Page 21

simbologie anche cattoliche, nel nuovo mondo, ad haiti e a cuba, in brasile e a new orleans, parzialmente dissimulato sotto le vesti del sincretismo, assumendo nomi diversi – santeria, woodoo, candomblé, macumba – ma rimandando comunque, idealmente, a queste terre. terre, villaggi, campagne dove prosperavano, e regnano ancora, gli Egungun, i “revenant”, gli antenati che ritornano che ruotano come dervisci; dovrebbero atterrire , e invece benedicono e dispensano consigli; dove vivono Sakpata, temutissima divinità della peste e del vaiolo; Heviosso, il dio del fulmine, Gu, quello forte e virile del ferro; dove impera, su tutti, nell’immaginario collettivo Legba, signore dei cammini, di ogni inizio, di ogni avventura. anche di quella umana, poiché costui, immaginato dai cattolici come il diavolo, è il dio del fallo eretto, della fertilità, del sesso. principio di vita. e poi ancora, c’è Mami Wata, la dea sirena, la dominatrice del mare e della fertilità, simbolo universale, ricorrente ovunque ci siano uomini che con il mare lavorano, del mare vivono, con il mare si disperano, e nel mare muoiono. I templi? misere capanne di fango, con i tetti in lamiera, a stento riconoscibili dalle altre abitazioni, non fosse per la bandiera bianca e per drappo che rappresenta il vodu di riferimento. I sacerdoti? Saggi, ieratici e carismatici anziani, uomini – houngan - capaci di interpretare i segni, di compiere la divinazione – attraverso un complicatissimo sistema che prevede il lancio di dodici noci di cola legate tra loro da uno spago. ecco, la complicazione, il segreto iniziatico, il mistero: una religione come questa, che si tramanda oralmente, che prevede rituali di sangue – su animali commestibili, peraltro – che si basa sulla credenza in divinità della natura, non poteva che esser vista, dai manicheisti cattolici e dai razionalisti europei come demoniaca e feticista, comunque pericolosissima. e allora ecco le immagini tramandate dalla cinematografia e dalla letteratura: riti violenti, crudeli, legati alla stregoneria e alla magia nera. e invece qui il vodu scorre nelle vene di tutti: è linfa vitale, speranza, forza di sopravvivenza. perché sono loro, i voduns – altrove, in altre parti dell’africa si chiamano orixás, oppure inkissi – a contenere al proprio interno il principio del bene e del male, a valorizzare, “santificare” queste forze e a elargirle al fedele devoto; sono loro, gli dei, a richiedere amore e a ricambiarlo; a bere il sangue, che è vita e non morte, linfa vitale e quindi valore assolutamente positivo. Sono sempre loro, non gelosi, ma accoglienti, a desiderare che il pantheon venga allargato, modernizzato, persino globalizzato. I sincretismi – lo diceva anche Wole Soyinka – sono pacifici perché non escludono, ma accettano e inglobano, non sono fondamentalisti, ma aperti; sono plastici, permeabili, dinamici e non immobili, tradizionali, “fissi”. Sono una forza nuova, che arriva dall’africa perché da là tutto – oramai lo sappiamo bene – arriva. Sarà questo che incute timore, sarà questo che ci spaventa? 21

Profile for Erodoto108

Erodoto108 n°18  

Primavera non bussa. Lei entra sicura. Noi la inseguiamo. Numero 18, la maggior età. Siamo in ritardo. Troppo in ritardo. Ma questo è un nu...

Erodoto108 n°18  

Primavera non bussa. Lei entra sicura. Noi la inseguiamo. Numero 18, la maggior età. Siamo in ritardo. Troppo in ritardo. Ma questo è un nu...

Advertisement