Erodoto108 n20

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STORIE

DI LIBRI

La follia di michele gentile dura da trentadue anni. Si è inventato il ‘libro sospeso’, ‘il libro in pullman’ e scambia libri con metalli. eppure appare sconsolato: ‘nessun vuole diffondere la passione per la lettura’. Si lamenta: ‘Questo lavoro è un ergastolo’. ma la sua libreria, così strana, è irreale. e allora vale la pena andarci. testo e foto di adrea Semplici

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Vallo di Diano, terra di Salerno, Polla, cinquemila abitanti e una libreria

‘FARE IL LIBRAIO È DA PAZZI’ C osa devo fare con Michele Gentile? Con il libraio Michele Gentile. Polla ha poco meno di seimila abitanti, cittadina del nord del Vallo di Diano, ottanta chilometri a Sud di Salerno, confine fra Campania e Lucania, costone dei monti del Cilento. Arrivo a Polla per conoscere Michele e la sua libreria. Nel computer ho una rassegna stampa entusiasta: qui si lasciano libri ‘in sospeso’ come se fossero caffè dei bar di Napoli, si presentano libri sui pullman di linea verso le città del Nord, si scambiano libri con metalli. In più, forse proprio per questo, un cartello stradale mi avverte: ‘Polla, città del libro’. Titolo altisonante (sono 336 le città del libro in Italia, ho controllato): quanti libri si leggono nel nostro paese?

Ecco cosa accade: uscita della SalernoReggio Calabria (ancora non hanno il coraggio di farti pagare un pedaggio), immensa rotonda, condomini da periferia, urbanistica dall’aria strapazzata, svolta a destra, strada di ingresso verso il centro. La libreria, si chiama Ex-libris, ed è anche un caffè (nel senso che fa il caffè) e vende quotidiani (solo giornali), è qui. Non assomiglia a una libreria. Non ha una vera vetrina: è coperta da ogni tipo di manifestino. L’insegna è metallica: dovrebbe essere un caffè poggiato su un libro squadernato. Posso dire: a me, fiorentino, appare una ferramenta, una mesticheria. Lo trovo incoraggiante. E Michele è dietro un computer. Spunta fuori (prima i capelli, poi gli occhi) e penso che ho di fronte un libraio che assomiglia a Gene Wilder con lo sguardo rotante di Marty

Feldman in Frankestein Junior. Capelli arruffati, mobilissimo, una camicia gialla, pantaloni verdolini.

Non è difficile accorgersi delle assenze in queste librerie: niente libri da ‘successo’ di stagione. Niente Cognetti, per dire di uno bravo. Nemmeno Matteo Renzi, per fortuna. O, peggio, Bruno Vespa. Sul tavolinetto a fianco dell’ingresso (la porta a vetri ci batte contro) ci sono libri dalla copertina bianca: tutti sul Cilento. Accanto al computer, c’è Cent’anni di solitudine, un Benedetto XVI, la biografia (bella) di