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ispirati da farfalle dalle ali trasparenti la fondazione clearwinG per la biodiversità

le autorità e al mondo intero sia il modo migliore per cercare di proteggere e conservare quel poco di naturale del nostro mondo che ancora rimane. L’ho fatto per oltre vent’anni come fotografo (il mio primo reportage di denuncia dei pericoli incombenti sulla magnifica e delicata “Foresta primordiale di Frakto” pubblicato su Oasis nel 1993 diede spunto all’allora ministro dell’ambiente Greco per ampliare a tutta la valle lo stato di protezione) e per altri dieci come regista di documentari (nel 2011, quando ancora c’era chi non ci credeva, ho completato un film sull’influsso dei cambiamenti climatici sugli stambecchi delle alpi, “Le divinita’ della montagna”, mandato in onda Da Geo&Geo su Rai3). e lo continuo a fare oggi come direttore della Fondazione ClearWing per la Biodiversità (www.clearwingfound.com), che gestisco insieme a mia moglie Marta (che all’eta’ di quattro anni dichiaro’ alla sua maestra che da grande avrebbe fatto l’entomologo… pochi mesi fa Marta ha completato il suo dottorato di ricerca in biologia scoprendo tre nove specie di farfalle nel sud-est asiatico e dimostrando, per la prima volta al mondo, che ci sono farfalle (i sesidi) che non solo sono simili di aspetto alle api e alle vespe ma che sanno anche volare, ovvero comportarsi, come api e vespe). Consapevoli delle sfide ambientali dei nostri tempi, con la nostra fondazione non a scopo di lucro, vogliamo sostenere talenti emergenti, progetti di ricerca e campagne educative volte ad aumentare la conoscenza del mondo naturale e a diffondere la consapevolezza dell'importanza della sua conservazione sia su scala locale che globale. Il tutto prendendo ispirazione da farfalle dalle ali trasparenti. PS: la “mia” zerynthia oggi e’ una farfalla inserite nella lista di specie di importanza europea.

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ERODOTO108 •24

Quando avevo tredici anni l’unico ambiente naturale a tiro di bicicletta da casa mia era un canale di scolo alla periferia della mia città, lo scolo Lama. Dai primi giorni di primavera fino all’arrivo dell’estate ci andavo tutti i pomeriggi di bel tempo. L’acqua del canale puzzava di fogna, ma sulle sue sponde c’era una ricca vegetazione spontanea che attirava dai campi e frutteti vicini un numero cospicuo di insetti e soprattutto di farfalle. La mia preferita era la zerynthia (Zerynthia polyxena), una delle prime a farsi vedere dopo l’inverno. Dal volo delicato, la vedevo solo quando non c’era vento e solo ad aprile, intorno ai giorni del mio compleanno. Cercala il 15 aprile era come realizzare un sogno, vederla un regalo che facevo a me stesso. Non ce n’erano molte, 10-15 magari una ventina. Modesta di dimensioni ma esotica nei colori, con lo sfondo giallo delle ali incorniciato da tessere (scaglie) colorate di blu e di rosso, sembrava uscita da un mosaico bizantino. Ravenna, che di mosaici se ne intende, allora si stava espandendo e anche a me che ero un ragazzino arrivavano voci che quel canale sarebbe stato presto cementato, ingoiato dalla inevitabile, mi dicevano, crescita urbana. Così, a quattordici anni, me ne andavo lungo le sponde della Lama a contare le uova che le zerynthie avevano depositato sulla loro piante nutrici, l’aristolochia. Nutrivo il sogno segreto di salvare le farfalle che amavo. Volevo mappare la loro presenza lungo il canale e di far sapere alle autorità cittadine che quello scolo doveva essere lasciato com’era! Almeno le sue sponde, con la sua vegetazione e l'aristolochia. Spontaneamente avevo ideato un ingenuo mini-progetto di conservazione, Per me era una cosa che andava fatta per cercare di aiutare quella farfalla che mi affascinava. Da allora in poi non ho mai smesso di credere con tutte le mie forze che mostrare la bellezza della natura e diffondere il messaggio dell’importanza della sua conservazione tra i giovani, la gente

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Erodoto108 n°24  

La Polonia è il tema del dossier centrale, con i suoi 2000 laghi e il parco nazionale dello Slowinski, insieme alla casa di Kapuściński alla...

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