Erodoto108 n° 3

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Sono ormai tre anni che Nelson Mandela, 95 anni, non appare in pubblico. Il mondo intero lo ha visto per l'ultima volta nell'estate 2010 all'apertura dei Campionati del Mondo di calcio. Da allora tutte le notizie su Madiba riguardano, purtroppo, solo il suo stato di salute. Da quando è stato ricoverato in ospedale a giugno scorso e le sue condizioni erano parse ad un certo punto irreversibili, il Sudafrica è andato in tilt, come è sempre accaduto negli ultimi anni: media impazziti, gente in ansia, preghiere collettive. Da vari anni l'ex presidente non interviene nella vita politica del suo paese e ultimamente non ne avrebbe più nemmeno le forze. Ciononostante l'intera popolazione vive [ 10 ] con terrore il fatto che Mandela, un

giorno o l'altro, se ne andrà. Perché Mandela ormai è un'icona santificata, un'idea. Tutti, ancora oggi, si sentono rassicurati nel sapere che Madiba esiste. Lo sono i bianchi, che hanno sempre visto in Mandela il loro imprevisto protettore, ma lo è anche l’African National Congress, il suo partito. Anzi, l’Anc teme più di tutti la scomparsa di Mandela. Perché la figura di Mandela é stata usata, soprattutto negli ultimi tempi, per rinfrescare l'immagine del partito al potere, ormai infestato di casi di malgoverno e corruzione. Madiba è ormai per molti una specie di specchio di Dorian Gray, nel quale il Sudafrica continua a vedersi giovane, bello e invitto. Quando morirà tutti dovranno guardarsi per quello che sono.

Laura Mezzanotte segue per lavoro la politica africana e tutto quel che accade sotto il Sahara da vent'anni. Ama il Sudafrica da altrettanto.