122; assortimento

in cui la cellulosa viene passata      

 estratto il liscivio esausto la cellulosa è mescolata con liscivio nuovo. Finita la serie di liscivi, la cellulosa viene lavata, raccolta in tini e dispersa in acqua, e quindi passata attraverso i vagli che fermano le impurità ed i residui di minuzzolo lasciando così passare solo    La cellulosa dopo questa fase si può considerare pronta: è cellulosa naturale, in altre parole cellulosa grezza, caratterizzata da un colore brunastro.

Lâ&#x20AC;&#x2122;imbianchimento

può essere fatto con vari sistemi, ma il tipo piĂš diffuso è il trattamento con il cloro o coi suoi derivati e dopo lâ&#x20AC;&#x2122;imbianchimento, la cellulosa viene ripetutamente lavata per togliere le tracce di prodotti chimici impiegati nellâ&#x20AC;&#x2122;imbianchimento. A questo punto se è la cartiera stessa che ha eseguito il trattamento, la cellulosa passa        viene disidratata ed essiccata, tagliata in fogli e confezionata in balle. 45

43


NUOVE SOLUZIONI

Oltre alla pasta di cellulosa, un altro prodotto che può essere â&#x20AC;&#x153;estrattoâ&#x20AC;? dalla lavorazione del legno, ed in particolare dalla lavorazione del legno tenero, chiaro ed esente da odori, è la pastalegno: questa si divide in pasta meccanica, meccanochimica, semichimica. Se il legno dâ&#x20AC;&#x2122;origine è chiaro, non è necessario lâ&#x20AC;&#x2122;imbianchimento, altrimenti la pastalegno deve essere sbiancata; il trattamento è analogo a quello utiliz-

C

Ciano

M Magenta

Fibre di cellulosa naturale da cui proviene il materiale basico della carta

zato per la cellulosa ma non possono essere utilizzati il cloro ed i suoi derivati. Per quanto riguarda i materiali di recupero, abbiamo visto che vengono considerati tali la cartaccia, il cartone e gli stracci. La cartaccia deve essere disinchiostrata, decolorata e spazzolata, ed in seguito a questi trattamenti si considera pronta per lâ&#x20AC;&#x2122;impasto, e lo stesso trattamento è riservato per il cartone. Mentre per quanto riguarda gli stracci, questi subiscono, dapprima lâ&#x20AC;&#x2122;estrazione della polvere e dei materiali estranei quali possono essere bottoni o cerniere, poi subiscono trattamenti chimici per togliere i residui grassi, in       e la pasta subirĂ anchâ&#x20AC;&#x2122;essa trattamenti dâ&#x20AC;&#x2122;imbianchimento analoghi a quelli subiti dalla cellulosa. Lâ&#x20AC;&#x2122;impasto per la carta è formato normalmente da: pasta di cellulosa, pastalegno, che per altro può anche essere assente, cariche e collanti, oltre che di coloranti se si procede alla produzione di carta colorata. Se la carta venisse fatta solo di cellulosa, infatti, non sarebbe utilizzabile per scrivere e stampare e avrebbe un aspetto pressochĂŠ traslucido, non uniforme; per conferirle un aspetto opaco e permettere quindi la scrittura e la stampa, nellâ&#x20AC;&#x2122;impasto della carta vanno messe delle sostanze dâ&#x20AC;&#x2122;origine minerale o sintetica che le 44

10 mila tonnellate di inchiostro consumato annualmente

CARTA & INCHIOSTRO


dove viene utilizzato lâ&#x20AC;&#x2122;inchiostro

34% Scrittura

21% Internet

2% Presentazioni

13% Fotografia

8% fogli prova

8% non classificata

Y

K

Giallo

Nero

conferiscono lâ&#x20AC;&#x2122;aspetto caratteristico, accentuando anche: il grado di bianco,

         poter utilizzare la carta per la stampa e la scrittura è necessario trattarla in modo da evitare che lâ&#x20AC;&#x2122;inchiostro spanda, e per conferirle questa proprietà è necessario aggiungere delle colle nellâ&#x20AC;&#x2122;impasto. Per quanto riguarda la fase di fabbricazione della carta questa avviene in apposite macchine, dette â&#x20AC;&#x153;macchine continueâ&#x20AC;?, in quanto funzionano senza interruzione giorno e notte e, e sono formate da una serie dâ&#x20AC;&#x2122;organi collegati tra loro. Secondo il ciclo di formazione della carta, lâ&#x20AC;&#x2122;impasto, molto diluito, esce dalla            formazione, costituito da una rete me             ad un nastro trasportatore sempre in movimento. La poltiglia si distribuisce uniformemente sul telo, e lâ&#x20AC;&#x2122;acqua scola attraverso le maglie della rete, a questo      ciano e cominciano a formare un nastro compatto. Al di sotto del telo sono situati appositi cassoni che aspirano al    te della macchina, il telo metallico torna indietro, il foglio di carta si stacca e comincia a passare attraverso una lunga serie di cilindri rotanti che hanno lo scopo di formare il foglio, sgocciolarlo, pressarlo, tenderlo, seccarlo, lisciarlo,         bine. A seconda dellâ&#x20AC;&#x2122;impiego, i rotoli, possono essere sottoposti ad ulteriori operazioni quali la patinatura e la ca            del foglio perfettamente livellata e lucida. Le macchine continue piĂš moderne hanno dispositivi di collatura, lisciatura, patinatura e calandratura che possono essere inseriti nel ciclo di lavoro soltanto allâ&#x20AC;&#x2122;occorrenza. Una volta pronto, il rotolo di carta viene tagliato per mezzo di coltelli circolari e le singole strisce sono ribobinate se la carta serve in bobina, altrimenti un dispositivo particolare taglia la carta in formato (foglio steso). Le carte pregiate destinate alla stampa di qualitĂ  vengono confezionate in bancali, avvolti in carta impermeabile o di fogli plastici, e sigillati per conservare lo stato igrometrico.

Ink-No-Ink

Derivato dai coloranti utilizzati in pasticceria, è atossico, biodegradabile e soprattutto si sbianca facilmente, cosĂŹ da favorire il riciclo della carta. Si chiama Ink-no-ink ed è il primo inchiostro ecologico per la stampa usa e getta. Ă&#x2C6; derivato dai coloranti utilizzati in pasticceria, quindi è atossico, ma è anche biodegradabile e facilmente disinchiostrabile. Per questo può essere usato per la stampa delle confezioni di alimenti e bevande e ha un impatto ambientale del 68 per cento inferiore rispetto agli inchiostri tradizionali. Uno dei limiti principali allâ&#x20AC;&#x2122;uso di carta riciclata è dato dal fatto che spesso non è abbastanza bianca. Ma se la carta da riciclare è stampata con un inchiostro poco resistente, si può sbiancare con maggiore facilitĂ , ottenendo dunque una carta riciclata piĂš bianca. In questo modo si riduce il consumo di legno per la produzione di nuova carta. La spinta a                                        documenti stampati viene infatti gettata dopo poche ore. 45


REPAP Marchio del Gruppo Cartorama â&#x20AC;&#x201C; tra i leader in Italia nel licensing di prodotti in carta e articoli cartotecnici, nonchĂŠ zaini, astucci e accessori scuola, Repap è la novitĂ sostenibile nel mondo della carta poichĂŠ composta per lâ&#x20AC;&#x2122;80% di Carbonato di Calcio (CaCO) e per una piccola percentuale, il 20%, da resine atossiche (polietilene ad alta intensitĂ ). In questo caso il Carbonato di Calcio proviene dal calcare recuperato da cave e utilizzato dallâ&#x20AC;&#x2122;industria edile. Una carta resistente e durevole, oltre che impermeabile, grazie alla combinazione del processo di polverizzazione del Carbonato stesso e del polietilene che agisce da legante. Una carta che è inoltre morbida, liscia, di un bianco brillante, performante come una pellicola ma senza lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di sostanze derivate dal petrolio. Sostenibile anche nel processo di produzione nel quale non vengono utilizzati nĂŠ acqua nĂŠ agenti tossici. Repap non contiene cloro nĂŠ acidi ed completamente tree-free, in quanto creata dalla pietra. Può essere inoltre riciclata in altra carta Repap, in materiali plastici, in materiali per lâ&#x20AC;&#x2122;industria edile, per lâ&#x20AC;&#x2122;industria metallurgica, per lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura, e per la fabbricazione del vetro. A foglio o bobina, Repap è prodotta e venduta in una gamma completa di grammature, con svariate destinazioni dâ&#x20AC;&#x2122;uso: per il business, stampe inkjet, pieghevoli e cataloghi, manuali e istruzioni, calendari, guide, bigliettini da visita, brochure. Per la casa, stampa in       volantini, biglietti di auguri.

Da piĂš di 250 anni la famiglia Cima è impegnata nella produzione della carta, il         e si riferisce a Giuseppe Cima che prese in gestione una cartiera di proprietĂ del marchese Serponti a Rancio di Lecco. In seguito è documentata lâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ  di Giosuè   

         Bonacina, sempre a Lecco.

48


RIFIUTO:

Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione di disfarsi

le pile riciclate coprono il del fabbisogno di piombo del nostro paese

Breve storia dei rifiuti

48

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EtĂ antica 5.000 a.c. - 700 a.c.

EtĂ classica ellenica 700 a.c. - 100 d.c. #(( +/0'013'+*# "#%(' 0#*'#/' .'/0+0#(# $'// ' "+2#.' "' "'#!' /+.2#%('*0'"#((!'004'*!.'!0'"'2#.'$'!.#'((2+.+"#%('/,33'*' ,#.'),#"'.#(+.+"'%#00.#(#'))+*"'3'#2'!'*+((!'004 1#/0'*#001. '*'#.*+,.+  '()#*0#/!&'2'#/''*!.'!2*+"' 0100# (# +,#.# "' )*10#*3'+*# "' 1* !'004 !&#  ( /1+ $1(%+.# !+*02 #*  '0*0'

Medioevo 600 d.c. - 1300 d.c. +* ( !(0 "#' . .' ( /'013'+*# '* 0100 1.+,$1//+(10)#*0#"'//0.+/)*!*"+ -1(/'/''*0#.#//#2#./+(,1('3'+*!&#/+(+ ,#. ('%'#*# 1. * #((# "#/!.'3'+*' "#' (2+.' /+!'()#*0#10'('-1#((+//')'( '(#%('/,33'*' #.((+..'0#*10+'*$)*0#+1)'(#

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Roma antica e imperiale 100 d.c. - 600 d.c.


Fatturato del riciclo in miliardi di euro

Acciaio 28,500

Plastica 0,834 Legno 2,700

Centro riciclaggio

Vedelago

Vetro 2,390 Alluminio 2,200 Carta 4,200

Il centro ritira i rifiuti da un gruppo di comuni affiliati trasportandoli da tutte le strutture che comprende

ITALIA FRANCIA BELGIO AUSTRIA GERMANIA

52 â&#x201A;Ź 78 â&#x201A;Ź 149 â&#x201A;Ź 291 â&#x201A;Ź 340 â&#x201A;Ź

64

%

di materiale riciclato in

italia Rinascimento 1300 d.c. - 1800 d.c.

1 (('*'3'+ "#(  !&# *!-1#.+ ' *233.' !&# ,+0.#))+ !+*/'"#..# !+)# %(' *0#*0' "#' )+"#.*' +,#.0+.' #!+(+%'!' .*+-1#/0''!+*"100+.'"#((#*233#'!..'!+*!1'/'.!!+%('# 2*+'((#0)##"'('-1)'"#',+33'*#.'"#((# '03'+*',.'20## !+* ' -1(' (' /' 0./,+.02*+ $1+.' !'004 ,#. 1/.(' *#' !),'  *233.'2#2*+'*.#(04!+),'0','8),'&#(#/0."#

+4,6%

99 % di rifiuti riciclati EtĂ contemporanea

 /0+.' "#' .'$'10' *#( *+/0.+ /#!+(+ )+/0. !+)# /' ,.+$+*")#*0# !) '0 ( /+!'#04#!+*#//(/1'))%'*#'**#%0'2+'.'$'10',,1*0+*.'!&')+-1#/0' /,#00'!+*!.#0'"#((0+.'/#.2#*!&#,#..#*"#.#0*%' '('')10)#*0'/+!'('-1/' *0.+,+(+%'!'!&#/0')+2'2#*"+'*-1#/0'"#!#**'22')#*0#',.)#0.'"')'/1. /+*+ )+(0' -1' "+00#.#)+ (+ /01"'+ "#(( 2.'3'+*# "#(( !+),+/'3'+*# )#"' "#' .'$'10')'(*#/'*#((.!+"'1*/#!+(+

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Epoca moderna 1800 d.c. - 2000 d.c.

49


L’ENERGIA SOLARE CI SALVERÀ

IL SOLE Il Sole è la stella madre del sistema solare, attorno alla quale orbitano gli otto pianeti principali, I pianeti nani, i loro satelliti, innumerevoli altri corpi minori e la polvere diffusa per lo spazio, che forma il mezzo interplanetario. La massa del Sole rappresenta da sola il 99,8% della massa complessiva del sistema solare.

Nel primo cerchio vengono rappresentate le zone dove i raggi solari arrivano più potenti, nel secondo lo sfruttamento del solare nelle varie regioni; le zone più irradiate dal sole sono anche quelle che sfruttano meno il loro vantaggio.

50

I pannelli solari fotovoltaici sono una delle componenti che fanno parte di un più ampio impianto, il quale serve a trasformare l’energia del sole in energia. Questo impianto non è composto solo dai pannelli solari fotovoltaici, sebbene essi rappresentino la parte più visibile e più attiva, ma include anche un inverter, senza il quale non si potrebbe generare corrente alternata dalla corrente continua prodotta; dei cavi di collegamento e dei quadri elettrici.


Dossier

COME FUNZIONA IL SOLE

La nostra stella più vicina ci assicurerà vità e prosperità per altri 5 miliardi di anni

INTERVISTE A CONFRONTO TRA ESPERTI

Solaicx, futuro, ambizione e mercato.

ENERGIA SOLARE ANCHE DI NOTTE

Una grande scoperta del MIT che ha innescato la prossima rivoluzione solare. La scienza che copia la natura: la fotosintesi come “sistema di deposito di energia”.

ITALIA SOTTO IL SOLE

Gli ultimi dati su come cambia il nostro e le potenzialità di una fonte pulita non ancora compresa.


come funziona  il   sole Il Sole, la stella da cui il nostro pianeta terra riceve la luce e il calore che permettono l’esistenza della vita, è un’enorme sfera infuocata, con un diametro di 1.400.000 chilometri: il diametro terrestre è di “solo” 12.700 chilometri, il che significa che nel Sole troverebbero posto qualcosa come 1.300.000 Terre! Una enorme palla di fuoco, dunque, composta quasi interamente di due gas, idrogeno ed elio, sebbene in piccole tracce siano presenti anche tutti gli altri elementi chimici che si trovano sul nostro pianeta. Articolo di Fabrizio Farina

Nascita di una stella

Il sole esiste da circa 5 miliardi di anni, e funziona come una specie di gigantesco motore: nella sua parte più interna, migliaia di chilometri sotto la superficie che noi possiamo osservare, e con temperature di milioni di gradi, avvengono reazioni nucleari che trasformano l’idrogeno in elio, liberando quantità enormi di energia: l’idrogeno quindi va diminuendo nel tempo, mentre aumenta l’elio, e quando di idrogeno non ce ne sarà più a sufficienza, il sole comincerà a fondere anche i nuclei di elio; quando finirà anche questo la nostra stella diventerà una variabile e non troverà mai una situazione di stabilità. Dopo aver raggiunto dimensioni gigantesche, tanto da inghiottire la terra nel suo globo, tornerà a rimpicciolire e comincerà a pulsare. Infine avrà un ultimo sussulto: sembrerà esplodere e apparirà per breve tempo molto luminosa e lancerà nello spazio una piccola porzione della sua atmosfera. Il resto della sua materia a causa della forza di gravità collasserà al centro facendola diventare luminosissima. In que52

sto momento la sua massa sarà raccolta in volume un milione di volte più piccolo di quello attuale. Tuttavia, almeno per ora, non è il caso di preoccuparsi: l’idrogeno presente nel sole durerà infatti almeno

BEST COUNTRY Germania – 9785 MW Spagna – 3386 MW Giappone – 2633 MW Stati Uniti – 1650 MW Italia – 1167 MW Rep. Ceca – 465 MW per altri 5 miliardi di anni, non preoccupiamoci.. La maggior parte delle informazioni sulla storia passata e futura del nostro sole non le abbiamo ricavate direttamente, ma ci siamo basati sui “frammenti di vita “ delle altre stelle, osservandone nascere una, morire un’altra e cercando di trovare dei criteri che potessero predire cosa sarebbe successo al nostro sistema in un lontano futuro. Si è scoperto così come varia la vita di una stella al variare della sua massa... È stato detto che il sole avrà una vita di circa 10.000 milioni di anni: ebbene, l’idro-

geno di una stella con dieci volte la massa del sole può durare solo 10 milioni di anni. Insomma, più grande è la stella, più si consuma in fretta: non ci si può aspettare quindi dei sistemi planetari simili al nostro... in così poco tempo (poco, astronomicamente parlando, si intende!) i pianeti non arrivano neanche a raffreddarsi e restano delle sfere di magma praticamente fino alla fine della loro stella.

Raggi nel cosmo

Quindi l’esistenza della vita sui pianeti richiede una certa stabilità e soprattutto un lungo tempo per potersi evolvere. Il sole, questa enorme e poderosa fornace, per quanto impressionante non è che una delle miliardi di stelle che popolano il nostro universo, e tutto sommato è anche fra le più piccole: molte delle stelle che vediamo ogni notte, e che ci appaiono come puntini magari insignificanti, sono in realtà molto più grandi e potenti del sole. Se da qualche parte nel cosmo dovessero esistere altre forme di vita, molto probabilmente non conoscerebbero il sole, che da grande distanza è solo una stella debolissima, superata da autentici “giganti” molto più grandi e

luminosi. Se da terra il sole ci appare molto più grande e luminoso delle altre stelle è dunque, naturalmente, per una questione di distanza: rispetto alle lontananze quasi inimmaginabili che esistono fra i corpi celesti, in effetti, noi siamo davvero a un “tiro di schioppo” dalla nostra stella. Tradotto in soldoni, però, anche questo tiro di schioppo non è che sia una bazzecola: si tratta pur sempre, infatti, di 149.000.000 (centoquarantanove milioni) di chilometri. Una distanza che già di per sé va oltre la nostra

immaginazione: la stessa luce che dal sole parte per raggiungere la terra impiega otto minuti per compiere il suo tragitto, pur viaggiando alla bellezza di 300.000 chilometri al secondo. Quindi, per usare una tipica unità di misura adoperata dagli astronomi, possiamo dire che il sole dista dalla terra otto minutiluce: tanto per fare un esempio, la seconda stella più vicina alla terra è Proxima Centauri, che dista quattro anni-luce...

Vita quotidiana

La “vita quotidiana” della nostra stella, per quanto nell’universo esistano situazioni molto più sconvolgenti e imprevedibili, è tutt’altro che pacifica: la sua superficie assomiglia, fatte le dovute proporzioni, a quella di un fluido in ebollizione, con la differenza che qui le bolle non sono di acqua, ma di fuoco, e sono grandi ognuna molti chilometri. Inoltre sulla superficie, la cui temperatura media è di oltre 5.000 gradi, esistono delle aree


meno calde, che appaiono più scure e sono a volte visibili anche a occhio nudo (guardando attraverso un paio di occhialini con appositi filtri o un’altra protezione adeguata, naturalmente...): sono le macchie solari. Queste macchie si trovano negli strati più bassi dell’atmosfera e ci appaiono quasi nere per contrasto rispetto alla luminosità della fotosfera; molto spesso si presentano a coppie, con polarità magnetica opposta nei due emisferi separati dal equatore. Le interpretazioni che si danno oggi a questo fenomeno sono legate alle loro caratteristiche magnetiche. In un periodo di circa 11 anni le macchie passano da un valore massimo a un valore minimo per poi ripetere il ciclo; durante questo periodo oltre che osservare uno spostamento in latitudine del punto di formazione delle macchie si ha anche un cambiamento di polarità che si ripete appunto ogni 11 anni. Non si sa bene in che modo le macchie influenzino la nostra vita ma ad esempio le ricezioni radio a lunga distanza sono molto migliori negli anni in cui le macchie solari sono più grandi e numerose. Vi sono poi alcune parti del sole che non sono molto conosciute, perché osservando direttamente la nostra stella non si notano: sono infatti molto meno luminose del disco centrale (che è quello che vediamo ogni giorno), e quindi sono come “surclassate” dalla sua luce. Sono in particolare la cromosfera e la corona, che circondano il sole, costituite rispettivamente da gas incandescenti e da gas elettricamente carichi. Il momento migliore per osservarle è proprio durante un’eclissi totale, nel momento in cui l’ombra della luna copre il disco centrale del sole: allora la cromosfera appare come un sottile alone rosa, mentre la corona, più estesa ma ancora meno luminosa, si rivela di colore bianco. Sempre le eclissi possono essere un’occasione favorevole per osservare le protuberanze: sono vere e proprie lingue di fuoco che partono dalla superficie del sole e sono scagliate verso l’alto, arrivando anche a 40.000 chilometri di altezza.

rabile: ogni metro quadrato della superficie terrestre riceve, sotto forma di luce e calore, circa 1000 watt, cioè il consumo di un comune elettrodomestico come un ferro da stiro. Naturalmente, poi, un conto è misurare l’energia che ci arriva dalla nostra stella, un altro (purtroppo) è riuscire ad “acchiapparla” per servirsene: se fosse possibile, molti problemi che oggi ci assillano non

Tutta energia

La quantità di energia che il sole emette nel cosmo è immensa: in un solo secondo più di quanta l’umanità ne abbia finora consumato in tutta la sua storia! E la parte di tale energia che arriva sulla terra, per quanto piccola, è in realtà tutt’altro che trascu-

Foto della Nasa I brillamenti delle stelle creano delle spettacolari protuberanze solari ed emettono fasci di vento solare molto energetico; sopra la nascita di una stella delle dimensioni del sole

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Intervista di Giovanni Capra a John Sedgwick

IL FUTURO DEL SOLARE John Sedgwick è il co-fondatore e vice Presidente della Solaicx, una società che produce wafer di silicio per l’industria solare del fotovoltaico, fornendo i produttori di pannelli solari di tutto il mondo. Solaicx iniziò la produzione nel loro nuovo stabilimento di Portland, nell’Oregon, alla fine del 2007. Mentre l’attuale capacità degli impianti è di 40 MW. Quali sono le tendenze generali che avete notato nel settore del solare nel loro insieme? L’obiettivo generale di tutta l’industria dell’energia solare ora è quello di ridurre i costi. Questo è quello che vediamo nei mercati di tutto il mondo oggi. E guardando nel corso del tempo che passa, l’industria sta riducendo drasticamente i costi. Questo succede anche quando si prendono in considerazione alcune significative sfide, come la carenza di Polysilicon e le altre carenze che sono nate come diretta conseguenza di un mercato cresciuto dal 35%, 40%, e il 50% un anno hanno, causando penurie che da alcuni sono state interpretare come pretesto per un aumento dei costi. Eppure, perché l’efficienza della produzione, l’efficienza di conversione e le economie di scala, l’industria è stata in grado di tenere testa su qualsiasi aumento dei costi e devo dirlo che lo ha fatto e lo sta facendo anche molto bene. Come prevedi l’industria dell’energia solare fra dieci o venti anni? Ho un parere molto distorto. Secondo me nulla potrà fermare questo mercato in modo da continuare a crescere di un ritmo pari al 30% -50% all’anno per il prossimo futuro. Non abbiamo nemmeno sfiorato la superficie del mercato totale di energia elettrica. Tocchiamo forse il 0.001% del mercato totale. Sicuramente il solare non è destinato a sostituire tutte le forme di produzione di elettricità, ma ci sono innumerevoli applicazioni dove è possibile impiegarlo. Sono stato coinvolto sin dall’inizio della mia carriera con i telefoni cellulari. Mi ricordo che nei 54

primi giorni di mercato dei telefoni cellulari era molto piccolo. Così come nel solare nel settore della telefonia una riduzione dei costi e una maggiore efficienza sono arrivate ad un punto in cui l’intera industria è esplosa. Vedo quindi l’esatto parallelo con il fotovoltaico. Siamo un industria in fase embrionale che sta lavorando sui costi e una migliore efficienza e una volta raggiunto questo punto, si tratta solo di andare avanti. Avete un piano di come rilanciare il mercato a questo punto quando sarà raggiunto? Io penso che ci stiamo già avvicinando al momento. Ci sono ancora alcuni ostacoli da superare come la burocrazia. Ma mantenere gli stessi tassi di crescita del passato, quando l’industria del solare era estremamente piccola, risulta essere sempre più facile. Sono sicuro che il prezzo dell’energia elettrica e delle diverse fonti di alimentazione ora disponibili possono variare da località a località. E l’energia solare sta prendendo molto più piede in alcuni settori rispetto ad altri. Infatti! Non solo gli incentivi dei governi, ma anche l’atteggiamento dei governi verso il solare sta migliorando e questo avrà un grande impatto sulla velocità di espansione su larga scala.

Un impianto solare termico è composto sempre almeno dalle seguenti unità: -uno o più collettori che cedono il calore del sole al fluido; ne esistono di vari tipi, dalla semplice lastra di rame percorsa da una serpentina e pitturata di vernice nera, al pannello selettivo trattato con biossido di titanio (TINOX), all’assorbitore sottovuoto. Nei primi due casi l’assorbitore è protetto da un vetro temperato, che può essere prismatico. un serbatoio di accumulo del fluido. Esistono tre tipi di impianti: a circolazione naturale: in questo tipo il fluido è l’acqua stessa che riscaldandosi sale per convezione in un serbatoio di accumulo (boiler), che deve essere posto più in alto del pannello, dal quale viene distribuito alle utenze domestiche; il circuito è aperto, in quanto l’acqua che viene consumata viene sostituita dall’afflusso esterno. Questo impianto ha per pregio la semplicità ma è caratterizzato da una elevata dispersione termica, a scapito della efficienza. Nelle pagine le tre diverse tipologie di centrali termo solari


Intervista di Mario Cenci a Ivano Olivetti

COME INCENTIVARE LA CRESCITA ENERGETICA Pannelli solari: quali sono e come ottenere gli incentivi. Intervista ad Ivano Olivetti (ENEA) Pannelli solari, quali sono e come ottenere le sovvenzioni pubbliche. Per approfondire e capirne di più abbiamo intervistato Ivano Olivetti tecnico ENEA esperto di efficienza energetica ed energie rinnovabili nonché docente. Un cittadino che volesse installare pannelli solari a chi si deve rivolgere? Al Comune, all’azienda installatrice o a un altro soggetto? E’ consigliabile rivolgersi alle aziende installatrici di pannelli solari, chiedendo, se del caso, più preventivi. Negli ultimi anni, tali aziende si sono specializzate nella fornitura di impianti chiavi in mano ossia seguono anche gli aspetti burocratici/procedurali per la richiesta degli incentivi. Che tipi di incentivi vi sono per la promozione della produzione di energia solare? Occorre fare una distinzione tra il solare termico (produzione di energia termica) e il fotovoltaico (produzione di energia elettrica). Per il solare termico è possibile usufruire della cosiddetta detrazione del 55% dall’imposta lorda sul reddito, prorogata al 31/12/2011 dalla recente legge sulla stabilità 2011 (legge n. 220 del 13 dicembre u.s.). A seguito dell’istallazione su edifici già esistenti (sono quindi escluse le nuove costruzioni) di impianti con pannelli solari termici è possibile portare in detrazione dall’imposta lorda sul reddito il 55% delle spese sostenute. Tale detrazione deve essere ripartita in 10 quote annue di pari importo. La documentazione da  produrre ai fini della richiesta dell’agevolazione fiscale s*i compone di: asseverazione di un tecnico abilitato attestante il rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa; Scheda informativa semplificata sull’intervento realizzato (allegato F disponibile sul sito dell’ENEA) da compilare

a video(on line, ndr) e da inviare all’ENEA (http:// efficienzaenergetica.acs.enea. it/invio.htm) Per il solare fotovoltaico è possibile accedere al Conto Energia. Gli impianti fotovoltaici possono essere posti su edifici esistenti o istallati a terra. La recente normativa riconosce un incentivo maggiore per gli impianti collocati sugli edifici esistenti. Al titolare dell’impianto fotovoltaico - che si ricorda deve essere collegato alla rete elettrica e deve essere dotato di contatori che contabilizzino l’energia prodotta, immessa in rete e consumata - è riconosciuto per venti anni un incentivo per ogni kWh di energia prodotta. L’importo dell’incentivo varia a seconda della taglia dell’impianto e della tecnologia utilizzata. Per una maggiore completezza dell’informazione invito a leggere l’art. 8 (“Incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare”, ndr) Decreto 6 agosto 2010. A cosa deve stare attento il cittadino? Deve richiedere certificazioni particolari per i pannelli, anche ai fini dell’ottenimento degli incentivi? I pannelli per il solare termico devono essere certificati UNI EN 12975 e UNI EN 12976. Sono inoltre ammessi alla detrazione e sono equiparati a detti collettori anche tutti i pannelli certificati in base alle norme europee EN 12975 e EN 12976 in un Paese dell’Unione Europea o della Svizzera. I pannelli per il solare fotovoltaico devono essere certificati CEI EN 61215 e CEI

EN 6164-6. Dal punto di vista burocratico, quali sono le maggiori difficoltà? Le maggiori difficoltà si incontrano per la realizzazione degli impianti con pannelli fotovoltaici. Come detto (cfr risposta n. 2, ndr), l’impianto deve essere collegato alla rete elettrica. La connessione alla rete deve essere richiesta al gestore della rete locale, il quale, dopo aver verificato la capacità della rete ad assorbire l’energia, comunica il punto di allacciamento alla rete e il relativo preventivo dei costi. È importante, quindi, verificare che l’installatore curi anche questo aspetto.

decreto, tale revisione tiene conto della riduzione dei costi di istallazione prevista per i prossimi anni. Restano praticamente invariate le modalità di accesso all’incentivo.

Per il 2011, sono stati rivisti gli incentivi. Le variazioni in cosa consistono? Per il solare termico la novità è che quanto speso nel 2011 sarà detraibile al 55% in 10 anni, anziché in 5 come in precedenza. Tutto il resto rimane inalterato. Per il solare fotovoltaico, sostanzialmente, sono stati rivisti al ribasso gli incentivi del Conto Energia previsti per gli impianti entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2010. Secondo gli estensori del

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FOTOSINTESI

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ARTIFICIALE Nocera ha ricevuto un B.S. laurea in Chimica (magna cum laude) presso la Rutgers University nel 1979. Ha conseguito un dottorato di ricerca laurea in Chimica presso il California Institute of Technology nel 1984, dopo aver lavorato con il professor Harry B. Grigio studiando la spettroscopia, elettrochimica e fotochimica di polinucleari metallo-metallo complessi legati. Si è unito al corpo docente della Michigan State University nel 1984 come assistente alla cattedra, e divenne professore alla MSU nel 1990. Si trasferisce a Massachusetts Institute of Technology come un professore di chimica nel 1997. Attualmente è l’Henry Dreyfus professore di Energia e Professore di Chimica presso il MIT. Nocera ei suoi ricercatori hanno ricevuto l’attenzione dei media all’inizio del 56

2007 quando ha dichiarato che una migliore comprensione del processo di fotosintesi potrebbe portare allo stoccaggio economico dell’energia solare come combustibile chimico. Ha poi annunciato che il suo gruppo aveva sviluppato un anodo electrocatalyst altamente efficiente (fosfato di cobalto) per l’utilizzo in elettrolisi dell’acqua utilizzando materiali poco costosi. Il suo lavoro su centri di fotosintesi artificiale intorno i meccanismi di base della conversione di energia in biologia e chimica, in particolare nella teoria del trasferimento di protoni accoppiati di elettroni. Egli è anche il direttore del progetto Solar Revolution al MIT, che cerca di creare innovazioni nella scissione dell’acqua fotocatalitici.


MASSACHUSETTS INSTITUTE OF TECHNOLOGY

SOLE + ACQUA = IDROGENO Articolo di Marina Gioli Grazie ad un catalizzatore creato da un chimico del MIT, Daniel Nocera, la luce del sole potrebbe trasformare facilmente l’acqua in idrogeno. Se il processo potesse essere scalato, questo renderebbe l’energia solare la fonte dominante e potenziale di energia per tutto il mondo. “Io vado a mostrarvi qualcosa che ancora nessuno finora ha dimostrato” ha affermato Daniel Nocera, professore di chimica al MIT parlando davanti ad un auditorium colmo di scienziati, ricercatori e funzionari del governo USA. L’intero processo è basato sulla ricreazione del processo di fotosintesi: “Questo è il futuro. Abbiamo così ricreato una foglia di una pianta”. Un balzo rivoluzionario potrebbe trasformare l’utilizzo ora solo marginale dell‘energia solare ad una delle principali fonti di energia rinnovabile e non. Così i ricercatori del MIT hanno su-

perato un importante ostacolo nell’utilizzo dell’energia solare: l’immagazzinamento di energia durante l’uso anche quando il sole non brilla. Daniel Nocera ci descriverà il rivoluzionario nuovo processo per immagazzinare l’energia solare. Fino ad ora l’energia solare è stata un’ottima fonte energetica ma solo per i giorni di sole perché l’immagazzinamento di energia supplementare per suo utilizzo successivo è stata eccessivamente onerosa e gravemente insufficiente. Con l’annuncio fatto ieri dal MIT si è riusciti ad ottenere una raccolta estremamente efficiente e a basso costo di energia solare. Così questa scoperta potrebbe sbloccare la più potente fonte di energia non tossica, abbondante, illimitata e senza emissioni di CO2: il sole.

Immaginarsi il domani

“Questo è il Nirvana di ciò che abbiamo immaginato per anni” ha spiegato Daniel Nocera,

professore, ricercatore del MIT e autore del documento che descrive l’esperimento e la ricerca compiuta. “L’utilizzo dell’energia solare è sempre stata limitata e lontana da essere una soluzione -totale-. Ora invece si può seriamente pensare ad un utilizzo dell’energia solare illimitato.” Quello che ha voluto dimostrare Daniel Nocera è stata una reazione chimica che genera ossigeno dall’acqua come fanno molto piante verdi durante la fotosintesi. Si è raggiunti così un risultato che potrebbe avere profonde implicazioni per l’intera industria energetica mondiale. L’esperimento effettuato con l’ausilio di un catalizzatore ha voluto muovere il primo e più difficile passo nella divisione dell’acqua per produrre facilmente idrogeno. Ma il punto è che questo processo, ritiene Nocera, potrebbe contribuire a superare i principali ostacoli che impediscono un utilizzo efficiente dell’energia solare che questa possa diventare una fonte di energia rinnovabile

Aperto a Boston nel 1861 dal geologo William Barton Rogers, che ne fu il primo rettore, il MIT, in un primo momento dedicato alla ricerca applicata all’industria, si è sviluppato in 5 scuole e 32 dipartimenti organizzando corsi di laurea e di specializzazione post-laurea. La scuola di scienze comprende corsi di laurea in biologia, chimica, matematica, fisica, scienze della terra, meteorologia e astronomia. Il MIT gode ormai di una notevole reputazione per la qualità dell’insegnamento e della ricerca; fu tra le prime scuole a usare i laboratori nell’insegnamento, a sviluppare la professione di ingegnere chimico, a organizzare corsi in ingegneria aeronautica ed elettrica e in fisica applicata. Tra le strutture di cui può disporre oggi vi sono cinque acceleratori ad alta energia, un reattore nucleare e più di 70 programmi interdisciplinari e laboratori, comprendenti il Center for Cancer Research, il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, il Center for International Studies, il Media Laboratory (noto come Media Lab), il Research Laboratory of Electronics, il Center for Cognitive Science e l’International Financial Services Research Center. Il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (detto CSAIL) deriva dall’unione, avvenuta nel 2003, fra l’Artificial Intelligence Laboratory e il Laboratory for Computer Science (il vecchio Project MAC). Lo CSAIL ospita, tra l’altro, il W3C, ossia il World Wide Web Consortium, fondato da Tim Berners-Lee, ed è ubicato nello Stata Center, disegnato dall’Architetto Frank Gehry. La casa editrice MIT Press svolge un’intensa attività, pubblicando opere di linguistica, architettura, urbanistica e scienze. Al MIT si trovano alcuni dei complessi tecnologici più all’avanguardia del mondo, tra cui un laboratorio di intelligenza artificiale e un keyserver OpenPGP.

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dominante. L’energia solare ha un potenziale unico per generare grandi quantità di energia pulita non contribuendo al riscaldamento globale. Ma senza un strumento a basso costo per immagazzinare questa energia, l’energia solare non può sostituire i combustibili fossili su larga scala ed in modo efficiente. Nocera sarebbe riuscito così ad utilizzare la luce del sole per dividere le molecole dell’acqua, per utilizzarla poi sotto for-

catalizzatore consiste in metallo di cobalto, del fosfato ed un elettrodo posti in acqua. Quando l’energia elettrica proveniente da una cella fotovoltaica, da una turbina eolica o da qualsiasi altra fonte di energia, sull’elettrodo si forma un sottile film producendo ossigeno sottoforma di gas. Combinato poi con un altro catalizzatore, come per esempio il platino, in grado di produrre idrogeno dall’acqua, il sistema è in grado di du-

ma di combustibile a idrogeno che in seguito potrebbe essere bruciato in un generatore o ricombinato con l’ossigeno in una cella a combustibile.

plicare la divisione degli atomi che compongono la molecola dell’acqua come si verifica durante il processo di fotosintesi. Immagazzinare l’energia proveniente dal sole simulando un processo che sia simile alla fotosintesi, gli scienziati lo hanno cercato di fare sin dai primi anni 1970. In particolare, essi hanno cercato di replicare il modo in cui le piante verdi riescano ad scindere le molecole dell’acqua. Gli esperimenti riuscirono ma solo utilizzando alte temperature, soluzioni alcaline pericolose, o rare e costose tecnologie come catalizzatori al platino. Il catalizzatore di Nocera invece è economico e utilizza una temperatura ambiente e senza sostanze caustiche, le stesse semplici condizioni riscontrate nelle piante. Il nuovo catalizzatore funziona a temperatura ambiente e pH dell’acqua neutro; “è facile da controllare”, spiega Nocera. “Per questo nel momento in cui si va ad applicare per far lavorare il processo, è così facile da attuare. E’ un passo gigante per l’energia pulita, la luce del

Fotosintesi domestica

Ancora più ambizioso sarebbe la reazione potesse essere utilizzata per dividere le molecole dell’acqua partendo dall’acqua di mare. Ispirato dal processo di fotosintesi delle piante, Nocera e Matthew Kanan (borsista postdottorato nel laboratorio di Nocera), hanno sviluppato un processo senza precedenti che permetterà all’energia solare di essere utilizzata per dividere l’acqua in idrogeno e ossigeno e ricombinato all’interno di una cella a combustibile, producendo energia elettrica per casa o per auto senza creare emissioni di CO2 sia di giorno che di notte. La componente chiave per Nocera e Kanan del nuovo processo è un catalizzatore che produce ossigeno dall’acqua ed un altro prezioso catalizzatore che estrae idrogeno. Il nuovo

sole infatti è quella che offre il maggiore potenziale rispetto a qualsiasi altra fonte di energia per risolvere i problemi di fabbisogno energetico. 1 ora di sole che colpisce l’intero globo offrirebbe abbastanza luce per ricoprire il fabbisogno di energia del pianeta per un anno. James Barber, leader nello studio della fotosintesi che non è stato coinvolto nella ricerca ammette che “Si tratta di una grande scoperta con enormi implicazione per la futura prosperità di tutta l’umanità.” Ernst Chain, biochimico presso l’Imperial College di Londra “L’importanza della loro scoperta non può essere sopravvalutata, poiché apre la porta per lo sviluppo di nuove tecnologie per la produzione di energia, riducendo così la nostra dipendenza dai combustibili fossili e affrontando il problema globale del cambiamento climatico”. Nocera vede 2 modi per trarre vantaggio dalla sua conquista: Desalinizzare l’Acqua di Mare e Produrre Idrogeno

talizzatori che divide le molecole d’acqua. Dalla foglia artificiale di Michael Grätzel Michael Grätzel, tuttavia, un professore di chimica e ingegneria chimica presso l’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna, in Svizzera, fu una delle prime persone a cui Nocera spiegò l’esperimento con il suo nuovo catalizzatore. “Era così eccitato”, spiega Grätzel. “Lui mi ha portato ad un ristorante e

le alla clorofilla in una pianta, assorbendo la luce, e rilasciando elettroni. Nella cella solare di Grätzel gli elettroni vengono poi raccolti da un film di biossido di titanio e diretto attraverso un circuito esterno, generando elettricità. Grätzel ora pensa che egli possa integrare la sua cella solare molto facilmente al catalizzatore di Nocera in un unico dispositivo che utilizzerebbe l’energia solare per dividere l’acqua. Le tinture solari di per

In primo luogo, un pannello fotovoltaico convenzionale che cattura la luce del sole per produrre energia elettrica; a sua volta, l’elettricità sarebbe spedita ad un dispositivo chiamato uno “electrolyzer”, che sarebbe il ca-

ha acquistato un enorme costosa bottiglia di vino”. Nel 1991, Grätzel inventò un promettente nuovo tipo di cella solare. Essa si avvale di un colorante contenente rutenio, che agisce in modo molto simi-

sé, quando vengono esposte alla luce, sono in grado di generare la tensione necessaria al sistema. “Il colorante agisce come un filo molecolare che conduce elettroni a distanza”, spiega Grätzel.


Nella pagina precedente in alto a sinistra una fusione a freddo controllata nel centro di ricerche del Massachusetts. Nella pagina a destra in alto Daniel G. Nocera nel suo laboratorio e a fianco il logo e la sede del MIT, Massachusetts institute of technology. A sinistra Daniel G. Nocera e il suo team di ricercatori e lo schema sullâ&#x20AC;&#x2122;applicazione domestica della fotosintesi artificiale. Sopra il cenro di sperimentazione sullâ&#x20AC;&#x2122;energia pulita con condensatore di idrogeno.


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Le celle di Grätzel

(o celle fotoelettrochimiche, in inglese dye-sensitized solar cell – DSSc o DSC) sono delle celle fotovoltaiche che, al contrario delle controparti al silicio, sfruttano un principio fisico simile a quello della fotosintesi clorofilliana, profondamente diverso da quello delle celle fotovoltaiche al silicio. In queste, infatti, quando viene assorbito un fotone nella zona svuotata, si crea una coppia elettrone/lacuna che si separa immediatamente a causa della differenza di potenziale presente nella zona svuotata. In questo modo si forma una fotocorrente che verrà poi sfruttata adeguatamente. La cella di Grätzel, invece, ha una struttura a sandwich: due vetrini conduttori, che fungono da elettrodi, sono separati da uno strato di TiO2, dal materiale attivo e dalla soluzione elettrolitica. Il materiale attivo è costituito da un colorante (dye) che trasferisce elettroni al TiO2 in seguito all’assorbimento di un fotone. Per quanto concerne il dye, qualsiasi tipo di frutta va bene, purché abbia i giusti gruppi chimici per legarsi al TiO2. Come dye sono state utilizzate molecole estratte dal succo di more e lamponi. Il TiO2 è un nanomateriale utilizzato come base su cui si agganciano un grande numero di molecole di colorante. Per migliorare il rendimento, si scalda lo strato di TiO2 in un forno per formare una struttura porosa e aumentare quindi enormemente la superficie cui si può attaccare il colorante, aumentando così l’area attiva. Si forma così una matrice che si sviluppa nelle tre dimensioni, aumentando il numero di molecole per unità di area della superficie di una cella. Invece la soluzione elettrolitica, in genere a base di iodio (I2) e ioduro di potassio (KI), ha il compito di permettere il trasporto della buca formatasi contemporaneamente all’emissione

Sunnybag ha iniziato la produzione in serie di borse fotovoltaiche a Novembre: ad oggi si tratta dell’unico produttore di borse a tracolla con integrato un mini impianto fotovoltaico per caricare dispositivi elettronici portatili come i telefoni cellulari, lettori MP3 e PDA. Con questa linea di borse Sunnybag affronta in modo creativo l’importante questione della dipendenza generalizzata da risorse energetiche non rinnovabili offrendo ai consumatori un’alternativa sostenibile. Con l’integrazione di tecnologia solare flessibile con una potenza di 3 Watt, Sunnybag si pone l’obiettivo di creare interesse verso i consumatori di energie rinnovabili integrando il prodotto nella vita quotidiana delle persone. Sunnybag ha cercato di sviluppare una borsa solare che sia anche in grado di caricare un dispositivo mobile nelle giornate nuvolose. dell’elettrone quando la molecola di colorante viene colpita da un fotone, in direzione del contro-elettrodo. In questo modo viene restituito al colorante l’elettrone perso attraverso l’ossidazione e il ciclo si può quindi ripetere indefinitamente. Quando la cella è in funzione, la luce solare entra attraverso l’elettrodo trasparente superiore, colpendo il dye deposto sulla superficie di TiO2. I fotoni che colpiscono il colovrante con sufficiente energia per essere assorbiti creano uno stato eccitato della molecola del dye, da cui un elettrone può essere “iniettato” direttamente nella banda di conduzione del TiO2 e da lì si

muove per un gradiente di diffusione chimica verso l’anodo. Nel frattempo, la molecola del colorante ha perso un elettrone e la molecola si decomporrà se non viene fornito un altro elettrone. Quindi il dye ne strappa uno dallo ioduro (I−) nella soluzione elettrolitica, ossidandolo in un triioduro (I3-). Questa reazione avviene piuttosto velocemente se paragonata al tempo che impiega l’elettrone iniettato nel TiO2 per ricombinarsi con la molecola di colorante ossidata. In questo modo si evita la reazione di ricombinazione tra colorante ossidato ed elettrone che abbasserebbe fortemente l’efficienza della cel-

la solare. Il triioduro quindi recupera il suo elettrone mancante diffondendo verso il fondo della cella, dove il contro-elettrodo reintroduce gli elettroni dopo che sono passati attraverso il circuito esterno. Quindi il TiO2 funge da accettore di elettroni, il colorante organico è la pompa elettrochimica mentre la soluzione elettrolitica agisce come donatore di elettroni. Questo principio è assolutamente analogo al fenomeno della fotosintesi clorofilliana: infatti in essa la clorofilla ricopre il ruolo del materiale attivo, il CO2 è l’accettore di elettroni, mentre l’acqua è il donatore.

Nella pagina a fianco Michael Grätzel con una delle sue celle solari organiche brevettate, in alto una borsa Sunnybag che catalizza l’energia solare per caricare piccoli dispositivi. A fianco una cella solare in produzione industriale applicata ad uso domestico.

CELLULE SOLARI Il campo delle celle solari organiche comprende tutti quei dispositivi la cui parte fotoattiva è basata sui composti organici del carbonio. La struttura base di una cella organica è semplice: essa è detta “a sandwich” ed è composta da un substrato, generalmente vetro ma anche plastica flessibile, e da una o più sottilissime pellicole, che contengono i materiali fotoattivi, frapposte tra due elettrodi conduttivi. Le celle organiche più efficienti, ispirandosi al processo di fotosintesi clorofilliana, utilizzano una miscela di materiali in cui un pigmento assorbe la radiazione solare e gli altri componenti estraggono la carica per produrre elettricità. La gamma di pigmenti che possono essere impiegati include quelli a base vegetale, come le antocianine derivate dai frutti di bosco, i polimeri e le molecole sintetizzate in modo da massimizzare l’assorbimento dello spettro solare.

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e in  italia? Dati e statistiche del paese del sole, uno dei più sviluppati nel settore fotovoltaico ma meno pubblicizzati Articolo di Simone Girolami

Il mercato fotovoltaico italiano, che ormai rivaleggia con quello degli altri Paesi di punta (come Germania, Giappone, Stati Uniti e Spagna), si presenta come promettente e strategico per investitori e produttori direttamente coinvolti nel settore. Grazie al decreto 5 maggio 2011 sono state definite le regole per l’avvio del 4° Conto Energia che

avrà il compito di accompagnare il mercato fotovoltaico italiano verso la piena maturità. Raggiunta questa condizione, prevista dal dispositivo di legge nel limite massimo temporale del 2016, non sarà economicamente più necessario incentivarne lo sviluppo. Peraltro, gli ostacoli di natura politica e burocratica sembrano essersi ulterior-

mente ridotti, aspetto che dovrebbe poter confermare una crescita robusta e fluida del mercato, complice l’impegno rinnovato dei suoi attori principali, quali società elettriche, distributori, aziende, installatori, progettisti e gli stessi utenti. Un po’ di storia e di dati sul fotovoltaico in Italia Il Decreto che ha dato ini-

zio a questo sistema di incentivazione è datato 28 luglio 2005. La prima fase (1° Conto Energia) è stata caratterizzata principalmente da due gravi limiti: una potenza massima ammissibile all’incentivazione di 85 MWp/anno e un’eccessiva burocratizzazione, che ha anche prodotto situazioni di speculazione specialmente per gli im-

pianti FV di grande taglia. Nonostante ciò, i risultati ottenuti sono stati significativi del grande interesse delle aziende e dei cittadini verso questa nuova tecnologia, tanto che le domande ricevute sono state nettamente superiori alle aspettative e, soprattutto, alla potenza massima incentivabile.

Anno 2009 Anno 2010

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TRASPORTO COLLETTIVO

CAR SHARING

Il servizio che permette di utilizzare unâ&#x20AC;&#x2122;automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio vicino al proprio domicilio, e pagando in ragione dellâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo fatto. Articolo di Maddalena Torri

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l car sharing, (conosciuto anche come â&#x20AC;&#x153;auto condivisaâ&#x20AC;?, â&#x20AC;&#x153;condivisione dellâ&#x20AC;&#x2122;automobileâ&#x20AC;? o â&#x20AC;&#x153;passavetturaâ&#x20AC;?) è un servizio che permette di utilizzare unâ&#x20AC;&#x2122;automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio vicino al proprio domicilio, e pagando in ragione dellâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo fatto. Questo servizio viene utilizzato allâ&#x20AC;&#x2122;interno di politiche di MobilitĂ sostenibile, per favorire il passaggio dal possesso del mezzo allâ&#x20AC;&#x2122;uso dello stesso (cioè allâ&#x20AC;&#x2122;accesso al servizio di mobilitĂ ), in modo da consentire di rinunciare allâ&#x20AC;&#x2122;automo         

    Lâ&#x20AC;&#x2122;auto, in questo modo, passa dallâ&#x20AC;&#x2122;ambito dei beni di consumo a quello dei servizi. Tipicamente si tratta di un servizio commerciale erogato da apposite aziende, spesso con lâ&#x20AC;&#x2122;appoggio di associazioni ambientaliste ed enti locali. Il car sharing si distingue dal car pooling. Anche se i due termini vengono a volte impropriamente considerati sinonimi, i due concetti sono diversi: nel car pooling piĂš persone viaggiano insieme nella stessa auto, che normalmente è di proprietĂ di uno dei viaggiatori, e dividono tra loro le spese di viaggio e manutenzione. Il car sharing, invece, può essere assimilato a un autonoleggio a ore con automobili parcheggiate in piĂš punti della cittĂ . Quando si possiede unâ&#x20AC;&#x2122;auto privata, gran parte dei costi relativi sono tendenzialmente indipendenti dallâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo che se ne fa: acquisto, manutenzione, assicurazione, tasse. Chi possiede unâ&#x20AC;&#x2122;auto tende spesso a percepire solo i â&#x20AC;&#x153;costi viviâ&#x20AC;? (carburante, pedaggi, sosta) o al massimo quelli relativi allâ&#x20AC;&#x2122;usura (gomme, freni, ecc.),              sottovalutare il costo dellâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo dellâ&#x20AC;&#x2122;auto, e quindi ad utilizzarla piĂš di quanto sia opportuno anche dal punto di vista del proprio bilancio individuale o familiare. Il possesso di unâ&#x20AC;&#x2122;automobile implica, oltretutto, il costo di acquisto e la svalutazione al momento della vendita, oltre agli ovvi rischi di furto o danneggiamento. Lâ&#x20AC;&#x2122;auto condivisa rende invece i costi relativi allâ&#x20AC;&#x2122;uso dellâ&#x20AC;&#x2122;auto preva                          

             Un servizio di auto condivisa è conveniente in particolare in aree urbane densamente popolate, dove: - è possibile soddisfare gran parte delle proprie esigenze di mobilità usando il trasporto pubblico o la mobilità non

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motorizzata;

- la densitĂ della popolazione consente di coprire un numeroso bacino di utenza con ciascun parcheggio, mantenendo modesta la distanza tra il parcheggio e lâ&#x20AC;&#x2122;abitazione degli utenti. - il possesso di unâ&#x20AC;&#x2122;auto scarsamente utilizzata ha costi elevati, soprattutto se rapportati alla percorrenza (garage, assicurazione, revisioni, ecc.).

   #          ottiene con tale servizio, i Comuni (di concerto con le aziende di trasporto pubblico locale) tendono in genere a favorirne lâ&#x20AC;&#x2122;uso, con importanti agevolazioni quali, ad esempio: - lâ&#x20AC;&#x2122;uso delle corsie preferenziali e lâ&#x20AC;&#x2122;accesso gratuito alle ZTL; - la sosta gratuita in centro; - la possibilitĂ di circolare anche in periodi di limitazio #        lazione per superamento delle soglie inquinanti, ecc.). I servizi di molte cittĂ  italiane sono consorziati nel circuito nazionale Iniziativa Car Sharing (ICS), organo del Ministero dellâ&#x20AC;&#x2122;Ambiente, che ne garantisce lâ&#x20AC;&#x2122;omogeneitĂ  delle apparecchiature e lâ&#x20AC;&#x2122;interoperabilitĂ  dei servizi. Ogni abbonato al servizio in una delle cittĂ  aderenti al circuito può usare i servizi delle altre cittĂ  del circuito. Altre cittĂ  offrono un servizio di auto condivisa, seppur non integrato nel circuito nazionale. I servizi aderenti al circuito unico nazionale contano complessivamente, al dicembre 2009, circa 15.000 utenti), 573 auto e 383 parcheggi, per una media di circa 26 utenti per ogni auto. Aderiscono al servizio le seguenti cittĂ : - Emilia-Romagna: Bologna (e provincia), ModenaCarpi, Parma. - Lazio: Roma. - Liguria: Genova e Savona. - Lombardia: Milano e provincia, Monza, Brescia. - Piemonte: Torino e provincia. - Sicilia: Palermo. - Toscana: Firenze ed area metropolitana (Scandicci, Sesto Fiorentino); - Veneto: Verona, Vicenza, Padova e Venezia. Globalmente, le cittĂ  aderenti al circuito di ICS sono: Alessandria, Bari, Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Livorno, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Palermo, Parma, Perugia, Pescara, Reggio Emilia, Roma, Scandicci, Sesto Fiorentino, Taranto, Torino, Venezia, Viareggio. A livello provinciale si hanno invece le province di Bologna, Milano, Napoli, Rimini. In Italia e nel mondo i servizi di car sharing stanno rapidamente evolvendo verso nuovi modelli di utilizzo, basati su auto elettriche e senza il vincolo del parcheg#      "teressanti, si segnalano: - Il Progetto Car2go, ad oggi attivo in Germania, Israele e Stati Uniti. Offre il notevole vantaggio di poter effettuare spostamenti di sola andata, lasciando lâ&#x20AC;&#x2122;auto in un punto diverso da quello di partenza. Il pagamento per il servizio viene calcolato in base ai minuti di utilizzo, indipendentemente dai chilometri percorsi. - Il Progetto Autolib, in fase di preparazione a Parigi,   $  che da disseminare in cittĂ , anche in questo caso con la possibilitĂ  di lasciare lâ&#x20AC;&#x2122;auto in un parcheggio diverso da quello di partenza. Il Van Sharing è una metodologia di distribuzione delle merci in ambito urbano basata sulla condivisione di  $    "    mente al sistema di car sharing, dedicato alla mobilitĂ   #   realizzabili implementando un servizio di van sharing. Tra le piĂš interessanti esperienze in Italia, si citano: - Bologna: il Progetto VanSharing sarĂ  costituito da una piattaforma software e da 30 mezzi a basso impatto che potranno utilizzare apposite aree dedicate 66

per il carico delle merci; - Torino: come nel caso del car sharing, gli operatori avranno diverse agevolazioni a livello di accessibilitĂ al centro cittĂ  (sosta gratuita, accesso alla ZTL, corsie preferenziali, libera circolazione con targhe alterne). Potranno inoltre usare i veicoli del servizio car sharing di Torino. Anche la struttura tariffaria sarĂ  analoga a quella del car-sharing. Il car pooling (dalla lingua inglese, traducibile in italiano come auto di gruppo o concarreggio) è una modalitĂ  di trasporto che consiste nella condivisione di     # principale di ridurre i costi del trasporto. Ă&#x2C6; uno degli ambiti di intervento della mobilitĂ  sostenibile. Uno o piĂš dei soggetti coinvolti mettono a disposizione il proprio veicolo, eventualmente alternandosi nellâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo, mentre gli altri contribuiscono con adeguate somme di denaro a coprire una parte delle spese sostenute dagli autisti. Tale modalitĂ  di trasporto è diffusa in ambienti lavorativi o universitari, dove di-

versi soggetti, che percorrono la medesima tratta nella stessa fascia oraria, spontaneamente si accordano per viaggiare insieme. La pratica del condividere lâ&#x20AC;&#x2122;auto è maggiormente diffusa nei paesi del nord Europa e negli Stati Uniti dove      #         !


Il bike sharing (traducibile come â&#x20AC;&#x153;condivisione della biciclettaâ&#x20AC;?, talvolta indicato come servizio di biciclette pubbliche) è uno degli strumenti di mobilitĂ sostenibile a disposizione delle amministrazioni pubbliche che intendono aumentare lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici (autobus, tram e metropolitane), integrandoli tra loro (trasporto intermodale) e integrandoli dallâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo delle biciclette condivise per i viaggi di prossimitĂ  dove il mezzo pubblico non arriva o non può arrivare. Ă&#x2C6; quindi una possibile soluzione al problema dellâ&#x20AC;&#x2122;â&#x20AC;?ultimo chilometroâ&#x20AC;?, cioè quel tratto di percorso che separa #($*#$..&'+#!&##)*!%.!&%3%# dellâ&#x20AC;&#x2122;utente. Il bike sharing prevede che siano installate delle stazioni in diversi punti della cittĂ  dove collocare le biciclette. Le biciclette sono bloccate e sono utilizzabili dopo averle sbloccate o con una chiave o con una tessera contactless (RFID). Il servizio non è quindi generalmente usufruibile da tutti ma richiede una registrazione per la consegna delle chiavi o della tessera: in questo modo si scoraggiano i furti poichĂŠ si è a conoscenza di chi ha utilizzato la bicicletta in quel momento. ##3%##2+*!#!..&#!!#**'+1))((!'&(** in unâ&#x20AC;&#x2122;altra stazione o obbligatoriamente nella medesima stazione di partenza (in base al sistema). Generalmente la prima mezzâ&#x20AC;&#x2122;ora o ora è gratuita, poi il servizio è a pagamento e piĂš usi la bicicletta (e quindi non la condividi) piĂš il costo aumenta; questi sistemi possono prevedere anche abbonamenti mensili o annuali. Esistono anche sistemi, installati soprattutto nelle cittĂ  piĂš piccole, completamente gratuiti (salvo il pagamento di una cauzione per la tessera o la chiave). Il servizio è generalmente attivo 24 ore su 24 anche se ci sono sistemi vincolati ad un orario. Molti dei servizi su abbonamento funzionano grazie a partenariati pubblici e privati. Parecchie cittĂ  europee, tra le quali Lione, Parigi, Londra, Barcellona e Stoccolma, hanno preso accordi con compagnie pubblicitarie che forniscono il comune con migliaia di biciclette a titolo gratuito (o sottocosto). In cambio alle agenzie pubblicitarie viene permesso di apporre della pubblicitĂ  sia sulle biciclette che in altri punti della cittĂ . &%!,!)!&%!!!#**%#$&%&$&!3 Nel resto dellâ&#x20AC;&#x2122;Europa, tra le iniziative di questo tipo di maggior successo vi è il VĂŠlibâ&#x20AC;&#x2122;, la rete di bike sharing a Parigi e il Bicing di Barcellona. Dal luglio 2010 è attiva anche a Londra una rete di bici condivise. #!") (!%!%*#!$&!3 Le cittĂ  dotate di condivisione di biciclette in Italia )&%& #)(,!.!&0**!,&)!%##(%!( metropolitane (Milano, Roma, Torino), sia nelle grandi cittĂ  (Brescia, Bari), sia in paesi piccoli (ad esempio Marcon, Trani). Nella zona centro-occidentale della provincia di Torino dal 20 settembre 2008 è attivo il sistema BiciinComune, coordinato dal Patto Territoriale Zona Ovest di Torino e con allâ&#x20AC;&#x2122;attivo 22 stazioni di

!)*(!+.!&%)+#*((!*&(!& *(&##%&(+#!)& Rivoli, Venaria Reale, Alpignano e Druento, che raggiungono un bacino di utenza di quasi 200.000 ()!%*! 4'&))!!#'(#,((!&%)%( le biciclette in uno qualunque dei comuni aderenti e in una qualsiasi stazione, anche se diversa dal &$+%!'(*%. 0**!,&+%'&(*#-&% !%&($.!&%!)+#)(,!.!&  Oltre che per le caratteristiche e la grandezza dei territori serviti i servizi di bike sharing si differenziano tra loro per vari aspetti quali la capillaritĂ delle stazioni, i piani tariffari, le modalitĂ  di utilizzo e di restituzione dei mezzi forniti e la loro tipologia. Ă&#x2C6; particolarmente interessante in questo senso il servizio di Genova, effettuato a mezzo di biciclette elettriche che aiutano a superare i numerosi dislivelli ##!**/  Le maggiori aziende che hanno installato le reti di condivisione di biciclette in Italia sono Câ&#x20AC;&#x2122;entro in bici (sistema a chiave) e BicincittĂ  (sistema a tessera &%**#)).!&%!#%& )!03* alla multinazionale americana della pubblicitĂ  Clear  %%#'()%*% !%#*(!')!+(&'! Il bike sharing di Milano, con 118 stazioni attive al 22 agosto 2011, è il sistema piĂš esteso ed utilizzato dâ&#x20AC;&#x2122;Italia e lâ&#x20AC;&#x2122;8° nellâ&#x20AC;&#x2122;Unione europea per numero di biciclette disponibili; ai primi posti anche per numero di biciclette per abitante (circa 1 ogni 563 abitanti, considerando questâ&#x20AC;&#x2122;ultimo parametro batte Londra che dispone di una bicicletta ogni 1.250 abitanti). In termini di estensione del servizio di condivisione di biciclette è superato rispettivamente da Parigi, Londra, Barcellona, Lione, Bruxelles, Siviglia e Tolosa. ) &,(*($!%(,()&#3%# 2011, estenderĂ  il servizio sino a 200 stazioni e 3.650 biciclette, allâ&#x20AC;&#x2122;interno di un progetto che prevede almeno 300 stazioni e 5.000 biciclette nel capoluogo #&$(&2+*!#!..&$!&#)!)*$!!#%&0 di 3.500-5.000 biciclette al giorno, il 7 luglio 2011 si sono raggiunti 2 milioni di prelievi dallâ&#x20AC;&#x2122;attivazione del )(,!.!&&#*(&%$%*!%%+#!

4 2 1

5 3

6

1. Simbolo del parcheggio riservato al carpooling 2. Applicazione per I-phone che permette di trovare parcheggio per il car-sharing 3. La tessera dellâ&#x20AC;&#x2122;abbonamento di veicoli in cittĂ 4. Corsia per automobili elettriche 5. Veicoli nella provincia di Milano 6. Il servizio di bike-sharing di Barcellona 67


RADIO MANGO Foreste indonesiane   

Foreste destinate al commercio   

Foreste mondiali   

Foreste destinate allâ&#x20AC;&#x2122;industria    Foreste recuperate    

Radio Fx-069 ThreeBall Fabbricato: Myang (Malesia) Impiegati: 280 al mese Famiglie coinvolte: 198 al mese Alberi salvati: 36 per Km 2

+12% aumento forza lavoro +23% aumento aspettativa di vita

+7% aumento stipendio medio indonesiano

Radio Fx-069 ThreeBall Maxi Fabbricato: Myang (Malesia) Impiegati: 350 al mese Famiglie coinvolte: 241 al mese Alberi salvati: 47 per Km 2 Costo: 220 euro

 


Radio Fx-089 retrò

Radio Fx-09 modern

Fabbricato:

Fabbricato:

Alambok (Malesia)

Pania (Malesia)

Impiegati:

Impiegati:

200 al mese

178 al mese

Famiglie coinvolte:

Famiglie coinvolte:

136 al mese

102 al mese

Alberi salvati:

Alberi salvati:

23 per Km 2

15 per Km 2

Costo:

Costo:

180 euro

150 euro

 

      

  

Mappa indonesiana

! 



 


Alcuni scienziati dell‘Idaho National Laboratory hanno lavorato per un anno e mezzo su un innovativo processo di conversione della biomassa, paglia o residui colturali, in biocarburanti liquidi ad un rendimento di gran lunga superiore rispetto all’utilizzo delle attuali tecnologie per estrarre etanolo dalla cellulosa. Inoltre secondo l’INL il nuovo processo sarebbe neutrale al carbonio. La “bio-syntrolysis” è nuova la denominazione di tutta quella serie vertiginosa di tecnologie in fase di sviluppo per una produzione efficace ed economicamente sostenibile di etanolo da biomassa. I ricercatori spiegano che rimangono ostacoli tecnici, ma i modelli recenti hanno dimostrato che la tecnica è potenzialmente migliore rispetto ai processi dell’utilizzo dei biocarburanti di oggi. Articolo di Riccardo Ubaldi

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Mettete le alghe nei vostri serbatoi 71


            di sintesi, coltivazione in vitro di alghe e un distributore di biodiesel.

Butanolo e Alghe La societĂ attualmente ha in mano gran parte del monopolio del mercato attuale di butanolo. Anche se piĂš di 200 aziende hanno considerato le alghe come base per la produzione di biocarburanti. â&#x20AC;&#x153;Siamo in prima linea su questa tecnologia. Ci sono altre societĂ  che hanno parlato di cambiare utilizzare le microalghe per produrre biocombustibile avanzato, ma il nostro metodo è unicoâ&#x20AC;?, afferma Nathan Danielsono di DuPont. Ecco perchĂŠ la societĂ  è stata in grado di vincere uno dei bandi promosso dal DOEâ&#x20AC;&#x2122;s Advanced Research Projects Agency-Energy (ARPA-E). Parte delle societĂ  che utilizzavano le alghe per produrre biodiesel non sono ancora decollate spiega Nikesh Parekh, amministratore delegato Bio Architecture Lab (BAL), partner della DuPont nel progetto. â&#x20AC;&#x153;I nostri fondatori vengono dal Giappone, e per loro le alghe sono un elemento molto piĂš famigliareâ&#x20AC;?. Coltivare alghe in una grande fattoria su larga scala probabilmente si scontra con la dura opposizione di ecologisti come Mike Graham, specializzato in alghe alla California State University associato alla Moss Landing Marine Laboratories. Che afferma comunque che tale attivitĂ  nonostante la giusta scelta dei ceppi di alghe rimane piuttosto rischiosa e costosa.       

SocietĂ come Maine Seaweed Co., raccolgono qualcosa come migliaia di tonnellate di alghe ogni anno lungo la costa degli Stati Uniti, ma la DuPont con il BAL sperano in una propria azienda agricola. Parekh,

spiega che è interessato alla produzione di butanolo dalle alghe perchĂŠ è un biocarburante e materia prima ecologicamente sostenibile. Per questo: â&#x20AC;&#x153;Una delle                   del mare è quello di mantenerne una certa quantitĂ sul fondo se non si vuole avere un impatto ambientale negativoâ&#x20AC;?, afferma Parekh. â&#x20AC;&#x153;Per questo è necessario che le coltiviamo in nostri stabilimentiâ&#x20AC;?. Ma per colti           di biomassa critica per creare butanolo è necessario un forte incentivo dal governo degli USA. Inoltre la chiave per la produzione di butanolo dalle alghe si trova in un microbo progettato dal BAL che vive ed utilizza le alghe come fonte di cibo producendo etanolo. Parekh continua: â&#x20AC;&#x153;Siamo stati davvero i primi a creare questo microbo che prende lo zucchero dalla biomassa di alghe ed è in grado di produrre etanolo come sottoprodottoâ&#x20AC;?. Per questo ora il BAL prevede di lavorare con gli ingegneri genetici della DuPont per

perfezionare ulteriormente il microbo e programmarlo alla produzione di butanolo. â&#x20AC;&#x2DC;Può sembrare facile sulla cartaâ&#x20AC;?, afferma Parekh. GiĂ la Du Pont afferma di essere riuscita ad estrarre zucchero da mais e convertirlo in butanolo in laboratorio, ma il processo deve essere ancora scalato. Il BAL avrebbe giĂ  teoricamente localizzato una zona off-shore in Cile potenzialmente destinata alla coltivazione delle alghe. Della scelta del sito sarĂ  anche determinante la scelta delle alghe. DuPont stima che se solo il 2,5% delle coste dâ&#x20AC;&#x2122;America fossero utilizzate per la crescita di alghe queste potrebbero produrre 27 miliardi di litri di biocarburante lâ&#x20AC;&#x2122;anno. Ora le due aziende prevedono di iniziare a lavorare in partnership nei primi mesi del 2010 sovvenzionati dal bando ARPA-E. Anche se non si aspettano che il prodotto sia inizialmente vicino e pronto per il mercato, esse sperano di meglio valutare se sarĂ  possibile continuare la ricerca su questa pista o abbandonarla.

poche stazioni di servizio per pochi veicoli Approfondimento di Stefano Macchi La piĂš grande rivoluzione della tecnologia di biosintrolisi riguarda lâ&#x20AC;&#x2122;elettrolisi ad alta temperatura, un processo che proviene da un programma di studio sui reattori nucleari e che potrebbe essere usato anche per produrre idrogeno (ambito in cui Hawkes studiava). Il salto dalla ricerca dellâ&#x20AC;&#x2122;idrogeno per i biocarburanti da biomassa è accaduto quando Hawkes ha pensato di sottoporre proprio della biomassa alla fonte di calore e al processo di elettrolisi ad alte temperature. â&#x20AC;&#x153;Riteniamo giĂ che ognuna di queste tecnologie sia individualmente testata, ma nessuno le ha mai collegate insieme per realizzare un unico  

     in commercio e alcuni impianti di gas di sintesi per trasformare in combustibile liquido ma che utilizzano in principio carbone. Se una fonte rinnovabile sostituisse il carbone, come lâ&#x20AC;&#x2122;energia idroelettrica, il processo diverrebbe ad impatto al carbonio zero, e il biocarburante derivante avrebbe emissioni pressochĂŠ nulle.â&#x20AC;? â&#x20AC;&#x153;Non câ&#x20AC;&#x2122;è bisogno di alcuna grande scoperta, ma vi è la necessitĂ di sviluppare materiali ed elettrolizzatori come solo la volontĂ  del mettere tutte le fonti diverse insieme,â&#x20AC;? afferma Steve Herring, ricercatore presso lâ&#x20AC;&#x2122;INL. â&#x20AC;&#x153;Il costo previsto del carburante sarebbe stato di 0,6 $ per litro alla produzione, il che non è piĂš conveniente rispetto alla benzina di oggi. Ma il vantaggio principale è che il combustibile è di origine nazionale, basse emissioni di carbonio, ed è disponibile ad un prezzo piĂš che prevedibileâ&#x20AC;?, continua Herring ha detto. 72


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Nella pagina una delle specie usate con          scala.

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ZeaChem Lâ&#x20AC;&#x2122;azienda ha avviato la realizzazione di un impianto pilota per la produzione di biocarburanti che trasformerĂ le materie prime cellulosiche in etanolo attraverso un nuovo approccio che utilizza i microbi provenienti dalle interiora di termiti. Lâ&#x20AC;&#x2122;azienda dichiara che la resa dellâ&#x20AC;&#x2122;etanolo dagli zuccheri provenienti dalla  "&  $    rese di altri processi di produzione di biocarburanti. ZeaChem afferma che processo ha anche la possibilitĂ  di produrre dalla cellulosa materie plastiche. Lâ&#x20AC;&#x2122;impianto della ZeaChem negli USA arriverĂ  a produrre qualcosa come 1 milione di litri di etanolo ogni anno. Lâ&#x20AC;&#x2122;azienda utilizza un approccio ibrido, come combinazione di processi biologici. La ZeaChem utilizza un acido per rompere le complesse molecole di

cellulosa in zuccheri. Successivamente, invece di farlo fermentare in etanolo utilizzando lieviti lieviti, come è solito fare, la societĂ fa uso di batteri contenuti nellâ&#x20AC;&#x2122;intestino di termiti per trasformare lo zucchero in acido acetico, che poi combinato con lâ&#x20AC;&#x2122;idrogeno forma etanolo. â&#x20AC;&#x153;Ă&#x2C6; un poâ&#x20AC;&#x2122; complicato rispetto ai processi convenzionali ma vi è un elevato potenziale di rendimentoâ&#x20AC;?, afferma Jim McMillan dellâ&#x20AC;&#x2122;US Department of Energyâ&#x20AC;&#x2122;s National Renewable Energy Laboratory. Convertire gli zuccheri in acido acetico e poi in etanolo, non produce CO2, ottimizzando il processo. Come risultato, questo metodo ha il potenziale per

     & 

 non è tuttâ&#x20AC;&#x2122;oro quel che luccica nei nuovi impianti della ZeaChem. Nella produzione di etanolo da cellulosa, la materia prima viene in genere pretrattata separandola dalla lignina. La lignina può essere tipicamente

  

bruciata per produrre calore accelerando la fermentazione dello zucchero e in altri processi. Jim Imbler della ZeaChem spiega che lâ&#x20AC;&#x2122;azienda ha raggiunto un rendimento in laboratorio di 550 litri di etanolo per tonnellata di cellulosa, il 35% in piĂš rispetto al rendimento di un qualsiasi processo concorrente. Lâ&#x20AC;&#x2122;im        %&    !  %  &  la produzione di un altro prodotto potenziale, produrre propanolo, materia prima per la plastica. ZeaChem è solo la prima di una lunga serie di societĂ che puntano alla produzione di biocarburanti da cellulosa. Coskata altra societĂ  del settore è anchâ&#x20AC;&#x2122;essa in fase di sviluppo di un processo ibrido biologico. Le sue materie   &    



  I cianobatteri sono dei batteri Gram negativi che oltre a contenere  &    una serie di elementi foto sintetici accessori, che consentono una rapida capacitĂ di adattamento a qualsiasi fonte luminosa. Oggi ne conosciamo circa cento specie e tutte effettuano una fotosintesi ossigenica. Una caratteristica unica di questi batteri, è la loro capacitĂ  di acquisire lâ&#x20AC;&#x2122;azoto atmosferico.

 

  &   diatomee. Oggi se ne conoscono qualche migliaia di specie e sappiamo  &   numerosi altri pigmenti capaci di catturare diverse bande luminose. Tutte le specie di diatomee conosciute posseggono una parete esterna molto resistente, costituita da silicio che viene chiamata frustula. Questa è costituita da due diverse parete che si incastrano a moâ&#x20AC;&#x2122; di scatole sovrapponendosi.

Alghe verdi Molto si è discusso su un aspetto di questa tipologia di alga: molti ritengono che sia indice di acqua di buona qualitĂ , altri invece che questa tesi sia infondata. Sicuramente lâ&#x20AC;&#x2122;alga verde puntiforme si presenta come una miriade di piccole macchie colorate che invadono in maniera lenta e costante gli arredi dellâ&#x20AC;&#x2122;acquario. La colorazione può variare dal verde al verde scuro.

Sono note molte specie diverse, oltre seimila, e possono essere unicellulari, multicellulari o coloniali. Si distinguono anche per essere &  &  pigmenti fotosintetici delle alghe verdi sono gli stessi delle piante &   b, e sono organizzati in organi detti cloroplasti. In aggiunta a questi pigmenti, anche queste alghe posseggono altre soluzioni alternative per captare diverse onde di colore dei raggi luminosi.



Alghe a barba  &   delle cosiddette alghe rosse. In ambito marino il numero sale vertiginosamente. Si caratterizzano per la presenza di pigmenti fotosintetici non comuni, in quanto   &     &   diversi altri elementi fotosintetici. Tra le loro caratteristiche particolari bisogna rilevare lâ&#x20AC;&#x2122;assenza del movimento in quanto questo tipo di

' 

Queste alghe prediligono acqua calcarea, con elevata quantitĂ di nitrati e fosfati. Sono alghe rosse e solitamente ci appaiono con una   &  # anche diversi centimetri. Assumono una colorazione grigiastra e sono molto tenaci, prediligendo le zone &$   fonte luminosa. Non a caso spesso aggrediscono piante che hanno raggiunto questa posizione.

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producendo gas di sintesi, un mix di monossido di carbonio e idrogeno. Il gas di sintesi viene poi digerito da batteri anaerobici che convertono il gas direttamente a etanolo.Wesley Bolsen, di Coskata, afferma che lâ&#x20AC;&#x2122;azienda sta ottenendo rendimenti di 400 litri di etanolo per ogni tonnellata di trucioli di legno utilizzato nellâ&#x20AC;&#x2122;impianto pilota. Mascoma, unâ&#x20AC;&#x2122;altra societĂ del settore biocarburanti cellulosici con sede in Libano, sta puntando allâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di microbi geneticamente      



   mentare direttamente gli zuccheri in etanolo senza necessitĂ di utilizzare costosi enzimi. Secondo Michael

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Ladisch, di Mascoma, il limite di produzione, ancora teorico è di 400 litri di biocarburante per tonnellata di materia prima, ma avendo microbi che svolgono entrambe le attivitĂ di rottura della molecola di cellulosa e fermentazione, Mascoma è in grado di ridurre i costi del processo convenzionale del 20-30%. â&#x20AC;&#x153;Câ&#x20AC;&#x2122;è spazio per piĂš di un vincitore nel settore dei biocarburanti di terza e quarta generazioneâ&#x20AC;&#x153;, afferma Ladisch. â&#x20AC;&#x153;Lâ&#x20AC;&#x2122;obiettivo per tutti ora è di arrivare ad un costo simile a quello della benzina e via via piĂš basso man mano. I biocarburanti prodotti dalle alghe certamente promettono ottimi rendimenti. E giĂ  diverse compagnie

petrolifere sembrano scommettere sulle alghe per sviluppare una parte dei combustibili sostenibili del futuro. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology, dai ricercatori della University of Virginia ha calcolato come lâ&#x20AC;&#x2122;impatto ambientale dei biocarburanti dalle alghe possa diventare facilmente superiore rispetto ai biocarburanti di prima generazione estratti da soia o mais. Uno studio che rivela interessanti aspetti, rischi ma anche rimedi per realmente trasformare il settore dei combustibili. A completare lâ&#x20AC;&#x2122;analisi del ciclo di vita del biocarburante dalle alghe, i ricercatori hanno scoperto che le


alghe producono nettamente maggiori emissioni di gas ad effetto serra e utilizzano piĂš acqua nella loro produzione rispetto ad altre fonti per biocarburanti. Bioreattori ultraveloci ma soprattutto ancora adesso in stagni allâ&#x20AC;&#x2122;aperto dove possono assorbire facilmente CO2 dallâ&#x20AC;&#x2122;atmosfe           ricercatori consigliano come sia maggiormente sostenibile coltivare alghe direttamente nelle vicinanze di            che emettono pesanti quantitĂ di preziosa CO2, in questo modo le alghe possono facilmente da un lato

assorbire nutrimento come fosforo e azoto, dallâ&#x20AC;&#x2122;altro utilizzare la CO2 a completamento della gamma dei nutrimenti delle alghe. Andres Clarens, unodei ricercatori che ha condotto lo studio avverte, â&#x20AC;&#x153;Se si decide di andare avanti con le alghe come fonte di combustibile, è importante riuscire a comprendere i modi in cui è possibile coltivare e produrre biocarburante con il minor impatto e la soluzione sta nellâ&#x20AC;&#x2122;unire la coltivazione di alghe con le operazioni di trattamento delle            mente da chi ne produceâ&#x20AC;?.

MINACCIA AI POLMONI DELLA TERRA

ll Borneo, in Malesia, ospita una delle foreste piuâ&#x20AC;&#x2122; grandi al mondo. Proprio qui eâ&#x20AC;&#x2122; in atto una inesorabile sostituzione di vegetazione forestale con piantagioni di palme per la produzione di olio. La produzione di olio di palma eâ&#x20AC;&#x2122; cresciuta in maniera esponenziale, raggiungendo i 35 milioni di tonnellate e, nella sola Malesia le piantagioni di palme rappresentano il 13% del territorio mentre nel 1974 ricoprivano solo lâ&#x20AC;&#x2122;1%. Lâ&#x20AC;&#x2122;aumento di queste piantagioni, ai danni delle foreste, sta avendo un nuovo impulso negli ultimi anni, da quando lâ&#x20AC;&#x2122;olio di  

                  percheâ&#x20AC;&#x2122; piuâ&#x20AC;&#x2122; economico sia percheâ&#x20AC;&#x2122; considerato, erroneamente, piuâ&#x20AC;&#x2122; rispettoso dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente. Lo studio pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Science rivela come le palme da olio siano potenzialmente piuâ&#x20AC;&#x2122; inquinanti della vegetazione delle foreste che sostituiscono. I risultati sono frutto di una campagna di misure svolta durante lâ&#x20AC;&#x2122;estate 2007 nella foresta del Borneo, in cui per la prima volta, sono state effettuate misure di emissioni di composti in atmosfera sia in piena giungla che in unâ&#x20AC;&#x2122;area adiacente, trasformata in piantagione di palma da olio. La missione capitanata da Nick Hewitt dellâ&#x20AC;&#x2122;Universitaâ&#x20AC;&#x2122; di Lancaster ha visto la partecipazione di altre otto universitaâ&#x20AC;&#x2122; ed istituti di ricerca inglesi e statunitensi e, con uno strumento sviluppato nei propri laboratori per le misure di ossidi di azoto, di un team del Centro di Eccellenza CETEMPS dellâ&#x20AC;&#x2122;Universitaâ&#x20AC;&#x2122; di Lâ&#x20AC;&#x2122;Aquila diretto da Piero Di Carlo.

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1. Logo dellâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa per un carburante piĂš rispettoso dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente 2. Automobile alimentata da biodiesel 3. La pasta di alghe prima della centrifuga          5. Bob Tysen nellâ&#x20AC;&#x2122;archivio delle specie 6. La reazione chimica sprigiona idrogeno dalle alghe 7. Una centrale di biocarburante 8. Campi destinati al biodiesel negli USA 9. Vegetali cresciuti unicamente per le biomasse 10. Motori per aereoplani di linea alimentati a biocarburante

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ARRIVA LA LUCE...SENZA

ELETTRICITĂ La bottiglia solare

For third world

Articolo di Luca Monti

CosĂŹ semplice come sembra, una bottiglia di plastica riempita           tipi di candeggina, potrebbe servire come una lampadina per alcune delle milioni di persone che vivono senza elettricitĂ .

Dallâ&#x20AC;&#x2122;alto verso il basso: una bottiglia giĂ inserita in una tegola. Applicazione alla tettoia delle 

    

 colpita dalla luce solare. I ragazzi del MIT preparano le bottiglie con lâ&#x20AC;&#x2122;ammoniaca in una baraccopoli di Manila.

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Con queste migliaia di bottiglie di plastica accatastate in una stazione di riciclo di Taizhou city, nella provincia cinese orientale dello Zhejiang, si potrebbero illuminare altrettante case. Una delle piĂš recenti e innovative proposte in fatto di riciclo ed ecosostenibilitĂ coivolge infatti proprio le bottiglie di bibite e acqua minerale vuote che normalmente .$  $!((%&# $% riempirle dâ&#x20AC;&#x2122;acqua mista a qualche cucchiaio di candeggina per trasformarle in potenziali lampade a energia solare da utilizzare nelle case piĂš povere del mondo, dove lâ&#x20AC;&#x2122;elettricitĂ  non arriva. Prima di tutto, si incastrano in un foro ricavato  $ .%%       #mangano esposte per un terzo alla luce del Sole. I raggi colpiranno la parte esterna e da qui la luce si diffonderĂ  per rifrazione alla parte sottostante, illuminando lâ&#x20AC;&#x2122;abitazione come farebbe una lampadina di 55 watt. Ideate da una studentessa del MIT (Massachusetts Institute of Technology) le Solar Bottle Bulb (lampade a bottiglie solari) stanno rischiarando le case in lamiera delle favelas #$.!! '-

che in pieno giorno, per man(  $!(   .$%# + buio pesto. Un litro di Luce, dalle bottiglie di plastica CosĂŹ semplice come sembra, una bottiglia di plastica riempi%   & %#  -"& !&#.cata e alcuni tipi di candeggina, potrebbe servire come una lampadina per alcune delle milioni di persone che vivono senza elettricitĂ .

Le ricerche del MIT Originariamente sviluppato dagli studenti del MIT, â&#x20AC;&#x153;la bottiglia solareâ&#x20AC;? viene ora distribuita dalla Fondazione MyShelter alle abitazioni, in tutte le Filippine. Lâ&#x20AC;&#x2122;obiettivo della fondazione è quello di utilizzare questa fonte alternativa di luce per illuminare un milione di abitazioni nel paese entro il 2012.  .  ## !#%'  bottiglie dâ&#x20AC;&#x2122;acqua durante il giorno, delle buche sono tagliate nei tetti in metallo delle case, e una bottiglia viene inserita e sigillata in ogni foro in modo che la sua metĂ inferiore #$ .%%   $%#% -.  Lâ&#x20AC;&#x2122;acqua chiara disperde la luce in tutte le direzioni attraverso la rifrazione, che può fornire

una luminosità che è equivalente a una lampadina da 55 watt, luce elettrica, secondo la Fondazione MyShelter. La candeggina impedisce la formazione di muffe in modo che le lampadine possono durare . "& Anche se la bottiglia solare funziona solo durante il giorno, può soddisfare le esigenze di molte delle persone a Manila, -nelle Filippine e in altre cittàdove le case sono cosÏ vicine che ben poca luce solare può %## %%#'#$   .$%# Di conseguenza, le case sono scure anche durante il giorno. I residenti descrivono come la bottiglia solare, ha reso la loro vita differente.

Vantaggi Le lampadine-bottiglia solare sono la sostenibilitĂ e sicurezza, a confronto con le candele o difettosi collegamenti elettrici: pericoli potenziali dâ&#x20AC;&#x2122;incendio. Le lampadine sono anche poco costose (sia come produzione che dâ&#x20AC;&#x2122;installazione) e, naturalmente, non hanno costi di esercizio durante lâ&#x20AC;&#x2122;uso.


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Dona anche tu un poâ&#x20AC;&#x2122; di luce                     

               

12 milioni di abitanti delle favelas potranno servirsi di luce in bottiglia entro la fine del 2012



  




NEL MONDO CRESCONO CITTĂ VERDI

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Articolo di Maddalena Torri       %           "vibile, piĂš verde, piĂš attrattiva e piĂš accogliente, senza perdere in termini di disponibilitĂ , di spazio, di funzio    %     economica-produttiva. La paura che          potesse danneggiare lâ&#x20AC;&#x2122;organismo produttivo della cittĂ  sembra ancora        traddetta dai fatti sia nella cittĂ  stessa che da altre metropoli e non solo europee. Per Milano, cittĂ  europea per eccel-

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lenza, (piccola, ma determinante per il suo hinterland; compatta, ma piena di spazi interstiziali di notevole bellezza a sorpresa; industriale, ma giĂ ampiamente convertita e trasformata; ben infrastrutturata, ma ancora troppo concentrata sullo spostamento individuale automobilistico; attraente, ma solo per chi supera un certo reddito di base) e oltretutto allâ&#x20AC;&#x2122;inizio di una nuova stagione Politica â&#x20AC;&#x201C; Amministrativa deve porsi degli obiettivi molto ambiziosi anche per tornare nella centralitĂ  del dibattito europeo sulle SmartCity.

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    " ! pre la stessa: come rendere la cittĂ piĂš vivibile, piĂš verde, piĂš attrattiva e piĂš accogliente, senza perdere in termini di disponibilitĂ , di spazio, di    "   zione economica-produttiva. La paura che una maggiore qualitĂ  ambientale potesse danneggiare lâ&#x20AC;&#x2122;organismo produttivo della cittĂ  sembra ancora A dire "!  rendere la cittĂ  piĂš vivibile, piĂš verde, piĂš attrattiva e piĂš accogliente, senza perdere in termini di disponibilitĂ , di      "   competizione economica-produttiva. La paura che una maggiore qualitĂ  ambientale potesse danneggiare lâ&#x20AC;&#x2122;organismo produttivo della cittĂ  sembra ancora esistere anche se da tempo ĂŠ contraddetta dai fatti sia nella cittĂ  stessa che da altre metropoli e non solo europee. Per Milano, cittĂ  europea per eccellenza, (piccola, ma determinante per il suo hinterland; compatta, ma piena di spazi interstiziali di notevole bellezza a sorpresa; industriale, ma giĂ  ampiamente convertita e trasformata; ben infrastrutturata, ma ancora troppo concentrata sullo spostamento individuale automobilistico; attraente, ma solo per chi supera un certo reddito di base) e oltretutto allâ&#x20AC;&#x2122;inizio di una nuova stagione Politica â&#x20AC;&#x201C; Amministrativa deve porsi degli obiettivi molto ambiziosi. A dire il "!  rendere la cittĂ  piĂš vivibile, piĂš verde, piĂš attrattiva e piĂš accogliente, senza perdere in termini di disponibilitĂ , di      "   competizione economica-produttiva. La paura che una maggiore qualitĂ  ambientale potesse danneggiare lâ&#x20AC;&#x2122;organismo produttivo della cittĂ  sembra  "! la stessa: come rendere la cittĂ  piĂš vivibile, piĂš verde, piĂš attrattiva e piĂš accogliente, senza perdere in termini di disponibilitĂ , di spazio, di funzionalitĂ  "ca-produttiva. La paura che una maggiore qualitĂ  ambientale potesse danneggiare lâ&#x20AC;&#x2122;organismo produttivo della cittĂ  sembra ancora esistere anche se da tempo ĂŠ contraddetta dai fatti sia nella cittĂ  stessa che da altre metropoli e non solo europee. Per Milano, cittĂ  europea per eccellenza, (piccola, ma determinante per il suo hinterland; compatta, ma piena di spazi interstiziali di notevole bellezza a sorpresa; industriale, ma giĂ  ampiamente convertita e trasformata; ben infrastrutturata, ma ancora troppo concentrata sullo spostamento individuale

automobilistico; attraente, ma solo per chi supera un certo reddito di base) e oltretutto allâ&#x20AC;&#x2122;inizio di una nuova stagione Politica â&#x20AC;&#x201C; Amministrativa deve porsi degli obiettivi molto ambiziosi anche per tornare nella centralitĂ del dibattito europeo sulle SmartCity, per ora prese sul serio solo da Genova e Torino. Il sindaco di New York ha puntato tutto sul Piano dellâ&#x20AC;&#x2122;apparente contraddizione: chiamandolo Greener and Greater NYPlan, aumentando il verde conte    "cazione urbanistica (a oggi sono stati piantati 495.215 alberi sul milione pre"   ha voluto aprire alla cittadinanza, piĂš di


un anno fa, la piĂš grande area dismessa della cittĂ , lâ&#x20AC;&#x2122;ex aeroporto di Tempelhof (300 ha), senza progetti approvati e in attesa degli esiti dei concorsi internazionali. PiĂš di un milione dei suoi cittadini lâ&#x20AC;&#x2122;hanno ringraziato scoprendo un parco non ancora parco, nel senso piĂš tradizionale del termine. Londra ha voluto presentare il suo Parco Olimpico senza neanche un parcheggio per le automobili, puntando tutto su un ben calibrato servizio di trasporto pubblico. La cittĂ  di Francoforte, tra lâ&#x20AC;&#x2122;altro anche partneriata con Milano, ha recuperato il suo ring interno, "  la sua vasta cintura agricola, attraverso

un apposito Piano della Cintura verde capace di collegare sia interventi di natura pubblica che privata. Lâ&#x20AC;&#x2122;elenco potrebbe continuare ma bastano poche esperienze per capire come oggi sia arrivato il tempo di agire, delle azioni e delle realizzazioni strutturali, commisurate al tessuto urbano milanese, specie in riferimento al suo delicato rapporto con il vasto territorio che lo circonda. Se non fosse per lâ&#x20AC;&#x2122;appuntamento del 2015 lâ&#x20AC;&#x2122;obbligo di agire si potrebbe presentare anche in secondo piano, ma la vicinanza di un appuntamento mondiale non concede alcuna proroga. Il referendum sul verde ha fatto capire senza alcuna possibilitĂ di equivoco che cosa

desiderano i cittadini: piĂš alberi in cittĂ , piĂš spazi verdi e spazi gioco in cittĂ , piĂš possibilitĂ  di passeggiate in cittĂ  e anche piĂš opportunitĂ  nel partecipare nelle scelte future degli interventi sul verde. Questo plebiscito per Milano, ossia per migliorare la qualitĂ  quotidiana di chi vive in cittĂ , non ci può far dimenticare, come tra lâ&#x20AC;&#x2122;altro lâ&#x20AC;&#x2122;amico Francesco Borella ha ricordato molto bene su queste pagine, come sia indispensabile la riconnessione dei sistemi dei parchi territoriali e dei grandi sistemi ambientali come la Valle del Lambro, la Valle dellâ&#x20AC;&#x2122;Olona e non per ultimo il Parco Agricolo Sud Milano.

Nella pagina precedente: Progetto per citylife Milano. Energy Hill, colline fuori dalle cittĂ per produrre energia pulita. Sintesi geometrica per parchi pubblici. Abitazioni sui tetti dei grandi palazzi. In questa pagina: Ottawa, una delle cittĂ  piĂš pulite del mondo. Singapore rinasce tra i parchi. Central Park a New York. In basso: Rendering per il nuovo quartiere di Londra totalmente ecosostenibile.

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Lasciate che Londra

germogli

nella Bibbia e, sempre su Wikipedia, si fa riferimento a â&#x20AC;?due celebrati giardinieri di questo genere, attivi prima del conio del termine Guerrilla gardening: Gerald Winstanley e The Diggers (gli zappatori) nel Surrey England, nel 1649, e John Chapman soprannominato >seme di mela nellâ&#x20AC;&#x2122;Ohio, USA, nel 1801â&#x20AC;?. Dopo questa breve ricostruzione storica, è interessante osservare cosâ&#x20AC;&#x2122;è diventato il guerrilla gardening ora. Un modo per produrre cibo per i lavoratori delle piantagioni di banane Tacamiche nellâ&#x20AC;&#x2122;Honduras, che hanno fatto crescere illegalmente degli ortaggi sulla piantagione abbandonata, invece di lasciare la terra con la chiusura della piantagione.

George Monbiot

Web & Movement

Iniziativa Mondiale Sembra proprio che lâ&#x20AC;&#x2122;inizio del nuovo millennio abbia segnato la popolaritĂ di una parola, â&#x20AC;&#x153;guerrigliaâ&#x20AC;?, proprio in un periodo storico in cui di guerriglie, oramai, se ne vedono ben poche. Si sa però che la ricontestualizzazione è caratteristica della modernitĂ . CosĂŹ si sente parlare sempre piĂš spesso di guerrilla marketing, termine con il quale si intende la promozione pubblicitaria non convenzionale che utilizza creativamente i mezzi di comunicazione, il passa parola e le potenzialitĂ  dei social network. Ma non è quello che interessa a noi, perchĂŠ in questo caso stiamo per parlare di â&#x20AC;&#x153;Guerriglia Gardeningâ&#x20AC;?. Liberiamoci subito da equivoci, vista la premessa fatta: non si tratta di una nuova tecnica di promozione di un marchio di fertilizzanti, nĂŠ di attrezzi di giardinaggio, bensĂŹ, di â&#x20AC;&#x153;una forma di giardinaggio politico, di azione non violenta diretta, praticata soprattutto da gruppi ambien " !  $   Wikipedia, che evidenzia anche come questi movimenti siano legati alla permacultura o alle problematiche inerenti ai diritti della terra.

In Europa Ma come funziona praticamente? Molto semplice. Si individua un pezzo di terra ab-

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bandonato, magari in unâ&#x20AC;&#x2122;area cittadina che avrebbe proprio bisogno di un poâ&#x20AC;&#x2122; di verde. Poi ci si arma di pale e badili e si parte con lâ&#x20AC;&#x2122;azione/attacco. Lo scopo è quello di rimodellare       $ le zone dimesse della cittĂ . Vi sono gruppi di giardinieri guerriglieri che agiscono di notte, in segreto, e poi magari pubblicano sul web le prove  $   sioni. Ve ne sono altri invece che lavorano piĂš apertamente, cercando di coinvolgere le comunitĂ  locali.

Il logo dei Guerrilla Gardeningâ&#x20AC;?Qualcuno ha detto che i guerriglieri del verde fanno di notte quello che le amministrazioni comunali dovrebbero fare di giorno â&#x20AC;Ś ed è verissimoâ&#x20AC;?, si legge sul blog i $

$  $ $   #     proprio da questa matrice culturale che nasce il movimento.

  $   quando Liz Christy e il suo gruppo Green Guerrilla, nella area di Bowery Houston a New York, trasformano un derelitto lotto privato in un giardino. Dopo trentâ&#x20AC;&#x2122;anni questo spazio è ancora ben tenuto grazie alla cura di alcuni volontari e alla protezione del dipartimento parchi di New York. Ma del guerrilla gardening pare addirittura vi sia traccia

Articolo di Adriano Costa

Con guerrilla gardening si intende una forma di giardinaggio politico, una forma di azione non violenta diretta, praticata soprattutto da gruppi ambientalisti. Questi movimenti sono solitamente legati alla permacultura o alle problematiche riguardanti i diritti della terra

Dallâ&#x20AC;&#x2122;alto a sinistra: Donne piantano platani ad Oslo, partecipando ad un iniziativa diurna. Sacchetti distribuiti contenenti bombe di semi da gettare nella cittĂ . Un giardino spontaneo sulle rive del Tamigi, dopo aver piantato le persone occupano lâ&#x20AC;&#x2122;area per proteggere il loro seminato.

Spesso il â&#x20AC;&#x153;verde cittadinoâ&#x20AC;? è abbandonato in condizioni imbarazzantiUn gesto politico, come racconta Urban Activism, un blog che raccoglie spunti di attivismo per il miglioramento della vita in ambiente urbano. Dopo lâ&#x20AC;&#x2122;esperienza newyorkese della Green Guerrilla â&#x20AC;&#x153;i giardinieri coltivano e gestiscono autonomamente gli spazi verdi occupati, non solo coltivando, ma anche organizzando iniziative coinvolgendo il quartiere e le scuole elementari, aggiungendo al Guerrilla Gardening unâ&#x20AC;&#x2122;importante funzione sociale e culturaleâ&#x20AC;?. Quando lâ&#x20AC;&#x2122;azione dei singoli si unisce, assistiamo invece ad eventi di grande impatto, come nel maggio 1996, quan     $  con â&#x20AC;&#x153;The Land is Oursâ&#x20AC;? (la terra è nostra), tra cui George Monbiot, giornalista ambientalista di â&#x20AC;&#x153;The Guardianâ&#x20AC;?, hanno occupato circa 13 acri di terreno abbandonato, appartenente alla Guinness, sulle rive del Tamigi nel Wandsworth, la parte sud di Londra. La loro azio-

ne voleva sottolineare quello che loro descrissero come â&#x20AC;&#x153;il $       urbana, la mancanza di case popolari, e il deterioramento dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente urbanoâ&#x20AC;?. O come quando, il Primo Maggio del 2000, Reclaim the Streets, un collettivo di attivisti che sostengono lâ&#x20AC;&#x2122;idea che gli spazi pubblici siano di proprietĂ collettiva, organizzò un attacco di massa di Guerrilla Gardening presso la piazza del Parlamento a Londra, con tanto di parata carnevalesca accompagnata da band di Samba mentre qualche migliaio di â&#x20AC;&#x153;giardinieriâ&#x20AC;? occuparono la piazza piantan$  Lo stesso vaso un poâ&#x20AC;&#x2122; piĂš verde...Una lunga storia insomma che approda in Italia con qualche ritardo, ma che vede giĂ  i suoi ferventi sostenitori, e vanta un attacco collettivo a Torino nel 2007, ad opera del gruppo Badili badala (in piemontese â&#x20AC;&#x153;bighelloneâ&#x20AC;?) nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito del meetup amici di Beppe Grillo Torino. Andate a farvi un giro sul web, troverete guerrillagardening. it. Eâ&#x20AC;&#x2122; un sito molto animato con tanto di consigli e idee su come realizzare una â&#x20AC;&#x153;bomba di semiâ&#x20AC;?, preparare â&#x20AC;&#x153;il primo attaccoâ&#x20AC;? e curare le proprie piantine nei giorni successivi, ma anche su come salvare le piante spontanee. PerchĂŠ â&#x20AC;&#x153;a volte, piĂš importante di piantumare nuove piante è scovare gli alberelli che nascono spontaneamenteâ&#x20AC;?.


le bombe (Non) uccidono breve manuale per i guerriglieri della natura: ovvero come costruire bombe di semi.

sono necessari:

1. Pagine di giornale 2. una manciata di semi 3. acqua 4.concime o terra

- chiudere la pagina attorno alla terra e bagnare con acqua - unire la terra, i semi e il concime sopra una pagina di giornale - lanciare la bomba sul terreno pubblico, la natura farà il resto

our voice our voice our voice our vo Prima di ogni attacco perlustrare bene la zona d’interesse con una macchina, capire se è sorvegliata e facilmente abbandonabile

RIP Più conosco gli uomini più amo i cani.

our voice our voice our voice our vo

George Monbiot George Monbiot George Monbiot George Mo

our voice our voice our vo

George Monbiot George Monbiot George Monbiot George Mo

Preparati delle scuse per le forze dell’ordine, potresti sempre dire che stai portando i fiori per un cane investito nelle vicinanze

George Monbiot George Monbiot George Mo

nei giorni successivi è meglio reclutare qualche anziano del posto per innaffiare le vostre piantine

Pure Genius!! Un esempio di guerrilla gardening ebbe luogo nel maggio 1996, quando circa 500 attivisti affiliati a The Land is Ours occuparono circa 13 acri di terreno abbandonato, appartenente alla Guinness, sulle rive del Tamigi nel Wandsworth. La loro azione voleva sottolineare quello che loro descrissero come "Il terrificante spreco della terra urbana.

Primo maggio 2000 Il primo maggio 2000 Reclaim the Streets organizzò una manifestazione di massa di Guerrilla Gardening presso la piazza del Parlamento a Londra. Dopo una parata carnevalesca con tanto di band di samba, e un raduno di ciclisti partito da Hyde Park, qualche migliaio di "giardinieri" occuparono la piazza piantando fiori e ortaggi. Fu eretto un maypole, attorno al quale danzarono molti dei manifestanti.


Articolo di Ann Penta

Consumatori italiani sempre piĂš attenti ed esigenti sul cibo. In tanti vorrebbero lâ&#x20AC;&#x2122;etichetta )! &!&$* #'&(%! ora non basta piĂš, molto meglio %#'!% mangia è anche eco-sostenibile

GLI ITALIANI AMANO IL CIBO

A KM ZERO #'&(

Funky Food

A sinistra: un chiaro esempio di prodotti provenienti direttamente dal territorio limitrofo. A destra: un pezzo di terra coltivato di una fattoria nei pressi di Varese.

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Otto italiani su dieci ritengono infatti che le etichette dei prodotti dovrebbero avere una sorta di â&#x20AC;&#x153;contachilometriâ&#x20AC;? che misuri le emissioni di gas ad effetto serra. La qualitĂ (componenti, provenienza, denominazione dâ&#x20AC;&#x2122;origine) da sola ora non basta piĂš, molto meglio se quello che si mangia è anche eco-sostenibil. Eâ&#x20AC;&#x2122; quanto risulta da una analisi della Coldiretti basata sul rapporto Eurobarometro sullâ&#x20AC;&#x2122;attitudine dei consumatori europei al consumo ecologico. Gli italiani - sottolinea la Coldiretti - si dimostrano piĂš interessati al â&#x20AC;&#x153;contachilometriâ&#x20AC;? ecologico in etichetta rispetto alla media dei cittadini europei che pur mostrano, con il 72%, una grande sensibilitĂ  per rendere obbligatoria questa indicazione del consumo di anidride carbonica (CO2) in etichetta. Ben il 37% dei consumatori italiani ritengono inoltre che la distribuzione commerciale dovrebbe fornire maggiori informazioni sui prodotti sostenibili dal punto di vista ambientale ai quali secondo il 25% dovrebbe essere addirittura dedicato un angolo apposito allâ&#x20AC;&#x2122;interno dei negozi mentre il 15% ritiene che debbano essere comunque resi piĂš visibili sugli scaffali. Coldiretti ha quindi avviato una mobilitazione per arrivare allâ&#x20AC;&#x2122;introduzione dellâ&#x20AC;&#x2122;obbligo di indicare in etichetta la provenienza di cibi in vendita alla disponibilitĂ  di spazi adeguati

nella distribuzione commerciale, dove poter acquistare alimenti locali che non devono essere trasportati per lunghe distanze, dai mercati degli agricoltori di campagna amica dove si vendono prodotti  !     primo circuito a chilometri zero di ristoranti, gelaterie, osterie e snack bar.

Vicino a casa propria Lâ&#x20AC;&#x2122;impatto dei prodotti alimentari sullâ&#x20AC;&#x2122;ambiente è infatti molto importante per la decisione di acquisto di oltre la metĂ degli italiani (54%) che gli attribuiscono un valore doppio rispetto alla marca. Sempre secondo la Coldiretti consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere      !    di anidride carbonica (CO2) lâ&#x20AC;&#x2122;anno. Eâ&#x20AC;&#x2122; stato infatti calcolato ad esempio che il vino dallâ&#x20AC;&#x2122;Australia per giungere sulle tavole italiane deve percorre oltre 16mila chilometri con un consumo di 9,4 chili di petrolio e lâ&#x20AC;&#x2122;emissione di 29,3 chili di anidride carbonica mentre le prugne dal Cile che devono volare 12mila chilometri con un consumo di 7,1 kg di petrolio che liberano 22 chili di anidride carbonica e la carne argentina viaggia per 11mila bruciando 6,7 chili di petrolio e liberando 20,8 chili di anidride carbonica attraverso il trasporto con mezzi aerei. PiĂš spazio negli scaffali dei

centri commerciali e nei mercatini delle piazze ai cibi locali â&#x20AC;&#x153;a chilometri zeroâ&#x20AC;?, sostenibili dal punto di vista ambientale perchĂŠ non fanno consumare carburante necessario al trasporto e contribuiscono a ridurre lâ&#x20AC;&#x2122;inquinamento atmosferico ma garantiscono anche condizioni di genuinitĂ e freschezza uniche non essendo soggetta ai lunghi tempi di viaggio dei prodotti importati. Lo rende noto la Coldiretti nel commentare con soddisfazione il voto favorevole della Camera alla conversione del decreto-legge.

Contachilometri su â&#x20AC;&#x153;Interventi urgenti in agricolturaâ&#x20AC;? che contiene norme per favorire la presenza di prodotti agricoli regionali nella moderna distribuzione,     ! 

    !  del provvedimento si aprirĂ la possibilitĂ  di assicurare ai prodotti alimentari legati al territorio il giusto spazio di vendita sugli scaffali dei supermercati, nellâ&#x20AC;&#x2122;interesse delle imprese agricole e dei consumatori. In Italia - rivela la Coldiretti - secondo i dati divulgati dallâ&#x20AC;&#x2122;Ispettorato Repressione Frodi sulla base dei risultati di una vasta attivitĂ  di controllo sugli scaffali di vendita della distribuzione commerciale quasi un frutto su quattro è straniero e la volontĂ  di valorizzare la produzione locale.


                                    



      

                        

       

 

         

              

             

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NUOVE FRONTIERE Coltivazione idroponica e alimentazione sociale Articolo di Fausto Bernino

Per coltivazione idroponica sâ&#x20AC;&#x2122;intende una delle tecniche di coltivazione fuori suolo: la terra è sostituita da un substrato inerte (argilla espansa, perlite, vermiculite,          ecc.). La pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva composta dallâ&#x20AC;&#x2122;acqua e dai composti (per lo piĂš inorganici) necessari ad apportare tutti gli elementi necessari assunti normalmente con la nutrizione minerale. La tecnica è altrimenti conosciuta con il termine di Idrocoltura. La coltura idroponica consente produzioni controllate sia dal punto di vista qualitativo sia igienico-sanitario durante tutto lâ&#x20AC;&#x2122;anno.

Intervista di Augusto Redine

Intervista a Luca Incrocci Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura che fa a meno della terra. Come far crescere insalata e pomodori nellâ&#x20AC;&#x2122;Antartide e a Chernobyl

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Metodi di produzione Da sempre mi sono interessato ai metodi di produzione di cibo non convenzionali, da buon appassionato di fantascienza il termine â&#x20AC;&#x153;coltura idroponicaâ&#x20AC;&#x153; mi è sempre stato familiare, lâ&#x20AC;&#x2122;idea di una piccola serra a casa in cui coltivare le mie verdure tutto lâ&#x20AC;&#x2122;anno, senza utilizzare la madre terra come strato su cui far crescere le mie piantine, mi ha sempre intrigato e cosĂŹ ho fatto pure qualche piccolo esperimento e modestamente devo dire con discreti risultati. Trovando interessante lâ&#x20AC;&#x2122;argomento delle coltivazioni idroponiche o indoor, ho sempre frequentato siti e blog inerenti allâ&#x20AC;&#x2122;argomento, con il passare del tempo mi sono reso conto che questo metodo di coltivazione è tuttâ&#x20AC;&#x2122;altro che un giocat   %   ! valido strumento di sviluppo economico e tecnologico. Agricoltura Idroponica e Acquaponica a Confronto Nelle mie varie peregrinazioni in rete, per dissetare la mia sete di sapere, mi sono sempre imbattuto anche in un altro termine che si accompagna allâ&#x20AC;&#x2122;idroponica, lâ&#x20AC;&#x2122;acquaponica. Lâ&#x20AC;&#x2122;acquaponica è una metodo

â&#x20AC;&#x153;Non avrai piĂš pensieri e soprattutto ti convincerai che non è il caso di usare i pesticidi   !   $  %nato e complesso rispetto alla coltivazione idroponica, nella quale ci si occupa principalmente di far prosperare i vegetali in un ambiente controllato. Nella coltivazione acquaponica invece entra in gioco un altro elemento, la vita animale. In un tradizionale impianto idroponico abbiamo un serbatoio in cui è contenuta la sostanza nutritiva per la crescita delle coltivazioni, delle vasche dove vengono alloggiate le piantine ed un circuito di irrigazione chiuso che consente allâ&#x20AC;&#x2122;acqua arricchita con le sostanza nutritive necessarie di compiere un ciclo avanti e indietro tra il serbatoio e le vasche di coltivazione.   

  In un impianto acquaponico il serbatoio con la sostanza nutritiva è sostituito da un acquario con pesci dâ&#x20AC;&#x2122;acqua dolce (commestibili) come carpe, trote, pesci gatto o tilapie. Gli ospiti dellâ&#x20AC;&#x2122;acquario, con le loro 88

deiezioni producono il fertilizzante che viene poi utilizzato per far crescere le piante. Il principio di base è estremamente semplice e avrei voluto giĂ da tempo realizzare un piccolo impianto sperimentale domestico ma ho sempre trovato poca documentazione in merito allâ&#x20AC;&#x2122;argomento e quella poca che trovavo, con mio sommo sgomento, imponeva costi di realizzo abbastanza proibitivi per un privato. Un giorno però, come San Paolo sulla via di Damasco, lasciatemi passare il paragone evangelico, sono rimasto folgorato da questo sito FastOnLine.org , la risposta a tutte le domande che avevo e a cui non trovavo risposte o le risposte che avevo trovato aumentavano solo la mia frustrazione. Realizzare un Impianto Domestico di Coltivazione Acquaponica In questo sito si parla della realizzazione di un allegro signore americano, Travis W. Hughey, il quale ha realizzato con materiali di recupero un impianto di coltura acquapo  %  funzionante con materiali di recupero, redigendo un manuale

     %  come è realizzato e composto il suo piccolo impianto, costituito da una vasca di quasi 100 litri, due aiuole ed una piccola cisterna di decantazione, il tutto ricavato da alcuni fusti di plastica, alcuni tubi ed una piccola pompa per lâ&#x20AC;&#x2122;acqua. Materiali idonei A prima vista potrebbe sembrare che questo impianto acquaponico, se pur interessante e completo, rappresenti solo un esercizio hobbistico molto ben realizzato e ben documentato, ma per fortuna non è cosĂŹ infatti, leggendo piĂš attentamente le informazioni nel sito si troverĂ unâ&#x20AC;&#x2122;interessante   %   al luglio del 2006, in cui viene documentata la realizzazione di un impianto, costruito sempre da Hughey, in Kenya in cui sono presenti ben 36 aiuole di coltivazione ed una vasca di qualche migliaio di litri che ospita un centinaio di pesci, tutto lâ&#x20AC;&#x2122;impianto è stato realizzato sempre con materiali di recupero, vecchi bidoni, assi di legno e mattoni. Un cosa da notare è che in tutti questi impianti di coltivazione acquaponica non è presente alcuna parte o componente elettronica, un sistema mec-


Giardini volanti Semplici regole e suggerimenti per crearea una coltivazione idroponica in casa. Come sistemare i vasi, come munirsi di una corretta pompa per lâ&#x20AC;&#x2122;acqua e come procurarsi un adeguato ossigenatore per ogni tipo di pianta Articolo di Piero Giorgietto Le piante sono coltivate in un substrato inerte sterile di crescita, come la lana di roccia, argilla, perlite, vermiculite e alimentati con una miscela di acqua e nutrienti. Il principio è fondamentale, le piante che sono coltivate in terreni devono sviluppare continuamente il loro apparato radicale in cerca di acqua e sostanze nutritive cosĂŹ la maggior parte di energia della pianta viene impiegata per lo sviluppo radicale e limita la sua crescita superiore. Con idroponica, lâ&#x20AC;&#x2122;acqua, nutrienti ed aria è somministrata direttamente alla pianta, liberandola da  &  "   radici e busto. Somministrando tutte le sostanze nutritive, lâ&#x20AC;&#x2122;aria e lâ&#x20AC;&#x2122;acqua che si può desiderare, le piante crescono molto piĂš veloci e con una resa ottimale equivalente al 100%. La chiave del vostro successo per una ottima coltivazione idroponica è dovuta alla luce, aria e soluzione nutritiva. La soluzione nutritiva è, in altre parole, acqua con nutrimenti. Essa deve contenere tutti gli elementi minerali necessari per la crescita delle piante e devono essere nelle giuste proporzioni. Nulla può essere lasciato al caso. Fortunatamente, abbiamo una vasta gamma di fertilizanti idroponica disponibili ed è semplicemente una questione di scelta del prodotto piĂš adatto alle vostre esigenze.

canico permette alla vasca di decantazione di scaricare ad intervalli regolari lâ&#x20AC;&#x2122;acqua ne-

â&#x20AC;&#x153;I proprietari di abitazioni solo in America applicano qualcosa come decine di milioni di chilogrammi di fertilizzanti e pesticidi nei propri giardini cessaria ad irrigare le aiuole di coltivazione. Inoltre ogni impianto acquaponico è un vero e proprio ecosistema autosuf%      #

direttamente vedere nelle foto dellâ&#x20AC;&#x2122;impianto realizzato in Ken  %     viene fatta prosperare una pianta acquatica, il giacinto dâ&#x20AC;&#x2122;acqua, che ha il duplice com  %   lâ&#x20AC;&#x2122;acqua e di fornire nutrimento ai pesci i quali, con le loro deiezioni, forniscono nutrimento alle piante che prosperano nelle aiuole di coltivazione. Le realizzazioni di Hughey insegnano che è davvero possibile costruire impianti di coltivazione acquaponica a basso costo e facilmente realizzabili anche ad uso domestico.

Come avrai notato, negli ultimi tempi si parla sempre di piĂš del concetto di vita sostenibile. Sempre piĂš gente cerca un modo per ridurre in  %    impatto ambientale: cerca di usare di meno lâ&#x20AC;&#x2122;auto, mangia meno carne, indossa sĂŹ, abiti alla moda, ma sostenibili. Se consideriamo i nostri casi individuali, siamo sempre piĂš consapevoli dellâ&#x20AC;&#x2122;impatto che abbiamo sul nostro pianeta e sui nostri simili. Ma quanto è realmente sostenibile il nostro stile di vita? Se prendiamo il concetto di stile di vita sostenibile al di lĂ di un approccio stretto ed

Consigli utili per una buona riuscita nella coltivazione idroponica Per un buon inizio bisogna assolutamente inserire nel serbatoio del sistema unâ&#x20AC;&#x2122;acqua di qualitĂ . Bisogna controllare lâ&#x20AC;&#x2122;acqua del rubinetto con un misuratore di EC e TDS. Se il valore supera i 

!! %   Inoltre la quantitĂ di ossigeno presente nellâ&#x20AC;&#x2122;acqua è molto importante per la piante e vi suggeriamo di usare una pompa ossigenatrice. Unâ&#x20AC;&#x2122;altro consiglio è quello di somministrare alla piante, oltre ai classici fertilizzanti N-P-K dei booster ricchi di vitamine e microelementi in grado di arricchire il ciclo vitale delle piante stesse. Un booster molto usato in idroponica è il biobizz bioheaven, ricco di aminoacidi naturali in grado di dare una marcia $     %   ai classici fertilizzanti bloom, anche un booster in grado di far   % !!   Ricordatevi che il ph e lâ&#x20AC;&#x2122;ec della soluzione dovrebbe essere misurato giornalmente e che la soluzione dovrebbe essere sostituita 1 volta ogni 2 settimane.

Impatto ambientale 89


La verdura raccolta viene controllata, lavata ed esaminata per garantire la qualità del cibo.

buoni motivi  per  una  coltivazione

8 idroponica}

Produrre alimenti in città in modo sostenibile, senza emissioni di CO2 e nessun flusso di rifiuti. Le verdure coltivate al Science Barge richiedono 7 volte meno terra e 4 volte in meno di acqua rispetto alle coltivazioni agrarie. Più della metà della popolazione mondiale vive nelle città. La fornitura di prodotti alimentari a queste città si basa su trasporti che inquinano l’aria e l’acqua. Troppo spesso l’agricoltura convenzionale rilascia fertilizzanti nelle falde acquifere inquinando i torrenti e i fiumi. Le piantagioni tradizionali tendono così a contribuire all’inquinamento atmosferico e al riscaldamento globale. Science Barge quindi risulta un ottimo modo per alleggerire il degrado del pianeta, producendo prodotti alimentari, energia e acqua. L’agricoltura urbana può risultare un buon buon metodo per proteggere l’ambiente e l’uomo.

Produrre alimenti in città in modo sostenibile, senza emissioni di CO2 e nessun flusso di rifiuti

Orti pensili{

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La verdura rimanente viene smerciata nei mercati e negli altri palazzi.

I primi destinatari dei prodotti sono gli inquilini dello stabile.

Il raccolto è diviso per tipologia, catalogato ed imballato dagli addetti che nestabiliscono le destinazioni.

L’idroponica migliora la sicurezza alimentare: la gestione integrata dei parassiti non richiede pesticidi chimici, migliorando l’accesso alle verdure fresche per le comunità urbane. L’idroponica riduce i rifiuti: il calore prodotto dagli edifici può benissimo essere utilizzato per riscaldare la serra.

L’idroponica lotta contro il riscaldamento globale: consumando fino a 0,5 Kg di emissioni di co2 per ogni Kg di ortaggi prodotto in una serra sul tetto.

L’idroponica rinfresca gli edifici: nel caso di un agricoltura urbana sul tetto o sulle facciate verticali, la copertura vegetale mitiga l’effetto del calore come un’isolante.

L’idroponica salva la terra: rendendo circa 20 volte più di una coltivazione in terra.

L’idroponica recupera le acque piovane: la serra può essere progettata in modo da trattenere ed utilizzare l’acqua piovana.

L’idroponica salva l’acqua: grazie ad un ricircolo per l’irrigazione si andrà a consumare fino a 10 volte in meno di acqua.

L’idroponica riduce l’inquinamento: le serre urbane eliminano l’uso di trattori e macchine agricole così le emissioni di co2 e l’uso di combustibili fossili.


â&#x20AC;&#x153;spesso i guai ambientali ricadono in modo sproporzionato sui poveri e gli emarginati

Per fare in modo che la nostra comunitĂ diventi sempre piĂš sostenibile, bisogna innanzitutto essere parte di essa. Comincia a parlare con i tuoi vicini di casa, scopri che cosa câ&#x20AC;&#x2122;è di nuovo intorno a te e fatti coinvolgere. Questa sembra una cosa ovvia, ma i giorni in cui abbiamo mille cose da sbrigare, spesso non prevedono del tempo libero per restare in contatto con la propria comunitĂ . Impegni concreti Fare shopping e comprare beni di prima necessitĂ  a livello locale non solo può contribuire a ridurre i chilometri che percorriamo ogni volta con i nostri spostamenti, ma contribuisce anche a mantenere attivo il circolo dei beni di consumo allâ&#x20AC;&#x2122;interno della comunitĂ . Inoltre è un ottimo modo per conoscere i propri vicini. Ripensa: quando è stata lâ&#x20AC;&#x2122;ultima volta che hai scambiato due chiacchiere con la persona che ha coltivato i pomodori che mangi ogni giorno? [Vedi anche la nostra Guida Limitare lâ&#x20AC;&#x2122;uso dellâ&#x20AC;&#x2122;automobile può essere uno degli ottimi sistemi per ridurre il tuo impatto ecologico sullâ&#x20AC;&#x2122;ambiente, ma câ&#x20AC;&#x2122;è dellâ&#x20AC;&#x2122;altro. Quando andiamo a piedi, in bicicletta o prendiamo il treno o lâ&#x20AC;&#x2122;autobus, anche noi contribuiamo a rendere piĂš facile per gli altri fare la stessa cosa e può essere un buon modo per incontrare gente. Eâ&#x20AC;&#x2122; molto piĂš facile catturare lâ&#x20AC;&#x2122;attenzione di uno sconosciuto e fare la sua conoscenza quando non si è circondati da una tonnellata di metallo e si cammina ad una media di 70 92

km/h. Si può anche aiutare gli altri con la creazione di progetti che offrono alternative, si chiama car sharing: hai mai pensato di suggerire unâ&#x20AC;&#x2122;auto comunitaria (car club) o un pedibus (walking bus) per portare i bambini a scuola? [Vedi anche la nostra Guida: MobilitĂ Sostenibile: 10 Modi e + per rendere sostenibile il tuo lavoro e lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente dove lavori] Le persone sono sempre piĂš incuriosite da uno stile di vita sostenibile. Se vai in bici al lavoro, pratichi la raccolta differenziata, acquisti cibi biologici, spiegare agli altri il perchĂŠ delle tue scelte. Se la gente è interessata a provare in prima persona, mostra come fare. Si potrebbe anche fare un ulteriore passo avanti e organizzare serate informative, utilizzando %  * $   gruppi di discussione.

Pionieri nostrani

individualista, possiamo facilmente vedere quante siano le strette relazioni tra ambiente ed esseri viventi. Lasciandoci coinvolgere nelle nostre comunitĂ , parlando con i nostri vicini, sostenendo gruppi locali e re-immaginando il luogo in cui viviamo, possiamo rendere sostenibile non solo il nostro stile di vita ma anche le nostre strade, i quartieri, le cittĂ , i paesi,  *   ! !&  chissĂ , forse potremmo anche fare amicizia con persone che lo stanno giĂ  facendo.

     Si potrebbe cominciare a porre domande alle persone che vivono nella nostra cittĂ : se  "  !  +!! sullâ&#x20AC;&#x2122;impatto che ha sullâ&#x20AC;&#x2122;ambiente, è piĂš facile che essa si attivi per cercare le risposte alle domande. Ricorda però  )' "   * molto sottile tra il parlare e il predicazione; bisogna sempre sapere quando è il momento di lasciar cadere certi discorsi e tornare a parlare di sport. Si può anche andare avanti da soli, ma perchĂŠ non cercare di scoprire i gruppi ambientali presenti nella tua zona? Molti gruppi nazionali per la salvaguardia dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente hanno anche delle dislocazioni locali. Sono sempre piĂš numerosi i gruppi locali specializzati che  !! * della sostenibilitĂ . Ma non si deve solo pensare in termini di associazioni â&#x20AC;&#x153;verdiâ&#x20AC;?. Pensano in termini di sostenibilitĂ  sempre piĂš numerose organizzazioni locali che danno particolare attenzione a questioni ambientali. Quindi, se sei un membro di un gruppo religioso, un genitore o un insegnante coinvolto in gruppi di preghiera o anche se si un membro di un club sportivo, perchĂŠ non prendi in considerazione i passi avanti che si possono fare insieme? La politica nazionale e quella internazionale possono essere " !!  " +" sulle istituzioni che esercitano il potere? La politica locale può essere molto piĂš accessibile e meno intimidatoria. Ă&#x2C6; molto

Luca incrocci è uno dei piĂš affermati ingenieri di colture alternative italiano, insegna da ormai sette anni biodiversitĂ allâ&#x20AC;&#x2122;universitĂ    "!!#  !* bioingenieria di tutto il mondo e i suoi seminari transoceanici registrano un tutto esaurito.

Eâ&#x20AC;&#x2122; possibile far crescere verdura e frutta non contaminate nella zona radioattiva di Cernobyl (dove i bambini hanno bisogno di una dieta anticancro), pomodori e meloni nellâ&#x20AC;&#x2122;Africa infestata dalle termiti, insalata fresca nelle basi dellâ&#x20AC;&#x2122;Antartide, carote e fragole nelle astronavi durante i futuri lunghi viaggi interplanetari, e negli insediamenti umani su Marte? La risposta è sĂŹ: lâ&#x20AC;&#x2122;impresa rientra nelle capacitĂ dellâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura senza terra o idroponica, che in greco sta per â&#x20AC;&#x2DC;coltivazione in acquaâ&#x20AC;&#x2122;. Questa tecnica si è rivelata molto utile anche per compiti non estremi, cioè in gara con la normale agricoltura sulle zolle. Lâ&#x20AC;&#x2122;idroponica garantisce produzioni piĂš ricche, costi minori, qualitĂ  controllata, risparmio di acqua e rispetto per lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente. Eâ&#x20AC;&#x2122; diffusa soprattutto in paesi, come lâ&#x20AC;&#x2122;Olanda, in cui vigono norme draconiane per impedire lâ&#x20AC;&#x2122;inquinamento delle falde idriche.              Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura senza terra non è piĂš una contraddizione in termini: i vegetali nascono e crescono anche dove la terra manca oppure è incoltivabile fornendo alle piante una soluzione nutritiva bilanciata. Devâ&#x20AC;&#x2122;essere composta di acqua, sali a base di azoto, fosforo, potassio, magnesio. E di microelementi (ferro, manganese, zinco, rame), assorbiti in quantitĂ  molto piccole ma indispensabili per lo sviluppo delle piante, spiega Alberto Pardossi del Dipartimento di Biologia delle Piante allâ&#x20AC;&#x2122;UniversitĂ  di Pisa. Durante la seconda guerra mondiale, i marine mangiavano lattuga fresca in zone aride, dal clima ostile. Sembrava una smisurata esibizione della tecnologia americana, !! )!"' !! !!* dagli anni 30. Comâ&#x20AC;&#x2122;è migliorato lâ&#x20AC;&#x2122;impianto, è vero che la sperimentazione offre una vasta gamma di possibilitĂ ? Oggi il sistema è molto piĂš evoluto. Lâ&#x20AC;&#x2122;ĂŠquipe pisana, insieme con lâ&#x20AC;&#x2122;Enea, ha realizzato un modulo di coltivazione fuori suolo per la base antartica italiana di Baia Terra Nova e sta preparando un progetto per far crescere vegetali in condizioni di microgravitĂ . Gli esperti del dipartimento allestiranno una serra attrezzata nellâ&#x20AC;&#x2122;area di Cernobyl; si pensa di utilizzare acqua estratta a grandissima profonditĂ , e perciò non contaminata


dalle radiazioni. La tecnica idroponica assomiglia piĂš a un processo industriale che a una produzione agricola. I semi vengono depositati in vassoi di polistirolo, dopo la germinazione le piantine passano nelle serre. Qui sono coltivate con le " "" " !!!* ! materiali come perlite o lana di roccia. Micro-irrigatori controllati da computer forniscono acqua e sali minerali: lâ&#x20AC;&#x2122;irrigazione ha "*#!! "( "*!%% "%"!!# ore, ma a terra occorrerebbe il doppio di acqua. Cosa può dirci sulla serra a ciclo chiuso? La serra a ciclo chiuso, la piĂš recente innovazione dellâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura idroponica, adottata in Italia, ha eliminato lâ&#x20AC;&#x2122;unico impatto negativo che questa tecnica aveva sullâ&#x20AC;&#x2122;ambiente. ! ! "!! "*% viene somministrata di regola una soluzione in dosi un poâ&#x20AC;&#x2122; piĂš abbondanti di quella strettamente necessaria, spiega Accursio Venezia dellâ&#x20AC;&#x2122;Istituto sperimentale di orticultura di Pontecagnano (Salerno). Prima, questo surplus di soluzione nutritiva andava *" *" " # recuperata e riutilizzata. Le ĂŠquipe italiane salernitana e pisana hanno messo a punto tecnologie pulite, sicure e anche economiche. Ma comâ&#x20AC;&#x2122;è il sapore dei prodotti dellâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura senza terra? â&#x20AC;&#x153;Eâ&#x20AC;&#x2122; impossibile distinguere il pomodoro idroponico da quello coltivato in terra. Possiamo testimoniarlo noi che ne abbiamo assaggiati tantiâ&#x20AC;?, osserva Pardossi. Con la tecnica idroponica si producono anche rose e piante ornamentali. E per profumo e "#*!!!  prova? La produzione ha avuto un chiaro successo in Olanda, il  !!+!"

Agricoltura verticale Agricoltura Verticale, il futuro della agricoltura? Lâ&#x20AC;&#x2122;innovativo modello per unâ&#x20AC;&#x2122;architettura sostenibile urbana che potrebbe rivoluzionare lâ&#x20AC;&#x2122;economia, la politica e la societĂ attuale Articolo di Rodolfo Mutti Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale una soluzione possibile. PerchĂŠ in base alle proiezioni entro circa 50 anni, lâ&#x20AC;&#x2122;80% della popolazione della terra vivrĂ  in cittĂ , il problema sarĂ  che        può essere utilizzata per le coltivazioni di colture agricole sarĂ  giĂ  in uso e dove il 15% di quella terra è stata giĂ  danneggiata da pratiche agricole che impoveriscono il terreno irrimediabilmente. Per queste persone che vivono nelle cittĂ , lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale potrĂ  aiutare a soddisfare realmente i loro bisogni. Un approccio nuovo di agricoltura deve essere inventato e che utilizzi tecnologie avanzate e sostenibili. Le fattorie o aziende agricole verticale dovranno essere piĂš che      costruzione e manutenzione) immaginandoci cosĂŹ grandi         centri urbani delle metropoli di tutto il mondo. Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale è una soluzione

interessante e se attuata con successo offre in primis una grande promessa di rinnovamento architettonico urbano, in secundis una produzione sostenibile di una grande varietĂ di alimentari freschi (considerando una produzione che dura lâ&#x20AC;&#x2122;intero anno).       provenire anche da un graduale e sistematico abbandono di certe aree agricole in cui gli ecosistemi si sono danneggiati con il passare del tempo grazie ad un agricoltura sempre piĂš intensiva. E nelle zone temperate e tropicali la ri-crescita delle foreste di latifoglie potrebbe nuovamente svolgere il ruolo di polmone verde invertendo le attuali tendenze al cambiamento climatico globale. Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale può essere un nuovo modi di aiutarci a fermare lâ&#x20AC;&#x2122;uso di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti a base di petrolio. Oltre a considerare lâ&#x20AC;&#x2122;importante vantaggio della vicinanza dei prodotti agricoli ai suoi diretti consumatori ovviando al

lusso dei lunghi trasporti che devono sottostare allâ&#x20AC;&#x2122;aumento continuo dei prezzi del petrolio. Il concetto di coltivazione agricola indoor non è nuova, dal momento che sempre maggiore è la produzione di ortaggi in serre, dai pomodori ad una grande varietĂ di erbe e altri prodotti. La novitĂ  risiede nellâ&#x20AC;&#x2122;urgente necessitĂ  per lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale di dover sfamare 3 miliardi di persone in aggiunta alle attuali. Massicce inondazioni, siccitĂ  prolungate ed uragani oltre a monsoni sempre piĂš squilibrati stanno distruggendo milioni di tonnellate di preziose colture. Ciò che viene proposto differisce radicalmente dallâ&#x20AC;&#x2122;attuale produzione agricola in serre al chiuso dove giĂ  una grande varietĂ  di prodotti vengono coltivati. La proposta riguarda una singola unitĂ  agricola verticale che può occupare un isolato di una grande metropoli alta circa 30 piani e che utilizza le tecnologie attualmente disponibili sarebbe in grado di fornire abbastanza calorie (2000 calorie al giorno per persona) per soddisfare il fabbisogno di 50000 persone. Per costruire unâ&#x20AC;&#x2122;azienda agricola verticale con una resa

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vantaggi di unâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale

Nellâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale la produzione annuale di colture indoor,dove 1 ettaro equivale a seconda delle colture 4-6 ettari allâ&#x20AC;&#x2122;aperto Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale restituisce terreni agricoli per la natura ripristinando le funzioni degli ecosistemi naturali

Nellâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale tutti i prodotti alimentari potrebbero essere coltivati senza erbicidi, pesticidi e fertilizzanti Dallâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale si può trarre energia elettrica generata dal metano del compostaggio non utilizzabile da piante e animali Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale può ridurre lâ&#x20AC;&#x2122;incidenza di          

 naturali come acqua e terra per lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale può convertire le acque scure e grigie in acqua potabile rendendola nuovamente disponibile Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale riduce notevolmente lâ&#x20AC;&#x2122;incidenza di molte malattie infettive trasmesse in campo agricolo molto maggiore per metro quadro devono ancora essere effettuate ulteriori ricerche in molti settori: idrobiologia, scienze dei materiali, ingegneria meccanica, architettura, design, gestione          urbana solo per citarne alcune. Tuttavia bisogna sottolineare che le aziende agricole verticali avranno successo solo se copiano i processi naturali in tutto e per tutto, cioè che siano ambientalmente sicuri e          qualsiasi materiale organico oltre allâ&#x20AC;&#x2122;acqua utilizzata che può essere resa nuovamente potabile. Idealmente le aziende agricole verticali devono essere a buon mercato per essere costruite ed operare indipendentemente da sussidi economici esterni. Delle stime parlando che se queste condizioni fossero portate a termine 96

e realizzate attraverso un programma globale di ricerca, lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura urbana potrebbe fornire abbondanti e diversi approvvigionamenti alimentari per il 60% della popolazione che vive allâ&#x20AC;&#x2122;interno delle cittĂ entro il 2030.         è il punto di partenza per una sostenibile produzione agricola verticale, la gestione       indipendentemente dalla        maggior parte dei casi è inaccettabile sia da un punto di vista sanitario che sociale, portando con sĂŠ gravi rischi per la salute. Tutti         ri-attivati e / o utilizzati in sistemi per generare energia con tecnologie attualmente in uso. Una delle principali

          dallâ&#x20AC;&#x2122;industria della ristorazione. Per esempio, nella sola cittĂ di New York esistono piĂš di 21000 â&#x20AC;&#x153;stabilimenti alimentariâ&#x20AC;?

(ristoranti, fast food, punti di ristoro, ecc.), che producono          organici, e sono tenuti a pagare per avere smaltire i            compiere per gli urbanisti è proprio la gestione di ogni risorsa (solida e liquida) in modo sostenibile e lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale potrebbe veramente esserne una soluzione considerando anche         potrebbe apportare alla popolazione come diventare degli importanti centri di apprendimento per le future generazioni che abiteranno le cittĂ , trasformando la cittĂ  in unâ&#x20AC;&#x2122;entitĂ  che coltiva i migliori aspetti dellâ&#x20AC;&#x2122;esperienza umana. Data la forza della visione a risolvere problemi a livello politico e sociale, lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale ha un fortissimo potenziale studiato giĂ  in passato che da impossibile è diventato ora estremamente

Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale può creare nuove opportunitĂ di occupazione

Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale può convertire le aree periferiche urbane in centri per la produzione alimentare Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale riduce drasticamente lâ&#x20AC;&#x2122;uso di combustibile per trattori ed altri macchinari agricoli Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale può rivelarsi utile per integrare i campi profughi

Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale può essere una promessa di migliormento economico misurabile per le popolazioni tropicali e subtropicali. In questo caso lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura verticale può diventare un catalizzatore per aiutare a ridurre o addirittura invertire la crescita della popolazione dei paesi meno sviluppati, adottando lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura urbana come strategia per una produzione alimentare


CHRIStiania Fuori dalla comunitĂ

La storia La cittĂ libera di Christiania è stata fondata nel 1971 nel cuore di Copenaghen, da un gruppo di hippies che occupò       nati per ristrutturarli per viverci in comunitĂ . Christiania, per ben quaranta anni, è stata un territorio libero in mezzo alla capitale danese, nel distretto di Christianshavn. Un luogo dove le macchine erano e sono tuttâ&#x20AC;&#x2122;ora bandite, e dove la convivenza si ispira ai principi della â&#x20AC;&#x153;summer of loveâ&#x20AC;?, o di ciò che ne resta. Non senza qualche problema però. PerchĂŠ nellâ&#x20AC;&#x2122;area di circa trentaquattro ettari su cui si estende Christiania alcune attivitĂ , come il libero commercio di droghe leggere, hanno provo     toritĂ  danesi, che pure hanno riconosciuto a Christiania uno statuto speciale â&#x20AC;&#x153;de factoâ&#x20AC;?, lasciandola in un limbo giuridico

96

the free town

che lâ&#x20AC;&#x2122;ha resa, sul piano pratico, un territorio indipendente. Anche per questo Christiania è stata per molti anni una delle mete irrinunciabili per ragazzi e libertari di tutto il mondo. La comunitĂ che si raccoglie nella free town sogna una vita diversa da quella offerta dalle societĂ  occidentali, e negli anni Settanta dare concretezza allâ&#x20AC;&#x2122;utopia di una zona libera dove vivere in modo alternativo sembra una prospettiva piĂš che concreta. Christiania si regolamenta attraverso lâ&#x20AC;&#x2122;autogestione, e nel corso degli anni oltre cinquanta collettivi danno vita ad attivitĂ  culturali, musicali, teatrali e di artigianato, trasformando Christiana in un villaggio alternativo a tutti gli effetti e unâ&#x20AC;&#x2122;attrazione turistica di primâ&#x20AC;&#x2122;ordine, grazie alla sua effervescente vita culturale. Oltre alle automobili sono vietate le armi, la violenza, i giubbotti anti-proiettile (il che

vale a dire che la presenza di militari e polizia non è gradita) e droghe pesanti. Lo si apprende da un cartello in bella vista, posto allâ&#x20AC;&#x2122;entrata della free town: come nella segnaletica stradale, ogni cosa bandita è rappresentata in forma stilizzata e cerchiata in rosso, col segno di divieto.

Oggi Con il passare degli anni la comunitĂ cresce, e cominciano a nascere i primi bambini cittadini della free town. Il gran numero di persone che animano la comunitĂ  è uno dei principali motivi per cui la polizia non riesce a metter in piedi unâ&#x20AC;&#x2122;azione di forza per cacciare gli hippies dallâ&#x20AC;&#x2122;area. Nel frattempo gli abitanti ristrutturano le strutture militari e le dipingono         pittura murale sono allâ&#x20AC;&#x2122;ordine del giorno nella free town, la ridisegnano in continuazione, e

Articolo di Martina Deonadi

Oltre alle automobili sono vietate le armi, la violenza, i giubbotti anti-proiettile e droghe pesanti.

nel giro di pochi anni diventano un suo tratto caratteristico.

Lâ&#x20AC;&#x2122;artigianato Nellâ&#x20AC;&#x2122;area che circonda le caserme alcuni abitanti cominciano a costruire strutture in legno e muratura. Alcune sono abitazioni, altre vengono chiamati â&#x20AC;&#x153;clubâ&#x20AC;?, e sono i luoghi dove si svolgono le attivitĂ culturali e di artigianato. Molti artisti provenienti da tutta Europa si fermano a Christiania per un poâ&#x20AC;&#x2122;, e il loro passaggio è spesso testimoniato da un qualche lascito. Artigiani e artisti sono anche gli hippies che la abitano, cosĂŹ il tasso di opere dâ&#x20AC;&#x2122;arte e concerti a Christiania è altissimo. PoichĂŠ lâ&#x20AC;&#x2122;utopia di Christiania ha una forte impronta politica, i suoi abitanti non hanno alcuna intenzione di chiudere il mondo fuori dalla loro cittĂ  e di dedicarsi solamente al loro stile di vita alternativo.

Da sinistra verso destra: Case e strade della comunitĂ , i muri sono decorati con murales. Nei cartelli allâ&#x20AC;&#x2122;entrata ci sono i divieti e le leggi della comunitĂ .       rappresentazione della bandiera di christiania con le parole chiave in danese, inglese e italiano.


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97

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La segretaria del maggiore partito popolar-ecologista olandese Marianne Thieme

2.

1.

3.

SCIENZA

POLITICA

TECNOLOGIA

CAMBIAMENTI CLIMATICI

PARTITO AMBIENTALISTA

MACCHINE ELETTRICHE

Articolo di Renato Baj

Articolo di Giuliano Rattina

Articolo di Lella Metti

Durban, accordo raggiunto. I negoziati sul clima del Sudafrica non sono stati un fallimento totale, come si temeva inizialmente.

N

onostante le numerose e profonde divergenze tra i 190 paesi chiamati a rispondere del futuro del pianeta, il Protocollo di Kyoto è stato rinnovato. Anche se a partire dal

2020. Il cosiddetto Kyoto 2 infatti passerĂ per un regime transitorio prima di giungere ad un nuovo accordo globale cui dovranno prendere parte, forse, anche le maggiori potenze mondiali, mettendosi dietro le spalle lâ&#x20AC;&#x2122;attuale contrapposizione tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo. Ma le associazioni ambientaliste non sono segue a pag. 86

Nasce Ecologisti e Reti civiche Il nuovo partito politico-ambientalista, il movimento punta alle prossime elezioni politiche.

U

n nuovo soggetto politico vede la luce questo week end, con lâ&#x20AC;&#x2122;assemblea costituente al teatro Vittoria di Roma. Nel nome, Ecologisti e Reti civiche, sono racchiusi piĂš

concetti chiave: rispetto dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente, partecipazione dal basso, 

   movimentismo, legalitĂ . Un partito con unâ&#x20AC;&#x2122;ottica ribaltata rispetto ai partiti tradizionali, dove la condivisione dei contenuti venga prima di una leadership forte. â&#x20AC;&#x153;Eâ&#x20AC;&#x2122; quello che ci ha ca      segue a pag. 88

Automobili elettriche, biciclette, scooter elettrici e mezzi di trasporto a basso impatto     cominciano ad essere commercializzati prodotti belli e con prestazioni decisamente interessanti

E

corete si sta occupando anche della diffusione e distribuzione dei mezzi

di locomozione a basso impatto ambientale per proseguire il suo impegno di diffondere tutto ciò che esiste in commercio e che possa        pianeta. Pochi sanno che agli inizi del 900 le automobili elettriche erano piÚ diffuse di ora.... in alcuni periodi addirittura il loro numero era superiore segue a pag. 90

101


1. molto soddisfatte dei risultati raggiunti a Durban questo weekend. Entro il 2015 intanto i paesi dovranno sottoscrivere un nuovo accordo globale da applicare a partire dal 2020. E non è poco, se si considera che alcuni paesi erano piuttosto ostili ad una simile soluzione, tra essi in testa gli Stati Uniti, sostenuti anche da Canada, Australia e Nuova Zelanda, Russia e Giappone. A far pesare lâ&#x20AC;&#x2122;ago della bilancia a favore della necessitĂ di un imminente accordo è stata anche lâ&#x20AC;&#x2122;Europa, che è riusciuta a trascinare dalla sua parte anche zoccoli duri come India e Cina. Ma non cantiamo vittoria troppo presto. Una parvenza di accordo è stata trovata su Kyoto 2, anche se numerosi sono i punti deboli, poi evidenziati dalle associazioni ambientaliste ma è andata ancor meno bene al Green Climate Fund, di cui a Durban si è solo de%   alle modalitĂ  di gestione del fondo destinato a %"  "  duzione delle emissioni e di adattamento ai mutamenti climatici nei paesi poveri. Secondo Legambiente, nulla si è deciso riguar  %" messi a Copenhagen, poi confermati a Cancun attraverso una roadmap che fosse in grado di in-

100

crementare annualmente i 10 miliardi di dollari giĂ "% ad arrivare a 100 miliardi di dollari entro il 2020. â&#x20AC;&#x153;I governi hanno raggiunto un accordo debole, che ha istituito un Fondo Verde per il Clima con ancora pochi soldi, hanno rimandato le decisioni piĂš importanti sui contenuti del Protocollo di Kyoto e hanno preso un impegno poco chiaro per raggiungere nel 2020 un accordo globale che potrebbe lasciarci legalmente vincolati a un aumento della temperatura globale di 4° C, ben oltre i 2° C raccomandati dalla scienza per evitare un cambiamento climatico %#    commento non troppo ottimista di Legambiente. Altra nota stonata secondo lâ&#x20AC;&#x2122;associazione riguarda il mancato raggiungimento di un accordo su come colmare il cosiddetto â&#x20AC;&#x153;gigatonne gapâ&#x20AC;? ossia il divario tra gli attuali impegni di riduzione delle emissioni e quelli necessari per contenere il surriscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi. â&#x20AC;&#x153;Lâ&#x20AC;&#x2122;Europa - ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - da subito si deve fare promotrice, con il sostegno dellâ&#x20AC;&#x2122;Italia, di un piano per colmare questo gap e aggiorna-

re al 30% il proprio impegno di riduzione delle emissioni di gas-serra al 2020. Per lâ&#x20AC;&#x2122;Europa si tratta di un impegno che non richiede grandi sforzi aggiuntivi e in linea con le politiche climatiche ed energetiche adottate a livello comunitario. Lâ&#x20AC;&#x2122;Unione europea, infatti, è giĂ a un passo dal raggiungimento dellâ&#x20AC;&#x2122;obiettivo del 20% al 2020 visto che nel 2010 le emissioni dei ventisette paesi Ue sono giĂ  diminuite del 15,5% rispetto al 1990â&#x20AC;?. Non serve molto, solo qualche misura aggiuntiva per raggiungere La possibilitĂ  di salvare il pianeta dai disastri ambientali è ancora rinviata, a danno della Terra, che intanto continua ad essere avvelenata lâ&#x20AC;&#x2122;obiettivo del 20% per $%"  Secondo recenti stime della Commissione, in questo modo sarĂ  possibile raggiungere una riduzione interna del 25% delle emissioni di gasserra, facilitando cosĂŹ il raggiungimento dellâ&#x20AC;&#x2122;obiettivo del 30% al 2020. Greenpeace che ne parla in termini di fallimento. Secondo gli ambientalisti, infatti i nostri rappresentati a Durban hanno dato maggiore ascolto alle aziende inquinanti piuttosto che alla gente, che desidera!  %  denza dai combustibili

                                   

         

     

 

Scienza - Cambiamenti climatici - Partendo da Durban

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fossili e auspicava azioni concrete e reali per la lotta ai cambiamenti climatici. â&#x20AC;&#x153;La notizia triste è che gli Stati Uniti sono riusciti a inserire una clausola di vitale importanza che potrebbe facilmente impedire che i successivi accordi sul clima possano essere giuridicamente vincolanti. Qualosa venisse sfruttata questa scappatoia, potrebbe essere un disastro. E la possibilitĂ di attuare lâ&#x20AC;&#x2122;accordo â&#x20AC;&#x2DC;dal 2020â&#x20AC;&#x2122; non lascia molto spazio allâ&#x20AC;&#x2122;aumentare dei tagli di carbonio in questo decennioâ&#x20AC;? ha commentato Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International. â&#x20AC;&#x153;In questo momento il regime climatico globale ammonta a niente piĂš che un accordo volontarioâ&#x20AC;? continua Naidoo. â&#x20AC;&#x153;Questo potrebbe portarci oltre la soglia dei due gradi in cui si passa dal pericolo ala potenziale catastrofe. La possibilitĂ  di evitare cambiamenti climatici %  !lando attraverso le nostre mani ogni anno che passa mentre le nazioni perdono la possibilitĂ  di concordare un piano di salvataggio per il pianeta.â&#x20AC;? Gli sforzi, a quanto pare, non sono bastati. Ne è convinta anche Mariagrazia Midulla, responsabile Policy Clima ed Energia del WWF Italia che ha dichiarato: â&#x20AC;&#x153;I Governi hanno fatto il

     

 

    

         

       

 

     

        

 

     

        

    

    

  

     

       

minimo indispensabile per portare avanti i negoziati, ma il loro compito è proteggere la loro gente. E in questo, qui a Durban, hanno fallito. La scienza ci dice che dobbiamo agire subito, perchĂŠ gli eventi meteorologici estremi, la siccitĂ e le ondate di caldo causate dal cambiamento climatico peggioreranno. Ma oggi è chiaro che i mandati di pochi leader politici hanno avuto un peso maggiore delle preoccupazioni di milioni di persone, mettendo a rischio le persone e il mondo naturale da cui le nostre vite dipendono. â&#x20AC;&#x2DC;Catastrofeâ&#x20AC;&#x2122; è una parola dura, ma non è abbastanza dura per descrivere un futuro con 4 gradi di aumento della temperatura globale.â&#x20AC;? Unâ&#x20AC;&#x2122;occasione sfumata sparita come sabbia tra le dita, quella di Durban. La possibilitĂ  di salvare il pianeta dai disastri ambientali è ancora rinviata, a danno della Terra, che intanto continua ad essere avvelenata: â&#x20AC;&#x153;Sfortunatamente i Governi a Durban hanno speso le due cruciali giornate %  "  scutere su una manciata   %  testi negoziali, invece di impegnare la loro capacitĂ  politica per stabilire azioni concrete maggiori per affrontare il cambiamento climatico.

Le cifre rappresentano le emissioni annuali di CO2 (in migliaia di tonnellate cubiche)

Emissioni per la produzione energetica Emissioni per la fabbricazione Emissioni per la mobilitĂ

Le percentuali mostrano lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di energia rinnovabile Energia eolica Energia solare Energia biomassa

Scienza - Cambiamenti climatici - Partendo da Durban

101


2. attraverso la convention dello scorso maggioâ&#x20AC;&#x153;, spiega Michele Dotti, uno dei quattro coordinatori nazionali e tra gli ideatori dellâ&#x20AC;&#x2122;appello â&#x20AC;&#x2DC;Abbiamo un sognoâ&#x20AC;&#x2122;, che in un anno e mezzo ha raccolto 5mila adesioni online. La sua è una delle anime che, insieme a Verdi, Costituente ecologista e Sindaci della buona amministrazione hanno avviato il progetto di una nuova rete federata. Basata su un processo partecipativo, come hanno dimostrato una

Carta degli intenti scritta a molte mani e un simbolo scelto con le primarie. La nuova formazione politica ha tutte le intenzioni di presentarsi Quello che stiamo realizzando non è la rifondazione dei Verdi ma la nascita di una nuova forza ecologista alle prossime elezioni. E con ambizioni di governo. â&#x20AC;&#x153;Quello che stiamo realizzando non è la rifondazione dei Verdi ma la nascita di una nuova forza ecologista, civica e verde che sarĂ collegata alla dimensione dei Verdi

Partito Popolare Europeo (PPE)

265

Partito Democratico

184

Partito Democratico Europeo (PDE)

84

Partito Verde Europeo (PVE)

55

Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti europei (ECR)

55

Alleanza della Sinistra Verde Nordica (NGLA)

35

Gruppo Europa della LibertĂ e della Democrazia (EFD)

32

TOTALE

736

europei â&#x20AC;&#x201C; spiega Angelo Bonelli, presidente del sole che ride -. Con questo processo federativo vogliamo dare vita a una sorta di Europe Ecologie, la formazione lanciata in Francia da Daniel CohnBendit e che ha raccolto il 16% dei consensiâ&#x20AC;?. Recupero del territorio Alla costruzione dei contenuti programmatici hanno contribuito e continueranno a contribuire i seminari tematici. Mentre il legame con le realtĂ territoriali sarĂ  garantito da circoli e agorĂ . Un nome non casuale, spiega Dotti, â&#x20AC;&#x153;perchĂŠ dentro câ&#x20AC;&#x2122;è il recupero del concetto di piazza e partecipazioneâ&#x20AC;?. Aggiunge Domenico Fingiguerra, sindaco di Cassinetta 102

di Lugagnano (Milano) e rappresentante dei Sindaci della buona amministrazione: â&#x20AC;&#x153;I movimenti che contestano la Tav o il ponte sullo Stretto, nella loro esperienza locale, interpretano una politica alta e altra. Il nuovo soggetto politico sarĂ unâ&#x20AC;&#x2122;opportunitĂ  per tante persone che nei territori hanno dimostrato una grande voglia di politica. PerchĂŠ quella attuale ha abdicato al suo ruoloâ&#x20AC;?. Forte il contributo dellâ&#x20AC;&#x2122;associazionismo ambientalista. Secondo Giuliano Tallone, ex presidente Lipu ed espressione di Costituente ecologista, â&#x20AC;&#x153;uno degli obiettivi sarĂ  mettere al centro del dibattito pubblico temi come una

Politica - Partito ambientalista - Un nuovo partito per una nuova sinistra

gestione oculata del territorio e la salvaguardia di parchi e biodiversitĂ . Per un progetto di societĂ  dellâ&#x20AC;&#x2122;immediato futuro che sia diversa da quella attualeâ&#x20AC;?. Ecologisti e Reti civiche cercherĂ  di fare comunicare piĂš anime, che proprio a causa della loro frammentazione,         esprimere appieno il loro potenziale a livello nazionale. â&#x20AC;&#x153;Con una sintesi daremo vita a una realtĂ  pluraleâ&#x20AC;?, spiega Dotti. Che tra i primi provvedimenti che vorrebbe vedere realizzati elenca      ca, raccolta differenziata porta a porta, taglio alle spese per nuovi armamenti, prevenzione del dissesto idrogeologico e stop alle opere inutili:


“Con una tale redistribuzione degli investimenti – dice – si creerebbero centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro”. Temi nuovi Considerati i temi messi al centro del progetto e il carattere movimentista della nuova formazione, resta da vedere quale sarà il rapporto con il Movimento 5 stelle, a cui nei mesi scorsi Bonelli ha già teso la mano. Secondo Fingiguerra, “la piattaforma politica di Ecologisti e Reti civiche è sovrapponibile al 90% con quella dei Cinque stelle. Non ci mettiamo in competizione con loro. Anzi auspichiamo confronto e collaborazione”. Alla due giorni romana prendono parte, tra gli altri, Claudia Bettiol, promotrice del Manifesto dei Beni comuni europei, il prete anticamorra don Aniello Manganiello, la scrittrice Dacia Maraini, il geologo Mario Tozzi.

Partito

Nome locale

Stato

Alleanza

MPE

Alleanza ‘90/I Verdi

Bündnis 90/Die Grünen

Germania

PVE

14

I Verdi, Confederazione ecologista

Les Verts, Confédération écologiste

Francia

PVE

7

indipendenti nella lista Europa Ecologista

Europe Écologie

Francia

nessuno

6

Partito della Nazione Corsa

U Partitu di a Nazione Corsa

Francia Corsica

ALE

1

Partito Verde dell’Inghilterra e del Galles

Green Party of England and Wales

Regno Unito

PVE

2

Partito Nazionale Scozzese

Scottish National Party

Regno Unito Scozia

ALE

2

Partito del Galles

Plaid Cymru

Regno Unito Galles

ALE

1

Sinistra Verde

GroenLinks

Paesi Bassi

PVE

3

Ecologisti Confederati

Écologistes Confédérés

Belgio Vallonia

PVE

2

Verdi!

Groen!

Belgio Fiandre

PVE

1

Nuova Allenza Fiamminga

Nieuw-Vlaamse Alliantie

Belgio Fiandre

ALE

1

Partito dei Verdi

Miljöpartiet de Gröna

Svezia

PVE

2

Partito Pirata

Piratpartiet

Svezia

nessuno

1

Partito Popolare Socialista (Danimarca)[8]

Socialistisk Folkeparti

Danimarca

PVE oss.

2

Lega Verde

Vihreä liitto

Finlandia

PVE

2

I Verdi - L’Alternativa Verde

Die Grünen – Die grüne Alternative

Austria

PVE

2

Sinistra Repubblicana di Catalogna[9]

Esquerra Republicana de Catalunya

Spagna Catalogna

ALE

1

Iniziativa per la Catalogna Verde

Iniciativa per Catalunya Verds

Spagna Catalogna

PVE

1

Ecologisti Verdi

Oikologoi Prasinoi

Grecia

PVE

1

Per i Diritti Umani nella Lettonia Unita

Par cilvka tiesbm vienot Latvij

Lettonia Russia

ALE

1

I Verdi

Déi Gréng

Lussemburgo

PVE

1

PERCENTUALE DI VOTO PER IL PARTITO AMBIENTALISTA IN EUROPA

8%

5%

16%

12%

11%

17%

14%

16%

10%

8%

16%

27%

13%

6%

16%

14%

1973 1975 1978 1979 1980 1981 1984 1987 1988 1992 1995 1998 2001 2006 2008 2011 PERCENTUALE DI VOTO PER IL PARTITO AMBIENTALISTA IN ITALIA

6%

7%

6%

2%

6%

5%

6%

7%

6%

5%

4%

3%

4%

2%

3%

6%

1973 1975 1978 1979 1980 1981 1984 1987 1988 1992 1995 1998 2001 2006 2008 2011 Politica - Partito ambientalista - Un nuovo partito per una nuova sinistra

103


riducono i costi energetici dei veicoli fino al 90%

riducono la dipendenza dal petrolio

non producono fumi nocivi, come CO, CO2, NOx possono mitigare il riscaldamento globale

recuperano circa il 15 % dell'energia totale spesa con il sistema a ricarica da frenata

hanno molta piĂš coppia ed accelerazione da zero rispetto ad una macchina a benzina ICE

3. a quello delle auto con motore a scoppio, ma poi il prezzo basso ( a quei tempi di petrolio ce nâ&#x20AC;&#x2122;era ancora molto... ) del petrolio e derivati ha spinto il mercato verso la sciagurata scelta di preferire il motore a scoppio rispetto alla trazione elettrica, con i risultati che si possono vedere ora in tutte le cittĂ del mondo. Le prestazioni di un motore elettrico sono decisamente piĂš interessanti rispetto ad un motore a scoppio, sia per i limitati attriti interni, che per la durata globale del motore, che per le prestazioni. Ciò che fa stentare il decollo delle auto elettriche risiede principalmente nellâ&#x20AC;&#x2122;eccessivo lungo periodo necessario per la ricarica delle batterie: nessuno starebbe fermo ad un distributore 8 ore per fare il pieno. Se si risolvesse questo problema la loro diffusione sarebbe rapidissima e vantaggiosa per tutti!

106

non risentono della volatilitĂ dei prezzi del petrolio

Molti produttori di batterie stanno sviluppando batterie la cui ricarica è sempre piÚ veloce, ma

       trovano prodotti commerciali che permettano la ricarica dellâ&#x20AC;&#x2122;80% della batteria in meno di 2 ore. Lâ&#x20AC;&#x2122;altro grosso limite delle automobili elettriche è per ora rappresentato da una limitata percorrenza: molto spesso si vedono auto elettriche con unâ&#x20AC;&#x2122;autonomia di soli 60-90 km. Le auto invece qui sotto riportate posseggono autonomie di quasi 200 km, cosa giĂ alquanto interessante, visto che il maggior numero di spostamenti quotidiani del classico italiano arriva a stento sopra i 50km giornalieri. PubblicitĂ  forvianti Câ&#x20AC;&#x2122;è da dire poi che i consumatori sono ormai troppo condizionati da migliaia di spot pubblicitari in cui lâ&#x20AC;&#x2122;utilitaria che

sono molto meno rumorose rispetto alle auto con motore a combustione interna.

non necessitano della costosa marmitta catalitica in platino

non si spegne accidentalmente se solleviamo bruscamente la frizione.

hanno il motore con una efficienza del 90% rispetto al motore a combustione interna

sono piĂš adatte per i viaggi corti in cittĂ e per il pendolarismo corto,meno di 200 km soprattutto con il sistema di ricarica a energia solare/eolica

non usano Ossigeno, necessario ed indispensabile per la combustione

va a 60 km. allâ&#x20AC;&#x2122;ora viene derisa da tutti, quando poi in cittĂ o sulle strade mediamente percorse la velocitĂ  media con la quale ci si muove è di gran lunga inferiore ai 60km orari... Questo condizionamento fa sĂŹ che auto elettri         viaggiare con dei costi di 1 euro per ogni 100 km. percorsi e se possibile convincervi a fare un impianto solare che con prestazioni ritenute scarse di velocitĂ  vengono scartate a priori dai â&#x20AC;&#x2DC;consumatori mediâ&#x20AC;&#x2122;. Per cui auto elettriche anche economiche, ma con velocitĂ  di punta limitate a 45-60 km orari, vengono snobbate pur

permettendo risparmi enormi di carburante ed assicurazione, visto che su questi modelli il bollo non lo si paga e lâ&#x20AC;&#x2122;assicurazione costa circa il 50% in meno. Nellâ&#x20AC;&#x2122;immediato futuro inseriremo anche queste piccole utilitarie tra la nostra gamma, per permettere al consuamtore attento che si è accorto che comunque in cittĂ piĂš di una certa velocitĂ  non si va anche se si possiede un bolide e che comunque sia piĂš di 5060 km al giorno non li si percorre. Lâ&#x20AC;&#x2122;obiettivo vuole essere quello di farvi viaggiare con dei costi di 1 euro per ogni 100 km. percor-

si ( contro i 10 euro circa dei motori a scoppio ) e se possibile convincervi a fare un impianto solare fotovoltaico per far sĂŹ che la carica del vostro mezzo elettrico possa essere ecologica e a costo zero! Auto ibride Importante spazio andrebbe offerto alle auto ibride che stanno portando i costruttori e gli utenti a capire quanto si possano ottimizzare i consumi grazie allâ&#x20AC;&#x2122;uso misto di motore a scoppio ed elettrico, sfruttandone le migliori caratteristiche. Ma ancor piĂš interessante è la possibilitĂ di      

Tecnologia - Macchine elettriche - Nuovi modelli


slow food

revolution Il libro Nel Basso Piemonte, tra le Langhe e il Roero, nasceva ventâ&#x20AC;&#x2122;anni fa un movimento destinato a diventare in tutto il mondo sinonimo di unâ&#x20AC;&#x2122;autenti      consapevole dei valori della terra. La storia di Slow Food è

  

  suo carismatico leader, Carlo Petrini, che in questo libro ne ripercorre le tappe fondamentali, dalla militanza nei gruppi della sinistra radicale al sodalizio con Dario Fo e il Club    

    stronomica dei primi anni Ottanta e alla nascita della Libera e Benemerita Associazione degli Amici del Barolo, cui ade-

riranno personaggi del calibro di Roberto Benigni, Francesco Guccini e Ornella Vanoni. Ă&#x2C6; il primo nucleo di quella che diventerĂ , nel 1986, la lega Arcigola, che assumerĂ  tre anni dopo il nome Slow Food con il Manifesto del movimento internazionale presentato a Parigi. Dopo la fondazione di           gli anni Novanta lâ&#x20AC;&#x2122;associazione partecipa al Vinitaly di Verona e organizza una serie di fortunati eventi gastronomici, culminati nel Salone del Gusto di Torino; si batte per la tutela dei prodotti tradizionali â&#x20AC;&#x153;a rischio di estinzioneâ&#x20AC;? dando vita ai PresĂŹdi Slow Food, in Italia e allâ&#x20AC;&#x2122;estero, e per diffondere una

Articolo di Valeria Doni

ÂŤVorrei che Slow Food riuscisse a leggere la complessitĂ      restituire centralitĂ  a saperi tradizionali e pratiche agricole spesso associati a unâ&#x20AC;&#x2122;idea di sottosviluppo, ma in realtĂ  opportunitĂ  di crescita nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito di una visione sostenibile.Âť

Il carattere

A sinistre: la copertina di â&#x20AC;&#x153;Slow foodâ&#x20AC;? A destra: Carlo Petrini

consapevole educazione al gusto, inaugurando le UniversitĂ di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Colorno.

Gigi Padovani Attraverso le testimonianze dirette dei protagonisti, Carlo Petrini e Gigi Padovani ci accompagnano in un viaggio alla scoperta di prelibatezze etniche ma anche italiane Doc, dalla bottarga di Orbetello al cappone di Morozzo, dal fa     

  

 Madonie, e insieme illustrano       

   slowâ&#x20AC;?: la rivendicazione del diritto al piacere conviviale opposto allâ&#x20AC;&#x2122;omologazione del fast food; il recupero del valore della lentezza in contrapposizione ai ritmi frenetici della societĂ contemporanea; lâ&#x20AC;&#x2122;assunzione di un nuovo senso di responsabilitĂ  nei confronti della produzione e del consumo del cibo, piĂš attento alla salvaguardia dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente e alla qualitĂ  dei prodotti. Un impegno confermato dalla grande assemblea di Terra Madre nellâ&#x20AC;&#x2122;ottobre del 2004, quando 4888 tra agricoltori, allevatori, pescatori e artigiani del cibo di 130 Paesi sono convenuti a Torino per discutere di biodiversitĂ  e di agricoltura sostenibile. Slow Food Revolution ricostruisce le tappe e

le conquiste di un movimento             degli ultimi anni, invitandvvvoci a rinnovare il rapporto con il cibo e a restituire nuova dignitĂ al piacere della tavola.

     Carlo Petrini, dichiara, tra le altre tesi, che entro il 2050 lâ&#x20AC;&#x2122;aumento della popolazione, il clima che cambia, la crescente scarsitaâ&#x20AC;&#x2122; di risorse potrebbero rendere piuâ&#x20AC;&#x2122; aleatoria la produzione agricola. l valore aggiunto etico ed ambientale del progetto â&#x20AC;&#x153;slow foodâ&#x20AC;? intende rispondere a questo tipo di interrogatori. Investire nella terra anche per evitare un futuro di scarsitaâ&#x20AC;&#x2122; alimentare per tutta la popolazione mondiale.

Il congresso ÂŤDallâ&#x20AC;&#x2122; ultimo Congresso Slow Food esce come nuovo soggetto politico che incide nella realtĂ concreta del Paese. La nostra caratteristica, la visione politica, non rientra nei canoni tradizionali e negli schemi della politica tradizionale: destra e sinistra sono categorie superate. La novitĂ  sta nella visione olistica del mondo: le vecchie categorie di pensiero basate sul meccanicismo, sul riduzionismo.


SLOW FOOD Questo nostro secolo, nato e cresciuto sotto il segno della civiltĂ industriale, ha prima inventato la macchina e poi ne ha fatto il proprio modello di vita. La velocitĂ  è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda allo stesso virus: la vita veloce, che sconvolge le nostre abitudini, ci        chiude a nutrirci nei fast food. Ma lâ&#x20AC;&#x2122;uomo sapiens deve recuperare la sua saggezza e liberarsi dalla velocitĂ  che può ridurlo a una specie in via dâ&#x20AC;&#x2122;estinzione. Perciò, contro la follia universale della â&#x20AC;&#x153;fast lifeâ&#x20AC;?, bisogna scegliere la difesa del tranquillo piacere materiale. Contro coloro, e sono i piĂš, che           frenesia, proponiamo il vaccino di unâ&#x20AC;&#x2122;adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento. Iniziamo proprio a tavola con lo

Slow Food, contro lâ&#x20AC;&#x2122;appiattimento del fast food riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali. Se la â&#x20AC;&#x153;fast lifeâ&#x20AC;? in nome della pro        vita e minaccia lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente e il paesaggio, lo Slow Food è oggi la risposta dâ&#x20AC;&#x2122;avanguardia. Ă&#x2C6; qui, nello sviluppo del gusto e non nel suo immiserimento, la vera cultura, di qui può iniziare il progresso, con lo scambio internazionale di storie, conoscenze, progetti. Lo Slow Food assicura un avvenire migliore. Per lo statuto di Slow Food Italia sono scopi dellâ&#x20AC;&#x2122;associazione: far acquisire dignitĂ culturale alle tematiche legate al cibo ed alla alimentazione; individuare i prodotti alimentari e le modalitĂ  di produzione legati a un territorio, nellâ&#x20AC;&#x2122;ottica della salvaguardia della biodiversitĂ , promuovendone lâ&#x20AC;&#x2122;assunzione a ruolo di beni culturali; elevare la cultura alimentare dei

cittadini e, in particolare, delle giovani generazioni, con lâ&#x20AC;&#x2122;obiettivo del raggiungimento della piena coscienza del diritto al piacere ed al gusto; promuovere la pratica di una diversa qualitĂ della vita, fatta del rispetto dei tempi naturali, dellâ&#x20AC;&#x2122;ambiente e della salute dei consumatori, favorendo la fruizione di quei prodotti che ne rappresentano la massima espressione qualitativa; sollecitare lâ&#x20AC;&#x2122;attenzione dellâ&#x20AC;&#x2122;opinione pubblica verso le tematiche ambientali ed in particolare verso la salvaguardia della biodiversitĂ  e delle tradizioni culinarie.


riparare e socializzare IN

ciclofficina                          Articolo di Carlo Liguori

L

  $   $ polari, sono ambienti dotati di     $     riparazione di biciclette, messi a disposizione da associazioni ciclistiche o collettivi, dove chiunque

può riparare il proprio velocipede lasciando unâ&#x20AC;&#x2122;offerta libera, anche grazie alla collaborazione con gli altri utenti.   $  ti punti di incontro per coloro che usano normalmente la bicicletta come mezzo di trasporto.      $   

8

essere di tipo inclusivo piĂš che esclusivo: pertanto sono generalmente benvenute anche le persone che non hanno tempo per autoriparare la propria bicicletta e che invece preferiscono che altre persone la riparino per loro, lasciando unâ&#x20AC;&#x2122;offerta commisurata al la    $  

può prevedere o meno di ricompensare economicamente il lavoro svolto dal ciclomeccanico o di qualsiasi altra persona appassionata e competente. Basandosi sullâ&#x20AC;&#x2122;impegno di persone che amano la bicicletta, in una ciclof$         sperimentali che non verrebbero prese

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La bicicletta si compone del telaio come base e di piccoli componenti che composti tra loro danno la possibilitĂ di imprimere una forza tramite i pedali.

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20

Forcellino Raggi Cerchio Copertura Testa di forcella Freno Tubo dello sterzo Leve freno Manubrio Tubo obliquo Tubo superiore Pedale Sellino Tubo piantone Guarniture Pedivella Deragliatore Posteriori orizzontali Posteriori verticali Mozzo

in considerazione dalla maggior parte $      perchè non molto convenienti dal punto di vista economico, quali il recupero di vecchie biciclette. Questo tipo di attività , coniugato con la creatività tipica di questi laboratori, ha come effetto collaterale la nascita di nuovi e unici modelli di biciclette frutto della combinazione di pezzi provenienti da mezzi di differente foggia, colore e dimensione.   $          $  "la di creare interazione e socializzazione tra i partecipanti, oltre ad insegnare il modo per affrontare la manutenzione del mezzo.

Un luogo in cui imparare a conoscere ed autoriparare il proprio    A disposizione di tutti delle postazioni $     rare comodamente, complete di tutte le chiavi e gli attrezzi che vi serviranno per prendersi cura della propria amata bici. Un luogo che pratica attivamente il riciclaggio: Si cerca, infatti, di recuperare tutte le biciclette possibili, per quelle impossibili si recuperano comunque tutti i pezzi rimettendoli a disposizione di tutti e in$       zione dei pĂš strani mezzi scaturiti dalla creativitĂ di chi vuole osare. La sottoscrizione è volontaria e può essere integrata o sostituita da: donazioni di attrezzi, ricambi o altro materiale uti     $   !  partecipazione attiva alla gestione delle attivitĂ .      $   "     dove parlare di biciclette, conoscere persone che si spostano quotidianamente in bici e organizzare iniziative per una maggiore diffusione dellâ&#x20AC;&#x2122;uso di un mezzo tanto affascinante quanto $     $       clette nĂŠ nuove nĂŠ usate. Non si effettuano riparazioni di biciclette per conto     $     " 

spazio libero, un luogo autogestito in cui viene meno la differenza tra insegnare ed imparare. Si recupera lâ&#x20AC;&#x2122;essenza delle biciclette, il loro essere un mezzo di trasporto paritario. Strutturate in modi trasparenti ed oriz        $cine sta nella libera circolazione di og $        $     $  diatore di relazioni. Il loro scopo non si esaurisce nel riciclare e distribuire biciclette, ma sta nella creazione quotidiana di un percorso di cittadinanza attiva che parte dalla critica della mobilitĂ dellâ&#x20AC;&#x2122;automobile per estendersi a tutto il sistema capitalistico. In questa direzione è di fondamentale importanza relazionarsi lâ&#x20AC;&#x2122;un lâ&#x20AC;&#x2122;altro al di fuori dellâ&#x20AC;&#x2122;imposizione gerarchica dei saper legati allâ&#x20AC;&#x2122;ordine produttivo industriale del dominio e della sopraffazione. In questi spazi/luoghi conviviali ognuno ha pari voce in capitolo degli altri; la consapevolezza e lâ&#x20AC;&#x2122;agire in prima persona prendono il posto dello spettacolo della merce che ci incatena sulla sedia della produzione. Non ci sarĂ  liberazione dalle automobili $ !     stre vite, dei nostri cuori e delle nostre teste. Lâ&#x20AC;&#x2122;uso e la manutenzione di una bicicletta mostrano a chi ne è autore la potenza dei piccoli cambiamenti quotidiani,     $  #     $  "    spostamento delle persone fuori della loro casa.

In alto un workshop in centro a Milano dove i ragazzi imparano a sistemare e comporre biciclette. Nella pagina successiva tre manifesti di

   

 

 

AttivitĂ di gruppo Questa attivitĂ  è il punto di partenza di  %  e sugli stili di vita, sulla mobilitĂ  e sui trasporti, sullâ&#x20AC;&#x2122;intero sistema/mondo, prigioniero della logica capitalistica di potere/ petrolio/ guerre/ inquinamento/ impoverimento e sfruttamento indiscriminato delle risorse del pianeta.   $     109


stite e senza scopi di lucro. Nascono dallâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa quei ciclisti urbani che hanno fatto dellâ&#x20AC;&#x2122;uso e della riparazione della bicicletta il mezzo di un diverso stile di vita, basato piĂš sulla necessitĂ del recupero e del riciclo dei materiali, $&01  %))$& #$!%%  delle diversitĂ  e sullo scambio di conoscenze allâ&#x20AC;&#x2122;interno di strutture orizzontali. La diffusione lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di massa delle biciclette può liberare la metropoli dalla dittatura dellâ&#x20AC;&#x2122;automobile e per questo  &  1   ! # $ !&, %#1% $%# ))  trasporto, attraverso la condivisione di semplici conoscenze meccaniche e e lâ&#x20AC;&#x2122;uso comune di spazi e di attrezzi, il recupero e il riutilizzo di bici e dei loro componenti altrimenti destinati alle discariche, secondo la logica del consumista del comprare/consumare/buttare/ricomprare.   1  ! # '  strato che con piccoli cambiamenti personali, come lâ&#x20AC;&#x2122;uso quotidiano della bicicletta, si può mutare la qualitĂ  della vita di tutti e rendere piĂš vivibili le nostre cittĂ : la bicicletta libera e nostre %%* $ %#1 #& #  + &0%%'%* 1$  "& !# &

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 #1       #!   allâ&#x20AC;&#x2122;umore, è economica e quindi popolare. ##  %% $1 !## di salute pubblica, di una rivoluzione energetica, di un modo di vita postindustriale, di equitĂ , di libertĂ . La bicicletta è un collante quotidiano di un mondo reale e a portata di mano, in ogni zona di Milano. la bici unisce, realizza e fa realizzare, la bici dimostra, la bici stimola, innesca, la bici salta gli ostacoli e li fa piccoli, la bici collega, La bici rende fatto il possibile, la bici rilassa, tiene in forma, spurga e fa digerire.  %% !# ##  1  & mondo perduto nel bicchier dâ&#x20AC;&#x2122;acqua dello sviluppo, la bici per far rivivere lâ&#x20AC;&#x2122;ebbrezza di spostarsi, di viaggiare, di esplorare i limiti e le possibilitĂ  del mondo e degli esseri umani. La bici silenziosa che celebra lâ&#x20AC;&#x2122;incantesimo 01)   $$  0 %ta dimostra i limiti naturali del sistema dei trasporti, rappresenta per se stessa uno strumento di rottura irreparabile con questo sistema automatizzato, fa riemergere la dimensione umana in un mondo di macchine, la bici è forte e fra-

gile, come la realtĂ stessa. Il personale è politico! Il nostro stile di vita può essere olio o sabbia negli ingranaggi della megamacchina che ci guida. Usa la bici, mantienila da te, sii $1&%!& #1&tare. Non hai bisogno di guerre, sfruttamento e trivellazioni barbariche per andare a lavorare, o per uscire e divertirti. Fallo sulla base delle tue capacitĂ , scoprirai il mondo vero fuori della realtĂ  sintetica autoinscatolata spacciata dal progresso.       cine urbane Stanchi del solito aperitivo? Lâ&#x20AC;&#x2122;alterna%'0+$ 1&# In Italia, come spesso accade, la tendenza arriva un pò in ritardo rispetto al resto dâ&#x20AC;&#x2122;Europa, ma, come si suol dire, meglio tardi che mai. In questo caso, + 1   '%  #% $$  dei ciclisti urbani, amanti delle due ruote per ogni spostamento ed impegnati nella battaglia ecologista per un mon  !- '#   1 !#$% sia nelle grandi che nelle piccole cittĂ , sono dei luoghi dâ&#x20AC;&#x2122;aggregazione, il piĂš delle volte autogestiti, in cui è possibile

riparare, riciclare o scambiare la propria bicicletta. Il tutto mentre si sorseggia un drink e si ascolta della buona musica. #   1 !- %%' 0+ .   Bastaâ&#x20AC;? a Torino (www.biciebasta.com), che spesso organizza dei Bike Parties (pubblicizzati anche attraverso i social network). Chi viene in bici ha in regalo un drink! â&#x20AC;&#x153;Lâ&#x20AC;&#x2122;aperitivo del ciclistaâ&#x20AC;?, a  # +&!!&%% 1$$    ((( 1% it), impegnato in eventi di promozione della mobilitĂ su due ruote. A Milano, le serate piĂš ciclo-friendly si svolgono alla â&#x20AC;&#x153;Stazione delle Bicicletteâ&#x20AC;? (www.lastazionedellebiciclette.com), con concerti live di gruppi emergenti ed happy hour a chilometri zero. Gli studenti milanesi frequentano anche â&#x20AC;&#x153;Ruota #/ %%! 1#& %# wordpress.com), il cui slogan è â&#x20AC;&#x153;Lo vedi, lo fai, lo insegniâ&#x20AC;?, dove si tengono proiezioni per ciclisti e pollici verdi, aperitivi vegan e gare di tappi a premi. A Bologna, dove lâ&#x20AC;&#x2122;uso della bici è radicato da decenni e fa parte della cultura locale, ci si ritrova ogni giovedĂ? nella  1//& $% #co allâ&#x20AC;&#x2122;interno dellâ&#x20AC;&#x2122;ex mercato comunale (http://ampioraggio.contaminati.net).


RIUTILIZZARE

Lâ&#x20AC;&#x2122;ACQUA DI CASA Articolo di Giancarlo Mella

Le tecniche di  rappresentano una tipologia impiantistica che si adatta perfettamente a tali necessitĂ .         "   consiste nella velocitĂ  di degradazione degli inquinanti contenuti nelle acque grigie.

Applicazioni domestiche Le acque nere contengono infatti sostanze organiche che hanno subito uno dei processi

   "   tura, quello del tratto gastrointestinale umano; è quindi facilmente comprensibile che i residui di tale processo non si possano decomporre velocemente una volta inseriti in

Domotica In una generica utenza, per soddisfare i fabbisogni idrici si preleva acqua potabile dalla rete acquedottistica pubblica: questa acqua, dotata di caratteristiche di elevata qualitĂ , viene utilizzata indistintamente per scopi potabili (per esempio igiene personale e cottura dei cibi) e per scopi non potabili (un esempio su tutti lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo nelle cassette di risciacquo dei  "    spreco: si utilizza acqua di alta qualitĂ  per scopi non potabili, buttandola via subito dopo tramite lo scarico in fognatura. Una gestione sostenibile del ciclo delle acque si basa invece proprio sulla valorizzazione di acque meno nobili e sullâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo dellâ&#x20AC;&#x2122;acqua di alta qualitĂ  esclusivamente laddove sono veramente richieste caratteristiche di qualitĂ . Interventi re114

alizzabili semplicemente e con bassi costi riguardano la com       #  interessata dagli scarichi dei WC, indicata in genere come â&#x20AC;&#x153;acque grigieâ&#x20AC;?; questi interventi sono costituiti fondamentalmente da: la separazione delle reti di scarico delle acque nere (contenenti cioè gli scarichi dei WC) e delle acque grigie (tutte le altre acque di scarico); la realizzazione di reti distinte di distribuzione idrica (acqua potabile e acqua non potabile); il trattamento e il riutilizzo delle acque grigie depurate per scopi non potabili, come ad esempio lâ&#x20AC;&#x2122;irrigazione di aree a verde, il riempimento delle cassette di risciacquo dei WC, il lavaggio di aree esterne. Le acque grigie si depurano molto piĂš velocemente delle acque nere: probabilmente

giunge nello stesso periodo una rimozione del 90%. Questo rapido decadimento della sostanza organica presente nelle acque grigie può essere spiegato con lâ&#x20AC;&#x2122;abbondanza di zuccheri, proteine e grassi,        #  batterica, caratteristica di que    # Le acque grigie contengono inoltre solo 1/10 dellâ&#x20AC;&#x2122;azoto totale e meno della metĂ del carico organico rispetto alle acque nere, come si può os          "  che riporta i dati di campagne analitiche effettuate in due distinti scenari in due diversi paesi.

Una scelta

Domus plus A sinistra: un depuratore per lo scarico della doccia o del water. A destra: una casa con impianto di riutilizzo delle acque.

acqua, ambiente non consono alla popolazione batterica in essi contenuta. Ad esempio, in cinque giorni di processo biologico degradativo della sostanza organica, solo il 40% della sostanza organica presente subisce una completa mineralizzazione, mentre nel caso delle acque grigie si rag-

Una scelta progettuale sostenibile per il trattamento delle    "  deve tenere conto dei seguenti fattori: adattabilitĂ alle variazioni di carico idraulico e organico in ingresso; "          della sostanza organica; alto abbattimento della carica batterica; semplicitĂ  ed economicitĂ  di gestione e manutenzione.      "    rappresentano una tipologia impiantistica che si adatta perfettamente a tali necessitĂ : in particolare, a paritĂ  di carico           "cienza è maggiore nellâ&#x20AC;&#x2122;abbattimento del carico organico presente nelle acque grigie, rispetto al caso in cui abbiamo anche le nere. Essendo sistemi a biomassa adesa risentono in maniera molto minore


 





















      !                   !        !                                                             

                         

                     

                        !          !          !      !              !  


Il diboscamento, indica lâ&#x20AC;&#x2122;eliminazione della vegetazione arborea in unâ&#x20AC;&#x2122;area boschiva. Le ragioni per cui si procede a tale operazioni possono essere molteplici e possono essere sia positive che negative dal punto di vista ambientale: si può eseguire un dibo-

scamento inteso come taglio di piante vecchie, malate, bruciate per la cura dei boschi oppure, in determinate zone, per la produzione di legname oppure            agricolo del suolo. Quando il diboscamento è esteso

DEfores principali motivazioni della deforestazione e del perchè questa problematica rientra nel contesto della desertificazione

a boschi. dellâ&#x20AC;&#x2122;inquinamento atmosferico o Le industrie estrattive, spesso, ten-    ! ")%tano di usare i boschi causando , ne. di conseguenza, la deforestazione dellâ&#x20AC;&#x2122;area. Dati dal mondo La raccolta del legname, è una pra-  $   !"%  tica molto diffusa nei paesi in via stimati sono impressionanti. Sedi sviluppo, essendo il legname de- (!""#"! !stinato sia al consumo come carbu- diali, piĂš dellâ&#x20AC;&#x2122; 80% delle foreste Articolo di Raffaella Lovreglio rante sia per la costruzione di case. naturali della Terra sono giĂ state Oggi i boschi sono minacdistrutte (la stima è 40 ciati da molteplici fattori Poco piĂš milioni di ettari allâ&#x20AC;&#x2122;anno). nâ&#x20AC;&#x2122;area molto vasta della mento nel prelievo giornaliero del quali i rischi climatici, della metĂ  PiĂš del 90% delle foreste !# ) " !" & -  $ !"$%

malattie causate da insetdei climi del pluviali delle coste dellâ&#x20AC;&#x2122;Aperta da boschi che rap-  !  "   - ti o patogeni, dallâ&#x20AC;&#x2122;azione frica Occidentale sono presentano una notevole risorsa re i boschi per la conversione delle antropica, incendi, in- mondo sono ! !     per la popolazione umana, per la terra ad altri usi (in grandi ranches quinamento atmosferico,  !(! biodiversitĂ , per le condizioni eda- di bestiame per la produzione di deforestazione e aumencome contengono le due foreste )   (##  ! ! carne) to della pressione sociale. aridi,semi- pluviali piĂš grandi, sono idriche e le condizioni dellâ&#x20AC;&#x2122;atmo- !' ! Lâ&#x20AC;&#x2122;uomo è parzialmente state progressivamente aridi. sfera. La popolazione umana uti- localizzati spesso nei paesi in via di responsabile per molti di deforestate da un allarlizzava i boschi solo per la pro- sviluppo; lâ&#x20AC;&#x2122;abbattimento dei boschi questi pericoli. Difatti il segno della mante tasso di incendi, e converduzione di legname, come rifugio, e la vendita di legname per lâ&#x20AC;&#x2122;espor- % # & !   !"  sione del suolo allâ&#x20AC;&#x2122;uso agricolo e come carburante e come fonte di tazione nei paesi sviluppati viene la responsabilitĂ  è relativamente zootecnico. La perdita dellâ&#x20AC;&#x2122;habitat prodotti alimentari. Nel passato, spesso effettuata senza prestare at- moderata per quanto concerne i è spesso la conseguenza piĂš ovvia i boschi erano utilizzati in modo tenzione alla sostenibilitĂ . cambiamenti climatici nonostante   !"%    piĂš sostenibile, senza la minaccia La crescita della popolazione ri- lâ&#x20AC;&#x2122;emissione di gas serra; incide, me- biodivesitĂ  della Terra è rappredellâ&#x20AC;&#x2122;estinzione delle specie a causa chiede sempre maggiore terra per diamente, sulla sensibile crescita di sentata dalle foreste. Le foreste pludellâ&#x20AC;&#x2122;eccessivo sfruttamento. Lâ&#x20AC;&#x2122;uso  !$#   " ! !!- !  ")   ""- viali favoriscono le precipitazioni dei boschi, dai tempi piĂš antichi ad so, lâ&#x20AC;&#x2122;opzione piĂš vantaggiosa è lo chi dei parassiti; è maggiormente nei paesi soggetti alla siccitĂ . Gli oggi, ha registrato un grande au- sfruttamento della terra destinata coinvolto, invece, nel fenomeno studi condotti mostrano che la di-

U

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e duraturo, effettuato per motivi commerciali o per sfruttare il terreno per la coltivazione, si parla di deforestazione, con accezione negativa. Un esempio di deforestazione è lâ&#x20AC;&#x2122;eradicazione illegale di alcune zone boscate per la costruzione di opere murarie,

attività agricole o commerciali di vario tipo. Anche deforestazione e diboscamento illegale non sono comunque propriamente sinonimi; Il diboscamento, la deforestazione e il diboscamento illegale non devono essere confusi col taglio del bosco. , che è in-

stazione struzioni di foreste pluviali in paesi dellâ&#x20AC;&#x2122;Africa occidentale come Nigeria, Ghana, e Costa dâ&#x20AC;&#x2122;Avorio è stata la causa, probabilmente, di due decadi di siccitĂ che hanno colpito lâ&#x20AC;&#x2122;Africa interna. La deforestazione può avere, anche """!" )   sono consumatori naturali di diossido di carbonio, uno dei gas serra che immettendosi nellâ&#x20AC;&#x2122;atmosfera contribuiscono al pericolo globale. La distruzione di questi alberi non solo rimuove questi â&#x20AC;&#x153;contenitori di carbonioâ&#x20AC;?, ma gli incendi e la decomposizione immettono maggiori quantitĂ  di diossido di carbonio nellâ&#x20AC;&#x2122;atmosfera, insieme al metano uno dei maggiori gas serra. Condizioni climatiche. Poco piĂš della metĂ  dei climi del mondo !!!)" ! aridi. Lâ&#x20AC;&#x2122;ulteriore suddivisione delle aree aride semi-aride è vagamente )"! " $re, 100 mm o meno di precipitazioni, le terre aride ricevono tra 100 mm e 300 mm le semi-aride, con la !#"!!)%

  ""  ! "#  e allâ&#x20AC;&#x2122;allevamento estensivo

IE DEFORESTAZIONI PIĂ&#x2122; DEVASTANTI DEL

2011 Articolo di Raffaella Lovreglio

I metodi per controllare e ridurre il diboscamento sono numerosi, ma tutti dipendono dalla volontĂ politica di attuarli, anche in contrasto con forti interessi economici, spesso legati allâ&#x20AC;&#x2122;economia del diboscamento

illegale, un affare che si aggira intorno ai 150 miliardi di dollari annui. Fra questi vi è prima di tutto una agricoltura sostenibile, che attui sistemi di rotazione delle colture e che utilizzi meno territorio. Questo non è affatto scontato nei paesi in via di sviluppo dove la popolazione è in rapida crescita. Alla Conferenza di Rio del 1992 si è proposto un sistema gestione forestale sostenibile (GFS), con lo scopo di controllare il patrimonio e gli ecosistemi forestali a livello mondiale.

A questo è seguita la formazione di alcune organizzazioni come il Forest Stewardship Council, attivo per la salvaguardia delle foreste tropicali, del Nord America e dellâ&#x20AC;&#x2122;Europa.

Legname per uso commerciale Espansioni di piantagioni Incendi dolosi

117


OGNI GIORNO VIENE DISBOSCATA UNA SUPERFICIE PARI A 4 CAMPI DA CALCIO

conv ers ion e +1

+1,6

ali pic o r t on +1,5 do on m i +0,5 cal pi

+0,7

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rsione a piantagio nve ni o c -0,5

,6 +3

tro

n

Le aree aride e semi-aride hanno condizioni climatiche dure rese piÚ ' (  di solito, molti piÚ anni in cui il livello di precipitazione media è basso, rispetto a valori medi o alti.

 '     siccitĂ . Nel nord-est del Brasile si ' ! &  "'  il poligono della siccitĂ . La variazione del tempo, di per sĂŠ, non      '    "  acceleratore, soprattutto quando lâ&#x20AC;&#x2122;uomo continua ad utilizzare suoli che sarebbero utilizzabili solo con precipitazioni medie o sopra la          $ %    'ca dellâ&#x20AC;&#x2122;uso del suolo, accelerano i

  '     stazione comportano un drastico cambiamento dei microclimi. Per esempio, se alberi ed arbusti vengono abbattuti, il sole di mezzogiorno ricadrĂ direttamente sul suolo; il suolo diventerĂ  piĂš caldo e piĂš secco, e gli organismi viven   '  &    'gire le nuove e piĂš dure condizioni.       ' foglie morte e rami, per esempio- si ossideranno velocemente, liberando il diossido di carbonio. Lo stesso accadrĂ  per la piccole quantitĂ  di humus presenti nel suolo. Sono stati dimostrati i vari impatti della deforestazione su scala climatica locale, media e larga. La differenza nellâ&#x20AC;&#x2122;equilibrio tra radiazione ed energia tra foresta e aree nude, produce temperature piĂš alte nelle aree nude, in particolare, nelle stagioni secche.

chimento ex no bos vo rim +0,9

tro

Fluttuazioni climatiche

Micro climi

COSâ&#x20AC;&#x2122;Ă&#x2C6; SUCCESSO NEGLI ANNI 90

iale nz re ffe di

'  stante il fatto che periodi di siccità aumentino il livello di degradazione del suolo, essi non costituiscono    # ' zione non ha una relaziona diretta con la vicinanza del deserto. La degradazione del suolo può inne '    po coltivato.

campagna i luoghi prediletti e necessa        

        specie dâ&#x20AC;&#x2122;uccelli e le ha fatte allontanare in cerca di localitĂ piĂš adatte.â&#x20AC;?

,9 +1

degli animali. Lâ&#x20AC;&#x2122;irrigazione è possibile solo in alcune situazioni.

    ni rispetto alle aree aride. Limitate, primariamente a pascoli naturali e allevamento di bestiame, in aree '     coltivazione di prodotti alimentari e la produzione di foraggio. Lâ&#x20AC;&#x2122;irrigazione è possibile solo in alcune situazioni. Sebbene tutte le aree climatiche    '  le aree aride o semi-aride in generale e quelle aride in particolare, sono altamente suscettibili, perchĂŠ ci sono solo pochi millimetri di pioggia che di differenza rispetto al deserto vero e proprio.

lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltore ha cercato di aumentare la                        ciali, tutti i cespugli, ha ridotte le ripe e

 

     le, ha tagliato i vecchi tronchi con rami bucati. In questo modo ha tolto dalla

,1 +3

no sono oramai brulli di piante, un dĂŹ folti di alberi annosi e di alto fusto.â&#x20AC;? E ancora: â&#x20AC;&#x153;Lâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura coi metodi seguiti specialmente in Italia e in qualche altro paese, è riuscita la peggiore nemica di tutte quelle specie sedentarie che vivono al di fuori dei boschi, perchĂŠ

,2 +1

GiĂ allâ&#x20AC;&#x2122;inizio del secolo scorso la necessitĂ  delle foreste nellâ&#x20AC;&#x2122;economia 

     troppo evidente, eppure lâ&#x20AC;&#x2122;Italia ancora faceva bella mostra allâ&#x20AC;&#x2122;Europa dei suoi terreni tenuti pericolosamente aridi e denudati: â&#x20AC;&#x153;Le nostre Alpi e lâ&#x20AC;&#x2122;Appenni-

121


LA FINE DEI MAYA

Gli antichi Maya per lungo tempo hanno praticato una attenta gestione delle foreste, il cui abbandono contribuĂŹ in maniera     

â&#x20AC;&#x153;La loro deliberata politica di con! $'  $ /!!  legno che usarono per le costruzioni e questa osservazione è corroborata dai dati sui polliniâ&#x20AC;?, spiega Lentz. +   &     !! abbattere quello che chiamavano   !" !    ! -

TAGLIA GLI ALBERI, AUMENTA IL CAPITALE La deforestazione, o disboscamento, consiste nellâ&#x20AC;&#x2122;abbattimento dâ&#x20AC;&#x2122;alberi per motivi commerciali o per ottenere nuovi terreni da destinare allâ&#x20AC;&#x2122;agricoltura e allâ&#x20AC;&#x2122;espansione urbana. Questo fenomeno interessa soprattutto le aree tropicali dove è usato il metodo taglia e brucia:

dapprima si abbattono gli alberi e poi sâ&#x20AC;&#x2122;incendia il sottobosco rimanente. Una volta terminato lâ&#x20AC;&#x2122;incendio, si sarĂ depositata sul terreno una cenere che può essere usata, per poco tempo, come fertilizzante. Il taglio della vegetazione causa numerosi effetti negativi negli equilibri della natura.

RIDUZIONE DELLA SUPERFICIE FORESTALE NEI PAESI DOVE VIENE MAGGIORMENTE APPLICATA South Korea

18,2%

Gabon

17,5%

Australia

17,3%

Malawi

15%

North Korea

13,9%

Mongolia

10,3%

Guatemala

10,3%

Latvia

10%

Sierra Leone

7,5%

Viet Nam

6,3%

Nicaragua

5,9%

Brunel

4,4%

Madagascar

3,7%

              

ciali, nelle statistiche non vengono calcolati gli incendi dolosi o spontanei. 122

In primo luogo, lâ&#x20AC;&#x2122;acqua piovana che dilava il suolo, erodendolo, trascina il relativo materiale in direzione dei corsi dâ&#x20AC;&#x2122;acqua; la sedimentazione e lâ&#x20AC;&#x2122;accumulo dei detriti hanno effetti negativi sugli ecosistemi acquatici. Dove il clima è piĂš secco, la deforestazione può innescare       (Fenomeno di progressivo degrado del suolo che avviene nelle zone a clima arido, semiarido e subumido). Le piante tendono a mantenere stabile la concentrazione dellâ&#x20AC;&#x2122;anidride carbonica nellâ&#x20AC;&#x2122;atmosfera; la deforestazione sta portando quindi, ad anche lâ&#x20AC;&#x2122;aumento della concentrazione atmosferica di CO2 che trattiene le radiazioni amesse dalla terra e che quindi causa effetto serra. Il suolo della foresta tropicale, attualmente sottoposta a intenso disboscamento, è poco fertile. Lo sfruttamento agricolo conseguente alla deforestazione è perciò particolarmente dannoso perchĂŠ poco adatto a quel clima e a quelle condizioni ambientali, e conduce rapidamente il suolo alla sterilitĂ . Brasile, Indonesia, Repubblica Democratica del Congo, Myanmar, Colombia, India, Malaysia, Messico, Nigeria e Thailandia stanno attualmente operando il 76% della deforestazione mondiale. In particolare, dagli anni Cinquanta il ritmo con cui muoiono e crescono gli alberi, è costantemente aumentato; ciò indica che le foreste osservate stanno diventando piĂš giovani mentre dâ&#x20AC;&#x2122;altra parte si affermano alberi e rampicanti a crescita veloce e dalla vita breve, ovvero i tipi di piante che prosperano in habitat ricchi di anidride carbonica e sottoposti a eventi atmosferici estremi. Secondo alcune stime, negli anni Ottanta le foreste pluviali venivano abbattute a un ritmo di 20 ha/min e ogni anno venivano diboscati piĂš di 200.000 km2. Nel 1993, i dati raccolti dai satelliti hanno confermato che, nella sola Amazzonia, le foreste venivano distrutte a un ritmo di 15.000 km2/anno! Il degrado di molte aree forestali,determinano una crescita importante nelle richieste di aree protette, nellâ&#x20AC;&#x2122;attuazione di sistemi di gestione sviluppo sostenibile.

biarono durante il tardo periodo classico, con Jasaw Chan Kâ&#x20AC;&#x2122;awiil.

 & !""""#" dai nemici ed erano stati ricacciati in una posizione di secondo piano prima della sua ascesa al trono. Jasaw Chan Kâ&#x20AC;&#x2122;awiil, a capo di un  "!.!!""($$ !  #""# * ! .*, Per celebrare la ritrovata potenza, $ !" #"" enormi che richiedevano considerevoli risorse, soprattutto alberi dal legno resistente che potesse sopportare il carico di pietre del peso di molte tonnellate. Allâ&#x20AC;&#x2122;inizio usarono la sapotiglia   '"#   la foresta sacra, che venne rapidamente depauperata, portandoli a #!  "%& campechianum). â&#x20AC;&#x153;La sapotiglia è tenera quando è appena tagliata, e la si può scolpire in forme meravigliose e intricate, ma quando secca diventa dura   $ è duro quando lo si taglia e cosĂŹ restaâ&#x20AC;?, ma è spesso incurvato e cresce .  "''     ! !   "  ! ) /!! nelle dimensioni delle architravi dei templi. â&#x20AC;&#x153;Se si distruggono le foreste, si cambia il ciclo idrologicoâ&#x20AC;?, spiega "'+ )#!# .""# scono come delle spugne. Gli alberi assorbono lâ&#x20AC;&#x2122;acqua. Senza alberi non câ&#x20AC;&#x2122;è un tampone che impedisca allâ&#x20AC;&#x2122;acqua di scivolar via. Questo causa lâ&#x20AC;&#x2122;erosione del suolo, che poi !.# !-# za alberi non si ha ritenzione dâ&#x20AC;&#x2122;acqua, il terreno si secca, câ&#x20AC;&#x2122;è meno traspirazione e quindi anche meno piogge.â&#x20AC;? +   !" &  $  #!"  .  e medicine, oltre a fornire servizi allâ&#x20AC;&#x2122;ecosistema relativi allâ&#x20AC;&#x2122;aria e allâ&#x20AC;&#x2122;acqua. Le foreste fornivano cioè " & ! !!!' e lo stesso è vero per la nostra civiltĂ odiernaâ&#x20AC;?, ha concluso Lentz.


29.059

21.139 18.159

20.459 13.759

17.860

17.259

13.229

14.896

17.383

18.226 15.787

11.130

1977 1988

1988 1989

1989 1990

1990 1991

1991 1992

1992 1994

1994 1995

1995 1996

1997 1998

1998 1999

1999 2000

2000 2001

2001 2002

AREE DISBOSCATE IN AMAZZONIA per chilometri quadri

COSA SI RICAVA DALLA DEFORESTAZIONE

Parola di scienziati: l’alternativa non è tra la fame e la deforestazione. Infatti non sono i contadini poveri a minacciare le foreste, ma le grandi multinazionali in cerca di &!#)*).0-<22)-!,,3,#)!3,0!..-02-1#)%,2)<#-1&!2!,$-3,-$%)+)2)$%'*)3*2)+)$%#%,,)!$%&-0%12!6)-,%83,!$%**%.0),#).!*)#!31%$%*#!+")!+%,2-#*)+!2)#- vale tanto per la deforestazione vera e propria, l’abbattimento di tutti gli alberi, che per il degrado, che mantiene il manto forestale, ma provoca rilascio di carbonio. Per questo è cruciale capire le cause della deforestazione. Uno studio pubblicato dalla Union of Concerned Scientists, spiega come i fattori trainanti della deforestazione sono radicalmente mutati nel ventunesimo secolo. Per molti anni, la deforestazione tropicale è stata attribuita alla crescita della popolazione: all’espansione dell’agricoltura di sussistenza ai danni della foresta e alla rac#-*2!$)*%',!$!!0$%0%!+-*2)0%#%,2)123$)1#)%,2)<#)$)+-120!,-#-+%).0),#).!*)&!22-0)20!),!),2)$%**!$%&-0%12!6)-,%20-.)#!*%1)!,-*%'0!,$))+.0%1%$%**%',- della carta e dell’agri-business, che da sole sarebbero responsabili di circa il 15 per cento di inquinamento del riscaldamento globale in tutto il mondo. Le cause della deforestazione differiscono da regione a regione: soia e bestiame sono cruciali in Sud America, mentre legno, carta e olio di palma sono più importanti nel Sud-est asiatico.

E PASCOLI OLIO DI PALMA LEGNO E CARTA BOVINI utilizzo di bestiame per produrre SOIA E DERIVATI Il mercato globale dei prodotti in produzione di olio di palma cibo carne richiede grandi quantità legno e legno crea pressione sui paesi tropicali per distruggere le loro foreste e produrre legname e cellulosa a basso costo. Questa domanda ha incrementato la pressione sulle foreste tropicali ed è una delle principali cause della deforestazione. Se la domanda di mobili, carta, materiali da costruzione, e altri prodotti in legno continuerà ad aumentare, le foreste tropicali primarie saranno probabilmente destinate all’abbattimento.

di terreno per produrre quantità relativamente piccole di cibo. Da quando gli allevatori hanno abbattuto le foreste per farne pascoli, il bestiame e i loro pascoli sono divenuti un importante motore della deforestazione in Sud America.

raddoppiata nel giro di dieci anni, e continua a crescere, dominando il mercato globale per olio vegetale. La maggior parte dell’olio di palma è prodotto in grandi piantagioni industriali, la cui espansione ha distrutto grandi aree di foresta pluviale in Indonesia e Malesia. L’area delle piantagioni di olio di palma nel Sudest asiatico è triplicato in appena un decennio.

Negli ultimi due decenni la coltivazione di soia in Amazzonia ha subito una profonda trasformazione. In pochi !,,)8#0%1#)32!<,-!$)4%,2!0% uno delle cause principali della deforestazione amazzonica, ma una moratoria volontaria sulla recente espansione della soia nelle foreste in Brasile, sta mitigando questo fattore.

La domanda di questi prodotti è globale e proviene principalmente nelle aree urbane. Le recenti iniziative per affrontare alcune delle cause della deforestazione, come la pressione per cambiare l’industria della soia in Brasile, si sono rivelate un successo, mostrando come la deforestazione possa essere rallentato e fermato anche nei prossimi decenni. Per fermare la deforestazione è necessario contenere la crescita della domanda di materie prime che la provocano. Sarà quindi necessario aumentare la produttività dei terreni già in uso e dirigere l’espansione dell’agricoltura verso aree già degradate, piuttosto che verso le foreste. La diffusione della produzione di biocarburanti, il che minaccia di creare una domanda di deforestazione non legata al cibo, potrebbe creare nuove e più forti pressioni sulle foreste tropicali. Ma se i recenti successi saranno 0%.*)#!2)%$)&&31)),!*20).!%1)20-.)#!*)1).39)++!'),!0%*!<,%$%**!$%&-0%12!6)-,%,%).0-11)+)$%#%,,))20!22%0%""%$)3,13##%11-$).-02!2!12-0)#!

LA FORESTA PIÙ ESTESA La foresta amazzonica copre una superficie più estesa di tutta l'Europa Occidentale: 600 milioni di Kmq LA FORESTA AMAZZONICA 1/5 delle foreste primarie sopravvive 1/3 di esse si trova in Amazzonia 60% della foresta amazzonica è ancora intatto.

LA PIÙ GRANDE RISERVA D'ACQUA 1/5 dell'acqua dolce del mondo scorre per i fiumi dell'Amazzonia. Il bacino amazzonico é la maggior riserva di acqua dolce del Pianeta IL FIUME PIÙ LUNGO Il Rio delle Amazzoni si snoda per 6.868 Km, la distanza tra New York e Berlino. Il punto più profondo del Rio delle Amazzoni raggiunge i 120 metri.

122

PIÙ ALBERI In un unico ettaro si possono trovare oltre 200 specie di alberi e sono state contate oltre 72 specie diverse di formiche su un solo albero.

PIÙ PESCI Nei fiumi che attraversano la foresta, nuotano pesci di un numero di specie oltre 30 volte maggiore che in tutti i corsi d'acqua d'Europa messi insieme.


Copertura forestale

Copertura forestale

Copertura forestale

Copertura forestale

13,764,000 sq km

8,442,000 sq km

5,635,000 sq km

3,099,000 sq km

Percentuale di foreste abbattute

Percentuale di foreste abbattute

Percentuale di foreste abbattute

Percentuale di foreste abbattute

1600 d.c. - 2012 d.c.

500 d.c. - 1600 d.c.

9.000 a.c. - 500 d.c.

48.000 a.c. - 9.000 a.c.

-4,4% (2008-2011)

.0)+)),$)'%,)$)1"-1#!0-,-*% &-0%12%),3-4!3),%!  !,,)&!

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LA FAO SBARCA SU I-PHONE E TABLET LE RESPONSABILITĂ&#x20AC; DELLâ&#x20AC;&#x2122;ITALIA NEL MERCATO ILLEGALE DI LEGNAME       a tot. legname legale tot. legname illegale

Corruzione doganale 15% Romania 21% Nicaragua

9% Ghana 2% Tanzania 18% Ucraina 10% Svezia 13% Russia

9% Argentina

La corruzione avviene nelle dogane straniere ma continua anche dopo la frontiera Italiana

5% Cecenia

18% Moldavia

13% Libia 2% Marocco 4% Spagna

Disboscamento abusivo 5% Guatemala 9% Brasile 4% Laos

Lâ&#x20AC;&#x2122;Italia, comprando merce abusiva incrementa lâ&#x20AC;&#x2122;azione nociva sovvenzionando le varie compagnie

Illecito burocratico 9% Pakistan

Lâ&#x20AC;&#x2122;illecito viene commesso direttamente in Italia falsificando i conti e le fatture

3% Cuba

so dal traguardo, arriva il contror       mincia con le motoseghe e i roghi. Il Brasile sotto accusa   $!  Aveva dimostrato che bloccare lâ&#x20AC;&#x2122;as- polemiche degli ambientalisti alla         conferenza di Durban sul clima. ridotto di tre quarti lâ&#x20AC;&#x2122;erosione che â&#x20AC;&#x153;Con lâ&#x20AC;&#x2122;approvazione da parte del impoverisce il piĂš grande mantello Senato, sta per diventare operati      - va la riforma del Codice forestale 126

che limita fortemente la protezione     #      responsabile Wwf per la campa   " ma chi aveva un appezzamento di terra doveva proteggerne lâ&#x20AC;&#x2122;80 per cento, ora le parti si invertono. Ne può proteggere solo il 50 o in certi casi il 20 per centoâ&#x20AC;?.

App su foreste e alimentazione Lâ&#x20AC;&#x2122;agenzia alimentare delle Nazioni Unite mette a disposizione degli utenti unâ&#x20AC;&#x2122;applicazione gratuita per scaricare video, pubblicazioni, map       forestazione, le tecniche agricole, le modalitĂ della cooperazione. E con un pulsante si può contribuire alla loro azione La Fao sbarca sugli smartphone per comunicare le sue attivitĂ  e ricerche. Lâ&#x20AC;&#x2122;agenzia alimentare delle Nazioni Unite - con il mandato di aiutare ad accrescere i livelli di nutrizione, aumentare la produttivitĂ  agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale - ha introdotto un nuovo sistema di comunicazione per diffondere notizie e informazioni circa il suo operato. Il dipartimento foreste della Fao ha ultimamente lanciato la prima applicazione multimediale dellâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione, progettato per far conoscere il suo lavoro alla crescente generazione di utenti iPhone e iPad. Una strategia per far conoscere piĂš          collegamento che esiste tra le foreste e la sicurezza alimentare. Lâ&#x20AC;&#x2122;applicazione può essere scaricata gratis su Apple store e fornisce agli utenti video, pubblicazioni selezionate, mappe interattive che mostrano statistiche forestali del mondo, e diversi quiz. Inoltre lâ&#x20AC;&#x2122;applicazione include il pulsante â&#x20AC;&#x153;donareâ&#x20AC;? che indirizza gli utenti del sito al programma raccolta fondi â&#x20AC;&#x153;TeleFoodâ&#x20AC;? della Fao.


EUROPA

COME SI PUĂ&#x2019; CAMBIARE LA PROPRIA VITA

Rifiuti pr 

 3.427.032.000 q      60%       13%

ITALIA Rifiuti pr 

 32.000 q      40%       11%

FRANCIA Rifiuti pr 

 132.000 q      70%       18%

UK Rifiuti pr 

 251.000 q      25%       20%

GERMANIA Rifiuti pr 

 92.000 q      78%       22%

SPAGNA Rifiuti pr 

 232.000 q      43%       10%

PORTOGALLO Rifiuti pr 

 57.000 q      35%       17%

OLANDA Rifiuti pr 

 15.000 q      80%       30%

SVEZIA Rifiuti pr 

 62.000 q      82%       35%

NORVEGIA Rifiuti pr 

 88.000 q      77%       40%

EDITORIALE

MARIO DORI Editorialista

Ă&#x2030;

facile parlare di ecologia, meno facile è cominciare a mettere in pratica i tanti 

                  campagne pubblicitarie, da molte nuove leggi e normative in via di approvazione. La nostra resistenza dipende sia dal fatto che cambiare le abitudini è sempre faticoso, sia dallâ&#x20AC;&#x2122;apparente assenza di un tornaconto personale a fronte    Quasi ogni gesto che compiamo ha un impatto positivo o negativo sullâ&#x20AC;&#x2122;ambiente che ci circonda e per acquisire nuovi comportamenti è necessario porci delle domande le cui risposte ci appariranno inizialmente â&#x20AC;&#x153;scomodeâ&#x20AC;?: con il tempo scopriremo invece come quegli sforzi, che sembravano non comportare alcun guadagno         Il tempo. Primo tra tutti i vantaggi è lâ&#x20AC;&#x2122;abbandono dei ritmi frenetici della â&#x20AC;&#x153;fast lifeâ&#x20AC;? che viviamo allâ&#x20AC;&#x2122;insegna dellâ&#x20AC;&#x2122;imperativo: compra, spreca e corri piĂš velocemente che puoi. Vivere ecologico sotto molti aspetti porta a rallentare i ritmi, a pensare alle implicazioni che le scelte piĂš banali comportano per il benessere del pianeta e dellâ&#x20AC;&#x2122;intera popolazione mondiale e trovare soluzioni alternative, â&#x20AC;&#x153;a misura dâ&#x20AC;&#x2122;uomoâ&#x20AC;?. Usare i mezzi pubblici invece dellâ&#x20AC;&#x2122;automobile, o condividere questâ&#x20AC;&#x2122;ultima con altre persone che facciano il nostro stesso percorso, rinunciare a quella enorme quantitĂ di plastica che quotidianamente utilizziamo e buttiamo â&#x20AC;&#x201C; dalla pellicola trasparente per coprire gli alimenti ai piatti usa e getta -, evitare i fast-food come la maggior parte dei cibi preconfezionati, preferire giocattoli in legno e materiali                     cucinare, ore da dedicare ai bambini non piĂš messi a tacere dal primo economico quanto pericoloso balocco cinese comprato alla bancarella. Eppure tutto questo ha come effetto secondario il recupero di un tempo piĂš umano; la scoperta che le attese possono essere impiegate per leggere, pensare, conversare; la possibilitĂ  di socializzare e di rivisitare il nostro modo di essere genitori, amici, colleghi; in generale un nuovo modo di essere. La salute. Rispettare lâ&#x20AC;&#x2122;ambiente giova alla salute: mangiare cibi biologici, camminare di piĂš per non inquinare con la macchina, non servirci di materiali e alimenti che è ormai noto essere tossici per lâ&#x20AC;&#x2122;organismo â&#x20AC;&#x201C; dai contenitori in plastica per i cibi agli abiti contraffatti per i quali vengono utilizzati coloranti nocivi -, non contribuire a creare campi magnetici allâ&#x20AC;&#x2122;interno della casa, smettere di nutrirci con lâ&#x20AC;&#x2122;in               snack dei distributori automatici -, abbandonare gli alimenti trattati, colorati, zeppi di conservanti, glutammato e via dicendo, non potrĂ  che favorire il mantenimento della buona salute del nostro corpo. Il risparmio. Ma tutto questo costa parecchio, direte voi, pensando che quanto è â&#x20AC;&#x153;biologicoâ&#x20AC;? o â&#x20AC;&#x153;ecologicoâ&#x20AC;? costa ancora praticamente il doppio dei prodotti comuni. Il risparmio avviene comunque quando ci rendiamo conto di non aver bisogno di almeno la metĂ  di quello che solitamente acquistiamo, dai generi alimentari alle altre categorie di beni in commercio. Quindi si tratta di prediligere la qualitĂ  rispetto alla quantitĂ , il che sarĂ  utile anche per evitare lâ&#x20AC;&#x2122;accumulo di oggetti inutili nelle nostre case giĂ  stracolme. Senza contare il risparmio energetico. Utilizzare razionalmente il riscaldamento, evitare di lasciare gli elettrodomestici in stand-by e soprattutto ridurne il numero, utilizzare lampadine a basso consumo e spegnere le luci quando si esce dalle            Lâ&#x20AC;&#x2122;attuale andamento dellâ&#x20AC;&#x2122;economia ci dĂ  una mano: con meno soldi si compra meno, si mangia meno, si butta meno, si ricicla di piĂš. Essere poveri dunque è ecologico? Forse non proprio, però aiuta. Comunque non esageriamo...

In sostanza il nuovo direttore, come giĂ aveva sperimentato con successo alla â&#x20AC;&#x153;Stampaâ&#x20AC;?, prova a svecchiare il giornale della borghesia lombarda, alleggerendone foliazione e contenuti con lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di linguaggio, personaggi e tematiche della televisione, che in questi anni sta sottraendo ingenti quote di lettori alla carta stampata.

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