Erodoto108 Numero Speciale

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Qual è la matrice ambientale del quartiere di via Roma? Quanto un luogo e la sua storia riescono a determinare attitudini e caratteristiche delle persone che lo abitano?

LE DONNE SONO OSTERIE E SI BEVE A TEMPO testo di Antonio Canovi e Alberto Pioppi

Metabolismo di un quartiere antimoderno

A

ttraversato da continui cambiamenti ma ritenuto dalla città poco attraversabile, il quartiere di via Roma è sempre stato un luogo in trasformazione, a partire dal nome della strada, cardo della Reggio romana, che era in origine Santa Croce, fu cambiato in De Amicis sotto i Savoia e poi in via Roma durante il fascismo. Che sventra e rade al suolo le vie malfamate e puzzolenti di Borgo Emilio e Franco Tetto, spostando gli abitanti in altre zone della città. Segue l’inevitabile chiusura di molte delle numerose osterie – quasi tutte gestite da donne – nelle quali manovali, carpentieri e artigiani bevevano “a tempo” e parlavano l’arsave, il dialetto reggiano alla rovescia: un codice linguistico che assicurava l’impunità ai ladri di uova e di galline e identificava immediatamente gli infiltrati della milizia o gli agenti dell’Ovra. Il quartiere a questo punto della storia ha una lingua, una suo codice comportamentale – la “ligera” – e i suoi abitanti si autodefiniscono “popol gióst”, popolo giusto. Al n.13 di vicolo Venezia resiste la scritta "Il popol gióst vuole la neve" (è stata rifatta negli anni Cinquanta, ma la sua storicità è confermata dalle fonti): inizialmente era un augurio per i più poveri che quando nevicava lavoravano come spalaneve, nel linguaggio antifascista alludeva all’attesa della caduta del Regime. Dopo il fascismo anche le giunte rosse del dopoguerra tentano di mettere ordine in questo piccolo mondo di confine, un pezzo di città borderline dove si tengono polli sui tetti e si curano le viti e dove una come la Priama Gelati, di famiglia bolognese rossa e pasionaria, si permette una vita libera e fuori dagli schemi e gioca a fare la diva sulle botti dell’osteria. Poi a un certo punto il popol gióst sembra non esserci più e resta solo un mito da rispolverare di tanto in tanto; il quartiere pare diventare un 16