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Le foto dei richiedenti asilo in mostra nel luogo che li ospita

HOTEL CITY testo e foto di Massimo D’Amato

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uando alcuni abitanti di via Roma quattro anni fa iniziarono ad aprire case, cortili e cantine per ospitare mostre in occasione di Fotografia Europea, fu subito chiaro che il cuore dell’evento avrebbe dovuto essere l’Hotel City, punto d’approdo di profughi, immigrati e persone sole, centro del quartiere per posizione, frequentazione e soprattutto perché è spesso da qui che corpi e mondi altri e lontani escono sulla strada a dire “ci sono”. Edizione dopo edizione questo albergo ha ospitato racconti fotografici, dj set, vernici. Quest’anno vi si può visitare la mostra realizzata da alcuni nuovi abitanti di via Roma, arrivati da altri Paesi e spediti qui in attesa dei documenti senza sapere nulla della città. Ilaria Crosta e Niccolò Hebel hanno passato un paio di settimane ospiti del quartiere per lavorare con loro. Il titolo del progetto, che ha anche prodotto una bella fanzine, è la formula di saluto usata dai richiedenti asilo di lingua inglese: “How far now?”

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L’insegna luminosa “Hotel” bianca e celeste, con una freccia e due stelle, ti guida verso le scale. Le pareti hanno il colore sbiadito dal neon, e al primo piano si aprono le porte di una saletta con la televisione e di una portineria. Sono stanze dall’aspetto vissuto, dove si incontra molta gente. La prima serie di fotografie è davanti alla macchina del caffè, le altre sono lungo le scale che continuano a salire e sulle pareti di ogni pianerottolo. Tanti fogli di carta attaccati al muro con lo scotch, non sempre diritti: volti, interni di camere con cuscini e lenzuoli, una cabina telefonica, una ragazza con le mani infilate nella tasca del giubbotto. Immagini di vita quotidiana raccolte dagli ospiti di questo hotel, richiedenti asilo che vengono dall’Africa e dall’Asia; fotografie scattate con macchine usa e getta, insieme a Ilaria Crosta e niccolò Hebel che hanno coordinato il progetto “How Far now”. Davanti a questi fogli di carta passano i fotografi e i fotografati, ripetendo la quotidianità; le immagini parlano con gli stessi ambienti che rappresentano, accanto alle scarpe e i vestiti stesi per asciugare. Bello!

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Erodoto108 Numero Speciale  

Durante le giornate inaugurali di Fotografia Europea a Reggio Emilia, dal 5 al 7 maggio, Erodoto108 ha installato la sua redazione in via Ro...

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