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dei duemila laGhi

Saranno state due o tre paginette, corredate da alcune foto. Però con quelle parole iniziò a prendere forma un altrove capace di tentarmi. Ma guarda, aggiunsi. Pensavo la Polonia un paese grigio, terribilmente grigio, fumo delle ciminiere e luci abbassate sulle speranze. e invece ecco l’azzurro dei laghi, ecco il giallo dei campi di grano e il verde delle foreste. Un altrove antico, ma rimasto uguale a se stesso. Come se la Storia, almeno da quelle

parti, non fosse passata col rullo compressore. Nell’articolo si diceva che i contadini si muovevano ancora con i carri del fieno, tirati da cavalli. Davvero un altro mondo, prima dei piani quinquennali e delle acciaierie che avrebbero dovuto edificare il socialismo. Solo che quel mondo, sorprendentemente, non era stato spazzato via. Non era solo un album di ricordi. Beh, da allora è trascorso un quarto di secolo e più e per tutto questo tempo la Masuria è stato un sottosuolo di pensieri che di tanto in tanto balzavano fuori, un altrove in attesa. Grazie a quell’articolo. Anzi, a quell’idea dei contadini che ancora si muovono sui carri del fieno. Ma guarda, continuavo a dirmi. I carri del fieno. Poi, dopo tutto questo tempo ci sono arrivato, in Masuria. Quattro ore di pullman da Varsavia e quindi la bicicletta. I primi colpi di pedale, il primo cartello: Jezioro Mokre. Jezioro, la parola polacca per lago. Una pista di sabbia e solo il rumore del vento che agitava i canneti. Gli alberi che sovrastavano e piegavano dolcemente le loro fronde. Posti da entrare in punta di piedi. Immensa natura, soverchiante natura, buona per rinunciare a ogni presunzione. Il primo giorno in bicicletta: sabbia, radici, bel-

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Masuria. In polacco Mazury, che per inciso è al plurale: le Masurie. Se non ne avete mai sentito parlare è facile farsene una ragione. A me succede anche con diverse terre di Italia, a poche ore di treno o di macchina dalla mia città: in genere quelle che meritano di più e che si conoscono di meno. Però per quanto mi riguarda era tanto che la Masuria mi ronzava per la testa. Il muro di Berlino era venuto giù da poco, seppellendo ciò che rimaneva dei regimi socialisti, Polonia inclusa. Sull’inserto che un quotidiano nazionale dedicava ogni settimana ai viaggi mi imbattei in un articolo che suggeriva la Masuria. Ma guarda, mi dissi. era la prima volta che ne sentivo parlare. Sembrava una meta più remota della Thailandia.

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Erodoto108 n°24  

La Polonia è il tema del dossier centrale, con i suoi 2000 laghi e il parco nazionale dello Slowinski, insieme alla casa di Kapuściński alla...

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