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Nt

Calligrafia come arte:

Il linguaggio Farsi tramuta le sue lettere in veri e propri simboli artistici, nuovi segni, culture antiche che si riscoprono nuove

prezzo â‚Ź 3.00

Ultimo continente immacolato perso tra Russia e Groenlandia Informazioni e dati direttamente dal polo nord

I labirinti che costeggiano le rive del mare e le rive dei fiumi nascondono un intero sistema tra acqua, vegetazione e animali. Reportage dal Rio delle Amazzoni

www.nt.com

Artide:

mangrovie:

Settimanale. Sped. Abbon. Post. - Articolo 1 Legge 46/04 del 27/02/2004 - Roma

27 06 20111 N .1 Anno 0

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New trip

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Foreste tropicali:

Paradisi terrestri sconosciuti nei meandri piĂš nascosti del Brasile Le immense foreste del Sud America, polmone del mondo

Arrampicata:

Tutti gli strumenti necessari per battere la montagna I segreti dei professionisti per scegliere le migliori strumentazioni 1


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Consumo di lampadine ad incandescenza (Stime dell’ unione europea 2011)

1970 1987 1993

Nt sommario

2010

POLINESIA Mille isole tra l’indocina e l’australia. Cuture diverse, foreste e spiagge dorate. Vita e vite di questi popoli persi nel mare.

Cheap trip

All nature

T-Gear

Lore’n cult

Month’s trip

AMAZZONIA Dati e schede per capire cos’è la foresta e il problema della disboscazione. Due tavole a confronto.

MOSCHETTONI Utili per imbragature e funi ad alta quota, indispensabili per la speleologia e tutti i tipi di grotta. I midelli e i migliori sul mercato

ZEN Tra filosofia e religione, spinti all’estremo oriente per vedere come si vive e come si struttura la vita dei monaci e dei credenti.

PECHINO La capitale della cina svelata, tra dissidenti e meraviglie. La città proibita e i cittadini della città più popolosa del mondo.

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GOOD NEWS

Popolazione dei lupi in Italia

GOOD NEWS

1970 1980 1995 2010

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Artide. Scheda sulla terra dei ghiacci all’estremo nord del mondo

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lettere diventano segni

La calligrafia come arte. Per capire come delle

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Mangrovie. Il labirinto del rio della Amazzoni

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Meduse. Per sempre a galleggiare tra le onde

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Libri per viaggiare. Alice nel paese delle meraviglie e il suo scrittore

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Felis vehicula sed ornare felis venenatis.

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Mappa del mese

La mortalità infantile nel mondo Tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni (TMIS5) nel 2010 (‰)

Fino a 10 Fino a 11-25 Fino a 26-50 4

Fino a 200-350

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Conoscere

Nt

Lore’n cult

T-Gear

Month’s trip

Lore ‘n cult: per capire finalmente cosa spinge l’uomo a venerare gli dei, ogni religione racconta storie, parabole, miti e leggende. Come influisce sulla quotidianità e sull vita degli uomini. T-Gear: le strumentazioni per svolgere correttamente e in sicurezza ogni tipo di sport estremo, per sfidare le montagne innevate o per discendere la furia delle rapide. L’ attrezzatura migliore per ogni evenienza.

Cheap trip

All nature

Cheap trip: i migliori viaggi che si possono fare con un budget minimo; nella cifra sono compresi i trasposrti e i luoghi dove sostare. Ogni mese nuove destinazioni con viaggi low cost e locande o ostelli. All nature: tutti i luoghi incontaminati rimasti sul pianeta, posti in cui l’uomo non si spinge o in cui la vita non influisce sul territorio circostante. Dai deserti alle foreste pluviali, dai canyon alle lande desolate.

Month’s trip: il viaggio principale del mese con un ampio articolo in cui si parla dei luoghi visitati, delle persone conosciute e di come un viaggio è capace di cambiarti.

Possibilità di spostarsi in treno Possibilità di spostarsi in nave

Spiaggia

Stabilimento sciistico

Località marittime

Possibilità di spostarsi in pullman

Snorkling/sub Possibilità di spostarsi in aereo

Link utili connessi con il numero di Nt http://www.youtube.com/?hl=it&tab=w1&gl=IT http://www.repubblica.it/sport/2011/05/26/foto/tr a_poker_e_casin_macao_batte_las_vegas-16737 654/1/?ref=HRESS-18 http://videourls.com/?v=5HYDJ21Z http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:UltimeModific http://www.stumbleupon.com/su/2ZZQfZ/www.y outube.com/watch%253Fv%253D3i-zYdOPG2k http://www.youtube.com/watch?v=MI_Tz3tzMDE &feature=related http://it.wikipedia.org/wiki/Condizione_della_don na_nell%27Islam

Direttore responsabile Marco Dani Art director Enzo Prodetto Photo editor Alvaro Fasi Redazione Gianluca Razzi Elvira Ascoli Assistente di redazione Aldo Editori Anche i sofisti avevano precedentemente operato una distinzione sul piano etico-giuridico tra ciò che è per natura e quello che viene considerato come originato dalle convezioni umane Da qui il loro relativismo etico fondato sul superamento del criterio ionico della legge che esiste oggettivamente nell’ordine stesso della natura e che gli uomini riprendono e applicano alla loro città. Osservano infatti i sofisti che le leggi cambiano da società a società e se vogliamo trovare un criterio unico valido per tutti ci dobbiamo riferire a ciò che nell’uomo è sempre presente e permane immutabile, cioè alla natura che non è soggetta alle convenzioni umane e che prescrive che è giusto ciò che piace al più forte cioè a colui che sa bene usare la parola per sovrastare le altrui convinzioni. La natura dei sofisti introduce la concezione di uno stato di natura dove il comportamento dell’uomo non differisce da quelli degli altri esseri naturali basati su istinti primordiali che l’uomo conserva nonostante le diversità Anche per Aristotele nell’uomo è presente un principio connaturato che agisce in modo da fargli realizzare ciò che lo caratterizza nella sua essenza di modo che, ad esempio, il seme è destinato da questa forza naturale immanente a divenire al-

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La copertina del prossimo numero di Nt di maggio visita il sito www.nt.com per sapere di cosa tratterà

bero. Una visione finalistica della natura che spiega il divenire e come il movimento si diriga verso i suoi “luoghi naturali”. « La natura è un principio e una causa del movimento e della quiete in tutto ciò che esiste di per sé e non per accidente. Tutta la natura è organizzata secondo una costruzione piramidale dove ogni gradino è materia per lo sviluppo del grado superiore per cui, ad esempio, il mondo vegetale è materia per quello superiore degli erbivori che traducono in atto le potenzialità di sviluppo contenute nell’inferiore. In questo modo Aristotele pone al vertice della piramide l’uomo, il signore della natura, in grado di trasformare in atto tutte le potenzialità contenute nei gradi inferiori e per questo giustificato per ogni uso ed abuso degli esseri naturali. Lo stoicismo riprendeva la teleologia naturale di Aristotele che la concepiva secondo uno schema evolutivo diacronico. Per gli stoici invece tutto avviene sincronicamente nel senso che gli elementi costitutivi di un organismo funzionano complessivamente per mantenerlo in vita rispondendo all’azione finalistica di un «fuoco artefice» o «soffio vitale», un pneuma che permea di sè tutto l’universo rendendolo armonico e connotato da necessità razionale. Il pneuma, che nella biologia aristotelica era usato per spiegare i meccanismi della respirazione e del movimento, per gli stoici rende l’universo una specie di unico grande essere vivente armonicamente ordinato dove la legge morale corrisponde alla legge di natura che ispira il comportamento del saggio.er mantenerlo in vita rispondendo all’azione finalistica di un «fuoco artefice» o «soffio vitale», un pneuma che permea di sè tutto l’universo rendendolo armonico e connotato da necessità razionale. Il

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Nt

La parola dello Skipper Le più importanti regate per Team al mondo American’s cup 2010 USA 2007 Svizzera 2003 Svizzera 2000 Nuova Zelanda 1995 Nuova Zelanda

Editoriale

Admiral cup 2003 Nuova Zelanda 1997 Paesi Bassi 1995 USA 1993 Italia 1991 Germania Fastnet race 2007 Irlanda 2005 Francia

Navigare al vento

Mario Picchi

Direttore editoriale debuttò sulla rivista Frontespizio di Piero Bargellini, con un articolo su Byron e il cattolicesimo (luglio-agosto 1930). Fu attento lettore di altre riviste, specie di L’Italiano di Leo Longanesi (destinato, dal 1937, a diventare suo grande amico e, nel secondo dopoguerra, suo editore) e di Il Selvaggio di Mino Maccari: periodici, entrambi, che pur essendo fascisti furono fra i primi a fare “fronda”, cioè a rompere con il coro conformista del regime. Ma

Un nome, Compagnia Della Vela, e un motto, “Custodi, Domine, Vigilantes”, ideati da Gabriele D’Annunzio. E poi le sfide internazionali, le medaglie olimpiche, le grandi imprese oceaniche, il Moro di Venezia e la finale di Coppa America. Dal 1911, anno in cui fu fondata da un gruppetto di appassionati, la Compagnia della Vela di Venezia continua a filare con il vento in poppa. Al giro di boa del centesimo anno di vita il circolo velico veneziano - uno tra i più prestigiosi del nostro paese – si presenta con una sfida ambiziosa per il nuovo secolo. Continuare nella diffusione dello sport della vela, soprattutto tra i più giovani, proponendosi anche come punto di riferimento internazionale per questo sport. I festeggiamenti del centenario sono iniziati proprio dalla nuova Scuola Vela d’Eccellenza, che la società sportiva sta realizzando sull’Isola di San Giorgio, nel cuore del Bacino di San Marco. Una Club House per i soci e per gli ospiti, aule e biblioteca per lo studio e attrezzature per l’allenamento al coperto anche durante i mesi invernali, con possibilità di rimessaggio delle barche: il tutto per attirare in laguna centinaia di giovani appassionati o anche solo curiosi della vela, per prepararli ed allenarli a questo sport che riporta al contatto diretto con il mare e con la natura, secondo la più nobile tradizione di Venezia. Impresa titanica e coraggiosa, anche per lo sforzo economico sostenuto dal circolo veneziano, che ha alla guida come presidente il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni: «A questa nuova struttura di eccellenza credo sia da affidare lo sviluppo futuro del nostro sodalizio, per un impegno da parte di tutti a rinnovare i successi dei singoli o collettivi, come quello esaltante in Coppa America ottenuto dal Moro di Venezia».

Già, il Moro… la Compagnia della Vela di Venezia ha legato indelebilmente il suo nome a quello del successo della barca di Raoul Gardini, quella barca capace di far trascorrere notti insonni di adrenalina pura agli italiani. Dunque si riparte dall’impegno prettamente agonistico con un fitto calendario di appuntamenti organizzati in laguna: apertura il 1215 maggio con la XXV° edizione del classicissimo Trofeo Rizzotti, la regata per Optimist a squadre che porterà a Venezia oltre un centinaio di giovanissimi velisti da ogni parte del mondo. Prese oceaniche, il Moro di Venezia e la finale di Coppa Ameri. Buona navigazione 1911, anno in cui fu fondata da un gruppetto di appassionati, la Compagnia della Vela di Venezia continua a filare con il vento in poppa. Al giro di boa del centesimo anno di vita il circolo velico veneziano - uno tra i più prestigiosi del nostro paese – si presenta con una sfida ambiziosa per il nuovo secolo. Continuare nella diffusione dello sport della vela, soprattutto tra i più giovani, proponendosi anche come punto di riferimento internazionale per questo sport. I festeggiamenti del centenario sono iniziati proprio dalla nuova Scuola Vela d’Eccellenza, che la società sportiva sta realizzando sull’Isola di San Giorgio, nel cuore del Bacino di San Marco. Una Club House per i soci e per gli ospiti, aule e biblioteca per lo studio e attrezzature per l’allenamento al coperto anche durante i mesi invernali, con possibilità di rimessaggio delle barche: il tutto per attirare in laguna centinaia di giovani appassionati o anche solo curiosi r lo studio e attrezzature per l’allenamento al coperto anche durante i mesi invernali, con possibilità di rimessaggio delle barche: il tutto per attirare in laguna centinaia di giovani appassionati o anche solo curiosi della vela, per prepararli ed allenarli a questo sport che riporta al contatto diretto con il mare e con la natura, secondo la più nobile tradizi di

Venezia continua a filare con il vento in poppa. Al giro di boa del centesimo anno di vita il circolo velico veneziano - uno tra i più prestigiosi del nostro paese – si presenta con una sfida ambiziosa per il nuovo secolo. Continuare nella diffusione dello sport della vela, soprattutto tra i più giovani, proponendosi anche come punto di riferimento internazionale per questo sport. I festeggiamenti del centenario sono iniziati proprio dalla nuova Scuola Vela d’Eccellenza, che la società sportiva sta realizzando sull’Isola di San Giorgio, nel cuore del Bacino dese oceaniche, il Moro di Venezia e la finale di Coppa America. Dal 1911, anno in cui fu fondata da un gruppetto di appassionati, la Compagnia della Vela di Venezia continua a filare con il vento in poppa. Al giro di boa del centesimo anno di vita il circolo velico veneziano - uno tra i più prestigiosi del nostro paese – si presenta con una sfida ambiziosa per il nuovo secolo. Continuare nella diffusione dello sport della vela, soprattutto tra i più giovani, proponendosi anche come punto di riferimento internazionale per questo sport. I festeggiamenti del centenario sono iniziati proprio dalla nuova Scuola Vela d’Eccellenza, che la società sportiva sta realizzando sull’Isola di San Giorgio, nel cuore del Bacino di San Marco. Una Club House per i soci e per gli ospiti, aule e biblioteca per lo studio e attrezzature per l’allenamento al coperto anche durante i mesi invernali, con possibilità di rimessaggio delle barche: il tutto per attir io di appuntamenti organizzati in laguna: apertura il 12-15 maggio con la XXV° edizione del classicissimo Trofeo Rizzotti, la regata per Optimist a squadre che porterà a Venezia oltre un centinaio di giovanissimi velisti da ogni parte del mondo. Prese oceaniche, il Moro di Venezia e la finale di Coppa Ameri. Buona navigazione 1911, anno in cui fu fondata da un gruppetto di appassionati, la Compagnia della Vela di Venezia continua

2003 Regno Unito 2001 Paesi Bassi 1979 USA Finish

Non posso che essere orgoglioso dei risultasdshksti ottenuti dall’imbarcazione. Ma ciò che mi dà ancora più soddisfazione è l’idea di aver dimostrato come la ricerca, anche quella matematica, che può sembrare più astratta, possa essere di grandissimo aiuto alle aziende e alle istituzioni”. Ha aggiunto Quartieroni, che detiene anche una cattedra di Modelling and Scientific Computing al politecnico di Losanna. “Stiamo già svolgendo importanti studi nel settore ambientale (ad esempio la simulazione di maree, di onde sismiche o di processi di inquinamento idrico) e nella medicina (con l’analisi del sistema cardiovascolare e delle perturbazioni sul flusso sanguigno dovuto all’inserimento di protesi come by-pass). Vogliamo dimostrare con i fatti che la ricerca in Italia può e deve dare frutti abbondanti e significativi”. La capacità gestionale di Ernesto Bertarelli, armatore di Alinghi, si riconosce anche nell’attenzione portata verso la scienza e il calcolo matematico, una delle ragioni di un successo che ha portato in Europa la più vecchia delle competizioni sportive, quella Coppa America che mancava dal continente da 152 anni. Disfazione è l’idea di aver dimostrato come la ricerca, anche quella matematica, che

può sembrare più astratta, possa essere di grandissimo aiuto alle aziende e alle istituzioni”. Ha aggiunto Quartieroni, che detiene anche una cattedra di Modelling and Scientific Computing al politecnico di Losanna. “Stiamo già svolgendo importanti studi nel settore ambientale (ad esempio la simulazione di maree, di onde sismiche o di processi di inquinamen. Vogliamo dimostrare con i fatti che la ricerca in Italia può e deve dare frutti abbondanti e significativi”. La capacità gestionale di Ernesto Bertarelli, armatore di Alinghi, si riconosce anche nell’attenzione portata verso la scienza e il calcolo matematico, una delle ragioni di un successo che ha portato in Europa la più vecchia delle competizioni sportive, quella Coppa America che mancava dal continente da 152 anni. Disfazione è l’idea di aver dimostrato come la ricerca, anche quella matematica, che può sembrare più astratta, possa essere di grandissimo aiuto alle aziende e alle istituzioni”. Ha aggiunto Quartieroni, che detiene anche una cattedra di Modelling and Scientific Computing al politecnico di Losanna. “Stiamo già svolgendo importanti. processi di inquinamen. Vogliamo dimostrare con i fatti che la ricerca in Italia può e deve dare frutti abbondanti e significativi”. La capacità gestionale di Ernesto Bertarelli, armatore di Alinghi,

si riconosce anche nell’attenzione portata verso la scienza e il calcolo matematico, una delle ragioni di un successo che ha portato in Europa la più vecchia delle competizioni sportive, quella Coppa America che mancava dal continente da 152. ento idrico) e nella medicina (con l’analisi del sistema cardiovascolare e delle perturbazioni sul flusso sanguigno dovuto all’inserimento di protesi come bypass). Vogliamo dimostrare con i fatti che la ricerca in Italia può e deve dare frutti abbondanti e significativi”. La capacità gestionale di Ernesto Bertarelli, armatore di Alinghi, si riconosce anche nell’attenzione portata verso la scienza e il calcolo matematico, una delle ragioni di un successo che ha portato in Europa la più vecchia delle competizioni sportive, quella Coppa America che mancava dal continente da 152 anni. Disfazione è l’idea di aver dimostrato come la ricerca, anche quella matematica, che può sembrare più astratta, possa essere di grandissimo aiuto alle aziende e alle istituzioni”. Ha aggiunto Quartieroni, che detiene anche una cattedra di Modelling and Scientific Computing al politecnico di Losanna. “Stiamo già svolgendo importanti studi nel settore ambientale (ad esempio la simulazione di maree, di onde sismiche o di processi di inquinamen. Vogliamo dimostrare con i fatti che la ricerca in

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cc Fastnet race Ricorrenza: ogni 2 anni Lunghezza: 608 miglia nautiche Inizio: porto di Cowes Fine: Plymouth è una gara fra imbarcazioni d’altura che si disputa al largo delle coste della Gran Bretagna. È considerata una delle classiche offshore. Viene disputata ogni due anni ed è lunga 608 miglia nautiche. Il percorso è inusuale, inizia al largo del porto di Cowes sull’isola di

I nomi delle direzioni NE, SE, SO e NO derivano dal fatto che la rosa dei venti veniva raffigurata, nelle prime rappresentazioni cartografiche del Mediterraneo, al centro del Mar Ionio oppure vicino all’isola di Malta che diveniva così anche il punto di riferimento per indicare la direzione di provenienza del vento, ossia delle navi che anticamente erano spinte dai venti portanti, ossia da venti che provenissero dalla loro poppa

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Le diverse andature. La freccia nera in alto rappresenta la direzione di provenienza del vento: 0. prua al vento 1. bolina: 1a: bolina stretta 1b e 1c bolina larga 2. traverso 3. lasco 4. e 5. gran lasco 6. poppa 1. bolina per vento che proviene tra le sei e le quattro quarte da prua. Si può inoltre distinguere tra: bolina stretta bolina larga I limiti dell’andatura di bolina sono dipendenti dal tipo di imbarcazione. Le imbarcazioni a vele quadre, meno adatte a risalire il vento si trovano in andatura di bolina con vento a sei quarte da prua, mentre le imbarcazioni a vele auriche o a vele Marconi si trovano in andatura di bolina con vento


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L'Artide è la regione della Terra circostante il polo nord e contrapposta all Antartide. Convenzionalmente, da un punto di vista geografico, viene considerata Artide l'area situata a nord del Circolo polare artico, cioè della latitudine 66° 33' 44" Nord. A volte vengono considerate confini della regione artica il limite settentrionale della linea degli alberi o l'isoterma di 10 °C (50 °F) di luglio.Questa regione include l'Oceano Artico, le estreme terre settentrionali di Russia, Alaska, Canada, Groenlandia, Islanda, Finlandia, Svezia, Norvegia e le isole che le fronteggiano tra le quali le isole Svalbard, l'arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe, Novaja Zemlja, Severnaja Zemlja, le isole della Nuova Siberia, l'isola di Wrangel, le isole lungo la costa dell'Alaska e l'arcipelago artico canadese. L'Artide è anche conosciuta come la "terra del sole di mezzanotte", per il fatto che oltre il Circolo polare artico, durante la stagione estiva boreale, cioè da aprile a luglio, il sole tramonta verso mezzanotte. Il nome Artide proviene dal greco "orso", e si riferisce alle costellazioni dell'Orsa Maggiore e dell'Orsa Minore, visibili da quel punto. L'Artide non è mai stata sotto il dominio politico di alcuna nazione, nonostante su di esso sian state rivolte le attenzioni militari da parte di qualche stato. Negli anni cinquanta e sessanta, l'Artide fu

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La calligrafia occidentale risale agli scribi greci e romani, e si sviluppò dapprima nel periodo romanico con la grafia semionciale che si distinse da quella bizantina e poi con la fioritura del Gotico nel Medioevo che produsse pregevoli manoscritti miniati. I libri scritti e decorati a mano

di Carla Bonfanti e Massimo Schiavi

DIVENTA ARTE

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QUANDO LA CALLIGRAFIA

ARTE DAL MONDO

divennero meno comuni dopo l’invenzione della stampa ad opera di Johann Gutenberg nel XV secolo. Verso la fine del Quattrocento si diffusero i primi manuali in coincidenza con il successo della lettera corsiva, tra i quali il manoscritto dell’umanista Feliciano da Verona, che nel 1463 istruì i lettori sulla costruzione geometrica delle lettere, e soprattutto l’Operina da imparare di scrivere littera cancellarescha del 1522 scritto da

La calligrafia ha avuto ripercussioni sulla maggior parte delle forme d’arte delle aree influenzate dalla civiltà cinese, ad esempio sumi-e, uno stile di pittura giapponese che 17 impiega l’inchiostro di china.


L’arte in Iran

I segni vocalici usati nella scrittura araba, detti harakat (lett. “movimenti”), sono usati anche in persiano sebbene alcuni di essi abbiano una pronuncia differente. Ad esempio, la vocale araba damma è pronunciata in arabo come una /u/ mentre in persiano essa è pronunciata /o/. Si potrebbe anche osservare che molte parole persiane con radicale araba sono pronunciate diversamente dalla parola araba originale. La alef con hamza sottostante muta sempre in una semplice alef; la teh marbuta di norma, ma non sempre, si trasforma in una teh mentre le parole che presentano un certo tipo di hamza in una parola derivante dall’arabo sono pronunciate diversamente, senza impiegare il “colpo di glottide” altrimenti necessario per la corretta pronuncia della hamza araba. Altre lingue come il pashtu o l’urdu hanno acquisito tali nozioni e hanno talora aggiunto ulteriori lettere al loro alfabeto e ulteriori tipi di puntuazioni diacritiche. Ci sono molte parole straniere in persiano, provenienti dall’arabo, dal turco e, in misura minore, dal francese

e dall’inglese e dalle scritte che nel loro paese. Nello standard Unicode, il persiano utilizza uno pseudo-spazio da aggiungere alla scritta araba, chiamato Zero Width Non-Joiner (ZWNJ), ossia “larghezza zero non connettiva”. Esso funziona come uno spazio per separare due lettere adiacenti altrimenti da unire, ma non ha una larghezza visivamente percettibile, e non è considerato un separatore di parola dai programmi che segmentano il testo. Pinglish è il nome dato alla lingua dei testi elettronici scritti in persiano con alfabeto latino, generalmente usata nelle e-mail, nei forum e nelle chat.. Ciro radunò tutti i clan sotto il suo comando, e nel 550 a.C. sconfisse i Medi di Astiage, che fu catturato dai suoi stessi nobili e consegnato a Ciro, ora Scià, o imperatore, di un regno persiano unificato. Dopo aver assunto il controllo sul resto della Media e del suo esteso impero medio-orientale, Ciro condusse i Medi e i Persiani uniti verso ulteriori conquiste. Sottomise la Lidia in Asia Minore, e varie regioni orientali in Asia centrale. Infine nel 539 a.C., Ciro entrò trionfante nell’antica città di Babilonia. Dopo la sua

vittoria, promise pace ai Babilonesi e annunciò che non vi sarebbero state rappresaglie, e che ne avrebbe rispettato le istituzioni, la religione e la cultura. Ciro fu ucciso in battaglia in Asia centrale, prima di poter compiere la conquista dell’Egitto, che fu portata a termine da suo figlio Cambise. Quest’ultimo venne assassinato e dopo il regno di un presunto usurpatore, divenne il Gran Re, un parente di una linea collaterale degli achemenidi, Dario I, figlio di Istaspe. Sotto Dario I l’impero achemenide raggiunse la massima estensione,infatti si spinse fino all’Indo ad est e fino alla Tracia ad ovest. Cercò di conquistare la Grecia ma fu sconfitto nella battaglia di Maratona. Suo figlio Serse I ritentò l’impresa, ma fu respinto dai greci, guidati da Temistocle, vittoriosi dopo la battaglia di Salamina (480 a.C.).

La font come espressione

L’impero achemenide fu il più grande e potente impero mai visto fino ad allora. Ancora più rilevante, esso fu ben governato ed organizzato. Dario divise il suo impero in una ventina di satrapie (province), ognuna

L’ALFABETO FARSI Seleucidi nel 238 a.C., ma i loro tentativi di espandersi verso la Persia furono infruttuosi fino all’avvento di Mitridate I al trono della Partia nel 170 a.C. circa. L’Impero partico che così si formò confinava con Roma lungo l’alto corso dell’Eufrate, e i due imperi combatterono soprattutto per il controllo dell’Armenia. La cavalleria pesante corazzata dei Parti (catafratti), supportata dagli arcieri a cavallo, mise spesso in difficoltà le legioni romane, come alla battaglia di Carre (53 a.C.) nella quale il generale partico Surena sconfisse Marco Licinio Crasso. Le guerre furono frequenti, e la Mesopotamia servì spesso da campo di battaglia. Roma dovette quindi modificare il proprio approccio bellico in oriente, privilegiando l’uso di truppe da tiro e aumentando le protezioni dei legionari. Questa innovazione cambiò la situazione, e

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la Parthia fu frequentemente invasa e messa a ferro e fuoco, uscendone sempre più indebolita. Per due volte, con Traiano e Settimio Severo, Ctesifonte fu presa. Durante il periodo partico, vi fu una risorgenza della cultura persiana a scapito di quella ellenistica o ellenizzata, ma l’impero rimaneva politicamente instabile. L’amministrazione era divisa tra sette grandi clan, che costituivano la confederazione dei Dahai, ognuno dei quali governava una provincia dell’impero. Nel I secolo a.C., la Partia era ormai organizzata secondo un sistema feudale, e le continue guerre con Roma ad ovest e l’impero Kushan ad est, drenavano le risorse dello stato. La Partia si impoveriva e perdeva territori, mentre la nobiltà strappava ai re sempre maggiori concessioni, rifiutandosi spesso di obbedire al sovrano. L’ultimo re partico, Artabano IV, riuscì inizialmente

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CINEMA IRANIANO

Il piano di nazionalizzazione. La posizione degli Stati Uniti nella Crisi iraniana registrò un’evoluzione, passando lentamente da un chiaro sostegno a Mossaddeq, accompagnato da un invito a trovare una soluzione

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La politica di sviluppo di Reza Shah creò un piccolo settore moderno in un’economia e in una società molto arretrate. La Seconda guerra mondiale pose fine a questi esperimenti: nel 1941 la Russia e l’Inghilterra, preoccupate di tenere aperte la via di rifornimento persiana e al suo petrolio cominciavano ad esigere che tedeschi fossero espulsi, lanciarono un ultimatum ed invasero il Paese. Gli anglo-sovietici costrinsero quindi Reza Shah ad abdicare a favore del figlio, Mohammad Reza Pahlavi. Con l’entrata in guerra degli Stati Uniti, gli americani giunsero in Iran e, dal 1942 gestirono la logistica del corridoio persiano per il rifornimento di materiale bellico all’Unione Sovietica. Nel 1943 si tenne la Conferenza di Teheran il primo vertice interalleato con Roosevelt, Churchill e Stalin. Gli anni dal 1946 al 1953 videro gli Stati Uniti sostituirsi gradualmente agli inglesi nel sostegno alla ricostruzione e gestione del Paese. Nel 1946 gli americani aiutarono i persiani a resistere alle pressioni dei sovietici che occupavano la provincia settentrionale dell’Azerbaijan, esigevano concessioni petrolifere e appoggiavano i movimenti separatisti del Kurdistan e dell’Azerbaigian. Sul finire degli anni ‘50 la Persia lottò anche per ottenere un maggior controllo dell’AngloIranian Oil Company. Nel 1951 il dott. Mohammad Mossadeq giunse al potere col progetto di stabilire una concreta democrazia e d’instaurare una monarchia costituzionale. Mossadeq fu eletto Primo Ministro dal Majles all’unanimità per la sua nota avversione al rinnovo della concessione petrolifera dell’Anglo-Iranian Oil Company del 1933, dopo che un fanatico aveva assassinato il Primo Ministro Razmara, che era invece favorevole al rinnovo. Mossadeq procedette subito a nazionalizzare l’industria iraniana degli idrocarburi, che era allora sotto il pieno controllo del Regno Unito. La reazione inglese fu molto dura e ne scaturì la crisi di Abadan, un accanito confronto, durato tre anni, nel corso del quale le potenze europee boicottarono il petrolio

La nuova scuola

Quest’ultima, fin dall’inizio commise la grave leggerezza di ritenere che gli Stati Uniti, che non avevano interessi nella Anglo-Iranian Oil Company, avrebbero sostenuto il suo piano di nazionalizzazione. La posizione degli Stati Uniti nella Crisi iraniana registrò

un’evoluzione, passando lentamente da un chiaro sostegno a Mossaddeq, accompagnato da un invito a trovare una soluzione di compromesso con l’Inghilterra, ad un progressivo allineamento con le posizioni di Londra. Il colpo di Stato Contro Mossadeq del 1953 Malgrado l’aperto disgusto di Mosaddeq per il socialismo, Winston Churchill – totalmente determinato a difendere gli interessi britannici nel Paese medioorientale – denunciò agli USA che Mosaddeq non era in grado di gestire un Paese in preda al caos e che si stava “progressivamente inclinando verso il comunismo” . In piena guerra di Corea Washington temeva che Mossadeq stesse involontariamente aprendo la porta ad una penetrazione dell’ Unione sovietica. In quel periodo di Guerra fredda caratterizzato da forti paure, non sempre sensate, l’America finì per accettare i piani britannici per far cadere Mossadeq. Londra chiese aiuto a Washington perché nell’ottobre 1952 Mossadeq aveva chiuso l’Ambasciata britannica. D’altro canto, Mossadeq si era indebolito sul piano interno perché aveva perso anche il sostegno del clero sciita, allora guidato dall’Ayatollah Kashani, che non gradiva le sue riforme sociali. Sotto la direzione di Kermit Roosevelt, Jr., un esperto dirigente della Central Intelligence Agency (CIA) e nipote del Presidente statunitense Theodore Roosevelt, la CIA e il britannico Secret Intelligence Service (SIS) organizzarono un’operazione coperta per deporre Mosaddeq con l’aiuto delle forze armate leali allo Shah. Il Piano era etichettato come Operazione Ajax. Il complotto, la cui esecuzione avvenne su autorizzazione firmata dello Shah per costringere alle dimissioni dal suo posto di Primo ministro Mossadeq e rimpiazzarlo col generale Fażlollah Zahedi, ricevette il consenso dei Britannici e degli Statunitensi. Sebbene il piano fosse ben coordinato e pianificato, il colpo di Stato fallì, inducendo lo Shah a cercar rifugio a Baghdad e poi a Roma. La controversia con le compagnie petrolifere fu risolta nel 1954 con un’intesa tra la National-Iranian Oil Company e un consorzio composto da sette compagnie straniere (le cosiddette sette sorelle del petrolio) Così le compagnie straniere riuscirono a conservare una forma di controllo sul prezzo e la commercializzazione del petrolio.

DONNE SENZA UOMINI

Titolo originale: Zanan-e bedun-e mardan Paese: Francia, Iran Anno: 2009 Durata: 95 min Colore: colore Audio: sonoro Genere: drammatico Regia: Shirin Neshat, con la collaborazione di Shoja Azari Soggetto: Shahrnush Parsipur Sceneggiatura: Shirin Neshat, Shoja Azari Produttore: Susanne Marian, Martin Gschlacht, Philippe Bober, Peter Rommel (co-produttore), Denise Booth (co-produttore) Produttore esecutivo: Barbara Gladstone, Jerome de Noirmont, Oleg Kokhan Casa di produzione: Essential Filmproduktion, COOP99 Filmproduktion, Parisienne de Production, in co-produzione con Rommel Film Fotografia: Martin Gschlacht Montaggio: George Cragg, Julia Wiedwald Musiche Ryuichi Sakamoto, Abbas Bakhtiari (musica persiana, voce maschile) Scenografia: Katharina Wöppermann Trama: Nell’estate del 1953, la vita di quattro donne iraniane si intreccia con congiunture storiche drammatiche per il paese: il colpo di stato appoggiato dagli americani e dagli inglesi che portò alla restaurazione al potere dello Shah e alla deposizione del Primo Ministro democraticamente eletto Mohammad Mossadeq. Fakhri, Zarin, Munis e Faezeh sono quattro donne, che provengono da quattro classi sociali differenti, ma condividono i momenti drammatici del contesto politico in cui si trovano. Fakhri è una donna di mezza età, che è costretta in un matrimonio in cui i sentimenti sono assenti, ma in lei arde ancora la passione per una sua vecchia fiamma che è tornata dall’America. Zarin è una giovane donna che si prostituisce e che vive il dramma di non riuscire più a vedere i volti degli uomini. Munis ha un fortissima coscienza politica, ma deve subire l’isolamento impostole dal fratello tradizionalista e religiosamente intransigente.

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L

Niquab Arabia Saudita

1994

Abaya Golfo Persico

2009

LA LEGGE DEL VELO coprire), doveva essere indossato da tutte le donne: i capelli ed il corpo ad eccezione della faccia e delle mani, dovevano essere coperti. Quando Mohammad Khatami fu eletto Presidente, nel 1997, vennero introdotte nuove leggi e adottate nuove severe politiche sia nel campo dell’istruzione che della sanità che avevano come obiettivo quello di segregare donne e uomini. Nel 1997 alcuni membri del parlamento suggerirono l’attuazione di alcune misure restrittive che trasformassero le scuole femminili in “zone vietate agli uomini” implicando la condizione che tutti i componenti del corpo docente e del personale fossero donne. A partire dal settembre 1999 alle insegnanti donne fu impedito l’accesso in aule maschili e, viceversa, agli insegnanti uomini fu vietato l’accesso alle classi femminili. Anche nel campo della sanità furono applicate misure segregative, e nell’aprile del 1997 il Parlamento approvò una nuova legge secondo la quale gli ospedali dovevano separare, a seconda del sesso, tutti i servizi ospedalieri. Sempre nel 1997 il Centro Giudiziario Martyr Ghodusi, una delle più importanti branche della magistratura, specializzata nella lotta contro le manifestazioni della cultura occidentale, considerata decadente e satanica, su richiesta della fazione più estrema del regime, introdusse delle nuove regole particolarmente rigide sull’abbigliamento femminile, emanando una hejab, o codice del costume, rigorosissima. La pena prevista in caso di non rispetto.

Vestiario indecoroso

Doveri matrimoniali

scopo è quello di infliggere grandi sofferenze e dolore prima del sopraggiungere della morte. Per quanto riguarda il matrimonio, l’età legale nella quale le ragazze potevano sposarsi era di 9 anni lunari. La poligamia era legale: gli uomini potevano avere fino a 4 mogli ed un numero illimitato di mogli temporanee, in base all’istituto della muta al-nisā, ammesso dal solo Sciismo ma non dal predominante Sunnismo nell’Islam. Il potere di prendere tutte le decisioni riguardanti la famiglia, inclusa la libertà di movimento delle donne e la custodia dei figli, spettava solo ed esclusivamente all’uomo.Nel Marzo del 1979 Khomeini mette fine alle pressioni dei suoi seguaci ribadendo che le donne hanno uguali diritti degli uomini in campo politico, nello studio e nel lavoro, ma che per poter esercitare questi diritti devono essere velate. che doveva essere rispettato da tutte le donne nei luoghi pubblici. Il hijab (dal termine arabo

Cura della casa

DOVERI DELLA DONNA

DIVIETI DELLA DONNA

Funzioni pubbliche

Con l’avvento del nuovo secolo, le donne hanno preso maggior coscienza della loro situazione, percependola come un’ingiustizia: nel 2001, infatti, le donne sono state le protagoniste delle cinque maggiori manifestazioni in Iran e hanno fatto emergere il loro odio per il regime misogino dei mullah gridando “abbasso Khatami, abbasso Khomenei”. Ma la presa di coscienza, sebbene rappresenti un passo avanti rispetto al passato, non basta a modificare la situazione. Dall’elezione del nuovo Presidente

LE DONNE ESCLUSE DALLE CARICE PUBBLICHE

Cariche politiche

Cura dei figli

Le donne venivano viste come l’incarnazione della seduzione sessuale e del vizio, e per nascondere tale potere seduttivo, venne imposto un severissimo codice del costume che doveva essere rispettato da tutte le donne nei luoghi pubblici. Il hijab (dal termine arabo coprire), doveva essere indossato da tutte le donne: i capelli ed il corpo ad eccezione della faccia e delle mani, dovevano essere coperti. Era proibito inoltre l’uso di cosmetici e sorridere per strada. Alle donne veniva nuovamente negato l’accesso all’istruzione superiore e fu proibito il lavoro senza il consenso del marito. Chiunque avesse infranto queste leggi veniva sottoposto a punizioni: queste variavano dalla reprimenda verbale a 74 frustate fino all’imprigionamento da un mese a un anno. La più grave di tutte era la morte per lapidazione. Questa, tutt’ora praticata, è una forma di punizione legale in caso di condotta sessuale indegna, il cui

2000

donne senza velo 77%

Chador Iran

’ayatollah Khomeini era decisamente contrario all’occidentalizzazione inaugurata dalla dinastia Pahlavi, poiché sosteneva che una politica sviluppata in quel senso avrebbe allontanato la popolazione dai princìpi del Corano. Per questo motivo, prima ancora che venisse proclamata la Repubblica Islamica, il 6 marzo 1979, cominciò ad annunciare una serie di misure restrittive della libertà delle donne: tutte le giudici furono private del loro incarico, alle donne s’impedì l’accesso alla facoltà di diritto. Khomeini lanciò addirittura una fatwa in cui si dichiarava formalmente che «le donne membri e sostenitori dei Mojahedin, il maggior gruppo di opposizione ai mullah, possono essere uccise, torturate, violentate e le loro proprietà confiscate» Questo era contrario all’ islam stesso e soprattutto non era mai stato detto dal profeta Maometto o scritto nel corano.

Burqa Afganistan

1989

DONNE NEL MONDO CHE INDOSSANO IL VELO

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donne con il velo 23%

75 60 45 30 15 ANNO

Carta islamica dei diritti delle donne nella stanza da letto è stata compilata dalla scrittrice femminista musulmana Asra Nomani. Fu promossa negli Stati Uniti nel 2004 dalle Figlie di Agar, un gruppo di 7 influenti femministe progressiste musulmane.

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PERCENTUALE DI DONNE CON VELO NEI PAESI ARABI


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北京及關閉 Nei pressi di Pechino sono stati rinvenuti resti di città risalenti al I millennio a.C. La capitale dello Stato di Yan, una delle potenze del periodo dei Regni Combattenti, venne fondata a Ji, vicino alla moderna Pechino. Ji venne abbandonata non più tardi del VI secolo e ancora non se ne conosce l'esatta localizzazione. Durante la Dinastia Tang e la Dinastia Song l'area attuale di Pechino fu solamente occupata da piccoli villaggi. La Tarda dinastia Jin cedette una larga porzione della sua frontiera settentrionale, inclusa Pechino, alla dinastia Liao dei Kithan nel X secolo. La dinastia Liao instaurò subito una capitale secondaria nella città stessa chiamandola Nanjing. La dinastia Jin dei Jurchen conquistò Liao e governò la Cina settentrionale costruendovi la propria capitale Zhongdu. Zhongdu fu situata in prossimità dell'odierna Tianningsi, leggermente scostata a sudovest rispetto al centro di Pechino. Le forze Mongole rasero al suolo Zhongdu nel 1215. Nel 1267 edificarono Dadu, la loro "Grande Capitale" posta a nord della capitale della dinastia Jin. Dadu era

PECHINO È VICINO 26

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Il lato moderno di Pechino

Il sapore della capitale

In Cina si parla una grande varietà di lingue, a causa dei numerosi gruppi etnici inglobati nel popolo cinese: ne sono state calcolate 292. Queste lingue sono di solito distinte tra le varianti Han (il cinese propriamente detto) e quelle non-Han (generalmente parlate da minoranze linguistiche), a loro volta suddivise in altri gruppi. La maggior parte di queste sono tanto diverse tra di loro da essere mutuamente inintelliggibili La lingua ufficiale sul territorio della Repubblica Popolare, escludendo Hong Kong e Macao, è il mandarino standard, versione semplificata del mandarino tradizionale, che fa parte della famiglia Han (anche dette lingue sinotibetane). La scrittura del mandarino deriva dai pittogrammi incisi nella terracotta risalenti a 6.000 anni fa. Pur avendo subìto trasformazioni nel corso dei secoli, il sistema degli ideogrammi rimane sostanzialmente molto simile alla scrittura di ventidue secoli fa quando l’unificatore della Cina, l’imperatore Qin Shihuangdi, uniformò gli ideogrammi sviluppatisi localmente durante le dinastie Xia, Shang e Zhou, in modo da dotare la Cina appena unificata di un unico sistema di scrittura comune a tutte le lingue. Al contempo il mandarino è utilizzato in altre varianti dialettali, come lo Yue (Canton e provincia), il Wu (Shanghai), il Minbei (Fuzhou), il Minnan (Repubblica di Cina o Taiwan): oltre a questi, altri dialetti sono lo Hakka, il Gan, lo Xiang. Sopravvivono anche alcuni linguaggi Miao nelle zone abitate dalle omonime comunità, una delle 55 minoranze etniche riconosciute ufficialmente in Cina. Dongba, la lingua dei Naxi, è un pittogramma ancora in uso. Il mandarino prevede in tutto 415 sillabe che possono essere pronunciate applicando 4 toni

diversi. Nella traslitterazione standard pinyin, il sistema adottato nel 1958 per trascrivere la pronuncia degli ideogrammi con caratteri latini, i 4 toni vengono trascritti sopra le sillabe con i seguenti segni: tono continuo; tono ascendente; tono discendente poi ascendente; tono discendente breve. I toni si esprimono fondamentalmente variando l’altezza della voce, e sono molto importanti poiché pronunciare una parola con un tono diverso ne altera il significato. La lingua cinese parlata non prevede flessioni né differenziazione del genere (maschile, femminile). I verbi non hanno tempi (passato, futuro), ma si usa una unica forma che normalmente esprime il tempo presente, a meno che non siano presenti riferimenti temporali precisi al passato o al futuro quali: “ieri”, “domani”, “in futuro”, ecc. Con una morfologia così essenziale è naturale che la sintassi rivesta particolare importanza nella grammatica e nella formazione del significato. Nella lingua scritta si utilizzano gli ideogrammi, simboli che indicano un oggetto o un concetto, piuttosto che un fonema che indica un suono come nell’alfabeto latino. Un ideogramma può avere diverse pronunce a seconda della lingua del parlante, ma il suo significato non cambia. Le altre lingue sono diffuse specialmente nelle regioni più esterne, e alcune sono riconosciute come seconde lingue ufficiali, accanto al mandarino, nelle regioni amministrative speciali: il mongolo nella Mongolia Interna, il tibetano in Tibet, l’uiguro nello Xinjiang; e poi il coreano e il kazaco. La Cina ha una popolazione di circa 1.336.920.000 abitanti[17], con una densità di 137 ab./km². La popolazione è sparsa in modo molto irregolare; è infatti concentrata prevalentemente nelle province orientali nelle

Nel 221 a.C. Ying Zheng, re del regno di Qin, nell’odierna provincia dello Shaanxi, unifica definitivamente la Cina e nominandosi Qin Shihuangdi, cioè “primo augusto imperatore di Qin”, fonda la prima dinastia imperiale moderna, la dinastia Qin, che dura solamente undici anni. In questo periodo inizia la costruzione della Grande Muraglia, vengono unificate le unità di misura e la lunghezza dell’asse dei carri. Viene codificata per la prima volta la scrittura cinese, ad opera del primo ministro Li Si, che pubblica il primo catalogo ufficiale con 3.300 caratteri. Dopo un periodo di turbolenza seguito alla caduta dei Qin, si consolida il potere della dinastia Han, che regna per circa quattro secoli, fino al 220 d.C.: sotto la dinastia Han si apre ufficialmente la via della seta e inizia il commercio con le province romane d’oriente. L’impero comincia ad espandersi nell’Asia continentale, mentre il confucianesimo si afferma come ideologia della classe dirigente cinese. Nel 105 a.C. viene inventata la carta. Al cadere della dinastia Han, l’impero si spezza di nuovo in tre stati (periodo dei Tre Regni, 220-265): regno Wei a nord, regno Shu nell’attuale provincia del Sichuan e il regno Wu a sud. la divisione è favorita dall’introduzione del Buddismo. Segue la dinastia Jìn denominata “occidentale” nel periodo tra il 265 e il 316, durante la quale si verifica una riunificazione per un breve periodo, e “orientale” nel periodo tra il 317 e il 420 che vede Nanchino come capitale; dal 420 al 589 circa la Cina rimane divisa tra le dinastie del Nord e del Sud, mentre una nuova riunificazione avviene sotto la Dinastia Sui tra il 581 ed il 618, durante la quale la capitale diventa Xi’an; dal 618 al 907 succede la Dinastia Tang, uno dei periodi di massima fioritura della cultura cinese, mentre il periodo dal 907 al 960 viene detto “delle Cinque Dinastie e Dieci Regni”. Dal 960 al 1279 l’impero viene domianto dalla Dinastia Song. Tra il periodo Tang e quello Song viene inventata la polvere da sparo, la stampa e la bussola. La Cina è stata abitata dall’uomo fin da tempi antichissimi; i resti umani ritrovati e classificati come specie ominide a sé (Sinanthropus pekinensis o uomo di Pechino) risalgono a circa 500.000 anni fa. La società cinese passò da matriarcale (10.000 anni fa) a patriarcale (5.000 a.C.) sviluppando l’agricoltura e l’artigianato. Di questo periodo non abbiamo fonti storiche al di fuori di miti e leggende tramandate oralmente: le tre grandi figure di questi miti sono Huang Di, l’Imperatore Giallo, il primo a unificare la Cina, Lei Zu, sua moglie, che introdusse il baco da seta,

La linea costiera della Cina si snoda per circa 18.000 km e si estende dal Golfo di Bohai, gelato in inverno, alle acque tropicali del Mar Cinese Meridionale. Le zone umide costiere sono un’importante zona di sosta per gli uccelli che seguono la rotta

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La vita della capitale

La Tarda dinastia Jin cedette una larga porzione della sua frontiera settentrionale, inclusa Pechino, alla dinastia Liao dei Kithan nel X secolo. La dinastia Liao instaurò subito una capitale secondaria nella città stessa chiamandola Nanjing (“la Capitale Meridionale”). La dinastia Jin dei Jurchen conquistò Liao e governò la Cina settentrionale costruendovi la propria capitale Zhongdu (“Capitale Centrale”). Zhongdu fu situata in prossimità dell’odierna Tianningsi, leggermente scostata a sud-ovest rispetto al centro di Pechino. Le forze Mongole rasero al suolo Zhongdu nel 1215. Nel 1267 edificarono Dadu la loro “Grande Capitale” posta a nord della capitale della dinastia Jin. Dadu era anche conosciuta con il nome di Khanbaliq (la città del Khan): è considerata come l’effettivo nucleo originario di Pechino e viene indicata da Marco Polo con il nome di “Cambaluc”. I Mongoli preferirono il sito di Pechino a località più tradizionali nella Cina centrale come sede della nuova capitale perché più vicino alla Mongolia. Questa scelta contribuì a migliorare lo status della città da sempre al limite settentrionale della Cina propria. Nel 1403 Yongle anche conosciuto come Zhu Di), terzo imperatore Ming che aveva da poco conquistato il trono uccidendo il nipote dopo una sanguinosa guerra civile, rinominò la città Beijing o “Capitale Settentrionale”. È durante questo periodo che Pechino assunse la forma attuale con mura di cinta che oggi corrispondono al secondo raccordo anulare. La Città Proibita fu eretta dal 1406 al 1420,

Nuovi scambi

seguita dal Tempio del Paradiso nel 1420 altri progetti di riqualificazione urbana. Piazza Tiananmen venne bruciata due volte durante la dinastia Ming. L’odierna piazza, simbolo della Repubblica Popolare Cinese, risale al 1651. Pechino fu anche la capitale dell’Impero Mancese della dinastia Qing e della Repubblica di Cina proclamata nel 1912. Negli ultimi cento anni della dinastia mancese, Pechino venne più volte invasa e soggetta a sommossa: nel 1860 le truppe anglo-francesi occuparono e distrussero quasi completamente l’Antico Palazzo d’Estate e nel 1900 si verificò la rivolta dei Boxer contro l’imperatrice Cixi. Nel 1911 fu proclamata la Repubblica Cinese: il presidente era Sun Yat Sen, ma il potere effettivo rimase nelle mani di alcuni signori della guerra, fra i quali Yuan Shikai. Nel 1928 il Kuomintang (Partito Nazionalista della Cina) decise di stabilire a Nanchino la capitale della repubblica. Il Giappone conquistò Pechino nel 1937 sino alla conclusione della seconda guerra mondiale nel 1945. Il 31 gennaio 1949 durante la Guerra Civile Cinese le forze comuniste entrarono in città senza dover combattere. Il 1º ottobre 1949 Mao Zedong annunciò la nascita della Repubblica Popolare Cinese: Pechino ne divenne la capitale. Dalla nascita della repubblica popolare ad oggi la città si è sviluppata oltre il secondo raccordo anulare: le vecchie mura sono state abbattute per ampliare i grandi viali centrali e costruire la linea circolare della metropolitana. Tutto ciò si interruppe nel 1966, con l’avvio della

Il passato che ritorna

Nel 2004 il prodotto interno lordo di Pechino ha raggiunto la cifra di 428 miliardi circa di Renminbi, grazie ad un incremento reale del 13,2% rispetto all’anno precedente. Il settore terziario è il più produttivo dell’economia pechinese e costituisce il 60% del PIL della città. La crescita economica del settore immobiliare e del settore automobilistico è particolarmente sostenuta. Nel 2004 sono stati venduti 25 milioni circa di metri quadrati di superficie immobiliare residenziale per un ricavato totale di 108 miliardi circa di Renminbi. Nel 2004 a Pechino risultavano registrati 1.871.000 autoveicoli, 1.298.000 dei quali posseduti da privati. L’area di Dawangqiao intorno al Beijing CBD (2004) Nell’anno precedente 447.000 autoveicoli nuovi e usati sono stati venduti nella municipalità di Pechino. Questi dati testimoniano la particolare dinamicità del settore automobilistico che spinge le autorità cittadine alla costruzione e pianificazione di nuove arterie stradali e autostradali in grado di reggere il traffico crescente. Il Beijing CBD (Beijing Central Business District), situato nell’area di Guomao, è stato identificato come il nuovo centro economico della città: vi si trovano infatti gli uffici di diverse imprese, centri commerciali e appartamenti residenziali di prestigio. La Beijing Financial Street, nell’area di Fuxingmen e Fuchengmen, è un centro finanziario tradizionale. Le aree di Wangfujing e Xidan sono importanti distretti commerciali. L’area di Zhongguancun è caratterizzata

La linea costiera della Cina si snoda per circa 18.000 km e si estende dal Golfo di Bohai, gelato in inverno, alle acque tropicali del Mar Cinese Meridionale. Le zone umide costiere sono un’importante zona di sosta per gli uccelli che seguono la rotta migratoria tra la Siberia e l’Australia. L’isola di Chongming, nel delta dello Yangtze, presso Shanghai - la più grande città della Cina ed

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新城

Pingguoyuan - Sihui Est Stazione ferroviaria di Pechino Anheqiao Nord - Gongyixiqiao Tiantongyuan - Songjiazhuang Beitucheng Lu Bagou -Jinsong Xizhimen - Dongzhimen

PECHINO

北京BEIJING

紫禁城

RELIGIONE

L'antica religione cinese era un culto sciamanico, come molte altre religioni primitive. Le divinità e i miti più antichi erano già molto lontani nel tempo dagli autori dei testi Han nei quali appaiono la prima volta: le loro descrizioni sono state reinterpretate dalla cultura dell'epoca. Malgrado ciò, vi troviamo tracce di culti totemici e dell'evocazione di una dualità Terra-Acqua. Nel V-IV millennio a.C. diverse culture con tradizioni religiose emergono nel panorama cinese. La valle del Fiume Giallo vede nascere la cultura Yangshao, mentre a nord della foce si sviluppa la cultura

Taoisti 400 milioni Buddisti 660 milioni Cristiani 40 milioni Musulmani 660 milioni

宗教

L'antica religione cinese era un culto sciamanico, come molte altre religioni primitive. Le divinità e i miti più antichi erano già molto lontani nel tempo dagli autori dei testi Han nei quali appaiono la prima volta: le loro descrizioni sono state reinterpretate dalla cultura dell'epoca. Malgrado ciò, vi troviamo tracce di culti totemici e dell'evocazione di una dualità Terra-Acqua. Nel V-IV millennio a.C. diverse culture con tradizioni religiose emergono nel panorama cinese. La valle del Fiume Giallo vede nascere la cultura Yangshao, mentre a nord della foce si sviluppa la cultura

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POPOLAZIONE

Han: 86%

Manchu: 12%

1.370.000.000 66.065.000 Popolazione Popolazione cinese italiana

Hui: 2%

22.000.000 Popolazione pechinese

La popolazione del nostro pianeta ha raggiunto i 6.1 miliardi di abitanti nel 2000. Si suppone che la popolazione della terra sfiorerà gli 8 miliardi entro il 2025. In realtà non è possibile prevedere con sufficiente esattezza quali mutamenti economici, sociali e culturali si verificheranno nel mondo nel lungo periodo. La crescita della popolazione è caratterizzata da ritmi molto elevati negli ultimi due secoli e solo negli ultimi decenni ha rallentato

中國人口

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Scheda della città proibita 1-vedetta 2-porta della divinità militare 3-sala dello splendore degli eroi 4-giardino Qianlong 5-sala delle porcellane 6-padiglione degli auspici 7-giardino imperiale 8-sala dello splendore eroico 9-palazzo della purezza celestiale 10-porta della purezza celestiale 11-sala della cultura della mente 12-palazzo della pace 13-sala delle arti di Ming e Qing 14-palazzo della coltivazione 15-porta della pace duratura 16-sala dei nove dragoni 17-dimore dei tre alberi 18-sala dell’armonia preservata 19-sala dell’armonia completa 20-sala dell’armonia suprema 21-palazzo del vigore antico 22-giardino della pace e della tranquillità 23-archivi della dinastia 24-porta fiorita dell’est 25-porta fiorita dell’ovest 26-porta dell’armonia unita 27-ponte Jinshui 28-porta meridiana 29-porta della letteratura 30-porta della prodezza militare 31-porta della divinità militare 32-sala della prodezza militare

GRANDEZZA: 720.000 STANZE: 9999 IMPERATORI SUCCEDUTI: 24 IMPERATORE COSTRUTTORE: Yong Le DINASTIA IMPERATORE: Ming PALAZZI: 800 DATA DI COSTRUZIONE: 1406

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LA CITTÀ PROIBITA

La superficie della Cina è di 9 671 018 km2, il che ne fa lo stato più esteso dell'Asia orientale; la popolazione è di oltre 1 341 900 000 persone[3], pari a circa il 19,5% della popolazione mondiale: la Cina è il paese più popoloso del mondo. La forma di stato della Cina è una repubblica socialista governata da un partito unico, il Partito comunista cinese ; la sua amministrazione è articolata in 22 province, 5 regioni autonome, 4 comuni, e 2 regioni amministrative speciali. La Cina confina con 14 paesi: a nord con Russia e Mongolia; a est con la Corea del Nord; a sud con Vietnam, Birmania, Laos, Bhutan e Nepal; a ovest con

地理

GEOGRAFIA

La metropoli di Pechino pronuncia in mandarino, letteralmente "capitale del nord", è la capitale della Repubblica popolare cinese. L'intera municipalità ha dimensioni pari a poco più della metà del Belgio e conta 14 milioni di abitanti. Pechino è la città più popolosa della Cina. Confina esclusivamente con la provincia dell'Hebei e a sud-est con la municipalità di Tientsin. Pechino è una delle quattro municipalità con status di provincia della Repubblica popolare cinese ed è sotto il controllo diretto del governo centrale. Pechino è una municipalità sin dalla costituzione della Repubblica popolare cinese. È riconosciuta come il centro politico, culturale e scientifico della nazione al contrario di Shanghai, che gode dello status di maggiore centro economico. tatus di provincia della Repubblica popolare cinese ed è sotto il controllo diretto del governo centrale. Pechino è una municipalità sin dalla costituzione della Repubblica

CAPITALE DEL SUD METROPOLITANA

Linea 1 Linea 2 Linea 4 Linea 5 Linea 6 Linea 7 Linea 9

PERCORSO: 200km STAZIONI: 147 LINEE: 9 ORARIO: 05:10 - 23:40 ANNO DI APERTURA: 1969 La metropolitana di Pechino fu la prima ad essere costruita nella Cina continentale. Oggi conta oltre 200 km di percorso e trasporta ogni giorno oltre 3 milioni di persone. Gli orari di apertura sono dalle 5:10 alle 23:40, con frequenza di un treno ogni 3-4 minuti nelle ora di punta e di 8 negli altri periodi della giornata. Fu originariamente ideata negli anni '60. Il progetto fu approvato nel 1965, e la costruzione iniziò il 1º luglio dello stesso anno. La linea iniziale fu conclusa nel 1969, ed era composta da 16 stazioni lungo 21 km. All'inizio la metropolitana fu utilizzata solo da persone dotate di lasciapassare, e solo nel 1981 la metro fu aperta a tutti. Nel Settembre del 1984 fu aperta la seconda linea, di 16 stazioni lungo 16,1 km.

DATI DA PECHINO

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數據來自北京

Aumento biciclette

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Aumento abitazioni 1999 2006 2011

Giorni di sole 1999 2006 2011

Aumento popolazione 1999 2006 2011

Aumento autoveicoli 1999 2006 2011

Aumento ricchezza 1999 2006 2011

Aumento trasporto pubblico 1999 2006 2011

Aumento inquinamento 1999 2006 2011

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Parlamento Cinese

Nel 2004 il prodotto interno lordo di Pechino ha raggiunto la cifra di 428 miliardi circa di Renminbi, grazie ad un incremento reale del 13,2% rispetto all’anno precedente. Il settore terziario è il più produttivo dell’economia pechinese e costituisce il 60% del PIL della città. La crescita economica del settore immobiliare e del settore automobilistico è particolarmente sostenuta. Nel 2004 sono stati venduti 25 milioni circa di metri quadrati di superficie immobiliare residenziale per un ricavato totale di 108 miliardi circa di Renminbi. Nel 2004 a Pechino risultavano

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registrati 1.871.000 autoveicoli, 1.298.000 dei quali posseduti da privati. L’area di Dawangqiao intorno al Beijing CBD (2004) Nell’anno precedente 447.000 autoveicoli nuovi e usati sono stati venduti nella municipalità di Pechino. Questi dati testimoniano la particolare dinamicità del settore automobilistico che spinge le autorità cittadine alla costruzione e pianificazione di nuove arterie stradali e autostradali in grado di reggere il traffico crescente. Il Beijing CBD (Beijing Central Business District), situato nell’area di Guo-

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Diritti umani e contraddizioni

Rimangono poche testimonianze delle origini del Tibet, si sa però che inizialmente era popolato solamente da pastori nomadi provenienti dall’Asia centrale. La storia del Tibet come nazione inizia con la nascita del Re Tho-tho-ri-Nyantsen nel 173 a.C. In quel periodo la religione praticata era di tipo sciamanico, detta anche Bön. Del periodo si può ancora ammirare il castello-monastero di Yumbulakhang, nei pressi di Tsedang. Colui che venne considerato come il vero fondatore del Tibet è Re Songsten Gampo XXXIII della dinastia di Yarlung. Nato nel 608 d.C., il Re decise di fare diventare Lhasa la capitale del Tibet, fece costruire lo Jhorkang e introdusse

per primo la religione buddista nel regno. Sotto il regno di Trisong Detsen, con l’ arrivo di Padmasambhava, il buddismo diventa religione di stato. Nel 770 venne fondato il monastero di Samye, uno dei primi grandi monasteri buddisti del Tibet. Con i regnanti successivi a Trisong Detsen, si ritorna alla religione Bön e il Tibet entra in un periodo di instabilità politica. Nel 1042 assieme al grande maestro indiano Atisha, arrivano in Tibet una serie di maestri e saggi che diffondono di nuovo il buddismo nel paese. Nel 1072 nacque il grande monastero di Sakya, sede della omonima setta “Sakyapa”, che avrà un ruolo importante nella storia del Tibet. Nel XIII secolo, il Tibet divenne parte dell’Impero mongolo (Dinastia Yuan): con il

successo delle truppe mongole guidate da Kublai Khan, il potere centrale passa da Lhasa a Sakya. Nel 1391, nasce Gedun Khapa, il primo Dalai Lama. Tra il 1670 e il 1750 il Tibet fu incorporato nella Cina, dominata all’epoca dalla Dinastia Qing. Nel 1716, con l’arrivo del gesuita Ippolito Desideri a Lhasa, iniziano i primi contatti con l’occidente. Nel 1774 la prima missione britannica entra in Tibet, seguita dall’invasione nepalese, che viene fermata grazie all’aiuto delle truppe cinesi chiamate in soccorso dai tibetani. Nel 1904 l’impero britannico, approffittando dei disordini interni all’ impero cinese, invase temporaneamente il Tibet arrivando fino a Lhasa e costringendo il Dalai Lama a fuggire in Mongolia. Solamente nel 1912 con la fine dell’ impero cinese, Tibet, Xinjiang e Mongolia dichiararono l’indipendenza dalla Cina e il Dalai Lama riprese il pieno potere in Tibet senza alcuna influenza estera. Nel 1933 alla morte del XIII Dalai Lama, Tenzin Gyatso diventa il XIV Dalai Lama. Nel 1940, a soli 18 anni di età vennero conferiti all’attuale Dalai Lama i poteri spirituali di capo della comunità buddista del Tibet. In una visione profetica un Dalai Lama del passato raccontò che “quando l’uccello di ferro volerà, verrà l’uomo rosso e la distruzione” Il 1º ottobre del 1949 Mao Zedong a Pechino proclamò la fondazione della Repubblica Popolare della Cina. L’anno seguente l’esercito cinese riconquistò. di Maria Stella e Gianni Aldini

Re decise di fare diventare Lhasa la capitale del Tibet, fece costruire lo Jhorkang e introdusse per primo la religione buddista nel regno.

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Stadio nazionale di Pechino “Hanyu Pinyin” Scheda tecnica Ubicazione: Olympic Green, Pechino Inizio costruzione: Dicembre 2003 Inaugurazione: 2008 Costo: 3,5 miliardi di yuan Materiale del terreno: Erba Progetto: Herzog & de Meuron Posti a sedere: 91.000 Materiali utilizzati: Cemento e acciaio Occasione: Giochi olimpici Dimensioni: 400m x 200m

Un nuovo progetto per i giochi olimpici Lo Stadio nazionale di Pechino (cinese tradizionale: Stadio olimpico di Pechino, è lo stadio che ha ospitato, oltre alle cerimonie di apertura e di chiusura, le gare di alcune discipline dei Giochi della XXIX Olimpiade. Per la sua forma è stato soprannominato Nido d’uccello Inizialmente lo stadio prescelto dagli organizzatori dell’Olimpiade era il Guangdong Olympic Stadium, impianto costruito nel 1999 con questo scopo. Esso però si trova nella città di Canton, lontanissima dalla capitale, e per questo motivo nel 2002 fu deciso di costruire un nuovo grande stadio a Pechino. Fu indetta una gara tra i più grandi architetti del mondo per scegliere il progetto migliore ed alla fine fu scelto di realizzare l’avveniristico stadio presentato dagli architetti svizzeri Herzog & de Meuron, gli stessi che hanno progettato l’Allianz Arena di Monaco di Baviera, con la collaborazione di ArupSport, del China Architecture Design & Research Group e dell’artista contemporaneo Ai Weiwei. Lo stadio ha come principale caratteristica la sua copertura, indipendente

dalla struttura interna, che rende lo stadio paragonabile ad un nido d’uccello. Essa infatti si presenta come una mastodontica griglia di elementi d’acciaio chiusa da uno strato di materiale semi-trasparente. Essa inoltre dispone di un sistema di recupero dell’acqua piovana e di protezione dell’interno dal vento. Il progetto prevedeva anche una sezione mobile, che rendesse lo stadio un’arena chiusa in caso di necessità, ma la sua costruzione fu abbandonata a causa dello sforzo economico eccessivo che stava richiedendo e per problemi di sicurezza, dovuti alla maestosità del progetto. L’interno dello stadio può ospitare 91.000 spettatori tutti con posto a sedere coperto, che sono diventati 80.000 al termine dei Giochi olimpici, dopo dei lavori di ridimensionamento. Per i progettisti, un “cavallo di Troia” Secondo Jacques Herzog, autore con Pierre de Meuron del progetto, la valenza socio-politica del nido d’uccello è quella di una sorta di moderno cavallo di Troia. A parere del progettista[1], la struttura è stata pensata come un

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Amazzonia 43

LA DEFORESTAZIONE

AK-163

TRUCK 00

878GH

Il diboscamento o anche deforestazione, indica l'eliminazione della vegetazione arborea in un'area boschiva. Le ragioni per cui si procede a tale operazioni possono essere molteplici e possono essere sia positive che negative dal punto di vista ambientale: si può eseguire un

Brasile Colombia

LA SUPERFICIE DI 4 CAMPI DA CALCIO OGNI GIORNO

Totalità delle foreste nel mondo Perù Bolivia Ecuador Venezuela

Vivono ai piedi dei monti Parima, ad est del fiume Batau, e nei pressi dei fiumi Padamo, Ocamo, Manaviche e Orinoco in Venezuela; gruppi sono presenti anche nello stato brasiliano dell'Amazonas, sugli affluenti del Rio Negro. Vivono in un ambiente di foresta tropicale. Sono coltivatori di tuberi, tabacco e banane. Denominazioni alternative: Yanomame, Yanomami, Guaica, Guaharibo, Guajaribo, Shamatari, Cobari Kobali, Cobariwa. La parola Yanomamö significa essere umano nella loro lingua. La parola deve

YANOMAMI

Le foreste e i boschi non sono tutti di eguale importanza dal punto di vista ambientale (esistono foreste giovani, secolari, naturali, pluviali, tropicali, temperate, ognuna con determinate caratteristiche) per cui anche i luoghi dove viene eseguito un diboscamento legale devono essere scelti con cura. Il diboscamento e la deforestazione non devono essere confusi col taglio del bosco, che è invece finalizzato alla salvaguardia della vegetazione (taglio di piante malate, vecchie, secche, bruciate,...) o a ricavare legna-

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Alle variazioni dell'optimum climatico corrispondono foreste dominate da specie particolarmente adatte alle specifiche condizioni ambientali: igrofile (clima umido: foreste tropicali umide, foreste ripariali o plaziarie temperate) mesofile (con condizioni di temperatura/umidità intermedie: foreste submediterranee e temperate); xerofile (clima tendenzialmente asciutto: foresta mediterranea, foreste africane a palme ed acacia). L'optimum climatico, la geografia e gli altri fattori ambientali determinano le specie arboree dominanti della foresta. Conifere (abeti e pini)

LA FORESTA PLUVIALE Numero degli abitanti della foresta 1978 1989 1996 2007 Yanomami, Guaica, Guaharibo, Guajaribo, Shamatari, Cobari Kobali, Cobariwa.

Popolazioni che vivono nella foresta:

1/5

Tutti gli uccelli hanno i due arti anteriori modificati in ali e questa caratteristica permette, a quasi tutti gli appartenenti alla classe, di volare. Proprio questa capacità di volare ha portato all'evoluzione di particolari adattamenti anatomici, tra i quali si possono citare anche il sistema

1.294 specie di uccelli

Cina, Colombia, Congo, Brasile, India, Indonesia, Myanmar, Malesia, Messico, Nigeria e Thailandia, che insieme compiono più del 70% di diboscamento mondiale.

I DANNI DELLA DEFORESTAZIONE

I metodi per controllare e ridurre la deforestazione sono numerosi, ma tutti dipendono dalla volontà politica di attuarli, anche in contrasto con forti interessi economici, spesso legati all'economia del diboscamento illegale, un affare che si aggira intorno ai 150 miliardi di dollari annui. Fra questi vi è prima di tutto una agricoltura sostenibile, che attui sistemi di rotazione delle colture e che utilizzi meno territorio. Questo non è affatto scontato nei paesi in via di sviluppo dove la popolazione è in rapida crescita. Alla Conferenza di Rio del 1992 si è proposto un sistema gestione forestale sostenibile (GFS), con lo scopo di controllare il patrimonio e gli ecosistemi forestali a livello mondiale. A questo è seguita la formazione di alcune organizzazioni come il Forest Stewardship Council, attivo per la salvaguardia delle foreste tropicali, del Nord America e dell'Europa: FSC certifica i prodotti costituiti da materie prime che non consumano il patrimonio forestale. La deforestazione continua ad avanzare, e si sta rendendo necessario attuare politiche di riforestazione. Ad esempio in Cina il governo ha chiesto ai cittadini di contribuire

IL RIO DELLE AMAZONI

ause di ciò, che possono variare da una lenta degradazione forestale ad improvvisi incendi, ad intense attività di pascolo. Mentre il diboscamento delle foreste pluviali tropicali ha attirato l'attenzioIn verde la zona occupata dalla foresta amazzonica In rosso le zone più colpite dalla deforestazione

Foresta pluviale tropicale, sono le foreste pluviali caratteristiche delle regioni comprese tra i due tropici (tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno) e presente nel sud-est asiatico (Indonesia, Birmania e in Papua-Nuova Guinea, e nella fascia settentrionale e orientale dell’Australia), nell'Africa sub-sahariana dal Camerun alla Repubblica Democratica del Congo, nel

75.000 specie di piante in un 1km2

Amazzonia


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Il corso del Rio delle Amazzoni in Brasile muta, a seconda delle stagioni, in base alla quantità variabile delle precipitazioni nel corso superiore del fiume. Nei periodi di maggiori quantità di acqua esso può tracimare nelle foreste confinanti fino a 100 km di distanza.

IL LABIRINTO DEL RIO

Il Rio delle Amazzoni (in portoghese Rio Amazonas; in spagnolo Río Amazonas) è un fiume dell’America meridionale che scorre attraverso il Perú, la Colombia (per un breve tratto) e il Brasile e sfocia nell’oceano Atlantico. Il fiume nasce nel Nevado Mismi a 5600 metri sul livello del mare (Dipartimento di Arequipa, Perú). Inizialmente viene denominato Apurimac e più a avalle viene chiamato Ene. Quindi assume la denominazione di Rio Tambo. Quando il Tambo si unisce al Rio Urubamba, il fiume viene chiamato Ucayali. Alla confluenza di quest’ultimo con il Rio Marañon il fiume assume la denominazione di Rio delle Amazzoni. Dalla frontiera Colombia-Brasile il fiume viene chiamato dai Brasiliani “Solimões” (per il tratto fino alla confluenza con il Rio Negro). Oltre questo punto il fiume viene chiamato anche dai Brasiliani “Rio Amazonas”. Considerando la sorgente più lontana dal mare, appunto il Rio Apurimac, il Rio delle Amazzoni è il corso d’acqua più lungo del mondo, 6937 chilometri. È il più grande fiume del mondo per volume d’acqua, numero di affluenti e bacino idrografico (6.915.000 km2); basti pensare che in esso sfociano circa 10.000 fiumi, di cui ben 18 hanno una lunghezza superiore a 1.000 km (quasi due volte la lunghezza del Po). Il Rio delle Amazzoni è lungo quasi 10 volte il Po e circa 5 volte l’Italia.


pericolosa per l’uomo e per gli animali. Tipiche conseguenze di intossicazione da mercurio sono danni genetici gravi quali malformazioni, se non, come frequentemente accade, la morte. Il riscaldamento climatico lascia le sue tracce anche nel “polmone della Terra” e quest’anno il territorio dell’Amazzonia è stato colpito da una siccità come non s’era mai vista prima, tanto che ci vorranno dieci anni prima di tornare ai livelli precedenti. Tuttavia il bilancio biologico di questo ecosistema è riscontrabile ovunque e anche se riuscirà a tenere testa al riscaldamento globale, potrà essere minacciato a lungo termine da oscillazioni atmosferiche estreme. Il continuo diboscamento delle foreste madri diminuisce la quantità di acqua evaporata con cui il fiume si nutre e che costituiscono il fondamento essenziale per la simbiosi del regno vegetale e del regno animale. Secondo una teoria scientifica tuttavia non ancora sicura, circa 130 milioni di anni fa la fonte del Rio delle Amazzoni si trovava nel massiccio dell’Ennedi nel nord-est del Ciad, come dimostra la presenza di numerose falde acquifere ad alcune centinaia di metri di profondità, che allora apparteneva al supercontinente della Gondwana, nel quale erano riunite l’attuale India, l’Africa, l’America meridionale, l’Australia e l’Antartide. Il Rio delle Amazzoni primordiale scorreva in direzione inversa da est a ovest e sfociava nel Pacifico, formando diversi laghi interni, dei quali l’unico rimasto ai giorni nostri sarebbe

oro e del mercurio, estremamente pericolosa per l’uomo e per gli animali. Tipiche conseguenze di intossicazione da mercurio sono danni genetici gravi quali malformazioni, se n

Gli animali del rio ro che hanno inquinato il solo Rio Tapajòs con 800 tonnellate di mercurio all’anno. Tuttavia i cercatori d’oro non si pre

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VEGETAZIONE E MAREE Il Rio delle Amazzoni nasce nelle Ande peruviane. I suoi rami si chiamano Marañón, Huallaga e Ucayali. Quello più settentrionale e più ricco di acque è il Marañón, lungo 1.600 km, che scaturisce da tre pantani a monte del Lago Lauricocha e che è da sempre considerato il ramo d’origine tradizionale del Rio delle Amazzoni. La fonte fu constatata nel 1909 da Wilhelm Sievers. L’Ucayali, con i suoi affluenti, è più lungo del Marañón, mentre il ramo più lungo del Rio delle Amazzoni è al momento il Río Apurímac o

uno dei suoi affluenti. La fonte del Rio delle Amazzoni documentata nel 2001 si trova nella parete settentrionale del Nevado Mismi tra Cusco e Arequipa, circa 160 km ad ovest del Lago Titicaca. Il ramo prende per 19 km il nome di Lloquera e quindi per altri 46 km di Callamayo e Hornillos, prima di unirsi al Río Apurímac. Dopo una lunghezza totale di 730,7 km prosegue nel Río Ene (180,6 km), nel Tambo (158,5 km) e infine per altri 1.600,1 km nel basso corso del Río Ucayali, fino ad unirsi dopo una lunghezza totale di circa

2.670 km a sud-ovest di IquiL’area settentrionale della foce tos in Perù con il Marañón. forma un estuario con un delta Nei suoi 3.106 km in territorio sottomarino in formazione. Il Rio delle Amazzoni nei pressi brasiliano nel Rio delle Amazdi Manaus è lonzoni confluiscono ben “ Un fenomeno tano ancora circa 220 affluenti, dei quali circa 100 sono naviga- naturale singolare 280 km dall’equabili. Possiede alcuni aftore. Alla foce il fluenti maggiori come il avviene alcune Rio delle Amazzoni Tigre, che sgorga pres- volte all’anno nei riversa nell’Atlanso Yerupajá. tico una quantità Oltre il confine tra Perù periodi di luna e d’acqua di circa e Brasile il Rio delmetri cubi marea nuova ” 190.000 d’acqua al seconle Amazzoni prende do, quindi circa seimila miliardi il nome di Rio Solimões. Alla confluenza del Rio Solimões di metri cubi d’acqua all’anno, con il Rio Negro presso Ma- che corrisponde ad una quantità ventitré volte superiore a naus il fiume assume infine il nome di Rio delle Amazzoni. quella del Volga, il fiume euQui si trova anche il suo punto ropeo più ricco d’acqua. Nel massimo di profondità (100 m). bassopiano amazzonico, a

anni i cercatori d’oro hanno causa della pendenza limitata (3,8 cm ogni chilometro) i fiuversato nel Rio delle Amazzoni più di 200 tonnellate di mermi sono collegati tra loro da canali naturali. Le acque a sud curio. Il mercurio, grazie alla sua densità, può assimilarsi di Marajò (Tocantins, Guamã e altri) formano il Rio Pará, che soltanto all’oro; lo sporco e il sgorga attraverso la Bahia de fango restano al di fuori delle Guajará (ca. 20 km in larghez- sfere di mercurio. za) nell’Atlantico meridionale. Il tratto più breve della lingua di Sviluppo Floreale terra tra Marajó e il continen- Questa proprietà è stata sfrutte è in prossimità della città tata dai cercatori d’oro che di Breves, anche se inquinato il solo “ Non è solo la hanno è navigabile con navi Rio Tapajòs con 800 oceaniche. Non è solo foresta pluviale tonnellate di mercurio la foresta pluviale delTuttavia i cerdella regione “ all’anno. la regione amazzonica catori d’oro non si prea subire un lento processo di occupano della formazione dei distruzione, ma anche il fiume vapori di mercurio al momento stesso, che viene già da tem- della separazione dell’oro e po inquinato. Negli ultimi dieci del mercurio, estremamente

il Lago Ciad. Con una lunghezza totale di circa 14.000 km il Rio delle Amazzoni primordiale sarebbe stato il più lungo fiume che mai vi sia stato sulla terra. In seguito alla frattura della Gondwana, la piattaforma continentale sudamericana si spostò verso ovest. Poiché il bacino amazzonico venne separato dalla fonte della sorgente del Rio delle Amazzoni primordiale, i terreni orientali della valle del fiume si inaridirono. Gli alvei occidentali, invece, continuarono tuttavia ad essere alimentati dagli antichi affluenti. In seguito allo scontro dell’America meridionale con la piattaforma pacifica, lungo la costa occidentale del continente, si formarono le Ande che bloc

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pa a sud-est della frontiera tra Panama e Colombia, secondo la maggior parte delle fonti. Altri ente considerati facenti parte del Nordamerica.Le nazioni del Sud

Uomini del fiume

tale da collegare le estreme propaggini di Asia e Siberia con il Nordamerica. Alcuni reperti archeologici sembrano però non

zionale di U Minh Thuong (riserve della biosfera). Taiwan: il mangrovieto chiamato green tunnel si trova in Sihcao, Tainan, Taiwan. Le tre più importanti mangrovie

Sono principalmente presenti lungo i delta dei grandi fiumi asiatici. Golfo del Bengala: qui sono presenti i più grandi mangrovieti del mondo, i Sundarbans (il più grande) sul delta del Gange fra India e Bangladesh, e Chidambaram (il secondo più grande) collocato interamente nel sud dell’India. Da notare che la superficie di quest’ultimo è incrementata del 90% fra il 1986 e il 2002. Importanti mangrovieti sono presenti sull’isole di Andaman e Nicobar e nel Golfo di Kutch, altri sono il Bhitarkanika Mangroves e il Godavari-Krishna mangroves. Il Ganges-Surma-Meghna River System è stato uno dei più grandi del mondo. Pakistan: le mangrovie sono collocate principalmente sul delta del fiume Indu. Altre importanti sono lungo le provincie di Sindh e Balochistan. Vietnam: la foresta di mangrovie di Can Gio e la foresta di mangrovie nel parco nazionale di U Minh Thuong (riserve della biosfera). Taiwan: il mangrovieto chiamato green tunnel si trova in Sihcao, Tainan, Taiwan. Le tre più importanti mangrovie di Taiwan sono: Tamsui River in Taipei, Jhonggang River in Miaoli e la Sihcao Wetlands in Tainan. Malesia: Sumatra, Nuova Guinea, Sulawesi e le isole vicine. Medio oriente: mangrovie sono presenti sia in Oman che Iran, in arabo sono chiamate con il nome di ‘qurm’. Ad esempio

in Oman è conosciuto il Qurm Park. Le teorie più concordi rilevano che il popolamento del Sudamerica sia iniziato con l’arrivo dell’uomo attraverso lo Stretto di Bering, quando si andò creando un ponte di ghiaccio tale da collegare le estreme propaggini di Asia e Siberia con il Nordamerica. Alcuni reperti archeologici sembrano però non confermare appieno questa ipotesi, e portano a supporre teorie alternative di un popolamento addirittura antecedente. Un elemento che si è posto all’attenzione di alcuni studiosi è la grande presenza di siti archeologici nel Sudamerica e il basso numero di questi nel nord del continente. È improbabile che i più antichi siti nel nord siano ancora da scoprire, e questo è sorprendente perché se le Americhe fossero state popolate originariamente in maniera esclusiva dalla Siberia, i siti più

Acqua dal cielo

Il Sudamerica occupa la maggior parte della regione geografica generalmente denominato Emisfero meridionale, Nuovo Mondo, Emisfero occidentale, le Americhe o, semplicemente, l’America (a volte è considerato come un unico continente, e il Sudamerica un subcontinente). Il suo territorio si sviluppa a sud-est della frontiera tra Panama e Colombia, secondo la maggior parte delle fonti. Altri concordano che il confine sia da porre lungo il Canale di Panama. Quasi tutto il Sudamerica si trova sopra la placca sudamericana. Geopoliticamente l’intero Stato di Panama (compreso il segmento ad est del Canale di Panama) è generalmente considerato parte del Nordamerica, o comunque dell’America Centrale. Sebbene molte delle isole dei Caraibi, tra cui le Piccole Antille, si trovino sopra

la placca caraibica, le isole di Aruba, Barbados, Trinidad e Tobago fanno parte della regione settentrionale della piattaforma continentale sudamericana. Le Antille Olandesi e le isole prospicienti al Venezuela si trovano lungo le coste del Sudamerica. Geopoliticamente gli Stati insulari e i territori d’oltremare dei Caraibi sono generalmente considerati facenti parte del Nordamerica.Le nazioni del Sudamerica che si affacciano sul Mar dei Caraibi (tra cui Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guiana Francese) sono anche denominati Sudamerica caraibico. Altre isole del continente sono le Galápagos, l’Isola di Pasqua (in Oceania, ma appartenente al Cile), l’Isola di Robinson Crusoe, Chiloé e la Terra del Fuoco. In questo continente si trovano le più alte cascate del mondo, il Salto Angel in Venezuela, e

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Nel corso della grandi epoche migratorie, e soprattutto dopo la scoperta dell’agricoltura, gli antichi colonizzatori americani si insediarono nelle regioni e nelle aree ritenute più favorevole al loro sviluppo e al loro stile di vita.

paralleli all’alveo, che lo delimitano; possono essere naturali (formati dalla deposizione ai lati del flusso del materiale trasporta

Nella mappa le zone con più diffusione di mangrovie. Le zone verdi sub tropicalie tropicali sono gli ambienti che costeggiano le rive di mari e fiumi.

Foglie e radici

Il punto in cui il fiume nasce (dove l’acqua sgorga dal terreno) è la sorgente. Durante il suo percorso verso il basso, al fiume si possono unire altri corsi d’acqua, che costituiscono i suoi affluenti. Il fiume termina, eccetto rari casi, in un corpo idrico recettore, come un lago, un mare o un altro fiume. Il punto in cui il fiume sbocca nel corpo recettore è la sua foce. Il fiume di norma ha una pendenza maggiore nei primi tratti dopo sorgente, e man mano che si scende di quota la pendenza diminuisce, così come la velocità. Questo andamento longitudinale prende il nome di profilo del fiume. Esiste un profilo ideale, il profilo d’equilibrio, che rappresenta la situazione nella quale non c’è né erosione né sedimentazione per tutta la lunghezza del fiume. Se il profilo reale è diverso da quello d’equilibrio, nei tratti in cui il primo è più alto del secondo avviene erosione, vice-

versa avviene sedimentazione. La forza delle acque è tale da erodere la roccia e trascinare con sé detriti di varie dimensioni: pietre, legna e altri residui vegetali, fango, sabbia. Dopo aver superato i pendii più ripidi, il fiume comincia a depositare detriti sempre più piccoli e, una volta arrivato in pianura, lascia solo sabbia, fango e materiale molto minuto. La quantità d’acqua che scorre in un fiume si misura con la portata, cioè il volume d’acqua che passa attraverso una sezione trasversale del fiume nell’unità di tempo. Difficilmente questa è costante, nella maggior parte dei casi si possono distinguere tre situazioni: magra, nei periodi più secchi, quando nel fiume scorre poca acqua; morbida, nei periodi umidi, in cui nel fiume scorre abbongli argini, non sempre presenti, che sono due rilievi del terreno paralleli all’alveo, che lo delimitano; possono essere naturali (formati dalla deposizione ai lati del flusso del materiale trasportato) o artificiali, costruiti per contenere il flusso al loro interno ed evitare che inondi le zone circostanti; la valle o la pianura alluvionale, cioè il territorio nel quale il fiume scorre: nel primo caso è un’incisione a forma di V nel territorio circostante, generata dall’erosione del fiume e delle precipitazioni, per questo la pendenza dei versanti è maggiore quanto è maggiore la compattezza del terreno; nel secondo caso è una pianura formata dai sedimenti depositati gli uni sugli altri dalle piene del fiume. la riva destra e la riva sinistra: guardando nel senso della direzione di scor-

Il mare e il fiume

Si tratta della sede all’interno della quale si verifica lo scorrimento delle acque fluviali. È proprio l’azione erosiva esercitata dalle acque che, agendo sul substrato roccioso, ne determina la progressiva escavazione. Per ciascun corso d’acqua è possibile individuare, in sezione trasversale, tre distinti alvei: Letto ordinario (o alveo di piena): costituisce il canale di scorrimento del fiume nei periodi di piena ordinaria, che si ripetono in primavera ed autunno. È chiaramente delimitato lateralmente da sponde, o scarpate, sub-verticali, oltre le quali si individua il piano del letto maggiore, in posizione leggermente soprelevata. Nel letto ordinario sono contenuti materiali grossolani, depositati conseguentemente alle variazioni di corrente, responsabili anche del continuo rimaneggiamento (con conseguente irregolarità) dell’alveo di scorrimento. Risulta scarsa, in virtù dei fenomeni alluvionali di piena, la presenza di vegetazione arborea. Letto di inondazione

(o alveo maggiore): è costituito dalla superficie massima inondabile dal fiume nel corso delle alluvioni, è sopraelevato e di dimensioni maggiori rispetto al letto di scorrimento ordinario. Paradossalmente, l’attività umana di prelievo (spesso indiscriminato) del sedimento fluviale, per la produzione di laterizi, può dal luogo ad un abbassamento del livello di scorrimento del letto di inondazione. In questo modo, anche in fase di piena, diviene più difficile per il fiume dar luogo a fenomeni alluvionali. Il letto di inondazione è caratterizzato dalla presenza di sedimenti e materiale grossolano, depositati dalle acque nelle fasi di esondazione. ere la blanda corrente fluviale. Rappresenta la fascia di maggior profondità, e non è costituito da argini sufficientemente definiti da permetterne immediatamente la distinzione dal canale ordinario, nel quale si forma. In generale, è costituito da un canale di scorrimento che, spesso, tende a dividersi e riunirsi senza soluzione di continuità, in base all’azione di

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in due gruppi: senza ghiera e con ghiera.La ghiera può essere a vite oppure con chiusura a scatto, comandata da una molla; questo sistema serve, una volta chiuso, ad impedire un’apertura accidentale della leva del moschettone. Ciò risulta vantaggioso per l’auto assicurazione in sosta e nelle manovre di cordata. Infatti, se la leva del moschettone si trova a contatto con la

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MEDUSE Leggere tra le onde del mare Le meduse di dimensioni maggiori si ritrovano negli Cnidari Scifozoi, le cosiddette scifomeduse, tra le quali primeggia la Cyanea capillata, diffusa nei climi temperati ed artici, che può arrivare ai 2,5 m di diametro. Lo stadio polipoide è molto spesso ridotto, e nella Stygiomedusa e Pelagia noctiluca, specie oloplanctoniche, risulta invece assente. Nei Cubozoi, la struttura a forma di “ombrello” è di forma cubica con simmetria tetraradiale. Le cubomeduse, meduse diffuse nei mari tropicali, sono di piccole dimensioni, con al massimo i 15 cm (3 metri in estensione) delle Chironex fleckeri; tuttavia sono molto pericolose e talvolta mortali anche per l’uomo, che le ha così soprannominate “vespe di mare”. Lo stadio delle mesude si trova invece assente negli Cnidari della classe Anthozoa e in alcune specie di Idrozoi (ad esempio, l’Hydra), dove in molti altri casi prevale la forma polipoide coloniale, e l’idromedusa è di dimensione e vita ridotta.

La forma generica di una medusa è quella di un polipo rovesciato. Può essere immaginata come un sacco leggermente appiattito, dove si riconoscono una zona superiore convessa, l’esombrella, ed una regione inferiore concava, detta subombrella, al cui centro è posta


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Classificazione e speci I loro tentacoli ospitano delle particolari cellule, gli cnidociti, che funzionano una volta sola, per cui devono essere rigenerate. Hanno funzioni difensive ma soprattutto offensive (per paralizzare la preda). Esse si attivano quando vengono toccate, grazie a un meccanorecettore detto cnidociglio, ed estroflettono dei filamenti urticanti detti cnidae. Le cnidae possono essere di diverso tipo: nematocisti o spirocisti, e sono collegate ad appositi organuli, cnidoblasti che contengono un liquido urticante. Le cnidae, in genere, inoculano una sostanza che uccide la preda per shock anafilattico. Il liquido urticante ha azione neurotossica o emolliente, la cui natura può variare a seconda della specie, ma di solito è costituita da una miscela di tre proteine a effetto sinergico. Dai suoi studi, il Premio Nobel Charles Richet, individuò le tre proteine e le classificò come: ipnotossina, talassina e congestina. L’ipnotossina ha effetto anestetico, quindi paralizzante; la talassina ha un comportamento allergenico

Chrysaora fuscescens Ad eccezione di alcune specie bentoniche, col corpo appiattito atto a strisciare sul fondo, la maggior parte degli Ctenofori mostra una forma più o meno sferica. Dalla parte superiore del corpo, il polo apicale, si dipartono 8 file di bande meridiane provviste ciascuna di una serie di pettinio ctenidi. Lo ctenidio è una paletta vibratile munita di ciglia che, battendo coordinatamente assieme alle altre, permette all’organismo di spostarsi lentamente nell’ambiente pelagico. La coordinazione dei movimenti dei pettini è regolata da una statocisti, un organo di senso statico posto sul polo apicale, che collega il sistema nervoso alle bande ciliate e permette ad esse di vibrare con la stessa frequenza o con

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Cotylorhiza tuberculata frequenze diverse, a seconda del movimento che intende compiere l’animale. Come per gli Cnidari, di cui sono stati in passato erroneamente ritenuti parenti, il sistema nervoso non è centralizzato ed è costituito da una semplice rete nervosa subepiteliale. Ctenofori in una illustrazione tratta dal Kunstformen der Natur (1904) di Ernst Haeckel La maggior parte degli Ctenofori è dotata di due lunghi tentacoli completamente retraibili in due tasche interne del corpo. Ogni tentacolo è provvisto di filamenti secondari, ciascuno dei quali è munito di particolari cellule adesive, dette colloblasti. Grazie a queste cellule, essi riescono a catturare piccoli

che causa una risposta infiammatoria; la congestina paralizza l’apparato circolatorio e respiratorio. Anche se non tutte le meduse sono urticanti, alcune cubomeduse come la: Chironex fleckeri, sono particolarmente pericolose per l’uomo, in taluni casi possono causare anche la morte per shock anafilattico. Secondo Fenner & Williamson 1996 i casi mortali segnalati sono soprattutto localizzati nelle aree del Sud-Est asiatico e Oceania e nel Golfo del Messico; mentre le specie

normalmente presenti nel mediterraneo non sono mai così pericolose. Per una panoramica delle specifiche azioni di ogni sostanza contenuta nelle singole specie di medusa si rimanda alla lettura del utile lavoro di G. L. Mariottini e L. Pane dell’Università di Genova. Le sostanze urticanti liberate dalle nematocisti delle meduse provocano: una reazione infiammatoria acuta caratterizzata da eritema, gonfiore, vescicole e bolle, accompagnata da bruciore e

Rhopilema nomadica organismi (copepodi e larve di invertebrati) estendendo i tentacoli come una sorta di lenza. Una volta avvenuta la cattura il cibo viene portato alla bocca, posta sull’estremità inferiore del corpo (polo orale). Gli Ctenofori sono organismi aprocti. La bocca è collegata, tramite una faringe, ad uno stomaco centrale dal quale si dipartono 2 canali orizzontali. Ogni canale si evolve poi in 4 canali meridiani che si allungano longitudinalmente in corrispondenza delle 8 bande ciliate. Questa cavità articolata ha sia funzione digestiva che vascolare, come per gli Cnidari. La conformazione di questa cavità gastrovascolare conferisce all’animale una simmetria bilaterale doppia: il corpo può essere diviso in due metà spe

Scrippsia pacifica culari da due piani di simmetria, ortogonali tra loro ma non equivalenti. Gli Ctenofori sono ermafroditi sufficienti e l’autofecondazione è un adattamento alla vita solitaria condotta nel mare aperto. I gameti, uova e spermatozoi, vengono prodotti nella cavità gastrovascolare ed, attraverso la bocca, espulsi all’esterno dove avviene la fecondazione. Lo zigote dà origine ad una larva planctonica che metamorfosa in un adulto. Gli individui possono riprodursi anche allo stadio larvale prima di maturare, con un particolare processo detto dissogonia. o, il polo apicale, si dipartono 8 file di bande meridiane provviste ciascuna di una serie di pettinio ctenidi. Lo ctenidio è una paletta brile

sensazione di dolore. Questa reazione è dovuta all’effetto tossico diretto del liquido contenuto in tentacoli di medusa (nematocisti). A volte, le meduse possono provocare lesioni cutanee ritardate nel tempo. La reazione cutanea alla medusa ritardata nel tempo rappresenta una entità clinica seria nella quale si sviluppano lesioni di tipo eczematose a distanza di giorni o mesi dopo il contatto con la invertebrati, in questo caso si può anche ricorrere, nei casi più gravi, a terapie sperimentali

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LIBRI PER VIAGGIARE Alice nel paese delle meraviglie Seguendo un coniglio bianco (in certe traduzioni “Bianconiglio”), Alice cade letteralmente in un onirico mondo sotterraneo fatto di paradossi, di assurdità e di nonsensi. Nella sua caccia al coniglio le accadono le più improbabili disavventure. Segue il coniglio attraverso la tana, ma cade (lentamente) in uno strano tunnel. Arrivata in fondo, trova una stanza piena di porte, ma tutte chiuse e tutte minuscole. Guardando attraverso una serratura, scorge un bellissimo giardino e vuole raggiungerlo, ma è troppo grande. Allora scorge su d’un tavolo di vetro una chiave, ma lei è sempre troppo grande per passare attraverso la porta. Viene in suo aiuto una bottiglia con su scritto “bevimi”. Infatti il contenuto la fa rimpicciolire, ma giunta alla porta, si rende conto d’aver lasciato la chiave sul tavolo. Assaggiato un

pasticcino comparso dal nulla con su scritto “mangiami” diventa enorme. Ora può prendere la chiave ma di nuovo non passa dalla porta. Affranta, scoppia in lacrime, che allagano la stanza. Ritrovata la bottiglia, riesce a rimpicciolirsi e Il gatto del Cheshirescomparsa la stanza, si trova in compagnia d’un topo e altri animali (parrocchetto, dodo, aquilotto). Il topo abbozza una storia ma poi scatta la “corsa confusa” dove tutti gli animali corrono in circolo, chi inizia dopo chi smette prima. Alla fine della corsa, però, tutti sono asciutti. Allontanatasi da questa compagnia, Alice ritrova il coniglio bianco e la sua casetta. Entrata in casa per cercare guanti e ventaglio del coniglio, mangia di nuovo, diventando ancora una volta

enorme, tanto che le braccia le escono dalle finestre. Il coniglio, allarmato, chiama a raccolta Bill la lucertola che prova a passare attraverso il camino, ma Alice lo scaccia con un calcio. Fallita la spedizione di Bill, il coniglio tira sassi ad Alice che però diventano pasticcini. Mangiatone uno, ridiventa piccolissima e fugge dalla casa. Scansato il pericolo del cucciolo gigante, Alice s’intrattiene col Brucaliffo, che trova su d’un fungo a fumare un Narghilè. Prima d’andarsene, dopo essere diventato farfalla usando una nuvola di fumo come bozzolo, il bruco le rivela che le due parti del fungo la possono far crescere e rimpicciolire a suo piacimento. Al primo tentativo, Alice si ritrova con un collo lunghissimo, che fa sì che un piccione la scambi per un serpente. Ritrovate le giuste proporzioni, Alice si rimette

Lewis Carroll

ansato il pericolo del cucciolo gigante, Alice s’intrattiene col Brucaliffo, che trova su d’un fungo a fumare un Narghilè. Prima d’andarsene, dopo essere diventato farfalla

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Occorre individuare tre traduzioni principali che furono da riferimento per tutte le altre a venire almeno fino agli anni cinquanta: 1872, primissima traduzione italiana ad opera di Teodorico Pietrocola Rossetti, per la casa editrice Loescher di Torino. Fu Carroll stesso a scrivere al suo editore Macmillian di Ermanno Loescher come “my italian friend”. Il volume è molto fedele all’originale, tuttavia la qualità di stampa è molto bassa, non si leggono alcune lettere e vi sono parecchi refusi. La traduzione interviene direttamente anche sulle tavole di Tenniel originali. Il testo è arricchito di elementi biografici di Carroll e autobiografici di Rossetti (i due sono stati anche frequentatori) e Rossetti impregna le pagine di spirito risorgimentale ispirato anche dal romanzo storico coevo di Tommaso Grossi “Marco Visconti”. 1908, ad opera di Emma Cagli per l’Istituto Arti Grafiche di

Bergamo. È la traduzione più melensa, in cui la Cagli depura il linguaggio con moralità forzata e parole meno dure (per esempio, da “porco” a “porcellino”), a volte stravolgendo il senso originale di Carroll. In realtà questa è la traduzione non dell’Alice originale edita da Macmillian ma dell’edizione inglese pubblicata da Heinemann nel 1907, con le tavole di Arthur Rackham. Il linguaggio della Cagli attinge dal patrimonio popolare e sono inseriti proverbi, giochi di parole e altre trovate che originalmente non comparivano. 1913, in traduzione anonima ma si hanno buoni motivi per credere che sia ad opera di Silvio Spaventa Filippi, direttore della collana editoriale milanese in cui questo titolo è inserito. Il traduttore ha sotto gli occhi l’edizione di PietrocolaRossetti e ne depura il linguaggio dai toscanismi ed arcaismi da questo aggiunti. Dall’edizione del 1872 mantiene identici i nomi di alcuni capitoli e di

personaggi. Ai personaggi tuttavia è dato un nome che ne imita la grafia: Humpty Dumpty diventa Unto Dunto, Mad Hatter diventa Hatta, e così via. È un’edizione importantissima perché presenta in volume unico i due libri di Carroll anteponendo però “Through the looking-glass” (probabilmente per necessità di presentare la novità).

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Nt magazine  

rivista di viaggi e culture

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