Page 4

edItorIale

Diciotto

O

gni numero di Erodoto (non solo di Erodoto) è strano. Come ci sentiamo a compiere diciotto anni? Chi se li ricorda i diciotto anni? Insomma, questo è il diciottesimo numero di questa non-rivista. Maturità, maggior età, se ancora vi fosse un’età da compiere per diventare grandi. A troppi ragazzi è vietata l’adolescenza e, a rovescio, ‘ci vuole scienza, ci vuole costanza, ad invecchiare senza maturità’.

I numeri di Erodoto nascono per casualità successive. Mesi fa Marco Palombi, fotografo romano, ci ha fatto vedere il suo reportage dalle miniere di carbone di Karaganda, in Kazakistan. Carla Reschia, giornalista dee La Stampa, era appena tornata ad Astana. Nella nostra redazione vi è Fabio Bertino che ben conosce quelle terre e, assieme a Roberta Melchiorre, ha scritto un libro sull’ex-Imperium sovietico. È cominciato così il nostro viaggio nei paesi caucasici. Ci è subito venuto in mente il più grande dei reporter del ‘900, Riszard Kapuściński: lui percorse questo cammino alla vigilia dello sfaldamento della vecchia Unione Sovietica, raccontò quelle terre in un libro di meraviglie a cui tutti noi abbiamo rubato parole e metodo di viaggiare. In questo numero abbiamo cercato di seguire le sue tracce lungo le rotte dell’antica Via della Seta. Siamo andati con Riccardo Amati nella val Fergana, in Uzbekistan, per scoprire la sua bellezza e i pericoli che sta correndo quella terra. Fabio, invece, ci ha fatto conoscere una coppia che vive in solitudine nelle steppe del Turkemistan. Un fotografo curdo, Garip Siyabend, è andato in Armenia per raccontare la comunità degli yazidi. Mentre Giovanni Breschi e Luana Salvarani si sono messi a guardare la follia del ponte di Tbilisi. È stato un bel viaggio.

erodoto108 • 18

Non potevamo dimenticarci degli Stati Uniti, questa volta. Le leggi e divieti di Donald Trump (pensate al garbuglio dei visti per gli Usa, alla impossibilità per molti di raggiungere quel paese, alle vostre macchine fotografiche che saranno destinate a stare nelle stive degli aerei) hanno cambiato il modo di viaggiare. Hanno ristretto ancor più la geografia del mondo. Abbiamo chiesto a fotografi amici una loro immagine degli Stati Uniti. E a una storica dell’arte italiana, Lorenza Smith, abitante da anni di New York, abbiamo domandato una ‘sensazione’: cosa vede dalla sua finestra negli Stati Uniti di Trump?

4

Il diciottesimo numero di Erodoto ci piace. Molto. Lo hanno resto bello Lucia Perrotta e Greta Bartolini. Che storie diverse! Lucia è una fotografa esperta, quarantenne, coordinatrice di un collettivo fotografico. Greta, invece, ha venticinque anni e muove i suoi primi passi con la macchina fotografica. Lucia si è appassionata all’Africa Occidentale e racconta il mistero e la grandiosità del vodu. Ha tolto lo stereotipo delle tenebre e ci ha donato fotografie solari, vive, intense. E Bruno Barba, giornalista e antropologo, ha raccontato la forza di questa religione. Al lavoro di Lucia è dedicata la nostra copertina. Volevamo mischiare sto-

Profile for Erodoto108

Erodoto108 n°18  

Primavera non bussa. Lei entra sicura. Noi la inseguiamo. Numero 18, la maggior età. Siamo in ritardo. Troppo in ritardo. Ma questo è un nu...

Erodoto108 n°18  

Primavera non bussa. Lei entra sicura. Noi la inseguiamo. Numero 18, la maggior età. Siamo in ritardo. Troppo in ritardo. Ma questo è un nu...

Advertisement