Erodoto108 n°23

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STORIE DI CIMITERI

C'

Mio nonno e zia Evelina da bimbi erano costretti a salire fin su a piedi, che il babbo Enrico li cinghiava.

TRESPIANO A FIRENZE IL CIMITERO PIÙ GRANDE D’ITALIA

è un posto solo in cui torno ogni anno. Agli albori dell'autunno. Si sale su per la via Bolognese. Una delle più nascoste vedute di Firenze. Trespiano. Il cimitero. Lì i miei avi. Mio nonno, che ho conosciuto solo dalle storie e al quale comincio ad assomigliare con gli anni. E la sorella. Zia Evelina. Lei sì la ricordo con grande simpatia. I due fratelli che da bimbi erano costretti a salire fin su a piedi, che il babbo Enrico li cinghiava. Per conto mio io vo’ col 25, fin su al piazzale. Sotto il porticato un bar e la fioraia. Sempreverdi bianchi e margherite. Poi via tra i viali alberati a cipressi. Ci si veniva da bambini con mamma, mio fratello Roberto, che porta il nome di nonno e la Zia Armida. Stesso nome di sua nonna. Così, mi dico, avrei potuto chiamarmi Armida anch'io. Alcune cose cambiano. Non i pellegrinaggi.

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Per conto mio io vo’ col 25, fin su al piazzale. testo e foto di Francesca Duca