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STORIE

DI MUSICA

testo di fabio artoni

nel 2010, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’indipendenza di ben 17 paesi africani, l’etichetta sterns ha fatto uscire un cofanetto di 18 cd titolato ‘africa 50 years of music’: 185 tracce di musica africana moderna.

INDIPENDENCE CHA CHA Suoni, strumenti, espressività che arrivavano da fuori sono stati rimasticati e innestati nelle tradizioni. Senza frontiere tra musica tradizionale e moderna. ‘che ne sarà della vostra lingua?’ ‘Morirà. Impareremo un’altra lingua. Vivremo’.

C

hitarre elettriche e piani a pollice; strumenti occidentali e tradizioni africane; James Brown e l’hochetus dei pigmei… Le musiche africane moderne nel cofanetto ‘Africa: 50 years of music’.

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Il 1960 e dintorni fu un gran periodo per i paesi africani. Quell’anno in diciassette ottennero l’indipendenza. Quando arrivò la fine per uno dei più crudeli regimi coloniali della storia, quello dei belgi in Congo Zaire, la gente ballò al suono di ‘Indipendence cha cha’ di Joseph Kabassele. La voce era di Vicky Longomba e la chitarra di Docteur Nico. La prima strofa dice: ‘Abbiamo ottenuto l’indipendenza. Siamo finalmente liberi. Alla tavola rotonda abbiamo vinto. Viva l’indipendenza che abbiamo vinto’. A quella tavola era seduto anche Patrice Lumumba. Prese la parola e fece sbiancare i bianchi del mondo, mostrando che era vernice trasparente quella con cui i colonizzatori cercavano di coprire con la parola ci-

viltà i peccati mortali di quegli anni. Lumumba, Nkrumah, Senghor, Keniatta agganciarono l’indipendenza al panafricanesimo, all’Africa unita, alla negritude. Poi le cose non andarono sempre come i sogni volevano, qualcuno pagò con la vita, venne il tempo dei Bokassa. Lo scorso anno si festeggiavano i cinquanta anni da quel 1960. L’etichetta Sterns ha fatto uscire un cofanetto di 18 cd titolato ‘Africa 50 years of music’. Regole rigide: una traccia per autore; tre cd per ogni macroarea (est, ovest, nord, sud, centrale, lusofona); solo canzoni post indipendenza. Il risultato sono 185 tracce di musica africana moderna. Ci sono i nomi conosciuti e gli hit: Mory Kante e ‘Yeke Yeke’, la Makeba e ‘Pata Pata’, Manu Dibango e ‘Soul Makossa’. Non c’è spazio per gli snob: milioni di persone su quei pezzi ci hanno ballato addosso. Della sterminata produzione discografica di Franco e Fela Anikulapo Kuti ci sono solo due tracce. Chi vorrà andare a caccia delle incisioni del baobab della rumba congo zairese e del padre dell’afrobeat troverà praterie sconfinate. La loro attività artistica è stata esagerata come le loro vite, ma niente a che vedere con i capricci da hotel delle rockstar d’occidente. Al nigeriano spaccarono le ossa i poteri

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Erodoto108 n°19  

Allo studioso dell’Orientale di Napoli che chiese agli ultimi otto membri di una tribù dell’Omo Valley nel Corno d’Africa ‘Che ne sarà della...

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